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Il Procuratore di Patti in Commissione Ecomafie: in Sicilia depuratori sottodimensionati

Il Procuratore di Patti (ME) Angelo Vittorio Cavallo che sta svolgendo una indagine sulla depurazione delle acque reflue in Sicilia è stato sentito in videoconferenza dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti.

Depuratori vecchi degli anni ’90, con problemi di rotture alle condotte sottomarine, sistema fognario, di tipo misto, che «non permette la separazione delle acque bianche da quelle nere, per cui con un semplice acquazzone si crea un forte collettamento con il processo di depurazione».

Impianti progettati e realizzati per una popolazione di gran lunga inferiore rispetto a quella attuale e spesso in zone che nel periodo estivo vede quintuplicare i residenti.

Sono alcuni degli argomenti affrontati dal Magistrato, il quale ha illustrato quelle che sono le questioni più critiche e ed emergenti, concentrandosi sul trattamento delle acque reflue urbane.

“C’è un forte sottodimensionamento progettuale dei depuratori dei più importanti comuni del circondario – ha detto Cavallo – Si tratta di depuratori realizzati negli anni ’80-’90, progettati per una popolazione molto inferiore rispetto a quella attuale che nel periodo estivo arriva a quintuplicarsi. Ci troviamo di fronte a depuratori comunali che non riescono a svolgere il loro compito, impianti con tecnologia superata proprio perché realizzati da anni e con fasi depurative che non sempre sono risultate complete prive della disinfezione del refluo”.

Impianti, quindi, che “non riescono a soddisfare le attuali esigenze” e che spesso hanno “fasi depurative incomplete in cui manca la disinfezione finale del refluo” ha specificato ancora il Procuratore. Sei i depuratori comunali sequestrati dalla Procura di Patti tra il 2013 e il 2015, tre dei quali poi dissequestrati per intervenuta prescrizione.

“Si è proceduto nel corso del tempo – ha continuato il Magistrato – alla nomina di un custode giudiziario di questi sei depuratori sequestrati, poi tre sono stati dissequestrati a seguito di sentenza da parte dei Tribunale di Patti, in primo grado, molte volte per intervenuta prescrizione”.

“Uno dei problemi che ho rilevato – ha proseguito il Procuratore Cavallo – è il fatto che venivano nominati come custodi giudiziari funzionari degli uffici tecnici comunali che molte volte rispondevano dei reati che venivano contestati. Abbiamo rilevato una certa inerzia da parte di questi custodi per ovvi motivi. Più fortuna si è avuta – ha aggiunto il Magistrato – nominando dei tecnici esterni, il più delle volte degli ingegneri. Questi sequestri furono fatti quando non ero ancora procuratore a Patti, ma quando sono arrivato, visto il numero dei depuratori sequestrati e situazioni stagnanti ed ho provveduto a chiedere al Tribunale, in alcuni casi, la sostituzione del custode giudiziario con funzionari il cui nominativi ci erano stati dati dalla Regione siciliana dal dipartimento acqua e rifiuti. La regione ci ha dato il nominativo di un ingegnere che in quella occasione ha fatto un buon lavoro”.

Il Procuratore Cavallo ha augurato la realizzazione di nuovi impianti “Leggiamo sempre di lavori per nuovi depuratori in fase di avvio, ma a Patti, così come credo nel resto della Sicilia, non abbiamo ancora visto nulla. Da tempo esiste un commissario straordinario a Palermo per poter gestire questi depuratori in Sicilia oggetto di contestazione da parte della corte di giustizia mi auguro che si possano realizzare nuovi depuratori”.

Ci siamo occupati in più occasioni dell’inquinamento in mare, di cui qui di seguito citiamo alcuni articoli. Purtroppo le parole del Procuratore Cavallo confermano che ancora nell’Isola c’è molto da fare per superare l’inquinamento causato da inadeguati depuratori, anche risaputamente “monopolizzati” dalle locali politiche e burocrazie “27 Settembre 2018 Il mare Jonio della provincia di Messina inquinato da presumibili sversamenti”, “10 Settembre 2020 Inquinamento Jonio messinese: incontro dei Sindaci alla Regione Siciliana” e “5 Giugno 2021 Inquinamento: commissariamento e indagati politici, amministratori e dipendenti”.

Adduso Sebastiano

(tutte le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

Irma Testa alle Olimpiadi, il Sindaco Ascione: «Una gioia immensa»

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Da Torre Annunziata a Tokyo: Irma Testa ha conquistato il pass per i Giochi Olimpici in Giappone, il Sindaco Ascione felice e orgoglioso.

Irma Testa alle Olimpiadi, il Sindaco Ascione: «Una gioia immensa»

Torre Annunziata (Na): Dopo l’esperienza di Rio, la città può nuovamente sognare con Irma Testa che si è guadagnata il pass che la porterà in Giappone per prendere parte alle Olimpiadi di Tokyo.

Classe 1997, categoria Pesi Piuma, è stata la prima pugile italiana a disputare un’ Olimpiade in occasione dei Giochi di Rio.

Entrata in palestra a soli 10 anni e dimostra subito di trovarsi perfettamente a suo agio con i guantoni da pugile.

Nel 2012, ad appena 14 anni, comincia con le vittorie importanti conquistando il bronzo europeo in Polonia. È la prima di una lunga serie di vittorie che hanno portato Irma ad essere considerata la pugile under 20 più forte del mondo.

Con l’argento vinto nel torneo europeo di qualificazione olimpica, disputato a Samsun (Turchia) si è qualificata per i Giochi olimpici di Rio 2016, scrivendo il suo nome nella storia come la prima pugile italiana di sempre a qualificarsi per le Olimpiadi.

Il suo maestro Lucio Zurlo, ritiene che questa volta possa davvero salire sul gradino più alto del podio: se durante la prima esperienza olimpica era “acerba”, adesso la maturità e una maggiore consapevolezza ci sono.

E’ accaduto nella giornata di ieri che la boxeur oplontina, impegnata nel torneo preolimpico di Parigi, ha sconfitto la rivale croata Nikolina Cacic.

Le parole del Sindaco Ascione:

«Siamo orgogliosi ed entusiasti che Irma possa rappresentare l’Italia e Torre Annunziata alle Olimpiadi di Tokyo che prenderanno il via il prossimo 23 luglio – afferma il sindaco Vincenzo Ascione -Nel corso di questi anni ho avuto modo di conoscere Irma e di apprezzarne le sue doti da grande combattente, dentro e fuori dal ring, e la determinazione, la passione e l’impegno che ci mette ogni singolo giorno per raggiungere gli obiettivi che si è prefissata. I sacrifici e il duro lavoro pagano sempre.
L’Amministrazione Comunale si congratula con Irma, orgoglio per l’intera città ed esempio per tanti giovani del nostro territorio. Un grosso in bocca al lupo per la sua avventura in Giappone, che ci auguriamo con tutto il cuore possa regalarle gioie e soddisfazioni. Speriamo di poterla
riabbracciare al suo rientro in Italia con indosso una medaglia al collo».

 

 

 

Stéphanie Esposito Perna / Redazione Campania

Pub in centro del tutto abusivo: chiuso e sanzionato il proprietario

Gli agenti del Nucleo Controllo Attività Produttive di Palermo, nell’ambito di un servizio congiunto effettuato con i Carabinieri della Compagnia Piazza Verdi e finalizzato al controllo del territorio, hanno chiuso un pub, sito in Piazza Monte di Pietà, ed elevato sanzioni amministrative per un totale di euro 11.498.

Il pubblico esercizio all’atto del controllo ispettivo, era aperto al pubblico e sprovvisto di qualsiasi titolo autorizzativo.

Il locale è stato posto sotto sequestro cautelare amministrativo, con apposita affissione di sigilli, perché privo della prescritta SCIA per somministrazione di alimenti e bevande e per asporto, ed è stato sanzionato con Verbale di euro 5.000.

Inoltre, il pub risultava sprovvisto della prescritta autorizzazione per la vendita al dettaglio di prodotti alimentari per cui è stato sanzionato con Verbale di euro 3.098,00 e sprovvisto, altresì, della prescritta Registrazione Sanitaria ed è stato sanzionato con Verbale di euro 3.000.

Inoltre il gestore è stato sanzionato per inottemperanza all’obbligo nei locali pubblici ed aperti al pubblico, nonché tutti gli esercizi commerciali di esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo, per il contrasto dell’epidemia da COVID 19, con Verbale di euro 400.

Al termine delle operazioni di controllo i residenti si sono avvicinati alle Forze di Polizia e li hanno ringraziati per l’attività svolta e per avere tutelato la quiete pubblica.

Adduso Sebastiano

(tutte le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

Torre Annunziata: aggiornamenti dati contagi da Covid-19

Torre Annunziata: in base al comunicato stampa n.236 di oggi, si trasmettono i dati inerenti al numero di contagiati da Covid-19.

Torre Annunziata: aggiornamenti dati contagi da Covid-19

Torre Annunziata (Na): Il comunicato stampa n. 236 trasmesso oggi, aggiorna sui dati inerenti al numero di contagiati da Covid-19.

Nelle ultime 72 ore sono stati registrati cinque nuoci casi a fronte di 181 tamponi processati, con l’indice di positività che si attesta al 2,76 per cento.

Al contempo si registrano anche 4 guarigioni.
Sono 19 i cittadini attualmente positivi.
Le dosi di vaccino somministrate sino ad ora sono 21.584.

I cittadini che hanno ricevuto sia la prima che la seconda dose sono 5.752, mentre quelli che hanno ricevuto solo la prima sono 15.832.

La percentuale è pari al 38 per cento (calcolata sul numero delle prime dosi in rapporto ai
41.355 residenti).
Sono 4.349 le persone che hanno contratto il Coronavirus a Torre Annunziata dall’inizio dell’emergenza sanitaria, di cui 4.238 guarite e 92 decedute.

 

Continua la campagna vaccinale aperta a tutti i cittadini che si sono registrati sulla piattaforma predisposta dalla Regione Campania.

Inserendo i dati del proprio codice fiscale e della propria tessera sanitaria, è possibile poi essere contattati direttamente dal sistema, che indirizzerà al sito dove ricevere la somministrazione del vaccino.

Molti cittadini hanno riscontrato problemi di “riconoscimento” della propria tessera sanitaria, in quel caso è necessario rivolgersi alla Agenzia delle Entrate e presentare la proria difficoltà, in modo che possano intervenire al fine di consentire la normale registrazione all’elenco di coloro che vogliono vaccinarsi.

 

 

 

Stéphanie Esposito Perna / Redazione Campania

Formula Uno, il luogo in cui lo spettacolo è assicurato

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Formula Uno, il luogo in cui lo spettacolo è assicurato

Formula Uno: si ritorna in pista domenica 20 col GP di Francia

“We race as one”. Uno slogan bello e conciso. È questo il motto da un po’ di tempo della Formula Uno. Di uno sport che, settimana dopo settimana, continua a regalare spettacolo. Come quello visto a Baku, in cui la lotta per il mondiale piloti si è presa una pausa, ma questo non vuol dire che non ci sia stato divertimento.

 

Verstappen-Hamilton, a Baku è 0-0

La lotta per il mondiale, in teoria, vedendo la classifica vede senza dubbio Verstappen uscirne vincitore. Dopotutto l’olandese è ancora leader del mondiale, anche se l’amarezza per come è andata la sua gara c’è ed è anche tanta. “Ho perso un’occasione” ha infatti commento il pilota al termine del  Gran Premio. Però bisogna anche ammettere che quella di ieri, con anche un Hamilton in terza piazza, è stata un’occasione buttata al vento. Chance non sfruttata proprio dallo stesso sette volte campione del mondo. Se Verstappen ha commesso un errore, quello di Hamilton è infatti ancora peggiore. Letteralmente un rigore sbagliato che lascia ancora speranza a Verstappen: il mondiale è apertissimo ma dalla Francia non si può più tornare a sbagliare.

 

Il ruolo dei secondi

Della lotta Mercedes-Red Bull, in ambito mondiale costruttori, oltre forse alla vettura(che a oggi vede Red Bull leggermente avanti) c’è un altro capitolo da scrivere: i secondi piloti. La differenza a Baku tra Bottas e Perez è letteralmente incommentabile. Il messicano non ha solo portato a casa il Gran Premio, il che non è poco ovviamente, ma è riuscito per tutta la gara a tenere dietro un sette volte campione del mondo. Hamilton sbraitava con Bono via radio per le enormi difficoltà che aveva per cercare l’attacco sul messicano che,alla fine, non ha neanche collezionato. Sulla gara di Bottas invece non c’è molto da aggiungere. Dodicesimo e in super crisi. Russell è alla porta e,come infatti dicono rumor da paddock, il contratto del finlandese non sarà rinnovato.

 

Ferrari, la strada è quella giusta

Resta da fare ovviamente un’analisi sulla Ferrari. Una gara, anzi un weekend, in cui fuoriesce una difficoltà su tutte: il passo gara. La Rossa ha la capacità di mettere prima degli altri in temperatura le gomme, il che può giovare nei primi tratti di gara anche se poi nella seconda parte non porta benefici. Il team di Maranello continua però a crescere, la strada intrapresa è quella giusta. Dopotutto, con Leclerc, due pole consecutive non si fanno per caso. La voglia di fare bene c’è, anche se in gara bisogna continuare a migliorare, così come deve farlo Sainz che, tralasciando Baku, sta crescendo di garan premio in gran premio dimostrandosi di essere davvero un pilota super solido.

 

La meraviglia di Baku

Però come detto, la Formula Uno ieri ha dimostrato a tutti la meraviglia di sport che è. Oltre la vittoria di Perez basta infatti pensare a tutto il podio: torna a gioire infatti Sebastian Vettel. Il quattro volte campione del mondo viene premiato dopo una strategia e una gestione gomme impeccabile. Così come impeccabile è stata la gara di  Gasly. Il francese ormai, di volta in volta, sta dimostrando di essere un pilota top. E chissà che qualche top team non inizi a farsi ingolosire dalla possibilità di metterlo sotto contratto.

 

Romeo Menti, la situazione dei lavori per la riqualificazione dello stadio

Romeo Menti, sono due i progetti che porteranno ad adeguare lo stadio cittadino ai parametri richiesti dalla FIGC per la prossima stagione agonistica. Lo stadio di Castellammare infatti ha bisogno di alcuni interventi di manutenzione per per adeguarlo alle normative previste dalla FIGC e anche per soddisfare tutte le necessità della sicurezza e dell’ordine pubblico previste per lo svolgimento di gare del campionato di Lega Pro.

I due progetti richiederanno un esborso da parte del Comune di circa 500.000 euro per ognuno di essi per un totale complessivo di spesa di circa un milione di euro.

Per quanto concerne il primo progetto per il quale sono stati già stanziati e approvati i fondi necessari, si tratterebbe di una serie di opere che riguarderanno soprattutto l’interno del “Romeo Menti”. A breve partirà la gara d’appalto per consentire la realizzazione dei lavori entro l’estate, così da rendere utilizzabile lo stadio Romeo Menti per l’inizio della nuova stagione, e comunque entro e non oltre l’inizio del prossimo campionato di Lega Pro 2021-2022.

Si va dalla realizzazione di diverse opere quali la creazione di una rampa per accesso di soggetti diversamente abili al settore distinti, manutenzione straordinaria dei servizi igienici dell’intera struttura, rifacimento della copertura del settore tribuna, revisione delle pluviali dell’intero impianto e alla sostituzione, con contestuale riallocazione in alcuni settori, dei tornelli attualmente esistenti di tipologia elettrificata con altri di tipologia meccanica, controsoffittatura per garantire l’igienicità dei bagni.

Per quanto concerne invece il secondo tipo di intervento, si tratterà di lavori di riqualificazione dell’intera area antistante lo stadio Romeo Menti. Il costo stimato dei lavori che dovrebbero essere appaltati ed assegnati ad una ditta entro la fine del 2021, sarà di 511.586,18 euro.

Si tratterà in quest’ultimo caso di realizzare un parcheggio nei presso dello stadio e allo stesso tempo sarà riqualificata la piazzetta presente nell’area antistante la Curva Sud. Il tutto per fornire a chi si reca al “Romeo Menti” uno stadio sicuramente sempre più fruibile per tutti, per quello che è da tanti anni ormai un vero e proprio fiore all’occhiello per l’intera città.

 

a cura di Natale Giusti 

Formula Uno, GP Azerbaijan 2021. Le pagelle di Carlo Ametrano

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Ieri Baku è stato il teatro del GP di Formula Uno dell’Azerbaijan che non ha lesinato di fornire emozioni e soprese. A sorpresa vince Perez con Vettel e Gasly sul podio. I due contendenti al titolo mondiale, Hamilton e Verstappen non conquistano punti: l’olandese della Red Bull finisce la sua gara a pochi giri dalla fine mentre era in testa per l’esplosione del pneumatico posteriore sinistro, mentre il pilota inglese della Mercedes commette un errore in ripartenza dopo la bandiera rossa finendo lungo e in fondo al gruppo.

Oggi abbiamo ascoltato per la nostra rubrica “Un voto per la Formula Uno” lo scrittore stabiese Carlo Ametrano, autore del libro “Ayrton… per sempre nel cuore” e grande appassionato di Formula Uno.

Pubblichiamo l’estratto dell’intervista telefonica

Buongiorno Carlo, abbiamo visto un’altra gara emozionante! Ti chiediamo subito una considerazione su questo GP di Formula Uno disputato a Baku.

“Le piste cittadine come Montecarlo e Baku riservano sempre delle soprese. Voglio fare una tiratina d’orecchie a Hamilton che commette un errore da principiante non accontentandosi del secondo posto, sapendo dell’uscita dalla corsa di Verstappen, tentando il tutto per tutto.

Vince Perez che approfitta dell’uscita di scena di Verstappen e Hamilton.

“E’ vero che ha approfittato dell’uscita dei due, ma dobbiamo dire che ha corso alla grande. Su Hamilton poi ha tenuto botta e lo ha costretto all’errore. E’ il pilota ideale per la Red Bull. Porterà tanti punti pesanti. Voto 10.”

Segue Vettel che può essere considerato l’MVP di giornata ancora una volta.

“Vettel è in un buon momento e sta dimostrando che 4 mondiali non si vincono così per caso. Voto 9”

Ultimo gradino del podio per l’Alpha Tauri di Gasly.

“Pier è un ottimo pilota, molto veloce che ha trovato la sua dimensione. Ha saputo battagliare con Leclerc conquistando un ottimo terzo posto. Voto 7”

Fuori dal podio del GP di Formula Uno Azerbaijan 2021

Quarto tempo per Leclerc che partiva dalla pole.

“La Ferrari è migliorata rispetto all’anno scorso, ma non è una macchina completa che può permetter a Leclerc di lottare per le primissime posizioni. Non mettiamo troppa pressione su questo ragazzo che non può essere paragonato a campioni come Senna, Prost, Mansell, ecc ecc. Voto 6”

Quinta piazza per Norris.

“In difficoltà il sabato, ha fatto una discreta gara precedendo ancora una volta Daniel Ricciardo suo compagno di scuderia. La sua gara è stata regolare senza sussulti. Voto 6”

Alonso partito dietro con l’Alpine che voto si merita.

“E’ stato bravo a gestire tutta la gara e ad approfittare dell’uscita di pista di Verstappen e Hamilton. Il suo lo ha fatto quando in ripartenza a due giri dalla fine infila alcune macchine rendendo il suo risultato più soddisfacente. Voto 6”

Tsunoda si toglie qualche sassolino dalla scarpa dopo alcune critiche?

“Questo pilota secondo me farà parlare tanto di se, Ha un bel caratterino ed è molto veloce in pista. Voto 7”

Ottavo Sainz delusione di questo week end?.

“Non perfetto il sabato e con qualche sbavatura la domenica la sua gara non poteva essere eccellente.Voto comunque sufficiente: 6”

Ricciardo al nono posto?

“Non ci si può accontentare di un piazzamento a punti. Ricciardo ha un potenziale elevato che ancora non ha fatto vedere con la McLaren. Voto 6. ”

Raikkonen decimo eguaglia il record di Schumacher, unico pilota finora ad aver conquistato almeno un punto in ogni campionato disputato negli ultimi 20 anni.

“Un buon risultato per lui, ma onestamente penso che dopo quest’anno debba lasciare spazio a chi è più giovane. Voto 6”

Pensando alle prossime gare, quali possono essere le aspettative?

“I prossimi GP si disputeranno a distanza di una settimana uno dall”altro per cui non ci sarà possibilità di vedere uno sviluppo delle macchine. Si parte dal Canada dove penso che la Mercedes tornerà a fare la voce grossa.

Carlo noi ti facciamo i complimenti e ti ringraziamo. Diamo appuntamento a tutti in nostri lettori per i voti del prossimo GP di Formula Uno che si correrà dunque a Montreal. Prima di chiudere ci vuoi aggiornare sui tuoi appuntamenti.

Ci tenevo a informare tutti i miei lettori che anche quest’anno a causa del Covid l’incontro annuale di commemorazione di Ayrton Senna previsto per il 1 maggio, si farà e sarà spostato per il 20 di giugno. Ci terrei a fare un grande ringraziamento ad Augusto Zuffa, direttore dell’agriturismo che ci ospiterà. Ci saranno tanti ospiti del mondo dei motori, sarà un raduno in onore di un grande pilota. Ci saranno anche tanti scrittori: uno di questi sarà il mio amico Luca Dal Monte.”

 

Se vuoi riascoltare tutta l’intervista telefonica di Carlo Ametrano, è possibile farlo semplicemente cliccando play sul lettore multimediale che si aprirà a questo indirizzo: https://chirb.it/wp/ExdC0w

Gravina-Sorrento 3 a 2: i costieri travolti dalla coppia Cappiello-Alfarano

Non è arrivato il secondo successo consecutivo in casa Sorrento. Il team rossonero, certo della salvezza, fa visita ai pugliesi del Gravina per la penultima giornata del Girone H, ma crolla al cospetto dei murgiani per 3 a 2. Una sconfitta indolore per i ragazzi di La Scala, che regala però la gioia della permanenza in Serie D ai padroni di casa, ancora in bilico sulla zona retrocessione. Il tutto è stato accompagnato dal tanto atteso ritorno dei tifosi sugli spalti.

Protagonisti di giornata sono Cappiello e Alfarano, che con le loro reti e con grande talento puniscono un Sorrento mai arrendevole, tenuto a galla dai gol di Liccardi e Sandomenico. Il Toro si conferma il migliore in campo dei suoi, siglando la sua nona marcatura stagionale, la seconda di seguito dopo il gol rifilato al Casarano durante lo scorso match.

LA CRONACA

1° TEMPO

Al “Vicino” la sfida si fa subito interessante. Una giocata rischiosa della retroguardia gialloblu nella propria area rischia di far passare subito in vantaggio il Sorrento, ma Chivazzo fa buona guardia davanti alla propria porta. Dopo quasi un quarto d’ora di gioco Cappiello decide di segnare il primo gol stagionale in grande stile. Cross dalla destra di Messori che arriva sui piedi di Terrevoli, pallone restituito all’attaccante che compie una magia girandosi e trovando l’incrocio con il destro. Orazzo, nella veste straordinaria di portiere titolare per i rossoneri, non può nulla. Al 14′ è 1 a 0 Gravina.

I padroni di casa, carichi d’entusiasmo dopo la rete del vantaggio, provano a cercare il raddoppio. Agresta vede Orazzo fuori dai pali e calcia dai trenta metri, il pallone si spegne alto sulla traversa. Poi Messori, dopo uno scambio al limite dell’area con Cianci, riesce a ricavarsi lo spazio per la conclusione ma impatta nella difesa costiera. Lo stesso Cianci ha un’opportunità dopo pochi giri di lancette, Cacace sventa il pericolo. Nel finale di primo tempo il Sorrento si rende pericoloso grazie ad un tiro da fuori di La Monica che Martellone blocca in due tempi. Si chiude così la prima frazione, con i pugliesi che appaiono più sicuri nella gestione del risultato.

2° TEMPO

Nell’avvio della ripresa i murgiani replicano con un’altra perla di Cappiello. Raccolto il lancio di Agresta, il numero 9 del Gravina becca la porta con un sinistro no look al volo da premio Puskás. Al 46′ il tabellino recita 2 a 0 in favore dei padroni di casa. Vanno vicino al tris i pugliesi pochi minuti dopo, quando Gilli entra in area servito da Cianci ma c’entra in pieno Orazzo, sulla respinta la retroguardia rossonera spazza l’area prima che Cappiello possa fiondarsi sul pallone. Il Sorrento subisce il contraccolpo del doppio svantaggio, ma prova una timida reazione. I tentativi dei giocatori del reparto offensivo costiero si infrangono sulla coriacea difesa dei ragazzi di mister De Candia.

Nel momento di maggiore difficoltà per il Sorrento, Liccardi decide di caricarsi la squadra sulle spalle, provando con insistenza a cercare la rete che possa accorciare il divario dagli avversari. Il Toro prova in girata a trafiggere Martellone, il portiere gravinese difende la propria porta e devia in calcio d’angolo. Il centravanti rossonero ci riprova sul lancio di Cacace, sorprendendo i difensori del Gravina e inserendosi in area, ma il tiro è troppo defilato e finisce di poco alto sulla traversa.

L’insistenza del bomber napoletano ripaga il Sorrento, che si sblocca al 70‘ e dimezza lo svantaggio. Liccardi riesce a liberarsi dalla marcatura e si invola verso la porta gravinese, per poi indovinare il diagonale col destro. I giochi sono riaperti, ma il Gravina deve blindare la vittoria per agguantare l’obiettivo salvezza. Non ci riesce un super Cappiello, che fa tutto da solo e penetra nell’aria avversaria senza riuscire a punire Orazzo per la terza volta.

Ad assicurare il risultato alla squadra pugliese ci pensa al Alfarano al 79′. Messori riceve palla sulla destra e dal fondo vede il terzino al centro, che deve solo spingere in rete il pallone del 3 a 1. Partita in ghiaccio, ma il risultato è destinato a cambiare ancora. Il Sorrento accorcia nuovamente in pieno recupero con Sandomenico dal dischetto, ma non c’è ormai più tempo per una rimonta.

Il Sorrento non ha più nulla da chiedere a questo campionato, che saluterà dinnanzi ai propri tifosi domenica 13 giugno contro i corregionali del Real Agro Aversa.

IL TABELLINO

SORRENTO – GRAVINA 1-0   13’ e 46′ Cappiello (G), 70′ Liccardi (S), 79’ Alfarano (G), 90’+4’ Sandomenico (S)

GRAVINA (3-5-2): Martellone; Perez, Chiavazzo, Gilli; Ben Khalek, Messori, Toskic (60′ De Feo), Agresta (82′ Abayian), Terrevoli (60′ Alfarano); Cappiello (82′ Correnti), Cianci (65′ Gjonaj). A disp: Pagkratis, Dentamaro, Bisconti, D’Addabbo Allen:Pasquale De Candia

SORRENTO (4-4-2): Orazzo; Somma, Cacace, Fusco (82′ Basile), Esposito; Maranzino (68′ Cesarano), Langella, La Monica; Camara (60′ Cassata), Liccardi (82′ Vitale), Sandomenico. A disp: Del Sorbo, Giordano, Starita. Allen: Pino La Scala

Arbitro: Pietro Campazzo di Genova

Assistenti: Mirko Bertoluccio di Vibo Valentia e Agostino De Santis di Campobasso

Ammoniti: Perez, Alfarano (G)

Recuperi: 2’pt e 5’st

Givova Scafati a fasi alterne, Udine vince la prima sfida della semifinale

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I sei uomini in doppia cifra e i nove atleti sui dieci iscritti a referto ad essere andati a punti non sono bastati alla Givova Scafati per aggiudicarsi gara uno della semifinale playoff disputata al PalaCarnera contro l’Old Wild West Udine. Il successo è andato invece ai padroni di casa, vittoriosi con il punteggio finale di 96-91.

Quasi sempre avanti sin dalla palla a due, i bianconeri hanno tirato con superiori percentuali da tre punti (47,1 % contro 30,8%) ed avuto la giusta lucidità nei momenti importanti, trovando in Mian e Johnson gli uomini chiave prima per allungare e poi per chiudere la contesa.

I gialloblù hanno avuto il merito di non mollare mai, di restare aggrappati all’avversario, senza mai disunirsi, anzi trovando la forza di lottare e tenere duro, recuperando il distacco superiore alla doppia cifra subito nella prima parte di gara e riaprendo così i giochi a pochi minuti dalla fine. E’ mancato, al di là dei numeri, l’apporto in termini di fisicità e di emotività dei due americani Thomas e Gaines, non decisivi come nelle attese, al di là degli evidenti limiti difensivi che hanno costituito il limite più grosso ed insormontabile.

LA PARTITA

Frank Gaines in tiro nella sfida contro APU Udine
(ph. Giacomo Lodolo)

Errori al tiro e percentuali basse caratterizzano i primi minuti di gioco, in cui entrambi i quintetti mostrano evidenti problemi di fluidità offensiva (2-2 al 3’). Le difese hanno ragione degli attacchi piuttosto imbrigliati: le difficoltà organizzative portano a soluzioni conclusive nei primi secondi dell’azione, con il punteggio che resta in equilibrio (6-6 al 6’; 9-9 al 7’). I ritmi salgono e con essi anche le percentuali di tiro dalla lunga e media distanza (bene Gaines da una parte, Nobile e Mian dall’altra), che favoriscono però il gioco udinese (21-16 al 9’). Mentre i due allenatori danno spazio agli uomini della panchina, arriva la prima sirena sul 23-18 in favore dei locali.

Il buon impatto di Cucci con il secondo quarto vale il 26-24 al 12’. I padroni di casa (bene Johnson), con grinta e carattere, provano ripetutamente ad allungare sull’avversario e, grazie ad un parziale di 8-2, riescono a portarsi avanti 39-27 al 15’. Il superato bonus falli non arresta Udine, che continua a tirare con ottime percentuali soprattutto da tre punti (64,3%), mentre i viaggianti si innervosiscono (44-30 al 18’). I centri di Antonutti nel finale di tempo, nonostante il buzzer beater di Marino sulla sirena, valgono il 49-37 con cui i due quintetti raggiungono gli spogliatoi.

Luigi Sergio in azione contro APU Udine
(ph. Giacomo Lodolo)

E’ mortifero l’impatto di Mian con la ripresa: i suoi canestri dalla lunga distanza segnano il 55-39 al 21’. Ci prova Palumbo a ridurre le distanze (55-43 al 22’), ma predica nel deserto. Passano i minuti e tocca allora a Gaines e Thomas alzare la voce (60-49 al 25’). I successivi canestri di Cucci e Musso permettono alla Givova di scendere sotto la doppia cifra di svantaggio (63-54 al 27’). Ma è un fuoco di paglia. La risposta friulana è nelle mani dell’ex Italiano, di Foulland e Pellegrino, che ricacciano sotto l’avversario al termine della terza frazione (74-60).

La Givova (in versione tutta italiana) si gioca la carta della difesa a zona 2-3, che unitamente ai centri di Musso, Cucci e Palumbo, gli permette di scendere di nuovo sotto la doppia cifra di svantaggio (74-66 al 32’). La gara si riapre nei successivi minuti (77-74 al 34’), in cui un pizzico di nervosismo penalizza i locali, in difficoltà contro la zona gialloblù. Rossato è in fiducia (77-76 al 5’), ma l’Old Wild West esce dall’empasse, cresce e allunga nuovamente (83-76 al 36’). I centri di Cucci e Palumbo tengono in vita gli ospiti (83-80 al 37’), che intanto ritornano a difendere a uomo. E’ il solito Johnson però a realizzare le due triple di fila (91-82 al 39’) che, nonostante il successivo ricorso al fallo sistematico, chiudono anzitempo la sfida, la cui ultima sirena arriva sul 96-91.

LE DICHIARAZIONI

Il coach Alessandro Finelli: «Innanzitutto complimenti a Udine, che ha avuto una serata
importante nelle percentuali di tiro da tre punti, tant’è che nel primo tempo ha tirato col 65% e a
fine gara globalmente col 50%, con Johnson e Mian bravi ad andare a segno anche con l’uomo
addosso. Siamo comunque dentro la serie, ce lo dice questa partita agonisticamente di grande
livello. Abbiamo avuto la forza e la lucidità di entrare in partita tra la parte finale del terzo e quella
iniziale del quarto periodo. Questo ci fa capire che con piccoli aggiustamenti e con la giusta
mentalità, martedì sarà un’altra partita».

I TABELLINI

OLD WILD WEST UDINE – GIVOVA SCAFATI 96-91

OLD WILD WEST UDINE: Johnson 15, Deangeli 3, Amato, Schina, Antonutti 10, Agbara n. e., Mian 15, Foulland 11, Giuri 14, Nobile 11, Pellegrino 6, Italiano 9. Allenatore: Boniciolli Matteo. Assistenti Allenatori: Martelossi Alberto e Finetti Carlo

GIVOVA SCAFATI: Gaines 17, Musso 11, Palumbo 12, Marino 3, Thomas 12, Cervi, Rossato 13, Sergio 5, Benvenuti 2, Cucci 16. Allenatore: Finelli Alessandro. Assistente Allenatore: Di Martino Umberto.

ARBITRI: Caforio Angelo di Brindisi, Marziali Silvia di Frosinone, Perocco Alberto di Ponzano Veneto (Tv).

NOTE: Parziali: 23-18; 25-19; 25-23; 22-31. Falli: Udine 23; Scafati 22. Usciti per cinque falli: Rossato. Tiri dal campo: Udine 33/66 (50,0%); Scafati 32/68 (47,1%). Tiri da due: Udine 17/32 (53,1%); Scafati 24/42 (57,1%). Tiri da tre: Udine 16/34 (47,1%); Scafati 8/26 (30,8%). Tiri liberi: Udine 14/21 (66,7%); Scafati 19/27 (70,4%). Rimbalzi: Udine 34 (10 off.; 24 dif.); Scafati 38 (14 off.; 24 dif.). Assist: Udine 19; Scafati 14. Palle perse: Udine 12; Scafati 8. Palle recuperate: Udine 3; Scafati 7. Stoppate: Udine 2; Scafati 0.

Tre ambulanze private sono state sequestrate dai Carabinieri del Nas

I Carabinieri del Nas (Nuclei Antisofisticazioni e Sanità) di Catania, coadiuvati da militari della stazione Carabinieri di Caltagirone comune della provincia di Catania, hanno svolto dei controlli sui mezzi di trasporto e soccorso sanitario che stazionavano nell’area antistante l’Ospedale civile di Caltagirone, in particolare effettuando la verifica di diverse autoambulanze, tutte riconducibili ad associazioni private, operanti con personale dipendente in regime di volontariato e che si rendono disponibili anche al trasporto di infermi per fini di guadagno.

I CONTROLLI E GLI ESITI

I mezzi sono risultati, privi di autorizzazione sanitaria ed equipaggiati con estintori antincendio scaduti, sono stati ritenuti “in condizioni di degrado tali da pregiudicare la sicurezza e salubrità dei pazienti trasportati“.

Due operatori sono stati trovati che indossavano il tipico abbigliamento di soccorso sanitario, sebbene in assenza di automezzi nelle adiacenze, verosimilmente ciò per intercettare potenziali utenti e loro familiari che uscivano dai reparti ospedalieri, al fine di offrire, a pagamento, un servizio di trasporto sanitario per infermi verso il proprio domicilio o altre destinazioni.

La tattica era finalizzata ad eludere eventuali controlli degli automezzi durante i periodi di stazionamento presso l’area ospedaliera: le autoambulanze, infatti, lasciate in sosta appositamente presso la sede operativa dell’associazione privata, lontano dall’ospedale, sono state trovate anch’esse prive di autorizzazioni sanitarie e di requisiti di sicurezza.

Anche la struttura adibita a sede operativa è risultata priva di autorizzazioni sanitarie e di requisiti di sicurezza.

LA DENUNCIA E IL SEQUESTRO

I Carabinieri del Nas hanno denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Caltagirone operatori, autisti e improvvisati soccorritori. Nel corso dell’intervento, sono stati sequestrati complessivamente 3 automezzi ad uso sanitario.

Tra le ambulanze sequestrate c’è anche un mezzo riconducibile a uno dei soggetti destinatari delle misure cautelari eseguite il 25 maggio scorso dalla compagnia dei carabinieri di Caltagirone nell’ambito dell’operazione “Requiem”*.

*L’OPERAZIONE REQUIEM DEL 25 E 28 MAGGIO 2021 A CALTAGIRONE

Su disposizione della Procura della Repubblica, nelle prime ore del mattino del 25 maggio 2021, nel comune di Caltagirone, oltre 50 Carabinieri del Comando Provinciale di Catania, supportati dalla Compagnia di Intervento Operativo del XII° Reggimento “Sicilia” e del 12° NEC di Catania, insieme alla Compagnia Carabinieri di Caltagirone, hanno dato esecuzione ad una misura cautelare emessa nei confronti di 9 soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, del reato di associazione a delinquere finalizzata alla commissione dei reati di illecita concorrenza con minaccia o violenza, violazioni di sepolcro, furti aggravati, rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio, minaccia, interruzione di un ufficio o servizio pubblico, nonché di minaccia a pubblico ufficiale ed istigazione alla corruzione.

L’INDAGINE

Il provvedimento trae origine da un’indagine condotta dal marzo 2019 al mese di marzo 2020 dai Carabinieri della Compagnia di Caltagirone che, partendo dalle denunce presentate dal rappresentante di una concorrente ditta di onoranze funebri del luogo, mediante attività tecniche e dinamiche, nonché acquisizioni documentali ed escussione dei vertici sanitari dell’ospedale, ha consentito di svelare l’esistenza di un’associazione a delinquere dedita alla commissione di vari reati finalizzati alla gestione in via esclusiva dei servizi funebri ed al trasporto di pazienti non deambulanti.

Il predetto gruppo criminale aveva il suo centro logistico all’interno dell’Ospedale “Gravina e Santo Pietro di Caltagirone, oggetto di vera e propria “occupazione militare” da parte dei sodali che non esitavano a minacciare ed aggredire, anche fisicamente, il personale sanitario impegnato a far rispettare le norme di sicurezza all’interno del nosocomio anche all’inizio dell’emergenza derivante dalla pandemia da covid-19.

Uno dei soggetti colpiti dall’odierna misura ha addirittura minacciato di morte ed aggredito un infermiere con funzioni di capo sala del P.S., ritenuto colpevole soltanto di aver cercato di far rispettare gli appositi protocolli emanati dalla Direzione Sanitaria in costanza dell’evento epidemiologico, concernenti, tra l’altro, l’interdizione all’accesso indiscriminato all’interno dei locali del Reparto.

L’attività d’indagine ha permesso altresì di accertare come, con violenza o minaccia, gli appartenenti all’associazione – col supporto operativo di alcuni operatori, a vario titolo inquadrati, in servizio presso il predetto ospedale – compissero atti di concorrenza illecita verso altre imprese operanti nel settore delle onoranze funebri.

Le azioni violente consistevano in danneggiamenti di arredi funerari di ditte concorrenti posti ad ornamento della sala mortuaria, nei furti di parti di essi, nonché nell’appropriazione dei talloncini identificativi collocati sulle salme (in un’occasione lo stesso talloncino veniva strappato addirittura da un piccolo feto), sempre al fine di assicurare per sé il rintraccio dei parenti ai quali proporsi per le onoranze funebri e, al contempo, per evitare che altri concorrenti nel settore potessero entrare in possesso delle informazioni anagrafiche ivi contenute.

Numerose sono state le violazioni perpetrate all’interno delle camere mortuarie, nel corso delle quali, con vere e proprie perquisizioni delle salme e minuziose ricerche, gli appartenenti all’associazione si sono appropriati di monili, oggetti preziosi o semplici coroncine del rosario posizionate tra le mani dei defunti.

L’indagine ha consentito altresì di accertare un episodio di istigazione alla corruzione che ha coinvolto un operatore in servizio presso il Pronto Soccorso dell’ospedale, il quale avrebbe sollecitato un appartenente all’associazione a delinquere alla dazione di una somma di denaro come controprestazione per la segnalazione di un paziente non deambulante che necessitava di trasporto in ambulanza.

In carcere:

AGNELLO Paolo, nato a Caltagirone (CT) il 3 gennaio 1964;

INDIGENO Massimiliano, nato a Caltagirone il 16 dicembre 1974;

RENDA Alfredo, nato a Caltagirone il 18 febbraio 1953;

ANNALORO Davide, nato a Torino il 23 aprile 1975.

Agli arresti domiciliari:

AGNELLO Alberto, nato a Caltagirone il 24 ottobre 1965

Dell’Obbligo di Dimora con permanenza domiciliare dalle ore 22:00 alle 06:00 e dell’Obbligo di presentazione alla P.G.:

MILAZZO Giuseppe, nato a Caltagirone il 25 giu 1958;

GULIZIA Massimo, nato a Caltagirone il 29 set 1966;

Dell’Obbligo di Dimora:

SCIACCA Raffaele, nato a Caltagirone il 22 mar 1977;

PAPPALARDO Vito, nato a Caltagirone il 9 set 1960.

28 MAGGIO 2021 SEGUITO DELL’OPERAZIONE REQUIEM 

I Carabinieri della Compagnia di Caltagirone nel quadro delle attività conseguenziali all’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare dello scorso 25 maggio, emesse dalla Procura di Caltagirone nell’ambito dell’operazione “Requiem”, hanno aggiunto ulteriori elementi di responsabilità penale a carico del 46enne Massimiliano INDIGENO.

L’uomo infatti, capo e cassiere dell’organizzazione che mirava a gestire il controllo dei degenti non deambulanti attraverso l’ONLUS a lui riconducibile, deteneva senza averne alcun titolo munizioni per armi da fuoco occultandole non solo all’interno della propria abitazione ma, addirittura, all’interno di una delle ambulanze della Onlus che era adibita al trasporto dei pazienti.

Particolare curiosità ha suscitato ai militari l’atipicità delle 35 cartucce rinvenute, aventi calibro 6,5×52 e 7,92×57, destinato quindi ad un utilizzo su un’arma lunga.

All’arrestato, il G.I.P. del Tribunale di Caltagirone ha contestato la minaccia e violenza a pubblico ufficiale, perché responsabile di gravi minacce e di un’aggressione fisica ad un caposala del pronto soccorso dell’ospedale Gravina e Santo Pietro” che in un’occasione, in ottemperanza alle limitazioni imposte per il contrasto all’epidemia da Covid-19, aveva soltanto chiesto all’INDIGENO di uscire da quei locali del nosocomio.

Adduso Sebastiano

(tutte le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

11 Giugno 2021: Ome ricorda il concittadino Mons. Antonio Fappani

Venerdì 11 giugno e sabato 12 giugno si terranno due eventi in memoria di mons. Antonio Fappani, a Quinzano d’Oglio (15 agosto 1923 – 6 nov 2018)

L’11 giugno alle ore 20.30, presso la Chiesa Parrocchiale, il prof. Mario Gorlani, Agostino Garda e mons. Gabriele Filippini ricorderanno mons. Antonio Fappani prete, giornalista, storico e promotore di cultura.

Il 12 giugno alle ore 10.30, a fianco della Casa di Riposo Giulio Padovani, si terrà invece la cerimonia per l’inaugurazione della via dedicata a mons. Antonio Fappani.

Chi era Mons. Antonio Fappani.

Volto popolarissimo e molto amato del clero bresciano, Antonio Fappani nasce a Quinzano, in un ambiente permeato dalla cultura contadina, il 15 agosto 1923. Dopo gli studi nel seminario diocesano si laurea all’Università Lateranense in Sacra teologia con indirizzo storico.

Per i primi otto anni il parroco Fappani è curato nella parrocchia di Borgo Poncarale, dove manifesta subito attenzione alla questione sociale e alle condizioni dei lavoratori della campagna.

Dal ’62 al ’72 è assistente diocesano degli Scout, incarico che gli consente di stare a contatto con i giovani e di mettere in luce il suo carattere cordiale, spesso giocoso.

Fappani reggerà quell’incarico per oltre un ventennio, fino al 1982. Sono anni fervidi, di battaglie religiose e civili, di impegno culturale a tutto campo, secondo una linea tipica del cattolicesimo sociale bresciano, alieno dal clericalismo anche quando l’alfiere è un sacerdote.

Don Fappani colloca il giornale su una linea dialogica rispetto agli esperimenti politici locali, dal primo centrosinistra alle «giunte aperte» degli anni Settanta.

Fappani a palazzo Tosio.

Nel 1972 don Fappani dà il via a un’impresa che lo impegnerà per un quarantennio: comincia la pubblicazione (inizialmente a fascicoli, da raccogliere e rilegare) dell’Enciclopedia Bresciana, che s’è conclusa nel 2007 con il XXII volume. Un opus magnum interminabile, di fatto, di cui – quando la morte l’ha colto – aveva già pronti gli aggiornamenti dei primi volumi, scritti attingendo da quegli ammassi di carte, dai copiosi appunti e dalle caotiche teorie di libri che affollavano lo studiolo di mons. Fappani a palazzo Tosio.

Nel 1983 Fappani fonda l’Associazione don Peppino Tedeschi per la cultura popolare religiosa. A seguire nascono l’Istituto Giuseppe De Luca per la storia del clero diocesano e, nel 2001, il Museo del ferro di San Bartolomeo. La Fondazione concorre, con L’Ateneo, alla rinascita del Premio Brescianità, avvenuta nel 2002. Premio che, vincendo la sua ritrosia, verrà assegnato proprio a monsignor Fappani nel 2016.

11 Giugno 2021: Ome ricorda il concittadino Mons. Antonio Fappani / Redazione Lombardia / Cristina Adriana Botis

Castellammare di Stabia: Regina delle acque e non solo, se si volesse!

Il 5 Maggio, anche a Castellammare, si è celebrata la giornata della Terra, dell’Ambiente. E questo ha inteso far sentire subito la sua voce.

Breve premessa.

Castellammare di Stabia è una cittadina affacciata sul golfo di Napoli del quale è una delle perle e che, solo volendo, con uno sforzo di volontà e serietà congiunta, cittadini-amministrazione, tra le tante potrebbe essere la più preziosa visti i tanti doni che la natura ha inteso darle: mare, collina, monti ed acque.

Acque in abbondanza di ogni tipo per un totale di ben 16:

Acque solforose

  • Acqua Muraglione
  • Acqua Solfurea
  • Acqua Solfurea Carbonica
  • Acqua Solfurea Ferrata
  • Acqua Stabia

Acque bicarbonato calciche

  • Acqua Acidula
  • Acqua Ferrata
  • Acqua Magnesica
  • Acqua Media
  • Acqua Pozzillo
  • Acqua San Vincenzo

Acque medio minerali

  • Acqua Acetosella
  • Acqua della Madonna
  • Acqua San Giacomo
  • Acqua Rossa
  • Acqua Ferrata
Questa la locazione, questo è il quanto madre natura ha voluto donare alla nostra città e agli stabiesi.

Un Paradiso in terra ed un’immensa ricchezza che non necessitava d’altro che di essere ben gestita e ben amministrata ma, purtroppo, quel “non necessitava d’altro” si è rilevata essere, in loco, merce ormai non disponibile per cui, anche se altrove, tanto per fare un esempio, con UNA SOLA SEMPLICE ACQUA sono prosperate Città, e cittadini, qui le fonti sono state scambiate come mammelle della classica mucca da mungere senza pensare che anche una mucca va non solo munta, ma anche BEN accudita.

Castellammare, combi

E così è successo per:

  1. i cantieri navali (già Regio Arsenale) che sono la più antica fabbrica di navi intesa in senso moderno. Venne realizzata e inaugurata al tempo dei Borbone di Napoli poi sovrani del Regno delle Due Sicilie;
  2. la Corderia (anch’essa fondata da re Ferdinando IV di Napoli nel 1796, è la corderia italiana di più lunga tradizione ancora in attività);
  3. la ferrovia risalente, sa va san dire,  al Re del Regno delle Due Sicilie, Ferdinando II di Borbone e fa parte della Prima Ferrovia in Italia. Inaugurata il 2 agosto 1842, uccisa del tutto nel 2010;

 ecc ecc ecc stendendo un velo pietoso:

  1. sul suo magnifico lungomare,
  2. sulla sua spiaggia,
  3. sulla magnificenza della sua collina con, ad esempio, quella che è nota come la Reggia di Quisisana,
  4. sui monti Lattari che la incorniciano con, in particolare, Monte Faito (1.131 mt) che guarda occhi negli occhi il simbolo di Napoli e del suo golfo, il Vesuvio (1.232 mt) ed

ancora una volta ecc ecc ecc.

Castellammare, Reperti di Stabiae

Confidando che anche i veli non siano esauriti, un altro, ma bello grosso, va di diritto a coprire le nefandezze commesse con/per gli Scavi dell’Antica Stabiae che, tra l’altro, ne testimonia e certifica la sua naturale vocazione ad essere luogo ameno di villeggiatura sin dall’antica Roma e, anch’essa sepolta con Pompei (città praticamente attigua alla stessa), Oplontis e Ercolano, all’epoca dell’eruzione del Vesuvio del 24 Ottobre 79 d.c.

Destino di “sepoltura” che perdura ancora oggi se consideriamo che, tanto per citarne una, durante gli Scavi per realizzare, guarda caso, un bel grande parcheggio in Piazza Unità d’Italia ma più nota, almeno a quelli della mia età, come Piazza Orologio (dall’antica torre inaugurata il 18 settembre 1871), vennero fuori muri di epoca romana di epoca augustea e potrebbe trattarsi di un’abitazione o di un complesso termale, così come si evince dalla tecnica edilizia del paramento murario. ( https://vivicentro.it/ultime-notizie/castellammare-dal-suolo-a-piazza-unita-ditalia-spuntano-muri-di-eta-romana/  – https://vivicentro.it/ultime-notizie/castellammare-tavolo-tecnico-soprintendenza-comune-per-il-futuro-dei-lavori-in-piazza-unita-ditalia/) e la soluzione quale fu? Sotterrare tutto e non se ne parli più. Come si dice?: occhio non vede, cuore non dole.

Castellammare, Piazza Orologio o Piazza Unità d'Italia

Magari è vero, forse è così, ma di sicuro è vero che, per il cumulo di ricchezze sperperate, quello della Città di Castellammare magari non dolerà, ma di sicuro sanguina, e lo fa da decenni, lustri, e continua a farlo per cui ormai è quasi esangue eppure potrebbe essere ancora salvata.

Come?

Non sta certo a me fornire una soluzione, ma una libera valutazione della situazione e un raffronto derivante da altrui (ed altrove) esperienze credo di poterlo fare, e quindi mi spingo ed accingo a farlo convinto di non dire ne astruserie, men che meno corbellerie ma pure, semplici e naturali sistemi di vita e di corretta amministrazione di un bene, tanto più perché comune e non personale.

Partiamo quindi dalla testa visto che, come si sa, il pesce, quando comincia a puzzare, lo fa a partire da questa.

E la testa, in una società, in una Città, cos’è se non l’amministrazione? Ecco che quindi si può affermare che, per essa, dovrebbero essere assunte (votate) unicamente persone veramente capaci e dotate non solo di cultura generica, ma anche, ed ancor più, di cultura politica ed amministrativa congiunte e collocate su un canovaccio non solo pulito, ma asettico e trasparente, tramite l’unico collante che può esserci per certe funzioni: indiscutibile serietà e preparazione personale senza alcun “ma”.

Il tutto, tanto per ben vedere, capire, scegliere, controllare, dovrebbe essere posto ben in vista in una solida teca a prova di ogni tentazione e ben direzionata affinché mantenga il tutto indirizzato in un’unica direzione: l’interesse pubblico della Città senza alcuna devianza con “se” o “ma” di qualsiasi genere. PUNTO!

Poi, ma forse anche prima, vengono i Cittadini e cioè quelli che queste persone scelgono ed eleggono affidando loro la gestione di quella che magari, per alcuni, è la loro unica ricchezza: il bene comune della Città affinché sia non solo ben accudito ma anche fatto ben fruttare nell’interesse di tutti.

Una Città ben gestita che sappia far ben fruttare le sue ricchezze naturali (e non) è, di riflesso, una ricchezza per tutti eppure, forse, questo è il concetto meno percepito dagli stabiesi.

Qual’è?

Semplice: è il concetto di essere loro, e solo loro i “padroni” della Città e che, con le elezioni, non fanno altro che dar seguito a quello che può essere paragonato ad un colloquio d’assunzione con corretto esame dei curricula (alias, in questo caso, campagna per le elezioni) al termine dei quali scegliere veramente i migliori, quelli cioè più affidabili e qualificati per gestire, con correttezza e competenza, il tutto.

Fatta questa premessa che pensavo potesse essere breve, vediamo ora di arrivare a tirare le somme del tutto e, francamente, comunque la rigiri, mi viene fuori una somma algebrica, cioè con segno negativo.

Una riprova?

Vediamo di analizzare la giornata del 5 giugno u.s., giornata più solita delle altre visto che, per la ricorrenza della Giornata Mondiale della Terra, è stata abbondantemente condita dell’unica ricchezza rimasta alla nostra martoriata, e trascurata, Città: le chiacchiere.

Chiacchiere, badate bene, che abbondano a partire dalla testa ma che arrivano fino alla coda ed in effetti è cosa più che naturale visto che “la testa” viene insignita tale dal resto del corpo, coda inclusa, che giocoforza tende a scegliere tra i suoi simili. Simili quindi, non superiori, non più in gamba, ed allora ecco il dilagare del bla bla bla e del personalismo spinto anche oltre il lecito, comunque anche contro ogni personale interesse.

E veniamo alle chiacchiere.

Di queste troverete nota nell’articolo che abbiamo pubblicato ieri mattina (https://vivicentro.it/ultime-notizie/il-programma-di-cimmino-per-risolvere-le-problematiche-ambientali/) dove troverete quelle che, ad ora, possono benissimo essere etichettate come tante altre: chiacchiere e/o promesse al vento, o poco più, spesso anche meno.

Cassarmonica a Castellammare di Stabia

Di quelle di ieri si potrà aver contezza di reali intenti, o meno, solo con il tempo ma intanto possiamo sin da subito dare un’occhiata all’attuale situazione frutto di anni, decenni, lustri di – quantomeno – mal governo in ogni campo e quindi, tanto per restare nel tema di ieri, l’Ambiente, non possiamo non annotare che, a poche ore dall’aver sparse tante parole e tanti buoni propositi, ecco che la realtà si fa carico di mostrare subito la corda delle chiacchiere e lo fa utilizzando un’altra delle cose preziose di Castellammare, e oltretutto tra i simboli della stessa: la Cassa Armonica, opera di Eugenio Cosenza, considerata tra le più belle al mondo.

L’opera fu consegnata alla Città il 28 aprile del 1900 ed ancora il 4 Agosto 1011 dopo la sua ricostruzione resa necessaria a seguito di una libecciata.

In seguito poi, alla fine degli anni ‘80, a seguito di gravi dissesti statici e a qualche devastazione vandalica, si sono resi necessari dei lavori di restauro che, nel 1987,  la riportarono all’antico splendore.

E quella è l’ultima data in cui la Cassa Armonica di Castellammare di Stabia, uno fra i pochissimi podi bandistici d’Italia e tra essi il più grandioso e di notevole interesse artistico in stile ispano-moresco, ha avuto vita.

A quel periodo ormai lontano nel tempo e nella memoria è succeduto un lunghissimo periodo di lassismo da una parte, inciviltà dall’altra (ecco che il pesce si ricompone dalla testa alla coda), che perdura ancora ora tanto che, come scrivevo, ieri sera, nella giornata in cui si celebrava la Terra, l’Ambiente con le dovute forme verbali, questa si ribellava e cominciava a far perdere pezzi alla Cassa Armonica creando così anche pericolo per i cittadini che, a quel punto, unitamente agli amministratori, non hanno potuto continuare a far finta che tutto andasse bene o, peggio, che non esistesse affatto e quindi ecco che sono dovuti intervenire i pompieri per spogliarla dei pezzi pericolosi e poi lasciarla al suo triste destino in attesa di un prossimo intervento, d’emergenza ovviamente.

E questa è una responsabilità dell’Amministrazione ma anche dei cittadini che, per questa come per tante altre situazioni, hanno peccato di ignavia facendo finta di nulla (peggio ancora, magari, rassegnati).

Chiuso questo passaggio veniamo ad un altro non meno emblematico e, questa volta, con responsabilità maggiore di quella parte del pesce a partire dal dopo testa, i cittadini insomma.

L’incuria per il territorio ed anzi, l’operare per distruggerlo, magari con qualche “bel” incendio.

13 Fiamme

E questo è quanto, guarda caso, si è avuto nella serata/notte tra i 5 ed il 6 maggio quando, emeriti imbecilli e delinquenti, hanno acceso focolai di incendi sul Monte Faito nel versante di Vico Equense.

Anche qui sono accorsi i Vigili del fuoco da entrambi i fronti (Castellammare e Vico) a dar man forte a dei volontari che, per fortuna, si erano subito attivati.

E questo è.

Questa è la realtà che urge cambiare con un’amministrazione sempre più attenta e puntuale del territorio e delle sue ricchezze ma anche con una presa di coscienza della cittadinanza tutta, magari supportata, sollecitata, da leggi ad hoc (e coscienza civica) chiare ma, soprattutto, realmente poste in essere e fatte rispettare, pene concrete incluse.

Castellammare di Stabia: Regina delle acque e non solo, se si volesse! / Stanislao Barretta / Redazione Campania

Teatro Sociale di Brescia 8-13 giugno: Ritter Dene Voss di Bernhard

Il CTB chiude la Stagione 2020-2021 “Gli infiniti Mondi” con la rilettura di uno dei capolavori del Novecento: Ritter Dene Voss di Thomas Bernhard.

Con Ritter, Dene, Voss di Thomas Bernhard nella traduzione di Luigi Reitani in scena al Teatro Sociale di Brescia dall’8 al 13 giugno, il CTB chiude la Stagione 2020-2021 Gli infiniti mondi .

Quella che andrà in scena è una rilettura in chiave contemporanea di uno dei capolavori del Novecento nella traduzione di Luigi Reitani.

Lo spettacolo è stato presentato da Elena Sbardella che così ha tratteggiato lo spettacolo tradotto da Luigi Reitani per il nuovo spettacolo prodotto dal Centro Teatrale Bresciano che chiude la riprogrammazione della Stagione 2020-2021 Gli infiniti mondi prima degli appuntamenti estivi:

«Una tragicomica partitura per due sorelle e un fratello, in tre movimenti: prima del pranzo, il pranzo, dopo il pranzo. Due attrici e un filosofo. Quel che resta di una famiglia».

Ed è infatti una sala da pranzo che fa da sfondo all’incontro tra i tre personaggi.

Un pasto allestito dalla sorella maggiore, Dene, per accogliere il fratello Ludwig, riportato a casa dal manicomio di Steinhof contro il parere della sorella minore, Ritter.

Il pranzo, il cibo, la tavola, la stanza, divengono il luogo della memoria nel suo prima, durante e dopo.

Lo spettacolo che Elena Sbardella porta in scena debutterà in prima nazionale assoluta al Teatro Sociale di Brescia martedì 8 giugno 2021 e resterà in scena fino a domenica 13.

A dare corpo ai tre personaggi un’attrice di immenso talento come Ludovica Modugno, sul palco insieme ai bravissimi Gianluca Ferrato e Franca Penone.

Le scene e i costumi sono di Carlo De Marino, le luci di Cesare Agoni, le musiche di Gianluca Misiti, Emanuele Maria Basso è assistente alla regia.

Si ricorda che le recite serali iniziano alle 19:30, mentre l’orario d’inizio della recita domenicale è 15:30.

Biglietti

Intero
platea 27 €
galleria centrale 19 €
galleria laterale 13 €

ridotto gruppi*
platea 25 €
galleria centrale 18 €
galleria laterale 12,50 €

ridotto speciale**
platea 20 €
galleria centrale 15 €
galleria laterale 12€

Riduzioni
* la riduzione gruppi è riservata esclusivamente a Soci Coop, Arci, Touring Club e titolari carta Ikea family e Chiara A2A.
** riservato a giovani fino a 25 anni, ultrasessantacinquenni

Acquisto presso

Teatro Sociale
Via Felice Cavallotti, 20 – Brescia
Tel. 030 2808600 – mail biglietteria@centroteatralebresciano.it

orario botteghino:
da martedì a venerdì 10.00-13.00 e 15.00-18.00
sabato 15.00-18.00
domenica 15:30-18:00 (solo nei giorni di spettacolo)
60 minuti prima dell’inizio di ogni spettacolo saranno in vendita esclusivamente i biglietti per la serata stessa

on-line

sul sito www.vivaticket.it e in tutti i punti vendita del circuito VIVATICKET

Si ricorda che l’accesso al teatro è disciplinato dai protocolli in sicurezza in vigore. Il Centro Teatrale Bresciano si avvale della tecnologia Silver Barrier per la sanificazione di tutti i locali del Teatro Sociale, così da garantire il massimo livello di igiene e sicurezza per artisti, personale e pubblico.

Teatro Sociale di Brescia 8-13 giugno: Ritter, Dene, Voss di Bernhard / Elena Cecoro / Redazione Lombardia

Meteo Castellammare di Stabia: oggi poco nuvoloso, Martedì 8 ….

Previsioni meteo Castellammare di Stabia per il 7 giugno 2021. Oggi scarsa nuvolosità, temperature 18- 28°, Martedì 8 temporali, Mercoledì nubi sparse.

Castellammare di Stabia, Lunedì 7 Giugno:

giornata caratterizzata da cielo poco nuvoloso o velato, min 18°C, max 28°C. Entrando nel dettaglio, avremo poche nubi al mattino e al pomeriggio, nuvolosità sparsa alla sera. Durante la giornata di oggi si registrerà una temperatura massima di 28°C alle ore 15, mentre la minima alle ore 5 sarà di 18°C. I venti saranno moderati da Sud-Sud-Ovest al mattino con intensità di circa 16km/h, al pomeriggio moderati provenienti da Sud-Ovest con intensità di circa 19km/h, deboli da Ovest-Sud-Ovest alla sera con intensità di circa 4km/h. L’intensità solare più alta sarà alle ore 14 con un valore UV di 8.4, corrispondente a 962W/mq.

Martedì 8 Giugno:

giornata prevalentemente piovosa con fenomeni anche temporaleschi, minima 18°C, massima 26°C. In particolare avremo nubi sparse al mattino, probabile temporale al pomeriggio, pioggia diffusa alla sera. Durante la giornata di domani si registrerà una temperatura massima di 26°C alle ore 12, mentre la minima alle ore 4 sarà di 18°C, lo zero termico più basso si attesterà a 3210m alle ore 23 e la quota neve più bassa, 2740m, alle ore 21. I venti saranno al mattino deboli provenienti da Nord-Nord-Ovest con intensità di circa 4km/h, moderati da Ovest-Nord-Ovest al pomeriggio con intensità di circa 14km/h, deboli da Nord alla sera con intensità tra 8km/h e 13km/h. La visibilità più ridotta si avrà alle ore 18 e sarà di 3920m. L’intensità solare più alta sarà alle ore 11 con un valore UV di 3.6, corrispondente a 629W/mq.

Mercoledì 9 Giugno:

giornata caratterizzata da cielo parzialmente nuvoloso, temperature comprese tra 18 e 29°C. Entrando nel dettaglio, avremo cielo molto nuvoloso o coperto al mattino, nubi sparse al pomeriggio e alla sera. Durante la giornata la temperatura massima verrà registrata alle ore 17 e sarà di 29°C, la minima di 18°C alle ore 5. I venti saranno deboli da Nord al mattino con intensità di circa 12km/h, al pomeriggio moderati provenienti da Nord-Ovest con intensità di circa 15km/h, alla sera deboli da Nord con intensità tra 6km/h e 14km/h. L’intensità solare più alta sarà alle ore 15 con un valore UV di 6.2, corrispondente a 824W/mq.

Giovedì 10 Giugno:

giornata caratterizzata da qualche nube sparsa, temperatura minima di 17°C e massima di 31°C. Entrando nel dettaglio, avremo soleggiamento diffuso al mattino, qualche nube sparsa durante il resto della giornata. Durante la giornata la temperatura massima verrà registrata alle ore 15 e sarà di 31°C, la minima di 17°C alle ore 6. I venti saranno al mattino deboli provenienti da Nord con intensità di circa 9km/h, al pomeriggio moderati provenienti da Nord-Ovest con intensità di circa 18km/h, alla sera deboli da Nord-Nord-Ovest con intensità tra 8km/h e 15km/h. L’intensità solare più alta sarà alle ore 12 con un valore UV di 8.1, corrispondente a 942W/mq.

Meteo Castellammare di Stabia: oggi poco nuvoloso, Martedì 8 …. / Cristina Adriana Botis / Redazione Campania

Florenzi, il gol a Ter Stegen da 60 metri e tanto altro – Sotto La Lente

Florenzi, classe 1991, è uno dei punti forza della difesa della nazionale di Roberto Mancini ma nel corso della sua carriera ha ricoperto più ruoli sempre con grandi risultati. Lo ricordiamo infatti a Crotone da trequartista ma anche ai primi tempi della Roma di Garcia da esterno destro di attacco e ora nell’Italia di Mancini torna a fare l’esterno besso di destra nel 4-3-3 come già fece anche con la Roma.

Alessandro Florenzi cresce nel settore giovanile della Roma, durante la gestione di Bruno Conti. Sotto la guida di Alberto De Rossi, Florenzi diviene titolare e capitano della Primavera e, nella stagione 2010-2011, firma complessivamente 15 reti stagionali e conquista lo scudetto di categoria, il primo importante trofeo della sua carriera. Fa l’esordio in Serie A il 22 maggio 2011, a 20 anni, subentrando al 41° della ripresa a Francesco Totti nel corso della partita Roma-Sampdoria (3-1).

Nell’estate del 2011 viene ceduto in prestito al Crotone in Serie B. Tra le fila dei calabresi totalizza 37 presenze ed 11 reti. Il 21 maggio 2012 viene premiato come miglior giovane della Serie B.

L’anno dopo torna alla Roma e il 2 settembre 2012 segna il suo primo gol in Serie A nella partita contro l’Inter a Milano, gara terminata 1-3 in favore dei giallorossi.

Nella stagione successiva, con l’arrivo di Rudi Garcia in panchina, Florenzi viene più volte schierato come esterno d’attacco, poi successivamente come esterno basso di destra a seguito dei problemi fisici di Maicon.

Nella stagione 2015-2016, il 16 settembre 2015, una serata da ricordare a vita per Florenzi. Infatti realizza la sua prima rete in Champions League nella partita contro il Barcellona, valida per la fase a gironi, con un pallonetto al portiere Ter Stegen da circa 60 metri di distanza dallo specchio della porta. Questo gol gli valse la nomination come uno dei tre finalisti per il Premio Puskás 2015, assegnato dalla FIFA alla rete più bella dell’anno solare.

Il 26 ottobre 2016 riporta un grave infortunio al ginocchio sinistro, rompendosi il legamento crociato anteriore nel corso della partita vinta contro il Sassuolo (1-3) e venendo operato due giorni dopo. Qualche mese dopo durante un allenamento con la squadra Primavera, riporta un trauma distorsivo allo stesso ginocchio operato, dal quale si evidenzia una nuova rottura del legamento crociato anteriore. Altra operazione ma Florenzi si riprenderà alla grande anche in questo caso.

Torna in campo all’inizio della stagione 2017-2018, il 16 settembre 2017, in occasione della partita casalinga vinta 3-0 contro il Verona. In questa stagione diventa il vice-capitano della squadra, dopo il ritiro di Totti e la promozione di De Rossi a capitano. Con l’addio di De Rossi al calcio giocato, Florenzi diventerà ben presto anche il campitano della Roma.

Nel gennaio 2020 passa quindi in prestito al Valencia, con un contratto valido sino al 30 giugno 2020. Al termine della stagione fa il suo ritorno a Roma, e l’11 settembre 2020 Florenzi si trasferisce in prestito con diritto di riscatto al Paris Saint-Germain dove il 13 gennaio 2021 vince il suo primo trofeo da professionista, la Supercoppa francese, giocando titolare nella finale vinta 2-1 contro i rivali del Marsiglia.

Florenzi è uno dei diversi giocatori di questa nazionale di Roberto Mancini che inizierà a giocare questo Campionato Europeo senza sapere con quale maglia disputerà la prossima stagione agonistica. Per ora torna a Roma per fine prestito ma non è certa la sua permanenza in giallorosso. Molto dipenderà dalle valutazioni di Mourinho, neo tecnico giallorosso. Siamo certi che però, qualunque sia la prossima maglia di Florenzi, sicuramente il suo contributo a questa nazionale sarà importantissimo e probabilmente funzionerà anzi da stimolo questo fatto di non avere ancora una squadra certa per la prossima stagione.

 

a cura di Natale Giusti

 

Italia, brutta figura delle seconde linee battute dall’Under 20 per 1-0

Italia sconfitta in una partita di allenamento contro l’Under 20 disputata all’indomani della bella prova fornita dalla nazionale contro la Repubblica Ceca sconfitta nettamente per 4-0. La gara ha visto impegnati tutti gli azzurri che non avevano giocato dal primo minuto la gara amichevole del giorno prima. Gli azzurri che sono scesi in campo contro l’Italia Under 20 hanno denotato poca concentrazione e applicazione e il tecnico dell’Italia non le ha mandato certo a dire ai suoi ragazzi. Il gol decisivo che ha deciso la partitella è stato siglato da Gianmarco Cangiano, attaccante classe 2001 lanciato da Sinisa Mihajlovic nel Bologna, che ha garantito la vittoria agli azzurrini di Alberto Bollini nel test in famiglia.

Roberto Mancini non ha lesinato critiche soprattutto nei confronti di Andrea Belotti e Federico Chiesa. Ma anche gli altri andati in campo che hanno mostrato poca applicazione e voglia di fare di sicuro non sono stati risparmiati dagli strali del C.T. Per gli azzurri sono andati in campo dal primo minuto Alex Meret, Salvatore Sirigu, Emerson Palmieri, Rafael Toloi, Alessandro Bastoni, Francesco Acerbi, Giovanni di Lorenzo, Lorenzo Pellegrini, Bryan Cristante, Giacomo Raspadori, oltre a Chiesa e Belotti.

 

a cura di Natale Giusti

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EURO 2020 – Italia non favorita? Forse meglio così

L’Italia non è la favorita per la vittoria finale di Euro 2020 anche se è in un ottimo momento perché non perde da 27 partite (22 vittorie e 5 pari). Meglio di Mancini per ora ha fatto solo Pozzo con 30 risultati utili consecutivi.

L’ultimo successo a Bologna contro la Repubblica Ceca (test amichevole) ha sancito l’ottava vittoria consecutiva e senza pendere gol (mai accaduto agli azzurri per 8 gare).

Donnarumma ha difeso la sua imbattibilità che dura da ben 785 minuti.

In un momento storico in cui il nostro calcio non riesce a far emergere grandissimi attaccanti (i numeri di Immobile e Belotti sono buoni, ma niente a che vedere con l’epoca dei vari Inzaghi, Vieri, Del Piero, Totti, Toni), Roberto Mancini ha il merito di essere stato in grado di rinnovare la squadra valorizzando i giovani negli altri reparti.

Donnarumma tra i pali da 5 anni è una sicurezza, in difesa poi c’è un mix di grandi giocatori esperti come Bonucci e Chiellini e tanti giovani interessanti, in mezzo intorno a Jorginho e Barella c’è solo l’imbarazzo della scelta. In più il gioco impostato dal CT permette agli Azzurri di creare tante occasioni da rete che poi vengono trasformate in rete dall’attaccante di turno.

Roberto Mancini ha costruito qualcosa di grande con un gruppo che non solo si è ripreso dopo la sconfitta contro la Svezia, ma che ha anche riconquistato il popolo italiano.

Nonostante tutti questi record e certezze la nazionale italiana però non gode della preferenza di chi ha stilato una classifica virtuale.

Secondo i pronostici del Cies ad Euro 2020 la favorita sarà la Francia davanti a Spagna e Germania. L’Italia in questa classifica virtuale è solo sesta.

L’analisi è basata sul numero di giocatori che militano nei club più competitivi (ovvero che giocano maggiormente nelle coppe europee o nei campionati top) che ogni nazionale può contare nelle proprie file e sull’esperienza maturata dagli stessi.

Secondo questo studio la Francia sarebbe la favorita per la vittoria finale con un coefficiente di 1,29, seguita a breve distanza da Germania e Spagna con 1,26. Dietro Inghilterra (1,21), Portogallo (1,16) e Italia (1,13) che sopravanza l’Olanda (1,08) e il Belgio (1,04) che è in testa al ranking Uefa. Le vincitrici meno probabili secondo il Cies sono invece Finlandia (0,55), Macedonia del Nord (0,57) e Ungheria (0,64). Male anche la Svezia – priva di Ibrahimovic – che con 0,73 è alle spalle anche di Scozia, Polonia e Repubblica Ceca.

Questa la classifica completa stilata del CIES per le favorite alla vittoria di EURO 2020:

  1. Francia
  2. Germania
  3. Spagna
  4. Inghilterra
  5. Portogallo
  6. Italia
  7. Olanda
  8. Belgio
  9. Croazia
  10. Ucraina
  11. Russia
  12. Svizzera
  13. Austria
  14. Danimarca
  15. Turchia
  16. Repubblica Ceca
  17. Polonia
  18. Scozia
  19. Svezia
  20. Slovacchia
  21. Galles
  22. Ungheria
  23. Macedonia del Nord
  24. Finlandia

Venerdì 11 giugno comincia il cammino dell’Italia verso Euro 2020. L’Italia dopo 30 ore di permesso concesse dopo la vittoria di Bologna, è tornata al centro tecnico di Coverciano per prepararsi a mettere in atto la propria rinascita dopo la mancata qualificazione all’ultimo Mondiale.

Tante altre volte l’Italia non è stata favorita per la vittoria finale, come ai mondiali 2006, ma poi sappiamo tutti come è andata. L’unica volta in cui gli Azzurri hanno vinto la competizione europea è stata nel 1968 (in Italia) a fronte di 4 titoli mondiali. Tutto il popolo azzurro spera che il campo riesca a dare un verdetto diverso dai pronostici e consegni la seconda gioia europea.

Nel 2006 c’era il dubbio Totti, oggi c’è il dubbio Verratti che sia una dolce coincidenza?

Ricordiamo che l’Italia inaugurerà l’inizio di EURO 2020 all’Olimpico di Roma con la Turchia. L’11 luglio la finale in programma a Wembley sancirà la vincitrice di questo torneo.

Fonte foto: Pagina Facebook Ufficiale @NazionaleCalcio

Formula Uno, GP Azerbaijan: Trionfa Sergio Perez! Hamilton e Verstappen non vanno a punti

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Formula Uno, GP Azerbaijan: Trionfa Sergio Perez! Hamilton e Verstappen non vanno a punti

 

Formula Uno: Verstappen e Hamilton fuori dalla zona punti. Olandese ancora davanti in classifica

 

Una gara clamorosa! A Baku vince Sergio Perez davanti all’Aston Martin di Vettel e l’AlphaTauri di Pierre Gasly. Incredibile cosa sia successo e accaduto in quel dell’Azerbaijan. Gara inizialmente in totale controllo da parte di Verstappen e della Red Bull che era pronta a collezionare un incredibile uno-due. Ma un erroraccio a cinque giri dal termine porta Versappen e a muro e a gettare al vento una gara fantastica da parte di tutto il team. Bandiera rossa, Perez primo e ripartenza. Una Baku 2.0 che vede Hamilton, in seconda piazza, andare lungo in curva uno e retrocedere addirittura in ultima casella! Ne approfittano Vettel e Gasly che salgono sul podio al termine di una loro gara davvero mozza fiatante. Weekend nerissimo per la Mercedes che vede nessuno dei due piloti andare a punti. Hamilton termina infatti penultimo, Bottas invece dodicesimo. Ma dopotutto questa è anche Formula Uno!

 

Ferrari? Da analizzare

Da analizzare la gara in casa Ferrari che vede Leclerc, poleman, chiudere in quarta posizione e Sainz in ottava. Per la Rossa non è stato un Gran Premio super positivo, il problema se si vede anche quanto fatto in gara, resta sul passo gara che ha dato un paio di difficoltà. Le stesse che ha riscontrato la McLaren con la quinta posizione di Norris e la nona di Ricciardo che non ha ancora dimostrato di aver trovato il feeling giusto con la vettura. Dopo questa gara dunque, la lotta per la terza forza del mondiale è ancora tutta da decidere.

 

L’Alfa c’è

Orgoglio italiano, oltre la meraviglia di Gasly con l’AlphaTauri, che vede anche Tsunoda andare a punti in settima, è l’Alfa Romeo che chiude in decima posizione con Raikkonen e in un undicesima con Giovinazzi che, partito ultimo, per una posizione manca la zona punti. Sul fondo  chiude la classifica la Mercedes di Hamilton e la Williams di Latifi. Termina dunque così il Gran Premio di Baku. Appuntamento tra due settimane per il Gran Premio di Francia!

 

GP Baku, il podio

Sergio Perez Red Bull 25 punti
Sebastian Vettel Aston Martin 18 punti
Pierre Gasly AlphaTauri 15 punti

Spes contra Spem. Come trasformare Caino in Collaboratore di Giustizia

Spes contra Spem. Lo Stato, la Giustizia, l’antimafia e l’informazione, un mondo di mezzo, fra mito e realtà, dove è tutto vero, anche il contrario di tutto.

Superato lo tsunami di indignazione, scatenato ad arte, dalla liberazione di Giovanni Brusca, oggi scandalizzatevi per questo…

Taurianova (Italia). Nel 1986 la Dc locale era guidata da Francesco Macri’ un condannato plurinquisito e fin qui, tutto regolare. Rocco Zagari era un altro boss mafioso, consigliere comunale da 15 anni, sempre della Dc, che quell’anno però, decise di appoggiare la lista del genero, Marcello Viola, già inquisito per mafia, schierandosi quindi contro Macri’ detto “don Ciccio”, il quale perse per la prima volta e indispettito, denunciò alla Commissione.

Antimafia che i neo eletti erano mafiosi, proprio come lui ma questo forse non lo scrisse. In tutti i modi, due anni dopo, trovarono un accordo perché Macri’ riprese Zagari nella sua lista, andarono in maggioranza e tutto andò bene come sempre, la mafia governava unita e tutti erano felici… finché un giorno, lo Zagari, venne ucciso sulla poltrona del barbiere locale.

Nervosa fu la reazione dei suoi, che vollero mostrare al popolo il potere della “Santa”, la nuova ‘ndrangheta calabrese, unita con la massoneria “”deviata””.

A Taurianova erano già abituati alle sparatorie, le scorrerie mortali, le minacce, le estorsioni e quindi ci voleva qualcosa di forte per scuotere gli animi. Ecco forse perché, fra gli altri omicidi di quel “venerdì nero”, in pieno centro la mattina, decisero di giustiziare un commerciante estraneo alla mafia ma di una famiglia rivale, tale Giuseppe Grimaldi, il quale venne decapitato per poi poter lanciare la sua testa in aria, più volte, permettendo ai killer presenti di sfidarsi in un nuovo tipo di tiro al piattello…

Se non vi sembra abbastanza truce, forse è perché non eravate presenti, mi assicurano che dal vivo, fosse uno spettacolo tanto raccapricciante quanto convincente.

I figli del boss ucciso dal barbiere, sono Pasquale, Giuseppe e Carmelo Zagari, tutti attualmente in carcere, le figlie Italia e Rosita, condannate pure loro, anche il genero Ernesto Fazzalari, fra i tiratori al piattello, dopo vent’anni di latitanza è stato infine trovato nel solito casolare nelle vicinanze e adesso è ospite delle patrie galere pure lui.

Fin qui sembra tutto bene, invece no.

Ieri mattina si è svolta un’altra operazione della DDA di Reggio Calabria, denominata “Spes contra spem” dalla quale è emerso che Pasquale Zagari, una volta rimesso in libertà aveva ripreso il controllo totale del territorio, rinnovando l’organigramma dell’azienda ma mantenendo intatte le modalità operative, fra le quali il vanto di quel tiro al piattello famoso, al quale non poté prendere parte materialmente, in quanto già detenuto per altre quisquilie ma del quale fu uno dei mandanti, fra le tante cose…

Orbene, questo “signore” discendente da una nobile famiglia di politici di successo, è tornato oggi, a causa di questa ultima operazione, agli onori delle cronache giudiziarie e giornalistiche ma sotto una nuova veste, quella del Collaboratore di Giustizia.

Non ve li cito, ma sono almeno 10 gli articoli che lo definiscono un pentito o, ancora più erroneamente, un Collaboratore di Giustizia, che sarebbe tornato a delinquere, dopo aver preso parte per anni a conferenze, lezioni universitarie, gruppi di sostegno, tutti in nome dei diritti dell’uomo in un percorso di Antimafia sfavillante, quanto vomitevole.

Peccato che Pasquale Zagari non sia mai stato un Collaboratore di Giustizia ma al contrario uno, che non ha mai smesso di delinquere, arrestato più volte, coinvolto in diverse operazioni, fra le quali cito “repetita Iuvant” che nel suo caso mi pare la più adatta.

Non solo non ha mai smesso e si è guadagnato un sacco di condanne ma nel 2009, durante un trasferimento al carcere di Palmi, insieme al fratello, sparò anche a due poliziotti, in un tentativo di evasione. Mentre già teneva conferenze all’università, sostenuto da un sacco di gente dotta, rapinava un prostituto a Como e non appena rimesso in libertà i Carabinieri di Taurianova, lo beccavano in flagranza di reato lo scorso Ottobre, impegnato nella solita violenta estorsione.

La differenza fra un Collaboratore di Giustizia e uno come lui, ovvero un “dissociato” è molto simile a quella che intercorre fra il giorno e la notte, eppure nessuno sembra saperlo.

Non lo sa Radio Radicale, non lo sanno le Associazioni culturali che lo hanno sostenuto per anni scrivendo cose false, da denuncia, pur di sostenerlo, non lo sanno i giornalisti, anche in gamba, che ne hanno scritto ieri e quindi immagino che non lo sappiate neppure voi ecco perché ve lo rispiego in grandi linee.

I Collaboratori di Giustizia, ottengono questo status in seguito ad un iter complesso che prevede molte cose e che viene vagliato attentamente, caso per caso. Il Collaboratore ha sei mesi di tempo, per dire tutto quello che sa. Deve anche autoaccusarsi di crimini ancora non noti e soprattutto deve fornire testimonianze riscontrabili, relative a indagini ancora irrisolte, permettendo l’arresto di altri criminali, firmando la propria condanna.

Il dissociato, non è niente di tutto ciò, è solo uno che mira a non prendere l’ergastolo ostativo, passando prima per la richiesta di rito abbreviato e poi per la pubblica abiura, come ai tempi della Santa inquisizione, che pare proprio la “santa” di oggi, pari, pari.

Anche allora se volevano condannarti trovavano comunque il modo, bastava un’ordalia o giudizio divino, una calunnia, un neo o qualche ora di tortura, mentre se invece ti volevano salvare, bastava l’abiura, ovvero quel dire pubblicamente e solo a “chiacchiere ” che rinnegavi il demonio, proprio come avviene oggi.

Se non bastasse dichiarare che rinneghi la mafia, pur non confessando niente, se sei anche un ricco boss mafioso, come nel suo caso, avrai anche i “migliori” avvocati ai tuoi piedi che chiederanno per te ai soliti parrucconi di Strasburgo, di darci la solita lezione di civiltà che non contempla il tiro al piattello della testa mozzata, vari omicidi, alcune estorsioni, l’occultamento di cadavere, il tentato omicidio di due guardie ed altre quisquilie, come motivi validi per tenerti fuori dalla società civile.

Quantomeno la nostra, perché a Strasburgo le autostrade non esplodono e i giudici godono di ottima salute, in perfetta intesa con gli avvocati dei peggio boss stragisti, forse per una questione di feeling… chissà.

Fatto sta che questo orrendo figuro, che si era beccato il famoso ergastolo ostativo, ovvero l’ergastolo vero, se lo è fatto togliere proprio dai parrucconi della CEDU, con la sentenza Scoppola e dopo la revisione, vai con le uscite premio e l’inizio della grande battaglia per la giustizia, proprio contro l’ergastolo, quel fine pena mai, assolutamente inaccettabile… tutti si debbono poter ravvedere, specialmente chi non lo farà mai…

Così i giornali si sono lasciati inondare dalle sue lettere strappalacrime, prima per perorare la causa della revisione e poi per portare all’onore delle cronache tutte le sue splendide iniziative, dove si dichiarava pentito per le sue mani imbrattate di sangue ma inorridito dall’ingiustizia che colpiva lui e tanti altri bravi boss autori di stragi, che devono potersene tornare ai loro affari, al calore degli affetti, senza confessare niente per poter mantenere il posto nel paesello, faticosamente conquistato, lo stesso, dove il Collaboratore di Giustizia, che rischia la vita e quella dei suoi cari, non potrà mai tornare, magari proprio per aver permesso, il suo arresto.

Si, perché nella maggior parte dei casi, questi maledetti, vengono presi proprio grazie alla coraggiosa ed insostituibile opera dei Collaboratori di Giustizia, i quali, in antitesi assoluta con loro, rischiano la vita ogni giorno, costringendo tutti i propri affetti a una vita di privazioni o morte, proprio per assicurare questi mostri alla giustizia, nella quale più di ogni altro, dimostrano di credere, Spes contra Spem… ma veramente.

Non altrettanto la giustizia si dimostra intenzionata a proteggerli. Finiti i tempi di Falcone e di Buscetta, oggi i Collaboratori vengono uccisi, anche nelle case della stato, suicidati, silenziati, mandati dalla Calabria alla Puglia, non in America e senza una nuova identità.

Ai loro figli si nega il diritto allo studio, ad una nuova vita, all’assistenza psicologica, insomma, chissà perché sembra che si faccia di tutto per non averne più, di questi “chiaccheroni”, che costituiscono l’unica arma efficace nella lotta alle mafie, seguita solo dalle intercettazioni, che comunque fra quelle da far autorizzare dai politici, quelle cancellate, e quelle ascoltate da tutti…non ne restano poi tante.

In una di queste, il buon Zagari, appena sceso da uno dei santi pulpiti, viene udito dire ad una sua vittima di estorsione che chiedeva se lo avrebbe ucciso ” Se mi fai girare i coglioni, perché no?” Mentre in un’altra, si udiva il suo braccio destro, Francesco Avati, progettare l’evasione del boss con una bomba, perché ” non ci dormiva la notte, con una tale pena nel cuore per lui”.

Non immaginate neppure quanta gente, fosse in pena per questo maledetto, quanti dottori e giuristi illuminati lo hanno accolto fra le loro braccia e nei loro cuori.

A quante iniziative ha preso parte, quanti giornali hanno pubblicato i suoi lamenti, vere liriche poetiche scritte forse in qualche studio legale, perché ad ascoltare le interviste, dove lo Zagari ci esorta ad assumerci la responsabilità di quello che dice lui, non si direbbe proprio che si tratti della stessa persona.

Se non avete niente da fare, lasciate le parole crociate e dedicatevi allo studio del caso, non resterete delusi.

Invece, miracolosamente, questo individuo, oltre ad essere stato sostenuto e difeso da una marea di gente, ignara spero, della sua reale storia processuale, per non parlar del pentimento, pure dopo essere stato ribeccato in flagranza di reato è stato ancora difeso a spada tratta, scrivendo persino di arresti avvenuti ” senza prova alcuna”…

Mentre quello che avveniva, senza prova alcuna, era proprio il suo apparente percorso di riabilitazione sociale, fortemente sponsorizzato e sostenuto con conferenze e libri per prendere per i fondelli anche i poveri abitanti di Taurianova, che oltre al tiro al piattello, le estorsioni e le continue faide, si sono dovuti anche puppare le conferenze e la proiezione di filmati, per spiegare, proprio a loro che venivano vessati, quanto fosse ingiusta quella legge, che avrebbe dovuto proteggerli e come fosse disumano pensare di tenere in galera, un uomo tanto ravveduto e contrito nel pentimento.

Sul “Dubbio”, dopo l’ultimo arresto in flagranza di reato, scrive Sandra Berardi, una fra i tanti a perorare ancora una volta, quella che a chiunque sarebbe parsa una causa persa ma non da noi, sostenuti da quel detto “Spes contra Spem” che nei secoli si è dovuto adattare a tutti gli usi, dalle sacre scritture, passando per La Pira fino ad approdare all’associazione “Nessuno tocchi Caino”, formata da cittadini benpensanti e parlamentari illuminati… che in effetti qualche “dubbio” avrebbe dovuto far nascere, pur con la presentazione del Docufilm, da loro prodotto, a sostegno dell’ambizioso progetto dell’annullamento dell’ergastolo ostativo, appellandosi sempre al motto “Spes contra Spem”, lo stesso, guarda caso, utilizzato dal pool della DDA di Reggio Calabria, diretto dal mitico dottor Giovanni Bombardieri, che proprio ieri ha fatto scattare la nuova operazione che a Taurianova ha fatto tornare elicotteri, carabinieri e nuovi dubbi, nei martoriati e confusi abitanti, che fra omicidi, pizzi, estorsioni e tiri al piattello, si erano appena abituati a gestire anche il senso di colpa, indotto ad arte.

Si, ci vuol dell’Arte e delle menti sopraffine, come diceva Falcone, per far passare le vittime anche dal senso di colpa, dopo decenni di far West, scatenato dalle faide dei loro rappresentanti politici, così ben inseriti in seno alle istituzioni…in effetti comprendo bene oggi, quanto sia difficile districarsi in un mondo di menzogne, fra universi paralleli dove ognuno lotta per dimostrare la sua tesi, tutte opposte fra di loro, tutte ufficiali e sostenute da diverse parti, che dovrebbero costituire tutte insieme il nostro Stato, sempre quello, nel quale ci hanno ridotto…

A Taurianova ho un tesoro nascosto, si, perché quando le pale degli elicotteri ti volteggiano sopra casa tutta notte, tendi a nasconderti sotto il letto.
Ho un’amica, nu piezz e core, con la quale dovrò discutere, forse combattere per dimostrarle che esistono due stati, che esiste anche qualcuno di cui si può fidare, che ogni apparato di Stato ha una parte “deviata” ma anche una buona, che quelli che ti danno 50 euro per la foto in cabina, della scheda elettorale non sono esattamente quelli bravi, anche se sembra che ti vogliano aiutare, inducendoti a pensare che i complotti in questo stato pazzerello li possa fare la mafia, quanto i magistrati, o un generale dei ROS, deviato pure quello, Marcondirondidondello…

Oggi vorrei abbracciarvi tutti. Generalmente etichetto il qualunquismo come il nemico giurato della lotta alle mafie, la disinformazione, come menefreghismo, mentre oggi, vi porto tutti nel cuore e mi vorrei scusare. Pur essendo ben informata, ho passato tutto il sabato a disturbare i miei contatti per sapere se veramente una qualche parte deviata, avesse veramente potuto riconoscere a questo verme il tanto millantato, pubblicato e prezioso ruolo di Collaboratore di Giustizia.

Sì perché , fra il diritto all’oblio, riconosciuto ai delinquenti, che dopo soli tre anni possono far cancellare le notizie che li riguardano e testate di tutto rispetto, cadute nella stessa trappola dell’Antimafia “deviata”, questo pezzo scritto di getto è rimasto in attesa di conferme dirette, visto che in un mondo fatto di tali meraviglie potrebbe saltare fuori in qualunque momento, uno ” Stregatto” a sovvertire tutto…

Così come ci ricorda lo stesso Zagari, ormai assurto alla mitologia, tutta nazionale come novello ” dio Pan”, mezzo uomo e mezzo belva, dotato di gialle zanne e folto pelo, abbandonato dalla madre inorridita ma raccolto dalla pietà di un “dio deviato”, che lo portò direttamente nell’olimpo, al cospetto degli altri dei, dove venne ben accolto, in quanto frutto delle loro stesse perversioni.

Se la storia vi ha appassionato, potete approfondirla sul web dove troverete ancora una volta tutto e il contrario di tutto, facendovi magari, anche due risate sulle liriche buoniste e colluse che tanti Dei del nostro variopinto “Olimpo deviato”, nel corso degli anni, gli hanno dedicato.

Ve lo consiglio come gioco da spiaggia da fare anche in Gruppo e nell’augurarvi una splendida giornata, ne approfitto per annunciarvi una serie di monografie, dedicate ai Collaboratori di Giustizia, quelli veri, che rischiano la vita per regalarci un po’ di verità e qualche speranza, in questo mondo deviato e contraddittorio.

Se però volete sapere veramente chi sia il novello “dio Pan” paladino della giustizia, lanciato a bomba contro i binari dell’ingiustizia… meglio se ascoltate il video postato ieri da quel “poeromo” del Comandante dei Carabinieri di Taurianova, Marco Catizone, che con professionalità e coraggio, ci mette la faccia, dimostrando di averne una sola, così come tutti i Magistragi non deviati, che hanno portato a termine l’ennesima operazione, insieme all’ennesima condanna, verso loro stessi e i propri cari.

La mafia esiste ed anche se vi raccontano fiabe ben diverse, porre la propria firma, la propria faccia e la propria integrità, in operazioni di Giustizia vera, nell’Italia della “Santa”, spesso risulta letale.

Come sempre un infinito ringraziamento a questi uomini e queste donne che nel marasma del dubbio, hanno ancora il coraggio di esistere.

Spes contra Spem. Come trasformare Caino in Collaboratore di Giustizia / Francesca Capretta / Cronaca Calabria

Nave ONG “Sea Eye 4”: Fermo amministrativo

Nave ONG “Sea Eye 4”: Fermo amministrativo

Nella giornata di ieri, ispettori della Guardia Costiera, specializzati in sicurezza della navigazione, hanno sottoposto la nave “SEA EYE 4” – di bandiera tedesca – ad un’ispezione volta a verificare l’adeguatezza della stessa rispetto alle vigenti norme di sicurezza della navigazione e di tutela ambientale.

La “SEA EYE 4” è attraccata nei giorni scorsi nel porto di Palermo, dopo aver sbarcato 415 migranti nel porto di Pozzallo ed al termine di un periodo di quarantena imposto dalle Autorità sanitarie nazionali.

Gli ispettori specializzati della Guardia Costiera verificano che le navi rispondano ai requisiti delle Convenzioni Internazionali ad esse applicabili; questa attività viene svolta su tutte le navi straniere che giungono nei porti italiani nel primario interesse pubblico di garantire la “sicurezza della navigazione”, la prevenzione dell’inquinamento, l’adeguata certificazione del personale marittimo e le condizioni di vita e lavoro a bordo delle navi; ciò con lo scopo di ridurre il rischio di incidenti, tenendo le navi non conformi (cd. substandard) lontane dai porti unionali e nazionali.

Ispezioni ordinarie sono svolte in base ad una periodicità definita da un “profilo di rischio” della nave mentre ispezioni “supplementari” vengono disposte, quando ne ricorrano i presupposti e le condizioni previste dalla direttiva comunitaria (2009/16/EC), recepita dall’Italia nel 2011.

La nave è stata sottoposta a un’ispezione “periodica”, essendo trascorsi più di 10 mesi dall’ispezione precedente e, contestualmente, “supplementare” in ragione della consistenza dei mezzi collettivi ed individuali di salvataggio presenti sull’unità, a fronte di un numero notevolmente superiore di persone recuperate a bordo durante l’attività sistematica, di “ricerca e soccorso” svolta nel Mar Mediterraneo.

L’ispezione ha evidenziato sulla nave diverse irregolarità di natura tecnica, tali da compromettere non solo la sicurezza degli equipaggi, ma anche delle stesse persone che sono state e che potrebbero, in futuro, essere recuperate a bordo, nel corso del servizio di assistenza svolto. Accertate anche alcune violazioni delle normative a tutela dell’ambiente marino.

In particolare, considerato il tipo di attività che la nave regolarmente svolge, l’ispezione ha confermato che i mezzi collettivi di salvataggio della nave risultano sufficienti ad ospitare un numero massimo di 27 persone; pertanto, in caso di emergenza a bordo della nave, che comporti l’evacuazione della stessa, si ritiene che l’equipaggio non sarebbe in grado – anche per consistenza numerica e di qualifica – di garantire che le persone ospitate possano essere avviate ai mezzi di salvataggio né ovviamente trovare posto sufficiente per essere sugli stessi ospitate.

In aggiunta, sono state accertate carenze sui contratti del personale marittimo imbarcato, sugli apprestamenti per prevenire l’inquinamento marino, sulle istruzioni da fornire all’equipaggio in caso di emergenza, sull’organizzazione di bordo e sulle dotazioni radio; un totale di 23 carenze di cui 10, per la loro gravità, hanno determinato, il fermo della nave.

La nave è stata quindi sottoposta a “fermo amministrativo” fino alla rettifica delle irregolarità rilevate in sede ispettiva.

NOTA

A seguito dell’attività ispettiva svolta dalla Guardia Costiera, alcuni Stati di Bandiera, attraverso le competenti Amministrazioni marittime, hanno intrapreso azioni correttive adeguando e certificando le navi ONG al servizio di “ricerca e soccorso”.

Adduso Sebastiano

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