Charles Thomas esulta nella sfida tra la Givova Scafati e Lux Chieti
Charles Thomas esulta nella sfida tra la Givova Scafati e Lux Chieti
(ph. Gianmarco Ferrara)

Givova Scafati, all’orizzonte l’ostacolo Udine. Domenica via alla semifinale

E’ l’Old Wild West Udine l’avversario della settima semifinale playoff di serie A2 nella storia della Givova Scafati. Il team dell’Agro giocherà questa serie con lo svantaggio del fattore campo. Le prime due gare, infatti, si disputeranno al PalaCarnera. Si comincerà domenica 6 giugno, alle ore 18:00, con gara uno.
A questa sfida la Givova Scafati ci arriva con l’organico al gran completo, in buone condizioni fisiche e mentali, motivato dal desiderio di raggiungere la finale e di giocarsi tutte le proprie chance promozione.

L’AVVERSARIO

Non sarà semplice però avere la meglio contro un avversario ostico e temibile, già incontrato in ben tre occasioni nel corso dell’attuale stagione agonistica e superato solo in una. L’esperto coach Boniciolli dispone di una rosa ampia, variegata e ben assortita, in cui spiccano non solo i nomi dei due statunitensi Johnson (guardia) e Foulland (centro), ma anche quello dell’esperto playmaker Giuri e del neo acquisto Mian (ala piccola), a cui si aggiungono i vari Amato (playmaker), Antonutti (ala grande), Italiano (ala grande), Nobile (ala piccola), Pellegrino (centro) ed i giovani Schina (guardia), Deangeli (ala piccola) e Mobio (guardia), tutti interessanti prospetti.

LE DICHIARAZIONI

Coach Alessandro Finelli: “Siamo contenti di vivere questa semifinale, che per noi è un passaggio importante, perché vogliamo fortemente continuare questa avventura per raggiungere la finale e giocarci le nostre chance di promozione in massima serie. Arriviamo a questa serie in buone condizioni, grazie al recupero di tutti gli effettivi, anche se Marino è ancora dentro la fase di recupero, ma si sta allenando con grande abnegazione e giorno dopo giorno sta sempre meglio. Procede bene anche l’inserimento di Gaines nel gruppo”.

Coach Finelli in panchina contro Apu Udine
(ph. Giacomo Lodolo)

“Stiamo bene a livello mentale, siamo motivatissimi, grazie al lavoro svolto nel corso dell’intera stagione, alla continuità mostrata nonostante i momenti difficili, gli infortuni, le problematiche covid-19 e i cambi di straniero: siamo stati flessibili, resilienti e omogenei a livello di risultati. Questa capacità di adattamento e questo atteggiamento ce lo portiamo in semifinale, motivati dal fatto che mai Scafati nella sua storia ha raggiunto una finale playoff in serie A2: la promozione nel 2006 arrivò infatti senza passare per i playoff. Vogliamo quindi scrivere un’altra pagina importante della storia di questo club”.

“La serie sarà tosta, equilibrata, valida e bella da vedere: così come Torino – Verona, disputeremo una semifinale di alto livello, una sorta di finale anticipata. Udine ha inserito un esterno come Mian, che proviene dalla massima serie, e recupera Amato, per cui disporrà di un roster ampio e competitivo. Ragioneremo partita dopo partita, ma mi aspetto una gara uno dal grande impatto fisico ed atletico, con difese di qualità. Dobbiamo puntare a giocare sui nostri ritmi, perché siamo una squadra frizzante, pimpante che ama giocare nei primi secondi dell’azione, partendo da una difesa ben strutturata”.

Charles Thomas in azione contro Antonutti
(ph. Giacomo Lodolo)

L’ala grande Charles Thomas: “Aver vinto il titolo di miglior straniero del campionato di serie A2 è per me motivo di grande pregio e soddisfazione, giunto a coronamento di una stagione complicata. Dedico questo riconoscimento a tutti i miei compagni di squadra, perché è con loro che mi alleno per migliorarmi sempre. Dobbiamo continuare a giocare così come abbiamo fatto fino ad oggi, a prescindere del fatto che nei prossimi turni non godremo del vantaggio del fattore campo. Anzi, contro una grande squadra come Udine dovremo tenere alta la concentrazione e l’aggressività”.

“Finora abbiamo fatto un gran lavoro e vogliamo ancora tenere alto il livello del gioco e di rendimento, a prescindere dallo svantaggio del fattore campo. Udine ha tanti giocatori forti e validi, come i due statunitensi Foulland e Johnson, ma anche Giuri e tanti altri, giovani compresi, dotati di grande talento. Dobbiamo però guardare Udine nel suo complesso e non nei suoi singoli. L’abbiamo già affrontata, ha saputo metterci in difficoltà, ma ora conosciamo bene le sue qualità ed è proprio contro queste qualità che dobbiamo lavorare sodo per costruirci la vittoria, dando il massimo per i nostri colori”.

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