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Napoli, il Barcellona ci prova per Fabian Ruiz

Napoli, il Barcellona ci prova per Fabian Ruiz

 

Napoli, ADL chiede solo cash. Niente contropartite

 

Europei e mercato. Ormai sarà sempre questo il tema principale. Ci si avvicina infatti sempre di più al debutto della Spagna a Euro 2020. Tra i convocati, e volendo anche uno dei punti fermi, della nazionale di Luis Enrique, c’è Fabian Ruiz. Su di lui già inizia la coda di squadre che vorrebbero portarselo a casa. Da capire ci sono varie cose: il Napoli, con Spalletti che si ritiene entusiasta della rosa che ha ora a disposizione, lo venderà? Se mai come quest’anno la risposta senza essere sì, bisognerà capire il prezzo che deciderà di fare ADL, cosa non da poco.

 

Il Barcellona alla finestra

Sulla tematica Fabian, ne ha parlato il Corriere dello  Sport. A tal proposito, ecco quanto riportato dal quotidiano:

“Fabian e il Barcellona, dicevamo Ieri in Catalogna s’è parlato proprio di un feeling ritrovato, di  un ritorno di fiamma per intenderci, e i particolari a coté sono parsi interessanti sul serio: per abbattere i costi, il Barça sarebbe anche disposto a inserire il cartellino di un giocatore tipo Pjanic, ex allievo di Spalletti che però ha 31 anni e un ingaggio maxi e dunque proibitivo, o magari Junior Firpo, mancino che interessa al Napoli da un po’ di tempo. Ma a quanto pare De Laurentiis è orientato esclusivamente verso il cash. Euro e nessuna contropartita: più chiaro di così”

 

Fabian: “A Napoli sto bene”

Barcellona dunque alla porta, anche se il giocatore, che qualche giorno fa ha parlato alla Gazzetta dello Sport, ha confermato la sua volontà di restare in azzurro. Ecco le sue dichiarazioni:

 “A Napoli sto bene, sono contento. È una città che mi ha accolto benissimo, un posto dove la gente vive il calcio esattamente come nella mia Siviglia, con passione,trasporto e senza pause, sempre al massimo come piace a me. Ho ancora due anni di contratto e sono felice. Non c’è molto altro da dire, a parte il fatto che ora voglio pensare solo alla nazionale, la cosa più importante di questa mia estate”.

Giornata Mondiale degli Oceani: campagna Mare Pulito Guardia Costiera

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Oggi 8 giugno, Giornata Mondiale degli Oceani: i sommozzatori dei Nuclei sub della Guardia Costiera hanno dato vita alla campagna “Mare Pulito” VIDEO

Oggi 8 giugno in occasione della Giornata Mondiale degli Oceani, i sommozzatori dei Nuclei sub della Guardia Costiera insieme a centinaia di subacquei volontari si sono immersi nelle darsene e nei porticcioli di diverse regioni costiere d’Italia, dando vita alla campagna “Mare Pulito”, la più importante giornata di pulizia dei fondali mai realizzata in Italia, organizzata congiuntamente dal progetto europeo Clean Sea Life e dal Corpo delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera, con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della sostenibilità ambientale in difesa degli ecosistemi marini e costieri.

I Comandi territoriali e i sommozzatori della Guardia Costiera hanno garantito la necessaria cornice di sicurezza in mare, coordinando l’attività di tutti i diving presenti nella più vasta operazione di bonifica dei fondali marini mai realizzata in Italia, nel rispetto delle norme vigenti in tema di emergenza Covid-19.

La campagna “Mare Pulito”, rappresenta un’azione concreta a favore del nostro mare e del nostro futuro, ma rappresenta anche un’iniziativa volta ad evidenziare quanto l’impatto dell’uomo possa essere determinante per la salute degli ecosistemi marini.

Lo scorso anno, un analoga operazione di bonifica ha portato al recupero di circa 12 tonnellate di rifiuti raccolti nei porti, nelle aree protette e nelle zone archeologiche sommerse di tutte le regioni: copertoni di ruote, attrezzi da pesca, sacchetti e bottiglie di plastica e vetro, guanti e stoviglie monouso, mascherine, ma anche tubi, latte, fusti metallici, sedie, pattini per bimbi, fuochi d’artificio e persino motorini.

Tra i tanti rifiuti recuperati dai fondali, diverse “reti fantasma”, quelle reti abbandonate sul fondo del mare e dannose per l’ambiente marino; veri e propri strumenti di morte per le specie marine protette che vi rimangono intrappolate.

Ammonta indicativamente a 8,5 TONNELLATE il quantitativo complessivo di rifiuti raccolti nei porti, porticcioli, darsene ed aree di pregio ambientale di diverse regioni costiere d’Italia, nell’ambito della Campagna “Mare Pulito”, di cui al comunicato stampa riportato in calce.

Tra il materiale rimosso dai fondali – che sono stati così bonificati – anche pneumatici di auto e camion, attrezzi da pesca, sacchetti, bottiglie e materiale plastico, sedie e lettini da spiaggia, guanti e stoviglie monouso, mascherine, fusti metallici, cassette, materiale elettronico di risulta, cime d’ormeggio e batterie esauste.

Ancora, diverse “reti fantasma”, abbandonate sul fondo del mare e dannose per l’ambiente marino.

Gli enti territoriali provvederanno, al termine delle attività, allo smaltimento dei numerosi rifiuti recuperati dal mare.

Giornata Mondiale degli Oceani: campagna Mare Pulito Guardia Costiera /Lorenza Sabatino / Redazione

Donnarumma: da Castellammare alla Nazionale – Sotto La Lente

 

EURO2020 – Dopo una stagione da protagonista con il Milan, Gianluigi Donnarumma è pronto a difendere i pali dell’Italia durante la campagna europea.

Sotto La Lente – Donnarumma: da Castellammare alla porta della Nazionale

Sotto La Lente – Donnarumma. Lo chiamano “Gigio”, il portiere fenomeno della Nazionale italiana. Classe 1999, nato a Castellammare di Stabia (NA), cresciuto sotto l’egida del preparatore dei portieri, il maestro Ernesto Ferraro, nell’Asd Club Napoli (scuola calcio che ha sfornato grandi campioni come Iezzo, Mirante, De Lucia e il fratello di “Gigio”, Antonio), Gianluigi Donnarumma si è fatto notare sin da giovanissimo da molti club italiani.

Da qui, la chiamata del Milan, squadra di cui è tifoso sin da bambino, ma che lascerà presto. Lo stabiese, infatti, dirà addio al Milan dopo 8 anni e una trafila cominciata dai Giovanissimi fino alla prima squadra. Il suo contratto è in scadenza il 30 giugno 2021 e ancora non si sa per quale squadra giocherà il prossimo anno – anche se sembra essere vicino al PSG, secondo quanto emerso nelle ultime ore -. Adesso, però, c’è l’Europeo. Poi, il futuro.

La stagione con il Milan

Una stagione da incorniciare, quella di Donnarumma quest’anno. L’obiettivo Champions è stato raggiunto dal Milan anche grazie alle sue parate. Da ricordarne ce ne sarebbero molte, ma alcune sono più decisive di altre. La prima da citare è quella su Ribéry: Vlahovic lancia il francese a campo aperto che, a tu per tu contro Donnarumma, tenta lo scavetto. Il portiere rossonero non si lascia intimidire e, alzando la mano, riesce a bloccare il tiro dell’esterno viola e a salvare il risultato, che si conclude con il 2-0 del Milan.

Oltre alla super parata contro Ribéry, ci sono altri interventi salva-partita da parte di Donnarumma. Da ricordare la parata plastica su Scamacca in un Genoa-Milan finito in parità. È l’88esimo minuto quando, sul risultato di 2-2, da un cross dalla destra di Goldaniga, Scamacca si lancia in una mirabolante rovesciata che finisce verso la porta. “Gigio” vola e con due mani smanaccia quella palla lontano dalla rete. Il Milan pareggia e strappa un punto prezioso a Marassi.

Il mancato rinnovo

Con il passare della stagione, però, i malumori per il mancato rinnovo aumentano, le prestazioni di Donnarumma calano, insieme a quelle della squadra, e la scadenza di contratto si avvicina sempre di più. L’offerta per il rinnovo arriva comunque: 8 milioni di euro a stagione. Ma Mino Raiola, procuratore del portiere stabiese, non ci sta e rilancia a 10 più bonus e commissioni. La risposta rossonera non si lascia attendere: la cifra è troppo alta.

La rabbia dei tifosi rossoneri raggiunge l’apice pochi giorni prima di Juventus-Milan, crocevia fondamentale per il raggiungimento della Champions. Incontro tra Donnarumma e alcuni rappresentanti dei tifosi all’esterno del centro di allenamento di Milanello. «Rinnova o non giocare contro la Juve», dicono gli ultras. «È il Milan a decidere chi gioca e chi non gioca» tuona invece Maldini. E infatti Donnarumma gioca e il Milan strapazza l’avversaria con un sonoro 3-0. L’aria è da separati in casa, ma il Milan, complice anche la vittoria ai danni della rivale bianconera, riesce a raggiungere la tanto agognata Champions League.

La stagione in Serie A si conclude nel migliore dei modi. L’avventura al Milan, invece, no. E a fine maggio, Maldini annuncia l’addio: «le strade tra Donnarumma e il Milan si separeranno alla scadenza del contratto». E adesso “Gigio” Donnarumma cerca squadra. Squadra che potrebbe essere il Paris Saint-Germain: il club parigino ha presentato un’offerta faraonica al portiere stabiese (si parla di 60 milioni in 5 anni). La fumata bianca potrebbe arrivare in giornata. Ma prima c’è un Europeo da giocare, una Nazionale da difendere e, chissà, un trofeo da alzare, magari.

Verso l’Europeo

Ancora senza squadra – ufficialmente – per il futuro (a quello ci penserà Raiola), Donnarumma è con la testa alla Nazionale. I dati parlano chiaro: nelle ultime otto gare – tra amichevoli, Nations League e Qualificazione ai Mondiali – la selezione allenata da Mancini non ha subito neanche una rete. “Gigio” difendeva i pali in 6 di quelle 8 partite. L’auspicio è che possa replicarsi anche all’Europeo. Lasciandosi alle spalle il passato e il futuro per godersi il presente: il suo primo Europeo in carriera.

 

 

A cura di Claudio Savino

4 italiani e un egiziano arrestati per spaccio di cocaina, marijuana e hashish

4 italiani ed un egiziano arrestati per spaccio di cocaina, marijuana e hashish

Dalle prime ore di questa notte i Carabinieri della Compagnia di Caltanissetta, supportati da unità cinofile di Palermo – Villagrazia, Militari dello Squadrone eliportato “Cacciatori di Sicilia”, nonché dal 14° Nucleo Elicotteri di Palermo, stanno eseguendo una Ordinanza di Custodia Cautelare in carcere nei confronti di 4 soggetti, tre di nazionalità italiana ed uno di nazionalità egiziana, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Caltanissetta.

LE INDAGINI

L’operazione, convenzionalmente denominata “Molacosì come l’omonima zona del centro storico di Sommatino, trae origine da un’ampia attività investigativa, condotta dalla Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile Carabinieri e coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Caltanissetta, che ha consentito di disarticolare un’associazione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti nel comune di Sommatino (CL).

Le attività, che hanno avuto inizio a febbraio 2019, hanno dimostrato l’esistenza di un sodalizio criminale dedito al traffico di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, marijuana e hashish da parte – principalmente – di componenti della famiglia Chiarelli.

In particolare le attenzioni degli investigatori si sono concentrate sulla figura di Salvatore Chiarelli, 54enne pregiudicato di Sommatino per la commissione di reati inerenti le sostanze stupefacenti, contro la persona ed il patrimonio anche a carattere associativo, il quale coordinava le attività illecite degli altri componenti il gruppo criminale, fornendo loro indicazioni sui comportamenti da tenere al fine di eludere i controlli di polizia, mettendo altresì a disposizione degli stessi la propria rete di conoscenze tra i soggetti gravitanti nel narcotraffico e la propria abitazione di campagna per occultare lo stupefacente.

La droga, approvvigionata principalmente da un canale operante su Caltanissetta, veniva immessa nel mercato clandestino di Sommatino attraverso la cessione al dettaglio degli altri sodali destinatari della misura, identificati in:

  • Fabio Chiarelli, 29enne, figlio di Salvatore, con pregiudizi di polizia giudiziaria anche per la violazione a norme sugli stupefacenti e precedenti penali per la commissione di delitti contro il patrimonio e la persona e violazioni in materia di armi;
  • Nicola Chiarelli, 26enne, figlio di Salvatore, con pregiudizi di polizia giudiziaria per la commissione di delitti contro il patrimonio e la persona e per delitti afferenti le sostanze stupefacenti;
  • Said Chaban Tamraz, 22enne, cittadino egiziano, pregiudizi di polizia giudiziaria per delitti contro il patrimonio e afferenti le sostanze stupefacenti.

Nel corso dell’indagine erano stati tratti in arresto, nel mese di aprile dell’anno 2019, per detenzione ai fini di spaccio Fabio Chiarelli e Nicola Chiarelli, trovati rispettivamente in possesso di 200 grammi e 100 grammi di sostanza stupefacente del tipo “hashish”.

Adduso Sebastiano

(VIDEO IN ELABORAZIONE)

(tutte le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

Meteo Castellammare di Stabia: oggi pioggia e schiarite, Mercoledì….

Previsioni meteo Castellammare di Stabia per il 8/06/2021. Giornata prevalentemente piovosa con possibili schiarite, temperatura 18-27°, Mercoledì 9 e Giovedì 10 nubi sparse

Castellammare di Stabia, Martedì 8 Giugno:

giornata all’insegna di piovaschi alternati e schiarite, minima 18°C, massima 27°C. In particolare avremo poche nubi al mattino, pioggia intermittente e schiarite durante il resto della giornata. Durante la giornata di oggi si registrerà una temperatura massima di 27°C alle ore 12, mentre la minima alle ore 4 sarà di 18°C, lo zero termico più basso si attesterà a 3260m alle ore 23 e la quota neve più bassa, 3090m, alle ore 20. I venti saranno deboli da Ovest al mattino con intensità di circa 6km/h, al pomeriggio moderati provenienti da Ovest con intensità di circa 16km/h, alla sera deboli provenienti da Nord-Nord-Ovest con intensità di circa 5km/h. L’intensità solare più alta sarà alle ore 11 con un valore UV di 5.8, corrispondente a 799W/mq.

Mercoledì 9 Giugno:

giornata caratterizzata da generali condizioni di cielo parzialmente nuvoloso, temperatura minima 18°C, massima 31°C. Nel dettaglio: nuvolosità innocua al mattino, pioggia intermittente e schiarite al pomeriggio, assenza di nubi alla sera. Durante la giornata di domani la temperatura massima verrà registrata alle ore 15 e sarà di 31°C, la minima di 18°C alle ore 5. I venti saranno al mattino deboli provenienti da Nord con intensità di circa 9km/h, moderati da Ovest-Nord-Ovest al pomeriggio con intensità di circa 19km/h, deboli da Nord-Nord-Ovest alla sera con intensità tra 4km/h e 10km/h. L’intensità solare più alta sarà alle ore 13 con un valore UV di 9, corrispondente a 994W/mq.

Giovedì 10 Giugno:

giornata caratterizzata da generali condizioni di cielo parzialmente nuvoloso, min 16°C, max 32°C. In particolare avremo ampio soleggiamento al mattino, cielo poco nuvoloso o velato al pomeriggio, cielo molto nuvoloso o coperto alla sera. Durante la giornata la temperatura massima verrà registrata alle ore 15 e sarà di 32°C, la minima di 16°C alle ore 6. I venti saranno deboli da Nord-Nord-Ovest al mattino con intensità di circa 10km/h, al pomeriggio moderati provenienti da Ovest-Nord-Ovest con intensità di circa 21km/h, alla sera deboli da Nord con intensità tra 6km/h e 12km/h. L’intensità solare più alta sarà alle ore 13 con un valore UV di 9.3, corrispondente a 1011W/mq.

Venerdì 11 Giugno:

giornata caratterizzata da cielo parzialmente nuvoloso, minima 17°C, massima 31°C. Nel dettaglio: cielo sereno al mattino, nuvolosità innocua al pomeriggio, cielo coperto alla sera. Durante la giornata si registrerà una temperatura massima di 31°C alle ore 14, mentre la minima alle ore 6 sarà di 17°C. I venti saranno al mattino deboli provenienti da Nord-Nord-Ovest con intensità di circa 5km/h, moderati da Ovest al pomeriggio con intensità di circa 17km/h, deboli da Sud-Ovest alla sera con intensità di circa 3km/h. L’intensità solare più alta sarà alle ore 13 con un valore UV di 9.2, corrispondente a 1007W/mq.

Meteo Castellammare di Stabia: oggi pioggia e schiarite, Mercoledì…. / Cristina Adriana Botis / Redazione Campania

Cantante melodico di vicinanze mafiose avvisato oralmente dal Questore di Palermo

Il Questore di Palermo, a seguito di attività infoaccertativa svolta dalla Divisione Anticrimine, ha emesso la misura di prevenzione dell’Avviso Orale* nei confronti di Daniele De Martino, noto cantante neomelodico, che in tempi recenti, sfruttando la popolarità conseguente alla propria professione, in diverse occasioni ha manifestato vicinanza agli ambienti malavitosi.

In particolare, il cantante palermitano è di recente assurto alle cronache locali e nazionali per delle affermazioni pubblicate sui profili social web indirizzate ad alcuni giornalisti esponenti del mondo civile alla lotta alla mafia.

L’artista aveva anche pubblicato nel mese di maggio scorso un brano musicale lanciato contro i pentiti di mafia.

Il brano neomelodico, espressione di solidarietà al sistema delle mafie, in poco tempo ha registrato sulla piattaforma Yuotube numerose migliaia di visualizzazioni digitali.

La non estraneità del trentenne palermitano al mondo malavitoso è sottolineata anche da altri comportamenti resi espliciti dallo stesso che ha pubblicato alcuni selfie che lo immortalano in atteggiamenti confidenziali con persone pregiudicate esponenti di famiglie di Cosa Nostra.

Il cantante con il suo comportamento ha messo in pericolo la sanità, la sicurezza e la tranquillità pubblica, ciò in ragione del fatto che gli espliciti messaggi consegnati in più occasioni ai moderni mezzi di comunicazione contengono gravi espressioni visive e verbali che implicano una istigazione alla violenza, un’esaltazione delle gravi azioni antigiuridiche connesse alla criminalità organizzata, un’accettazione e condivisione di comportamenti e azioni contrari ai valori morali della società civile e lesive delle Istituzioni dello Stato.

I ripetuti messaggi di contestazione all’operato di esponenti del mondo civile alla lotta alla mafia, pubblicati dal medesimo su profili social web – seguiti da un nutrito pubblico – appaiono in grado di influenzare le coscienze di numerose persone.

Pertanto il Questore di Palermo ha invitato formalmente il giovane cantante a modificare il proprio comportamento sociale nel rispetto della legge a tutela della sicurezza pubblica.

*L’Avviso Orale può essere applicato dal Questore della provincia di residenza del soggetto che rientri nelle figure indicate nell’articolo 1 del Decreto Legislativo n. 159/2011. Si tratta sostanzialmente di persone che, sulla base di elementi di fatto (condanne riportate per la commissione di reati, pendenza di procedimenti penali a proprio carico, nonché altri comportamenti di natura oggettiva), sono considerate connotate da un profilo di pericolosità sociale (che deve essere concreto ed attuale, ovvero effettivamente sussistente al momento dell’adozione della misura) tale da imporre un intervento da parte del Questore. Talché la valutazione cui è chiamato il Questore è duplice, in primo luogo attinente alla sussistenza della pericolosità sociale, ovvero di una personalità potenzialmente incline a comportamenti antisociali, ed in secondo luogo alla concretezza ed attualità di tale profilo di rischio.

Nell’immagine di copertina il Questore di Palermo Dr. Leopoldo Laricchia.

Adduso Sebastiano

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Juve Stabia, Baldini non trova l’accordo con le Vespe

La Juve Stabia da giorni stava corteggiando il tecnico Silvio Baldini che dopo i 4 anni di esperienza alla Carrarese aveva deciso di terminare la sua avventura con i toscani. La Juve Stabia ci ha provato in tutti i modi a convincere l’allenatore ad accettare la proposta di sedere sulla panchina stabiese alcuni giorni fa lo stesso tecnico era stato avvistato in un noto ristorante di Castellammare, sembrava quasi fatta.

Dopo un week end di pausa però oggi arriva l’ufficialità che questo matrimonio non si farà per motivi personali. Le Vespe ora dovranno cercare un’altra figura su cui riporre la propria fiducia per poi iniziare a costruire la rosa che nel prossimo campionato proverà ad alzare l’asticella rispetto al 5° posto conquistato quest’anno.

Silvio Baldini ha però voluto lasciare un messaggio per spiegare per bene il motivo di questo suo rifiuto.

Queste sono state le sue dichiarazioni:

“E’ vero, la Juve Stabia mi ha fatto una proposta concreta e hanno fatto di tutto per convincermi ad affrontare la nuova stagione con loro. Abbiamo parlato, sono stato a Castellammare di Stabia e posso dire che è una città straordinaria. Mi ha fatto piacere avere avuto l’opportunità di conoscerli, e li ringrazio tutti: il Presidente Andrea Langella, il socio Giuseppe Langella e l’amministratore Avvocato Vincenzo Todaro. Mi ha fatto piacere inoltre rivedere il mio amico, il Direttore Giuseppe Pavone.

Purtroppo non posso accettare, pur avendo avuto l’opportunità di ascoltare le ambizioni societarie. Dopo la mia ultima esperienza (Carrarese n.d.a.), ho deciso di prendermi un periodo di pausa, che non so quanto potrà durare. Questa decisione mi ha spinto a rinunciare così alla possibilità di poter fare un’esperienza in una città bella come Castellammare di Stabia.

Auguro alla Juve Stabia ogni bene possibile e farò il tifo per loro, con la speranza che i progetti societari possano essere tutti raggiunti”.

Catanzaro. Scoperta maxi piantagione di marijuana. 1 misura cautelare.

Catanzaro. Scoperta piantagione di marijuana su larga scala. 5 serre per un raccolto da 200 kg. Ai domiciliari, il proprietario. VIDEO

Questo il risultato di un blitz dei finanzieri del Gruppo di Lamezia Terme, inserito in un quadro di intensificazione dei servizi di controllo economico del territorio disposti dal Comando Provinciale di Catanzaro.

A seguito di approfondite ricognizioni, i finanzieri hanno individuato in contrada Fialà del Comune di Lamezia Terme una vasta piantagione di “Cannabis Indica”.

All’esito di mirate perlustrazioni, i Finanzieri si imbattevano in un terreno di 3.500 metri quadri recintato, all’interno del quale si intravedevano un piccolo caseggiato e 5 serre.

Il terreno era provvisto di impianti di irrigazione funzionali a una coltivazione intensiva di 2.190 piante di Cannabis di svariate dimensioni (da mt. 1,5 a mt. 2,2 circa).

I relativi accertamenti consentivano di identificare un cittadino italiano, J. L. D.F., in disponibilità dell’uso del terreno.

A seguito dei successivi controlli in ordine agli obblighi previsti dalla Legge 242/2016, emergeva che il D.F. non era in possesso di alcuna documentazione che lo autorizzare legalmente alla coltivazione di cannabis.

L’uomo è stato quindi tratto in arresto in flagranza di reato per la violazione dell’art. 73 del D.P.R. 309/90 e, successivamente, il Tribunale di Lamezia Terme, con rito direttissimo, ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari.

La piantagione illegale, alla fine del ciclo di produzione, avrebbe consentito di ricavare almeno 200 chili di sostanza stupefacente, fruttando introiti illeciti per oltre un milione di euro.

Incessante l’attività di controllo controllo economico sul territorio svolta dalla Guardia di Finanza, finalizzata anche alla repressione della produzione di sostanze stupefacenti, finalizzate allo spaccio.

Catanzaro. Scoperta maxi piantagione di marijuana. 1 misura cautelare. / Francesca Capretta / Cronaca Calabria

Giovane nisseno arrestato per spaccio di hashish e marijuana

Giovane nisseno arrestato per spaccio di hashish e marijuana

Sono continuate nel fine settimana le attività di contrasto allo spaccio e all’uso illecito di stupefacenti poste in essere dai Carabinieri della Compagnia di Enna.

A farne le spese, questa volta, è stato un giovane di 34 anni, nisseno, ma domiciliato ad Enna bassa ormai da quale anno, al quale lo scorso sabato, gli uomini dell’Arma hanno deciso di far visita a casa nel primo pomeriggio di sabato, giusto in tempo per il caffè.

Sorpreso dalla presenza dei Carabinieri, il giovane è stato reso edotto delle ragioni del controllo e non ha potuto che guidarli all’interno della sua abitazione, dove gli operanti hanno rinvenuto diverse dosi di sostanza stupefacente sia del tipo hashish che marijuana, per un peso complessivo di circa 200 grammi, pronta per essere confezionata e smerciata sul mercato ennese, verosimilmente a giovani acquirenti del posto.

Nel corso dell’attività è stato infatti rinvenuto anche un bilancino di precisione oltre a materiale vario per il confezionamento delle dosi. Il giovane è stato quindi dichiarato in stato di arresto per la violazione dell’art. 73 del D.P.R. 309/90 e, dopo essere stato trasportato in caserma per gli adempimenti di rito, è stato riaccompagnato a casa, dove per lui continuerà un lockdown ulteriore, non tanto per ragioni sanitarie quanto per motivi di giustizia, dovendovi permanere in regime di arresti domiciliari fino a nuova decisione dell’Autorità Giudiziaria.

Nell’ambito delle stesse iniziative, i Carabinieri della Sezione Radiomobile di Enna hanno segnalato alla Prefettura un ventinovenne che, in compagnia di altri due amici, si trovava a bordo della propria autovettura con in tasca uno spinello e dell’hashish per consumo personale. Per lui, oltre al sequestro della droga, è scattato anche il ritiro della patente di guida per un mese.

Adduso Sebastiano

(tutte le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

Crotone 11 misure cautelari per lesioni, minacce violenza e calunnie.

Crotone 11 misure di custodia cautelare, 2 in carcere e 9 ai domiciliari. Lesioni aggravate, minacce, violenze e calunnie ma… per “amore”. VIDEO

I Carabinieri della Compagnia di Crotone, supportati dallo Squadrone eliportato Cacciatori “Calabria”, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Crotone nei confronti di 11 persone, delle quali 2 in carcere e 9 ai domiciliari. I soggetti coinvolti, sono indagati a vario titolo, per atti persecutori, lesioni personali aggravate, violenza privata e calunnia.

Secondo l’accusa, gli indagati, la sera del 19 maggio 2021, a Cutro, hanno aggredito per strada a calci e pugni, ma anche con mazze da baseball e bastoni da ombrelloni, il padre e il fratello di una ragazza che aveva interrotto, due mesi prima la relazione sentimentale intercorsa con uno degli aggressori. Una delle tantissime belle storie d’amore, all’italiana…

Le vittime hanno riportato varie lesioni. Il fratello della ragazza, che si era permessa di cambiare fortunatamente idea, era stato più volte minacciato nei mesi precedenti.

Le indagini, condotte dai carabinieri della Stazione di Cutro sotto la direzione del Pm Ines Bellesi e coordinate dal procuratore di Crotone Giuseppe Capoccia, hanno permesso di fare luce sull’episodio nonostante le grosse difficoltà riscontrate, dovute alla reticenza di alcuni testimoni dell’aggressione.

Tutti i nostri complimenti e ringraziamenti a Magistrati e forze dell’ordine, che certo non mancheranno di indagare oltre su questi bei soggetti, visto che di solito tali aggressioni, risultano meno “organizzate”…

Crotone 11 misure cautelari per lesioni, minacce violenza e calunnie / Francesca Capretta / Cronaca Calabria

Nuovo decreto; ritorna la movida, sorridono locali e clienti

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Nuovo decreto, nuove restrizioni; il governo allenta la presa sul popolo che potrà, gradualmente, tornare a riempire strade e locali

La situazione pandemia in Italia è stata chiarita dal Ministero della Salute, il quale ha confermato che l’indice di contagi e decessi continua a diminuire, mentre la vaccinazione prosegue rapidamente e le terapie intensive iniziano lentamente a svuotarsi; si tratta di segnali fortemente incoraggianti, quindi si può tranquillamente affermare che l’Italia si stia comportando in modo adeguato e ci si augura che il peggio sia definitivamente passato

Le nuove restrizioni

In data 4 giugno, il ministro della salute Roberto Speranza ha firmato una nuova ordinanza che è entrata in vigore il 7 giugno, segnando il passaggio di alcune regioni in zona bianca e confermando le altre regioni come aree gialle; secondo tale ordinanza, a partire dal 7 giugno il coprifuoco sarebbe stato posticipato a mezzanotte in tutte le aree gialle, mentre nelle zone bianche esso è stato abolito del tutto

La notizia è stata accolta da un comprensibile entusiasmo generale, a dimostrazione del fatto che si sta diffondendo la consapevolezza che ci si avvicina alla fine di un incubo e che la popolazione può tornare progressivamente alla normalità; pur trattandosi di un lunedì sera, molte strade e piazze in tutto il paese sono state invase da ragazzi che non vedevano l’ora di respirare un po’ di libertà dopo mesi passati tra le mura di casa in preda ad ansie e preoccupazioni

Anche i proprietari di locali possono iniziare a sorridere, col nuovo decreto che ha permesso la loro riapertura sia all’aperto che al chiuso nel rispetto delle norme di distanziamento e orario; anche i lavoratori, quindi, possono iniziare un graduale recupero delle loro attività lavorative, lasciandosi alle spalle un periodo pieno di incertezze sul piano economico e non solo

Il rovescio della medaglia

Dopo circa due anni, finalmente gli italiani possono tornare a godersi un po’ di normalità, che si tratti di una serata tranquilla in casa con meno angosce o che si tratti di una serata in un locale; a tal proposito, è necessario che i cittadini non perdano di vista il senso civico, evitando di generare troppo chiasso per le strade e disturbando coloro che vogliono soltanto un po’ di tranquillità. “Il troppo stroppia” recitava un detto, ed è proprio ciò che gli italiani dovranno tenere a mente nei prossimi mesi, se vogliono superare definitivamente questa crisi e godersi la vita nel rispetto dei bisogni e dei desideri altrui
Nuovo decreto; ritorna la movida, sorridono locali e clienti/Antonio Cascone/redazione

25 arrestati, sgominato sodalizio dello spaccio che ricavava 10 mila euro al giorno

25 arrestati, sgominato sodalizio dello spaccio che ricavava 10 mila euro al giorno. Undici degli odierni indagati sono risultati percettori o beneficiari del “reddito di cittadinanza” e pertanto sono stati segnalati all’autorità competente per la conseguente sospensione del beneficio.

I Carabinieri del Comando provinciale di Catania, coadiuvati da reparti specializzati, hanno eseguito un’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale Etneo su richiesta della Procura che ipotizza reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di stupefacenti.

L’operazione denominata “Piombai” dal nome della strada in cui operavano gli indagati è stata coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della città e condotta dal nucleo Operativo della compagnia Piazza Dante.

Il sodalizio criminale gestiva una fiorente attività di spaccio di cocaina e crack che fruttava circa 10 mila euro al giorno.

25 arrestati, sgominato sodalizio dello spaccio che ricavava 10 mila euro al giorno

Lo spaccio, secondo quanto osservano i Carabinieri, avveniva principalmente nello storico rione San Cristoforo di Catania, nel cortile comunale all’abitazione della famiglia del “capo piazza”, dove si accedeva solo da due portoni blindati.

Il cortile era costantemente sorvegliato da vedette e protetto da cani di grossa taglia, oltre che da un avanzato sistema di videosorveglianza attivato per allertare gli spacciatori circa l’eventuale arrivo delle Forze dell’ordine.

Alcune delle vedette, inoltre, erano state picchiate e costrette a subire derisioni ed umiliazioni di vario genere per mano del “capo piazza” che immortalava il tutto con il proprio cellulare e ne postava i video sui social, al fine di avvalorare pubblicamente la loro posizione di subordinazione (uno di essi era stato costretto addirittura a “tuffarsi” nel contenitore dell’immondizia oppure a farsi avvolgere il volto con del nastro isolante, etc.).

25 arrestati, sgominato sodalizio dello spaccio che ricavava 10 mila euro al giorno

L’attività investigativa ha anche consentito di delineare la partecipazione attiva all’organizzazione di tre donne fra cui la moglie (MAUGERI Silvia Monica) e la cognata (BONTU Georgiana Xenia) di Giovanni DI MARTINO, le quali gestivano i guadagni della piazza, occultando il denaro contante incassato, nonché affiancavano e talvolta sostituivano gli uomini della famiglia nel controllo ed organizzazione delle attività, non curandosi affatto in alcuni frangenti della presenza dei figlioletti di DI MARTINO Giovanni Alfio di appena 1 e 4 anni (circostanze avvalorate da una delle immagini estrapolate dalle video registrazioni dove la moglie del DI MARTINO è ritratta con in braccio il figlioletto). La nipote, GIUFFRIDA Vita, invece, insieme al compagno BONACETO Antonino, aveva il compito di rifornire quotidianamente la piazza poco prima dell’apertura alle 17:00, così da evitare la disponibilità di ingenti quantitativi di sostanza nei luoghi dello spaccio ed il connesso rischio di rilevanti perdite economiche.

I nomi degli arrestati:

BLANDINI Domenico Dario, BONACETO Antonino, BONANNO Antonio Giovanni, BONTU Georgiana Xenia, DI MARTINO Giovanni Alfio, DI MARTINO Giuseppe, DI MAURO Giuseppe, GIUFFRIDA Vita, GUARNERI Angelo, LAUDANI Orazio, MARCHESE Giovanni e MARCHESE Domenico, MAUGERI Silvia Monica, MOTTA Carmelo, PANTELLARO Vincenzo, PULVIRENTI Carmelo, PULVIRENTI Pietro, SPAMPINATO Giuseppe, VINCIGUERRA Mario.

Undici degli odierni indagati sono risultati percettori o beneficiari del “reddito di cittadinanza” e pertanto sono stati segnalati all’autorità competente per la conseguente sospensione del beneficio.

Soggetti destinatari di misura cautelare in carcere:

  • DI MARTINO Giovanni Alfio, classe 1991 (art.74 D.P.R. 309/90) – DI MARTINO Giuseppe, classe 2001 (art.74 D.P.R. 309/90) – BONTU Georgiana Xenia, classe 1991 (art.74 D.P.R. 309/90) – PULVIRENTI Pietro, classe 1998 (art.74 D.P.R. 309/90) – BLANDINI Domenico Dario, classe 1987 (art.74 D.P.R. 309/90) – PULVIRENTI Carmelo, classe 1976 (art.74 D.P.R. 309/90) – MOTTA Carmelo, classe 1989 (art.74 D.P.R. 309/90) – GUARNERI Angelo, classe 1990 (art.74 D.P.R. 309/90) – LAUDANI Orazio, classe 1993 (art.74 D.P.R. 309/90) – DI MAURO Giuseppe, classe 1988 (art.74 D.P.R. 309/90) – BONANNO Antonio Giovanni, classe 1987 (art.74 D.P.R. 309/90) – BONACETO Antonino, classe 1994 (art.74 D.P.R. 309/90) – GIUFFRIDA Vita, classe 1997 (art.74 D.P.R. 309/90) – PANTELLARO Vincenzo, classe 1981 (art.74 D.P.R. 309/90) – VINCIGUERRA Mario, classe 1996 (art.74 D.P.R. 309/90) – MARCHESE Giovanni, classe 1999 (art.74 D.P.R. 309/90) – MARCHESE Domenico, classe 1978 (art.74 D.P.R. 309/90) – SPAMPINATO Giuseppe, classe 1989 (art.74 D.P.R. 309/90) – DI GUARDO Antonino Valentino, classe 1987 (art.73 D.P.R. 309/90) – MESSINA Sergio Fortunato, classe 1976 (art.73 D.P.R. 309/90) – D’AMICO Giuseppe Alessandro, classe 1990 (art.73 D.P.R. 309/90) –

Soggetti destinatari di misura cautelare degli arresti domiciliari:

  1. MAUGERI Silvia Monica, classe 1996 (art.74 D.P.R. 309/90) –

Soggetti destinatari di misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla P.G.:

  • SEMINARA Antonio Giuseppe, classe 1989 (art.73 D.P.R. 309/90) – ROMEO Giuseppe, classe 1992 (art.73 D.P.R. 309/90) – VADALA’ Salvatore, classe 1988 (art.73 D.P.R. 309/90)

L’OPINIONE

Oggi su un sito un lettore commentava: Ma si sono dati tutti allo spaccio ? Qualche anno addietro scrivevo un pezzo dall’eloquente titolo “19 Luglio 2019 Giorni di narcotraffico in Sicilia. Il Procuratore aggiunto di Messina: invasi dalla droga”.

Se non fosse per l’incessante attività delle Forze dell’Ordine che (nonostante le innumerevoli depenalizzazioni e marea di leggi confuse ed affastellate) pressoché quotidianamente sgominano sodalizi criminali dello spaccio di cocaina, crack, hashish, metanfetamine, e altro, ci ritroveremmo i pusher nei condomini e persino dietro la porta di casa che ci suonano al campanello.

Ma i “Qui-quo-qua” (per usare un eufemismo) della Politica parlamentare italiana (siciliana e anche europea) di: destra, sinistra, centro e movimento, si curano poco degli “aspetti terreni dell’esistenza umana”. Loro amano volare alto verso i “grandi temi”, li, a detta di tutti: si “piglia” di più.

Tanto in politica quasi si viene eletti e remunerati: barattando la dignità con l’essere posti in lista e specialmente se ai primi livelli o in qualche poltrona, sedia oppure sgabello di partecipate pubbliche o anche enti; nonché apparendo e facendo “scruscio” (schiamazzo) o gossip in Tv e sui social, pure quando in modo lampante dietro c’è il vuoto interiore, l’opportunismo, il parrocchettismo, il benaltrismo, la misantropia, l’ingordigia, lo sprezzo, il mercimonio, la tronfiaggine, l’arrivismo, l’indifferenza, la retorica, l’ipocrisia e pure la corruzione (per carità tutto costituzionalizzatosi).

La società, anche attraverso un consumo smodato di droghe – negli ultimi anni forse senza precedenti – implicitamente porta uno tsunami di denari nelle casse delle mafie native e d’importazione, come pure in parte alle delinquenze locali di ogni colore ed etnia (ciò anche con la diffusissima prostituzione, truffe, concussioni, furti, scippi, estorsioni, ecc. che ormai neanche più vengono denunciati). Così si sta di tutta evidenza scivolando (almeno per chi ancora può e vuole vedere) verso il baratro psico-sociale. Tuttavia, come risaputamente si dice da sempre (in modo dissimulato) dietro le quinte: più “intontita” è la gente meglio la si pascola. Fino a che dura.

Adduso Sebastiano

(tutte le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

Bonucci: “Per la prima volta in Nazionale nessuna polemica”

Bonucci, difensore della nazionale italiana, è intervenuto in conferenza stampa a 4 giorni dall’esordio a Euro 2020 nella gara inaugurale contro la Turchia in programma venerdì 11 giugno alle ore 21.

Le dichiarazioni di Bonucci sono state sintetizzate dalle redazione di ViVicentro.it.

“Finalmente è arrivata la gara di esordio. Il comportamento di questa squadra è sempre stato esemplare: è il bello di questo gruppo, l’unione e il rispetto che ci sono. Abbiamo intrapreso una strada con Mancini , lo si è visto anche nell’ultima amichevole: quella di impostare il gioco dal basso. Davanti a noi ci sono Nazionali che hanno vinto tutto, ma ci siamo: vogliamo lottare. Serviranno tranquillità e spensieratezza. E giocare a Roma col pubblico, finalmente, è importante.

Ringraziamo chi ha spinto per far sì che Roma fosse presente , che gli italiani potessero esserci. E’ un altro sport : giocare coi tifosi, con chi ti spinge e aiuta, è tutt”altra cosa. Speriamo di dare loro gioie. Ce la metteremo tutta: mi rassicura l’entusiasmo, quando c’è stato, in Nazionale abbiamo ottenuto risultati importanti.

Ci sono stati tanti elogi in questi due anni, non ultimi quelli contro la Repubblica Ceca. Fortunatamente le polemiche, per la prima volta da cui sono in Nazionale, non ci sono . Questo permette di lavorare più facilmente. Il fuoriclasse è il gruppo. Non abbiamo singoli come Cristiano Ronaldo, Lukaku, giocatori che hanno segnato tanto e ti svoltano la gara in una partita. Dobbiamo crescere come squadra, combattere per l’Italia e per gli italiani. Dopo una parentesi così nera come il Mondiale 2018 , vogliamo riportare l’Italia dove merita.

Non abbiamo affrontato Nazionali di alto livello, ma abbiamo sfidato Nazionali con un’idea di gioco precisa, imponendo il nostro gioco. E’ un bel biglietto da visita per l’Europeo. Ci sono gare dove dovremo soffrire ma sappiamo farlo. Il gruppo è sano, c’è entusiasmo. C’è il giusto mix: mister e Presidente hanno fatto un grande lavoro. Non prendiamo gol? Quando non si prende gol, il merito non è solo dei difensori. Puoi avere i più forti al mondo, ma se non c’è lavoro di squadra, il muro cade. E poi vincere 1-0 fa sempre piacere.

Avverto ancora un po’ di fastidio al ginocchio, ma non sarà questo a mettermi fuori. Non lo nego, ho avuto paura dopo lo scontro. Riscatto personale? Tornare mi ha dato entusiasmo: a Torino abbiamo fatto fatica a mantenerlo per i risultati che sono arrivati e non arrivati. Ci sono stati problemi – conclude Bonucci – come possono capitare a tutti, ma va dato merito a Pirlo di aver gestito tanti campioni nello spogliatoio. Allegri? E’ stato giusto scegliere un allenatore con grandissima esperienza, che conosce la Juventus”.

 

a cura di Natale Giusti 

Fonte: www.goal.com

Fonte Foto: Pagina Facebook Nazionale Italiana di Calcio

Zielinski: “Peccato per il finale di stagione. Testa all’Europeo”

Zielinski: “Peccato per il finale di stagione. Testa all’Europeo”

Zielinski: “Personalmente è stata una stagione di grande successo”

A pochi giorni dall’inizio c’è ancora l’amarezza per quanto accaduto a fine maggio. Il Napoli non è andato in Champions League dopo il pareggio per 1-1 contro il Verona. Un risultato assolutamente non positivo e difficile da digerire. Si salva però in tutto questo Piotr Zielinski, autore di un’ottima stagione, la sua migliore in assoluto.

 

Le sue dichiarazioni

Lo stesso Zielinski, prossimo al debutto agli Europei, ha parlato dal ritiro della Polonia proprio sui temi che riguardano la sua attuale squadra, quindi il Napoli. A tal proposito, riportiamo le sue dichiarazioni:

“Personalmente è stata una stagione di grande successo in termini di statistiche e di numeri. Poi ho segnato qualche gol, fornito qualche assist, ma purtroppo come squadra non abbiamo raggiunto il traguardo che ci eravamo prefissati, ovvero la qualificazione del Napoli alla prossima Champions.Tuttavia, ora non voglio pensarci, anzi me ne sto dimenticando, perché c’è un torneo estremamente importante davanti a noi come l’Europeo. Mi voglio concentrare solo su quello”.

 

Gli altri azzurri

Insieme a Zielinski sono otto gli azzurri che prenderanno parte al campionato Europeo 2021. Oltre al polacco infatti sono stati convocati con le loro rispettive Nazionali:

Fabian Ruiz con la Spagna, tra l’altro in questo momento in quarantena vista la positività al Covid di Busquets.

Stanislav Lobotka con la Slovacchia, nello stesso girone di Fabian. La sfida Spagna-Slovacchia sarà dunque anche un “derby azzurro”.

Impegnatissimo e titolarissimo anche Dries Mertens convocato dal Belgio.

Perno della sua Nazionale Elmas che giocherà il suo primo Europeo in carriera.

In casa Italia invece sono ben tre i convocati di mister Mancini: Alex Meret, Di Lorenzo e Lorenzo Insigne

Bargiggia: “Veritiera la pista Koopmeiners, che andrebbe a sostituire Bakayoko”

Paolo Bargiggia, giornalista ed esperto di mercato, è stato ospite di “Il Sogno nel Cuore”, programma che va in onda sulle frequenze di 1 Station Radio.

Bargiggia: ” Veritiera la pista Koopmeiners, che andrebbe a sostituire Bakayoko”

Paolo Bargiggia, dunque, ha rilasciato ai microfoni di 1 Station Radio interessanti dichiarazioni relative al mercato azzurro e allo staff di Mr. Spalletti.

Di seguito sintetizzate le dichiarazioni rilasciate dal giornalista pavese Paolo Bargiggia:

Il mercato del Napoli

“Escludo l’arrivo di Belotti, il Napoli vuole far crescere Osimhen. De Paul potrebbe essere trattato solo nel caso in cui venisse ceduto Fabian Ruiz, ma il ragazzo preferisce le piste Atletico Madrid e Milan. Il Napoli sarebbe la terza scelta. Più veritiera la pista Koopmeiners, che andrebbe a sostituire Bakayoko. L’olandese, però, interessa a mezza Europa ed anche all’Atalanta, dunque non sarà semplice. Non interessa, invece, Zambo Anguissa: ciò che si sta scrivendo sul centrocampista del Fulham sono fake news. In caso di partenza di Fabian, piace molto Toma Basic, croato del Bordeaux. Veritiera anche la pista che porterebbe l’ex Luigi Sepe al ritorno al Napoli. Col ritorno del portiere attualmente in forza al Parma partirebbe Ospina, perché Spalletti non alternerà i portieri come fatto da Gattuso. Parisi dell’Empoli è una pista da tenere d’occhio, mentre Petagna al Torino non si farà”.

Lo staff del mister

“Per quanto concerne lo staff di Luciano Spalletti, Adl gli ha dato un budget da un milione di euro a stagione. Con questa cifra arriveranno: Marco Domenichini nel ruolo di vice; Alessandro Pane e Daniele Baldini collaboratori tecnici; Francesco Sinatti e Marcello Iaia preparatori atletici; Alejandro Lopez preparatore dei portieri. Ad oggi il budget non è sufficiente per portare al Napoli un pupillo del mister, ovvero l’ex Roma David Pizarro. Mi sembra che lo staff sia già completo anche senza il cileno”.

Michele Merlo; un’improvvisa tragedia nel mondo della musica

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Si è spento improvvisamente all’età di 28 anni Michele Merlo a causa di una leucemia fulminante, sconvolgendo i conoscenti e tutta l’Italia

Oggi tutta l’Italia piange la scomparsa del giovane cantante Michele Merlo, morto per una leucemia fulminante che ha causato una emorragia cerebrale e lo ha strappato dai propri affetti a soli 28 anni; il ragazzo è stato ricoverato all’Ospedale Maggiore di Bologna ed è stato sottoposto ad un intervento chirurgico per cercare di arrestare l’emorragia, ma ieri sera è giunta la notizia del decesso del giovane

Molti esponenti della musica italiana hanno espresso la loro circa la tragica scomparsa del ragazzo di origini venete, unendosi al cordoglio della famiglia e degli amici; tra essi vi è Emma Marrone, la quale ha dedicato la propria esibizione presso l’arena di Verona al compianto amico conosciuto nell’edizione di amici del 2017

Chi era Michele Merlo?

Conosciuto come Mike Bird, Michele era un appassionato di musica che dopo il diploma andò a lavorare in Inghilterra, avvicinandosi alla cultura musicale britannica ed iniziando a comporre per pura passione; questa stessa lo porterà a tentare i provini per X-factor ma senza successo

Michele però, mosso sempre dal suo amore per la musica, non si dà per vinto e nel 2017 riesce a farsi notare dalle reti Mediaset, grazie alle quali compirà una trasformazione artistica che lo portò a pubblicare nel 2020 il suo primo album “Cuori stupidi”

La dura legge della vita

Nessuno vorrebbe mai leggere o sentire di eventi tanto tristi, ma nessuno di essi dev’essere sdegnato con le solite frasi di circostanza “stiamo sotto al cielo, può succedere a chiunque”. Fatti come questo causano nelle persone tristezza, un senso di ingiustizia verso la vita e anche un po’ di paura nei confronti del domani. Questa tragedia non deve essere dimenticata col tempo, ma deve rappresentare un monito per tutti a cogliere, per quanto difficile sia, la lezione che si cela dietro tutto questo; non bisogna sprecare nemmeno un secondo della propria vita e fare di essa un meraviglioso viaggio così da rendere fieri di noi i nostri cari che ci guardano dall’alto, perché chi abbiamo amato non ci lascia mai per davvero.

Michele Merlo; una improvvisa tragedia nel mondo della musica/Antonio Cascone/redazione

Maestri del Lavoro, tre stabiesi insigniti dell’importante onorificenza

Maestri del Lavoro 2021, tre stabiesi sono stati insigniti della prestigiosa e importante onorificenza che ogni anno viene conferita dalla Presidenza della Repubblica (nella persona anche quest’anno del Presidente, Sergio Mattarella) e per conto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Un titolo prestigioso e molto importante che per il 2021 è stato conferito a tre stabiesi doc come il collaboratore di ViViCentro, Giovanni Donnarumma, oltre ad Elio Arpino e Tito De Simone. Un titolo di cui andare davvero fieri poiché nel corso degli ultimi 11 anni la stessa onorificenza era stata conferita solo ad altri due stabiesi prima di oggi. Uno di essi era stato Luigi Caroppo, premiato nel 2010 e che oggi ricopre l’importante carica di Consigliere nazionale della Federazione Nazionale Maestri del Lavoro.

Particolarmente significativa anche la motivazione specificata in occasione dell’ufficializzazione del titolo di Maestri del Lavoro: “Le caratteristiche personali e i risultati ottenuti durante l’attività svolta in azienda, le conoscenze acquisite con professionalità ed impegno, le capacità di trasmettere le competenze acquisite nel corso di tanti anni di lavoro oltre che i valori umani e professionali trasmessi, hanno permesso ai nostri colleghi Maestri del Lavoro 2021 di ottenere questo significativo riconoscimento e di valorizzare sempre più la nostra Azienda sul territorio”. 

Giovanni Donnarumma, uno dei tre stabiesi insigniti dell’onorificenza di Maestri del Lavoro 2021, è impiegato presso la Leonardo Finmeccanica dall’aprile 1990 e dallo stesso anno si occupa giornalisticamente della Juve Stabia. Oltre ad essere un ex arbitro di calcio, ha al suo attivo diverse collaborazioni con varie radio locali come Radio Fortuna One, Radio Città Futura, Radio S.Anna, Radio Stereo 5, Radio Punto Nuovo e Radio Città Castellammare. Per 4 anni è stato ospite fisso a Metropolis TV con lo storico programma Lo Stabiese con il giornalista Michele Imparato, e vanta tante collaborazioni occasionali con radiocronache per tantissime società di calcio. Ha collaborato nel corso degli ultimi anni e collabora tuttora con ViViCentro.it oltre ad essere parte integrante del progetto “Juve Stabia Live” e a partecipare alle trasmissioni web “Il Pungiglione Stabiese” e “Juve Stabia Live” insieme al direttore di ViViCentro.it, Mario Vollono, nonché a Mario Di Capua e Natale Giusti. Dal 2020 Donnarumma è anche iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti in qualità di pubblicista.

Giovanni Donnarumma, Elio Arpino e Tito De Simone, i tre stabiesi insigniti dell’onorificenza di Maestri del Lavoro 2021, danno grande lustro alla città di Castellammare di Stabia e dimostrano che in questa città ci sono eccellenze che in ogni ambito lavorativo sanno ottenere grandissimi risultati come testimonia questo grande riconoscimento. A loro tre e in particolare al nostro collaboratore, Giovanni Donnarumma, vanno le migliori congratulazioni da parte di tutta le redazione di ViViCentro.it.

 

a cura di Natale Giusti  

 

Aumentano i senza lavoro e mancano i lavoratori: com’è possibile? VIDEO

C’è un antico detto che recita: Non far sapere al contadino quant’è buono il formaggio con le pere.
Quest’adagio lo conosciamo tutti e nasce dalla storia contadina di un tempo, quando i rapporti fra padrone e contadino erano di totale soggezione per cui, a quest’ultimo, venivano sottratti tutti i prodotti migliori che andavano per la mensa del proprietario.
Il “contadino” alla fine, l’ha finalmente capita ed allora ecco che oggi, chissà, forse, può darsi, si è giunti al paradosso che aumentano i senza lavoro e mancano i lavoratori.

Com’è possibile?

Provo a ragionarci sopra e, se mi seguirete nel ragionamento, forse, chissà, magari, può darsi che alla fine si concordi nell’analisi. Proviamoci!

Di anni da allora ne son passati, i contadini sono diventati sempre più un’immagine per rappresentare l’uomo, la società e quindi, pian piano si son fatti padroni del loro terreno (vita), piccolo o grande che fosse, e hanno alimentato un altro adagio non meno conosciuto da tutti: contadini (e montanini), scarpe grosse e cervelli fini, il che testimonia l’evoluzione della “specie homo sapiens” che, a sua volta, ha ben appreso come tenere per se tutto il meglio e dare all’altro (Stato, Società civile, Comunità) tutto lo scarto a partire dal pese di danni reali o presunti che fossero chiedendo sempre e comunque ”sussidi”.

Ed ecco che allora:

  1. piove? Giù a lamentare i danni della stessa e quindi a chiedere aiuti statali.
  2. C’è il sole? E mica va bene per cui, ecco che si chiedono aiuti statali per la siccità.

Insomma, le scarpe sono diventate magari meno grosse, ma i cervelli sempre più fini sfociando in un ultimo adagio che mi sovviene per questo quadretto:

Utili privati e perdite socializzate!

E questa è la società in cui ci troviamo immersi in questo periodo.

Le “scarpe” di tantissimi sono diventate sempre meno grosse ed i “cervelli” sempre più fini sorvolando con nonchalance su quella che man mano è diventata la massa portante dell’intero stato.

Non più contadini di una volta, ma massa lavoro che, non essendo più come questi ultimi, continuano a ritrovarsi senza nemmeno le scarpe e con cervelli allo stato brado, visto che sono ancora tutti lì con il cappello in mano a venerare quello che un tempo era definito il “bel padrone dalle brache bianche” e, per di più, impegnati a lottare e a fregarsi tra di loro ritenendosi ciascuno superiore o meglio dell’altro.

Un esempio? Prendiamo gli scioperi!

Se “lui” sciopera è qualcosa di sacrosanto e si aspetta la solidarietà di tutti ma, quando a scioperare sono gli altri, poniamo i tranvieri, macchinisti, impiegati di uffici statali o meno ma sempre utili al “pubblico”, autisti e finanche magari camerieri, baristi ecc ecc, ecco che allora tutti quelli delle altre categorie sono i primi a biasimarli (se va bene visto che qualcuno è giunto anche ad atti violenti).

Stessa cosa per il lavoro cosiddetto festivo.

Finché riguarda se stessi ecco che si alzano scudi di ogni tipo a difesa di diritti (reali o presunti) di ogni tipo quali, solo per citarne uno, quello della famiglia!

Eppure, anche qui, queste stesse persone, nel dì di festa intoccabile perché “tengono famiglia” ed altre giustificazioni del genere, con la stessa vanno tranquillamente al bar, al ristorante, al cinema, magari in tram, metro, bus e mica si chiedono per quale motivo loro devono avere il diritto di farlo sempre e comunque e gli altri, quelli che sono lì a servirli, o che consentono loro di viaggiare, NO!

Non parliamo poi del personale degli Ospedali, dei Pronto Soccorso, delle Case di cura o di Assistenza.

Anche per loro non vale alcun scudo (diritto) dagli altri ritenuto intoccabile (per se, ovviamente) ed anzi si pretende che siano sempre lì pronti, capaci e solerti ad esaudire ogni loro bisogno altrimenti c’è anche chi poi perde la pazienza e sono giù botte da orbi (e sempre più, se va bene).

Ah, avendo io lavorato in gioventù all’Italsider di Taranto mi sovviene un’altra categoria:

i turnisti delle aziende, acciaierie o meno che siano.

Anche per questi NON esiste domenica, ora anche sabato e a breve magari anche venerdì, e nemmeno Pasqua, Natale, Capodanno o Epifania. Macché. Sono lì a “sgobbare” veramente in un ambiente non certo salubre e magari la notte di Capodanno si godono si dei grandi fuochi, ma sono quelli delle colate d’acciaio mica fuochi d’artificio.

Conclusione di questa lunga premessa:

alla fin fine, traslando, siamo tutti come il Marchese del Grillo tratteggiato da Alberto Sordi: io so io e gli altri sono gli altri, e che cavolo!

Ed è in questo stato d’essere e di pensare in modo dislessico della “massa” che permangono assunti quali quello che il “capitale”, (il “capitalista”, parola che si dice desueta ma che mai come ora ha avuto senso e valore), è quello che comanda e detta legge, mentre gli altri, la massa lavoro, deve sempre stare lì ad “elemosinare” una pera migliore, magari anche un po’ di formaggio, perché è il primo che da loro di che vivere.

Cosa superficialmente vera ma, se ci si fermasse a ben guardare e ad analizzare il tutto, si noterebbe che, senza la massa dei “lavoratori” (dagli operai ai colletti bianchi) che consente all’immarcescibile “bel padron dalle brache bianche” di non solo mantenere il proprio capitale, ma di accrescerlo in proporzioni per niente proporzionali tanto che, alla fin fine, ci si ritrova anche con la statistica a certificare che, sebbene sia lui a mangiare, ad esempio, un pollo intero mentre il suo “lavoratore” digiuna, alla fine si può dire che hanno mangiato mezzo pollo a testa.

Quando e se si arriverà a far capire agli “altri” che i “soldi” i “capitali” non si mangiano ma permettono, questo sì, di comprare quanto gli altri producono anche per loro, allora si giungerebbe a ben equilibrare le cose senza più “padroni dalle braghe bianche” con i loro diritti a prescindere, e gli altri con i loro doveri, anch’essi a prescindere.

Dite che esagero?

Credetemi, lo vorrei tanto ma, così non è, e se appena appena vi porrete ad analizzare il tutto per quello che di fatto è, sono certo che cambierete parere ed allora, se magari tutti lo facessero, dall’una e dall’altra parte, chissà che non si faccia finalmente quel balzo in avanti nella “civiltà” e si dia vera contezza alla superbia con la quale la nostra genia si è autodefinita “homo sapiens” senza minimamente badare a quanto di “sapiens” ci fosse in ciascuno.

Un esempio per tutti?

Lo possiamo vedere nell’assurdo che sta tenendo “scena” in questo periodo e cioè:

IL PROBLEMA DEI LAVORATORI CHE MANCANO

L’Istat ci dice che, a causa della pandemia, si sono persi 800.000 posti di lavoro ma, nel contempo, ecco che si certifica, e si lamenta, la mancanza di ben 230.000 “lavoratori”.

Com’è possibile? Ci troviamo di fronte ad un’altra iperbole del tipo di quelle su da me accennate o forse, dico forse, ad un’inizio della presa di coscienza di cui sempre sopra a chiusura del lungo preambolo?

Francamente non lo so’ ne mi compete saperlo, men che meno certificarlo.

Fatto sta che, con l’inizio dell’estate ed i primi prodromi di una pandemia che allenta la morsa, ecco esplodere il cosiddetto “problema degli stagionali” che, con le nuove conquiste appena acquisite “dagli altri”, quelli senza le brache bianche, hanno fatto partire i lai, e le invettive, dei primi contro, uno per tutti, il Reddito di Cittadinanza dando al stura ad una valanga di lamentele (spesso accuse per altro indegne visto magari da chi provengono: una per tutti la Signora Cordero, in Politica Santanché, proprietaria, tra l’altro, di ristoranti, bar, discoteche e quant’altro, lidi balneari inclusi) contro i giovani sussidiati che non hanno voglia di lavorare.

E già.

Il problema sta sempre negli altri e, come sempre, quello degli altri è soverchieria, mentre la parte loro è più che dovuta, legittima.

Insomma, e la parafrasi della ben nota scusante del razzista:

“Razzista io? Ma proprio per niente! E’ lui che è negro”

che, parafrasato diventa:

“Sfruttatore io? Ma proprio per niente! E’ lui che non ha voglia di lavorare e si accontenta del Reddito di Cittadinanza”

Insomma, loro hanno diritto di mantenere paghe basse che consenta buoni guadagni dal loro capitale per cui mica ci si soffermano a pensare che magari sono le loro paghe ad essere poco più di elemosine e che se, sempre puta caso, si aumentassero fino ad arrivare ad almeno una quasi decenza, l’equilibrio sarebbe raggiunto e con esso l’equità visto che, parimenti a loro, anche chi presta lavoro ha, in esso, la propria ricchezza che è altrettanto giusto tutelare e far si che renda il “giusto”.

Sì, va bene, per far questo magari i “brache, ma anche gonne, bianche” dovranno rinunciare, che so, o all’ostrica o allo champagne come stuzzichino, o magari aspettare l’anno dopo per cambiare barca, o ….

Tanti “O”, insomma. “O” che però sono ben lontani dagli “O” di chi lavora per vivere e che spesso sono:

O il primo O il secondo; O il pranzo O la cena.

E questo è, checché se ne dica o si voglia provare a dire.

La questione è semplice e direi atavica.

E’ l’ingordigia di chi ritiene di poter avere sempre di più dando sempre di meno agli altri per cui, quando questi altri osano lamentarsi, ribellarsi, giù ad infierire dando loro finanche del parassita che non ha voglia di far nulla.

Ed ora, questi, hanno nel mirino anche un altro bersaglio: il Reddito di Cittadinanza che sostituisce, per molti versi, e tanti lavori, le briciole che essi hanno sempre distribuito a chi creava la loro ricchezza e che ancora vorrebbero continuare ad elargire ricevendone lavoro e gratitudine.

Ma quello da loro additato è, di fatto, un falso problema (se non proprio un mero pretesto) che altrove hanno già ben compreso per cui, ad esempio negli Stati Uniti, ecco che le catene della ristorazione stanno aumentando le paghe orarie per attirare personale.

Dopo le denunce di carenze di personale nel turismo e nella ristorazione, Grastronomika, come segnala Corona Economy, “ha raccolto un elenco di motivazioni incrociate: il lavoro in cucina in sala è spesso non tutelato e pagato male , poi ci sono turni volatili in base al coprifuoco e al meteo, i fuorisede che con la dad hanno lasciato le grandi città universitarie, quelli che con si sono spostati verso settori meno in crisi, ma anche i tanti professionisti che – con i locali chiusi in Italia – si sono trasferiti in Paesi come Qatar ed Emirati Arabi dove lo stop è stato meno prolungato e gli stipendi sono più alti.

Ci sono poi, continua l’indagine, ragioni anche strutturali. A cominciare da quella demografica, con il calo del numero di giovani che inizia a farsi sentire, e dai deficit della formazione professionale.

Ed ancora: lo spostamento verso altri comparti in crescita – come la grande distribuzione e la logistica – e la fuga verso l’estero di molti giovani per trovare condizioni migliori .

E infine c’è l’alto costo del lavoro che incentiva il ricorso al nero.”

Il reddito di cittadinanza è uno dei fattori, insomma. E, come ha scritto Francesco Riccardi su Avvenire, ha certo avuto l’effetto di fissare una sorta di “salario minimo” ante-litteram:

«Un minimo sotto al quale non si accetta di lavorare. Le paghe da miseria, i 400 euro al mese, i 3 o 4 euro l’ora che in una parte dei servizi erano e sono la norma non vengono più accettati».

E qui mi fermo.

Credo che aggiungere altro serva a ben poco dato che, chi vuo ragionare ed intendere ha già ben chiaro il quadro mentre, per gli altri, anche continuare a scrivere sino a surclassare la famosa Enciclopedia Treccani (quella grande) a poco servirebbe, anzi a nulla, per cui chiudo con uno dei miei soliti mantra ma sì, bando alla tirchieria come direbbe Totò, ve li offro tutti e tre: tre per uno visto che, nell’insieme, ben delineino il tutto completandosi l’un con l’altro:

Aumentano i senza lavoro e mancano lavoratori: com’è possibile? / Stanislao Barretta/ Redazione

Sogno Azzurro, la docuserie che ci fa conoscere gli azzurri di Euro 2020

Sogno Azzurro, la Nazionale entra nelle case degli italiani grazie a questa  miniserie in 4 puntate, in onda dal 7 al 10 giugno su Rai1 alle 20.45 per raccontare il percorso degli Azzurri verso gli Europei.

Con “Sogno Azzurro”, per la prima volta nella lunga e vincente storia della Nazionale, il pubblico potrà avere l’occasione di entrare a Coverciano, seguire i calciatori dal loro arrivo alle riunioni tra staff e squadra, durante gli allenamenti e nei momenti di relax, viaggiare con gli Azzurri durante le trasferte, “vivere” al loro fianco negli spogliatoi prima della partita, in campo e sugli spalti e nel dopogara, scoprire le persone che concorrono al raggiungimento dei risultati sportivi, attraversare i temi ed i valori dello sport: dai rapporti umani al coraggio, dalla paura al riscatto. “Sogno Azzurro”, il primo progetto firmato dalla neonata Direzione Nuovi Formati della Rai, è un viaggio di dieci mesi, iniziato a settembre 2020 per arrivare sino alla vigilia della gara inaugurale dell’Europeo tra Italia e Turchia, in programma l’11 giugno allo Stadio Olimpico di Roma. Un ulteriore contenuto esclusivo Rai, che si aggiunge all’investimento per la trasmissione delle gare di UEFA EURO 2020.

“Sogno Azzurro” non è solo un racconto sportivo, ma anche umano, fatto di tante storie. Come quella della grande amicizia che unisce il Ct Roberto Mancini e il suo staff, composto dai compagni di una vita, come Gianluca Vialli e gli altri “ragazzi” della sua Sampdoria. Come quella della rivalità tra calciatori avversari nei club che viene superata, sulla base dei legami che nascono in Nazionale. Fino a quelle che non sempre hanno un lieto fine, come accade quando un calciatore è costretto per un infortunio o un imprevisto a perdere l’occasione della vita. E poi c’è spazio per le abitudini e le scaramanzie, i segreti e le curiosità, come ad esempio le nuove tecnologie sempre più presenti nel calcio. E così, quando l’Italia scenderà in campo per affrontare la Turchia nella gara inaugurale di UEFA EURO 2020, il pubblico conoscerà meglio i calciatori, le storie, le emozioni e le persone che stanno per dare vita a un nuovo Sogno Azzurro.

La docuserie, che avrà la voce narrante di Stefano Accorsi, rafforza la collaborazione tra la RAI e la FIGC, sempre più impegnate nello sviluppo di iniziative editoriali congiunte per la promozione e la diffusione dei valori dello sport e dei suoi risvolti sociali: il loro è un rapporto che dura ormai da quasi un secolo (la prima radiocronaca di Italia-Ungheria andò in onda il 25 marzo 1928, con la voce di Giuseppe Sabelli Fioretti) e oggi, dopo 20 Campionati del Mondo e 15 Europei trasmessi in Italia dalla Rai, permette agli Italiani di seguire tutte le Nazionali, dagli Azzurri alle Azzurre, dall’Under 21 alle selezioni giovanili, dal futsal al beach soccer, nella condivisione di quei valori di rispetto, fair play e inclusione che sono propri del Servizio Pubblico e della Federazione Italiana Giuoco Calcio.

La protagonista del racconto è naturalmente la Nazionale italiana, alla quale il Ct Roberto Mancini, dopo la mancata qualificazione al Mondiale 2018, ha ridato entusiasmo e risultati, dalle 11 vittorie consecutive tra il 2018 e il 2019 – grazie alle quali ha superato il record dei 9 successi di fila di Vittorio Pozzo tra il 1938 e il 1939 – alla qualificazione all’Europeo con 3 gare di anticipo, fino alla conquista della Final Four di UEFA Nations League, altra esclusiva RAI, in programma a ottobre 2021. La docuserie è anche l’occasione per rievocare la storia della Nazionale, grazie al vasto archivio storico della RAI, che fa da sfondo alle immagini e ai commenti dei protagonisti di ieri e di oggi, proiettando il telespettatore verso l’avventura agli Europei. E non manca lo spazio per il racconto di alcuni calciatori e Commissari Tecnici che hanno scritto la storia del calcio italiano: tra gli altri Gianluigi Buffon, primatista di gare disputate in Nazionale (176), Marcello Lippi, Arrigo Sacchi e Antonio Conte, che hanno guidato gli Azzurri nelle grandi competizioni tra gli anni ’90 e ’10. Così come per i giornalisti di Rai Sport che in questi anni hanno raccontato da vicino le vicende della Nazionale.

La Rai ha già festeggiato l’inizio dell’avventura della Nazionale a EURO 2020 con ‘Notte Azzurra’, lo show condotto da Amadeus il 1° giugno e seguito da quasi tre milioni di telespettatori. Una serata emozionante che ha avuto come protagonisti il Ct Roberto Mancini, lo staff e tutti gli Azzurri convocati per il primo Campionato Europeo itinerante della storia, che hanno scherzato, ballato e cantato insieme a tanti altri campioni della canzone e della comicità come Paolo Bonolis, Clementino, Frank Matano, gli Autogol, Biagio Izzo, Colapesce e Dimartino, Coma_Cose e Arisa.

 

a cura di Natale Giusti 

Fonte: www.figc.it

Il Procuratore di Patti in Commissione Ecomafie: in Sicilia depuratori sottodimensionati

Il Procuratore di Patti (ME) Angelo Vittorio Cavallo che sta svolgendo una indagine sulla depurazione delle acque reflue in Sicilia è stato sentito in videoconferenza dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti.

Depuratori vecchi degli anni ’90, con problemi di rotture alle condotte sottomarine, sistema fognario, di tipo misto, che «non permette la separazione delle acque bianche da quelle nere, per cui con un semplice acquazzone si crea un forte collettamento con il processo di depurazione».

Impianti progettati e realizzati per una popolazione di gran lunga inferiore rispetto a quella attuale e spesso in zone che nel periodo estivo vede quintuplicare i residenti.

Sono alcuni degli argomenti affrontati dal Magistrato, il quale ha illustrato quelle che sono le questioni più critiche e ed emergenti, concentrandosi sul trattamento delle acque reflue urbane.

“C’è un forte sottodimensionamento progettuale dei depuratori dei più importanti comuni del circondario – ha detto Cavallo – Si tratta di depuratori realizzati negli anni ’80-’90, progettati per una popolazione molto inferiore rispetto a quella attuale che nel periodo estivo arriva a quintuplicarsi. Ci troviamo di fronte a depuratori comunali che non riescono a svolgere il loro compito, impianti con tecnologia superata proprio perché realizzati da anni e con fasi depurative che non sempre sono risultate complete prive della disinfezione del refluo”.

Impianti, quindi, che “non riescono a soddisfare le attuali esigenze” e che spesso hanno “fasi depurative incomplete in cui manca la disinfezione finale del refluo” ha specificato ancora il Procuratore. Sei i depuratori comunali sequestrati dalla Procura di Patti tra il 2013 e il 2015, tre dei quali poi dissequestrati per intervenuta prescrizione.

“Si è proceduto nel corso del tempo – ha continuato il Magistrato – alla nomina di un custode giudiziario di questi sei depuratori sequestrati, poi tre sono stati dissequestrati a seguito di sentenza da parte dei Tribunale di Patti, in primo grado, molte volte per intervenuta prescrizione”.

“Uno dei problemi che ho rilevato – ha proseguito il Procuratore Cavallo – è il fatto che venivano nominati come custodi giudiziari funzionari degli uffici tecnici comunali che molte volte rispondevano dei reati che venivano contestati. Abbiamo rilevato una certa inerzia da parte di questi custodi per ovvi motivi. Più fortuna si è avuta – ha aggiunto il Magistrato – nominando dei tecnici esterni, il più delle volte degli ingegneri. Questi sequestri furono fatti quando non ero ancora procuratore a Patti, ma quando sono arrivato, visto il numero dei depuratori sequestrati e situazioni stagnanti ed ho provveduto a chiedere al Tribunale, in alcuni casi, la sostituzione del custode giudiziario con funzionari il cui nominativi ci erano stati dati dalla Regione siciliana dal dipartimento acqua e rifiuti. La regione ci ha dato il nominativo di un ingegnere che in quella occasione ha fatto un buon lavoro”.

Il Procuratore Cavallo ha augurato la realizzazione di nuovi impianti “Leggiamo sempre di lavori per nuovi depuratori in fase di avvio, ma a Patti, così come credo nel resto della Sicilia, non abbiamo ancora visto nulla. Da tempo esiste un commissario straordinario a Palermo per poter gestire questi depuratori in Sicilia oggetto di contestazione da parte della corte di giustizia mi auguro che si possano realizzare nuovi depuratori”.

Ci siamo occupati in più occasioni dell’inquinamento in mare, di cui qui di seguito citiamo alcuni articoli. Purtroppo le parole del Procuratore Cavallo confermano che ancora nell’Isola c’è molto da fare per superare l’inquinamento causato da inadeguati depuratori, anche risaputamente “monopolizzati” dalle locali politiche e burocrazie “27 Settembre 2018 Il mare Jonio della provincia di Messina inquinato da presumibili sversamenti”, “10 Settembre 2020 Inquinamento Jonio messinese: incontro dei Sindaci alla Regione Siciliana” e “5 Giugno 2021 Inquinamento: commissariamento e indagati politici, amministratori e dipendenti”.

Adduso Sebastiano

(tutte le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)