C’è un limite fisiologico alla pazienza, e la piazza di Castellammare di Stabia lo ha ampiamente superato. Quella che poteva essere una transizione societaria, un momento cruciale per garantire il futuro di una squadra che rappresenta il cuore pulsante di un’intera comunità, dopo la dichiarazione della Solmate di non occuparsi più del calcio e di voler vendere le quote societaria, si sta trasformando in una farsa dai contorni grotteschi. E il conto, salatissimo, ha appena iniziato a presentarsi.
La notizia del deferimento della Juve Stabia da parte del Procuratore Federale non è un fulmine a ciel sereno. È la cronaca di un danno annunciato, l’effetto collaterale di un’acquisizione o meglio, di una non-volontà di voler intraprendere una gestione che lascia tanta rabbia.
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Il Danno Oltre la Beffa: Un’Immagine Lesa
Il danno che sta scaturendo dalla vicenda legata a Francesco Agnello non si misura solo in eventuali punti di penalizzazione o sanzioni pecuniarie. C’è un danno d’immagine incalcolabile per l’intero sistema della Serie B e, fatto ancor più grave, per lo Stato stesso, che attraverso gli amministratori giudiziari si trova di fatto a gestire le sorti della società gialloblù senza poter avere contatto con l’attuale proprietario.
Come è possibile annunciare in pompa magna l’acquisizione della totalità delle quote della Juve Stabia e poi, all’atto pratico, rendersi letteralmente irreperibili? È una mancanza di rispetto verso una tifoseria che vive di passione, che non chiede la luna, ma esige e merita chiarezza, presenza e responsabilità. I tifosi sono ostaggi di un’impasse incomprensibile, bloccati in un limbo logorante.
Il Cortocircuito degli Sponsor e il Paradosso Fiscale
Ma la rabbia vera monta quando si analizzano le conseguenze pratiche di questa latitanza. Il deferimento per il mancato pagamento delle ritenute IRPEF (scadenza 16 aprile) è il frutto avvelenato di questo stallo.
Dopo la decisione di Solmate di cedere la mano e fermare gli investimenti, si era messa in moto una rete di salvataggio lodevole: gli sponsor del territorio si erano attivati con grande solidarietà, riuscendo a coprire gli stipendi e ad accedere alla rateizzazione dei contributi INPS. L’IRPEF era rimasta “scoperta” temporaneamente, confidando in termini ordinatori e in tempi di pagamento leggermente più elastici.
Poi, l’annuncio del passaggio di quote ad Agnello. Un annuncio che ha paradossalmente paralizzato tutto.
Il passaggio societario ha agito da diga, bloccando la raccolta di ulteriori fondi vitali. La domanda è legittima e di elementare logica imprenditoriale: quale sponsor, per quanto innamorato dei colori gialloblù, sarebbe disposto a versare capitali freschi o anticipare quote per la prossima stagione, senza avere la certezza matematica, al 100%, che una società operativa esisterà il prossimo anno? Il rischio d’impresa ha delle regole, e investire nel buio totale non è un rischio, è un azzardo inaccettabile.
L’Inevitabile Deferimento
Ed eccoci al risultato finale, arrivato pochi minuti fa e ampiamente previsto. Il Procuratore federale, su segnalazione della Covisoc, non ha potuto far altro che agire. Insieme a Triestina, Ternana, Crotone, Trapani e Siracusa, la Juve Stabia affronterà il Tribunale Federale Nazionale.
IL DETTAGLIO DEL DEFERIMENTO La società Juve Stabia è stata deferita per non aver provveduto, entro il termine del 16 aprile 2026, al versamento delle ritenute IRPEF relative agli emolumenti e agli incentivi all’esodo dovuti ai tesserati con riferimento alle mensilità di gennaio e febbraio 2026.
È una ferita aperta. Non si può giocare con la storia di un club e con i sentimenti di una città in questo modo. Se si sceglie di rilevare una società di calcio professionistica, lo si fa assumendosi oneri e onori dal minuto successivo alla firma. Altrimenti, il silenzio non è d’oro: è semplicemente inaccettabile. Castellammare merita rispetto, e lo merita ora.
Noi siamo fiduciosi sul possibile sviluppo positivo della vicenda e speriamo che avvenga al più presto per ridare dignità ad una storia lunga 119 anni.
Gli amministratori giudiziari sono gli angeli custodi e siamo sicuri che troveranno la strada per sbrogliare la matassa.
Imprenditori seri sono pronti a prendere le redine societarie una volta che la società sia stata liberata dalla presenza ingombrante di Francesco Agnello che ad oggi non può essere considerato il futuro ma una pesante zavorra che sta rallentando l’organizzazione per la prossima stagione e per il futuro della Juve Stabia.




