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Torre Annunziata: arrestati per resistenza e oltraggio a Pubblico Ufficiale

Torre Annunziata: nel pomeriggio di ieri, gli agenti del Commissariato nel corso di controlli hanno condotto in arresto una coppia per violenza.

Torre Annunziata: arrestati per resistenza e oltraggio a Pubblico Ufficiale



Torre Annunziata (Na)- Una coppia dimostratasi insofferente ai controlli di routine da parte degli agenti del Commissariato, sono stati arrestati per violenza, minaccia, resistenza e oltraggio a Pubblico Ufficiale.

Ieri pomeriggio infatti, gli agenti del Commissariato di Torre Annunziata, nel corso di operazioni di controllo del territorio in corso Umberto I° all’angolo con via Giovanni Avallone, hanno individuato una coppia a bordo di un motociclo accertando che il conducente era privo del casco protettivo, di patente di guida perché mai conseguita e di copertura assicurativa.


I due si sono dimostrati insofferenti al controllo, inveendo contro i poliziotti, minacciandoli e aggredendoli fisicamente fino a quando, non senza difficoltà, sono stati bloccati.


Tabit Mejri e Gerardina Di Giovanni, salernitani di 29 e 18 anni con precedenti di polizia, sono stati pertanto arrestati per violenza, minaccia, resistenza e oltraggio a Pubblico Ufficiale; inoltre, l’uomo è stato sanzionato per le violazioni del Codice della Strada e lo scooter è stato sottoposto a sequestro.

La mancanza di rispetto dell’autorevolezza e autorità delle Forze dell’Ordine è indice di una debolezza della società: dimenticando che chi indossa una divisa rappresenta lo Stato, manca di rispetto al proprio Stato; allo stesso modo chi indossando la divisa non difende l’autorevolezza dello Stato esercitando al meglio il proprio ruolo, indebolisce lo Stato e infanga il valore della divisa.

Redazione Campania

Curva Sud, il grande cuore dei tifosi nella spesa solidale

Curva Sud, il grande cuore dei tifosi nella spesa solidale. Onore ai tifosi della Curva Sud che ancora una volta hanno dimostrato il loro grande cuore

Curva Sud, il grande cuore dei tifosi nella spesa solidale

Ancora una volta i tifosi della Curva Sud mostrano il loro gran cuore e si dimostrano davvero encomiabili nell’organizzare una raccolta di fondi per aiutare le famiglie più bisognose di Castellammare. In un periodo peraltro molto complicato come quello attuale caratterizzato dalla pandemia da Coronavirus.

Il cuore pulsante della tifoseria gialloblè non ha fatto venire meno il proprio supporto alle famiglie stabiesi più bisognose. Organizzata in pochi giorni una raccolta fondi a cui tutti hanno potuto contribuire e che si è concretizzata poi in una spesa solidale a favore dei meno abbienti.

Raccolti in pochi giorni ben 1.400 euro con i quali sono stati acquistati oltre ai beni di prima necessità per gli adulti, anche prodotti alimentari per i bambini. Biscotti, omogeneizzati e pannolini per i più piccoli in un periodo in cui in molte famiglie stabiesi diventa difficile anche mettere un piatto a tavola.

Un’iniziativa che, come afferma Emanuele Tremante leader storico della Curva Sud, parte dal cuore degli Ultras che amano la città, la rappresentano e la difendono in ogni circostanza. Come in questo periodo molto critico caratterizzato dall’emergenza sanitaria. La Curva Sud è sempre presente e non abbandona mai la città e lo ha ampiamente dimostrato anche in questa occasione.

Il contenuto della spesa solidale è stato oggi consegnato al Comune di Castellammare di Stabia. Attraverso la Protezione Civile la spesa sarà consegnata ad una settantina di famiglie stabiesi. Un regalo significativo per tante famiglie nei giorni che precedono la Pasqua. Inoltre i tifosi della Curva Sud hanno anche omaggiato con una Colomba pasquale, simbolo di pace, tutti i medici e gli infermieri dell’Ospedale San Leonardo.

a cura di Natale Giusti

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Incendi al Parco archeologico di Longola, Vicinanza: «Un attacco alla memoria del nostro territorio»

I due incendi che, nei giorni scorsi, hanno colpito il Parco archeologico di Longola, a Poggiomarino, hanno scosso l’intero territorio vesuviano. Le fiamme hanno interessato un sito di straordinario valore storico e archeologico, considerato uno dei più importanti insediamenti protostorici d’Europa, facendo scattare accertamenti da parte delle autorità competenti che stanno lavorando per chiarire l’origine dei roghi. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori vi è anche quella di una possibile matrice riconducibile alla criminalità organizzata.

Un episodio che ha suscitato forte preoccupazione anche a Castellammare di Stabia. Il sindaco Luigi Vicinanza ha espresso la propria vicinanza al territorio di Poggiomarino, definendo quanto accaduto un attacco non solo a un bene culturale, ma all’identità stessa dell’intera area vesuviana.

«I due incendi che hanno colpito il Parco archeologico di Longola, a Poggiomarino, rappresentano un fatto di estrema gravità. Un attacco non solo a un sito di straordinario valore storico e culturale, ma anche all’identità e alla memoria dell’intero territorio vesuviano. Di fronte a questi episodi, al vaglio delle autorità competenti e per i quali si ipotizza anche una possibile matrice riconducibile alla criminalità organizzata, non si può restare indifferenti» ha dichiarato il primo cittadino.

Per il sindaco stabiese, proprio alla luce di quanto accaduto, assume un significato ancora più importante l’iniziativa in programma domenica 5 luglio al Parco archeologico di Longola nell’ambito di Archeofestival 2026 – Popoli, lingue, culture della Campania a confronto, promosso dall’associazione Gruppo Archeologico “Terramare 3000”.

Secondo Vicinanza, l’evento rappresenterà molto più di una semplice manifestazione culturale.

«L’iniziativa in programma domenica 5 luglio proprio nel Parco di Poggiomarino assume un significato ancora più profondo: sarà non soltanto un momento simbolico, ma anche un gesto concreto di resistenza civile, di partecipazione e di rilancio collettivo. È un invito rivolto a cittadini, istituzioni, associazioni e realtà del territorio affinché Longola torni a essere un luogo vivo, condiviso e custodito».

Un messaggio che punta a trasformare la risposta della comunità in un segnale forte contro ogni tentativo di colpire un patrimonio che appartiene all’intero territorio campano.

Il sindaco ha quindi assicurato il sostegno dell’amministrazione comunale di Castellammare di Stabia al percorso di rilancio del sito archeologico.

«Come amministrazione comunale intendiamo sostenere con convinzione questo percorso, mettendo in campo ogni azione utile alla rinascita, alla tutela e alla piena valorizzazione del sito. Longola deve rinascere e può farlo soltanto attraverso l’impegno comune delle istituzioni e della comunità del territorio vesuviano, unite nella difesa di un patrimonio che appartiene a tutti».

Le indagini sugli incendi proseguono, mentre cresce la solidarietà delle istituzioni e delle associazioni culturali nei confronti di uno dei luoghi simbolo della storia più antica della Campania. L’appuntamento del 5 luglio si trasforma così in un momento di partecipazione collettiva, con l’obiettivo di riaffermare il valore della cultura come strumento di tutela del territorio e di contrasto a ogni forma di violenza contro il patrimonio storico.

Juve Stabia, Guerri si presenta alla città: La società sarà ambiziosa e moderna. Le potenzialità sono enormi

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Nella suggestiva cornice dell’Hotel Stabia è andata in scena la prima conferenza stampa ufficiale di Alfredo Guerri da nuovo patron della Juve Stabia. Un appuntamento molto atteso dai tifosi gialloblù, desiderosi di conoscere programmi, idee e strategie della nuova proprietà dopo settimane di intenso lavoro dietro le quinte e di attesa per le ufficializzazioni delle nuove figure dirigenziali chiamate a raccogliere l’eredità dei partenti.

Guerri ha scelto di presentarsi con una conferenza stampa in diretta sul canale Youtube della società. Successivamente ai microfoni della stampa locale, presente alla conferenza, ha voluto lanciare un messaggio improntato alla serenità e alla programmazione, spiegando come i primi venti giorni siano stati dedicati a gettare le fondamenta del nuovo corso societario.

“Abbiamo fatto l’inventario della società”

Il presidente ha raccontato il metodo seguito dalla nuova proprietà sin dal primo giorno.

“In questi 20 giorni abbiamo fatto creare tutto un inventario, come normalmente si fa quando acquisisci una nuova azienda. La prima cosa è cercare di capire tutto quello che c’è dentro e poi piano piano abbiamo scelto delle priorità, perché le cose da fare ovviamente ne sono tante e ne saranno tantissime”.

La priorità assoluta è stata la costruzione dell’assetto tecnico e dirigenziale.

“La prima priorità è stata la prima squadra, la costruzione della nostra governance interna e dell’area sportiva. Scegliere direttore sportivo e allenatore non è una cosa semplice. Essendo andati via sia Lovisa che Abate dovevamo ricostruire tutto. Da un lato è stato anche un bene, perché abbiamo potuto scegliere noi, ma è stato un lavoro davvero pesante”.

Il progetto, però, va ben oltre la prima squadra.

“Ora partiremo con il settore giovanile, con il marketing. Abbiamo già individuato degli spazi per realizzare i nuovi negozi. Sono tutti progetti che nel breve saranno subito visibili, ma stiamo preparando anche quelli a medio e lungo termine”.

“Una Juve Stabia ambiziosa e moderna”

Alla domanda su quale parola descriva meglio la Juve Stabia che immagina, Guerri non ha avuto dubbi.

“Oggi abbiamo già un’ottima immagine. Negli ultimi tre anni la Juve Stabia, a livello sportivo, ha dato tanto, è stata capace di valorizzarsi ed è stabile nella categoria. La presenza degli amministratori giudiziari ha dato una nuova faccia di legalità e trasparenza alla società. Con il nostro inserimento vogliamo trasferire anche stabilità. Oggi la Juve Stabia è una società attraente e con noi sarà anche ambiziosa e moderna”.

Parole che delineano una visione chiara: consolidare quanto di buono costruito negli ultimi anni e aggiungere una struttura manageriale capace di accompagnare il club verso una crescita continua.

“Si può essere imprenditori e tifosi”

Guerri ha poi parlato del rapporto tra la passione e la gestione aziendale, ricordando anche il suo percorso al fianco della Juve Stabia come main sponsor nella passata stagione.

“Si può essere entrambi. Essere imprenditore non significa non poter essere tifoso. Fare l’imprenditore vuol dire cercare di ottenere il massimo da quello che c’è e secondo me le potenzialità della Juve Stabia sono enormi. Come responsabile del mio gruppo vedo ampi margini di miglioramento. È affascinante sia la visione imprenditoriale e manageriale che quella sportiva. Poi è chiaro che ci facciamo trascinare dalla passione, ma le due cose possono convivere tranquillamente”.

“La Juve Stabia rischiava di fallire”

Uno dei passaggi più significativi della conferenza è stato quello relativo alle motivazioni che hanno spinto il gruppo Guerri ad accelerare i tempi dell’acquisizione.

“La Juve Stabia stava fallendo. Acquisire l’azienda non era una scelta che dovevamo fare per forza adesso. Avremmo potuto aspettare anche l’anno prossimo, ma magari avremmo trovato una Juve Stabia in Interregionale. È stata una scelta tempestiva e siamo contenti di averla fatta”.

Una dichiarazione che sottolinea come l’intervento della nuova proprietà sia stato dettato anche dalla volontà di salvaguardare il patrimonio sportivo del club.

“Abbiamo scelto persone che condividono il nostro modello”

Infine, il presidente ha spiegato i criteri che hanno portato alle nomine del direttore tecnico De Vito, del direttore sportivo Stefanelli e dell’allenatore De Giorgio.

“Abbiamo valutato tanti direttori e tanti allenatori. Abbiamo analizzato gli aspetti tecnici, le loro esperienze, la modernità delle loro idee e soprattutto la capacità di lavorare in gruppo. Molti direttori sportivi e allenatori sono abituati a confrontarsi direttamente con il patron. La nostra organizzazione è diversa: io rappresento il gruppo e la proprietà, ma le decisioni vengono prese sempre in condivisione. Abbiamo visto che loro erano predisposti a questo modello ed è per questo che li abbiamo scelti”.

Un messaggio chiaro ai tifosi

La prima uscita pubblica di Alfredo Guerri consegna ai tifosi una linea ben definita: programmazione, organizzazione e crescita. Dopo settimane di lavoro silenzioso, il nuovo patron ha illustrato la filosofia che guiderà la Juve Stabia nei prossimi anni, con l’obiettivo di trasformare il club in una realtà sempre più moderna, strutturata e competitiva, senza rinunciare all’ambizione sportiva che negli ultimi anni ha riportato entusiasmo a Castellammare di Stabia.

Museo Civico di Castellammare, torna la domenica gratuita: oltre 1.200 visitatori nelle aperture mensili

Prosegue l’appuntamento con la cultura e la valorizzazione del patrimonio storico di Castellammare di Stabia. Domenica 5 luglio il Museo Civico, ospitato nella suggestiva cornice della Reggia di Quisisana, aprirà nuovamente le proprie porte con ingresso gratuito in occasione della tradizionale prima domenica del mese.

L’iniziativa, nata dalla collaborazione tra il Comune di Castellammare di Stabia e il Parco Archeologico di Pompei, offrirà a cittadini e visitatori la possibilità di visitare gratuitamente il percorso didattico del museo dalle ore 9.00 alle 13.30.

Un viaggio coinvolgente tra storia, archeologia e innovazione che consente di riscoprire l’antica Stabia attraverso un’esperienza immersiva e interattiva, grazie a contenuti multimediali e strumenti divulgativi pensati per accompagnare il pubblico alla scoperta delle radici storiche della città.

Le aperture gratuite continuano a registrare un importante successo di pubblico. Dall’avvio dell’iniziativa sono infatti già oltre 1.200 le presenze registrate nelle domeniche a ingresso libero, un dato che conferma il crescente interesse dei cittadini e dei turisti verso un luogo diventato ormai un punto di riferimento per la promozione della cultura e della memoria storica stabiese.

La giornata del 5 luglio sarà anche l’occasione per presentare una nuova iniziativa dedicata alla cittadinanza attiva. All’ingresso del Museo Civico sarà infatti installato il totem “Cane Gentile – Bau Stopping”, realizzato nell’ambito del progetto “La Città che Partecipa – Piccoli Cittadini, Grandi Idee”.

Si tratta di un’idea nata dalle proposte del primo Consiglio delle Bambine e dei Bambini di Castellammare di Stabia, un progetto che mette al centro il coinvolgimento delle nuove generazioni nella vita della comunità. Il totem rappresenta infatti un messaggio di sensibilizzazione sul rispetto degli spazi pubblici, sulla corretta convivenza civile e sull’importanza dei comportamenti responsabili, dimostrando come anche i più giovani possano offrire un contributo concreto alla crescita della città.

L’appuntamento di domenica rappresenta dunque un’occasione per unire cultura, partecipazione e senso civico, visitando gratuitamente uno dei luoghi simbolo della storia stabiese e scoprendo le iniziative che guardano al futuro della comunità.

Juve Stabia: da Pagliuca ad Abate il Menti è stato un fortino, ora tocca a De Giorgio raccoglierne l’eredità

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La Juve Stabia è pronta a voltare pagina. Domani arriverà l’ufficialità di Pietro De Giorgio come nuovo allenatore delle Vespe, il terzo tecnico consecutivo all’esordio in Serie B chiamato a guidare il club gialloblù dopo Guido Pagliuca e Ignazio Abate.

Prima di proiettarci verso il nuovo campionato, vale la pena fermarsi un attimo e ripercorrere le ultime due stagioni cadette, analizzando il rendimento delle Vespe tra le mura amiche e lontano dal “Romeo Menti”. Un confronto che racconta due filosofie calcistiche differenti ma accomunate da una certezza: il pubblico stabiese è stato, e tutti si augurano continui ad esserlo, il dodicesimo uomo in campo.

Il fortino di Pagliuca: continuità e intensità

La gestione di Guido Pagliuca resterà impressa nella memoria dei tifosi per la straordinaria continuità di rendimento mostrata al “Menti”. La promozione e la successiva cavalcata in Serie B sono passate soprattutto dalla forza casalinga, con ben dieci vittorie in campionato, alle quali si sono aggiunti i due fondamentali successi nei playoff.

Il marchio di fabbrica del tecnico toscano era una squadra intensa, aggressiva e capace di imporre il proprio ritmo agli avversari, trasformando il “Menti” in un autentico fortino.

Le vittorie casalinghe furono:

  • Juve Stabia-Mantova 1-0 (gara disputata a Piacenza)
  • Juve Stabia-Pisa 2-0
  • Juve Stabia-Südtirol 2-1
  • Juve Stabia-Cesena 1-0
  • Juve Stabia-Carrarese 2-1
  • Juve Stabia-Bari 3-1
  • Juve Stabia-Cosenza 3-0
  • Juve Stabia-Modena 2-1
  • Juve Stabia-Salernitana 1-0
  • Juve Stabia-Catanzaro 2-0

A queste si aggiunsero le due affermazioni nei playoff promozione:

  • Juve Stabia-Palermo 1-0
  • Juve Stabia-Cremonese 2-1

L’eredità di Abate: nove successi e tanta solidità

Con Ignazio Abate la Juve Stabia ha cambiato pelle senza perdere la propria forza casalinga. L’ex tecnico del Milan ha saputo dare un’identità diversa alla squadra, più organizzata e pragmatica, conquistando nove vittorie al “Romeo Menti”.

Un bottino leggermente inferiore rispetto a quello del suo predecessore, ma comunque sufficiente a confermare Castellammare come uno dei campi più difficili dell’intera Serie B.

Le vittorie interne della gestione Abate sono state:

  • Juve Stabia-Mantova 2-1
  • Juve Stabia-Avellino 2-0
  • Juve Stabia-Palermo 1-0
  • Juve Stabia-Empoli 2-0
  • Juve Stabia-Südtirol 1-0
  • Juve Stabia-Virtus Entella 1-0
  • Juve Stabia-Spezia 3-1
  • Juve Stabia-Cesena 2-0

A queste va aggiunto il successo nei playoff:

  • Juve Stabia-Monza 2-1

Due tecnici con idee differenti, ma accomunati dalla capacità di sfruttare al massimo la spinta del pubblico stabiese. Se Pagliuca ha costruito una cavalcata memorabile attraverso intensità e continuità, Abate ha dato seguito a quella tradizione dimostrando che il “Menti” continua ad essere il cuore pulsante del progetto gialloblù.

E in trasferta? Pagliuca e Abate chiudono in perfetta parità

Se in casa la Juve Stabia ha saputo fare la differenza, il rendimento esterno racconta una storia diversa. Un dato che De Giorgio sarà chiamato a migliorare nel prossimo campionato.

Guido Pagliuca iniziò il suo cammino con un’impresa da ricordare. Il 17 agosto 2024 le Vespe sbancarono il “San Nicola” di Bari, regalando ai tifosi un esordio da sogno. Il secondo acuto arrivò il 4 ottobre a Marassi, quando Andrea Adorante firmò una straordinaria doppietta nel successo contro la Sampdoria.

Il 14 dicembre fu invece la volta del derby dell’Arechi, con la vittoria per 2-1 sulla Salernitana che fece esplodere di gioia Castellammare. Nel girone di ritorno, però, il rendimento esterno rallentò sensibilmente e arrivò un solo successo, il 30 marzo 2025, quando le Vespe espugnarono il “Manuzzi” di Cesena per 2-1.

Il bilancio finale di Pagliuca fu quindi di quattro vittorie esterne: Bari, Sampdoria, Salernitana e Cesena.

Anche Ignazio Abate impiegò poco tempo per lasciare il segno lontano dal “Menti”. Alla prima giornata in trasferta arrivò il prestigioso 3-1 sul campo dello Spezia. La seconda vittoria maturò nel gennaio 2026 ancora a Bari, grazie al calcio di rigore trasformato da Leonardo Candellone che regalò lo 0-1 finale.

L’11 febbraio fu invece la volta del successo sul difficile campo dell’Empoli, conquistato per 2-1. A queste tre vittorie nella stagione regolare si aggiunse quella probabilmente più pesante: il colpo del “Braglia” nei playoff, quando una splendida rete di Kevin Zeroli eliminò il Modena di Andrea Sottil, permettendo alle Vespe di continuare il proprio sogno.

Anche Abate chiude così con quattro vittorie lontano da Castellammare, raggiungendo il bilancio del suo predecessore.

Ora la sfida è di De Giorgio

Storie diverse, percorsi differenti, ma numeri sorprendentemente simili. Pagliuca e Abate hanno fatto del “Romeo Menti” una roccaforte quasi invalicabile, costruendo gran parte dei rispettivi risultati davanti al pubblico gialloblù.

Ora il testimone passa a Pietro De Giorgio. Il nuovo tecnico erediterà una squadra che negli ultimi due anni ha dimostrato di poter competere con chiunque davanti ai propri tifosi. La sfida sarà conservare quell’imbattibilità casalinga che ha caratterizzato il recente passato, ma soprattutto alzare il rendimento lontano da Castellammare.

Perché, se il “Menti” continuerà ad essere un fortino, qualche vittoria in più in trasferta potrebbe rappresentare il salto di qualità necessario per continuare a stupire anche nella Serie B 2026-2027.

Juve Stabia, Stadio Menti: Aggiornamento sui lavori. Il Patron Guerri annuncia altri interventi a sue spese

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Proseguono senza sosta i lavori di sostituzione del manto erboso dello stadio Romeo Menti, uno degli interventi più attesi dell’estate a Castellammare di Stabia. Dopo la preparazione del massetto che ospiterà il nuovo tappeto sintetico, nella giornata di oggi sono arrivati i rotoli di impermeabilizzazione che verranno posizionati sotto il terreno di gioco, un passaggio fondamentale per garantire durata, drenaggio e funzionalità del nuovo impianto.

Il cantiere procede nonostante caldo e pioggia

Le operazioni di stesura stanno andando avanti in maniera spedita, nonostante le condizioni meteo particolarmente difficili degli ultimi giorni. Gli operai stanno lavorando tra temperature afose e improvvisi temporali, spesso caratterizzati da piogge intense e violente, ma il cronoprogramma continua ad avanzare.

La posa dello strato impermeabilizzante rappresenta una fase delicata dell’intervento, perché costituirà la base su cui verrà installato il nuovo manto sintetico destinato a ospitare le gare della Juve Stabia nella prossima stagione.

Guerri: “Non solo il campo, miglioreremo tutta la struttura”

Parallelamente all’avanzamento del cantiere, oggi è arrivato anche un importante annuncio del presidente Alfredo Guerri durante la conferenza stampa di presentazione della nuova proprietà.

Il patron gialloblù ha infatti spiegato che, oltre al rifacimento del terreno di gioco, intende finanziare personalmente una serie di ulteriori interventi per migliorare la funzionalità dello stadio.

Tra le opere annunciate figurano: la sistemazione della palestra; la riqualificazione di alcuni bagni; la realizzazione degli skybox e altri lavori strutturali meno visibili all’esterno ma considerati fondamentali per innalzare il livello qualitativo dell’impianto.

Un Menti più moderno e funzionale

Guerri ha sottolineato come l’obiettivo non sia soltanto quello di presentare un terreno di gioco all’altezza della Serie B, ma anche di intervenire su quelle aree interne che spesso sfuggono agli occhi dei tifosi ma che incidono in maniera determinante sulla quotidianità della squadra.

“Vogliamo aumentare il valore complessivo della struttura, non solo nelle parti visibili ma anche in quelle funzionali alla vita del club”, ha spiegato il presidente.

La città segue con attenzione il cantiere

Le immagini del cantiere stanno già facendo il giro dei social, alimentando l’entusiasmo dei tifosi stabiesi che vedono finalmente il Romeo Menti trasformarsi dopo anni di attesa.

Con l’arrivo dei materiali per l’impermeabilizzazione e l’annuncio dei nuovi investimenti della società, il restyling dello stadio entra dunque in una fase decisiva. L’obiettivo è consegnare alla Juve Stabia un impianto più moderno, più funzionale e pronto ad accompagnare il nuovo corso gialloblù.

Un segnale concreto di come la nuova proprietà voglia partire non soltanto dal mercato e dalla prima squadra, ma anche dalle infrastrutture, considerate uno dei pilastri del progetto di crescita del club.

Castellammare, il sindaco Vicinanza: “Preoccupati per la sospensione di Ortopedia dell’Ospedale San Leonardo”

La sospensione, seppur parziale e temporanea, delle attività del reparto di Ortopedia dell’Ospedale San Leonardo continua a far discutere e ad alimentare le preoccupazioni di cittadini e istituzioni. Sulla vicenda è intervenuto il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza, che ha lanciato un appello all’ASL Napoli 3 Sud e alla Regione Campania affinché vengano individuate in tempi brevi soluzioni capaci di ridurre i disagi e ripristinare la piena funzionalità del reparto.

Il primo cittadino ha espresso la propria vicinanza alle preoccupazioni manifestate da molti stabiesi, sottolineando come il presidio ospedaliero rappresenti un punto di riferimento fondamentale non soltanto per Castellammare di Stabia, ma per l’intero comprensorio.

“Il San Leonardo deve continuare a garantire servizi essenziali”

Pur riconoscendo che alla base della decisione possano esserci esigenze organizzative, Vicinanza evidenzia come sia indispensabile assicurare la continuità dei servizi sanitari, soprattutto in un periodo particolarmente delicato come quello estivo.

“Faccio mia la preoccupazione di tanti cittadini stabiesi per la sospensione, anche se parziale e temporanea, delle attività del reparto di Ortopedia dell’Ospedale San Leonardo. Immagino esigenze organizzative alla base di questa pesante scelta, ma è fondamentale che un presidio sanitario di riferimento per l’intero comprensorio continui a garantire servizi essenziali, soprattutto nel periodo estivo, quando il territorio registra un significativo aumento delle presenze”, ha dichiarato il sindaco.

L’aumento della popolazione durante la stagione estiva, infatti, comporta inevitabilmente una maggiore richiesta di prestazioni sanitarie e rende ancora più strategico il pieno funzionamento dei reparti ospedalieri.

L’appello all’ASL Napoli 3 Sud e alla Regione Campania

Nel suo intervento il sindaco ha rivolto un appello diretto all’ASL Napoli 3 Sud e alla Regione Campania, chiedendo un intervento tempestivo per superare le criticità.

“Per questo rivolgo un appello all’ASL Napoli 3 Sud e alla Regione Campania, nella persona del presidente Fico, che è anche assessore alla Sanità, affinché individuino in tempi rapidi ogni soluzione utile a limitare i disagi per i cittadini e a ripristinare quanto prima la piena operatività del reparto.”

Un invito alla collaborazione istituzionale che punta a garantire il diritto all’assistenza sanitaria senza ulteriori ripercussioni per gli utenti.

Contatti con il direttore generale dell’ASL

Vicinanza ha inoltre reso noto di essersi già attivato personalmente, contattando il direttore generale dell’ASL Napoli 3 Sud.

Secondo quanto riferito dal primo cittadino, il vertice dell’azienda sanitaria lo avrebbe rassicurato sul fatto che sono già in corso le attività necessarie per individuare una soluzione alla problematica.

“Ho contattato il direttore generale dell’ASL che mi ha assicurato di essere già al lavoro per affrontare questa situazione e trovare una soluzione nel più breve tempo possibile.”

Un confronto con la direzione sanitaria

Tra le iniziative annunciate dal sindaco c’è anche la volontà di aprire un confronto diretto con la direzione sanitaria dell’Ospedale San Leonardo.

L’obiettivo sarà quello di fare il punto sullo stato complessivo dei servizi sanitari offerti dalla struttura, affrontando sia gli aspetti positivi sia le criticità ancora presenti.

“Inviterò il direttore sanitario dell’ospedale a un confronto sullo stato presente delle prestazioni mediche, senza ignorare le eccellenze ma anche senza negare le tante dolorose criticità organizzative.”

Parole che testimoniano la volontà dell’amministrazione comunale di mantenere alta l’attenzione sulla qualità dell’assistenza sanitaria garantita ai cittadini.

“La salute resta una priorità”

Nel concludere il suo intervento, Luigi Vicinanza ha ribadito il ruolo centrale della sanità pubblica e l’impegno dell’amministrazione comunale nel seguire da vicino l’evoluzione della vicenda.

“La sanità pubblica va tutelata e il diritto alla salute deve restare una priorità assoluta. Come amministrazione comunale continueremo a seguire con la massima attenzione l’evolversi della vicenda, pronti a collaborare con tutte le istituzioni competenti nell’esclusivo interesse della tutela della salute dei cittadini.”

Una presa di posizione chiara, che conferma l’attenzione del Comune verso una situazione che sta suscitando forte preoccupazione nella comunità stabiese e che, nelle prossime settimane, sarà seguita con particolare attenzione in attesa del ripristino della piena operatività del reparto di Ortopedia.

Castellammare, dalla serie D alla Serie C: L’assistente arbitrale Mario Scala promosso tra i professionisti

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Non soltanto calciatori, allenatori e dirigenti. Anche il mondo arbitrale stabiese continua a regalare soddisfazioni e a portare in alto il nome di Castellammare di Stabia. Tra le belle notizie dell’estate c’è infatti la promozione di Mario Scala, assistente arbitrale stabiese, che nella prossima stagione entrerà a far parte dell’organico della Can C, coronando un percorso fatto di sacrifici, impegno e tanta determinazione.

Un traguardo prestigioso che rappresenta il premio per anni di lavoro sui campi di tutta Italia, affrontando trasferte, allenamenti e continui momenti di crescita professionale. Una soddisfazione personale che rende orgogliosa anche l’intera comunità arbitrale stabiese e la sezione di appartenenza, da sempre fucina di talenti.

Un sogno costruito giorno dopo giorno

La promozione in Serie C non è arrivata per caso. Dietro questo importante salto di categoria c’è un percorso lungo e impegnativo, fatto di rinunce, sacrifici e della capacità di rialzarsi nei momenti più complicati.

È stato lo stesso Mario Scala a raccontarlo attraverso un emozionante messaggio pubblicato sui propri canali social, parole che hanno immediatamente raccolto l’affetto e le congratulazioni di amici, colleghi e appassionati.

“Oggi non voglio parlare soltanto di una promozione. Voglio parlare di un percorso”, scrive l’assistente arbitrale, sottolineando come dietro il traguardo della Serie C si nascondano chilometri percorsi, allenamenti, tensioni, errori e momenti difficili.

Parole sincere, che raccontano il lato meno visibile di chi sceglie di intraprendere la carriera arbitrale, fatta di continua preparazione fisica e mentale, lontano dai riflettori ma sempre sotto esame.

La forza di rialzarsi dopo le difficoltà

Il passaggio più intenso del suo messaggio riguarda proprio il momento più delicato della stagione. Scala racconta di aver attraversato una fase complicata, nella quale le prestazioni non erano all’altezza delle aspettative e la fiducia sembrava vacillare.

Una situazione che avrebbe potuto scoraggiarlo. Invece è stata proprio quella difficoltà a trasformarsi nella sua più grande forza.

“Quando le cose vanno bene è facile sorridere, ma è quando perdi certezze che devi scegliere se mollare o rialzarti. Io ho scelto di rialzarmi.”

Una frase che racchiude perfettamente il significato della sua promozione: non soltanto il raggiungimento della Serie C, ma la dimostrazione che la determinazione e il lavoro quotidiano possono trasformare gli ostacoli in opportunità di crescita.

I ringraziamenti a chi gli è stato vicino

Nel suo lungo messaggio non sono mancati i ringraziamenti. Un pensiero speciale è stato rivolto alla fidanzata, che lo ha sostenuto nei momenti più difficili, sopportando assenze, sacrifici e tensioni.

Poi il grazie agli amici più veri, al presidente della sezione arbitrale, ai colleghi e agli arbitri con i quali ha condiviso trasferte, allenamenti ed esperienze, oltre a tutte quelle persone che hanno continuato a credere in lui anche nei momenti in cui lui stesso faceva fatica a farlo.

Un riconoscimento che testimonia quanto, anche in uno sport individuale come quello arbitrale, il gruppo e il sostegno delle persone vicine possano fare la differenza.

La Serie C è solo l’inizio

Nel finale del suo messaggio emerge tutta l’ambizione di chi non considera questo traguardo come un punto d’arrivo.

“La Serie C per me non è un punto di arrivo. È un nuovo inizio.”

Una dichiarazione che racconta la mentalità di un giovane arbitro desideroso di continuare a crescere, consapevole che ogni categoria rappresenta soltanto uno step verso obiettivi ancora più importanti. La promozione rappresenta infatti una conferma del lavoro svolto fino ad oggi, ma anche uno stimolo a migliorarsi ancora.

Un orgoglio per Castellammare di Stabia

La promozione di Mario Scala rappresenta un motivo di orgoglio per tutta Castellammare di Stabia. La città continua infatti a distinguersi non solo per i suoi calciatori e le imprese sportive della Juve Stabia, ma anche attraverso i propri rappresentanti nel mondo arbitrale.

Dietro ogni designazione c’è un percorso fatto di preparazione atletica, studio del regolamento, disciplina e grande equilibrio mentale, qualità indispensabili per affrontare una categoria impegnativa come la Serie C.

Per Mario Scala si apre adesso una nuova avventura ricca di emozioni e responsabilità. Un traguardo meritato che premia il sacrificio e la perseveranza, ma che rappresenta soltanto il primo passo di un cammino che il giovane assistente arbitrale stabiese spera possa continuare ancora a lungo.

A lui vanno le congratulazioni e l’augurio di vivere una stagione ricca di soddisfazioni, portando ancora una volta il nome di Castellammare di Stabia sui campi del calcio professionistico italiano.

Juve Stabia, Guerri rompe il silenzio: “Non sono un salvatore, ma ho un progetto quinquennale per il futuro”

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Dopo settimane di attesa, indiscrezioni, preoccupazioni e domande senza risposta, è arrivato il momento tanto atteso dai tifosi della Juve Stabia. Nella prestigiosa cornice dell’Hotel Stabia, il nuovo patron Alfredo Guerri ha tenuto la sua prima conferenza stampa ufficiale da proprietario del club gialloblù, tracciando con chiarezza la linea che guiderà la nuova società nei prossimi anni.

È stato un intervento lungo, ricco di contenuti e soprattutto rassicurante. Guerri ha affrontato praticamente tutti i temi più caldi dell’estate stabiese: dal silenzio delle ultime settimane alla scelta del nuovo direttore sportivo e dell’allenatore, passando per il settore giovanile, il mercato, gli investimenti sulle strutture, il futuro dello stadio Romeo Menti e gli obiettivi della nuova proprietà.

“Capisco l’ansia dei tifosi, ma il nostro silenzio serviva per lavorare”

Il presidente ha esordito spiegando il motivo della mancata comunicazione nelle settimane successive all’acquisizione del club.

Guerri ha ammesso di aver percepito la crescente preoccupazione dell’ambiente, alimentata dall’assenza di annunci ufficiali.

“Negli ultimi quindici giorni abbiamo letto tanta ansia sui social e sui giornali. I tifosi temevano che il nostro silenzio nascondesse qualche problema. In realtà stavamo semplicemente lavorando.”

Il nuovo numero uno delle Vespe ha ricordato come inizialmente il suo gruppo imprenditoriale fosse vicino alla società soltanto come partner esterno e come soltanto l’evolversi della crisi abbia portato alla decisione di acquisire interamente il club.

“Non immaginavamo di dover acquistare la Juve Stabia. Le vicende che tutti conoscete ci hanno convinto a cogliere questa opportunità, spinti anche dalla straordinaria passione del popolo di Castellammare.”

“Non siamo salvatori della patria”

Uno dei passaggi più significativi dell’intervento è arrivato quando Guerri ha voluto ridimensionare l’etichetta di “salvatore” che molti tifosi gli hanno attribuito.

“Noi non ci consideriamo dei salvatori. Abbiamo investito perché crediamo profondamente nelle potenzialità della Juve Stabia, della città e della sua tifoseria.”

Secondo il patron, l’obiettivo non è semplicemente disputare una buona stagione, ma costruire un progetto destinato a durare nel tempo.

“Vogliamo fare una grande stagione, ma soprattutto una grande programmazione nei prossimi cinque anni.”

Una filosofia che, ha spiegato, rappresenta il metodo di lavoro della sua azienda, abituata a gestire progetti complessi nel settore immobiliare e delle energie rinnovabili.

Una Juve Stabia organizzata come un’azienda

Guerri ha illustrato una delle novità più importanti della nuova gestione: l’organizzazione manageriale.

L’idea è quella di mettere al servizio della società calcistica tutte le competenze già presenti nel gruppo imprenditoriale.

Risorse umane, amministrazione, ufficio legale, gestione finanziaria e management saranno centralizzati per rendere il club più efficiente sotto ogni aspetto.

Una struttura moderna che dovrà consentire alla Juve Stabia di crescere non soltanto sul campo, ma anche fuori.

Il ruolo di Enzo De Vito

Tra i temi più attesi c’era quello relativo a Enzo De Vito. Guerri ha voluto chiarire immediatamente ogni equivoco. “Enzo De Vito non è il direttore sportivo.”

Il dirigente avrà invece il ruolo di responsabile dei progetti tecnici, una figura incaricata di fare da ponte tra la mentalità aziendale della nuova proprietà e il mondo del calcio professionistico.

È stato proprio De Vito a guidare il lungo processo di selezione dei nuovi dirigenti. Il presidente ha rivelato un dato significativo. “Sono stati effettuati circa trenta colloqui con direttori sportivi prima di arrivare alla scelta definitiva.”

Un lavoro certosino che dimostra come la nuova proprietà abbia voluto scegliere i professionisti più adatti non soltanto dal punto di vista tecnico, ma soprattutto umano e manageriale.

Stefanelli e De Giorgio: scelte condivise

Pur senza ufficializzarli direttamente, Guerri ha praticamente confermato che Stefano Stefanelli sarà il nuovo direttore sportivo e Pietro De Giorgio il nuovo allenatore. Il presidente ha spiegato come nessuna decisione venga presa da una sola persona. “Io non sono il proprietario che decide tutto. Le nostre scelte sono condivise.”

Per quanto riguarda De Giorgio, Guerri ha evidenziato soprattutto le qualità umane. “Ci ha colpito perché è una persona per bene, disponibile, aperta alla condivisione, molto attenta ai dati e capace di proporre un calcio moderno.”

Non soltanto bel gioco, dunque, ma una mentalità perfettamente compatibile con il progetto della nuova società. Anche Stefanelli è stato scelto seguendo gli stessi criteri. “Abbiamo valutato il profilo umano, l’esperienza e lo spessore professionale.”

“Ripartiamo da una squadra già forte”

Sul fronte tecnico Guerri ha voluto rassicurare ulteriormente i tifosi. Nonostante le numerose partenze dovute alle clausole contrattuali sottoscritte dalla precedente gestione, il presidente ritiene che la base della rosa sia ancora molto competitiva.

“Tutti i direttori sportivi che abbiamo incontrato ci hanno detto che la Juve Stabia possiede già una rosa di qualità.” Da qui nasce la convinzione che, con pochi innesti mirati, la squadra possa essere competitiva anche nella prossima Serie B.

Nessuna svendita dei gioielli

Altro tema centrale è stato quello relativo alle possibili cessioni. Nomi come Giorgini e Carissoni sono finiti al centro di numerose indiscrezioni di mercato. La risposta del presidente è stata netta. “Non intendiamo vendere nessuno.”

Per Guerri i migliori calciatori rappresentano un patrimonio da valorizzare. Solo davanti a offerte realmente adeguate potranno essere fatte delle valutazioni. L’obiettivo, però, è costruire una squadra ambiziosa mantenendo il nucleo più importante dell’organico.

Settore giovanile: la vera priorità

Uno dei passaggi più interessanti della conferenza ha riguardato il settore giovanile. Secondo Guerri, il settore giovanile rappresenta uno degli aspetti maggiormente trascurati negli ultimi anni. Il nuovo patron non ha nascosto il proprio disappunto per la situazione trovata. Ha annunciato investimenti importanti, nuovi budget e soprattutto la volontà di creare un vero centro dedicato esclusivamente alla crescita dei giovani.

“Sappiamo che i risultati arriveranno tra tre o quattro anni, ma prima si parte e prima si raccolgono i frutti.” Una filosofia che guarda molto oltre la stagione sportiva.

Investimenti anche dove i tifosi non vedono

Guerri ha poi raccontato un retroscena significativo. La nuova società sta già intervenendo su numerosi aspetti strutturali del centro sportivo e dello stadio. Non soltanto maglie nuove e prima squadra. Si stanno sistemando spogliatoi, palestre, bagni, area medica e tutte quelle strutture che spesso passano inosservate ma che rappresentano il livello organizzativo di una società professionistica.

“Entrare nella palestra e vedere i bagni in quelle condizioni era imbarazzante per una società di Serie B.” Parole che fotografano perfettamente la volontà della nuova proprietà di ricostruire il club dalle fondamenta.

Romeo Menti, dialogo con il Comune

Sul tema dello stadio il presidente ha preferito mantenere un atteggiamento prudente. Secondo Guerri il Romeo Menti presenta limiti strutturali importanti che non possono essere risolti nell’immediato. La priorità resta quella di migliorare quanto possibile gli ambienti interni destinati alla squadra. Successivamente verrà aperto un confronto con l’amministrazione comunale per capire quali interventi potranno essere realizzati nel prossimo futuro.

Nessun problema rispetto al ricorso annunciato da Francesco Agnello

Il presidente ha rassicurato anche sul piano societario. L’eventuale ricorso annunciato dalla precedente proprietà non rappresenta alcun rischio per il futuro della Juve Stabia.

Secondo Guerri, eventuali contenziosi potranno riguardare soltanto aspetti risarcitori e non metteranno in discussione né l’iscrizione al campionato né la proprietà del club.

Campagna abbonamenti: lo stadio deve essere pieno

Molto sentita anche la domanda relativa agli abbonamenti. Guerri ha ribadito di aspettarsi una grande risposta da parte della tifoseria. “La differenza non la farà un euro in più o in meno. L’importante è avere sempre il Menti pieno.” La società sta lavorando a una campagna che possa coinvolgere l’intera città, facendo leva sull’entusiasmo generato dalla rinascita del club.

Un progetto lungo almeno cinque anni

Il concetto che ha accompagnato tutta la conferenza è stato uno solo: programmazione. Guerri ha ripetuto più volte che il suo gruppo lavora sempre con orizzonti quinquennali. L’obiettivo è consolidare la Juve Stabia in Serie B, aumentare progressivamente il valore del club e creare tutte le condizioni per poter ambire, un giorno, anche alla Serie A. “Una società che cresce, acquista bene, valorizza i giovani e gioca bene può sognare categorie superiori.”

Un messaggio che restituisce fiducia

La prima uscita pubblica di Alfredo Guerri ha avuto soprattutto il merito di riportare serenità nell’ambiente gialloblù. Dopo settimane di silenzio, i tifosi hanno finalmente ascoltato una proprietà che ha parlato di organizzazione, investimenti, infrastrutture, settore giovanile e programmazione. Non promesse irrealistiche, ma un progetto che punta a costruire una Juve Stabia più solida sotto ogni punto di vista.

Le ufficializzazioni di Stefano Stefanelli e Pietro De Giorgio sono ormai imminenti e rappresenteranno soltanto il primo tassello di un percorso che la nuova proprietà immagina lungo, ambizioso e costruito passo dopo passo.

Dalle parole ai fatti: è questo il messaggio lanciato da Alfredo Guerri. Adesso toccherà al campo e alle prossime settimane confermare che la nuova era della Juve Stabia è davvero iniziata.

Juve Stabia, Davide Buglio: Il centocampista dopo l’esperienza a Catanzaro sarà a disposizione di De Giorgio

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Certe storie sembrano destinate a interrompersi, ma poi il destino le riporta sempre al punto di partenza. È il caso di Davide Buglio, che dopo una stagione trascorsa in prestito al Catanzaro torna ufficialmente alla Juve Stabia, pronto a scrivere un nuovo capitolo della sua avventura in maglia gialloblù.

Per il centrocampista classe 1998 si chiude così l’esperienza in Calabria, con il Catanzaro che non ha esercitato il diritto di riscatto, e si riaprono le porte del Romeo Menti. Il suo rientro coincide con il mese di luglio 2026 che è quello tradizionalmente usato per la preparazione pre campionato.

L’addio della scorsa estate non era stato un vero e proprio saluto, ma un arrivederci. Buglio aveva lasciato Castellammare dopo essere diventato uno dei simboli della rinascita della Juve Stabia. Con le sue prestazioni, il suo carattere e la sua leadership aveva contribuito in maniera determinante alla storica promozione in Serie B, confermandosi poi uno dei punti di riferimento anche nella stagione successiva, culminata con la qualificazione ai playoff.

A Catanzaro, il centrocampista ha affrontato un’annata diversa rispetto a quelle vissute in Campania. Pur mettendo sempre in campo professionalità, impegno e disponibilità, non è riuscito a trovare quella continuità che aveva caratterizzato la sua esperienza con le Vespe. Un percorso che, dal punto di vista sportivo, non ha regalato le stesse soddisfazioni, ma che lo stesso Buglio ha definito fondamentale per la propria crescita personale, grazie ai rapporti umani costruiti durante la permanenza in giallorosso.

Adesso lo scenario cambia completamente. Castellammare di Stabia lo riabbraccia e con essa anche una tifoseria che non ha mai dimenticato il contributo dato dal centrocampista nelle stagioni più esaltanti degli ultimi anni.

La domanda che accompagna il suo ritorno è inevitabile: Davide Buglio riuscirà a riprendersi le chiavi del centrocampo?

Le caratteristiche che lo hanno reso uno dei migliori interpreti del ruolo non sono certo scomparse. Capacità di recuperare palloni, intensità, equilibrio tattico e una buona visione di gioco rappresentano ancora oggi il suo marchio di fabbrica. Qualità che potrebbero rivelarsi preziose per la Juve Stabia nella costruzione della squadra che affronterà il campionato 2026-2027.

Anche la scelta della società di rinnovargli il contratto prima della partenza per Catanzaro lascia intendere quanto il club abbia sempre creduto nel suo valore. Quel prolungamento non appare come un semplice atto formale, ma come un investimento su un calciatore ritenuto ancora centrale nel progetto tecnico.

Per la Juve Stabia, il ritorno di Buglio significa ritrovare un elemento che conosce perfettamente l’ambiente, la piazza e le responsabilità che comporta indossare la maglia gialloblù. Per il giocatore, invece, è l’occasione di rilanciarsi e dimostrare che la parentesi calabrese è stata soltanto una tappa di crescita.

Il mercato e le scelte tecniche diranno quale sarà il suo ruolo nella nuova Juve Stabia. Una cosa, però, appare certa: Davide Buglio torna a casa con la voglia di riprendersi il posto che aveva conquistato sul campo e di essere nuovamente uno dei leader di una squadra che vuole continuare a stupire.

Juve Stabia, la storia dei numeri uno in Serie B: da Confente ai portieri del passato, aspettando il futuro

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La porta della Juve Stabia è pronta a vivere un’altra estate di riflessioni. Alessandro Confente ha difeso i pali delle Vespe nel campionato 2025-2026, affiancato da Pietro Boer, formando una coppia che ha dimostrato grande professionalità e disponibilità nel corso della stagione appena conclusa. Adesso, però, il mercato potrebbe cambiare gli scenari e resta da capire se il club confermerà gli attuali estremi difensori oppure se deciderà di voltare pagina.

Tra i portieri presenti nell’organico gialloblù c’era anche Alessandro Signorini, che non ha avuto l’occasione di esordire nell’ultimo campionato e che ha lasciato le Vespe dopo la scadenza del contratto fissata al 30 giugno 2026. Il giovane estremo difensore può comunque vantare una presenza in Serie B nella stagione 2024-2025, quando sulla panchina delle Vespe sedeva Guido Pagliuca e il ruolo di titolare era saldamente nelle mani di Demba Thiam.

Ripercorrere la storia della Juve Stabia in Serie B significa inevitabilmente ricordare i protagonisti che hanno custodito la porta gialloblù nelle varie epoche. Bisogna compiere un autentico viaggio nel tempo fino al campionato 1951-1952, quando a difendere i pali delle Vespe furono Renato Giudici e Sergio Morselli.

La macchina del tempo arriva poi alla stagione 2011-2012, una delle più apprezzate dai tifosi stabiesi. In quell’annata Simone Colombi e Andrea Seculin offrirono sicurezza ed esperienza alla squadra guidata da Piero Braglia, contribuendo a una stagione che resta tra le più belle della storia recente del club.

Nell’annata successiva, la 2012-2013, Andrea Seculin rimase a Castellammare di Stabia, condividendo il ruolo con Timothy Nocchi. Anche quella coppia rappresentò un punto di riferimento per una squadra chiamata a difendere la categoria.

Il discorso cambia radicalmente nella stagione 2013-2014, una delle più difficili nella storia recente della Juve Stabia. In quell’annata si assistette a un continuo alternarsi tra Laurențiu Brănescu, Sergio Viotti, Alex Calderoni e Massimiliano Benassi. Un vero e proprio valzer tra i pali che non riuscì a dare stabilità alla squadra, protagonista di una stagione estremamente complicata.

Uno scenario simile si sarebbe ripetuto anche nel campionato 2018-2019, durante la gestione di Fabio Caserta. La stagione iniziò con Paolo Branduani come titolare, prima di vedere l’arrivo di Ivan Provedel. Nel mezzo trovò spazio anche Danilo Russo, che difese con orgoglio la porta gialloblù in un campionato particolare, segnato dall’emergenza Covid-19 e da eventi che hanno reso quell’annata unica nella storia del calcio italiano.

La storia dei portieri della Juve Stabia in Serie B racconta quindi esperienze molto diverse: stagioni caratterizzate dalla continuità tra i pali, spesso coincise con risultati importanti, e altre segnate da frequenti cambi che non hanno prodotto gli effetti sperati.

Ora l’attenzione è tutta rivolta al campionato 2026-2027. I tifosi attendono di conoscere chi sarà il prossimo custode della porta del Romeo Menti. Sarà ancora Alessandro Confente il punto di riferimento tra i pali oppure arriverà un nuovo numero uno?

Il mercato darà presto le sue risposte. L’auspicio dell’ambiente stabiese è che, qualunque sia la scelta della società, possa garantire quella continuità che in passato ha spesso rappresentato uno degli ingredienti fondamentali delle stagioni più fortunate delle Vespe.

“ROMA BOXING NIGHT”: “Face to Face” venerdì 3 luglio 2026 al Museo Nazionale Romano – Sala delle Conferenze

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La Federazione Pugilistica Italiana celebra i suoi 110 anni con la  “ROMA BOXING NIGHT”, evento che vedrà protagonisti grandi campioni impegnati in incontri con titoli italiani, silver, mondiali in palio.

MANCA SEMPRE MENO ALLA SERATA FIRMATA FPI, TAF E DE CAROLIS PROMOTION CON IN PALIO UN MONDIALE, UN EBU SILVER E DUE CINTURE D’ITALIA

Sale sempre di più l’attesa per l’evento clou dei 110 anni della Federazione Pugilistica Italiana promosso e organizzato insieme a The Art of Fighting (TAF) e De Carolis Promotions.

Impresso sui cartelloni della Capitale, il “Roma Boxing Night” è l’appuntamento da non perdere: sabato 4 luglio al PalaTziano di Roma con inizio alle h 18 (pre-card) e h 20.30 (main card).

Supportata dal Ministro per lo Sport e i Giovani e dell’Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, con il patrocinio del CONI e partnership di livello, la kermesse vedrà in palio un titolo mondiale, una cintura EBU Silver (l’ex titolo dell’Unione Europea) e due titoli italiani.

L’atteso “Face to Face” tra i contendenti si svolgerà in occasione della cerimonia del peso programmata presso la Sala Conferenze del prestigioso Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo venerdì 3 luglio alle h 13.00.

Una sfida che prenderà forma di fronte alla famosa statua del “Pugile in riposo” con un momento artistico di grande livello, nel connubio tra Arte e Boxe, su cui sono incentrate le celebrazioni dei 110 anni FPI e le iniziative sociali correlate, come la campagna contro la violenza sulle donne #ProvaciConMe.

Il programma della serata del 4 luglio promette uno spettacolo senza precedenti.

A cominciare dal main event: Mauro Forte (22-1, due pareggi) difende la cintura EBU Silver dei Pesi Gallo dall’assalto di Vincenzo Picardi (12-1), veterano del ring già campione italiano e dell’Unione Europea. Un test difficile e cruciale per Forte, chiamato a confermarsi per mettere nel mirino il Titolo Europeo.

Nel co-main event, Francesco Faraoni (8-1) ottiene una nuova chance per il Titolo italiano contro Giovanni Rossetti (12-4), già campione nazionale e internazionale, oltre che sfidante alla cintura dell’Unione Europea. Una sfida equilibrata tra due pugili giovani all’anagrafe ma esperti, determinati a conquistarsi un importante step in avanti di carriera.

Roma si prepara a tremare sotto i colpi devastanti dei pesi massimi con la sfida per il titolo italiano tra Antonio Carlesimo (10-0) e Angelo Morejon (10-0), imbattuti dal record identico. Un altro match dall’esito incerto tra dueartisti del KO: si prevedono emozioni forti e un match pronto a concludersi ben prima del limite.

Ed ecco il momento del primo titolo mondiale nella storia di TAF: l’italiana Pamela Noutcho (10-0) difende la cintura IBO dei Pesi Leggeri femminili dalle cattive intenzioni di Jenny Tulcan (14-0). Un match tra imbattute che promette scintille e che potrebbe proiettare Noutcho ancora più in alto, ai vertici assoluti della boxe femminile. Francesco Russo (13-6), picchiatore dal pugno devastante, tanto da aver vinto 11 incontri su 13 per KO incrocerà i guantoni con Simone Brusa .

Proseguendo, spazio al rematch tra Mattia Fraccarolli (6-1) e Alessio Mastronunzio (14-7) nei pesi welter, il quale avrebbe dovuto affrontare Pietro Rossetti per la rivincita del match di dicembre, venuto meno a causa dell’infortunio last minute di quest’ ultimo. In apertura dell’evento Davide Borrelli (3-0) se la vedrà con Luca Khalil (2-1) nei welter, mentre altri incontri sono ancora in fase di definizione.

I biglietti sono disponibili qui:

https://ticket.taftheartofighting.com/it/shop/biglietti-palatiziano

INFORMAZIONI UTILI

Qui sono online più dettagli sull’evento:

https://taftheartofighting.com/pages/landing-event

Contatti

Sito web: https://www.taftheartofighting.com/

Profilo Instagram: https://www.instagram.com/taf

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Canale YouTube:

https://www.youtube.com/channel/UCvaHbFlSTt-theartofighting/-dZJj5A0fy8Q

TAF & DE CAROLIS PROMOTIONS

Sabato 4 luglio – Apertura cancelli h. 17:10, Inizio show h.18 PalaTiziano, Piazza Apollodoro 10 (Roma)

MAIN EVENT. Mauro Forte (22-1, due pareggi) vs. Vincenzo Picardi (12-1) -Titolo EBU Silver, Pesi Gallo

CO-MAIN EVENT. Francesco Faraoni (8-1) vs. Giovanni Rossetti (12-4) -Titolo Italiano, Pesi Medi

Antonio Carlesimo (10-0) vs. Angelo Morejon (10-0) – Titolo Italiano, Pesi Massimi

Pamela Noutcho (10-0) vs. Jenny Tulcan (14-0) – Titolo Mondiale IBO, pesi Leggeri

Francesco Russo (13-6) – vs Simone Brusa Pesi Medi

Alessio Mastronunzio (14-7) vs. Mattia Fraccarolli (6-1) – Pesi Welter

Davide Borrelli (3-0) vs. Luca Khalil (2-1) – Pesi Welter

La Federazione Pugilistica Italiana compie 110 anni: Evento “Roma Boxing Night” sabato 4 Luglio

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Un ritorno nella Capitale esplosivo e in grande stile per le due società organizzatrici che, insieme alla Federazione e ai protagonisti della kermesse, hanno dato l’avvio ad una sfida senza precedenti.

Con il supporto del Ministro per lo Sport e i Giovani e dell’Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, il patrocinio del CONI e partnership di livello, l’evento più atteso dagli appassionati di boxe suonerà il gong sabato 4 luglio sul ring del PalaTiziano di Roma, sotto i riflettori di Mediaset, che segue e valorizza le imprese dei grandi Campioni del Pugilato PRO.

Un evento unico che, grazie alla sinergia tra la Federazione e i promoter Edoardo Germani, Giovanni De Carolis e Rolando Frascaro, con la collaborazione della Promo Boxe italia e della Buccioni Boxing Team, vedrà in scena un titolo mondiale, un EBU Silver (l’ex cintura dell’Unione Europea) e due titoli italiani.

“Ringrazio in primis le istituzioni- dichiara il Presidente FPI Flavio D’Ambrosi – che ci hanno permesso di organizzare un evento incredibile. Quando ci stavamo avvicinando ai 110 anni della Federazione Pugilistica Italiana mi sono chiesto quale evento potesse essere l’ideale per festeggiare questa data importante. Mi sono immaginato un film epico, con protagonisti i nostri pugili, per scrivere un altro pezzo di storia della nostra disciplina, con una location straordinaria. Il 4 luglio si esaudirà tutto questo, in una serata fatta di forza, passione, identità e agonismo. Una kermesse che dimostra come la cooperazione delle componenti di tutto il nostro ecosistema, possa portare alla creazione di grandi eventi di pugilato e oggi, in conferenza, si respira rispetto e grande fair play tra i pugili”

“Sono felicissimo della card che abbiamo messo in piedi insieme alla De Carolis Promotionsottolinea Edoardo Germani (TAF)che dimostra l’ottimo percorso finora realizzato, grazie anche alla collaborazione della Federazione, che sta dimostrando di credere nel pugilato professionistico. Ci rende orgogliosi riempire i palazzetti, riportare la gente agli eventi di pugilato, e quale migliore occasione delle celebrazioni dei 110 anni della Federazione per portare un grande spettacolo al Pala Tiziano, casa della boxe a Roma. Sono convinto che questa cooperazione regalerà tante soddisfazioni a tutti quanti, partendo dal nostro pubblico con l’obiettivo di allargare la nostra platea, cogliendo l’aiuto che i media ci stanno dando, in particolare Mediaset”.

Entusiasta anche Rolando Frascaro (De Carolis Promotion): “Ormai sono quasi tre anni che collaboriamo assieme a TAF, con cui abbiamo organizzato numerosi eventi di ottimo livello. A tal proposito, voglio sottolineare l’aiuto da parte degli altri promoter per creare una card credibile e incredibile. Quindi, mi unisco al discorso del Presidente sull’ecosistema pugilato, dove tutti gli attori devono cooperare per continuare a far crescere questo movimento”.

Castellammare protagonista della ricerca: presentato in Lussemburgo il Digital Twin della mobilità urbana

Castellammare di Stabia si afferma come laboratorio di innovazione tecnologica e città modello nel panorama della ricerca internazionale. Il caso stabiese è stato infatti presentato alla 20th International Conference on Complex, Intelligent and Software Intensive Systems (CISIS 2026), in corso presso la University of Luxembourg, grazie a uno studio che propone un approccio innovativo alla gestione della mobilità urbana attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e dei gemelli digitali.

La ricerca, dal titolo “Mobility Digital Twins over the Cloud–Edge Continuum: The Castellammare di Stabia Case Study”, porta la firma di Manfredi Napolitano, Franca Rocco di Torrepadula, Alessandra Somma, Beniamino Di Martino e Nicola Mazzocca e rappresenta un importante riconoscimento del percorso intrapreso dalla città nel campo della trasformazione digitale.

Un gemello digitale per gestire il traffico cittadino

Il progetto ha consentito di realizzare un Digital Twin, ovvero un gemello digitale dei flussi di traffico cittadini, costruito grazie all’elaborazione dei dati raccolti dalla rete di oltre 200 telecamere installate sul territorio comunale.

Attraverso questa piattaforma è possibile creare una rappresentazione digitale dinamica della mobilità urbana, capace di simulare differenti scenari e di effettuare analisi “what-if”. In questo modo, l’amministrazione può valutare in anticipo gli effetti di nuove politiche, modifiche alla viabilità o interventi infrastrutturali prima della loro concreta realizzazione.

L’obiettivo è fornire strumenti sempre più avanzati per supportare le decisioni pubbliche attraverso l’analisi dei dati e l’intelligenza artificiale, affrontando con un approccio innovativo una delle principali criticità delle città moderne: la gestione della mobilità.

Un progetto nato dalla collaborazione con il mondo della ricerca

L’attività di ricerca sul caso di studio di Castellammare di Stabia è stata promossa dall’assessore alla Smart City e Mobilità sostenibile, Beniamino Di Martino, nell’ambito della collaborazione scientifica e istituzionale avviata con ICSC – Centro Nazionale di Ricerca in High Performance Computing, Big Data e Quantum Computing.

Il progetto nasce dall’accordo quadro sottoscritto tra il Comune e ICSC e coinvolge lo Spoke 9 “Società Digitali e Smart Cities”, coordinato scientificamente dal professor Nicola Mazzocca dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

L’iniziativa è finalizzata allo sviluppo di tecnologie innovative per costruire città sempre più intelligenti, sostenibili e capaci di utilizzare i dati come strumento di conoscenza, pianificazione e governo del territorio.

Di Martino: “Un riconoscimento al percorso di innovazione della città”

Grande soddisfazione è stata espressa dall’assessore Beniamino Di Martino, che sottolinea il valore scientifico e strategico della presentazione internazionale.

“La presentazione del caso di studio di Castellammare di Stabia a CISIS 2026 rappresenta un importante riconoscimento del percorso intrapreso dalla città sul fronte dell’innovazione. Abbiamo promosso questa attività di ricerca perché riteniamo fondamentale dotare la città di strumenti avanzati capaci di leggere i fenomeni urbani e supportare scelte strategiche basate su dati concreti.

Il Digital Twin della mobilità consente di valutare scenari e possibili interventi prima della loro attuazione, offrendo nuove opportunità per una pianificazione più efficace e sostenibile della mobilità urbana attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e dell’analisi avanzata dei dati.

Si tratta di un ulteriore passo nel percorso di trasformazione digitale di Castellammare di Stabia e nella costruzione di un modello di città sempre più orientato all’innovazione, alla sostenibilità e all’utilizzo delle nuove tecnologie al servizio dei cittadini”.

Castellammare guarda al futuro

La presentazione del progetto in uno dei più prestigiosi appuntamenti internazionali dedicati ai sistemi intelligenti e alle tecnologie software conferma come Castellammare di Stabia stia investendo concretamente nella digitalizzazione e nella ricerca applicata.

L’utilizzo dei Digital Twin, dell’intelligenza artificiale e dei Big Data rappresenta oggi una delle frontiere più avanzate della pianificazione urbana e potrebbe consentire, nei prossimi anni, di migliorare la gestione del traffico, ridurre i tempi di percorrenza, ottimizzare i servizi e rendere la città sempre più sostenibile, efficiente e vicina alle esigenze dei cittadini.

Castellammare: Due fotografi stabiesi conquistano Rimini e diventano protagonisti a Ginnastica in Festa

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Da Castellammare di Stabia ai più importanti eventi della ginnastica italiana. C’è anche la firma di due professionisti stabiesi dietro gli scatti che hanno raccontato Ginnastica in Festa, la prestigiosa manifestazione andata in scena alla Fiera di Rimini e capace di richiamare migliaia di atleti provenienti da ogni parte d’Italia.

Protagonisti di questa importante esperienza sono Ivo Raffone e Ciro Serrapica, selezionati da Giacomello Group, azienda considerata un punto di riferimento nazionale nel settore della fotografia sportiva e dei servizi dedicati alle premiazioni, per entrare a far parte del team ufficiale incaricato di documentare uno degli appuntamenti più attesi della stagione.

Un incarico di prestigio

La scelta di affidare ai due fotografi stabiesi un ruolo di primo piano rappresenta un importante riconoscimento professionale, frutto di un percorso costruito negli anni attraverso competenza, esperienza e passione.

Sin dal primo giorno di manifestazione, Raffone e Serrapica hanno ricoperto incarichi di responsabilità, mettendo a disposizione del team tutto il proprio know-how nella gestione dell’imponente macchina organizzativa fotografica.

Ai due professionisti sono state affidate due delle postazioni più strategiche dell’intero impianto fieristico, punti nevralgici dai quali era necessario raccontare le gare con rapidità, precisione e sensibilità artistica. Non solo: hanno anche coordinato parte della squadra di fotografi impegnata a coprire i numerosi campi di gara, garantendo un servizio puntuale e di altissima qualità.

Una vera maratona fotografica

Per tutta la durata dell’evento, il lavoro è stato intenso e senza soste. Dalle 8.30 del mattino fino alle 21 di sera, oltre dodici ore consecutive di attività quotidiana per non perdere neanche un istante delle competizioni.

Ogni esercizio, ogni esultanza, ogni medaglia conquistata è stata raccontata attraverso immagini capaci di cogliere il gesto atletico nel momento perfetto, trasformando migliaia di scatti in un archivio fotografico che restituisce tutta l’intensità, il sacrificio e le emozioni vissute dagli atleti.

Il risultato finale ha contribuito in maniera significativa al successo organizzativo di Ginnastica in Festa, confermando ancora una volta l’importanza della fotografia professionale nella valorizzazione dei grandi eventi sportivi.

Da Rimini nasce una nuova sfida

L’esperienza romagnola non rappresenta soltanto un prestigioso traguardo professionale, ma segna anche l’inizio di un progetto destinato a guardare al futuro.

Dalla collaborazione nata durante la manifestazione prende infatti forma una joint venture tra Giacomello Group, Ivo Raffone e Ciro Serrapica, con l’obiettivo di esportare nel Mezzogiorno il modello organizzativo che ha reso l’azienda un riferimento a livello nazionale.

La partnership punta a rafforzare la presenza del marchio nel Sud Italia, offrendo servizi fotografici altamente specializzati a federazioni sportive, società e organizzatori di grandi eventi, valorizzando al tempo stesso le competenze e le professionalità presenti sul territorio.

Un orgoglio per Castellammare

Per Raffone e Serrapica si tratta dell’ennesima conferma di un percorso professionale costruito sul campo, attraverso anni di lavoro, sacrificio e continua crescita.

Il loro successo rappresenta anche un motivo di orgoglio per Castellammare di Stabia, che vede due suoi professionisti affermarsi in un contesto nazionale di altissimo livello. Un riconoscimento che apre nuove prospettive per il futuro e conferma come talento, preparazione e passione possano trasformarsi in opportunità concrete, portando il nome della città stabiese tra le eccellenze della fotografia sportiva italiana.

Juve Stabia, torna Kevin Piscopo: il jolly offensivo potrebbe diventare un’arma preziosa per De Giorgio

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Il calciomercato della Juve Stabia passa anche dai ben 11 ritorni dal fine prestito. Tra questi c’è Kevin Piscopo che dopo la conclusione dell’esperienza in prestito al Bari, è rientrato ufficialmente a Castellammare di Stabia. Il calciatore ritroverà l’ambiente che conosce bene e che lo ha visto protagonista della storica promozione in Serie B.

Per le Vespe il ritorno del classe 1998 rappresenta un aspetto tutt’altro che secondario nella costruzione della rosa per il campionato 2026/2027. Piscopo, infatti, possiede caratteristiche tecniche e tattiche che potrebbero renderlo una pedina importante nello scacchiere di Pietro De Giorgio, chiamato a plasmare una squadra competitiva e capace di adattarsi ai diversi momenti della stagione.

Un attaccante diventato un autentico jolly

Nel corso della sua carriera, Piscopo ha saputo evolversi sotto il profilo tattico. Nato come attaccante centrale, ha progressivamente ampliato il proprio bagaglio, dimostrando di poter ricoprire diversi ruoli nel reparto offensivo.

Prima punta, seconda punta, esterno d’attacco o uomo di raccordo tra centrocampo e attacco: la sua duttilità rappresenta uno dei principali punti di forza. Una qualità sempre più ricercata nel calcio moderno, dove la capacità di cambiare assetto senza ricorrere a continue sostituzioni può fare la differenza.

Oltre alla versatilità, Piscopo può contare su un buon bagaglio tecnico, dinamismo e grande disponibilità al sacrificio, caratteristiche che gli permettono di essere efficace anche nella fase di non possesso, contribuendo al lavoro collettivo della squadra.

Il ritorno dopo l’esperienza al Bari

L’avventura in prestito con il Bari si è conclusa e ora per Piscopo si apre una nuova opportunità con la maglia gialloblù. La Juve Stabia potrebbe decidere di puntare su di lui dopo l’avallo del nuovo mister Pietro De Giorgio.

Il ritorno a Castellammare arriva in un momento importante della sua carriera. A 28 anni, Piscopo è nel pieno della maturità calcistica e può mettere al servizio della squadra l’esperienza accumulata tra Serie B e Serie C, oltre alla conoscenza di un ambiente nel quale ha già lasciato il segno e che solo una necessità tattica nello scorso campionato lo ha visto partire temporaneamente per il capoluogo pugliese.

Un’arma tattica per De Giorgio?

Uno dei maggiori vantaggi che il ritorno di Piscopo offre alla Juve Stabia riguarda proprio la flessibilità tattica. La possibilità di impiegarlo in più posizioni potrebbe consentire a De Giorgio di modificare l’assetto offensivo durante la partita senza stravolgere gli equilibri della squadra.

Che venga schierato da riferimento offensivo, da seconda punta o da esterno, Piscopo garantisce soluzioni differenti e imprevedibilità negli ultimi metri, qualità fondamentali in un campionato lungo ed equilibrato come la Serie B.

Voglia di riscatto e nuove ambizioni

Il mercato estivo chiarirà se sarà confermato nella rosa per la stagione prossima ed in caso affermativo quale sarà il ruolo che l’allenatore intenderà affidargli all’interno del nuovo progetto tecnico, ma una certezza già c’è: la Juve Stabia ritrova un giocatore motivato, esperto e perfettamente consapevole delle aspettative della piazza.

Per Kevin Piscopo potrebbe trattarsi di una nuova occasione per essere protagonista con la maglia gialloblù. Per le Vespe, invece, il suo ritorno potrebbe trasformarsi in un acquisto “interno” di grande valore, capace di offrire qualità, esperienza e quella duttilità che spesso rappresenta una delle chiavi del successo nel calcio moderno.

Castellammare di Stabia, le spiagge riconquistano metri: Completato il ripascimento della costa stabiese

A Castellammare di Stabia il mare restituisce spazio alla città. Sono stati infatti completati gli interventi di difesa costiera e ripascimento del litorale nel tratto compreso tra il Porto di Marina di Stabia (escluso) e l’area antistante via Tito, nel cuore del centro urbano.

Un’opera imponente, finanziata con circa 4 milioni di euro nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che ha permesso non solo di mettere in sicurezza la costa ma anche di ampliare in modo significativo la superficie dell’arenile, con un incremento che in alcuni punti arriva fino a circa 20 metri di spiaggia in più.

Le aree che nei mesi scorsi erano state interdette per consentire l’esecuzione dei lavori sono oggi nuovamente accessibili e fruibili da cittadini e visitatori, restituendo alla città uno dei tratti di litorale più estesi e strategici della Campania.

L’intervento si inserisce in una più ampia strategia di contrasto al fenomeno dell’erosione costiera e di riqualificazione ambientale, con l’obiettivo di migliorare la qualità del litorale e aumentare gli spazi pubblici a disposizione della collettività.

Un risultato che assume un valore rilevante non solo dal punto di vista tecnico, ma anche urbano e sociale, perché restituisce alla città una spiaggia più ampia, più sicura e più fruibile, rafforzando il legame tra Castellammare e il suo mare.

Soddisfazione anche da parte del sindaco Luigi Vicinanza, che ha sottolineato la portata strategica dell’intervento:

“Si tratta di un intervento strategico per il nostro territorio, che restituisce sicurezza, qualità e fruibilità alla fascia costiera. Grazie alle risorse del PNRR abbiamo realizzato un’opera importante per la comunità. Continuiamo a difendere la scelta di un arenile libero e gratuito, senza concessioni ai privati, perché la spiaggia è un patrimonio pubblico da garantire a tutti i cittadini”.

Con il completamento dei lavori, Castellammare di Stabia si riappropria dunque di un pezzo importante della propria costa, puntando su una visione di lungo periodo che mette al centro tutela ambientale, accessibilità e valorizzazione del territorio.

Juve Stabia, Rizza: il ricordo non risente del tempo, l’abbraccio del Circolo Velico Stabia alla famiglia

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In occasione del sesto Memorial dedicato a Giuseppe Rizza, in programma nella sua Noto il 6 luglio 2026, il Circolo Velico Stabia ha voluto rinnovare il proprio affetto e la propria vicinanza alla famiglia dell’indimenticato calciatore, che ha vestito con orgoglio, passione e senso di appartenenza la maglia della Juve Stabia.

Un momento di grande emozione e raccoglimento, nel quale il ricordo dell’ex difensore continua a essere vivo non solo tra gli appassionati di calcio, ma nell’intera comunità stabiese. Giuseppe Rizza rappresenta ancora oggi un esempio di lealtà, sacrificio e umanità, valori che il tempo non ha mai cancellato. Per tanti resta un “angelo del cielo”, capace di ispirare ancora chi lo ha conosciuto e chi continua a custodirne la memoria.

In occasione del memorial, il mondo dello sport stabiese si stringerà simbolicamente attorno alla famiglia Rizza attraverso le parole dei rappresentanti del Circolo Velico Stabia.

Il presidente del Circolo, Giuseppe Esposito, ha sottolineato il valore del ricordo:

“Ricordare Giuseppe Rizza non è solo un dovere morale, ma un atto di profondo rispetto verso un ragazzo che ha saputo onorare la maglia della Juve Stabia con fierezza. La sua dedizione e il suo esempio restano vivi nella nostra comunità. In questo sesto memorial, il nostro Circolo si unisce al cordoglio e al ricordo collettivo, confermando la propria vicinanza incondizionata alla sua famiglia.”

Parole cariche di significato anche quelle del Direttore Tecnico Vincenzo Verde, che ha voluto evidenziare soprattutto le qualità umane dell’ex calciatore:

“Nel mondo dello sport, la tecnica e il talento sono fondamentali, ma è l’umanità a definire il vero campione. Giuseppe Rizza ha lasciato un segno indelebile per la sua integrità e per la passione che metteva in campo. Siamo orgogliosi che il suo nome sia legato alla storia sportiva della nostra terra e ci uniamo con commozione al ricordo di un atleta straordinario.”

Particolarmente toccante il messaggio del Responsabile della Comunicazione del Circolo Velico Stabia, Gianluca Apicella, che ha voluto rivolgere un pensiero personale alla famiglia:

“Per me, Giuseppe non è solo il calciatore che abbiamo applaudito, ma un legame umano che va ben oltre il rettangolo di gioco. Portarlo nel cuore è naturale, perché Giuseppe era ed è luce. In questo giorno di memoria, voglio inviare un abbraccio personale, fortissimo e sincero, alla sua famiglia e, in modo particolare, a sua sorella Veronica. Siete un esempio di forza e il mio pensiero è costantemente rivolto a voi. Giuseppe resterà sempre parte della nostra famiglia.”

Attraverso queste testimonianze, il Circolo Velico Stabia ribadisce il proprio ruolo di punto di riferimento non solo per lo sport, ma anche per i valori della memoria, della solidarietà e dell’appartenenza. Celebrare Giuseppe Rizza significa infatti ricordare un ragazzo che, con il suo impegno dentro e fuori dal campo, ha lasciato un’impronta indelebile nella storia della Juve Stabia e nel cuore di un’intera comunità.

Il sesto Memorial di Noto rappresenterà ancora una volta un’occasione per trasformare il dolore in memoria condivisa e per far sì che il sorriso, l’umiltà e i valori di Giuseppe continuino a vivere attraverso il ricordo di chi non ha mai smesso di volergli bene.

Juve Stabia, si chiude un ciclo: salutano Raffaele La Penna e lo staff tecnico di fiducia di Mister Abate

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La Juve Stabia continua a ridisegnare il proprio organigramma tecnico in vista della stagione 2026-2027. Dopo i cambiamenti che hanno interessato la guida tecnica, il club gialloblù ha ufficializzato la conclusione di diversi rapporti di collaborazione, salutando alcuni dei protagonisti del recente percorso sportivo delle Vespe.

Con una nota ufficiale, la società di via Cosenza ha comunicato che martedì 30 giugno 2026 si è concluso il rapporto contrattuale con il preparatore atletico Raffaele La Penna e con il suo vice, Francesco Di Capua, responsabile del recupero degli infortuni. Si chiude così un’avventura durata tre stagioni, durante le quali lo staff ha contribuito a uno dei periodi più importanti della storia recente del club.

Il lavoro svolto da La Penna e dal suo gruppo è stato determinante nel percorso che ha portato la Juve Stabia alla conquista del campionato di Serie C Girone C nella stagione 2023-2024, con il conseguente ritorno in Serie B. Un ciclo impreziosito anche da due partecipazioni consecutive ai playoff per la promozione in Serie A, entrambe concluse con il prestigioso traguardo delle semifinali, a testimonianza della crescita tecnica e atletica della squadra.

Contestualmente, la società ha reso nota anche la risoluzione consensuale dei contratti con i collaboratori che hanno fatto parte dello staff di Ignazio Abate nella stagione 2025-2026. Lasciano il club il vice allenatore Cesare Beggi, il collaboratore tecnico Davide Farina, il preparatore atletico Alessandro Micheli e il match analyst Dario Cucinotta.

Si tratta di un passaggio naturale all’interno del processo di riorganizzazione avviato dalla società in vista del nuovo campionato, che vedrà la Juve Stabia ripartire con un nuovo progetto tecnico e uno staff profondamente rinnovato.

Nel comunicato, il club ha voluto rivolgere un sentito ringraziamento a tutti i professionisti che lasciano Castellammare di Stabia, sottolineandone la professionalità, l’impegno e la dedizione dimostrati durante il periodo trascorso in gialloblù.

La società ha infine augurato a Raffaele La Penna, Francesco Di Capua, Cesare Beggi, Davide Farina, Alessandro Micheli e Dario Cucinotta le migliori fortune, sia dal punto di vista professionale che personale.

Con questi saluti si chiude definitivamente un ciclo che ha regalato alla Juve Stabia risultati storici, dalla straordinaria promozione in Serie B fino alle due esaltanti cavalcate nei playoff per la Serie A. Adesso il club guarda avanti, pronto a scrivere un nuovo capitolo della propria storia con uomini nuovi ma con la stessa ambizione che ha caratterizzato le ultime stagioni.

Juve Stabia, dalla prima Serie B a oggi: Piero Braglia resta il re delle panchine gialloblù

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La storia della Juve Stabia in Serie B è fatta di imprese memorabili, delusioni cocenti e ripartenze. Un percorso che attraversa epoche diverse e che ha visto alternarsi sulla panchina gialloblù allenatori capaci di lasciare un segno indelebile, ognuno con il proprio stile e la propria eredità. Alcuni sono rimasti soltanto una parentesi, altri sono entrati per sempre nella storia del club. Tra tutti, però, c’è un nome che continua a rappresentare il punto di riferimento assoluto per il popolo stabiese: Piero Braglia.

Il primo capitolo della Juve Stabia in cadetteria si apre nella stagione 1951-1952. A guidare le Vespe nella storica prima partecipazione al campionato di Serie B fu Arnaldo Sentimenti, figura prestigiosa del calcio italiano. L’impatto con la categoria, tuttavia, si rivelò particolarmente difficile. I risultati non arrivarono e la società tentò di cambiare rotta affidandosi al tecnico ungherese Arpád Hajós, ma nemmeno questo cambio riuscì a evitare un epilogo amaro. Quella prima esperienza si concluse con la retrocessione, aprendo un lunghissimo periodo di assenza dalla seconda serie nazionale.

Bisognerà attendere quasi sessant’anni prima di rivedere la Juve Stabia tra i cadetti. Il ritorno, conquistato nel 2011, rappresenta uno dei momenti più emozionanti della storia del club e porta inevitabilmente la firma di Piero Braglia. L’allenatore toscano non fu soltanto il condottiero della promozione, ma riuscì a costruire una squadra competitiva e a regalarle tre stagioni consecutive in Serie B, un traguardo mai raggiunto prima dalle Vespe.

Con Braglia la Juve Stabia toccò il punto più alto della propria storia recente. Il suo calcio, il carattere trasmesso alla squadra e la capacità di valorizzare ogni elemento del gruppo conquistarono definitivamente il cuore dei tifosi. Anche il finale della terza stagione, culminato con la retrocessione e con il tentativo della società di affidare la squadra a Fulvio Pea nelle ultime giornate, non ha minimamente scalfito il legame tra il tecnico di Grosseto e Castellammare. Ancora oggi Braglia rappresenta il simbolo della migliore Juve Stabia vista in Serie B.

Diversa, ma altrettanto intensa, è la storia vissuta con Fabio Caserta. Dopo aver riportato le Vespe in cadetteria nel 2019, l’ex centrocampista si trovò a guidare una stagione destinata a rimanere tra le più particolari di sempre. L’inizio complicato sembrava condannare la squadra, ma una straordinaria rimonta riaccese le speranze di salvezza, prima dell’improvviso stop imposto dalla pandemia di Covid-19.

Alla ripresa del campionato, però, qualcosa si spezzò. Nonostante la piena fiducia della società nei confronti di Caserta, la Juve Stabia non riuscì a ritrovare brillantezza e concluse la stagione con una retrocessione tanto dolorosa quanto inattesa. Una beffa che ancora oggi viene ricordata come una delle pagine più amare della storia recente del club.

Negli ultimi anni la panchina gialloblù ha visto protagonisti prima Guido Pagliuca, artefice di un nuovo ciclo entusiasmante culminato con risultati che hanno riacceso l’entusiasmo della piazza, e successivamente Ignazio Abate, chiamato a raccogliere un’eredità importante e a proseguire il percorso di crescita della società nel campionato cadetto.

La storia, però, spesso sceglie i suoi protagonisti. E quella della Juve Stabia in Serie B sembra averne individuato uno più di tutti. Tra i tanti allenatori che hanno guidato le Vespe, il cuore dei tifosi continua a battere quando viene pronunciato il nome di Piero Braglia. In un calcio moderno dove le panchine cambiano rapidamente e i progetti durano sempre meno, il tecnico toscano resta il simbolo di un’epoca irripetibile, l’uomo che più di ogni altro ha saputo incarnare il carattere, l’orgoglio e lo spirito combattivo di Castellammare di Stabia.

Per questo, a distanza di anni, il suo nome continua a occupare un posto speciale nella memoria collettiva della tifoseria gialloblù. Per i risultati ottenuti, per il rapporto costruito con la città e per le emozioni regalate, Piero Braglia resta ancora oggi la vera leggenda della Juve Stabia in Serie B.

“Qui per raccogliere le vostre lacrime”, il Papa nella Terra dei Fuochi

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 “Sono venuto anzitutto a raccogliere le lacrime di chi ha perso persone care, uccise dall’inquinamento ambientale procurato da persone e organizzazioni senza scrupoli, che per troppo tempo hanno potuto agire impunemente”. Il Papa, nella cattedrale di Acerra, spiega le ragioni della sua visita nella Terra dei Fuochi. Si tratta della prima volta di un pontefice, accolto da 15mila fedeli, nelle zone martoriate da roghi, veleni e inquinamento.

“Sono qui, – dice – però anche per ringraziare chi ha risposto al male col bene, specialmente una Chiesa che ha saputo osare la denuncia e la profezia, per radunare il popolo nella speranza. Così, sapendo di visitarvi alla vigilia di Pentecoste, ho cercato nelle Sacre Scritture una pagina che potesse interpretare e ispirare il vostro cammino. L’ho trovata in una grandiosa visione del profeta Ezechiele, portato dal Signore a fare un’esperienza che per il popolo in esilio dovrà diventare un forte messaggio di risurrezione”.

“Ringrazio il Signore di potervi incontrare, ritornando in Campania pochi giorni dopo la mia visita al Santuario di Pompei e alla città di Napoli. Sapete che già Papa Francesco avrebbe desiderato venire qui, in quella che ha tristemente preso il nome di “Terra dei fuochi”, ma non gli fu possibile. Oggi vogliamo realizzare il suo desiderio, riconoscendo il grande dono che l’Enciclica Laudato si’ ha rappresentato per la missione della Chiesa in questa terra”, le parole del Santo Padre ricordando il predecessere che non potè partire a causa della pandemia.

“Se oggi ci incontriamo, è per rispondere a questa Parola. E rispondiamo così: Signore, la morte sembra essere dappertutto, l’ingiustizia sembra avere vinto, la criminalità, la corruzione, l’indifferenza uccidono ancora, il bene sembra restare inaridito”. Leone incoraggia la popolazione: “Però, se tu ci interroghi, Potranno queste ossa rivivere?”, noi crediamo e diciamo: “Signore Dio, tu lo sai!. Tu sai che possiamo rialzarci, perché tu stesso ci prendi per mano. Tu sai che il nostro deserto può fiorire. Tu sai cambiare il lutto in gioia. Sorelle e fratelli, tutto questo è molto concreto: è una promessa che già diventa realtà”.

Prevost cita ancora il predecessore: “Papa Francesco, nell’Enciclica Laudato si’, pur denunciando un paradigma di morte, ha chiaramente annunciato il silenzioso irrompere della vita nuova. Dopo avere elencato realtà in cui le persone già ripartono insieme e danno nuova forma alla giustizia sociale e ambientale, scrive: ‘L’autentica umanità, che invita a una nuova sintesi, sembra abitare in mezzo alla civiltà tecnologica, quasi impercettibilmente . Sarà una promessa permanente, nonostante tutto, che sboccia come un’ostinata resistenza di ciò che è autentico?’ Carissimi, siate testimoni di questa “ostinata resistenza” che diventa rinascita, là dove il Vangelo illumina e trasforma la vita. Questo ci ha insegnato il Concilio Vaticano II, in particolare con la Costituzione Gaudium et spes.

“Il Signore ci fa domande nuove su come si vive nei nostri quartieri, sulla disponibilità a lavorare insieme fra persone e istituzioni, sulla nostra passione educativa, sull’onestà nel lavoro, sull’equa distribuzione del potere e delle ricchezze, sul rispetto per le persone e per tutte le creature. Potranno queste terre rivivere? Siate voi stessi la risposta: una comunità unita, nelle fede e nell’impegno. La vita allora si moltiplicherà”, il mandato del Pontefice.

“Il grido della creazione e dei poveri tra voi è stato avvertito più drammaticamente, a causa di un concentrato mortale di oscuri interessi e indifferenza al bene comune, che ha avvelenato l’ambiente naturale e sociale”, il grido di Papa Leone nel suo primo discorso. “ È un grido che chiede conversione!”, dice.

E ancora: “Anche questa terra anticamente era chiamata Campania felix, perché capace di incantare per la sua fecondità, i suoi prodotti e la sua cultura, come un inno alla vita. Eppure, ecco la morte, della terra e degli uomini”, denuncia. “Possiamo immedesimarci nello sconcerto del profeta davanti a quella distesa di ossa inaridite. Soffriamo per la devastazione che ha compromesso un meraviglioso ecosistema, luoghi, storie e memorie”, dice Leone scuotendo le coscienze: “Di fronte a questa realtà ci possono essere due atteggiamenti: l’indifferenza o la responsabilità. Voi avete scelto la responsabilità e, con l’aiuto di Dio, avete iniziato un cammino di impegno e di ricerca della giustizia”.

“Occorre fidarsi ancora – dice Leone -, ascoltare ancora, credere ancora. Le scelte che avete fatto, il cammino ecclesiale che avete percorso, le piccole e grandi ripartenze con cui avete affrontato il dolore non sono ancora tutto. Se ci si ferma, si torna indietro”. Per il Papa “va scardinata una cultura del privilegio, della prepotenza, del non rendere conto, che troppo male ha fatto a questa terra, come a molte altre regioni dell’Italia e del mondo”.

“Soffi lo Spirito dai quattro venti e ispiri forme nuove di annuncio, di cooperazione, di rigenerazione ambientale e sociale. Esiste infatti una spiritualità dei luoghi, ma che deve tutto alla spiritualità delle persone. Il cambiamento del mondo, infatti, inizia sempre dal cuore”, ha ricordato Leone.

Lo Spirito Santo vi conceda di vedere un ‘esercito’ di pace che si alza in piedi e guarisce le ferite di questa terra e delle sue comunità. Non più fuoco che distrugge, ma fuoco che ravviva e riscalda, il fuoco dello Spirito che accende i cuori e le menti di migliaia e migliaia di uomini e donne, di bambini e di anziani e ispira cura, consolazione, attenzione, amore vero”, continua. “In particolare voi, famiglie che la morte ha colpito, generate vita nuova trasmettendo a figli e figlie, a nipoti e vicini quel senso di responsabilità che troppe volte sin qui è mancato. Lasciate morire il risentimento, praticate per primi la giustizia che chiedete, testimoniate la vita, educate alla cura”, il monito.

L’incontro con le famiglie: “Non abbandonarci”

Momento toccante e intenso in cattedrale ad Acerra in occasione dell’incontro tra il Papa e i famigliari di tante persone – tra loro molti bambini – morti a causa dell’inquinamento ambientale. Tra loro c’è chi gli consegna una lettera come ha fatto nei giorni scorsi Marzia Caccioppoli, fondatrice dell’Associazione ‘Noi genitori di tutti’: “Gli chiederemo di non abbandonarci e di ammonire le istituzioni. Dopo quattordici anni di denunce, nulla si è mosso”, aveva spiegato la donna alla vigilia dell’arrivo di Leone.

Lo sversamento dei rifiuti industriali smaltiti illegalmente da organizzazioni criminali sono la quotidianità. I rifiuti vengono incendiati dando luogo ai roghi tossici, in altri casi vengono intombati nel sottosuolo contaminando terreni agricoli e falde acquifere. Marzia ha perso il suo unico figlio a causa dell’inquinamento e dei veleni presenti nella Terra dei Fuochi. “Avevo solo un figlio – ha detto – non temo più nulla. Gli ultimi accadimenti nella Terra dei Fuochi sono di ieri con nuovi sversamenti di rifiuti. Io dirò al Papa di non abbandonarci e di lanciare appelli alle istituzioni. Tanti bambini continuano a morire, non si può fare finta di nulla”.

Dieci proposte di interventi ambientali per Acerra: è il documento che i famigliari delle vittime hanno consegnato a papa Leone XIV. “Chiediamo un patto intergenerazionale, una forma di risarcimento ambientale che ci apra la strada ad un futuro migliore. Vogliamo che dalle debolezze del nostro territorio scaturisca una nuova possibilità da costruire assieme e che le ricchezze che abbiamo siano invece tutelate e valorizzate. Santo Padre, vogliamo in sostanza e semplicemente, vivere e vivere bene, tendere alla felicità”, si legge nella lettera aperta.

“Dica di agire, presto ed in maniera concreta ed incisiva. Questa terra non può più aspettare, abbiamo bisogno di coraggio, quello stesso coraggio che in passato è mancato o che si è trasformato in connivenza e crimine. Dica che non vogliamo più essere la Terra dei fuochi, ma dica che solo interventi immediati e strutturali potranno trasformarci in Terra delle possibilità”, chiedono al Pontefice i cittadini di Acerra.

Troppi sono i figli di questa terra che si ammalano e troppe volte non ce la fanno – denunciano – vengono rilevati ogni anno sforamenti da polveri sottili oltre ogni limite consentito dalla Legge; recenti studi hanno evidenziato presenza in falda di sostanze ritenute altamente pericolose. Santo Padre, tuttavia noi non perdiamo la speranza ed ogni giorno c’è chi continua a lottare per consegnare un domani migliore alla futura umanità. La strada è difficile e troppe volte chi dovrebbe ascoltare il grido di dolore della nostra Terra, si volta dall’altra parte. Non vogliamo e non possiamo rassegnarci, lo dobbiamo a chi si ammala e a chi non c’è più, lo dobbiamo a noi stessi, ai nostri figli ed alle generazioni che verranno”.

Incontro con sindaci e cittadini: “Malaffare e indifferenza hanno lasciato spazio ai crimini”

Il Papa ha poi denunciato il “malaffare” e “l’indifferenza”. Parlando ai sindaci dei novanta comuni e alla cittadinanza in piazza Calipari, Leone ha detto: “Poco fa, nel Duomo, ho incontrato alcuni familiari delle vittime dell’inquinamento che, negli ultimi decenni, ha reso tristemente nota quest’area come “Terra dei fuochi”: un’espressione che non fa giustizia al bene che c’è e che resiste, ma che ha certamente facilitato una presa di coscienza diffusa della gravità del malaffare e dell’indifferenza che ha lasciato spazio ai crimini”.

“Ho desiderato ringraziare vescovi, preti, diaconi, religiose, religiosi e laici che hanno accolto prontamente il messaggio dell’Enciclica Laudato si’ e il costante invito di Papa Francesco a essere Chiesa in uscita, missionaria, sinodale. Camminare insieme, vincere l’autoreferenzialità, osare la profezia nonostante le resistenze e le minacce è ciò che il Signore ci chiede e il suo Spirito ispira”, ha spiegato Leone.

“Sono contento di trascorrere fra voi questo sabato mattina, per visitare nuovamente una regione di cui nessuna ingiustizia può cancellare la bellezza. Nella vita comprendiamo che più una bellezza è fragile, più chiede cura e responsabilità”, le parole del Pontefice. “Questo, carissimi, è il senso principale della mia presenza oggi ad Acerra – ha spiegato -. Confermare e incoraggiare quel sussulto di dignità e responsabilità che ogni cuore onesto avverte quando la vita germoglia e subito è minacciata dalla morte. Chi ha il dono della fede comprenderà che tale sussulto viene da Dio creatore, che in ogni uomo e in ogni donna cerca cooperatori ai suoi progetti di vita”.

“In questo territorio, la vita c’è e contrasta la morte, la giustizia esiste e si affermerà. Occorre, certo, scegliere la vita e liberarsi dai legami di morte”, ha continuato, invitando a non cedere a rassegnazione e a non fare lo scaricabarile. “C’è sempre una sottile convenienza nella rassegnazione, nei compromessi, nel rimandare le decisioni necessarie e coraggiose. Il fatalismo, il lamento, lo scaricare la colpa sugli altri – avverte tra gli applausi – sono il terreno di coltura dell’illegalità e un principio di desertificazione delle coscienze. Per questo vorrei dire a tutti voi: assumiamoci ognuno le proprie responsabilità, scegliamo la giustizia, serviamo la vita! Il bene comune viene prima degli affari di pochi, degli interessi di parte, piccoli o grandi che siano”.

“Questa terra ha pagato un tributo alto, ha sepolto tanti suoi figli, ha assistito alla sofferenza di bambini e innocenti. Il valore e il peso di quel dolore impongono di provare insieme a essere testimoni di un nuovo patto”, ha spiegato indicando la strada per la rinascita. “Siete in cammino verso il tempo della rinascita, che non è tempo di rimozione, ma di azione etica e di memoria operosa. È il momento di uno sguardo contemplativo, quello cui l’Enciclica Laudato si’ ha richiamato tutti gli esseri umani, ciascuno a partire dalle sue responsabilità”.

Papa Prevost ha poi citato l’enciclica sociale del predecessore: “‘La cultura ecologica non si può ridurre a una serie di risposte urgenti e parziali ai problemi che si presentano riguardo al degrado ambientale, all’esaurimento delle riserve naturali e all’inquinamento. Dovrebbe essere uno sguardo diverso, un pensiero, una politica, un programma educativo, uno stile di vita e una spiritualità che diano forma a una resistenza di fronte all’avanzare del paradigma tecnocratico’”. Da qui il monito: “Sorelle, fratelli, quel paradigma si presenta ancora oggi come vincente: è all’origine del moltiplicarsi dei conflitti, dietro ai quali c’è la corsa all’accaparramento delle risorse; lo vediamo resistere ogni volta che chi ha responsabilità politiche e istituzionali è troppo debole verso chi è forte; lo ritroviamo attivo in uno sviluppo tecnologico che mira ai vertiginosi profitti di pochi ed è cieco davanti alle persone, al loro lavoro e al loro futuro. Per questo, se siamo chiamati a cambiare, è a partire dal nostro sguardo”.

Ritorno in Vaticano in elicottero

Il Papa si è poi congedato da Acerra. Arrivato al Campo Arcoleo in auto scoperta, Leone, prima di salire sull’elicottero che lo riporterà Vaticano, ha salutato le autorità locali, il sottosegretario alla presa del Consiglio, Alfredo Mantovano. In elicottero è stata portata anche una pizza margherita e un vassoio di sfogliatelle. (dall’inviata Elena Davolio)

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Fonte AdnKronos