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Valentino Acampora in esclusiva ai microfoni di Carlo Ametrano

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L’intervista esclusiva di Carlo Ametrano al Presidente della Scuderia Vesuvio Valentino Acampora

Valentino Acampora in esclusiva ai microfoni di Carlo Ametrano

Super scoop di Carlo Ametrano che, nella giornata di oggi, ha intervistato Valentino Acampora, presidente della Scuderia Vesuvio e dirigente Federale dell’Aci Sport. Carlo, in questa intervista esclusiva, insieme ad Acampora ha fatto il punto sui vari impegni avuti durante questi mesi dal presidente della Scuderia Vesuvio.

Ci si è soffermati sul “Sessantesimo anniversario del Casco Azzurro”. “E’ stata un’esperienza bellissima – ha affermato Acampora – riportare i motori in una città come Napoli è incredibile. I meriti vanno all’associazione Casco Azzurro, di cui mi onoro di farne parte“.

Non è però finita qui, tanti sono i progetti futuri infatti di Valentino: “Vorrei tanto poter riportare il motorismo a Napoli, sempre di più. Non dimentichiamoci che anni fa la Formula Uno correva proprio nel capoluogo campano. Ci stiamo lavorando: abbiamo davvero tanti bei progetti in ballo“.

Così come tanti sono gli obiettivi che Valentino si è prefissato con la sua scuderia Vesuvio: “Come ogni anno – ha ammesso Acampora – ci rimbocchiamo le maniche e partiamo subito con i motori accesi. Abbiamo già disputato lo slalom della Coppa Primavera, organizzata dall’Aci Salerno. E’ stata davvero una bellissima edizione. Girare per la costiera è davvero stupendo“.

Con un grande esperto di motori, non poteva mancare il capitolo Formula Uno. Ricordando, o forse dimenticando, Monaco in cui abbiamo assistito a un brutto errore in casa Ferrari. “C’è stato un disastro al muretto box. Non voglio dare le colpe, però è chiaro che siano state commesse sensazioni che alle fine si sono rilevati sbagliate e cruciali per la gara di Leclerc. La Ferrari aveva un bel primo e secondo posto da portare a casa nel weekend di Monaco”.

Non è mancata l’analisi anche della stagione della Mercedes: Hamilton è in difficoltà?

Per ascoltare la risposta, e l’intervista completa, a Valentino Acampora, clicca sul link che segue: https://fb.watch/dooGpMOIDL/

SSC Napoli, nuova offerta di contratto per Fabian Ruiz

 

Il Napoli oltre a pensare ai possibili acquisti, sta anche lavorando sul rinnovo di vari calciatori come quello dello spagnolo Fabian Ruiz.

Fabian Ruiz, centrocampista spagnolo, ha il contratto in scadenza con il Napoli a giugno 2023 ma non ha ancora trovato l’accordo con la società.

L’edizione odierna del “Corriere dello Sport” scrive in merito a una nuova offerta avanzata da De Laurentiis per lo spagnolo, il quale non sembra essere d’accordo con il patron azzurro.

Sono tanti i club interessati a Fabian Ruiz, tra cui il Real Madrid di Carlo Ancelotti.

 

Nuova offerta del Napoli per il rinnovo di Fabian Ruiz, i dettagli

La storia è semplice: il contratto di Fabian Ruiz scadrà nel 2023 e a gennaio potrebbe già liberarsi a zero.

Così il club azzurro ha prospettato un prolungamento fino al 2024 con ritocco d’ingaggio e inserimento di una clausola rescissoria che si aggira sui 30 milioni di euro (proprio la stessa cifra con cui il Napoli ha acquistato Fabian Ruiz dal Real Betis nel 2018).

Il presidente ha aggiunto che la controparte ha chiesto una quindicina di giorni di tempo per riflettere e rispondere, un termine non ancora scaduto e anzi in piedi fino alla prossima settimana, ma a quanto pare c’è distanza sia sulle cifre sia sulla clausola.

Nel caso lo spagnolo lasciasse Napoli in questa sessione di mercato, la società azzurra ha già individuato il possibile sostituto.

Si dice che il possibile erede di Fabian Ruiz sia Barak (centrocampista del Verona).

 

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Simone Improta/Redazione Sportiva

 

 

 

Sorelle sfregiate con l’acido a Napoli. Insulti su TikTok dalla cugina

Sorelle sfregiate con l’acido a Napoli . Prima del raid con l’acido contro due sorelle a Napoli la zia, poi fermata, aveva pubblicato su TikTok sfottò, insulti e anche qualche minaccia non troppo velata.

Sorelle sfregiate con l’acido a Napoli, la zia 22enne finisce in carcere ma nega: “Si sono ferite da sole”

La zia 22enne ha però negato ogni responsabilità sul lancio dell’acido contro le due sorelle di Napoli:

«Non sono stata io, non avevo io tra le mani la bottiglietta contenente la sostanza che ha ferito le due ragazze. Anzi, la bottiglietta in mano ce l’avevano loro»,

ha ripetuto l’altra sera la donna fermata dalla Procura con accuse gravissime per il raid al corso Amedeo di Savoia, nella notte tra domenica e lunedì scorsi.

Una difesa che non ha convinto investigatori e inquirenti. Come riporta l’odierna edizione de Il Mattino, al termine dell’interrogatorio per la ventenne indagata si sono aperte le porte del carcere di Pozzuoli.

Nemmeno mentre le veniva comunicata la decisione dei pm la 22enne ha ceduto alle emozioni. Ed anzi, quasi in segno di sfida verso magistrati e poliziotti, ha esclamato:

«Adesso fate quello che dovete fare: fate bene le indagini».

Gli insulti su TikTok prima del raid con l’acido contro le due sorelle

I video, che Fanpage.it ha potuto visionare, sono stati pubblicati su un profilo riconducibile al padre della ragazza fermata .

Alcuni di questi sono stati già acquisiti dalla Squadra Mobile di Napoli e potrebbero rivelarsi molto preziosi per ricostruire i contorni della vicenda, quei «contrasti familiari» che, secondo quanto emerso fino ad ora, sarebbero alla base dell’aggressione avvenuta nella notte tra domenica e lunedì.

Si tratta di filmati piuttosto espliciti e dal contenuto volgare; in molti compaiono la ragazza fermata e il padre, a volte anche la madre.

Non vengono fatti nomi, ma i riferimenti sembrano indirizzati alle due sorelle e alla loro famiglia: si cita «sopra ai cagnazzi», che corrisponde a vicoletto dei Cinesi, ovvero la zona dove abitano le due vittime, e il mestiere del padre, che fa l’idraulico.

Le accuse sono rivolte sia alle ragazze sia alla madre, e di riflesso al padre.

Martedì la zia delle ragazze, irreperibile subito dopo il raid, si è presentata in Questura per rilasciare dichiarazioni spontanee; dopo ore di interrogatorio, in presenza del suo avvocato, ha ammesso di aver preso parte al raid.

Si tratta della sorella della madre, è praticamente coetanea delle vittime: non ha ancora compiuto 20 anni, mentre le nipoti hanno 23 e 17 anni.

La giovane ha parlato di dissidi familiari e ha rilasciato una versione che, però, per gli inquirenti non collima del tutto con quanto ricostruito dagli investigatori.

L’aggressione è avvenuta lungo il corso Amedeo di Savoia intorno all’una del mat-tino di lunedì; le sorelle, probabilmente pedinate, sono state accerchiate da tre scooter con in sella sei persone.

L’obiettivo del raid sarebbe stata la minorenne, che ha riportato le ferite più gravi, soprattutto sul viso e alle gambe; la sorella di 23 anni, anche lei colpita dal liquido corrosivo, ha riportato ustioni più lievi ma che hanno interessato anche il volto.

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Sorelle sfregiate con l’acido a Napoli. Insulti su TikTok dalla cugina / Cristina Adriana Botis / Redazione Campania

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Madonna di Pozzano; domenica 3 luglio la celebrazione

Prevista per il 3 di luglio la celebrazione della Madonna di Pozzano con il solito appuntamento con la serenata nella suggestiva basilica

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Bimbo guida motoscafo a Pozzano, la Capitaneria apre un’inchiesta

La Guardia Costiera di Castellammare di Stabia ha acquisito il video del bambino che guida il motoscafo nel Golfo di Napoli, avviata indagine.

2 sorelle ferite con l’acido ieri sera a Napoli. A colpirle 3 coppiette

2 sorelle, di 24 e 17 anni, sono state ferite con dell’acido ieri sera a Napoli. Visitate nel centro grandi ustioni dell’ospedale Cardarelli di Napoli e poi dimesse.

Zucchine al forno: un contorno goloso e croccante

Le zucchine al forno sono un contorno gustoso e versatile, perfetto per la tavola estiva da abbinare a qualunque secondo di carne, pesce o anche ad una pizza.

Facili e veloci, conquisteranno grandi e piccini.

Zucchine al forno: un contorno goloso e croccante

OCCORRENTE
(per 4 persone)

  • Zucchine 800 gr
  • Aglio 1 spicchio
  • Erbe aromatiche (a piacere) q.b.
  • Fette di pane 2
  • Olio extravergine di oliva q.b.
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.

Preparazione delle zucchineCome preparare le zucchine al forno

  1. Lava con cura le zucchine.
  2. Asciugale con un canovaccio pulito.
  3. Spunta le zucchine eliminando le estremità.
  4. Dividile a metà.
  5. Tagliale a fette spesse circa 1 cm.
  6. Riducile a tocchetti lunghi circa 5 cm.
  7. Spezza il pane e raccoglilo in un mixer da cucina; aggiungi l’aglio e le erbette aromatiche, quindi frulla per bene.
  8. Trasferisci le zucchine in una ciotola, aggiungi il trito di pane e mescola accuratamente.
  9. Disponi le zucchine in una teglia, ricoperta di carta forno.
  10. Aggiungi un filo di olio.
  11. Profuma con una macinata di pepe. Non aggiungere sale.
  12. Inforna a 200 °C e fai cuocere per circa 30 minuti, avendo l’accortezza di mescolarle un paio di volte durante la cottura.
  13. Quando saranno dorate e croccanti, sforna le zucchine. Condiscile con un pizzico di sale che NON va mai messo prima.
  14. Porta in tavola e servi ben calde.

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Zucchine al forno: un contorno goloso e croccante / Cristina Adriana Botis / Redazione

Alcune altre ricette con le zucchine presenti nei nostri archivi:

Bucatini con zucchine, pesto di menta e avocado

Arriva l’estate e quindi largo a ricette che richiamano freschezza come, ad esempio: i Bucatini con zucchine, pesto di menta e avocado.

Torta di pasta fillo* con zucchine, prosciutto crudo, pomodori secchi e feta

Come fare una torta salata gustosa e croccante? Utilizzate la pasta fillo! Ecco la nostra fantastica idea: una ricetta facilissima che tutti possono preparare a casa.

Lasagne con gamberi e zucchine: ottimo primo piatto morbido e cremoso

Le Lasagne con gamberi e zucchine sono un succulento primo piatto morbido e cremoso a base di prodotti di mare e monti, uniti insieme in un mix sopraffino.

Pasta con ricotta e zucchine: un primo piatto rustico e cremoso

La pasta con ricotta e zucchine è un primo piatto rustico e cremoso tipico della cucina vegetariana ottimo per tutti i gusti.

Parmigiana di Zucchine (‘A Parmigian ‘e Cuccuzzielli): una vera delizia

La Parmigiana che sia di melanzane o sia di zucchine (anzi, per dirlo alla napoletana, di “Mulignana “ o di “Cucuzziello”) è un piatto che fa parte dell’olimpo delle ricette tradizionali per cui ognuno ha la sua.

La Parmigiana Bianca (o Rossa), di zucchine crude (o cotte)

La Parmigiana Bianca (o Rossa), di zucchine crude (o cotte) è un piatto ideale da servire come secondo ma anche come piatto unico o contorno, da servire sia tiepida che fredda.

Pasta con Zucchine e Pancetta: un primo perfetto per un pranzo in famiglia

La Pasta con Zucchine e Pancetta è un primo piatto della tradizione, perfetto per un pranzo in famiglia di facile realizzazione e dal gusto leggero e delicato.

Risotto con Zucchine: un primo classico dal sapore delicato

Oggi vediamo come preparare un primo classico, un risotto semplice, utilizzando ingredienti di stagione freschi e dal sapore delicato: il risotto con zucchine.

Pasta al curry con zucchine: un primo piatto veloce e cremoso

La pasta al curry con zucchine è un primo piatto veloce e cremoso, che potete preparare facilmente in 15 minuti e quindi, praticamente, nel tempo in cui bollirà l’acqua per la pasta e poi la sua cottura.

Zucchine alla griglia: un ottimo contorno o antipasto

Le zucchine alla griglia si possono servire sia come antipasto che come contorno fresco e leggero. Accompagnano bene tutte le portate, soprattutto i piatti a base di pesce

Pasta al curry con zucchine: un primo con un pizzico di sapore in più

Un piatto di Pasta con zucchine al curry è un primo perfetto per la tavola di tutti i giorni. Un piatto leggero e gustoso, semplice e veloce da preparare visto che il condimento si prepara mentre la pasta cuoce

Zucchine sott’olio fatte in casa: ricetta antica e semplicissima

Le Zucchine sott’olio fatte in casa, come Melanzane, Fagiolini, Carciofini e Peperoni, sono perfette da preparare a settembre per avere una scorta di verdure…

Giornata mondiale sui disturbi alimentari, 2 giugno

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Il 2 giugno 2022 si celebra la VII Giornata Mondiale sui Disturbi del Comportamento Alimentare (World Eating Disorders Action Day) promossa per aiutare medici, psichiatri, psicologi, nutrizionisti, ricercatori accademici, studenti ed esperti a connettersi e collaborare, tenendosi aggiornati sui recenti sviluppi nella ricerca di tali disturbi.

Giornata mondiale sui disturbi alimentari, 2 giugno

Il Covid-19 non ha fermato la lotta ai disturbi alimentari (DA). Anche durante l’emergenza sanitaria il Ministero della Salute ha fortemente sostenuto i progetti CCM:

Attraverso la Piattaforma per il contrasto alla malnutrizione, il Ministero della Salute mira a promuovere la dieta mediterranea, andando oltre il concetto di cibo, considerandola dal punto di vista etimologico del termine come “stile di vita”, per la lotta ai DA, per la prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili e per la “Global Health”.

Il progetto, promosso dal Segretariato Generale del Ministero della Salute, con ente attuatore nella Regione Umbria, vede in corso, dal 2019, due filoni di attività:

Prima survey nazionale sui dati epidemiologici dei pazienti con Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione
Lo studio è stato portato avanti anche nel periodo della pandemia.
​Dall’analisi preliminare dei dati provenienti dalle schede di dimissione ospedaliera degli ultimi 5 anni (dal 2014 al 2018) su 60mila ricoveri complessivi per DA di cui oltre 12mila nel 2018, si nota:

  1. un aumento della patologia pressoché costante nel tempo
  2. un moderato calo dell’età mediana (da 25 anni a 23 anni) e della proporzione di ricoveri di sesso femminile rispetto a quelli maschili (il tasso di ricovero dei maschi arriva fino al 18%) confermando un abbassamento dell’età di insorgenza dei DA e una loro maggiore diffusione nella popolazione maschile.
  3. nei maschi un tasso più alto nelle fasce d’età più giovani (inferiore ai 10 anni e dai 10 ai 14 anni) e segue un andamento decrescente
  4. nelle femmine il tasso è più alto nella fascia 15-19 anni e segue una distribuzione normale.

Bulimia nervosa
Il numero e la percentuale di ricoveri per diagnosi principale di bulimia nervosa (BN) mostra un decremento dei ricoveri dal 2014 al 2018, in particolare nelle femmine, passando da 1 su 100.000 abitanti a 0,73 su 100.000 abitanti.

Anoressia nervosa
Confrontando il tasso di ospedalizzazione del 2018 per anoressia nervosa (AN) distribuito per età con lo stesso studio riferito agli anni 2004-2005 emerge una distribuzione sovrapponibile nell’età adolescenziale con un picco intorno ai 17 anni, mentre risulta significativamente diminuito il tasso di ospedalizzazione nell’età adulta.

Analisi Regionale
Per quanto riguarda i tassi di ospedalizzazioni nelle diverse regioni italiane, emergono forti differenze tra una regione e l’altra.
Nelle regioni dove sono presenti reti di servizi diffuse e specializzate nel trattamento dei DA il tasso di ospedalizzazione, che ricordiamo segnala la necessità di un ricovero salvavita, è molto più basso, evidenziando come un intervento precoce nel territorio possa evitare l’aggravarsi dei quadri clinici e migliorare la prognosi.

Preparazione di materiale divulgativo per diffondere i principi della sana alimentazione (modello dieta locale e sostenibile sulla base della Dieta Mediterranea)

Nel dossier si evidenzia come la salute sia un concetto in continua evoluzione. Si parla, infatti, sempre più di “salute globale”, uno dei punti cruciali dei SDG’s (Sustainable Development Goals), i 17 obiettivi da raggiungere entro il 2030 approvati dall’ONU dagli Stati Membri dell’Organizzazione delle Nazioni Unite.

Per raggiungere l’obiettivo di salute globale non si può prescindere dal concetto di sviluppo sostenibile, inteso come la capacità di soddisfare le necessità delle generazioni presenti e future, in maniera dignitosa ed equa per tutti, senza distruggere i sistemi naturali da cui si traggono le risorse per vivere.

La Salute è un concetto in continua evoluzione.

Il cibo è uno dei mezzi attraverso cui l’uomo e l’ambiente entrano in contatto fra loro; se prodotto e consumato in maniera responsabile e sostenibile risulta in grado di preservare entrambi.

Favorire, da parte delle istituzioni, l’adozione di diete sane e sostenibili per un numero sempre più elevato di persone è considerato uno strumento fondamentale per la lotta ai DA.

La Dieta Mediterranea rappresenta il modello di dieta sana e sostenibile per eccellenza, poiché racchiude in sé la capacità scientificamente provata di apportare benefici in termini di salute, di prevenire alcune patologie croniche (malattie cardiovascolari, diabete, obesità e alcuni tipi di tumori), e, allo stesso tempo, di determinare effetti positivi sulla sfera socio-culturale, economica e ambientale.

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Giornata mondiale sui disturbi alimentari, 2 giugno / Cristina Adriana Botis / Redazione

Ministero della Salute

Personaggi nati il 2 Giugno e ricordati ancora oggi

Spigolando nel mondo della Politica, della Musica, della Canzone, dello Spettacolo, dello Sport alla ricerca di personaggi nati il 2 Giugno.

Personaggi nati il 2 Giugno e ricordati ancora oggi:

MARCHESE DE SADE
Scrittore francese
Scrittore, nato il 2 giugno 1740 a Parigi, Donatien Alphonse François De Sade, detto Il Marchese De Sade, è l’uomo che vivrà e sentirà sulla sua pelle la…

ALESSANDRO CONTE DI CAGLIOSTRO
Avventuriero italiano
Alessandro conte di Cagliostro nasce il 2 giugno 1743. Innumerevoli biografie hanno cercato di fare chiarezza sul misterioso avventuriero che caratterizzò il secolo dei Lumi: taumaturgo, “amico dell’Umanità”, cultore e divulgatore delle…

PAPA PIO X
Pontefice della chiesa cattolica italiano
Nato a Riese, in provincia di Treviso, il 2 giugno 1835, Giuseppe Melchiorre Sarto cresce in una famiglia umile: sua mamma, analfabeta, svolge piccoli lavori di sartoria, mentre il padre è un fattorino. Oltre a…

THOMAS HARDY
Poeta e scrittore inglese
Poeta e scrittore inglese, Thomas Hardy nasce il 2 giugno del 1840 a Higher Bockhampton (oggi nota come Upper Bockhampton), nel Dorset, in Inghilterra, figlio di Thomas e Jemima. A otto anni inizia a frequentare la…

JOHNNY WEISSMULLER
Attore e atleta statunitense
La giungla e il suo campione Figlio di Petrus Weissmüller e Ersebert Kersch, János Weißmüller nasce il 2 giugno 1904 a Freidort, città parte dell’Impero austro-ungarico che oggi si trova in Romania sotto il…

CHARLIE WATTS
Musicista inglese, Rolling Stones
Charlie Watts, il cui nome completo è Charles Robert Watts, nasce il 2 giugno del 1941 a Londra, figlio di Lilian e del camionista Charles. Cresciuto nella zona settentrionale della capitale inglese, vive nel…

LA REPUBBLICA ITALIANA
Stato
Libera e consapevole Il 2 giugno 1946 gli italiani votano il referendum popolare per decidere tra repubblica e monarchia. Il 54,3% degli elettori sceglie la repubblica, con un margine di appena 2 milioni di…

TONY HADLEY
Cantante inglese, Spandau Ballet
Anthony Patrick Hadley, nasce a Londra il 2 giugno 1960. Frequenta la “Owen’s Grammar School” di Islington. Sotto l’influsso della madre Josephine si avvicina alla musica fin da piccolo:…

WALTER NUDO
Attore, conduttore tv, cantautore e karateka canadese naturalizzato italiano
Walter Nudo nasce il 2 giugno del 1970 a Montréal, in Canada, da padre di origini calabresi e madre di origini toscane. Quando ha dieci anni, con il resto della famiglia si trasferisce in Italia, e va a vivere a…

ZACHARY QUINTO
Attore statunitense
Zachary John Quinto – le cui origini sono italiane e irlandesi – nasce il 2 giugno del 1977 a Pittsburgh, in Pennsylvania. Cresciuto insieme con suo fratello Joe e sua madre Margo (il padre muore per un tumore…

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Personaggi nati il 2 Giugno e ricordati ancora oggi / Cristina Adriana Botis / Redazione

Alcuni articoli di Cronaca presenti nei nostri archivi:

Discorso di Mattarella al Concerto per la festa della Repubblica

Discorso del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Concerto diretto dal Maestro Myung-Whun Chung in occasione della Festa della Repubblica

Madonna di Pozzano; domenica 3 luglio la celebrazione

Prevista per il 3 di luglio la celebrazione della Madonna di Pozzano con il solito appuntamento con la serenata nella suggestiva basilica

1 minore denunciato o arrestato ogni 36 ore a Napoli e provincia VIDEO

Napoli e provincia: Un minore denunciato o arrestato ogni 36 ore. 365 armi sequestrate negli ultimi 5 mesi. Il bilancio dei Carabinieri

Bimbo guida motoscafo a Pozzano, la Capitaneria apre un’inchiesta

La Guardia Costiera di Castellammare di Stabia ha acquisito il video del bambino che guida il motoscafo nel Golfo di Napoli, avviata indagine.

Tornato in libertà S.F. agli arresti per ricettazione di un’Audi Q2

Accusato di ricettazione, è tornato in libertà, dopo l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare, S.F., classe ’71 di Castellammare di Stabia.

Tentato omicidio a Torre Annunziata; un avvocato oplontino nel mirino

Arrestate tre persone nell’ultimo mese resesi responsabili di atti penalmente illeciti come tra cui un tentato omicidio a Torre Annunziata

76° Anniversario della Repubblica italiana: gli impegni del 2 giugno

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Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 76° anniversario della Repubblica, ha invitato il 1° giugno i Capi Missione accreditati in Italia ad un Concerto eseguito al Quirinale dall’ Orchestra del Teatro “La Fenice” di Venezia diretta dal Maestro Myung Whun Chung.

In programma musiche di Ludwig van Beethoven e Pietro Mascagni.

76° Anniversario della Repubblica italiana: gli impegni del 1° e del 2 giugno

Il Concerto è stato trasmesso in diretta su Rai Uno, a partire dalle 18.30, ed è stato aperto dal saluto del Presidente Mattarella.

Non c’e stato – per ragioni legate alle misure precauzionali adottate per il contrasto all’infezione da Covid 19 – il tradizionale ricevimento serale nei Giardini del Quirinale.

Ieri, 1° giugno, alle ore 15.00, il Capo dello Stato ha assistito al Cambio della Guardia d’Onore in forma solenne, per il 76° anniversario della Repubblica, sulla Piazza del Quirinale.

76° Anniversario della Repubblica italiana: il cambio solenne della guardia al Quirinale alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. VIDEO

Oggi, Giovedì 2 giugno, alle ore 9.15, il Presidente della Repubblica, alla presenza delle più alte cariche Istituzionali, renderà omaggio all’Altare della Patria con la deposizione di una corona d’alloro con nastro tricolore.

Contestualmente ci sarà il sorvolo delle Frecce Tricolori sui cieli di Roma.

Successivamente riceverà, in Via di San Gregorio, la presentazione dei reparti schierati per la rivista e assisterà alla tradizionale Parata Militare dalla tribuna presidenziale di via dei Fori Imperiali.

Nel pomeriggio del 2 giugno non ci sarà la consueta apertura al pubblico ma, sempre nel rispetto delle misure di prevenzione del rischio di contagio dal virus Covid19, l’ingresso dei Giardini del Quirinale riguarderà categorie di persone con fragilità rappresentate dalle associazioni a carattere nazionale.

Gli invitati saranno circa 2.300 divisi in turni per permettere a tutti gli invitati di muoversi con adeguati livelli di sicurezza.

L’individuazione degli ospiti è stata curata dalla Regione Lazio, da Roma Capitale e dalla Città Metropolitana di Roma Capitale.

Messaggio ai Prefetti d’Italia in occasione dell’anniversario della Repubblica

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 76° anniversario della Repubblica, ha inviato un messaggio ai Prefetti d’Italia, affinché se ne facciano interpreti nelle iniziative promosse a livello locale:

« Cari Prefetti,

sono trascorsi settantasei anni dal voto referendario con cui il popolo italiano sceglieva la Repubblica, inaugurando, dopo l’avventura del fascismo e la tragedia bellica, una nuova pagina della nostra storia.

L’Italia avrebbe poi, con la Carta costituzionale, edificato un riferimento sicuro su cui realizzare una nuova comunità, un programma esigente da attuare, all’insegna dei valori della pace e della libertà, dell’uguaglianza e della solidarietà sociale.

Oggi, mentre il Continente europeo è colpito dall’aggressione della Federazione Russa contro l’Ucraina, la comunità nazionale, nella Festa della Repubblica, si raccoglie con orgoglio e convinta adesione intorno agli ideali che ne fondano l’identità e che costituiscono l’impegnativo orizzonte di quanti esercitano funzioni pubbliche.

Nei diversi contesti territoriali, nelle articolazioni della Repubblica, di fronte a sfide inedite e complesse, come quella dell’emergenza sanitaria e delle ripercussioni economiche e sociali delle crisi internazionali, gli amministratori locali e i pubblici funzionari sono chiamati a interpretare il proprio ruolo con accresciuto spirito di servizio e con l’obiettivo di offrire soluzioni tempestive ed efficaci. 

Da ultimo, gli sforzi posti in essere in tutta la Penisola per accogliere i profughi provenienti dall’Ucraina sono stati l’esempio di un approccio coerente e virtuoso. Lo straordinario impegno del sistema di Protezione Civile, delle Prefetture, delle istituzioni regionali e locali e di tutte le componenti sociali coinvolte, testimonia il vissuto del popolo italiano e la concretezza dei valori costituzionali.

Nel trentennale del Trattato di Maastricht, che ha segnato un’importante tappa nel progetto europeo, siamo impegnati in un percorso che, con l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, sta coinvolgendo in un processo di rinnovamento e sviluppo la società e le istituzioni.

È fondamentale non dissipare le opportunità offerte dall’afflusso di risorse dell’Unione europea, attivando riforme che possono incidere positivamente e in modo duraturo sulla vita dei cittadini.

Il ruolo dei Prefetti, che operano come laboriosi attori di unità e di coesione sociale, è, ancora una volta, cruciale. 

Nei compiti di garanzia delle libertà civili, come nell’impegno per la tutela della legalità e della sicurezza, nel costante confronto con gli enti locali e nell’azione di mediazione sociale, nella gestione dei fenomeni migratori come delle emergenze, i Prefetti si pongono quali interlocutori essenziali del sistema delle autonomie e della società civile.

Nel rinnovare ai Prefetti e a tutti coloro che rivestono pubbliche responsabilità auguri di buon lavoro, con i sentimenti dell’apprezzamento della Repubblica per la loro azione, esprimo l’auspicio che la celebrazione del 2 giugno possa costituire per i cittadini una rinnovata occasione di riflessione sui valori costituzionali, ai quali ispirare il quotidiano contributo al servizio del Paese».

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76° Anniversario della Repubblica italiana: gli impegni del 2 giugno / Redazione

Finalissima 2022, Italia-Argentina 0-3, le pagelle

FINALISSIMA 2022 – A Wembley, l’Argentina batte l’Italia con il risultato di 3-0 nella Finalissima 2022. Sudamericani nettamente più in forma degli Azzurri, guidati dalle prestazioni luccicanti di Messi e Di Maria.

Finalissima 2022, Italia-Argentina 0-3, le pagelle

Finalissima 2022. Dominio Albiceleste a Wembley. I campioni del Sudamerica schiacciano l’Italia con un netto 3-0 targato Lautaro, Di Maria, Dybala e conquistano la prima Finalissima 2022. Azzurri mai in partita e salvati dalle parate di Donnarumma. I Campioni d’Europa chiudono quindi un ciclo cominciato dall’arrivo di Mancini e culminato nella vittoria dell’Europeo. Ecco le pagelle della Finalissima 2022.

Italia

Finalissima 2022: le pagelle dell’Italia

Donnarumma 6,5: è l’unica certezza nella tragica notte di Wembley. Almeno due parate di altissimo livello: la prima su un tiro al volo di Di Maria, la seconda su Messi. Il passivo, senza di lui, sarebbe stato molto più pesante.

Di Lorenzo 5: Messi è Messi. Impossibile marcarlo. Nonostante ciò, la sua spinta offensiva è pari a zero. Avrebbe potuto fare di più, come gli altri, del resto.

Bonucci 5: perde Lautaro nel gol che apre la gara. Quasi fa autogol con un retropassaggio killer, salvato all’ultimo da Donnarumma. Giornata assolutamente no per il centrale della Juventus.

Chiellini 5,5: nella serata del suo addio alla Nazionale, comincia molto bene, reggendo la vivacità degli attaccanti argentini. Cala dopo l’1-0 dell’Albiceleste. Passivo nella marcatura su Di Maria in occasione del raddoppio dei sudamericani. Saluta con una sconfitta nella Finalissima 2022. (dal 45’ Lazzari 5: anche lui assente nel match di Wembley.)

Emerson 5: in difficoltà contro uno straripante Di Maria. Lascia tantissimo spazio al giocatore ex PSG, che svaria in tutto il campo. Assente in fase offensiva. (dal 77’ Bastoni SV)

Pessina 5: totalmente assente dal gioco azzurro. Fuori ruolo, non abituato a giocare da mezz’ala. Si nota, è inconsistente.  (dal 63’ Spinazzola 6: la bella notizia è il suo rientro in azzurro. Non ancora al top della condizione, ma si può ripartire anche da lui.)

Jorginho 4,5: probabilmente il peggiore dell’undici azzurro. Lui, che alla finale di Wembley ci aveva portato con la sua freddezza, è mancato in tutto. Tanti i palloni persi dal centrocampista del Chelsea: l’ultimo, quello che ha portato poi alla rete di Dybala.

Barella 5: inizia bene, con qualche giocata importante. Poi cala drasticamente e scompare dal gioco.

Bernardeschi 5,5: rischia la giocata più volte, ma senza ottenerne gli effetti desiderati. Diverse idee giuste, ma realizzate male. Il numero 10 azzurro è domato dal centrocampo argentino. (dal 45’ Locatelli 5,5: entra male in campo, dominato dal gioco dell’Argentina. Non migliora con il passare dei minuti.)

Belotti 5: ingabbiato e poco servito, sua partita dura soltanto un tempo, in cui, però, non è riuscito a incidere. (dal 45’ Scamacca 5: i palloni sono pochi e male sfruttati. La difficoltà di questa partita era altissima per una Nazionale allo sbando)

Raspadori 5: un modulo probabilmente non adatto alle sue caratteristiche e, forse, ancora acerbo per il grande salto. Gioca una partita di grande difficoltà, ma si ripartirà da lui per l’attacco.

All. Mancini 5: traspare la difficoltà di una Nazionale alla fine del suo ciclo. Bisogna ripartire presto per tornare a lottare ai vertici e bisogna farlo dai giovani, come detto dal CT nel pre-partita. A livello tecnico, è apparsa chiara la differenza di categoria tra le due squadre. Non a caso, l’Argentina andrà al Mondiale e noi no.

Argentina

Finalissima 2022: le pagelle dell’Argentina

Martinez 6: quasi nessun intervento e partita da spettatore per il portiere albiceleste.

Romero 6,5: granitico. Ottima prestazione da parte dell’ex Atalanta, che mura Belotti e Scamacca senza neanche troppe difficoltà. (dall’84’ Pezzella SV)

Molina 6: gara di sostanza per il calciatore dell’Udinese. Svaria dalla fase difensiva a quella offensiva con grande facilità.

Otamendi 6,5: con Romero forma una grande coppia difensiva. Sicuramente aiutato dalla pessima fase offensiva dell’Italia, ma dimostra grande sicurezza nell’arco dei novanta minuti.

Tagliafico 6: resta dietro senza spingere più di tanto.

Lo Celso 7: grande qualità a centrocampo. L’Argentina domina grazie anche all’aiuto e alla velocità dei centrocampisti nel far ripartire la manovra. Prestazione di alto livello da parte tutti gli argentini, Lo Celso compreso. (dal 90’ Dybala 6,5: entra solo per segnare la rete del 3-0 finale)

Rodrìguez 6,5: fa da filtro tra centrocampo e attacco. Dà una grande mano nei recuperi nella propria metà campo e fa ripartire velocemente la manovra.

De Paul 7: fraseggia a centrocampo con qualità insieme ai suoi compagni. La sua prestazione non spicca a causa di quelle monstre di Messi, Lautaro e Di Maria.  (dal 76’ Palacios SV)

Messi 9: un partidazo. Da vero fenomeno, come ci aveva abituati nei suoi anni a Barcellona. Imprendibile e immarcabile, una prestazione meravigliosa dell’argentino, che illumina Wembley con le sue giocate.

Lautaro 8,5: impressionante. Primi 45’ minuti dominanti dell’attaccante interista. Apre il match con un tap-in furtivo in area azzurra e fornisce un assist illuminante per Di Maria. La punta argentina chiude la sua miglior stagione in carriera con una prestazione incredibile. (dall’84’ Alvarez SV)

Di Maria 9: il migliore in campo della Finalissima 2022. A mani basse. Gioca una prestazione superlativa, a suon di giocate incredibili. Il suo gol è un dolce scavetto che supera Donnarumma e regola l’Italia. (dal 90’ Gonzalez SV)

All. Scaloni 7: compito facile allenare campioni di questo calibro, ma è compito scegliere chi affiancare Messi tra tutti i giocatori che ha a disposizione.

Italia sconfitta 3-0, Mancini: “Abbiamo fatto troppo poco”

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L’analisi del commissario tecnico dell’Italia Roberto Mancini al termine della pesante sconfitta contro l’Argentina

 

Mancini: “Abbiamo fatto troppo poco”

 

Una partita assolutamente da dimenticare. Si hanno veramente poche parole per poter descrivere la prestazione dell’Italia questa sera. La Nazionale di Roberto Mancini, campione d’Europa, perde a Wembley la Finalissima contro l’Argentina per 3-0. Aldilà della sconfitta, pesa la (non) prestazione degli azzurri. L’Argentina controlla, domina e vince in scioltezza.

 

Parola a Mancini

Tante difficoltà. Forse non era neanche pensabile vedere un’Italia soffrire così tanto. Prestazione assolutamente insufficiente, che il c.t. Mancini ha spiegato così:

“Nel primo tempo abbiamo fatto due errori sui loro due gol, poi loro sono stati più bravi a tenere la palla, sono stati migliori di noi. Ma io devo dire grazie a questi ragazzi che hanno giocato in questi 4 anni, c’è dispiacere per la mancata qualificazione ai Mondiali, la gara di stasera è stata inizialmente equilibrata, poi loro hanno una qualità superiore alla nostra”.

“Avevamo in mente dopo questa gara di cambiare diverse cose e lo faremo, bisogna trovare i giocatori, mettere insieme una squadra che all’inizio soffrirà e che nel futuro ci potrà dare gioie. Avremmo dovuto cercare di fare un gol ma abbiamo avuto poche possibilità, nel primo tempo abbiamo fatto abbastanza bene e siamo stati in partita. Nel secondo abbiamo fatto davvero troppo poco per provare a rimontare“.

Foto: Account Twitter Nazionale Italiana

“Non riusciamo a fare gol”

Gli azzurri faticano, sotto tanti aspetti. Uno su tutti però preoccupa Mancini: “Noi abbiamo grande difficoltà a segnare in questo momento – ha affermato il commissario tecnico azzurro – e dobbiamo lavorare molto sapendo che non sarà così semplice e ci vorrà del tempo. Penso che lasceremo qualcuno dei ragazzi in vacanza perché è giusto che recuperino, dopo l’Europeo abbiamo fatto fatica a fare gol e dobbiamo trovare soluzioni in questo senso e cercare di essere veloci ma non sarà semplice mettere insieme una squadra che ci dia soddisfazioni a breve termine anche se ci sono ragazzi bravi, dovremo sbagliare il meno possibile”.

“L’entusiasmo ce l’ho, mi piace lavorare e allenare, ne ho da vendere. Come ho detto ci saranno anche momenti difficili perché è vero che si è perso contro una grande Argentina ma dobbiamo sapere che ci saranno anche questi momenti e dobbiamo fare in modo che i più giovani imparino in fretta“.

Italia in balia dell’Argentina: finisce 0-3 ed è un’altra figuraccia per gli azzurri di Mancini

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Italia, dopo la mancata qualificazione ai Mondiali di Qatar 2022 arriva un’ennesima figuraccia per la nazionale di Roberto Mancini addirittura umiliata nel confronto con l’Argentina di Scaloni che ha dominato in lungo e in largo il match.

La Finalissima che metteva di fronte l’Italia vincitrice di Euro 2020 all’Argentina che aveva trionfato nell’ultima Coppa America, si tramuta in un dominio totale degli uomini di Scaloni a cui probabilmente sta anche stretto il risultato finale di 0-3 per il numero di grandi occasioni create soprattutto nelle seconda frazione di gioco quando l’italia è letteralmente scomparsa dal campo.

L’Italia di Roberto Mancini tiene botta solo nei primi 20 minuti quando addirittura rischia di passare in vantaggio con una bella zione di Bernardeschi che quasi libera al tiro sotto misura Belotti che viene fermato all’ultimo istante da un intervento di Otamendi.

Da quel momento solo Argentina in campo. Arriva la rete di Lautaro Martinez al 28° ben imbeccato da Messi che supera Di Lorenzo e mette al centro una palla per Lautaro che bisogna solo spingere in rete a porta vuota.

Al 46° il bis dell’Argentina: stavolta è Lautaro Martinez a trasformarsi in assist man per Di Maria che tutto solo davanti a Donnarumma lo scavalca con un perfetto scavino che non ammette repliche.

Nel secondo tempo il copione del match non cambia e l’Italia soffre tantissimo venendo travolta a più riprese dall’onda d’urto argentina. Messi, un sontuoso Di Maria (migliore in campo in assoluto), Lautaro, sfiorano più volte il gol del 3-0 finchè Dybala non lo realizza per davvero al minuto 94 in pieno recupero.

Italia dominata in lungo e in largo dall’Argentina in una gara che fanno emergere tutte le carenze di questa squadra: fragile in difesa ma ancora di più in attacco dove le assenze di Immobile, Chiesa, Berardi e Insigne si fanno sentire molto più del dovuto. Jorginho assolutamente il peggiore in campo: una serata completamente da dimenticare per lui.

Per Mancini si prospetta un lavoro molto complicato e improbo: l’Italia vista stasera a Wembley è solo una lontanissima parente di quella ammirata lo scorso anno che arrivò a vincere il titolo europeo dopo quello del 1968. L’Argentina di sicuro sarà una delle assolute protagoniste a Qatar 2022.

Di seguito il tabellino della “Finalissima” vinta dall’Argentina con un perentorio 3-0 contro l’Italia che non ammette repliche.

RETI: 28′ Lautaro (A), 45’+1′ Di Maria (A), 90’+4′ Dybala (A).

ITALIA (4-3-3): Donnarumma; Di Lorenzo, Bonucci, Chiellini (dal 46′ Lazzari), Emerson (dal 77′ Bastoni); Barella, Jorginho, Pessina (dal 63′ Spinazzola); Bernardeschi (dal 46′ Locatelli), Belotti (dal 46′ Scamacca), Raspadori. All. Roberto Mancini.

ARGENTINA (4-2-3-1): Martinez; Molina, Otamendi, Romero (dall’86’ Pezzella), Tagliafico; De Paul (dal 76′ Palacios), Rodriguez; Messi, Lo Celso (dal 90’+1′ Dybala), Di Maria (dal 90’+1′ Nico Gonzalez); Lautaro (dall’86’ Alvarez). All. Lionel Scaloni.

ARBITRO: Gomez Maza (Cile).

AMMONITI: Otamendi (A), Bonucci (I), Di Lorenzo (I), Barella (I).

 

Discorso di Mattarella al Concerto per la festa della Repubblica

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Discorso del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Concerto diretto dal Maestro Myung-Whun Chung in occasione della Festa della Repubblica

Discorso di Mattarella al Concerto per la festa della Repubblica

Ringrazio il Maestro Chung e l’Orchestra del Teatro La Fenice che tra poco ci offriranno una splendida espressione d’arte.

Domani, 2 giugno, celebreremo la Festa della nostra Repubblica, nata, per volontà del popolo italiano, settantasei anni or sono.

Rivolgo un saluto a quanti seguiranno questo momento di incontro attraverso la radio, la tv, la rete del web.

È per me un piacere – unitamente ai rappresentanti delle istituzioni qui convenuti – esprimere, in questa occasione, alla comunità degli ambasciatori accreditati a Roma i sentimenti di amicizia che da sempre caratterizzano i rapporti internazionali della Repubblica Italiana.

Li ringrazio per l’attenzione e per la cooperazione che manifestano e invito a trasmettere questi sentimenti ai rispettivi governi.

Ho adoperato – non a caso e con un senso di auspicio – il termine ‘comunità’ per definire l’insieme dei diplomatici presenti in Italia.

Con la Costituzione l’Italia ha imboccato con determinazione la strada del multilateralismo, scegliendo di non avere Paesi nemici e lavorando intensamente per il consolidamento di una collettività internazionale consapevole dell’interdipendenza dei destini dei popoli, nel rispetto reciproco, per garantire universalmente pace, sviluppo, promozione dei diritti umani.

Ci ha spinto e ci spinge il solenne impegno al ripudio della guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali.

Oggi, l’amara lezione dei conflitti del XX secolo sembra dimenticata: l’aggressione all’Ucraina da parte della Federazione Russa pone in discussione i fondamenti stessi della nostra società internazionale, a partire dalla coesistenza pacifica.

Trovarsi, nel continente europeo, nuovamente immersi in una guerra di stampo ottocentesco, che sta generando morte e distruzioni, richiama immediatamente alla responsabilità; e la Repubblica italiana è convintamente impegnata nella ricerca di vie di uscita dal conflitto che portino al ritiro delle truppe occupanti e alla ricostruzione dell’Ucraina.

Non è un conflitto con effetti soltanto nel territorio che ne è teatro. Le conseguenze della guerra riguardano tutti. A cerchi concentrici le sofferenze si vanno allargando, colpendo altri popoli e nazioni.

Accanto alle vittime e alle devastazioni provocate sul terreno dello scontro, la rottura determinata nelle relazioni internazionali si riverbera sempre più sulla sicurezza alimentare per molti Paesi; sull’ambito della gestione delle normali relazioni, incluse quelle economiche e commerciali. Reca grave danno al perseguimento degli obiettivi legati all’emergenza climatica.

Un conflitto come quello in corso ha, inevitabilmente, effetti globali; intercetta e fa retrocedere il progresso della condizione dell’umanità. Ci interpella tutti.

La comunità internazionale vede pesantemente messi in discussione risultati faticosamente raggiunti negli ultimi decenni.

Sembra l’avverarsi di scenari che vedono l’umanità protagonista della propria rovina.

Con lucidità e con coraggio occorre porre fine all’insensatezza della guerra e promuovere le ragioni della pace.

L’incancrenirsi delle contrapposizioni conduce soltanto ad accrescere i serbatoi dell’odio, a negare le ragioni della libertà, della democrazia, della giustizia internazionale dei popoli, valori incompatibili con chi promuove conflitti.

Esistono per il genere umano, con la più grande evidenza, beni condivisi e gravi pericoli comuni che obbligano a superare ogni egoismo, ogni volontà di sopraffazione.

Occorre ripristinare una rinnovata legalità internazionale.

Con questa convinzione e in questa prospettiva auguro a tutti buona Festa della Repubblica.

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Discorso di Mattarella al Concerto per la festa della Repubblica / Redazione

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Juve Stabia, avanza l’ipotesi Leonardo Colucci per la panchina delle Vespe

Juve Stabia, dopo il mancato accordo con l’ex tecnico della Turris, Bruno Caneo, avanza nelle ultime ore l’ipotesi dell’arrivo a Castellammare dell’ex tecnico del Picerno, Leonardo Colucci, che ha centrato una qualificazione playoff inattesa alla guida dei lucani.

Secondo quanto riportato sul portale www.gianlucadimarzio.com Leonardo Colucci sarebbe vicinissimo alla Juve Stabia e nel giro di 24-48 ore potrebbe arrivare anche la firma sul contratto con relativa ufficializzazione.

LA CARRIERA DEL POSSIBILE NUOVO ALLENATORE DELLA JUVE STABIA, DA CALCIATORE E DA ALLENATORE.

Colucci ha avuto una buona carriera da calciatore di Serie A. Cresciuto tra le file del Cerignola, dopo essersi messo in mostra in Serie D poco più che ventenne, ha realizzato 103 presenze e 12 gol con i pugliesi.

Nella stagione 1993-1994 passa tra le file del Siracusa dove mette a segno in C1 6 reti trascinando gli aretusei alla salvezza. Proprio nel Siracusa si mette in grande evidenza a centrocampo suscitando le attenzioni dei club di massima serie.

Nel novembre del 1994 viene acquistato dalla Lazio con cui esordisce in Serie A il 19 marzo 1995 nella partita Lazio-Genoa finita 4-0 per i padroni di casa. Ha poi militato tra le file della Reggiana per una stagione, per sei stagioni nel Verona, per quattro nel Bologna e nel Cagliari.

Passa poi alla Cremonese in Serie C1 con un contratto biennale e a Cremona resta fino al 2009. Poi passa al Modena dove resta fino al 2011.

Colucci Picerno Juve Stabia
Fonte Foto: Pagina Facebook AZ Picerno

Da allenatore il possibile nuovo allenatore della Juve Stabia inizia facendo il secondo di Marco Giampaolo sulla panchina del Cesena nel 2011.

La stagione successiva assume la guida degli Allievi Nazionali del Bologna, e il 10 dicembre 2012 inizia a frequentare a Coverciano il corso di abilitazione per il master di allenatori professionisti Prima Categoria-Uefa Pro.

Il 12 giugno 2016 diventa il nuovo tecnico della Reggiana, con cui firma un contratto annuale. Il 23 dicembre, dopo la sconfitta nel derby contro il Parma e il pareggio contro il Bassano, rassegna le dimissioni, respinte in seguito dalla società. Viene esonerato esattamente un mese dopo, in seguito alla sconfitta per 0-3 contro il Venezia.

Nell’estate del 2017 diventa il tecnico del Pordenone in Lega Pro. Con il Pordenone sfiora addirittura l’impresa di eliminare l’Inter agli ottavi di Coppa Italia.

Il 12 dicembre 2017 infatti al “Meazza” contro la squadra di Luciano Spalletti, i friulani resistono per 120 minuti sullo 0-0 sfiorando addirittura il “colpaccio”. Ai rigori l’errore di Parodi e la trasformazione di Nagatomo decidono l’incontro mandando ai quarti i nerazzurri e determinando l’eliminazione del Pordenone di Colucci.

Viene esonerato il 14 febbraio 2018, dopo un periodo negativo per la squadra friulana con la squadra al decimo posto.

La stagione successiva viene ingaggiato dal Vis Pesaro neopromosso in Serie C dove ottiene un quindicesimo posto. A fine stagione non viene confermato.

Nel novembre del 2020 firma un contratto con il Ravenna subentrando all’esonerato Giuseppe Magi, con la squadra in diciassettesima posizione. Il campionato si chiude con la retrocessione in Serie D dopo i play-out.

Il 15 novembre 2021 subentra ad Antonio Palo, alla guida dell’AZ Picerno in Serie C. Termina il campionato al decimo posto, battendo la Juve Stabia sia all’andata (c’era ancora Palo) che al ritorno, e centra una inattesa qualificazione ai playoff. Viene però eliminato al primo turno contro Monopoli (1-1) per via del peggior piazzamento in classifica. A fine stagione si interrompe il rapporto col Picerno e ora Colucci sembra l’indiziato numero uno alla panchina della Juve Stabia per la prossima stagione.

 

Givova Scafati in finale! Piacenza battuta nella “bella”

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Gara cinque va ai gialloblu, che raggiungono l’ultimo atto della corsa alla Serie A. L’Assigeco si arrende al PalaMangano.

Con una autentica prova di forza, la Givova Scafati asfalta 77-59 l’Assigeco Piacenza nel fortino del PalaMangano, si aggiudica 3-2 la semifinale playoff del tabellone argento e conquista una storica finale del campionato di serie A2, nella quale incontrerà l’Acqua San Bernardo Cantù.

Di partita vera e propria si può parlare solo relativamente alla prima frazione di gioco, poi le redini dell’incontro sono passate nelle mani degli uomini di coach Rossi, protagonisti di una gara accorta, intensa, determinata ed a tratti anche divertente e spettacolare, che ha strappato gli applausi dei 2.000 del PalaMangano, autentico sesto uomo in campo.

La buona difesa e la giornata storta di Sabatini e Davoe tra le fila viaggianti alla fine hanno fatto la differenza, così come il dominio locale sotto le plance (44 rimbalzi contro 33) e le percentuali di tiro da tre (36,7% contro 13,3%), tanto da permettere quindi alla compagine dell’Agro di conquistare con pieno merito l’ultima e decisiva serie della stagione agonistica 2021/2022.

LA PARTITA: Givova Scafati vs Assigeco Piacenza (gara 5)

Proprio come nei precedenti incontri della serie, la sfida entra subito nel vivo, con i quintetti che si fronteggiano a viso aperto e senza timori riverenziali (9-9 al 5’). Ritmi elevati, grande fisicità e tensione caratterizzano queste fasi del match, in cui è soprattutto sotto ai tabelloni che la sfida cresce di intensità. La girandola delle sostituzioni premia il lavoro degli uomini di coach Rossi (tra cui si rivede in campo anche De Laurentiis), bravi nelle ultime azioni a costruire i canestri del 23-19 (bene Clarke e Rossato), con cui viene chiuso il primo quarto in loro favore.

Givova Scafati vs Assigeco Piacenza: Rotnei Clarke in palleggio contro Piacenza (gara 5)

La tripla di Cournooh porta Scafati al momentaneo massimo vantaggio (26-19 al 12’). È poi l’intensità difensiva dei locali a prendere la scena, perché l’Assigeco fa molta fatica a trovare la via del canestro. Ne approfittano i padroni di casa, trascinati da Clarke, ad insaccare i centri della doppia cifra di vantaggio (al 14’ 31-21), che costringe coach Salieri al time-out. I suoi uomini reagiscono, ma non riescono a dare uno strattone al match e ad assottigliare il divario, che resta pressoché invariato (38-27 al 18’). La Givova gioca bene, seleziona accuratamente le scelte di tiro e, con Daniel particolarmente ispirato, vola sul +16 (45-29 al 19’), per poi raggiungere l’intervallo avanti 46-31.

Difese schierate e ritmi più compassati caratterizzano i primi minuti della ripresa, prima che Monaldi e Clarke realizzino le triple del 52-36 al 23’. I salernitani continuano ad essere padroni del campo, nonostante gli errori di tiro e le scorribande di Davoe e Pascolo (55-40 al 26’). I piacentini perdono convinzione, soffrono l’intensità avversaria e non riescono ad imbastire azioni degne di nota, subendo il gioco di Rossato e soci, che allungano sul +22 al 29’ (64-42), per poi chiudere 65-43 la terza frazione.

I tentativi di Davoe di far rientrare i suoi in partita si infrangono sul ferro. Ne approfitta la Givova Scafati per conservare un cospicuo margine di vantaggio (71-46 al 33’) e tenere gli avversari a debita distanza. Gli ultimi minuti della sfida, al di là dei centri di Bellan, regalano poche emozioni, se non la possibilità per i giovani Perrino e Grimaldi di fare il proprio ingresso in campo nell’ultimo giro di lancette di una sfida che si conclude col punteggio di 77-59.

Givova Scafati vs Assigeco Piacenza: Riccardo Rossato in penetrazione (gara 5)

Coach Rossi: “Passaggio del turno meritato sul campo”. Clicca QUI per l’intervista nel post gara.

I TABELLINI

GIVOVA SCAFATI – UCC ASSIGECO PIACENZA 77-59

GIVOVA SCAFATI: Mobio 6, Daniel 12, Grimaldi, Perrino, Parravicini, De Laurentiis 6, Clarke 19, Rossato 10, Cournooh 10, Monaldi 6, Cucci 3, Ikangi 5. Allenatore: Rossi Alessandro. Assistente Allenatore: Nanni Francesco.

UCC ASSIGECO PIACENZA: Bellan 8, Kohs 4, Seck, Davoe 15, Galmarini 2, Gajic 7, Pascolo 12, Guariglia 6, Querci, Sabatini 5. Allenatore: Salieri Stefano. Assistenti Allenatori: Grazzini Gabriele, Farina Fabio.

ARBITRI: Ursi Stefano di Livorno, Caforio Angelo di Brindisi, Radaelli Roberto di Rho (Mi).

NOTE: Parziali: 23-19; 23-12; 19-12; 12-16. Falli: Givova Scafati 24; Assigeco Piacenza 19. Usciti per cinque falli: Rossato. Espulsi: nessuno. Tiri dal campo: Givova Scafati 29/67 (43,3%); Assigeco Piacenza 19/52 (36,5%). Tiri da due: Givova Scafati 18/37 (48,6%); Assigeco Piacenza 15/22 (68,2%). Tiri da tre: Scafati 11/30 (36,7%); Piacenza 4/30 (13,3%). Tiri liberi: Scafati 8/13 (61,5%); Piacenza 17/26 (65,4%). Rimbalzi: Scafati 44 (15 off.; 29 dif.); Piacenza 33 (8 off.; 25 dif.). Assist: Scafati 18; Piacenza 11. Palle perse: Scafati 13; Piacenza 14. Palle recuperate: Scafati 7; Piacenza 8. Stoppate: Scafati 0; Piacenza 2. Spettatori: 2.000 circa.

Camorra in dosi: la camorra dell’800 nelle carceri

La camorra, già ai tempi dei Borbone, era padrona nelle carceri: imponeva estorsioni ai detenuti e dettava legge.

Nel carcere di Castel Capuano, o come più comunamente denominato della “Vicaria”, spadroneggiava la camorra.

Costruito sotto il regno di Guglielmo II nel XVI secolo, L’istituto penitenziario divenne al tempo dei Borboni il più affollato del reame.

Quando un nuovo detenuto varcava i suoi cancelli diveniva carne da macello della camorra.

Un camorrista si avvicinava a questi, e incominciava a chiedere denaro per il Lume delle Madonna.

L’immagine della Madonna a Napoli era affissa in tutte le strade e nei luoghi più profani, taverne, bische e perfino nei bagni pubblici.

Le prostitute, al pari di ogni altra donna, la veneravano, e non mancava sopra il loro letto una sua immagine che giravano accuratamente ogni qualvolta si verificava un amplesso.

Erano i camorristi a fornire l’olio per la sacra immagine, e ne procuravano così tanto da illuminare tutta la città.

Il detenuto doveva un decimo del denaro che gli perveniva alla camorra.

Un uomo lo vigilava costantemente a pagare i contributi.

Si pagava per mangiare, bere, fumare, giocare, per comprare, vendere, per avere giustizia e per ottenere privilegi.                                                                                                  Chi si rifiutava veniva punito con la violenza, ma quasi tutti accettavano senza opporsi.

Molti detenuti vendevano per pochi spiccioli ai camorristi i vestiti che ricevevano dal carcere, parte delle razioni di pane e di minestra.

Lo facevano per fumare un sigaro, bere un bicchiere di vino o per giocare alla morra o al tocco.

Gli uomini dei sodalizi rivendevano il tutto ai fornitori delle carceri che, senza scrupolo, rinviavano la stessa merce ai detenuti creando un circolo vizioso dove due speculatori si arricchivano sulle loro spalle.

I camorristi mantenevano l’ordine e la sicurezza nel carcere molto meglio dei secondini, anzi, il più delle volte erano questi che richiedevano dei servizi.

Ogni mattina erano i camorristi, armati di pugnali e bastoni, che tiravano fuori dai letti i detenuti, si facevano dare un Carlino per l’affitto del pagliericcio, facevano l’appello, garantivano la disciplina e si assumevano il monopolio della violenza e del disordine.

Proibivano agli altri di seguire il loro esempio e violare i diritti che si attribuivano.

Ma da dove prendevano le armi i camorristi?

In tutte le carceri ogni sodalizio aveva un proprio deposito detto pianta. Era così nascosto che era quasi impossibile trovarlo.

Nonostante i controlli, i capi dei clan portavano sempre con se 3 coltelli.

In un episodio narrato dal Monnier, un ispettore del carcere della Vicaria, venuto a conoscenza di questi coltelli, ordinò una perquisizione.

Le armi vennero ritrovate all’interno della buca di una latrina.

Nonostante fossero state sequestrate, dopo neanche mezz’ora, l’ispettore si accorse che i camorristi erano nuovamente armati. Uno di questi, in maniera provocatoria si rivolse all’ispettore: “toglieteceli, tra un quarto d’ora ne avremo altri 3!”.

Ma quali erano le pene che i camorristi infliggevano a chi non rispettava le regole?

Per i fatti meno gravi erano la privazione dell’onore del voto nelle assemblee e la sospensione dalla camorra che poteva durare da 6 mesi ad 1 anno.

Le pene più severe erano l’espulsione definitiva e la condanna a morte.

Queste venivano date solo nel caso di infrazioni molto gravi come l’inganno o il tradimento della società, la slealtà verso i compagni, l’adulterio con la moglie di un camorrista, lo sfregio o l’assassinio eseguito dietro istigazioni di persone estranee al sodalizio.

La pena di morte veniva pronunciata nel corso di un vero e proprio dibattimento organizzato dalla camorra con tanto di un P.M., un avvocato difensore, giudici e testimoni, logicamente tutti interni alla sette.

Le pene venivano eseguite dai Picciotti di sgarro che si accollavano di buon grado il compito dell’esecuzione.

Riflessioni sul presente

La camorra è ancora oggi padrona nelle carceri.

Diverse informative della polizia giudiziaria e rapporti sulle carceri evidenziano il comportamento di sottomissione dei detenuti nei confronti di alcuni personaggi illustri della camorra.

Forse l’immagine che più rende l’idea è quella della serie TV Gomorra, quando il personaggio interpretato da Fortunato Cerlino, Pietro Savastano, finisce in carcere durante la prima stagione.

I compagni di cella all’arrivo del boss gli cedono il letto più comodo, lo scortano in qualsiasi spostamento, gli servono il caffe e sottostanno a qualsiasi suo ordine.

Parliamo pur sempre di una serie tv ma che realisticamente descrive la sudditanza psicologica dei detenuti nei confronti delle figure di spicco dei clan locali, i cosiddetti uomini d’onore.

Nonostante il carcere dovrebbe allontanare i boss dagli affari della cosca di appartenenza, questi, nella maggior parte dei casi riescono a fornire direttive e ordini ai propri uomini.

È proprio il caso di Pasquale D’Alessandro, il boss stabiese da poco tornato libero. (clicca e leggi l’articolo)

Dagli atti dell’inchiesta Cerbero emergono le intercettazioni dei colloqui del boss stabiese con i suoi parenti, ai quali indicava gli imprenditori stabiesi che avrebbero dovuto garantire il loro supporto economico alla famiglia.

Altro fatto eclatante fu l’omicidio di Aldo Montuori, ucciso all’esterno di un bar di Pontecagnano.

L’ordine di uccidere l’imprenditore Salernitano, per la magistratura, sarebbe arrivato direttamente dal carcere dal boss dei Cesarano Luigi Di Martino, alias o’profeta.

Nonostante ciò una parte della politica sta ben pensando di eliminare il regime del carcere duro, il cosiddetto 41bis.

Nel corso degli anni diverse istituzioni e associazioni si sono pronunciate contro l’istituto.

Nel 1995 il Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (C.P.T.) ha visitato le carceri italiane per verificare le condizioni di detenzione dei soggetti sottoposti al regime ex art. 41-bis.

Ad avviso della delegazione, questa particolare fattispecie di regime detentivo era risultato il più duro tra tutti quelli presi in considerazione durante la visita ispettiva.

La delegazione intravedeva nelle restrizioni gli estremi per definire i trattamenti come inumani e degradanti.

I detenuti erano privati di tutti i programmi di attività e si trovavano, essenzialmente, tagliati fuori dal mondo esterno. La durata prolungata delle restrizioni provocava effetti dannosi che si traducevano in alterazioni delle facoltà sociali e mentali, spesso irreversibili.

Negli anni 2000 la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo è stata varie volte chiamata a pronunciarsi sulla compatibilità del 41-bis con la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, e non ha ritenuto la disciplina, in linea di principio, in contrasto con la suddetta Convenzione, ma ne ha censurato singoli contenuti e aspetti attuativi.

Nel 2003 Amnesty International ha sostenuto che il 41-bis equivale, in alcuni casi, a un trattamento del prigioniero “crudele, inumano e degradante”.

Nel 2007 un giudice degli Stati Uniti ha negato l’estradizione del boss mafioso Rosario Gambino, poiché a suo avviso il 41-bis sarebbe assimilabile alla tortura.

Dal canto suo la giurisprudenza costituzionale italiana si è sempre pronunciata positivamente sulla compatibilità costituzionale del 41-bis con i principi costituzionali.

Solo nel 2013 la Corte Costituzionale dichiarò illegittime le limitazioni in materia di colloqui con l’avvocato difensore.

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A cura di De Feo Michele / Redazione Campania

Madonna di Pozzano; domenica 3 luglio la celebrazione

Prevista per il 3 di luglio la celebrazione della Madonna di Pozzano con il solito appuntamento con la serenata nella suggestiva basilica

Un appuntamento significativo per la tradizione locale

La notizia

È di recente uscita l’annuncio che conferma la presenza illustre di Mario Maglione alla consueta Serenata in onore della Madonna di Pozzano, patrona del comune che si trova a due passi da Castellammare di Stabia.
L’evento si svolgerà, come al solito, domenica 3 luglio nella omonima basilica, in un clima suggestivo che richiama l’oramai estate inoltrata e la tradizione locale.

Appuntamento fisso

Si tratta della quinta edizione della Serenata, la quale edizione sarà impreziosita dalla presenza del maestro Mario Maglione, un cantante di fama internazionale che è stato in grado di diffondere la cultura partenopea al di fuori dei confini Nazionali.
Si tratta di una presenza fissa alla “Festa del Pescatore” che si svolge annualmente a Napoli per celebrare la Madonna di Piedigrotta, ed in questa occasione onorerà i cittadini devoti alla Madonna di Pozzano della sua presenza e della sua voce.
L’esibizione sarà curata da Salvatore Torregrossa e vedrà la partecipazione di Rosalba Alfano, soprano, e dell’attore Gabriele Saurio.
L’organizzatore dell’evento, l’avvocato Pino Ruocco, si è detto entusiasta di poter rinnovare ogni anno la celebrazione con una costante dose di novità <>.

Madonna di Pozzano; domenica 3 luglio la celebrazione/Antonio Cascone/redazionecampania

SSC Napoli, si ripartirà dai giovani l’anno prossimo

 

In vista della prossima stagione, il Napoli di Spalletti ripartirà dai propri giovani della primavera ma anche da quelli rientrati dal prestito.

Il progetto del Napoli mira per il prossimo anno ad integrare i giovani nella prima squadra per definire un organico omogeneo e completo.

L’idea è quella di far rientrare coloro che hanno fatto esperienza in altre squadre, distinguendosi particolarmente, e premiare qualcun altro dalla Primavera come fatto quest’anno col terzino destro Zanoli.

 

Ecco i giovani che potrebbero far parte del prossimo Napoli di Spalletti

Confermato Alessandro Zanoli, che sarà la prima alternativa a Di Lorenzo, senza avere la concorrenza di Malcuit che saluterà il Napoli proprio quest’estate.

Il giovane classe 2000 ha già disputato 12 presenze in maglia azzurra con la prima squadra, presentandosi come un degno sostituto del numero 22 del Napoli.

Rientrerà a Napoli anche Gianluca Gaetano dalla Cremonese, con cui ha realizzato 7 gol e 5 assist in 35 presenze.

Spalletti lo apprezza come giocatore soprattutto per la sua capacità di giocare sia come mezzala che come trequartista.

Altro rientro importante sarà quello di Alessio Zerbin, convocato anche lui da Mancini in nazionale, e reduce da un’esperienza con il Frosinone in Serie B.

Potrebbero trovare spazio, inoltre, anche alcuni ragazzi della Primavera, che hanno appena conquistato la salvezza nel campionato.

In particolare, Giuseppe Ambrosino, premiato come miglior marcatore con le sue 20 reti (e 5 assist), Idasiak (portiere titolare della squadra di Frustalupi), Saco (centrocampista titolare del Napoli primavera) e Vergara (attaccante titolare del Napoli primavera insieme ad Ambrosino).

 

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Simone Improta/Redazione Sportiva

1 minore denunciato o arrestato ogni 36 ore a Napoli e provincia VIDEO

Napoli e provincia: 1 minore denunciato o arrestato ogni 36 ore. 365 armi sequestrate negli ultimi 5 mesi.

Il bilancio dei Carabinieri:

Pugnali, katane, mazze da baseball Bombe farcite di chiodi, kalashnikov, balestre, pistole artigianali, pipe bombs, fucili da cecchino,

E ancora tirapugni di acciaio, coltelli da cucina, asce medievali, mitragliatori, bombe a mano e addirittura razzi, di quelli utilizzati nella guerra dei Balcani.

Il bilancio dei Carabinieri: 1 minore denunciato o arrestato ogni 36 ore

Un campionario vastissimo che non appartiene ad un’armeria ma all’elenco di sequestri messi a segno dai Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli.

Strumenti di morte sottratti anche alla criminalità organizzata ma soprattutto a giovanissimi, certi di poter affrontare qualsiasi minaccia solo sentendo sulla pelle il freddo di una lama o della canna di una pistola. Durante la movida, nelle serate in giro per locali o addirittura a scuola, in aula.

Leggendo i bilanci di operazioni ed eventi gestiti dai Carabinieri napoletani vengono i brividi perché spesso i coltelli e le armi da fuoco non rimangono solo una silenziosa difesa dalle proprie insicurezze.

Sono brandeggiati, impugnati, scagliati, spinti contro la carne del proprio avversario. E i grilletti premuti, più volte, in una singolar tenzone che non trova vincitori.

È per questo motivo che il Comando Provinciale Carabinieri di Napoli ha da tempo promosso servizi mirati a disarmare quelle mani e quelle coscienze spesso acerbe che vedono nella violenza l’unica risposta.

Un lavoro complesso e delicato che guarda con attenzione e preoccupazione soprattutto ai più giovani.

Repressione, dunque, ma anche tanta prevenzione. In strada e nelle scuole, con svariate iniziative per promuovere il dialogo con le istituzioni e la cultura della legalità.

Nei primi 5 mesi del 2022, i carabinieri di Napoli e provincia hanno sequestrato 365 armi di varia natura. 158 da taglio, 123 da fuoco e 78 di quelle definite improprie: per intenderci mazze, tirapugni, nunchaku ed altre.

Conti alla mano si parla di quasi 3 armi sequestrate al giorno.

365 potenziali minacce che si traducono in 153 denunce in stato di libertà per porto abusivo di armi e 37 arresti. Tra questi anche minori: 37 quelli denunciati, 3 quelli finiti in manette.

Un dato allarmante che racconta di 1 minore denunciato o arrestato ogni 36 ore. La scusa più diffusa è ormai nota , “Mi serve per difendermi!”, ma chi la pronuncia non si rende conto di essere anch’egli parte di un circolo vizioso.

Perché anche tenere in tasca un coltello genera violenza. E per di più è reato.

Ogni luogo è potenzialmente teatro di violenza, specie tra i più giovani. Tra i casi più recenti quello del 7 maggio scorso ad Arpino di Casoria dove le piste di un bowling sono diventate per pochi ma interminabili minuti un vero e proprio ring.

Un “fuggi fuggi” generale dove ad avere la peggio fu un 14enne che riportò un trauma cranico e diverse ferite da arma da taglio al torace.

E proprio poche ore fa i militari della locale stazione hanno identificato e denunciato quelle mani violente. Appartengono a 7 giovanissimi dai 14 ai 16 anni, tutti incensurati. L’arma utilizzata non è stata trovata ma ciò non impedirà loro di rispondere di rissa.

Attualissimo anche il caso di un 18enne di Torre del Greco, spunto per una valutazione statistica sull’utilizzo di alcune tipologie di armi.

Alta la percentuale di ragazzi tra i 18 e i 20 anni sorpresi in possesso di coltelli e tirapugni, comune denominatore della volontà di difendersi dalla o di accendere la miccia.

Quanto a Torre del Greco, i Carabinieri della locale sezione radiomobile hanno fermato il giovane mentre passeggiava sul litorale. Perquisito, è stato trovato in possesso di un tirapugni.

Il controllo è stato esteso anche alla sua abitazione ed è lì che i militari hanno rinvenuto e sequestrato due coltelli a serramanico. Dovrà rispondere di porto abusivo di armi.

Ancora un tirapugni, questa volta tolto dalle mani di un 15enne. È successo a Marano, in un sabato sera di movida.

3 i ragazzini di Caivano tra 15 e 16 anni segnalati dai passanti spaventati in Via Marina a Napoli perché armati di coltelli e tirapugni. Armi messe in mostra con spavalderia che sono costate loro una denuncia penale.

Un 17enne è stato trovato in metro al Vomero con un coltellino a serramanico. Grazie all’utilizzo dei metal detector, i carabinieri sono stati in grado di sottrarre la lama al giovane prima che si mischiasse nella folla della movida notturna.

A Nola un 17enne è stato sorpreso con 2 proiettili calibro 22 in tasca e una dose di cocaina.

In merito, le dichiarazioni del Comandante Provinciale Carabinieri di Napoli Generale di Brigata Enrico Scandone:

1 minore denunciato o arrestato ogni 36 ore, le dichiarazioni del Generale di Brigata Enrico Scandone“Alla luce della recente recrudescenza delle aggressioni fatte con armi in città e provincia, il Comando Provinciale Carabinieri di Napoli ha incrementato i servizi di contrasto all’uso e al porto abusivo di armi.

I più giovani, purtroppo, non si rendono conto che portare un coltello non è solo un reato. E’ pericoloso per gli altri e per se stessi.

Una lama può provocare gravi ferite o la morte di qualcuno.

Puntando ai più giovani, stiamo attuando una campagna di sensibilizzazione e prevenzione. Anche nelle scuole.

Invitiamo tutti, soprattutto i ragazzi, ad evitare il rischio dell’uso improprio di un coltello.

Un coltello ferisce, un coltello uccide, un coltello provoca lesioni che possono essere permanenti.

La vita non è un videogioco.

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  1 minore denunciato o arrestato ogni 36 ore a Napoli e provincia / Cristina Adriana Botis / Redazione Campania

Calciomercato, il rinnovo di Mertens è in standby

 

Il rinnovo di Dries Mertens ad oggi è in standby e si attende una risposta dell’attaccante belga al riguardo.

Ad oggi, in casa Napoli la situazione legata al rinnovo di Dries Mertens è molto delicata.

L’attaccante belga ha recentemente ricevuto una proposta di prolungamento da parte di De Laurentiis, che tuttavia non ha ancora trovato risposta a causa di discordanze sulla durata del contratto.

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, non ci sarà nessun altro incontro per definire il futuro di Mertens e la società resta in attesa di una risposta che spera di avere il prima possibile.

Dries Mertens è partito per il ritiro del Belgio senza esporsi, trasformando la situazione in un momentaneo stallo fra le parti.

Napoli, La situazione sul rinnovo di Mertens

La situazione e le intenzioni delle parti, in realtà, sono piuttosto chiare.

I partenopei non si sono mai opposti al rinnovo del belga, ma vorrebbero condurlo alle loro condizioni, quindi con un contratto annuale da 1.2/1,5 milioni.

Per Dries Mertens il problema non è mai stato di natura economica, ma spinge per una durata maggiore dell’accordo.

Mertens vuole un biennale, mentre De Laurentiis non si schioda dalla proposta di una sola stagione, in un tira e molla che potrebbe concludersi con una separazione nel caso le due parti non dovessero trovare un accordo.

In caso di addio al Napoli, per Mertens potrebbero aprirsi le porte verso campionati più “esotici”, visto che è molto seguito da club brasiliani e qatarioti.

Improbabile la pista Lazio, nonostante qualche contatto ci sia già stato: i biancocelesti non garantirebbero un contratto molto diverso da quello proposto dal Napoli e per di più il suo ruolo sarebbe marginale, in quanto verrebbe preso esclusivamente come riserva di Immobile.

 

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Simone Improta/Redazione Sportiva

Formula Uno: Sergio Perez rinnova con la Red Bull! E’ ufficiale

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Formula Uno: Sergio Perez rinnova con la Red Bull ! Il pilota messicano, ( vincitore del Gran Premio di Monaco ) firma un contratto biennale con la scuderia austriaca fino al 2024 ! 🗞 ✍🏼

Formula Uno: Sergio Perez rinnova con la Red Bull! E’ ufficiale

 

Sergio Perez e la Red Bull resteranno ancora insieme, almeno fino alla fine della stagione 2024. Arriva oggi l’ufficialità di un accordo tra le parti che già nelle ultime settimane era diventato molto probabile, complice l’ottimo avvio di campionato del pilota messicano. La firma è stata resa nota questo pomeriggio, a soli due giorni di distanza dalla splendida vittoria di Sergio Perez sul tracciato del Principato di Monaco.

Un periodo davvero d’oro quello che sta vivendo in questo momento il nativo di Guadalajara, giunto in 2ª posizione in Spagna dopo alcune discusse decisioni del team e trionfatore tra le stradine del Principato. Sergio Perez era approdato in Red Bull prima della stagione 2021, dopo aver rimpiazzato il thailandese Alexander Albon.

FONTE FOTO: Oracle Red Bull Racing Twitter

Il messicano erano stato prelevato dalla ex Racing Point, ora Aston Martin, che aveva scelto di non rinnovare il suo contratto, preferendo puntare sul quattro volte campione del mondo Sebastian Vettel. Nella sua prima stagione a Milton Keynes, Sergio Perez, dopo un adattamento difficile, aveva contribuito grandemente alla conquista del titolo iridato da parte del suo compagno di squadra, Max Verstappen. È stato però in questo avvio di 2022 che Sergio Perez ha compiuto il definitivo salto di qualità, conquistando una Pole Position a Jeddah, una vittoria e quattro podi nei primi sette Gran Premi.

Numeri che lo collocano attualmente in 3ª posizione nella Classifica iridata Piloti, a -15 dal suo compagno di squadra Max Verstappen. Con questo rinnovo la Red Bull ‘blinda’ la propria Line-Up titolare per le prossime due stagioni. Max Verstappen infatti aveva a sua volta recentemente rinnovato con il team austriaco fino a fine 2028.

14 politici stabiesi rischiano l’incandidabilità

14 politici stabiesi rischiano l’incandidabilità per le frequentazioni e parentele con boss stabiesi: sono l’ex sindaco Cimmino, 5 assessori e 8 consiglieri.

14 politici stabiesi rischiano l’incandidabilità

Gaetano Cimmino, Fulvio Calì, Antonio Cimmino, Antonella Esposito, Sabrina Di Gennaro, Giovanni Russo, Emanuele D’Apice, Annamaria De Simone, Lello Tito, Barbara Di Maio, Enza Maresca, Eutalia Esposito, Francesco Iovino, Giovanni Nastelli.

Sono questi i politici che il 5 Luglio dovranno comparire davanti alla prima sezione civile del Tribunale Di Torre Annunziata.

L’Avvocatura dello Stato illustrerà i motivi della richiesta di incandidabilità e gli avvocati difensori dei politici potranno eventualmente presentare le proprie memorie difensive.

Da specificare che nell’atto notificato dal Tribunale oplontino non viene citato nessun riferimento alle eventuali responsabilità dei politici nei fatti che hanno portato allo scioglimento del comune stabiese per infiltrazioni camorristiche, ma mette in rilevanza i legami parentali e confidenziali con diversi esponenti della malavita locale.

Per farla in breve, l’accusa, nonostante non siano state rilevati collegamenti tra l’assegnazione degli appalti finiti nel mirino dei commissari prefettizi e la responsabilità della politica, sostiene che la fitta rete di parentele e frequentazioni abbia favorito l’ingresso della camorra a Palazzo Farnese.

Nello specifico Gaetano Cimmino è coinvolto per le frequentazioni con la famiglia De Iulio; Fulvio Calì e Giovanni Russo per aver avuto contatti con imprenditori finiti in inchieste di Antimafia; Antonio Cimmino, Sabrina Di Gennaro e Antonella Esposito, poiché durante il loro assessorato sono stati assegnati appalti dove lavorano loro stretti parenti o nelle quali avevano lavorato prima di assumere l’incarico politico; gli 8 consiglieri comunali, Annamaria De Simone, Emanuele D’Apice, Barbara Di Maio, Lello Tito ed Enza Maresca, Eutalia Esposito, Francesco Iovino, Giovanni Nastelli per parentele dirette o indirette o frequentazioni con boss della camorra stabiese, o per collegamenti con parenti gravati da precedenti penali o finiti in inchieste giudiziarie.

Vivicentro già vi aveva parlato di questi collegamenti

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Cimmino e la super dirigente con pieni poteri

Francesco Iovino e quell’incontro con Bellarosa

Dalle indiscrezioni del quotidiano Metropolis, Augusto Bellarosa (considerato l’ambasciatore dei D’Alessandro per gli affari con la politica) nella sua auto, con un suo parente, si sarebbe incontrato, in piena campagna elettorale, con un esponente del Pd.

Era il 2013, alla corsa per la poltrona di palazzo Farnese competeva per il Pd Nicola Cuomo, poi vincitore al secondo turno ai danni del centrodestra, capitanata da Antonio Pentangelo.

Durante il colloquio, durato pochi minuti, l’esponente democratico richiedeva al Bellarosa conferma sull’avvenuta consegna del materiale necessario per la compagna elettorale. Il Bellarosa conferma.

Il tutto è stato intercettato a loro insaputa dai carabinieri di Castellammare di Stabia tramite una cimice installata nell’auto del ras di Scanzano.

Il nome dell’esponente del PD è quello dell’ex consigliere comunale Francesco Iovino (non indagato), delfino di Mario Casillo, capogruppo DEM alla regione, comparso insieme a Gennaro Iovino, padre di Francesco, nell’inchiesta Olimpo.

Ricorso scioglimento: oggi la prima udienza a Roma

E’ in programma oggi a Roma la prima udienza sul ricorso presentato dal sindaco Gaetano Cimmino ed altri componenti della sua amministrazione contro il provvedimento del Ministro dell’Interno Lamorgese che ha decretato lo scioglimento del comune stabiese per infiltrazioni camorristiche.

Gli avvocati Angelo Clarizia e Domenico Siniscalchi puntano a smontare la ricostruzione fatta dai commissari prefettizi basandosi sulla non individuazione di responsabilità dirette da parte degli amministratori della giunta stabiese nelle procedure ritenute viziate dalla commissione d’accesso.

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A cura di De Feo Michele / Redazione Campania