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mercoledì, Maggio 25, 2022

Cimmino e la super dirigente con pieni poteri

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Tra le nomine di Cimmino che fanno discutere è che sono finite sotto la lente di ingrandimento dei commissari prefettizi spunta la figura della della super dirigente.

M. L., nominata dirigente da Pannullo e poi riconfermata da Cimmino, durante la giunta di centrodestra ha assunto incarichi di vera importanza strategica per il funzionamento della macchina comunale stabiese. È stata infatti a capo dei settori affari generali, personale e avvocatura.

Il primo cavillo su questa nomina riguarda il conflitto di interessi che colpisce la dottoressa in prima persona la quale aveva un contenzioso in corso con il comune stabiese per circa 120mila euro. Infatti essendo a capo del settore dell’avvocatura lei stessa avrebbe dovuto difendere l’ente in questo procedimento che lei aveva mosso contro il comune.

Determinate nella nomina tanto discussa fu l’ex primo cittadino Cimmino che nonostante la candidatura di un’altra persona con più titoli ha puntato ugualmente sul di lei.

La commissione di accesso, anche con l’aiuto delle forze dell’ordine, si è inoltre soffermata anche sui presunti contatti tra  la camorra e la super dirigente riguardanti alcuni appalti pubblici. E inoltre proprio nel corso delle verifiche della commissione d’accesso, l’amministrazione ha provato a nascondere la faccenda togliendo il settore avvocatura dalle sue competenze.

L’ennesima vicenda che fa luce sulle ombre che ormai da troppi anni oscurano la verità che si cela dietro i banchi di palazzo Farnese.

Tanti sono i nomi che stanno uscendo, molte le storie da raccontare che aprono centinaia di filoni, e soprattutto quei nomi che più saltano all’occhio nella relazione della commissione d’accesso siedono a palazzo Farnese da anni. Cimmino forse ha le sue responsabilità, saranno le indagini e i processi a deciderlo, ma il rischio che sia stato l’ennesimo burattino della camorra è concreto.

Dietro determinate scelte pare ci sia sempre una sola mano e un filo logico: L’interesse dei clan stabiesi a spartirsi nomine, potere politico e appalti.

Redazione Campania – Michele De Feo

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