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Reddito di emergenza e voucher/buoni spesa: indebita percezione

La Guardia di Finanza di Corleone ha rilevato irregolarità in 8 richiedenti il c.d. Buono Spesa e in altri 2 per il c.d. Reddito di Emergenza.

I Finanzieri della Tenenza di Corleone (PA), nell’ambito dell’attività di polizia economica e finanziaria tesa alla vigilanza ed alla tutela del bilancio dello Stato, della Regione e degli Enti pubblici, hanno rilevato una serie di irregolarità nelle istanze presentate da parte di 8 richiedenti il c.d. “Buono Spesa”, e 2 richiedenti il c.d. “Reddito di Emergenza, tutti residenti nel comune di Corleone.

In particolare, l’attività ispettiva ha evidenziato che i soggetti, sulla scorta del modello di autocertificazione redatto dal Comune di Corleone, avevano sottoscritto l’istanza di accesso all’intervento socio-assistenziale e le relative dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà, sostenendo di trovarsi nelle condizioni previste ed elencate nell’avviso pubblico.

In realtà, i controlli eseguiti dalle Fiamme Gialle, incentrati sui dati autocertificati nelle richieste di erogazione di “buoni spesa/voucher” e del “reddito di emergenza” presentate, hanno evidenziato che i nuclei familiari percepivano altre forme di sostegno economico. Di conseguenza, sulla scorta delle informazioni acquisite, le autocertificazioni presentate sono risultate prive dei requisiti previsti nell’avviso di pubblico bando.

Gli indebiti percettori sono stati quindi segnalati per la decadenza dall’ammissione ai benefici richiesti e denunciati alla competente Procura della Repubblica per il reato di indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato e falso in atto pubblico.

Inoltre, è stata avviata l’azione amministrativa per il recupero delle somme già erogate, ammontanti ad €. 6.167,40, e per la comminazione di sanzioni per complessivi €. 18.502,20. Contestualmente è stata inviata apposita segnalazione al Comune di Corleone (per i buoni spesa/voucher) ed all’INPS competente territorialmente (per il Reddito di Emergenza) per la decadenza dell’ammissione ai benefici richiesti ex artt. 75 e 76 del D.P.R. 28/12/2000, n. 445 e 483 del codice penale.

L’attività di servizio conferma il ruolo di polizia economico-finanziaria affidato al Corpo della Guardia di Finanza, a contrasto delle condotte tenute da coloro i quali, accedendo indebitamente a prestazioni assistenziali erogate dallo Stato, sottraggono importanti risorse economiche destinate a favore di persone e famiglie che si trovano effettivamente in condizioni di disagio.

Adduso Sebastiano

Juve Stabia | Padalino: “Abbiamo meritato. I ragazzi potevano fare più gol”

Pasquale Padalino, allenatore della Juve Stabia, è intervenuto in conferenza stampa al termine del match vinto con la Viterbese per 2-0

Juve Stabia | Padalino: “Abbiamo meritato. I ragazzi potevano fare più gol”

 

Pasquale Padalino, allenatore delle Vespe, è intervenuto in conferenza stampa al termine del match vinto con la Viterbese per 2-0 per effetto delle reti siglate da Romero e Fantacci.

Le sue dichiarazioni sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Le vittorie vanno sempre conquistate non nella giornata della gara ma in settimana. Venivamo da due sconfitte e un pari con la Turris. Incontravamo una squadra che cambiava il tecnico ed era preoccupante per noi per gli stimoli che poteva avere la Viterbese. Abbiamo meritato. I ragazzi potevano fare anche più gol. Abbiamo dimostrato anche di essere molto compatti in ogni zona del campo. 

Sono stati bravi i ragazzi dall’inizio alla fine. Quando c’era da palleggiare lo hanno fatto, quando c’era da verticalizzare anche. Sono soddisfatto, i ragazzi hanno dato una grande risposta a loro stessi ma non solo. 

Gli esterni sono stati una delle chiave di lettura della gara. Alcune volte ci è mancato l’ultimo passaggio. Bene anche gli inserimenti dei due terzini Rizzo e Garattoni ma anche molto bene Mulè. Si è vista una squadra che aveva solo l’obiettivo della vittoria. I ragazzi hanno dimostrati di essere seri e coscienziosi e non si sono fatti prendere dal nervosismo. 

I ragazzi sono andati sempre alla ricerca della palla molto alti anche alla fine della gara ed è un approccio importante che da fiducia anche per le prossime partite. Non dobbiamo abbassare mai la guardia e ci dobbiamo riconfermare nelle prossime partite. 

Mulè era già entrato con la Cavese, poi lo avevo sostituito perchè era ammonito. Oggi ha dimostrato grande personalità insieme a Codromaz che sta prendendo sempre coscienza della propria forza. Merito a Mulè. Se la giocheranno ma sicuramente hanno anche l’occasione di apprendere molto da giocatori che hanno più esperienza come Troest e lo stesso Allievi. 

Damiano Lia ha fatto delle ottime cose. Sono felice per lui dopo un lungo stop. Siamo contenti tutti per lui. E’ un’altra arma a nostra disposizione che si inserirà benissimo nel nostro contesto”. 

a cura di Natale Giusti

Francavilla di Sicilia a “rischio zona rossa”, 61 i casi positivi al Covid-19

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Francavilla di Sicilia a “rischio zona rossa”, 61 casi positivi al Covid-19. Il sindaco Vincenzo Pulizzi non esclude misure più restrittive.

FRANCAVILLA DI SICILIA – L’emergenza sanitaria a causa della pandemia Covid-19  a Francavilla di Sicilia si è aggravata ed il sindaco Vincenzo Pulizzi non esclude misure ancor più restrittive rispetto a quelli vigenti. Nell’arco di tre settimane il numero dei positivi è lievitato sensibilmente fino a toccare quota 61. Dei quali 16 ufficializzati con pec dall’Asp e 45 in attesa di ufficializzazione. Due i positivi ricoverati in ospedale. Il 10 ottobre i positivi erano 10. La settimana successiva 22, quella a seguire 21 fino ai 23 dell’ultima settimana. “Una escalation – spiega il sindaco Pulizzi, anch’egli positivo e in quarantena così come il suo vice Gianfranco d’Aprile – accertata grazie alla corsa al tampone che i miei concittadini hanno fatto anche a spese proprie”.

Il primo cittadino di Francavilla:“In questi giorni difficili per il nostro paese abbiamo più volte contattato l’Asp e l’Usca, che spesso non sono puntuali nelle comunicazioni e costringono l’Amministrazione a monitorare quasi in autonomia (con i medici di base e i soggetti direttamente interessati) la situazione giorno per giorno, valutando con attenzione eventuali provvedimenti da attuare. È evidente un incremento nella conta dei contagi – presume Pulizzi – dovuto, anche, al monitoraggio effettuato dai cittadini a livello personale e privato, viste le lungaggini da parte dell’Usca”.

L’Amministrazione comunale di Francavilla ha già contattato la presidenza della Regione per esporre la situazione e le problematiche della nostra comunità. “Non vi nascondiamo – spiega il sindaco – che stiamo valutando ogni prospettiva, anche la più restrittiva. Abbiamo già avvisato i carabinieri, il dirigente scolastico, il Presidente del consiglio e i membri del Centro operativo comunale. Il dato è ormai serio, non ancora critico, ma riteniamo necessario e opportuno contenere il contagio per evitare il peggio e provare a ripartire più forti di prima.

La situazione è difficile e complicata per tutti – conclude il sindaco – anche per noi amministratori che, oltre a vivere in prima persona questa brutta esperienza e la realtà del contagio, non abbiamo mai pensato di tirarci indietro e sentiamo forte il peso di eventuali decisioni, consapevoli che saremo sempre e comunque criticati. Ci teniamo a dirvi, però, che questo non ci preoccupa poiché in questi anni il nostro gruppo ha sempre avuto il coraggio di prendere importanti decisioni”.

Mariella Musso

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Viterbese | Taurino: “Mi assumo la piena responsabilità della sconfitta”

Roberto Taurino, allenatore della Viterbese, è intervenuto in conferenza stampa al termine del match vinto dalle Vespe contro la Viterbese per 2-0 

Taurino: “Mi assumo la piena responsabilità della sconfitta”

 

Roberto Taurino, allenatore della Viterbese, è intervenuto in conferenza stampa al termine del match vinto dalle Vespe contro la Viterbese per 2-0 per effetto delle reti siglate da Romero e Fantacci.

Le sue dichiarazioni sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it

“L’atteggiamento grintoso non è che non si sia visto, ma non lo abbiamo avuto per tutta la durata della gara. La rabbia più grande di oggi è che dopo tre minuti abbiamo subito gol sulla cosa che abbiamo più studiato in settimana facendoci beccare con una facilità assurda, poi dopo il goal loro hanno indirizzato la partita nel verso in cui volevano.

In costruzione non abbiamo sbagliato tanto, è mancata di più la fase conclusiva. Al momento siamo in difficoltà, però qualcosa di buono lo abbiamo fatto. Davanti come squadra bisogna fare qualcosa in più perchè abbiamo commesso troppi errori e questo non è possibile.

Sicuramente mi aspettavo una partita dura, abbiamo affrontato una squadra che è più avanti di noi in tante cose, una squadra che fa del palleggio la sua caratteristica principale. Però non mi è apparso che oltre i due gol abbiamo concesso chissà cosa. Il nostro atteggiamento però è stato troppo passivo, dobbiamo metterci più attenzione perchè se giochi contro squadre del genere alla prima occasione ti fanno gol e dopo è difficile rimontare. Non è una questione di un singolo uomo, ci sono tante cose da migliorare e c’è da trovare la giusta strada.

Più che paura penso che in questi ragazzi ci sia molta sfiducia e noi dobbiamo lavorare per riacquistarla. Di questa sconfitta me ne assumo la piena responsabilità, quello che ho chiesto ai ragazzi è di alzare la testa perchè il campionato è ancora lungo. Chi non ci crede è giusto che rimanga a casa, io voglio gente disposta a metterci tutto quello che ha”. 

 

a cura di Giuseppe Rapesta

Inter – Torino, le probabili formazioni: i dubbi di Conte e Giampaolo

 

L’Inter cerca riscatto dopo una serie di pareggi. Conte medita sulla squadra da schierare, orfana di Kolarov e Brozovic, positivi al Covid-19, tenendo a mente la partita del 25 novembre contro il Real Madrid. Dubbi anche per Giampaolo sulle fasce.

Tutto pronto per la sfida di domenica 22 novembre a San Siro tra Inter e Torino. I nerazzurri sono reduci da due pareggi consecutivi in campionato, mentre, per i granata, il pareggio contro il Crotone dell’ultima giornata e la vittoria contro il Genoa del turno precedente li spinge a continuare il trend positivo.

Inter

Molti dubbi per Antonio Conte sulla formazione da schierare per la sfida contro il Torino. Gli ultimi passi falsi impongono, alla squadra di casa, un’inversione, per potersi avvicinare al primo posto occupato dal Milan. Brutte notizie dalla pausa nazionali: sia Brozovic che Kolarov sono risultati positivi al Coronavirus, costringendo l’allenatore salentino a fare dei cambi. In primis Ranocchia al posto di De Vrij, a riposo in vista del match di Champions League, mentre Gagliardini sostituirà il croato a centrocampo. L’unica certezza resta il tandem d’attacco: Lukaku e Lautaro.
Probabile Formazione (3-5-2): Handanovic; D’Ambrosio, Ranocchia, Bastoni; Hakimi, Gagliardini, Vidal, Barella, Young; Lautaro, Lukaku. All. Conte

Torino

4 punti nelle ultime due partite per il Toro di Giampaolo, che vuole proseguire il trend positivo. In attacco non si cambia: spazio al tandem Belotti-Verdi, accompagnati alle spalle da Lukic. Anche in centrocampo dovrebbero essere confermati gli stessi dell’ultima giornata, ovvero Meitè, Rincon e Linetty. I dubbi più grandi sorgono in difesa, dove a destra dovrebbe vedersi Singo, mentre a sinistra ballottaggio tra Rodriguez e Murru, con quest’ultimo favorito. Al centro del reparto difensivo Bremer sarà accompagnato da uno tra Lyanco e Nkoulou.
Probabile Formazione (4-3-1-2): Sirigu; Singo, Bremer, Lyanco, Murru; Meitè, Linetty, Rincon; Lukic; Verdi, Belotti. All. Giampaolo.

A cura di Claudio Savino

Juve Stabia, vittoria sulla Viterbese. Il Podio Gialloblu.

La Juve Stabia torna alla vittoria nella gara interna con la Viterbese. Un gol per tempo, di Romero e Fantacci, consegnano il successo alla squadra di Padalino.

PODIO

Medaglia d’oro: a Tommaso Fantacci, che torna ad indossare la calzamaglia di Superman. Gara da incorniciare per il fantasista della Juve Stabia, che firma il ritorno al successo delle Vespe riaggianciandosi alla rete col Bisceglie, che aveva regalato l’ultima vittoria in campionato. Col contagiri il filtrante servito a Garattoni per la combinazione che porta alla rete di Romero; di potenza invece il sinistro che chiude la gara dopo una sgroppata solitaria. Per il 33 gialloblu, qualità – che raramente manca – e quantità al servizio della squadra in una gara in cui pochissime sono le pause che a volte si vedono nelle prestazioni di Fantacci. Peccato per la doppietta personale che sfuma nel finale.

Medaglia d’argento: ad Alberto Rizzo, pendolino della fascia sinistra. Se il testa a testa tra terzini, nonostante l’assist di Garattoni, lo vince Rizzo la prova dell’ex Cittadella non può che essere di assoluto spessore. Il numero 3 della Juve Stabia gioca a ritmi elevati per tutta la gara, dedicandosi alle due fasi di gioco con totale naturalezza. Dal suo mancino arrivano a ripetizione cross per Romero e compagni che avrebbero meritato di tramutarsi, anche statisticamente, in veri e propri assist da +1 al fantacalcio.

Medaglia di bronzo: ci perdoni il colosso Romero ma Francesco Orlando gli ruba la scena. Ottimo segnale il ritorno al gol del centravanti stabiese, che non esultava dall’11 ottobre scorso ma altrettanto importante è la crescita costante dell’esterno di proprietà della Salernitana. Dopo la guarigione dal covid ed il rientro, Orlando ha scalato posizioni fino a diventare occupante abituale dell’attacco stabiese. Mai una scelta forzata per il numero 11, il quale cerca sempre la giocata funzionale alla squadra, che sia soluzione personale o servizio per un compagno. La sua vivacità tiene in costante apprensione la difesa laziale.

CONTROPODIO

Medaglia d’oro: a Luca Berardocco, che non fornisce il cambio di passo alla Juve Stabia. Nell’autovettura gialloblu il regista è designato a far cambiare marcia ed innescare definitivamente la corsa ma l’ex Sudtirol lo fa poco. Preciso nella gestione della palla ma troppo compassato e scolastico nella giocata. Non gli si chiedono le sventagliate di Calò ma un po’ di rischio (calcolato) in più.

Medaglia d’argento: ad Alessandro Mastalli, che brilla meno del solito. La luce del capitano si accende a intermittenza vedendosi soprattutto per recuperi e lavoro sporco tanto amato dagli allenatori, e scommettiamo anche da Padalino. Uno solo il suo squillo verso la porta avversaria, disinnescato da Daga.

Medaglia di bronzo: a Jacopo Scaccabarozzi, che corre tanto ma non trova l’acuto. Il centrocampista si vede a intermittenza; con un pizzico di timidezza in meno i suoi inserimenti potrebbero essere più proficui.

Castellammare, i contagi tornano a correre: percentuale positivi/tamponi resta molto alta

Castellammare, i contagi tornano a correre: 68 nuovi contagi registrati nelle ultime 24 ore. La percentuale positivi/tamponi resta molto alta

Il sindaco di Castellammare di Stabia, Gaetano Cimmino, ha riferito di aver ricevuto notizie dall’Unità di Crisi della Regione Campania circa 68 nuovi casi di Covid registrati nelle ultime 24 ore in città.
Tra di essi 16 persone presentano sintomi lievi della malattia, il resto è fortunatamente asintomatico.

“Registriamo nuovamente la giovane età della maggior parte dei 68 nuovi contagiati. Tra i casi positivi ci sono stati segnalati tre bambini di 4, 6 e 8 anni e sette ragazzi tra i 10 e i 17 anni.” ha commentato il primo cittadino stabiese.
“Positivi anche due cittadini di 82 e 84 anni. A tutti loro va l’augurio di pronta guarigione: sono certo che presto usciranno da questa situazione”.
“In totale sono stati lavorati 352 tamponi, per cui resta molto alta la percentuale del rapporto con i nuovi positivi: siamo al 19,3%. Infine, il dato dei guariti: per 46 persone l’incubo del coronavirus è finito.” conclude Cimmino.
COVID-19, IL BOLLETTINO ORDINARIO DELL’UNITÀ DI CRISI DELLA REGIONE CAMPANIA
Questo il bollettino di oggi:
Positivi del giorno: 3.554
di cui:
Asintomatici: 3.192
Sintomatici: 362
Tamponi del giorno: 24.692
Totale positivi: 133.056
Totale tamponi: 1.407.796
Deceduti: 32 (*)
Totale deceduti: 1.249
Guariti: 1.379
Totale guariti: 30.672
* Deceduti tra il 15 e il 20 novembre
Report posti letto su base regionale:
Posti letto di terapia intensiva disponibili: 656
Posti letto di terapia intensiva occupati: 198
Posti letto di degenza disponibili: 3.160
Posti letto di degenza occupati: 2.260

“I Ragazzi In Piazza” continuano a portare avanti la loro voce

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I Ragazzi In Piazza”continuano a portare avanti la loro voce

I Ragazzi In Piazza: “Non ci fermiamo fin quando non avremo ottenuto tutta l’attenzione che la nostra attuale situazione merita”.

I lavoratori stagionali, di cui ce ne eravamo già occupati con l’articolo dal titolo “Lavoratori stagionali: I Ragazzi in Piazza incontrano l’europarlamentare Dino Giarrusso M5s” il 27.06.2020, hanno intenzione di non lasciare morire nel silenzio richieste e progetti emersi in occasione del periodo drammatico che ancora oggi stiamo vivendo, quello pandemico Covid-19, che quando avrà una fine sicuramente lascerà enormi strascichi anche in questo settore.

“Non ci fermiamo fin quando non avremo ottenuto tutta l’attenzione che la nostra attuale situazione merita. La nostra non è una protesta politica ma sociale.
Non interessa il colore politico a chi chiede di essere ascoltati.
Chi sottovaluta la nostra evoluzione, il nostro movimento, non è in connessione con quello che è la realtà e soprattutto la realtà in prospettiva futura.”- Esprimono con forza I Ragazzi In Piazza –
Di seguito un video da loro stessi realizzato.
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Denunciato tunisino che aveva falsificato il suo passaporto

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Denunciato dalla Polizia di Stato di Palermo poiché per ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno aveva falsificato il suo passaporto.

La Polizia di Stato ha denunciato in stato di libertà il cittadino tunisino I.M., responsabile di conttraffazione delle impronte di una pubblica autenticazione.

Gli agenti della Polizia di Stato in servizio presso l’Ufficio Polizia di Frontiera Marittima di Palermo, nel corso di un’attività di contrasto all’utilizzo di documenti di viaggio falsi o alterati, durante le operazioni di controllo di frontiera sui passeggeri in arrivo dalla Tunisia, hanno denunciato il cittadino tunisino I.M., in arrivo da Tunisi sulla motonave “Catania”,  resosi  responsabile dell’alterazione del proprio passaporto mediante l’apposizione di due timbri, previsti dalla normativa Europea e con i quali si individua con certezza la data ed il luogo in cui e stata attraversata la frontiera, timbri risultati del tutto contraffatti.

Nonostante tali timbri fossero di buona fattura, l’occhio accorto dei poliziotti ne ha percepito l’alterazione; gli agenti hanno notato l’assenza dei cc.dd. “elementi di sicurezza” ovvero quelle caratteristiche grafiche, previste per legge, di cui devono essere necessariamente dotati i timbri in questione.

I poliziotti hanno effettuato un più accurato esame del documento mediante l’utilizzo di microscopi e di altre sofisticate apparecchiature, di cui è dotato l’Ufficio di Frontiera, confermando la falsificazione del passaporto.

Dalla successiva attività d’indagine svolta dai poliziotti e scaturita dai riscontri documentali, si apprendeva che il cittadino tunisino aveva falsificato tali timbri per poter dimostrare la sua continuativa presenza sul territorio nazionale; condizione necessaria per poter richiedere ed ottenere il rinnovo del proprio permesso di soggiorno.

Adduso Sebastiano

CASERTA: “NON MI PREOCCUPO. CI SONO PERIODI CHE NON SEGNI”

Il tecnico del Perugia Fabio Caserta, a fine derby con il Gubbio, si trova a commentare il secondo zero a zero di fila dopo Carpi:

“Non mi preoccupo, perché in tutti i campionati ed in tutte le categorie ci sono momenti in cui crei due palle gol e le concretizzi; e viceversa periodi che ti blocchi. Ma analizzo i lati positivi di lotta di oggi. Con la linea difensiva messa in campo non ci sono stati errori; e neanche il rigore visto da Torrente, sul campo, ho reputato esserci. In avanti abbiamo sbagliato qualcosina. L’innesto di Minesso, per poi avere due attaccanti con Bianchimano in corso d’opera. E’ andata male. Spero di avere a disposizione da domenica l’altro attaccante Murano e l’altro difensore Negro”.

Mattia Minesso (Attaccante Perugia) sottolinea come lui per primo doveva esser più concreto. “Lavoreremo anche con Federico (Melchiorri) per restare più vicini, nonostante cercavo di abbassarmi per un maggior collante tra i reparti. Con un po’ più di cattiveria ed anche più uomini in proiezione offensiva, potevamo far meglio”.

Controlli della Polizia di Stato nelle stazioni ferroviarie siciliane

I controlli con la “operazione Stazioni sicure“ effettuata da 135 agenti della Polfer ha verificato 378 persone e ispezionato 80 bagagli.

Sono 378 le persone controllate, 80 i bagagli ispezionati e 135 agenti della Polfer impiegati. Questo il bilancio della “Operazione Stazioni Sicure” condotta dalla Polizia Ferroviaria della Sicilia nella giornata dell’altro ieri, in 99 scali.

L’attività, volta a garantire la sicurezza degli utenti e degli addetti ai lavori in ambito ferroviario, prevenendo e reprimendo eventuali azioni illecite da parte di malintenzionati, ha visto anche l’impiego di metal detector e, nelle stazioni di Palermo e Catania Centrale, di unità cinofile della locale Questura.

I cani poliziotti, specializzati nella ricerca di esplosivo e sostanze stupefacenti, unitamente ai loro conduttori e agli agenti della Polfer, hanno operato prevalentemente nelle aree di maggiore affluenza come le banchine dei treni e l’area di arrivo e partenza dei bus extraurbani.

L’attività è stata coordinata dal C.O.C. della Polfer che, tramite il sistema di geolocalizzazione, palmari di cui dispongono le pattuglie della Polfer ed il sistema di videosorveglianza della stazione di Palermo, ha potuto dislocare i controlli in base alle necessità operative.

Adduso Sebastiano

PERUGIA – GUBBIO, DERBY DA ZERO A ZERO

Il Perugia affronta il derby con il Gubbio con formazione delle ultime gare, salvo l’innesto in avanti di Minesso al fianco di Melchiorri. Davanti Fulignati, il compito di fermare anche i validi attaccanti eugubini, ad Angella centrale, con Sgarbi e Monaco “braccetti” laterali. Burrai e Moscati ancora insieme a macinare gioco e cercare rifornimenti per il vertice più alto Sounas. Sugli esterni Rosi, che se ripete le “sgaloppate” delle ultime prestazioni, può contare sulla stabilità di Favalli sul versante opposto. Minesso (suo il primo tiro in porta al 10′ dopo bel controllo e girata) dunque favorito a Bianchimano, data l’indisponibilità di Murano; a giocarsi la sua carta in coppia con il capocannoniere in campo (3 segnature per lui in campionato), Federico Melchiorri. La curiosità è vedere se l’ex Pisa (alla fine svarierà tra le linee, alla ricerca dello sprint vincente senza trovarlo fino alla sostituzione del 64′) parte largo per poi legarsi alla prima punta, o se sé né tenga più stretto, come le ultime disposizioni di Caserta han fatto scivolare i match dal cambio modulo in poi. Per la seconda volta consecutiva, dopo le convincenti  interpretazioni, Dragomir in panchina (entrerà alla metà della seconda frazione, trovando anche lui non poche difficoltà nel perfezionare  l’ultimo passaggio ‘ponte’). Stessa sorte per i calciatori non ancora al 100%: Elia, Crialese, Kouan. Falzerano e Cancellotti a completare la panca, insieme ai giovani Lunghi e Tozzuolo, vicino Vanbaleghem, tra quelli fino ad ora con minutaggio limitato.

E’ il Grifo che cerca di “fare” subito gioco, ed allora la sfera corre veloce dalla prima impostazione difensiva centrale di Angella ai laterali, per poi riaccentrarsi su Melchiorri; come in occasione dell’offside nei primissimi minuti. Fuorigioco che risulterà una costante della prima parte, con Melchiorri stesso fermato più volte. Poi il più pericoloso Sgarbi su Cucchietti.  Al 17′ su primo calcio d’angolo di Pasquato, il colpo di testa di Ferrini fa correre un piccolo brivido. Gli uomini di Caserta scandiscono il ritmo, ma i ragazzi di Torrente sembrano conoscere il loro spartito e non si sfilacciano. Gli spazi restano così ben occupati, la cui compattezza non consente ai locali quest’oggi in completo totalmente rosso,  di sfondare l’ultima linea: probabilmente Melchiorri si ritrova nelle stesse condizioni di quando con il 4-3-3 passato, soffriva di solitudine in peso d’attacco. E così il naturale epilogo del primo tempo è l’inevitabile 0 a 0.

Si riscende in campo senza cambi. Gli allenatori intravedono forse match difficile da sbloccare, ma tetragoni sulle proprie impostazioni, confidano nella valenza dei 22 sul rettangolo. Malaccari al 54′ ci prova allora da fuori, impegnando Fulignati in angolo. Al secondo corner invece non concretizzato dall’altro lato, con Cucchietti  attento solo a far scorrere il pallone, ecco i cambi di Caserta: dentro Dragomir ed Elia (subito ammonito) alla ricerca della forma e dell’imprevedibilità. Poi anche Bianchimano, per stazza e specificità negli ultimi metri. Ma addirittura i nuovi entrati sono costretti a ripiegare, per i tentativi ospiti di accendersi. Questi non ci stanno a chiudere come avevano iniziato: sotto ritmo dei perugini. Ed allora cercano di ‘tamburellare’. Ancora mossa significativa di Caserta, che corre ai ripari del dinamismo in pressing alto di Kouan, per spezzare il ritrovato fiato dei cugini corregionali in campo.  Ma l’occasione sprecata resta quella di inizio gara di Sgarbi. La partita si conclude come era iniziata. Con forte sbattere di vento, e poca concretizzazione.

 

Tabellino 

Perugia – Gubbio 0 – 0 

PERUGIA: Fulignati, Rosi, Favalli (12′ st Elia), Sgarbi (32′ st Crialese), Angella, Monaco, Burrai, Melchiorri, Sounas (32′ st Kouan), Moscati (12′ st Dragomir), Minesso (19′ st Bianchimano).
A disp. Bocci, Baiocco, Lunghi, Vanbaleghem, Falzerano, Tozzuolo, Cancellotti. All. Caserta

GUBBIO: Cucchietti, Uggè, Megelaitis, Pasquato, Ferrini, Signorini, Gerardi (21′ st De Silvestro), Malaccari, Gomez, Cinaglia (12′ st Munoz), Oukhadda.
A disp. Zamarion, Montanari, Migliorelli, Lovisa, Pellegrini, Sorbelli, Gaia. All. Torrente

ARBITRO: Andrea Bordin di Bassano del Grappa (Rosario Caso di Nocera Inferiore – Giuseppe Pellino di Frattamaggiore) IV° ufficiale: Eduart Pashuku di Albano Laziale

RETI:

NOTE: ammoniti Sgarbi, Sounas, Gomez

 

Carmine D’Argenio

 

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PERUGIA – GUBBIO, DERBY DA ZERO A ZERO

Il Perugia affronta il derby con il Gubbio con formazione delle ultime gare, salvo l’innesto in avanti di Minesso al fianco di Melchiorri. Davanti Fulignati, il compito di fermare anche i validi attaccanti eugubini, ad Angella centrale, con Sgarbi e Monaco “braccetti” laterali. Burrai e Moscati ancora insieme a macinare gioco e cercare rifornimenti per il vertice più alto Sounas. Sugli esterni Rosi, che se ripete le “sgaloppate” delle ultime prestazioni, può contare sulla stabilità di Favalli sul versante opposto. Minesso (suo il primo tiro in porta al 10′ dopo bel controllo e girata) dunque favorito a Bianchimano, data l’indisponibilità di Murano; a giocarsi la sua carta in coppia con il capocannoniere in campo (3 segnature per lui in campionato), Federico Melchiorri. La curiosità è vedere se l’ex Pisa (alla fine svarierà tra le linee, alla ricerca dello sprint vincente senza trovarlo fino alla sostituzione del 64′) parte largo per poi legarsi alla prima punta, o se sé né tenga più stretto, come le ultime disposizioni di Caserta han fatto scivolare i match dal cambio modulo in poi. Per la seconda volta consecutiva, dopo le convincenti  interpretazioni, Dragomir in panchina (entrerà alla metà della seconda frazione, trovando anche lui non poche difficoltà nel perfezionare  l’ultimo passaggio ‘ponte’). Stessa sorte per i calciatori non ancora al 100%: Elia, Crialese, Kouan. Falzerano e Cancellotti a completare la panca, insieme ai giovani Lunghi e Tozzuolo, vicino Vanbaleghem, tra quelli fino ad ora con minutaggio limitato.

E’ il Grifo che cerca di “fare” subito gioco, ed allora la sfera corre veloce dalla prima impostazione difensiva centrale di Angella ai laterali, per poi riaccentrarsi su Melchiorri; come in occasione dell’offside nei primissimi minuti. Fuorigioco che risulterà una costante della prima parte, con Melchiorri stesso fermato più volte. Poi il più pericoloso Sgarbi su Cucchietti.  Al 17′ su primo calcio d’angolo di Pasquato, il colpo di testa di Ferrini fa correre un piccolo brivido. Gli uomini di Caserta scandiscono il ritmo, ma i ragazzi di Torrente sembrano conoscere il loro spartito e non si sfilacciano. Gli spazi restano così ben occupati, la cui compattezza non consente ai locali quest’oggi in completo totalmente rosso,  di sfondare l’ultima linea: probabilmente Melchiorri si ritrova nelle stesse condizioni di quando con il 4-3-3 passato, soffriva di solitudine in peso d’attacco. E così il naturale epilogo del primo tempo è l’inevitabile 0 a 0.

Si riscende in campo senza cambi. Gli allenatori intravedono forse match difficile da sbloccare, ma tetragoni sulle proprie impostazioni, confidano nella valenza dei 22 sul rettangolo. Malaccari al 54′ ci prova allora da fuori, impegnando Fulignati in angolo. Al secondo corner invece non concretizzato dall’altro lato, con Cucchietti  attento solo a far scorrere il pallone, ecco i cambi di Caserta: dentro Dragomir ed Elia (subito ammonito) alla ricerca della forma e dell’imprevedibilità. Poi anche Bianchimano, per stazza e specificità negli ultimi metri. Ma addirittura i nuovi entrati sono costretti a ripiegare, per i tentativi ospiti di accendersi. Questi non ci stanno a chiudere come avevano iniziato: sotto ritmo dei perugini. Ed allora cercano di ‘tamburellare’. Ancora mossa significativa di Caserta, che corre ai ripari del dinamismo in pressing alto di Kouan, per spezzare il ritrovato fiato dei cugini corregionali in campo.  Ma l’occasione sprecata resta quella di inizio gara di Sgarbi. La partita si conclude come era iniziata. Con forte sbattere di vento, e poca concretizzazione.

 

Tabellino 

Perugia – Gubbio 0 – 0 

PERUGIA: Fulignati, Rosi, Favalli (12′ st Elia), Sgarbi (32′ st Crialese), Angella, Monaco, Burrai, Melchiorri, Sounas (32′ st Kouan), Moscati (12′ st Dragomir), Minesso (19′ st Bianchimano).
A disp. Bocci, Baiocco, Lunghi, Vanbaleghem, Falzerano, Tozzuolo, Cancellotti. All. Caserta

GUBBIO: Cucchietti, Uggè, Megelaitis, Pasquato, Ferrini, Signorini, Gerardi (21′ st De Silvestro), Malaccari, Gomez, Cinaglia (12′ st Munoz), Oukhadda.
A disp. Zamarion, Montanari, Migliorelli, Lovisa, Pellegrini, Sorbelli, Gaia. All. Torrente

ARBITRO: Andrea Bordin di Bassano del Grappa (Rosario Caso di Nocera Inferiore – Giuseppe Pellino di Frattamaggiore) IV° ufficiale: Eduart Pashuku di Albano Laziale

RETI:

NOTE: ammoniti Sgarbi, Sounas, Gomez

 

Carmine D’Argenio

 

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Rileggi LIVE – Juve Stabia-Viterbese 2-0 (4° Romero, 4° s.t. Fantacci)

Juve Stabia-Viterbese, segui la diretta testuale del match dallo stadio “Romeo Menti”. Vespe alla ricerca della vittoria dopo un pari e due sconfitte

Rileggi LIVE – Juve Stabia-Viterbese 2-0 (4° Romero, 4° s.t. Fantacci)

 

45°+4 Finisce 2-0 per le Vespe la sfida con la Viterbese. Una gara che le Vespe avrebbero potuto vincere anche con più reti. Troppo netto il divario tra le due squadre e troppo netto il dominio delle Vespe con una Viterbese che ha denotato tanti problemi in ogni settore del campo. Juve Stabia ottima soprattutto sugli esterni offensivi, Fantacci ed Orlando, ben supportati da Garattoni e Rizzo. Domenica prossima Vespe ancora in casa nel derby con la Paganese.

45° va al tiro anche Vallocchia e parata di Daga che ancora una volta non trattiene ma evita ulteriori problemi

39° ammonito Lia

34° ammonito Bezziccheri per un fallaccio a centrocampo su Berardocco

30° Rizzo penetra in area dalla sinistra e mette al centro una palla invitantissima per Fantacci che sbaglia incredibilmente a due passi da Daga

28° traversa di Garattoni con un bel tiro-cross dalla destra che tocca il montante alto della porta difesa da Daga

10° ammonito Mulè

9° primo tiro in porta della Viterbese: è Bezziccheri dal limite con un bel tiro che però termina sul fondo alla sinistra di Tomei

7° ammonito l’ex Rossi

RADDOPPIO DELLA JUVE STABIA: altro errore in disimpegno della Viterbese, ne approfitta Fantacci per andare via palla al piede e battere imparabilmente Daga con un rasoterra in diagonale

2° cross dalla sinistra di Rizzo per la testa di Romero, para Daga

SECONDO TEMPO 

45° Finisce con il vantaggio delle Vespe per 1-0 per effetto della rete siglata da Romero al 4° minuto il primo tempo del “Romeo Menti”. Vespe che hanno dominato in lungo e in largo contro una Viterbese che ha palesato grossi limiti in ogni reparto. una Juve Stabia che poteva anche chiudere il primo tempo con un vantaggio maggiore.

31° Orlando va al colpo di testa su cross di Garattoni dalla destra, palla di pochissimo fuori

30° ancora Juve Stabia pericolosissima con una difesa della Viterbese che fa acqua da tutte le parti.

29° bella giocata di Orlando sulla sinistra che mette una bella palla al centro per Romero che per pochissimo n9on arriva alla deviazione vincente

27° cross di Rizzo dalla sinistra per la testa di Romero che colpisce bene e il portiere della Viterbese, Daga, para a terra non senza problemi con la palla che gli sfugge per un attimo

22° va al tiro Mastalli dal limite con parata a terra di Daga

19° da azione d’angolo cross profondissimo di De Falco sul secondo palo, interviene Ferrani che calcia ma la conclusione è debole con Tomei che para senza problemi

15° Orlando da sinistra mette al centro per Fantacci ma Baschirotto lo anticipa in maniera decisiva

11° buona giocata di Fantacci che serve Scaccabarozzi sulla destra, il quale a sua volta entra in area di rigore ma la conclusione termina a lato.

7° punizione battuta da Mastalli dalla fascia sinistra con palla al centro dell’area di rigore, fa buona guardia Daga

GGOOOLLL DELLA JUVE STABIA: invenzione di Fantacci che mette un filtrante perfetto per il piede di Garattoni in area di rigore che mette al centro un pallone invitantissimo solo da spingere in rete da parte di Niccolò Romero per il vantaggio della Juve Stabia

3° da Orlando a Romero che va al tiro dai trenta metri con palla alta sulla traversa

PRIMO TEMPO

Juve Stabia-Viterbese è un match molto importante per entrambe le squadre. Da un lato le Vespe di mister Padalino che, dopo il pareggio con poche emozioni nel derby con la Turris, cercano di tornare a fare bottino pieno fra le mura amiche. Dall’altro lato la Viterbese che alla fine della scorsa settimana ha dato il benservito all’ex tecnico Agenore Maurizi per ingaggiare Roberto Taurino, tecnico che ha fatto faville lo scorso anno col Bitonto in Serie D guadagnando sul campo la promozione in Serie C poi revocata per una storia di combine nella gara col Picerno del 2018-2019.

Nella Juve Stabia assenze pesantissime nel settore difensivo. Mancano infatti contemporaneamente i due centrali difensivi per la prima volta da inizio campionato. Allievi (squalificato per un turno) e Troest (problemi muscolari accusati nel secondo tempo di Juve Stabia-Bisceglie) saranno con ogni probabilità sostituiti da una coppia inedita costituita da Erasmo Mulè, ex Juventus Under 23, e Roberto Codromaz, che ha caratterizzato con un bel gol di testa il derby con la Turris.

Mancano inoltre gli indisponibili “storici” rappresentati da Golfo, Cernigoi, Russo e Volpicelli. Mister Padalino in conferenza stampa si è detto certo dell’essere vicino al raggiungimento di un’identità per la propria squadra sottolineando come sia sempre la mancanza di finalizzazione il problema principale delle Vespe in questa fase del campionato.

Dal canto suo anche la Viterbese di mister Taurino lamenta due assenze pesanti a centrocampo. Si tratta di Palermo e Salandria. Nella conferenza pre-gara mister Taurino ha affermato di aver preparato bene la gara da un punto di vista tattico e di voler rappresentare l’orgoglio della città di Viterbo. Motivazione in più per i suoi uomini tra i quali c’è una vecchia conoscenza del “Menti” dello scorso anno: Alessandro Rossi che non ha mai convinto per l’intero campionato in Serie B culminato poi con la retrocessione.

E’ una Viterbese che sicuramente deve necessariamente invertire la rotta. 7 soli punti in 9 partite sono un bottino troppo magro. Addirittura un solo punto conquistato in casa a fronte di un solo gol realizzato e 6 subiti. Migliore il rendimento esterno della Viterbese: 6 punti conquistati tra le mura amiche a fronte di 6 gol fatti e 5 subiti. Probabile il modulo tattico 3-5-2, vero e proprio cavallo di battaglia di Taurino.

La gara sarà diretta dal sig. Marco MONALDI della sezione di Macerata. L’assistente numero uno sarà Luca LANDONI della sezione di Milano. L’assistente numero due Giorgio RAVERA della sezione di Lodi. Quarto ufficiale: Gianluca GRASSO della sezione di Ariano Irpino.

 

FORMAZIONI UFFICIALI 

JUVE STABIA (4-3-3): Tomei; Garattoni, Mulè, Codromaz, Rizzo; Scaccabarozzi (Vallocchia dal 29° s.t.), Berardocco (Bovo dal 36° s.t.), Mastalli; Fantacci (Lia dal 36° s.t.), Romero (Bubas dal 36° s.t.), Orlando (Bentivegna dal 42° s.t.)

Allenatore: sig. Pasquale Padalino

VITERBESE (3-5-2): Daga; Mbende, Ferrani, Baschirotto; De Santis, Bezziccheri (Menghi dal 44° s.t.), De Falco, Sibilia (Besea dal 20° s.t.), Falbo (Galardi dal 11° s.t.); Tounkara, Rossi (Calì dal 20° s.t.).

Allenatore: sig. Roberto Taurino

 

 

a cura di Natale Giusti 

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Legare Utili e Sanità è come mischiare olio e acqua: lezione lombarda

La Lombardia ha mostrato l’incongruenza del legare utili e sanità: è come voler mischiare olio e acqua; l’olio galleggia, l’acqua affonda.

Legare Utili e Sanità è come mischiare olio e acqua: lezione lombarda

La Lombardia vanta un’industria sofisticata e strutture mediche di livello mondiale, eppure è stata travolta dalla prima ondata della pandemia globale, costringendo i medici a razionare ventilatori e letti d’ospedale, dovendo decidere chi sarebbe vissuto e chi, invece, sarebbe morto.

La catastrofe nella regione più ricca d’Italia è stata in parte una conseguenza dell’aver affidato gran parte del sistema sanitario pubblico a società private a scopo di lucro senza riuscire a coordinare i loro servizi.

Nei precedenti 25 anni sono stati investiti ingenti somme in specialità redditizie, come la cardiochirurgia e l’oncologia, mentre le aree che si sono trovate in prima linea con l’arrivo della pandemia, come la medicina di famiglia e la salute pubblica, sono state trascurate, lasciando le persone eccessivamente dipendenti dagli ospedali per l’assistenza.

Mentre l’Italia ora deve affrontare una brutale seconda ondata, la Lombardia è di nuovo vicina al punto di rottura, con tre quarti dei suoi letti ospedalieri occupati da pazienti Covid-19, quasi il doppio del livello considerato pericoloso dal Ministero della Salute nazionale.

È in questa realtà che, all’inizio di quest’anno, mentre il nuovo coronavirus si diffondeva dall’Asia all’Europa, la Dottoressa Chiara Lepora, medico dell’agenzia di soccorso internazionale Medici Senza Frontiere  abituata a prendersi cura delle persone in paesi come lo Yemen e il Sud Sudan, in condizioni di estrema povertà e guerra, si è trovata ad essere inviata a dare una mano nel suo Paese d’origine, l’Italia.

Più precisamente, la Dott.ssa Lepora, è stata inviata in Lombardia dove ha potuto vederne e valutarne la situazione, non solo sanitaria ma anche organizzativa, a partire dalle scelte di base effettuate per una sanità prevalentemente affidata ai privati sfavorendo, di proposito o meno, volendo o nolendo, la sanità pubblica.

In base a questa osservazione la sua analisi l’ha portata alla conclusione già evidente e sussurrata d tanti, ma mai espressa con chiarezza, e laddove espressa, fortemente osteggiata.

“Se consideri il profitto come il senso finale dell’assistenza sanitaria anziché della salute, alcune persone verranno escluse e la pandemia ha messo a nudo tutte queste debolezze”, rivelando le insidie ​​di una spinta tesa ad aprire il sistema sanitario a fornitori privati – ha detto la Dott.ssa Lepora.

Sulla stessa linea si è posto il Dott. Michele Usuelli, neonatologo di Milano che ricopre un seggio nell’assemblea regionale con Più Europa, che ha rimarcato:

“Specializzazioni come igiene e prevenzione, assistenza sanitaria di base, ambulatori, malattie infettive ed epidemiologia sono state considerate asset non strategici, non abbastanza sexy” ….. “Ecco perché abbiamo un sistema sanitario molto ben preparato per curare le malattie più complicate ma completamente impreparato a combattere qualcosa come una pandemia”.

Secondo l’ Organizzazione Mondiale della Sanità l’Italia ha subito più di 760 morti per milione di persone, più degli Stati Uniti e quasi quanti la Gran Bretagna e, a metà ottobre, circa la metà delle morti italiane era avvenuta in Lombardia .

Il numero dei defunti del paese ora è di oltre 47.000 eppure la Lombardia continua a non voler ammettere il fallimento di una scelta quantomeno poco assennata (di fatto sciagurata perché fatta su una scia di soldi svolazzanti in e da ogni dove).

Le radici del cambiamento della Lombardia risalgono al 1995, quando Roberto Formigoni divenne il Presidente regionale e, in tale veste, instaurò il corso di una legislazione che consentì a fornitori privati ​​di servire i pazienti con malattie più remunerative ( che sapeva, e tutt’ora sa, scegliere con cura) riscuotendo il pagamento dal sistema sanitario regionale finanziato dai contribuenti.

Molti, da allora, hanno abbracciato il cambiamento come un’innovazione alla quale si dava il merito di aver portato la concorrenza anche nella sanità costringendo ospedali e cliniche pubbliche a migliorare. In realtà era ed è stato tutt’altro.

In primis il discrimine tra le malattie per le quali offrire i propri servizi, il che ha portato ad avere che SOLO quelle più “redditizie” e meno problematiche erano e sono da queste seguite.

Poi, cosa non secondaria anzi magari proprio alla base di tutta l’operazione di trasformazione e di trasferimento di cure, c’è stata (e magari ancora persiste) la corruzione.

Corruzione che ben galleggiava (come l’olio sull’acqua) sul mare della sanità assorbendone il “Plancton più nutriente” (soldi e tangenti) per ben vivere e crescere come è emerso proprio anche con il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni.

Formigoni, infatti, fu l’artefice di questa deviazione e, guarda caso, fu poi condannato a scontare più di cinque anni di prigione per aver accettato (ottenute) gite in yacht, vacanze in lussuosi resort caraibici e vari doni da un lobbista per fornitori di servizi medici privati come segno di “stima” per il suo modo di guidare gli affari della regione sulla scia della nuova tendenza.

Tendenza che, a quanto dicono gli esperti che si sbilanciano a parlare chiaramente, è una realtà che viaggia in parallelo con la “privatizzazione” e che è continuata anche dopo che Formigoni ha lasciato l’incarico nel 2013 visto che, di fatto, nulla è cambiato nel rapporto sanità statale/privata con i travasi dalla prima alla seconda senza nemmeno sfiorare, ancora una volta, nemmeno una delle cose basilari:

condizionare la disponibilità dello Stato a pagare i trattamenti presso centri privati (oncologici all’avanguardia o altra specializzazione redditizia da essi scelta) sulla promessa che questi ​​avrebbero fornito anche servizi meno redditizi come l’assistenza geriatrica, servizi per l’igiene e la prevenzione, assistenza sanitaria di base, ambulatori, malattie infettive ed epidemiologia ecce cc.

Insomma, pretendere che le stesse operassero in vera paritaria fornitura di servizi e non di “sciacallaggio” di reddito da realizzare scegliendosi solo i frutti morbidi e ben maturi lasciando al pubblico tutto il resto più problematico, veramente costoso, e quindi per niente remunerativo.

Su questa linea di pensiero (e di corretta analisi) troviamo anche il Dott. Francesco Paolucci, professore di economia e politica sanitaria all’Università di Bologna, che osserva:

“Hanno dato il permesso al settore privato di aprire più o meno quello che volevano” …. “È stata un’occasione completamente persa per ritenere le aziende private responsabili della loro responsabilità sociale”.

Altro danno collaterale lo si è avuto dal fatto che ha focalizzato l’attenzione dei nuovi dottorandi verso le specialità redditizie, abbandonando così la medicina generale tant’è che, nel 2016, la Lombardia che conta oltre 10 milioni di persone, ha visto solo 90 laureati in medicina proseguire gli studi specialistici per diventare medici di medicina generale.

Questi pochi volenterosi, inoltre, si sono trovati discriminati sin dalla partenza visto che hanno ricevuto borse di studio annuali di solo 11.000 euro il che è meno della metà di quelle garantite ai colleghi che seguono la scia del filone più redditizio e si preparano, ad esempio, per specialità come la cardiologia.

Ed è così che anno dopo anno, come affermano le stesse associazioni mediche, i numeri dei nuovi Medici Generici sono stati sempre meno di quelli che sarebbero stati (e saranno) necessari per sostituire i Medici di medicina generale che vanno in pensione.

Da qui, con le migliori menti mediche concentrate su cure avanzate, l’inevitabile conseguenza della capacità della Lombardia nel poter fornire cure mediche di base e salvaguardare la salute pubblica.

Un’ulteriore riprova, se proprio ne necessitasse altra, la si ha osservando che, secondo i dati ufficiali analizzati dal Dott. Usuelli, negli ultimi dieci anni la spesa sanitaria totale in Lombardia è aumentata dell’11%, mentre il sostegno alle cure primarie è stato tagliato del 3%.

Come se non bastasse, con una legge del 2015 con la quale ha centralizzato i servizi per le malattie croniche negli ospedali, diminuendo ulteriormente il ruolo dei medici di base nell’aiutare a mantenere sani i loro pazienti, la Lombardia sembra aver aggravato ancor più i suoi problemi.

Nel merito anche il Dott. Marco Cambielli, un gastroenterologo a capo di un’associazione di medici e dentisti nella città di Varese, evidenzia che “Si trattava di razionalizzare i costi ed evitare sprechi, ma in realtà ha causato la perdita del rapporto tra i pazienti e i loro medici generici.”

Nella vicina regione Veneto, un sistema sanitario incentrato sulla cosiddetta community care – in cui medici di famiglia e infermieri facevano visite domiciliari con un occhio di riguardo alla prevenzione – ha dato risultati decisamente migliori.

Lì, i medici di base e un efficace sforzo di ricerca dei contatti hanno impedito a un’ondata di persone di raggiungere gli ospedali.

“I medici di famiglia sono un costo”, ha detto Filippo Anelli, presidente della federazione nazionale medici e dentisti. “Se la mentalità è che devi guadagnare con l’assistenza sanitaria, l’investimento nella medicina di comunità sembra chiaramente meno remunerativo”.

Il Dott. Roberto Carlo Rossi, presidente dell’Ordine dei Medici e dei Dentisti di Milano aggiunge che, quando la prima ondata ha colpito l’Italia, Milano – una città di oltre 1,3 milioni – aveva SOLO cinque medici esperti in sanità pubblica e igiene.

SOLO 5 Dottori, quindi, che si sono ritrovati responsabili della creazione di un regime di test e tracciamento dei contatti.

Da allora la Regione ha assunto più personale medico, eppure il mese scorso il dipartimento di salute della Lombardia ha comunicato ai medici che l’agenzia “non può più condurre un’indagine epidemiologica tempestiva”.

Un avviso tanto inopportuno quanto inquietante visto che le morti quotidiane da Covid in Italia sono quasi triplicate nelle ultime due settimane, con la Lombardia che si ritrova ad essere, ancora una volta, la locomotiva d’Italia ma nel male: nella diffusione del Covid.

In conclusione, come l’olio non si può mischiare con l’acqua, così la Sanità non può mischiarsi con la mentalità affaristica che mette in primo piano l’utile tanto che, chi volesse porvi rimedio, viene subito attaccato e travolto da un mare di accuse e recriminazione.

Mal’analisi e valutazione delle priorità che si evidenzia, vuoi negli ospedali pubblici che in quelli privati, anche quando qualcuno prova, ad esempio, a contenere i ricoveri: si scontrano immediatamente, ad esempio, anche con i servizi esterni di pulizia, fornitura pasti e altre funzioni affidate, a loro volta, ad altre ditte esterne, private anch’esse, che lamentano mancati guadagni.

Insomma: i guadagni sono sempre al primo posto e appaiono essere l’unica finalità di tutto quanto ruota attorno, e nella, Sanità.

E questa è l’amara situazione a tutti noti, ma da tutti volutamente ignorata tanto che si ha l’impressione che, sulla Sanità Privata, ci sia un invisibile cartello del tipo: Chi tocca i fili muore.

Che altro dire se non ribadire: “Io speriamo che me la cavo”, (guarda video), unitamente a: Povera Patria (guarda il video)

Legare utili e sanità è come mischiare olio e acqua: lezione lombarda / Stanislao Barretta

LND- Sibilia: “Tempi e modi sospetti, non mi faccio intimidire”

Sibilia non teme l’esposto del Codacons: “Accuse infondate”

Il Presidente della LND, Cosimo Sibilia, ha utilizzato il sito ufficiale per commentare una notizia-relativa alla propria posizione- che nella giornata di ieri si è diffusa in tutti i portali web e non solo.

<< Apprendo che diversi siti e qualche agenzia di stampa stanno rilanciando l’iniziativa di una Associazione dei Consumatori che, invocando una Legge del 1953, ipotizza una mia presunta incompatibilità tra il ruolo di deputato e l’incarico di Presidente della Lega Nazionale Dilettanti. Non voglio annoiare con approfondimenti giuridici, che peraltro interessano a pochi – dichiara Cosimo Sibilia, Presidente della LND da gennaio del 2017, con riferimento a un’iniziativa del Codacons- 

tuttavia faccio notare che, per l’appunto, dal 1953 ad oggi, numerosi sono i presidenti non solo di associazioni di diritto privato come le Leghe, ma di Federazioni Sportive Nazionali e di Enti di Promozione che sono stati e sono ancora oggi in carica pur servendo il Paese come parlamentari e nessuno ha mai eccepito una cosa del genere. Offenderei l’intelligenza comune, quindi, se non evidenziassi che questa scoperta della mia presunta incompatibilità avviene quando mancano ormai pochi mesi allo svolgimento delle Assemblee elettive. Segno evidente – conclude Sibilia – del nervosismo di chi preferisce tentare di screditarmi piuttosto che confrontarsi sui programmi, sul piano dialettico e nei consensi. Tuttavia, la mia storia lo conferma, non mi faccio certo intimidire da queste iniziative. Chi mi conosce sa che risponderò in tutte le sedi con la forza dei risultati ottenuti >>.

 

Consiglio direttivo Campania: gare di recupero nelle festività natalizie?

Il Consiglio Direttivo punta a ripartire a gennaio

Nel pomeriggio di ieri si è tenuto in videoconferenza il Consiglio Direttivo del Comitato Regionale Campania F.I.G.C – L.N.D, presieduto dal presidente Carmine Zigarelli. Sono state tante le decisioni scaturite da parte del C.R. Campania: partite di recupero delle prime quattro giornate di Eccellenza e Promozione durante le festività natalizie, con ripartenza del campionato dopo il 6 gennaio. Annullamento della coppa di Prima e Seconda Categoria.

Si legge nella nota ufficiale-Su proposta del Presidente Zigarelli si terranno a titolo gratuito su piattaforma online corsi per dirigenti di società, tutti i dettagli sul Comunicato Ufficiale che sarà pubblicato sul sito https://campania.lnd.it/.  Inoltre, sempre su proposta del Presidente Zigarelli, frutto delle costanti interlocuzioni con i club campani, e sulla scia delle linee guida della Lega Nazionale Dilettanti,immaginando la possibilità di poter riprendere le attività appena dopo il termine di efficacia dell’attuale DPCM, si ipotizza la ripresa degli allenamenti a partire dal 4 dicembre, per le due settimane successive. 

Si ipotizza una ripartenza per il week del 19-20 dicembre, prima con i recuperi delle gare non disputate per poi partire con i campionati. Nei successivi Comunicati Ufficiali, e in base alle ulteriori normative governative, saranno resi noti tutti i dettagli della ripresa. 

Questa la dichiarazione del Presidente regionale Zigarelli al termine della seduta online. “Il nostro più grande auspicio per il calcio dilettantistico e giovanile campano è quello di una ripartenza in tempi stretti, ma che sia ben chiaro che tutte le nostre decisioni sono diretta conseguenza dei dispositivi governativi. Nonostante le tante difficoltà e il periodo di grande incertezza continuiamo a lavorare senza sosta per e con le società campane, serbatoi di speranza e di futuro”

Rispetto agli altri comitati regionali che hanno auspicato una ripartenza non prima di febbraio, il C.R. Campania pensa ad una ripresa già per il nuovo anno,subito dopo l’epifania. C’è da tenere conto però delle dichiarazioni rilasciate pochi giorni fa dal Ministro Spadafora, che lascia poche speranze alla possibile idea di Zigarelli, dopo che ha contattato le società di Eccellenza e Promozione valutando il tutto con un sondaggio per riprendere a pieno regime, gli allenamenti appena terminerà il decreto governativo.

Comune di Torre Annunziata: 21 nuovi contagi e 38 guarigioni

Comune di Torre Annunziata: 21 nuovi cittadini contagiati e 38 guariti. Il dato comprende i tamponi lavorati dai laboratori della Regione.

Comune di Torre Annunziata: 21 nuovi contagi e 38 guarigioni

Sono 21 i nuovi casi di contagio da Covid-19. Al contempo si registrano anche 38 guarigioni.

Il dato tiene anche conto dell’inserimento nella piattaforma di pazienti risultati positivi in seguito a tamponi effettuati presso laboratori accreditati dalla Regione Campania. 460 i cittadini attualmente positivi: 448 posti in isolamento domiciliare e 12 ricoverati.

Sale a 839 il numero delle persone che hanno contratto il Coronavirus a Torre Annunziata dall’inizio dell’emergenza sanitaria, di cui 367 guarite e 12 decedute.

Lorenza Sabatino

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Guardia di Finanza: sequestro di sigarette di contrabbando

Guardia di Finanza Napoli: sequestrati 180 kg. di sigarette. individuati 5 contrabbandieri. 2 tratti in arresto, 3 denunciati.

Guardia di Finanza: sequestro di sigarette di contrabbando

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, nel corso di due distinti interventi, ha sequestrato tra il capoluogo, quartiere Avvocata, e Portici (Napoli) 180 kg. Di sigarette di contrabbando traendo in arresto 2 soggetti originari della provincia di Bari e denunciando a piede libero 3 napoletani.

In entrambi i casi i finanzieri del Gruppo di Nola, durante i controlli su strada, hanno individuato delle autovetture, 3 nel complesso, scoprendo diverse casse di sigarette di marca “Marlboro”, “LM” e “Regina”.

Durante la prima operazione, le Fiamme Gialle, insospettite da due auto che viaggiavano a breve distanza l’una dall’altra, sono riuscite a scoprire 150 kg. di sigarette, nascoste sotto il sedile del passeggero e su quelli posteriori, sotto un’infrastruttura telonata scura, nel portabagagli e nel vano sottostante il bagagliaio che solitamente accoglie la ruota di scorta. La prima auto controllava che il percorso fosse libero da pattuglie delle Forze di Polizia, in modo da consentire alla seconda di trasportare in sicurezza il prezioso carico sino a destinazione.

I finanzieri, dopo un pedinamento durato qualche chilometro, hanno intimato l’alt alle due vetture disvelando il sistema messo a punto dai due contrabbandieri che, per portare a termine lo scopo, si erano anche dotati di due cellulari da utilizzare esclusivamente per comunicare tra loro.

Durante la seconda operazione, inoltre, le stesse Fiamme Gialle, nel centro storico di Napoli, in piazza Gesù e Maria, hanno sorpreso tre pluripregiudicati napoletani mentre scaricavano 30 kg. di sigarette di contrabbando da una vettura.

Lorenza Sabatino

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Epatite C, Speranza: decreto per screening nazionale

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Epatite C, il Ministro della Salute Speranza: decreto per lo screening nazionale gratuito per rilevare le infezioni non ancora diagnosticate.

Epatite C, Speranza: decreto per screening nazionale

Epatite C, il Ministro della Salute Roberto Speranza: “Ho firmato, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, lo schema di decreto che sarà ora inviato alla Conferenza delle Regioni per lo Screening nazionale gratuito per il virus dell’Epatite C (HCV). È un passo avanti perché permette di rilevare le infezioni da virus dell’Epatite C non ancora diagnosticate e migliorare così la diagnosi precoce. La ricerca scientifica su HCV deve continuare, per garantire una maggiore assistenza ai pazienti affetti da Epatite C, come sottolineano anche l’Associazione Italiana per lo Studio del Fegato, la Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali e l’Associazione Pazienti EpaC Onlus. Lavoriamo insieme perché il Servizio Sanitario Nazionale sia sempre più vicino ai cittadini”.

Lorenza Sabatino

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