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Arenile Castellammare: partite indagini al piano di caratterizzazione

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L’arenile di Castellammare di Stabia si appresta ad acquisire un volto nuovo. Il sindaco Gaetano Cimmino lo annuncia tramite la sua pagina Facebook:

Passi avanti per lo sviluppo del nostro arenile! Sono partite oggi le indagini preliminari al piano di caratterizzazione, in cooperazione con l’Università Parthenope con cui abbiamo stipulato apposita convenzione.

Sul lungomare sono stati posizionati cinque piezometri (due sulla villa comunale e tre sull’arenile), ossia delle sonde con cui procedere al campionamento dell’acqua delle falde che sfociano in mare. Attraverso l’analisi dei campioni d’acqua, sarà possibile stabilire se ci sono fattori di inquinamento delle acque ed eventualmente comprendere se provengono dalle correnti marine o direttamente dalla falda a monte, per poi definire rapidamente gli interventi necessari da porre in essere con Arpac e Regione Campania.

Un’analisi accurata, mai effettuata prima negli ultimi 10 anni, che andrà avanti nelle prossime settimane con nuovi carotaggi, dopo le prime indagini speditive effettuate a luglio per conoscere lo stato di salute complessivo dell’arenile. La linea è tracciata per il restyling dell’intero tratto di costa, dall’arenile alla balneabilità, puntando sulla risorsa mare per dare un volto nuovo al biglietto da visita della nostra città!

Lorenza Sabatino, Vivicentro.it

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Confiscati beni per 4 milioni di euro a commercialista

Confiscati dalla DIA di Caltanissetta ad un 49enne, commercialista e consulente fiscale di Gela (CL), per illeciti fiscali nel Nord-Italia

La Direzione Investigativa Antimafia di Caltanissetta nel corso della mattina di ieri 23 marzo, ha dato esecuzione ad un decreto di confisca emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Caltanissetta su proposta della Procura della Repubblica di Gela (CL) nei confronti di un 49enne, commercialista e consulente fiscale gelese.

Lo stesso risulta gravato da precedenti penali per gravi illeciti fiscali commessi nel Nord-Italia nell’ambito della sua professione.

LE INDAGINI

Nel settembre del 2010 il commercialista era già stato destinatario di provvedimento cautelare, emesso dal Gip di Brescia, in ordine ai reati di associazione per delinquere, falsità materiale e truffa ai danni dello Stato mediante indebite compensazioni tributarie, reati per i quali è stato condannato alla pena di anni due e mesi uno di reclusione.

Un’ulteriore serie di condotte oggetto di altri procedimenti penali con riferimento a fattispecie di tipo economico-fiscale, nonché l’assidua frequentazione di soggetti gravati da pregiudizi penali della stessa natura, hanno consentito di sostanziare a suo carico la figura di “soggetto socialmente pericoloso”.

Gli accertamenti delegati dalla Procura della Repubblica di Gela alla Dia sfociati nell’odierno provvedimento di confisca rappresentano, peraltro, anche la ripresa e la prosecuzione di articolate attività investigative, risalenti al 2009 e condotte da questa Direzione, che avevano consentito non soltanto di accertare nei confronti del commercialista la sproporzione tra il suo elevato tenore di vita unito al consistente patrimonio immobiliare posseduto rispetto agli esigui redditi fiscalmente dichiarati, ma di ritenere che gli ingenti compensi intascati, frutto delle attività illecite poste in essere, siano stati dal medesimo reinvestiti in lucrose attività imprenditoriali nel settore turistico-alberghiero.

IL SEQUESTRO

La confisca, il cui valore complessivo supera i 4 milioni di euro, ha interessato una lussuosa struttura Agro-venatoria sita nel Comune di Piazza Armerina, costituita da una riserva di caccia di 30 ettari, da un ristorante e da 7 residence costituiti da caseggiati prestigiosamente ristrutturati risalenti all’800, nonché 74 beni immobili (fabbricati e terreni), quote societarie in due società di Gela, autoveicoli e rapporti bancari.

Adduso Sebastiano

Maltrattamenti e lesioni aggravate alla compagna incinta: arrestato

Dio benedica la Polizia di Stato e ed il Procuratore capo dott. Spagnuolo, che ieri hanno posto agli arresti domiciliari S.A, un pericoloso ventenne di Cirò Marina per maltrattamenti e lesioni aggravate alla compagna incinta

Come ricostruito nelle indagini svolte dalla III Sezione Reati, contro la persona, in pregiudizio dei minori e reati sessuali, già in data 8 febbraio u.s, il G.I.P di Cosenza aveva emesso il provvedimento dei domiciliari a carico di S.A che solo ieri è stato possibile rendere esecutivo, in quanto il malvivente era fuggito all’estero proprio nel timore che si procedesse legalmente nei suoi confronti. Appena rientrato in Italia è stato rintracciato dagli agenti presso la sua abitazione e posto in regime di arresti domiciliari.

Dal Gennaio 2019, l’uomo aveva posto in essere un atteggiamento prevaricatorio e violento nei confronti della compagna, allora convivente, picchiandola senza alcun motivo con calci e pugni nel viso in diverse occasioni.

Quando la ragazza scoprì di aspettare un bambino, le aggressioni anziché smettere si intensificarono. La violenza dell’uomo raggiunse livelli sempre maggiori, arrivando in una circostanza di queste ad investire la ragazza con l’auto, la quale dopo una caduta sul cofano, finiva a terra, con una minaccia d’aborto in atto, mentre il “compagno”, fuggiva senza soccorrerla.

Pugni al pancione,sevizie morali, minacce, offese ed intimidazioni a condire, come d’abitudine, un piatto micidiale e mortale che sempre più spesso viene offerto da maschi frustrati e violenti, come dessert alle donne che riescono a circuire, allestendo all’inizio un banchetto, che appare invitante.

Il loro bisogno di sfogare la violenza repressa su elementi deboli ed indifesi, li porta spesso a comportamenti seriali dello stesso tipo, passando da una vittima all’altra.

La ragazza, per proteggere sé stessa ed il bambino , già da tempo era tornata a vivere presso la casa dei genitori, le auguriamo un po’ di tranquillita’ adesso che il suo aguzzino, si trova agli arresti domiciliari.

Nel complimentarci ancora una volta per l’impegno profuso e il successo raggiunto fin qui, dalla Squadra Mobile e dalla Procura, ci auguriamo che l’operazione venga coronata da una adeguata condanna, vista la giovane età del ragazzo, che ha davanti a sé una lunga vita amorosa, da rivedere profondamente in qualche punto, grazie a un pesante spunto di riflessione che qualche anno in carcere, può sicuramente offrire, per non reiterare il reato.

Picchiare selvaggiamente e tentare di uccidere una donna indifesa con un figlio in grembo, fosse anche di altri, è uno dei reati più disgustosi ed amorali che si possa commettere e ci auguriamo che come tale, venga considerato.

Francesca Capretta / Cronaca Calabria

Formula Uno: si riparte! Gli appuntamenti del Gran Premio del Bahrain

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Formula Uno: si riparte! Gli appuntamenti del Gran Premio del Bahrain

Si parte venerdì con le prove libere alle 12.00. Chiude il programma la gara domenica alle 17.00

 

Su i motori e finalmente ripartiamo. Si spengono dunque i semafori, pronti per una nuova stagione di Formula Uno. Si parte questo weekend in Bahrain. Sarà ancora dominio Mercedes? Chi sarà il rivale di Lewis Hamilton? A che punto è la Ferrari? Sono questi ma anche molti altri i temi che rendono  intrigante questa nuova stagione. Qualche risposta si può trarre magari già dai test svolti due settimane fa anche se il gioco del nascondino può averla fatta da padrone.

 

I protagonisti

Occhi ovviamente puntati sul campione in carica: Lewis Hamilton. Il numero 44 della Mercedes, dopo una lunghissima trattativa che ha portato alla fine il rinnovo, resterà dunque compagno di squadra di Bottas. Resta senza dubbio anche il favorito per la vittoria finale ma occhio a super Max. Sì, alla Red Bull di Verstappen. L’attenzione è anche su di lui vista la passata stagione chiusa al secondo posto nella classifica piloti. Questo sarà l’ultimo anno della Honda in Formula Uno e, mai come ora, è tempo di provare a insidiare la Mercedes. Per farlo infatti, la coppia non sarà più Verstappen-Albon ma bensì Verstappen-Perez. Tanta attesa per il messicano che già nei test aveva fatto vedere tanta roba. Curiosità, tanta anche per la McLaren, protagonista assoluta due settimane fa nei test, con una super coppia(Norris-Ricciardo) e anche il motore Mercedes che può fare la differenza. Tanto scalpore farà senza dubbio anche Sebastian Vettel in Aston Martin, ovviamente in coppia con Lance Stroll. Per il tedesco inizia un nuovo capitolo della sua storia in cui non si deve sbagliare.

 

La Ferrari che sarà…

Veniamo invece alla Ferrari. La Rossa è senza dubbio il team di Formula Uno più tifato al mondo. L’obiettivo in primis è uno: cancellare quanto visto la passata stagione. Qualcosina già è stato fatto: basti pensare alla nuova coppia piloti, Leclerc farà infatti coppia con Sainz(sul quale ci si aspetta molto), e al nuovo motore che porterà miglioramenti sulla SF21. Obiettivo di quest’anno? Non vincere il mondiale ma puntare quanto meno a lottare per il podio il che, visti almeno i test, sembra difficile, ma se ti chiami Ferrari hai l’obbligo di doverci provare.

 

La nuova stagione: tra esperienza e gioventù

La nuova stagione di Formula Uno vede anche il ritorno di Fernando Alonso in Alpine Renault insieme a Esteban Ocon. L’esperienza di Fernando può giocare a favore della scuderia francese, dopotutto se lo spagnolo, campione del mondo, ha scelto di tornare nel circus, sicuramente non è per perdere tempo. Occhio invece ai giovani come Tsunoda in AlphaTauri, che ha fatto vedere fantastiche cose ai test, e in casa Haas con Mazepin e soprattutto Mick Schumacher anche se il team americano lotterà senza dubbio per le ultime casella di classifica. Proverà invece a uscire proprio da quella zona l’Alfa Romeo con Raikkonen e Antonio  Giovinazzi.

F1, Formula Uno

Gli appuntamenti

Tutto pronto dunque. C’è davvero tanta carne al fuoco e lo spettacolo è assicurato. Domenica si parte anche se in realtà si comincia  già da venerdì con le prove libere, sabato con la qualifica e poi la gara il 28 di marzo. A tal proposito ecco gli appunti per seguire il Gran Premio del Bahrain:

Venerdì 26 marzo

Prove Libere 1 ore 12.30

Prove Libere 2 ore 16.00

 

Sabato 27 marzo

Prove Libere 3 ore 13.00

Qualifiche ore 16.00

 

Domenica 28 marzo

Gara ore 17.00

 

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Imparato: “Poste le basi per un campionato di vertice l’anno prossimo”

Imparato, giornalista di Metropolis Quotidiano, è intervenuto telefonicamente nel corso della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese “che va in onda ogni lunedì dalle ore 20.30 in diretta sulla pagina Facebook “Juve Stabia Live”.

Le dichiarazioni di Michele Imparato sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Scaccabarozzi in questo campionato mi sta impressionando favorevolmente. È un ottimo calciatore ed è stata una buona intuizione dell’ex ds Ghinassi e dobbiamo dargli merito. Una nota negativa – continua Imparato – riguardo Ghinassi penso che sia stato il fatto di non presentarsi ai nastri di partenza con un attaccante adeguato alla piazza, nel girone di andata la squadra creava tanto ma non concretizzava. È evidente che adesso con l’arrivo di Marotta la squadra in termini di realizzazione è nettamente migliorata.

Va dato atto ai fratelli Langella di essersi affidati al direttore Pavone che conosce questa categoria. Pur non andando ad acquistare calciatori dal nome roboante, ha preso giovani molto interessanti e poi ha fatto un colpo lungimirante come Marotta che sta ripagando di tutti i sacrifici. Penso che la Juve Stabiacontinua Imparato – se non dovesse salire quest’anno tramite i playoff, sicuramente l’anno prossimo lotterà per i vertici del campionato.

La sosta arriva nel momento propizio in modo tale da recuperare i molti calciatori indisponibili che abbiamo in rosa e poterli avere pronti per il rush finale di questo campionato. Non penso – conclude Imparato – che la sosta possa influire sulla corsa di questa squadra anche perché i calciatori giocano con entusiasmo e hanno ben chiari i propri obiettivi”

 

a cura di Giuseppe Rapesta

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Arrestato un 38enne a Bisignano per possesso di stupefacenti ed armi

Bisignano (CS). Trovato in possesso di armi e droga. Gli agenti della Polizia di Stato hanno arrestato un 38enne del luogo.

Nel pomeriggio di ieri, durante dei controlli antidroga, effettuati dalla Polizia di Stato, in un magazzino di Vico San Tommaso, disponibile a F.M.R.G., un 38enne del posto, gli agenti hanno rinvenuto oltre due kg di marijuana , per l’esattezza 2,3, parte ancora confezionata, oltre a 200 cartucce per pistola, nei calibri 38, 32 e 9×21 oltre ad altre per fucili, di calibro 12 e 16.

In seguito la perquisizione veniva estesa alla casa dell’uomo ed in questa, veniva rinvenuta altra marijuana, un pugnale, una carabina ad aria compressa completa di ortica di precisione, oltre ad un barattolo si vetro contenente olio di marijuana e due bilancini. Rinvenute alla fine, anche sue armi clandestine, un revolver calibro 32 e una semiautomatica Regina, calibro 6,35 entrambe sprovviste di matricola, oltre a 500 euro, denaro proveniente con ogni probabilità dall’attività di spaccio posta in essere dall’uomo.

Le armi, verranno inviate presso la Polizia Scientifica che nei propri laboratori, svolgerà specifici accertamenti balistici.

Alla fine di tutti gli accertamenti e formalità l’uomo è stato tratto in arresto in flagranza di reato per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio, detenzione di armi clandestine e munizioni e di conseguenza veniva tradotto presso la Casa Circondariale di Cosenza, dove si trova a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.

Francesca Capretta / Cronaca Calabria

Rubicondo: “Vincere il derby con la Turris è stata una grande emozione”

Rubicondo, tifoso della Juve Stabia, è intervenuto telefonicamente nel corso della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese “che va in onda ogni lunedì dalle ore 20.30 in diretta sulla pagina Facebook “Juve Stabia Live”.

Le sue dichiarazioni sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Castellammare ha avuto la fortuna di andare a finire nelle mani di due persone, Andrea e Giuseppe Langella, che giorno dopo giorno si sono legate sempre di più alla Juve Stabia. Sono sicuro che la squadra avrà un futuro roseo e in virtù di questa cosa la società già è sul mercato sondando vari calciatori per affiancarli ad un ossatura importante che già è presente. Sarà fondamentale – aggiunge Rubicondo – creare una spina dorsale importante a questa squadra con calciatori importanti in ogni ruolo e penso che Marotta sia uno di questi.

Padalino penso che abbia subito molto l’operato di Ghinassi che è una brava persona però mal si sposava con l’ambiente stabiese. Nel girone di andata probabilmente – continua Rubicondo – il mister è stato frenato anche dal direttore sportivo.

Vincere due derby – continua Rubicondo – e specialmente quello con la Turris è stata una bella emozione. Nel prepartita ho avuto un ansia e un adrenalina che non vivevo da decenni. E poi la vittoria è stata davvero stupenda e dal punteggio molto largo come quasi mai capita in un derby molto sentito. 

La Juve Stabia – conclude Rubicondo – se riesce a vincere a Potenza e vince i due scontri diretti contro Catanzaro e Foggia può ambire al terzo posto, considerando che a Bari la situazione non è delle migliori sotto tutti i punti di vista”

 

a cura di Giuseppe Rapesta

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Compro oro lariani, e clienti, sanzionati per riciclaggio

Nell’ambito delle attività di contrasto al riciclaggio, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Como hanno eseguito controlli nei confronti di 4 attività rientranti nella categoria commerciale dei compro oro lariani, finalizzati a prevenire il reimpiego di capitali o beni di provenienza illecita nello specifico settore economico.

LE OPERAZIONI

Le operazioni di servizio sono state eseguite dai militari delle Compagnie di Como e di Olgiate Comasco e hanno consentito di rilevare diverse violazioni alla normativa antiriciclaggio.

Nel corso di 3 controlli effettuati dai “Baschi Verdi” di Como, è stata accertata l’omessa dichiarazione di operazioni di vendita di beni preziosi di importo superiore a 12.500 euro (soglia al di sopra della quale è prevista una specifica comunicazione all’Unità d’Informazione Finanziaria della Banca D’Italia), l’omessa segnalazione di operazioni sospette, relative a diverse cessioni di prodotti in oro concluse, in un ristretto arco temporale, con pagamenti frazionati in contanti, nonché la presenza di 3 bilance con revisione periodica scaduta, omologazione non conforme e prive del marchio di conformità CE, che attesta il rispetto dei requisiti tecnici per la determinazione del prezzo di vendita dell’oro. Tali bilance, per le irregolarità riscontrate, sono state sottoposte a sequestro amministrativo.

Pertanto, i responsabili delle attività di compravendita di preziosi usati sono stati rispettivamente segnalati all’Unità di Informazione Finanziaria della Banca D’Italia per l’irrogazione delle previste sanzioni amministrative che, in base alla Legge 7/2000, vanno da un minimo del 10% ad un massimo del 40% del valore negoziato, al Ministero dell’Economia e delle Finanze per l’irrogazione delle previste sanzioni amministrative che, in base al D.Lgs. 92/2017, oscillano da un minimo di 5.000 euro ad un massimo di 50.000 euro, nonchè alla Camera di Commercio Como-Lecco per l’applicazione delle previste sanzioni amministrative che, in base al D.Lgs. 517/92, oscillano da un minimo di 500 euro ad un massimo di 1.500 euro.

ESITO DELL’OPERAZIONE

Il controllo valutario eseguito dai Finanzieri di Olgiate Comasco ha permesso di appurare come il titolare del “compro oro” avesse deliberatamente identificato falsamente taluni clienti, al fine di celare le reali identità degli avventori del negozio e, per di più, avesse frazionato il valore delle operazioni per evitare pagamenti tracciati.

In particolare, sono state individuate operazioni fraudolentemente frazionate per importi superiori alla soglia prevista per complessivi 24.610 euro, oltre a quattro operazioni di fittizia identificazione di soggetti cedenti materiale aurifero, per un totale di € 42.100,00.

Al termine delle attività ispettive, per i pagamenti in contanti superiori ai limiti previsti, sono state elevate sanzioni pecuniarie (fino al 40% della somma trasferita) nei confronti del “compro oro” e degli avventori. Per quanto attiene, invece, alla falsa identificazione della clientela, il titolare dell’attività commerciale è stato segnalato alla Prefettura di Como per l’applicazione della relativa sanzione che va da un minimo di 258 euro ad un massimo di 1.549 euro per ogni violazione riscontrata.

I controlli antiriciclaggio svolti rientrano nella più ampia strategia di prevenzione sull’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio, settore nel quale la Guardia di Finanza opera in via primaria quale polizia economico-finanziaria.

Redazione Lombardia / Cristina Adriana Botis

Napoli, obiettivo rinnovi: fissato l’incontro con gli agenti di Insigne

Napoli, obiettivo rinnovi: fissato l’incontro con gli agenti di Insigne

Il contratto di Insigne scade nel 2022

 

La certezza. La sicurezza. Il punto di riferimento. Il capitano. Questo e molto altro ancora verrebbe da dire in casa Napoli corrisponde a Lorenzo Insigne. Al napoletano per eccellenza. Un rapporto con la tifoseria di alti e di alcuni, ma brevi, bassi hanno caratterizzato la sua carriera e in particolare questa stagione.

 

I numeri del 24

Quest’anno Insigne sta davvero vivendo una delle sue migliori stagioni. I numeri dopotutto parlano chiaro: 13 gol e 8 assist. Una squadra intera nei momenti di difficoltà ha saputo affidarsi al capitano. Ci sono stati momenti brutti, vedi il rigore di Supercoppa contro la Juventus, ma subito riscattati in campionato. Insigne si presentò infatti di nuovo contro Szczesny mandando questa volta la palla in porta e sì, proprio quel gol fu decisivo e permise agli azzurri di battere la Juventus  1-0.

 

La mossa del Napoli

Tutti questi eventi calcistici, portano ovviamente e spingono il Napoli a confermare ancora più fiducia sul suo capitano. Infatti, secondo anche quanto raccolto da Sky Sport, è in programma un incontro tra l’entourage del giocatore per prolungare il suo contratto in scadenza a giugno del 2022.

 

Il conguaglio

Appuntamento tra le parti fissato per dopo l’Europeo. La partita la farà l’aspetto economico. Infatti la volontà di società e giocatore  è quella di continuare insieme e quindi firmare il contratto ma ovviamente il calciatore napoletano vorrebbe anche che gli venisse riconosciuto tutto il buon lavoro svolto in questa stagione. Inutile nascondere però che, anche da questo punto di vista, il piazzamento in classifica del Napoli e quindi la possibile qualificazione in Champions League possa influire e anche parecchio. Ci sono dunque i piani e i progetti: il Napoli vuole Insigne e Insigne vuole Napoli. La trattativa sta per cominciare, mettetevi comodi: ne vedremo delle belle.

 

Napoli, obiettivo rinnovi: fissato l’incontro con gli agenti di Insigne/Marco Palomba

 

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Attesa con ansia dai boss di mafia, la decisione finale della Consulta

I pezzi d’opinione, generalmente partono a caldo, spesso sospinti da venti di rabbia e frustrazione che con la notizia formano un turbine, una sorta di mulinello dell’anima.

Dal subconscio affiorano tante nozioni, esperienze e fatti da mettere in relazione, i quali potrebbero condurre subito verso un approfondimento, se non si presentasse prima, generalmente, l’istinto di buttarsi sotto a un treno.

Alcuni si trattengono con la speranza di riuscire a fare qualcosa di utile, oltre a contribuire alla formazione di nuovo humus da decomposizione…ad oggi credo, unico vantaggio costituito dalla presenza umana per la terra a fronte di danni incalcolabili.

Quindi passiamo dai binari agli approfondimenti del caso…

Ergastolo ostativo e carcere duro. Il famigerato 41bis.

Ovvero, tutte quelle norme messe in atto, quando la guerra alle mafie cominciò veramente, dopo che le nostre strade si erano riempite di sangue e le autostrade saltavano come forse solo in Colombia.

Tanto sangue è stato versato, prima di poter pensare a norme come queste, poiché l’appartenenza alla criminalità organizzata di Casa Nostra, ha peculiarità uniche che andavano prima conosciute e prese in considerazione per poi passare a contrastarle con mezzi adeguati.

Anche i giuristi della mafia, rivedono alcune norme.

Ieri abbiamo affrontato l’atteggiamento e le leggi della mafia, verso i suoi affiliati, leggi che però a loro volta, si modificano negli anni, adeguandosi alle nostre, perché anche loro hanno giuristi, che lavorano senza lena.

Il pentitismo era un fenomeno inesistente, finché, Leonardo Vitale, il 29 Marzo del 1973, non si presentò alla Questura di Palermo autoaccusandosi di numerosi reati fra i quali, 2 omicidi. Oltre a nominare subito soggetti come Riina, Calo’ e Ciancimino, Leonardo tolse il manto che copriva i segreti di un’organizzazione, fatta di riti d’iniziazione e regole d’onore, rivelando anche l’esistenza della famosa Commissione, fino ad allora sconosciuta.

Trasportato all’Ucciardone, venne ben presto definito pazzo e quindi inattendibile. Nel manicomio criminale di Barcellona, venne ripetutamente sottoposto ad elettroshock e imbottito di psicofarmaci, annullando così il suo pericoloso database.

Il che non gli risparmiò comunque i due colpi di lupara alla quale il tribunale della mafia lo aveva condannato, non prevedendo loro, differenza alcuna fra pazzi e sani.

Li ricevette puntuali e precisi alla dimissione dai sette anni di manicomio, mentre usciva dalla messa, in compagnia della sorella. Due bei pallettoni nella testa, che dettero finalmente pace alla sua anima nobile e tormentata.

Un film del 2007, “l’uomo di vetro” ne narra la storia, così come Giovanni Falcone, rese omaggio alla sua memoria, nell’86 durante il maxi-processo di Palermo, affermando che la mafia aveva capito meglio di loro l’importanza di quel gesto e di quell’uomo, che apparve folle, nel suo ardire, ciò che nessuno mai aveva osato, neppure pensare.

Un esempio vale più di mille parole.

Comincia il pentitismo, fenomeno fino ad allora inesistente che dal grande Buscetta, che tutti conosciamo, porta agli sconosciuti eroi dei giorni nostri, attraverso un cammino tortuoso, pieno di vittime innocenti, cadute anche nelle case di quello Stato, che doveva proteggerli.

Forse Leonardo era davvero folle, come lo fu san Francesco e molti altri rivoluzionari.

Qualcun altro avrà preso almeno un the, nell’accogliente salotto di signora Follia, l’unica che sembra capace di comprendere a fondo la sofferenza dell’anima.

Ognuno di questi avrà trovato il modo di uscire dall’accogliente salotto, inventandosi i propri mantra ma qualcuno decide di restare a vivere lì per sempre, perché fuori il dolore che si sente dentro, è troppo forte.

Per approfondimenti, consiglio Alda Merini, poetessa della follia fra le pieghe dell’anima.

Un profondo pentimento, reale, sofferto è quindi alla base del Collaboratore di Giustizia. che si discosta anni luce dalle varie forme che vengono invece offerte, per ottenerne comunque, la stessa definizione pur non avendone lo Status né i fastidiosi effetti collaterali, come la condanna a morte certa.

I Collaboratori di Giustizia non sono tutti uguali.

Quelli veri, apportano contributi determinanti, fondamentali per le indagini, e testimoniano nei processi.

Per questo la condanna a morte delle mafie, grava da subito e per sempre, sulla testa loro e di tutta la famiglia. Manifestano nei fatti la loro reale crisi di coscienza invertendo totalmente la direzione di marcia, e andando di propria volontà, verso l’inferno di una condanna a morte e una vita senza radici, né sicurezze per coloro che ama. È per questi uomini, questi eroi dei giorni nostri che si cominciarono a prevedere i programmi di protezione e gli sconti di pena.

Senza le loro rivelazioni, il coraggio, le testimonianze nei processi, la vena di follia e sprezzo del pericolo che dimostrano, rischiando la vita ogni momento, la lotta alla mafia, non esisterebbe proprio.

È solo grazie a questi Collaboratori di Giustizia, che si possono arrestare boss pluriomicidi, criminali insospettabili, mandanti nascosti o funzionari corrotti e infiltrati.

Poi ci sono altre sottocategorie di collaboratori di giustizia, che pur non avendone lo Status e non rischiando la vita, posso accedere comunque agli stessi benefici e sconti di pena…

La trafila da seguire in estrema sintesi è questa: Si richiede il rito abbreviato, ci si dichiara colpevoli e pentiti ed in sede processuale si dichiara la propria dissociazione. Già questo, dovrebbe evitarti il 41/bis ma col tempo e gli avvocati si può fare di meglio…

Buona condotta in carcere, dove magari, si collabora come mezzo informatore, o si riferisce su fatti obsoleti ormai privi d’interesse o impossibili da verificare accedendo ad una formula definita “collaborazione impossibile, che ben presto può portare alla conquista del 58Ter e in seguito, sconti pena fino alla libertà vigilata. Tutto questo, senza rischiare la condanna da parte della mafia…

I tribunali mafiosi non uccidono più i collaboratori di giustizia, se in realtà questi non collaborano.

In pratica è richiesta un’abiura più formale che sostanziale dai nostri tribunali, la quale ormai da anni, viene accettata dalle leggi mafiose e non prevede necessariamente la soppressione del soggetto, come in passato. In pratica servirsi di ogni escamotage per accedere a sconti di pena, è accettabile dalle mafie, a patto che non scaturisca nessun rapporto reale e determinante per nuove indagini o condanne.

I giudici della mafia, allargano le vedute, pur senza automatismi.

I giudici della mafia, esaminano quindi attentamente caso per caso e agiscono di conseguenza. Mentre noi introducevamo la figura del Collaboratore di Giustizia, il pazzo che non riesce più a scendere a patti con la propria coscienza, l’eroe che cambia la storia… in altri uffici, si stava già lavorando a quella meno insidiosa del “pentito”.

Quindi, tutto sommato, il fatidico Ergastolo ostativo non esisteva già prima, specialmente se come ogni buon capo mafia, si dispone di mezzi per pagare i migliori avvocati e si è disposti a dissociarsi almeno formalmente.

l’insieme di complesse normative, permette già anche ad un collaboratore più di nome che di fatto, di evitare il carcere duro e di accedere ai normali benefici di legge.

Ricapitolando, basta seguire qualche regola, che non porta né ad uscire realmente dalla mafia, né a rischiare la vita e il gioco si può fare lo stesso. Quindi le importanti modifiche, sulle quali si stanno svolgendo gli scontri finali, servono in apparenza a chi non voglia seguire nemmeno questa trafila, innescando pericolosi automatismi e abolendo di fatto l’ergastolo, che sembra quasi, ai nostri occhi, una richiesta di Riina più che del popolo.

Il fronte dei Simboli, dove si lotta per la Costituzione dell’inconscio e della coscienza collettiva.

Quasi una prova di forza, sostenuta da simboli forti, come la figlia del boss, che esce vincitrice, nelle vesti di avvocato e rappresentante di quella giustizia che dovrebbe essere la nostra e non la loro.

Immagine tanto simbolica da entrare negli archetipi primordiali dell’umanità, assieme a tante altre che si metteranno subito in risonanza, come neuroni a specchio per bisbigliarci nell’orecchio la frase peggiore…”tanto lo sappiamo già da sempre, che non c’è niente da fare”.

Le ultime notizie di ieri, sul lavoro della Consulta, registravano il cedimento dello Stato, avvenuto attraverso il rappresentante dell’Avvocatura Ettore Figliolia, il quale, si è espresso a favore di rimettere alla discrezionalità del Giudice di Sorveglianza se concedere o meno la libertà vigilata anche a boss irriducibili, che non hanno mai collaborato in alcun modo, ancora depositari di terribili segreti sulle stragi di stato. Pur non dichiarando incostituzionale la norma dell’ergastolo ostativo, di fatto la si indebolisce, anche perché se ipotizziamo in modo ardito che corrompere un giudice sia possibile ma sicuramente costosissimo, il boss mafioso è proprio quello che può permetterselo.

La posizione manifestata ieri dall’Avvocatura di Stato, non era quella annunciata, né da loro stessi né dal precedente Governo, che era di tutt’altro avviso, pagando fino in fondo il sostegno alla linea “giustizialista” del ministro Bonafede, sul quale è caduto, regalando al giustizialismo stesso, uno dei prossimi approfondimenti…

Prima quindi la sentenza negativa della Cedu, poi quella della Consulta relativa ai permessi premio, il cambio di rotta dell’Avvocatura di Stato e fra oggi e domani, si attendeva la sentenza definitiva, che con questi presupposti pare già scritta.

La buona notizia è che invece la decisione della Consulta, slitterà di qualche giorno. Viene da pensare che in questa che sembra una scivolata generale inarrestabile, qualcuno stia disperatamente aggrappandosi da qualche parte e che da questi dipenda la nostra sorte o forse no, ma quando si lotta, generalmente qualcosa si ottiene.

L’altro lato positivo è che abbiamo ancora qualche giorno per far sentire la nostra voce. Gira una raccolta firme, gli articoli aumentano, sui social se ne parla…in attesa dei prossimi approfondimenti, urliamo forte, contro il silenzio della mafia.

Ci siamo anche noi e facciamoci sentire. Accompagno il caffè amaro di stamani, con un bell’articolo del Corriere del Mezzogiorno di Fabio Postiglione, che spiega bene, come le mafie sappiano anche utilizzare i Social per pubblicizzarsi e reclutare nuove leve…

Forza quindi, popolo onesto del web, impariamo a condividere, a martellare e a fare il nostro dovere, non lasciandoci distrarre, la guerra si svolge al fronte, oggi in quella Consulta e ogni giorno nei tribunali di Stato.

Facciamo sentire la nostra voce, per ricordare a tutti quelli che legiferano in nostro nome, che noi le mafie non le vogliamo e che sempre staremo e sempre più uniti, con i nostri eroi morti ma soprattutto oggi, con quelli ancora vivi.

Siamo tutti sbirri, a difendere il futuro dei nostri figli.

COLLEGATA:

Si è felicemente e rapidamente conclusa la vicenda dell’espulsione di Pietro Santapaola dal Cosenza, non altrettanto, la ricerca di Nemo.

Francesca Capretta / Cronaca Calabria

Ordinatamente annuncia la sospensione dello scrutinio

La lista Ordinatamente si esprime in merito alla notizia della sospensione dello scrutinio dopo le operazioni di voto in modalità remota (on line).

Il rinnovo del consiglio dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Napoli sta diventando sempre di più un “caso” scottante sul quale si susseguono notizie che mortificano l’autorevolezza dello stesso Ordine, è questo principalmente il pensiero di Ordinatamente.

Questo è il testo del comunicato che ci hanno inviato:

“Con enorme rammarico, oggi la categoria dei medici e degli odontoiatri di Napoli è stata mortificata nel profondo.

Infatti, lo scrutinio è stato sospeso dal primo momento, dato che i risultati pervenuti dalla votazione online non combaciavano minimamente rispetto al numero dei votanti.

Ciò ha imposto la sospensione dello spoglio, dato che ormai non erano garantiti i requisiti di trasparenza e legalità della competizione.”

L’umore dei membri di Ordinatamente in merito alla sospensione dello scrutinio

Siamo furiosi e disgustati per quanto accaduto, avendo denunciato dal primo giorno la mancata sicurezza dello svolgimento dell’elezione.

Tutto ciò va ad infangare l’immagine di un intero ordine e della categoria che rappresenta.

Non staremo a guardare, ed agiremo in ogni sede opportuna a difesa della credibilità della nostra figura professionale.”

Castellammare, controlli dei Carabinieri in corso: già 7 le persone sanzionate

Castellammare, controlli straordinari in corso: i Carabinieri hanno già sanzionato 7 persone per violazioni delle normative anti-Covid. Una persona è stata denunciata per furto di energia elettrica

Controlli in corso questa mattina a Castellammare di Stabia: gli uomini dell’Arma dei Carabinieri, in queste ore, stanno presidiando piazze e strade cittadine, nell’ambito di un servizio di controllo del territorio disposto dal Comando Provinciale di Napoli.
Decine di militari stanno eseguendo posti di controllo e perquisizioni in città. Sono già 7 le persone sanzionate per violazioni alla normativa anti-contagio.

Un 45enne è stato denunciato per furto di energia elettrica: l’attività commerciale di cui è titolare era alimentata da un contatore manomesso che rilevava consumi energetici falsati
I controlli continueranno anche nei prossimi giorni.

Intanto, nonostante l’abbassamento della percentuale tamponi/contagi registrato nelle ultime 48 ore, la situazione nel pronto soccorso del San Leonardo continua a preoccupare. Appena ieri il direttore generale dell’Asl Napoli 3, Gennaro Sosto, aveva fatto appello a istituzioni e cittadini, con l’auspicio che anche questo periodo difficile venga superato.

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Torre del Greco, boom di guarigioni: registrate due nuove vittime

Torre del Greco, 96 guarigioni, 15 nuovi casi e registrate due nuove vittime. Il Sindaco Palomba: “Esprimo massima vicinanza alle famiglie dei nostri concittadini scomparsi

Novantasei nuove guarigioni sono state registrate, nelle ultime 24 ore, a Torre del Greco.
Certificati anche 15 casi di positività al COVID-19, in isolamento domiciliare.
Comunicati 2 decessi. Si tratta di:
A. C. classe 1929;
M. A. classe 1941, la cui positività al COVID-19 è stata accertata post mortem.

È quanto trasmesso dal Centro Operativo Comunale – dopo il consueto aggiornamento serale con i Responsabili sanitari dell’​ASL Na3 Sud​ e con l’​Unità di Crisi Regionale.

Continua, così, a mutare il bilancio della​ trecentosessantottesima giornata consecutiva di attività del ​ C.O.C.:​
Totale ospedalizzati:​ 74;
Totale in isolamento domiciliare:​ 763;
Totale guariti dal COVID 4526;
Totale decessi:​ 129;
Totale tamponi giornalieri: 223 i cui esiti saranno comunicati nei prossimi giorni.

“Esprimo massima vicinanza – le parole del sindaco, Giovanni Palombaalle famiglie dei nostri concittadini scomparsi. Il mio sincero cordoglio, unito a quello dell’intera Amministrazione comunale, va ai parenti tutti”.

Istituito, dall’ ASL, un ulteriore numero verde al quale è possibile rivolgersi – tutti i giorni – dalle ore 8.00 alle ore 20.00: 800936630.
Il C.O.C. precisa, altresì – ai fini di una più agevole ed immediata comunicazione con i cittadini – che coloro ai quali è stato praticato il tampone e che restano, al momento, in attesa di conoscerne l’esito possono – nel pieno rispetto e tutela della privacy – rivolgersi ai numeri telefonici 081.8830736 e 081.8497030, reperibili tutti i giorni dal Lunedì al Venerdì, dalle ore 9.30 alle ore 13.00.

Si segnala, inoltre, che con nota prot. n. 2882 del 12.11.2020 da parte dell’Unità di Crisi della Regione Campania è stato disposto che per poter effettuare il tampone molecolare, ovvero, per la ricerca di SARS-CoV-2 presso un laboratorio privato è necessaria la prescrizione medica su cosiddetta “ricetta bianca” con l’indicazione dell’effettuazione della prestazione.
Ciò si rende necessario al fine di garantire una maggiore appropriatezza dei percorsi di Sanità Pubblica. ​ ​
Non da ultimo, è stato attivato, dall’Ambito Territoriale 31 del Comune di Torre del Greco, il numero di prossimità per le persone in quarantena domiciliare, anziani non autosufficienti e famiglie con minori, reperibile al numero verde: 800.17.16.36, tutti i giorni dal Lunedì al Venerdì dalle ore 9.00 alle ore 18.00.

167 bombole di Gpl custodite abusivamente. Sequestrate (VIDEO)

La GdF di Palermo ha sequestrato 167 bombole di Gpl custodite abusivamente in un magazzino privo di sicurezza e autorizzazioni

Nell’ambito dell’attività di controllo economico del territorio, nei giorni scorsi i Finanzieri del 2° Nucleo Operativo Metropolitano del Gruppo di Palermo, in un intervento effettuato in Via Gustavo Roccella, hanno scoperto un magazzino di stoccaggio di combustibili per uso domestico privo delle autorizzazioni sulla sicurezza.

LE INDAGINI

La titolare, T.F. una donna palermitana classe ‘80, ha omesso di richiedere la SCIA e di comunicare lo stoccaggio di gas infiammabili sia al Comune di Palermo che ai Vigili del Fuoco. Assente, inoltre, il certificato di prevenzione incendi con l’aggravante della presenza di lavoratori dipendenti all’interno dei locali.

Tali comunicazioni e certificazioni sono essenziali per la sicurezza delle strutture e delle persone che si trovano al loro interno per i pericoli determinati dalla presenza di gas o vapori altamente infiammabili che potrebbero causare gravi esplosioni.

IL SEQUESTRO

I Finanzieri hanno proceduto quindi al sequestro di 167 bombole di GPL (per un peso complessivo di circa 2.515 Kg) e al sequestro penale del magazzino adibito alla vendita e allo stoccaggio di combustibili per uso domestico privo delle autorizzazioni sulla sicurezza.

NOTA

L’operazione testimonia l’impegno della Guardia di Finanza quale polizia economico – finanziaria a forte vocazione sociale a tutela della sicurezza dei cittadini.

L’OPINIONE

Ci siamo occupati di casi analoghi in passato qualcuno finito drammaticamente, alcuni articoli “05/06/2019 Strage sfiorata questa mattina tra le bancarelle del mercato rionale a Gela”, 27/05/2020 Maxi sequestro in provincia di Enna di quasi 16 mila bombole di Gpl”, “29/08/2020 Vendeva bombole Gpl senza autorizzazioni di sicurezza. Sequestro”, “10/12/2020 Esplosione nella mattinata di un autocompattatore mentre comprimeva i rifiuti. Tre feriti”.

Va fatta innanzitutto una breve premessa a titolo informativo sul gas nelle bombole. Questo può essere gas metano o GPL. Il potere calorifico dei due combustibili, metano e GPL, è molto simile.

La differenza essenziale tra i due gas è che il metano viene distribuito tramite una rete di distribuzione capillare nel territorio italiano. I vantaggi sono: prezzo del combustibile contenuto.

Il GPL invece viene trasportato ovunque allo stato liquido ed arriva anche zone difficilmente raggiungibili.  Nello stesso modo viene stoccato in appositi serbatoi quando è usato per il riscaldamento. Per il solo impiego di GPL per la cucina risultano più convenienti le classiche bombole da 10-25 kg. I vantaggi sono: il GPL arriva ovunque, anche in zone impervie.

Esiste ovunque e specialmente nelle località turistiche, residenziali e balneari, sotto gli occhi di chi può e vuole vedere, un mercato nero delle bombole di gas per cucina o caldaia. Anche perché con l’abolizione delle Provincie che erano i controllori degli impianti di caldaia non si comprende chi si è sostituito in queste verifiche. S’improvvisano nel frattempo tutti tecnici ed esperti pensando che basta mettere un condotto ed avvitare qualche serratubo, stringicavo, fascetta e il tutto è fatto. Anche gli amministratori di condominio non acquisiscono in modo scadenzato la revisione di caldaie e quant’altro da parte dei propri condomini.

Ci sono pertanto di tutta evidenza dei fornitori abusivi presso cui ci si può recare con una bombola posta nel bagagliaio dell’auto o sopra i sedili, per farsela ricaricare e senza alcuna revisione della stessa. Oppure fornitori di bombole abusivi che a prezzi inferiori a quelli di mercato, ma senza alcuna garanzia neanche che la bombola sia interamente carica, sostituiscono le bombole senza che queste abbiano alcuna etichetta di provenienza e revisione.

D’altra parte, ancora guardandosi in giro, si vedono bombole lasciate incustodite dove capita appena si finisce di usarle o a fine stagione, oppure abbandonate sui balconi soprattutto di seconde case, o anche per strada, nei condomini, nei torrenti, ecc. Ciò che appare incomprensibile è come mai, a cominciare dalle Amministrazioni locali e metropolitane, nonché Polizie e ispettori municipali, ambientali, provinciali e anche cosiddette associazioni di vigilanza di volontari (che poi ricevono un contributo dai Comuni presso i quali offrono il loro servizio), ecc. nessuno si accorge di questo evidente e pericolosissimo mercato delle bombole di gas ? Come pure ci sarebbe da dire anche del mercato abusivo delle caldaie.

Adduso Sebastiano

 

(tutte le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

 

Denunciato a Scigliano (CS) un 51enne che occultava rifiuti inquinanti

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Ancora danni all’ambiente, nel mirino dei Carabinieri. A Scigliano (Cs), denunciato a Scigliano (CS) un 51enne che occultava rifiuti inquinanti

In seguito a svariate segnalazioni ricevute, i Carabinieri di Scigliano, unitamente a quelli della Forestale di Rogliano, hanno svolto delle indagini che hanno portato a deferire in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Cosenza, un 51enne di Scigliano.

L’uomo, già noto alle forze dell’ordine per precedenti penali specifici, è responsabile dell’accumulo selvaggio di materiali inquinanti di diversa natura, stoccati in un’area verde a poche decine di metri dalla propria abitazione oltre che in un capanno improvvisato, allestito dall’uomo all’uopo e risultato privo di qualsivoglia autorizzazione.
Sono stati rinvenuti materiali ferrosi, oli esausti, parabrezza, pneumatici, suppellettili domestiche e rifiuti di ogni genere.

A nulla sono valse le giustificazioni dell’uomo, al quale i nostri militari sono giunti dopo un’attenta attività di indagine, in seguito alla quale, sono scattati i controlli che hanno portato all’identificazione del responsabile.

L’intera area è quindi stata posta sotto sequestro penale ed il 51enne, dovrà provvedere al bonifico dell’area stessa, all’abbattimento del capanno, oltre a dover rispondere del reato di Attività di gestione dei rifiuti, non autorizzata, ai sensi del vigente Testo Unico Ambientale, che ci auguriamo trovi sempre maggiore applicazione e interesse, da parte dei nostri valenti militari, ai quali anche oggi, rivolgiamo un doveroso ringraziamento.

Francesca Capretta / Vivicentro.it

Beni per oltre 10 milioni di euro confiscati ad esponente mafioso messinese

La GdF Comando Provinciale di Messina ha dato esecuzione ad una confisca di beni per un valore di oltre 10 milioni di euro (VIDEO)

I Finanzieri del Comando Provinciale di Messina con l’operazione “Last Bet” hanno dato esecuzione, questa mattina, ad un decreto di confisca di beni per un valore di oltre 10 milioni di euro nei confronti di LA VALLE Domenico cl. 60 e della misura di prevenzione della sorveglianza speciale di P.S. per la durata di anni cinque.

LE INDAGINI

Nel dettaglio, la complessa attività investigativa – disposta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina –  trae origine da mirati approfondimenti sviluppati dagli specialisti del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Messina, con specifico riferimento al redditizio settore del gioco e delle scommesse illegali.

Proprio in tale ambito, le Fiamme Gialle messinesi acquisivano come il citato LA VALLE Domenico, noto imprenditore locale, risultasse tra gli elementi apicali di un’importante quanto strutturata consorteria mafiosa, egemone nella zona sud di Messina, dedita al sistematico ricorso a metodi violenti per imporre, anche con atti estorsivi, la propria posizione di monopolio nello specifico settore, notoriamente di interesse delle mafie.

Nel merito, dopo una minuziosa ricostruzione storica del profilo soggettivo del LA VALLE, anche valorizzando i numerosi procedimenti penali in cui risultava coinvolto sin dalla fine degli anni ’90 (da cui invero usciva assolto), venivano rilette in un’ottica nuova le dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia, attestando come il medesimo avesse acquisito il ruolo di riferimento del clan TROVATO del rione “Mangialupi” di Messina nella gestione delle bische clandestine, nonché nella distribuzione dei videopoker.

Dopo la disgregazione dell’originaria compagine associativa per via della carcerazione dei capi e del percorso di collaborazione con la giustizia intrapreso da altri, il LA VALLE assumeva un controllo pressoché esclusivo delle attività illegali della famiglia, costituendone il punto di riferimento “imprenditoriale” e facendo da contraltare al ruolo “operativo” ricoperto dai fratelli TROVATO.

Sul punto, quindi, dopo circa due anni di indagini, nel febbraio 2018, poi confermata in appello a gennaio 2019, interveniva sentenza di condanna a 13 anni di reclusione per associazione mafiosa, intestazione fittizia di beni, violenza privata, gioco d’azzardo, reati fiscali, usura e lesioni.

In altre parole, le investigazioni disposte dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina ed eseguite dai militari del G.I.C.O. documentavano come, nonostante le diverse assoluzioni, il LA VALLE risultasse figura di rilievo nel panorama mafioso cittadino, in grado, da un lato, di imporre la collocazione delle apparecchiature presso gli esercizi commerciali della zona, dall’altro, garantire agli esercenti accondiscendenti di poter godere della connessa protezione mafiosa del clan.

Emergevano, in altri termini, una pluralità indefinita di comportamenti criminali indicativi di un profilo del LA VALLE Domenico di soggetto socialmente pericoloso, ma anche una significativa disponibilità di risorse finanziarie, anche rese accessibili agli esponenti del clan, in assolvimento del suo ormai accertato ruolo di “cassiere”.

Proprio tali qualificazioni consentivano ai Finanzieri, quindi, su delega della Procura della Repubblica di Messina, di avviare mirate investigazioni economico – patrimoniali, tese a quantificare e conseguentemente aggredire l’enorme patrimonio riferibile al LA VALLE, non giustificato dai redditi leciti dichiarati al fisco, anche avvalendosi dell’apporto di fidati prestanome, ovvero schermando la proprietà immobiliari attraverso propri familiari.

IL SEQUESTRO

In sintesi, le investigazioni complessivamente svolte – abbraccianti un periodo di un trentennio – restituivano una situazione di assoluta assenza di uniformità nel rapporto reddito/patrimonio, consentendo al Tribunale di Messina – Sezione Misure di Prevenzione, di disporre l’odierno provvedimento di confisca relativamente a 6 aziende, operanti nel settore del noleggio delle apparecchiature da gioco, della rivendita di generi di monopolio e del settore della produzione e vendita di prodotti dolciari, 19 unità immobiliari, 2 autovetture, 1 gommone e svariati conti correnti, per un valore complessivo di stima di oltre dieci milioni di euro.

NOTA

L’attività svolta, in conclusione, testimonia il grande impegno dell’Autorità Giudiziaria e della Guardia di Finanza messinese nel delicato settore del contrasto alle organizzazioni criminali, vieppiù di matrice mafiosa, con conseguente aggressione degli enormi illeciti patrimoni accumulati, prima sottoposti a sequestro ed ora sottoposti a confisca, così restituendo alla collettività e all’imprenditoria onesta significativi spazi di legalità.

Adduso Sebastiano

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Meteo Castellammare di Stabia 24-27 marzo 2021: oggi nubi sparse

Meteo Castellammare di Stabia 24-27 marzo 2021: Giornata caratterizzata da qualche nube sparsa, temperatura minima di 2°C e massima di 14°C

Castellammare di Stabia, Mercoledì 24 Marzo:

giornata caratterizzata da nuvolosità di passaggio. Durante la giornata di oggi si registrerà una temperatura massima di 14°C alle ore 14, mentre la minima alle ore 6 sarà di 2°C. I venti saranno al mattino moderati provenienti da Nord con intensità compresa tra 14 e 19km/h, al pomeriggio moderati da Nord-Nord-Ovest con intensità tra 13km/h e 19km/h, deboli da Nord-Ovest alla sera con intensità tra 7km/h e 12km/h. L’intensità solare più alta sarà alle ore 11 con un valore UV di 3.8, corrispondente a 649W/mq.

Giovedì 25 Marzo:

giornata caratterizzata da soleggiamento diffuso, temperatura minima 4°C, massima 17°C. In particolare avremo soleggiamento diffuso al mattino, poche nubi al pomeriggio, bel tempo alla sera. Durante la giornata di domani la temperatura massima verrà registrata alle ore 14 e sarà di 17°C, la minima di 4°C alle ore 6. I venti saranno al mattino deboli provenienti da Nord-Est con intensità di circa 13km/h, al pomeriggio moderati provenienti da Nord-Ovest con intensità di circa 16km/h, alla sera deboli da Ovest-Nord-Ovest con intensità tra 7km/h e 17km/h. L’intensità solare più alta sarà alle ore 12 con un valore UV di 7.1, corrispondente a 884W/mq.

Venerdì 26 Marzo:

giornata caratterizzata da cielo sereno o poco nuvoloso. Durante la giornata si registrerà una temperatura massima di 19°C alle ore 14, mentre la minima alle ore 6 sarà di 5°C. I venti saranno al mattino deboli provenienti da Sud-Sud-Ovest con intensità di circa 5km/h, moderati da Ovest-Sud-Ovest al pomeriggio con intensità di circa 15km/h, alla sera deboli da Sud-Ovest con intensità tra 6km/h e 12km/h. L’intensità solare più alta sarà alle ore 12 con un valore UV di 7.1, corrispondente a 883W/mq.

Sabato 27 Marzo:

generali condizioni di cielo parzialmente nuvoloso, temperatura minima di 6°C e massima di 18°C. Entrando nel dettaglio, avremo nubi sparse al mattino e al pomeriggio, molto nuvoloso o coperto alla sera. Durante la giornata la temperatura massima verrà registrata alle ore 14 e sarà di 18°C, la minima di 6°C alle ore 6. I venti saranno deboli da Sud al mattino con intensità di circa 9km/h, deboli da Sud-Ovest per il resto della giornata con intensità di circa 12km/h. L’intensità solare più alta sarà alle ore 12 con un valore UV di 4.6, corrispondente a 712W/mq

Cristina Adriana Botis / Redazione Campania.

Mafia e Stato si affrontano fra buio televisivo e silenzio stampa

Mafia e Stato Oggi volevamo accendere i fendinebbia su una notizia che stranamente a pochi, era apparsa degna di nota.
Si stava infatti svolgendo, proprio oggi, un dibattito storico, che stabilisce una linea di principio. Ovvero, se quell’ergastolo ostativo, previsto per i boss di Mafia che non abiurano e non confessano, sia o meno, la crudele espressione di un popolo forcaiolo e vendicativo o se quella modifica, voluta in tempi di lotta alla mafia, di guerra, di emergenza, vada tolta, visti immagino, gli attuali tempi di pace…

Mi spiego meglio. L’ergastolo non esiste da noi, tutti escono prima o poi, nel solito ordine, prima i ricchi e poi i poveri, ma escono.

Il principio riguarda tutti, proprio perché il carcere deve essere visto come un percorso riabilitativo, che porti al recupero della persona ed al suo reinserimento nella società. Non importa che si penta o che confessi i suoi peccati, poiché la legge tutela il diritto al silenzio dell’imputato che non può essere costretto ad auto accusarsi. “Nemo tenetur se detergere”.

Una questione antica e dibattutissima fra il diritto alla difesa e il dovere alla collaborazione. Nella quale non vogliamo minimamente addentrarci ora, perché tutta la nostra attenzione deve andare su un altro particolare.

Ergastolo ostativo per i boss di mafia o ricchi premi e cotillon?

Questa in sintesi l’ardua questione. Le tesi sollevate, sono moltissime e le più svariate, vi consiglio di leggere sull’argomento tutto quel che trovate, tanto fate alla svelta, uno dei pezzi migliori reperibile in rete è de Ilfattoquotidiano.it, molto esaustivo ma troverete altri filosofi qua e là, sparsi nelle terra dei due mondi, se pur, non equamente

“L’ergastolo ostativo è figlio della stagione della grande lotta alla Mafia. Ora dobbiamo andare oltre.”

Questo uno dei tanti evangelici giudizi che troverete nella navigazione al quale vorrei aggiungerne un altro proveniente da fonte autorevole, attrice su questo stesso palco , l’avvocatessa Araniti, la quale difende e sostiene le tesi del boss palermitano Salvatore Francesco Pezzino, con un curriculum di tutto rispetto, condannato all’ergastolo. Sua la richiesta di libertà vigilata, al centro della tenzone.

“ È sbagliato affermare che in caso di sentenza favorevole usciranno tutti i condannati per mafia, non è così.( solo circa 1250 potrebbero avvalersene n.d.r) Si chiede l’opportunità di valutare, il percorso di una
persona senza pretendere la collaborazione a tutti i costi.”

Questa perla, estratta dal bell’articolo di Giuseppe Pipitone del Fatto, che invito tutti a leggere, altro non è che un piccolo particolare di quanto emerso dalle dichiarazioni di questa preziosa fonte per “ex informata coscientia”, ovvero profonda conoscenza dei fatti.

Dalla mafia si entra e si esce, solo col sangue.

Infatti a qualcuno apparirà curioso ma l’avvocatessa del boss sanguinario, Giovanna Beatrice Araniti, è la figlia vivente dell’altrettanto sanguinario boss storico della ‘Ndrangheta, Santo Araniti, capobastone ergastolano, tra i costitutori della “santa” con doppia affiliazione anche alla massoneria, a sua volta, non pentito.

Tra l’altro, una denuncia del Sindacato Cronisti Romani, avvenuta di recente, annunciava la sparizione di oltre 32.000 sentenze ed ordinanze da tutte le sezioni civili e penali, inspiegabilmente oscurate sui siti preposti alla consultazione. Fra questi mancavano anche atti relativi al boss Pezzino, illustre assistito dell’avvocatessa figlia del boss.

Fin qui tutto bene, o quasi ma disquisire filosoficamente su tutti questi bei principi, ci porterebbe ancora lontani da quell’unico punto, cardine della faccenda.

Dalla mafia si esce solo morti.

Antichissima associazione, ben conosciuta ormai e ampiamente narrata, anche dalla cinematografia, per chi non leggesse, ha alla sua base ferrei principi incontrovertibili e mai disattesi. La Costituzione. Poche chiare regole d’onore.

Nella mafia si entra per diritto di sangue, semplicemente nascendo nella famiglia giusta, oppure si entra per matrimonio con uno del clan o per affiliazione, attraverso presentazione e riti iniziatori, come la massoneria, unica altra associazione alla quale può aderire un mafioso. In tutti i casi, non se ne esce mai più. Si entra per sangue o attraverso riti di sangue e solo il sangue te ne può liberare.

La mafia è uno stato.

Si, è uno Stato ben organizzato e come tale ha sempre dovuto intessere accordi con gli stati vicini. Ma è precedente alla nostra Repubblica. Proliferava già nel regno borbonico e molto prima che noi avessimo ispettori, poliziotti e forze speciali, loro avevano picciotti, massari, campieri, briganti e al nord gli sbirri e bravi.

Il loro apparato di giustizia funziona anni luce meglio dal nostro. Il boss è giudice indiscusso, uomo d’onore incorruttibile e illuminato che affronta e derime ogni controversia nasca in seno al proprio stato, attraverso un’organizzazione capillare che arriva fino all’ultima famiglia. I tempi rispetto ai nostri, non consentono gara.

È uno stato che offre protezione ai suoi uomini condannati o latitanti, sostenendo e proteggendo efficacemente le relative famiglie, cosa che noi, a quanto pare, non riusciamo a realizzare.

La mafia inoltre si propone in varie funzioni di controllo e tutela delle imprese, dei quartieri, come i nostri vigili urbani e il pizzo, altro non è che la tassa da versare per tutti i servizi che lo stato mafia svolge sulla popolazione, esattamente come da noi, altrettanto dotati di autobus e caporali per andare a lavorare.

Quando vai a votare, ti pagano anche. E nessuno viene lasciato solo o inascoltato.

Insomma signori, la condanna a vita, l’ergastolo che noi tanto discutiamo, loro ce l’hanno come prima nota costitutiva. La mafia è per sempre, se sei fuori e sei vivo, vuol dire che sei dentro.

I boss in servizio e i premi per buona condotta.

Quindi, riepilogando, se sei un boss della mafia e godi con tutta la famiglia di buona salute, a piede libero, vuol dire che in realtà, sei dentro fino al collo e sguazzi pure.

Prendendo in esame questa ipotesi, derivante della conoscenza dello statuto di base della mafia, l’idea di rimettere in circolazione questi sanguinari assassini, ancora fieri depositari di tutti i nostri e loro segreti, sulle stragi di Stato, sugli accordi con le massonerie deviate, protetti dai peggiori infiltrati, ecco che a qualcuno potrebbe persino apparire qualcosa di pericoloso per la comunità, pur non rispecchiando quell’idea di redenzione, del resto mai manifestata dal boss mafioso.

Una delle spiegazioni addotte per motivare e giustificare il comportamento dei boss che non si dissociano è la volontà di proteggere i propri congiunti dai tribunali della mafia…

La loro legge infatti, recita questo, appena uno decide di collaborare, va eliminato insieme a tutti i familiari, nell’ordine che risulta più comodo ai fini della rapidità. La legge della mafia non prevede prescrizione e le condanne sono certe.

Quindi per questi giuristi e costituzionalisti che disquisiscono sul profondo affetto che il malvivente non pentendosi, dimostra verso la famiglia, è normale sdoganare la tesi, che la mafia è in grado di proteggere i suoi, noi no e che il boss fa bene a non fidarsi dei potenti mezzi messi a disposizione dal nostro di Stato a tale scopo. Accettandola forse anche come condizione incontrovertibile.

Processi rapidi e pene certe.

In questo dicevamo, non c’è gara fra i due stati, solo se potessimo uscire domattina a sparare all’impazzata a tutti i corrotti, potremmo arrivare ai livelli di efficacia dei tribunali della mafia.

Escludendo questo campo che non sarà mai il nostro, temo non potremo mai vincere significative battaglie senza prendere in esame un’altra triste verità.

Nei tribunali mafiosi non ci sono infiltrazioni nemiche.

Questo è un altro enorme vantaggio che loro hanno rispetto a noi, benché su questo volendo qualcosina si potrebbe fare. Pare infatti che i nostri Tribunali invece, così come le Procure, le Questure e tutto quanto fa giustizia o spettacolo, siano impestati di infiltrazioni mafiose.

Notizie che arrivano e vengono smentite , da anni, provenienti spesso da uffici che si affacciano sugli stessi corridoi, di palazzo, da questo, un po’ di confusione ma la notizia sembra ormai certa.

Abbiamo quindi unito la nostra ansia a quella dei capi mafia, nella comune e trepidante attesa della decisione della Corte Costituzionale circa il loro diritto al silenzio.

Pensavo già di ricorrere all’utilizzo di cani molecolari per trovare l’esito della decisione, sulla stampa, invece finita la stesura del pezzo, in questa sera triste, un post del senatore Morra su Facebook , toglie ogni dubbio ed ogni speranza.

Il silenzio ha vinto, la mafia pure.

Prima di dormire, gioco del silenzio per tutti, il primo che piange, ride o dice qualcosa, conosce la sua fine dai tempi dell’asilo…in fondo eravamo preparati. Baciamo le mani.

Francesca Capretta / Vivicentro.it

Intervista – Venerato: “Con la squadra al completo Gattuso avrebbe portato il Napoli almeno al 2^ posto”

Intervista – Venerato, uomo mercato e giornalista RAI, è stato intervistato dall’emittente radio ufficiale del Napoli, Kiss Kiss Napoli.

Intervista – Venerato: “Con la squadra al completo Gattuso avrebbe portato il Napoli almeno al secondo posto”

Di seguito sintetizzate le dichiarazioni rilasciate da Ciro Venerato, giornalista RAI:

Sugli azzurri

Gattuso non si sta mangiando le mani perché sa che non è colpa sua visto che per due mesi ha dovuto fare a meno di mezza rosa, ben 12 calciatori assenti contemporaneamente.

Il Napoli ha un’ottima rosa ma non al pari di Inter e Juventus.

Con la squadra al completo Gattuso avrebbe portato il Napoli almeno al secondo posto. Mi dispiace dirlo ma non resterà.

L’allenatore

Il Napoli non ha ancora scelto l’allenatore.

Inzaghi mi piace moltissimo come allenatore, l’anno scorso avrebbe vinto lo scudetto senza il Covid-19 ed ha vinto comunque, secondo me, lo “scudetto” del bel gioco.

Simone Inzaghi è da tempo nel mirino di De Laurentis ed è pronto per una piazza importante come Napoli.

C’è un’ultima ora su Fonseca: l’ultimo contatto tra la società partenopea ed il suo entourage italiano risale a venerdì.

Si è trattato di colloqui informali in cui si è discusso del suo futuro, lascerà in ogni caso la Roma.

Sarri? Al momento c’è calma piatta, il Napoli non lo ha mai contattato di recente nonostante la sua apertura.

De Laurentis non ha ancora contattato Sarri perché è presto e forse perché non ritiene adatto al gioco del tecnico toscano.

Tra i profili da seguire ancora ci sono certamente Vincenzo Italiano ed Ivan Juric.

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500 articoli contraffatti di note marche di abbigliamento sportivo, sequestrati

La Guardia di Finanza di Caltanissetta ha sequestrato 500 articoli contraffatti denunciando un italiano e un cinese

Prosegue l’impegno dei militari della Guardia di Finanza di Caltanissetta volto alla tutela del mercato dei beni e dei servizi, finalizzato al contrasto della commercializzazione di prodotti non sicuri, contraffatti e all’abusivismo commerciale.

I SEQUESTRI E LE DENUNCE

In questi giorni sono state molteplici le iniziative dei Reparti territoriali della Guardia di Finanza di Caltanissetta, svolte in maniera coordinata in tutto il territorio della provincia, che hanno portato complessivamente al sequestro di oltre 500 articoli contraffatti e alla denuncia all’Autorità Giudiziaria di n. 2 responsabili (un soggetto italiano e uno cinese) per i reati di cui “introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi”, “vendita di prodotti industriali con segni mendaci” e “ricettazione”.

I CONTROLLI

A Caltanissetta, i Finanzieri del locale Gruppo hanno fermato un uomo, originario del capoluogo, alla guida di un autoveicolo diretto al mercato settimanale di Canicattì (AG). Il controllo effettuato all’interno del vano portabagagli ha consentito il rinvenimento di 327 capi di abbigliamento, in prevalenza attribuiti a note case produttrici di articoli sportivi (“ADIDAS”, “KAPPA” e “NIKE”) che, per qualità del materiale di realizzazione e per le scarse rifiniture sono risultati verosimilmente contraffatti e quindi sequestrati. Il soggetto sottoposto a controllo, privo di partita IVA e di qualsivoglia licenza per la vendita, è stato denunciato a piede libero.

Negli altri interventi a Gela e Mussomeli, oltre a materiale sportivo, sono state sequestrate anche calzature e prodotti elettronici non conformi alla normativa sulla sicurezza prodotti. Nel complesso, l’abbigliamento e le calzature sequestrate, che, come detto, presentano imperfezioni di produzione nonché una manifattura di mediocre qualità, avrebbero comunque fruttato, se immessi in commercio, oltre 10.000 euro.

NOTA

In questo particolare periodo di pandemia, i sequestri operati dalle Fiamme Gialle nissene assumono particolare rilievo poiché mirano alla tutela dei commercianti onesti, costretti a ripetute chiusure in ragione dei provvedimenti restrittivi emananti dalle Autorità competenti, oltre ad impedire che articoli illegali e pericolosi, come quelli individuati, vengano immessi sul mercato in danno del consumatore, spesso convinto di acquistare merce di qualità ad un prezzo vantaggioso.

Adduso Sebastiano

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