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4 Province coinvolte nella maxi operazione Petrolmafie Spa VIDEO

In corso, in 4 Province, la maxi operazione Petrolmafie Spa, finalizzata contro la ‘Ndrangheta. 70 arresti e sequestri per un miliardo di euro. VIDEO

Sono in corso, decine di arresti da parte della Guardia di Finanza di Roma, Napoli, Catanzaro e Reggio Calabria, unitamente ai finanzieri dello S.C.I.C.O. e a quelli dei R.O.S coordinati dalle relative DDA e dall’antiterrorismo. Si sta dando esecuzione a provvedimenti cautelari, emessi al momento, verso una settantina di persone responsabili di reati che spaziano dall’associazione mafiosa alla frode fiscale e al riciclaggio, il tutto nel settore dei prodotti petroliferi.

Nel contempo, si sta anche provvedendo al sequestro di immobili, contanti e società per un ammontare di circa un miliardo di euro.

L’operazione è il prodotto finale di quattro diversi filoni di indagine, confluite poi, nella stessa maxi operazione, in quanto le dinamiche criminali portavano la stessa matrice, se pur sviluppate da soggetti diversi nei differenti territori.

Le mafie sono da tempo ben integrate nel tessuto delle nostre imprese. Così come altrettanto globale e’ la necessità di riciclare il denaro, frutto di traffici illeciti, non solo nella economia legale per “ripulirlo”, ma anche nell’economia criminale per produrre ulteriori proventi illeciti. In questo caso, spesso attraverso frodi fiscali nel settore degli oli minerali, sempre più spesso oggetto di attenzioni negli ultimi tempi.

Si credeva finora che si trattasse di un campo criminale riservato a “specialisti” ma non necessariamente legati a clan della criminalità organizzata.

La nefasta sinergia sprigionata invece, tra l’unione di mafie e colletti bianchi, ha reso possibile lo smisurato espandersi di quest’ultime, anche in settori precedentemente preclusi.

4 Province coinvolte

L’operazione Petrol Mafie S.p.A. ha fatto emergere una gigantesca convergenza sommersa, di strutture e pianificazioni mafiose che vanno dal business della commercializzazione illecita dei carburanti, al riciclaggio di centinaia di milioni di euro in società petrolifere intestate a soggetti insospettabili, i soliti “prestanome”, non meno colpevoli dei principali attori.

Sul campo oltre mille militari dei rispettivi Nuclei PEF e dello SCICO della Guardia di Finanza, nonché su Catanzaro dei ROS dei Carabinieri. Sul fronte camorristico, emerge la centralità del clan MOCCIA, in particolare nel controllo delle frodi negli oli minerali. Sul versante della ‘ndrangheta i clan coinvolti sono quelli dei PIROMALLI, CATALDO, LABATE, PELLE e ITALIANO nel reggino e BONAVOTA di S. Onofrio, gruppo di San Gregorio, ANELLO di Filadelfia e PISCOPISANI a Catanzaro.

4 Province coinvolte: le indagini delle DDA di Roma e Napoli.

Le indagini sull’infiltrazione camorristica delle DDA di Napoli e Roma, si sono dedicate al clan MOCCIA ed alla Max Petroli SRL.

Il sodalizio criminale denominato “clan MOCCIA” costituisce una tra le più potenti e pericolose organizzazioni camorristiche del panorama nazionale ed è notorio per l’abilità nello stringere affari con personaggi di rilievo nel settore quanto pubblico che privato.

Tra le indagini condotte dalla DDA di Napoli negli ultimi 15 anni sui MOCCIA, quella attuale ha mostrato innegabili evidenze dell’operato criminale, particolarmente sviluppato nel  settore strategico dei petroli”.

Questa attività, iniziata nel 2015 da una indagine del GICO della Guardia di Finanza di Napoli, su delega della DDA partenopea, riguardava inizialmente rilevanti investimenti del clan MOCCIA nei settori dell’edilizia e del mercato immobiliare. Antonio MOCCIA, si occupava personalmente attraverso i suoi contatti, oggetto di intercettazioni, di tessere affari criminali, con i seguenti soggetti coinvolti:

  1. L’imprenditore Alberto Coppola,
  2. i commercialisti Claudio ABBONDANDOLO
  3. Maria Luisa DI BLASIO
  4. il faccendiere Gabriele COPPETA.

COPPOLA utilizzava nelle sue relazioni commerciali la parentela col MOCCIA, presentandosi all’occorrenza come suo cugino. Lo stesso faceva il MOCCIA qualificando il COPPOLA pubblicamente come suo “cugino”.

Attraverso una serie di operazioni societarie, il gruppo entra in rapporti con la Max Petroli SRL, attualmente MADE PETROL ITALIA SRL – di Anna BETTOZZI, che aveva ereditato l’impero di Sergio DI CESARE, noto petroliere romano.

La BETTOZZI, trovandosi a gestire una società in grave crisi finanziaria, sfruttando le conoscenze di Coppola era riuscita a ottenere una grande liquidità da parte di vari clan di camorra, tra cui quelli dei MOCCIA e dei CASALESI, che le avevano consentito di risollevare le sorti dell’impresa, aumentando in modo esponenziale il volume d’affari, passato da 9 milioni di euro a 370 milioni in tre anni, come ricostruito dal III Gruppo “Tutela Entrate” della GDF di Roma su delega della DDA capitolina, anche grazie alla trasmissione da parte della Procura di Napoli delle proprie risultanze investigative, in totale osmosi informativa e piena condivisione del progetto.

Risulta che la BETTOZZI avrebbe sfruttato non solo il riciclaggio di denaro della camorra, ma anche i di questi, sistemi di frode.

Sono state costituite nel settore, oltre 20 società “cartiere” per effettuare compravendite simulate in modo tale da eludere le pretese erariali, rifornendo così i network delle “pompe bianche” a prezzi ben più concorrenziali.

Il successo imprenditoriale, risultato dell’attività criminale, consentiva ovviamente agli indagati di mantenere un elevato tenore di vita.

Nel Maggio 2019, la BETTOZZI fu fermata a bordo di una Rolls Royce alla frontiera di Ventimiglia, mentre si recava a Cannes per partecipare al Festival del cinema, in possesso anche di circa 300.000 euro in contanti.

Successivi accertamenti presso un lussuoso albergo a Milano dove soggiornava, portarono a rinvenire altri 1,4 milioni di euro in contanti, ora posti sotto sequestro.

I MOCCIA intanto, ponevano la base logistica per lo svolgimento delle attività fraudolente negli uffici napoletani di COPPOLA da dove venivano coordinate le commesse di materiale petrolifero e organizzato il vorticoso giro di fatturazioni, relative a operazioni fantasma.

Al gruppo criminale, infatti, una volta disposti i bonifici relativi al formale pagamento del prodotto energetico sorgeva la necessità di monetizzare in contanti le somme corrispondenti all’IVA non versata all’erario dalle società cartiere.

Per la raccolta delle ingenti somme liquide derivanti, il clan MOCCIA si avvaleva di una vera e propria organizzazione parallela, autonoma e strutturata, atta al riciclaggio di elevate risorse finanziarie, gestita da “colletti bianchi”, attiva sia sul territorio partenopeo che su quello romano. In pratica, le società “cartiere” gestite dal gruppo COPPOLA, una volta introitate le somme a seguito delle forniture di prodotto petrolifero, effettuavano con regolarità ingenti bonifici a società terze, simulando pagamenti di forniture mai avvenute.

L’attore dell’ultimo passaggio, mediante la propria organizzazione territoriale, provvedeva ai prelievi in contanti e alle restituzioni tramite “spalloni”. Per svolgere questa attività, il gruppo tratteneva per sé una percentuale su quanto incassato.

Si trattava perciò, di soldi provenienti dalle attività illecite dei clan, reinvestiti in un settore legale, ovvero i petroli, per produrre altri proventi illeciti attraverso le frodi fiscali. La crescita esponenziale dell’Illecito finisce per annichilire la concorrenza onesta, sia per i prezzi alla pompa impraticabili con una gestione corretta sia perché, sia perché gli imprenditori facevano retromarcia, una volta compreso che stavano competendo, non con concorrenti regolari ma bensì, pericolose associazioni malavitose.

Per il territorio di Roma, ci si avvaleva anche di altri soggetti, posti a gestire piccoli gruppi di persone, le cui mansioni erano quelle di effettuare continui prelievi di contanti (in misura frazionata) su conti correnti postali intestati a società cartiere e/o a soggetti prestanome. Tali risorse finanziarie in contanti, una volta raccolte, venivano tratte nell’area napoletana, e fatte pervenire, tramite “spalloni”, ai riciclatori romani, che avrebbero poi provveduto a consegnarli ai “clienti”. Fra questi, proprio il gruppo societario facente capo ad Alberto COPPOLA e Antonio MOCCIA, a perfetta chiusura del cerchio di riciclo di denaro.

Attualmente quindi, Antonio MOCCIA, Alberto COPPOLA e Anna BETTOZZI risultano  gravemente indiziati di aver stretto un accordo societario per la commissione di illeciti, del quale hanno beneficiato tutti i soggetti coinvolti; il rapporto con COPPOLA Alberto è stato fondamentale per la BETTOZZI in quanto l’uomo è subentrato nell’azienda in un momento di evidenti difficoltà economiche e gestionali dovute anche ai problemi di salute del marito Sergio DI CESARE. La BETTOZZI, è risultata donna scaltra e molto ben inserita negli ambienti del potere imprenditoriale e criminale capitolino ma non all’altezza di costituire del tutto il coniuge, petroliere di collaudata esperienza. Lo scellerato patto con COPPOLA e MOCCIA, ha apportato agli affari comuni la competenza “del COPPOLA e le provviste finanziare per il sostegno del potere mafioso del MOCCIA, ambedue ricercate dal mondo affaristico romano.

Dalle indagini napoletane, si evince la rilevanza del business dei MOCCIA nel settore degli oli minerali, nel quale quel clan era diventato egemone proprio grazie ai prezzi competitivi ottenuti con le frodi, provocando reazioni anche violente da parte di altri clan della camorra.

Il COPPOLA subisce due attentati a seguito dei quali non esita a chiedere aiuto al suo referente e sbandierato parente Antonio MOCCIA il quale si attiva imponendo una pax mafiosa imposta dai MOCCIA e suggellata con la cessione di una quota dell’impianto di carburanti al clan MAZZARELLA.

4 Province coinvolte: le indagini sulla ‘ndrangheta. La DDA di Catanzaro.

Sul versante della ‘ndrangheta, l’indagine, avviata nel giugno 2018 dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro , Direzione Distrettuale Antimafia, quale naturale prosecuzione dell’operazione “Rinascita-Scott”, si è incentrata sulle figure di taluni imprenditori vibonesi, attivi nel settore del commercio di carburanti, ritenuti espressione della cosca MANCUSO di LIMBADI, nonché collegati alla ‘ndrangheta sviluppata, sia nella Provincia di Vibo Valentia con i BONAVOTA di S. Onofrio, gruppo di San Gregorio, ANELLO di Filadelfia e i PISCOPISANI, sia nel “reggino” con la cosca PIROMALLI, la cosca ITALIANO di
Delianuova e la cosca PELLE di S. Luca.

In particolare, sono stati accertati due sistemi di frode, riguardanti il commercio del gasolio, attraverso il coinvolgimento di 12 società, 5 depositi di carburante e 37 distributori stradali, organizzati e messi in atto proprio dagli indagati.

La lunga attività investigativa ha fatto emergere gravi indizi a carico di soggetti mafiosi che, grazie alla collaborazione di imprenditori titolari e gestori di attività economiche dislocate in Sicilia ed operanti nel medesimo settore, avrebbero costituito, organizzato e diretto un’associazione per delinquere, con base a Vibo Valentia e finalizzata alla evasione dell’IVA e delle accise su prodotti petroliferi.

L’associazione avrebbe commesso innumerevoli reati fiscali ed economici che vanno dal contrabbando di prodotti petroliferi, l’emissione e utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti, l’interposizione di società “cartiere”, la contraffazione e utilizzazione di Documenti di Accompagnamento Semplificati (DAS), il riciclaggio, il reimpiego in attività economiche di proventi illeciti, l’auto-riciclaggio, il trasferimento fraudolento di valori ed altri ancora.

Il sistema di frode consisteva nell’importazione, perlopiù dall’est-Europa, di prodotti petroliferi artefatti e oli lubrificanti, successivamente immessi in commercio come gasolio per autotrazione, con conseguenti cospicui guadagni dovuti al differente livello di imposte. I prodotti venivano, quindi, trasportati, con documentazione di accompagnamento falsa, presso i diversi siti di stoccaggio nella disponibilità dell’associazione, ubicati in Maierato (VV) e Santa Venerina (CT), pronti per essere immessi sul mercato, sia legale che illegale, come “gasolio per autotrazione”, categoria merceologica di maggiore valore, soggetta ad
un’accisa superiore, con notevole margine di guadagno.

In tal modo, dal 2018 al 2019, sono stati movimentati circa 6.000.000 di litri di gasolio per autotrazione di provenienza illecita, ai quali corrisponde un’evasione di accisa pari ad euro 5.766.018,60.

Sono stati inoltre accertati episodi di omessa dichiarazione dell’IVA, con un’evasione pari ad euro 661.237,86.

I reati di emissione di fatture per operazioni inesistenti ammontano ad euro 1.764.022,27, nonché di omesso versamento di IVA per euro 1.729.586,00.

Altra tipologia di frode, riconducibile a una seconda associazione per delinquere, contemplava lo strumentale ricorso al deposito fiscale romano dalla società MADE PETROL ITALIA S.r.l. e sarebbe stata anch’essa promossa e organizzata a Vibo Valentia, con il contributo degli stessi imprenditori vibonesi e con la partecipazione di indagati principalmente romani e napoletani, a loro volta inseriti in associazioni camorristiche napoletane. In questo caso, gli associati acquistavano, dal suddetto deposito, ingenti quantitativi di prodotto petrolifero, formalmente riportato sui documenti come “gasolio agricolo”, soggetto ad imposizione di favore, movimentando in realtà vero e proprio “gasolio per autotrazione”, con consistente fraudolento risparmio di spesa ed elevatissimi margini di guadagno.

Tutti perseguivano obiettivi di lucro, evasione d’imposte e illeciti guadagni, emettendo fatture per operazioni inesistenti, simulando la titolarità o la gestione di società “cartiere” in capo a terzi, utilizzando documentazione mendace, riciclando in attività economiche, denaro provento di attività illecita e via di questo passo.

Anche in questo ulteriore canale di contrabbando, peraltro, è risultata coinvolta una compagine catanese, facente capo a soggetti già implicati in precedenti attività investigative, quali imprenditori di riferimento delle famiglie mafiose di Catania dei clan MAZZEI e del clan dei PILLERA.

Negli anni 2018 e 2019, mediante il citato sistema illecito, sono stati movimentati, oltre 2.400.000 litri e oltre 1.900.000 litri di prodotto petrolifero, con un’evasione di accisa per euro 1.862.669,29 e un’evasione di IVA per euro 618.589,68 per omessa dichiarazione, oltre alla emissione di fatture per operazioni inesistenti per euro 249.826,97.

In tale frangente, inoltre, sarebbe emerso il solido collegamento tra i vibonesi e i gestori di un deposito fiscale, sito in Locri, ove i sodali campani e siciliani avevano interesse ad avviare stabili commerci, al fine di sviluppare ulteriori remunerative forme di illeciti.

Nella rete di contrabbando di prodotti petroliferi e conseguente riciclaggio, poi, gravi indizi portano al coinvolgimento anche di esponenti di primo piano della cosca MANCUSO, quali gestori (seppure per interposta persona) di impianti di distribuzione di carburante.

Ulteriore conferma della capillare diffusione del fenomeno criminale scoperto e della capacità di propagazione dello stesso, si ritrovano nel segmento investigativo che ha messo in luce il tentativo, sempre ad opera degli imprenditori vibonesi, congiuntamente agli esponenti di spicco della famiglia MANCUSO, di aprire nuovi canali di importazione di carburante direttamente in Calabria, mediante l’avvio di trattative col rappresentante di un importante gruppo petrolifero internazionale, appositamente giunto in Calabria.

È stato possibile, infatti, monitorare l’incontro, tra tutti i predetti, nel corso del quale si trattava della realizzazione di un ambizioso progetto ingegneristico e commerciale, consistente nella realizzazione di un deposito fiscale-costiero di prodotti petroliferi, nell’area industriale di Portosalvo (VV), da collegare, attraverso una condotta sottomarina, ad una grande cisterna galleggiante, da collocare al largo della costa vibonese, progetto ardito che avrebbe forse mostrato risultati migliori del Mose di Venezia.

In ultimo, ma non meno rilevante, l’indagine ha messo in luce gli interessi della criminalità organizzata vibonese nel settore edile, nel quale risultano evidenti gli indizi del totale controllo mafioso, da parte delle maggiori consorterie attive sul territorio, ovvero i MANCUSO, BONAVOTA, FIARE’, RAZIONALE-GASPARRO e ANELLO soprattutto nelle forniture di calcestruzzo, per i maggiori cantieri all’opera nel territorio della provincia di Vibo Valentia.

4 Province coinvolte: le indagini sulla ‘ndrangheta. La DDA di Reggio Calabria.

A Reggio Calabria, sempre oggi, sono giunte alla fine complesse indagini condotte dal G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Reggio Calabria e dal Servizio Centrale I.C.O. di Roma, con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, che hanno riguardato una struttura organizzata, attiva nel commercio di prodotti petroliferi, gravemente indiziata di aver utilizzato sistemi di frode allo scopo di evadere le imposte, in modo fraudolento e sistematico, attraverso l’emissione e l’utilizzo
improprio delle c.d. “Dichiarazioni di Intento”, sotto la direzione strategica di un commercialista e con la compiacenza di soggetti esercenti depositi fiscali e commerciali, sotto il controllo capillare dell’organizzazione criminale di tutta la filiera della distribuzione del prodotto petrolifero, dal deposito fiscale ai distributori.

Le investigazioni puntavano a far emergere gli interessi della ‘ndrangheta, di “cosa nostra” e della camorra, nella gestione del business dei prodotti petroliferi su tutto il territorio nazionale.

Tra i principali membri apicali del sodalizio spiccano:
  1. RUGGIERO Vincenzo cl ‘35 e RUGGIERO Gianfranco cl’ 61, espressione imprenditoriale della cosca di ‘ndrangheta “PIROMALLI” operante nel mandamento tirrenico della provinciale di Reggio Calabria e, segnatamente, nel locale di Gioia Tauro.
  2. CAMASTRA Giovanni cl’ 64 e CAMASTRA Domenico cl’ 71 e le entità giuridiche agli stessi riconducibili, espressione imprenditoriale della cosca di ‘ndrangheta “CATALDO” operante nel mandamento ionico della provinciale di Reggio Calabria e nel locale di Locri. Gli stessi sono stati, anche al servizio di varie cosche di ‘ndrangheta, quali i PELLE di San Luca, gli AQUINO di Gioiosa Ionica, i CORDI’ di Locri e i FICARA-LATELLA di Reggio Calabria.
  3. DEL LORENZO Giuseppe cl’ 75, contiguo alla cosca “LABATE” dominante nella zona sud di Reggio Calabria.

Le società investigate (“cartiere”), affermando fraudolentemente di possedere tutti i requisiti richiesti al fine di poter beneficiare delle agevolazioni previste dalla normativa di settore, presentando alla ITALPETROLI S.p.A. di Locri, la relativa dichiarazione di intento per l’acquisto di prodotto petrolifero senza l’applicazione dell’IVA. Il prodotto così acquistato, a seguito di diversi passaggi societari, veniva poi ceduto, a prezzi concorrenziali, a selezionati clienti. l’acquisto veniva effettuato, senza applicazione dell’IVA, da imprese cartiere che, prive dei requisiti richiesti dalla normativa di settore, presentavano false dichiarazioni d’intento.

Formalmente amministrati da prestanome nullatenenti, erano riconducibili e gestiti direttamente dall’organizzazione criminale stessa.

Le società “cartiere”, operavano sul territorio calabrese, campano e siciliano, attraverso broker, i quali vendevano ai clienti finali a prezzi al di sotto del valore di mercato,  fruttando indebitamente il vantaggio economico dell’IVA non versata.

In merito, l’organizzazione investigata, a seguito di un controllo fiscale nei confronti dell’ITALPETROLI S.p.A., ha adottato una serie di accorgimenti che hanno portato ad una variazione del sistema fraudolento optando per la drastica soluzione di omettere il versamento dell’imposta sul valore aggiunto e sulle accise e, di conseguenza, mandando di conseguenza in default il deposito.

4 Province coinvolte: deposito definitivamente in default.

Emerso quindi, un giro di false fatturazioni per un ammontare imponibile complessivo pari ad oltre 600 milioni di euro e IVA dovuta pari ad oltre 130 milioni di euro.

L’omesso versamento di accise per circa 31 milioni di euro, con tanto di documenti falsi all’Agenzia delle Dogane e falsi modelli F24 attestanti il pagamento delle accise dovute dalla ITALPETROLI S.p.A. per il mese di marzo 2019, per un importo di circa 11 milioni di euro.
Nel mese di maggio del 2019, a riscontro all’attività investigativa, è stata sequestrata la somma contante di 1.086.380,00 di euro, occultata all’interno di un’autovettura appositamente modificata all’uopo.

I proventi illeciti, così ripartiti dai membri dell’organizzazione, sarebbero stati in quota parte, nuovamente reinvestiti nel medesimo circuito criminale o impiegati in altre attività
Finanziarie o imprenditoriali determinando quel giro di riciclaggio ed auto riciclaggio, per un importo complessivo pari ad oltre 173 milioni di euro. Di questi, oltre 41 milioni di euro veniva riciclato su conti correnti esteri riconducibili a società di comodo bulgare, rumene, croate e ungheresi, per poi rientrare nella disponibilità dell’organizzazione medesima, una volta finiti i giri di centrifuga.

Riepilogo generale dei reati contestati e dei provvedimenti eseguiti al momento.

TOTALE COMPLESSIVO MISURE PERSONALI: N. 71 (56 OCC + 15 FERMI)
TOTALE SEQUESTRI: 946.500.000 euro

4 Province coinvolte: DDA NAPOLI

Misure cautelari personali nei confronti di n. 10 soggetti, di cui 6 arresti in carcere e 4 arresti domiciliari.

Sequestri per circa 4.500.000 euro.

Reati ipotizzati: art. 416 bis (associazione di tipo mafioso), 416 bis 1. (circostanza aggravante per reati connessi ad attività mafiose), 512 bis (trasferimento fraudolento di valori), 513 bis (illecita concorrenza con minaccia o violenza), 629 (estorsione) in relazione al 628 comma nn.1 e 3, 648 bis (riciclaggio), 648 ter (impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita), 648 ter.1 (auto-riciclaggio), 240 bis (confisca per sproporzione), 110 (concorso nel reato), 56 (tentativo) e 81 c.p.v. c.p. e artt. 10, 12 e 14 L. 497/74 (detenzione e porto illegale di armi).

Hanno operato 220 Finanzieri del Comando Provinciale Napoli.

Destinatari dei provvedimenti cautelari:

CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE

1. COPPETA Gabriele, nato ad Afragola il 04.04.1965;
2. COPPOLA Alberto, nato a Napoli il 19.07.1967;
3. D’AMICO Salvatore alias “O’ Pirata”, nato a Napoli il 01/08/1973;
4. LIBERTI Domenico, nato a Napoli il 26.03.1969;
5. MAZZARELLA Francesco, nato a Napoli il 14.05.1971;
6. VIVESE Giuseppe, nato a Napoli il 06.08.1983.

AGLI ARRESTI DOMICILIARI:

7. ABBONDANDOLO Claudio, nato a Napoli il 22.12.1972;
8. COPPOLA Silvia, nata a Torre del Greco (NA) il 23.02.1995;
9. DI BLASIO Maria Luisa, nata a Napoli il 21.11.1950;
10. FIANDRA Aldo, nato a Casoria (NA) il 20.04.1960;

4 Province coinvolte: DDA ROMA

Misure cautelari personali nei confronti di n. 23 persone, di cui10 in carcere e 13 agli arresti domiciliari.

Sequestrati oltre 200 milioni di euro.

Reati ipotizzati: associazione per delinquere costituita per la commissione di plurimi reati tributari, illecita commercializzazione di prodotti petroliferi, riciclaggio ed auto riciclaggio, anche al fine di agevolare le attività di associazioni di tipo mafioso.

Hanno operato 200 Finanzieri del Comando Provinciale Roma.

Destinatari dei provvedimenti cautelari:

CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE

1. AURIEMMA Ferdinando, nato a Caserta il 19.02.1979;
2. BETTOZZI Anna, nata a Roma il 27/07/1958;
3. BETTOZZI Filippo Maria, nato a Roma il 02/09/1987;
4. COPPOLA Alberto, nato a Napoli il 19.07.1967;
5. D’AGOSTINO Felice, nato a Terlizzi (BA) il 3.02.1982;
6. MERCADANTE Giuseppe, nato a Caserta il 13.01.1979;
7. MOCCIA Antonio, nato ad Afragola (NA) il 13.06.1964;
8. STRINA Roberto, nato il 20.12.1980;
9. SCHIAVONE Armando, nato a Capua (CE) il 07.12.1974.
10. VIVESE Giuseppe, nato a Napoli il 06.08.1983.

ARRESTI DOMICILIARI

11. CIUCCIO Raffaele, nato ad Afragola (NA) il 19.06.1964;
12. COPPOLA Eduardo, nato Napoli il 16.12.1962;
13. COPPOLA Roberta, nata a Torre del Greco (NA), il 02.03.1998;
14. COPPOLA Silvia, nata a Torre del Greco (NA) il 23.02.1995;
15. DEL BENE Vittorio, nato a Nocera Inferiore (SA) il 05.02.1981;
16. DI CESARE Virginia, nata a Roma il 25.09.1993;
17. D’APOLITO Ilario, nato a Vallo della Lucania (PZ) il 13.07.1982;
18. DI FENZA Luigi, nato a Napoli il 22.02.1954;
19. LIBERTI Domenico, nato a Napoli il 26.03.1969;
20. LIONE Marco, nato a Napoli il 31.07.1973;
21. SALVI Stefano, nato a Roma il 08.10.1979.
22. SPADAFORA Gennaro, nato a Torre del Greco (NA) il 28.10.1974;
23. TOSCANO Claudio, nato a Napoli il 13.02.1966.

4 Province coinvolte: DDA di CATANZARO

Fermo per indiziato di delitto nei confronti di n. 15 indagati. Sequestri per un valore complessivo di 142 milioni di euro.

Reati ipotizzati: associazione per delinquere di tipo mafioso (‘Ndrangheta), estorsione, riciclaggio, intestazione fittizia di beni, aggravati dalle modalità mafiosa, nonché associazione per delinquere finalizzata all’evasione dell’IVA e delle Accise sui prodotti petroliferi destinati al consumo.

Hanno operato 250 Finanzieri del Comando Provinciale Catanzaro e 400 Carabinieri.

Nel dettaglio le forze impiegate nell’operazione sono militari del ROS e del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia
di Finanza di Catanzaro, con il supporto, nella fase esecutiva, dei Comandi territoriali competenti, nonché del XIV Battaglione Carabinieri “Calabria”, dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria” e del G.I.S. (Gruppo Intervento Speciale), per l’esecuzione ad un Decreto di Fermo nei confronti di 15 indagati.

Gli stessi militari per l’esecuzione di un Decreto di sequestro emesso in via d’urgenza dalla medesima Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro – Direzione Distrettuale Antimafia, di beni ubicati nelle province di Catanzaro, Vibo Valentia, Reggio Calabria, Crotone, Napoli, Salerno, Verona, Catania, Palermo, Messina, Ragusa, Siracusa, Caltanissetta, riconducibili principalmente a società di capitali e a ditte individuali operanti nel settore del commercio di carburanti e dei trasporti, oltre a numerosi beni immobili, per un valore complessivo di 142 milioni di euro e in particolare di

15 imprese operanti nel settore del commercio di carburanti che hanno in gestione 6 depositi e 30 distributori di carburante;

  • 8 imprese edili,
  • 2 imprese di trasporti,
  • 1 società di commercio veicoli,
  • 2 imprese del settore agricolo,
  • 6 società di servizi vari oltre a 161 beni mobili,
  • 249 immobili (tra i quali terreni, appartamenti e ditte).

Destinatari dei provvedimenti di fermo:

1. AGOSTA Alberto Pietro, cl.’86 di Sant’Agata Li Battiati (CT)
2. ANELLO Francescantonio, cl.89 di Filadelfia (VV)
3. BORRIELLO Luigi, cl.’75 di San Giorgio a Cremano (NA)
4. D’AMICO Antonio, cl.’64 di Vibo Valentia
5. D’AMICO Giuseppe cl. 72 di Vibo Valentia
6. GIORGIO Salvatore cl.’74 di Chiaravalle Centrale (CZ)
7. MANCUSO Francesco, cl. 57 di Limbadi (VV)
8. MANCUSO Silvana, cl. 69, di Limbadi (VV)
9. MONTELEONE Francesco, cl. 85, di Vibo Valentia,
10. PADURET Irina, cl. 86, di Milano,
11. PORRETTA Francesco Saverio, cl. ’74, di Milano,
12. PUGLIESE Rosamaria, cl.’75, di Nicotera,
13. RIGILLO Domenico, cl.’72 di San Vito Sullo Ionio (CZ),
14. RUCCELLA Giuseppe, cl. 81 di Filogaso (VV)
15. TIRENDI Alessandro Primo, cl.’82 di Gravina di Catania (CT).

4 Province coinvolte: DDA di REGGIO CALABRIA

Misure cautelari personali nei confronti di n. 23 persone fra le quali 19 in carcere e 4 agli arresti domiciliari.

Sequestri per oltre 600 milioni di euro.

Reati ipotizzati: associazione di stampo mafioso, associazione per delinquere aggravata dall’agevolazione mafiosa, frode fiscale, riciclaggio e ricettazione.

Hanno operato 500 Finanzieri del Comando Provinciale Reggio Calabria e dello S.C.I.C.O. di Roma con il supporto di altri Reparti del Corpo, nelle province di Reggio Calabria, Catanzaro, Vibo Valentia, Catania, Foggia, Caserta, Salerno, Napoli, Frosinone, Roma, Firenze, Reggio Emilia, Parma, Milano, Torino, Novara e Varese, e, con la collaborazione di organi collaterali esteri e delle autorità giudiziarie straniere coordinate da EUROJUST e INTERPOL in Germania, Bulgaria, Ungheria, Romania, Malta e Spagna.

Destinatari dei provvedimenti cautelari:

CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE

1. RUGGIERO Gianfranco cl. ‘61,
2. DE LORENZO Giuseppe cl. ‘75,
3. CASILE Antonio cl. ‘69,
4. CAMASTRA Giovanni cl. ‘64,
5. CAMASTRA Domenico cl. ‘71,
6. BONAFORTUNA Cosimo cl. ‘75,
7. SABATINO Salvatore cl. ‘69,
8. ANASTASIO Camillo cl. ‘64,
9. ANASTASIO Mattia cl. ‘91,
10. DE MAIO Luigi cl. ‘80,
11. MUROLO Roberto cl. ‘79,
12. GITANO Mario cl. ‘85,
13. DEVOTO Luigi cl. ‘91,
14. AMOROSO Salvatore cl. ‘66,
15. CEPOLLARO Raffaele cl. ‘88,
16. LEONARDI Sergio cl. ‘78,
17. FABRETTI Carmelo cl. ‘80,
18. BARBARINO Eugenio cl. ’84
19. ROMEO Orazio cl. ‘69.

ARRESTI DOMICILIARI

1. MORABITO Francesco Stefano cl. ‘64,
2. DI MAURO Antonio cl. ‘74,
3. ZECCATO Carla cl. ’68
4. GRIPPALDI Antonino cl. ‘68.

Finito lo tsunami di indagini, informazioni, nomi, capi d’accusa e quant’altro, ci sentiamo certo disorientati e attoniti di fronte alla portata dell’onda gigante di oggi.

Se spesso ci chiediamo cosa facciano gli strapagati assenteisti della politica, certo non formuleremo pensieri simili sui nostri uomini impegnati sul fronte dell’Antimafia.

Anni di indagini incrociate, ogni giorno nuovi arresti, il maxi-processo che avanza anche grazie a nuovi Collaboratori di Giustizia.
Che dire? Il nostro pensiero, va sempre a questi eroi che da tempo hanno rinunciato a vivere una vita normale, rischiandola ogni giorno per noi. La guerra è in atto da tempo immemore e vive una fase critica per tutti i fronti. Oggi i vincitori sono loro, siamo noi…

Ogni benedizione e protezione ai nostri eroi al fronte, Carabinieri, Poliziotti, Forze Speciali, Magistrati, Prefetti, Collaboratori di giustizia, uomini onesti e sognatori in genere. Grazie di esistere.

Francesca Capretta /  Redazione

Napoli: Controlli della Polizia nelle stazioni ferroviarie

Napoli- Festività di Pasqua: sono stati capillari i controlli effettuati dagli agenti di Polizia nelle stazioni ferroviarie nella Regione Campania.

Napoli: Controlli della Polizia nelle stazioni ferroviarie

Napoli e Provincia- Il bilancio dell’attività della Polizia Ferroviaria in Campania nel corso delle festività di Pasqua, caratterizzate anche quest’anno, per la seconda volta, dalle stringenti misure prescrittive sulla mobilità sull’interno territorio nazionale e finalizzate al contenimento della pandemia: 12 denunciati, 7.422 persone controllate, 334 pattuglie impiegate negli scali ferroviari e 64 a bordo treno, 116 treni presenziati; 27 servizi di perlustrazione lungo linea, 31 servizi antiborseggio e 45 contravvenzioni elevate.

In occasione delle festività di Pasqua sono state potenziate le attività di vigilanza e di controllo di viaggiatori e bagagli all’interno delle stazioni e sulle tratte ferroviarie di competenza.

I controlli hanno interessato le principali stazioni della Campania, in particolare quella di Napoli Centrale, dove si concentra la maggior parte del traffico ferroviario. Osservati speciali anche i luoghi dove si prevedeva il maggior concentramento di persone.

Particolare attenzione è stata rivolta alla prevenzione dei reati in ambito ferroviario e al contrasto di tutte quelle forme di illegalità diffusa che tendono ad aumentare nei periodi delle festività, nelle aree di transito e nelle zone circostanti gli scali ferroviari, a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica e del regolare svolgimento esercizio ferroviario.

Le attività di controllo ai viaggiatori della Polizia Ferroviaria sono state pianificate in sinergia con il locale Presidio di Protezione Aziendale di Rete Ferroviaria Italiana, attraverso il filtraggio dei viaggiatori in entrata e in uscita dalla stazioni con il controllo della temperatura corporea attraverso apparecchi termoscanner.

Operazione Alto impatto nel Parco Verde di Caivano

NAPOLI- Ieri gli agenti del Commissariato di Afragola e della Polizia Locale di Caivano, con il supporto degli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Campania, dell’Unità Cinofila dell’Ufficio Prevenzione Generale, dei Vigili del Fuoco e di personale dell’Ufficio Tecnico del Comune, hanno effettuato un’operazione “alto impatto” nel Parco Verde di Caivano per individuare e rimuovere manufatti abusivi e contrastare il fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti.

Nel corso del servizio hanno identificato 41 persone, di cui 13 con precedenti di polizia, sanzionandone 2 per inottemperanza alle misure anti Covid-19 poiché prive della mascherina, controllato 17 veicoli e contestato una violazione del Codice della Strada per incauto affidamento; inoltre, hanno denunciato una persona per guida senza patente.

Le operazioni di bonifica hanno consentito di rimuovere recinzioni abusive in ferro ed un intero muro perimetrale, e di rinvenire, occultata in un’intercapedine nelle scale di uno stabile, una busta contenente 34 grammi circa di cocaina, una stecca di hashish del peso di un grammo e un involucro con 1,3 grammi di marijuana.

All’interno di alcuni edifici, infine, i Vigili del Fuoco hanno rimosso cancelli, grate, porte blindate e “gabbie” in ferro, abusivamente installate allo scopo di agevolare l’attività di spaccio.

 

Stéphanie Esposito Perna / Redazione Campania

Il calciomercato del Napoli si muove in tutti i reparti

Calciomercato – Il day after della sfida Champions contro la Juve gli animi sono un po’ inquieti soprattutto per aver perso la chance di mettere il naso davanti agli altri. Ora c’è l’obbligo di non sbagliare e sperare in un passo falso di almeno una quelle che precedono gli azzurri. Quarto posto non vuol dire solo partecipare alla Champions League ma, è forse soprattutto, beneficiare di un bel gruzzoletto da poter reinvestire o per ripianare qualche conticino in rosso. Questo finale di campionato indirizzerà inevitabilmente anche la prossima stagione e non solo. Questi sono i rumor di calciomercato che sono sorti nelle ultime ore.

Spauracchio Milan su Insigne

La notizia della visita dell’entourage di Insigne nella sede del Milan ha fatto storcere il naso a molti. Non per la paura di perdere colui che meglio di altri sa cosa significa indossare la maglia del Napoli, piuttosto perché non era il momento più adatto per parlare di queste questioni. Eravamo nelle ore in prossimità della partita contro la Juve. Tanto clamore per nulla. L’acquisto del numero 24 azzurro costringerebbe il Milan a sobbarcarsi un altro stipendio oneroso e visti gli attuali ingaggi non è uno scenario percorribile. Inoltre, l’agente Pisacane cura gli interessi, tra gli altri, di Danilo D’Ambrosio profilo che interessa al Milan e per questo inizia a testare il terreno.

Nessuna possibilità di riscatto per Bakayoko

La stagione altalenante del Napoli è descritta ancora meglio dal rendimento di Tiémoué Bakayoko, uomo fidato di Gattuso. Il centrocampista francese in uno spezzone del campionato sembrava essere il partner perfetto di Fabian Ruiz. Uno intercetta le linee di passaggio, l’altro le disegna. Poi, forse per i tanti impegni ravvicinati e per la condizione che non l’ha aiutato, qualcosa è cambiato. Demme lo ha scavalcato nelle gerarchie ed i risultati si sono visti subito. Maggiore equilibrio e soprattutto dinamismo in mediana. Per tutti questi motivi Bakayoko farà ritorno al Chelsea e ci penseranno i procuratori a trovare la migliore destinazione possibile. In queste ore è stato già offerto al PSG e al Lione.

Maksimovic in treno verso Roma sponda biancoceleste

Anche in difesa c’è un sicuro partente: si tratta di Nikola Maksimovic. Il difensore serbo è in scadenza a giugno e con tutta probabilità il Napoli non gli offrirà il prolungamento di rinnovo. Anche l’ex Toro inizia a guardarsi intorno. L’Inter è sulle sue tracce da un pezzo ma a Milano difficilmente partirebbe titolare visto il trio Bastoni-De Vrij-Skriniar che è già ben amalgamato. Quindi si sondano altre destinazioni. Sembra aver puntato i riflettori su di lui anche la Lazio con il DS Igli Tare che vorrebbe regalarlo a Simone Inzaghi. Un nuovo tassello per la difesa capitolina che, oltre al nazionale Acerbi, deve contare su elementi che non sempre si disimpegnano al meglio.

Non solo calciomercato. Arrivano buone notizie dal laboratorio

Tra tante parole e possibilità c’è una certezza. Nessuno dei calciatori del Napoli convocati dal C.T. Mancini è risultato positivo. Il timore di perdere altri pezzi per strada a causa del Covid si era fatto insistente nelle ore immediatamente successive alla sfida Lettonia-Italia. Nel post partita fu reso noto che alcuni componenti dello staff erano risultati positivi e, da lì a poche ore, si sarebbe sviluppato un vero e proprio cluster. Tanti i nazionali risultati positivi ma per fortuna nessuno dei tre napoletano convocati è rimasto coinvolto. Infatti già ieri Meret, Insigne e Di Lorenzo sono sceso in campo ieri e si giocheranno le proprie opportunità per farlo anche nella sfida alla Samp di domenica.

“Il calciomercato del Napoli si muove in tutti i reparti” A cura di Raffaele Galasso

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Jorginho: “Mi piacerebbe tornare a Napoli”. E l’agente conferma…

Il brasiliano apre le porte a un possibile ritorno al Napoli

Jorginho: “Mi piacerebbe tornare a Napoli”. E l’agente conferma…

Verrebbe da dire, chi si rivede. Era l’estate del 2018 quando Jorginho, all’ora al Napoli, firmò per raggiungere Londra con il suo pupillo Sarri. Destinazione: Stamford Bridge, Chelsea. Tre anni per lui duri ma allo stesso tempo belli, anche se l’Italia resta nel suo cuore

 

Quello che è stato Jorginho: l’insostituibile nel 4-3-3

Quella del 2018 fu anche l’ultima stagione dello stesso Sarri a Napoli. Gli azzurri, con l’allenatore a oggi senza panchina, erano una macchina perfetta e meravigliosa. Esprimevano un ottimo calcio e andarono super vicini allo scudetto vinto poi dalla Juve di Allegri. In quella squadra, in quel 4-3-3. come centrocampista davanti alla difesa c’era proprio Jorginho. L’indiscusso Jorginho. Il brasiliano non saltava una sfida ed era fondamentale per l’ordine di quel reparto.

 

Il giocatore apre al ritorno

Quei quattro anni il brasiliano se li ricorda benissimo, tant’è che non ha escluso, intervenuto ieri al termine della vittoria del Chelsea in Champions sul Porto, un suo possibile ritorno. Ecco le sue dichiarazioni: «Chi ha vissuto a Napoli non può dimenticare. È stata un’esperienza bellissima, mi sono affezionato alla città e ai tifosi. Ora non ci penso, c’è tanto da fare qui e voglio vincere. Ma se ci sarà la possibilità, prima o poi, mi piacerebbe tornare».

 

Anche l’agente conferma

A tal proposito, riportiamo le parole dell’agente del brasiliano Joao Santos, intervenuto in diretta su Kiss Kiss Napoli:

“Se il Napoli avrà bisogno di Jorginho e ci saranno le condizioni per farlo tornare lui verrebbe volentieri. L’obiettivo è quello comunque di tornare in Italia. Ha ancora due anni di contratto col Chelsea, ma costa circa 50 milioni di euro. Ha un ingaggio importante e non so se De Laurentiis possa fare tutti questi sforzi per lui. A Napoli a parametro zero? Dipende sempre dal Chelsea perché credo gli proporranno un rinnovo. Juventus? A oggi hanno Arthur, ma Paratici è un personaggio di calcio esperto e un profilo come Jorginho interessa e non solo alla Juve, ma anche all’Inter e al Milan. Le dinamiche del calcio sono quelle, dipende molto anche dall’allenatore. Lui è tranquillo perché ha ancora due anni di contratto col Chelsea, poi ha l’Europeo in testa e vuole andare anche in Qatar per il Mondiale. Però tra gli obiettivi di Jorginho c’è anche di tornare in Italia per vincere uno scudetto”

Ventimila euro per lavorare alle Poste

Il saldo dei 6 palermitani truffati doveva essere di ventimila euro ciascuno. I CC, la Polizia e la GdF di Sciacca (AG) hanno arrestato tre persone

In cambio di un corrispettivo di 20 mila euro, facevano credere di poter assicurare un’assunzione alle Poste italiane.

Sei le vittime individuate, tutte della provincia di Palermo, che avevano già versato, quale acconto, in misura diversa, 45 mila euro.

A portare alla luce quella che è un’associazione a delinquere finalizzata alle truffe, sono state le sezioni di Pg dei Carabinieri, della Polizia e della Guardia di Finanza della Procura di Sciacca comune della provincia di Agrigento.

A coordinare l’inchiesta sono stati il Procuratore Roberta Buzzolani e il Sostituto Michele Marrone.

Tre le misure cautelari firmate dal GIP del tribunale di Sciacca: una in carcere e due ai domiciliari. In carcere è finito un ex dipendente delle Poste. Mentre la moglie dell’ex impiegato e una polacca sono state poste ai domiciliari.

L’ex dipendente delle Poste conosceva determinati meccanismi e arricchiva l’ambientamento del raggiro nei confronti delle vittime con un ufficio di rappresentanza che aveva a Palermo, qualificandosi dirigente sindacale.

Stamattina sono stati anche sequestrati dei falsi contratti di assunzione alle Poste che erano tenuti all’interno di cartelline con una denominazione sindacale.

Quindi tutto era stato creato per far cadere nella trappola persone che avevano problemi economici determinati dalla mancanza di lavoro.

“Ed alcune di queste, pur di pagare l’acconto richiesto, si sono persino indebitate“, ha spiegato il tenente colonnello Roberto Vergato che comanda la Compagnia dei Carabinieri di Sciacca (Ag).

Le sei vittime avevano versato tranche di 2 mila, 5 mila euro, quale acconto.

“Stamattina sono state sequestrate anche delle carte PostaPay – ha aggiunto VergatoI soldi venivano trasferiti all’estero. Le donne fungevano da impiegate amministrative all’interno di questo pseudo ufficio di rappresentanza a Palermo”.

Le indagini sono durate dallo scorso ottobre a questo mese.

“Gli episodi focalizzati – ha aggiunto il comandante della compagnia dell’Arma di Sciacca – sono fra ottobre e dicembre 2020. Quindi hanno truffato 6 persone, per 45 mila euro, in 3 mesi. Questo significa che l’organizzazione era molto capace”.

L’adescamento delle vittime, dai 40 ai 60 anni, avveniva nei modi più disparati, ma era forte, vista la fame di lavoro, il passaparola.

Adduso Sebastiano

(tutte le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

Imprenditore ai domiciliari, 7 misure interdittive, sequestri per oltre 5 milioni di euro

Eseguite nei confronti dell’imprenditore e altri sette soggetti dalla GdF di Caltanissetta per bancarotta fraudolenta, falso e autoriciclaggio (VIDEO)

La Procura della Repubblica di Gela ha chiesto ed ottenuto dal GIP presso il locale Tribunale una ordinanza di misura cautelare personale e reale nei confronti di otto soggetti, che ha visto l’applicazione degli arresti domiciliari nei confronti di B.G.M. (gelese di 51 anni), principale indagato, e sette misure interdittive consistenti nel divieto temporaneo di esercitare uffici direttivi delle persone giuridiche per la durata di un anno, nei confronti di P.C., L.A., M.A., C.M., C.V., G.N. e D.P. (di cui quattro gelesi, due catanesi ed un monzese).

A tutti vengono contestati, in concorso e a diverso titolo, svariati reati fallimentari quali bancarotta fraudolenta, falso in attestazioni e relazioni, nonché autoriciclaggio.

L’esecuzione di tali misure è stata delegata ai militari del Gruppo di Gela e del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Caltanissetta.

I SEQUESTRI

Contestualmente sono state eseguite anche misure cautelari reali, tra le quali il sequestro preventivo diretto di una società con sede legale a Catania ma operativa nel territorio gelese, attiva nel settore del commercio all’ingrosso di cereali e legumi secchi, specializzata anche nell’intermediazione di rilevanti operazioni commerciali internazionali nello specifico settore, il cui valore complessivo supera i 3 milioni di euro e che sarà posta in amministrazione giudiziaria.

Nel corso delle indagini delegate sono emerse condotte distrattive perpetrate dall’amministratore delegato già a partire dal 2012, per oltre 2 milioni di euro (somma di denaro anch’essa oggetto di sequestro preventivo), nonché del complesso aziendale della società fallita, gravata da una rilevante esposizione debitoria pari a circa 5 milioni di euro, conducendola alla decozione e trasferendone l’operatività sana in una nuova società operante nello stesso settore.

LE INDAGINI

La condotta illecita, ideata dal principale indagato (B.G.M.), è avvenuta in concorso con il liquidatore della fallita (L.A.) e con l’amministratore unico e legale rappresentante della nuova società (P.C.), solo formalmente con sede a Catania ma operativa a Gela.

Le indagini hanno riguardato anche condotte di danno dei creditori della società fallita e di aggravamento del dissesto.

Le indagini hanno altresì accertato responsabilità a carico dei componenti del collegio sindacale della società fallita (M.A., C.M., C.V. e G.N) i quali hanno omesso di esercitare gli obbligatori doveri di vigilanza e controllo sull’amministrazione della società, così concorrendo nelle condotte distrattive contestate.

Alla contestazione del reato di autoricilaggio è seguita la contestazione dell’illecito amministrativo previsto dall’art. 25-octies del D.Lgs. 231/2001 nei confronti della società oggi attinta dalla misura cautelare reale del sequestro preventivo e della previsione dell’amministrazione giudiziaria.

NOTA

L’odierna operazione eseguita dalla Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura di Gela, si inserisce nel quadro delle linee strategiche dell’azione del Corpo volte a rafforzare l’azione di contrasto ai fenomeni di illegalità economico-finanziaria connotati da maggiore gravità, nonché all’aggressione dei patrimoni dei soggetti dediti ad attività criminose, al fine di tutelare le imprese oneste che operano nel rispetto della legge.

Adduso Sebastiano

(tutte le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

Monti: “Il derby con il Barano? Sarà una partita particolare

L’allenatore dell’Ischia Billone Monti ha grande rispetto per il Barano di Gianni Di Meglio in vista del derby di sabato 

Sabato alle ore 16:00 inizierà il mini-campionato di Eccellenza Campana, in palio ci sarà la promozione in Serie D attraverso i play-off. Sull’isola verde ci sarà subito il derby tra il Barano e l’Ischia, gara in programma allo stadio “Don Luigi Di Iorio”. 

Nella consueta conferenza stampa svoltasi a bordo campo del Mazzella, l’allenatore dell’Ischia ha analizzato i punti più importanti, soffermandosi sulla partita contro il Barano. Un deja vu dell’ultimo appuntamento agonistico prima dello stop ai campionati.

Rivincere a Barano non sarà facile, si tratta pur sempre di un derby». Peppe Monti conferma di avere grande rispetto per gli aquilotti.

«Da un anno a questa parte si sono verificate delle situazioni particolari, con continue interruzioni di allenamenti, campionati iniziati e poi interrotti di nuovo. Finalmente stiamo ritornando alla normalità – dice “Billone” – augurandoci che tutte le attività della nostra nazione possano fare altrettanto e che tutte le persone possano riprendere la vita che facevano prima di questa pandemia.

Siamo a pochi giorni dall’inizio di questo torneo anomalo, dove noi ci siamo preparati benissimo. Siamo stati molto professionali. Sappiamo però che queste partite e il torneo in generale nascondono delle difficoltà. Rispettiamo tutti gli avversari e penso che se riusciamo a superare la prima fase in un certo modo, sarà un prosieguo molto avvincente. Da quello che ho letto, dato che questo campionato dura solo due mesi, tutte le squadre non hanno badato a spese. Tutte si sono rinforzate in un certo modo, così il livello qualitativo si è alzato di molto».

Il Pianura appare l’avversario più duro di tutti, perché ha cambiato pochissimo al pari dell’Ischia, aggiungendo qualcosa all’attacco (Signorelli e Cirelli) per compensare le uscite di Scielzo e Pirone. «Il Pianura ha preso qualche ulteriore tassello. Personalmente sono contentissimo della mia squadra – sottolinea Monti –.

Siamo una squadra forte, abbiamo calciatori veramente bravi tutti in settori. Abbiamo una rosa ampia, anche se in questa settimana, a causa di qualche acciacco di troppo, ci ritroviamo senza qualche giocatore. Ma per una questione di caratteristiche e non come numero perché da questo punto di vista ci siamo.

Noi non avevano un bisogno di cambiare niente, perché la rosa è ampia e mi soddisfa. Ha dimostrato in quelle quattro partite disputate (due di coppa e altrettante di campionato) di essere forte, di avere una certa personalità e identità. Inconsciamente spero che continui su questa strada».

Sarà un BaranoLacco contro Ischia.- Sabato al cospetto dell’Ischia ci sarà un Barano che si è rinforzato grazie ai tasselli arrivati in prestito dal Lacco Ameno. Sicuramente non sarà la stessa partita di ottobre.

“Sono arrivati diversi ragazzi dal Lacco Ameno. Barano e Real Forio hanno compreso le difficoltà del momento e hanno partecipato soprattutto perché c’è l’Ischia. Una cosa bella. Ho sempre dichiarato che è un aspetto positivo muoverci dall’isola il meno possibile.

Loro ci terranno a fare bella figura, sono in gamba e lo hanno dimostrato nelle fila del Lacco – continua Monti – disputando un buon campionato l’anno scorso; si stavano ripetendo all’inizio di questa stagione. Sarà una partita particolare ma sono consapevole della forza della nostra squadra.

In questi mini-tornei bisogna sbagliare il meno possibile. Devono esserci tutte quelle componenti che poi portano al risultato: determinazione, accortezza tattica, tecnica, personalità, attenzione su tutte le situazioni. Poi ci possono essere degli episodi, ma se queste componenti si sposano con l’abilità tecnica, sicuramente si andrà avanti. Ne sono convinto, abbiamo ragazzi validi che hanno dimostrato negli anni, anche giocando in terraferma, si essere bravi, dando il loro contributo».

Monti rispetta tutte le avversarie, anche degli altri gironi. E’ consapevole che questa formula sprint ha dato la stura a tante società di intervenire massicciamente sul mercato, ma ha fiducia nei suoi. «Non ci deve interessare con chi giochiamo, deve interessarci il sistema di gioco dell’avversaria e contrapporre le nostre idee, il nostro modo di stare in campo, applicando quanto fatto in allenamento. Sono sempre stato convinto che la cosa principale è l’equilibrio tattico, in qualsiasi campionato».

Un messaggio ai tifosi che saranno costretti ad assistere alle partite da casa. «Sono a conoscenza delle loro aspettative. La società ha promesso che farà tutto il possibile per portare l’Ischia a certi livelli nel giro di dieci anni.

Lavoriamo cercando di arrivarci prima, sapendo che non dipende solo da noi. Possiamo solo garantire il massimo impegno su tutti gli aspetti – chiosa Monti – perché per noi, indipendentemente dalla categoria, è un lavoro».

 

 

 

Scafati, Salvati si unisce all’appello dei sindaci dell’Agro: “Considerare nuove aperture”

Scafati, Salvati si unisce all’appello dei sindaci dell’Agro: “Andamenti epidemiologici compatibili con una maggiore flessibilità”

Il Sindaco di Scafati, Cristoforo Salvati, ha promosso, insieme agli altri sindaci dell’Agro, un appello affinchè il Governo si esprima sulla possibilità di nuove aperture:

“E’ un appello forte ed accorato quello che insieme agli altri colleghi sindaci dell’Agro e dell’area Metalliana abbiamo rivolto al Governo, con un documento condiviso, affinché intervenga con provvedimenti concreti a sostegno delle attività commerciali riconsiderando misure di apertura per tipologie commerciali ed attività merceologiche o artigiane attualmente limitate o vietate e per città o zone territoriali omogenee che, sebbene ricadenti in regioni a zona c. d. rossa, abbiano ANDAMENTI EPIDEMIOLOGICI compatibili con una maggiore flessibilità.”

Di seguito il testo del documento.
Al Presidente del Consiglio dei Ministri del Governo italiano
Prof. Dott. Mario Draghi
E per conoscenza
al Presidente della Regione Campania
On. Vincenzo De Luca

“La difficile situazione pandemica che attanaglia il nostro Paese ed in particolare la nostra regione Campania, già strutturalmente deficitaria dal punto di visita lavorativo, sta generando, con le differenti zonizzazioni e limitazioni per fasce orarie o per tipologie commerciali, una forte, progressiva tensione sociale.
Ciò anche in ragione delle misure talvolta apparentemente contraddittorie relative alle chiusure o limitazioni di alcuni esercizi ed attività a fronte di altri.
Pertanto riteniamo doveroso sottoporre alla attenzione del Governo la riconsiderazione di misure di apertura per tipologie commerciali ed attività merceologiche o artigiane attualmente limitate o vietate e per città o zone territoriali omogenee che, sebbene ricadenti in regioni a zona c. d. rossa, abbiano andamenti epidemiologici compatibili con una maggiore flessibilità.

Non di meno, considerata la difficile tempistica di una certa e massiva vaccinazione della popolazione generale unico efficace strumento di argine alla diffusione della epidemia, si confida che una riconsiderazione delle “aperture” in senso positivo per quanto flessibile ed equilibrato, debba andare di pari passo con una rigorosa applicazione di condotte di contenimento della epidemia da parte di uffici, esercizi, operatori e singoli cittadini, da sottoporre ad effettivi controlli, che, di fatto sono ad oggi ridotti o in affanno; ciò proprio per garantire la compatibilità tra svolgimento del lavoro e sicurezza sanitaria con limitazione del contagio.

Da ultimo, si sollecita la rapida e congrua distribuzione dei ristori che possano giungere in modo proporzionato al protrarsi di una crisi che produce un effetto moltiplicatore del disagio socio economico di gran lunga superiore alla durata delle effettive limitazioni ad oggi applicate.
I sindaci da soli non possono, sui territori, e con cittadini sempre più esasperati, rappresentare l’unico interlocutore delle comunità, se messi di fronte ad una situazione che, col tempo che passa, si sta rivelando sempre più drammatica, privi per di più e nel contempo degli strumenti sanitari economici e di sicurezza per farvi fronte.”

Cristoforo Salvati Sindaco di Scafati

Sanità: appalti truccati. Indagini a Milano, Lodi, Brescia, Varese e Messina

Indagini sulla sanità di Opera (MI) estese anche a Messina: appalti truccati e mascherine per gli anziani regalate ad amici e dipendenti

I Carabinieri del Comando Provinciale di Milano, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal Gip del Tribunale di Milano su richiesta della D.D.A. della Procura della Repubblica di Milano, nei confronti del sindaco e della dirigente dell’Ufficio Tecnico del Comune di Opera (MI) e di tre imprenditori del settore edile, ritenuti responsabili – a vario titolo – di peculato, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e traffico di rifiuti.

LE INDAGINI

Al Comune di Opera (MI), in cambio di ristrutturazioni private, truccavano gli appalti per favorire degli imprenditori edili che per smaltire i rifiuti dei cantieri usavano i terreni del Parco agricolo Sud Milano come discarica.

La Procura di Milano ha arrestato questa mattina il sindaco del comune nel Milanese, Antonino Nucera (Centrodestra –Lega-FI-Noi originario di Melito Porto Salvo in provincia di Reggio Calabria) assieme alla dirigente dell’ufficio tecnico e tre imprenditori edili, accusati a vario titolo di peculato e corruzione.

Le indagini riguarderebbero anche soggetti messinesi.

Gli arresti sono stati eseguiti dai Carabinieri di Milano, Lodi, Brescia, Varese e Messina.

Nel corso delle indagini, iniziate a febbraio 2020, è emerso anche che il sindaco di Opera aveva dirottato le mascherine destinate alle Rsa e alle farmacie a parenti, amici nonché dipendenti comunali, nel periodo in cui le mascherine erano introvabili nei primi mesi della pandemia di Coronavirus.

L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal GIP del Tribunale di Milano su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Milano, che ha coinvolto le province di Milano, Lodi, Brescia, Varese e Messina, è stata data esecuzione dai Carabinieri del Comando provinciale di Milano nelle prime ore della mattinata.

Le indagini hanno così fatto emergere come, nell’arco temporale tra febbraio e ottobre 2020, il sindaco, con l’adesione incondizionata della dirigente dell’ufficio tecnico e l’accondiscendenza di alcuni funzionari e consulenti dell’ente, abbia sistematicamente interferito in alcune procedure di gara bandite dal comune per orientare l’assegnazione di lavori pubblici in favore di imprenditori conniventi, ricevendo in cambio da questi ultimi sostanziose contropartite.

I dispositivi di protezione che tra marzo e aprile 2020 erano stati inviati ad Opera, comune di circa 13 mila abitanti alle porte di Milano, erano destinati ai nonnini ricoverati nella Rsa “Anni azzurri Mirasole” della frazione di Noverasco nonché per la farmacia comunale per poi essere distribuiti alla popolazione.

Il sindaco invece li metteva a disposizione di amici, parenti e dipendenti.

Il 21 marzo, ad esempio, le distribuisce alla ex moglie preoccupata per gli anziani genitori.

Mentre sette giorni dopo chiede a una dipendente comunale di metterne da parte 500 da sottrarre alle 2 mila arrivate dalla Città metropolitana di Milano per la farmacia comunale “Facciamo così: 1.500 vendile, e 500 gli dico di portarle da noi che le teniamo lì se ci servono”.

Il 9 aprile, quando il sindaco Nucera viene a sapere della disponibilità di 500 mascherine destinate dalla Protezione civile agli ospiti della Rsa Mirasole, gliene fa avere solo 50. Gli investigatori captano una lunga telefonata con il direttore sanitario della struttura dove il sindaco chiede “ma come sei messo a mascherine? Mi aiuti? Un po’ di mascherine per me?”.

Il Nucera spiega che “oggi mi hanno consegnato delle mascherine da consegnare a te alla Rsa. Me ne hanno date un pò, facciamo metà e metà”. Il responsabile della Rsa “Dai tienili per te non ti preoccupare”.

Il Nucera risponde “No però io vengo lì che faccio tutta la scena, facciamo due foto”.

(mi rammenta tanti nei Comuni siciliani e specialmente alla Regione Sicilia).

Sulla propria pagina Facebook il Nucera, in quei giorni (4 aprile 2020), pubblica foto in cui i volontari distribuiscono le mascherine ai cittadini “La mascherina che abbiamo consegnato è un piccolo dono, ma può essere un importante salvavita”.

In un‘altra intercettazione una dipendente comunale al telefono con il Nucera gli dice “Ascolta sindaco, le mascherine quelle azzurre, ne hai rubate un po’ di quelle che dovevano andare alla Rsa?”.

Non solo, il Nucera il 28 aprile biasima il Governo nazionale con tanto di lettera diretta al Presidente Giuseppe Conte contro “il prezzo imposto a 50 centesimi” per le mascherine parlando di “costi extra e fuori mercato che così dovranno essere sostenuti dai comuni”.

APPALTI E FAVORI IN CAMBIO DI RISTRUTTURAZIONI

L’inchiesta dei Carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, coordinati dai Pm aggiunti Alessandra Dolci (Direzione distrettuale antimafia) e Maurizio Romanelli (pool anticorruzione della Procura) e dai Pm Silvia Bonardi e Stefano Civardi, ruota intorno non solo alla riprovevole sottrazione di mascherine agli anziani e al personale della Rsa, ma anche a giri di appalti pilotati assegnati alle imprese amiche e all’illecito smaltimento di materiali di scarto, da qui il coinvolgimento della Dda competente per il traffico di rifiuti.

In cambio il sindaco e la sua compagna avrebbero ottenuto la ristrutturazione «a titolo gratuito» di una casa a San Donato Milanese, di proprietà della donna, da parte delle due imprese “favorite” negli appalti.

(sistema quest’ultimo, come altri similari, piuttosto risaputo come annosamente diffuso ovunque e a tutti i livelli pubblici e politici nella Penisola)

L’investigazione inizia proprio nei giorni in cui deflagra la pandemia e parte da una segnalazione che parla di stretti rapporti tra il sindaco di Opera, la sua compagna e alcuni imprenditori ai quali andrebbero sistematicamente appalti anche con il sistema dell’affidamento diretto.

Tra i lavori finiti nel mirino dei Carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, guidati dai comandanti Michele Miulli e Antonio Coppola, il rifacimento del campo sportivo di Opera, i lavori nelle scuole Don Milani, la media di via Papa Giovanni e l’elementare «Sacco e Vanzetti» e parte dei lavori di manutenzione del cimitero di Assago (Gaeta è responsabile dell’area edilizia pubblica di quel Comune).

Ma anche l’appalto dei termoscanner per il Comune, la farmacia e gli uffici della polizia locale (quasi 11 mila euro) con l’impresa dei Marino che fa da procacciatrice di clienti per l’effettivo fornitore delle apparecchiature “attagliando la richiesta di offerta con requisiti dettati dagli imprenditori Giovanni Marino e Giuseppe Corona tali da consentire loro ricavi pari a circa il triplo dell’effettivo costo di mercato”, come scrivono i Magistrati.

L’ACCUSA E I PROVEDIMENTI

In totale i Magistrati contestano al sindaco Nucera di centrodestra del comune di Opera, di aver sottratto 2.880 dispositivi di protezione individuale.

Nucera e Gaeta, più un’altra serie di imprenditori, sono pure indagati per lo smaltimento dell’asfalto fresato a seguito dei lavori sulla ex Statale Valtidone.

Materiali di scarto e di fatto rifiuti speciali che venivano riutilizzati per compattare il terreno su cui realizzare una tensostruttura, smaltiti nei campi del Parco Sud di due imprenditori agricoli, riutilizzati mescolandoli alla terra nel cantiere della passerella ciclopedonale sulla stessa strada, o smaltendoli abusivamente (1.000 tonnellate) grazie a imprenditori compiacenti.

Nell’ordinanza firmata dal Gip di Milano Fabrizio Filice sono stati disposti gli arresti domiciliari al sindaco Nucera per peculato.

Stessa misura cautelare per il capo dell’ufficio tecnico di Opera Rosaria Gaeta, legata sentimentalmente a Nucera e per gli imprenditori Giovanni Marino, Giuseppe Corona (Marino costruzioni srl) e Rosario Bonina (Veria srl).

Adduso Sebastiano

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Visita di cortesia tra l’agente di Insigne ed il Milan

Visita di cortesia tra l’agente di Insigne ed il Milan

Visita di cortesia tra l’agente di Insigne ed il Milan – Considerazioni

Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport nella giornata di ieri ci sarebbe stata a Casa Milan una visita di cortesia tra l’agente del capitano azzurro e la dirigenza rossonera.

Nonostante si tratti di una semplice visita di cortesia, la preoccupazione nell’ambiente Napoli non è poca soprattutto dopo che Lorenzo Insigne poche settimane fa ha rifiutato la prima offerta per il rinnovo.

Ciò che, invece, rassicura i tifosi e la società stessa è la più volte manifestata voglia del capitano di restare alle falde del Vesuvio.

Volontà di restare e di concludere la carriera nel suo Napoli alimentata dal suo amore viscerale con la città, dai record eguagliati, 81 goal in Serie A con il Napoli come Diego, e quelli ancora da raggiungere e perché no da superare, i 108 goal in azzurro di Sallustro e i 115 goal del Pibe de Oro.

Record che Lorenzo Insigne terrà ben presenti nel momento in cui si ridiscuterà del famigerato rinnovo contrattuale, record che potrebbero e dovrebbero garantirgli un maggiore riconoscimento e non un ridimensionamento dello stipendio.

Però nel caso in cui questo accordo non dovesse essere raggiunto, Lorenzo Insigne verrebbe di certo inserito nella lista dei cedibili.

Di seguito sintetizzato un estratto della Gazzetta dello Sport in merito alla visita di cortesia tra l’agente di Insigne e la dirigenza del Milan:

“Una presenza che non è passata inosservata e che ha creato qualche sospetto.

La presenza del suo procuratore nella sede del Milan potrebbe voler dire qualcosa; è normale che Insigne possa interessare ai grandi club, il Milan è uno di questi.

Per il momento resta la curiosità di questa visita di cortesia, magari se c’è stato qualcosa in più di un semplice saluto lo sapremo a fine campionato, quando Lorenzo è atteso da ADL per mettere nero su bianco.

Senza la firma sul nuovo contratto Insigne verrà messo sul mercato. Soluzione però poco credibile”.

A cura di Francesco Pio De Martino

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Givova Scafati, turnover con sconfitta 81-68 all’MF Palace

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Una Givova Scafati rimaneggiata esce sconfitta 81-68 nel recupero della quinta giornata di ritorno, coincidente con l’ultimo turno della stagione regolare.
Sul parquet dell’MF Palace, è stata la Top Secret Ferrara ad imporsi ai danni della compagine dell’Agro, orfana del capitano Marino (in panchina solo per onore di firma) e dell’ala forte statunitense Thomas, tenuto a riposo a scopo precauzionale dopo le così tante gare disputate in pochi giorni.

Senza due elementi chiave del quintetto, il team salernitano ha tentato comunque di rendere la vita difficile ai padroni di casa, sebbene i due punti in palio non avrebbero comunque intaccato il terzo posto nella classifica del girone rosso del campionato di serie A2. Punti che invece sono andati ad appannaggio della formazione più motivata e desiderosa a fare risultato, scesa in campo con tutti gli uomini disponibili, con la sola defezione del giovane Filoni.

Valerio Cucci in azione per la Givova Scafati a Ferrara

LA PARTITA: Top Secret Ferrara vs Givova Scafati

Ottimo avvio del collettivo scafatese che, in soli 4’, si porta avanti 2-8. Parziale di 7-0 poi dei padroni di casa, che trovano così il primo vantaggio della partita al 6’ (9-8). Sale quindi in cattedra anche Pacher, che, con buone giocate, prova a far allungare i suoi (15-12 al 7’). Il sostegno di Baldassarre e Zampini vale poi il massimo vantaggio estense 20-14 all’8’. Ma è un fuoco di paglia, perché Musso e Cucci ricuciono subito (20-19 al 9’), anche se al termine della prima frazione i viaggianti sono sotto 22-19.

I primi minuti del secondo quarto scorrono via equilibrati (bene Rossato), mentre il gioco viene continuamente spezzettato da fischi arbitrali (31-32 al 14’). Con un pizzico di frenesia, i quintetti accelerano i tempi di esecuzione delle rispettive azioni rendendo vivace la sfida, anche se costellata da numerosi errori su entrambi i fronti del gioco, ma nessuna delle due contendenti è in grado di prevalere sull’altra (33-34 al 16’). Con la crescita di Panni, nel finale di quarto, la compagine di casa prova ad allungare, raggiungendo l’intervallo in vantaggio 44-39.

E’ Pacher il protagonista dei primi minuti del secondo tempo, nei quali l’atleta statunitense trascina i suoi compagni alla doppia cifra di vantaggio (51-41 al 25’). Fortemente compromesso ne esce l’attacco gialloblù, che nei primi 5’ della ripresa realizza solo due punti. Ci prova allora Cucci a far alzare la testa ai suoi (51-44 al 27’), che però finiscono ancora sotto la doppia cifra di svantaggio al termine della terza frazione (62-51), in virtù della precisione al tiro dalla media e lunga distanza dei padroni di casa.

Il canovaccio della sfida non cambia nell’ultimo periodo: è sempre la squadra di coach Spiro Leka ad interpretare la parte della lepre e a conservare un buon margine di vantaggio, che cresce con il decorso dei minuti (72-56 al 35’). Sia per meriti degli avversari che per demeriti propri, la Givova Scafati lascia l’inerzia della sfida nelle mani della Top Secret Ferrara, che ne conserva la testa senza troppi problemi (74-61 al 37’). Negli ultimi minuti, dando fondo alle residue energie, i gialloblù provano ad accorciare le distanze, ma alla sirena conclusiva sono sotto 81-68.

Bernardo Musso in contropiede, Kleb Basket Ferrara vs Givova Scafati

LE DICHIARAZIONI

Il coach della Givova Scafati, Alessandro Finelli: “E’ stata fortunatamente una partita ininfluente per la nostra classifica. Nonostante le defezioni di Thomas e Marino, la squadra ha avuto un buon approccio con la contesa. I primi due quarti sono stati molto positivi, con buona energia, intensità e soluzioni, anche dentro l’area con Cucci e Benvenuti. Poi è subentrata la stanchezza, dopo un ciclo importante di sei partite in diciotto giorni, oltre alla Coppa Italia, che ha lasciato anche tanta amarezza. Nella seconda parte di gara siamo quindi un po’ calati fisicamente, ma avevamo di fronte squadra competitiva e molto fisica al gran completo, che ha creato un gap rivelatosi per noi impossibile da ricucire”.

“Ora dobbiamo ricaricare le batterie e le energie mentali e fisiche, per arrivare nella migliore condizione alla successiva fase. In questa gara hanno giocato chi in genere ha meno spazio, come Dincic, in campo con vitalità e responsabilità, e Cucci, che ha mostrato di poter dare un contributo importante in attacco. Dobbiamo conoscere ancora i tempi di recupero di Marino, che speriamo possa rientrare in gruppo quanto prima, per poter riavere di nuovo la squadra al completo”.

“Si chiude una regular season positiva, in cui abbiamo avuto un ottimo ruolino di marcia esterno, dimostrando maturità e nella quale abbiamo vinto su campi difficili: questo ci dà grande fiducia in vista della seconda fase”.

I TABELLINI

TOP SECRET FERRARA – GIVOVA SCAFATI 81-68

TOP SECRET FERRARA: Pacher 14, Vencato 5, Basso, Petrolati, Fantoni 12, Dellosto 5, Baldassarre 14, Ugolini n. e., Zampini 6, Panni 15, Hasbrouk 10, Filoni n. e.. Allenatore: Spiro Leka. Assistenti Allenatori: Carretto Marco e Maione Nando.

GIVOVA SCAFATI: Musso 8, Dincic 6, Palumbo 2, Jackson 2, Marino n. e., Festinese n. e., Rossato 13, Sergio 14, Benvenuti 7, Cucci 16. Allenatore: Finelli Alessandro. Assistente Allenatore: Di Martino Umberto.

ARBITRI: Tirozzi Alessandro di Bologna, d’Amato Alex di Tivoli (Rm), Morassutti Alberto di Gradisca D’Isonzo (Go).

NOTE: Parziali: 22-19; 22-20; 18-12; 19-17. Falli: Ferrara 23; Scafati 20. Usciti per cinque falli: Benvenuti. Tiri dal campo: Ferrara 27/65 (41,5%); Scafati 26/57 (45,6%). Tiri da due: Ferrara 17/38 (44,7%); Scafati 22/38 (57,9%). Tiri da tre: Ferrara 10/27 (37,0%); Scafati 4/19 (21,1%). Tiri liberi: Ferrara 17/21 (81,0%); Scafati 12/16 (75,0%). Rimbalzi: Ferrara 38 (11 off.; 27 dif.); Scafati 35 (29 off.; 6 dif.). Assist: Ferrara 18; Scafati 14. Palle perse: Ferrara 7; Scafati 11. Palle recuperate: Ferrara 6; Scafati 5. Stoppate: Ferrara 4; Scafati 5.

Photo Credit: Marco Berti

Fra moglie e marito violento, ci mancava solo il Monsignore contento

Dopo la Trattativa, si allarga anche la Chiesa. Don Michele Crociata, invita al silenzio le donne vittime di violenza, testimoni compresi, in base al detto: fra moglie e marito …..

Quando udii, l’attuale Papa, assumere il nome di Francesco, azzardai il pensiero che in tempi di guerra, anche la Chiesa avesse tirato finalmente fuori l’artiglieria pesante.

Francesco, il nostro Santo Patrono, quel giovane anarchico, che oggi forse definirebbero psicotico, che parlava con gli uccelli, come con i lupi, il più puro e commovente di tutti, il più famoso e titolato, non aveva mai trovato un candidato tanto coraggioso e atipico da assumere il suo nome. Per cui, da allora, nutro fiducia in quel Francesco, guardato in cagnesco anche dai suoi, come avviene agli integerrimi da noi.

Fra moglie e marito … a lui vorrei sottoporre questo pensiero espresso e ribadito da Monsignor Antonio Michele Crociata, di Castellammare del Golfo in quel di Trapani.

Si, perché Papa Francesco aveva anche scritto a questi signori, in questa parrocchia dove si venera la figura di Santa Maria Goretti, e la si propone come protettrice ufficiale delle donne vittime di violenza Per la cronaca, la Marietta in questione, venne uccisa brutalmente da tale Alessandro Serenelli, in quanto si oppose, allo stupro che il gentiluomo voleva imporle, pur perdonandolo con l’ultimo rantolo.

Quindi, in materia di protezione, più scarsa, non la potevano trovare… molto meglio chiamare i carabinieri anche con un piccione viaggiatore in mancanza d’altro.

Ma in fondo, perché proteggersi da violenze familiari o stupri? Si sa che fra moglie e marito …!

Non è più bello morire da piccoli con i peli a batuffoli che da grandi soldati, con i peli bruciati?

Quindi, Marietta morta a 12 anni, per essersi opposta ad uno stupro, vergine e martire, dovrebbe diventare la nostra icona, la santa protettrice e già questo appare inquietante.
Tra moglie e marito…può capitare.

Fra moglie e marito violento

Monsignor Crociata, non si è limitato infatti all’omelia, la cui lettura, già ci fa sgorgare l’inchiostro dalle vene per rispondergli qualcosa subito ma siccome è un prete dei tempi nostri, utilizza anche i Social per appestarci con i suoi omertosi pareri del fra moglie e marito.

Il giornalista dell’Ansa, Gianfranco Criscenti, dalla sua pagina Facebook, che Dio lo benedica, all’indomani di una sentenza di ergastolo per un femminicidio del 2019, sollecitava le donne a reagire immediatamente, contattando il 1522 o le forze dell’ordine e denunciando le violenze subite.

Ecco che il nostro difensore della “Famiglia”, Don Crociata, sentendosi chiamato in causa, ha prontamente catechizzato dal pulpito, il giornalista, a suo dire… esagerato!

Fra moglie e marito violento

Vi riporto qualche perla, caduta da un vero rosario di massime, sciorinate dal monsignore…

“Fra moglie e marito può succedere…non bisogna esortare le donne a denunciare, il tuo
consiglio, mi sembra eccessivo…anche le mogli del resto, talvolta mancano nei confronti dei
mariti…può capitare dunque…bisogna accettare via!!…non esageriamo!”

I concetti espressi nel post si vanno ad aggiungere a quelli dell’omelia e a quelli che troverete direttamente sulla pagina Facebook del monsignore.

Feroce e convinto antiabortista, fin qui ci sta, calcolando che un suo collega ha paragonato l’aborto all’olocausto con una scioltezza invidiabile, cosa vuoi che ne pensi uno così.

Contrario a qualunque legge contro l’omofobia, antieuropeista convinto e ammiratore di Orban, un altro che i diritti umani li tiene notoriamente in cima alla scala dei valori…

Certo che mi aggiungerò al coro dei normodotati che si sta sollevando massiccio, contro questa Crociata del don ma in realtà, oseremmo sperare anche qualcosa di più.

Fra moglie e marito violento

Siamo appesi a un filo da tempo, aspettiamo le decisioni della Consulta con grande apprensione. La mafiosita’ avanza e i passi determinanti che ci attendevamo dai nostri politici, non arrivano…

Ecco perché da eretica, oggi sento di aver maggior fiducia in Papa Francesco, che nelle nostre laiche istituzioni, che pur non dipendendo da precetti religiosi, sicuramente dipendono da qualcosa di persino meno chiaro del mistero della fede.

Oggi sogniamo un Papa, che da’ una lezione a tutti, mafiosi, massoni, politici, deviati, corrotti o preti fino all’ultimo dei suoi adepti che ritiene meglio perdonare l’aguzzino, che proteggere la vittima.

Quel Francesco che prima ne avrebbe parlato con gli uccelli e con i lupi, poi sarebbe andato a rotolarsi con i porci e infine avrebbe ottenuto l’impossibile.

Abbiamo bisogno di speranza, di qualcosa in cui credere ancora, abbiamo bisogno di giustizia e forse anche di un miracolo.

Non chiederemo a monsignor Crociata cosa ne pensa, ad esempio dei preti pedofili, perché ne abbiamo sentite già abbastanza ma sogniamo stormi di uccelli levarsi nel cielo e lupi ululare alla sua porta.

Catechesi per tutti, anche per chi non ne vuole, per capire anche che: Fra moglie e marito violento….

Sembra una provocazione, una parodia lo so, e vorrei averla pensata io, invece è proprio il titolo di uno dei libri pubblicati da don Crociata, uno che l’imposizione ce l’ha nel sangue e la divulga pure.

Lo so che anche noi, siamo pieni di corrotti, mafiosi, massoni e deviati di ogni genere ma noi siamo le anime perse, le pecorelle smarrite, mica i saggi pastori che conoscono la via.

Un mafioso all’antimafia è molto più grave di un mafioso con la lupara che spara in mezzo alla piazza piena di gente. E le parole di monsignor Crociata, pesano come palle di cannone, tirate giù dal pulpito a casaccio.

Forse dovremmo tutti recarci nei relativi stabbioli a tentare di convincere almeno i maiali, delle nostre tesi, dando nel contempo…una bella ripulita e derattizzata, a tutti gli ambienti che ci competono.

Fra moglie e marito violento

A sorella Luna, nel frattempo, continuiamo a urlare forte di chiamare i Carabinieri, la Polizia o il 1522 alla prima violenza, tanto la vergine e martire ce l’hanno già e il loro sacrificio non porterebbe comunque a nulla, neppure ad una beatificazione.

Proprio ieri sono corsa sull’ennesima scena del crimine d’amore…madre insanguinata, fugge di casa con i bambini per mano. Lui voleva accoltellarli tutti ma per una volta sorella luna è riuscita a scappare, mentre il carnefice assediato dai carabinieri, allertati da vicini “esagerati”, alla fine, ha rivolto quel coltello e la sua rabbia, verso se stesso.

Che dire? Forse questo tipo di beato ancora non ce l’hanno e l’ingegnere ha comunque speranze di carriera, ci perdonerà il monsignore, se noi invece ci stringiamo a quella moglie, a quella madre e a quei bambini, ben felici, che per una volta almeno, sia andata cosi!

IL TESTO INTEGRALE DELL’OMELIA DEL VESCOVO

“Quest’anno la festa risente in modo particolare della sua ricorrenza nel corso dell’anno giubilare straordinario della misericordia, come messo in particolare rilievo del Messaggio che papa Francesco ha voluto indirizzare alla nostra diocesi, insieme a quella di Albano, con riferimento ai luoghi del martirio e della morte della piccola santa.

Ne avvertiamo fortemente la responsabilità, in quanto la nostra città e tutta la piana pontina sono affidate al suo alto patronato e questa parrocchia, che ne porta il titolo, ce lo ricorda con particolare evidenza quale seconda della città per fondazione.

Abbiamo già avuto modo di accogliere e meditare l’autorevole testo magisteriale nei suoi temi essenziali, quali il servizio in famiglia, la spiritualità e il culto dell’Eucaristia, la fedeltà e la resistenza al male anche di fronte alla minaccia della forza bruta e alla volontà omicida, la pronta disponibilità al perdono e il desiderio che perfino l’offensore fosse ammesso con lei in paradiso.

Nel contesto di una breve vita interamente vissuta nel segno di Dio e con il senso del bene, le letture ci aiutano a entrare con infinita discrezione in una interiorità profondamente animata dallo Spirito, che si manifesta con la fiducia nella forza di Dio contro ogni minaccia e oppressione (Sir 51,6b-12), nella certezza che forza e grandezza di Dio non hanno criteri umani di misura e di manifestazione, ma penetrano e operano anche, e forse ancora di più, in ciò che è umanamente debole per dare modo alla potenza dello Spirito di Dio di agire liberamente (1Cor 1,26-29; 2,14).

E il Vangelo, infine, che svela il segreto della logica e della esistenza evangelica, capovolte rispetto a quelle del mondo perché vedono sorgere attraverso la morte la vita e vedono la vita affermarsi nel dono di essa fino a perderla ma nella certezza di ritrovarla ricambiata e ridonata nella forma irreversibile e gloriosa della risurrezione (Gv 12,23-25).

Questi spunti così suggestivi e importanti per la nostra vita suggeriscono di dare una direzione specifica alla nostra riflessione, anche raccogliendo un tema che è stato evocato in qualche intervento pubblico, e cioè la proposta di fare di S. Maria Goretti la patrona delle donne vittime di violenza.

Non è su questo che vorrei esprimermi, anche perché non saprei dire al momento se una tale proposta sia opportuna e appropriata.

Di sicuro, l’accostamento tra la nostra piccola Marietta e la serie delle innumerevoli vittime femminili della violenza maschile viene spontaneo.

Insieme a voi, vorrei in questa sede sottolineare soprattutto ciò che tale accostamento ci permette di capire più profondamente e in che modo esso ci può aiutare a meglio vivere questo nostro tempo.

Non c’è dubbio che colpisce, almeno chi vi si soffermi anche solo brevemente, il crescendo del numero di casi di cosiddetto femminicidio che le cronache ci riferiscono.

Bisognerebbe chiedersi che cosa un tale fenomeno significhi, in un tempo in cui dovrebbero risultare superati tutti gli stereotipi che hanno fatto della donna nel passato un oggetto, più che un soggetto, del dominio del maschio, del padre prima e poi del marito.

Risulta davvero strano, dopo decenni di conquiste – o presunte tali – di diritti da parte delle donne e dopo il raggiungimento di una sempre più completa eguaglianza con gli uomini, che la riduzione della donna ad oggetto non solo continui come prima, ma addirittura arrivi a esprimersi in forme estreme per riaffermare, più o meno consapevolmente, una sottomissione che si voleva superata definitivamente, una cosificazione a parole respinta da tutti e in ultimo, in alcuni casi, la sua cancellazione con la morte quando essa tenti di sottrarsi definitivamente alla logica del possesso e dell’abbrutimento.

Che cosa non ha funzionato? Qual è la causa di un simile paradosso?

Come autorevoli commentatori hanno messo in evidenza, sono diversi i fattori che concorrono a produrre certi effetti. Accenniamo solo a due di essi. Uno dei più importanti è l’educazione inadeguata, soprattutto dei bambini, ma non solo di essi.

Inadeguata perché manca la percezione della distanza tra il desiderio e il suo appagamento.

Se non c’è distanza, perché tutti i desideri vengono subito appagati, allora avviene che non c’è distanza tra me e l’oggetto del mio desiderio, e se non c’è distanza non c’è nemmeno differenza, esso mi appartiene a prescindere, senza poter distinguere tra cose e persone; è un desiderio diventato cieco, che agisce ciecamente.

Manca la capacità di aspettare, di valutare, di decidere; il nostro cieco istinto decide al posto di noi, della nostra volontà e della nostra coscienza.

C’è un altro motivo – di tipo culturale – che si combina con questo. La cultura radicale libertaria, che non si accontenta di esaltare la libertà – cosa sacrosanta – ma afferma una libertà senza condizioni e senza limiti di nessun genere, promuove una sorta di culto di sé e della possibilità di fare anche di se stessi ciò che si vuole; solo che il sé per lo più si riduce all’istinto, al suo potenziamento e alla sua espressione senza limitazioni di sorta.

La stessa pubblicità fa leva sugli istinti più elementari per associare i meccanismi del desiderio con i prodotti del mercato rendendoli il più possibile appetibili, ma facendo passare anche l’idea che è naturale e inevitabile seguire il proprio cieco istinto.

Solo che l’uomo non è solo istinto e il grado di civiltà raggiunto, a tutti i livelli, è proporzionale esattamente al grado di orientamento e di guida della forza bruta dell’istinto.

Oggi è difficile fare questi discorsi, perché si pensa subito che siano repressivi. E invece non è così, perché saper governare se stessi, saper dire a se stessi sì o no a seconda delle situazioni e dopo una valutazione responsabile, questo è indice di umanità, mentre non lo è il seguire l’istinto cieco e irrazionale, come lo dimostrano le conseguenze estreme di tale modo di pensare e di vivere.

Santa Maria Goretti, al di là delle rappresentazioni oleografiche e devote, è un segno di tutto ciò, cioè di una umanità compiuta, educata e matura.

Ad essa l’ha condotta una educazione umana e cristiana che le ha insegnato a distinguere tra bene e male, a conoscere la distanza e la differenza tra il desiderio e la sua realizzazione; soprattutto le ha insegnato la differenza tra piccoli e grandi desideri, e cioè che la persona umana è un essere desiderante che porta dentro di sé una sete di infinito, un desiderio infinito di vita a cui tutti i desideri vanno rapportati e che la fede indica come apertura illimitata a Dio quale vero appagamento del bisogno profondo che abita ciascuno di noi.

In questa maniera si impara anche che ognuno di noi è fatto per Dio e che Dio è per ognuno di noi; e che c’è una grandezza nascosta in ciascuna persona che non può essere nemmeno lontanamente ridotta a meno di una persona, cioè a un oggetto di desiderio tra altri.

L’esempio di S. Maria Goretti ci aiuti a comprendere il tempo che viviamo e a comprendere anche noi stessi, il senso e il valore di ciascuno, per imparare e praticare relazioni improntate alla delicatezza e al rispetto, soprattutto coltivate con amore e verità alla presenza di Dio, al quale alla fine dovremo rendere conto di ciò che siamo e di ciò che abbiamo fatto”.

Lorenza Sabatino / Redazione

Torino, anziano ucciso a coltellate da pluripregiudicato catanese

Un 50enne ha accoltellato un 91enne a Torino in casa che lo aveva aiutato come faceva con altri in difficoltà per strada dandogli da mangiare

Un pluripregiudicato di origini catanesi, 50 anni, è stato arrestato dai Carabinieri del Comando provinciale di Torino per l’omicidio di Vincenzo Rossi, il 91enne ucciso ieri pomeriggio a coltellate con almeno quattro i fendenti mortali di cui uno anche alla nuca, nella sua abitazione di Torino. L’uomo è stato fermato nella notte alla stazione di Porta Nuova.

LE INDAGINI

L’anziano nato in provincia di Mantova, viveva a Torino dagli anni Sessanta al quinto piano di un condominio di via Tripoli, al civico 4.

Nel pomeriggio di mercoledì 7 aprile, i Carabinieri sono intervenuti su segnalazione dei vicini di casa “Venite, sentiamo delle urla”.

La richiesta di intervento pervenuta al 112 ha fatto scattare l’allarme. La porta era chiusa, l’appartamento in ordine, ma quando i militari sono arrivati in cucina hanno trovato l’anziano ormai morto, un coltello da cucina conficcato nella nuca.

L’omicida è stato individuato anche per la forte somiglianza con l’uomo ripreso dalle telecamere di un tabaccaio posto di fronte all’abitazione dove si è consumato il delitto.

Secondo alcune indiscrezioni, sarebbe entrato nella vicina tabaccheria per chiedere di cambiare una banconota sporca di sangue.

Il movente dell’omicidio è da ricondurre ad una violenta lite tra i due per futili motivi, ancora da chiarire.

Secondo una prima ricostruzione, il pregiudicato fermato dai Carabinieri sarebbe una di quelle persone in difficoltà che Vincenzo Rossi aiutava per strada, anche accogliendoli in casa per dare loro da mangiare.

“Era una persona seria e buona, sappiamo che aiutava i bisognosi” dicono i vicini di casa della vittima, che non era sposato e viveva da solo.

“Andava a comprare al supermercato qui vicino, quando lo incrociavo salutava sempre – dice una signora del palazzo – L’ultima volta con mio marito l’abbiamo visto prima di Pasqua”.

Della vita privata dell’ucciso si sa poco “Era molto riservato, qualche volta l’ho visto con una nipote, in altre mi sembra ci fosse un ragazzo ad aiutarlo con la spesa – sostiene la vicina – ma non so davvero nulla”.

I due, l’anziano e il suo omicida, si sarebbero conosciuti proprio vicino alla stazione di Porta Nuova, dove il 50enne è stato fermato.

IL PROVVEDIMENTO

Il 50enne accusato del delitto, catturato a Porta Nuova con ancora indosso degli abiti insanguinati, è stato condotto presso la caserma Pietro Micca dai Carabinieri.

Il Pm di turno della Procura di Torino lo ha sottoposto a fermo al termine di un interrogatorio nel corso del quale, messo alle strette degli investigatori, ha confessato il delitto.

Adduso Sebastiano

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Meteo Castellammare di Stabia 8-11 aprile 2021: oggi e domani sereno

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Castellammare di Stabia Meteo: Oggi e domani giornata caratterizzata da cielo sereno o poco nuvoloso, temperature comprese tra 2 e 16°C, Sabato 10 nubi sparse

Castellammare di Stabia Meteo Oggi, Giovedì 8 Aprile:

giornata caratterizzata da generali condizioni di cielo sereno.

Durante la giornata di oggi si registrerà una temperatura massima di 16°C alle ore 16, mentre la minima alle ore 7 è stata di 2°C.

I venti saranno moderati da Nord-Nord-Est al mattino con intensità di circa 17km/h, al pomeriggio moderati provenienti da Nord-Nord-Ovest con intensità di circa 15km/h, deboli da Nord-Nord-Ovest alla sera con intensità tra 7km/h e 12km/h.

L’intensità solare più alta sarà alle ore 13 con un valore UV di 8.4, corrispondente a 962W/mq.

Previsioni Meteo Domani, Venerdì 9 Aprile:

giornata prevalentemente serena. Durante la giornata di domani la temperatura massima verrà registrata alle ore 15 e sarà di 18°C, la minima di 3°C alle ore 6.

I venti saranno al mattino deboli provenienti da Sud con intensità di circa 8km/h, al pomeriggio moderati provenienti da Sud-Ovest con intensità di circa 11km/h, alla sera assenti.

L’intensità solare più alta sarà alle ore 13 con un valore UV di 8.4, corrispondente a 963W/mq.

Previsioni Meteo Sabato 10 Aprile:

giornata caratterizzata da cielo parzialmente nuvoloso, temperatura minima 4°C, massima 18°C. Entrando nel dettaglio, avremo cielo in prevalenza coperto al mattino e al pomeriggio, nuvolosità sparsa alla sera.

Durante la giornata la temperatura massima verrà registrata alle ore 16 e sarà di 18°C, la minima di 4°C alle ore 6. I venti saranno al mattino deboli provenienti da Sud-Sud-Est con intensità di circa 11km/h, al pomeriggio deboli provenienti da Sud-Sud-Ovest con intensità di circa 11km/h, alla sera deboli provenienti da Est-Sud-Est con intensità di circa 5km/h.

L’intensità solare più alta sarà alle ore 13 con un valore UV di 4, corrispondente a 660W/mq.

Previsioni Meteo Domenica 11 Aprile:

giornata caratterizzata da nuvolosità di passaggio, temperatura minima 10°C, massima 18°C. Nel dettaglio: cielo molto nuvoloso o coperto al mattino e al pomeriggio, cielo poco nuvoloso alla sera. Durante la giornata si registrerà una temperatura massima di 18°C alle ore 17, mentre la minima alle ore 6 sarà di 10°C. I venti saranno deboli da Sud-Sud-Est sia al mattino che al pomeriggio con intensità di circa 7km/h, deboli da Sud-Est alla sera con intensità tra 5km/h e 10km/h. L’intensità solare più alta sarà alle ore 16 con un valore UV di 1.3, corrispondente a 371W/mq.

Lorenza Sabatino / Redazione Campania

Inter 2-1 Sassuolo, pagelle: Lukaku man of the match

 

SERIE A – Le pagelle di ViViCentro: vince l’Inter per 2-1 contro il Sassuolo. Lukaku segna e fa segnare; Lautaro si sacrifica; Skriniar un muro. Per i neroverdi: male la difesa; che gol di Traoré!

L’Inter trova la decima vittoria consecutiva in campionato, battendo anche il Sassuolo nel recupero delle 28esima giornata. Vanno a segno Lukaku e Lautaro per i nerazzurri; per la squadra di De Zerbi non basta l’eurogol di Traoré. Chi sono i migliori e i peggiori della sfida di San Siro?

Inter

Handanovic 6: non può nulla sul grandissimo gol di Traoré; per il resto è attento, ma non molto impegnato.

Skriniar 7: a inizio stagione sembrava sul piede di partenza, adesso è inamovibile. Nel primo tempo salva su Boga con un intervento eccezionale. L’Inter prende gol quando lui è fuori dal campo. Coincidenze?

De Vrij 6,5: altra prestazione monumentale per il centrale olandese;

Darmian 6: qualche difficoltà, per lui, nella difesa a tre, ma tiene bene contro un pimpante Traoré, tant’è che il giocatore neroverde segna quando viene spostato sull’altro lato.

Hakimi 6: spento rispetto al solito, nonostante Rogerio non lo marchi in modo così intenso; sufficienza risicata.

Barella 6,5: il giallo del primo tempo pesa tanto (era diffidato e salterà la sfida col Cagliari), ma lui non molla e fa una partita gagliarda, come suo solito.

Eriksen 6: prende il posto dello squalificato Brozovic e gioca una buona partita. Tocca molti palloni e tiene il pallino del possesso nerazzurro. (dal 58′ Sensi 5,5: in difficoltà, sbaglia alcuni stop non da lui)

Gagliardini 6: buona gara per il centrocampista dell’Inter. Si propone spesso come incursore, ma non trova fortuna. (dal 70′ Vecino 6: torna in campo dopo molto e aiuta la squadra a difendere il risultato)

Young 7: uno dei migliori in campo. Nel primo tempo domina sulla fascia sinistra e serve l’assist per Lukaku. Nel secondo tempo cala, ma la prestazione resta ottima.

Lautaro 7,5: ha l’argento vivo addosso; rientra a dare una mano in difesa, fa un cambio di gioco incredibile per il gol di Lukaku e, nel secondo tempo, condisce il tutto con un grandissimo gol. (dal 77′ Sanchez 5,5: non bene; prova uno scavetto quando la porta è semi-sguarnita e sbaglia il tempo del passaggio, mandando Lukaku in porta quando il belga è ormai in offside).

Lukaku 8: prestazione superlativa per il numero 9 nerazzurro. L’incornata del primo tempo mette la gara in discesa; nel secondo tempo l’assist per Lautaro è da capogiro. In campionato, adesso, sono 21 le reti per lui. Eccezionale.

All. Conte 7,5: dieci successi in fila; la sua Inter, nel girone di ritorno, ha sempre e solo vinto. Numeri impressionanti di una squadra impressionante. E adesso vede lo Scudetto…

Sassuolo

Consigli 6: non può nulla sui due gol dell’Inter

Toljan 5: Young, nel primo tempo, gli fa girare la testa; assente in entrambi in gol dell’Inter. (dal 75′ Haraslin SV)

Chiriches 5: deve duellare sia con Lautaro sia con Lukaku; la coppia d’attacco più fastidiosa della Serie A (dal 90′ Karamoko SV)

Marlon 5,5: non stecca contro un avversario come Lukaku; ci mette una pezza quando serve.

Rogerio 5: lascia praterie scoperte che Hakimi erroneamente non sfrutta; nel primo tempo ha il braccio largo ma Irrati non lo vede. Il rigore poteva starci. (dal 75′ Kyriakopoulos SV)

Obiang 6: ci prova più di una volta dalla distanza ma senza successo.

Lopez 6,5: gioca una partita di qualità e quantità; si fa vedere ovunque.

Traoré 6,5: fino all’80 è il meno pericoloso degli attaccanti, poi si inventa un gol da capogiro di interno piede.

Djuricic 6,5: dà i tormenti a Eriksen, girando alle sue spalle; molta qualità nei passaggi, di meno quando invece arriva al tiro.

Boga 5,5: pimpante, ma impreciso. Si fa murare da Skriniar a due passi da Handanovic. (dall’80 Oddei SV)

Raspadori 5,5: spento e assente. De Vrij lo annulla del tutto.

All. De Zerbi 6,5: il suo Sassuolo fa una partita importante contro la prima in classifica e nel finale rischia una rimonta incredibile. Alla fine però la squadra perde pur giocando un gran calcio.

A cura di Claudio Savino

Il Podio Azzurro di Juventus-Napoli

Podio Azzurro – Il Napoli esce sconfitto dall’Allianz Stadium uscendo sconfitto nello scontro diretto per la qualificazione alla prossima Champions League. La Juve ora è tre punti avanti, ma restano da giocare ancora nove partite ed è tutto aperto. Ecco il Podio Azzurro.

Il commento

Finalmente il recupero delle polemiche si gioca e a Torino va in scena una partita bella e vivace per tutti i 90 minuti. La Juve parte forte, come aveva fatto nel derby. Sfiora il gol con Cr7 dopo pochi minuti, si rifà più tardi dopo un’azione ubriacante di Chiesa sulla destra. Il Napoli non accusa il colpo e risponde subito. Zielinski e qualche tiro da fuori non permettono di raggiungere il pari. Nel secondo tempo prendono il controllo dei giochi gli azzurri e Buffon deve rispondere su qualche occasione. Il subentrato Dybala però trova il gol dal nulla e chiude virtualmente il match. Nel finale l’entrata in campo di Osimhen crea qualche grattacapo alla difesa juventina, conquistando anche il rigore.

Il Podio Azzurro

Medaglia d’oro

Sul primo gradino del podio c’è Victor Osimhen. Il nigeriano entra a dieci minuti dalla ripresa del match e cerca subito di dare uno sviluppo diverso alle azioni offensive grazie al suo fisico. Si rende pericoloso sportellando in area e mettendo in apprensione il duo Chiellini-De Ligt. Il suo primo tiro termina di molto a lato dopo una bella costruzione dell’azione, il secondo impatta sul petto di Alex Sandro. Non si scoraggia e continua a mettere giù palloni in area fino a conquistare il rigore a causa di un intervento scomposto del numero 3 bianconero. Ravviva le speranze degli azzurri che accorciano e rimettono in pari lo scontro diretto, considerando anche la sfida di andata.

Medaglia d’argento

Sul secondo gradino del podio c’è la fascia destra composta da Di Lorenzo-Politano. Il difensore toscano deve sopperire all’ingiustificata assenza di Lozano. Si propone lui al posto del messicano, anche se le cose migliori le fa nella seconda frazione con l’aiuto di Politano. L’attaccante ex Inter entra a partita in corso e prova a fare ciò che gli riesce meglio, spaccare la partita. I suoi sono sotto e deve creare occasioni che possano portare al pari. Lavora bene sulla destra coadiuvando Di Lorenzo, sempre propositivo e pronto a spingere. Il terzino prova a bissare il gol dello scorso anno ma il tiro è centrale e Buffon risponde presente.

Medaglia di bronzo

Sul terzo gradino del podio c’è Lorenzo Insigne. Il capitano azzurro non vive una prima parte di gara positiva. Qualche scelta non corretta accompagnata da una realizzazione poco precisa non permette alla squadra di alzasi. Nonostante questo, il numero 24 azzurro per poco non pesca il jolly con un tiro dalla distanza che termina di poco alto sulla traversa. Il secondo tempo, come tutta la squadra, è in crescendo. Come sempre svaria su tutto il fronte d’attacco cercando di trovare il pertugio giusto dove infilare la sfera. Nel finale può sfidare la Juve ancora dagli 11 metri e non sbaglia. Regala un po’ di speranza ai tifosi che si infrange sul triplice fischio che giunge al minuto 94.

Il commento della società

Questo il commento della sfida apparso sul sito ufficiale del Napoli: “Gli azzurri lottano fino all’ultimo assalto e probabilmente avrebbero potuto meritare miglior esito, ma alla fine valgono i gol di Ronaldo e Dybala per ridare punti e ossigeno alla Signora. Il Napoli non si arrende, mostra forza e carattere. Nel recupero la Juve trema, ma conquista il successo. Al Napoli resta la prestazione e la consapevolezza di potersela giocare fino alla fine e contro tutti per la zona Champions”.

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“Il Podio Azzurro di Juventus-Napoli” A cura di Raffaele Galasso

L’osservato speciale – Dries Mertens, “CIRO GOAL”

L’osservato speciale – Un bentornato speciale ai lettori di Vivicentro.it alla quarta edizione della rubrica “L’osservato speciale”, rubrica di approfondimento sui calciatori della SSC Napoli.

L’osservato speciale – Dries Mertens, “CIRO GOAL”

L’osservato speciale di questa settimana è Dries Mertens, punta centrale classe 1987, alto 1,69 m e peso 61 kg.

L’osservato speciale Dries Mertens nasce a Lovanio nelle Fiandre il 6 maggio 1987(33) e la sua carriera calcistica comincia nelle giovanili dell’Anderlecht, prima, e del Gent poi.

L’osservato speciale – Le esperienze in prestito

Nel 2005 Dries Mertens si trasferisce a titolo temporaneo all’Eendracht Aalst, nella terza divisione belga.

Con i bianconeri dell’Eendracht realizza 4 reti in 14 presenze, diventando il migliore della Derde Klasse.

Nella stagione 2006/07 Dries passa agli olandesi dell’AGOOV e con i biancoblù in tre stagioni colleziona 108 presenze, mettendo a segno 30 reti.

L’osservato speciale – L’Utrecht

Nell’estate del 2009 l’attaccante belga viene acquistato dagli olandesi dell’Utrecht.

Le due stagioni di Mertens con gli utrechters sono sin da subito importanti, perché il giovane natio di Lovanio tra il 2009 ed il 2011 colleziona 86 presenze condite da 21 reti e 34 assist tra coppe e campionato.

Nella prima stagione con i rossoblù viene premiato come il miglior calciatore dell’Utrecht, mentre l’anno successivo si piazza al secondo posto dietro Luis Suarez nella classifica come miglior calciatore del calcio olandese.

L’osservato speciale – Il PSV

Nella sessione estiva di calciomercato 2011 Dries Mertens viene acquistato dal PSV Eindhoven.

Il 7 agosto 2011 Dries Mertens fa il suo esordio con i “Boeren”, segnando l’unico goal dei biancorossi nella sconfitta contro l’AZ Alkmaar.

Il 15 settembre debutta in Europa League segnando il gol vittoria contro il Legia Varsavia.

L’8 aprile segna un goal in finale di Coppa d’Olanda che consente al PSV di vincere il trofeo per 3-0 contro l’Heracles Almelo.

Termina la sua prima stagione in maglia PSV con 27 gol tra coppe e campionato.

L’osservato speciale – Il Napoli

Il 24 giugno 2013 il Napoli acquista a titolo definitivo “Ciro” Dries Mertens per una cifra che si aggira intorno ai 9 milioni e mezzo di euro.

Il 25 agosto 2013 esordisce in Serie A con la maglia azzurra nel match casalingo contro il Bologna.

La prima rete di “Ciro” con i partenopei in Serie A arriva il 30 ottobre successivo, in occasione della vittoria del Napoli ai danni della Fiorentina.

Il 3 maggio vince il primo trofeo con il Napoli, la Coppa Italia, mettendo a segno la rete del definitivo 3-1 nella finale contro la Fiorentina allo Stadio Olimpico di Roma.

Conclude la stagione realizzando 13 gol in 33 presenze tra Coppa Italia e campionato.

Il 18 settembre 2014 Dries realizza la sua prima doppietta in azzurro in una partita della fase a gironi di Europa League contro lo Sparta Praga.

La sua seconda doppietta con la maglia del Napoli in Europa League arriva il 17 settembre 2015 nella gara vinta per 5-0 contro il Club Bruges.

Il 19 aprile 2016 segna la sua prima tripletta in Serie A nella vittoria casalinga per 6-0 contro il Bologna.

Nella stagione 2016-2017 il calciatore belga ripropone le ottime prestazioni dell’anno precedente anche con la squadra di Sarri.

Il 21 agosto 2016, alla prima di campionato realizza una doppietta conto il Pescara.

Il 18 dicembre nella gara disputata contro il Torino Dries fa sfraceli, mettendo a segno un fantastico hattrick.

Diventa il pilastro offensivo della squadra nel corso della stagione quando il mister Maurizio Sarri decide di trasformarlo in un meraviglioso “falso nove”.

Al termine della stagione totalizzerà 34 gol in 46 presenze stagionali in tutte le competizioni.

Il 9 ottobre 2017 viene inserito per la prima volta in carriera tra i 30 candidati al Pallone d’oro.

Il 2 novembre 2018, in occasione di Napoli-Empoli, realizza una tripletta che gli consente di superare Careca e José Altafini nella classifica marcatori all-time del Napoli, con 98 gol.

Il 28 novembre, mette a referto una doppietta nella partita di UEFA Champions League contro la Stella Rossa, raggiungendo quota 100 reti con i partenopei.

Il 28 aprile 2019 raggiunge Diego Armando Maradona per numero di gol in Serie A, segnando nella sfida in esterna contro il Frosinone.

Eguaglia il record di reti di Marek Hamsik nell’andata degli ottavi di finale di Champions-League in casa contro il Barcellona .

Il 13 giugno 2020, in seguito allo stop causa COVID-19, diventa il miglior marcatore di tutti i tempi della storia partenopea, segnando in Coppa Italia contro l’Inter (122° con la maglia azzurra).

Il 21 marzo 2021, con la doppietta realizzata contro la Roma all’Olimpico, raggiunge le 100 marcature in Serie A con i partenopei, raggiungendo Marek Hamšík e mettendosi a sole due reti dal record di Antonio Vojak.

L’osservato speciale – Curiosità

Il Soprannome

Il suo soprannome è “Ciro”, nome che è significativo del suo legame forte con la città partenopea.

Gli Amuleti

Mertens porta all’interno della protezione dei parastinchi due adesivi portafortuna, uno con la bandiera del Belgio e l’altro con il logo del PSV Eindhoven

Il Segno Zodiacale

Il suo segno zodiacale è quello del toro. Di calciatori prestigiosi nati sotto il suo stesso segno ricordiamo Pirlo, Beckham.

L’Esultanza

L’esultanza per antonomasia di “Ciro” Mertens è un balletto, con la lingua di fuori e i pugni in movimento a mimare situazioni un po’ hard.

Questa esultanza come rivelato dal diretto interessato rappresenta una dedica al magazziniere Tommaso Starace, che è solito fare questo gesto.

La Famiglia

Dries Mertens si è sposato con Katrin Kerkhofs nel 2015 in Belgio, dopo ben 9 anni di fidanzamento.

Il padre Herman vinse cinque titoli di campione del Belgio per la ginnastica a corpo libero, mentre la madre Marijke Van Kampen è docente universitaria di pedagogia.

Il fratello Jeroen lavora in una rete televisiva belga come autore e conduttore.

Pirlo: “Abbiamo sprecato molte occasioni. Soddisfatto dei ragazzi”

Le parole del tecnico della Juve Pirlo dopo la vittoria all’Allianz

Pirlo: “Abbiamo sprecato molte occasioni. Soddisfatto dei ragazzi”

Andrea Pirlo, tecnico della Juventus, è intervenuto ai microfoni di Sky al termine della vittoria dei suoi bianconeri contro il Napoli per 2-1. Ecco le sue dichiarazioni:

 

“Non sono arrabbiato per i punti lasciati per strada a causa dell’atteggiamento. Non siamo stati incisivi in tante gare abbordabili, affrontandole con atteggiamento diverso da stasera. Quando hai questo spirito, questa voglia di vincere, quando ti sacrifici in undici e copri le posizioni dei compagni alla fine il risultato arriva”.

Decisivo il lavoro degli esterni:”Sì, avevamo provato quest’atteggiamento con due esterni sempre larghi, Danilo a fare il centrocampista aggiunto per liberare poi l’ampiezza per Chiesa. Mi dispiace non essere riuscito a sfruttare le palle gol che abbiamo avuto”.

Le hanno dato fastidio le voci?: “Sono abituato ormai. Il ruolo di allenatore è questo, lo sapevo ancor prima di iniziare. Non mi trovo impreparato. E’ normale che trovare positivi il giorno prima della partita e avere questi dubbi non è facile, ma andiamo avanti e speriamo che finisca presto tutto questo”.

Sui punti persi con le medio-piccole. “Ho intrapreso questo percorso ad agosto, cercando di inculcare un certo tipo di gioco. L’abbiamo fatto per una parte della stagione, poi non abbiamo potuto avere sempre gli stessi giocatori con continuità. Inoltre c’è stato poco tempo per preparare le cose. Arrivavamo a partite un po’ scarichi contro squadre più basse in classifica e abbiamo perso punti. Ora non possiamo permetterci di mollare un attimo perché il campionato è sempre più insidioso“.

Un commento sulla partita di Dybala: “Quando hai un giocatore come Dybala a disposizione cerchi di farlo giocare il più spesso possibile. Non l’abbiamo mai avuto, ha fatto 6-7 partite dall’inizio. E’ un valore aggiunto per qualsiasi squadra, compresa la Juventus”.

Possibile rinnovo? “Ha un anno di contratto, è ancora lunga. Speriamo di potercelo tenere“.

Un bilancio al primo anno da allenatore. “Ci sono tante cose che ho fatto sbagliate, ma le rifarei perché al primo anno d’allenatore non è semplice e ti butti a capofitto con le tue idee da trasmettere alla squadra. A volte si sbaglia, ma mi servirà per il futuro. Quest’anno è stato un campionato più complicato per tutti, mi servirà sicuramente per il futuro. Ho sbagliato come sbagliano tutti, ma magari da questi sbagli posso trarre conclusioni buone”.

Sarebbe un fallimento non entrare in Champions League? “Ora l’obiettivo è quello. Arrivare davanti diventa difficile, quindi ci siamo posti l’obiettivo di fare meglio di tutti in queste ultime dieci partite”.

Più deluso per lo scudetto o per la Champions? “Tutt’e due. Quando giochi per la Juventus gli obiettivi devi conquistarli, non sceglierli. In Champions avevamo la chance contro un avversario, purtroppo abbiamo preso un brutto colpo. Poi abbiamo perso col Benevento e questo ci ha tolto dalla lotta per lo scudetto. Sono state due delusioni grandi. La Champions era una cosa che volevamo portare avanti, vedere le partite ieri sera ci ha dato grande rabbia perché potevamo essere una di quelle“.

 

Le pagelle di Juventus-Napoli. Lozano e Mertens fantasmi, Hysaj ubriacato

Pagelle – Il Napoli esce sconfitto dall’Allianz Stadium con l’onore delle armi. Novanta minuti di qualità da ambo i lati, una partita da Champions che potrebbe valere la Champions. Gli azzurri pagano la tassa Ronaldo e un ottimo primo tempo della Juve. Nonostante ciò, crea alcune occasioni non sfruttate. Secondo tempo a tinte azzurre, Buffon deve rispondere in più di un’occasione. Dal nulla Dybala trova il raddoppio ed il forcing finale produce la rete dagli undici metri di Insigne. Scopriamo le pagelle degli Azzurri.

Le pagelle

Meret 6 – Incolpevole sulle reti. Fa un miracolo su Chiesa da due passi ma era a gioco fermo. In alcuni casi messo in difficoltà dal fuoco amico con qualche appoggio non proprio preciso.

Di Lorenzo 6.5 – Non è sempre perfetto su Chiesa, ma resta uno dei più propositivi dei suoi. Si infila sempre sulla destra e sopperisce all’”assenza” di Lozano. Prova a metterci la firma, come l’anno scorso, ma il tiro è centrale.

Rrahmani 5.5 – Non è sempre preciso ma sopperisce con la grinta. Lascia troppo spazio a CR7 in area che non perdona. Regala nel finale il contropiede a Ronaldo, non sfruttato.

Koulibaly 5.5 – Partita con qualche defezione. Nel primo tempo spazza una palla sui piedi di Chiesa. Talvolta è impreciso e irruento. Non aggredisce Dybala che si gira e centra l’angolino basso.

Hysaj 5 – Viene preso di mira da Chiesa che ha su di lui lo stesso effetto di un superalcolico. Si fa saltare sistematicamente, chiunque sia l’avversario: Cuadrado o Chiesa. Sostituito al minuto 76 da Mario Rui SV.

Fabian 6 – È in palla ed è lesto a capovolgere l’azione, recupera e verticalizza. Ci prova in diverse occasioni da fuori ma non centra il colpo grosso. Sostituito al minuto 89 da Petagna SV.

Demme 6 – A tratti invisibile ma utile alla causa. Qualche errore in fase di difesa della sfera che lancia il contropiede dei bianconeri. Sostituito al minuto 54 da Politano 6.5 – Coadiuva Di Lorenzo e mette sempre in difficoltà Alex Sandro, per altro ammonito. A partita in corso spesso è letale.

Lozano 5 – È perennemente fuori dal gioco. Quando si fa vedere, rischia di incidere sulla partita in modo negativo. Fa un’entrata scriteriata su Chiesa, non giudicata da rigore. Fantasma. Sostituito al minuto 54 da Osimhen 6.5 – Si fa subito vedere al centro dell’area creando qualche grattacapo alla coppia difensiva juventina. Ha il merito di conquistare il rigore che continua a far sperare il Napoli nel finale.

Zielinski 6.5 – Si divora il gol tutto solo dall’interno dell’area di rigore. Inventa un’occasione dal nulla a centrocampo e serve Lozano con un po’ di imprecisione. A pochi secondi dal termine del primo tempo viene toccato da Alex Sandro, ma l’arbitro inspiegabilmente non concede il rigore.

Insigne 6.5 – Primo tempo di sofferenza con qualche scelta sbagliata così come la realizzazione. Per poco non pesca il jolly dalla distanza con un tiro a giro “all’inverso”. Si muove su tutto il fronte d’attacco, agendo talvolta da trequartista. Nel finale suona la riscossa facendo ancora male alla Juve dal dischetto spiazzando Buffon.

Mertens 5.5 – Tanto movimento e aiuto ai compagni ma poca consistenza nella fase offensiva. Sostituito al minuto 76 da Elmas SV.

Il tabellino

Napoli: Meret, Di Lorenzo, Rrahmani, Koulibaly, Hysaj (76′ Mario Rui), Demme (54′ Osimhen), Fabian Ruiz (88′ Petagna), Lozano (54′ Politano), Zielinski, Insigne, Mertens (76′ Elmas). A disp.Ospina, Contini, Cioffi, Manolas, Maksimovic, Lobotka, Bakayoko. All.Gennaro Gattuso

Juventus: Buffon, Danilo, De Ligt, Chiellini, Alex Sandro, Cuadrado (69′ McKennie), Bentancur, Rabiot, Chiesa (80′ Arthur), Ronaldo, Morata (69′ Dybala). All. Andrea Pirlo.

Arbitro: Mariani di Aprilia
Marcatori: 13′ Ronaldo, 73′ Dybala, 90′ L. Insigne rig.
Note: ammoniti Alex Sandro, Rrahmani, Koulibaly

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“Le pagelle di Juventus-Napoli. Lozano e Mertens fantasmi, Hysaj ubriacato da Chiesa” A cura di Raffaele Galasso

Inter, scatto Scudetto: 2-1 al Sassuolo e 10a vittoria di fila

 

SERIE A – Finisce 2-1 per l’Inter contro il Sassuolo nel recupero della 28esima giornata. I nerazzurri vanno in vantaggio con il solito Lukaku e raddoppiano con Lautaro. Nel finale, un super gol di Traoré riapre la partita, ma non basta. Conte a +11 sul Milan secondo: Scudetto sempre più vicino.

Sono 10 ora le vittorie consecutive dell’Inter: ruolino di marcia inarrestabile che avvicina i meneghini al loro 19esimo Scudetto. Sconfitto anche il Sassuolo grazie al solito Romelu Lukaku, che con un gol e un assist domina la partita. I neroverdi giocano una partita straordinaria, mettendo seriamente in difficoltà la capolista, ma non riescono a sfondare il muro eretto dai difensori interisti.

Nel primo tempo l’Inter si porta avanti grazie a Lukaku, che al 10′ stacca di testa e insacca alle spalle di Consigli. Il Sassuolo fa la gara, ma non trova occasioni in grado di mettere in difficoltà Handanovic. Nel secondo tempo, invece, nonostante l’ottimo avvio dei neroverdi, sono i nerazzurri a trovare il raddoppio, in contropiede, con il gol di Lautaro. La partita sembra chiusa, ma nel finale la riapre Traoré, con un gol straordinario.

Le formazioni ufficiali

inter (3-5-2): Handanovic; Skriniar, De Vrij, Darmian; Hakimi, Barella, Gagliardini, Eriksen, Young; Lautaro, Lukaku. All. Conte.

sassuolo (4-2-3-1): Consigli; Toljan, Chiriches, Marlon, Rogerio; Obiang, Lopez; Traoré, Djuricic, Boga; Raspadori. All. De Zerbi.

primo tempo

Primo tempo molto intenso tra Inter e Sassuolo. I neroverdi partono subito meglio, prima con Djuricic, che calcia alto dalla lunga distanza; poi con Obiang, cui tiro è pericoloso e si spegne di poco a lato dalla porta di Handanovic. Al 6′ si svegliano i nerazzurri, soprattutto sulla fascia sinistra, con Young che serve in mezzo Hakimi; il marocchino però colpisce male di testa. Al 10′, Lautaro, a memoria e di prima, lancia verso Young, scatenato, che punta Toljan e crossa per Lukaku. Il numero 9 nerazzurro colpisce di testa e trova il gol del vantaggio per l’Inter, il suo 21esimo in campionato.

Il Sassuolo risponde con un possesso palla ipnotico e, con coraggio, fa la sua gara, schiacciando l’Inter. Al 33′ il dato del possesso palla è significativo: i nerazzurri appena al 33%, mentre i neroverdi al 67%. La squadra di De Zerbi continua a gestire il gioco e al 38′ arriva al tiro con Traoré, ma la palla finisce comodamente tra le braccia di Handanovic. Ci prova ancora il Sassuolo, con Djuricic che imbuca per Boga, ma il francese viene agilmente fermato da un ottimo Skriniar. Il primo tempo si chiude con l’Inter in vantaggio per 1-0 sul Sassuolo.

secondo tempo

Secondo tempo copione del primo, con il Sassuolo che gioca alto e aggressivo, mentre l’Inter resta dietro e aspetta l’occasione giusta per partire in contropiede. Al 54′ arriva al tiro Obiang, ma Handanovic blocca facilmente. Tre minuti più tardi ci prova Djuricic con il pallone che termina a lato. Intanto i nerazzurri non riescono a ripartire, succubi dell’aggressività del Sassuolo. Al 67′, contropiede micidiale dell’Inter: Barella lancia Lukaku in campo aperto; il belga alza la testa e trova Lautaro, che incrocia e batte Consigli. 2-0 Inter.

Il Sassuolo accusa il colpo e cala leggermente, ma continua a tenere il pallino del gioco sui suoi piedi. All’84’ il match si riapre: dopo una carambola in area, la palla arriva sui piedi di Traoré, che stoppa e calcia di controbalzo segnando un gol di rara bellezza all’incrocio dei pali. All’89’, con i neroverdi interamente propensi all’attacco, i nerazzurri partono in contropiede con Lukaku, che riesce a servire Sanchez; il cileno, però, tenta lo scavetto, non riuscendo a trovare la porta. La partita si chiude così sul 2-1 per l’Inter, che vola a +11 sul Milan secondo. È una prima ipoteca allo Scudetto.

A cura di Claudio Savino