Sanità: appalti truccati. Indagini a Milano, Lodi, Brescia, Varese e Messina

Indagini sulla sanità di Opera (MI) estese anche a Messina

Indagini sulla sanità di Opera (MI) estese anche a Messina: appalti truccati e mascherine per gli anziani regalate ad amici e dipendenti

I Carabinieri del Comando Provinciale di Milano, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal Gip del Tribunale di Milano su richiesta della D.D.A. della Procura della Repubblica di Milano, nei confronti del sindaco e della dirigente dell’Ufficio Tecnico del Comune di Opera (MI) e di tre imprenditori del settore edile, ritenuti responsabili – a vario titolo – di peculato, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e traffico di rifiuti.

LE INDAGINI

Al Comune di Opera (MI), in cambio di ristrutturazioni private, truccavano gli appalti per favorire degli imprenditori edili che per smaltire i rifiuti dei cantieri usavano i terreni del Parco agricolo Sud Milano come discarica.

La Procura di Milano ha arrestato questa mattina il sindaco del comune nel Milanese, Antonino Nucera (Centrodestra –Lega-FI-Noi originario di Melito Porto Salvo in provincia di Reggio Calabria) assieme alla dirigente dell’ufficio tecnico e tre imprenditori edili, accusati a vario titolo di peculato e corruzione.

Le indagini riguarderebbero anche soggetti messinesi.

Gli arresti sono stati eseguiti dai Carabinieri di Milano, Lodi, Brescia, Varese e Messina.

Nel corso delle indagini, iniziate a febbraio 2020, è emerso anche che il sindaco di Opera aveva dirottato le mascherine destinate alle Rsa e alle farmacie a parenti, amici nonché dipendenti comunali, nel periodo in cui le mascherine erano introvabili nei primi mesi della pandemia di Coronavirus.

L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal GIP del Tribunale di Milano su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Milano, che ha coinvolto le province di Milano, Lodi, Brescia, Varese e Messina, è stata data esecuzione dai Carabinieri del Comando provinciale di Milano nelle prime ore della mattinata.

Le indagini hanno così fatto emergere come, nell’arco temporale tra febbraio e ottobre 2020, il sindaco, con l’adesione incondizionata della dirigente dell’ufficio tecnico e l’accondiscendenza di alcuni funzionari e consulenti dell’ente, abbia sistematicamente interferito in alcune procedure di gara bandite dal comune per orientare l’assegnazione di lavori pubblici in favore di imprenditori conniventi, ricevendo in cambio da questi ultimi sostanziose contropartite.

I dispositivi di protezione che tra marzo e aprile 2020 erano stati inviati ad Opera, comune di circa 13 mila abitanti alle porte di Milano, erano destinati ai nonnini ricoverati nella Rsa “Anni azzurri Mirasole” della frazione di Noverasco nonché per la farmacia comunale per poi essere distribuiti alla popolazione.

Il sindaco invece li metteva a disposizione di amici, parenti e dipendenti.

Il 21 marzo, ad esempio, le distribuisce alla ex moglie preoccupata per gli anziani genitori.

Mentre sette giorni dopo chiede a una dipendente comunale di metterne da parte 500 da sottrarre alle 2 mila arrivate dalla Città metropolitana di Milano per la farmacia comunale “Facciamo così: 1.500 vendile, e 500 gli dico di portarle da noi che le teniamo lì se ci servono”.

Il 9 aprile, quando il sindaco Nucera viene a sapere della disponibilità di 500 mascherine destinate dalla Protezione civile agli ospiti della Rsa Mirasole, gliene fa avere solo 50. Gli investigatori captano una lunga telefonata con il direttore sanitario della struttura dove il sindaco chiede “ma come sei messo a mascherine? Mi aiuti? Un po’ di mascherine per me?”.

Il Nucera spiega che “oggi mi hanno consegnato delle mascherine da consegnare a te alla Rsa. Me ne hanno date un pò, facciamo metà e metà”. Il responsabile della Rsa “Dai tienili per te non ti preoccupare”.

Il Nucera risponde “No però io vengo lì che faccio tutta la scena, facciamo due foto”.

(mi rammenta tanti nei Comuni siciliani e specialmente alla Regione Sicilia).

Sulla propria pagina Facebook il Nucera, in quei giorni (4 aprile 2020), pubblica foto in cui i volontari distribuiscono le mascherine ai cittadini “La mascherina che abbiamo consegnato è un piccolo dono, ma può essere un importante salvavita”.

In un‘altra intercettazione una dipendente comunale al telefono con il Nucera gli dice “Ascolta sindaco, le mascherine quelle azzurre, ne hai rubate un po’ di quelle che dovevano andare alla Rsa?”.

Non solo, il Nucera il 28 aprile biasima il Governo nazionale con tanto di lettera diretta al Presidente Giuseppe Conte contro “il prezzo imposto a 50 centesimi” per le mascherine parlando di “costi extra e fuori mercato che così dovranno essere sostenuti dai comuni”.

APPALTI E FAVORI IN CAMBIO DI RISTRUTTURAZIONI

L’inchiesta dei Carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, coordinati dai Pm aggiunti Alessandra Dolci (Direzione distrettuale antimafia) e Maurizio Romanelli (pool anticorruzione della Procura) e dai Pm Silvia Bonardi e Stefano Civardi, ruota intorno non solo alla riprovevole sottrazione di mascherine agli anziani e al personale della Rsa, ma anche a giri di appalti pilotati assegnati alle imprese amiche e all’illecito smaltimento di materiali di scarto, da qui il coinvolgimento della Dda competente per il traffico di rifiuti.

In cambio il sindaco e la sua compagna avrebbero ottenuto la ristrutturazione «a titolo gratuito» di una casa a San Donato Milanese, di proprietà della donna, da parte delle due imprese “favorite” negli appalti.

(sistema quest’ultimo, come altri similari, piuttosto risaputo come annosamente diffuso ovunque e a tutti i livelli pubblici e politici nella Penisola)

L’investigazione inizia proprio nei giorni in cui deflagra la pandemia e parte da una segnalazione che parla di stretti rapporti tra il sindaco di Opera, la sua compagna e alcuni imprenditori ai quali andrebbero sistematicamente appalti anche con il sistema dell’affidamento diretto.

Tra i lavori finiti nel mirino dei Carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, guidati dai comandanti Michele Miulli e Antonio Coppola, il rifacimento del campo sportivo di Opera, i lavori nelle scuole Don Milani, la media di via Papa Giovanni e l’elementare «Sacco e Vanzetti» e parte dei lavori di manutenzione del cimitero di Assago (Gaeta è responsabile dell’area edilizia pubblica di quel Comune).

Ma anche l’appalto dei termoscanner per il Comune, la farmacia e gli uffici della polizia locale (quasi 11 mila euro) con l’impresa dei Marino che fa da procacciatrice di clienti per l’effettivo fornitore delle apparecchiature “attagliando la richiesta di offerta con requisiti dettati dagli imprenditori Giovanni Marino e Giuseppe Corona tali da consentire loro ricavi pari a circa il triplo dell’effettivo costo di mercato”, come scrivono i Magistrati.

L’ACCUSA E I PROVEDIMENTI

In totale i Magistrati contestano al sindaco Nucera di centrodestra del comune di Opera, di aver sottratto 2.880 dispositivi di protezione individuale.

Nucera e Gaeta, più un’altra serie di imprenditori, sono pure indagati per lo smaltimento dell’asfalto fresato a seguito dei lavori sulla ex Statale Valtidone.

Materiali di scarto e di fatto rifiuti speciali che venivano riutilizzati per compattare il terreno su cui realizzare una tensostruttura, smaltiti nei campi del Parco Sud di due imprenditori agricoli, riutilizzati mescolandoli alla terra nel cantiere della passerella ciclopedonale sulla stessa strada, o smaltendoli abusivamente (1.000 tonnellate) grazie a imprenditori compiacenti.

Nell’ordinanza firmata dal Gip di Milano Fabrizio Filice sono stati disposti gli arresti domiciliari al sindaco Nucera per peculato.

Stessa misura cautelare per il capo dell’ufficio tecnico di Opera Rosaria Gaeta, legata sentimentalmente a Nucera e per gli imprenditori Giovanni Marino, Giuseppe Corona (Marino costruzioni srl) e Rosario Bonina (Veria srl).

Adduso Sebastiano

(tutte le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)