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IL MORSO DELLA VESPA. “Mo’ vene o’ bello”! 1-1 al Druso, ora lo Stabia pensa al Playoff di Modena

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BOLZANO – Cala il sipario al “Druso” e, mentre il sole tramonta sulle vette altoatesine, splende ancora più forte il gialloblù della Juve Stabia. Le Vespe tornano da Bolzano con un 1-1, regalando adesso alla città di Castellammare il sogno di continuare a lottare per la gloria.

Una partita vera, tesa, giocata a viso aperto da una squadra, quella di mister Abate, che non ha mai smesso di lottare, nemmeno davanti alla disperata reazione dei padroni di casa.


Il Match: Gabrielloni graffia, poi la sofferenza

La Juve Stabia approccia la gara con la solita personalità. Al 36′ la fiammata che fa esplodere il settore ospiti: Maistro inventa un corridoio geniale per Gabrielloni, che con il killer instinct dei giorni migliori trafigge il portiere locale per lo 0-1. Un vantaggio meritato per quanto visto nella prima frazione, con le Vespe padrone del campo e del gioco.

Nella ripresa, però, il Sudtirol scende in campo con il coltello tra i denti. Al 60′, sugli sviluppi di un’azione orchestrata da Zedadka, è Domen Crnigoj a trovare la zampata del pareggio. Da lì in poi è un assedio tirolese: il finale è da cardiopalma, con Verdi e ancora Crnigoj che sfiorano il colpaccio, ma la difesa stabiese regge l’urto con cuore e organizzazione.

Il Verdetto: Estasi Gialloblù, Dramma Sudtirol

Il triplice fischio di Marinelli sancisce due destini opposti:

  • Juve Stabia: Conferma il piazzamento Play-off. Un traguardo immenso per una piazza che ha sostenuto i ragazzi dal primo all’ultimo minuto di questa regular season.

  • Sudtirol: Il punto non basta. Complice il pareggio last-minute dell’Empoli a Monza, gli altoatesini scivolano nell’inferno dei Play-out dove affronteranno il Bari.

Ora gli stabiesi tutti aspettano Martedì quando, al Braglia, le vespe affronteranno nel primo turno dei Playoff per la Serie A il Modena.

Sognare è lecito, crederci è un dovere!

Avanti Stabia!

Sudtirol – Juve Stabia (1-1): La pagella dei gialloblù

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La Juve Stabia chiude la regular season con un pareggio per 1-1 sul campo del FC Südtirol e lo fa confermando ancora una volta serietà, spirito di sacrificio e rispetto assoluto del campionato.

Al “Druso” le Vespe, nonostante l’ampio turnover scelto da Ignazio Abate in vista dei playoff, disputano una gara ordinata e intensa passando in vantaggio nel primo tempo con Alessandro Gabrielloni, bravo a concretizzare l’assist di Maistro.

Nella ripresa arriva la reazione dei padroni di casa che trovano il definitivo 1-1 con Domen Crnigoj, rete che però non basta agli altoatesini per evitare i playout.

Per la Juve Stabia un punto ininfluente per la classifica ma importante per chiudere nel migliore dei modi una stagione regolare straordinaria, con la testa adesso già rivolta alla sfida playoff contro il Modena.

Ecco le pagelle dei protagonisti gialloblù:

BOER 6,5: oggi trova la titolarità, si fa trovare pronto attento nei suoi interventi e tranquillo quando deve gestire il pallone con i piedi. Deve migliorare nella presenza dell’area piccola.

DIAKITÉ 6: come al solito mette al servizio della squadra la sua fisicità, tutto sommato partita tranquilla, si va vedere molto anche in fase di spinta. Dal 46’ KASSAMA 6: ritrova il campo, riesce a contenere gli attacchi avversari con sufficienza.

DALLE MURA 6,5: anche oggi ha dimostrato il suo valore e sicuramente sarà uno dei punti fermi della prossima annata. Una piccola incertezza sul goal del pareggio dei padroni di casa ma oggi era difficile mantenere alta l’attenzione per tutti i 90 minuti.

BELLICH 6: Partita sufficiente, senza sbavature e fronzoli, come al solito cerca di dare il suo apporto anche in attacco. Dal 46’ GIORGINI 6: da ex non si fa distrarre ed è sempre pronto a respingere gli attacchi avversari che nel secondo tempo si sono accentuati.

RICCIARDI 6: oggi ha giocato sulla sua fascia di competenza, mantenendo sempre impegnato il suo marcatore di riferimento, da una mano alla difesa con i suoi rientri. Dal 81’ DOS SANTOS S.v.

PIEROBON 6,5: gioca da interno destro con il compito di rompere le linee di passaggio degli avversari e ripartire con il suo passo veloce. Il secondo tempo sotto la pressione avversaria si abbassa a protezione della difesa.

TORRASI 6,5: gioca da centrale davanti alla difesa con i compiti di metronomo del centrocampo a tratti non fa rimpiangere Leone che è il padrone di questo ruolo.

CIAMMAGLICHELLA 6: il giovane di proprietà del Torino, gioca per la prima volta dal primo minuto, ha buoni spunti però non dà continuità alle sue azioni. Dal 62’CANDELLONE 6: entra per mettere minuti nelle gambe, poche le giocate di rilievo, ma la sua presenza si fa sempre notare.

MANNINI 6,5: come quinto di sinistra prende il posto di Cacciamani non avendo il suo passo ci mette tanto agonismo e tanta corsa.

MAISTRO 6,5: come al solito dai suoi piedi partono sempre traiettorie pericolose, come quella che ha portato al goal del vantaggio. Esce per preservarlo per la partita importante di martedì. Dal 46’ ZEROLI 6: rientra da un lungo infortunio con il suo dinamismo cerca di allentare la pressione avversaria. Si spera che migliori la sua condizione fisica.

GABRIELLONI 6,5: FINALMENTE trova il sospirato goal a coronamento di una partita fatta di lotta e sacrificio, speriamo che continui la sua vena realizzativa.

ABATE 7: il suo lavoro di isolare la squadra dagli eventi societari facendo sì che la squadra ha mantenuto alta la concentrazione in una partita dove non c’era l’assillo di trovare il risultato a tutti i costi. Avendo a disposizione più di una pedina riesce a fare una rotazione oculata mettendo in campo una squadra che non ha snaturato il suo modo di giocare.

Quest’annata è stata costellata da tante vicende avverse, situazioni societarie e una rosa ristretta ridotta ai minimi termini dai tanti infortuni, questi ragazzi hanno lottato e onorato la maglia che indossano su tutti i campi dove hanno giocato portando, a prescindere come andrà a Modena dobbiamo ringraziarli perché hanno portato in alto Castellammare.

Sudtirol – Juve Stabia, Castori: “Oggi meritavamo la vittoria, pari duro da digerire. Ora testa ai playout”

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Al termine della sfida tra Südtirol e Juve Stabia, conclusa sul punteggio di 1-1 nell’ultima giornata della regular season, si è presentato in sala stampa l’allenatore biancorosso Fabrizio Castori, visibilmente amareggiato per un risultato che condanna il Sudtirol ai playout contro il Bari.

La gara si era aperta con il vantaggio della Juve Stabia grazie alla rete di Alessandro Gabrielloni nel primo tempo, prima del pareggio firmato nella ripresa da Domen Crnigoj. Un risultato che, complice anche il pari raggiunto dall’Empoli nei minuti finali contro il Monza, non è bastato agli altoatesini per evitare gli spareggi salvezza.

Nel post partita Castori ha analizzato una gara fortemente condizionata dalla tensione e dal peso della posta in palio, sottolineando però la grande mole di gioco prodotta dalla sua squadra.

“L’ho letta così, perché secondo me abbiamo fatto almeno 7-8 palle gol. Abbiamo tirato tanto in porta, creato tante occasioni clamorose che secondo me abbiamo sbagliato” ha spiegato il tecnico.

L’allenatore del Sudtirol non ha nascosto tutta la delusione per una vittoria sfumata che avrebbe potuto cambiare il destino della stagione.

“Poi rischi che la partita finisca così, in parità. Questo è amaro, duro da digerire perché stasera si poteva vincere e non ci siamo riusciti”.

Tra i temi affrontati in conferenza anche la gestione di una punizione dal limite che, secondo alcuni, avrebbe potuto essere affidata a Daniele Casiraghi invece che a Simone Verdi.

Castori ha difeso senza esitazioni la scelta tecnica:

“Magari si poteva aspettare un attimo prima del cambio, però Verdi non è l’ultimo arrivato. È il giocatore che ha fatto più gol di tutti i nostri calciatori in Serie A. Non è che lui non sa battere le punizioni”.

Il tecnico ha poi ribadito come la decisione fosse assolutamente motivata dalle qualità dell’ex fantasista del Torino:

“È opinabile dire che sia stato un errore, perché non è provato che Casiraghi avrebbe segnato. Verdi è uno specialista sulle palle inattive”.

Infine Castori ha commentato anche la crescita offensiva della squadra nella ripresa, respingendo però l’idea che il Sudtirol abbia giocato un primo tempo troppo prudente.

“Non ho visto questa differenza. Anche nel primo tempo abbiamo creato due occasioni importanti. Abbiamo preso gol praticamente nell’unica occasione pericolosa concessa alla Juve Stabia”.

Nonostante la forte amarezza per l’epilogo della regular season, l’allenatore biancorosso ha voluto lanciare un messaggio di fiducia in vista dei playout.

“Adesso bisogna riorganizzarsi, rimettere insieme le idee e capire il perché di certe situazioni. Però non è ancora detta l’ultima parola. Abbiamo ancora due partite e due risultati su tre: dobbiamo cercare di sfruttare anche questo”.

Il Sudtirol si prepara dunque ad affrontare il Bari nello spareggio salvezza, mentre la Juve Stabia potrà concentrarsi con serenità sull’avventura playoff e sul sogno Serie A.

Lovisa carica la Juve Stabia: “Ora inizia il bello. A Modena tutti insieme per continuare a sognare”

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Si chiude con un pareggio per 1-1 tra FC Südtirol e Juve Stabia la regular season delle Vespe. Un risultato maturato grazie alle reti di Alessandro Gabrielloni, che aveva portato avanti gli ospiti nel primo tempo, e di Domen Crnigoj, autore nella ripresa del pareggio che però non è bastato ai padroni di casa per evitare i playout.

Al termine della gara, nella sala stampa dello stadio altoatesino, si è presentato il direttore sportivo gialloblù Matteo Lovisa, che ha tracciato un bilancio della stagione regolare e guardato con entusiasmo ai playoff ormai alle porte.

“Penso che sia stato un bel campionato, avvincente, la solita Serie B molto combattuta. Anche oggi è stata una gara vera” ha dichiarato Lovisa, sottolineando il rispetto mostrato dalla Juve Stabia fino all’ultima giornata nonostante la classifica fosse già definita.

Il dirigente stabiese ha poi rivolto un pensiero al Sudtirol, costretto ai playout dopo il pareggio e il contemporaneo 1-1 dell’Empoli sul campo del Monza.

“Mi dispiace per il Sudtirol, che è un club che ha tanti anni in questa categoria, però era giusto che noi facessimo la nostra partita al massimo delle nostre possibilità”.

Da quel momento, però, il focus del direttore sportivo si è spostato completamente sul futuro immediato delle Vespe: i playoff e la delicata situazione societaria che nelle ultime ore ha vissuto una svolta importante con il sequestro delle quote del club, detenute da Francesco Agnello, disposto dal Tribunale di Napoli.

Lovisa ha voluto lanciare un messaggio forte di fiducia e serenità all’ambiente stabiese.

“Ora siamo totalmente in mano agli amministratori di cui abbiamo grande fiducia e loro assieme al direttore Elefante stanno facendo un grande lavoro per il futuro del club, che sono sicuro sarà veramente radioso”.

Parole che hanno ribadito come il provvedimento rappresenti un passaggio positivo per la stabilità futura della società.

“Sì, assolutamente sì, perché penso che chi acquisterà la Juve Stabia verrà scelto dagli amministratori, quindi sono loro la nostra garanzia per il futuro”.

Il direttore sportivo ha poi sottolineato come la squadra non abbia mai perso serenità nonostante le vicende extracampo.

“La squadra è sempre stata tranquilla perché loro ci hanno sempre assicurato tutto e non ci è mai mancato niente. Anzi, devo dire che quest’anno dal punto di vista organizzativo abbiamo avuto anche meno difficoltà”.

Lovisa ha quindi invitato tutto il popolo stabiese a stringersi attorno alla squadra in vista della sfida playoff di martedì contro il Modena.

“Dobbiamo andare a Modena perché è una tappa fondamentale per il percorso della Juve Stabia. È importante che ci sia un seguito importante di tifosi perché abbiamo visto anche oggi che la mentalità della squadra è sempre quella giusta: non vuole mai perdere, mai mollare”.

Infine il dirigente gialloblù ha chiuso il suo intervento con un invito a vivere il momento con entusiasmo e consapevolezza, senza paura.

“Non capita tutti gli anni di giocare i playoff per la Serie A. Dobbiamo sognare tutti insieme nella maniera giusta. Martedì è una gara bellissima da giocare: non dobbiamo caricarci di ansia o tensione, ma andare con la consapevolezza di un gruppo che vuole fare veramente sognare una città”.

E adesso davvero inizia il bello. La Juve Stabia ha chiuso la regular season mostrando ancora una volta orgoglio, compattezza e mentalità. Ora il sogno Serie A passa da Modena, con una città intera pronta a spingere le Vespe verso un’altra notte da vivere tutta d’un fiato.

Juve Stabia, un punto d’onore a Bolzano: 1-1 col Sudtirol e testa già ai playoff contro il Modena

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La Juve Stabia chiude la regular season con un pareggio per 1-1 sul campo del FC Südtirol e conferma ancora una volta serietà, carattere e rispetto assoluto del campionato. Un punto che non cambia la classifica delle Vespe, già matematicamente certe del settimo posto e della qualificazione ai playoff, ma che certifica la mentalità di un gruppo che non ha mai smesso di lottare.

Nonostante l’ampio turnover scelto da Ignazio Abate per preservare diversi uomini chiave in vista della delicatissima sfida playoff di martedì contro il Modena guidato da Andrea Sottil, la Juve Stabia ha disputato una gara ordinata, intensa e competitiva fino all’ultimo minuto.

Le Vespe hanno approcciato il match con personalità e nei primi quarantacinque minuti sono riuscite anche a sbloccare il risultato. Al 36’, infatti, è arrivato il vantaggio gialloblù firmato da Alessandro Gabrielloni, bravo a raccogliere il suggerimento di Fabio Maistro e a battere il portiere altoatesino per lo 0-1.

Un gol che ha premiato la buona organizzazione della squadra gialloblù, capace di controllare il primo tempo con attenzione e maturità nonostante le tante rotazioni.

Nella ripresa è arrivata la reazione del Sudtirol, a caccia di punti pesantissimi per evitare gli spareggi salvezza. La formazione biancorossa ha aumentato la pressione trovando il pareggio al minuto 60 grazie a Crnigoj, servito perfettamente da Karim Zedadka.

Nel finale le due squadre hanno provato a superarsi, ma senza trovare il colpo decisivo. Dopo quattro minuti di recupero, il direttore di gara ha sancito la fine della sfida sull’1-1.

Per la Juve Stabia il risultato ha valore soprattutto simbolico: un punto d’onore conquistato con professionalità e spirito competitivo, nonostante una classifica già definita e la necessità di gestire energie in vista del grande appuntamento playoff.

Per il Sudtirol, invece, il pareggio non è bastato a evitare i playout. Complice il gol del pareggio dell’Empoli al 92’ contro il Monza, gli altoatesini dovranno ora giocarsi la permanenza in categoria nello spareggio contro il Bari.

Adesso però tutta l’attenzione del popolo stabiese si sposta sui playoff. Martedì inizia un nuovo campionato, quello più emozionante e imprevedibile, dove la Juve Stabia proverà a inseguire un sogno chiamato Serie A.

Il tabellino

SUDTIROL (3-5-2). Adamonis; El Kaouakibi-Pietrangeli-Veseli; Molina-Tait-Tronchin-Casiraghi-Davi; Merkaj-Pecorino.

A disposizione: Martini, Mancini, Brik, Masiello, Davi, Frigerio, Zedadka, Tonin, Odogwu, Borra, Crnigoj, Verdi

Allenatore: Fabrizio Castori

JUVE STABIA (3-5-1-1). Boer; Dalle Mura-Bellich-Diakite; Ricciardi-Ciammaglichella-Torrasi-Pierobon-Mannini; Maistro; Gabrielloni.

A disposizione: Okoro, Zeroli, Kassama, Cacciamani, Matheus, Burnete, Signorini, Giorgini, Leone, Mosti, Candellone, Carissoni

Allenatore: Ignazio Abate

Juve Stabia, in lotta su 2 campi: Solido futuro e corsa verso la A. Il ruolo degli amministratori giudiziari

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C’è una squadra che continuerà a combattere sul campo inseguendo il sogno più bello, quello chiamato Serie A. E ce n’è un’altra che, lontano dai riflettori dello stadio ma con lo stesso senso di responsabilità, lavorerà ogni giorno per garantire futuro, stabilità e solidità alla Juve Stabia.

Mentre le Vespe si preparano ad affrontare i playoff con il cuore di un’intera città alle spalle, un’altra partita fondamentale si giocherà nelle stanze dove si deciderà il destino societario del club. Una sfida delicata, complessa e decisiva, affidata alle mani degli amministratori giudiziari Mario Ferrara e Salvatore Scarpa.

A loro oggi va il sentimento di gratitudine e rispetto di una città intera. Perché sulle loro spalle grava la responsabilità di custodire uno dei simboli più importanti di Castellammare di Stabia e accompagnarlo verso una nuova fase fatta di legalità, trasparenza e prospettive solide.

Il comunicato ufficiale diffuso dalla società ha sancito un passaggio storico: il Tribunale di Napoli – sezione Misure di Prevenzione, presieduta dalla dottoressa Teresa Areniello – ha accolto la proposta di sequestro della totalità delle quote sociali e dell’intero patrimonio aziendale della S.S. Juve Stabia srl, già sottoposta ad amministrazione giudiziaria.

Una decisione maturata sulla base delle relazioni redatte proprio dagli amministratori giudiziari e della proposta avanzata congiuntamente dal Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e dalla Procura della Repubblica di Napoli.

Il provvedimento riguarda Francesco Agnello, nella sua qualità di rappresentante della Stabia Capital srl, proprietaria delle quote del club, ed è stato adottato per evitare il rischio concreto di dispersione del patrimonio riconducibile alla società.

Ma al di là degli aspetti giudiziari, oggi ciò che conta davvero è la prospettiva che si apre davanti alla Juve Stabia. Perché adesso sarà lo Stato, attraverso il lavoro di Ferrara e Scarpa, a guidare in maniera pienamente autonoma la società, con l’obiettivo di proteggerne il valore e costruire basi sicure per il futuro.

Nei prossimi giorni inizierà infatti una fase cruciale: quella della selezione e della valutazione delle proposte di acquisizione da parte di imprenditori e cordate interessate a rilevare il club. Un compito delicatissimo, che richiederà equilibrio, competenza e grande senso delle istituzioni per individuare figure realmente capaci di garantire continuità, stabilità economica e ambizione sportiva.

È una partita silenziosa ma fondamentale quanto quella che si giocherà sul rettangolo verde. Perché mentre i calciatori lotteranno per inseguire un traguardo straordinario come la Serie A, i Dottori Ferrara e Scarpa saranno chiamati a difendere e rilanciare il futuro stesso della Juve Stabia.

E forse è proprio questa la notizia più bella per il popolo stabiese: sapere che oggi il club è nelle mani di uomini delle istituzioni chiamati a tutelare uno dei vessilli più antichi del calcio italiano, nato nel 1907 e diventato parte integrante dell’identità cittadina.

Castellammare adesso sogna su due fronti. In campo, dove le Vespe proveranno a scrivere la storia. E fuori dal campo, dove si lavora per consegnare finalmente alla Juve Stabia un futuro all’altezza della sua passione, della sua tradizione e dell’amore infinito del suo popolo.

Figliomeni: “Il Menti è come la Bombonera. Il mio addio dovuto a tagli del budget”

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In occasione della trentesima puntata di Juve Stabia Live Talk Show, è intervenuto Giuseppe Figliomeni, ex difensore gialloblù e attuale direttore sportivo del Campobasso, per condividere i suoi ricordi e analizzare l’attuale momento della squadra stabiese.
Giuseppe Figliomeni: tra nostalgia del passato e fiducia nella Juve Stabia di Abate
Figliomeni ha tracciato un parallelo tra la sua esperienza sul campo e il suo nuovo percorso dirigenziale, offrendo spunti interessanti sulla gestione societaria e tecnica.
I ricordi della Serie B e il “giallo” della partenza
L’ex difensore ha ricordato con orgoglio la sua stagione a Castellammare, definendola un’annata dai due volti. Ha spiegato che il calo di prestazioni nel girone di ritorno della sua epoca (nonostante una squadra forte con elementi come Caserta, Verdi e Genevier) fu causato principalmente da problemi contrattuali: molti titolari erano in scadenza, creando malcontento nello spogliatoio. Figliomeni ha inoltre chiarito un punto rimasto in sospeso per anni: non lasciò la Juve Stabia per sua volontà, ma fu “costretto” dalla società che doveva tagliare il budget per dare continuità al progetto. Ha espresso parole di profonda stima per l’ex presidente Manniello, descrivendolo come una persona genuina, passionale e “per bene”.
La metamorfosi in Direttore Sportivo
Oggi Figliomeni vive il calcio dietro una scrivania, un ruolo che definisce totalmente diverso da quello del calciatore. Mentre l’atleta si concentra solo sulla forma fisica e sulla prestazione domenicale, il direttore sportivo deve gestire responsabilità, stress, agenti e dinamiche societarie. Nonostante preferisse la “spensieratezza” del campo, si dice molto soddisfatto del lavoro che sta svolgendo al Campobasso sotto la guida del presidente Rizzetta.
Elogio all’attuale Juve Stabia: “Una delle più organizzate”
Guardando la squadra attuale dall’esterno, Figliomeni ha promosso a pieni voti il progetto tecnico:
  • Organizzazione e Identità: Ha definito la Juve Stabia di oggi come una delle squadre più organizzate della Serie B, dotata di un’identità precisa e giovani di grande interesse.
  • Meriti tecnici: Ha elogiato l’allenatore Abate, prevedendo per lui una grande carriera, e il direttore Lovisa per lo straordinario lavoro svolto.
  • Analisi dei singoli: Si rivede nel difensore Giorgini per fisicità e capacità di impostazione, ma ha espresso apprezzamento anche per Mosti, Mannini e Correia. Ha inoltre consigliato vivamente il profilo di Gala per la Serie B, definendolo un calciatore di qualità assoluta.
Il “Fattore Menti” come la Bombonera
Infine, Figliomeni ha regalato un paragone suggestivo, definendo lo stadio Romeo Menti come la “Bombonera” italiana. Grazie alla vicinanza dei tifosi al campo e al calore unico della piazza, l’ambiente rappresenta uno stimolo incredibile per chi indossa la maglia gialloblù, ma anche una pressione che non tutti i calciatori sono in grado di reggere. In vista dei play-off, considera la Juve Stabia una squadra estremamente fastidiosa da affrontare per qualunque avversario.

Castellammare esplode di gioia: la Juve Stabia è salva, ora tutti uniti per inseguire il sogno Serie A

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È il giorno della liberazione, della gioia incontenibile, del sospiro che un’intera città aspettava di poter finalmente tirare.

Castellammare di Stabia può tornare a sorridere: la Juve Stabia è libera e non più ostaggio di Francesco Agnello.

Dopo settimane vissute con il fiato sospeso, tra paure, interrogativi e una tensione palpabile in ogni angolo della città, è arrivata la notizia che tutti i tifosi aspettavano. Le Vespe continueranno a vivere, a lottare, a rappresentare con orgoglio i colori gialloblù. E adesso, finalmente, il cuore della tifoseria può tornare a battere solo per il campo, per il pallone, per quel sogno chiamato Serie A.

La decisione arrivata nelle ultime ore segna una svolta fondamentale anche per il futuro del club. Si apre infatti un nuovo percorso che dovrà portare la società in mani sicure, solide e trasparenti. Nei prossimi venti giorni gli amministratori giudiziari, supportati dal Tribunale di Napoli, avranno il compito di individuare la cordata giusta a cui affidare il futuro della Juve Stabia.

Una fase delicata, certo, ma che oggi viene vissuta con uno spirito completamente diverso. Perché la paura di perdere la squadra della città ha lasciato spazio alla speranza, all’entusiasmo e alla voglia di guardare avanti.

La Polizia di Stato ha dato esecuzione al decreto applicativo della misura di prevenzione del sequestro, ai sensi dell’art. 34, co 7 del Codice Antimafia, emesso dal Tribunale di Napoli – Sezione per l’applicazione delle Misure di Prevenzione, in relazione alle quote e all’intero patrimonio aziendale della S.S. Juve Stabia S.R.L. Il provvedimento è stato adottato su proposta congiunta del Procuratore Nazionale antimafia e antiterrorismo, del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli e del Questore di Napoli, per preservare l’impresa dal pericolo di dispersione, alienazione e sottrazione del patrimonio, mentre è in atto l’esecuzione della misura di prevenzione dell’amministrazione giudiziaria, disposta lo scorso mese di ottobre per bonificare la gestione societaria dal pericolo di condizionamento da parte della locale criminalità organizzata. Il decreto è stato emesso a carico di Agnello Francesco, in qualità di legale rappresentante della società Stabia Capital srl, proprietaria delle quote del club calcistico.

Ma oggi, oltre gli aspetti giudiziari e societari, a dominare è soprattutto l’emozione. Castellammare si stringe attorno alla sua squadra con un sentimento quasi liberatorio. Perché la Juve Stabia non è soltanto un club di calcio: è appartenenza, identità, orgoglio popolare. È il simbolo di una città che non smette mai di lottare.

E adesso che il futuro immediato è più roseo, la testa può tornare finalmente al campo. Ai playoff. A quella favola che fino a pochi mesi fa sembrava impossibile e che oggi invece è lì, a portata di mano.

La Juve Stabia si giocherà la possibilità di conquistare una storica promozione in Serie A. E mai come ora la città sente di poter sognare davvero.

Dalle lacrime di paura alle lacrime di felicità: Castellammare è ancora viva, la Juve Stabia anche. E il bello, forse, deve ancora venire.

Juve Stabia, il Sindaco Vicinanza rompe il silenzio: “La società è un patrimonio della città da tutelare”

In un momento delicato per il futuro della Juve Stabia, arrivano parole di rassicurazione e fiducia da parte del sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza, intervenuto sugli ultimi sviluppi societari e sul clima che si respira in città alla vigilia della manifestazione annunciata dai tifosi per domani pomeriggio.

Il primo cittadino ha voluto ribadire con forza la centralità della Juve Stabia per l’intera comunità stabiese, sottolineando come il valore delle Vespe vada ben oltre il semplice aspetto sportivo.

“La Juve Stabia rappresenta un patrimonio della città. Il suo valore va ben oltre il calcio e la semplice passione sportiva” ha dichiarato Vicinanza, confermando l’attenzione costante dell’amministrazione comunale sugli sviluppi della vicenda societaria.

Parole che puntano a trasmettere serenità a una tifoseria comprensibilmente preoccupata, ma che può contare – secondo quanto assicurato dal sindaco – su un monitoraggio continuo della situazione. L’amministrazione comunale, infatti, segue da vicino il lavoro degli amministratori giudiziari, mantenendo contatti quotidiani per garantire il massimo livello di attenzione e trasparenza.

“Ribadiamo con fermezza che non possono essere consentite operazioni opache o poco trasparenti: la Juve Stabia deve finire in mani solide, capaci di garantire stabilità economica e piena legalità” ha aggiunto il sindaco.

Un messaggio chiaro, che invita alla fiducia e alla compattezza in una fase particolarmente importante per il futuro del club gialloblù. La preoccupazione dei tifosi, ha spiegato Vicinanza, è condivisa anche dalle istituzioni cittadine, ma allo stesso tempo c’è convinzione che il percorso intrapreso possa portare a una soluzione positiva.

“Siamo fiduciosi nel lavoro che gli amministratori giudiziari, con i quali siamo in contatto quotidiano, stanno portando avanti” ha sottolineato il primo cittadino.

Infine, il sindaco ha rilanciato l’impegno dell’amministrazione nel salvaguardare il futuro sportivo della Juve Stabia, con l’obiettivo di consentire alla squadra di continuare a competere in categorie all’altezza della propria tradizione e dell’entusiasmo della piazza stabiese.

“Faremo tutto il possibile affinché la Juve Stabia possa continuare, anche il prossimo anno, a competere in un campionato all’altezza della sua storia e del valore dei campioni che scendono in campo”.

Parole che vogliono rappresentare un punto di riferimento per la città in ore decisive, rafforzando il legame tra istituzioni, squadra e tifoseria in nome di un obiettivo comune: proteggere e rilanciare uno dei simboli più importanti di Castellammare di Stabia.

Mosti: “Ringrazio Abate per la mia crescita. Siamo carichi e concentrati per i Playoff”

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In occasione della trentesima puntata di Juve Stabia Live Talk Show, è intervenuto il centrocampista Nicola Mosti, uno dei pilastri della squadra, per analizzare la sua crescita stagionale, il legame con la piazza di Castellammare e le prospettive in vista dei play-off.
Nicola Mosti: leadership, legame con la città e il sogno play-off
L’intervento di Mosti ha offerto il ritratto di un calciatore maturato, ormai divenuto un punto di riferimento non solo tecnico ma anche umano per lo spogliatoio gialloblù.
La “consacrazione” con Abate e il rapporto con il gruppo
Mosti ha attribuito gran parte del merito della sua ottima stagione al rapporto con mister Abate, sottolineando la stima reciproca nata fin dal ritiro estivo. La nuova posizione in campo gli ha permesso di trovare maggiore coraggio nelle conclusioni da fuori area, portandolo a segnare sette gol. Fondamentale è anche l’intesa con i compagni storici, come Leone e Candellone, con cui il feeling è ormai fraterno dopo quasi tre anni di militanza comune. A 28 anni, Mosti ha dichiarato di voler mettere la propria esperienza al servizio dei più giovani, esortandoli a vivere ogni giornata con intensità poiché le occasioni nel calcio passano in fretta.
Il “fattore Menti” e il cambiamento caratteriale
Il calciatore ha spiegato come giocare a Castellammare lo abbia trasformato profondamente sotto l’aspetto caratteriale. Sentire il supporto e la pressione dei tifosi “attaccati” al campo gli ha acceso un “fuoco dentro” che non aveva mai provato altrove. Nonostante le note difficoltà societarie, Mosti ha ribadito che il gruppo è rimasto unito, onorando la maglia su ogni campo e cercando di isolarsi dalle notizie esterne per concentrarsi esclusivamente sulla prestazione sportiva.
Verso Sudtirol e la sfida “assoluta” col Modena
Riguardo agli impegni imminenti, Mosti ha definito la gara contro il Sudtirol come un test fondamentale per non “spegnere il cervello” in vista della post-season. Tuttavia, l’attenzione è inevitabilmente rivolta alla sfida play-off contro il Modena, gara definita di “valore assoluto” per il percorso e la storia del club. Il centrocampista ha ricordato con emozione il gol segnato contro l’Avellino e l’orgoglio di aver indossato la fascia di capitano, auspicando di poter rivivere simili sensazioni nelle fasi finali del torneo.
Il futuro e la solidità del progetto tecnico
Nonostante le incertezze sul futuro del club, Mosti — legato alla Juve Stabia da un contratto fino al 2027 — ha espresso la speranza che la situazione possa risolversi positivamente per dare continuità a un progetto tecnico che ha già portato i suoi frutti. Ha inoltre elogiato la capacità della squadra di essere più prolifica rispetto allo scorso anno nonostante l’assenza di una prima punta di ruolo, segno di una partecipazione corale alla manovra offensiva. In conclusione, il “beniamino” del pubblico stabiese ha promesso il massimo impegno per cercare di raggiungere un traguardo che definisce “mitologico”: la promozione in Serie A.

Mare pulito a Castellammare, anche la zona ex Cartiera torna balneabile: Risultato storico per tutta la costa

Le acque del tratto dell’ex Cartiera tornano ufficialmente balneabili. È quanto emerge dagli ultimi aggiornamenti del monitoraggio effettuato da ARPAC, che certificano il raggiungimento della classificazione “sufficiente”, parametro che consente la balneazione secondo la normativa vigente e rappresenta un importante passo avanti rispetto agli anni precedenti.

Si completa così un risultato definito storico per Castellammare di Stabia: l’intero litorale cittadino presenta oggi valori compatibili con la balneazione, confermando il netto miglioramento della qualità del mare stabiese in vista della stagione estiva 2026. Un quadro estremamente positivo, con la maggior parte dei tratti costieri classificati addirittura come “eccellenti”.

Parallelamente proseguono anche gli interventi sul fronte della riqualificazione del litorale. Sono infatti in corso le operazioni di ripascimento morbido della spiaggia nel tratto adiacente all’Hotel Miramare, realizzate utilizzando la stessa sabbia proveniente dal litorale stabiese.

Un intervento che si inserisce nel più ampio programma di difesa e recupero della costa cittadina, già interessata dalla realizzazione delle opere di protezione tra via Ettore Tito e Marina di Stabia.

“Oggi possiamo affermare con dati ufficiali alla mano che il nostro litorale è tornato a essere pienamente fruibile. È il frutto di un lavoro costante e di una strategia di risanamento ambientale portata avanti dalla Regione Campania, che sta dando risultati concreti e misurabili” ha dichiarato il sindaco Luigi Vicinanza.

Il primo cittadino ha poi sottolineato anche l’importanza degli interventi di ripascimento e difesa della costa: “Un’azione fondamentale per restituire piena qualità e vivibilità alla nostra costa nel medio e lungo periodo. Castellammare sta cambiando volto e il mare diventa ancora di più una risorsa centrale per la città e per il suo sviluppo turistico”.

Il ritorno alla piena balneabilità dell’intera fascia costiera rappresenta un segnale importante non solo dal punto di vista ambientale, ma anche per il rilancio turistico della città, che punta sempre più sul mare come elemento strategico per la propria crescita economica e territoriale.

Milano capitale della Boxe: Sarchioto, Peritore e Zucco guidano la carica dell’8 maggio

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Sale l’attesa per la prossima OPI Boxing Night, l’evento pugilistico in programma l’8 maggio al Centro Pavesi di Milano, organizzato da Opi Since 82 dalla famiglia Cherchi in collaborazione con il Fight Club Fragomeni. Una serata ricchissima di incontri di livello internazionale che porterà sul ring alcuni dei pugili italiani più seguiti e ambiziosi del momento.

A guidare la card, trasmessa in diretta su DAZN, sarà il match valido per il titolo WBO Intercontinentale dei pesi medi tra Giovanni Sarchioto e lo spagnolo Ezequiel Gurria. Per il pugile di Anzio si tratta del test più importante della carriera: una sfida internazionale che potrebbe spalancargli le porte delle classifiche mondiali. Sarchioto gode già di grande stima nell’ambiente pugilistico italiano, ma il confronto con il campione di Spagna rappresenta la classica prova del nove per capire fin dove possano spingersi le sue ambizioni europee e mondiali.

Grande attenzione anche per il ritorno sul ring di Gloria Peritore, ex campionessa europea EBU dei pesi gallo, ferma da un anno a causa di un delicato infortunio alla mano che ha richiesto un intervento chirurgico. Il rientro sarà subito ad altissima intensità: la pugile di Licata sfiderà l’imbattuta inglese Laura Pain per riconquistare la cintura europea mai persa sul campo e per il titolo WBC International. Peritore, già campionessa mondiale di kickboxing, vuole riprendersi la scena internazionale e dimostrare di poter tornare ai vertici della categoria.

Tra i protagonisti della serata ci sarà anche Ivan Zucco, reduce dalla spettacolare battaglia europea contro l’imbattuto Callum Simpson per il titolo EBU dei supermedi. Dopo la prima sconfitta della carriera e un successivo stop per infortunio, il pugile di Verbania cerca rilancio e nuove motivazioni. A contendergli la vittoria sarà l’argentino Emiliano Pucheta, avversario esperto e insidioso, capace in passato di fermare pugili di alto livello internazionale.

Occhi puntati anche sul talentuoso peso welter Akrem Aouina, attuale campione WBC Silver ad interim e numero 15 del ranking mondiale WBC. Il tunisino, ormai adottato sportivamente da Milano, attraversa un momento estremamente positivo e dopo il successo in rimonta contro l’inglese Tom Hill si prepara a una nuova sfida internazionale contro l’imbattuto britannico Bobby Faulkner, deciso a interrompere la sua corsa.

La OPI Boxing Night offrirà spazio anche ai giovani prospetti più interessanti del panorama italiano. Tra questi spicca Diego Lenzi, peso massimo già protagonista alle Olimpiadi del 2024 e oggi in crescita nel professionismo. Il suo prossimo avversario sarà il bosniaco imbattuto Alija Tucak, atleta con esperienza anche nella kickboxing e nelle MMA.

Continua infine il percorso di crescita del giovanissimo Raffaele Montella. Il 20enne milanese, ex campione italiano Under 22 tra i dilettanti, salirà sul ring per il quinto incontro da professionista in meno di un anno affrontando l’argentino Silvio Mauricio Sabattino, in un match utile per proseguire il suo rapido processo di maturazione.

Milano si prepara così a vivere una notte di grande boxe, tra ritorni attesissimi, sfide internazionali e giovani talenti pronti a conquistarsi il proprio spazio sotto i riflettori.

Juve Stabia, Parola Allo Sciame GialloBlu, tra passione e difesa della città: Ambiente carico verso i playoff

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Alla vigilia dell’ultima gara della regular season della Juve Stabia, è andata in onda la trentesima puntata di “JuveStabia Live”, il talk show trasmesso in diretta sui canali social della trasmissione in modalità remota. Una puntata intensa, ricca di emozioni, riflessioni e messaggi di appartenenza nei confronti della squadra e della città di Castellammare di Stabia.

Al centro del dibattito uno dei temi che in questi giorni sta maggiormente coinvolgendo il popolo stabiese: la manifestazione pacifica organizzata dal tifo organizzato per chiedere unità e tutela attorno al futuro della società gialloblù, alle prese con una delicata crisi societaria.

Durante la trasmissione è emerso con forza il sentimento di vicinanza della tifoseria verso la squadra e verso la città. Tra i messaggi letti in diretta anche quello di una tifosa che ha sottolineato l’importanza della mobilitazione cittadina:

“Condivido appieno il commento di Roberta. Bisogna dare un segnale forte e deciso per non fare scomparire questa bella realtà che è la nostra squadra. Peccato non essere lì con voi sabato”.

Dal tema societario si è poi passati al calcio giocato con l’intervento del centrocampista Nicola Mosti, ospite della puntata. Il numero gialloblù ha raccontato il rapporto speciale costruito con il gruppo squadra e la grande stima nei confronti dell’allenatore, spiegando come proprio la compattezza dello spogliatoio sia stata determinante per il raggiungimento degli obiettivi stagionali.

Mosti ha parlato anche della propria crescita personale, sottolineando come l’esperienza a Castellammare lo abbia aiutato molto anche dal punto di vista caratteriale. Nessun rimpianto nel suo percorso, ma piuttosto la volontà di trasmettere ai compagni più giovani l’importanza di vivere ogni occasione con intensità, ricordando come nel calcio le opportunità siano poche e vadano conquistate attraverso lavoro, sacrificio e umiltà.

Tra i ricordi più belli vissuti con la maglia della Juve Stabia, il centrocampista ha indicato il gol segnato contro l’US Avellino 1912 e la semifinale playoff contro la US Cremonese, una partita che il calciatore avrebbe voluto rigiocare, ritenendo che fosse stata particolarmente condizionata dagli episodi.

Guardando invece al presente e al futuro immediato, Mosti si è detto fiducioso in vista del turno preliminare playoff contro il Modena FC, sottolineando la voglia della squadra di continuare a sognare insieme al popolo stabiese.

Nel corso della diretta non sono mancati i tantissimi messaggi di affetto per il centrocampista, apprezzato dai tifosi non solo per le qualità tecniche ma soprattutto per l’attaccamento alla maglia mostrato durante tutta la stagione.

“Grazie Mosti, giocatore che ha sempre sudato la maglia”.

“Nicola stai facendo un campionato stupendo, hai una cattiveria agonistica pazzesca quest’anno. Un vero leader. Complimenti e non fermatevi mai”.

La puntata si è conclusa con un forte richiamo all’unità cittadina in vista della manifestazione prevista per sabato 9 maggio alle ore 16. Un appuntamento che vuole rappresentare non soltanto una difesa della squadra di calcio, ma anche delle poche realtà capaci ancora oggi di valorizzare e portare in alto il nome di Castellammare di Stabia.

Un messaggio chiaro, forte e carico di appartenenza: la città e la Juve Stabia hanno bisogno del sostegno di tutti.

Rosace: “La gestione Castori ha avuto dei limiti. Complimenti alla continuità dello Stabia”

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Filippo Rosace ha offerto un’analisi pungente e controcorrente sul momento del Sudtirol, non risparmiando critiche alla gestione tecnica e svelando i retroscena del modello societario biancorosso.
La crisi del Sudtirol e la sfida salvezza
Rosace ha espresso forte preoccupazione per il recente rendimento della squadra, che ha collezionato sei sconfitte nelle ultime nove partite. Secondo il giornalista, il gruppo si è sentito eccessivamente sicuro della salvezza dopo la vittoria contro la Reggiana a marzo, finendo per staccare la spina mentalmente. Ha definito “squalificanti” le recenti prestazioni contro Spezia e Mantova, dove la squadra ha subito nove gol in due gare. Per il match contro la Juve Stabia, Rosace si aspetta però un Sudtirol combattivo, poiché un pareggio potrebbe non bastare per evitare l’incubo playout.
Il duro giudizio su Castori
Un punto centrale dell’intervento ha riguardato l’allenatore Castori. Rosace ha descritto un clima non sereno all’interno dello spogliatoio, spiegando che molti giocatori non hanno accettato o non sono stati in grado di interpretare il calcio “palla lunga e pedalare” del tecnico. Ha definito Castori un allenatore ormai “usurato” per la categoria, suggerendo che per un progetto futuro basato sul possesso palla e sulla crescita tecnica la società dovrebbe puntare su profili più giovani e moderni.
Il ritorno dell’ex: Andrea Giorgini
Rosace ha ricordato con rammarico la partenza di Andrea Giorgini, oggi pilastro della difesa stabiese, spiegando che la sua cessione fu dovuta proprio a una “rotta di collisione” con Castori. Ha sottolineato come il difensore si sia rigenerato a Castellammare, trovando un ambiente e un sistema di gioco (partenza dal basso) più consoni alle sue caratteristiche.
Il “Mito” del modello Sudtirol
Il giornalista ha voluto fare chiarezza sulla struttura societaria del club, smentendo l’idea di un azionariato popolare o di un interesse della Red Bull. Ha definito il Sudtirol un “progetto politico” sostenuto massicciamente dalla Provincia di Bolzano, che ha finanziato stadio e centro sportivo. Rosace ha criticato la scarsa propensione al rischio d’impresa della governance, che opera con uno dei budget più bassi della categoria, mettendo a rischio la permanenza in Serie B in un campionato sempre più competitivo.
Elogio alla Juve Stabia
Infine, Rosace ha lodato la continuità della Juve Stabia, definendo il raggiungimento dei play-off per il secondo anno consecutivo un risultato da valorizzare enormemente. Ha descritto la squadra di Abate come un gruppo aggressivo e pimpante, capace di far girare bene la palla, prevedendo una sfida play-off contro il Modena estremamente equilibrata.

Südtirol – Juve Stabia è anche una sfida di fedelissimi nella storia dei due club

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In un calcio moderno che corre sempre più veloce, dove le maglie si cambiano con la stessa rapidità con cui si scorre un post sui social network, esistono fortunatamente ancora delle piccole e preziose oasi di romanticismo. Sono le storie scolpite nel sudore di quegli uomini che decidono di legare il proprio nome a una piazza, diventandone, stagione dopo stagione, lo scudo e l’anima. Storie di chi ha accettato la sfida e la polvere della Serie C per poi andare a prendersi, di forza e con merito, le luci della ribalta in Serie B.

Il Miracolo Bolzano: l’anima e la bussola

Se si pensa alla cavalcata e al consolidamento del Südtirol, è impossibile non visualizzare due volti che incarnano alla perfezione lo spirito biancorosso:

  • Fabian Tait: L’essenza stessa del Südtirol. Capitano, trascinatore instancabile e uomo che ha vissuto sulla propria pelle ogni singolo gradino di questa straordinaria scalata. È il centrocampista che corre per tre, l’incarnazione sul campo dell’identità calcistica e culturale di un intero territorio.

  • Daniele Casiraghi: Il “10” per vocazione, anche se magari indossa un numero diverso sulle spalle. È il giocatore capace di trasformare la rigidità tattica in poesia. Dai gol pesantissimi in Serie C alle prodezze balistiche in cadetteria, il suo destro è la bussola infallibile che ha guidato i bolzanini verso vette fino a poco tempo fa inesplorate.

L’orgoglio di Castellammare: il patto gialloblù

A ottocento chilometri di distanza, scendendo lungo la spina dorsale dello Stivale, la risposta delle Vespe porta nomi altrettanto pesanti: Marco Bellich, Giuseppe Leone, Nicola Mosti e Leonardo Candellone.

Se la Juve Stabia di oggi può permettersi di guardare negli occhi e sfidare a viso aperto le grandi del campionato, sia sul prato del “Druso” che su quello amico del “Menti”, è perché questi uomini hanno giurato fedeltà ai colori gialloblù nel momento più cruciale e delicato del progetto tecnico. Hanno cementato un gruppo che ha saputo farsi squadra, e poi famiglia.

Oltre la categoria: l’evoluzione del talento

Cosa accomuna queste vere e proprie “bandiere” moderne? La straordinaria capacità di evolversi.

Nel calcio non è affatto scontato che un assoluto protagonista della terza serie riesca a imporsi con la stessa autorità nella categoria superiore. I ritmi si alzano, gli spazi si restringono, gli errori si pagano a caro prezzo. Eppure, questi sei calciatori hanno dimostrato una verità fondamentale: il talento, quando è supportato dal lavoro feroce e da un legame profondo e viscerale con la maglia e la città, non conosce limiti di categoria.

L’omaggio del venerdì sera

Venerdì sera, quando i tacchetti solcheranno il rettangolo verde del “Druso”, non assisteremo solo a una vitale sfida di tattica, nervi e classifica.

Sarà un omaggio a chi ha scelto di restare, a chi ha lottato nel fango dei campi di periferia e ora si gode, da assoluto protagonista, il palcoscenico della Serie B.

In un mondo sportivo troppo spesso popolato da professionisti di passaggio, Casiraghi, Tait, Bellich, Leone, Mosti e Candellone ci ricordano il motivo più puro per cui ci siamo innamorati di questo sport: perché le leggende non si comprano al calciomercato, si costruiscono in campo.

Juve Stabia, missione Bolzano: l’ultimo assalto al fortino “Druso”, poi inizierà il sogno Play-off

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È arrivato il momento della verità. Sotto le luci dei riflettori dello stadio “Druso”, questo venerdì sera cala il sipario sulla stagione regolare della Serie B 2025/2026. Per la Juve Stabia, l’ultima fermata del calendario non è una partita qualunque: è un vero e proprio incrocio di destini, un’occasione per aggiornare le statistiche e, soprattutto, l’ostacolo prima della partecipazione al sogno play-off.

Il fortino inespugnabile e i fantasmi del passato

C’è un campo che, per la formazione campana, sembra assumere i contorni di una fortezza inespugnabile. Si chiama, per l’appunto, stadio “Druso”. Il divario tra il rendimento casalingo e quello esterno contro il Südtirol è netto:

  • Al “Romeo Menti”: Le mura amiche sono state spesso teatro di gioie assolute contro i biancorossi, con ben tre vittorie storiche (incluso il prestigioso successo in Supercoppa).

  • Al “Druso”: La trasferta in Alto Adige rimane, a oggi, un capitolo privo di sorrisi per i colori gialloblù.

I precedenti a Bolzano – o meglio, l’unico vero precedente – brucia ancora. Nella passata stagione, la Juve Stabia allora guidata da Guido Pagliuca uscì sconfitta in una gara in cui il gioco brillante e propositivo delle Vespe si infranse inesorabilmente contro il granitico pragmatismo tirolese. Quella caduta segnò un punto di rottura temporaneo, evidenziando le fisiologiche difficoltà nel gestire i ritmi serrati e il clima pungente dell’impianto altoatesino.

La “Cura Abate”: cinismo e gestione del pallone

Ma quest’anno, l’aria che si respira a Castellammare è diversa. Ignazio Abate ha ereditato una squadra dotata di un’identità già forte, ma ha saputo plasmarla secondo una nuova, precisa filosofia.

La Juve Stabia di oggi è caratterizzata da: Saper colpire nel momento giusto e con uomini diversi. Una gestione del possesso palla che punta a “togliere ossigeno” all’avversario, abbassando la foga delle squadre avversarie.

Il tecnico sa bene che, in un campionato logorante come la Serie B, per puntare ai vertici della classifica non si può prescindere da un rendimento esterno di spessore e personalità.

Andrea Giorgini: l’ex di turno sotto i riflettori

Oltre alla lavagna tattica, in sfide cruciali come questa entra prepotentemente in gioco la componente emotiva. Sotto questo aspetto, gli occhi di tutti saranno puntati su Andrea Giorgini.

Il pilastro difensivo gialloblù ha mosso i suoi primi passi importanti nel calcio che conta proprio a Bolzano. Ora, con la maglia delle Vespe cucita addosso, punta a dimostrare tutta la sua maturazione davanti a chi lo ha visto crescere calcisticamente. La sua profonda conoscenza dell’ambiente, unita alla familiarità con i meccanismi di gioco del Südtirol, potrebbe rivelarsi la vera chiave di volta per serrare le fila della difesa stabiese e disinnescare l’attacco di casa.

Verso il fischio d’inizio

Il conto alla rovescia è quasi terminato. Da una parte ci sarà il popolo di Bolzano, pronto a spingere i propri giocatori nell’ultimo atto casalingo; dall’altra, il calore inesauribile del tifo stabiese con una piccola presenza fisica al Druso, ma che proverà a farsi sentire in massa nonostante i quasi mille chilometri di distanza.

Venerdì sera, ore 20:30: il prato del “Druso” emetterà il suo verdetto. La storia è pronta per essere scritta.

Juve Stabia, in merito alla situazione societaria scendono in campo le donne: L’appello a tutta Castellammare

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In un momento storico così delicato per le sorti calcistiche della nostra città, nasce un coro spontaneo e appassionato: “La voce delle Donne di Stabia”. Perché il calcio, il senso di appartenenza e l’amore per i colori gialloblù non sono una prerogativa esclusivamente maschile. Anche le donne stabiesi sentono l’urgenza di esprimersi, di far sentire il proprio supporto e, al contempo, la propria rabbia per una situazione che ferisce l’intera comunità.

A rompere il ghiaccio e farsi portavoce di questo profondo sentimento cittadino è la nostra Ketty Chirico, che con parole cariche di amarezza, ma altrettanto piene di grinta, analizza l’attuale crisi della società.

“Parlare della Juve Stabia, mai come in questo delicato momento, mi fa tanto male,” esordisce Ketty. “Vedere una squadra di provincia, la nostra squadra, militare con orgoglio per tre anni in Serie B e poi saperla improvvisamente sull’orlo del fallimento, è qualcosa che non fa assolutamente piacere.”

Le cause di una crisi inaspettata

Le parole di Ketty non si limitano all’amarezza, ma scavano nelle responsabilità di un tracollo che sembra avere radici profonde. Il suo è l’interrogativo di un’intera tifoseria:

“Mi chiedo come si sia potuto arrivare a tanto. Sicuramente ci sono state cattive amministrazioni, gestioni portate avanti da persone che non hanno avuto a cuore il bene reale della squadra.”

Ma il pensiero delle donne stabiesi va anche oltre la semplice mala gestione. C’è la forte sensazione che il successo della squadra abbia dato fastidio a molti: “Certamente c’è invidia, perché Castellammare non è un capoluogo di provincia eppure è riuscita a militare in B. Poi, inevitabilmente, ci saranno altri interessi che noi cittadini non conosciamo, dinamiche che fanno gola a qualcuno e che stanno mettendo a repentaglio la nostra storia.”

Un appello a tutta Castellammare: Riprendiamoci la nostra Juve Stabia

Il messaggio di Ketty Chirico si trasforma rapidamente in un accorato appello alla mobilitazione generale. La squadra di calcio non è solo uno svago domenicale, ma un vero e proprio patrimonio della città.

“Bisogna assolutamente fare qualcosa per riappropriarci della nostra Juve Stabia, una realtà che porta onore e lustro alla nostra bellissima città. Tutti i cittadini stabiesi, tifosi accaniti e non, devono farsi sentire. Dobbiamo volere a tutti i costi che questa maglia continui a rappresentarci per molti anni ancora.”

Tutti in corteo sabato 9 maggio

L’occasione per dimostrare questo attaccamento viscerale è alle porte e le donne di Stabia sono pronte a scendere in prima linea accanto agli ultras e a tutta la cittadinanza.

“Ho letto che per sabato 9 maggio è previsto un corteo che partirà dal Miramare per arrivare fino al Comune, per sostenere la squadra e i giocatori in questo momento così buio,” conclude Ketty. “Speriamo davvero che la partecipazione sia massiccia e notevole.”

La voce delle donne di Stabia si è alzata, forte e chiara. Ora tocca a tutta Castellammare rispondere presente, per difendere i propri colori e la propria dignità sportiva. La Juve Stabia non si tocca.

Fincantieri, il tavolo regionale diventa scontro: Vicinanza risponde a De Luca

Doveva essere un vertice puramente istituzionale, focalizzato sulla salvaguardia e sul rilancio di uno degli asset più strategici della Campania, ma si è trasformato nel palcoscenico di un duro scontro politico. Al centro della bufera ci sono il futuro di Fincantieri e un acceso botta e risposta a distanza tra il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza, e l’onorevole Piero De Luca.

Tutto si è consumato nel pomeriggio presso la sede della Regione Campania, dove era stato convocato un tavolo tecnico per discutere le prospettive del cantiere navale stabiese. Un incontro di peso, che ha visto la partecipazione del sindaco Vicinanza, del presidente del Consiglio comunale (il dem Roberto Elefante), del vicepresidente della Regione Mario Casillo, dell’assessore alle Attività produttive Fulvio Bonavitacola e del presidente del Consiglio regionale Massimiliano Manfredi. Al loro fianco, le rappresentanze sindacali e una delegazione aziendale di Fincantieri.

Le sedie vuote e la polemica a distanza

A fare rumore, tuttavia, sono state le assenze. Nonostante gli inviti formali, ci sia stata la totale assenza dei rappresentanti politici.

Un fatto che il sindaco non ha mancato di sottolineare con evidente amarezza:

“A questo tavolo istituzionale erano stati invitati anche tutti i parlamentari del territorio, inclusi quelli del Pd. Dispiace registrare che nessuno di loro, compreso il responsabile per il Sud del partito, fosse presente.”

La vera accensione della miccia è arrivata però a margine della riunione, quando Vicinanza ha preso visione di una dichiarazione rilasciata dall’onorevole Piero De Luca. Parole che hanno evidentemente toccato un nervo scoperto, evocando responsabilità personali gravissime legate alla stabilità e al destino dell’amministrazione comunale.

La sfida di Vicinanza: “Fuori le prove”

La replica del primo cittadino è stata perentoria e non ha lasciato spazio a diplomatismi, lanciando un guanto di sfida diretto al parlamentare dem:

“Se l’onorevole De Luca ha dati inconfutabili che confermano che lo scioglimento del Comune di Castellammare dipende dalla mia persona, sarò disposto a fare una riflessione. Non so quali siano gli elementi in suo possesso e mi piacerebbe venirne a conoscenza.”

Una presa di posizione netta, che esige chiarezza su accuse che rischiano di destabilizzare il delicato equilibrio cittadino.

Il focus sul mandato

Nonostante il clima teso, il sindaco ha voluto concludere il suo intervento ribadendo il proprio impegno istituzionale, cercando di allontanare l’attenzione dalle polemiche per riportarla sulle reali necessità del territorio: “Come ho fatto fino a pochi minuti fa, continuo e continuerò a lavorare nell’interesse di Castellammare fino alla fine del mandato. Il bene e il futuro della città vanno ben oltre le schermaglie politiche e restano la mia priorità”.

Resta ora da vedere se e come risponderà l’onorevole De Luca alla provocazione del primo cittadino. Nel frattempo, sul destino di Castellammare e dei lavoratori dell’indotto Fincantieri, continuano a pesare non solo le dinamiche industriali, ma anche le profonde fratture di una politica sempre più litigiosa.

Sicurezza online: come riconoscere siti affidabili

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Internet ha trasformato radicalmente il modo in cui si accede a servizi, informazioni e intrattenimento. Con questa trasformazione, tuttavia, sono cresciuti anche i rischi legati alla sicurezza informatica e alla presenza di piattaforme non affidabili. Saper distinguere un sito sicuro da uno potenzialmente pericoloso è diventata una competenza fondamentale, tanto per chi acquista online quanto per chi utilizza servizi digitali di qualsiasi tipo.

I segnali che distinguono un sito affidabile

Il protocollo HTTPS e il certificato SSL

Il primo elemento da verificare quando si visita un sito web è la presenza del protocollo HTTPS nella barra degli indirizzi. Questo protocollo garantisce che la comunicazione tra il browser e il server sia cifrata, rendendo molto più difficile l’intercettazione dei dati da parte di terzi. Un sito che utilizza ancora il solo HTTP, senza la “S” finale, non offre questa protezione e dovrebbe essere considerato non idoneo per qualsiasi operazione che comporti l’inserimento di dati personali o di pagamento.

Il lucchetto visibile accanto all’URL è il segnale visivo più immediato di questa protezione. Tuttavia, è bene precisare che l’HTTPS certifica la cifratura del canale, non l’integrità del sito in sé: anche siti fraudolenti possono disporre di un certificato SSL. La sicurezza, dunque, richiede un’analisi più articolata.

Trasparenza e identità del gestore

Un sito affidabile non ha nulla da nascondere. Le sezioni “Chi siamo”, “Contatti” e “Note legali” devono essere facilmente raggiungibili e contenere informazioni chiare e verificabili: ragione sociale, partita IVA, indirizzo fisico e recapiti di assistenza. L’assenza di questi elementi, o la presenza di informazioni vaghe e generiche, rappresenta un campanello d’allarme importante.

Ulteriore indicatore di affidabilità è la presenza di una Privacy Policy e di un’informativa sui cookie conforme al Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR). Le piattaforme che operano in modo trasparente si preoccupano di informare correttamente gli utenti sul trattamento dei dati personali.

Giochi e scommesse online: un settore ad alto rischio di contraffazione

Il comparto del gioco online è storicamente uno dei più esposti al rischio di truffe e piattaforme non autorizzate. Questo accade per diverse ragioni: l’elevata circolazione di denaro, l’anonimato percepito dagli utenti e la difficoltà, per chi è meno esperto, di distinguere una piattaforma regolamentata da una che opera in modo illecito.

In Italia, l’ente preposto alla regolamentazione e al controllo del gioco è l’ADM (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ex AAMS). Ogni piattaforma che intende offrire servizi di gioco sul territorio italiano deve ottenere una specifica concessione da questo ente. La verifica della licenza ADM è il primo passo da compiere prima di registrarsi su qualsiasi portale che offra questo tipo di servizi.

Come si riconosce una piattaforma regolamentata

Una piattaforma autorizzata espone sempre il logo ADM con il numero di concessione, solitamente nel footer del sito. Oltre a questo, le piattaforme legittime adottano strumenti di gioco responsabile, come la possibilità di impostare limiti di deposito, di richiedere l’autoesclusione temporanea o definitiva e di accedere a informazioni di supporto per chi avverte segnali di dipendenza.

Il mondo del gioco online è ampio e variegato: dai classici giochi numerici come il Lotto e il SuperEnalotto, alle scommesse sportive, fino ai prodotti digitali che ricalcano le tradizionali ricevitorie fisiche. In questo contesto, anche i gratta e vinci hanno trovato una naturale evoluzione nel formato digitale. Ad esempio, è possibile trovare giochi come il Gratta e Vinci Miliardario online su piattaforme certificate come MyLotteriesPlay dimostrano come un formato tradizionale possa essere reinterpretato in chiave digitale all’interno di un ecosistema regolamentato, affiancandosi ad altri titoli della stessa categoria come il Turista per Sempre, il Bonus Cash o il Maxi Miliardario e integrato con ulteriori forme di intrattenimento come le scommesse sportive o i giochi a estrazione.

La varietà dell’offerta non deve però distogliere l’attenzione dal criterio principale: la presenza della licenza ADM e degli strumenti di protezione dell’utente.

Ulteriori strumenti per verificare l’affidabilità di un sito

Esistono diversi strumenti pratici che consentono di approfondire la reputazione di un sito prima di interagire con esso:

  • Protocollo di rete WHOIS: permette di risalire al proprietario del dominio, alla data di registrazione e al paese di origine. Un dominio registrato da pochi giorni o settimane con dati oscurati deve insospettire.
  • Google Safe Browsing: il servizio di navigazione sicura di Google segnala i siti classificati come pericolosi o sospetti.
  • Recensioni di terze parti: diverse piattaforme offrono un riscontro diretto da parte di chi ha già utilizzato un servizio. È importante leggere le recensioni in modo critico, prestando attenzione sia alla loro distribuzione temporale sia al tono generale.
  • Segnalazioni delle autorità: sia l’ADM che la Polizia Postale pubblicano periodicamente elenchi di siti non autorizzati o oggetto di provvedimenti restrittivi. Consultare queste liste è una pratica di prevenzione efficace e spesso sottovalutata.

La responsabilità degli utenti nella sicurezza digitale

Oltre agli strumenti tecnici, la sicurezza online dipende in misura significativa dal comportamento degli utenti. Alcune abitudini possono ridurre considerevolmente il rischio di incorrere in truffe o violazioni della privacy:

  • Non condividere mai le credenziali di accesso con terzi.
  • Utilizzare password uniche e complesse per ogni account, ricorrendo se possibile a un password manager.
  • Diffidare di offerte eccessivamente vantaggiose o di comunicazioni non richieste che invitano a cliccare su link.
  • Mantenere aggiornati browser, sistema operativo e software antivirus.
  • Verificare sempre l’URL prima di inserire dati sensibili, prestando attenzione a eventuali variazioni grafiche rispetto al dominio ufficiale (il cosiddetto typosquatting).

Conclusioni

La sicurezza online non è una questione riservata agli esperti di informatica: è una competenza trasversale che riguarda chiunque utilizzi internet nella vita quotidiana. Riconoscere i segnali di affidabilità di un sito dalle certificazioni alle politiche sulla privacy, dalla trasparenza delle informazioni alla presenza di licenze settoriali, consente di navigare con maggiore consapevolezza e di ridurre il rischio di esporsi a frodi o violazioni dei propri dati. In un ecosistema digitale in continua evoluzione, l’informazione resta lo strumento di tutela più efficace a disposizione.

Modena – Juve Stabia alle 18:45, ipotesi fidelity card per gli stabiesi: La preoccupazione dei tifosi

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Ancora una volta i tifosi della Juve Stabia si ritrovano a fare i conti con limitazioni che sanno tanto di decisioni preventive e poco di tutela dell’ordine pubblico. Stavolta a far discutere sono le indiscrezioni che vedrebbero l’attivazione dell’obbligo della fidelity card per l’acquisto dei biglietti del settore ospiti in vista della sfida playoff in programma martedì sera allo Stadio Alberto Braglia da parte del GOS di Modena.

Una indiscrezione che arriverebbe nel giorno in cui la Serie B ha ufficializzato l’orario della gara, fissata alle 18:45, e che appare agli occhi dei sostenitori stabiesi come un chiaro tentativo di limitare il prevedibile esodo gialloblù verso l’Emilia. Una partita dal peso enorme per la stagione delle due squadre, trattandosi del turno preliminare dei playoff promozione verso la Serie A, e che inevitabilmente avrebbe richiamato centinaia, se non migliaia, di tifosi provenienti da Castellammare di Stabia.

Questa indiscrezione deriva dal comunicato stampa emesso dal Modena che annuncia la prevendita dei biglietti per la gara con la Juve Stabia e nella quale si fa chiaro riferimento alla fidelity card per l’acquisto dei biglietti per il settore ospiti.

Se questa indiscrezione fosse confermata domani dal GOS farebbe sicuramente discutere soprattutto perché nell’analisi del CASMS la gara non risultava inserita tra quelle considerate a rischio. Eppure, nonostante la storica rivalità tra le due tifoserie e il clima acceso che da sempre accompagna questa sfida, la storia racconta anche altro: episodi di violenza o particolari intemperanze non hanno mai caratterizzato i precedenti tra le due realtà calcistiche.

Da qui il sospetto, sempre più diffuso nell’ambiente stabiese, che la conferma del provvedimento abbia poco a che fare con motivazioni di sicurezza e molto invece con la volontà di “alleggerire” la pressione del tifo ospite, favorendo indirettamente la squadra di casa in una partita che vale una stagione.

Per i tifosi della Juve Stabia non sarebbe certo la prima volta. La memoria corre inevitabilmente al 2011, alla finale playoff contro l’Atletico Roma disputata allo Stadio Flaminio. In quell’occasione, dopo che pochi giorni prima l’impianto aveva ospitato oltre 20mila spettatori per una gara della nazionale di rugby, venne improvvisamente dichiarato parzialmente agibile proprio per la finale con la Juve Stabia, riducendo la capienza destinata ai sostenitori stabiesi a soli mille posti. Una ferita ancora aperta nella memoria collettiva del tifo gialloblù.

Episodi che alimentano una convinzione sempre più radicata: in Italia il calcio non si decide soltanto sul rettangolo verde. Troppo spesso, a incidere, sono anche le decisioni prese dietro una scrivania, tra restrizioni, cavilli burocratici e dinamiche politiche che sembrano voler “proteggere” la propria realtà calcistica locale, magari anche in cambio di qualche consenso.

La speranza dei tifosi stabiesi è che almeno il campo possa parlare in maniera limpida. Senza ulteriori polemiche, senza episodi arbitrali controversi e senza decisioni cervellotiche che possano alterare gli equilibri di una sfida già delicatissima. Il ricordo della semifinale playoff dello scorso anno contro la Cremonese è ancora vivo tra gli stabiesi, tra episodi contestati e amarezza, pur riconoscendo i meriti di una squadra che poi conquistò con pieno merito la promozione battendo lo Spezia Calcio.

Tutti i tifosi sperano che sia stato solo un errore di “trascrizione” del sito del Modena perchè martedì sera la Juve Stabia e il suo popolo chiedono soltanto una cosa: poter giocare la propria partita ad armi pari. Dentro e fuori dal campo.