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Castellammare di Stabia, studenti manifestano contro la riforma Valditara: “Difendiamo l’istruzione tecnica”

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Gli studenti degli istituti tecnici di Castellammare di Stabia scendono in piazza contro la riforma annunciata dal Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Una protesta partecipata, organizzata questa mattina presso la Villa Comunale di Castellammare di Stabia, che ha visto uniti gli studenti dell’ITCS Luigi Sturzo, dell’ITIS Renato Elia e dell’IIS Enzo Ferrari.

Attraverso una lettera inviata alla nostra redazione, gli studenti hanno spiegato le ragioni della mobilitazione cittadina, esprimendo forte preoccupazione per quella che definiscono una riforma destinata a “snaturare l’attuale assetto dell’Istituto Tecnico”.

Nel documento, i ragazzi puntano il dito contro il nuovo modello “4+2”, uno dei cardini della riforma. Secondo quanto denunciato dagli studenti, il percorso non sarà più articolato in cinque anni, ma in quattro anni di scuola superiore più due anni da frequentare presso una ITS Academy. “Al termine dei primi 4 anni verrà conseguito un diploma che però non abilita al lavoro”, scrivono nella missiva, sottolineando come solo dopo i successivi due anni si otterrebbe un titolo realmente spendibile nel mondo del lavoro.

Critiche anche ai cambiamenti previsti nel monte ore delle materie caratterizzanti. Gli studenti evidenziano infatti il rischio di un ridimensionamento delle discipline fondamentali per ciascun indirizzo di studio, con alcune materie che passerebbero da sei a quattro ore settimanali. Una scelta che, secondo i manifestanti, finirebbe per depotenziare la preparazione tecnica e professionale degli istituti.

Non manca poi la preoccupazione per le possibili ripercussioni occupazionali sul personale scolastico. Nella lettera si parla apertamente di “tagli ai posti di lavoro per i docenti”, con diverse cattedre che potrebbero essere ridimensionate o eliminate. Tra le materie indicate dagli studenti figurano Geografia, Anatomia, Igiene e Patologia, Italiano e altre discipline considerate centrali nella formazione scolastica.

La protesta assume anche un significato simbolico e identitario. Gli studenti contestano infatti la narrazione che vorrebbe gli istituti tecnici e professionali come scuole di “serie B”, definizione che attribuiscono alle dichiarazioni del Ministro. “Noi ragazzi di un istituto tecnico o professionale non ci sentiamo inferiori a nessuno”, scrivono con forza nella conclusione della lettera.

Questo il testo integrale:

Noi studenti dell’ITS Luigi Sturzo, dell’ITI Renato Elia e dell’IIS Enzo Ferrari, abbiamo manifestato oggi contro una riforma che punta a snaturare l’attuale assetto e piano di studi degli istituti tecnici. Abbiamo dimostrato che con il nostro futuro non si gioca, specialmente senza interpellarci.

I punti cruciali della riforma sono:
1) L’istruzione tecnica non si baserà più su 5 anni, bensì su un modello 4+2; al termine dei primi 4 anni verrà conseguito un diploma che però non abilita al lavoro, e i successivi 2 anni andranno frequentati in un’ITS Academy (un’azienda privata finanziata con soldi pubblici). Solo al termine di questi 2 anni verrà conseguito un altro diploma che abilita al lavoro;
2) Le materie caratterizzanti subiranno dei cambiamenti nel monte ore, nel senso che una materia fondamentale per il proprio indirizzo passerà da 6 a 4 ore;
3) Tagli ai posti di lavoro per i docenti che subiranno il cambiamento del monte ore; molte cattedre rischiano di saltare, tra cui: Geografia, Anatomia, Igiene e Patologia, Italiano e molte altre.
Non c’è altro da aggiungere, questa riforma è stata introdotta come la salvatrice degli Istituti Tecnici siccome sono ancora definiti scuole di “serie B”, come ribadito anche dal Ministro Valditara.

Noi ragazzi di un istituto tecnico o professionale non ci sentiamo inferiori a nessuno; non abbiamo bisogno di riforme che depotenziano il nostro percorso di studi, ma abbiamo bisogno di una riforma che li potenzi e che possa far produrre ancora a questi istituti i professionisti e i lavoratori che fino ad ora hanno prodotto.

Firmato dai Rappresentati di Istituto e della Consulta

Un messaggio chiaro, quello lanciato dagli studenti stabiesi: non una chiusura al cambiamento, ma la richiesta di una riforma che valorizzi realmente gli istituti tecnici, rafforzando la qualità della formazione e il ruolo che queste scuole hanno storicamente avuto nella preparazione di professionisti e lavoratori qualificati.

Juve Stabia, Abate: “A Bolzano per onorare il campionato e preparare i playoff”

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Alla vigilia dell’ultimo atto della stagione regolare di Serie BKT 2025-2026, Mister Ignazio Abate ha tracciato la rotta per la sua Juve Stabia in vista della trasferta di Bolzano. Contro un Sudtirol affamato di punti salvezza, le Vespe si presentano al “Druso” con la serenità di chi ha già centrato i propri obiettivi, ma con la ferma volontà di non staccare la spina proprio ora che il momento decisivo dei playoff è alle porte. La conferenza stampa del tecnico è stata un mix di pragmatismo, orgoglio e una lucida analisi delle difficoltà fisiche che stanno colpendo il gruppo in questo finale di campionato.

L’identità prima del turnover

Nonostante la sfida di domani sera alle 20:45 sia ininfluente per la classifica dei campani, Abate ha risposto con decisione a chi ipotizzava un massiccio turnover in vista del primo turno dei playoff fissato per martedì. Il tecnico ha sottolineato come la squadra abbia ormai acquisito una mentalità consolidata che non permette cali di tensione o interpretazioni leggere della gara. Per Abate, onorare il campionato significa scendere in campo per fare punti, facendo affidamento su un gruppo che durante tutto l’anno ha dimostrato di saper attingere dalle caratteristiche di ogni singolo elemento. Chi giocherà domani dovrà dimostrare di essere all’altezza della situazione, mantenendo intatta quell’identità che ha reso la Juve Stabia una delle sorprese più belle del torneo.

Emergenza difesa e bollettino medico

Il tasto dolente della conferenza ha riguardato le condizioni fisiche della rosa. Abate non ha nascosto le difficoltà, definendo quella trascorsa come una settimana strana e complicata. La notizia più pesante riguarda Varnier, i cui problemi al tendine d’Achille sembrano destinati a tenerlo fuori non solo per la gara di Bolzano, ma probabilmente anche per l’intera post-season. Con la difesa ridotta nei ricambi, il tecnico dovrà fare di necessità virtù. Si spera poi nel recupero di Candellone, fermato da un affaticamento muscolare ma potenzialmente disponibile per domani. Anche Burnete non è al meglio della condizione, mentre a centrocampo si registra l’assenza di Correia, vittima di una distorsione alla caviglia che lo staff medico sta cercando di recuperare per martedì. Note liete arrivano dai ritorni di Kassama e Zeroli, pronti per uno spezzone di partita, e dal portiere Confente, che dopo la rimozione dei punti potrà tornare ad allenarsi nel fine settimana.

Il Sudtirol e la trappola mentale

Analizzando l’avversario, Abate ha dipinto il Sudtirol come una squadra intensa, fisica e diretta, sottolineando come per i padroni di casa la sfida di domani rappresenti una vera e propria lotta per la sopravvivenza. Per le Vespe, l’impatto sulla partita sarà fondamentale: il tecnico ha confessato di aver radunato i ragazzi a inizio settimana per ribadire che, nella sua visione, i playoff sono già iniziati. Abbassare i battiti ora significherebbe rischiare di non riuscire più a riaccendere la testa per gli impegni da dentro o fuori. Nonostante il desiderio di provare nuovi accorgimenti tattici, le assenze costringeranno Abate a mantenere una struttura solida, chiedendo ai suoi di non snaturarsi e di continuare a costruire quell’inerzia positiva necessaria per affrontare il Modena nella sfida successiva.

L’orgoglio di Castellammare e il sogno playoff

Oltre agli aspetti tecnico-tattici, Ignazio Abate ha toccato corde emotive profonde, parlando del legame con la città e del valore della categoria difesa con le unghie e con i denti. Il tecnico ha ricordato quanto sia stato difficile navigare in un campionato strano e competitivo come la Serie B, elogiando la maturità della tifoseria e l’equilibrio della dirigenza. Il messaggio ai naviganti è chiaro: non bisogna dare nulla per scontato e guai ad accontentarsi. Per molti calciatori in rosa, così come per lo stesso allenatore, i playoff rappresentano un’opportunità professionale rara, un momento magico da vivere con spensieratezza e spirito sbarazzino, ma con la consapevolezza di aver lottato su ogni pallone per arrivare fin qui.

Uniti contro le avversità

Infine, un passaggio inevitabile è stato dedicato alle vicende extra-campo e al sostegno dei tifosi. Abate ha voluto blindare il gruppo da qualsiasi distrazione societaria, rimarcando come i ragazzi abbiano gettato il cuore oltre l’ostacolo nonostante le problematiche quotidiane e le condizioni di allenamento non sempre ottimali. Il tecnico ha espresso vicinanza alla manifestazione dei tifosi prevista per sabato per porre l’accento sulla questione societaria (il passaggio delle quote al fantasma Agnello), definendo la squadra idealmente presente al loro fianco nella difesa di un patrimonio collettivo. L’obiettivo comune è ora quello di chiudere in bellezza la stagione regolare per poi lanciarsi nell’avventura dei playoff, alimentando quel sogno che, seppur con piccole percentuali di successo sulla carta, merita di essere vissuto con la massima intensità da tutta Castellammare.

Napoli, 14enne accoltellato nel bagno della scuola a Scampia: denunciati altri due minori

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Un 14enne è stato accoltellato nel bagno di una scuola nel quartiere Scampia a Napoli: denunciati un 17enne e, per favoreggiamento, un 15enne. Non è escluso che il 14enne fosse vittima di bullismo. I carabinieri della Stazione di Scampia sono intervenuti intorno alle 17 di ieri presso l’istituto scolastico “Pontano delle Arti e dei Mestieri” in viale della Resistenza per la segnalazione da parte della dirigente scolastica di un ragazzo ferito da arma bianca all’altezza della gamba. Dagli accertamenti – non semplici visto lo stato d’ansia e di paura che la vittima stava vivendo – effettuati grazie al prezioso contributo della dirigente scolastica, i carabinieri hanno ricostruito la vicenda. Poco prima un 17enne in compagnia di altri ragazzi avrebbe con una scusa fatto andare il 14enne nei bagni della scuola. Lí il ragazzo più grande avrebbe tirato fuori un coltello mimando più volte di colpire il 14enne per poi colpirlo davvero alla gamba. A quel punto ci sarebbe stato un fuggi fuggi generale. I militari della stazione di Scampia hanno perquisito l’abitazione del 17enne dove hanno trovato un coltello a serramanico che era nascosto tra la biancheria intima del ragazzo in un comodino della sua stanza da letto. Il coltello non pareva compatibile con la ferita. Ulteriori accertamenti hanno permesso di comprendere come l’arma usata per il ferimento fosse stata nascosta nei pressi degli uffici dell’8ª municipalità del comune di Napoli da un amico del 17enne e che di anni ne ha 15.

Andati sul posto, i carabinieri hanno trovato e sequestrato il coltello verosimilmente utilizzato per ferire il 14enne. L’arma – un coltello a farfalla ancora intriso di sangue – era in un canale di scolo coperto a sua volta da un listello in legno. Il 17enne è stato denunciato per lesioni personali e porto abusivo di arma. Il 15enne è stato denunciato per favoreggiamento. Smartphone sequestrati. I carabinieri, sotto il coordinamento della procura per i minorenni di Napoli che ha seguito passo passo l’evolversi della vicenda, sono ora impegnati per capire se in passato ci siano stati atti di bullismo.

Fonte AdnKronos

Fede Galizia splende di nuovo al Museo di Capodimonte

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Fa parte da oltre due secoli della Collezione Borbone, patrimonio del Museo e Real Bosco di Capodimonte, ma non è mai stata esposta nella Reggia napoletana. È una storia di oblio e riscoperta quella della “Adorazione dei re Magi” (1610) di Fede Galizia, prima pala d’altare firmata dalla celebre ‘pittoressa’, opera creduta dispersa e declassata a lungo come ‘anonimo fiorentino’: da domani, giovedì 2 aprile, si potrà ammirare nella sua collocazione definitiva, la sala 79, nella galleria del secondo piano della Reggia, riaperta per l’occasione dopo i lavori.

Fede Galizia (documentata a Milano, dal 1587 al 1630), affermata ritrattista e autrice di famose nature morte conservate in importanti musei e collezioni in Italia e all’estero, nella pala per Napoli si confronta con i maestri del ‘500: Leonardo per la composizione intorno alla Madonna, ma anche Raffaello, Correggio. Il nuovo arrivo nelle collezioni racconta anche un pezzo di storia dell’arte a Napoli ai tanti visitatori attesi a Capodimonte nelle festività: il giorno di Pasqua coincide con la prima domenica del mese ad ingresso gratuito, museo aperto anche nel lunedì dell’Angelo (solo secondo piano, Real Bosco chiuso come di consueto a Pasquetta).

“Diamo il benvenuto a Capodimonte alla ‘mirabile pittoressa’ Fede Galizia, che raggiunge nel racconto della pittura al femminile le colleghe Artemisia Gentileschi, Sofonisba Anguissola, Elisabetta Sirani, Teresa Del Po, Lavinia Fontana, Angelica Kauffmann, Elisabetta Louise Vigee Lebrun, solo per nominare le più celebrate artiste tra ‘500 e ‘700 presenti nelle nostre collezioni, ognuna con una storia straordinaria che è anche sociale e civile e che vogliamo sempre più valorizzare – dichiara Eike Schmidt, direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte – Ringraziamo la Chiesa di San Pasquale a Chiaia e l’Ordine Francescano (Provincia di San Giovan Giuseppe della Croce dell’Ordine dei Frati minori, ndr) che ha custodito l’opera, identificata solo nel 2021: auspichiamo nuove collaborazioni per le celebrazioni degli 800 anni del Santo Patrono d’Italia”.

Il grande dipinto era stato commissionato da Baldassare Noirot, mercante fiammingo, al quale era affidata la Cappella dei Magi nell’ antica Chiesa di S. Anna dei Lombardi (1581): nel 1798 il crollo del soffitto la rese inagibile, le opere furono spostate nella vicina Santa Maria di Monteoliveto (la Sant’Anna dei Lombardi attuale) in tempo per evitare il terremoto del 1805 che distrusse anche la “Resurrezione” di Caravaggio.

La pala di Galizia giunge al Real Museo Borbonico tra 1816 e il 1821, con la firma ben evidente: un accorgimento che le pittrici donne del tempo adottavano per non essere ‘cancellate’. Ma nel 1937 il Museo divenuto ‘Nazionale’, indica il dipinto come ‘Ignoto Fiorentino del XVI’ dandolo in temporanea consegna alla Chiesa di San Giuseppe a Rione Luzzatti edificata per accogliere le opere della distrutta chiesa di San Giuseppe Maggiore in via Medina. Con la Seconda guerra mondiale la distruzione della chiesa nel rione (che diverrà ‘iconico’ perché al centro delle vicende della saga dell’Amica Geniale) e la spoliazione delle sue opere, si perdono le tracce dell’Adorazione e di altre tre tele di Capodimonte, nel 1957 divenuto sede della Pinacoteca nazionale, prima ospitata nell’attuale Mann. Ma è solo nel 2021 che la ricerca pubblicata nel catalogo della mostra a Trento ‘Fede Galizia Mirabile Pittoressa’ svela che l’Adorazione si trova al Convento di San Pasquale a Chiaia a Napoli. Fondamentale per l’identificazione il contributo dello studioso Federico Maria Giani coinvolto nell’esposizione curata da Giovanni Agosti e Jacopo Stroppa che celebra le origini trentine della pittrice. Ed è stato proprio il dipinto di Fede Galizia ad aprire il percorso della recente mostra dedicata alle donne del ‘600 alle Gallerie d’Italia di Napoli, ultima tappa prima di tornare, anzi essere esposta per la prima volta, a Capodimonte. Tra le due Annunciazioni di Scipione Pulzone e di Francesco Curia (proveniente anch’essa da Sant’Anna dei Lombardi), e di fronte all’Adorazione dei Pastori di Santafede, la pala di Galizia è così inserita nell’ambito delle opere coeve prodotte per Napoli e per il Regno tra la fine del ‘500 e il primo decennio del ‘600, a sottolineare la varietà della proposta culturale del periodo, tra manierismo e influenze caravaggesche.

A Napoli si trova anche una seconda opera di Fede Galizia, la pala d’altare San Carlo in Estasi nella chiesa di San Carlo alle Mortelle. (di Paolo Martini)

Fonte AdnKronos

Scossa di terremoto 2.1 ai Campi Flegrei: sisma avvertito tra Napoli e Pozzuoli

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I Comuni più vicini all’epicentro della scossa, avvenuta alle ore 9.59 e a una profondità di 3 km, sono Pozzuoli, Quarto e Bacoli

Una scossa di magnitudo 2.1 è stata registrata oggi, venerdì 3 aprile, dall’Ingv nella zona dei Campi Flegrei. I Comuni più vicini all’epicentro della scossa, avvenuta alle ore 9.59 e a una profondità di 3 km, sono Pozzuoli, Quarto e Bacoli.

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Fonte AdnKronos

Napoli, 20enne ucciso in un agguato a Ponticelli: c’è già una pista

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Agguato questa mattina nella periferia est di Napoli: ucciso un 20enne. Poco dopo le 5 di oggi, i carabinieri del nucleo radiomobile di Napoli e del nucleo operativo di Poggioreale sono intervenuti in via Carlo Miranda, nei pressi di un bar di Ponticelli. Sconosciuti in scooter hanno esploso alcuni proiettili, colpendo al torace il dipendente di un Bingo, Fabio Asciuto che era con una comitiva di amici. Il giovane è stato trasportato al pronto soccorso di Villa Betania ed è lì che è morto. Indagini in corso da parte dei carabinieri per ricostruire dinamica e matrice.

La pista della camorra

Dai primi riscontri l’agguato avrebbe modalità camorristiche. Ascione aveva appena smontato dal lavoro in una sala Bingo della zona ed era andato al bar insieme a quattro amici. Non è escluso, al momento, che possa essersi trattato di una vendetta dopo una lite, così come gli investigatori non possono escludere che l’obiettivo del raid fosse un altro giovane presente al bar con Ascione. Al momento, però, la pista della camorra resta quella privilegiata.

Fonte AdnKronos

Due scosse di terremoto ai Campi Flegrei oggi 7 aprile, avvertite anche a Napoli

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Torna a tremare la terra nell’area dei Campi Flegrei. Due scosse sono state registrate dall’Osservatorio vesuviano, la sede napoletana delI’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) oggi martedì 7 aprile: la prima, di magnitudo 3.3, è avvenuta alle 4.32 a una profondità di 2 km con epicentro localizzato nei pressi della Solfatara, nel comune di Pozzuoli. Il secondo terremoto, di magnitudo 2.6, è avvenuto alle 4.38, ancora a una profondità di 2 km, sempre in zona della Solfatara. Le scosse sono state avvertite anche nei quartieri occidentali di Napoli, senza danni a persone o cose.

Una scossa di magnitudo 2.1 era stata segnalata venerdì 3 marzo vicino ai comuni di Pozzuoli, Quarto e Bacoli.

Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha convocato questa mattina una riunione del Centro Coordinamento dei Soccorsi in relazione allo sciame sismico registrato. Alla riunione ha partecipato tra l’altro la direttrice dell’Ingv – Osservatorio Vesuviano, Lucia Pappalardo, la quale ha affermato che le scosse rientrano nel quadro del fenomeno bradisismico che sta interessando l’area flegrea. Il sollevamento del suolo prosegue con valori analoghi a quelli del mese precedente, in linea con l’evoluzione ordinaria del fenomeno.

Il processo di degassamento, invece, ossia la risalita dei gas vulcanici dal sottosuolo verso la superficie, risulta di minore intensità, con un lieve decremento rispetto al mese scorso. Intntanto sono in corso le verifiche statiche sugli edifici scolastici e sulla viabilità e, allo stato, non emergono criticità in vista della riapertura delle scuole, sia comunali che provinciali, prevista per domani mattina. Anche le Forze dell’ordine, i Vigili del fuoco e il servizio Asl 118 hanno riferito di non aver ricevuto richieste di soccorso correlate all’evento. La situazione resta attentamente monitorata.

Fonte AdnKronos

Rita De Crescenzo, figlio della tiktoker arrestato per tentato omicidio

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Sette persone sono state arrestate nella notte dalla Polizia perché ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di tentato omicidio, porto e detenzione armi, tutti aggravati dal metodo mafioso. Tra questi c’è anche il figlio della tiktoker Rita De Crescenzo.

I fatti risalgono al 26 giugno 2025, quando in via Rosario a Portamedina si verificò il tentato omicidio di un giovane da parte degli indagati, tre dei quali minorenni all’epoca dei fatti. A bordo di diversi scooter, avrebbero esploso diversi colpi di arma da fuoco contro un giovane che li stava inseguendo, armato, con il proprio motociclo. Il giudice ha riconosciuto le aggravanti di aver agito in numero di cinque o più persone, avvalendosi di minori concorsi nella commissione di reati per i quali è previsto l’arresto in flagranza e avvalendosi delle condizioni delle modalità tipiche della camorra.

In manette è finito anche il giovane vittima del raid che dovrà rispondere di detenzione e porto illegale di arma da fuoco. Secondo la ricostruzione, la vittima è ritenuta responsabile di lesioni personali aggravate e detenzione di armi atte a offendere, in quanto il 16 febbraio scorso, a Napoli, in vico Montesanto, per ritorsione avrebbe accoltellato alla coscia sinistra proprio il figlio della tiktoker, ritenendolo l’autore del tentato omicidio a colpi di pistola.

Gli episodi appaiono inseriti in una dinamica di regolamento di conti, idonea a rafforzare l’idea di un’azione volta all’affermazione del potere egemonico sul territorio. Durante l’esecuzione degli arresti, sono state effettuate diverse perquisizioni, durante le quali è stata rinvenuta una grossa busta contenente circa un chilo di marijuana, di cui molta già suddivisa in bustine monodose pronte per lo spaccio al dettaglio e materiale per confezionamento sequestrata a carico di uno degli indagati che, all’arrivo degli operatori di polizia aveva tentato di disfarsene.

Fonte AdnKronos

Sudtirol, Castori alla vigilia: “Con la Juve Stabia scenderà in campo l’anima di un’intera città”

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Il Sudtirol si appresta a vivere la notte più lunga e importante della sua stagione. Domani sera, venerdì 8 maggio alle ore 20:30, lo stadio si trasformerà nel teatro di una vera e propria “finale” per la salvezza contro la Juve Stabia.

Il tecnico dei biancorossi, Fabrizio Castori, è apparso risoluto e consapevole durante la conferenza stampa mattutina, sottolineando come la preparazione settimanale sia stata figlia della gravità del momento: “È la partita che vale un campionato, il mantenimento della categoria. I ragazzi sanno che domani ci giochiamo la vita sportiva”.

Infermeria: recuperi fondamentali, ma conta il cuore

La notizia più lieta per il tecnico marchigiano riguarda l’infermeria. Nonostante la condizione non possa essere quella dei giorni migliori, il Sudtirol ritrova pedine vitali per lo scacchiere tattico e carismatico della squadra.

  • I rientri: Casiraghi, El Kaouakibi, Martini e Frigerio tornano a disposizione.

  • Gli assenti: Resteranno ancora ai box soltanto Koffler e Bordon.

“Recuperiamo elementi che arricchiscono il nostro potenziale, anche se non sono al 100%,” ha spiegato Castori. “A volte l’ostacolo è una condizione fisica non ottimale, ma domani il cuore deve andare oltre l’ostacolo. Chi scende in campo, anche se acciaccato, deve dare tutto.”

Vietato guardarsi indietro

Il mister ha voluto blindare la squadra da ogni distrazione o processo prematuro. Il riferimento alla recente sfida di Genova serve solo come base di partenza per la reazione vista nel secondo tempo, ma il focus è esclusivamente sul presente.

“Non è il momento di fare analisi su quanto accaduto durante il campionato,” ha ribadito con fermezza. “Ogni energia deve essere indirizzata verso l’obiettivo. A Genova abbiamo dato segnali diversi e ora, con quasi tutti gli effettivi a disposizione, la squadra ritrova la sua vera caratura. Dobbiamo restare concentrati sulla gara con la Juve Stabia.”

L’appello al “Druso”: l’uomo in più

Castori non ha parlato solo ai giornalisti, ma ha inviato un messaggio d’amore e di battaglia a tutta la tifoseria e alla città di Bolzano. Per battere la Juve Stabia servirà una spinta che vada oltre il rettangolo verde.

“Non scendono in campo solo undici giocatori. Domani va in campo l’anima di una città intera. Il calore del pubblico sarà fondamentale perché la gente ha capito l’importanza di restare in questa categoria. Siamo sicuri che ci accompagneranno con passione e calore.”

La sfida è lanciata: tra tattica, muscoli e tanto cuore, il Sudtirol cerca l’impresa per blindare il proprio futuro. La Juve Stabia andrà al Druso con lo spirito di chi vuole onorare il campionato e con la necessità i prepararsi al meglio per la prima sfida play off contro il Modena.

Juve Stabia, l’appello: “Sabato in Villa per difendere la nostra storia. La matricola 60442 non si tocca”

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In un momento di estrema incertezza e tensione per il futuro della Juve Stabia, riceviamo e pubblichiamo l’accorato appello di Enzo Rubicondo uno dei tanti tifosi in apprensione per le sorte delle Vespe. Una nota che non è solo un invito alla mobilitazione, ma un vero e proprio manifesto d’amore verso la maglia gialloblù, attualmente “ostaggio” di una situazione societaria paradossale dopo l’acquisizione delle quote da parte di Francesco Agnello e la sua successiva irreperibilità.

L’appuntamento è fissato per sabato 9 maggio, alle ore 16:00, presso l’Hotel Miramare in Villa Comunale. Un grido di battaglia pacifico ma fermo, che chiama a raccolta non solo il tifo organizzato, ma l’intera città di Castellammare di Stabia.

Il messaggio di Enzo Rubicondo

“Per molti questo numero non ha alcun significato; è come il codice fiscale di ogni singolo individuo, qualcosa che interessa prettamente a noi stessi, ai nostri cari o a chi ci vuole bene. Viene utilizzato solo per compilare scartoffie, eppure questo numero è il nostro: queste cinque cifre sono la matricola della nostra Juve Stabia, il suo codice identificativo nelle stanze della burocrazia calcistica italiana.

In queste settimane di ansia e aspettative, tra continui ‘state sereni’, messaggi inoltrati e passaparola, ne abbiamo viste di tutti i colori: dalle notizie inventate di sana pianta (che odio profondamente e che servono solo ai nemici) agli isterismi collettivi. Abbiamo cercato speranze persino nelle parole dei meno esperti, improvvisatisi professionisti della materia; d’altronde tutto fa brodo per alimentare quella fiamma che ognuno di noi ha nel cuore.

Molte volte, involontariamente — almeno spero — abbiamo arrecato danno alla stessa Juve Stabia, forse per la troppa foga di trovare una soluzione o una parola di conforto per noi e per gli altri. Si sono scatenate le solite guerre intestine: c’è chi difendeva qualcuno per razionalità, chi per amore e chi per secondi fini. Hanno cercato di dividerci; il motto ‘divide et impera’ è sempre attuale nella nostra città. Molti sono caduti nei ‘trappoloni’ — ci sono cascato pure io, mi sono fatto male e mi sono rialzato — ma d’altronde è la vita, è sempre stato così.

Sabato il cuore della città ci ha chiamato ‘alle armi’ (in senso figurato, s’intende). Sabato bisogna scendere in campo, in Villa Comunale, uno di fianco all’altro: Ultras, tifosi, donne, bambini e semplici cittadini, armati solo di amore, passione e attaccamento a quel numero: 60442!

Sabato va difeso il codice fiscale di tutti noi; vanno messe da parte antipatie e divergenze. Siamo sulla stessa barca in un mare tempestoso, sotto una pioggia copiosa e un vento pieno di cattiveria, con un gruppo di avvoltoi che ci gira intorno. Nessuno deve cadere da questa nave: dobbiamo portarla nderr a ren e ripartire proprio da lì, a terraferma!

Sabato chi non c’è si faccia da parte. Questa giornata è più importante degli spareggi persi, persino della gara del Flaminio. Sabato non si difende un sogno, una categoria o un risultato sportivo: sabato difendiamo la vita, la nostra vita e la nostra dignità di cittadini stabiesi.

Deve esserci il Consiglio Comunale al completo: ogni consigliere e ogni assessore deve essere al nostro fianco con la propria famiglia. Devono esserci gli ex sindaci, i deputati di ieri e di oggi, le maestranze di Fincantieri — che quando sono scese in piazza hanno trovato i tifosi e gli Ultras al loro fianco — e i lavoratori della ex Meridbulloni. Sabato devono esserci i ragazzi degli oratori e delle scuole calcio di Castellammare.

Dovrebbero scendere tutti in Villa: sabato può essere la resa dei conti contro chi ci vuole morti. Sabato si fa la storia!

Forza Juve Stabia… Ti amo!

Un’intera città chiamata a raccolta

L’appello di Rubicondo è chiaro: la questione Juve Stabia non riguarda solo l’ambito sportivo, ma tocca il tessuto sociale e l’identità stessa di Castellammare. La sparizione dai radar della nuova proprietà ha creato un vuoto che i tifosi intendono colmare con la presenza fisica e il calore della piazza.

L’invito alle autorità e ai lavoratori delle grandi realtà industriali del territorio sottolinea la volontà di creare un fronte comune. La matricola 60442 non è solo un numero, è il simbolo di una tradizione che la città non è disposta a veder svanire nel nulla.

Juve Stabia, l’ora di Andrea Giorgini: Contro il Südtirol il difensore sfida il suo recente passato

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C’è un nome che sta risuonando con forza tra i gradoni del “Romeo Menti” e che sta riempiendo i taccuini degli osservatori di mezza Serie B: Andrea Giorgini. Il difensore centrale, classe 2002, è diventato in pochissimi mesi il pilastro insostituibile della Juve Stabia targata Ignazio Abate, ergendosi a protagonista assoluto in una delle grandi sorprese di questo avvincente campionato 2025/2026.

Un Venerdì Diverso dagli Altri

Per Giorgini, la prossima sfida di campionato non sarà affatto una partita come tutte le altre. Di fronte, infatti, si troverà il Südtirol, la società che lo ha lanciato nel grande calcio e che ha creduto in lui.

In Alto Adige, il difensore ha vissuto momenti indimenticabili, scolpendo nella memoria dei tifosi biancorossi una data in particolare:

9 marzo 2025: In un “Tombolato” poi ammutolito, Giorgini si rese protagonista di una prestazione mostruosa, mettendo a segno una clamorosa doppietta nel trionfale 1-5 rifilato al Cittadella. Quei due gol, i suoi primi in carriera tra i professionisti, hanno certificato la sua crescita esponenziale, trasformandolo da giovane promessa a solida realtà.

L’Era Abate: La Nascita del “Leader Silenzioso”

Il 29 agosto 2025, negli ultimi, frenetici scampoli del mercato estivo, è arrivata la svolta: il passaggio con obbligo di riscatto (al verificarsi di determinate condizioni) alla Juve Stabia. Una scelta tecnica e professionale che si è rivelata una mossa vincente per tutte le parti coinvolte. Sotto la guida di Ignazio Abate, tecnico capace di portare a Castellammare di Stabia una mentalità moderna, propositiva e coraggiosa, Giorgini ha trovato il suo ecosistema ideale, diventando rapidamente il leader silenzioso della retroguardia gialloblù.

Un gigante di 190 cm di muscoli, ma con l’eleganza di un regista.

Mister Abate ne apprezza enormemente le doti atletiche e la spiccata fisicità, ma a fare la differenza nel sistema di gioco delle Vespe sono soprattutto la pulizia negli interventi e la grande freddezza nell’impostazione dal basso. Con la squadra campana in piena lotta per i play-off, il contributo del giovane difensore marchigiano è stato finora magistrale: in campo non mostra l’inesperienza tipica della sua età, ma colleziona prestazioni da veterano navigato.

Tra Sirene di Mercato e l’Obiettivo “Clean Sheet”

Se il presente si tinge di gialloblù e porta il nome della Juve Stabia, il futuro di Andrea Giorgini appare quanto mai radioso. Le voci di mercato iniziano inevitabilmente a rincorrersi e le sirene della Serie A si fanno sempre più forti, con indiscrezioni che parlano già di un forte interesse da parte di squadre di categorie superiori.

Tuttavia, la testa del classe 2002 è focalizzata esclusivamente sul rettangolo verde. Sabato, quando l’arbitro fischierà l’inizio e incrocerà le maglie bianco-rosse del Südtirol, non ci sarà spazio per i sentimentalismi o per la nostalgia. Per 90 minuti, il passato sarà chiuso in un cassetto: l’unico obiettivo sarà quello di blindare l’ennesimo clean sheet stagionale e spingere la sua Juve Stabia ancora più in alto preparandosi al sogno chiamato play-off.

Castellammare di Stabia, incastrato dai social: scaricava pezzi di carrozzeria in strada, denunciato

La rete social non perdona chi inquina. È costata cara l’abitudine di utilizzare le strade cittadine come una discarica a cielo aperto per un uomo residente nella zona, identificato e denunciato questa mattina per reati ambientali.

A far scattare l’operazione sono state le immagini circolate nelle ultime ore sul web, che ritraevano l’autore dello sversamento abusivo colto in flagrante mentre abbandonava rifiuti speciali, nello specifico vecchi pezzi di carrozzeria, lungo via Schito, nella zona nord di Castellammare di Stabia.

L’Indagine e l’Intervento

Il tam-tam sui social network non è sfuggito all’attenzione degli agenti del Nucleo della Polizia Ambientale della Polizia Municipale. I militari hanno immediatamente avviato gli accertamenti, analizzando minuziosamente i filmati diffusi in rete.

L’attività investigativa, condotta dal comandante Francesco Del Gaudio e coordinata sul campo dal maggiore Vincenzo Bisogni, ha permesso in tempi record di incrociare i dati visivi con le banche dati, risalendo così all’identità del conducente del veicolo utilizzato per il trasporto e lo scarico illegale del materiale.

Le Conseguenze: Denuncia e Sequestro

Una volta rintracciato, per l’uomo è scattata inevitabilmente la denuncia per reati ambientali. Ma i provvedimenti non si sono limitati alla sola segnalazione all’Autorità Giudiziaria.

Per impedire la reiterazione del reato, le forze dell’ordine hanno proceduto al sequestro penale dell’automobile impiegata per commettere l’illecito. Il veicolo è stato affidato a un custode giudiziario, venendo così definitivamente sottratto alla disponibilità del trasgressore.

L’operazione di questa mattina conferma l’alta attenzione delle autorità cittadine e della Polizia Municipale nel contrasto agli sversamenti abusivi, un fenomeno che deturpa il territorio stabiese. In questo caso, il senso civico (tramite la diffusione delle immagini) e il tempestivo intervento delle forze dell’ordine hanno lavorato in perfetta sinergia per assicurare alla giustizia l’ennesimo “furbetto” dei rifiuti.

Castellammare di Stabia scende in piazza per difendere la Juve Stabia e una storia di 119 anni: Basta silenzi

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Esistono piazze che vivono il calcio come un semplice passatempo e poi esiste Castellammare di Stabia. Qui, la Juve Stabia non è solo una squadra: è un’eredità, è il racconto di una delle società calcistica più antiche della Campania e del Mezzogiorno, è un battito che scandisce il tempo tra i vicoli, le piazze e il lungomare. Oggi, quel battito si fa sentire più forte che mai, trasformando un momento di incertezza in una straordinaria dimostrazione di appartenenza.

Tra Sogno e Realtà: Il Paradosso di una Grande Impresa

I tifosi stanno vivendo un paradosso che ha dell’incredibile. Sul campo, i propri beniamini hanno compiuto un capolavoro: per il secondo anno consecutivo, la Juve Stabia ha conquistato matematicamente i playoff per la massima serie. Un traguardo immenso, frutto di una progettualità tecnica che merita solo applausi.

Tuttavia, all’entusiasmo del rettangolo verde fa da contraltare il silenzio assordante di una società che oggi appare sfuocata. Il nome di Francesco Agnello, legato alla proprietà, aleggia in un limbo che chiede risposte. La città non pretende miracoli, ma esige rispetto: rispetto per i risultati ottenuti e per una storia che non può essere trattata come un fascicolo burocratico.

La Forza del Popolo: Sabato è il Giorno dell’Orgoglio

Ma è proprio nei momenti di nebbia che il faro di Castellammare brilla più intensamente. I tifosi, stanchi delle attese ma carichi di un amore che non conosce categoria e tempo, hanno deciso di scendere in campo. Non con i tacchetti, ma con la voce e il cuore.

Sabato alle ore 16:00, con partenza dalla zona dell’Hotel Miramare, un corteo pacifico e colorato attraverserà il lungomare per arrivare fino a Palazzo Farnese. Sarà una marcia di bellezza e dignità.

La Juve Stabia non è sola. È il vanto di una città che, pur tra mille difficoltà, sa sempre come rialzarsi.

L’obiettivo è chiaro: far capire a chiunque detenga le sorti del club che oltre le scrivanie c’è un popolo. Ci sono le istituzioni, ci sono le famiglie, ci sono generazioni di stabiesi pronti a fare scudo attorno al proprio simbolo. La Juve Stabia è un volano di rinascita, un raggio di sole in una terra che ha fame di certezze e di riscatto.

Post Fata Resurgo: Il Domani lo Scriviamo Noi

Se è vero che “del domani non v’è certezza”, è altrettanto vero che il presente è il momento in cui si forgia il futuro. Castellammare non lascerà che il suo patrimonio sportivo e identitario svanisca nel nulla.

L’appuntamento di sabato non è solo una protesta, è una celebrazione di vita. È la dimostrazione che quando una piazza si unisce, non esiste “fantasma” (Francesco Agnello) o problema burocratico che possa spegnere la passione.

Forza Stabiesi! Sabato alle 16:00 tutti devono mostrare all’Italia intera che cosa significa essere figli della città delle acque. Perché, come insegna la storia stabiese e il motto cittadino, dopo ogni caduta c’è sempre una risalita più gloriosa.

POST FATA RESURGO!

Castellammare di Stabia si veste a festa per San Catello: il programma tra fede, tradizione e fuochi sul mare

Tradizione, profonda fede e lo spettacolo dei fuochi d’artificio che si specchiano nelle acque del Golfo. Castellammare di Stabia è in fermento e si prepara ad onorare il suo amato Santo Patrono, San Catello, con un fine settimana ricco di appuntamenti che intrecciano intimità religiosa e gioioso folclore popolare.

Luminarie e bancarelle: il via ai festeggiamenti

Il clima di festa invaderà ufficialmente la città a partire da giovedì 7 maggio. Nel tardo pomeriggio, il centro cittadino cambierà volto con l’accensione delle caratteristiche luminarie colorate che illumineranno Piazza Giovanni XXIII, via Giuseppe Mazzini e Piazza Principe Umberto, regalando la prima suggestiva cornice all’evento.

A partire da venerdì 8 maggio e fino a domenica 10, il fulcro della festa popolare si sposterà in Villa Comunale. La passeggiata lungomare tornerà ad animarsi con le tradizionali bancarelle: una vetrina a cielo aperto dove cittadini e visitatori potranno passeggiare tra stand gastronomici, scoprire le eccellenze dei prodotti tipici del territorio e ammirare le creazioni dell’artigianato locale.

Domenica 10 maggio: la processione e lo spettacolo pirotecnico

Il culmine delle celebrazioni, nonché il momento più atteso e sentito dalla comunità dei fedeli, si vivrà nella giornata di domenica.

  • Ore 18:30 – La Processione: Dalla Concattedrale di Santa Maria Assunta e San Catello prenderà il via il solenne corteo con la statua del Santo Patrono. Il percorso abbraccerà il cuore della città, attraversando via Sarnelli, Piazza Principe Umberto, via Santa Maria dell’Orto, via Catello Fusco, via Roma, Piazza Spartaco, via Rispoli, Corso Vittorio Emanuele, Piazza Principe Umberto e via Mazzini, prima di fare solenne ritorno in Concattedrale.

  • Ore 22:00 – I Fuochi d’Artificio: A chiudere il sipario sui festeggiamenti patronali sarà la magia dei fuochi a mare. Uno spettacolo pirotecnico illuminerà la notte stabiese, offrendo una scenografia mozzafiato visibile lungo tutta la costa.

Il rilancio delle tradizioni e del turismo

Il mantenimento di questa formula che unisce il sacro e l’intrattenimento cittadino rappresenta un preciso obiettivo dell’amministrazione locale. A sottolinearlo sono il sindaco Luigi Vicinanza e l’assessore al Turismo e alle Attività produttive Nunzia Acanfora:

“Con le luminarie, i fuochi d’artificio e le bancarelle, per il secondo anno consecutivo restituiamo alla città un appuntamento con la tradizione popolare dei festeggiamenti per San Catello. Non solo il recupero di un momento di partecipazione per la comunità, ma anche un’occasione di valorizzazione turistica del territorio e delle sue eccellenze.”

Un fine settimana, dunque, che promette di unire l’intera comunità stabiese attorno alle proprie radici, offrendo al contempo una splendida cartolina a chi sceglierà Castellammare per trascorrere il weekend.

Sudtirol – Juve Stabia: Livio Marinelli dopo aver diretto la gara d’andata dirige anche quella di ritorno

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Sarà Livio Marinelli della sezione AIA di Tivoli a gestire l’ordine in campo nella sfida valida per l’ultimo turno del campionato regolare tra Sudtirol e Juve Stabia, prevista per venerdì 8 maggio ore 20:30. Il direttore di gara laziale, nato a Roma nel 1984, designato quest’anno per la gara d’andata al Menti del 23 dicembre scorso, scenderà in campo anche per quella di ritorno; una particolarità già ripetuta per altre gare di campionato.

Una scalata inarrestabile

Nonostante abbia iniziato l’attività arbitrale a 18 anni — un’età considerata avanzata per il settore — Marinelli ha saputo recuperare il tempo perduto con una progressione fulminea. Dopo il rodaggio nei dilettanti nel 2008, gli sono bastati pochi anni per scalare i vertici del calcio nazionale, arrivando in Lega Pro nel 2012 e conquistando la Serie B nel 2016, anno in cui fu premiato come miglior fischietto dall’AIA dopo aver diretto la finale di Coppa Italia Primavera. Il salto definitivo nel calcio che conta avviene nel 2017 con il debutto in massima serie (Atalanta-Verona) e il successivo inserimento nell’organico unico CAN nel 2020.

Oltre il fischietto: l’uomo e il soldato

Ciò che rende Marinelli una figura unica nel panorama calcistico italiano è la sua vita fuori dagli stadi. Il direttore di gara di Tivoli è infatti un Maresciallo dell’Esercito, effettivo presso il 7° Reggimento Alpini di Belluno. La sua tempra è stata forgiata non solo dagli scontri agonistici, ma anche da contesti estremi: tra il 2012 e il 2013 ha infatti preso parte a missioni operative in Afghanistan, distinguendosi per il suo impegno in ambito umanitario.

Filosofia e stile di conduzione

L’impronta militare emerge chiaramente nel suo modo di arbitrare. Marinelli non è un fautore del dialogo a oltranza con i calciatori; preferisce la disciplina, il rispetto gerarchico e l’applicazione rigorosa del regolamento. I numeri confermano un profilo autoritario: Sempre eccellente e scattante, per restare vicino allo sviluppo dell’azione; ha una media di espulsioni molto alta (un rosso ogni circa tre gare) e non teme di indicare il dischetto del rigore.

L’etica del ruolo

Per Marinelli, l’arbitraggio è prima di tutto una questione di condotta. In un incontro con i giovani colleghi, ha spesso ribadito che il comportamento di un arbitro deve essere inappuntabile non solo per credibilità personale, ma per rispetto verso l’intera categoria. Venerdì al “Druso”, la Juve Stabia e il Sudtirol troveranno dunque un arbitro che fa dell’integrità e della fermezza i suoi marchi di fabbrica.

Le statistiche sull’arbitro e gli altri componenti del sestetto arbitrale

Il sig. Livio Marinelli nato a Tivoli il 06/11/1984 e iscritto alla sezione AIA di Tivoli è al suo decimo anno alla CAN.

Finora ha diretto in carriera 286 gare con questo score con 86 rigori assegnati e 77 espulsioni decretate.

Quest’anno finora ha diretto 18 gare (8 in serie A, 9 in serie B, 1 coppa nazionale cipriota) con questo bilancio: 6 vittorie interne, 4 pareggi, 8 vittorie esterne con 4 rigori assegnati e 8 espulsioni decretate.

Conta 5 precedenti con il Sudtirol con questo score: 2 vittorie, 1 pareggio e 2 sconfitte

I precedenti con la Juve Stabia sono 7 con 2 vittorie, 1 pareggio e 4 sconfitte

25/26    Serie B 23.12.2025 Juve Stabia 1:0 Sudtirol (Maistro)

24/25    Serie B 04.05.2025 Brescia 0:0 Juve Stabia

19/20    Serie B 29.06.2020 Benevento 1:0 Juve Stabia

19/20    Serie B  01.12.2019 Virtus Entella 2:0 Juve Stabia

19/20    Serie B 21.09.2019  Juve Stabia 1:5 Ascoli

15/16    Serie C – Girone C 13.09.2015 Juve Stabia 0:1 Lecce

15/16    Coppa Italia 02.08.2015 Juve Stabia 2:0 Melfi

Assistenti e Var

Primo Assistente: sig. Mattia Politi della sezione AIA di Lecce

Secondo Assistente: sig. Paolo Bitonti della sezione AIA di Bologna

IV° ufficiale: sig. Riccardo Drasso della sezione AIA di Genova

VAR: sig. Lorenzo Maggioni della sezione AIA di Lecco

AVAR: sig. Matteo Gualtieri della sezione AIA di Asti

Juve Stabia, la nota degli amministratori giudiziari sul deferimento e la promessa di continuare la battaglia

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La Juve Stabia potrebbe partire il prossimo anno con due punti di penalizzazione che hanno comunque il sapore di un salvataggio insperato. È questa la ferma posizione dell’Amministrazione Giudiziaria della Juve Stabia, intervenuta oggi per fare luce sul deferimento al Tribunale Federale Nazionale ufficializzato ieri sera dalla FIGC. Rispondendo alle indiscrezioni della stampa locale e nazionale, gli attuali vertici del club campano non usano giri di parole: la penalità in classifica non deve essere considerata come una sconfitta, ma rappresenta un “risultato straordinario” se contestualizzata nel drammatico scenario societario degli ultimi mesi.

Un vuoto gestionale e l’ombra di “Stabia Capital”

Per comprendere il peso delle parole dell’Amministrazione, bisogna riavvolgere il nastro fino alle denunce già mosse nella conferenza stampa dello scorso 14 aprile. La Juve Stabia si è trovata improvvisamente intrappolata in una tempesta perfetta: da una parte l’inspiegabile stop al supporto da parte del socio unico Solmate, dall’altra il subentro fantasma del nuovo acquirente.

La società Stabia Capital, presentatasi come salvatrice della patria, si è resa protagonista di un’assoluta e ingiustificabile latitanza. A rendere il quadro ancora più grottesco, un dettaglio contabile che lascia sgomenti: un capitale sociale di appena 2.000 euro, una cifra palesemente irrisoria e del tutto inidonea a garantire non solo il rilancio, ma la semplice sopravvivenza di una realtà calcistica professionistica.

Il miracolo di stipendi e contributi: il ruolo degli sponsor

Abbandonata a se stessa in un vuoto finanziario e gestionale che avrebbe portato qualsiasi club dritto verso il baratro del fallimento, l’Amministrazione Giudiziaria ha agito in trincea. L’obiettivo primario era uno solo: blindare il titolo sportivo e tutelare l’onore delle “Vespe”.

Grazie a un lavoro incessante, condotto fianco a fianco con i collaboratori rimasti fedeli alla causa gialloblù, è stata compiuta una vera e propria impresa: garantire la copertura integrale sia degli stipendi dei tesserati che dei relativi contributi INPS. Tuttavia, come sottolineato nella nota diramata, questo miracolo non sarebbe stato possibile senza l’intervento provvidenziale degli sponsor. Le aziende partner hanno dimostrato un attaccamento encomiabile, rifiutandosi di abbandonare la squadra nel suo momento più buio e iniettando le risorse vitali per scongiurare il collasso.

Uno sguardo al futuro: possibile ricorso e cauto ottimismo

Alla luce delle macerie lasciate da gestioni definite “discutibili”, aver trasformato un crac finanziario ormai certo in una sanzione sportiva estremamente contenuta (2 punti) è motivo di vanto per chi ha gestito l’emergenza.

La partita, però, potrebbe non essere finita qui nei tribunali sportivi. L’Amministrazione Giudiziaria ha infatti fatto sapere che è al vaglio l’ipotesi di presentare ricorso contro la possibile penalizzazione della FIGC. Oggi, nonostante le cicatrici di una stagione tormentata fuori dal campo, la Juve Stabia respira.

La nota integrale degli amministratori giudiziari

L’Amministrazione Giudiziaria della Juve Stabia, in risposta a quanto riportato oggi dai quotidiani locali e nazionali, intende chiarire che il deferimento al Tribunale Federale Nazionale ufficializzato nella serata di ieri dalla Figc con i relativi due punti di penalizzazione rappresenta un risultato straordinario se contestualizzato nel complesso scenario in cui si è operato.
Dando seguito a quanto già esposto nella conferenza stampa del 14 aprile, si evidenzia che la struttura societaria si è trovata improvvisamente priva del supporto del socio unico Solmate e si trova oggi a dover fronteggiare l’assoluta latitanza del nuovo acquirente Stabia Capital, il cui capitale sociale, di soli 2.000,00 euro, è apparso del tutto inadeguato a garantire la stabilità di una realtà sportiva professionistica.
In questo vuoto gestionale e finanziario, l’Amministrazione Giudiziaria ha agito con fermezza per salvaguardare il titolo sportivo e la dignità del club, riuscendo a garantire la copertura integrale dei contributi INPS e degli stipendi dei tesserati solo grazie a un lavoro incessante e alla dedizione dei collaboratori rimasti in trincea.
Un ruolo determinante e vitale è stato svolto dagli sponsor che non hanno abbandonato la squadra nel momento del bisogno, garantendo le risorse necessarie per la sopravvivenza e permettendo di trasformare quello che poteva essere un fallimento certo in una sanzione sportiva contenuta, avverso la quale si sta tra l’altro valutando l’ipotesi di presentare ricorso, consentendo così alla Juve Stabia di guardare al futuro con moderato ottimismo nonostante le enormi difficoltà affrontate a causa di gestioni discutibili.

Grazie al sacrificio di pochi e al supporto del tessuto imprenditoriale sano, la piazza di Castellammare può finalmente tornare a guardare al proprio futuro calcistico con un cauto e moderato ottimismo.

Juve Stabia deferita al Tribunale Federale: Prezzo salato della farsa societaria e del proprietario fantasma

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C’è un limite fisiologico alla pazienza, e la piazza di Castellammare di Stabia lo ha ampiamente superato. Quella che poteva essere una transizione societaria, un momento cruciale per garantire il futuro di una squadra che rappresenta il cuore pulsante di un’intera comunità, dopo la dichiarazione della Solmate di non occuparsi più del calcio e di voler vendere le quote societaria, si sta trasformando in una farsa dai contorni grotteschi. E il conto, salatissimo, ha appena iniziato a presentarsi.

La notizia del deferimento della Juve Stabia da parte del Procuratore Federale non è un fulmine a ciel sereno. È la cronaca di un danno annunciato, l’effetto collaterale di un’acquisizione o meglio, di una non-volontà di voler intraprendere una gestione che lascia tanta rabbia.

Il Danno Oltre la Beffa: Un’Immagine Lesa

Il danno che sta scaturendo dalla vicenda legata a Francesco Agnello non si misura solo in eventuali punti di penalizzazione o sanzioni pecuniarie. C’è un danno d’immagine incalcolabile per l’intero sistema della Serie B e, fatto ancor più grave, per lo Stato stesso, che attraverso gli amministratori giudiziari si trova di fatto a gestire le sorti della società gialloblù senza poter avere contatto con l’attuale proprietario.

Come è possibile annunciare in pompa magna l’acquisizione della totalità delle quote della Juve Stabia e poi, all’atto pratico, rendersi letteralmente irreperibili? È una mancanza di rispetto verso una tifoseria che vive di passione, che non chiede la luna, ma esige e merita chiarezza, presenza e responsabilità. I tifosi sono ostaggi di un’impasse incomprensibile, bloccati in un limbo logorante.

Il Cortocircuito degli Sponsor e il Paradosso Fiscale

Ma la rabbia vera monta quando si analizzano le conseguenze pratiche di questa latitanza. Il deferimento per il mancato pagamento delle ritenute IRPEF (scadenza 16 aprile) è il frutto avvelenato di questo stallo.

Dopo la decisione di Solmate di cedere la mano e fermare gli investimenti, si era messa in moto una rete di salvataggio lodevole: gli sponsor del territorio si erano attivati con grande solidarietà, riuscendo a coprire gli stipendi e ad accedere alla rateizzazione dei contributi INPS. L’IRPEF era rimasta “scoperta” temporaneamente, confidando in termini ordinatori e in tempi di pagamento leggermente più elastici.

Poi, l’annuncio del passaggio di quote ad Agnello. Un annuncio che ha paradossalmente paralizzato tutto.

Il passaggio societario ha agito da diga, bloccando la raccolta di ulteriori fondi vitali. La domanda è legittima e di elementare logica imprenditoriale: quale sponsor, per quanto innamorato dei colori gialloblù, sarebbe disposto a versare capitali freschi o anticipare quote per la prossima stagione, senza avere la certezza matematica, al 100%, che una società operativa esisterà il prossimo anno? Il rischio d’impresa ha delle regole, e investire nel buio totale non è un rischio, è un azzardo inaccettabile.

L’Inevitabile Deferimento

Ed eccoci al risultato finale, arrivato pochi minuti fa e ampiamente previsto. Il Procuratore federale, su segnalazione della Covisoc, non ha potuto far altro che agire. Insieme a Triestina, Ternana, Crotone, Trapani e Siracusa, la Juve Stabia affronterà il Tribunale Federale Nazionale.

IL DETTAGLIO DEL DEFERIMENTO La società Juve Stabia è stata deferita per non aver provveduto, entro il termine del 16 aprile 2026, al versamento delle ritenute IRPEF relative agli emolumenti e agli incentivi all’esodo dovuti ai tesserati con riferimento alle mensilità di gennaio e febbraio 2026.

È una ferita aperta. Non si può giocare con la storia di un club e con i sentimenti di una città in questo modo. Se si sceglie di rilevare una società di calcio professionistica, lo si fa assumendosi oneri e onori dal minuto successivo alla firma. Altrimenti, il silenzio non è d’oro: è semplicemente inaccettabile. Castellammare merita rispetto, e lo merita ora.

Noi siamo fiduciosi sul possibile sviluppo positivo della vicenda e speriamo che avvenga al più presto per ridare dignità ad una storia lunga 119 anni.

Gli amministratori giudiziari sono gli angeli custodi e siamo sicuri che troveranno la strada per sbrogliare la matassa.

Imprenditori seri sono pronti a prendere le redine societarie una volta che la società sia stata liberata dalla presenza ingombrante di Francesco Agnello che ad oggi non può essere considerato il futuro ma una pesante zavorra che sta rallentando l’organizzazione per la prossima stagione e per il futuro della Juve Stabia.

Castellammare di Stabia, sicurezza in città: Raffica di sequestri e encomio solenne alla Polizia Municipale

Un fine settimana di intensa attività per la Polizia Municipale di Castellammare di Stabia, impegnata su più fronti per garantire la sicurezza urbana e stradale. I controlli a tappeto sul territorio hanno portato al sequestro di veicoli per gravi infrazioni, mentre a Palazzo Farnese l’impegno costante degli agenti è stato celebrato con un importante riconoscimento istituzionale.

Sicurezza Stradale: Denunce, Sequestri e Sanzioni

Il Nucleo di Polizia Stradale, guidato dal comandante Francesco Del Gaudio e coordinato dal tenente Vincenzo Sepe, ha intensificato i pattugliamenti nel corso dell’ultimo weekend. L’operazione ha portato alla luce due gravi violazioni del Codice della Strada, entrambe culminate con il sequestro dei veicoli ai fini della confisca:

  • Guida senza patente: Nel primo caso, un uomo già noto alle forze dell’ordine è stato fermato alla guida di un veicolo. A seguito degli accertamenti, è scattata la denuncia per recidiva di guida senza patente.

  • Incidente in stato di ebbrezza: Nel secondo episodio, la denuncia ha colpito un quarantenne messosi alla guida in evidente stato di alterazione. L’uomo ha investito un pedone e i successivi test hanno rilevato un tasso alcolemico pari a oltre il doppio del limite consentito dalla legge. Oltre al sequestro del mezzo, per il quarantenne è scattata la revoca della patente. La vittima dell’incidente, fortunatamente, ha riportato lesioni personali colpose guaribili in 10 giorni.

Nel mirino dei controlli anche il decoro e la sicurezza delle aree pedonali: prosegue infatti la stretta sulla circolazione non autorizzata delle biciclette elettriche all’interno della Villa Comunale, con 14 trasgressori sanzionati.

L’Encomio Solenne per l’Operazione Anti-Furto

Il lavoro quotidiano e capillare della Polizia Locale è stato suggellato questa mattina nella sala consiliare di Palazzo Farnese. Il sindaco Luigi Vicinanza ha conferito un encomio solenne con stella in argento agli agenti che si sono distinti per merito, abnegazione e coraggio nell’ambito di una vasta operazione di contrasto ai furti di ciclomotori e motocicli.

L’attività investigativa era scattata lo scorso gennaio, spinta dalle numerose denunce dei cittadini. Grazie all’incrocio dei dati del sistema di videosorveglianza comunale e a una proficua collaborazione con i Carabinieri di Castellammare, le forze dell’ordine sono riuscite a individuare un seminterrato utilizzato dai criminali per nascondere i veicoli rubati. L’operazione ha permesso il recupero dei mezzi e l’arresto dei responsabili, prontamente deferiti all’autorità giudiziaria.

A ricevere la prestigiosa onorificenza sono stati:

  • Il Comandante Francesco Del Gaudio

  • Il Tenente Vincenzo Sepe

  • Il Luogotenente Luigi Buonocore

  • Il Maresciallo Ugo Iovane

  • Il Maresciallo Emilio Pagano

  • L’Assistente Capo Agostino Ferraro

Nuovi Rinforzi per l’Estate

La cerimonia di premiazione è stata l’occasione perfetta anche per guardare al futuro immediato della sicurezza cittadina. L’amministrazione e il Comando hanno infatti dato il benvenuto a sei nuovi agenti della Polizia Municipale. Le nuove leve andranno a rinforzare l’organico fino al mese di ottobre, garantendo così un controllo più efficace del territorio e una maggiore sicurezza per i cittadini e i turisti durante tutto il delicato periodo estivo.

Grande successo per il Mediterraneo di Grano Awards: Trionfo di eccellenze allo Yacht Club Marina di Stabia

CASTELLAMMARE DI STABIA – Si è conclusa con uno straordinario successo di pubblico e critica la prima edizione del Mediterraneo di Grano Awards. L’evento, nato da un’intuizione di Antonio Massa, ha saputo trasformare l’esclusiva cornice dello Yacht Club di Marina di Stabia in un prestigioso palcoscenico dedicato alle eccellenze italiane e internazionali del mondo della cultura, dell’informazione, delle istituzioni, dello spettacolo e del terzo settore.

Al centro dell’esclusiva serata di gala, un unico, grande filo conduttore: la celebrazione e la valorizzazione del Mediterraneo, inteso non solo come crocevia geografico, ma come inesauribile culla di identità, tradizioni secolari e spinta verso l’innovazione.

I Protagonisti Premiati: Un Trionfo di Eccellenze

Il cuore pulsante della manifestazione è stata la cerimonia di premiazione, che ha visto sfilare sul palco figure di primissimo piano, unite dall’impegno profuso nei rispettivi settori di competenza. I riconoscimenti di questa prima edizione sono stati assegnati a:

  • Carmine Maione, giornalista e ideatore della kermesse “Eruzioni del Gusto”, premiato per la sua incessante opera di promozione dell’identità enogastronomica del territorio campano.

  • Concetta Bianco, per il suo ruolo strategico nelle relazioni istituzionali e nella creazione di virtuose sinergie tra il mondo delle imprese.

  • Giuseppe Giorgio, giornalista e raffinato narratore, per il suo contributo alla divulgazione della cultura gastronomica italiana.

  • Massimo Lucidi, professore e instancabile ambasciatore del pensiero e dell’eccellenza italiana nel mondo.

  • Umberto Inverso, già dirigente di UniCredit Banca e vice presidente di fondi d’investimento, per il suo contributo al mondo economico-finanziario.

  • Gianfranco Coppola, giornalista RAI e presidente nazionale dell’USSI (Unione Stampa Sportiva Italiana).

  • Gianpaolo Sinno, riconosciuto come fondamentale punto di riferimento per le comunità degli italiani all’estero.

  • Vincenzo Russolillo, geniale ideatore e patron di Casa Sanremo.

  • Rossella Prezioso, autentico simbolo di dedizione e impegno civile per le sue campagne a favore della donazione del midollo osseo.

  • Giovanni Galano, garante per l’infanzia, premiato per la sua instancabile tutela dei diritti dei minori.

  • Mariarosaria Focaccio, per il suo vitale contributo alla promozione e sensibilizzazione sulla cultura della donazione.

  • Angelo Frattini, magistrato in prima linea per la strenua difesa della legalità e la tutela dell’ambiente.

  • Nello D’Auria, primo cittadino, insignito del premio per la profonda dedizione e l’impegno verso la propria comunità.

Tra Spettacolo, Alta Cucina e Solidarietà

Il Mediterraneo di Grano Awards non è stato solo un momento di riflessione istituzionale, ma anche un grande evento di intrattenimento. La serata è stata impreziosita dalla partecipazione di artisti e volti noti dello spettacolo, tra cui Gabriele Esposito, Gianni Fiorellino e l’amato attore Maurizio Casagrande, che hanno regalato al pubblico performance indimenticabili.

Un tributo speciale è stato riservato anche al palato, con momenti dedicati all’alta cucina orchestrati dallo chef Luigi Malafronte e dal social chef Valerio La Rosa, capaci di tradurre i sapori del Mediterraneo in vere e proprie opere d’arte culinaria.

Un Ponte tra Tradizione e Futuro

Il bilancio di questa prima edizione del Mediterraneo di Grano Awards conferma la nascita di un appuntamento di altissimo livello, capace di unire in una singola e potente narrazione l’impresa, la cultura, la solidarietà e lo spettacolo.

L’evento, attraverso il doveroso riconoscimento a chi si distingue nel proprio campo, ha gettato nuove basi per rafforzare il dialogo tra i territori e promuovere i valori più autentici del Made in Italy su scala globale. Un successo che consolida ulteriormente il ruolo del Pastificio Antonio Massa di Gragnano, non solo come eccellenza produttiva, ma come vero e proprio ambasciatore della cultura, della tradizione e dell’innovazione mediterranea nel mondo.

Erpen: “La passione stabiese simile a quella sudamericana. I Playoff? Con grinta e spensieratezza”

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In occasione della 30ª puntata de Il Pungiglione Stabiese, è intervenuto l’ex calciatore della Juve Stabia Horacio Erpen, il quale ha condiviso i suoi ricordi, analisi tecniche sul calcio moderno e un incoraggiamento per il finale di stagione della squadra.
Il “Fattore Menti” e la passione sudamericana
Erpen ha sottolineato come il segreto della Juve Stabia risieda nel legame viscerale tra la città e la squadra. Secondo l’ex trequartista, giocare al Romeo Menti garantisce un “plus” emotivo perché i tifosi vivono per la maglia gialloblu l’intera settimana, non solo il giorno della partita. Ha paragonato il calore e la passione di Castellammare a quelli che si respirano negli stadi in Argentina e Uruguay. Proprio questa atmosfera lo spinse, quando giocava nel Sorrento, a desiderare di vestire la maglia delle “Vespe”.
Il rapporto con Braglia e la stagione dei record
Ricordando la sua esperienza a Castellammare, Erpen ha parlato del rapporto con mister Braglia, definendolo un allenatore severo ma capace di creare un gruppo unito. Ha citato un episodio emblematico: una sfida contro il Torino di Ventura in cui Braglia lo fece giocare titolare nonostante tre settimane di stop per infortunio, basandosi solo sulla sua prova di efficienza del sabato mattina. Sul suo stile di gioco, Erpen ha ammesso con un sorriso che avrebbe dovuto essere più egoista sotto porta, pur andando fiero dei suoi 17 assist nella stagione 2011-12, record per l’intera Serie B di quell’anno.
Analisi tecnica e critica al calcio moderno
Erpen ha espresso una critica verso l’attuale tendenza del calcio a privilegiare la fisicità rispetto alla tecnica. Secondo lui, campioni del passato o giocatori brevilinei come Insigne o Verratti farebbero fatica oggi perché nei settori giovanili si guarda troppo alla stazza. Ha ricordato con nostalgia la “fantasia” di compagni come Sau — citando il suo gol acrobatico contro la Sampdoria — e il talento emergente di Simone Zaza, che già in allenamento mostrava giocate fuori dagli schemi.
La sfida Play-off e la fiducia in Abate
Guardando al presente, Erpen ha promosso il lavoro di mister Abate, che ha affrontato come avversario quando giocava nel Sassuolo. Per affrontare i play-off e la sfida contro il Modena, l’ex calciatore suggerisce alla squadra di mantenere la spensieratezza e di cercare la “giocata diversa” per superare la tensione emotiva e il caldo del periodo. Ha concluso augurando alla Juve Stabia di mettere in campo quella “mierda” (termine argentino per indicare la “cazzimma”) necessaria per raggiungere i traguardi più prestigiosi.