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Juve Stabia, 119 anni di gloria e un presente da sogno: Spezia schiantato, ora si può puntare ai Play-off

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Non poteva esserci modo migliore per spegnere le 119 candeline. La Juve Stabia onora il proprio glorioso passato regalandosi un presente da batticuore: al “Menti” lo Spezia cade 3-1 sotto i colpi di una squadra che ha saputo soffrire, lottare e, infine, incantare.

Il destino ha voluto che la sfida contro i liguri coincidesse proprio con l’anniversario della fondazione del club. In un clima letteralmente elettrico, le Vespe hanno messo in campo tutto il DNA gialloblù, unendo resilienza nei momenti di difficoltà a un cinismo spietato nelle ripartenze.

Dalla salvezza al sogno: La nuova frontiera di Abate

Con 45 punti in classifica, la pratica permanenza in Serie B è ufficialmente archiviata. Ma questa è una vittoria che va oltre la semplice aritmetica: profuma di un futuro ambizioso, in cui i play-off passano dall’essere un miraggio a un obiettivo di classifica reale e concreto.

Guardando gli occhi dei giocatori a fine gara, la sensazione è che il bello debba ancora venire. Il condottiero di questo gruppo ha confermato le ambizioni della piazza:

“Adesso vediamo se riusciamo a sognare.”Ignazio Abate

Con uno spogliatoio così coeso e una tifoseria che spinge come un sol uomo, la post-season è la nuova frontiera di una stagione che sta assumendo contorni leggendari.

Sulle orme del “Miracolo”: Le magie di oggi

Tra i gradoni del “Menti”, il profumo della storia si mescola a un’elettricità che Castellammare di Stabia non sentiva da tempo. Nelle piazze, a fine partita, il paragone corre veloce: si può ripetere il miracolo sportivo dello scorso anno?

Lo scorso campionato rimarrà per sempre scolpito come il capolavoro dell’impossibile, ma la Juve Stabia targata Abate ha dimostrato di avere lo stesso fuoco dentro. Se un anno fa era la solidità di un gruppo granitico a fare la differenza, oggi è la qualità a decidere i momenti chiave: La cattiveria agonistica che non manca mai; la freddezza glaciale di giocatori come Leone; l’estro puro, sublimato dalla perla assoluta “alla Del Piero” dipinta da Pierobon.

Verso l’impossibile

“Non smettiamo di sognare”: È questo il sussurro che si leva dalla marea di tifosi all’uscita dallo stadio. Con una squadra capace di onorare con questa intensità e bellezza i suoi 119 anni di storia, nulla sembra precluso. A Castellammare, la parola “miracolo” non è più un tabù, ma una missione possibile.

Juve Stabia d’acciaio: rimonta lo Spezia di Donadoni e blinda la salvezza. Ora l’assalto ai play-off!

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Una prova di forza, di carattere e di pura mentalità. La Juve Stabia mostra i muscoli al “Romeo Menti” e ribalta lo Spezia, in una sfida ricca di incroci suggestivi contro gli ex Ruggero e Artistico, guidati in panchina nientemeno che dall’ex CT azzurro Roberto Donadoni. Nel giorno in cui si onora il glorioso traguardo dei 119 anni di storia della società, le Vespe si regalano la gioia più dolce: un successo che vale la salvezza e che apre le porte a sogni ben più grandi.

Botta e risposta nel primo tempo

La prima frazione di gioco vive sui binari dell’equilibrio. Le squadre si studiano, producono un paio di nitide occasioni a testa, ma a rompere il ghiaccio sono i liguri: lo svantaggio stabiese arriva per opera di Aurelio, che gela momentaneamente il pubblico di casa. Ma questa Juve Stabia ha un cuore grande e, soprattutto, nervi saldi. Le Vespe non si disuniscono e trovano la forza di reagire immediatamente, agguantando il pareggio grazie a un calcio di rigore (monumentale l’arbitro Di Marco a vedere il tocco di mano di Sernicola) trasformato con glaciale freddezza da Leone. Si rientra negli spogliatoi sull’1-1, con la consapevolezza che la partita è apertissima.

Il capolavoro tattico di Abate

Nella ripresa sale in cattedra mister Ignazio Abate. L’allenatore legge la partita in modo impeccabile, indovina i cambi e dalla panchina estrae la vera magia della giornata. L’ingresso delle forze fresche spacca la gara: prima Pierobon trova lo spunto per il sorpasso, poi è Okoro a calare il tris che fa esplodere il Menti. Lo Spezia prova a rialzare la testa aggrappandosi all’orgoglio e colpisce un palo, ma la difesa gialloblù regge l’urto. Non ci sono sorprese né patemi finali per i tifosi gialloblu, che accompagnano la squadra fino al triplice fischio nonostante un maxi recupero concesso dall’arbitro.

Oltre le critiche del recente passato

Finalmente la Juve Stabia ritorna alla vittoria e lo fa risponde alle critiche “poco costruttive” delle recenti giornate che si erano abbattute sul Romeo Menti e gli uomini di Abate. Per i tifosi più attenti alla cabala, c’era un conto aperto con la storia: se la vittoria contro lo Spezia di qualche anno fa, sotto la gestione di Fabio Caserta, rappresentò clamorosamente “l’inizio della fine” e della retrocessione, questo successo odierno ha un sapore diametralmente opposto. È la vittoria che chiude a doppia mandata la cassaforte della salvezza e che lancia le Vespe come sicure protagoniste anche per il prossimo torneo cadetto.

Nuova missione: l’operazione Play-off

Ma attenzione a credere che la stagione finisca qui. Il campionato non è assolutamente terminato e, da oggi, per gli uomini di Abate inizia una nuova, entusiasmante missione: la corsa ai play-off. Un traguardo sicuramente difficile, considerata la concorrenza, ma assolutamente non impossibile da raggiungere per i valori visti in campo.

È una vittoria che rende il giusto merito alla società nell’anno del suo 119° anniversario. Con la categoria mantenuta, ora c’è spazio solo per l’entusiasmo di un gruppo che ha ancora una voglia matta di stupire.

Juve Stabia – Spezia (3-1): Il podio e il contropodio gialloblù

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La Juve Stabia torna a vincere e lo fa in modo eclatante, superando in rimonta lo Spezia e mettendo in cassaforte la salvezza. Ora le Vespe possono guardare senza assilli a qualcosa di ancora più prestigioso.

PODIO

Medaglia d’oro: a Christian Pierobon, che calcia via insieme alla palla all’incrocio dei pali tutti gli affanni di una stagione non semplice dal punto di vista personale. Il numero 10 col suo ingresso ribalta la squadra, trascinata dal centrocampista con la forza di un potente 4×4. Combatte in mezzo al campo, arringa il pubblico, ci prova una volta ma quella buona è la seconda, quando insacca la palla nel sette dopo aver superato Ruggero. Dalla rete alla Cremonese, che fece sfiorare alla Juve Stabia la finale play-off per la A, a quella allo Spezia, che blinda la salvezza e rilancia i gialloblu verso gli spareggi promozione. La sua firma c’è sempre.

Medaglia d’argento: ad Alvin Okoro, che conferma le ottime impressioni suscitate a Palermo. Proprio nel momento in cui anche Burnete ha alzato bandiera bianca, l’ex Juve Next Gen è venuto fuori a suon di prestazioni ed intesa ormai consolidata coi nuovi compagni. Il 90 entra quando ci sono da superare le resistenze dello Spezia, fiaccato dai continui movimenti dell’attaccante. Nel finale è bravissimo a danzare sulla linea del fuorigioco per poi beffare Radunovic con un delizioso tocco beffardo. Indicazioni di cui Lovisa starà tenendo certamente conto anche un vista del restyling della prossima stagione.

Medaglia di bronzo: ad Alessio Cacciamani, che come a Palermo ci mette il suo per punire gli avversari. L’uragano 77 si abbate anche sullo Spezia, travolto dalle sortite offensive del ragazzo scuola e cuore Toro; fa ammattire l’ex compagno Ruggero e si fa trovare pronto per impattare di testa il cross di Carissoni nell’episodio che cambia la trama della partita. Encomiabile anche il suo impegno nella fase di copertura, stavolta senza sbavature dopo le inevitabili disattenzioni, da perdonare alla sua età, delle precedenti gare casalinghe.

CONTROPODIO

Medaglia d’oro: a Salim Diakitè, in affanno per tutta la prima frazione. Gli impegni ravvicinati da innestare su una condizione ancora non ottimale giocano un brutto scherzo al difensore, che soffre terribilmente la vivacità di Romano ed Aurelio.

Medaglia d’argento: a Emanuele Torrasi, che da sotto punta non garantisce il guizzo in cui sperava Abate. Galleggia tra le linee ma senza incidere in quella che comunque non è una posizione pienamente congeniale alle sue caratteristiche di regista.

Medaglia di bronzo: alla sfortuna di Alessandro Gabrielloni, una traversa e un salvataggio incredibile sulla linea di porta sottraggono al 9 ex Como la meritata gioia su azione. Da apprezzare, però, il suo lavoro di sponda e da riferimento centrale anche spalle alla porta.

IL MORSO DELLA VESPA. Okoro ‘e chistu core! Lo Stabia batte lo Spezia e torna a vincere

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Dopo un digiuno durato ben sette turni, il “Menti” torna a ruggire. La Juve Stabia interrompe la sua striscia senza vittorie superando per 3-1 uno Spezia sempre più in crisi e pericolosamente invischiato nella zona retrocessione. Una vittoria di carattere per le Vespe, capace di ribaltare lo svantaggio iniziale grazie agli innesti azzeccati dalla panchina e a una solidità ritrovata nei momenti chiave.

Primo tempo: botta e risposta dal dischetto

L’avvio è un monologo gialloblù che ha dell’incredibile. In un’unica azione, la Juve Stabia colleziona quattro palle gol: Gabrielloni stampa il colpo di testa sulla traversa, poi Radunovic e Romano si immolano sui tap-in di Carissoni e dello stesso Gabrielloni, finché Carissoni non spedisce alto sopra la traversa.

Il calcio, si sa, è spietato: lo Spezia, dopo aver spaventato i padroni di casa con Sernicola, passa al 30’. Il merito è tutto di Romano, che estrae dal cilindro un gioco di prestigio d’esterno per servire l’inserimento di Aurelio: sinistro secco sul primo palo e liguri avanti.

Il pareggio arriva però nel recupero della prima frazione. Dopo un miracolo di Radunovic su Cacciamani, l’arbitro Di Marco (con l’ausilio del VAR) assegna un rigore per un tocco di mano quasi impercettibile di Sernicola. Dagli undici metri Leone è glaciale, bissando la precisione già mostrata a Palermo e fissando l’1-1.

La ripresa: la firma dei subentrati

Nella seconda metà di gara, la Juve Stabia cambia marcia grazie ai cambi. Al minuto 60′ sale in cattedra Pierobon: il neo-entrato vince un contrasto grintoso a metà campo, punta la porta e lascia partire un destro a giro perfetto che si insacca all’incrocio dei pali. È il sorpasso e la prima gioia stagionale per il centrocampista.

Lo Spezia accusa il colpo e non riesce a reagire con ordine, subendo al 90’ il colpo del definitivo KO. Ricciardi scippa il pallone a un ingenuo Vlaovic e serve Okoro: l’attaccante, anche lui entrato dalla panchina, firma il suo primo gol in Serie B con uno scavetto d’autore che batte Radunovic in uscita.

Finale da brividi

Nonostante il doppio svantaggio, lo Spezia ha un sussulto d’orgoglio nel finale. Proprio Vlaovic avrebbe l’occasione di riscattare l’errore precedente, ma la sua conclusione nel recupero si stampa sul palo, condannando i bianconeri al nono KO esterno della stagione.

Con questi tre punti, la Juve Stabia mette in cassaforte il settimo posto, allontanando i fantasmi della crisi. Per lo Spezia, invece, il baratro della retrocessione si fa sempre più vicino.

Juve Stabia – Spezia (3-1): Le pagelle dei gialloblù

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Il boato del Romeo Menti al triplice fischio non è solo l’esultanza per una vittoria, è un grido di liberazione che profuma di storia. La Juve Stabia batte lo Spezia in rimonta con un perentorio 3-1 e mette il sigillo definitivo su una stagione fin qui straordinaria. Sotto di un gol nel primo tempo, i ragazzi di mister Abate hanno dimostrato carattere e fame, ribaltando il match grazie alla freddezza di Leone dal dischetto e agli acuti di Pierobon e Okoro, quest’ultimo al suo primo sigillo in maglia gialloblù.

Con questi tre punti, le Vespe volano a quota 45 in classifica, una soglia che, a sei giornate dal termine e prima della sosta per le nazionali, permette di archiviare virtualmente il discorso salvezza. Un traguardo raggiunto con largo anticipo e che ora autorizza l’intera Castellammare a guardare al finale di campionato con la mente sgombra e il cuore pieno d’orgoglio, magari cullando sogni ancora più ambiziosi.

Andiamo a vedere nelle nostre pagelle chi sono stati i protagonisti assoluti di questo pomeriggio indimenticabile.

CONFENTE 5,5: Nelle azioni pericolose degli spezzini non incide perché sono gli stessi a sbagliare la finalizzazione. Sul goal, tiro forte e preciso, ma sul primo palo, poteva fare di più, praticamente spettatore della gara.

DIAKITÉ 5,5: Per controllare gli avversari ci mette fisicità e carattere, oggi la condizione non era al meglio risentendo delle 3 gare ravvicinate, anche lui non esente da colpe sul goal subito. Sempre in affanno forse colpa del Ramadan (terminato da poco) viene sostituito. Dal 46’ VARNIER 6: entra concentrato, prende la sua consueta posizione da centrale con giocate semplici concede poco o niente agli avversari.

DALLE MURA 7: Prestazione senza distrazioni, si conferma ancora una volta che può essere ritenuto un titolare importante, sia da centrale che da braccetto di sinistra dalle sue parti è difficile passare. A Cosenza si devono ricredere di molto.

BELLICH 7: Come per Dalle Mura sia da centrale che braccetto di sinistra e poi di destra gli avversari non lo superano mai. Nell’assalto finale dello Spezia resta concentrato. A Castellammare lo conoscono bene è una certezza.

CARISSONI 6: Come quinto di destra oggi ha prediletto più la fase offensiva penalizzando la difensiva, si perde spesso l’avversario, ha anche lui delle colpe sul goal subito. Dalla incursione parte il cross che porta all’azione del rigore che gli fa meritare la sufficienza. Dal 57’ RICCIARDI 6: Entra subito in partita, presidia con incisività la sua zona di competenza, gli spezzini da quel lato non si rendono più pericolosi, si fa anche apprezzare per alcuni allunghi in fase offensiva.

MOSTI 6,5: Le linee compatte dello Spezia lo portano a fare un lavoro oscuro tra i reparti per aprire degli spazi, solido lavoro di pressing ed inserimento. DALL’89’ MANNINI S.V. : Congratulazioni per la convocazione nella Nazionale U21!

LEONE 7: Ci dobbiamo ripetere per questo giocatore, sempre concentrato, con la palla tra i piedi sa sempre quello che deve fare, glaciale nel calciare il rigore in un momento difficile. Non si capisce perché non è stato inserito nella squadra ideale della serie B.

CORREIA 6: Per la forma fisica non ottimale, forse per il Ramadan limita un pò la sua azione ma dà una mano davanti alla difesa, finisce la partita quasi da seconda punta. La squadra ha bisogno della sua fisicità.

CACCIAMANI 6,5: Fresco di convocazione in Nazionale U21, resta sempre il giocatore più pimpante, si sacrifica molto nel seguire Sernicola, uno dei giocatori più forti dello Spezia, i suoi allunghi costringono gli avversari a veloci corse all’indietro.

TORRASI 6: Merita la sufficienza per l’impegno profuso, purtroppo sta giocando in un ruolo non suo, poco preciso sui calci da fermo. Dal 46’ PIEROBON 7: Entra e spacca subito la partita con le sue incursioni che portano prima a sbagliare la scelta ma con la seconda incursione non sbaglia realizzando un tiro preciso a millimetro che porta al vantaggio.

GABRIELLONI 6: Prestazione sufficiente ma non memorabile, poco cinico sotto porta che non deve mancare ad un giocatore della sua elevatura. Dal 67′ OKORO 6,5: Entra per tenere in allerta la difesa avversaria, compito svolto con continuità, attento e astuto nell’azione che lo portano al suo primo goal, speriamo sia di buon auspicio.

ABATE 7: Parte sempre con il consueto 3-5-1-1 con Torrasi sotto punta vista ancora l’assenza degli infortunati in quel ruoli. La squadra i primi minuti viste le linee strette dello Spezia stenta un pò, ma prese le contromisure anche rischiando a prendere qualche ripartenza infatti, su una costruzione dal basso, la squadra messa male lo Spezia riparte e riesce ad andare in vantaggio. Dopo il goal Abate libera Leone dai suoi compiti di schermatura e la Juve Stabia ne trova beneficio iniziando a macinare gioco fino ad arrivare al pareggio a fine prima tempo.
Oggi con le giuste sostituzioni: con l’ingresso di Pierobon, più incisivo e dinamico di Torrasi nel ruolo di sotto punta, si è riusciti ad andare in vantaggio. L’ingresso di Okoro più veloce e scattante del compagno Gabrielloni, infatti su una palla recuperata con pressing alto si invola verso la porta e realizza il suo primo goal in maglia giallo blu che porta ad un finale tranquillo.
Anche quest’anno la sua Juve Stabia conquista la salvezza con tante giornate di anticipo e non era una cosa scontata. L’obiettivo è ora la conquista del sesto posto che permetterebbe di giocare i play off con il vantaggio del primo turno eliminatorio da giocare in casa.

Juve Stabia – Spezia (3-1), Donadoni tra rabbia e speranza: Non piangiamoci addosso, la salvezza è possibile

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Il verdetto del “Menti” è amaro per lo Spezia: la sconfitta per 3-1 contro la Juve Stabia (maturata in rimonta) lancia le Vespe verso una salvezza virtuale con 45 punti e sei giornate d’anticipo, mentre sprofonda i liguri in piena zona retrocessione. Al termine del match, un Roberto Donadoni visibilmente amareggiato ma combattivo ha analizzato gli episodi chiave, la tenuta mentale della squadra e il suo futuro sulla panchina bianconera.

Il caso rigore e gli errori fatali

Il tecnico non ha nascosto il fastidio per l’episodio del rigore che ha cambiato l’inerzia del primo tempo, pur mantenendo un profilo critico verso i propri giocatori:

“Sono stanco di commentare queste cose. Forse c’è un tocco di mano di Sernicola, ma è in equilibrio precario e la palla non cambia traiettoria. Per vedere un rigore così bisogna essere davvero bravi.”

Tuttavia, Donadoni è stato categorico sugli errori difensivi: “Al di là dell’arbitro, non si può rischiare in alcune situazioni come il terzo gol. Quella palla deve volare a 300 km/h fuori dallo stadio. Sul 2-1 la partita era aperta, il terzo gol regalato ha chiuso i giochi. Veniamo puniti puntualmente a ogni minimo errore.”

Crisi di risultati o calo fisico?

Nonostante la flessione nella ripresa ricordi quanto visto a Modena, il mister respinge l’idea di un crollo atletico: “Non vedo un calo, vedo una perdita di lucidità dopo lo svantaggio. La voglia dei ragazzi c’è, ma serve più cattiveria agonistica. In certi frangenti una squadra che lotta per non retrocedere deve avere un piglio diverso.”

Sulla classifica che si fa sempre più “drammatica”, il tecnico resta fermo: “Difficile ma non impossibile”. Donadoni rifiuta l’idea di una squadra aggrappata a un solo leader: “Lapadula? Se pensiamo che un singolo risolva tutto, abbiamo già perso. Dobbiamo aggrapparci al gruppo, alla compattezza. Recupereremo Bandinelli, Matteju e Di Serio dopo la sosta: saremo al completo e lotteremo insieme.”

Il futuro e la polemica in sala stampa

Non è mancato un momento di tensione quando è stato sollevato il tema del possibile esonero approfittando della sosta per le nazionali. Donadoni ha risposto con fermezza alle domande sulla fiducia della società e sulla pressione della piazza:

“Se la proprietà ha confermato la fiducia, quella rimane. Se cambieranno idea vedremo, ma non è la mia preoccupazione. La mia energia va tutta sui punti per salvarci. Dire che i tifosi vogliono vincere è logico. Non è che noi invece vogliamo perdere. Se vogliamo parlare di calcio bene, altrimenti ci vediamo al bar e parliamo d’altro.

Uno sguardo al campionato e ai giovani

In chiusura, un gesto di classe verso il collega avversario: “Complimenti ad Abate, sta conducendo un campionato non da poco, sta facendo bene.” Infine, una riflessione sulla Serie B come serbatoio per la Nazionale: “È un bacino d’utenza fondamentale. Più spazio si dà ai giovani interessanti, più ne beneficia tutto il movimento italiano.”

Ora lo Spezia avrà due settimane per ricaricare le pile e resettare la mente. La missione salvezza ripartirà dopo la sosta, con un Donadoni che chiede una sola cosa: meno errori banali e molta più “fame”.

Juve Stabia – Spezia, Pierobon: “Il mio gol? Alla Del Piero. Salvezza in tasca, ora siamo liberi di sognare”

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Il “Menti” esplode di gioia. La Juve Stabia ribalta lo Spezia, vince 3-1 in rimonta e vola a quota 45 punti in classifica, chiudendo virtualmente il discorso salvezza con ben sei giornate di anticipo. L’uomo copertina di questa giornata perfetta è senza dubbio Christian Pierobon, autore della rete del momentaneo 2-1 che ha spaccato la partita e completato la rimonta sulle aquile spezzine.

Al termine del match, il centrocampista ha espresso tutta la sua gioia in sala stampa, raccontando l’emozione per una rete che sa di rinascita personale e di trionfo per l’intera squadra, che ora andrà alla sosta per le nazionali con la testa sgombra in vista del big match di Venezia tra quindici giorni.

La magia del gol e la fine di un incubo

Il gol del 2-1 ha ricordato a molti e anche a lui le classiche prodezze a giro “alla Del Piero”, un colpo di genio che ha scatenato l’esultanza del popolo gialloblù. Per Pierobon, però, la rete ha un significato che va oltre il gesto tecnico.

“È stato bellissimo, soprattutto perché è stato un anno un po’ complicato per me. Questo gol è stato una vera e propria liberazione,” ha confessato emozionato.

Alla domanda se si ispirasse a qualche grande campione del passato per prodezze simili, ha risposto con umiltà: “Sono contentissimo del gol, ma non mi ispiro ad un singolo giocatore in particolare. Mi piace guardare in generale i giocatori e cercare di prendere il meglio da tutti”.

Il gol è il giusto premio dopo un periodo personale tortuoso, segnato da problemi fisici: “Sono stati mesi difficili, ma ho sempre saputo che lavorando avrei risolto tutto. Con il lavoro, prima o poi, si viene ripagati, e per fortuna oggi è andata così”.

La reazione della squadra e la “liberazione” a quota 45

La vittoria sullo Spezia è il frutto di un gruppo che non ha mai smesso di lottare, nemmeno quando la partita si era messa in salita. L’effetto “Menti” si è fatto sentire. “Dopo essere andati sotto abbiamo continuato a crederci. Nel secondo tempo si è visto chiaramente che volevamo vincere a tutti i costi. Venivamo da un periodo difficile. Ci sono stati tanti infortuni, ma abbiamo stretto i denti e lavorato sodo. Nonostante nelle ultime 7 partite avessimo lasciato un po’ di punti per strada, vincere oggi era troppo importante”.

Con i 45 punti in cassaforte, la salvezza è ormai una certezza matematica. Un traguardo che, secondo Pierobon, cambierà il volto del finale di stagione delle Vespe: “Era vitale arrivare il prima possibile al nostro primo obiettivo. Adesso che lo abbiamo raggiunto, possiamo scendere in campo e giocare con molta più libertà mentale”.

Il legame con Castellammare e il sogno play-off

Pierobon non nasconde il suo profondo attaccamento ai colori gialloblù e a una città che lo ha adottato.

“Castellammare la sento come una seconda casa,” ha dichiarato. “Ormai sono qui da quasi 3 anni, mi trovo benissimo con la gente di Castellammare e con i miei compagni di squadra”. Un pensiero speciale è andato anche all’ex compagno Ruggero, oggi avversario con lo Spezia: “È una grande persona, abbiamo stretto un bellissimo rapporto in passato. Mi dispiace per lui per la sconfitta e gli auguro il meglio”.

Ora il campionato si ferma per la sosta dedicata alle nazionali. Alla ripresa, tra quindici giorni, la Juve Stabia farà visita alla capolista Venezia in una sfida che si preannuncia affascinante. Con la salvezza in tasca e la mente sgombra, l’obiettivo si sposta inevitabilmente verso l’alto.

Dove può arrivare questa squadra? Pierobon non si pone limiti: “Non so di preciso dove possiamo arrivare, ma siamo tutti ambiziosi. Abbiamo tanta voglia di arrivare in alto e di sognare”.

Juve Stabia, rimonta sullo Spezia. Abate: “Salvezza in cassaforte, ora ci meritiamo il privilegio di sognare”

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Castellammare di Stabia fa festa. Con una prova di grande carattere e una splendida rimonta per 3-1 ai danni di uno Spezia costruito per vertici ben diversi, la Juve Stabia vola a quota 45 punti in classifica. Un numero che profuma di impresa: le Vespe chiudono di fatto il discorso salvezza con ben sei giornate di anticipo.

Un traguardo che permette all’ambiente di godersi la sosta per le nazionali con il sorriso dei giorni migliori, prima di tornare in campo tra quindici giorni per la suggestiva e affascinante trasferta contro la capolista Venezia. Al termine della gara, un raggiante (ma sempre lucido) Ignazio Abate ha analizzato il momento d’oro della sua squadra, tracciando la rotta per questo finale di stagione.

Una prova di maturità e la forza del gruppo

La partita non era iniziata nel migliore dei modi, ma la reazione è stata da grande squadra. Abate ha voluto subito sottolineare l’aspetto mentale dei suoi ragazzi, capaci di non disunirsi dopo lo svantaggio iniziale:

“Abbiamo fatto una partita matura, siamo andati subito sotto ma questa volta senza perdere la bussola. I ragazzi hanno fatto una grande partita, nonostante fosse la terza gara in una settimana. Sono contento per loro, per i cambi e per come hanno impattato.”

Il mister ha anche analizzato con onestà il gol subito, frutto di un dettaglio tattico su cui la squadra aveva lavorato: “La partita l’abbiamo preparata in fase difensiva proprio ieri. Per quanto riguarda il gol, è stato più un errore individuale, potevamo salire meglio.”

A viso aperto contro le “grandi” e gli elogi ai singoli

Nonostante il divario economico con corazzate come lo Spezia, la Juve Stabia non ha mai rinunciato alla propria identità. Abate difende il percorso fatto fin qui, rifiutandosi di giudicare la squadra solo dal risultato odierno:

“Lo Spezia è una squadra forte costruita per il vertice. Hanno un monte ingaggi pazzesco, ma noi abbiamo sempre giocato a viso aperto, con i nostri limiti. Non sarebbe giusto parlare di una buona partita solo riferendoci a quella di oggi, perché sarebbe scorretto rispetto alle prestazioni delle altre partite: non mi lascio influenzare dai risultati.”

C’è stato anche spazio per gli elogi individuali, fondamentali in un gruppo che sta rendendo oltre le aspettative. Una menzione speciale è andata ai più giovani e a chi sta cercando continuità: ” Okoro a 19 anni sta lavorando con tanta umiltà, pur avendo poco esperienza in serie B. Discorso diverso per Dalle Mura che è arrivato qui già con quasi 100 presenze in B, ha una grande padronanza tecnica e di esperienza e si vede. Cambiare tanto a Gennaio non è mai facile e lo sapevamo che avremmo dovuto aspettare per amalgamare i nuovi arrivati al resto del gruppo.” Su Varnier che oggi ha giocato un tempo l’augurio del mister è che “riesca ad avere più continuità”, mentre il pensiero principale dello staff medico sarà ora quello di recuperare gli infortunati durante la sosta.

Il nuovo orizzonte: alzare l’asticella

Con l’obiettivo primario raggiunto, il campionato della Juve Stabia cambia volto. Niente pressioni da zona calda, ma solo la voglia di stupire ancora.

“La classifica adesso ci sorride, arrivare a 45 punti è importante, ma nel calcio nulla è scontato. Mancano 6 partite e adesso è il momento di poter alzare l’asticella perché la classifica ce lo permette. In questo momento ci siamo meritati il privilegio di poter sognare a 6 giornate dalla fine.”

Tuttavia, Abate mantiene i piedi per terra, consapevole delle insidie del finale di stagione di Serie B, dove “incontrare quelle che devono salvarsi può essere anche peggio di incontrare chi lotta per la promozione.” Il mantra è chiaro: “Dopo oggi non dobbiamo ripartire, dobbiamo continuare. Noi il nostro obiettivo lo abbiamo raggiunto, questo ci permetterà di giocare con più serenità.”

L’appello ai tifosi e lo sguardo (cauto) al futuro

In chiusura, Abate ha lanciato un forte messaggio alla città di Castellammare, chiedendo il supporto del dodicesimo uomo in campo per questo esaltante rush finale: “Mi auguro che la città capisca il momento, e venga a riempire lo stadio, trasformandolo in una bolgia.”

Inevitabile, visti i risultati, una domanda sul suo futuro sulla panchina gialloblù, che il tecnico ha dribblato con la consueta professionalità: “Noi penseremo una partita per volta. Nel calcio non si sa mai cosa può succedere, e per quanto riguarda me, a fine campionato ci penseremo.”

Juve Stabia – Spezia: 3-1 (33′ Aurelio 47′ Leone (r) 74′ Pierobon, 89′ Okoro)

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Benvenuti alla diretta testuale di Juve Stabia – Spezia, sfida cruciale valevole per la giornata n.32 (giornata n.13 di ritorno) del campionato di Serie BKT 2025-2026. Alle ore 15:00, la cornice dello stadio “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia ospiterà un incrocio tra due squadre con obiettivi differenti, ma identica fame di punti.

Il momento delle squadre

Le “Vespe” di Ignazio Abate arrivano a questo appuntamento col morale alto dopo il prestigioso pareggio conquistato al “Renzo Barbera” contro il Palermo. Attualmente a quota 42 punti, i gialloblù cercano il successo interno per mettere il sigillo definitivo sulla pratica salvezza e, chissà, ricominciare a guardare con ambizione alla zona playoff.

Umore opposto per la formazione di Roberto Donadoni. Il beffardo pari casalingo contro l’Empoli ha lasciato ferite aperte e una classifica che scotta: con 30 punti, i liguri occupano la posizione n.18 in piena zona retrocessione. Tuttavia, la zona salvezza dista una sola lunghezza, rendendo ogni pallone odierno pesante come un macigno.

Le chiavi del match

Donadoni recupera pezzi importanti come Vlahovic e ritrova Lapadula (almeno per la panchina), ma dovrà fare a meno di Di Serio e Mateju. Dall’altra parte, la Juve Stabia punta sulla solidità casalinga e sulla spinta del pubblico del “Menti” per chiudere i giochi perde Giorgini per squalifica ma recupera Gabrielloni che ha scontato la giornata di squalifica e Burnete che ha ripreso a correre.

TABELLINO

Juve Stabia (3-5-1-1): Confente; Diakitè (45′ Varnier), Dalle Mura, Bellich; Carissoni (58′ Ricciardi), Mosti (90′ Mannini), Leone, Correia, Cacciamani; Torrasi (45′ Pierobon); Gabrielloni (67′ Okoro).

A disposizione: Signorini, Boer, Kassama, Ciammaglichella, Dos Santos.

Allenatore: Ignazio Abate.

Spezia (3-5-1-1): Radunovic; Ruggero (77′ Vignali), Hristov, Bonfanti; Sernicola, Comotto (85′ Lapadula), Romano, Beruatto (77′ Vlaovic), Aurelio; Adamo (61′ Valoti); Artistico.

A disposizione: Mascardi, Loria, Bellemo, Nagy, Shagaxle, Bertoncini, Lorenzelli.

Allenatore: Roberto Donadoni.

Direttore di Gara: sig. Davide Di Marco della sezione AIA di Ciampino

Primo Assistente: sig. Ivan Catallo della sezione AIA di Frosinone

Secondo Assistente: sig. Paolo Bitonti della sezione AIA di Bologna

IV° ufficiale: sig. Luca Massimi della sezione AIA di Termoli

VAR: sig. Manuel Volpi della sezione AIA di Arezzo

AVAR: sig. Emanuele Prenna della sezione AIA di Molfetta

Marcatori: 33′ Aurelio (SP) 47′ Leone (r) 74′ Pierobon 89′ Okoro

Angoli: 3 – 2

Ammoniti: 37′ Beruatto (SP) 52′ Bonfanti (SP) 56′ Adamo (SP)

Espulsi: –

Recupero: 2 min p.t. – 6 min s.t.

Note: Terreno in erba sintetica. Giornata gialloblù ma con prezzi popolari decisi dalla società gialloblù

Spettatori totali 3403 (77 ospiti) con un incasso di 31.628 Euro

PRIMO TEMPO

Al 7′ occasione per la Juve Stabia: Carissoni recupera una palla sulla trequarti e serve sulla sinistra Gabrielloni che entra in area ma poi perde il tempo della battuta e calcia a rete debolmente tra le mani di Radunovic

Al 18′ Occasionissima per la Juve Stabia: Rimessa laterale di Bellich per Gabrielloni che sulla linea di fondo colpisce di testa e colpisce la traversa, sulla palla arriva Carissoni che calcia trovando la respinta di Radunovic, Gabrielloni a porta vuota calcia a rete trovando la respinta sulla linea di Romano. Lo stesso Gabrielloni sbilanciato ostacola Carissoni sulla ribattuta e la palla esce sul fondo.

Al 21′ Ancora Juve Stabia: Lancio lungo di Confente, Gabrielloni con un pò di difficoltà controlla palla e si invola verso la porta avversaria, tiro dalla distanza che termina tra le braccia di Radunovic

Al 24′ Sugli sviluppi di un calcio d’angolo irrompe in area Belliche che colpisce di testa ma troppo centrale.

Al 29′ Spezia vicino al vantaggio: Aurelio se ne va sulla fascia sinistra trovando un buco lasciato da Diakitè e Carissoni, Dalle Mura deve scalare sulla fascia lasciando solo Bellich al centro dove arrivano Artistico e Sernicola con quest’ultimo che calcia incredibilmente sul fondo

Al 33′ Spezia in vantaggio: Romano riceve palla e di esterno serve Aurelio defilato sulla sinistra con Diakitè fuori posizione, il centrocampista ligure penetra in area e calcia sul primo palo piegando le mani a Confente

Al 37′ Ammonito Beruatto per fallo sul Leone

Al 44′ Juve Stabia pericolosa: Cross di Carissoni per Cacciamani che viene ostacolato da Sernicola e colpisce di testa trovando la mano dello stesso difensore ligure e la respinta di Radunovic. L’arbitro decretala la massima punizione che viene confermata al VAR per il tocco di mano bianconera.

Il direttore di gara concede 2 minuti di recupero.

Al 47′ sul dischetto si presenta Leone che realizza la sua terza rete in campionato portando il match in equilibrio.

SECONDO TEMPO

Al 45′ nella Juve Stabia entrano Pierobon e Varnier per Torrasi e Diakitè

Al 52′ ammonito Bonfanti per fallo su Gabrielloni

Al 55′ Spezia in avanti: Sernicola cross dalla destra per Artistico sul secondo palo che di testa però non inquadra la porta

Al 56′ Ammonito Adamo per fallo su Pierobon lanciato in contropiede

Al 58′ Nella Juve Stabia Ricciardi prende il posto di Carissoni

Al 61′ Lo Spezia sostituisce Adamo con Valoti

Al 67′ La Juve Stabia sostituisce Gabrielloni con Okoro

Al 71′ azione pericolosa della Juve Stabia con Pierobon che se va in contropiede, si accentra ma invece di calciare a rete serve Ricciardi che si fa murare dalla difesa ospite e l’azione sfuma.

Al 74′ Juve Stabia in vantaggio: Contrasto a centrocampo Ruggero – Pierobon vinto da quest’ultimo che se ne va in contropiede e arrivato al limite dell’area fa partire un tiro a giro sul palo lungo che si infila all’incrocio dei pali per la gioia del pubblico di casa

Al 77′ Nello Spezia escono Ruggero e Beruatto ed entrano Vignali e Vlaovic

Al 85′ Lo Spezia sostituisce Comotto con Lapadula

Al 89′ La Juve Stabia realizza la terza rete: Palla persa a centrocampo dallo Spezia con un rimpallo che favorisce Okoro che si invola verso la porta avversaria e trafigge Radunovic in uscita.

Al 90′ La Juve Stabia sostituisce Mosti con Mannini

Il direttore di gara concede 6 minuti

Al 91′ Lo Spezia colpisce il palo: Sernicola calibra un cross al centro dell’are con Vlaovic che calcia di prima intenzione colpendo il palo alla destra di Confente

Al 95′ Ammonito Hristov per fallo su Pierobon

Il direttore decreta la fine delle ostilità con la Juve Stabia che torna alla vittoria dopo 7 turni e chiude il discorso salvezza con 6 giornate di anticipo. Ora ci sarà la sosta con l’obiettivo di recuperare le energie e gli uomini in vista dello sprint finale che potrebbe regalare qualcosa di importante alle Vespe.

Napoli, Palazzo Serra di Cassano: I Farnese, una delle dinastie nobiliari più influenti del Rinascimento

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Organizzato dall’Associazione culturale A.N.T.A.R.E.S ETS presso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici a Palazzo Serra di Cassano in Via Monte di Dio a Napoli, si è svolto giovedì 19 marzo u.s. un interessante incontro dedicato alla Famiglia Farnese.

La conferenza, intitolata “Venite a l’ombra de’ gran gigli d’or”, ha messo in evidenza il legame storico tra questa potente casata e Napoli, approfondendo il ruolo dei Farnese come antenati di Carlo di Borbone e la loro eredità artistica e politica, che ha segnato la città.

L’evento è stato un omaggio alla memoria della dott.ssa Adriana Carnevale, recentemente scomparsa, figura storica della Soprintendenza Archivistica di Napoli, la cui passione per questi temi ha pervaso l’intera discussione.

A relazionare sull’argomento tre figure di spicco del panorama culturale, che hanno approfondito con i loro interventi il legame tra Napoli e la Tuscia attraverso l’architettura, l’arte e i documenti storici.

L’Arch. Prof. Teresa Leone (Presidente dell’Associazione A.N.T.A.R.E.S. ETS), ha avuto il ruolo di introdurre e concludere i lavori, coordinando gli interventi sulla famiglia Farnese e il loro immenso lascito artistico e architettonico tra la Tuscia e Napoli.

L’Arch. Margherita Eichberg (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Prov. di Viterbo e per l’Etruria Meridionale), massima autorità nella tutela di monumenti iconici farnesiani, nel suo intervento si è soffermata sull’importanza della famiglia Farnese come committente di opere d’arte e architetture straordinarie che, partendo dal Lazio settentrionale, hanno poi arricchito Napoli.

Il Dott. Gaetano Damiano (Archivio di Stato di Napoli) ha relazionato sull’importanza dei documenti storici del “Fondo Farnesiano” presenti nell’archivio del capoluogo campano.

I relatori, con la narrazione degli eventi e la presentazione delle opere d’arte, hanno catalizzato l’attenzione del folto pubblico presente; l’affluenza all’evento e l’interesse suscitato confermano quanto la storia dei Farnese sia ancora sentita parte integrante dell’identità napoletana.

L’attenzione del pubblico è stata catturata dalla narrazione ricca di aneddoti dell’Arch. Prof. Teresa Leone, che ha trasformato i nomi storici e le opere d’arte in figure vive. Il suo intervento si è incentrato su Elisabetta, madre di Carlo di Borbone, Paolo III, il Gran Cardinale e altri illustri rappresentanti della famiglia Farnese.

L’intervento si è poi incentrato sulla descrizione delle proprietà più importanti come Palazzo Farnese di Roma, considerato “la più bella reggia del Rinascimento”, la Villa Farnesina alla Longara, gli Horti Farnesiani, Villa Falconieri a Frascati, un tempo detta La Rufina, e sulle collezioni che oggi ammiriamo al Museo di Capodimonte e al MANN, nate proprio dal genio e dal collezionismo dei Farnese.

L’eredità dei Farnese a Napoli è immensa: si tratta di una delle collezioni d’arte più importanti al mondo, giunta in città nel 1734 grazie a Carlo di Borbone, che la ereditò dalla madre Elisabetta, ultima della dinastia.

Oggi questo tesoro è diviso tra il Museo Archeologico Nazionale (MANN) e il Museo di Capodimonte; al MANN è possibile ammirare, tra l’altro, l’Ercole Farnese, Il Toro Farnese, il più grande gruppo scultoreo dell’antichità giunto fino a noi da un unico blocco di marmo, e l’Atlante Farnese, celebre per il globo celeste che regge sulle spalle.

A Capodimonte si trova il cuore pittorico della famiglia, con capolavori assoluti del Rinascimento come il Ritratto di Paolo III con i nipoti (Tiziano), la Danae (Tiziano), commissionata dal cardinale Alssandro Farnese, e La Cassetta Farnese, un capolavoro di oreficeria in argento dorato, cristallo di rocca e lapislazzuli.

È l’aspetto architettonico a svelare la grandezza politica della famiglia, veri pionieri di quello che potremmo definire il “marketing del potere” attraverso la pietra.

Nel suo intervento, l’Arch. Margherita Eichberg ha magistralmente guidato il pubblico in un tour virtuale tra le “perle” architettoniche della Tuscia, evidenziando come ogni edificio non fosse solo una dimora, ma un manifesto di legittimazione dinastica.

La relatrice ha approfondito alcuni simboli cardine del dominio farnesiano, che rappresentano l’evoluzione della famiglia da nobiltà locale a dinastia europea, come il Palazzo Farnese di Caprarola e le numerose architetture della famiglia sparse nel viterbese.

Il Dott. Gaetano Damiano è stato il terzo relatore chiave dell’incontro “Venite a l’ombra de’ gran gigli d’or”. Il suo contributo è stato fondamentale per illustrare la dimensione documentale e archivistica della famiglia Farnese. Nel suo intervento ha toccato un punto doloroso della storia di Napoli: la tragedia di San Paolo Belsito del settembre 1943.

Per proteggere i documenti più preziosi dai bombardamenti su Napoli, l’Archivio di Stato trasferì 866 casse di documenti (tra cui il nucleo farnesiano, angioino e aragonese) in una villa a San Paolo Belsito. Per rappresaglia dopo l’insurrezione di Napoli, i soldati tedeschi appiccarono il fuoco alla villa il 30 settembre 1943.

Il riferimento al “Fondo Farnesiano” assume un valore quasi sacro, proprio perché ciò che è giunto a noi è il risultato di un recupero miracoloso dopo la barbarie nazista.

Gran parte della memoria amministrativa e diplomatica del Regno e della famiglia Farnese andò letteralmente in fumo. Fu una perdita incalcolabile per la storiografia europea. L’intervento del Dott. Gaetano Damiano all’incontro ha sottolineato l’importanza di studiare ciò che resta come atto di resistenza culturale contro quella distruzione.

La conferenza sulla Famiglia Farnese “Venite a l’ombra de’ gran gigli d’or” è stata sicuramente un evento di alto profilo, considerando sia lo spessore culturale dell’Associazione Antares sia la prestigiosa cornice dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici a Palazzo Serra di Cassano.

Un plauso all’Arch. Prof. Teresa Leone, presidente di A.N.T.A.R.E.S. ETS (Associazione Napoletana Territorio Arte Restauro Ecologia Società) per l’importante iniziativa di valorizzazione del patrimonio storico e artistico napoletano.

Per approfondire gli studi sui Farnese, l’associazione organizza incontri e itinerari che collegano la storia napoletana ai luoghi d’origine della famiglia nella Tuscia. Le visite guidate mirano a mostrare come le architetture e le opere create per i Farnese siano oggi un ponte storico tra il Lazio settentrionale e la Campania. Per conoscere le prossime partenze verso il viterbese o le visite tematiche a Napoli, è possibile contattare l’associazione via email a antarescampaniaecultura@gmail.com.

Juve Stabia, l’emozione e le parole di Vincenzo Onorato ai festeggiamenti dei 119 anni delle Vespe

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Cori, fumogeni, sciarpe alzate e una passione che brucia ininterrotta da oltre un secolo. Le celebrazioni per i 119 anni di storia della Juve Stabia, organizzate con il cuore e l’entusiasmo della tifoseria nel piazzale antistante lo stadio Romeo Menti nella serata di giovedì, hanno regalato alla città di Castellammare di Stabia una serata indimenticabile.

Tra gli ospiti d’onore, un uomo che ha scritto pagine indelebili del club negli anni ’90: l’ex attaccante Vincenzo Onorato. Accolto come un eroe tornato a casa, l’ex bomber gialloblù ha preso il microfono visibilmente emozionato, regalando ai presenti un viaggio nei ricordi tra aneddoti, brividi e dichiarazioni d’amore puro per la piazza.

Dal Messina a Castellammare: un Ritorno a Casa

Onorato ha esordito ricordando i suoi primi passi verso l’avventura stabiese, un trasferimento nato dalla volontà di riavvicinarsi alle proprie radici campane. Non è mancato un saluto affettuoso a un ex compagno illustre.

“Il Popolo Stabiese è sempre nel mio cuore. Ero a Messina nel 1991 insieme a Igor Protti, a cui invio il mio in bocca al lupo. Volevo avvicinarmi a Napoli e così sono arrivato alla Juve Stabia.”

Le “Sliding Doors” di Vasto

Il momento più intimo e curioso dell’intervento ha riguardato lo storico spareggio di Vasto. Una partita che non rappresentava solo uno snodo vitale per la società, ma anche per il futuro personale dell’attaccante.

Onorato ha svelato di avere in tasca un accordo triennale che era però vincolato all’esito di quella delicatissima sfida: “Se avessimo perso il mio contratto sarebbe decaduto,” ha confessato Onorato sorridendo. “E menomale che è andato tutto bene ed è terminata con una vittoria ai calci di rigore.

L’Apoteosi e il Sogno del San Paolo

Da quella vittoria a Vasto, la storia di Onorato e della Juve Stabia ha preso letteralmente il volo, sfiorando traguardi storici e scrivendo la leggenda del club. L’anno successivo alla salvezza di Vasto, la squadra domina e vince il campionato. Nel 1994 poi, la cavalcata si ferma solo all’ultimo atto con la leggendaria, seppur amara, finale del San Paolo contro la Salernitana, valevole per l’accesso in Serie B.

Un Legame Indissolubile

A chiudere l’intervento di Onorato, acclamato dai tifosi di ogni età — da chi lo ha visto segnare a chi ne ha solo ascoltato le gesta —, sono state parole che confermano la grandezza della piazza stabiese.

“Ripeto, la Juve Stabia è nel mio cuore senza discussione. Ogni volta che vengo qua, l’emozione è sempre enorme.”

Una dichiarazione che ha fatto tremare il piazzale del Menti, suggellando una notte in cui passato, presente e futuro della Juve Stabia si sono abbracciati sotto i colori più belli: il giallo e il blu.

L’ex Rastelli: “Grande campionato nonostante gli infortuni. Con lo Spezia gara decisiva”

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L’intervento di Massimo Rastelli a Juve Stabia Talk Show rappresenta un tuffo nel passato glorioso della Juve Stabia e un’analisi lucida sul presente “straordinario” che sta vivendo il club gialloblù. L’ex tecnico ha ripercorso le tappe della sua carriera, soffermandosi sul legame indissolubile con la piazza stabiese

Il “debito” d’onore e il rimpianto dell’addio

Rastelli ha ricordato con emozione il passaggio dal campo alla panchina a Castellammare. Dopo aver vissuto da calciatore una “inopinabile retrocessione” nella sua ultima stagione, sentì il dovere morale di restare per riportare la squadra in C1. Insieme a compagni come Ametrano, riuscì nell’impresa da allenatore esordiente, grazie anche alla fiducia dei presidenti Giglio e Manniello. Tuttavia, a distanza di anni, ha ammesso che lasciare la Juve Stabia dopo quella promozione è stato il suo errore più grande, dettato dallo stress e dall’ansia di una prima stagione vissuta con troppa pressione

L’elogio a Matteo Lovisa e Ignazio Abate

Analizzando la situazione attuale, Rastelli ha espresso parole di profonda stima per il Direttore Sportivo Matteo Lovisa, definendolo un “grande conoscitore di giocatori”, capace di scovare giovani talenti a basso costo che generano importanti plusvalenze. Ha definito “straordinario” il campionato della Juve Stabia, sottolineando come la squadra sia costantemente tra le prime otto nonostante un budget inferiore rispetto a molte corazzate della categoria. Il merito, secondo Rastelli, va diviso tra società, direttore, allenatore e un ambiente che ha saputo ricompattarsi nei momenti difficili

Il caso Gabrielloni e la piaga degli infortuni

Rastelli ha trovato diverse analogie tra il suo modo di giocare e quello di Gabrielloni, definendolo un giocatore completo, tecnico e veloce. Ha lodato la scelta dell’attaccante di lasciare la “comfort zone” della Serie A a Como per rimettersi in gioco a Castellammare: “Il calciatore vuole giocare, non ha senso stare in Serie A senza fare nemmeno dieci minuti”. Sul piano tecnico, ha evidenziato come i numerosi infortuni abbiano pesato sul rendimento della squadra, limitando le rotazioni necessarie in un campionato di Serie B così equilibrato e fitto di impegni

Verso il match con lo Spezia e il futuro personale

In vista della gara di domani, Rastelli ha paragonato il momento dello Spezia a quello vissuto dal Bari: una squadra che ha subito un forte contraccolpo psicologico dopo aver mancato la promozione l’anno precedente e che ora fatica a gestire la pressione dei bassifondi della classifica. Per la Juve Stabia, una vittoria significherebbe chiudere definitivamente la pratica salvezza e affrontare il finale di stagione con un “peso più leggero”. Infine, Rastelli ha espresso il desiderio di tornare presto in panchina, confermando di essere pronto per una nuova sfida stimolante a partire dalla prossima stagione. Ha concluso ringraziando i tifosi per l’affetto immutato, promettendo di tornare al Menti per assistere ai play-off.

Lazzeri (SpeziaCalcioNews): “Gennaio ha cambiato lo Spezia. L’addio di Salvatore? Visto come un tradimento”

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Enrico Lazzeri ha tracciato un quadro complesso della stagione dello Spezia, definendola una storia lunga e travagliata, segnata da numerosi infortuni e da una classifica che scotta. Nonostante le difficoltà, il giornalista vede una squadra viva, specialmente dopo le recenti mosse societarie.

La “Mezza Rivoluzione” di Gennaio e la fiducia a Donadoni

Secondo Lazzeri, il mercato invernale è stato inevitabile: sono arrivati otto nuovi giocatori per cambiare l’inerzia di un gruppo che aveva subito il contraccolpo psicologico della mancata promozione dello scorso anno. Molti senatori, che si sentivano di categoria superiore, hanno faticato a calarsi nella realtà della Serie B, portando la società a intervenire drasticamente. In questo contesto, il presidente ha blindato il tecnico Roberto Donadoni, chiedendo a tutto l’ambiente di seguirlo compattamente fino alla fine

Il caso Esposito: tra l’amore per Pio e il “tradimento” di Salvatore

Un passaggio significativo dell’intervista ha riguardato i fratelli Esposito:

Pio Esposito: Resta un idolo assoluto a Spezia, un “ragazzo eccezionale” che ha mantenuto un legame fortissimo con la città

Salvatore Esposito: Lazzeri non ha nascosto l’amarezza per il suo passaggio alla Sampdoria, descrivendolo quasi come un tradimento. Ha sottolineato come Salvatore abbia un carattere diverso dal fratello e come abbia spinto per la cessione una volta sfumata la Serie A, finendo per essere “regalato” ai blucerchiati rispetto al suo reale valore di mercato

Analisi Tecnica: Artistico e Ruggero

Lazzeri ha elogiato la crescita esponenziale di Artistico, definendolo ormai un “giocatore totale” capace non solo di segnare gol decisivi, ma anche di aiutare la squadra nella manovra e nella protezione della palla. Su Ruggero, ha ammesso qualche difficoltà iniziale di coordinamento nella difesa a tre, ma ha evidenziato netti miglioramenti nelle ultime uscite, dove si è dimostrato un elemento diligente e integrato

La polemica sul “calcio moderno” e il VAR

Il direttore è stato molto critico sulla gestione del VAR, citando il rigore concesso all’Empoli nell’ultimo turno come un esempio di “rigore fuori dal mondo”. Lazzeri sostiene che la dinamica del calcio venga spesso ignorata dai fermo-immagine e che in Europa certi contatti aerei non verrebbero mai sanzionati. Ha inoltre rivelato l’esistenza di presunte tensioni interne all’AIA, che influenzerebbero negativamente l’operato degli arbitri sul campo

Verso Castellammare: che Spezia vedremo?

In vista della gara al “Menti”, Lazzeri prevede uno Spezia propositivo: Donadoni impone un gioco con palla a terra e non si chiuderà in difesa. Nonostante l’assenza pesante dello squalificato Bandinelli, lo Spezia potrebbe schierarsi con un 4-3-2-1 (albero di Natale) o mettersi “a specchio” con il 3-5-2 della Juve Stabia

Lazzeri ha concluso ricordando che, sebbene la Juve Stabia possa ritenersi quasi salva, per lo Spezia ogni punto è vitale per evitare l’inferno della retrocessione, un’esperienza che ha già vissuto in passato e che non vorrebbe ripetere.

L’AZZURRO PENSIERO. Vittoria a Cagliari nel segno di McTominay. Il Napoli mette pressione all’Inter

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Il Napoli non si ferma più. All’Unipol Domus gli azzurri centrano la quarta vittoria consecutiva, superando un Cagliari ostico grazie a un avvio lampo e a una prova di grande maturità difensiva. Un successo che consolida le ambizioni della squadra di Antonio Conte, capace di soffrire, gestire e portare a casa tre punti d’oro in vista della volata finale di campionato.

Lampo scozzese: la sblocca McTominay

La partita cambia volto dopo appena sessanta secondi. Su un’azione nata dagli sviluppi di un calcio d’angolo, Scott McTominay – al rientro da titolare – si fa trovare pronto e trafigge la difesa sarda. Per il centrocampista scozzese è un gol pesante: il settimo in campionato e l’undicesimo totale di una stagione fin qui straordinaria.

Dopo il vantaggio immediato, il Napoli ha cercato a più riprese il raddoppio, sfiorandolo in un paio di occasioni nitide. Nonostante il mancato colpo del KO, gli azzurri hanno amministrato la gara con ordine, concedendo pochissimo ai padroni di casa.

Il commento di Antonio Conte: “Solidità e merito”

Nonostante i tre punti, il tecnico leccese mantiene alta l’asticella della concentrazione. Nel post-partita, Conte ha analizzato con onestà la prestazione dei suoi:

“Nel primo tempo abbiamo sbagliato un po’ troppo, dopo il gol non abbiamo gestito in maniera pulita il pallone. Nella ripresa abbiamo cercato il raddoppio senza trovarlo, ma il Cagliari non ha mai tirato veramente in porta.”

Il tecnico ha poi sottolineato l’importanza del clean sheet: “Non aver subito gol è un segnale positivo per il finale di stagione. Siamo stati straordinari a restare ai vertici e ora vogliamo mettere pressione a chi ci sta davanti.”

La voce dei protagonisti: McTominay e Politano

L’uomo del match, Scott McTominay, ha esaltato lo spirito di gruppo: “Abbiamo lottato contro un’ottima squadra. Era fondamentale sbloccarla subito, ora puntiamo al massimo dopo la sosta”.

Dello stesso avviso Matteo Politano, che però non nasconde qualche brivido nel finale: “Era fondamentale vincere, ma dovevamo chiuderla prima; abbiamo sofferto fino alla fine contro un Cagliari solido in casa. Successo meritato, guardiamo avanti”.

Precedenti: Juve Stabia-Spezia sono 4 in campionato a Castellammare

Dopo sedici mesi le vespe tornano a sfidare in campionato lo Spezia a Castellammare, l’ultima volta i liguri sbancarono il Menti

I precedenti tra Juve Stabia e Spezia sono quattro in campionato disputati a Castellammare e tutti in serie cadetta.

Parità assoluta, due vittorie per le vespe e due vittorie per gli aquilotti.

Mai finito in parità un match a Castellammare.

Questi i dettagli dei tre precedenti dagli anni duemila ai giorni nostri

– 2012 / 2013 – Campionato Nazionale di Serie Bwin

13 aprile 2013 – 15° giornata di ritorno: JUVE STABIA – SPEZIA 2 – 1 (arbitro Leonardo Baracani di Firenze) autorete di Romagnoli (S), Antonio ZITO (JS) e Okaka (S).

– 2013 / 2014 – Campionato Nazionale di Serie B EUROBET

31 agosto 2013 – 2° giornata d’andata: JUVE STABIA – SPEZIA 1 – 2 (arbitro Riccardo Pinzani di Empoli) Ebagua (S), Abou DIOP (JS) e Ferrari (S) su calcio di rigore.

– 2019 / 2020 – Campionato Nazionale di Serie BkT

8 marzo 2020 – 9° giornata di ritorno: JUVE STABIA – SPEZIA 3 – 1 (arbitro Gianluca Aureliano di Bologna) Giacomo CALO’ (JS), Francesco FORTE (JS), Ricci (S) su calcio di rigore e Alfredo BIFULCO (JS).

– 2024 / 2025 – Campionato Nazionale di Serie BkT

9 novembre 2024 – 13° giornata d’andataa: JUVE STABIA – SPEZIA 0 – 3 (arbitro Paride Tremolada di Monza) F. P. Esposito, S. Esposito e Čolak.

I precedenti a La Spezia

Verso il Senna Day con Augusto Zuffa

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Il patron delle ‘Cantine Zuffa’ Augusto Zuffa ha parlato in esclusiva a Carlo Ametrano. Ecco le sue dichiarazioni.

Augusto, manca sempre meno al Senna Day 2026 di Carlo Ametrano, insieme a Davide Sforzi e Pasquale Buondonno.

“Carlo come sempre tirerà fuori delle grandi novità. Noi siamo diventati ormai una certezza. Il Senna Day è ormai diventata una pietra miliare nel panorama motoristico italiano. Siamo molto contenti perché abbiamo anche un campione di GP come Kimi Antonelli, che è anche un nostro cliente. Questo ci gratifica ulteriormente”.

Sappiamo che Antonelli è stato anche nel tuo locale.

“Abbiamo organizzato un evento al teatro in cui era uno degli ospiti vip mentre noi eravamo sponsor. Lui è un ragazzo timido, intelligente e molto in gamba. Anche come persona mi sembra molto valida e concreta”.

Come siete organizzati per Pasqua e Pasquetta?

“A Pasqua faremo il solito pranzo dove vengono sempre moltissimi clienti da tutte le parti del mondo. Punteremo sul tradizionale e sulle eccellenze dell’Emilia. Il tutto ovviamente abbinato ai nostri vini e, se riusciamo, all’esterno. Se possibile riposeremo invece a Pasquetta, mentre se i nostri clienti avranno difficoltà apriremo anche a Pasquetta”.

Tema F1: Hamilton sembra rinato, ma Mercedes…

“Mercedes è di un altro pianeta. Hamilton è invece il campione che tutti conosciamo. Non c’era da stupirsi: è un campione che ha raggiunto qualsiasi tipo di risultato ma la passione per la vittoria non gli manca. Molto bello anche il suo rapporto con il nostro Kimi Antonelli”.

Per salutarci vogliamo ricordare l’appuntamento col Senna Day?

“Scalderemo anche noi i motori per fare un grande evento: appuntamento al 30 aprile alle Cantine Zuffa!”.

Juve Stabia – Spezia, Donadoni: “A Castellammare con rabbia e concretezza. Siamo padroni del nostro destino”

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In vista del delicato match contro la Juve Stabia, l’allenatore degli aquilotti, Roberto Donadoni, ha fatto il punto della situazione in conferenza stampa. Tra infermeria, analisi del momento psicologico e corsa salvezza, ecco il pensiero del mister.

La gestione fisica e il morale

Sulla preparazione alla gara, il tecnico ha rassicurato sulle condizioni di alcuni singoli:

“Il gruppo si è allenato con intensità per ricaricare le pile. Vlahovic è tornato al top, mentre per Valoti si tratta solo di un leggero fastidio alla schiena. Sappiamo che al ‘Menti’ sarà una battaglia; servirà spirito di sacrificio per poter strappare punti. Mi attendo un segnale forte dai ragazzi.”

Riguardo al possibile shock dopo il pari beffardo con l’Empoli, Donadoni è categorico:

“Sarebbe folle subire contraccolpi. Quella beffa finale deve trasformarsi in benzina, non in un freno. La vittoria era nostra, ci è sfuggita, e ora quella delusione va mutata in furore agonistico. Più che recriminare sull’episodio, dobbiamo lavorare per essere più cinici: segnando di più, un singolo incidente di percorso non comprometterebbe il risultato.”

Analisi tecnica e arbitri

Tornando sul contestato penalty concesso ai toscani, l’allenatore offre una prospettiva dinamica:

“Saltare in solitaria è un conto, farlo con un avversario addosso cambia totalmente la postura del corpo. Le immagini fisse possono ingannare, ma la dinamica reale racconta un’altra storia. Serve una sensibilità di giudizio diversa, ma ormai è inutile guardarsi indietro.”

Verso il traguardo stagionale

Con la fine del campionato alle porte, il mister invoca pragmatismo:

“Siamo nel momento della verità. Servono fegato e determinazione. In questa fase la bellezza estetica passa in secondo piano rispetto alla sostanza. Dobbiamo prenderci i punti con le unghie senza sprecare fiato in polemiche inutili. Sull’assetto tattico, invece, il mio obiettivo è l’equilibrio tra i reparti: dobbiamo essere una squadra corta e feroce.”

Notizie dai singoli e dall’infermeria

Donadoni accoglie con favore il ritorno di un pezzo pregiato in attacco:

Lapadula ha svolto diverse sessioni con il gruppo e ha ricevuto il via libera dai medici. Spero possa darci una mano a gara in corso. Per quanto riguarda gli altri, Di Serio e Mateju dovrebbero rientrare a pieno regime dopo la sosta, mentre per Skjellerup i tempi sono leggermente più lunghi, anche se il ragazzo sta rispondendo meglio del previsto.”

La corsa alla permanenza in categoria

Sulla lotta per non retrocedere e il pacchetto arretrato:

“La salvezza passa dalla nostra fame: dobbiamo essere pronti a ‘mangiare l’erba’ perché un successo oggi ci farebbe fare un balzo enorme. In difesa non ho emergenze: Vignali e Aurelio sono pronti. Infine, il calendario fitto di scontri diretti non mi spaventa, anzi lo preferisco: non dobbiamo sperare nei passi falsi altrui, il nostro destino dipende solo da noi.”

Juve Stabia – Spezia, il ritorno di un Ex gialloblù: Gabriele Artistico sfida il suo passato al Romeo Menti

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C’è un nome che, al momento della lettura delle formazioni, farà inevitabilmente vibrare le corde della memoria tra i gradoni del Romeo Menti. Sabato pomeriggio, in occasione della delicata sfida contro lo Spezia, Castellammare riabbraccia Gabriele Artistico. Non sarà però un ritorno da “padrone di casa”, bensì da avversario affamato, pronto a dimostrare il proprio valore sotto lo sguardo di chi, per sei intensi mesi, lo aveva eletto a uomo gialloblù.

Un’altalena di emozioni e gol pesanti

L’avventura di Artistico con le Vespe è stata viscerale. Nella passata stagione, il giovane attaccante romano era riuscito a ritagliarsi uno spazio anche se piccolo, provando a diventare il riferimento offensivo di una squadra che macinava gioco e punti. La sua fisicità dirompente e il fiuto per la porta nei pochi minuti giocati aveva spinto il pubblico di casa a soprannominarlo “Provvidenza” accostandolo a Daniele Massaro capace di segnare reti importanti per il Milan nei pochissimi scampoli di partita. Sembrava l’inizio di una lunga storia d’amore sportivo, ma il destino e le dinamiche del rettangolo verde avevano in serbo un copione diverso.

L’esplosione di Adorante e le scelte di mercato

A cambiare radicalmente le gerarchie era stata la definitiva consacrazione di Andrea Adorante. Con un compagno di reparto in stato di grazia e diventato praticamente intoccabile nello scacchiere tattico gialloblù, lo spazio per Artistico si è ridotto ulteriormente.

La convivenza tra due “centravanti veri” si è rivelata complessa, portando il classe 2002, comprensibilmente desideroso di minutaggio e centralità nel progetto, a fare delle scelte: prima la via di Cosenza per ritrovare spazio nella scorsa finestra invernale, e infine l’approdo allo Spezia, la squadra con cui oggi si presenta da sfidante.

Molto più di una semplice partita

Il ritorno al Menti rappresenta per Artistico uno snodo che va ben oltre i novanta minuti di campionato. È l’occasione perfetta per:

  • Dimostrare il proprio valore: Far vedere alla piazza stabiese che il talento e la fame ammirati nei primi sei mesi sono intatti, se non accresciuti dall’esperienza.

  • Sfidare il passato: Ritrovare da avversari quegli ex compagni con cui ha condiviso lo spogliatoio.

  • Conquistare punti pesanti: Aiutare lo Spezia in una trasferta storicamente ostica contro una Juve Stabia che, spinta dal proprio pubblico, tra le mura amiche non concede sconti a nessuno.

Il verdetto degli spalti

Nonostante l’addio, il ricordo di Gabriele Artistico a Castellammare resta quello di un professionista esemplare, un ragazzo che ha dato tutto per la maglia finché ne ha avuto l’occasione. Resta ora da capire come lo accoglierà il caldo pubblico del Menti al suo ingresso in campo: prevarranno gli applausi carichi di gratitudine per il passato, o il “fuoco” inesorabile della competizione sportiva per il presente?

La risposta, come sempre, la darà il campo.

Juve Stabia: Quattro giovani Vespe convocate dai C.T. delle Nazionali di categoria

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La Juve Stabia è sempre più protagonista, non solo nei confini del proprio campionato, ma anche sul palcoscenico internazionale. Il club gialloblù ha infatti comunicato con orgoglio che ben quattro dei suoi tesserati sono stati convocati dalle rispettive Nazionali giovanili per gli impegni di fine marzo.

Un riconoscimento importante che testimonia l’ottima rosa costruita dal Direttore Sportivo Matteo Lovisa capace ancora una volta di individuare e tesserare (anche se per un solo anno sportivo) calciatori giovani e di qualità.

Mannini e Cacciamani a caccia dell’Europeo con l’Under 21

Il Commissario Tecnico della Nazionale Under 21, Silvio Baldini, ha deciso di attingere a piene mani dalla rosa stabiese per il doppio fondamentale impegno valido per le qualificazioni europee.

A vestire la maglia degli Azzurrini saranno il difensore Mattia Mannini e il talentuoso centrocampista Alessio Cacciamani. I due gialloblù cercheranno di dare il loro contributo in due sfide che si preannunciano decisive per il cammino dell’Italia:

  • Italia U21 – Macedonia del Nord U21: Giovedì 26 marzo alle ore 18:15, presso lo stadio ‘Carlo Castellani’ di Empoli.

  • Svezia U21 – Italia U21: Martedì 31 marzo alle ore 18:30, in trasferta a Boras.

Ciammaglichella e Okoro: test di lusso con l’Under 20

Grandi soddisfazioni arrivano anche dal gruppo dell’Under 20, guidato dal C.T. Carmine Nunziata. Il selezionatore azzurro ha puntato i fari sul centrocampo e sull’attacco delle Vespe, convocando rispettivamente Aaron Ciammaglichella e Alvin Okoro.

Per loro si profila un’opportunità di assoluto prestigio in una classica del calcio internazionale a livello giovanile:

  • Italia U20 – Inghilterra U20 (Amichevole): Venerdì 27 marzo alle ore 15:30, presso l’impianto sportivo di Riano.

La chiamata di quattro giocatori in Nazionale rappresenta un traguardo di grande prestigio per la Juve Stabia, che si prepara ora a fare il tifo per i propri ragazzi, pronti a difendere i colori azzurri e a portare in alto il nome del club in giro per l’Europa.

Juve Stabia – Spezia, Abate: “Vietato guardare la classifica, in campo con il veleno per onorare i 119 anni”

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Alla vigilia dell’importante e delicata sfida contro lo Spezia, l’ultima prima della sosta, mister Ignazio Abate traccia la rotta per la sua Juve Stabia. Tra la spinta emotiva per il 119° anniversario del club, la necessità di sopperire alle assenze e la voglia di ritrovare i tre punti, il tecnico delle Vespe ha delineato un quadro chiaro, fatto di umiltà, compattezza e una feroce determinazione, elogiando a più riprese lo spirito di sacrificio dei suoi ragazzi.

L’onda lunga di Palermo: tra qualità e orgoglio

Il pareggio ottenuto al Barbera contro il Palermo ha lasciato scorie positive nell’ambiente gialloblù. Abate riparte proprio da quella prestazione, sottolineando come la squadra abbia saputo mostrare diverse facce nella stessa gara, unendo la tecnica alla capacità di resistere nei momenti più complessi. Il mister ha rimarcato l’importanza di finire questo ciclo di partite in modo positivo, per evitare di vivere le prossime due settimane di sosta “con il mal di pancia“.

“Arriviamo da una buonissima prestazione, un pareggio molto importante per noi per il momento, per la classifica. È ottenuto con una prestazione di qualità per lunghi tratti della gara e di sofferenza per alcuni tratti, dove in quel momento di sofferenza è venuto fuori il gruppo che ha saputo soffrire. Ha fatto una partita di organizzazione, di orgoglio, di qualità, di compattezza.”

La tenuta difensiva è uno degli aspetti che più inorgoglisce il tecnico, evidenziando una maturità acquisita che permette alla squadra di non disunirsi nemmeno sotto pressione. Abate ha lodato la capacità dei suoi di difendere bene sulle palle laterali contro avversari temibili e di mantenere la lucidità quando il pallino del gioco è in mano altrui, definendolo uno “step di maturità” fondamentale.

La trappola della classifica e il rispetto per lo Spezia

Con 42 punti in cascina e un traguardo salvezza ormai a portata di mano, il rischio di cali di tensione è dietro l’angolo. Abate, però, spegne sul nascere ogni calcolo matematico, imponendo un diktat assoluto all’interno dello spogliatoio. Il focus deve restare esclusivamente sulla prestazione, considerata l’unica vera via per arrivare al risultato in un campionato insidioso dove le gerarchie possono saltare in qualsiasi momento.

“Non ci penso, come ho detto ai ragazzi è vietato guardare la classifica in questo momento qui, noi dobbiamo pensare una partita alla volta cercando di andare alla ricerca della prestazione perché sono sempre più convinto che poi il risultato sia una conseguenza.”

Di fronte ci sarà lo Spezia guidato dall’esperto Roberto Donadoni. Abate rifiuta categoricamente l’idea che l’avversario possa essere sottovalutato a causa del suo momento non semplice. Al contrario, chiede ai suoi giocatori di alzare il livello dell’attenzione, consapevole dei valori tecnici della rosa ligure. Per vincere, servirà una spinta emotiva superiore, quella stessa anima che si è vista nell’emblematico recupero difensivo di Mosti al novantesimo contro il Palermo.

“Non esiste in questo campionato sottovalutare gli avversari. Dentro domani ci vuole quel veleno, quel pizzico di consapevolezza, di voglia di andare al di là di tutto per ottenere il risultato. Ci vuole quell’aspetto emotivo nel voler vincere la partita più degli avversari.”

Il regalo per i 119 anni di storia

La gara assume un contorno ancora più speciale cadendo a ridosso dei festeggiamenti per i 119 anni di storia della Juve Stabia. Un traguardo che la squadra vuole onorare sul campo, trasformando la pressione in un privilegio. Abate sente l’importanza del momento e spera di confezionare il regalo perfetto per la piazza, pur ribadendo la necessità di gestire bene le energie fisiche e mentali alla terza partita in una sola settimana.

“Siamo consapevoli dell’importanza della partita, del momento per i 119 anni di storia di questa società e vogliamo regalare una gioia ai tifosi, ma bisogna fare attenzione perché incontriamo una squadra molto forte. Dobbiamo tenere le antenne dritte.”

Il gruppo, il mercato e la consacrazione di Mosti

Nonostante le assenze pesanti – come la squalifica di Giorgini, bilanciata dal rientro di Gabrielloni – il tecnico si fida ciecamente di chi scenderà in campo. Ha elogiato apertamente i nuovi innesti di gennaio, da Ricciardi, che “ha cambiato marcia dal punto di vista mentale“, a Torrasi, sottolineando come l’integrazione richieda tempo ma stia finalmente dando i suoi frutti. C’è spazio anche per celebrare il rientro di Pierobon e la speranza di recuperare presto pedine fondamentali come Zeroli, Maistro, Candellone (che sta rispondendo bene alla terapia e potrebbe accorciare i tempi di recupero) e Varnier.

Ma una menzione d’onore spetta a Nicola Mosti. La sua stagione è lo specchio del lavoro di Abate: dedizione, duttilità tattica e un rendimento offensivo sorprendente. Il tecnico ha rifiutato i meriti esclusivi di questa crescita, attribuendoli alla consapevolezza del ragazzo e al rapporto di lealtà instaurato nello spogliatoio.

“È un ragazzo che si è messo a disposizione della squadra senza alibi, senza niente e vuole raggiungere l’obiettivo a tutti i costi. Quindi il merito è solo ed esclusivamente suo. Credo che stia facendo la stagione di assoluto livello perché fare sei gol da mezza ala sono numeri da calciatore vero.”

Per Abate, giocatori come Mosti, Leone, Bellich, Pierobon e Candellone rappresentano la spina dorsale della squadra, elementi capaci di essere “contagiosi” nello spirito e determinanti per alzare il livello di tutti i compagni. Con questo atteggiamento e questa compattezza, la Juve Stabia si prepara ad affrontare lo Spezia, puntando a chiudere il cerchio prima della sosta con una prestazione all’altezza della sua storia.