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Juve Stabia: Quattro giovani Vespe convocate dai C.T. delle Nazionali di categoria

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La Juve Stabia è sempre più protagonista, non solo nei confini del proprio campionato, ma anche sul palcoscenico internazionale. Il club gialloblù ha infatti comunicato con orgoglio che ben quattro dei suoi tesserati sono stati convocati dalle rispettive Nazionali giovanili per gli impegni di fine marzo.

Un riconoscimento importante che testimonia l’ottima rosa costruita dal Direttore Sportivo Matteo Lovisa capace ancora una volta di individuare e tesserare (anche se per un solo anno sportivo) calciatori giovani e di qualità.

Mannini e Cacciamani a caccia dell’Europeo con l’Under 21

Il Commissario Tecnico della Nazionale Under 21, Silvio Baldini, ha deciso di attingere a piene mani dalla rosa stabiese per il doppio fondamentale impegno valido per le qualificazioni europee.

A vestire la maglia degli Azzurrini saranno il difensore Mattia Mannini e il talentuoso centrocampista Alessio Cacciamani. I due gialloblù cercheranno di dare il loro contributo in due sfide che si preannunciano decisive per il cammino dell’Italia:

  • Italia U21 – Macedonia del Nord U21: Giovedì 26 marzo alle ore 18:15, presso lo stadio ‘Carlo Castellani’ di Empoli.

  • Svezia U21 – Italia U21: Martedì 31 marzo alle ore 18:30, in trasferta a Boras.

Ciammaglichella e Okoro: test di lusso con l’Under 20

Grandi soddisfazioni arrivano anche dal gruppo dell’Under 20, guidato dal C.T. Carmine Nunziata. Il selezionatore azzurro ha puntato i fari sul centrocampo e sull’attacco delle Vespe, convocando rispettivamente Aaron Ciammaglichella e Alvin Okoro.

Per loro si profila un’opportunità di assoluto prestigio in una classica del calcio internazionale a livello giovanile:

  • Italia U20 – Inghilterra U20 (Amichevole): Venerdì 27 marzo alle ore 15:30, presso l’impianto sportivo di Riano.

La chiamata di quattro giocatori in Nazionale rappresenta un traguardo di grande prestigio per la Juve Stabia, che si prepara ora a fare il tifo per i propri ragazzi, pronti a difendere i colori azzurri e a portare in alto il nome del club in giro per l’Europa.

Juve Stabia – Spezia, Abate: “Vietato guardare la classifica, in campo con il veleno per onorare i 119 anni”

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Alla vigilia dell’importante e delicata sfida contro lo Spezia, l’ultima prima della sosta, mister Ignazio Abate traccia la rotta per la sua Juve Stabia. Tra la spinta emotiva per il 119° anniversario del club, la necessità di sopperire alle assenze e la voglia di ritrovare i tre punti, il tecnico delle Vespe ha delineato un quadro chiaro, fatto di umiltà, compattezza e una feroce determinazione, elogiando a più riprese lo spirito di sacrificio dei suoi ragazzi.

L’onda lunga di Palermo: tra qualità e orgoglio

Il pareggio ottenuto al Barbera contro il Palermo ha lasciato scorie positive nell’ambiente gialloblù. Abate riparte proprio da quella prestazione, sottolineando come la squadra abbia saputo mostrare diverse facce nella stessa gara, unendo la tecnica alla capacità di resistere nei momenti più complessi. Il mister ha rimarcato l’importanza di finire questo ciclo di partite in modo positivo, per evitare di vivere le prossime due settimane di sosta “con il mal di pancia“.

“Arriviamo da una buonissima prestazione, un pareggio molto importante per noi per il momento, per la classifica. È ottenuto con una prestazione di qualità per lunghi tratti della gara e di sofferenza per alcuni tratti, dove in quel momento di sofferenza è venuto fuori il gruppo che ha saputo soffrire. Ha fatto una partita di organizzazione, di orgoglio, di qualità, di compattezza.”

La tenuta difensiva è uno degli aspetti che più inorgoglisce il tecnico, evidenziando una maturità acquisita che permette alla squadra di non disunirsi nemmeno sotto pressione. Abate ha lodato la capacità dei suoi di difendere bene sulle palle laterali contro avversari temibili e di mantenere la lucidità quando il pallino del gioco è in mano altrui, definendolo uno “step di maturità” fondamentale.

La trappola della classifica e il rispetto per lo Spezia

Con 42 punti in cascina e un traguardo salvezza ormai a portata di mano, il rischio di cali di tensione è dietro l’angolo. Abate, però, spegne sul nascere ogni calcolo matematico, imponendo un diktat assoluto all’interno dello spogliatoio. Il focus deve restare esclusivamente sulla prestazione, considerata l’unica vera via per arrivare al risultato in un campionato insidioso dove le gerarchie possono saltare in qualsiasi momento.

“Non ci penso, come ho detto ai ragazzi è vietato guardare la classifica in questo momento qui, noi dobbiamo pensare una partita alla volta cercando di andare alla ricerca della prestazione perché sono sempre più convinto che poi il risultato sia una conseguenza.”

Di fronte ci sarà lo Spezia guidato dall’esperto Roberto Donadoni. Abate rifiuta categoricamente l’idea che l’avversario possa essere sottovalutato a causa del suo momento non semplice. Al contrario, chiede ai suoi giocatori di alzare il livello dell’attenzione, consapevole dei valori tecnici della rosa ligure. Per vincere, servirà una spinta emotiva superiore, quella stessa anima che si è vista nell’emblematico recupero difensivo di Mosti al novantesimo contro il Palermo.

“Non esiste in questo campionato sottovalutare gli avversari. Dentro domani ci vuole quel veleno, quel pizzico di consapevolezza, di voglia di andare al di là di tutto per ottenere il risultato. Ci vuole quell’aspetto emotivo nel voler vincere la partita più degli avversari.”

Il regalo per i 119 anni di storia

La gara assume un contorno ancora più speciale cadendo a ridosso dei festeggiamenti per i 119 anni di storia della Juve Stabia. Un traguardo che la squadra vuole onorare sul campo, trasformando la pressione in un privilegio. Abate sente l’importanza del momento e spera di confezionare il regalo perfetto per la piazza, pur ribadendo la necessità di gestire bene le energie fisiche e mentali alla terza partita in una sola settimana.

“Siamo consapevoli dell’importanza della partita, del momento per i 119 anni di storia di questa società e vogliamo regalare una gioia ai tifosi, ma bisogna fare attenzione perché incontriamo una squadra molto forte. Dobbiamo tenere le antenne dritte.”

Il gruppo, il mercato e la consacrazione di Mosti

Nonostante le assenze pesanti – come la squalifica di Giorgini, bilanciata dal rientro di Gabrielloni – il tecnico si fida ciecamente di chi scenderà in campo. Ha elogiato apertamente i nuovi innesti di gennaio, da Ricciardi, che “ha cambiato marcia dal punto di vista mentale“, a Torrasi, sottolineando come l’integrazione richieda tempo ma stia finalmente dando i suoi frutti. C’è spazio anche per celebrare il rientro di Pierobon e la speranza di recuperare presto pedine fondamentali come Zeroli, Maistro, Candellone (che sta rispondendo bene alla terapia e potrebbe accorciare i tempi di recupero) e Varnier.

Ma una menzione d’onore spetta a Nicola Mosti. La sua stagione è lo specchio del lavoro di Abate: dedizione, duttilità tattica e un rendimento offensivo sorprendente. Il tecnico ha rifiutato i meriti esclusivi di questa crescita, attribuendoli alla consapevolezza del ragazzo e al rapporto di lealtà instaurato nello spogliatoio.

“È un ragazzo che si è messo a disposizione della squadra senza alibi, senza niente e vuole raggiungere l’obiettivo a tutti i costi. Quindi il merito è solo ed esclusivamente suo. Credo che stia facendo la stagione di assoluto livello perché fare sei gol da mezza ala sono numeri da calciatore vero.”

Per Abate, giocatori come Mosti, Leone, Bellich, Pierobon e Candellone rappresentano la spina dorsale della squadra, elementi capaci di essere “contagiosi” nello spirito e determinanti per alzare il livello di tutti i compagni. Con questo atteggiamento e questa compattezza, la Juve Stabia si prepara ad affrontare lo Spezia, puntando a chiudere il cerchio prima della sosta con una prestazione all’altezza della sua storia.

Juve Stabia-Spezia, il ricordo del 2-1 che nel 2013 valse la permanenza in cadetteria

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Ci sono pomeriggi in cui l’aria profuma di storia e di traguardi raggiunti. Il 13 aprile 2013 è una di quelle date cerchiate in rosso nel calendario dei ricordi dei tifosi stabiesi. In un “Romeo Menti” gremito e baciato dal sole primaverile, la Juve Stabia guidata da Piero Braglia scrisse una delle pagine più intense della sua avventura in Serie B, superando lo Spezia e scacciando definitivamente ogni fantasma legato alla zona retrocessione.

Fu un sabato indimenticabile, un “amarcord” dal sapore dolcissimo per un gruppo che non aveva alcuna intenzione di smettere di stupire.

Un Uno-Due da Knockout

L’avvio delle Vespe fu, senza mezzi termini, travolgente: un vero e proprio blitz tattico e agonistico che tramortì la formazione ligure prima ancora che potesse prendere le misure del campo.

  • 2′ – Il Vantaggio: Pronti, via, e i padroni di casa mettono subito la freccia. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Antonio Zito trova la sfortunata ma decisiva deviazione di Romagnoli che provava ad anticipare Michele Murolo. La palla si insacca, beffando l’incolpevole portiere ospite. Il “Menti” esplode nel primo, assordante boato di gioia.

  • 12′ – Il Raddoppio: Non passano nemmeno dieci minuti che lo stadio trema di nuovo. Un’azione corale, una splendida combinazione palla a terra con Caserta, libera al tiro Antonio Zito. Il suo sinistro è una sentenza: preciso, potente, implacabile. È il 2-0 del primo tempo che restò tale fino al ritorno delle due squadre negli spogliatoi, regalando a Castellammare l’illusione di un pomeriggio in discesa.

La Reazione Ligure e il Muro di Braglia

Nella ripresa, lo Spezia scende in campo con un piglio diverso. L’allenatore bianconero prova a scuotere i suoi dalla panchina, gettando nella mischia il talento di Davide Di Gennaro per iniettare imprevedibilità nel reparto offensivo.

La mossa sembra dare i suoi frutti: al 57′, un attimo di fisiologica indecisione della retroguardia stabiese permette a Stefano Okaka di trovare la zampata vincente, accorciando le distanze e riaprendo virtualmente i giochi.

È qui, nel momento di maggiore pressione, che emerge il vero carattere della Juve Stabia:

  • La leadership in campo: Guidata a centrocampo dalla sapienza tattica e dal carisma inesauribile di Fabio Caserta, vero leader e faro della squadra, la squadra serra le fila.

  • La grinta in panchina: La retroguardia alza un muro insormontabile, respingendo ogni assalto spezzino, mentre Piero Braglia dalla linea laterale si sbraccia, catechizza i suoi e orchestra le coperture con la sua proverbiale intensità.

Il Boato Liberatorio

Il triplice fischio del direttore di gara non è solo la fine di una partita, ma una vera e propria liberazione. L’ovazione che scende dagli spalti del “Menti” è il meritato tributo a un gruppo di ragazzi che ha lottato con i denti per tutta la stagione.

Quella vittoria sancì, di fatto, la salvezza virtuale della Juve Stabia nel campionato cadetto. Il 13 aprile 2013 rimarrà per sempre scolpito nella memoria della Castellammare sportiva come il giorno in cui le Vespe misero in cassaforte la Serie B, regalando a un’intera città una giornata di festa, orgoglio e appartenenza.

Juve Stabia – Spezia, Abate e Donadoni: Cuori Rossoneri e Sangue Azzurro in panchina per la sfida del Menti

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Non è una partita come le altre. Quando sabato pomeriggio Juve Stabia e Spezia incroceranno i tacchetti sul prato del “Romeo Menti”, l’atmosfera profumerà inevitabilmente di Milanello. Sulle panchine siederanno due uomini che hanno scritto pagine indelebili della storia del Milan e che hanno onorato la maglia della Nazionale azzurra, seppur in epoche e con ruoli differenti.

La Freccia e il Maestro: Due Generazioni a Confronto

La partita tattica si giocherà sul filo sottile che separa l’entusiasmo della gioventù dalla saggezza dell’esperienza:

  • Ignazio Abate, il coraggio emergente: Da una parte il volto nuovo della panchina stabiese. Trentanove anni, una carriera da freccia inesauribile sulla fascia destra del Milan (impreziosita da uno Scudetto e due Supercoppe) e un presente da tecnico che sta stupendo la Serie B per identità e spavalderia. Per lui, la maglia Azzurra è stata il coronamento di un percorso fatto di abnegazione e sacrificio, culminato con le spedizioni a Euro 2012 e ai Mondiali del 2014.

  • Roberto Donadoni, l’icona: Dall’altra parte il “Maestro”. Sessantadue anni, simbolo di quel calcio totale forgiato da Arrigo Sacchi e Fabio Capello, capace di alzare al cielo ben sei Scudetti e tre Coppe dei Campioni da protagonista assoluto. Ma Donadoni non è solo leggenda rossonera: è l’uomo che ha avuto l’arduo compito di guidare l’Italia come Commissario Tecnico dal 2006 al 2008, traghettando gli Azzurri nel delicato post-Mondiale tedesco con la sua consueta e signorile eleganza.

I “Gentlemen” della Panchina

Lo Stadio di Castellammare sarà il giudice supremo di questo incrocio affascinante. La sfida promette scintille, ma sarà anche un confronto tra due filosofie figlie della medesima scuola: quella di chi sa che per vincere bisogna prima di tutto saper stare in campo e dare l’esempio.

Nonostante la differenza di età, Abate e Donadoni si somigliano moltissimo dal punto di vista caratteriale:

  • Compostezza: Hanno fatto dell’equilibrio il loro marchio di fabbrica, rifiutando gli eccessi.

  • Stile e Rispetto: Sono i classici gentlemen della panchina, sempre impeccabili nel porsi con la stampa e misurati nel dialogo con i direttori di gara.

Un Appuntamento da “Dentro o Fuori”

Quel glorioso passato comune, però, al fischio d’inizio lascerà spazio all’agonismo puro. La sfida in panchina si intreccia con il destino di due squadre che arrivano a questo appuntamento assetate di punti.

La posta in palio è altissima: in un campionato spietato come la Serie B, una vittoria al “Menti” potrebbe significare letteralmente buttare giù dalla torre l’avversario e prendere la direzione giusta. Tra il profumo d’Europa del passato e il fango glorioso della cadetteria del presente, Juve Stabia – Spezia è una partita che ha davvero tanto da raccontare.

Juve Stabia – Spezia, le decisioni del giudice sportivo: Appiedato un calciatore per parte

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La marcia di avvicinamento alla delicata sfida di sabato contro lo Spezia porta con sé una defezione pesante per la Juve Stabia. Le decisioni del Giudice Sportivo, pubblicate all’indomani del turno di campionato, hanno infatti confermato le attese: Andrea Giorgini non sarà del match. Stessa sorte, sul fronte opposto, per il centrocampista dei liguri Filippo Bandinelli.

L’ammonizione fatale contro il Palermo

Per la formazione gialloblù, reduce dall’intenso pareggio per 2-2 maturato martedì sera contro il Palermo, c’è da fare i conti con gli strascichi disciplinari. Giorgini, che scendeva in campo essendo già in regime di diffida, ha rimediato un cartellino giallo che ha fatto scattare l’automatica squalifica per una giornata. Un’assenza che costringerà lo staff tecnico a rimodulare lo schieramento in vista del prossimo e imminente impegno casalingo.

Una tegola che, curiosamente, trova un perfetto specchio nella squadra avversaria. Anche lo Spezia, infatti, si presenterà a Castellammare privo di una pedina fondamentale: Filippo Bandinelli, anch’egli diffidato e sanzionato nell’ultimo turno, è stato fermato per una gara.

Il comunicato ufficiale

A sancire le squalifiche è stato il Giudice Sportivo, l’avv. Emilio Battaglia, assistito da Stefania Ginesio e dal Rappresentante dell’A.I.A. Moreno Frigerio, nel corso della riunione tenutasi giovedì 19 marzo 2026.

In base alle risultanze degli atti ufficiali, per la categoria “Calciatori non espulsi”, è stata deliberata la squalifica per una giornata effettiva di gara per i seguenti tesserati:

  • Andrea GIORGINI (Juve Stabia): “per comportamento non regolamentare in campo; già diffidato (Quinta sanzione).”

  • Filippo BANDINELLI (Spezia): “per comportamento scorretto nei confronti di un avversario; già diffidato (Quinta sanzione).”

Il comunicato specifica inoltre che gli importi delle ammende, comprese quelle irrogate ai tesserati, saranno regolarmente addebitati sul conto campionato LNPB delle rispettive società.

Ora la palla passa agli allenatori, chiamati in queste ultime ore a trovare le giuste contromisure tattiche per sopperire a due assenze di peso in una gara che promette scintille.

119 anni di mito e passione: il popolo di Castellammare celebra la storia della Juve Stabia

CASTELLAMMARE DI STABIA – Non è stata solo una festa, ma un vero e proprio rito collettivo. Castellammare di Stabia si è tinta di giallo e di blu per celebrare i 119 anni di storia della Juve Stabia, in una serata dove il passato glorioso e il presente ambizioso si sono fusi sotto un unico grido.

Organizzata nel cuore pulsante della tifoseria, la serata ha visto la partecipazione attiva dei gruppi della Curva Sud, custodi del tifo più viscerale, insieme alle realtà che ogni giorno curano la memoria e la narrazione delle Vespe: Stabia Memorabile, Radio Asharam e Juve Stabia Amarcord.


Un Viaggio nel Tempo tra Foto e Video

L’atmosfera è stata resa magica da una mostra fotografica storica curata nei minimi dettagli, capace di far battere il cuore ai più anziani e di insegnare la “fede” ai più piccoli. Le immagini in bianco e nero dei pionieri del calcio stabiese si alternavano agli scatti a colori delle promozioni più recenti.

Ad accompagnare i racconti dei tifosi, una serie di video storici proiettati in loop, che hanno ripercorso i gol leggendari e le coreografie che hanno reso il “Menti” un fortino inespugnabile nel corso dei decenni.

Gli Ospiti: Leggende e Protagonisti

Il palco e la piazza hanno accolto nomi che hanno scritto pagine indelebili del club. Gli applausi più scroscianti sono stati per gli ospiti d’onore Improta, Onorato, Orsino ed Ingenito.

A rappresentare la società attuale, a testimonianza di un legame solido tra club e città, erano presenti figure chiave del progetto tecnico e dirigenziale: Gerbo, il capitano-bomber Candellone, il talento di Battistella e Petrazzuolo.


Lo Spirito della Curva: Panini, Birra e Cori

Ma la vera anima della serata è stata la gente. I ragazzi della Curva Sud hanno incarnato il senso di comunità tipico di Castellammare, offrendo panini e birra a tutti i presenti, trasformando la celebrazione in una grande cena di famiglia all’aperto.

Tra un boccone e l’altro, il silenzio è stato rotto solo dal sventolio delle bandiere e dai cori assordanti che hanno ricordato a tutti perché la Juve Stabia non è solo una squadra di calcio, ma un’identità sociale.

“Centodiciannove anni di storia sono un patrimonio che appartiene a ogni singolo cittadino. Questa sera abbiamo dimostrato che, oltre i risultati, conta il senso di appartenenza.”


Verso il Futuro

La serata si è conclusa tra l’entusiasmo generale, con la promessa di continuare a onorare questa maglia su ogni campo, portando avanti la tradizione centenaria di una delle piazze più calde e passionali del panorama calcistico italiano.

Auguri, Vespe!

Juve Stabia – Spezia, Marco Ruggero torna a Castellammare da avversario: Emozioni e Sfida al Menti

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Ci sono partite che hanno un sapore diverso, che profumano di ricordi e di gratitudine. Per Marco Ruggero, il match di sabato tra Juve Stabia e Spezia non sarà una semplice tappa del campionato di Serie B. Sarà il ritorno a casa, in quel “Romeo Menti” che per un anno e mezzo è stato il suo fortino, il suo laboratorio e, infine, il suo trampolino di lancio verso il grande calcio.

Dall’ombra alla luce: l’ascesa in gialloblù

Arrivato in punta di piedi nell’estate del 2024, il difensore ha saputo conquistare Castellammare con la ricetta più antica e funzionale del mondo: il lavoro silenzioso e le prestazioni di sostanza. Con la maglia delle Vespe, Ruggero ha collezionato presenze e consensi, diventando un pilastro insostituibile.

Il suo percorso è stato una crescita costante:

  • L’era Pagliuca: Protagonista nella cavalcata verso i play-off, dove ha imparato a lottare su ogni pallone con il “morso” tipico richiesto dal tecnico toscano.

  • La maturità con Abate: Sotto la guida di Ignazio Abate, il salto di qualità è stato esponenziale. Non solo solidità difensiva, ma anche leadership e vizio del gol, come quella rete decisiva contro il Mantova a settembre che fece esplodere il Menti.

Il blitz di gennaio e il volo verso la Liguria

Quando tutto faceva pensare a una stagione conclusa all’ombra del Faito, il calciomercato di riparazione ha rimescolato le carte. Lo Spezia, bisognoso di certezze per puntellare una retroguardia in affanno, ha sferrato l’attacco decisivo lo scorso 30 gennaio. Un’offerta irrinunciabile e un contratto fino al 2028 hanno portato Ruggero alla corte di Roberto Donadoni.

Un addio consumato con stile: la società lo ha salutato ringraziandolo per la professionalità esemplare, e il calciatore ha lasciato Castellammare di Stabia con la consapevolezza di aver dato tutto per la maglia numero 4.

Novanta minuti senza nostalgia

Sabato, per la prima volta, Ruggero varcherà l’ingresso del “Menti” andando verso lo spogliatoio degli ospiti. Sarà strano guardare la Curva Sud da avversario, sentire il calore di un pubblico che fino a poche settimane fa urlava il suo nome.

Il Menti si prepara a riabbracciare un “figlio” che ha aiutato le Vespe a volare alto. Saranno applausi prima del fischio d’inizio, ma poi la parola passerà al campo. Perché in Serie B non c’è spazio per i sentimentalismi: per 90 minuti, Marco sarà l’ostacolo da superare, e la Juve Stabia l’obiettivo da fermare.

Il calcio vive di queste storie. Marco Ruggero torna a Castellammare non da “ex” qualunque, ma da protagonista di una delle pagine più solide della storia recente del club.

Juve Stabia – Spezia: Al “Romeo Menti” l’ultimo valzer di marzo prima della volata finale

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Ultimo appuntamento del mese di marzo per le Vespe, che si preparano a chiudere le danze al “Romeo Menti” prima della sosta che farà da preludio all’incandescente volata finale del campionato. A Castellammare di Stabia sbarca lo Spezia di Roberto Donadoni, per quella che si preannuncia come la più classica delle gare da cuori forti.

La posta in palio è altissima per entrambe le formazioni, unite dall’urgenza di fare risultato ma divise da obiettivi diametralmente opposti.

Salvezza e sogni di gloria: gli incroci del Menti

Le Vespe scenderanno in campo con la fame di chi ha bisogno di punti pesanti per chiudere definitivamente il discorso salvezza. Ottenuta la matematica tranquillità, a Castellammare si potrebbe persino continuare a sussurrare quella “pazza idea” chiamata play-off. Di fronte, però, ci saranno i liguri, disperatamente a caccia di ossigeno puro per tirarsi fuori dalla zona rossa della classifica.

Una Serie B dove nessuno fa sconti

Questo torneo di Serie B si sta confermando come uno dei più equilibrati e imprevedibili degli ultimi anni: dietro non molla nessuno e in vetta il copione è ancora tutto da scrivere.

  • La corsa al grande salto: Venezia, Monza e Frosinone stanno battagliando senza esclusione di colpi per accaparrarsi due dei tre ambitissimi biglietti per la promozione diretta.

  • Le inseguitrici: Più staccato il Palermo di Filippo Inzaghi. Per i rosanero si sono rivelati decisivi in negativo proprio il pareggio strappato dalla Juve Stabia e il pesante stop incassato al Brianteo contro i padroni di casa guidati da Paolo Bianco.

  • La lotta in coda: Nelle retrovie, il Pescara sta provando l’impossibile, aggrappandosi al talento e all’esperienza di Lorenzo Insigne per una rimonta che avrebbe del miracoloso. Continua invece il calvario della Sampdoria, invischiata in mille difficoltà (e in casa gialloblù aumenta il rammarico per quel pareggio-beffa incassato proprio contro i blucerchiati).

  • La rinascita irpina: Chi invece sta per blindare la permanenza in categoria è l’Avellino. La “cura Ballardini” ha funzionato a meraviglia: i Lupi sono risaliti prepotentemente e sognano ora di archiviare la pratica salvezza per garantirsi il meritato pass per il prossimo torneo cadetto.

Il piglio dello scalatore

Il quadro è chiaro: nessuno è disposto a cedere un solo centimetro. La Juve Stabia è perfettamente consapevole che, da qui al termine della stagione, ogni partita andrà affrontata come una finale. Non esistono gare facili, avversari appagati o squadre senza più nulla da chiedere al campionato.

Questo livello di tensione costante potrebbe sembrare un ostacolo insormontabile, ma per i ragazzi di Castellammare rappresenta lo stimolo perfetto per gettare il cuore oltre l’ostacolo. In una stagione paradossale e ricca di colpi di scena — segnata dalle vicende dell’amministrazione controllata, dalle porte chiuse nella sfida contro la Virtus Entella, dal divieto di trasferta imposto ai tifosi gialloblù e dal rinvio del match contro il Bari — questo calendario durissimo rappresenta solo l’ennesimo tornante di una strada in salita.

Fortunatamente, le Vespe hanno dimostrato di avere il piglio dello scalatore puro: quello che, di fronte alla Cima Fausto Coppi, non prova paura, ma solo una feroce voglia di arrivare in vetta.

Juve Stabia: settimana importante con un punto d’oro a Palermo, 119 anni e sfida allo Spezia per i 3 punti

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Il 2-2 strappato dalla Juve Stabia sul difficilissimo prato del “Barbera” contro il Palermo di Pippo Inzaghi non è solo un risultato positivo da mettere in cascina, ma un’iniezione di fiducia vitale. La truppa guidata da Ignazio Abate ha dimostrato un carattere d’acciaio, confermando che tagliare il traguardo stagionale è un obiettivo solido, concreto e non un semplice miraggio.

Tuttavia, la fiera battaglia in terra siciliana ha lasciato in dote anche qualche grattacapo al tecnico gialloblù in vista del prossimo, delicatissimo impegno casalingo contro lo Spezia.

Il rebus difensivo: out Giorgini La nota stonata della magica serata rosanero riguarda la retroguardia. Il giudice sportivo, infatti, fermerà Giorgini: il difensore, fin qui autentico pilastro del reparto arretrato, ha rimediato una sanzione che lo costringerà a saltare il match interno contro i liguri. Si tratta di un’assenza pesante, considerando la grande solidità mostrata dalla squadra finora. Mister Abate sarà costretto a ridisegnare la linea difensiva, un’occasione che potrebbe regalare una maglia da titolare a chi, come Varnier o Bellich, è subentrato a partita in corso a Palermo, dimostrando subito il piglio giusto e grande concentrazione.

L’attacco ritrova il suo faro: torna Gabrielloni

Se la difesa perde un pezzo da novanta, il reparto offensivo è pronto a riabbracciare il suo terminale di riferimento. Contro lo Spezia, la Juve Stabia potrà contare nuovamente su Alessandro Gabrielloni. Il rientro della punta centrale è una notizia provvidenziale: garantisce ad Abate non solo peso specifico e centimetri all’interno dell’area di rigore, ma anche quell’esperienza e quel carisma necessari per scardinare le difese più arcigne. Un recupero fondamentale che darà ulteriore profondità a un attacco che, già a Palermo, ha saputo brillare grazie alle intuizioni fulminee di Okoro e al freddo cinismo di Mosti.

119 candeline e un “Menti” che si prepara alla bolgia

Ma l’attesa per il match contro lo Spezia si incrocia con un evento che va oltre i 90 minuti del rettangolo verde. Il clima a Castellammare di Stabia è letteralmente elettrico: proprio oggi, giovedì 19 marzo, la Juve Stabia spegne 119 candeline.

Un traguardo storico, per un club fondato nel 1907, che cade nel momento più caldo di una stagione entusiasmante. Sui social e per le strade della città il fermento è palpabile. La tifoseria, ancora galvanizzata dalla prestazione autoritaria offerta in Sicilia, ha un solo desiderio: onorare oltre un secolo di storia gialloblù con una vittoria nel prossimo turno. L’obiettivo è chiaro: trasformare lo stadio “Romeo Menti” in una bolgia inespugnabile, per spingere la squadra oltre l’ostacolo spezzino e proiettarsi poi con prepotenza verso le zone nobili della classifica. La storia chiama, le Vespe sono pronte a rispondere.

Juve Stabia – Spezia sarà diretta da Davide di Marco della sezione AIA di Ciampino

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In vista della giornata n.32 del campionato di Serie BKT 2025-2026, i riflettori dello stadio Romeo Menti si accenderanno su una delle sfide più attese del turno: Juve Stabia – Spezia. Il calcio d’inizio è fissato per le ore 15:00.

Per questo delicato confronto, il responsabile delle designazioni arbitrali, Gianluca Rocchi, ha puntato su una figura in forte ascesa: Davide Di Marco della sezione AIA di Ciampino. Una scelta non casuale, ma che premia un percorso di crescita costante che ha permesso alla sezione laziale di tornare nel panorama del calcio di vertice nazionale dopo un’attesa durata oltre un decennio.

Un Percorso Costruito sul Merito

La carriera di Davide Di Marco è l’esempio di come la dedizione e la professionalità paghino. Il suo ingresso nel professionismo risale alla stagione 2015/2016, con le prime direzioni in Serie D. Dopo un quadriennio di “gavetta” formativa, arriva il salto in CAN C nel campionato 2019/2020.

È proprio nella terza serie che Di Marco si afferma come uno dei fischietti più affidabili, guadagnandosi la vetrina internazionale con designazioni in competizioni giovanili come la U20 Elite League. Tuttavia, è la stagione 2022/2023 a segnare la svolta definitiva: Arbitra i quarti di finale play-off tra Foggia e Crotone e dirige la delicatissima finale di ritorno tra Lecco e Foggia, la gara decisiva per la promozione in B.

Queste prestazioni gli sono valse la promozione alla categoria superiore nell’estate del 2023, insieme ad altri quattro colleghi, e il prestigioso Premio “Luigi Agnolin”. Consegnato dall’allora presidente dell’AIA Carlo Pacifici, il riconoscimento ha certificato Di Marco come l’arbitro con il miglior piazzamento nella graduatoria di merito della CAN C di quella stagione.

L’Orgoglio di Ciampino e il Riconoscimento Istituzionale

L’ascesa di Di Marco non è solo un successo personale, ma un vanto per l’intera comunità di Ciampino. La locale sezione AIA celebrò il traguardo con entusiasmo:

“Dopo oltre un decennio, la Sezione di Ciampino potrà nuovamente fregiarsi della presenza di un proprio arbitro nell’organico della Can. Nell’anno del cinquantesimo anniversario della Sezione, questo risultato assume un significato ancora più speciale.”

Anche le istituzioni cittadine hanno voluto omaggiare il direttore di gara. Il Sindaco Emanuela Colella accolse Di Marco in Municipio, consegnandogli una riproduzione dell’Apollo Pizio, simbolo della città, e sottolineando l’importanza del traguardo:

“Un riconoscimento di notevole importanza, che eleva il nome di Ciampino contribuendo a dare prestigio alla nostra Città nel segno dello sport. A Davide Di Marco vanno i nostri più sentiti auguri per il conseguimento di questo rilevante traguardo e per l’inizio di una carriera sportiva di altissimo livello.”

Con queste premesse, Davide Di Marco si appresta a dirigere Juve Stabia – Spezia, portando sul prato del Menti non solo il fischietto, ma l’orgoglio di una sezione e di una città intera.

La scheda completa del direttore di gara

Davide Di Marco è nato a Roma il 26/08/1991 ed è iscritto alla sezione AIA di Ciampino (RM). E’ al suo 3° anno in C.A.N.

Ha finora diretto 213 partite: con 64 rigori assegnati e 29 espulsioni decretate

Quest’anno ha diretto 15 partite (2 in serie A, 11 in serie B, 2 in Coppa Italia) con questo bilancio: 6 vittorie interne, 5 pareggi, 4 vittorie esterne con 4 rigori decretati e 2 espulsioni.

Conta 4 precedenti con la Juve Stabia: 3 vittorie, 1 pareggio, 0 sconfitte

25/26   Serie B Bari 0:1 Juve Stabia (Candellone (r))

24/25   Serie B Cremonese 1:1  Juve Stabia (Adorante, Bonazzoli)

22/23   Serie C Juve Stabia 2:0 Monopoli      (Caldore, Silipo)

20/21   Serie C Bisceglie     0:1 Juve Stabia  (Borrelli)  della sezione AIA di

Conta 5 precedenti con lo Spezia: 3 vittorie, 1 pareggio, 1 sconfitta

Assistenti

Primo Assistente: sig. Ivan CATALLO della sezione AIA di Frosinone

Secondo Assistente: sig. Paolo BITONTI della sezione AIA di Bologna

IV° ufficiale

sig. Luca MASSIMI della sezione AIA di Termoli

VAR

sig. Manuel VOLPI della sezione AIA di Arezzo

AVAR

sig. Emanuele PRENNA della sezione AIA di Molfetta

Juve Stabia: Buon compleanno per i 119 Anni di storia, passione e orgoglio

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Oggi vogliamo fare gli auguri a una signora molto speciale. La Juve Stabia compie 119 anni di storia, un traguardo che profuma di epica sportiva e di amore incondizionato per una maglia.

Le Vespe di Castellammare di Stabia stanno vivendo, da un punto di vista storico, un momento di straordinaria importanza: la partecipazione al settimo campionato di Serie B della loro storia, a coronamento delle tantissime presenze accumulate nel calcio professionistico. È il segno evidente di una società viva, pulsante e capace di consolidarsi nel calcio che conta.

In campo contro la nobiltà del calcio

Nel corso di questo oltre un secolo di vita, le Vespe hanno guardato negli occhi e affrontato a viso aperto tantissime squadre di blasone. Il prato verde ha visto i gialloblù incrociare i tacchetti con giganti come Genoa, Sampdoria, Torino, Pro Vercelli, Roma, Fiorentina e il Napoli.

A queste si aggiungono sfide indimenticabili contro piazze storiche e caldissime come Vicenza, Hellas e Chievo Verona, Bari, Lecce, Catania e, ultima proprio martedì, il Palermo. Ovviamente, la lista è lunghissima e il nostro elenco non vuole essere esaustivo: la Juve Stabia ha condiviso spesso il campo con casacche che hanno conosciuto il massimo campionato e, in alcuni casi, calcato i palcoscenici dell’Europa o sollevato trofei prestigiosi come scudetti e coppe nazionali ed estere.

I protagonisti di ieri e di oggi

In un racconto del genere, andrebbero doverosamente citati i Presidenti, gli allenatori e i calciatori che hanno fatto grande la storia di uno dei club più antichi del Mezzogiorno. Tuttavia, in un breve focus sarebbe letteralmente impossibile poter raccontare tutto. Con enorme dispiacere, dobbiamo assolutamente fermarci e restare decisamente vaghi sull’argomento, mandando però un ringraziamento collettivo a chiunque abbia versato anche solo una goccia di sudore per questi colori.

Dallo “Zini” verso il futuro

C’è una certezza che brilla negli occhi dei tifosi: solo un annetto fa questa squadra ha toccato il punto più alto della sua storia, riuscendo ad arrivare a pochissimi metri dall’Olimpo. Un traguardo quasi inimmaginabile fino a qualche anno fa.

Il fattore play-off, culminato con la sconfitta allo stadio “Zini” di Cremona, non ha lasciato scorie: è stata vista da molti come una bellissima esperienza e, allo stesso tempo, come una fondamentale tappa di crescita per il futuro. Sicuramente la storia della Juve Stabia non si è fermata in Lombardia.

Ci sono, e sicuramente ci saranno, altre pagine importanti da raccontare alle generazioni future. E noi siamo pronti per continuare a vivere enormi emozioni, fatte di viaggi incredibili e successi che non andranno mai via dalla memoria dei tifosi.

Questa sera ricordiamo che i tifosi hanno organizzato una festa per celebrare questo 119 anniversario.

Buon compleanno Juve Stabia, e arrivederci alla candelina numero 120!

Juve Stabia, protesta dei tifosi verso le istituzioni: Si uniscono al coro nazionale contro lo sport-business

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Il calcio moderno sta smarrendo la sua essenza più genuina, e i sostenitori di tutta Italia hanno deciso di dire basta. Un’ondata di dissenso sta attraversando gli spalti dell’intera Penisola, unendo storiche fazioni in una mobilitazione comune contro le istituzioni sportive, accusate di aver trasformato lo sport più amato in un business elitario e sordo alle esigenze di chi lo vive per pura passione.

Questo malumore ha preso forma concreta anche a Castellammare di Stabia. Durante la recente sfida interna contro la Carrarese, i gradoni del Romeo Menti si sono trasformati in un hub di rivendicazione. Tra i fedelissimi gialloblù è circolato fittamente un manifesto programmatico, emblema di una campagna di raccolta firme a livello nazionale volta a pretendere una vera inversione di rotta dai vertici del pallone.

Le richieste: riprendersi lo sport

Il documento diffuso a Castellammare mira a smantellare le logiche commerciali che, negli ultimi anni, hanno progressivamente allontanato la gente comune dalle arene sportive. Le richieste sottoscritte dai gruppi organizzati puntano a rifondare il sistema su principi di equità e accessibilità.

Ecco i pilastri del manifesto:

  • Sportività assoluta: Promozioni e retrocessioni basate esclusivamente sui risultati ottenuti sul prato verde.

  • Stop alle Seconde Squadre: Estromissione delle formazioni “Under” dei top club dai tornei professionistici minori.

  • Botteghino accessibile: Tariffe agevolate per garantire l’accesso ai settori più caldi del tifo a chiunque con tetti massimi di 20 euro per la serie A, 15 euro per la serie B e 10 euro per la serie C

  • Palinsesti umani: Fissare il fischio d’inizio tenendo conto degli impegni lavorativi dei cittadini, e non solo delle esigenze delle pay-tv eliminando in cosiddetto “calcio spezzatino”.

  • Impianti accoglienti: Strutture moderne ma pensate per il comfort e l’aggregazione di chi le frequenta con l’abolizione del divieto di introduzione di strumenti del tifo all’italiana (striscioni, tamburi, megafoni, bandiere e coreografie in genere).

  • Diritto di viaggiare: Piena libertà di seguire la propria squadra lontano dalle mura amiche con la comunicazione del giorno e orario delle gare con largo anticipo al fine di poter programmare al meglio una trasferta.

  • Fine del pugno di ferro: Abolizione di quelle normative sulla sicurezza percepite come inutilmente vessatorie e che di fatto sono fallite nella sostanza e nell’obiettivo.

  • Divieto di multiproprietà: Impedire che un singolo imprenditore o fondo d’investimento possieda più club contemporaneamente.

Il nodo dei viaggi e la sindrome da “tolleranza zero”

Il cuore pulsante del dibattito tocca i nervi più scoperti per i frequentatori abituali degli stadi: le pesanti limitazioni alle trasferte e le misure restrittive generalizzate. Sempre più spesso, prefetture e osservatori optano per la via più sbrigativa: vietare le trasferte o imporre le porte chiuse per azzerare qualsiasi ipotetico rischio legato all’ordine pubblico.

Questa linea di estrema prudenza si abbatte come una scure su chi compie enormi sacrifici personali. Centinaia di chilometri macinati di notte, permessi chiesti a fatica sul posto di lavoro e risorse economiche investite per non far mai mancare il proprio respiro alla squadra. Punire l’intera massa per i potenziali errori di pochi viene percepito come un abuso insopportabile.

A questo si somma la denuncia di una “sicurezza asfissiante”: un moltiplicarsi di barriere, filtri e sanzioni sproporzionate che colpiscono nel mucchio, rovinando l’esperienza aggregativa.

Non clienti, ma custodi della tradizione

La petizione firmata dalla torcida stabiese e da decine di altre piazze italiane non è una semplice lamentela, ma una profonda crisi d’identità rivendicata. Gli habitué delle curve rifiutano categoricamente l’etichetta di “clienti” o “spettatori passivi”. Essi si considerano il vero valore aggiunto del calcio nostrano: i creatori di quelle atmosfere, scenografie e vibrazioni che rendono questo sport uno spettacolo unico al mondo.

La battaglia per costringere il “Palazzo” a un tavolo di confronto costruttivo è appena cominciata. Il messaggio lanciato dal Menti e dagli altri stadi italiani è perentorio: senza la sua gente, il calcio è solo uno show televisivo senz’anima.

I firmatari rivolgono una formale petizione al Senato della Repubblica, ai sensi dell’art. 50 della Costituzione e degli articoli 140 e 141 del regolamento del Senato della Repubblica, affinché quest’ultimo adotti le misure richieste. Tali interventi mirano a salvaguardare il patrimonio sociale e culturale legato al calcio, al fine di garantire a tutti i cittadini la possibilità di partecipare concretamente alle manifestazioni sportive relative a questo sport, anche affrontando lunghi spostamenti sul territorio nazionale.

Attraverso la petizione viene richiesto un cambiamento reale dell’attuale compendio normativo, affinché il calcio italiano torni a essere davvero patrimonio della collettività. L’obiettivo è che le decisioni vengano assunte ponendo al centro i tifosi e le comunità che si creano attorno alle squadre, garantendo così competizioni corrette, liberamente fruibili e non improntate esclusivamente a logiche economiche o di profitto.

Juve Stabia, la “bella di notte” cerca la salvezza al sole: contro lo Spezia l’occasione per chiudere i conti

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La Juve Stabia si conferma, ancora una volta, “bella di notte”. Quando il sole cala e si accendono i riflettori, le Vespe sembrano trovare una marcia in più, trasformando l’oscurità nel palcoscenico ideale per le loro imprese. L’ultimo atto di questa vocazione serale è andato in scena nella suggestiva cornice del “Barbera” di Palermo, dove i gialloblù hanno strappato un punto di platino.

Ma la notte siciliana è solo l’ultimo capitolo di un trend ormai consolidato: basti pensare al peso del pareggio nel sentitissimo derby contro l’Avellino, ai veri e propri blitz esterni sui campi di Bari ed Empoli, o al prestigioso pari casalingo contro la Sampdoria, un risultato dal sapore agrodolce per le occasioni sfumate, ma pur sempre di assoluto valore contro una corazzata del torneo.

Il fattore “luce del sole” e il match ball salvezza

Sabato, però, si cambia registro. Al “Romeo Menti” arriva lo Spezia e, dettaglio non trascurabile in questa fase cruciale della stagione, si giocherà alla luce del sole. Scherzi a parte sulle abitudini notturne della squadra, il match di questo weekend rappresenta uno snodo fondamentale per il campionato della Juve Stabia, che ha a disposizione un autentico “match ball” per archiviare il discorso salvezza con largo anticipo: Con una vittoria arriverebbe il verdetto se non matematico sicuramente definitivo e anticipato, cancellando ogni inutile calcolo o patema d’animo finale; con un pareggio si aggiungerebbe un altro mattoncino verso l’obiettivo primario della salvezza.

Chiudere i conti ora significherebbe poter affrontare il rovente finale di stagione con una serenità diversa. Vorrebbe dire poter concedere respiro a chi ha tirato la carretta fino ad oggi e, soprattutto, guadagnare tempo prezioso per svuotare un’infermeria mai così affollata.

L’emergenza continua: la “coperta corta” di mister Abate

Il rovescio della medaglia del magico momento stabiese è infatti l’emergenza di formazione. A Palermo, il bollettino delle assenze nel reparto offensivo è stato a dir poco drammatico: fuori contemporaneamente Candellone, Burnete, Gabrielloni, Maistro e Zeroli.

In vista dello Spezia, il tecnico Ignazio Abate continua a fare i conti con il classico gioco della coperta corta: Tornerà a disposizione dalla squalifica l’ex Como, Gabrielloni, pronto a ridare ossigeno e peso all’attacco, mentre il Giudice Sportivo fermerà Andrea Giorgini, monumentale e tra i migliori in campo nella notte della “Favorita – Barbera”, un’assenza che costringerà a ridisegnare gli equilibri difensivi.

Abate sta lavorando in modalità certosina, analizzando ogni dettaglio per trovare soluzioni tattiche capaci di sopperire alle defezioni, dimostrando grande duttilità e intelligenza nella gestione del gruppo.

Un sabato di festa per le Vespe

Il palcoscenico per l’impresa è pronto. Sabato non sarà una partita come le altre: sarà la Giornata Giallo e Blu, celebrata proprio nella settimana in cui cade il compleanno del club. Una cornice perfetta per una squadra che vuole regalarsi e regalare ai propri tifosi una gioia immensa.

La Juve Stabia è pronta a togliersi l’abito da sera: questa volta, le Vespe vogliono farsi belle e pungere anche sotto la luce del sole.

Castellammare si tingerà di gialloblù: la Juve Stabia compie 119 anni, due serate di festa per le Vespe

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Centodiciannove anni di storia, di passione e di un amore viscerale che non conosce tramonto. Domani, 19 marzo 2026, la Juve Stabia celebrerà l’anniversario della sua fondazione, avvenuta in quel lontano 1907. Per onorare questo storico traguardo, la tifoseria gialloblù ha chiamato a raccolta l’intera città, organizzando due serate di festeggiamenti che promette di trasformare Castellammare di Stabia in un catino di entusiasmo e orgoglio cittadino.

La Vigilia: Torciata sul Lungomare

I festeggiamenti prenderanno il via già questa sera. L’attesa per il giorno dell’anniversario si tradurrà in uno spettacolo di luci e appartenenza sul lungomare stabiese. A partire dalle ore 23:00, i tifosi daranno vita a una suggestiva torciata: un corteo illuminato che, tra canti, balli e cori a squarciagola, accompagnerà lo scoccare della mezzanotte per salutare l’arrivo del 19 marzo e rendere omaggio al vessillo gialloblù.

“La Notte delle Vespe”: Il Cuore delle Celebrazioni

Il vero e proprio epicentro della festa sarà però domani, giovedì 19 marzo, quando il piazzale antistante lo stadio Romeo Menti ospiterà “La Notte delle Vespe”. L’evento è stato pensato come un grande abbraccio collettivo, un momento per unire sotto la stessa bandiera intere generazioni di innamorati della Juve Stabia.

Le parole del comunicato diffuso in queste ore dai tifosi trasudano puro romanticismo calcistico:

“Ci sono date che non sono semplici numeri sul calendario, ma battiti di un unico grande cuore. Per noi, quella data è il 19 Marzo 1907. Da oltre un secolo, questa data rappresenta l’inizio di un amore eterno, folle e viscerale. Chiunque porti nel cuore i nostri colori, chiunque abbia esultato o sofferto per questa maglia, è chiamato a raccolta.”

L’invito è esteso a tutta la cittadinanza: famiglie, giovani e veterani della curva sono esortati a scendere in piazza portando con sé sciarpe, bandiere e le maglie più care, per onorare gli eroi di oggi e di ieri che hanno reso leggendaria questa squadra.

Il Cronoprogramma della Serata

L’evento al Menti, a partire dalle 20:30, sarà condotto dal giornalista e storico speaker dello stadio, Tiziano Valle, e si articolerà in diversi momenti che mescoleranno storia, riflessione e celebrazione pura.

Ecco il programma dettagliato:

  • Ore 21:00 – Inizio del raduno e accoglienza del popolo gialloblù.

  • Ore 22:00 – Proiezione Video: un viaggio emozionale tra i ricordi, le immagini storiche e le gesta indimenticabili della storia del club.

  • Ore 23:00 – Momento di approfondimento intitolato: “Per un calcio giusto e popolare: perché la nostra identità nasce dal popolo e per la gente”.

L’iniziativa, che promette di registrare il tutto esaurito nel piazzale, è stata realizzata grazie alla preziosa collaborazione di Radio Asharam, Stabia Memorabile e Juve Stabia Amarcord.

Il messaggio finale degli organizzatori non lascia spazio a dubbi e suona come una vera e propria dichiarazione d’amore alla città e alla squadra: “Non mancare. Per la storia, per la città, per la maglia. IL NOSTRO VESSILLO AL VENTO, IL NOSTRO GRIDO AL CIELO. APPUNTAMENTO AL PIAZZALE DEL MENTI!”

IL MORSO DELLA VESPA. Stabia mai domo. Rimontato dal Palermo, trova la forza del pareggio con Mosti

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Continua il digiuno di vittorie per la Juve Stabia, ma il pareggio ottenuto nel fortino del Palermo ha il sapore dolce della ripartenza. Per mister Abate, il bicchiere è decisamente mezzo pieno: le Vespe escono dal “Barbera” con un 2-2 frutto di sofferenza, coraggio e una reazione da grande squadra nel momento più difficile del match.

Botta e risposta dal dischetto

L’avvio della Juve Stabia è coraggioso. Al 9′, la verticalizzazione improvvisa premia lo scatto di Okoro: l’attaccante brucia la difesa rosanero e viene atterrato da un’uscita scomposta di Joronen. Per l’arbitro Dionisi non ci sono dubbi: calcio di rigore. Dagli undici metri, Leone è glaciale e firma il vantaggio ospite.

Il Palermo accusa il colpo, ma cresce col passare dei minuti. I campani si arroccano con ordine, concedendo poco fino al 38′, quando la traversa nega la gioia del pari a Segre. È il preludio a un secondo tempo infuocato.

Il ribaltone rosanero e la zampata di Mosti

Al rientro dagli spogliatoi, il forcing dei padroni di casa si fa asfissiante. All’ora di gioco, l’episodio che cambia l’inerzia: contatto tra Confente e Bani in area, secondo rigore di giornata, stavolta per i siciliani. Il capocannoniere della Serie B, Pohjanpalo, non tradisce e fa 1-1.

Passano solo cinque minuti e il Palermo completa il sorpasso. Una conclusione violenta di Ceccaroni viene deviata sulla traversa, ma sulla carambola il più lesto è proprio il capitano Bani, che di petto appoggia in rete mandando in estasi il pubblico di casa.

Cuore Vespe: Cacciamani ispira, Mosti colpisce

Sembra il colpo del KO, ma la Juve Stabia ha sette vite. Al 75′, Cacciamani scappa via sulla fascia sinistra e pennella un cross perfetto per l’inserimento di Mosti: coordinazione magistrale e coordinazione al volo che trafigge Joronen per il definitivo 2-2.

Nel finale, le Vespe sfiorano addirittura il colpaccio: ancora uno scatenato Cacciamani si invola verso la porta, ma la stanchezza gli toglie la lucidità necessaria davanti al portiere avversario, sciupando l’occasione del sorpasso.

Palermo – Juve Stabia (2-2): Le foto dei protagonisti in campo al Barbera

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Guarda le foto di Palermo – Juve Stabia realizzate dal nostro fotografo che ci raccontano così il pareggio delle Vespe con i rosanero allenati da Filippo Inzaghi allo stadio Renzo Barbera di Palermo.

PALERMO (3-4-2-1): Joronen; Bereszyński (45′ Le Douaron), Bani, Ceccaroni (85′ Magnani); Pierozzi (85′ Vasic) Segre (85′ Gomes), Blin (54′ Rui Modesto), Augello; Palumbo, Johnsen; Pohjanpalo.

A disposizione: Gomis, Di Bartolo, Gomes, Gyasi, Vasic, Giovane, Peda, Corona, Veroli, Magnani.

Allenatore: Filippo Inzaghi.

JUVE STABIA (3-5-1-1): Confente, Diakitè (62′ Varnier), Giorgini, Dalle Mura (81′ Bellich); Ricciardi (62′ Carissoni), Torrasi (62′ Correia), Leone, Pierobon (88′ Kassama), Cacciamani; Mosti; Okoro

A disposizione: Signorini, Boer, Ciammaglichella, Dos Santos, Mannini

Direttore di gara: Federico Dionisi della sezione AIA di L’Aquila

Primo Assistente Sig. Christian ROSSI della Sezione di La Spezia

Secondo Assistente Sig. Claudio BARONE della Sezione di Roma 1

Quarto uomo Sig. Giuseppe RISPOLI della Sezione di Locri

VAR Sig. Marco SERRA della Sezione di Torino

AVAR Sig. Matteo GUALTIERI della Sezione di Asti

Marcatori: 11′ Leone (r) 60′ Pohjanpalo (r) 65′ Bani 73′ Mosti

Angoli: 7 – 2

Ammoniti: 9′ Joronen (P) 44′ Torrasi (JS) 56′ Giorgini (JS) 60′ Confente (JS) 63′ Varnier (JS) 71′ Bani (P) 76′ Rui Modesto (P) 87 Magnani (P) 96′ Kassama (P)

Espulsi: –

Recupero: 3 min p.t. – 6 min s.t.

Note: Terreno in erba naturale. Giornata fresca e ventilata.

Totale titoli emessi 23.733: di cui 7229 biglietti venduti, 0 ospiti e 16.504 abbonamenti

LE FOTO DEI PROTAGONISTI IN CAMPO

“Mi batte il Corazon”: Peppe Iodice sbarca al cinema tra Maradona, risate e una Napoli luminosissima

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“Il protagonista muore d’infarto, quindi si ferma il cuore, poi risorge e il cuore torna a battere: mi batte il corazon, perché ho visto Maradona e mi ha detto: meglio rischiare di sbagliare che non vivere di rimpianti.”

Inizia con questa folgorante suggestione surreale e profondamente partenopea l’avventura sul grande schermo di Peppe Iodice. Nel corso della presentazione alla stampa al cinema Metropolitan, il comico ha raccontato con emozione e la sua solita verve il suo primo film da protagonista: “Corazon”.

Una Napoli senza “scadenza”

La pellicola, interamente girata nel capoluogo campano, è anche una dichiarazione d’amore alla città. Iodice ha sottolineato di aver intrapreso questa avventura cinematografica nel momento perfetto: “Napoli in questo momento storico è luminosissima. La percezione, però, è che abbia una scadenza, ma non è così: Napoli è sempre stata questa, magari in passato con qualche difficoltà in più, ma la sua luminosità non finirà mai”.

La vera sfida: far ridere senza forzature

Quello che è emerso con forza dalla conferenza stampa è il clima di straordinaria convivialità e intesa che ha legato il cast e gli autori. L’obiettivo – a quanto pare, centrato in pieno – era quello di confezionare una commedia: gradevole e impegnata capace di far riflettere con leggerezza; lontana dalla necessità di inserire gag forzate per strappare la risata a tutti i costi e dove il talento di chi sta davanti alla macchina da presa si fonde con la maestria di chi lavora dietro le quinte.

“Questo film è fatto da persone perbene, da professionisti veramente bravi”, è stato il mantra ripetuto dai presenti. Lo stesso Iodice ha confessato di aver vissuto il set con una serenità inaspettata: “Ho scoperto che il cinema mi piace molto, l’ho vissuto senza ansia e lo devo a Francesco Prisco, il regista. Un attore deve attenersi alle sue disposizioni e sono stato felice di essere, per una volta, rigoroso”.

Un’uscita in sala carica di significati

Ad accompagnare Iodice al Metropolitan c’era l’anima produttiva e creativa del film: il regista Francesco Prisco, i produttori Alessandro e Andrea Cannavale, il cast al completo e il maestro Adriano Pennino.

L’appuntamento per il pubblico è fissato per domani, giovedì 19 marzo, una data che a Napoli non è mai banale. Coincide infatti con la Festa del Papà (San Giuseppe) e con un altro anno dalla scomparsa dell’indimenticabile Pino Daniele. E proprio a proposito di grandi assenti che hanno fatto la storia, la sala ha tributato un lungo e commosso applauso alla memoria di Enzo Cannavale.

“Corazon” si preannuncia come un film divertente, recitato con cura e animato da un progetto autenticamente napoletano. Perché, come ricorda il messaggio finale lanciato durante la presentazione: andare al cinema arricchisce il cuore e la mente. Andate al cinema!

Juve Stabia, Giorgini da Oscar al “Barbera” di Palermo: Il Ministro della difesa gialloblù

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Se il “Renzo Barbera” fosse stato un teatro di Hollywood, la statuetta come “Miglior Attore Protagonista” (o quantomeno come miglior regista difensivo) sarebbe finita senza dubbio tra le mani di Andrea Giorgini. Nel pirotecnico 2-2 tra Palermo e Juve Stabia, il numero 33 ha sfoderato una prestazione monumentale, confermandosi come uno dei pilastri insostituibili dello scacchiere di mister Abate e rivelandosi un vero e proprio colpo da maestro del calciomercato estivo.

Un gigante nella bolgia

Non era una serata facile. Di fronte c’era l’attacco rosanero, spinto dai quasi 25.000 tifosi del Barbera e dalla disperata fame di punti dei siciliani. Eppure, Giorgini ha interpretato la gara con il sangue freddo dei veterani e la foga agonistica di chi vuole letteralmente mangiarsi il campo.

La sua prestazione è stata un mix di tanti aspetti positivi interessanti: Puntuale nelle chiusure e dominante nel gioco aereo; interventi chirurgici che hanno disinnescato sul nascere diverse potenziali occasioni da rete per il Palermo; ha guidato il reparto con personalità, chiamando le marcature e mantenendo la linea alta anche nei momenti di massima pressione avversaria; non solo distruzione, ma anche costruzione. Dal suo piede sono partiti lanci precisi che hanno permesso alle Vespe di ribaltare il fronte e ripartire con estrema pericolosità.

L’unico neo in una “Notte degli Oscar”

In una gara decisa dagli episodi e dalla qualità dei singoli, la continuità e la solidità del difensore marchigiano sono state la chiave tattica che ha permesso alla Juve Stabia di uscire indenne da uno dei campi più ostici dell’intera Serie B. Mentre gli attaccanti si prendevano le luci della ribalta con i gol, Giorgini si prendeva il rispetto degli avversari e gli scroscianti applausi virtuali dei tifosi stabiesi incollati alla TV.

Per la Juve Stabia questo pareggio profuma di impresa; per Giorgini, invece, rappresenta la definitiva consacrazione in una stagione che lo sta proiettando verso palcoscenici sempre più prestigiosi.

L’altra faccia della medaglia: L’unico, vero neo della sua partita è stata l’ingenua ammonizione ricevuta per perdita di tempo. Un cartellino pesante, perché essendo diffidato farà scattare la squalifica che lo costringerà a saltare l’importantissima sfida contro lo Spezia.

Ad ogni modo, se questa era la “notte degli Oscar” della Serie B, il numero 33 gialloblù ha recitato una parte da assoluto fuoriclasse.

Palermo – Juve Stabia (2-2): Il Podio e il Contropodio gialloblù

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La Juve Stabia torna ad indossare l’armatura ed al Barbera sfodera una prestazione tutta cuore e grinta. Le vespe, subiscono la rimonta del Palermo, dopo il gol iniziale di Leone, ma nel finale trovano con Mosti il giusto pareggio.

PODIO

Medaglia d’oro: alla coppia scintillante Nicola Mosti – Giuseppe Leone. Che siano la coppia più bella del mondo di una nota canzone vintage o Goku e Vegeta per i tifosi più giovani, i due centrocampisti gialloblu salvano la Juve Stabia a suon di prestazione superlative. Il curriculum li vorrebbe calciatori “solo” dai piedi buoni ma i due dimostrano di essere autentici tuttocampisti, in grado di tirare fuori dai guai la squadra in ogni momento della gara. Allora i tackle si mischiano alle giocate di fino e i ripiegamenti difensivi valorizzano i fendenti che puniscono il Palermo. Un binomio che si divide solo nell’indossare la fascia di capitano, affidata da Abate ad entrambi i suoi tenori.

Medaglia d’argento: ad Alvin Okoro, spina nel fianco della difesa rosanero. Il numero 90 mostra l’atteggiamento famelico necessario a reggere praticamente da solo tutto il peso dell’attacco, che si spera possa orientare anche gli altri interpreti del reparto assenti a Palermo. Strappi in profondità, accelerazioni e contrasti fisici impreziosiscono la gara dell’attaccante, che impiega pochi minuti a conquistare il rigore del vantaggio iniziale. Con un po’ di freddezza maggiore sotto porta, da acquisire ovviamente solo giocando, potrà diventare devastante.

Medaglia di bronzo: a Christian Dalle Mura, nuova, giovane certezza della difesa. L’ex Cosenza ha colmato il buco lasciato dall’improvvisa voglia di Stabile di cambiare aria a suon di prestazioni convincenti, che hanno anche smentito le ingenerose recensioni non del tutto lusinghiere dei suoi ex tifosi. Essenziale e preciso nelle giocate, sicuro negli interventi, Dalle Mura non ha fatto rimpiangere capitan Bellich, a cui Abate ha concesso un turno quasi completo di riposo un vista della gara con lo Spezia. Esempio di come un imprevisto di mercato possa diventare una bella opportunità.

CONTROPODIO

La Juve Stabia vista a Palermo è stata quella che i tifosi stabiesi sperano di ammirare sempre, al di là del risultato finale. Atteggiamento giusto e soglia di attenzione altissima. Peccato solo per la seconda ammonizione ingenua ad un calciatore diffidato, Giorgini dopo Gabrielloni nello scorso turno, che impedirà al forte difensore di essere protagonista nel duello con l’ex Artistico.

Mondadori Bookstore Castellammare di Stabia: Presentazione romanzo “Nessun Dio è solo” di Pasquale Sorrentino

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Grande entusiasmo tra gli amanti del brivido e del mistero, convenuti al Mondadori Bookstore di Castellammare di Stabia lo scorso lunedì sera, 16 marzo, per la presentazione editoriale del romanzo “Nessun Dio è solo” del giornalista e scrittore Pasquale Sorrentino.

Sala piena al Mondadori Bookstore di Castellammare per l’incontro, organizzato dall’Associazione “Achille Basile – Le Ali della Lettura”, che promuove sul territorio la letteratura di qualità attraverso incontri con l’autore, seminari ed eventi culturali di spessore.

Hanno conversato con l’autore la prof.ssa Carmen Matarazzo, Presidente dell’Associazione “Achille Basile – Le Ali della Lettura” e la giornalista Annamaria Cafaro, che con i loro interventi sono riuscite a creare un clima di vibrante interesse, rendendo il dibattito un momento di vero scambio culturale.

L’insegnante Anna Di Capua ha letto con particolare espressività alcuni passi del romanzo, catturando l’attenzione del pubblico.

Le domande della giornalista, unite alle riflessioni della professoressa, hanno spinto l’autore a “sbottonarsi”, rivelando i meccanismi profondi che hanno guidato le sue scelte narrative e la costruzione dei personaggi.

Per la prof.ssa Carmen Matarazzo la lettura di questo libro è avvincente, perché: “Sorrentino ha una scrittura molto agile e i capitoli sono brevi, questo ci consente di seguire le indagini e le storie personali dei personaggi. Molti di essi sono emblematici e in gran parte degli innominati. È un romanzo che, per tanti motivi, attrae e trascina.”

“Oltre ad essere un testo noir ben strutturato, può essere considerato una sorta di itinerario di viaggio – ha affermato Annamaria Cafaro – perché andiamo a conoscere un territorio, il Vallo di Diano e il borgo antico di Polla, che nel romanzo diventa protagonista.

“Far risuonare all’interno dei tuoi libri il territorio, visto che anche il primo libro ha avuto come ambientazione Polla, è un atto d’amore verso la tua terra oppure un modo per esplorarne linguaggi, contraddizioni, ansie? – ha chiesto la giornalista – Ti senti più un investigatore o un custode del tuo territorio?”

“Entrambe le cose – ha risposto l’autore – Le mie radici sono a Polla. Mi sono allontanato per studio e per lavoro, poi ci sono tornato per amore della mia fidanzata, ora mia moglie, A Polla, ci sono le mie radici, il mio micromondo”.

“Dopo essere ritornato, mi sono reinnamorato dei luoghi, che, come cronista, descrivo uguali a come sono nella realtà, affinché chi legge possa entrare nel mio mondo”.

Nel suo intervento l’autore ha sottolineato quanto il territorio sia un elemento cardine della narrazione, svelando le suggestioni che lo hanno spinto a inserire nei suoi romanzi atmosfere uniche e radicate nel paesaggio.

Il paesaggio smette di essere solo uno sfondo e diventa coprotagonista, con una forte componente identitaria. Si può affermare che Il legame con le radici locali sia il vero motore della storia: i luoghi non sono semplici sfondi, ma entità vive che partecipano all’indagine con i loro silenzi e le loro ombre.

In “Nessun Dio è solo” Pasquale Sorrentino indaga tra le paure e i segreti di una comunità rurale, dove ogni certezza può essere ribaltata e chiunque può nascondere un lato oscuro.

La storia inizia a Polla, un paese del Vallo di Diano, dove una giovane coppia di sposi viene trovata morta in casa. Non ci sono segni di effrazione né violenza apparente, un elemento tipico dei gialli classici che sfida il lettore a capire cosa sia successo.

Il libro mescola l’indagine con una leggenda e le paure di una comunità rurale, trasformando il paesaggio stesso in protagonista.

La leggenda, un’antica e oscura credenza locale che riaffiora tra i vicoli del borgo, è quella del Solitario di Polla, un signorotto del XV secolo che, accecato dall’invidia e da un amore negato, uccideva le coppie felici, trascinandole nelle acque oscure del fiume Tanagro che attraversa Polla. Si dice che il suo spirito, non trovando pace, continui a colpire gli innamorati.

Per gli investigatori, la tenente Onora Posca e il maresciallo Carmine Lupo, la leggenda è una traccia simbolica. L’assassino sembra voler ricalcare il mito del Solitario, agendo come un “giustiziere dell’invidia” che colpisce la felicità altrui proprio come faceva il nobile del Quattrocento.

I luoghi legati alla leggenda, come i vicoli e le sponde del fiume a Polla, diventano i punti focali dell’indagine, trasformando il territorio in un labirinto di indizi tra presente e memoria storica.

Questo connubio tra noir e superstizione rende il romanzo decisamente magnetico, un noir dove il mistero affonda le radici nelle paure ancestrali di un intero territorio.

La verità non è mai lineare, ma filtrata dai pregiudizi popolari e la superstizione agisce come una cappa che avvolge i testimoni e gli abitanti, rendendo il lavoro degli inquirenti molto più difficile.

Fondere indagini poliziesche realistiche con elementi del folklore locale, creando un’atmosfera sospesa tra realtà e superstizione, è la particolarità della scrittura di Pasquale Sorrentino.

Il suo stile, inoltre, è fortemente influenzato dalla sua professione di giornalista di cronaca giudiziaria e nei suoi romanzi “Nessun Dio è solo” e “Figli di un altro Dio” utilizza un linguaggio diretto e incisivo, tipico del giornalismo, che mantiene alto il ritmo e la tensione narrativa.

Il talk con l’autore ha entusiasmato i “fan del brivido” accorsi in libreria, perché Sorrentino è riuscito a creare un legame autentico con il pubblico, visibilmente divertito dal racconto sulla genesi dei personaggi.

Lo scrittore ha svelato come molti di essi siano stati ‘rubati’ alla realtà e modellati con piccoli, opportuni cambiamenti, ed ha scatenato la curiosità dei presenti: in molti, scherzosamente, hanno manifestato il desiderio di essere inseriti anch’essi come personaggi nel prossimo romanzo.

La serata si è conclusa con il rito del firmacopie, un momento di scambio personale dove il confine tra realtà e finzione è apparso più sottile che mai.  L’autore ha lasciato al suo pubblico non solo una dedica, ma la consapevolezza che ogni luogo, anche il più familiare, può nascondere enigmi inquietanti che aspettano solo di essere raccontati.

Nessun Dio è solo” di Pasquale Sorrentino pubblicato da Caffèorchidea nel 2026, è un romanzo imperdibile perché riesce a rinnovare il genere, spostando l’asse dal semplice poliziesco all’indagine psicologica e antropologica.

Più che un semplice thriller, è un’opera che scava nei meandri oscuri della provincia italiana dove i fantasmi del passato continuano a influenzare il presente. Se vi è venuta voglia di immergervi nel mistero non vi resta che correre in libreria.