Presentato al Circolo Internazionale di Castellammare il romanzo di Giuliana Vitali “Nata nell’acqua sporca”

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Castellammare di Stabia  – Sabato sera, presso il Circolo Internazionale si è  svolto un coinvolgente incontro letterario  con l’autrice Giuliana Vitali, che ha presentato il suo romanzo d’esordio “Nata nell’acqua sporca”.

Organizzato dall’Associazione “Achille Basile – La Ali della Lettura”, l’evento ha confermato quanto Castellammare riesca ad essere terreno fertile per dibattiti culturali di alto profilo.

Nel dialogo serrato fra l’autrice, la prof.ssa Carmen Matarazzo, Presidente dell’Associazione “Achille Basile” e la giornalista Emanuela Francini, sono emersi notevoli spunti di riflessione su un’opera che sta facendo parlare di sé  per la sua candidatura al Premio Strega 2026.

Dopo i saluti del Presidente dello storico Circolo Internazionale, prof. Ennio Biondi,  la prof. ssa  Matarazzo ha presentato Giuliana Vitali, una delle penne più interessanti del realismo contemporaneo, ma anche condirettrice e curatrice della rivista letteraria “Achab”.

Il titolo del romanzo è fortemente simbolico e funge da potente metafora della condizione umana contemporanea. L’acqua sporca rappresenta l’ambiente difficile e quel senso di isolamento in cui la protagonista si trova immersa fin dalla nascita.

“Un liquido che può essere affettivo, familiare  sociale, urbano. È come essere immersi in un liquido amniotico  che invece di proteggere, in qualche modo brucia.”, ha affermato l’autrice:

“È la realtà contraddittoria che ci consente di confrontarci anche con noi stessi: spesso non abbiamo delle risposte, ma comunque ci spinge ad interrogarci.”

Il romanzo narra la storia di Sara, una giovane napoletana la cui crescita è segnata da profonde assenze familiari: la lontananza del padre e il distacco affettivo della madre.

Per sfuggire a una realtà che la soffoca, Sara segue il fidanzato nel tunnel della tossicodipendenza, unendosi a un gruppo di naufraghi allo sbando, che galleggia in un mare di indifferenza.

L’uso di stupefacenti è presentato non come una scelta, ma come il sintomo di un malessere generazionale, di una gioventù che non ha strumenti per navigare nelle difficoltà, ma vaga alla ricerca di un porto sicuro.

Il romanzo di Giuliana Vitali agisce come uno specchio deformante che restituisce la verità  su una generazione che si sente ‘sbagliata’.

Nel romanzo non c’è retorica, né l’offerta di soluzioni, ma l’analisi lucida di come il vuoto affettivo possa trasformarsi in una voragine che inghiotte il futuro.

La forza del romanzo è nello stile narrativo essenziale,  che rifugge ogni orpello, in una scrittura che non addolcisce i termini, riproducendo fedelmente lo slang, le imprecazioni e la sintassi spezzata dei ragazzi di oggi.

Un linguaggio visivo, quasi cinematografico, che procede per immagini crude, per dare voce allo sradicamento e alla fragilità di chi cerca di restare a galla.

Nata nell’acqua sporca” ci costringe a guardare ciò che sta sotto la superficie.

Il romanzo è una necessaria riflessione su come la letteratura contemporanea possa rivendicare ancora oggi il ruolo di strumento d’indagine sociale.

Mentre i media tradizionali spesso si limitano alla cronaca superficiale o al sensazionalismo, la pagina scritta ha il tempo e la profondità per dare voce a tematiche spesso taciute.

L’opera della Vitali squarcia il velo  su realtà  che restano troppo spesso ai margini del dibattito pubblico, dimostrando che narrare il disagio è un impegno civile per illuminare quei coni d’ombra che la velocità dell’informazione moderna tende ad ignorare.

La lettura di Emanuela Francini di alcune belle pagine tratte dal libro ha colpito molto il pubblico presente, che si è lasciato avvolgere da un’atmosfera profondamente immersiva, che ha reso quasi tangibile la solitudine della protagonista.

Il merito della riuscita dell’evento va anche alla sensibilità delle relatrici, Carmen Matarazzo  e Emanuela Francini che, con le loro domande puntuali e profonde, sono riuscite a scardinare la superficie del racconto, offrendo le giuste chiavi di lettura per comprendere un tema così complesso.

“Nata nell’acqua sporca” di Giuliana Vitali, Giulio Perrone Editore, è un romanzo magnetico, che incolla il lettore alla pagina, trascinandolo per le strade e i vicoli di Napoli con la protagonista.

Un romanzo che merita di essere letto, e che vi consigliamo non solo per il gusto della lettura come forma di intrattenimento, ma come necessario esercizio di empatia e consapevolezza: per capire cosa accade dove lo sguardo della società non arriva e non restare indifferenti alla realtà che ci circonda.


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