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Scafati, Salvati esulta: “Asilo nido comunale risultato storico di cui sono fiero”

Scafati, Salvati esulta per la nascita dell’asilo nido comunale: “Risultato storico di cui sono fiero. Nessuna amministrazione precedente si era mai posta il problema”

Il Sindaco di Scafati, Cristoforo Salvati, ha annunciato la nascita del primo asilo nido comunale:

E’ un risultato storico di cui sono fiero. Nessuna amministrazione precedente si era mai posta il problema che il comune di Scafati, primo per densità di popolazione nell’intero Agro, non avesse una struttura pubblica destinata ai servizi per l’infanzia.

Con la realizzazione dell’asilo nido che ieri abbiamo deliberato in Giunta, intendiamo restituire centralità e protagonismo, nel settore di riferimento, alla nostra Scafati, oltre che garantire alla comunità un servizio atteso da anni. Abbiamo già individuato nei locali del centro polifunzionale di Santa Maria delle Grazie la struttura idonea, con i dovuti accorgimenti, ad ospitare sia il nido sia il micronido d’infanzia.

Ringrazio i colleghi sindaci dei comuni di Corbara, Angri e Sant’Egidio del Monte Albino per la proficua concertazione nell’ambito Coordinamento istituzionale dell’Ambito territoriale S01_2”, la Giunta Comunale e la dottoressa Anna Sorrentino.”

Castellammare Meridbulloni, Cimmino: “Tutti insieme a sostegno di Alessandro Vescovini”

Castellammare, consiglio comunale monotematico su Meridbulloni, Cimmino: “Tutti insieme a sostegno di Alessandro Vescovini, la sua volontà è di investire nella nostra città”

Il Sindaco di Castellammare di Stabia, Gaetano Cimmino, ha commentato gli esiti del consiglio comunale monotematico incentrato sulla vertenza Meridbulloni:

“Tutti insieme a sostegno di Alessandro Vescovini, che con spirito imprenditoriale, intraprendenza e coraggio ha deciso di investire sul nostro territorio e tutelare le nostre maestranze qualificate, un patrimonio di valore inestimabile, da preservare e non disperdere.”

“Vescovini oggi ha partecipato al consiglio comunale monotematico, evidenziando una volta di più la sua ferma volontà di investire a Castellammare. E il consiglio all’unanimità ha approvato un ordine del giorno per rafforzare l’impegno ad attivarci presso la Regione Campania al fine di “accelerare tutti i necessari procedimenti finalizzati ad accompagnare l’imprenditore Dott. Vescovini nella realizzazione dell’investimento e a mantenere l’attività produttiva, e quindi le Maestranze tutte, sul territorio di Castellammare di Stabia o nelle sue vicinanze, in modo da venire incontro alle esigenze dell’imprenditore e dei lavoratori”.

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Casertana-Juve Stabia: i precedenti in campionato disputati a Caserta

Casertana e Stabia, si sono affrontate in gare di campionato allo stadio “Alberto Pinto” di Caserta in cinque precedenti con una vittoria dei rossoblù e quattro dei gialloblù, questi i dettagli:

1925 / 1926 – Campionato Nazionale di Prima Divisione – Lega Sud

31 gennaio 1926 – 4° giornata di ritorno: CASERTANA –STABIA 2 – 0.

 1942 / 1943 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ L ‘

21 febbraio 1943 – 8° giornata di ritorno: CASERTANA – STABIA 1 – 3.

 1945 – Campionato Campano

4 febbraio 1945 – 2° giornata d’andata: CASERTANA – STABIA 1 – 2.

 1947 / 1948 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ R ‘

13° giornata di ritorno CASERTANA – STABIA 1 – 2.

 1950 / 1951 – Campionato di Serie C girone ‘ D ‘

11° giornata d’andata: CASERTANA – STABIA 1 – 3.

Casertana e Juve Stabia, si sono affrontate in gare di campionato allo stadio “Alberto Pinto” di Caserta in quattordici precedenti, otto sono le vittorie dei falchetti, quattro sono i pareggi e due le vittorie per le vespe. Questi i dettagli:

 1955 / 1956 – Campionato di IV Serie girone ‘ H ‘

6° giornata di ritorno giornata: CASERTANA – JUVE STABIA 3 – 1. MAIELLO (JS).

 1956 / 1957 – Campionato di IV Serie girone ‘ H ‘

2° giornata di ritorno: CASERTANA – JUVE STABIA 1 – 0.

 1960 / 1961 – Campionato di Serie D girone ‘ H ‘

8° giornata di ritorno: CASERTANA – JUVE STABIA 1 – 0.

 1961 / 1962 – Campionato di Serie D girone ‘ F ‘

14 gennaio 1962 – 16° giornata d’andata: CASERTANA – JUVE STABIA 0 – 1 Armando PAGURA.

 1962 / 1963 – Campionato di Serie D girone ‘ F ‘

11° giornata d’andata: CASERTANA – JUVE STABIA 1 – 0.

– 1972 / 1973 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ C ‘

20 maggio 1973 – 15° giornata di ritorno CASERTANA – JUVE STABIA 2 – 1 Graziani (C), Adelchi MALAMAN (JS) e Fazzi (C).

 1973 / 1974 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ C ‘

6 aprile 1974 – 9° giornata di ritorno: CASERTANA – JUVE STABIA 1 – 0 Fazzi su calcio di rigore.

 1977 / 1978 – Campionato Nazionale di Serie D girone ‘ G ‘

20 novembre 1977 – 10° giornata d’andata: CASERTANA – JUVE STABIA 1 – 0 Moccia.

 2003 / 2004 – Campionato Nazionale di Serie D girone ‘ G ‘

26 ottobre 2003 – 8° giornata d’andata: CASERTANA – JUVE STABIA 1 – 1 (arbitro Emiliano Gallione di Alessandria) Renato MANCINI (JS) e Raucci (C).

 2014 / 2015 – Campionato Nazionale di Lega Pro girone ‘ C ‘

13 settembre 2014 – 3° giornata d’andata: CASERTANA – JUVE STABIA 0 – 1 (arbitro Lorenzo Illuzzi di Molfetta) Maurizio VELLA.

 2015 / 2016 – Campionato Nazionale di Lega Pro girone ‘ C ‘

14 febbraio 2016 – 5° giornata di ritorno: CASERTANA – JUVE STABIA 1 – 1 (arbitro Giuseppe Strippoli di Bari) Bonifazi (C) e Abou DIOP (JS).

 2016 / 2017 – Campionato Nazionale di Lega Pro girone ‘ C ‘

13 novembre 2016 – 13° giornata d’andata: CASERTANA – JUVE STABIA 1 – 1 (arbitro Francesco Guccini di Albano Laziale) Corado (C) e Alessandro MASTALLI (JS).

 2017 / 2018 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ C ‘

22 aprile 2018 – 17° giornata di ritorno: CASERTANA – JUVE STABIA 3 – 1 (arbitro Davide Miele di Torino) Gabriel STREFEZZA (JS), doppietta di De Vena (C) e De Rose (C).

2018 / 2019 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ C ‘

3 marzo 2019 – 10° giornata di ritorno: CASERTANA – JUVE STABIA 0 – 0 (arbitro Daniel Amabile di Vicenza).

I precedenti a Castellammare

Giovanni MATRONE

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Castellammare di Stabia in Senato con il Sen. Ruotolo – VIDEO

La situazione di Castellammare di Stabia in Senato: Il senatore Sandro Ruotolo ha rivolto una interrogazione urgente (interpellanza 3-02425), sottoscritta anche dai senatori De Petris, Errani, Mirabelli e Valente, al Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese per chiedere se,

«alla luce di una serie di notizie di estrema gravità emerse in varie inchieste, ultima delle quali lo scorso 23 marzo 2021, che ha portato all’arresto di 16 esponenti dei D’Alessandro, clan, come denuncia il Procuratore antimafia De Raho, giunto alla terza generazione»,

non ritenga opportuno la nomina, da parte del prefetto, (ex articolo 143 del testo unico degli enti locali), di una commissione d’accesso agli atti del Comune.

A seguire vi riportiamo il Video del suo intervento al Senato, nonché della risposta del Ministro Lamorgese, e la trascrizione testuale di tutto il discusso.

RUOTOLO (Misto): interpellanza 3-02425

Signor Presidente, colleghi, eccoci di nuovo ad accendere i riflettori sull’emergenza camorra.

Signora Ministro, le chiedo quali iniziative intende intraprendere per contrastare il rischio concreto di infiltrazioni della malavita nel tessuto economico, sociale e politico del territorio napoletano, già investito da un pesante disagio, anche a seguito dell’emergenza sanitaria ed economica.

L’attenzione di questo mio intervento odierno riguarda due città dell’area napoletana: Castellammare di Stabia, che ha più di 60.000 abitanti, dove il clan D’Alessandro è presente da tre generazioni, e Torre del Greco, che ne ha 85.000.

In entrambi i Comuni inchieste della magistratura e indagini delle Forze dell’ordine evidenziano l’interesse dei clan non solo nel sistema degli appalti pubblici, ma anche nella politica locale. Le ricordo che a Castellammare di Stabia a marzo sono stati arrestati 16 esponenti del clan. La cosca avrebbe messo le mani nella sanità stabiese.

Sa anche che sono state riaperte le indagini su due omicidi eccellenti di Castellammare: quello di Sebastiano Corrado, consigliere comunale dell’allora Partito Democratico della Sinistra, e quello di Luigi Tommasino, eletto in Comune proprio nel Partito Democratico.

Le sono chiari quindi l’intreccio tra la politica locale e la camorra e, di conseguenza, la necessità di combattere le opacità.

C’è poi Torre del Greco: anche qui, il quadro che emergerebbe da un’indagine che già nell’aprile 2019 aveva condotto all’arresto di diversi soggetti, se confermato, lascerebbe trasparire una regia unica e ben definita volta a condizionare in maniera inequivocabile e criminale il voto delle elezioni amministrative del 2018 su più fronti.

Insomma, signora Ministro, non ritiene il caso di istituire le commissioni d’accesso nei due Comuni per verificare le eventuali infiltrazioni dei clan della camorra? (Applausi).

PRESIDENTE. Il ministro dell’interno, consigliere di Stato Lamorgese, ha facoltà di rispondere all’interrogazione testé illustrata, per tre minuti.

LAMORGESE, ministro dell’interno.

Signor Presidente, si fa riferimento al rischio di infiltrazione della criminalità organizzata nei Comuni di Torre del Greco e Castellammare di Stabia. L’onorevole interrogante chiede di sapere se in relazione a tali amministrazioni si intenda o meno attivare il potere di accesso di cui all’articolo 143 del testo unico degli enti locali (TUEL).

Con riferimento al Comune di Castellammare di Stabia, lo scorso 25 marzo è stata depositata un’ordinanza cautelare in carcere nei confronti di 16 esponenti di spicco del clan D’Alessandro, in cui sono state ipotizzate ingerenze della criminalità organizzata in appalti pubblici riferiti anche all’ospedale San Leonardo.

Tale quadro investigativo è stato oggetto di esame da parte del prefetto di Napoli, che, dopo una prima immediata riunione di coordinamento interforze, ha approfondito la questione in sede di comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, svoltosi il 9 aprile scorso, a cui ha partecipato anche il procuratore distrettuale della Repubblica.

In tale occasione si è convenuto che il contesto di Castellammare di Stabia vada monitorato con la massima attenzione, anche attraverso l’attivazione di straordinari servizi di controllo del territorio e che il rischio di infiltrazione della criminalità organizzata venga ulteriormente approfondito da parte delle Forze di polizia per verificare la sussistenza dei presupposti di cui al richiamato articolo 143 del TUEL.

Il prefetto di Napoli a tal riguardo mi consegnerà a breve una relazione, in esito alla quale poi si valuterà il caso e se fare o meno l’accesso presso quel Comune, esercitando quindi i poteri di accesso.

Per quanto riguarda lo scenario criminale di Torre del Greco, la notte del 1° aprile, come evidenziato nell’interrogazione, è stata data esecuzione, anche qui da parte dell’Arma dei carabinieri, alla misura cautelare personale emessa il 26 marzo scorso dal gip di Torre Annunziata, sottoponendo agli arresti domiciliari, tra gli altri, un consigliere del Comune.

Tali misure sono state disposte nell’ambito di una più ampia e articolata indagine, con la quale si è accertato che in occasione della consultazione amministrativa del 2018 tutti gli indagati avrebbero fatto parte di un’associazione criminale finalizzata alla compravendita di voti.

Anche la situazione del Comune di Torre del Greco è stata oggetto di approfondimento nel corso del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica alla prefettura di Napoli del 9 aprile e, in quella circostanza, nel prendere atto della richiesta avanzata dallo stesso sindaco del comune di Torre del Greco di inviare la richiesta per una commissione d’accesso presso il proprio Comune, si è convenuto sull’esigenza che gli elementi informativi siano oggetto di approfondimento da parte delle Forze di polizia, anche in questo caso, al fine di valutare attentamente la sussistenza dei presupposti per attivare le procedure stabilite dall’articolo 143 del TUEL.

Anche per tale amministrazione comunale sono pertanto in attesa degli elementi che mi fornirà il prefetto di Napoli all’esito del comitato, per poi decidere se esercitare i poteri di accesso.

Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Ruotolo, per due minuti.

RUOTOLO (Misto).

Signora Presidente, nel ringraziare la signora Ministra aspettiamo tutti la decisione che prenderà la prefettura di Napoli. Come sa, proprio pochi giorni fa una delegazione di parlamentari napoletani del Partito Democratico e del MoVimento 5 Stelle, insieme al sottoscritto, ha incontrato il dottor Marco Valentini, il prefetto di Napoli.

Tutti abbiamo colto l’impegno da parte della prefettura, del suo Ministero, delle Forze dell’ordine e della magistratura a fronteggiare l’emergenza criminale, sapendo che i fondi europei del recovery fund faranno gola alla criminalità organizzata.

Non abbiamo altra strada che investire nella legalità per contrastare l’escalation della camorra, che si riproduce (nel caso di Castellammare di Stabia siamo infatti alla terza generazione di un clan), perché si relaziona con i poteri: con il potere politico, con quello economico e con quello finanziario. Per vincere bisogna recidere questi legami e soprattutto battere l’indifferenza. (Applausi).

Lorenza Sabatino / Redazione Campania

No ergastolo no, non l’avevo considerato. Stragisti e diritti umani

No ergastolo no: la Corte Costituzionale si è espressa contro l’ ergastolo ostativo*. Esultano I boss stragisti, il diritto al silenzio mette tutti d’accordo.

* Quando si parla di ergastolo ostativo si fa riferimento alla disciplina di cui all’art. 4-bis dell’ordinamento penitenziario, elaborata nei primi anni 90 nel contesto di quella “legislazione d’emergenza” che rappresentò la risposta dell’ordinamento alle stragi di mafia che avevano insanguinato il paese.

La Consulta ha preso la sua attesissima decisione, in perfetto stile prudente e prefettizio, da Ponzio Pilato, rimette i nostri martiri in mano ai politici, perché siano loro a scegliere Barabba, pero’ più avanti, con calma, spenti i clamori popolari e i microfoni, nel solito rassicurante silenzio.

Del resto, lavarsene bene le mani, di questi tempi è quasi d’obbligo e i nostri luminari del diritto non potevano certo esimersi dal farlo.

In verità, hanno già detto che Barabba ha ragione ma che concedono un anno di tempo ai nostri amati legislatori per trovare il modo di tirarsi fuori dalle attuali peste.

Niente da fare, tu puoi aver ucciso Giovanni Falcone e la sua scorta, altre 150 persone fra cui vittime giovani e innocenti, senza pentirti di niente ma l’ergastolo no… non lo avevo considerato… così cantò Totò l’unica volta e noi ben sappiamo che i diritti dei delinquenti, nel nostro martoriato paese, non vengono mai disattesi, per tutta una serie di motivi legati al garantismo.

Garantismo che nacque roseo e paffutello al tempo dei ribelli per proteggere noi dagli abusi dei politici, ma che crescendo e capito come funziona la faccenda, ci ha subito abbandonato lasciandosi corrompere dai bunga bunga e diventando il difensore ufficiale proprio di certi politici.

No l’ergastolo no: Il trasformismo è insito in noi almeno quanto le mafie.

Dopo le riviste porno per una sana sessualità, e i figli concepiti durante il durissimo regime carcerario, ancora un diritto riconosciuto doverosamnte ai nostri boss stragisti.

Quel diritto al silenzio, che non mostra alcuna uscita dalla scena criminale ma vale comunque l’uscita dal carcere, perché l‘ergastolo no, non lo avevan considerato… ed evidentemente, neppure i nostri padri costituzionalisti lo fecero.

Certo non conoscevano ancora il fenomeno Mafia in tutto il suo splendore, tantomeno nei successivi sviluppi.

Poi pero’ così facendo e fregandocene perché tanto si ammazzano fra di loro, la mafia ha preso campo, c’è stata la Trattativa e ora a trovare i politici negativi al tampone per cambiare le leggi necessarie… si fa un po’ fatica… questo poi è anche un anno catartico, la vedo durissima.

Barabba aspetterà pazientemente questo annetto e poi schizzera’ fuori come un tappo di champagne a festeggiare al paesello con tutta la famiglia… stesso paesello che il boss pentito, Collaboratore di giustizia, grazie al quale è stato arrestato lui e tanti alti… non potrà rivedere mai più, se non in cartolina.

Felici saranno anche tutti i compaesani, specialmente quelli che, in un momento di entusiasmo post strage, avevano creduto che stavolta lo stato avesse deciso veramente di combattere la mafia e si erano pure lasciati andare a qualche delazione.

Loro sanno bene e noi ora anche, che la mafia invece non riconosce diritti a nessuno, non perdona e non dimentica.

La mafia è a vita ma l’ergastolo no, non è stato considerato.

Ottima la simbologia espressa anche con l’avvocatessa figlia del boss non pentito, ma figlia anche di quello stato che rappresenta, un dualismo magico e transitorio che la vede intenta a seguire i diritti e perorare la causa del boss stragista, fedele a cosa nostra.

Walt Disney, per quanto geniale, dubito che avrebbe trovato di meglio sull’ergastolo.

Complimenti davvero.

L’Avvocatura di Stato dal canto suo, rinnegando le deposizioni assunte in precedenza, ha rinunciato subito a svolgere il suo noioso lavoro in difesa delle leggi di Stato e si è fatta trovare già in piega per non far perdere troppo tempo ai giudici di Strasburgo con i  preliminari.

Ecco, affiderei proprio ad uno di loro l’agognato ruolo del giudice di sorveglianza chiamato a decidere sulla prima scarcerazione o meno di un boss stragista in attesa come il coccodrillo di Capitan Uncino.

Talvolta è difficile comprendere i termini dell’Antimafia ma sono certa che il boss saprebbe spiegare in un attimo e senza bisogno di tanti giri di parole, il concetto di “giudice esposto”.

O plata o plomo diceva il buon Escobar e così funzionano le organizzazioni criminali… o sparo in testa a tuo figlio o mi liberi e gli compri la mercedes. Nessuno ha mai discusso circa la marca o il modello e in un modo o nell’altro i boss hanno sempre sistemato i loro interessi.

Ora mi chiedo, possibile che con tutti i tristi primati che abbiamo, fra i quali naturalmente quello di essere mafiosi e massoni fino all’osso, un eccellenza mondiale detenuta dal tempo di Garibaldi a nessuno salti fuori un po’ di italico orgoglio? L’unica volta che potremmo salire in cattedra e spiegare al mondo come si dovrebbe fare una cosa, ce lo facciamo dire dai giudici del nodd?

Dico come si dovrebbe fare, perché come si farebbe i nostri Procuratori delle D.D.A lo saprebbero bene, così come lo sapevano Falcone e Borsellino, però non sempre riescono a farlo, perché, diciamocelo onestamente, noi Al Capone non avremmo mai potuto arrestarlo per evasione fiscale, visto che qui è quasi un fiore all’occhiello da esibire nei salotti televisivi.

No, da noi è durissima buttarli dentro, ci vogliono prove schiaccianti, scie di sangue infinite, testimonianze che costano la vita, anni e anni di indagini in collaborazione con i servizi segreti di penelope, per poi alla fine stremati, seguire due pizzini e due mutande stirate per arrivare al boss latitante da oltre 40 anni, che stava giusto nel suo casolare dal quale si è mosso solo per motivi di lavoro, vacanze e salute come previsto dai decreti.

Qui è durissima davvero, che vengano a vedere i parrucconi di Strasburgo, i paladini dei diritti umani…

Vengano a vedere come sono trattati i Collaboratori di Giustizia, quelli veri, quelli che con le loro testimonianze hanno permesso di scoprire i segreti della piovra e punire centinaia di colpevoli, loro per primi.

Forse loro guardano a Buscetta, che Falcone preferì sapere protetto in America, ma qui e ora non funziona mica così. Qui spesso fanno più paura quando parlano che quando tacciono.. forse da questo deriva quel diritto al silenzio che trova tutti d’accordo.

Si perché ieri abbiamo visto un post con l’auto crivellata di colpi di un pentito che è sfuggito all’ennesimo attentato mentre oggi ne leggevamo un altro di un noto Collaboratore di Giustizia che ringraziava il suo avvocato per il fatto di assisterlo gratuitamente quando depone come testimone per lo Stato nei tribunali di tutta Italia.

Stesso stato che per tutelarlo non gli ha mai fornito una nuova identità e manco gli paga l’avvocato.

Sempre ieri ho seguito un interessante servizio di una tv tedesca sul maxi-processo del mitico pool del dott. Gratteri, veramente bello, ne potrete trovare in tutte le lingue meno che in italiano ma spesso ci sono anche i sottotitoli.

In quel filmato intervistavano anche il Collaboratore in questione e suo figlio al quale altrettanto lo stato non è in grado di fornire sicurezza, nuova identità e il diritto allo studio che ne consegue.

Forse se anziché avvalersi del gratuito patrocinio dell’avvocato di buon cuore del padre pentito si fosse avvalso del figlio di un boss avvocato e ammanicato, ora studierebbe ad Harvard o a New York, e con la scorta, se il padre anziché credere nella giustizia avesse continuato la brillante carriera di boss della ‘ndrangheta.

Con questo lavorano i nostri distretti Antimafia i nostri Procuratori.

Si accomodino i giudici di Strasburgo a parlarci dei diritti violati delle vittime, dei collaboratori e degli stessi uomini di Stato.

Da noi se sei incorruttibile, coraggioso e denunci un superiore mafioso, ti mettono sotto processo, ti infamano, mica ti danno la medaglia come dalle vostre parti.

Siamo il paese europeo col più alto tasso di corruzione e il minor numero di detenuti per corruzione, qui la corruzione è ovunque, in cielo in terra e in ogni luogo… proprio per quello non c’è, come le mafie e Dio stesso.

Gratteri ha impiegato un anno solo per “derattizzare” la Procura, dentro la quale vive, carcerato a rischio e volontario al nostro servizio, altro che i boss frignoni difesi da loro.

Dovrebbero sedere intorno a lui come i bambini con Gesù e pendere dalle sue labbra, per capire cosa significa fare Antimafia e contro quali mostri si è chiamati a combattere.

Invece no, non rispettiamo mai le indicazioni europee in materia di civiltà e progesso ma alla Corte di Strasburgo e al fascino di Sissi, non sappiamo resistere e ci inchiniamo compatti.

I tedeschi, o gli americani, faranno forse notare che sembra tanto la fine della trattativa Stato-Mafia, avvenuta qui ma nota solo altrove.

Proprio oggi leggevo una signora lanciare strali e minacciare querele a un tipo ardito che attribuiva collegamenti mafiosi a Berlusconi, forse non conosceva Luttazzi la signora, al quale invece io vi rimando con fiducia.

Su YouTube troverete tutte le spiegazioni psicologiche del caso, circa la terza fase freudiana, quella che proprio non riusciamo a superare.

Francesca Capretta /Cronaca Giudiziaria

Petilia Policastro (KR). Eseguite dai carabinieri 8 misure cautelari

Petilia Policastro (KR) Eseguite 8 misure cautelari dai Carabinieri di Crotone, nei confronti di altrettanti indagati fra Livorno e Catanzaro.

Buone notizie dai Carabinieri del Comando Provinciale di Crotone. I nostri militari sono impegnati in un’operazione volta all’esecuzione di 8 misure di custodia cautelare, a Petilia Policastro (KR), nei confronti di altrettanti indagati fra le province di Livorno e Catanzaro, dietro richiesta della locale Procura della Repubblica.

I soggetti in questione dovranno rispondere a vario titolo di accuse che vanno dal peculato, alla falsità ideologica commessa da Pubblico Ufficiale in atti pubblici, corruzione in atti giudiziari, concussione e violenza sessuale.

Attendiamo maggiori informazioni ma subito vi arrivino i nostri complimenti. La natura dei reati contestati, ci fa ben sperare sul fatto che la giustizia proceda comunque, se pur fra mille difficoltà e manifestazioni contrarie. Noi siamo con voi.

Francesca Capretta / Cronaca Calabria

I Magistrati Giorgianni e Gratteri respingono le polemiche

I Magistrati Giorgianni e Gratteri respingono le polemiche

L’INIZIO

La vicenda è deflagrata meno di un mese addietro quando il 26 marzo, durante una pubblica conferenza del Premier Mario Draghi con la Stampa, una giornalista ha chiesto al Presidente del Consiglio dei Ministri cosa pensasse di un Magistrato che scrive contro i vaccini.

La risposta di Draghi fu che si sarebbe preoccupato se a dirlo fosse stato uno scienziato.

Inevitabile da quel momento l’interessamento dei Media alla questione, scaturita da un un libro “Strage di Stato: le verità nascoste della Covid-19” e  scritto: – da un medico indicato quale no-mask (colui che è contrario a indossare i dispositivi filtranti facciali detti comunemente mascherine) Pasquale Bacco che sembrerebbe essere anche un esponente di destra vicino alla Fiamma tricolore e CasaPound nonché candidato per quest’ultima alle elezioni della Camera del 2013; – dal Presidente di Sezione in Corte di Appello Angelo Giorgianni; – con la prefazione del Procuratore Capo di Catanzaro Nicola Gratteri.

Tutti pure a domandarsi a chi avesse potuto fare riferimento il Premier Draghi con la sua affermazione. La maggioranza dei mezzi d’Informazione anche digitali, ha ipotizzato si potesse trattare del Procuratore Capo di Catanzaro Nicola Gratteri, conosciuto Magistrato poiché in questi anni ha indagato, ottenendo diversi rinvii a giudizio, anche sull’annoso quanto dissimulato intreccio tra criminalità organizzata e sistema costituzionale pubblico-politico.

LA POLEMICA

La polemica era stata innescata dall’affermazione su degli articoli di giornale – poi diffusasi anche sui media e in altri siti e social – che nel volume fosse scritto che i vaccini erano acqua di fogna, come pure che in quel libro si rilanciasse una tesi antisemita la quale attribuirebbe agli Ebrei “una strategia del terrore”, attraverso “le lobby economiche, per la diffusione del Covid.

LA SMENTITA E IL POSSIBILE OBIETTIVO

Arrivò tempestiva la smentita dei due Magistrati.

Il Procuratore Capo Nicola Gratteri dichiarò che “A Catanzaro ho convinto anche gli impiegati a farsi vaccinare. Ora ho un nervosismo addosso. Se io considerassi in questo modo i vaccini, non mi sarei mai vaccinato come invece ho già fatto. Dico di più: non mi sarei messo al telefono con il medico dell’Asp di Catanzaro per farmi spiegare i possibili effetti collaterali per un archivista del mio ufficio che aveva timore di farlo. Non avrei convinto a vaccinarsi gli impiegati che tengono ogni giorno rapporti con il pubblico. La mia prefazione? Si tratta di due paginette in cui parlo solo di come le mafie possono approfittare della pandemia”.

Il Presidente di Sezione in Corte di Appello Angelo Giorgianni fu ancora più esplicito nel confutare quanto veniva sparso e ipotizzò pure che l’obbiettivo di tale polemica potesse essere il Magistrato Gratteri “Sfido chiunque a trovare la frase sui vaccini: acqua di fogna; anzi a chi la trova darò un milione di euro! Io non sono un negazionista e non sono un no-vax, vorrei solo che su questi vaccini anti Covid si approfondisse di più. Perciò attenzione: aspetterei qualche giorno per capire qual è l’obiettivo vero di questa polemica, quali saranno i suoi effetti. L’obiettivo, secondo me, è Nicola Gratteri”.

Tuttavia le polemiche non si sono alleggerite, nonostante i due Magistrati avessero fermamente ribattuto e specialmente il Presidente di Sezione in Corte di Appello avesse chiaramente detto di indicare dove nel libro fossero contenute le frasi negazioniste.

L’AMAREZZA E IL DUBBIO

Pochi giorni addietro, il 9 aprile, il Procuratore Capo di Catanzaro ha ancora dichiarato in una intervista che non riscriverebbe più quella prefazione poiché “inspiegabilmente” c’è stata una “incredibile strumentalizzazione che mai mi sarei aspettato, ma della quale, anche a futura memoria, devo prendere atto e farne tesoro”. Inoltre “questo battage mediatico ha solo inasprito di più gli animi”.

Gratteri sottolinea che l’attenzione di media e studiosi si sarebbe dovuta concentrare esclusivamente sui contenuti della sua prefazione (e non sul libro che precede), essendo oggi “evidente il rischio di infiltrazione delle mafie in tutti i settori dell’economia”.

“Spero di sbagliarmi – ha continuato il Procuratore Capo di Catanzaro – ma sembra quasi che intenzionalmente si voglia spostare l’attenzione su altri temi”. Gratteri, com’è noto, si occupa da anni di criminalità organizzata e sta portando avanti il maxiprocesso di Lamezia Terme, il primo sulla ‘Ndrangheta vibonese.

E sulla pandemia, Gratteri mette in guardia dalle infiltrazioni mafiose “Il rischio che con la crisi le mafie si sostituiscano allo Stato è altissimo” – ha detto il Magistrato – Proveranno ad accedere a tutte le misure di sostegno, compreso il Recovery Fund. Purtroppo è un film già visto, l’assalto delle mafie ai contributi erogati per fronteggiare pandemie e terremoti continua. Mai abbassare la guardia”.

PUNTUALIZZAZIONI E IPOTESI

In una intervista di ieri pomeriggio su Tgcom24 il Presidente di Sezione in Corte di Appello Angelo Giorgianni è ritornato sull’argomento Resto stupito di tanto clamore che è stato creato con un articolo che è stato ripreso dalla Stampa da altri giornali in cui vengono virgolettate delle parti del libro che sono inesistenti e sulla base di queste affermazioni che sono legati poi al complottismo all’antisemitismo al no-vax è stata costruita una polemica anche strumentale nei confronti del collega Gratteri. Intanto voglio precisare che quel libro è un libro inchiesta. Noi abbiamo raccolto oltre un migliaio di documenti volevamo suscitare una serie di interrogativi, quindi ponevamo delle domande. Mi brucia tantissimo sentirmi definito negazionista, negazionista di che cosa? Noi abbiamo detto che c’era un virus; abbiamo detto che è un virus che aveva una particolare incidenza rispetto soprattutto alle persone anziane; abbiamo auspicato ed è da marzo che auspichiamo le terapie efficaci che c’erano; invece abbiamo atteso questi giorni, è passato un anno per avere terapie domiciliari. Noi negazionisti? Non neghiamo il virus. Negazionisti sono coloro che hanno negato l’esistenza delle terapie efficaci e in questo modo hanno determinato delle morti inutili perché la difficile attesa ha determinato l’aggravamento delle persone che hanno intasato gli ospedali e arrivando in ospedale con un quadro complicato che molto spesso a determinare effetti reali. Non sono no-vax, ho fatto in vita mia tutti i vaccini. Quello che ho invece affermato è che ci voleva particolare prudenza. Sono rimasto stupito del fatto che in appena otto mesi vi erano già i primi vaccini e rispetto ai protocolli internazionali i tempi erano notevolmente abbreviati. E allora se non c’è l’urgenza perché affrettare con i vaccini? E andiamo alle altre accuse, le accuse di complottismo, che io non sono complottista sono complottologo. Nel libro mi sono limitato a registrare fonti ufficiali, personaggi molto più illustri di me avevano parlato del complotto, ne hanno parlato il presidente Trump, ne ha parlato monsignor Viganò. Il fatto che io avevo parlato di una pandemia che era preventivata, lo dice sempre già nel 2009 una persona, un economista banchiere come Jacques Attali, quindi lo dice lo stesso Bill Gates, allora diventò complottista nel momento stesso in cui registro questa affermazione perché queste affermazioni ci sono nel libro. Ma quello che mi brucia di più è l’accusa di essere un antisemita. Questo è contrario alla mia storia e al mio impegno quotidiano e ringraziando a Dio, io sulla persona che crede che a fede, sono venuti in mio soccorso un rabbino, il rabbino capo degli Ebrei ortodossi di Israele, che non solo mi definisce amico degli ebrei, ma bontà sua, dice che dovrei essere annoverato tra i giusti delle nazioni del mondo”.

E conclude il Presidente GiorgianniQuesto attacco mediatico è ha decorre dal giorno 25 marzo del 2021, stranamente il 24 marzo del 2021 avevo depositato una denuncia alla corte dell’Aja per crimini contro l’umanità in riferimento alla gestione pandemica. Potrei dirle che l’attacco non era a me diretto, che l’attacco era per esempio diretta all’espirazione di Gratteri ad andare alla guida della Procura di Milano. E potrei aggiungere un altro fatto inedito, in coincidenza con la mia audizione al Consiglio Superiore della Magistratura che avverrà nei prossimi giorni, essendo il candidato più anziano per ricoprire il ruolo di Procuratore della Repubblica di Caltanissetta.

IL PASSATO

Quanto sembra accadere nei confronti del Magistrato dott. Gratteri, succedeva notoriamente in modo analogo in Sicilia circa trent’anni addietro ad altri Magistrati di essere additati, malgrado – o forse proprio per questo – combattessero pure l’endemico groviglio, siciliano e italiano, tra mafia e politica e pure istituzioni. Numerosi di quegli Uomini sono stati uccisi. Ricordiamo i più noti caduti: Falcone e Borsellino e con loro anche tanti rappresentanti delle Forze dell’Ordine. Abbiamo richiamato quei drammatici anni in diversi nostri articoli, di cui ne citiamo due per tutti “23 Maggio 2018 Il Magistrato dr. Giovanni Falconeil problema era la mafia, era Giovanni Falcone, era Paolo Borsellino. Voglio ricordare una cosa in positivo, in una notte famosa nello studio del Vice Presidente del C.S.M., quando alcuni suoi colleghi tentarono di mandarlo sotto processo disciplinare …” 21 Gennaio 2021 Strage di Via d’Amelio, processo quater: convergenti interessi di altri soggetti estranei a Cosa nostra … Fiammetta Borsellino: Abbiamo avuto indagini e processi fatti male”.

Adduso Sebastiano

(tutte le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

1600 guanti in vinile sequestrati in un centro commerciale a Carini (PA)

I Finanzieri della Tenenza di Carini, nell’ambito dall’intensificazione del controllo economico del territorio disposta dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Palermo in materia di sicurezza dei prodotti, hanno sequestrato presso un’attività commerciale ubicata all’interno del centro commerciale POSEIDON, 1600 guanti in vinile privi dei requisiti di conformità alle normative europee e nazionali.

In particolare, nel corso del controllo, i finanzieri operanti hanno constatato che la merce posta in vendita, i 1600 guanti in vinile, era priva del marchio CE (sostituito con un bollino adesivo per trarre in inganno l’ignaro acquirente), non riportava sulle confezioni alcuna indicazione in lingua italiana ed era sprovvista delle ulteriori indicazioni minime (produttore, importatore, luogo d’origine, particolari istruzioni e precauzioni per l’utilizzo), previste dal Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005).

I PROVVEDIMENTI

Per quanto sopra il rappresentante legale della società è stato segnalato alla locale Camera di Commercio ai sensi del Codice del Consumo che prevede, oltre al sequestro amministrativo della merce, l’irrogazione di una sanzione pecuniaria che va da un minimo di €.  516 a un massimo di €. 25.833.

NOTA

Continuano, incessanti, i controlli delle Fiamme Gialle in tutta la provincia palermitana al fine di verificare il rispetto delle misure di sicurezza adottate dall’Autorità Governativa nonché contrastare ogni forma di illegalità economica, a tutela dei consumatori e degli esercizi commerciali che operano nel rispetto delle norme.

Adduso Sebastiano

(tutte le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

Stalker della bassa bresciana denunciato a piede libero

Denunciato a piede libero, dai CC di Verolanuova, stalker della Bassa bresciana: non potrà avvicinarsi all’abitazione della vittima.

L’Aliquota Operativa della Compagnia di Verolanuova, ha denunciato a piede libero imprenditore bresciano classe 56, per atti persecutori nei confronti del suo ex socio in affari.

La collaborazione tra i due imprenditori si è conclusa nel peggiore dei modi, nata due anni fa nel campo delle energie rinnovabili, con una Joint Venture che prevedeva l’istallazione di una pala eolica in Sardegna, successivamente al guasto della medesima ed alla mancata riparazione, per responsabilità che i due si addebitano reciprocamente, la collaborazione ha avuto termine con richieste di risarcimento da parte dell’uomo nei confronti del suo socio.

L’imprenditore bresciano non ha voluto sentire ragione ed a nulla sono valse le delucidazioni del partner in affari, che si diceva anche pronto ad una risoluzione per via legali che potesse mettere in mano ad un giudice terzo ed imparziali la vicenda.

E’ iniziato così una condotta di persecuzione e molestie nei confronti della vittima consistente in migliaia di telefonate, messaggi, minacce anche di morte con richiesta di risarcimento in denaro, fino ad arrivare all’appostamento presso l’abitazione.

Stanco delle continue minacce ed anche preoccupato per la sua famiglia e per l’escalation aggressiva nei suoi confronti, la vittima si è rivolta alla Compagnia Carabinieri di Verolanuova che applicando, anche in questo caso, il dettame normativo previsto per il codice rosso ha ottenuto dal GIP in pochi giorni la misura del divieto di avvicinamento alla vittima, notificato oggi all’imprenditore.

Redazione Lombardia / Cristina Adriana Botis

Bovo, l’esperienza al servizio delle Vespe – Sotto la Lente

Bovo, centrocampista classe 1986, calciatore dal grande passato anche in categoria superiore, ha firmato proprio il 5 ottobre nell’ultimo giorno della sessione estiva di calciomercato un contratto per un anno con la Juve Stabia con opzione sul secondo anno.

Andrea Bovo, nato il 14 maggio 1986 a Mestre, si è formato calcisticamente tra le fila del Venezia. Nella sua lunga carriera ha praticamente giocato in tutte le nazionali giovanili dall’Under 16 fino all’Under 20.

Bovo ha iniziato la propria carriera al Venezia in Serie B. Dopo aver debuttato in prima squadra nella seconda parte della stagione 2003-2004, è passato al Palermo che ne ha acquistato la compartecipazione, restando in prestito al Venezia. Dopo il fallimento del Venezia il suo cartellino è rimasto di proprietà del Palermo, che negli anni successivi lo ha prestato a Salernitana e Bari.

Nel gennaio 2007 è stato nuovamente ceduto in prestito, questa volta al Padova in Serie C1, che lo ha acquistato poi completamente. Nella stagione 2010-2011 ha raggiunto con il Padova la finale dei play-off della Serie B, persa contro il Novara.

Il 27 giugno 2012, dopo la scadenza del contratto, ha lasciato la società veneta e si è accordato con lo Spezia neopromosso in Serie B. A gennaio 2014 è poi passato a titolo definitivo al Pescara, in Serie B.

Dopo essersi svincolato a luglio 2014, il 9 ottobre viene acquistato dalla Salernitana in Lega Pro firmando un contratto annuale con opzione di rinnovo in caso di promozione. Quell’anno la Salernitana vince il campionato e approda in Serie B con Bovo tra i grandi protagonisti di quella squadra.

Nell’estate del 2016 viene ceduto alla Reggiana dove resta due anni affrontando anche la Juve Stabia nei playoff di Lega Pro. Ad agosto 2018, si trasferisce alla Viterbese Castrense. Poi a gennaio 2019 firma per il L.R. Vicenza.

Nell’estate 2019 passa alla Virtus Francavilla per poi a gennaio essere ceduto al Siena dove colleziona solo tre presenze per il lockdown che poi avrebbe fermato il campionato di Lega Pro. Poi ad ottobre 2020 il passaggio di Bovo tra le fila della Juve Stabia.

Andrea Bovo rappresenta il classico pizzico di grande esperienza per il centrocampo gialloblè che non guasta mai. Causa qualche infortunio di troppo soprattutto nella prima parte di campionato purtroppo non è riuscito mai a trovare una continuità di rendimento e mister Padalino lo ha quasi sempre impiegato in spezzoni di partita facendolo subentrare poi nel corso della ripresa.

Nelle ultime partite Bovo comunque sta lentamente aumentando il minutaggio a propria disposizione e nell’ultima gara giocata dalle Vespe in quel di Potenza per poco non ci scappava anche la prima rete con la maglia delle Vespe. Infatti dopo pochi minuti dal suo ingresso in campo si è ben destreggiato al limite dell’area incuneandosi tra due difensori avversari e impegnando con un bel tiro a giro di destro (il suo piede preferito) il portiere Marcone del Potenza in una parata abbastanza difficile.

Castellammare comunque rappresenta una tappa importante per Andrea Bovo. E possiamo essere certi che la sua esperienza in campo nella mediana gialloblè sarà importantissima soprattutto nei prossimi spareggi playoff che attendono le Vespe a partire dal prossimo 9 maggio.

Di seguito le parole con cui Andrea Bovo salutava la piazza stabiese nel giorno della sua presentazione alla stampa: “La Juve Stabia rappresenta la voglia di continuare e di sentirmi giocatore in certe piazze. Ora per me si va avanti di stimoli. Soprattutto in un periodo come questo in cui non c’è pubblico, lo stimolo viene dal blasone della piazza e dagli obiettivi che la società si pone. Vengo da un periodo in cui queste motivazioni mi erano mancate un pò. Per me è un nuovo inizio entusiasmante in un momento importante della mia carriera”. 

 

a cura di Natale Giusti 

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San Giovanni Evangelista torna a Napoli dopo 28 anni dal furto

I Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale restituiscono “San Giovanni Evangelista” a 28 anni dal furto

Un dipinto a olio su tela del XIX secolo raffigurante “San Giovanni Evangelista” è stato restituito dai Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) alla Chiesa di Santa Maria Assunta di Costantinopoli di via Posillipo a Napoli.

La tela che, insieme ad altri quattro dipinti, era stata rubata da ignoti nel gennaio del 1993 nella chiesa del capoluogo partenopeo, è stata restituita al parroco locale, don Salvatore Russolillo, dal Comandante del Nucleo TPC di Udine, Magg. Lorenzo Pella, alla presenza di Mons. Lucio Lemmo, Vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi di Napoli e della dott.ssa Rosa Romano, funzionario della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli.

L’opera pittorica, ricomparsa recentemente sul web, era stata posta in vendita all’incanto da parte di un privato residente a Vipiteno (BZ) su una piattaforma internazionale e intercettata in Alto Adige dai militari del Reparto specializzato dell’Arma dei Carabinieri nel corso del quotidiano monitoraggio del web finalizzato alla ricerca di beni rubati.

Le verifiche condotte attraverso la consultazione della “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti”, il più grande database al mondo di opere d’arte rubate gestito dal Comando TPC, hanno consentito di accertare la perfetta corrispondenza tra la tela individuata sulla piattaforma elettronica e quella censita nel sistema informatico.

Per ulteriore conferma di quanto accertato, è stato contattato il legale rappresentante
della Chiesa partenopea, che ha riconosciuto con sicurezza il dipinto, rivendicandone la proprietà.

La necessità e l’urgenza di evitare la commercializzazione dell’opera – che avrebbe potuto
rischiare di essere venduta all’estero – hanno indotto i militari operanti a contattare direttamente il venditore atesino, ritenuto in assoluta buona fede rispetto al possesso del dipinto, in quanto all’oscuro dell’origine delittuosa dell’opera, che ha provveduto spontaneamente alla sua consegna.

Dell’attività svolta veniva informata la Procura della Repubblica di Bolzano, che ha convalidato la misura cautelare adottata sul dipinto disponendone la restituzione al legittimo proprietario.

La restituzione del dipinto reinserisce nel suo contesto originario un’opera di pregio che potrà così tornare a essere ammirata dai fedeli napoletani che, dopo quasi trent’anni dal furto, la consideravano ormai perduta.

Lorenza Sabatino / Redazione Campania

Napoli-Inter, designato il direttore di gara: sarà Doveri

Napoli-Inter, designato il direttore di gara: sarà Doveri

 

Costanzo-Ranghetti gli assistenti. Mazzoleni al VAR

Manca sempre meno alla super sfida del Maradona tra Napoli-Inter. Match, in programma domenica sera alle ore 20.45, che mai come quest’anno può essere davvero importante per il Napoli che non può permettersi di perdere punti.

 

Napoli, non perderti

Azzurri che arrivano alla sfida di domenica dopo la vittoria ben ottenuta contro la Sampdoria per 2-0. In rete Fabian Ruiz, migliore in campo, e Victor Osimhen. Per il nigeriano sesta rete in campionato e gran momento di forma. Non è escluso, anzi è alquanto credibile, che vista la grande difesa dell’Inter e i pochi spazi che concedono gli uomini di Conte, Gattuso non possa preferire ancora Osimhen a Mertens, o perché no, metterli entrambi dall’inizio. Una possibile partenza sia del belga che del nigeriano dall’inizio però significherebbe panchina per Zielinski, che per Gattuso sembra esser diventato indispensabile in mezzo al campo. Unica certezza la titolarità di Alex Meret visto l’infortunio ieri di David Ospina.

 

 Inter pronta a festeggiare

In casa Inter invece c’è aria di festa. I neroazzurri sono a un passo dalla vittoria del campionato, letteralmente dominato in base ai risultati. Non dovrebbero esserci forti cambiamenti da parte di Conte che non si appresta dunque a rivoluzionare la squadra. Confermato in porta Handanovic, con i tre di difesa e con Eriksen che dovrebbe partire titolare a centrocampo. Inutile dire la coppia d’attacco, l’inarrestabile coppia, formata da Lautaro Martinez e Romelu Lukaku.

 

 

Designati gli arbitri

È stata decisa questa mattina e ufficializzata nel corso del pomeriggio quella che sarà la squadra arbitri per la sfida di domenica al Maradona. Arbitrerà Doveri, con Costanzo e Ranghetti assistenti. Il duro lavoro del VAR sarà affidato a Mazzoleni. Un arbitro senza dubbio migliore rispetto a quanto visto, o meglio non visto, in Juventus-Napoli con Di Paolo che non ha mai segnalato all’arbitro due possibili calci di rigore, sia per la Juventus che per gli uomini di Gattuso. A tal proposito, riportiamo il comunicato ufficiali degli arbitri designati per la sfida tra Napoli-Inter:

Napoli-Inter: Doveri

Costanzo – Ranghetti

IV: Marini

VAR: Mazzoleni

AVAR: Paganessi

Cappuccetto rosso, il cacciatore violento, il lupo, la nonna assassina

Cappuccetto rosso si perde nel bosco delle menzogne, il cacciatore la vuole violentare ma il lupo la salva. La nonna li mangia entrambi.

Qualcuno forse ricorderà che non andava proprio così nella versione originale ma i tempi cambiano e le fiabe che ci raccontano, pure.

Sembra sia proprio la nostra capacità di narrare storie, a renderci dominanti nel regno animale e non la cattiveria. In realtà, conosciamo bene, il potere delle storie narrate, la capacità di influenzare intere generazioni con la morale contenuta in una fiaba.

Proviamo a ripensare agli album di figurine…erano una potenza, ti facevano appassionare al punto che di ogni personaggio, sapevi praticamente tutto…

Trasmissione culturale, volendo a disposizione per tutti i ceti e tutti i gusti… libri, film, fiabe, fumetti, album di figurine e giochi di ruolo.

Ora provate ad immaginare un album di figurine con tutti gli uomini politici, i loro ruoli, la storia, i vari passaggi, le condanne, le prescrizioni, fino all’importo del vitalizio e immaginate i nostri ragazzi mentre ci dicono: – No, Ma’, lo vedi che non ci capisci niente? Quello te sembra bravo ma è un bastardo, lo devi mettere fra i corrotti, nell’altro album.

E li’ scopri che ne ha quattro.

Uno solo per tutti quelli dell’Antimafia, con i boss stragisti, i collaboratori di giustizia, gli eroi e gli immancabili “deviati” .

Non sarebbe fantastico?

Ma quelle storie lì non le vuole raccontare nessuno e quando te le raccontano, sembrano altre, tant’e’ che a forza di sentirle tutte, cappuccetto rosso si perde come sempre. Ma è proprio lì che scopre come il cacciatore faccia parte di una lobby di intoccabili e sia anche un vecchio porco…il resto ve lo raccontiamo la prossima volta, perché adesso vorremmo dedicarci ad attaccare qualche figurina…

Celo, celo, manca.

La fiaba di oggi si svolge tutta in Senato, presieduto dalla seconda carica dello stato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, anche lei straordinaria narratrice, specializzata in fiabe egiziane, quelle belle romantiche di una volta, stile Liala, sulla nipote di un famoso presidente, figura più attuale del re di buona memoria, padre del principe celeste, che andrà a sostituire quello azzurro.

Le Commissioni.

Al senato esistono delle “commissioni”, esattamente come in “Cosa Nostra” ma mentre loro ne hanno solo una per provincia, noi ne abbiamo a bizzeffe, per ogni particolare esigenza.

Oggi ci occuperemo dell’operato svolto ieri da due di queste nostre preziose commissioni.

Commissione Contenziosa.

I membri componenti, pur non avendoci ancora motivato ufficialmente la decisione, che leggerete fra le barzellette, più avanti, in fondo a destra, hanno ritenuto doveroso ridare il vitalizio anche ai rarissimi condannati politici nel mare di inquisiti e prescritti, nel quale sguazziamo felici come porci nel fango, ormai da decenni.

Stiamo parlando in particolar modo del “celeste” Roberto Formigoni e di conseguenza anche di Ottaviano del Turco, altra rarissima figurina da poter collocare nel piccolo album dei condannati, coinvolto a sua volta nell’altrettanta “sanitopoli” abruzzese.

Ma in seguito la nobile decisione potrebbe riguardare anche altri “celesti” come Berlusconi, o De Lorenzo, tutti appiccicati insieme nell’album quello piccolo.

Il “celeste” Formigoni, si era fatto su’ per i suoi bisognini, circa 70 milioni di euro, sottraendoli alla già eccellente sanità lombarda…

Spero ricorderete la condanna per la quale “sbocciammo felici”, pur avendo sino osato sperare in qualcosina di più di quei 5 anni e 10 mesi, ma rincuorati dal fatto che la Corte dei Conti Lombarda pare abbia chiesto un risarcimento da 47,5 milioni di euro per il caso dell’altrettanto celeste Fondazione Maugeri coinvolta nella truffa, condannandone i vertici, la fondazione stessa, i supposti faccendieri ex assessori, Pierangelo Dacco’ e Antonio Simone fino allo stesso celeste Formigoni a risarcimento di parte del danno procurato alla Regione Lombardia.

Sulla condanna del celeste, calo’ la silenziosa scure dell’ immancabile prescrizione e la condanna per la
quale sbocciammo, rimase una sbronza solitaria, sempre gradita per carità ma quando, ancora con la
bottiglia da finire in frigo, ce lo ritrovammo a fare l’opinionista in televisione, come esperto di Sanità, la
tentazione di darci all’alcolismo fu quasi incontenibile.

Dopo solo 6 mesi ecco lì il nostro celeste, che dai canali televisivi, ci impartiva preziosi consigli in materia di Sanità.

Avete voglia a pulire lo schermo e togliere le ragnatele…è proprio lui!

Non bastasse, ci frega pure il lavoro, scoprendosi anche utile editorialista, al pari di Vittorio Feltri, unendosi al coro dei giornalisti celesti che scrivono altre fiabe su quel quotidiano “Libero” di Antonio Angelucci, deputato di “forza italia” pure lui e patron delle cliniche romane private. Stesso prezioso quotidiano che dal 2003 ha già incassato oltre 53 milioni di fondi pubblici, destinati alla sua nobile sopravvivenza, diretto da quel Pietro Senaldi che se non ricordate chi sia, basta che togliate le ragnatele dalla tv e accendendola vi apparirà subito, come ai pastorelli, la Vergine Celeste ma molto più puntuale e sconvolgente.

Noi li avremmo certo più volentieri devoluti alla sopravvivenza della tigre del bengala o del panda ma nessuno ci ha mai consultati al riguardo… Peccato.

Neppure il governo dei migliori, che come prima mossa salvifica per il paese in ginocchio, glieli ha prontamente ridati, dopo che eravamo riusciti a diminuirglieli, sfilandoceli dal portafoglio, senza disturbare.

7000 euro di vitalizio al celeste Formigoni, con tutti gli arretrati.

7000 euro mensili di vitalizio al mese quindi per il celeste Formigoni, ridati in barba alla norma che voleva impedirlo, con tutti gli arretrati del caso e la foto del celeste, felice nel suo ritrovato olimpo, dall’alto del quale ci fa sapere che “Finalmente è stata fatta giustizia”… cercate di non vomitare subito, altrimenti vi perdete il resto della storia.

Bene, fra quelli che hanno fatto finalmente giustizia, ovvero i membri della famigerata “Commissione Contenziosa”, ricordiamo con particolare affetto, quella senatrice dei 5stelle, tale Alessandra Riccardi, la quale era una preziosissima pedina dei “cacciacorrotti”, in quanto posta proprio in tale importante commissione.

La nobildonna, lo scorso anno, a sorpresa, votò contro lo stesso Movimento, da lei rappresentato in favore di Matteo Salvini, negando l’autorizzazione a procedere nei suoi confronti per il “sequestro” della famosa nave piena di immigrati, costretti a condividere un solo bagno per giorni, mentre il nostro amato ex Ministro dell’Interno, dal “Pappete”, incitava le folle.

Trenta denari o qualcosina in più?

Giuda è sempre determinante in ogni storia che si rispetti e quel piccolo voto, non fece eccezione.

Stranamente, poco dopo l’inarrestabile senatrice, passò con assoluta nonchalant, proprio nella Lega di Salvini, in nome della quale, ha coerentemente votato ieri, compatta e allineata al collega di “forza italia” Giacomo Caliendo, che varrebbe da solo una fiaba e che tale nobile commissione, a buon titolo, presiede.

Cappuccetto rosso, dopo la brutta esperienza rivelatrice, vorrebbe suggerire una ricerca sull’ importo raggiunto oggi da quei “trenta denari” di buona memoria ma non sa, la poverina dell’esistenza del celeste segreto bancario, che con un colpetto di bacchetta magica, fa sempre sparire tutto, indagini ed inquisiti, al momento opportuno.

Inutile aggiungere che lo stesso Matteo Salvini, abbia definito “vergognosi” quei vitalizi, testé ridati a tutti i celesti condannati.

Commissione immunita’.

Cappuccetto rosso, preda dei suoi traumi recenti, definisce tali decisioni “di stampo mafioso”ma la poverina non sa che qui è più facile ottenere uno stampo per coniare monete false che attribuire lo stampo mafioso alla moglie di Toto Riina, figuriamoci a tutti gli altri…

Celesti intercettazioni.

Quindi la commissione decide di volta in volta se i Magistrati che stanno indagando, in nome e per conto dello Stato, abbiano o meno il diritto di avvalersi di quelle intercettazioni nelle quali, ogni tanto e casualmente, appare qualche politico celeste…

Dal ritorno dei migliori, ad oggi, pare che non ce l’abbiano proprio più, quei curiosoni dell’Antimafia.

Negato anche stavolta il diritto dei Magistrati ad utilizzare le intercettazioni ed i messaggi riguardanti il senatore Roberto Marti, intercorsi fra lui e gli ex assessori Attilio Monosi e Luca Pasqualini. Roberto Marti, della Lega è il pupillo del salento di Salvini, stranamente sospettato di essere coinvolto in un possibile voto di scambio che lo vedrebbe rispondere di reati quali falso ideologico aggravato, abuso d’ufficio e tentato peculato, in un’inchiesta della D.D.A di Lecce che riguarderebbe la sospetta assegnazione di un immobile ad un elemento di punta della Sacra Corona Unita, alla quale potremmo arditamente punzonare il fatidico “stampo mafioso”, senza tema di querele, forse.

Scusate ma cappuccetto rosso è in preda a crisi convulsive.

Farnetica di nonne assassine e politici corrotti. Dobbiamo intervenire prima che ce la portino via con un T.S.O, tacitandola per sempre.

Quindi, vista la fragile natura della poverina, che dopo le prime rivelazioni, stiamo già perdendo,
prevediamo di sostituirla con un’altra redattrice, Pippi Calzelunghe, molto più inserita e battagliera, gia’ nota ai servizi segreti, che saprà raccontarvi ancora un sacco di fiabe, dal suo punto di vista di ribelle impenitente, certo meglio della bella addormentata e cappuccetto, messe insieme.

Le storie infatti non mancano mai ai nostri opinionisti, neppure a quelli celesti, che furono i primi a scoprire, di cosa realmente morì Gesù. Ma di questo vi narrera’ quanto prima Pippi Calzelunghe stessa, ora scusate ma soccorriamo cappuccetto, che la situazione qui si mette male.

Meno male che almeno al governo va tutto bene e anche ieri la giustizia ha trionfato ancora una volta, fra celesti nostalgie e nuove zozzerie…

Francesca Capretta / Redazione

Formula Uno, gli appuntamenti del GP dell’Emilia Romagna

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Formula Uno, gli appuntamenti del GP dell’Emilia Romagna

 

Si inizia domani con la Prove Libere 1(ore 11.00). Gara in programma domenica alle 15.00

 

Dopo tre settimane di stop riparte la Formula Uno! Si torna in Italia, ma non a Monza, ma a Imola. Una pista fantastica e tanto amata dai piloti, pronti a regalarci un altro spettacolo, l’ennesimo dopo la bella gara vista in Bahrain il 28 marzo.

 

Hamilton vs Verstappen: che il divertimento abbi inizio

Il campionato di Formula Uno riparte da lui: sempre da Lewis Hamilton. L’inglese ha portato a casa una vittoria importantissima nella prima gara della stagione dimostrando di essere sempre l’uomo da battere. Non avendo neanche la vettura più forte su quella pista il 44 ha iniziato la season di Formula Uno dettando il passo e vuole continuare così anche domenica. L’avversario è inevitabilmente Max Verstappen. L’olandese, dopo la pole conquistata in Bahrain, ha voglia di portare a casa anche i 25 punti che vorrebbero dire salire sul gradino più alto del podio. Se si pensa alla vettura e ai grandi passi da gigante fatti dalla Honda, l’obiettivo quest’anno di super Max deve essere quello di puntare gara dopo gara alla vittoria. Anche se, l’olandese non ha un bellissimo ricordo dell’Italia: l’anno scorso, sia al Mugello che a Imola che a Monza, portò a casa zero punti ritirandosi in tutte e tre le gare.

 

Lotta al terzo posto

Lottano invece per il terzo posto nei costruttori McLaren, Ferrari e Aston Martin. Per ora, l’andamento di entrambi i team però per quanto visto in Bahrain è un po’ da analizzare. La McLaren ha iniziato nel migliore dei modi i test di questa stagione, facendo subito capire gli obiettivi prefissati dalla scuderia. Senza dimenticare la coppia piloti rinomata, formata da Ricciardo e Norris, e il motore Mercedes. In Bahrain il team inglese  è stato superiore alla Ferrari, anche se Leclerc è riuscito a chiudere davanti a Ricciardo. Per la Rossa la situazione è particolare: il miglioramento c’è stato senza dubbio, ma ora inizia il momento della continuità. La gara di Imola sarà fondamentale sotto questo aspetto. Deve invece svegliarsi dal sonno l’Aston Martin, seria pretendente per la terza casella nel mondiale costruttori a nel pre stagione. Chiaro, siamo appena all’inizio, ma il team di Stroll non ha iniziato per niente bene: il weekend in Bahrain è stato insufficiente e iniziano a sorgere nuovi punti interrogativi sulla vettura che non sembra essere efficace come quella dello scorso anno.

 

Le possibili sorprese

Occhio però alle possibili outsider. Una su tutte l’AlphaTauri, con Gasly ma soprattutto con Tsunoda. Il giapponese ha fatto vedere tantissime belle cose sia nei test che nella prima gara stagionale portando a casa anche i primi due punti della stagione. Sarà da considerare outsider, almeno perché per ora è sembrata più indietro, l’Alpine con un Alonso che può essere l’arma in più, e in Bahrain lo ha dimostrato, e un Ocon invece ancora in difficoltà. Si attende invece capire la vera potenzialità dell’Alfa Romeo con Giovinazzi e Raikkonen dopo aver sfiorato la zona punti in Bahrain.

 

Gli appuntamenti

Domani dunque si parte con le prove libere per poi concludere con la gara domenica. A tal proposito, riportiamo gli appuntamenti del Gran Premio dell’Emilia Romagna:

 

Venerdì 16 aprile

Ore 11.00 Prove Libere 1
Ore 14.30 Prove Libere 2

 

Sabato 17 aprile

Ore 11.00 Prove Libere 3
Ore 14.00 Qualifiche

 

Domenica 18 aprile

Ore 15.00 Gara

Eccellenza: estesi i tesseramenti fino al 27 aprile

La Figc su richiesta della Lnd proroga i tesseramenti fino al 27 Aprile dell’Eccellenza

I club che partecipano al campionato di Eccellenza potranno ancora operare sul mercato e tesserare giocatori nonostante il campionato abbia ripreso da appena una settimana

“Il Consiglio Federale, su richiesta avanzata dalla Lega Nazionale Dilettanti, nella riunione del 13 aprile 2021 ha deliberato l’ulteriore differimento del termine per le variazioni di tesseramento dei calciatori “non professionisti”.

Tale termine, fissato al 27 aprile 2021 (ore 19) si intende limitato, in via eccezionale, alla Stagione Sportiva 2020/2021 ed è applicabile unicamente in favore delle Società che hanno aderito alla ripresa dei Campionati dilettantistici di Eccellenza e di Calcio a Cinque Serie C, maschili e femminili”.

Castellammare, Cimmino: “La ditta che ho allontanato ora è stata menzionata dai pentiti”

Castellammare, Cimmino fa un esempio della sua “Operazione Pulizia”: “La ditta che si occupava del servizio di pulizia di Palazzo Farnese che allontanai nel 2018 ora è stata nominata dai pentiti”

Il Sindaco di Castellammare di Stabia, Gaetano Cimmino, sollecitato da alcune settimane a unirsi alla richiesta di una commissione d’accesso per far luce sulle possibili infiltrazioni mafiose all’interno del Comune, ha fatto un esempio sull’Operazione Pulizia che starebbe portando avanti dal momento del suo insediamento:

“Facciamo pulizia. Noi la facciamo, ogni giorno. Ed uno dei primi casi inseriti nella cosiddetta “Operazione Pulizia” dell’amministrazione comunale riguarda il servizio di pulizia a Palazzo Farnese.
Era il 27 luglio 2018 quando con una nota dettagliata ho chiesto al segretario generale dell’epoca, Monica Cinque, di relazionare in merito ai criteri con cui gli uffici competenti avevano provveduto a prorogare il servizio di pulizia e a determinare gli importi dei ribassi, specificando tra l’altro se agli atti risultavano lettere di contestazione.

 Una nota a cui il segretario aveva risposto evidenziando di aver riscontrato due atti non conformi, relativi rispettivamente ad una proroga e alla conseguente liquidazione relative al 2017, definendo alcune prescrizioni di cui gli uffici di settore non avrebbero tenuto conto. Ebbene, all’esito di tale nota, il 17 settembre 2018 ho deciso di inviare un esposto alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata per chiedere di approfondire in merito alle procedure di assegnazione del servizio. E da allora nessuna proroga è stata più accordata alla ditta presso codesto ente.

 Emerge poi, dalle indagini recenti di cui racconta la stampa, che la ditta risulta attenzionata a seguito delle dichiarazioni di alcuni pentiti di camorra. L’Operazione Pulizia riguarda tutta una serie di accertamenti ed approfondimenti che l’amministrazione sta mettendo in campo sin dal 2018. Tante sono le denunce e le segnalazioni inoltrate alle forze dell’ordine ed alle Procure competenti, per una gestione amministrativa trasparente e scevra da qualsiasi profilo di illegittimità ed illegalità.”

Castellammare, Cimmino si oppone all’interrogazione di Ruotolo: “Sono nauseato”

 

Torre del Greco, boom di positivi, ma registrati 2 nuovi decessi

Torre del Greco, boom di positivi: sono 83 nelle ultime 24 ore. I nuovi casi positivi sono 13. Le condoglianze del sindaco per i due concittadini scomparsi

Sono ottantatre le nuove guarigioni registrate, nella giornata odierna, a Torre del Greco.
Certificati anche 13 casi di positività al COVID-19, in isolamento domiciliare.
Comunicati 2 decessi. Si tratta di:
L. C. classe 1950;
C. B. classe 1942.

È quanto trasmesso dal Centro Operativo Comunale – dopo il consueto aggiornamento serale con i Responsabili sanitari dell’​ASL Na3 Sud​ e con l’​Unità di Crisi Regionale.

Continua, così, a mutare il bilancio della​ trecentonovantesima giornata consecutiva di attività del ​ C.O.C.:​
Totale ospedalizzati:​ 70;
Totale in isolamento domiciliare:​ 298;
Totale guariti dal COVID 5403;
Totale decessi:​ 148;
Totale tamponi giornalieri: 108 i cui esiti saranno comunicati nei prossimi giorni.

“Esprimo massima vicinanza – le parole del sindaco, Giovanni Palomba alle famiglie dei nostri concittadini scomparsi. Il mio sincero cordoglio, unito a quello dell’intera Amministrazione comunale, va ai parenti tutti”.
Istituito, dall’ ASL, un ulteriore numero verde al quale è possibile rivolgersi – tutti i giorni – dalle ore 8.00 alle ore 20.00: 800936630.
Il C.O.C. precisa, altresì – ai fini di una più agevole ed immediata comunicazione con i cittadini – che coloro ai quali è stato praticato il tampone e che restano, al momento, in attesa di conoscerne l’esito possono – nel pieno rispetto e tutela della privacy – rivolgersi ai numeri telefonici 081.8830736 e 081.8497030,
reperibili tutti i giorni dal Lunedì al Venerdì, dalle ore 9.30 alle ore 13.00.
Si segnala, inoltre, che con nota prot. n. 2882 del 12.11.2020 da parte dell’Unità di Crisi della Regione Campania è stato disposto che per poter effettuare il tampone molecolare, ovvero, per la ricerca di SARS-CoV-2 presso un laboratorio privato è necessaria la prescrizione medica su cosiddetta “ricetta bianca” con l’indicazione dell’effettuazione della prestazione.
Ciò si rende necessario al fine di garantire una maggiore appropriatezza dei percorsi di Sanità Pubblica. ​ ​
Non da ultimo, è stato attivato, dall’Ambito Territoriale 31 del Comune di Torre del Greco, il numero di prossimità per le persone in quarantena domiciliare, anziani non autosufficienti e famiglie con minori, reperibile al numero verde: 800.17.16.36, tutti i giorni dal Lunedì al Venerdì dalle ore 9.00 alle ore 18.00.

Enrico Maggio della sezione di Lodi dirigerà il derby Casertana – Juve Stabia

Enrico MAGGIO della sezione di Lodi è l’arbitro designato per la direzione di gara tra Casertana e Juve Stabia, derby campano valevole per la diciassettesima giornata di ritorno del campionato di serie C girone C che si disputerà a Caserta domenica 18 aprile alle ore 12 e 30 allo stadio “Alberto Pinto”.

Enrico Maggio, è al suo terzo campionato in Serie C, precedentemente non ha mai diretto i gialloblù mentre un solo precedente con i rossoblù.

Il precedente con la Casertana:

– 2020 / 2021 – Campionato Nazionale di Serie C girone C

8° giornata d’andata: VIBONESE – CASERTANA 3 – 1.

L’assistente numero uno sarà: Giacomo Pompei POENTINI della sezione di Pesaro;

l’assistente numero due: Roberto TERENZIO della sezione di Cosenza;

quarto ufficiale: Luca ZUCCHETTI della sezione di Foligno.

A cura di Giovanni MATRONE

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Erik Lamela – Napoli, contatti serrati tra il suo entourage e la società partenopea

Erik Lamela sembrerebbe ormai prossimo ad un suo ritorno in Serie A dopo la parentesi londinese con la maglia degli Hotspur, questo è quanto viene riportato dall’edizione odierna della Gazzetta dello Sport.

Erik Lamela – Napoli, contatti serrati tra il suo entourage e la società partenopea

L’entourage dell’argentino ha già avuto dei contatti in passato con il Milan, mentre con il Napoli sembrebbe che i suoi rappresentanti siano già ad buon punto nella trattativa che potrebbe portare il “Coco” all’ombra del Vesuvio.

Dunque a questo punto il Napoli sarebbe la squadra di Serie A favorita per il ritorno in Italia dell’argentino Erik Lamela.

Erik Lamela, in questo momento, ha il contratto in scadenza nel 2022 con il Tottenham, squadra in cui è riuscito ad esprimere il suo talento soltanto a sprazzi causa qualche infortunio di troppo.

È proprio Erik Lamela, detto il “Coco”, a spingere per il ritorno in Italia, ovviamente la sua volontà sarebbe quella di ritornare alla Roma ma ha dato il suo via libera per la trattativa con ADL.

E questa volontà per il ritorno in A e questa disponibilità a trattare con il Napoli, che economicamente non vive un periodo proprio felice come tutte le squadre in questo momento storico, è dimostrata dal fatto che l’argentino è disposto anche a ridursi l’ingaggio intorno ai 2-2.5 milioni per trovare un accordo, in questo caso, con il Napoli.

E questo accordo vorrebbe dire mettere la firma su un contratto di tre o quattro anni, che garantirebbe al “Coco” un posto in qualsiasi ruolo dell’attacco ed al Napoli un’alternativa di classe nello scacchiere offensivo azzurro.

A cura di Francesco Pio De Martino

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Dilettanti- Gli arbitri potranno giocare a calcio. Arriva la svolta?

La Lega Nazionale Dilettanti è contraria a questo doppio tesseramento con l’arbitro che potrà giocare allo stesso tempo

Una svolta davvero epocale nel mondo dilettantistico. Il Consiglio Federale ha approvato, con l’astensione dei consiglieri della LND, la modifica dell’articolo 40 comma 1 delle Noif.

A far data dal primo luglio 2021 la novità regolamentare permetterà il doppio tesseramento calciatore-arbitro, ma a condizione che il soggetto sia un calciatore under 17 tesserato per società di Lnd o di Settore giovanile e scolastico e che da arbitro non venga designato per le gare dei gironi nei quali è presente la società per cui è tesserato.

Intervistato da ANSA, il presidente della Figc, Gabriele Gravina ha commentato la decisione: “Questa modifiche rappresentano un’importante svolta nella progettazione di una nuova classe arbitrale“.

Soddisfatto anche il presidente dell’Aia Alfredo Trentalange. “L’idea di avere un arbitro che ha giocato a pallone è un salto culturale e in termini di competenzeIn questo modo l’arbitro non sarà più visto come l’uomo nero, ma come un compagno di giochi: ne beneficeranno sia i direttori di gara che i calciatori. Credo che questa novità sia un bene per il calcio italiano, la federazione è stata lungimirante“.