Cappuccetto rosso, il cacciatore violento, il lupo, la nonna assassina

Cappuccetto rosso si perde nel bosco delle menzogne, il cacciatore la vuole violentare ma il lupo la salva. La nonna li mangia entrambi.

Qualcuno forse ricorderà che non andava proprio così nella versione originale ma i tempi cambiano e le fiabe che ci raccontano, pure.

Sembra sia proprio la nostra capacità di narrare storie, a renderci dominanti nel regno animale e non la cattiveria. In realtà, conosciamo bene, il potere delle storie narrate, la capacità di influenzare intere generazioni con la morale contenuta in una fiaba.

Proviamo a ripensare agli album di figurine…erano una potenza, ti facevano appassionare al punto che di ogni personaggio, sapevi praticamente tutto…

Trasmissione culturale, volendo a disposizione per tutti i ceti e tutti i gusti… libri, film, fiabe, fumetti, album di figurine e giochi di ruolo.

Ora provate ad immaginare un album di figurine con tutti gli uomini politici, i loro ruoli, la storia, i vari passaggi, le condanne, le prescrizioni, fino all’importo del vitalizio e immaginate i nostri ragazzi mentre ci dicono: – No, Ma’, lo vedi che non ci capisci niente? Quello te sembra bravo ma è un bastardo, lo devi mettere fra i corrotti, nell’altro album.

E li’ scopri che ne ha quattro.

Uno solo per tutti quelli dell’Antimafia, con i boss stragisti, i collaboratori di giustizia, gli eroi e gli immancabili “deviati” .

Non sarebbe fantastico?

Ma quelle storie lì non le vuole raccontare nessuno e quando te le raccontano, sembrano altre, tant’e’ che a forza di sentirle tutte, cappuccetto rosso si perde come sempre. Ma è proprio lì che scopre come il cacciatore faccia parte di una lobby di intoccabili e sia anche un vecchio porco…il resto ve lo raccontiamo la prossima volta, perché adesso vorremmo dedicarci ad attaccare qualche figurina…

Celo, celo, manca.

La fiaba di oggi si svolge tutta in Senato, presieduto dalla seconda carica dello stato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, anche lei straordinaria narratrice, specializzata in fiabe egiziane, quelle belle romantiche di una volta, stile Liala, sulla nipote di un famoso presidente, figura più attuale del re di buona memoria, padre del principe celeste, che andrà a sostituire quello azzurro.

Le Commissioni.

Al senato esistono delle “commissioni”, esattamente come in “Cosa Nostra” ma mentre loro ne hanno solo una per provincia, noi ne abbiamo a bizzeffe, per ogni particolare esigenza.

Oggi ci occuperemo dell’operato svolto ieri da due di queste nostre preziose commissioni.

Commissione Contenziosa.

I membri componenti, pur non avendoci ancora motivato ufficialmente la decisione, che leggerete fra le barzellette, più avanti, in fondo a destra, hanno ritenuto doveroso ridare il vitalizio anche ai rarissimi condannati politici nel mare di inquisiti e prescritti, nel quale sguazziamo felici come porci nel fango, ormai da decenni.

Stiamo parlando in particolar modo del “celeste” Roberto Formigoni e di conseguenza anche di Ottaviano del Turco, altra rarissima figurina da poter collocare nel piccolo album dei condannati, coinvolto a sua volta nell’altrettanta “sanitopoli” abruzzese.

Ma in seguito la nobile decisione potrebbe riguardare anche altri “celesti” come Berlusconi, o De Lorenzo, tutti appiccicati insieme nell’album quello piccolo.

Il “celeste” Formigoni, si era fatto su’ per i suoi bisognini, circa 70 milioni di euro, sottraendoli alla già eccellente sanità lombarda…

Spero ricorderete la condanna per la quale “sbocciammo felici”, pur avendo sino osato sperare in qualcosina di più di quei 5 anni e 10 mesi, ma rincuorati dal fatto che la Corte dei Conti Lombarda pare abbia chiesto un risarcimento da 47,5 milioni di euro per il caso dell’altrettanto celeste Fondazione Maugeri coinvolta nella truffa, condannandone i vertici, la fondazione stessa, i supposti faccendieri ex assessori, Pierangelo Dacco’ e Antonio Simone fino allo stesso celeste Formigoni a risarcimento di parte del danno procurato alla Regione Lombardia.

Sulla condanna del celeste, calo’ la silenziosa scure dell’ immancabile prescrizione e la condanna per la
quale sbocciammo, rimase una sbronza solitaria, sempre gradita per carità ma quando, ancora con la
bottiglia da finire in frigo, ce lo ritrovammo a fare l’opinionista in televisione, come esperto di Sanità, la
tentazione di darci all’alcolismo fu quasi incontenibile.

Dopo solo 6 mesi ecco lì il nostro celeste, che dai canali televisivi, ci impartiva preziosi consigli in materia di Sanità.

Avete voglia a pulire lo schermo e togliere le ragnatele…è proprio lui!

Non bastasse, ci frega pure il lavoro, scoprendosi anche utile editorialista, al pari di Vittorio Feltri, unendosi al coro dei giornalisti celesti che scrivono altre fiabe su quel quotidiano “Libero” di Antonio Angelucci, deputato di “forza italia” pure lui e patron delle cliniche romane private. Stesso prezioso quotidiano che dal 2003 ha già incassato oltre 53 milioni di fondi pubblici, destinati alla sua nobile sopravvivenza, diretto da quel Pietro Senaldi che se non ricordate chi sia, basta che togliate le ragnatele dalla tv e accendendola vi apparirà subito, come ai pastorelli, la Vergine Celeste ma molto più puntuale e sconvolgente.

Noi li avremmo certo più volentieri devoluti alla sopravvivenza della tigre del bengala o del panda ma nessuno ci ha mai consultati al riguardo… Peccato.

Neppure il governo dei migliori, che come prima mossa salvifica per il paese in ginocchio, glieli ha prontamente ridati, dopo che eravamo riusciti a diminuirglieli, sfilandoceli dal portafoglio, senza disturbare.

7000 euro di vitalizio al celeste Formigoni, con tutti gli arretrati.

7000 euro mensili di vitalizio al mese quindi per il celeste Formigoni, ridati in barba alla norma che voleva impedirlo, con tutti gli arretrati del caso e la foto del celeste, felice nel suo ritrovato olimpo, dall’alto del quale ci fa sapere che “Finalmente è stata fatta giustizia”… cercate di non vomitare subito, altrimenti vi perdete il resto della storia.

Bene, fra quelli che hanno fatto finalmente giustizia, ovvero i membri della famigerata “Commissione Contenziosa”, ricordiamo con particolare affetto, quella senatrice dei 5stelle, tale Alessandra Riccardi, la quale era una preziosissima pedina dei “cacciacorrotti”, in quanto posta proprio in tale importante commissione.

La nobildonna, lo scorso anno, a sorpresa, votò contro lo stesso Movimento, da lei rappresentato in favore di Matteo Salvini, negando l’autorizzazione a procedere nei suoi confronti per il “sequestro” della famosa nave piena di immigrati, costretti a condividere un solo bagno per giorni, mentre il nostro amato ex Ministro dell’Interno, dal “Pappete”, incitava le folle.

Trenta denari o qualcosina in più?

Giuda è sempre determinante in ogni storia che si rispetti e quel piccolo voto, non fece eccezione.

Stranamente, poco dopo l’inarrestabile senatrice, passò con assoluta nonchalant, proprio nella Lega di Salvini, in nome della quale, ha coerentemente votato ieri, compatta e allineata al collega di “forza italia” Giacomo Caliendo, che varrebbe da solo una fiaba e che tale nobile commissione, a buon titolo, presiede.

Cappuccetto rosso, dopo la brutta esperienza rivelatrice, vorrebbe suggerire una ricerca sull’ importo raggiunto oggi da quei “trenta denari” di buona memoria ma non sa, la poverina dell’esistenza del celeste segreto bancario, che con un colpetto di bacchetta magica, fa sempre sparire tutto, indagini ed inquisiti, al momento opportuno.

Inutile aggiungere che lo stesso Matteo Salvini, abbia definito “vergognosi” quei vitalizi, testé ridati a tutti i celesti condannati.

Commissione immunita’.

Cappuccetto rosso, preda dei suoi traumi recenti, definisce tali decisioni “di stampo mafioso”ma la poverina non sa che qui è più facile ottenere uno stampo per coniare monete false che attribuire lo stampo mafioso alla moglie di Toto Riina, figuriamoci a tutti gli altri…

Celesti intercettazioni.

Quindi la commissione decide di volta in volta se i Magistrati che stanno indagando, in nome e per conto dello Stato, abbiano o meno il diritto di avvalersi di quelle intercettazioni nelle quali, ogni tanto e casualmente, appare qualche politico celeste…

Dal ritorno dei migliori, ad oggi, pare che non ce l’abbiano proprio più, quei curiosoni dell’Antimafia.

Negato anche stavolta il diritto dei Magistrati ad utilizzare le intercettazioni ed i messaggi riguardanti il senatore Roberto Marti, intercorsi fra lui e gli ex assessori Attilio Monosi e Luca Pasqualini. Roberto Marti, della Lega è il pupillo del salento di Salvini, stranamente sospettato di essere coinvolto in un possibile voto di scambio che lo vedrebbe rispondere di reati quali falso ideologico aggravato, abuso d’ufficio e tentato peculato, in un’inchiesta della D.D.A di Lecce che riguarderebbe la sospetta assegnazione di un immobile ad un elemento di punta della Sacra Corona Unita, alla quale potremmo arditamente punzonare il fatidico “stampo mafioso”, senza tema di querele, forse.

Scusate ma cappuccetto rosso è in preda a crisi convulsive.

Farnetica di nonne assassine e politici corrotti. Dobbiamo intervenire prima che ce la portino via con un T.S.O, tacitandola per sempre.

Quindi, vista la fragile natura della poverina, che dopo le prime rivelazioni, stiamo già perdendo,
prevediamo di sostituirla con un’altra redattrice, Pippi Calzelunghe, molto più inserita e battagliera, gia’ nota ai servizi segreti, che saprà raccontarvi ancora un sacco di fiabe, dal suo punto di vista di ribelle impenitente, certo meglio della bella addormentata e cappuccetto, messe insieme.

Le storie infatti non mancano mai ai nostri opinionisti, neppure a quelli celesti, che furono i primi a scoprire, di cosa realmente morì Gesù. Ma di questo vi narrera’ quanto prima Pippi Calzelunghe stessa, ora scusate ma soccorriamo cappuccetto, che la situazione qui si mette male.

Meno male che almeno al governo va tutto bene e anche ieri la giustizia ha trionfato ancora una volta, fra celesti nostalgie e nuove zozzerie…

Francesca Capretta / Redazione

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