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Nazionale: l’Europeo come scenario per la rinascita degli azzurri

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La Nazionale di Mister Mancini deve sfruttare l’Europeo per far dimenticare ai tifosi la grande delusione della gestione Ventura

A circa 3 anni dalla disfatta degli azzurri che costò la partecipazione al mondiale, la nazionale è chiamata ad una prova che dimostri gli effettivi progressi maturati dalla squadra da quel momento in poi

Ad assumersi questa grande responsabilità è stato Roberto Mancini, il quale reduce dall’esperienza in Russia allo Zenit di San Pietroburgo decide di sposare la causa azzurra e di farsi portavoce di un ricambio generazionale che i tifosi aspettavano già da tempo.

Sotto la guida del tecnico marchigiano faranno il loro esordio in maglia azzurra giocatori del calibro di Barella, Sensi e Kean le cui gesta erano già note a livello nazionale; Mancini decide inoltre di portare in gruppo anche giocatori ancora sconosciuti al grande pubblico come Tonali e Zaniolo, scommettendo per primo su talenti divenuti parte del futuro del calcio italiano e della nazionale stessa

L’edizione di quest’anno del campionato europeo presenta avversari ostici come le solite Spagna e Francia e alcune potenziali sorprese come Belgio e Polonia, che potrebbero affermarsi tra le grandi e fare il colpaccio. L’Italia parte più indietro rispetto a queste squadre, ma una specialità degli azzurri è stata sempre quella di partire sfavoriti e di stupire tutti.

Il lavoro di Mancini ha permesso la nascita di un gruppo unito, la valorizzazione di talenti nostrani e l’abbinamento di risultati e un gioco ben espresso; l’Europeo, il cui inizio è previsto l’11 giugno con la gara tra Italia e Turchia, può essere l’occasione giusta per la nazionale di lasciarsi alle spalle la disfatta contro la Svezia e di riaccendere la passione calcistica nei cuori degli italiani.

Nazionale: l’Europeo come scenario per la rinascita degli azzurri/Antonio Cascone/redazione

Foto: Nazionale Italiana di Calcio (@azzurri) Foto e video di Instagram

Polizia: diversi arresti nel napoletano a seguito di controlli

Napoli: nella giornata di ieri, a seguito di controlli sul territorio, diversi sono stati i soggetti condotti in arresto dalla Polizia, per svariati reati.

Polizia: diversi arresti nel napoletano a seguito di controlli

NAPOLI-Gli agenti di Polizia del Commissariato Vicaria- Mercato, a seguito di operazioni di controllo sul territorio, hanno dato esecuzione ad un ordine di carcerazione.

Transitando in via Marina, gli agenti hanno notato una persona che, alla loro vista, ha tentato di allontanarsi.
I poliziotti l’hanno raggiunto e fermato identificando l’uomo per Dia Mamadou, 43enne senegalese con precedenti di polizia.

Una volta accertato che il soggetto era destinatario di un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso lo scorso febbraio, lo hanno arrestato.

L’ordine di esecuzioni era stato emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli -Ufficio Esecuzioni Penali – condannando l’uomo alla pena di un anno, 3 mesi e 28 giorni di reclusione per resistenza a Pubblico Ufficiale, lesioni personali, introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi e ricettazione, commessi nell’agosto del 2018 a Napoli.

Nel pomeriggio -di ieri- gli agenti del Commissariato di Frattamaggiore hanno individuato il responsabile di una tentata estorsione perpetrata ai danni di una persona alla quale lunedì sera, in via Risorgimento a Grumo Nevano, era stata rubata l’autovettura.

Grazie al fatto che la vittima aveva sporto denuncia, raccontando di aver ricevuto svariate telefonate anonime per riavere la sua auto in cambio di 7000 euro, i poliziotti sono riusciti a rintracciare l’autore in via Francesco Antonio Giordano a Frattamaggiore presso la sua abitazione dove, all’arrivo degli operatori, ha tentato di disfarsi del telefono cellulare utilizzato per chiamare la vittima.

L’uomo, Luigi Ciocia, 48enne di Frattamaggiore è stato sottoposto alla misura alternativa alla detenzione domiciliare per reati in materia di stupefacenti e contro il patrimonio, è stato arrestato per tentata estorsione.

 

 

Stéphanie Esposito Perna / Redazione Campania

Boscoreale: Carabinieri arrestano due persone per ricettazione

Boscoreale: inseguimento per 3 km che termina con impatto frontale, Carabinieri arrestano 2 persone, continua la caccia alla terza persona.

Boscoreale: Carabinieri arrestano due persone per ricettazione

Boscoreale (Na)- Due persone del posto, già note alle Forze dell’Ordine, sono state condotte in arresto dai Carabinieri della sezione radiomobile della compagnia di Torre Annunziata, per resistenza a pubblico ufficiale e ricettazione.

Tutto è iniziato quando i militari, allertati dal 112 per una segnalazione sospetta, sono intervenuti a Terzigno, in via Carpiti.
I Carabinieri hanno notato 3 uomini scendere da un’auto, poi risultata rubata in mattinata a Boscotrecase.
Alla vista della “gazzella”, i 3 uomini sono saliti su un’altra auto e sono fuggiti.
Da lì è iniziato l’inseguimento che è durato 3 km terminando a Boscoreale – in via Settetermini – quando i malviventi hanno trovato nella direzione opposta un’altra pattuglia dell’arma che stava arrivando in supporto.

Ne è scaturito un impatto frontale.
Scesi dall’auto 2 sono stati arrestati senza non poche difficoltà.
Per i Carabinieri rimasti coinvolti nell’incidente 30 e 15 giorni di prognosi anche se poteva andare molto peggio. I 2 carabinieri che invece hanno bloccato gli arrestati dopo la colluttazione se la caveranno con 15 giorni di prognosi.
I malviventi – visitati da personale del 118 ed illesi – sono stati sottoposti agli arresti domiciliari in attesa di giudizio. E’ caccia al terzo che durante l’inseguimento è riuscito a fuggire.

Stéphanie Esposito Perna / Redazione Campania

Vico Equense: Carabinieri denunciano imprenditore 41enne

Vico Equense: i Carabinieri e il nucleo ispettorato del lavoro di Napoli denunciano imprenditore 41enne, a seguito di controlli.

Vico Equense: Carabinieri denunciano imprenditore 41enne

Vico Equense (NA)- Un imprenditore 41enne è stato denunciato per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro a seguito di controlli effettuati dai Carabinieri e dal nucleo ispettorato del lavoro di Napoli.
I militari hanno ispezionato l’attività commerciale dell’uomo a via Avellino.
A seguito dei controlli è emerso che 5 soggetti presenti sul posto, lavoravano “in nero”.
Per questo motivo, i Carabinieri hanno proceduto con la sospensione dell’attività e sanzionato il 41enne per 23mila euro.
In previsione delle nuove politiche che si affacciano con il terminare della pandemia, è sempre più plausibile credere che ci saranno maggiori controlli di questo tipo negli esercizi commerciali.

In Italia gli stipendi dei dipendenti sono del 40% inferiori a quelli esistenti nel resto d’Europa, senza contare delle disparità di genere, dove il nostro paese in Europa è agli ultimi posti.

Così come è certo che alcune forme di sostegno rimarranno, c’è molto da pianificare per attuare delle politiche che portino benefici non solo agli imprenditori, ma anche e soprattutto ai lavoratori dipendenti (troppo spesso sottopagati e costretti ad orari massacranti), i quali per troppi anni, sono stati costretti a piegarsi a condizioni contrattuali il più delle volte sfavorevoli, tanto da impedirgli, nonostante l’impegno profuso nel mestiere a cui si dedicavano, di poter effettivamente vantare un’indipendenza economica tale da vivere dignitosamente.

Come sempre, tutto parte e dipende dalla Politica, quella vera, fatta di progetti attuabili e concreti, che abbiano sì modelli ideali da raggiungere, ma che siano soprattutto capaci di “prendere forma” partendo dalle risorse al momento disponibili.

Stéphanie Esposito Perna / Redazione Campania

Ischia: il Mazzella verso l’apertura. Domenica sfida play-off con 400 tifosi?

QUESTIONE STADIO- Con molta probabilità domenica al “Mazzella” potranno entrare 400 persone ,con l’Ischia che potrà riabbracciare i propri tifosi

Nella mattinata di ieri si è svolta la riunione all’impianto di Fondo Bosso, tra l’amministrazione comunale tra cui il sindaco Enzo Ferrandino, Gianluca Trani e Grasso (ufficio tecnico) per la dirigenza isolana era presente il direttore generale Pino Taglialatela e una delegazione di supporters gialloblu. Ricordiamo che il decreto impone l’ingresso allo stadio del 25% di pubblico rispetto all’attuale capienza. Al termine del summit c’è stata una prima ipotesi con l’ingresso di 400 tifosi che potrebbero essere presenti a sostenere la squadra gialloblu per l’inizio delle fasi finali di domenica.

Nella giornata di domani è atteso il verbale in cui saranno definitivi tutti i vari dettagli per permettere così l’ingresso dei tifosi all’impianto di Fondo Bosso. Questa però dovrebbe essere soltanto una così detta toppa per sopperire alle tante problematiche che ad oggi ha lo stadio “Mazzella” e che dovranno essere comunque risolte prima dell’inizio della prossima stagione.

Il protocollo che verrà adottato sarà quello del controllo della temperatura, presenza di dispenser per l’igienizzazione delle mani, autocertificazione dei tifosi che faranno ingresso nella struttura. Tutte indicazioni che dovranno essere rispettare dalla A alla Z in tutti gli stadi dei campionati di Eccellenza. Ci auguriamo che questo protocollo sarà rispettato anche negli altri stadi a terraferma e che non si faccia “Benvenuti a tutti fate come volete”.

Festa della Repubblica a Brescia: al Broletto e in Piazza Loggia

Festa della Repubblica a Brescia: corona e discorsi al Broletto, alzabandiera in Piazza Loggia. Consegnate 136 onorificenze.

Come da programma, alle 10 le autorità si sono ritrovate nel cortile di Palazzo Broletto dove è stata poi deposta una corona al monumento commemorativo dei caduti di Piazza Loggia.

Poi c’è stata la cerimonia dell’alza bandiera seguita dalla lettura del messaggio del Presidente della Repubblica* (leggi a seguire) e poi dall’intervento del Prefetto di Brescia Attilio Visconti. Dopo è stata la volta del Sindaco di Brescia Emilio Del Bono e del Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Brescia Maurizio Tira.

Oltre ai vari discorsi delle autorità c’è stata anche la consegna di varie onorificenze (136) tra le quali:

• una pergamena che è stata consegnata a tutti gli insigniti dell’Ordine “Al merito della Repubblica italiana”;

• sei medaglie d’onore consegnate ai familiari dei deportati nei lager

Questo il messaggio che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Festa della Repubblica, ha inviato a tutti i Prefetti d’Italia, affinché se ne facciano interpreti nelle iniziative promosse a livello locale nella ricorrenza del 2 giugno:

«Cari Prefetti,

Nel 75° anniversario della fondazione della Repubblica, desidero rivolgere il mio grato saluto a ciascuno di voi e, per il vostro tramite, a tutti coloro che svolgono pubbliche funzioni nelle diverse realtà territoriali.

La comunità nazionale, che intraprende il delicato percorso verso il definitivo superamento del periodo emergenziale, celebra quest’anno la ricorrenza del 2 giugno nel segno dell’impegno collettivo per il rilancio del Paese e della ricerca di nuove prospettive di sviluppo e modernizzazione.

Nei mesi scorsi, contrassegnati dalle complesse sfide della pandemia, la sinergia tra le Istituzioni, di cui i Prefetti e gli Amministratori locali sono stati attivi promotori, è stata un punto di forza essenziale per arginare la recrudescenza del contagio e assicurare la tenuta della coesione sociale.

Se ora possiamo guardare con maggiore fiducia al futuro, è soprattutto grazie alla ricchezza di risorse che il Paese ha saputo trovare o riscoprire e all’apporto unitario che ciascuno, non senza sacrificio, ha offerto.

La mia gratitudine va a ciascun cittadino che, con il proprio senso civico e il rispetto delle regole, ha dato il suo personale contributo alla lotta contro il virus. Il mio pensiero, in particolare, è per gli anziani e i giovani, radici e futuro della Nazione, che hanno subito in modo rilevante, nei propri percorsi di vita, l’impatto della crisi.

Nella Festa della Repubblica, il nostro commosso omaggio va a coloro che, ancora in molti, sono stati colpiti dal contagio e hanno perso la vita, con un carico di sofferenza che appartiene a tutta la collettività.

Della comune tensione alla ripresa, sono indice, in particolare, gli sforzi profusi sul territorio per assicurare efficienza alla campagna vaccinale, un ritorno a condizioni di normalità in ambito scolastico e il graduale riavvio di tutte le attività economiche, sociali, culturali.

Il Paese è ora di fronte ad opportunità di ampio respiro, grazie anche alle pianificazioni e agli investimenti a livello europeo.

In questa delicata fase, cruciale è il ruolo svolto dai Prefetti e da quanti esercitano una funzione pubblica, chiamati a sostenere le iniziative promosse per la ripartenza, il cui buon esito dipenderà dal contributo di tutti e dalla complessiva capacità di fare rete delle componenti istituzionali e della società civile.

Nell’anno in cui celebriamo anche il centosessantesimo anniversario dell’Unità d’Italia, merita di essere richiamata la prima vocazione del Prefetto, quella di rendere prossimo alle singole comunità lo Stato, che viene “rappresentato”, reso presente, nel contesto locale. È un compito di altissima responsabilità, che svolgete a favore dell’unità e della coesione e che vi rende interpreti attenti delle istanze territoriali nonché qualificati interlocutori del sistema delle autonomie e dei cittadini.

Con l’auspicio che la Festa della Repubblica possa essere l’occasione di una rinnovata riflessione sui valori di libertà, uguaglianza e democrazia alla base della scelta repubblicana e della Carta costituzionale, punto di sicuro orientamento anche nell’attuale passaggio storico, rivolgo a voi Prefetti e a tutte le Istituzioni locali i più sentiti auguri di buon lavoro».

Festa della Repubblica a Brescia: al Broletto e in Piazza Loggia / Redazione Lombardia / Cristina Adriana Botis

Il Presidente Mattarella ha reso omaggio all’Altare della Patria VIDEO

Il Presidente Mattarella, in occasione del 75° anniversario della Repubblica italiana, ha reso omaggio al Monumento del Milite Ignoto all’Altare della Patria.

Il Capo dello Stato, accompagnato dal Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini e dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, Enzo Vecciarelli ha passato in rassegna il reparto d’onore schierato con Bandiera e Banda.

Il Presidente Mattarella ha, quindi, deposto una corona d’alloro al Sacello del Milite Ignoto, alla presenza dei Presidenti di Senato e Camera, del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Presidente della Corte Costituzionale.

Al termine, le Frecce Tricolori hanno sorvolato su Piazza Venezia.

Per l’occasione, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Enzo Vecciarelli, il seguente messaggio:

«Settantacinque anni fa, riconquistata la libertà, il popolo italiano poté, con il referendum del 2 giugno 1946, scegliere il proprio destino.

Il voto per la Repubblica consentì all’Italia di intraprendere il percorso della democrazia, del progresso sociale, dello sviluppo. Un passaggio storico tanto atteso e fondamentale per tutti i cittadini duramente provati da una stagione di guerre e dalla dittatura.

Un patto di cittadinanza sancito dal suffragio universale che, per la prima volta, includeva in maniera completa il voto femminile. Gli italiani e le italiane, insieme, per una nuova Italia.

Da allora il processo di crescita e consolidamento della democrazia non si è mai interrotto e ha superato altre terribili prove, come la sfida del terrorismo.

La Repubblica, in questi anni, ha rafforzato costantemente il proprio prestigio con una autorevole partecipazione alle Organizzazioni internazionali, dalle Nazioni Unite, all’Alleanza Atlantica, alla Unione europea, di cui è stata fondatrice ed è convinta e attiva sostenitrice.

A questo sforzo hanno contribuito in maniera significativa le Forze Armate, legate alle Istituzioni della Repubblica e alla sua Costituzione dallo speciale giuramento di fedeltà.

Ad esse va la riconoscenza del Paese per la dedizione al servizio e il valore dimostrati anche nella complessa e delicata situazione emergenziale che minaccia la nostra salute, il nostro benessere e il libero esplicarsi delle nostre esistenze.

Rinnovo, con particolare commozione, la gratitudine del popolo italiano a tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita per l’Italia e alle loro famiglie costrette a convivere con un dolore incolmabile.

La congiuntura sanitaria non consentirà, per il secondo anno di seguito, di tenere la tradizionale manifestazione nella quale si celebra anche l’abbraccio dei cittadini alle Forze Armate.

Mi è grato, in loro nome, in questo giorno della Festa della Repubblica, esprimere ai militari di ogni ordine e grado e al personale civile, l’apprezzamento per l’insostituibile apporto offerto al bene comune.
Viva le Forze Armate, viva la Repubblica!»

In serata, alle ore 19.00 nel Cortile d’Onore del Quirinale, avrà luogo la cerimonia in occasione del 75° anniversario della Repubblica.

Il Presidente Mattarella terrà un discorso di fronte alle alte cariche dello Stato e a un nutrito gruppo di studenti delle scuole.

Parteciperanno la giovane artista Frida Bollani Magoni e l’attore Cesare Bocci.

Nel corso della cerimonia, trasmessa in diretta su Rai Uno, sarà proiettato un filmato realizzato da Rai Cultura.

Il Presidente Mattarella ha reso omaggio all’Altare della Patria / Cristina Adriana Botis / Redazione

Ischia nella tana dei leoni del Napoli United, ma con la testa ai play-off

ECCELLENZA-ISCHIA: i gialloblu a Mugnano con tanti giovani e tante pedine titolari tenuti a riposo in vista della prima gara dei play-off

Simone Vicidomini-Nel pomeriggio di oggi allo stadio “Vallefuoco” di Mugnano si chiuderà il girone di questo mini-torneo di Eccellenza. In serata infatti uscirà il tabellone degli abbinamenti degli ottavi di finale. Per quanto riguarda l’Ischia ormai certa della prima posizione in classifica (dopo aver battuto domenica il Pianura 2-1). I pianuresi invece dovranno battere il Real Forio tra le mura amiche per consolidare il secondo posto in classifica. La vittoria nel big-match al “Mazzella di domenica scorsa, ha consentito alla squadra gialloblu di giocarsi le fasi finali sull’isola e quindi oggi pomeriggio sarà l’ultima trasferta lontano da casa.

Contro il Napoli United non ci saranno Castagna, Gianluca Saurino, Sogliuzzo e Billoncino Monti tenuti a riposo dal tecnico isolano. Quindi spazio a tanti giovani under come Miniello, Formisano ed Esposito.N.

Chi dovrebbe giocare dal primo minuto è Giò Cibelli. L’attaccante procidano è assai carico, voglioso di dimostrare il proprio valore contro una squadra importante come il Napoli United. «E’ sicuramente un’opportunità per noi per metterci in mostra – esordisce Cibelli –. Andremo a Mugnano per vincere, ce la giocheremo. Siamo comunque l’Ischia. Indipendentemente da chi giocherà, l’importante sarà fare risultato e possibilmente conquistare la vittoria. Ci faremo trovare pronti. Personalmente, ho voglia di dimostrare che giocatore sono. So che dovrò sfruttare questa opportunità al cento per cento».

L’Ischia ha raggiunto il suo traguardo, dunque spazio a chi ha finora sofferto e gioito dalla panchina. «Chi ha giocato di meno ha tanta voglia, posso assicurare che non ci sarà alcun calo di tensione da parte di noi calciatori. Andremo al “Vallefuoco” a giocare come sappiamo, anche se il risultato non cambierà la nostra posizione. E’ la partita di domenica quella che conta, sperando di avere il pubblico sugli spalti». A Cibelli farebbe piacere rimanere a Ischia? «La cosa più importante è centrare gli obiettivi. Per me sarebbe un onore rimanere a Ischia. Faccio parte di un gruppo fantastico e di una società organizzata».

MENNELLA – A Gigi Mennella toccano le partite con le napoletane. Il ruolo “alla Buffon” non gli spiace mica. «Andremo a Mugnano per fare la nostra gara, il mister darà spazio a chi finora lo ha avuto di meno. Una bella occasione per mettersi in mostra – spiega Mennella –. Anche se il risultato non è importante, ci teniamo a fare una grande partita anche per rispettare il trend avuto finora».

Da domenica inizierà un altro mini-campionato. In lizza per la D piazze con un certo passato. «Questo è un format diverso dagli altri campionati. La partita di domenica la prepareremo al meglio, abbiamo la fortuna di avere a disposizione due risultati su tre. Questo è un torneo, bisogna ragionare in maniera diversa. Da giovedì ci concentreremo sulla prossima gara, in attesa di conoscere quale sarà la nostra avversaria». Che sia la Palmese o altra avversaria comunque cambia poco visto il valore delle qualificate. «Nessuna squadra sarà facile da affrontare, chi si è qualificata ha un traguardo ben preciso da raggiungere – sottolinea Mennella –. Pensiamo a noi stessi. Siamo arrivati secondi nella graduatoria generale, disputeremo le partite in casa. Prepariamoci bene e cerchiamo di arrivare fino in fondo». Domenica molto probabilmente si giocherà in presenza del pubblico. «I tifosi sono parte integrante di questo sport, partite senza tifosi sono brutte da fare e da vedere. Speriamo che si rivolva il problema relativo allo stadio affinché i tifosi ci sostengano in questo finale di stagione».

CONVOCATI – Portieri: Mennella e Di Chiara. Difensori: Florio, Chiariello, Invernini, Di Costanzo, Pistola, Buono, Miniello. Centrocampisti: Saurino C., Di Meglio N., Arcamone, Trofa, Di Sapia, Formisano, Esposito N. Attaccanti: Trani L., Cibelli, D’Antonio, Pesce.

ARBITRO – Oggi pomeriggio a Mugnano (ore 16.30) arbitrerà il signor Marco Zini della sezione di Udine, coadiuvato da Nocera di Nocera Inferiore e Recano di Nola.

Targa in ricordo del Presidente Ciampi sbaliata. Pardon: sbagliata VIDEO

Erano tutti alla cerimonia per intitolare un tratto del Lungotevere Aventino all’ex presidente della Repubblica Ciampi: mancava solo la targa corretta

Erano tutti lì per la cerimonia svoltasi a Roma per titolare intitolare un tratto del Lungotevere Aventino all’ex presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi: c’era l’attuale Presidente Mattarella, c’era la Presidente del Senato Casellati, c’era la Sindaca di Roma Raggi….

Insomma, c’erano tutti, mancava solo la targa o meglio, la targa c’era ma era sbagliata e quindi è rimasta rigorosamente coperta pur se, la trasparenza del tessuto Flag del tricolore che la copriva, e che avrebbe dovuto essere tolto nel momento topico della cerimonia, ha fatto comprendere perché poi NON è stato tirato via: la Targa c’era ma era sbaliata, pardon sbagliata.

Chi l’aveva fatta preparare, un dipendente capitolino dell’Ufficio gestione appalti di installazione e manutenzione targhe toponomastiche (sembra), aveva commesso il classico errore di confusione tra g e l quando si combinano insieme per cui ecco che il nome dell’ex Presidente Ciampi (morto il 16 settembre del 2016) diventa Azelio invece di Azeglio.

Dell’errore, alla fine, qualcuno si è accorto proprio grazie alla trasparenza del drappo e non già a seguito di un preventivo controllo del lavoro fatto ma ormai era già troppo tardi. La cerimonia incombeva, gli “ospiti” erano tutti lì per cui…. avanti con nonchalance (ma tanto imbarazzo che aleggiava in loco) lasciando la targa rigorosamente coperta in attesa della nuova, corretta, ordinata e fatta fare in fretta e furia ma non in tempo per la cerimonia che si è dovuta chiudere senza che fosse scoperta.

La casuale ufficiale data è stata che, la precedente, era scheggiata ma, come si sa, le bugie hanno le gambe corte soprattutto se coperte con una bandiera in Flag e gli altri hanno buona vista, e conoscenza.

A cerimonia conclusa, a margine di una conferenza stampa, la sindaca Virginia Raggi, ammette l’errore nella targa e dice:

“Sono stata avvisata questa mattina, ho dato subito l’ordine di procedere ad una nuova targa che infatti già adesso è collocata al suo posto”.

Che dire, melio tardi che mai, no?

Targa in ricordo del Presidente Ciampi sbaliata. Pardon: sbagliata / Stanislao Barretta / Redazione

Campania: avviate le prenotazioni per la fascia 17-20 anni

La regione ha dato il via alle prenotazioni per la fascia 17-20 anni che si prepara a ricevere la loro dose di vaccino

La regione Campania ha dato il via alla campagna vaccinale per i giovani dai 17 a 20 anni che sarà effettuata con Johnson, vaccino monodose già distribuito in tutte le Asl del territorio.

Circa 20mila ragazzi hanno già inviato la propria adesione e attendono solo data e ora della convocazione; le vaccinazioni sono già in corso all’Hub di Capodichino, alla caserma Garibaldi di Caserta e in tanti altri comuni della provincia

Maggiore priorità sarà data ai maturandi, che con l’esame alle porte potranno sostenere la prova con un pizzico di tranquillità in più e limitare le preoccupazioni al solo studio

Si darà il via in seguito all’operazione farmacie, che prevede la consegna dei vaccini a tutte le farmacie del territorio, che provvederanno poi al proseguimento della campagna in vista dell’arrivo dell’estate

La situazione contagi in Campania non permette ancora di abbassare la guardia, con l’indice di contagio in aumento e la comparsa di nuovi soggetti positivi ogni giorno; la stretta prevista per giugno potrebbe risultare decisiva per l’immunizzazione della popolazione, che non aspetta altro che di tornare il prima possibile alla normalità e lasciarsi questo brutto periodo alle spalle
Campania: avviate le prenotazioni per la fascia 17-20 anni/Antonio Cascone/redazione Campania

La liberazione di Brusca scatena lo tsunami della dislessia giuridica

La liberazione di Brusca Giovanni, Collaboratore di Giustizia, i mandanti occulti che ancora comandano e che ora guidano e sfruttano l’indignazione.

Non volevo scrivere sulla liberazione di Giovanni Brusca, infatti eccomi qua. Non avrei avuto molto da dire, se non quello che vi ricorda la sorella di Giovanni Falcone, in un suo post.

Fu Falcone a volere che questo avvenisse e come può essere sbagliato se questo nostro eroe ha dedicato tutta la sua vita alla lotta alla mafia, fino a scegliere di morire per noi e per la giustizia?

Come si può pensare che le leggi volute da Falcone e Borsellino siano fatte a favore dei mafiosi?

Eppure è proprio quello che in questi mesi vi faranno pensare, che vi indurranno in tutti i modi a credere, facendo leva su una giusta indignazione, sulla vostra “umanità”, proprio quella che loro hanno rinnegato da tempo, in cambio di denaro e potere…

Ve lo faranno pensare, per distrarvi come sempre, dal vero obiettivo, quello sul quale dovremmo focalizzare tutta la nostra attenzione, proprio adesso, subito e che invece vogliono far passare per giusto, ve lo vogliono far addirittura desiderare, come sempre.

La “strategia del terrore” prima, le armi di disinformazione di massa poi, ma tutto questo altro non è che il fischio del pastore, che dice al gregge dove andare, a testa bassa, quasi felice suonando i campanelli, tutti verso le porte dei macelli.

Quello che invece non vi dicono, è proprio quello che stanno facendo, in quel maledetto silenzio assordante, quello della mafia, che copre persino il rumore delle bombe.

No, loro non si scandalizzano per la liberazione di Brusca, loro lo sanno che la quot;cultura”
mafiosa che hanno fatto scientemente dilagare e prosperare, genera personaggi come lui, che ancora credono di aver azionato il telecomando della strage di Capaci…

Persone piegate fin dall’infanzia a tutta la merda della mafia, ai quali fin da bambini fanno uccidere e scuoiare gli animali, per stuprare la loro anima innocente mettendola al servizio del male, che diventa la norma, la consuetudine, finché non sarai più capace di sentire niente… proprio come loro, i mandanti veri, che dagli yacht miliardari li sfruttano come cani da combattimento, per i loro luridi scopi.

È primavera, svegliatevi bambini, perché se anche questa volta ci lasceremo pilotare, se anche questa volta butteremo dolore e indignazione, verso la causa sbagliata, il “falso obiettivo” sul quale vi puntano il dito…non vedremo più la luna che ci sta davanti, grande e luminosa, non avremo più speranze.

Questo anno, per noi è il più importante della storia, dopo decenni di battaglie sanguinose, siamo arrivati allo scontro finale ed è proprio questo che non vogliono che sappiate, per far passare il loro cavallo di Troia, mentre noi gli apriamo i pesanti portoni felici di accogliere lo sterminio che ne deriverà… in silenzio, nel buio della notte.

I boss mafiosi, temono poche cose, per quello aprirono una trattativa con i loro complici di stato, perché non stavano rispettando i patti…l’impunità doveva essere per tutti, non solo per i mandanti…questo avviene in una società dove i soci sono onesti.

Ma quei maledetti, non hanno ancora potuto rispettare i patti fino in fondo, perché glielo abbiamo impedito. Per quello ora servite distratti…

I boss mafiosi temono questo, tenetelo bene a mente…

Temono l’ergastolo ostativo, il fine pena mai, proprio quello che intendono togliere.

Temono il carcere duro, quel 41 bis, che andrebbe rinforzato ma che invece vogliono togliere, sempre i nostri illuminati e civili, amanti della Costituzione e della mafia.

Benché “qualcosina” ottengano comunque, da sempre, come spiegò Buscetta, visto che i boss stragisti ci ingravidano anche le mogli, nelle nostre carceri, in quel duro regime che contestano… la “famiglia” deve andare avanti, sempre e comunque…

Temono il sequestro “vero e definitivo” dei beni, quello che non riusciamo spesso a fare, per tutta una serie di incredibili problemi.

Ma quel che tutti davvero temono, soprattutto quei mostri dei mandanti, gli eterni potenti occulti, sono proprio loro, i “Collaboratori di Giustizia”.

Si, il loro peggior nemico, dentro a quel sistema sono i Brusca, gli Ilardo, i Buscetta…quelli devono farli fare fuori a voi.

Fuori da quel sistema, da quello “Stato deviato”, dalla mafio-massoneria, ovvero lo Stato nel quale ci hanno ridotti, temono gli eroi vivi, come Gratteri e tutti gli altri Magistrati onesti, che già cominciano ad infamare come da buona tradizione ma soprattutto temono voi, temono che voi possiate davvero capire come stanno le cose per poi “spintonarli” fuori, come fecero al funerale di Paolo Borsellino, tutti quelli che allora dimostrarono di aver capito.

Solo a quel punto passarono quelle leggi tanto volute proprio da quegli eroi, “esplosi” per la nostra salvezza, quelle che oggi vogliono annullare, mentre voi distratti, volgerete lo sguardo altrove, proprio dove volevano loro…dagli addosso, al Collaboratore di Giustizia, che ammazza i bambini e non guardare mai a chi glielo chiede a chi glielo permette, da sempre, mentre lo usa come una pistola.

Vogliono togliere l’ergastolo ai boss mafiosi autori delle stragi eccellenti, quelli che ancora conservano i nomi dei veri mandanti, quelli che non hanno mai collaborato e che già possono usufruire di “premi” e sconti pena.

Hanno 11 mesi di tempo per decidere e in questi 11 mesi si deciderà il futuro dei vostri figli e del pianeta intero.

Ecco perché vi indurranno a combattere verso falsi nemici, ecco perché spunteranno i soliti “falsi pentiti” a screditare i Collaboratori veri, quelli che intanto stanno suicidando eliminando, bistrattando, insieme alle loro famiglie, perché perdano quella voglia di parlare, di fare i nomi, perché non credano più in uno Stato che non li protegge, in un popolo che li infama, senza capire che quelli veri, quelli che hanno cambiato la storia, sono eroi, non quanto i magistrati come Gratteri, Falcone o Borsellino ma subito dopo.

Non vi raccontano le loro vere storie per confondervi le idee. Tanti, di quelli veri, si sono costituiti da soli, in seguito a crisi di coscienza, dalle quali non avevano niente da guadagnare, perché hanno dovuto incolpare anche se stessi di reati ancora ignoti.

Ma loro, li uccidevano, li facevano passare per pazzi, ne silenziano di continuo anche oggi, con le loro strategie sommerse e vogliono che proprio voi vi prestiate al solito gioco perverso, aizzandovi verso i loro nemici e non i nostri.

Scriveremo molto sui Collaboratori di Giustizia nei prossimi giorni ma già su questo network e in cento altri, troverete tanti articoli interessanti per potervi informare.

Sappiamo bene come sia difficile proteggersi dal bombardamento della disinformazione di massa ma sceglietevi un paio di testate da seguire, di quelle serie, che ce ne sono.

Giovanni Brusca è un cadavere che cammina, in ogni caso, come tutti i Collaboratori di Giustizia e i Magistrati incorruttibili, che ogni giorno combattono in prima linea per noi e verso i quali, noi dovremmo costituire un’immensa, scorta civile.

Quelli che non rischiano mai niente, sono i veri eterni colpevoli. Sono i potenti, sono i mandanti, quelli ricchi con i giornali, le TV e i grandi avvocati. Quelli che non vi dicono niente del maxiprocesso contro la ‘ndrangheta che tutto il mondo sta seguendo, quelli che calunnieranno gli eroi come in passato, quelli che vi faranno preferire ancora una volta Barabba a Gesù…

E se invece cambiassimo la storia? Se per una volta non ci facessimo fregare? Se non ci lasciassimo indurre sempre nell’errore e andassimo a scagliare la nostra indignazione sotto i palazzi del potere, armati delle armi più potenti, quelle della verità e dell’informazione?

Si può e si deve fare, almeno una volta, in nome di tutta l’umanità sofferente, schiacciata dagli abusi del potere e dai tentacoli della piovra.

Dovete solo leggere e guardare dei filmati, non siamo più negli anni ’70 e non sono ancora riusciti a fermare il web. Non dovete andare in guerra, basterà leggere e sostituire i film sugli intrighi di Stato alle sere col grande fratello. La storia ci insegna che anche i fratelli possono essere molto diversi fra loro, bisogna conoscere le loro vere storie per non stare sempre dalla parte di Caino, dove inducono il popolino, sorridenti e beffardi.

Diventiamo un grande popolo, ascoltiamo le intercettazioni, almeno quelle che non hanno distrutto, leggiamo le deposizioni, di quelli che non hanno ucciso in tempo, scopriamo i depistaggi, gli interessi che ci stanno dietro…è già tutto lì, tutto scritto, tutto filmato.

Basta andare a vedere, e quel che non c’è lo capirete al volo, ne sono certa (NOTA: di questo, tra l’altro, ne ho dato e fatto nota in 5 miei articoli che potrete trovare sempre nella nostra sezione della Cronaca Giudiziaria)

Stiamo vivendo l’anno della grande finale, quello che cambierà il nostro destino.

Siamo in guerra, la guerra del silenzio, di cui nessuno parla. Gli eserciti del bene e del male si stanno formando ma ricordate sempre, che il Male, recluta con l’inganno…

La liberazione di Brusca scatena lo tsunami della dislessia giuridica / Francesca Capretta / Cronaca Giudiziaria

L’Ora Azzurra, in diretta sui canali social di  Vivicentro

L’Ora Azzurra, in diretta sui canali social di  Vivicentro

 

Ora Azzurra, ospite di serata: Michele Pisani e Raffaele Sergio

 

Inizia l’estate, o meglio, inizia il mercato. In casa Napoli è tempo di programmare, a farlo saranno come sempre il presidente De Laurentiis e il nuovo allenatore azzurro Luciano Spalletti. È stato dunque lui l’uomo e il: “Tecnico italiano” scelto dal patron azzurro. Un matrimonio che può funzionare? Quali sono i pro e i contro dell’arrivo di Spalletti a Napoli? Che mercato ci aspettiamo dagli azzurri? Saranno Koulibaly e Fabian i primi partenti?

 

Saranno questi i temi che tratteranno stasera nell’Ora Azzurra, alle 21:00, Marco Palomba, Natale Giusti e Carmine D’Argenio. Tra gli ospiti ci sarà Michele Pisani, direttore di FootballWeb e Raffaele Sergio, ex difensore del Napoli dal 1997 fino a 1999.

Appuntamento dunque a questa sera alle 21:00 sulle pagine Facebook, Youtube e Twitch  di Vivicentro.

 

L’Ora Azzurra, in diretta sui canali social di  Vivicentro/  Marco Palomba

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Torre Annunziata: aggiornamento dati Covid-19, nuova guarigione

Torre Annunziata: con il nuovo comunicato stampa n. 232, si trasmettono i dati aggiornati sul numero di guarigioni da Covid-19.

Torre Annunziata: aggiornamento dati Covid-19, nuova guarigione

Torre Annunziata (Na): Con il comunicato stampa n. 232, è reso noto che attualmente sono 39 i cittadini attualmente positivi, una è la nuova guarigione registrata a fronte di 21 tamponi processati, con l’indice di positività che si attesta al 4,76 per cento.

Le dosi di vaccino somministrate sino ad ora sono 19.006. I cittadini che hanno ricevuto sia la prima che la seconda dose sono 5.606, mentre quelli che hanno ricevuto solo la prima sono 13.400. La percentuale è pari al 32 per cento (calcolata sul numero delle prime dosi in rapporto ai
41.355 residenti).

L’incidenza dei nuovi positivi a 7 giorni per 100 mila abitanti, nella settimana che va dal 24 al 30 maggio, è pari a 19,34 (il dato della Regione Campania è di 50,56); mentre la percentuale dei nuovi positivi a 7 giorni è pari all’1,71%, 2,13 punti in meno rispetto al dato regionale che si attesta al 3,84%.
Sono 4.342 le persone che hanno contratto il Coronavirus a Torre Annunziata dall’inizio dell’emergenza sanitaria, di cui 4.213 guarite e 90 decedute.

 

 

 

 

 

 

Redazione Campania 

Pallonetto: tenta di nascondere la droga, arrestato 52enne

Pallonetto: agenti del Commissariato di San Ferdinando, arrestano 52enne per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Pallonetto: tenta di nascondere la droga, arrestato 52enne

Napoli- Gli agenti del Commissariato San Ferdinando monitorando sul territorio, hanno arrestato, ieri pomeriggio, un 52enne già noto alle Forze dell’Ordine, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Nel pomeriggio di ieri, infatti, gli agenti del Commissariato San Ferdinando, in servizio in zona, hanno notato in via Pallonetto a Santa Lucia un uomo che, alla loro vista, ha tentato di occultare qualcosa all’interno dell’androne di un palazzo.

Dopo essere riusciti a raggiungerlo e fermarlo, i poliziotti lo hanno trovato in possesso di un involucro con della cocaina e di 10 euro mentre, nascosti nell’intercapedine di un muro, hanno rinvenuto 27 involucri con 6,35 grammi della stessa sostanza.

Sottoposto ad identificazione, il soggetto è risultato essere, Enrico Bifulco, 52enne napoletano con precedenti di polizia, che è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Le operazioni di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, restano una costante per le forze dell’ordine. Come è ormai risaputo, l’uso e il consumo di sostanze stupefacenti, sono innanzitutto una “deformazione culturale” dei nostri tempi.

 

 

Stéphanie Esposito Perna / Redazione Campania 

Porta Nolana: in arresto due spacciatori, dopo tentata fuga

Porta Nolana: nel pomeriggio di ieri, durante controlli, gli agenti hanno condotto in arresto due spacciatori, dopo inseguimento.

Porta Nolana: in arresto due spacciatori, dopo tentata fuga

Napoli- Nel corso di operazioni di controllo sul territorio, gli agenti hanno condotto in arresto due spacciatori, entrambi con precedenti.

Precisamente, ieri pomeriggio gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale, nel transitare in vico Gabella della Farina hanno notato un uomo ed una donna che, dopo aver prelevato qualcosa da una busta, lo hanno ceduto in cambio di denaro ad alcune persone che si sono allontanate velocemente.

I poliziotti sono riusciti a raggiungere e fermare la coppia .
Sottoposta a controlli, sono stati trovati in possesso di 12 flaconi di metadone e di 4 siringhe.

All’identificazione, i due soggetti risultano essere: Luigi Salvo, 42enne napoletano, e Jennifer Di Teodoro, 24enne di Penne, entrambi con precedenti di polizia.

I due sono stati condotti in arresto per spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e resistenza a Pubblico Ufficiale.

Restano costanti i controlli anche per quel che riguarda le norme anti-contagio: sebbene si stia riprendendo la normale routine quotidiana, spetta ora al buon senso e al senso civico dei cittadini, mantenere alta l’attenzione onde evitare situazioni pericolose per l’eventuale sorgere di contagi. Lavarsi spesso le mani, indossare la mascherina in ambienti chiusi o aree affollate, mantenere una distanza di almeno un metro, aiutano certamente a scongiurare qualunque “focolaio” che metta a rischio la salute e la vita di tutta la cittadinanza.

 

 

 

Stéphanie Esposito Perna / Redazione Campania 

Juve Stabia, niente riconferma per Padalino. Arriva Silvio Baldini?

Juve Stabia, sono giorni febbrili di trattative anche importanti per assicurare alle Vespe un nuovo tecnico dopo l’ormai quasi certa mancata riconferma di mister Pasquale Padalino. L’ormai ex tecnico della Juve Stabia, nativo di Foggia, paga con ogni probabilità la gestione delle due gare dei playoff contro Casertana e Palermo in cui le Vespe non hanno brillato rischiando già contro i falchetti di essere eliminati. Per la verità comunque occorre sottolineare che quando Padalino ha avuto a disposizione una rosa finalmente al completo in ogni reparto con gli acquisti del mercato di gennaio, ha fatto molto bene con un girone di ritorno a dir poco strepitoso caratterizzato dal record storico per la Lega Pro delle nove vittorie esterne consecutive in trasferta.

Secondo quanto riportato dai colleghi dalla redazione di Metropolis Quotidiano, la Juve Stabia sarebbe molto vicina a concludere l’ingaggio di Silvio Baldini come nuovo allenatore della squadra. Un nome dal passato importante per le sue diverse esperienze in Serie A che potrebbe fare al caso della Juve Stabia. Al momento la trattativa sarebbe in stato avanzato e potrebbe anche concludersi positivamente e lo stesso tecnico, secondo quanto riportato dai colleghi di Metropolis, avrebbe confermato l’esistenza della trattativa.

Silvio Baldini nasce a Massa l’11 settembre del 1958. Dopo alcuni anni da tecnico di squadre toscane nelle serie inferiori con la Massese, Forte dei Marmi, Viareggio e Siena, Baldini debutta in serie B nella stagione 1997-1998 come allenatore del Chievo Verona. L’anno dopo allena il Brescia. A novembre 1999 diventa l’allenatore dell’Empoli, che in quel momento è in Serie B e che, sotto la guida di Baldini, termina il campionato all’ottavo posto. Nella stagione 2000-2001 Baldini, ancora alla guida dell’Empoli, arriva quinto, andando molto vicino alla promozione in Serie A, ottenuta poi nella stagione 2001-2002. In Serie A con l’Empoli raggiunge una tranquilla salvezza senza patemi.

Al termine della stagione l’allenatore toscano decide di lasciare Empoli  e passare al Palermo del presidente Zamparini, firmando un contratto triennale da un milione di euro a stagione. A Palermo però nonostante la squadra sia in zona promozione viene esonerato dal vulcanico Zamparini per contrasti insanabili il 26 gennaio 2004.

Nell’estate 2004 Baldini è chiamato a sedere sulla panchina del Parma. A dicembre, però, la squadra gialloblù è al penultimo posto in classifica con soli 12 punti. Questa situazione spinge la dirigenza emiliana ad esonerare Baldini, che ancora una volta non riesce a terminare la stagione sulla panchina. A settembre 2005 Baldini è chiamato ad allenare il Lecce dopo l’esonero di Angelo Gregucci. La squadra giallorossa, tuttavia, non riesce ad invertire la rotta e rimane in zona retrocessione. Baldini è nuovamente esonerato nel gennaio 2006. A giugno 2007 Baldini è chiamato ad allenare il Catania per la stagione 2007-2008 succedendo al tecnico Pasquale Marino.

Durante la stagione al Catania si rende protagonista di un brutto episodio: viene espulso all’85º minuto di gioco e, provocato (secondo lo stesso Baldini) dall’allenatore del Parma Domenico Di Carlo che lo invita ad uscire dal terreno di gioco e lo insulta, reagisce in modo violento, colpendo il collega con un calcio. Viene quindi squalificato per un mese, cioè per 5 giornate di campionato.

Baldini si dimetterà dal Catania lasciando la squadra al terzultimo posto in classifica e verrà sostituito da Zenga. Il 26 maggio 2008 diventa nuovamente allenatore dell’Empoli, con il compito di riportarlo in Serie A ma l’avventura va male e termina nella semifinale playoff contro il Brescia.

Il 13 giugno 2011 viene chiamato alla guida del Vicenza, firmando un contratto annuale fino a giugno 2012. Sarà esonerato dopo l’ottava giornata di campionato.

Infine resta fermo praticamente sei anni prima di tornare in sella guidando la Carrarese. I primi due anni la Carrarese arriva 7ª nel girone A di Serie C perdendo il secondo turno dei play-off al primo anno e i quarti di finale al secondo. Nel 2019-2020 la squadra si piazza 2ª arrivando fino alla semifinale play-off. Il 21 marzo 2021 al termine della sfida persa contro la Giana Erminio rassegna le dimissioni che in un primo momento vengono respinte. Poi successivamente a seguito della sconfitta esterna rimediata contro l’AlbinoLeffe, il 10 aprile rassegna nuovamente le proprie dimissioni che stavolta vengono accettate dalla società.

Particolare non trascurabile, Baldini, che potrebbe presto diventare il nuovo allenatore della Juve Stabia, alla Carrarese di fatto ha allenato senza percepire alcuno stipendio. E’ stato lui stesso a confermare la cosa in una famosa intervista concessa a Vanity Fair che da sola fa capire la personalità dell’allenatore toscano e di cui riportiamo di seguito uno stralcio.

“Non ci potevo più stare dentro il sistema. Me lo impedivano i miei valori, la mia necessità di emozioni. La società di oggi vuole solo vincenti e crea così una generazione di falliti… A un certo punto della mia vita volevo tornare a sognare. Il primo anno era la squadra più debole, ma è stato l’anno più magico, perché sognavamo. Oggi siamo più forti, ma non sogniamo più. E se qualcosa va storto, pali o rigori sbagliati che siano, è perché non lo meriti. Io questa cosa la so bene. Vi racconto la mia storia: a Empoli sto bene. Mi vogliono fare un contratto di cento milioni per cinque anni. All’epoca mi cercavano anche Fiorentina e Napoli. Arriva Zamparini e mi offre due miliardi l’anno per tre anni per andare al Palermo. Penso ai tre figli, mia moglie spinge, e accetto. Un madornale errore. La scelta dei soldi. Finisce il feeling con i sogni. Tradisco me stesso. Perché oggi alleno gratis secondo te? Zero assoluto, neanche un rimborso spese. Con quella scelta finisce tutto. Zamparini, ricco a palate, si sente onnipotente, metteva bocca sulla formazione. Lo insulto. Mi esonera. Mi mandano ad allenare il Parma, ma la mia storia di allenatore è finita. Ho capito che dovevo mettermi da parte. Come campo? Me la cavo con i risparmi e i 2.400 euro di pensione. I soldi sono il diavolo. Avevo ceduto l’anima. Il giorno che porto la Carrarese in Serie B, non sto allo stadio con gli altri, vengo qui da solo. Di notte, qua, è ancora più bello“.

 

 

a cura di Natale Giusti 

Fonte Foto: webcalcio.net 

Ischia: Citarelli nuovo direttore tecnico responsabile del settore giovanile

Ischia settore giovanile, il patron D’Abundo piazza un altro colpo: il ruolo di direttore tecnico viene affidato a mister Mimmo Citarelli

Ennesimo grande colpo del presidente D’Abundo che si affida a Mimmo Citarelli il quale conosce già l’ambiente gialloblu per i suoi trascorsi in panchina ma non solo, saranno fondamentali le sue amicizie e collaborazioni con le scuole calcio della terra ferma. Nella nota ufficiale della società si legge- La S.S.D. Ischia comunica di aver raggiunto un accordo di collaborazione con mister Mimmo Citarelli che dal 1 giugno sarà il direttore tecnico responsabile del settore giovanile della società.

Citarelli, che da calciatore ha già militato nelle fila dell’Ischia, vanta una invidiabile esperienza nel mondo del calcio maturata dopo oltre 40 anni passati sui campi – sia da calciatore che da allenatore – in squadre quali Campobasso, Turris, Sorrento, Nocerina, Frattese e nel Castel di Sangro dell’attuale presidente della F.I.G.C. Gravina ed è in possesso del patentino Uefa A professionista oltre che delle abilitazioni di Istruttore giovani calciatori e Maestro di tecnica.

Mister Citarelli coordinerà l’attività dell’intero settore giovanile dell’Ischia Calcio fornendo il suo prezioso contributo per la crescita e la formazione dei giovani calciatori gialloblu, lavorando in sinergia con lo staff tecnico della Prima Squadra e condividendo il Progetto Giovani dell’Ischia Calcio fondato sul valore educativo di questo sport che può dare un contributo fondamentale ai ragazzi ischitani nella fase cruciale della loro vita.
Questa società intende esprimere altresì un sentito ringraziamento a mister Carmine Di Meglio che in questi due anni che ha svolto un eccellente lavoro in una fase storica segnata dalla pandemia (che ha segnato profondamente anche il mondo del calcio) augurandogli le migliori fortune per il prosieguo della sua attività sportiva”.

Brusca noto mafioso libero. Liberi 15 boss poiché il processo è da rifare

IL MAFIOSO E PENTITO GIOVANNI BRUSCA LASCIA IL CARCERE

Giovanni Brusca, l’ex boss di San Giuseppe Jato, ha lasciato ieri il carcere. Ha finito di scontare la pena e da oggi l’ex killer di Cosa nostra che il 23 maggio 1992 azionò il telecomando per la strage di Capaci è un uomo libero. Nel pomeriggio, “u scannacristiani” come pure era soprannominato negli ambienti mafiosi, ha lasciato il carcere di Rebibbia di Roma.

Brusca è stato scarcerato per effetto di una legge del 13 febbraio del 2001 (MODIFICHE ALLE NORME PER LA PROTEZIONE DI COLORO CHE COLLABORANO CON LA GIUSTIZIA) grazie alla quale per lo Stato italiano ha finito di scontare la propria pena detentiva. Avendo scelto di collaborare con la giustizia ha ottenuto gli sconti di pena previsti dalla legge.

CHI ERA GIOVANNI BRUSCA

Figlio del boss Bernardo Brusca (1929-2000) e fratello di Emanuele ed Enzo Salvatore, tutti “uomini d’onore” della Famiglia di San Giuseppe Jato, entrò nella cosca del padre nel 1976 all’età di 19 anni, dopo aver commesso un omicidio per i Corleonesi capeggiati da Salvatore Riina che infatti divenne il suo “padrino” nella cerimonia d’iniziazione (la cosiddetta “punciuta”). Brusca, soprannominato in lingua siciliana: u verru (il porco), oppure lo “scannacristiani” per la sua ferocia, è nato a San Giuseppe Jato (PA) il 20 febbraio 1957. È un mafioso poi collaboratore di giustizia e in passato membro di rilievo di Cosa Nostra. Capo del mandamento di San Giuseppe Jato ed esponente di spicco dei Corleonesi, è stato condannato per oltre un centinaio di omicidi, tra cui quello tristemente celebre del piccolo Giuseppe Di Matteo (figlio del pentito Santino Di Matteo) strangolato e sciolto nell’acido, e per la strage di Capaci, in cui morirono il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre agenti di scorta, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, nella quale Brusca ricoprì un ruolo fondamentale, in quanto fu l’uomo che materialmente spinse il tasto del radiocomando a distanza che fece esplodere il tritolo piazzato in un canale di scolo sotto l’autostrada.

A PALERMO IN APPELLO ANNULLATO IL PROCESSO A 15 BOSS MAFIOSI LIBERI

La Corte d’Appello di Palermo ha ieri dichiarato nullo il decreto che ha disposto il giudizio per 15 indagati e ne ha ordinato l’immediata scarcerazione. La corte d’Appello presieduta da Mario Fontana ha recepito il pronunciamento delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione che ha accolto la tesi dei difensori di alcuni imputati secondo cui il Gup che firmò i rinvii a giudizio era incompatibile e in quanto in precedenza aveva firmato alcune proroghe di intercettazioni in qualità di Gip.

I quindici scarcerati furono arrestati nel 2017 in un blitz della squadra mobile e del Gico della Guardia di finanza che smantellarono i vertici del mandamento di Brancaccio ei prestanome dei clan che figuravano a capo delle attività imprenditoriali della cosca.

La Corte d’Appello ha dunque annullato il processo di primo grado per i quindici imputati di far parte delle famiglie mafiose di Brancaccio. I 15 mafiosi erano stati condannati a pene pesanti per estorsioni, minacce e furti per controllare un gruppo imprenditoriale particolarmente radicato tra Sicilia e Toscana.

Erano anche stati sequestrati, nell’operazione congiunta di Polizia di Stato e Guardia di Finanza, mezzi e aziende per un totale di circa 60 milioni di euro.

Da ieri sono liberi di affrontare il secondo processo con il solo obbligo di firma, deciso per la loro pericolosità sociale. Ora si dovrà celebrare una nuova udienza preliminare con un Gup diverso e poi il secondo processo di primo grado.

Le condanne annullate riguardano: Giovanni Lucchese (17 anni), Giuseppe Caserta (18 anni), Pietro Clemente (2 anni), Claudio D’Amore (17 anni), Cosimo Geloso (16 anni), Marcello La Cara (un anno e 8 mesi), Tiziana Li Causi (un anno e 6 mesi), Bruno Mazzara (2 anni e 2 mesi), Vincenzo Passantino e Salvatore Scaffidi (6 mesi ciascuno), Michele Rubino (8 mesi), Francesco Paolo Saladino (2 anni), Maurizio Stassi e Francesco Tarantino (1 anno e 6 mesi ciascuno) e Vincenzo Vella (20 anni in continuazione con le precedenti condanne).

L’immagine di copertina è tratta da un articolo del settembre 2014 “Il lato oscuro dell’antimafia”.

L’OPINIONE

Non ci si può attendere nulla di buono in ogni settore della vita pubblica nazionale, se non: retorica, propaganda e discorsi di fine anno o cerimoniali per variegati seguiti, specialmente clientelari ma anche mediatici e social, di destra, sinistra, centro e movimento. Ciò in quanto le leggi, il fondamento del vivere civile e comune, in questa Nazione (e Isola), sono state di tutta evidenza pensate, deliberate e attuate negli anni da imbellettati “assoggettanti”, corrotti (arroganti, ingordi, trasformisti, declamatori e mistificatori) dentro, per carità, tutti costituzionalizzatisi, sicché ogni atto è democratico e lecito. I cittadini, anche quelli più di cosiddetta “buona volontà”, sono forzosamente e di fatto impotenti e tanto più quando i tronfi della trasversale politica e Istituzioni vengono elettoralmente o nominalmente (leggi elettorali e nomine partorite dal medesimo sistematico sistema) rimpiazzati o affiancati da evidenti sprezzanti arrivisti, opportunisti, egocentrici, narcisisti, misantropi (uomini e donne). Come se ne esce ? Li abbiamo provati tutti/e !

Adduso Sebastiano

(tutte le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

Guardia di Finanza. Roma: arrestato pusher quarantenne VIDEO

Un pusher quarantenne, già pregiudicato e in passato promessa del calcio professionistico, è stato arrestato dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma dopo essere stato sorpreso a spacciare droga nella sua abitazione nel quartiere Palmarola.

Il via vai di persone nei pressi della palazzina ha insospettito le Fiamme Gialle del 3° Nucleo Operativo Metropolitano di Roma che, acquisiti indizi sufficienti, hanno deciso di perquisire l’abitazione dell’uomo, rinvenendo numerose dosi di cocaina purissima, hashish, sostanza da taglio, bilancini di precisione, materiale per il confezionamento delle dosi e denaro contante provento dell’attività di spaccio.

L’operazione si inserisce nel più ampio dispositivo messo in atto dalla Guardia di Finanza della Capitale per il contrasto dei traffici illeciti.

Alcune altre notizie di Cronaca peresenti nei nostri archivi:

Messina: frode fiscale internazionale, sequestrati beni per oltre 7,5 milioni di euro

2 uomini arrestati a Casoria. Uno di questi uccise il 19enne Giarnieri

Meteo per Martedì 1 Giugno 2021, Castellammare di Stabia, Mercoledì 2..

Meteo per Martedì 1 Giugno 2021, Castellammare di Stabia. Giornata caratterizzata da soleggiamento diffuso, temperature 13-27°C. Mercoledì 2…

Autostrade Siciliane, da Consiglio e Assemblea il via libera alla trasformazione

Le Autostrade Siciliane da “ente pubblico non economico” a “ente pubblico economico” con l’approvazione dell’ARS e l’ok del Ministero

Guardia di Finanza. Roma: arrestato pusher quarantenne VIDEO / Cristina Adriana Botis / Redazione

Messina: frode fiscale internazionale, sequestrati beni per oltre 7,5 milioni di euro

I Finanzieri del Comando Provinciale di Messina hanno dato esecuzione a provvedimenti di perquisizione e sequestro emessi, rispettivamente, dalla Procura della Repubblica e dal Tribunale di Messina, relativamente ad una maxi frode fiscale, per un valore di oltre 7,5 milioni di euro, per la quale sono stati colpiti da misura ablativa conti correnti, rapporti bancari, quote societarie, nonché beni immobili, tra cui quelli in dotazione ad un trust di diritto maltese.

Un importante intervento contro l’evasione fiscale internazionale che costituisce, vieppiù nell’attuale periodo di auspicata ripresa dell’economia, un grave ostacolo allo sviluppo economico perché distorce la concorrenza e l’allocazione delle risorse, minando il rapporto di fiducia tra cittadini e Stato, penalizzando l’equità e sottraendo spazi d’intervento a favore delle fasce sociali più deboli.

LE INDAGINI

Le attività sono il frutto di complesse investigazioni condotte dagli specialisti del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Messina, sotto l’egida della Procura della Repubblica peloritana che – secondo ipotesi investigativa – hanno permesso di disvelare plurime evidenze relative ad un articolato meccanismo fraudolento, ideato e realizzato da un noto imprenditore messinese (A.G. cl. ’68), per il tramite di una società con sede in Messina (M.S. srl) operante nel settore delle pulizie di edifici, con il consapevole coinvolgimento di un fidato sodale e prestanome (S.R. cl. ’55), finalizzato a sottrarsi al pagamento delle imposte sul reddito e sul valore aggiunto.

I due soggetti e la società risultano indagati per omessa ed infedele dichiarazione dei redditi, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, nonché in ordine ad ipotesi di falso in bilancio, autoriciclaggio e per non aver predisposto modelli organizzativi e di gestione idonei a prevenire reati tributari e riciclatori.

Si tratta di operazioni illecite strutturate nell’arco di quasi un decennio che, per la loro realizzazione, hanno coinvolto anche diverse altre società, tutte riconducibili al medesimo gruppo imprenditoriale, operanti nei più svariati settori commerciali (edile, delle pulizie, dei trasporti e della grande distribuzione), con lo scopo di ottenere illeciti guadagni derivanti dalla mancata dichiarazione e pagamento delle imposte.

Più in particolare, l’articolato stratagemma oggi represso è stato realizzato attraverso un solo formale e fittizio spostamento della sede della società investigata a Milano, di fatto invece domiciliata a Messina, nonché attraverso complessi artifizi contabili ad hoc predisposti, volti a dissimulare la relativa realtà economica, finanziaria e patrimoniale.

Nel dettaglio, la società in parola, dopo aver maturato un elevato debito tributario nei confronti dello Stato, derivante dalla sistematica evasione fiscale realizzata negli anni, veniva meticolosamente svuotata delle proprie consistenze finanziarie ed economiche, attraverso più azioni giustificate come operazioni infragruppo o cessioni di rami aziendali a favore di una new company, avente il medesimo oggetto sociale della società oggetto di depauperamento, il tutto al fine di impedire all’Amministrazione Finanziaria l’effettivo recupero delle somme evase.

Un vorticoso giro di trasferimenti finanziari tra plurime società costituenti l’importante gruppo imprenditoriale facente capo all’imprenditore messinese, smascherato solo mediante una puntuale e comparata analisi dei flussi bancari e della documentazione amministrativo-contabile della principale realtà societaria oggetto d’indagine, nonché valorizzando il patrimonio informativo disponibile al Corpo quale centrale presidio del sistema antiriciclaggio.

In tale contesto, con lo scopo di blindare il tesoretto sottratto alla tassazione fiscale accumulato nel corso degli anni, veniva costituito un trust (cartello) di diritto maltese, nel quale confluiva il patrimonio illegittimamente accumulato.

IL PROVVEDIMENTO

Gli intenti fraudolenti ed elusivi, per i quali secondo ipotesi investigativa è stato costituito il trust, traspaiono, tra l’altro, come testualmente affermato dal G.I.P. nel provvedimento emesso, dalla “trasmigrazione fittizia all’estero dei beni (immobili e quote societarie) del G. […] si evince infatti che i beni rimangono sostanzialmente nella disponibilità del nucleo familiare […] era intendimento dell’imprenditore porre a riparo il proprio patrimonio dalle temute azioni giudiziarie, intendimento attuato piegando un istituto giuridico legale per finalità illecite.”

Seppur in una fase cautelare – che solo attraverso il contraddittorio tra le parti e le decisioni di Giudici ulteriori e diversi rispetto al G.I.P., si potrà trasformare in una decisione definitiva in ordine alle responsabilità sino ad ora ipotizzate – le fonti di prova assicurate al procedimento sono state considerate dal competente Giudice confermative del fumus della commissione dei gravi reati finanziari ipotizzati, così disponendo l’odierna misura cautelare reale fino alla concorrenza di complessivi euro 7.763.128,61.

Nel merito, quindi, sono stati sottoposti a sequestro i conti correnti e i rapporti bancari facenti capo sia alle persone fisiche (A.G. cl. ’68 e S.R. cl. ’55) sia alla persona giuridica investigata, nonché la maggioranza delle quote della società proprietaria di un noto centro commerciale del capoluogo peloritano e decine di prestigiosi immobili di una società di costruzione locale, il tutto conferito ad hoc, come “dotazione”, nel citato trust di diritto maltese.

NOTA

L’operazione odierna rientra nell’ambito dell’intensificazione dei controlli e del monitoraggio della onesta libertà di impresa, nel cui ambito le aziende dovrebbero confrontarsi in un clima di assoluta e leale concorrenza.

In conclusione, ancora una volta, l’attività investigativa svolta conferma l’impegno profuso, quotidianamente, dalla Procura della Repubblica, dal Tribunale e dalla Guardia di Finanza di Messina al servizio della collettività, anche nell’importante settore della tutela del libero mercato e del regolare assolvimento delle contribuzioni alle casse dell’Erario.

Adduso Sebastiano

(tutte le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)