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È morta Catherine Spaak: aveva da poco compiuto 77 anni

È morta Catherine Spaak. L’attrice, conduttrice, scrittrice, cantante aveva da poco compiuto 77 anni. Due anni fa era stata colpita da un’emorragia cerebrale. Nata in Francia a Boulogne-Billancourt il 3 aprile 1945 da una famiglia dell’alta borghesia belga, figlia dello sceneggiatore Charles e nipote dello statista Paul-Henri, nella sua lunga carriera Catherine Spaak ha spaziato tra la musica, il cinema e la televisione.

Da giovane era stata la musa di Alberto Lattuada che la volle per il ruolo di adolescente spregiudicata dopo averla lanciata a 15 anni in “Dolci inganni” del 1960.

Seguiranno “Diciottenni al sole”, “Il sorpasso”, “La noia”, “La calda vita”, “La parmigiana”, “La bugiarda” e “La voglia matta” sul cui set conobbe il futuro marito Fabrizio Capucci, sposato nel 1963. Dalla loro breve unione nasce Sabrina, attrice di teatro.

In seguito è stata sposata altre tre volte: dal 1972 al 1979 con Johnny Dorelli (da cui ha avuto il figlio Gabriele), dal 1993 al 2010 con l’architetto Daniel Rey, e dal 2013 al 2020 con Vladimiro Tuselli.

Il successo sul grande schermo fu certificato dalla Targa d’oro ai David di Donatello del 1964 e da una presenza costante nella commedia all’italiana, da “L’armata Brancaleone” a “Adulterio all’italiana”.

A metà degli anni ’60 arrivano anche i primi contratti da cantante con la Dischi Ricordi e arrivano i 45 giri “Mi fai paura” (1964), “Quelli della mia età” (cover di Tous les garçons et les filles” di Françoise Hardy) e “Noi siamo i giovani”.

In tv si era fatta apprezzare soprattutto con “Harem”, il talk show al femminile andato in onda su Rai 3 dal 1988 al 2002 con grande successo, in cui le donne si raccontavano su divani damascati con dietro le quinte un uomo che ascoltava e alla fine veniva allo scoperto per dire la sua.

Dalla metà degli anni Ottanta la Spaak lascia quasi completamente il cinema per dedicarsi alla tv.

Senza trascurare il teatro – si ricordano in particolare le commedie musicali Promesse, promesse di Neil Simon e Cyrano di Edmon Rostand – nel 2019 Catherine Spaak torna al cinema con La vacanza di Enrico Iannaccone, presentato ad Alice nella città per la Festa di Roma, interpretando un’ex magistrata in lotta contro l’Alzheimer.

“Il lavoro e l’indipendenza economica sono stati i punti fermi della mia vita e della mia dignità, perché essere donna non era facile in quegli anni così come non lo è nemmeno oggi”, aveva raccontato Catherine Spaak in un’intervista poi, in una intervista del 7 settembre 2021 nel salotto di Storie Italiane l’attrice parlò anche della sua malattia dicendo:

“Non provo nessuna vergogna a parlarne. Tante persone che hanno problemi di salute tendono a nasconderlo. Sei mesi fa ho avuto un’emorragia cerebrale e, successivamente, delle crisi epilettiche dovute alla cicatrice”.

“Non sono venuta qui solo per parlare del mio film. Voglio che alle persone arrivi un messaggio: se siamo malati non dobbiamo vergognarci. Un’emorragia non fa piacere a nessun, ma oggi qui con il sorriso, con la capacità di ragionare e di parlare, ma anche di ribellarmi. Non ho perso la mia grinta e il mio coraggio. Dico a tutti che si va avanti”.

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Cristina Adriana Botis / Redazione

Intervista del Presidente del Consiglio al “Corriere della Sera”

In una intervista del Presidente del Consiglio di Luciano Fontana per il “Corriere della Sera”, il premier Draghi ha detto: “Il Governo ha fatto tanto, ora avanti senza dividerci”.

«In un momento pieno di incertezze, di potenziali instabilità, di fragilità interne ed esterne questo Governo di unità nazionale continua a voler governare.

Abbiamo fatto molto, e lo abbiamo fatto insieme.

Dovremmo tutti avere la forza di dire agli italiani: guardate cosa avete realizzato in questi quattordici mesi.

Penso alle vaccinazioni, alla crescita economica che abbiamo raggiunto nel 2021, al conseguimento degli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Merito dei cittadini, ma anche delle forze politiche».

È un Mario Draghi che non nasconde il momento drammatico, i compiti difficili che ha di fronte. Che non sfugge alla consapevolezza che spesso la guida del Governo è un percorso a ostacoli in cui ogni pezzo della sua larga maggioranza pianta i suoi paletti.

Ai suoi compagni di viaggio chiede di rivendicare quello che stanno facendo, di non farsi prendere dall’insicurezza, perché l’insicurezza genera instabilità.

Nella sua prima intervista da quando il 13 febbraio 2021 prese la guida di un Governo d’emergenza su indicazione di Sergio Mattarella, il Premier cerca di fare un bilancio e di indicare gli obiettivi dei prossimi mesi, fino al termine della legislatura.

Perché il «Governo va avanti» fino in fondo se riesce a fare le cose che servono al Paese. «In un’azione che tranquillizza l’Italia, che non crea ansia», è la frase che ripete spesso durante la conversazione.

E la tranquillità, secondo Draghi, può arrivare da un bilancio in tre punti:

«Stiamo superando la pandemia; sul fronte internazionale, l’Italia è tornata a pesare come è giusto che sia: sosteniamo l’Ucraina, lavoriamo per la pace; sul piano economico usciamo da un anno in cui abbiamo avuto una crescita del prodotto interno lordo del 6,6%.

C’è ora un rallentamento, dovuto alla guerra.

Il compito del Governo è quello di sostenere lavoratori e imprese e rendere l’Italia più moderna, vivibile, giusta».

II suo Governo è nato per fronteggiare la pandemia. Vaccini e ripresa economica i due compiti su cui unire una larga maggioranza dalla Lega alla sinistra. Poi la guerra è tornata nel cuore dell’Europa. Si aspettava una scelta così dirompente da parte di Putin?

«Ho sperato fino all’ultimo che non lo facesse.

Ci siamo telefonati con il Presidente Putin prima dell’inizio della guerra: ci siamo lasciati con l’intesa che ci saremmo risentiti. Alcune settimane dopo però Putin ha lanciato l’offensiva.

Ho provato fino alla fine a parlargli. Detto questo, l’invasione non mi ha sorpreso: quasi 200 mila uomini in pieno assetto da guerra erano stati portati al confine dell’Ucraina.

C’erano inoltre precedenti di quello che l’Unione Sovietica aveva fatto in Polonia, in Ungheria, in Cecoslovacchia.

Ricordo che si parlava nella mia famiglia delle atrocità commesse a Budapest nel 1956.

Finora l’obiettivo di Putin non è stato la ricerca della pace, ma il tentativo di annientare la resistenza ucraina, occupare il Paese e affidarlo a un governo amico.

Noi resteremo accanto ai nostri amici ucraini: la riapertura della nostra ambasciata a Kiev è una buona notizia.

Ieri ho sentito il nostro ambasciatore Zazo per felicitarmi direttamente con lui». 

II piano di Putin al momento non è andato in porto…

«Come tanti altri, all’inizio del conflitto ritenevo probabile una rapida vittoria dei russi, che avrebbe messo a rischio anche gli Stati vicini.

Questo non è accaduto: la vittoria non è arrivata e non sappiamo se mai arriverà. La resistenza ucraina è eroica.

Come dice il Presidente Zelensky, il popolo è diventato l’esercito dell’Ucraina.

Quello che ci aspetta è una guerra di resistenza, una violenza prolungata con distruzioni che continueranno.

Non c’è alcun segnale che il popolo ucraino possa accettare l’occupazione russa». 

Europa, Stati Uniti e Paesi occidentali sono sempre più impegnati nel sostegno a Kiev. Svezia e Finlandia chiedono di entrare rapidamente nella Nato. Non c’è il rischio di escalation?

«La linea di tutti gli alleati resta quella di evitare un coinvolgimento diretto dell’Europa nella guerra.

Uno dei punti fermi di questo conflitto è l’affermazione da parte di tutti i leader della Nato, a cominciare dal Presidente degli Stati Uniti Biden, che non vi sarà un coinvolgimento diretto dell’Alleanza.

Comprendo le ragioni che spingono Svezia e Finlandia a pensare di entrare nella Nato». 

Quanto è condizionato il Governo dagli esponenti della maggioranza che tendono a giustificare Putin con l’allargamento della Nato e le colpe dell’Occidente nelle guerre passate?

«Non c’è stato alcun condizionamento. Tutte le decisioni cruciali sono state prese con vastissimo consenso parlamentare.

Fin dal primo dibattito sulla guerra, alcuni parlamentari hanno cercato di rimproverare ad altri le antiche amicizie e mi è stato chiesto di dire cosa ne pensassi.

Io ho replicato: questo non è il momento di rimproverarsi le simpatie e gli affari di un tempo. È il momento di stare tutti insieme. E continuo a ripeterlo.

Tra l’altro, questo è un dibattito che appassiona soprattutto alcuni politici. Non mi sembra che tra la maggior parte dei cittadini ci sia ora voglia di fare processi al passato». 

Alcuni nel Movimento 5 Stelle e molti italiani fanno fatica ad accettare il bisogno di armare l’Ucraina.

«La decisione di inviare le armi è stata presa quasi all’unanimità in Parlamento. I termini della questione sono chiari: da una parte c’è un popolo che è stato aggredito, dall’altra parte c’è un esercito aggressore.

Qual è il modo migliore per aiutare il popolo aggredito? Le sanzioni sono essenziali per indebolire l’aggressore, ma non riescono a fermare le truppe nel breve periodo. Per farlo, bisogna aiutare direttamente gli ucraini, ed è quello che stiamo facendo.

Non farlo equivarrebbe a dire loro: arrendetevi, accettate schiavitù e sottomissione — un messaggio contrario ai nostri valori europei di solidarietà. Invece vogliamo permettere agli ucraini di difendersi.

II tema delle armi è serio e non lo sottovaluto: coinvolge scelte etiche personali. La decisione non può dunque essere presa con leggerezza, ma i termini sono quelli che ho appena descritto».

II Presidente americano Biden sta usando toni durissimi verso Putin, in Europa si avverte che molti leader non li condividono. E anche lei preoccupato?

«Come vogliamo chiamare l’orrore di Bucha se non crimini di guerra? Ma capisco che termini come “genocidio” o “crimini di guerra” hanno un significato giuridico preciso.

Ci sarà modo e tempo per verificare quali parole meglio si confacciano agli atti disumani dell’esercito russo.

Ciò detto, dobbiamo riconoscere che nei mesi scorsi, prima e durante l’invasione, l’intelligence americana aveva le informazioni che si sono rivelate più accurate».

Lei ha parlato con Putin pochi giorni fa. Impossibile convincerlo a fermarsi?

«Nella telefonata gli ho detto che lo chiamavo per parlare di pace. Gli ho chiesto: “Quando vi vedete con Zelensky? Solo voi due potete sciogliere i nodi”.

Mi ha risposto: “I tempi non sono maturi”.

Ho insistito: “Decidete un cessate il fuoco”.

Ancora “No: i tempi non sono maturi”.

Dopo di che mi ha spiegato tutto sul pagamento del gas in rubli, che allora non era ancora stato introdotto.

Ci siamo salutati con l’impegno di risentirci entro pochi giorni. Poi e arrivato l’orrore di Bucha.

Comincio a pensare che abbiano ragione coloro che dicono: è inutile che gli parliate, si perde solo tempo. lo ho sempre difeso Macron e continuo a sostenere che come Presidente di turno della Ue faccia bene a tentare ogni possibile strada di dialogo.

Ma ho l’impressione che l’orrore della guerra con le sue carneficine, con quello che hanno fatto ai bambini e alle donne, sia completamente indipendente dalle parole e dalle telefonate che si fanno». 

Sulle sanzioni al gas vinceranno, come in passato, i singoli interessi nazionali?

«Finora c’è stata grande unità in Europa e in Occidente, e questa è un’altra delle cose inattese: certamente Putin non si aspettava l’unità della Nato e dell’Unione europea.

Tra l’essere soddisfatti per la determinazione e l’unità che si sono mostrate finora e l’essere preoccupati per il futuro io penso che debba prevalere il primo aspetto.

Guardando avanti, la proposta italiana di un tetto al prezzo del gas russo sta guadagnando consensi e sarà discussa al prossimo Consiglio europeo sulla base di un documento generale preparato dalla Commissione.

L’Europa compra più di metà del gas esportato dalla Russia. Il potere di mercato che l’Unione europea ha nei confronti di Mosca è un’arma da usare.

Un tetto al prezzo del gas riduce il finanziamento che diamo ogni giorno alla Russia». 

Non c’è il rischio che le sanzioni facciano più danno a chi le ha imposte?

«La Commissione europea e tutti gli alleati sono convinti dell’efficacia delle sanzioni.

I russi stessi lo ammettono quando dicono che non riescono più a pagare le obbligazioni in scadenza perché una parte significativa delle loro riserve valutarie sono congelate.

Questo vuol dire che stanno andando verso la bancarotta.

Ora ci stiamo chiedendo se dobbiamo fare di più: l’Europa continua a finanziare la Russia acquistando petrolio e gas, tra l’altro ad un prezzo che non ha alcuna relazione con valori storici e costi di produzione.

Imporre un tetto al prezzo del gas russo, come proposto dall’Italia, è un modo per rafforzare le sanzioni e al tempo stesso minimizzare i costi per noi che le imponiamo.

Non vogliamo più dipendere dal gas russo, perché la dipendenza economica non deve diventare sudditanza politica. Per farlo, bisogna diversificare le fonti di energia e trovare nuovi fornitori.

Sono appena stato in Algeria dove l’Eni ha stretto un accordo per la fornitura di 9 miliardi di metri cubi di gas naturale in più — circa un terzo di quanti ne importiamo dalla Russia.

Seguiranno altri Paesi. La diversificazione è possibile e attuabile in tempi relativamente brevi, più brevi di quanto immaginassimo solo un mese fa». 

Non dobbiamo preoccuparci per l’inverno e per il rischio di frenata della produzione industriale?

«Siamo ben posizionati. Abbiamo gas negli stoccaggi e avremo nuovo gas da altri fornitori.

Se anche dovessero essere prese misure di contenimento, queste sarebbero miti.

Stiamo parlando di una riduzione di 1-2 gradi delle temperature del riscaldamento e di variazioni analoghe per i condizionatori». 

Non sarebbe più facile far partire gli impianti bloccati dalla burocrazia e dal veti?

«Questo è fondamentale. Il Governo ha già approvato norme per sbloccare gli investimenti nelle energie rinnovabili. Ne faremo altre a breve.

L’obiettivo è assicurare la massima celerità negli investimenti nelle rinnovabili.

Finora l’ostacolo è stato essenzialmente di tipo burocratico e autorizzativo. Non possiamo più permetterci questi veti».

La sua frase sul dilemma tra pace e condizionatori le ha provocato molte risposte polemiche…

«Volevo mandare due messaggi che ritengo importanti.

Il primo, simbolico: la pace vale dei sacrifici.

Il secondo, più fattuale: il sacrificio, in questo caso, è contenuto, pari a qualche grado di temperatura in più o in meno.

La pace è il valore più importante, indipendentemente dal sacrificio, ma in questo caso il sacrificio è anche piccolo». 

Riuscirete a intervenire ancora per abbassare il costo delle bollette?

«Abbiamo già speso 20 miliardi ed è nostra intenzione fare di più per proteggere imprese e cittadini, soprattutto i più vulnerabili.

Il nostro obiettivo economico è preservare la crescita e l’occupazione.

Non siamo in recessione, ma c’è un rallentamento nei primi due trimestri di quest’anno.

Molto dipenderà dall’andamento della guerra, ma proprio per questo la determinazione del Governo è massima.

La ricerca di approvvigionamenti di gas e di altre fonti di energia oggi è come la campagna vaccinale l’anno scorso: saremo altrettanto determinati». 

Il Covid-19 è la seconda grande emergenza ancora in corso. Siamo davvero sulla via d’uscita?

«Lo dicono i numeri. Le morti e le ospedalizzazioni si sono ridotte moltissimo, perché si è ridotta l’intensità dei sintomi.

Allo stesso tempo, abbiamo riaperto le scuole, l’economia è ripartita, siamo tornati alla nostra socialità.

Con questo virus è molto difficile fare previsioni, ma possiamo affermare con certezza che la campagna di vaccinazione è stata un grande successo:

secondo un recente studio dell’Istituto superiore di sanità la campagna vaccinale, dal suo inizio a gennaio 2022, ha evitato circa 150 mila decessi — un numero enorme.

Grazie all’impegno del personale medico, della Protezione civile, dell’Esercito, di tutti i cittadini siamo passati da essere uno dei Paesi più colpiti a un esempio virtuoso di ripresa.

Inoltre, se ci dovesse essere un nuovo peggioramento, siamo molto più preparati che in passato — una preparazione che è culturale e sociale, oltre che degli ospedali e delle istituzioni.

Le strutture che abbiamo creato durante l’emergenza rimangono in piedi e continueremo a investire nella sanità proprio per essere pronti a qualsiasi evenienza». 

La guerra ha un po’ oscurato la discussione sulla realizzazione del Piano di ripresa finanziato dall’Europa. A che punto siamo?

«Nel 2021 abbiamo realizzato tutti gli obiettivi previsti dal PNRR. Pochi giorni fa sono arrivati i primi 21 miliardi, che si aggiungono ai quasi 25 che abbiamo ricevuto l’anno scorso.

C’è stata una visita della Commissione europea sugli obiettivi di questo semestre e le sue conclusioni sono state positive.

Ci sono alcune riforme che dobbiamo ancora realizzare: concorrenza, codice degli appalti, fisco e giustizia.

Sul codice degli appalti, che è in commissione, mi pare che la strada sia spianata. Sarà poi il Consiglio di Stato a scrivere i decreti delegati in tempi molto rapidi — e anche questa è una buona notizia.

Le altre riforme sono in Parlamento e sono ancora fiducioso che possano essere approvate tutte abbastanza rapidamente.

Sulla giustizia c’è la promessa di non mettere la fiducia e vale ancora.

Sulla concorrenza restano pochi nodi.

Sul fisco, l’atmosfera con il centrodestra, nell’incontro che abbiamo avuto, mi è sembrata positiva.

Il centrodestra voleva confermare il sostegno al Governo e da parte del Governo si voleva ribadire che c’è qualche margine di trattativa, anche se gli elementi caratterizzanti della riforma restano.

Ovviamente qualsiasi modifica dovrà andare bene anche al centrosinistra».

Nelle prossime settimane il Parlamento voterà la legge delega sul fisco e quella sulla giustizia. Reggerà la sua maggioranza?

«Sì, come ha dimostrato al Senato la scorsa settimana il voto sulla riforma della giustizia. Sono riforme necessarie e di buon senso.

Le norme sulla concorrenza sono parte degli impegni presi con il PNRR. Hanno lo scopo di rendere più semplice la vita dei cittadini e di abbassare i prezzi, per esempio di alcuni medicinali.

La delega fiscale è uno strumento di lotta all’evasione e alle diseguaglianze e non aumenta le tasse — anzi, il contrario.

La parte già attuata in legge di bilancio, con la revisione delle aliquote dell’Irpef, ha ridotto le tasse di circa 8 miliardi.

Le norme sul catasto aggiornano valori degli immobili che riflettono i prezzi di molti decenni fa e faranno emergere tutti gli immobili abusivi.

Come ho detto più volte, questi aggiornamenti non cambieranno le tasse sulla casa oggi pagate dai cittadini che le pagano». 

Le molte dissociazioni di Salvini, Conte, Renzi. I distinguo degli altri partiti. Questa strana maggioranza sembra una camicia di forza per i partiti.

«Sarà pure una camicia di forza, ma quello che abbiamo realizzato insieme è moltissimo.

Penso sia meglio concentrare l’analisi politica su ciò che è stato fatto e ciò che occorrerà fare.

Il mio messaggio ai partiti è questo: non sentitevi in una gabbia, progettate il futuro con ottimismo e fiducia non con antagonismo e avversità.

Guardate ai successi che avete ottenuto in una situazione molto difficile. Ci sono tutte le ragioni per essere fiduciosi.

Lo stesso incoraggiamento rivolgo anche a tutti gli italiani». 

Non teme che le continue fibrillazioni e le contrapposizioni possano portare al voto anticipato?

«Il Governo è a disposizione delle forze politiche per consolidare l’unità nazionale, per fare ciò che è bene per le famiglie e per le imprese.

Non serve preoccuparsi.

L’occhio del Governo è fisso su quello che c’è da fare, su tutto quello che può permettere a questa coalizione di raggiungere i suoi obiettivi». 

Sa che circola una voce insistente che lei non ne possa più, sia stanco delle liti nella maggioranza e possa dire addio?

«Non sono stanco e non ho alcuna intenzione del genere.

Ho però l’intenzione di governare, affrontare le emergenze secondo il mandato che il Presidente della Repubblica mi ha dato lo scorso febbraio.

Questo è decisivo.

Non bisogna governare per il potere fine a sé stesso.

Tra l’altro, chi lo fa perde potere.

Bisogna governare per fare le cose che servono all’Italia». 

Mi sembra che lei abbia stabilito un buon rapporto con la leader dell’opposizione Giorgia Meloni, soprattutto nella vicenda della guerra?

«Un rapporto rispettoso, consapevole che in alcuni passaggi fondamentali l’opposizione si è schierata con il resto del Parlamento.

Allo stesso tempo, sono anche consapevole delle diversità che ci sono e della franchezza che è necessaria sempre.

La franchezza fa parte del rispetto». 

Dove si immagina il prossimo anno alla fine di questa esperienza?

«Non l’ho proprio immaginato, non è nel mio carattere».

Continuano però a proporle molti ruoli…

«Come ho già detto quel giorno in conferenza stampa? È escluso.

E poi ho aggiunto: “Chiaro?”». 

Quando era alla guida della Bce era più facile trovare il pulsante per risolvere un problema?

«No, il pulsante nemmeno lì si trovava facilmente.

Anche in quel caso la situazione era molto complessa, e le decisioni erano comunque di un collettivo.

Qui i fronti sono però di una varietà straordinaria e il numero delle sfide è maggiore. 

È tutto un altro lavoro, dove però l’esperienza che ho acquisito in passato aiuta tanto».

Alla Banca centrale mancava completamente il rapporto con la gente, un rimprovero che si fa spesso ai supertecnici.

«Quando ho la possibilità di girare per l’Italia, e intendo continuare a farlo nei prossimi mesi, incontro tante persone che mi incoraggiano.

Il rapporto con i cittadini è l’aspetto migliore di questo lavoro — è molto bello, confortante, affettuoso». 

All’inizio si diceva…

«Sì, che ero distante. Non so, ora ho la sensazione di esserlo meno e io stesso ne ricavo gran conforto».

Dall’emergenza del Covid-19 alla guerra. II momento più difficile di questi quindici mesi?

«L’inizio.

La situazione alla fine di febbraio dello scorso anno era davvero preoccupante.

Mi sosteneva la consapevolezza che se non fosse stato così non ci sarebbe stato un Governo di unità nazionale, guidato da un Primo ministro esterno alla politica.

Ma questo posto è per una persona scelta dagli italiani.

Bisognerebbe che i Presidenti del Consiglio fossero tutti eletti.

Queste sono situazioni d’emergenza, è bene essere consapevoli che sono situazioni particolari». 

Le piacerebbe essere eletto?

«No. È estraneo alla mia formazione e alla mia esperienza.

Ho molto rispetto per chi si impegna in politica e spero che molti giovani scelgano di farlo alle prossime elezioni, alle quali intendo tuttavia partecipare come ho sempre fatto: da semplice elettore».

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Cristina Adriana Botis / Redazione

VONGOLE VERACI: Come sceglierle, acquistarle e pulirle

Le Vongole Veraci sono dei molluschi filtri del mare reperibili tutto l’anno, ma i mesi migliori per gustarle sono da giugno a dicembre.

Come scegliere, acquistare e pulire le VONGOLE VERACI

Cominciamo con il dire anzitutto che dobbiamo ben distinguere le Vere Vongole (Vongole Veraci) da altre. Quelle veraci le riconoscerete subito per l’assetto bivalvolare che si mostra all’esterno quando la vongola è viva e si apre da sola nell’acqua (ma anche il costo è mooolto indicativo).

Ciò premesso annotiamoci anche che le Vongole Veraci sono dei molluschi reperibili tutto l’anno, ma che i mesi migliori per gustarle sono da giugno a dicembre e che sono dei molluschi molto particolari visto che, al pari delle cozze, sono dei veri e propri filtri del mare per cui, al momento dell’acquisto, dovrete prestare molta attenzione ad una semplice ed inderogabile regola:

le vongole che avete intenzione di acquistare devono essere vive, per cui dovrete trovarle contenute in abbondante acqua dove le vedrete aprirsi e chiudere con le caratteristiche valve che spunteranno dalla conchiglia; questo vuol quindi dire anche che non dovranno essere state pescate da molto tempo. Per una sicurezza maggiore, è preferibile acquistare vongole contenute nei retini, con bollo sanitario CEE.

A questo punto avrete acquistate le vostre vongole e vi troverete a chiedervi: come le pulisco per essere sicura e tranquilla?

Ebbene, non createvi troppi problemi. Pulire le vongole e farle spurgare così da perdere tutta l’eventuale sabbia in esse contenuta (cosa molto facile, quasi sicura, se trattasi di vere vongole veraci) è un’operazione davvero semplice che potrete eseguire in maniera facile e veloce, senza andare in difficoltà e trovarvi di fronte ad una situazione che non sapete come gestire.

Anzitutto procuratevi una bacinella abbastanza capiente per contenerle e riempitela con acqua fredda. Poi preparate del sale ed una schiumarola. Pronte?

Allora iniziate dando una prima verifica, ad occhio, delle vongole e scartate, senza pensarci due volte, quelle rovinate, ovvero quelle con il guscio rotto.

Fatta questa prima cernita, passate a provare ad individuare quelle che saranno riempite completamente di sabbia (e vi auguro di non trovarne o di trovarne in quantità minima perché, al caso, saranno da buttare, e la cosa può diventare non solo seccante ma anche onerosa visto il loro costo). Per fare questa verifica armatevi di pazienza e cominciate a batterle tutte, una alla volta, su un tagliere, con la chiusura rivolta verso il basso. Se la vongola è piena di sabbia vedrete che si formerà subito una macchia scura. In questo caso, come già accennato, scartatela senza pensarci troppo.

Eseguita questa operazione di controllo, mettete tutte le altre in una bacinella contenente acqua fredda e sale (1 cucchiaio di sale per ogni litro d’acqua.). Lasciatele in ammollo per almeno mezz’ora. Vedrete che le vongole tenderanno ad aprirsi per prendere ossigeno e rilasceranno eventuali granelli di sabbia in esse contenute.

Dopo l’ammollo prelevate le vongole con una schiumarola o con le mani, evitando di raccogliere anche la sabbia, che nel frattempo si sarà depositata sul fondo e sarete pronte ad utilizzarle per la vostra ricetta in assoluta tranquillità.

Buon proseguimento

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Cristina Adriana Botis / Redazione

Napoli, il punto sugli infortuni di Petagna e Di Lorenzo

 

Il Napoli questa mattina con un comunicato ufficiale ha voluto fare il punto sugli infortuni di Petagna e Di Lorenzo in vista della partita contro la Roma

Domani sera, il Napoli, ospiterà la Roma di José Mourinho allo stadio Diego Armando Maradona.

Dopo la sconfitta casalinga contro la Fiorentina, gli azzurri devono trovare i tre punti per non perdere il passo di Milan e Inter nella volata finale per lo scudetto.

In vista del rush di fine stagione, il tecnico Luciano Spalletti potrebbe presto recuperare uno degli uomini più determinanti della sua squadra.

Si parla del terzino (ex Empoli) Giovanni Di Lorenzo. Nel corso dell’allenamento odierno, come riferito dal club partenopeo nel consueto report, Di Lorenzo ha lavorato parzialmente con il gruppo accelerando le tappe per il rientro.

Oltre al numero 22, i partenopei hanno fatto anche il punto sull’infortunio di Andrea Petagna che ha svolto tutto il lavoro con il gruppo e molto probabilmente rientrerà nei convocati della sfida di domani.

Comunicato Napoli, il punto sugli infortuni di Petagna e Di Lorenzo

 “Seduta mattutina per il Napoli all’SSC Napoli Konami Training Center. Gli azzurri preparano il match contro la Roma in programma lunedì 18 aprile alle ore 19 allo Stadio Maradona. Il gruppo dopo una prima fase di torello e attivazione ha svolto partita a campo ridotto ed esercitazione tattica. A chiusura sessione di calci piazzati. Di Lorenzo ha svolto personalizzato in palestra in campo e la prima parte del lavoro in gruppo. Petagna ha svolto tutto il lavoro con il gruppo”.

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Simone Improta/Redazione Sportiva

Travolgono due Carabinieri e tentano la fuga; fermati

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Due napoletani di 27 e 29 anni tentano di fuggire dall’alt e travolgono due Carabinieri per sottrarsi al controllo stradale

Applicate misure per entrambi i fuggiaschi

La notizia

I Carabinieri operanti nella zona centro di Napoli, durante un controllo nelle zone della “Movida”, sono stati trascinati all’interno di una situazione particolarmente spiacevole nonché potenzialmente pericolosa.
Era il 10 aprile ed i militari si trovavano in via Candelora ed hanno fermato due persone a bordo di uno scooter perché procedevano a grande velocità in contromano, per di più entrambi privi del casco.
Il guidatore ha soltanto finto di spegnere il motore, ma ha accelerato bruscamente ed ha travolto i due Carabinieri ed un passante e si è dileguato.

La cattura

I due fuggiaschi sono stati in seguito rintracciati e, non senza fatica, bloccati.
Per i due napoletani di 27 e 29 anni sono scattate denunce per resistenza e oltraggio a Pubblico Ufficiale e lesioni personali aggravate; per i due è stato applicato un divieto di accesso ai pubblici esercizi ed ai locali di pubblico intrattenimento per la durata di due anni.

Travolgono due Carabinieri e tentano la fuga; fermati/Antonio Cascone/redazionecampania

Ecco le probabili formazioni di Napoli – Roma

Domani il Napoli sfiderà la Roma che sogna il quarto posto in classifica. Ecco le probabili formazioni di Napoli – Roma

Napoli-Roma, in programma per domani alle ore 19:00 allo Stadio Maradona, è il big match di giornata per la Serie A.

Azzurri e giallorossi daranno vita ad una gara senza esclusione di colpi, sia per le caratteristiche delle due squadre che per la posta in palio.

I partenopei, infatti, sono in piena lotta scudetto e devono tenere il ritmo di Inter e Milan; mentre i giallorossi di Mourinho con una vittoria metterebbero pressione alla Juve, fermata ieri sul pareggio in casa dal Bologna.

Spalletti ha presentato la gara in conferenza stampa, confermando ancora l’assenza in difesa di Di Lorenzo e parlando anche dello stato di forma di Zielinski e del possibile tandem OsimhenMertens.

I due attaccanti, quando sono in campo, sembrano inarrestabili, ma potrebbero togliere equilibrio alla squadra.

Pertanto, ad oggi, Mertens sembra destinato a partire ancora una volta dalla panchina.

Il ballottaggio sembrerebbe essere tra Zielinski e Fabiàn Ruiz per completare la mediana con Lobotka ed Anguissa.

L’altro dubbio per il tecnico riguarda l’esterno destro alto: Lozano sembrerebbe leggermente in vantaggio su Politano.

Per quanto riguarda la difesa, Zanoli è preferito a Malcuit e anche in questa partita sarà lui il terzino destro titolare del Napoli.

Nella Roma, invece, sembra che Josè Mourinho abbia sciolto gli ultimi dubbi di formazione.

Lorenzo Pellegrini ha definitivamente recuperato e potrebbe già partire titolare nella sfida di domani contro i partenopei.

Oliveira e Mancini al momento sembrano avvantaggiati rispetto a Mkhitaryan e Ibanez.

Al momento l’unico ballottaggio in casa Roma è quello tra Pellegrini e Zalewski (che viene da un’ottima prestazione in Conference League contro il Bodo Glimt).

Ecco le probabili formazioni di Napoli – Roma

Napoli (4-3-3): Ospina; Zanoli, Rrahmani, Koulibaly, Mario Rui; Anguissa, Lobotka, Zielinski; Lozano, Osimhen, Insigne. All: Spalletti.

Roma (3-4-1-2): Rui Patricio; Mancini, Smalling, Kumbulla; Karsdorp, Cristante, Oliveira, Zalewski; Pellegrini; Zaniolo, Abraham. All: Mourinho.

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Simone Improta/Redazione Sportiva

 

Scafati regge anche la fase ad orologio: Pistoia cade 82-71

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I gialloblu bagnano con un esordio positivo la seconda fase del campionato, contro la terza forza del girone verde.

Nell’uovo di Pasqua la Givova Scafati trova due punti ed una prestazione di gran carattere in occasione della prima giornata della fase ad orologio, imponendosi 82-71 ai danni della Giorgio Tesi Group Pistoia, in un PalaMangano infuocato.

Quanta fatica per i gialloblu, che hanno sudato non poco prima di aggiudicarsi la posta in palio contro una formazione che sul parquet dell’Agro non ha affatto sfigurato, anzi ha saputo reagire sempre con orgoglio all’intensità difensiva dei padroni di casa, mettendo in seria apprensione Rossato e compagni per lunghi tratti dell’incontro.

Alla fine ha vinto la squadra che ha retto meglio la tensione, l’emotività e l’intensità di una sfida che ha regalato un succulento antipasto dei playoff.

Givova Scafati, chiusa la regular season: anche Latina KO

LA PARTITA: Givova Scafati vs GTG Pistoia

I primi punti sono tutti di marca pistoiese e portano la firma di Utomi (0-5 al 2’). La risposta scafatese è nelle mani di Clarke, che, in meno di un amen, rimette la sfida in parità (5-5 al 3’). Ma i toscani rispondono con la stessa moneta e vanno a segno a ripetizione con Wheatle, Saccaggi, Johnson, Utomi e Magro, riportandosi nuovamente avanti in maniera perentoria 5-16 al 5’.Polveri bagnate, invece, per i gialloblu, che faticano a trovare la via del canestro e neppure a caricare di falli la difesa ospite. Entrambi i tecnici ruotano gli uomini della propria panchina. Le sostituzioni sembrano giovare i locali, che riducono le distanze (9-16 al 6’). All’8’ De Laurentiis è costretto ad uscire per un problema al ginocchio. Ciononostante, la Givova è in ripresa e, stringendo le maglie della difesa, assottiglia fino al 14-18 di fine primo quarto.

È una partita intensa, fatta di grande agonismo. Le iniziative dei singoli prendono il sopravvento sul gioco di squadra: situazione che però non favorisce i gialloblu, soprattutto perché gli arbitri preferiscono far giocare (20-23 al 13’). Rimesso in sesto dalle mani d’oro di Carmando, De Laurentiis ritorna in campo a dare manforte ai suoi, i quali, grazie alle buone scelte di tiro di Ambrosin e Mobio, mettono la freccia al 14’ (24-23). La sfida diventa un botta e risposta da una parte e dall’altra e sale di intensità, ritmo ed agonismo (29-29 al 15’). Poi il folletto Johnson sale in cattedra e permette ai suoi di allungare nuovamente 29-35 al 18’. Nel finale sono però i padroni di casa ad avere più cartucce da sparare, chiudendo avanti 39-37 la prima parte della gara.

Valerio Cucci della Givova Scafati va a canestro tra i giocatori pistoiesi

Cambiano i canestri di attacco ma non l’intensità e la tensione in campo tra i due quintetti. Utomi e Wheatle riportano avanti i biancorossi 39-42 al 22’. Ma gli scafatesi reagiscono con orgoglio (bene Ikangi e Daniel) e, con un parziale di 12-4, si riportano in vantaggio 54-46 al 25’. Il PalaMangano si infiamma ed incita a gran voce i propri beniamini. Clarke lo premia con le azioni che valgono la doppia cifra di vantaggio (59-49 al 28’), la stessa con cui viene chiusa la terza frazione (62-52).

Del Chiaro e Wheatle in avvio di ultimo quarto dimezzano subito il distacco (62-57 al 31’). La Givova si ferma, non ci prende più al tiro e ne approfittano gli avversari per ridurre ulteriormente le distanze e rientrare in partita (63-61 al 33’). Dopo qualche colpo a vuoto, i ragazzi di coach Rossi (bene Rossato) riprendono a macinare gioco e punti, ritrovando di nuovo la doppia cifra di vantaggio (72-61 al 35’). Ma la Giorgio Tesi Group non crolla e riesce a tenersi aggrappata alla contesa (75-71 al 38’). La stanchezza inizia a farsi sentire, ma Scafati ha la lucidità e la determinazione per realizzare i canestri che nel finale le consentono di conservare quel margine di vantaggio tale da permettergli di vincere la sfida 82-71 senza grossi grattacapi.

Clicca QUI per ascoltare la video intervista ai due coach Rossi e Brienza

I TABELLINI

GIVOVA SCAFATI – GIORGIO TESI GROUP PISTOIA 82-71

GIVOVA SCAFATI: Mobio 9, Daniel 7, Grimaldi n. E, Perrino n. E., Parravicini 3, De Laurentiis 7, Ambrosin 7, Clarke 19, Rossato 7, Monaldi 10, Cucci 5, Ikangi 8. Allenatore: Rossi Alessandro. Assistente Allenatore: Nanni Francesco.

GIORGIO TESI GROUP PISTOIA: Della Rosa, Utomi 9, Divac n. E., Saccaggi 12, Del Chiaro 6, Magro 6, Allinei n. E., Johnson 18, Wheatle 15, Riismaa 5. Allenatore: Brienza Nicola. Assistenti Allenatori: Angella Luca, Della Rosa Tommaso.

ARBITRI: Scrima Alberto Maria di Catanzaro, Cappello Calogero di Porto Empedocle (Ag), Morassutti Alberto di Sassari.

NOTE: Parziali: 14-18; 25-19; 23-15; 20-19. Falli: Scafati 20; Pistoia 15. Usciti per cinque falli: nessuno. Espulsi: nessuno. Tiri dal campo: Scafati 33/71 (46,5%); Pistoia 23/51 (45,1%). Tiri da due: Scafati 19/36 (52,8%); Pistoia 15/33 (45,5%). Tiri da tre: Scafati 14/35 (40,0%); Pistoia 8/18 (44,4%). Tiri liberi: Scafati 2/4 (50,0%); Pistoia 17/19 (89,5%). Rimbalzi: Scafati 34 (9 off.; 25 dif.); Pistoia 33 (4 off.; 29 dif.). Assist: Scafati 24; Pistoia 7. Palle perse: Scafati 7; Pistoia 16. Palle recuperate: Scafati 9; Pistoia 3. Stoppate: Scafati 0; Pistoia 0. Spettatori: 1.200 circa.

A Potenza la Juve Stabia subisce un grave torto

Ieri si è disputata al Viviani la partita tra il Potenza e la Juve Stabia, gara valida per la 37° giornata della Serie C Girone C terminata con il pareggio.

Le Vespe dopo essere passate in svantaggio al 13° del p.t. per effetto della marcatura realizzata dal centrocampista del Potenza, Costa Ferreira, subiscono nella prima frazione anche la rete del 2 a 0 che però viene annullata per un giusto fuorigioco di Cuppone.

Nell’occasione sono stati necessari alcuni minuti di dialogo tra il direttore di gara e il suo secondo assistente per decidere di annullare il gol.

La concessione e poi l’annullamento del gol hanno generato una serie di proteste prima della Juve Stabia (proteste giuste n.d.a.) e poi dei calciatori del Potenza in particolare Costa Ferreira che imprecava per l’annullamento.

Questo episodio deve dare merito al direttore di gara di aver rivisto la propria decisione perché nella vita tutti possono sbagliare ed è giusto rimediare ai propri errori.

Juve Stabia Foggia Serie C 2021-2022 (49) GUARRACINONel secondo tempo le Vespe complici il cambio di modulo dal 3-4-3 a 4-2-3-1 con gli ingressi di Della Pietra, Guarracino e Panico spingono sull’acceleratore alla ricerca del pari.

Il Direttore di gara in questa fase della partita sembra avere però una “predilezione” nei confronti della panchina della Juve Stabia rivolgendo più di una volta la propria attenzione ai componenti della stessa rei secondo lui di non aver un comportamento adeguato.

Al minuto 30 della ripresa entra Donati al posto di Tonucci al fine di inserire un terzino destro puro che potesse anche spingere sulla fascia.

Potenza Juve Stabia - Catanzaro Calcio Serie C 2021-2022 (40) DELLA PIETRAAd una manciata di minuti dalla fine arriva il gol del pari firmato da Della Pietra su assist di Bentivegna che fa esplodere di gioia il settore ospite occupato da circa 150 supporters gialloblè.

Mancano 5 minuti più il recupero, il Potenza aveva già dimostrato di aver finito la “benzina” e a questo punto che le Vespe credono nella possibilità del sorpasso che avrebbe dato maggiori chance di qualificarsi ai play off.

L’arbitro però continua ad avere un atteggiamento “strano” nei confronti della panchina tant’è che dopo poco ammonisce Mister Lucenti.

In questa fase di Potenza – Juve Stabia avviene il grave torto subito dalle Vespe che siamo riusciti a ricostruire grazie ad alcune testimonianze:

Le Vespe sono alla ricerca del gol del vantaggio, il Potenza invece vuole perdere tempo per mantenere almeno il pari, i raccattapalle del Viviani fanno sparire i palloni. Siamo al minuto 92 mancano solo 2 minuti alla fine della gara, la palla arriva nella panchina della Juve Stabia, Tonucci si alza per porgere velocemente il pallone al calciatore del Potenza che doveva rimettere lo stesso in gioco. L’arbitro non ci sta e lo espelle con un rosso diretto.

Tonucci non potrà giocare la prossima sfida con la Virtus Francavilla, che potrebbe essere l’ultima di questo campionato, per una decisione assurda del direttore di gara.

A Tonucci porgiamo le nostre più sentite scuse per aver dubitato del suo comportamento, perchè come abbiamo detto per l’arbitro è giusto rimediare ai propri errori e lo facciamo anche noi, per questo ci tenevamo a raccontarvi della verità su questo caso e di questo grave torto subito.

A cura di Mario Vollono

Napoli United, Maradona Jr: “Abbiamo fatto una grande partita”

Dopo gara- Il tecnico del Napoli United: “Nel momento di difficoltà ho visto una squadra matura”

Il Napoli United riesce a strappare con le unghie e con i denti un punto sul campo dell’Ischia rimanendo aggrappato alla corsa per il terzo posto in classifica per i play-off. “Se analizziamo i primi settanta minuti di gioco come mole di gioco e come occasioni siamo stati più pericolosi- dichiara Maradona jr-negli ultimi venti minuti siamo stati più fortunati con la traversa loro come sono stati i nostri avversari sul tiro di Barone nel primo tempo”.

Un Napoli United che per le poche occasioni che ha avuto è stato molto più cinico dei gialloblu sotto porta? “Sapevamo di trovare una squadra forte che gioca molti attacchi diretti che fa tanto gioco su Castagna e l’avevamo preparata così, infatti è stato contenuto molto bene. Noi abbiamo provato a fare il nostro gioco, siamo stati sfortunati dopo appena pochi secondi a prendere un gol incredibile poi dopo la mia squadra ha offerto una prestazione importante perchè su questo campo non è facile vincere”.

La scelta di mettere Barone come terzino è stata dettata in virtù di bloccare Castagna? “Barone è un giocatore forte che in queste partite non viene mai meno. Sapevamo che dovevamo contenere un giocatore forte e abbiamo fatto la scelta di farlo giocare lì, però ha fatto molto di più, giocando e proponendosi spesso.

Diciamo che siamo stati anche costretti a farlo giocare lì visto che avevamo Akprovic squalificato, Tomasin che si è fermato nel riscaldamento, Schler che ha giocato, ma tutta la settimana non si è allenato per un problema all’adduttore, Ciranna stessa cosa e Capellino da tre settimane ha un problema al piede e non può calciare e abbiamo fatto una grande partita”.

Nel finale però la sua squadra ha accusato la stanchezza dovuta anche al terreno di gioco? “Si è così. E’ stato un campo che ad un certo punto abbiamo sofferto. In settimana con i ragazzi scherzando dicevo andiamo a giocare su una porta aerea no su un campo perchè è enorme. Io voglio risaltare una cosa, la mia squadra è stata sempre elogiata per il gioco, la voglia di giocare e per la qualità che abbiamo espresso.

Oggi (ieri) ho visto una squadra matura che ad un certo punto si è visto che non la potevamo più vincere e ci siamo messi bene in mezzo al campo e non l’abbiamo persa”. Migliori in campo Giordano che ha trovato il gol e Chiariello per i gialloblu? “Sono d’accordo, però posso parlare del mio giocatore perchè ha fatto una partita importante. E’ un ragazzo che sta crescendo tanto e sta interpretando bene il ruolo- chiosa Maradona.- Sono contento per lui e per la squadra”.

S.V.

L’Ischia fallisce l’aggancio al secondo posto. Giordano risponde a Trofa

ECCELLENZA-ISCHIA-NAPOLI UNITED 1-1: i gialloblu trovano il gol dopo 22” con Trofa ma gli isolani non approfittano del passo falso del Savoia

Simone Vicidomini | L’Ischia si morde le mani. I gialloblu non vanno oltre il pareggio nel big-match contro il Napoli United e sciupano una occasione d’oro per agguantare il secondo posto in classifica, in virtù del pareggio del Savoia (0-0 sul campo della Maddalonese). Certamente non una bella partita tra le due squadre ma, al netto delle occasioni avute, i gialloblu avrebbero decisamente meritato la vittoria.

Nei secondi 45’, oltre ad una traversa di Sogliuzzo, si registra una palla-gol di Castagna a tu per tu, una clamorosa traversa di Trofa e tre colpi di testa di Florio sempre su azione di calcio d’angolo. A sbloccare il match dopo una manciata di secondi è stato Trofa, bravo a pressare l’ex compagno Giordano che si è mal disimpegnato.

Il Napoli United ha dato vita ad un gioco molto sterile, cercando di giocare palla a terra e partendo con la costruzione dal basso ma senza creare mai grossi problemi alla retroguardia gialloblù. Infatti, nell’arco dei novanta minuti di gioco i napoletani hanno costruito soltanto due occasioni, con il tiro di Barone dalla distanza che ha colpito il palo e il gol di Giordano.

La chiave della partita – situazione che ha frenato molto i gialloblù – è stato il marcamento di Barone adattato a terzino su Castagna che gli ha limitato molto le giocate. Nella ripresa Maradona ha provato a cambiare qualcosa con l’inserimento di Capellino e Ciranna che infatti spesso cercavano la giocata lunga tra le linee. Per l’Ischia quella di ieri è stata la partita che ha simboleggiato l’intera stagione, come del resto dichiarato a fine partita dallo stesso Iervolino.

Sabato prossimo i gialloblu dovranno cercare di portare a casa gli ultimi tre punti dalla trasferta di Casal di Principe contro l’Albanova (vittorioso sul campo della Frattese) per tenersi stretto il terzo posto visto che il Napoli United giocherà in casa contro la Neapolis. Solo un passo falso del Savoia in casa con il Sant’Antonio Abate potrebbe riaprire i giochi per il secondo posto.

SCHIERAMENTI – Formazione annunciata in casa Ischia. Mazzella tra i pali: Florio e Buono sulle corsie, Chiariello e Di Costanzo centrali. In mediana Sogliuzzo attorniato da Montanino e Trofa. In avanti De Luise al centro, con Pistola a sinistra e Castagna a destra. 

Maradona schiera i suoi con un undici inedito vista l’assenza di una punta centrale di ruolo e di Akrapovic in difesa. L’ex Daniele Giordano in porta; terzini Scheler e Barone, i centrali sono Santoro e Oliva. A centrocampo Cittadini, Giordano G. e Arrulo. In avanti Pelliccia (a sinistra) e Arario (a destra) a supporto di Navarrete che comunque svaria molto.

LA PARTITA – Alla prima occasione, l’Ischia passa. Rimessa laterale in favore del Napoli United, pallone all’indietro di Santoro per Giordano che però sbaglia il disimpegno favorendo l’intervento di Trofa che va in pressione, gli soffia il pallone e in scivolata lo insacca nella porta vuota. Sono passati 22 secondi. Dopo una fase interlocutoria, con gli ospiti che non riescono ad entrare nell’area isolana, al 16’ De Luise avanza dalla trequarti e dalla distanza prova il sinistro che però risulta troppo largo.

2’ dopo altra ottima occasione per l’Ischia: Castagna scatta sul filo del fuorigioco, va via ma si allunga il pallone, favorendo l’uscita di Giordano. Primo tentativo ospite di Pelliccia: conclusione velleitaria. Al 32’, in seguito ad un rimpallo a centrocampo, Barone avanza e da trentacinque metri lascia partire un siluro che supera Mazzella e va a stamparsi sul palo alla sua sinistra. E’ tutto per la prima frazione.

Nella ripresa (1’), angolo dalla sinistra di Pistola, pallone in area per Montanino che è smarcatissimo ma il suo colpo di testa in controtempo non è efficace. Al 6’ Barone dalla sinistra prova a sorprendere Mazzella ma c’è un deviazione e il pallone termina sull’esterno della rete. All’8’ pasticcio sulla trequarti tra Arrulo e Arario, Sogliuzzo ruba palla e dal limite dell’area cerca il tiro a scavalcare: la palla supera Giordano ma colpisce la parte alta della traversa.

Al 10’ pareggio ospite. Traversone dalla destra di Scheler che supera Pistola, Giordano irrompe al centro dell’area e insacca sotto la traversa, anticipando sul tempo i difensori. 3’ dopo bravo Chiariello a “murare” Arario che conclude dopo una percussione sulla sinistra. Al 20’ Ischia pericolosa: angolo di Pistola, colpo di testa di Florio e pallone che all’altezza del secondo palo per poco non viene deviato da Di Costanzo. Maradona toglie Oliva e Cittadini, entrano Diakhaby e Capellino. Iervolino richiama Pistola e inserisce Trani.

Al 25’ angolo dalla destra, altro colpo di testa di Florio da posizione centrale, pallone che rimbalza sul terreno ed esce. Al 29’ brivido per l’Ischia: Capellino riceve sulla sinistra, conclude di prima intenzione mandando il pallone a sfiorare il palo. Occasione per l’Ischia al 32’: bel traversone di Trani dalla sinistra, colpo di testa di Castagna che viene respinto da Giordano; a sbrogliare la matassa ci pensa l’omonimo centrocampista (su De Luise ben appostato). Arcamone prende il posto di Sogliuzzo.

Al 34’ Trofa scambia sulla trequarti e lascia partire un missile di destro che si stampa sulla traversa a portiere battuto. Iervolino manda in campo Filosa al posto di De Luise. Al 45’ punizione dalla sinistra di Buono, pallone che spiove per la testa di Florio che colpisce in solitudine ma il difensore manda a lato. Nel 3’ di recupero, Trani innesca Castagna che va via sulla sinistra, entra in area ma Giordano riesce a respingere la conclusione mancina. Sull’ultimo corner per i gialloblù, incornata di Di Costanzo che però è lontano e Giordano può parare centralmente.

Ischia Calcio – Napoli United 1-1

Ischia Calcio: Mazzella, Florio, Buono, Trofa, Chiariello, Di Costanzo, Castagna, Montanino, De Luise (36’ st Filosa), Sogliuzzo (32’ st Arcamone), Pistola (21’ st Trani). A disposizione: Di Chiara, Cibelli, D’Antonio, Conte, Di Sapia, Iacono. Allenatore: Angelo Iervolino

Napoli United: Giordano D., Tomasin, Santoro, Oliva (21’ st Diakhaby), Barone, Pelliccia, Arrulo, Giordano G. (45’ st De Marco), Cittadini (21’ st Capellino), Arario, Navarrete (27’ st Ciranna). A disposizione: Maraolo, Greco, Bruno, Scheler, Brasiello. Allenatore: Diego Armando Maradona

Arbitro: De Cicco (Nola), Assistente 1: Mistico (Torre Del Greco), Assistente 2: Pipola (Ercolano)

Ammoniti: Buono e Montanino (I), Cittadini, Scheler e Pelliccia (NU)

Storia Guardie Svizzere a Castellammare: progetto a fumetti nelle scuole

Storia Guardie Svizzere a Castellammare per un progetto a fumetti nelle scuole. La storia verrà presentata giovedì 21 aprile, alle 10 e 30, nella Cattedrale

CASTELLAMMARE DI STABIA, – La storia delle Guardie Svizzere Pontificie diventa un fumetto, raccontato da bambini ai bambini.

“La Guardia Svizzera Pontificia” di Arnaud Delalande – Yvon Bertorello – Laurent Bidot – Clémence Bidot.

Da oltre 500 anni la Guardia svizzera protegge i papi e il Vaticano. Seguendo l’ingresso nella Guardia di una giovane recluta, questo libro a fumetti per adulti e ragazzi, ripercorre la storia, la vita e le regole di uno degli eserciti più piccoli del mondo. Tutto è iniziato nel 1506, quando Giulio Il ha istituto il corpo dei soldati pontifici, che oggi vestono un abito ispirato ad un affresco di Raffaello.    “…Tutto iniziò nel 1506”, così comincia il fumetto la “Storia delle Guardie Svizzere” raccontata dai bambini ai bambini.

Lo hanno realizzato gli alunni del Circolo Didattico “San Marco Evangelista”, di Castellammare di Stabia (Napoli), e dell’ Istituto “Don Milani” di Gragnano, due scuole elementari, che hanno scritto i testi e disegnato le strisce del fumetto su un’ idea di Pino Ruocco, avvocato ed animatore culturale di Castellammare di Stabia, che così scrive agli alunni che si sono impegnati nel realizzarlo::

. “Cari ragazzi la pubblicazione del vostro opuscoletto, realizzata in maniera tanto originale, rivelatrice della bontà e purezza di sentimenti che caratterizza la vostra fanciullezza, mi ha alleggerito il cuore. Quando nel mondo ancora imperversano decine di conflitti e si consumano atroci eccidi tribali, avete rappresentato la storia del più strano esercito o compagnia che dir si voglia. La Guardia Svizzera difende il più inerme degli uomini: il Vicario di Cristo in terra che si batte per la pace e la concordia del mondo intero”.

Il delizioso fumetto racconta Il sacco dei Lanzichenecchi, la difesa di Roma, le battaglie del Corpo di difesa del Papa e le attuali funzioni dello speciale corpo di difesa dello Stato del Vaticano, tutto contenuto nei disegni a colori dei bimbi che illustrano anche le attuali funzioni degli Svizzeri pontifici.

La storia a fumetti sarà presentata giovedì 21 aprile, alle 10 e 30, nella Cattedrale di Castellammare di Stabia, alle e 10.30, alla presenza dell’Arcivescovo di Sorrento-Castellammare di Stabia, mons. Francesco Alfano con, ospiti speciali, due ufficiali Guardie Svizzere Pontificie.

Il fumetto è stato stampato in mille copie, di cui cento firmate dal Colonello Christoph Graf, Comandante della Guardia Svizzera Pontificia.

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Cristina Adriana Botis / Redazione Campania

Spaghetti alle Vongole Fujute: fantasia, gusto e spirito napoletano

Spaghetti alle Vongole Fujute – Vuoi fare un piatto di spaghetti con le vongole ma senza le vongole? Impossibile? Magari per tutti sarà così, ma non per i napoletani e la loro fantasia oltre che abilità in cucina tant’è che, mettendo in campo anche la loro innata ironia, hanno saputo creare un piatto squisito  giocando che chiamano, appunto: Spaghetti alle Vongole Fujute dove, per l’appunto, con il Fujute dicono che, le vongole, sono scappate e quindi non ci sono anche se poi, grazie agli aromi profusi dall’Olio EVO (olio extravergine di oliva), dall’aglio, dal peperoncino e dall’abbondante prezzemolo fresco, tutti ingredienti tipici di un piatto di mare, avrete l’illusione di mangiarne uno.

Prima di passare alla ricetta, consentitemi una nota di colore sull’origine di questo piatto che ho trovato su internet:

Si racconta, dicono, che il  grande Eduardo De Filippo una sera, al termine di uno spettacolo, fosse così stanco da saltare la solita cena che faceva sempre con i fratelli Titina e Peppino. Arrivato a casa,  la fame si fece sentire e decise di prepararsi uno spaghetto alle vongole però, mancando l’ingrediente principale, si arrangiò con quello che aveva in casa e, così, nacque lo spaghetto con le “vongole fujute”, un piatto con un sughetto delizioso improvvisato con quello che c’era e che aveva proprio il”sapore di mare” anche senza vongole grazie alla presenza di un ingrediente fondamentale, il prezzemolo.

Ma ora vediamo come ripetere anche noi la genialata, forse di Eduardo, di sicuro dei napoletani: Spaghetti alle Vongole Fujute!

OCCORRENTE
(per 4 persone)

  • 380 gr di spaghetti (possibilmente di quelli di Gragnano, o di Torre Annunziata, in trafila di bronzo)
  • 500 gr di pomodorini (possibilmente del piennolo del Vesuvio, in alternativa del tipo ciliegino)
  • 4 – 5 rametti di prezzemolo
  • 2 spicchi di aglio (che sia di quello buono ed italiano)
  • 170 gr di olio EVO (possibilmente del tipo fruttato e magari del Cilento)
  • 1 peperoncino piccante (possibilmente fresco ma, sulla scia dell’improvvisazione di un piatto nato con quanto si ha in casa, andrà bene anche uno secco)
  • Qualche grammo di pepe nero (se lo avete in casa)
  • Sale marino fino q.b.

PREPARAZIONE

  1. Private i pomodori del picciolo e cominciate sciacquando i pomodori, asciugateli con un canovaccio pulito e infine tagliateli a metà.
  2. Eliminate il picciolo anche dal peperoncino e poi tagliatelo a rondelle sottili.
  3. Sbucciate lo spicchio d’aglio e fate soffriggere tutto insieme con un po’ d’olio in una pentola.
  4. Versate l’olio in una padella antiaderente dal bordo alto e, quando l’olio sarà ben caldo, versate i pomodorini, aggiustate di sale e lasciate cuocere per max una decina di minuti a fiamma viva (i pomodori devono giusto appassire per cui mescolate spesso per evitare che possano bruciarsi)
  5. A fine cottura togliete l’aglio (a qualcuno potrebbe non piacere vederlo, peggio ritrovarselo in bocca) e profumate con prezzemolo tritato.
  6. Mettete sul fuoco una pentola con dell’acqua abbondante e non appena sarà in ebollizione salate e cuocete gli spaghetti.
  7. Scolateli molto al dente prelevandoli dalla pentola con il forchettone e versateli nella padella con il sugo per completate la cottura, a fiamma alta, e far sì che si insaporiscano ulteriormente.
  8. Non appena il tutto sarà pronto spegnete la fiamma, mescolate aggiungendo altro prezzemolo sminuzzato ed è fatta: ecco i vostri “Spaghetti alle vongole fujute” per cui non vi resta che impiattare e portarla a tavola.

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Cristina Adriana Botis / Redazione Campania

Imparato e Vitale, i 2 alleati di Scanzano a processo

Le vicende processuali in corso potrebbero portare una forte battuta d’arresto agli affari dei due clan alleati di Scanzano.

Le inchieste in corso toccano non solo i leader della criminalità stabiese, i D’Alessandro, ma anche i suoi alleati: i Vitale e gli Imparato.

Il clan scanzanese è finito sotto la bufera a causa dell’inchiesta Cerbero, nella quale sono indagati 35 affiliati per fatti risalenti al periodo tra il 2011 e il 2015.

Inoltre nella vicenda dell’omicidio dell’ex consigliere PDS, Sebastiano Corrado, è indagato il padrino del sodalizio, Luigi D’Alessandro, alias “Gigginiello”, che, nelle prossime settimane, dovrà comparire per un interrogatorio di fronte al PM Giuseppe Cimmarota.

Secondo la ricostruzione dell’Antimafia il padrino della cosca sarebbe il mandante dell’omicidio Corrado, insieme al fratello e defunto boss Michele D’Alessandro.

Come la situazione non è tranquilla a Scanzano, non lo è nemmeno per i 2 sodalizi storicamente alleati.

I 2 alleati

L’Antimafia ha ottenuto per 4 affiliati di spicco del clan dei Vitale, detti i “mariuoli”, con sede al Centro Antico, il giudizio immediato per un indagine partita nel Marzo 2021.

Alla sbarra sono finiti quattro imputati: Luigi, Pasquale, Maurizio e Fortunato Vitale.

I quattro sono stati raggiunti da un ordinanza di custodia cautelare a Marzo.

Il reato contestato è quello di detenzione abusiva d’arma da fuoco aggravata dalle finalità mafiose.

Infatti gli imputati sarebbero accusati di aver nascosto in un edificio di via De Turris, a Castellammare di Stabia, un fucile d’assalto calibro 7,62.

L’arma è stata trovata dalle forze dell’ordine all’interno di una busta, nel sottotetto di una palazzina.

La prova schiacciante sarebbe il ritrovamento delle impronte digitali degli accusati sull’involucro che conteneva le armi.

Il collegio difensivo sta valutando l’idea di adottare il rito abbreviato per tutti.

Scelta processuale che però è vincolata a una nuova perizia sulle impronte dei Vitale.

L’inchiesta oltre a far luce sulla detenzione di armi da fuoco del clan, sta tracciando i contorni sul suo impero economico.

Infatti secondo le dichiarazioni dei pentiti, Pasquale Rapicano, ex killer del clan D’Alessandro, e Valentino Marrazzo, ex pusher e dipendente della croce verde, il clan sarebbe specializzato nello spaccio al dettaglio di sostanze stupefacenti e sarebbe legata da un’alleanza ormai ventennale con il clan D’Alessandro.

Informazioni che sono riportate anche nella relazione della DIA del primo semestre del 2021.

Infatti Il boss della consorteria, Maurizio Vitale, è stato raggiunto da un altro provvedimento cautelare con l’accusa di traffico di droga.

Tra i principali promotori dello spaccio di sostanze stupefacenti figura anche Ciro Vitale.

Attenendoci alle parole del Marrazzo, i proventi di tali illeciti avrebbero consentito al clan stabiese di investire in diverse attività con sede al nord Italia, in particolare a Torino.

Il clan Imparato, con roccaforte al Rione Savorito, è stato colpito da un indagine che ha coinvolto 38 affiliati, tutti ancora a piede libero, di cui per 20 l’Antimafia ha chiesto il processo.

I sospettati, a vario titolo e con vari ruoli, sono accusati di associazione a delinquere finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti.

Tutto condito con l’aggravante delle finalità mafiose, cioè dalla volontà di favorire le attività dei D’Alessandro mediante la destinazione di una parte dei proventi della vendita della droga.

A un anno e mezzo dalla chiusura delle indagini preliminari, 9 imputati hanno annunciato la volontà di confessare.

Una resa che ha costretto il PM Cimmarota a rinviare le richieste di condanna alle dichiarazioni o alle ammissioni di responsabilità degli imputati.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, a capo del sodalizio ci sarebbe Vincenzo Imparato, figlio di Salvatore “‘o Paglialone”, con il compito di organizzare il gruppo e delinearne le strategie.

Un gradino sotto ci sarebbe Catello Cesarano, considerato il primo dirigente e il principale referente degli Imparato.

Alla base della piramide della Gomorra del Savorito operavano i trasportatori, le vedette, gli addetti al confezionamento, i pusher, i chimici che raffinavano la droga e gli addetti che consegnavano gli stipendi.

Negli atti è contestato lo spaccio di 1 kilo e mezzo di cocaina e la detenzione di 900 dosi di droga pronta per essere venduta. I fatti risalirebbero al periodo che va dal 2007 al 2012. Inoltre, nelle indagini, si fa riferimento al fatto che il gruppo avrebbe pagato ai D’Alessandro una quota sull’affare droga.

Cosi l’Antimafia sta cercando di mettere alle corde la camorra stabiese, non colpendola solamente al capo, i D’Alessandro, ma sferrando i suoi colpi anche al tronco e al costato, gli alleati Imparato e Vitale.

 

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Sebastiano Corrado: la verità sull’omicidio del’92

Dopo 30 anni la Procura Antimafia fa luce sull’omicidio di Sebastiano Corrado.

Sebastiano Corrado, allora consigliere comunale, sarebbe finito nel mirino del clan D’Alessandro poiché, da dipendente dell’ufficio Economato della vecchia Usl 35, riusciva ad indirizzare gli appalti verso le ditte che pagavano le tangenti, escludendo dall’affare la camorra che aveva messo i suoi tentacoli nella sanità stabiese attraverso aziende gestite da prestanome.

Tra gli indagati anche l’ex infermiere, ora in pensione, e sindacalista Gaetano Brunetti, 74 anni, che avrebbe avuto il compito di accompagnare Corrado al patibolo, imbastito a via Virgilio dai D’Alessandro, dove ad attenderlo c’erano i 2 boia scelti dal sodalizio di Scanzano.

Il Brunetti, che si ritrova per la prima volta indagato nell’inchiesta Corrado, dovrà comparire di fronte al PM Giuseppe Cimmarota nelle prossime settimane.

Con lui verranno ascoltati anche l’attuale padrino Luigi D’Alessandro, alias Gigginiello, già iscritto nel registro degli indagati nel ’92; Catello Buonomo, 73 anni, ritenuto un affiliato del clan di Scanzano; l’ex killer Ugo Lucchese, libero dopo aver già scontato una lunga condanna.

La ricostruzione dell’omicidio

Per l’antimafia i mandanti sarebbero stati Michele, il boss defunto, e il fratello Luigi D’Alessandro assieme a Vincenzo Messina (deceduto) e Catello Buonomo, che avevano il compito di trattare con i dipendenti dell’USL 35 gli appalti che dovevano assicurare il denaro alla consorteria.

Sebastiano Corrado era accusato di intascare grosse tangenti dalle aziende alle quali riusciva ad indirizzare gli appalti.

Da qui la decisione di ammazzarlo.

L’11 marzo del ’92, mentre Corrado era all’interno del San Leonardo fu avvicinato da Brunetti che con una scusa lo portò all’esterno dell’ospedale.

Alle 14 uscirono dal nosocomio e Ugo Lucchese ed un altro sicario non identificato cominciarono ad inseguirli a bordo di una motocicletta di grossa cilindrata.

I due arrivarono a Via Virgilio, il luogo scelto dai  killer per compiere il loro dovere di morte.

In quell’istante i sicari trucidarono l’ex consigliere PDS a colpi di piombo.

 

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NAPOLI, Spalletti: “Si vince con la consapevolezza”

In vista della 33^ giornata di Serie A tim 2021/2022 che vedrà il Napoli ospitare la Roma al Maradona, Luciano Spalletti è intervenuto così in conferenza stampa tenutasi alle ore 14.30 del 16/04/2022 dall’SSC Napoli Konami Training Center.

Queste sono state le parole dell’allenatore del Napoli, Luciano Spalletti, raccolte e sintetizzate dalla nostra redazione sportiva:

Mertens e Osimhen insieme? I tifosi lo chiedono

“Dries e Victor hanno già giocato insieme, c’erano loro due anche contro la Fiorentina quando la partita era in pari. I tifosi lo chiedono? Sono gli stessi dell’università dove sono stato, e ogni uno ha scritto una formazione diversa, poi uno ha anche cambiato modulo”

Napoli Sampdoria Lega Serie A TIM 2021 2022 (29) RUIZLe condizioni di Fabian Ruiz

“Fabian sta molto meglio, ha meno fastidio per la pubalgia che ha sofferto. Si può schierare anche dall’inizio, è sulla via del top”

 

Da dieci partite il Napoli subisce gol, la spiegazione

“Se teniamo palla non si prende gol, se diamo il pallino del gioco agli avversari è facile andare in difficoltà. Abbiamo una squadra di fantasia e tecnica, che evita certe situazioni durante la partita, ma senza senza quelle situazioni nella scatola bisogna abbondare di altre e gestire diversamente.

Bisogna ancora gestire?

“Non abbiamo mai gestito niente, siamo sempre andati avanti guardando in faccia tutti per vincere contro chiunque, per creare questa mentalità di vincere sempre e per questo ne abbiamo persa qualcuna. Non abbiamo mai gestito e non gestiremo mai niente per vincere le partite”

Mourinho? Mi ricorda mio fratello Marcello

“Di Mourinho apprezzo la sua capacità di farti arrivare ciò che pensa, lui arriva quando dice qualcosa, mi ricorda mio fratello Marcello perché anche lui era difficilissimo da battere, Mourinho c’è scritto dappertutto che non l’ho mai battuto; ed è la verità. Forse Mou in questo momento qui è un uomo che si appresta a diventare una leggenda e forse vincere una partita, una sfida con lui può diventare una cosa un po’ passata, per far bene bisognerebbe battere la leggenda”

A cura di Luigi Matrone

Potenza – Juve Stabia (1-1). Le pagelle dei gialloblè

Dopo la vittoria con la Paganese, la Juve Stabia era attesa dalla gara con il Potenza al Viviani.

Le Vespe erano obbligate a vincere per continuare a cullare il sogno play off.

I lucani invece forti della salvezza conquistata riponevano in questa gara l’obiettivo di dare una soddisfazione al proprio pubblico.

La partita si sviluppa con un Potenza forte e pressante nei primi 45 minuti che ottiene con merito il gol del vantaggio con Costa Ferreira. Le Vespe dopo aver cambiato modulo aggiustano il tiro e con il “baby” Della Pietra, prodotto del proprio settore giovanile, pervengono al pari a pochi minuti dalla fine.

Con questo risultato la possibilità di conquistare i play off per i gialloblè resta appesa ad un filo e dipenderà non solo dalla vittoria casalinga con la Virtus Francavilla ma anche dalla sconfitta del Foggia in casa con l’Avellino.

Il destino delle Vespe quindi non è più nelle proprie mani

Le pagelle ai calciatori della Juve Stabia al termine della gara con il Potenza

Dini 6: Poteva fare qualcosa in più sulla botta dalla distanza di Costa Ferreira ma non ce la sentiamo di colpevolizzarlo oltre modo. La parata su Ricci lo salva da un voto insufficiente.

Tonucci 4: Gli diamo questo voto basso non perché non sappia giocare, non perché non blocca adeguatamente Costa Ferreira libero di calciare a rete in occasione del vantaggio del Potenza ma per l’espulsione che si guadagna dalla panchina dopo la sostituzione con Donati. Sono questi gli atteggiamenti che non tolleriamo, in un momento della stagione in cui c’è ancora almeno una battaglia sportiva da disputare servono i veterani e gli esperti, non è possibile “scappare” dalle proprie responsabilità.

Purtroppo per lui e per la Juve Stabia questi sono stati sempre i suoi limiti più gravi!

Donati (dal 30’ s.t.) 6: Anche oggi il ragazzo partiva dalla panchina. L’impatto alla gara è stato subito positivo, partecipando alle ultime sgroppate in avanti e mantenendo bene il campo anche in fase difensiva.

Troest 6: Prova importante del capitano che annulla Cuppone e comanda la difesa delle Vespe.

Caldore 6: Oltre ad una mano importante in difesa al fianco di Troest si fa vedere un paio di volte in zona offensiva senza fortuna. Non possiamo chiedergli di più.

Scaccabarozzi 5,5: Oggi è stato un po’ in ombra. Salvemini lo mette molto in difficoltà tant’è che lui arretra il suo raggio di azione per prenderlo più basso. Questa mossa però non sortisce l’effetto sperato con il calciatore rossoblu che vive un eccellente momento di forma del campionato.

Guarracino (dal 18 s.t.) 6: Il giovane scuola Juve Stabia entra in campo con il piglio giusto dando quella vivacità e quella determinazione giusta.

Schiavi 6,5: Dopo un primo tempo così così, nella ripresa beneficia del cambio di modulo e sale in cattedra smistando palloni a destra e a manca.

Altobelli S.V.: Dopo 19 minuti alza bandiera bianca, troppo poco per giudicare la sua prestazione.

Davì (dal 19 p.t.) 5,5: Entra subito per sostituire il compagno infortunato e mette a disposizione dei compagni la sua fisicità. Purtroppo lì in mezzo è da solo a fare legna e non riesce a recuperare le seconde palle del centrocampo.

Dell’Orfanello 5: Spinge poco sulla fascia e difende male quando c’è da controllare il gioco degli avversari. Guaita gli scappa via più di una volta con cross interessanti ma non raccolti da Cuppone e compagni che fisicamente sono più “piccoli” di Troest, Caldore e Tonucci.

Della Pietra (dal 18 s.t.) 7: Oggi era il superstite delle punte centrale in possesso della Juve Stabia in quanto mancavano Eusepi ed Evacuo. Il Mister disegna la Juve Stabia con un 3-4-3 con il tridente leggero. Nel primo tempo questo schieramento non porta gli effetti sperati. Nella ripresa la Juve Stabia si schiera con il 4-2-3-1 facendo entrare Della Pietra. Il giovane lotta come un leone e nei minuti finali segna il gol della speranza play off su assist di Bentivegna.

Secondo gol stagionale il suo dopo quello segnato con il Catanzaro per un calciatore giovane e che ha giocato pochissime volte da titolare.

Largo ai giovani soprattutto se provengono dal proprio settore giovanile

Bentivegna 6,5: Quest’oggi svaria a sinistra e a destra a seconda delle richieste del mister. Purtroppo oggi nel primo tempo il centrocampo della Juve Stabia non funziona per cui anche lui deve crearsi da “solo” l’occasione per creare qualche pericolo. Meglio nella ripresa quando viene schierato nei 3 dietro la punta Della Pietra, a cui tra l’altro serve il pallone del meritato pareggio stabiese.

Stoppa 5,5: Servito male e poco dai compagni si intestardisce in qualche leziosismo e giocata individuale di troppo. A lui il compito di battere tutte le punizioni ma con scarso risultato.

Ceccarelli 5: Il gol con polemica nel derby con la Paganese aveva fatto credere a tutti che il calciatore poteva essere utile per queste ultime battaglie avendo una carica interiore forte per far vedere a tutti che finora non aveva avuto le giuste opportunità. Oggi si perde e praticamente non si vede mai in maniera importante in zona offensiva.

Panico (dal 18’ s.t. ) 5,5: Pronti via e si guadagna un’ammonizione per fallo su Guaita. Per il resto ordinaria amministrazione la sua anche perché il Potenza ha finito la benzina e non spinge più.

Mister Niccolai 6: Ha dovuto sostituire Novellino appiedato dal giudice sportivo. La gara era sentita ed importante ma lui la gestisce bene. Vedendo come ha reagito la squadra al cambio di modulo magari lo si poteva fare subito, cioè tra il primo e il secondo tempo. Il Mister mantiene la sua imbattibilità stagionale (3 – 2 con il Taranto e 1-1 con il Potenza).

A cura di Mario Vollono

Arleo: “La Juve Stabia ha fatto gol nell’unica occasione. Abbiamo fatto una gran partita”

Pasquale Arleo, tecnico del Potenza, è intervenuto in conferenza stampa al termine del match pareggiato 1-1 al “Viviani” contro la Juve Stabia.

Le dichiarazioni di Arleo sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Quella del Potenza è un impresa che abbiamo fatto tutti insieme. Avevo detto se qualcuno pensa alla retrocessione del Potenza dovete passare sul mio cadavere. Abbiamo giocato un calcio bello a tratti – aggiunge Arleo – piacevole creando contro tutti un gran numero di occasioni. Anche oggi abbiamo disputato una gran bella partita. 

I pareggi al Viviani sono dovute a tante situazioni. Pecchiamo un pò a livello di concentrazione. Alla fine la frittatina come oggi riusciamo sempre e farla. Però non ci gira granché. Sandri oggi ha preso una traversa mentre l’avversario alla prima occasione fa gol come la Juve Stabia oggi. Ricordare tutti gli errori – prosegue Arleo – è difficile ripensando al fatto che il Potenza era ultimo in classifica. Ce la siamo giocata contro tutti e questo è un gran titolo di merito. 

Abbiamo lavorato cambiando spesso moduli e i risultati si sono visti. Questa squadra anche se non era tranquilla perchè giocavamo per la salvezza, a Torre del Greco ha fatto una gran partita. Spesso però abbiamo toppato nei momenti topici in concentrazione. 

Arleo Potenza

Non devo fare appelli al presidente Caiata che è legatissimo al Potenza. Ora facciamo passare questo momento poi faremo le dovute riflessioni. Io sono a disposizione della società per qualsiasi compito e ruolo. Oggi per la prima volta – prosegue Arleo – è venuta tutta la mia famiglia al completo allo stadio. Mi sono dedicato anima e cuore alla squadra e mi è tornata la voglia di allenare. Non ho sfigurato contro nessuno e penso di poter dare ancora molto al calcio. 

Sono contento di quello che ho visto oggi ma Potenza a livello di presenze può fare ancora di più. L’anno prossimo devono dare tutti un gran sostegno a questa società. Per competere con le altre società dobbiamo dare tutti un piccolo contributo. E’ stata unanime la richiesta di un mio arrivo dopo Monterosi. Io credevo fortemente in questa salvezza – continua Arleo – e se mi avessero preso prima forse potevamo anche pensare ai playoff. 

Nel momento in cui era uscito Manuel un giocatore come Salvemini ci faceva salire e fisicamente stava benissimo. Salvemini sta combattendo dolori alla schiena facendo spesso punture ma gli avevo detto che lo avrei fatto giocare fino alla fine. Ha sbagliato il gol del 2-0 – aggiunge Arleo – ma per me non ci sono problemi. 

Questa impresa della salvezza mi ha riavvicinato al mio popolo e ed è stato meglio della vittoria del campionato in C2. Pian piano – conclude Arleo – mi renderò conto di questa missione impossibile che ho fatto. Con l’apporto di un pubblico spettacolare e della stampa che ci è stata sempre a fianco abbiamo creato un team di spessore”. 

 

 

Niccolai: “La Juve Stabia meglio nel secondo tempo e nel finale meritavamo il successo. Col Francavilla è una finale”

Antonio Niccolai, vice allenatore della Juve Stabia, è intervento in conferenza stampa al termine della gara pareggiata 1-1 dalle Vespe al “Viviani” di Potenza.

Le dichiarazioni di Antonio Niccolai sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Sarà una finale col Francavilla. I tifosi ci sono sempre stati dietro e domenica avremo bisogno di loro. Oggi sapevamo quanto ci tenevano i tifosi e abbiamo raccolto un punto importante a Potenza. Una partita dura, – continua Niccolai – i tifosi ci tenevano e ci hanno seguito e quindi si aspettano una grande prova anche e soprattutto per domenica prossima.

Nel primo tempo non ha funzionato il fatto che loro hanno fatto un ottimo primo tempo. Noi ci siamo messi a posto dopo una ventina di minuti. Noi siamo venuti fuori meglio nel secondo tempo e forse nel finale meritavamo anche il successo. 

Niccolai Juve Stabia
Foto: ssjuvestabia.it

Guarracino e Delle Pietra? Sono molto soddisfatto di loro, sono due ragazzi – prosegue Niccolai – che sono stati bravi ad entrare in un momento importante della gara e sono convinto che la Juve Stabia punterà molto su di loro anche nel futuro. 

E’ stato un pareggio di testa e di cuore. nel secondo tempo abbiamo giocato bene e speravamo di ottenere i tre punti ma speriamo di rifarci col Francavilla domenica prossima dove dovremo cercare a tutti i costi la vittoria – conclude Niccolai – e ci sarà sicuramente una grande prestazione dei ragazzi.

Potenza-Juve Stabia – Rileggi LIVE 1-1 (16° Costa Ferreira, 84° Della Pietra)

Potenza-Juve Stabia è una gara in cui probabilmente sono le Vespe a giocarsi di più alla ricerca di punti fondamentali per l’obiettivo playoff a due giornate dal termine e con lo spettro del -2 di penalizzazione che appare ormai difficilmente evitabile.

Potenza invece ad un punto dalla matematica certezza ma praticamente già salvo in quanto per essere impelagato nei playout dovrebbe perdere le ultime due gare mentre la Vibonese dovrebbe vincere entrambe le gare con Avellino e Catanzaro (impresa pressoché impossibile).

I TEMI DI POTENZA-JUVE STABIA.

Ma Potenza-Juve Stabia non è mai stata una gara banale. Spesso e volentieri infatti a partire dagli anni ’70 le due squadre si sono affrontate in sfide spesso decisive. Basti pensare allo spareggio del 1 giugno 1975 al San Nicola di Bari con circa diecimila stabiesi presenti in una gara che poteva valere l’accesso in Serie C. Quella gara la decise l’attaccante potentino Nicola Scarpa al minuto 113 a pochi minuti dalla fine del secondo tempo supplementare.

Ma nell’archivio dei ricordi spunta anche un Potenza-Juve Stabia, ultima giornata del campionato di Serie D del 1976-77. Anche in quel caso sconfitta per le Vespe che significò addio al sogno promozione a favore della Pro Cavese che approfittò dello scivolone della Juve Stabia a Potenza per vincere all’ultima giornata il campionato.

Precedente favorevole alla Juve Stabia quello dell’ultima giornata del campionato di Serie D 2003-2004. Le Vespe si presentarono all’ultima giornata del campionato un punto dietro i lucani e si aggiudicarono la vittoria del campionato con un rigore assegnato alle Vespe nei minuti finali della gara e trasformato dal bomber Checco Ingenito.

Nel Potenza mancherà sicuramente Niccolò Romero, grande ex della sfida, colpito alla vigilia da un grave lutto per la perdita della mamma a soli 52 anni. Il suo posto al centro dell’attacco verrà ricoperto dall’ex Casertana, Cuppone. Incertezza sul modulo tattico che mister Pasquale Arleo potrà utilizzare. Il suo camaleontismo è stato proprio l’arma in più dei lucani che con lui hanno una media punti di 1,4.

Nella Juve Stabia mancheranno Eusepi, Evacuo e De Silvestro. Molto probabile che mister Novellino confermi il modulo tattico 3-4-3 con l’impiego di Ceccarelli al posto di De Silvestro con la riproposizione del tridente leggero che tanto bene ha fatto contro la Paganese senza dare punti di riferimento in attacco agli avversari.

La gara sarà diretta dal sig. Enrico GEMELLI della sezione di Messina. Enrico Gemelli, sarà coadiuvato da: Emanuele DE ANGELIS della sezione di Roma 2, assistente numero uno; Andrea PASQUALETTO della sezione di Aprilia, assistente numero due; Matteo CAMPAGNI della sezione di Firenze, quarto ufficiale (C.A.N. D).

Potenza-Juve Stabia LIVE

FORMAZIONI UFFICIALI POTENZA-JUVE STABIA.

POTENZA (4-2-3-1): Marcone; Matino (Nigro dal 6° s.t.), Cargnelutti, Gigli (Piana dal 35° s.t.), Coccia; Costa Ferreira (Buchicchio dal 35° s.t.), Sandri; Guaita (Volpe dal 24° s.t.), Ricci (Bucolo dal 24° s.t.), Salvemini; Cuppone.

Allenatore: sig. Pasquale Arleo.

JUVE STABIA (3-4-3): Dini; Tonucci (Donati dal 30° s.t.), Troest, Caldore; Scaccabarozzi (Guarracino dal 18° s.t.), Schiavi, Altobelli (Davì dal 19°), Dell’Orfanello (Panico dal 18° s.t.); Ceccarelli (Della Pietra dal 18° s.t.), Stoppa, Bentivegna.

Allenatore: sig. Antonio Niccolai.

 

PRIMO TEMPO POTENZA-JUVE STABIA.

2° Primo tiro in porta di Salvemini per il Potenza con la sfera che esce di poco fuori alla destra del portiere Dini.

16° Vantaggio del Potenza con Costa Ferreira: su azione d’angolo battuto dalla sinistra, Coccia serve Costa Ferreira che con un bel tiro a giro di destro la mette nell’angolino alto alla sinistra di Dini. 

30° Primo tiro in porta di Stoppa per la Juve Stabia, la palla viene rimpallata in angolo dalla difesa del Potenza.

35° Conclusione molto interessante di Ricci dal limite che impensierisce Dini che salva il risultato con una grande parata.

43° Il Potenza va in gol ma il guardalinee segnala una posizione di fuorigioco dopo addirittura due minuti di gioco. C’era stato il tiro di Salvemini dal limite e la deviazione di testa di Cuppone sotto misura in netta posizione di fuorigioco. Incredibile il tempo preso da arbitro e guardalinee per segnalare l’evidente posizione di fuorigioco. Nell’occasione ammonito per proteste Dini che sarà squalificato e non giocherà contro la Virtus Francavilla.

49° Finisce 1-0 la prima frazione di gioco con le Vespe sotto di un gol meritatamente. Juve Stabia mai al tiro nella prima frazione di gioco in una prestazione assolutamente scialba dei ragazzi di mister Novellino.

SECONDO TEMPO POTENZA-JUVE STABIA.

3° Juve Stabia che sembra essere entrata in campo con un piglio diverso ma ancora nessun cambio da parte di Novellino.

13° Ancora Salvemini con un colpo di testa su cross proveniente da Cuppone dalla fascia destra, con la palla che termina sulla traversa.

15° Ammonito Dell’Orfanello per la Juve Stabia.

21° Ammonito anche Panico. Sulla punizione seguente traversa di Sandri per il Potenza.

23° Assist di Tonucci di testa per Guarracino che al volo di destro mette di pochissimo fuori. La più bella azione delle Vespe in tutto l’arco della gara.

30° Ammonito Nigro per il Potenza.

36° Salvemini approfitta di un errato disimpegno di Troest e impensierisce Dini che mette in angolo.

39° GGOOOLLLL DELLA JUVE STABIA: Bentivegna fornisce un ottimo assist a Della Pietra che sotto misura di piatto destro mette in gol per il pareggio meritato delle Vespe. 

45° Ammonito Bucolo per il Potenza.

49° Finisce 1-1 tra Potenza e Juve Stabia che resta per un punto fuori dalla zona playoff e ogni discorso rimandato all’ultima giornata di campionato. Decisivi i cambi di Novellino nel secondo tempo con l’ingresso di Della Pietra.

 

Cannelloni alla Sorrentina: un’altra bontà della cucina napoletana

Cannelloni alla Sorrentina, con gli Gnocchi alla Sorrentina ed i Paccheri alla Sorrentina, sono un’ennesima bontà della cucina sorrentina che, in questo caso, va a contrapporsi e a confrontarsi con un’altra ottima cucina qual’è quella Emiliana e Romagnola che, tra i suoi piatti veramente eccezionali, vanta proprio i conosciutissimi Cannelloni al Ragù; ed è una “battaglia” tra titani che vi invito a seguire scendendo in campo anche voi cominciando con il preparare, e gustare, questa versione dei Cannelloni alla Sorrentina (poi vedremo anche quelli Emiliani e/o Romagnoli).

INGREDIENTI(per 4 persone)

PER LA PASTA FRESCA

FARINA DI SEMOLA RIMACINATA DI GRANO DURO 400 gr
UOVA 4
SALE q.b.(in alternativa: 8 pz sfoglie di pasta fresca comprate al supermercato)

PER IL SUGO DI CARNE

CARNE MACINATA MISTA 400 gr
RICOTTA DI PECORA 350 gr
CONCENTRATO DI POMODORO 50 gr
POLPA DI POMODORO 350 gr
SALE q.b
PEPE NERO q.b
CIPOLLA BIANCA q.b
OLIO EXTRAVERGINE D’OLIVA q.b
VINO BIANCO SECCO 70 cl

PER LA COTTURA AL FORNO

MOZZARELLA 150
BASILICO q.b
PARMIGIANO GRATTIGIATO 100 gr
BURRO

PREPARAZIONECominciamo a vedere come preparare la sfoglia per i cannelloni.

  • Sul piano di lavoro disponete a fontana la farina di semola con un pizzico di sale, sgusciatevi al centro 2 uova e impastate aggiungendo poca per volta tanta acqua quanto basta per ottenere un impasto liscio e sodo.
  • Lavorate l’impasto fino a ottenere un panetto sodo e omogeneo, avvolgetelo con un foglio di pellicola trasparente e fate riposare in frigorifero per almeno un’ora.
  • Stendetelo sul piano di lavoro infarinato in una sfoglia molto sottile di circa 2 mm. (In alternativa usate 8 pz sfoglie di pasta fresca che avrete comprato al supermercato).
  • Ricavatene dei quadrati di 12 cm di lato, lessateli in acqua bollente, nella quale avrete versato 2 cucchiai di olio (per evitare che si attacchino tra loro), scolateli al dente in una ciotola con acqua fredda e poi metteteli ad asciugare su un telo.

Passiamo ora alla preparazione del sugo.

  • Tritate finemente la cipolla e soffriggetela in padella con un velo di olio
  • Aggiungete il misto di carni macinate e rosolatele a fuoco sostenuto per qualche minuto.
  • Sfumate con il vino bianco, lasciatelo evaporare, unite il concentrato di pomodoro, sale, pepe, basilico e mescolate bene.
  • Diluite con qualche mestolo di acqua, coprite la pentola con il coperchio, e proseguite la cottura a fuoco moderato per 40-50 minuti circa mescolando di tanto in tanto (comunque finché la carne non si sarà quasi disfatta).
  • Quando il sugo si sarà ben ristretto, spegnete e, se servisse, aggiustate di sale e di pepe.
  • Mettetene da parte un poco (3-4 cucchiai) ed il resto frullatelo con un mixer a immersione per rendere il macinato ancora più omogeneo

Prepariamo il ripieno

  • In una terrina lavorate la ricotta con le uova rimaste, il parmigiano grattugiato, sale, pepe e uno o 2 cucchiai di prezzemolo tritato.
  • Tagliate a dadini la mozzarella, aggiungetela al composto di ricotta e amalgamate bene con un cucchiaio di legno tutti gli ingredienti.

Intanto, mentre preparate i cannelloni, accendete il forno e fatelo scaldare a 180° e passiamo alla preparazione dei nostri Cannelloni alla Sorrentina.

  • Stendete su un ripiano gli otto pezzi di pasta sfoglia
  • Distribuite mucchietti di ripieno al centro dei quadrati di pasta e arrotolateli sul lato corto (quindi per lungo).
  • Rovesciate metà circa del ragù sul fondo di una pirofila rettangolare, che possa contenere i cannelloni in un solo strato e aggiungeteci un fiocco di burro.
  • Disponete i cannelloni l’uno accanto all’altro e coprite con il sugo con la ricotta; completate con quello tenuto da parte, aggiungete il parmigiano, la mozzarella e il basilico fresco.
  • Metteteli in forno a 180° e fate cuocere per circa 20 minuti (comunque regolatevi anche osservando la superfice lasciando cuocere finché si sarà formata una leggera crosta).

Serviteli subito ben caldi.

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Cristina Adriana Botis / Redazione Campania