Home Blog Pagina 109

Castellammare di Stabia, al via la rigenerazione del centro antico: da lunedì 23 giugno i primi cantieri

0

Prenderanno il via lunedì 23 giugno gli attesi lavori di rigenerazione urbana del centro antico di Castellammare di Stabia. Si apre così un capitolo importante per la città, con un progetto ampio e articolato che mira a restituire decoro, vivibilità e nuova luce a uno dei suoi luoghi più storici e identitari, l’area compresa tra Piazza Fontana Grande e la Strada del Gesù.

L’opera, attesa da tempo dalla cittadinanza, si pone l’ambizioso obiettivo di coniugare la riqualificazione urbana con la sostenibilità ambientale. Gli interventi previsti sono mirati a un miglioramento complessivo della qualità della vita e alla valorizzazione del prezioso patrimonio architettonico e culturale del quartiere. Tra le opere principali figurano la ripavimentazione delle strade e il potenziamento dell’illuminazione pubblica, due azioni fondamentali per garantire maggiore sicurezza e un rinnovato decoro urbano.

Per ridurre al minimo i disagi per i residenti e le attività commerciali, l’Amministrazione comunale ha previsto un’organizzazione dei cantieri per fasi. La prima fase, il cui completamento è stimato entro il mese di settembre 2025, interesserà un nucleo significativo del centro antico, includendo le seguenti strade: salita Piazza Grande, Largo Santo Spirito, Calata del Gesù, via Padiglione e via Campo di Mola.

Questo primo lotto di lavori segna l’avvio di un percorso di trasformazione che punta a restituire piena funzionalità e centralità al cuore storico di Castellammare. Una volta conclusa questa fase, i lavori proseguiranno secondo il cronoprogramma approvato dall’amministrazione guidata dal sindaco Luigi Vicinanza. Ogni nuova fase verrà comunicata tempestivamente alla popolazione per garantire la massima trasparenza.

“Finalmente prende il via un intervento atteso da tempo, che porterà benefici concreti sia in termini di qualità della vita che di rilancio del tessuto economico e sociale del centro antico” – ha dichiarato con soddisfazione il primo cittadino, Luigi Vicinanza. Le sue parole sottolineano l’importanza strategica di un progetto che non solo migliorerà l’estetica urbana, ma che mira a essere un volano per la rinascita sociale ed economica dell’intera area.

Juve Stabia, Ignazio Abate il nuovo timoniere dal futuro ambizioso nel segno della valorizzazione dei giovani

0

La Juve Stabia del presidente Andrea Langella ha ufficialmente scelto la sua nuova guida tecnica, guardando al futuro con ambizione e coerenza. Il nome che era nell’aria da giorni è ora una solida realtà: Ignazio Abate è il nuovo allenatore delle Vespe. Con la firma di un contratto biennale, l’ex terzino del Milan e della Nazionale prende le redini della squadra, incarnando perfettamente la visione di un club che punta a costruire basi solide per il domani.

L’annuncio, arrivato in questi giorni, pone fine alle speculazioni e apre un capitolo nuovo ed entusiasmante per la società gialloblù. La scelta di Abate, fortemente voluta dal presidente Langella e dal direttore sportivo Matteo Lovisa, il cui contratto è stato prolungato, non è affatto casuale ma risponde a un’identità progettuale ben precisa.

“Abbiamo scelto un profilo giovane e motivato, con la voglia di fare bene nel nostro progetto,” ha dichiarato il presidente Langella, sottolineando le caratteristiche che hanno reso Abate il candidato ideale. E infatti, nonostante la sua relativa giovane età da allenatore Abate porta con sé un bagaglio di esperienze e conoscenze che lo rendono una scelta stimolante e piena di prospettive.

Dall’esperienza in campo alla valorizzazione dei talenti

Abate non è un volto qualunque nel panorama calcistico. La sua lunga e prestigiosa carriera da calciatore, trascorsa ai massimi livelli e culminata con anni di successi al Milan, gli ha permesso di assimilare una mentalità vincente e la professionalità richiesta per competere ad alti standard. Questa esperienza diretta sul campo, unita alla sua recente e proficua dedizione al settore giovanile del Milan, lo rende un interlocutore ideale per i giovani talenti su cui la Juve Stabia intende puntare.

È proprio nel lavoro con i ragazzi che Ignazio Abate ha dimostrato le sue migliori qualità da tecnico. Il suo percorso con le formazioni giovanili del Milan è stato un crescendo di successi, culminato con il raggiungimento di una storica finale di UEFA Youth League con la formazione Primavera. Questo traguardo testimonia la sua capacità non solo di ottenere risultati ma di sviluppare il potenziale dei calciatori. Sa come motivare, come correggere, come far emergere il potenziale inespresso e come guidare i ragazzi attraverso le delicate sfide del professionismo.

Una sintonia di visioni con il Presidente Langella

La visione del presidente Andrea Langella, focalizzata sulla crescita sostenibile con uno sguardo sempre attento ai giovani, si sposa perfettamente con le caratteristiche di Ignazio Abate. “Sono felice di essere tornato nella terra nella quale sono nato,” ha dichiarato il neo-tecnico, “pronto a dare del mio meglio per la società che mi ha voluto e per i nostri tifosi che sono caldi e passionali come piacciono a me.”

Un allenatore come lui può portare alla Juve Stabia non solo competenza tattica e metodologia di lavoro all’avanguardia ma anche un appeal derivante dal suo passato da giocatore e dalla sua freschezza come tecnico. La sua presenza in panchina rappresenta un forte segnale per l’ambiente e potrebbe attrarre giovani promettenti garantendo un percorso di crescita sia per la squadra che per i singoli elementi che la comporranno.

Le grandi prospettive su Ignazio Abate non sono solo un auspicio ma una diretta conseguenza della sua dedizione, della sua visione e della sua provata capacità di far sbocciare i talenti. Con questa scelta coraggiosa e programmatica, la Juve Stabia, sotto la guida di un tecnico così preparato e motivato, si prepara a imboccare una strada che nelle speranze della dirigenza e dei tifosi sarà ricca di soddisfazioni.

Francesco Zanardini è il nuovo Responsabile Scouting della Juve Stabia

0

La S.S. Juve Stabia 1907 ha ufficializzato l’ingresso di Francesco Zanardini nel proprio quadro dirigenziale. L’ex calciatore e dirigente bresciano assume l’incarico di Responsabile Scouting, firmando un contratto biennale che lo legherà al club campano fino al 30 giugno 2027.

Zanardini entra a far parte dello staff del direttore sportivo Matteo Lovisa, con il quale, secondo quanto comunicato dalla società, aveva già collaborato in passato. Questa nomina si inserisce in un quadro di rafforzamento della struttura tecnica della Juve Stabia determinata a consolidare la propria posizione nel campionato cadetto.

Nato a Iseo, in provincia di Brescia, il 30 marzo 1987, Francesco Zanardini ha un passato da calciatore. Cresciuto nel settore giovanile del Brescia Calcio, ha poi intrapreso una carriera che lo ha visto vestire le maglie di diverse squadre, tra cui Bellaria, Lumezzane, e ha avuto anche esperienze all’estero con i club rumeni Bihor Oradea e UTA Arad. Rientrato in Italia, ha concluso la sua carriera agonistica tra Serie D ed Eccellenza con Darfo Boario, Ciserano e Brusaporto.

Appese le scarpe al chiodo, Zanardini ha intrapreso con successo il percorso formativo per diventare dirigente sportivo, conseguendo le abilitazioni di Direttore Sportivo e di Responsabile del Settore Giovanile. La sua carriera dietro la scrivania è iniziata al Breno FC, in Serie D, dove per due stagioni ha ricoperto il doppio ruolo di Direttore Sportivo e Responsabile Scouting. Successivamente, ha compiuto il salto nei professionisti, assumendo l’incarico di responsabile dell’area scouting prima alla Triestina e, nella scorsa stagione, al Lumezzane, entrambe militanti in Serie C.

L’arrivo di Zanardini a Castellammare di Stabia rappresenta un ulteriore tassello nella costruzione di una Juve Stabia ambiziosa che punta a una programmazione a lungo termine sotto la guida del direttore sportivo Matteo Lovisa, reduce dal successo della promozione e recentemente confermato alla guida dell’area tecnica con un prolungamento contrattuale.

La società, nel dare il benvenuto a Zanardini, ha espresso “il più caloroso benvenuto a Castellammare di Stabia e un sentito in bocca al lupo per la new avventura professionale”, sottolineando la fiducia riposta nel nuovo responsabile dell’area scouting per le sfide future.

Juve Stabia, Peppino Rizza: Festeggiò la promozione in B del 19 giugno. Un Cuore Gialloblù che batte ancora.

0

A volte, la vita ci mette di fronte a prove incomprensibili, strappandoci via persone troppo presto e lasciando un vuoto incolmabile e un senso di profonda ingiustizia. È il caso di Giuseppe Rizza, un giovane calciatore il cui sogno è stato interrotto da un destino crudele. Nonostante il tempo passi, il suo ricordo rimane vivo e intatto, specialmente nel cuore di chi ha avuto il privilegio di conoscerlo e vederlo onorare la maglia della Juve Stabia.

“Peppino”, come lo chiamavano affettuosamente tutti, non era solo un calciatore; era un ragazzo dal sorriso contagioso, una determinazione ferrea e una passione smisurata per il pallone. La sua prematura scomparsa, avvenuta il 6 luglio 2020 a soli 33 anni a causa di un aneurisma cerebrale, ha lasciato un’eredità che va ben oltre i campi da gioco, un’eco di talento e umanità che risuona ancora forte.

Dalla Juventus a Castellammare: Nascita di un Legame Indissolubile

Nato a Noto l’8 aprile 1987, il talento di Rizza fu subito evidente. Il suo percorso calcistico iniziò nelle prestigiose giovanili della Juventus, un’esperienza che forgiò il suo carattere e affinò la sua tecnica. Tuttavia, fu a Castellammare di Stabia che il suo nome divenne leggenda.

La sua prima avventura con le Vespe risale alla stagione 2007-2008. In un campionato di Serie C1 difficile per i colori gialloblù, Giuseppe Rizza emerse come uno dei simboli, se non il simbolo, di quella squadra. Con le sue 27 presenze e 2 gol, divenne un autentico trascinatore, un faro nella lotta per la salvezza. La sua grinta, i suoi dribbling sulla fascia sinistra e la sua instancabile dedizione lo resero un beniamino indiscusso dei tifosi, che in lui vedevano non solo un grande giocatore, ma un ragazzo che incarnava la voglia di non arrendersi mai.

Una Carriera Segnata dalla Sfortuna, Ma Non dalla Resa

La carriera di “Peppino” fu purtroppo costellata da tanti, troppi infortuni che ne limitarono l’ascesa. Dopo le esperienze con Livorno, Arezzo e Pergocrema, il destino lo riportò a casa, a Castellammare. Nel gennaio del 2011, Rizza tornò a vestire la maglia della Juve Stabia, giusto in tempo per scrivere una delle pagine più gloriose della storia del club con la conquista della Coppa Italia di serie C (prima e unica volta per le Vespe) ed il ritorno in Serie B dopo quasi 60 anni. Fu parte integrante della squadra che, al termine di una cavalcata trionfale, conquistò la Coppa Italia di Lega Pro e soprattutto una storica promozione in Serie B.

Anche in questa seconda esperienza seppur con un contributo numericamente inferiore a causa dei problemi fisici il suo carisma e il suo spirito di squadra furono fondamentali per il gruppo. La Juve Stabia, per lui, non era solo una squadra ma “un pezzo di cuore” come amava ripetere sui social e nelle interviste, circondato dall’affetto di amici che avevano imparato ad apprezzare prima l’uomo e poi il calciatore.

Un’Eredità di Luce e Passione

Le sue gesta in campo non erano solo espressione di abilità tecnica ma di una gioia di vivere e di un amore autentico per il gioco. Giuseppe incarnava i valori più puri dello sport: sacrificio, lealtà e la capacità di lottare contro ogni avversità. Era un esempio per i compagni, un punto di riferimento per gli allenatori e un idolo per i tifosi.

Ma il ricordo di Giuseppe non è fatto solo di tristezza per un sogno interrotto. È un ricordo fatto di luce, di energia, di quel sorriso che sapeva illuminare ogni ambiente. È un monito a non dare mai nulla per scontato, a vivere ogni istante con la stessa intensità e passione che lui metteva in ogni partita in ogni allenamento.

L’eco delle sue corse sulla fascia, l’amore per quella maglia gialloblù e il calore del suo sorriso rimangono un segno indelebile nei cuori di tutti. Giuseppe Rizza ci ha lasciato troppo presto, ma il suo spirito continua a vivere nel ricordo di chi lo ha amato un ragazzo che ha trasformato una partita di calcio in una lezione di vita.

Eroi gialloblù: Il ricordo indelebile della Juve Stabia 2011 che il 19 giugno trionfò al Flaminio di Roma

0

Una data, un luogo, un’emozione che restano scolpiti nella memoria di un’intera città: 19 Giugno 2011, Stadio Flaminio di Roma. È il giorno in cui la Juve Stabia, al termine di una stagione memorabile, conquistò un’agognata promozione in Serie B, riportando le Vespe nel calcio che conta dopo sessant’anni. Quella squadra, entrata di diritto nella leggenda del club, porta il volto e l’impronta indelebile di un uomo: Piero Braglia. L’allenatore di Grosseto, con il suo carisma e la sua sapienza tattica, seppe plasmare un gruppo straordinario, diventando uno dei tecnici più amati nella storia gialloblù.

Alle sue spalle, una società solida guidata con passione dalla coppia di presidenti Franco Giglio e Franco Manniello, e un mercato oculato orchestrato dal direttore sportivo Salvatore Di Somma, capace di assemblare un mix perfetto di gioventù, esperienza e puro talento.

Quella del 2010-2011 fu una stagione trionfale su tutti i fronti. Prima ancora dell’apoteosi dei playoff, le Vespe misero in bacheca la Coppa Italia Lega Pro, a testimonianza della forza di un organico completo in ogni reparto. Tra i pali, si alternarono due portieri che si rivelarono entrambi protagonisti: la sicurezza di Ermanno Fumagalli e l’esplosività del giovane Simone Colombi le cui parate furono decisive in innumerevoli occasioni.

La difesa era un fortino eretto su pilastri di carisma ed esperienza. Su tutti svettava Morris Molinari, il “Gigante Buono”, che in quel finale di stagione si trasformò in un eroe inaspettato, segnando gol pesantissimi e decisivi nei playoff contro il Benevento e, soprattutto, nella finalissima di Roma. Al suo fianco, la leadership silenziosa ma efficace di Alessandro Fabbro, ragazzo dal sorriso contagioso che in campo si trasformava in un marcatore arcigno. A completare il reparto, l’affidabilità di Stefano Dicuonzo, un uomo sempre al posto giusto nel momento giusto, l’ordine tattico di Donovan Maury, la grinta e il cuore di Salif Dianda sulla fascia, l’esperienza di Luigi Pezzella e la solidità di Gennaro Scognamiglio, una vera roccia dal cuore gialloblù. E come non ricordare la corsa instancabile di Giuseppe Rizza, la “Freccia Siciliana”, strappato troppo presto all’affetto dei suoi cari e dei tifosi che lo ammiravano.

Il centrocampo era il motore pulsante della squadra, un concentrato di qualità, quantità e leadership. Adriano Sartorio Mezavilla, non a caso soprannominato “Il Sindaco” di Castellammare, era l’anima della mediana, un uomo capace di trascinare i compagni e abituato a vincere. Accanto a lui, la dinamicità di Riccardo Cazzola, un talento purissimo che legherà poi il suo nome all’Atalanta prima di una carriera sfortunata a causa degli infortuni, e le geometrie raffinate di Ciro Danucci, faro di eleganza in mezzo al campo. Un contributo importante, soprattutto nella prima parte di stagione, arrivò anche dal giovane Guido Davì e dall’esperto Nicola Ciotola.

In attacco Braglia poteva contare su un arsenale variegato e letale. Andrea Raimondi “il furetto” con le sue accelerazioni improvvise era capace di spaccare le difese avversarie. Nazzareno Tarantino era semplicemente una leggenda in maglia gialloblù, un giocatore il cui nome non ha bisogno di presentazioni per i tifosi stabiesi. A guidare l’attacco, l’esperienza e il fiuto del gol di Giorgio “Re” Corona, che siglò il gol della sicurezza al Flaminio facendo esplodere di gioia il suo popolo. E poi i giovani, talenti pronti a esplodere: la classe di Diego Albadoro, autore di gol di pregevole fattura, e la velocità dirompente di Jerry Mbakogu, capace di accendere le partite con la sua potenza.

Castellammare di Stabia è una città che vive di calcio, un luogo dove la passione per la maglia gialloblù si tramanda di generazione in generazione. E in ogni stagione, in ogni vittoria, in ogni impresa che resta impressa nella memoria, ci sono figure che trascendono il ruolo di semplici calciatori o membri dello staff.

Sono gli eroi, coloro che con il loro impegno, la loro dedizione e il loro amore per i colori stabiesi hanno lasciato un segno indelebile. Per questo, Castellammare ringrazia. E ringrazierà per sempre i suoi eroi del 2011. Il loro ricordo è la fiamma che continua ad alimentare la passione e a ispirare le future generazioni di Vespe.

Castellammare di Stabia: Un’estate a misura di famiglia tra sconti per le spiagge e litorale da vivere

0

A Castellammare di Stabia, l’estate 2025 si apre con una promettente sinergia tra l’amministrazione comunale e gli operatori turistici, volta a migliorare la fruibilità e il decoro del litorale per residenti e visitatori. Un’intesa siglata di recente mira a rendere il mare più accessibile, specialmente per le famiglie stabiesi, consolidando al contempo gli sforzi per la riqualificazione ambientale e urbana.

Frutto della collaborazione tra l’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Luigi Vicinanza e i concessionari balneari locali (Bagno Conte, Bagno Elena, Famous Beach, Garden Beach, La Limpida, Lido Moderno e Lo Scoglio), l’iniziativa principale prevede uno sconto del 30% per le famiglie residenti. L’offerta, valida dal lunedì al venerdì per i mesi di giugno, luglio e settembre 2025, escludendo quindi il periodo di massima affluenza di agosto, si applica ai nuclei familiari composti da almeno tre persone paganti. Questi potranno acquistare un pacchetto di 10 ingressi, comprensivo di ombrellone e sedute (lettini o sdraio), presentando un documento che attesti la residenza. L’agevolazione sarà disponibile fino a esaurimento del 25% della capienza dei servizi offerti da ciascuno stabilimento. Resta inoltre confermato, come da normativa regionale, l’accesso gratuito per i minori di 12 anni.

“Abbiamo voluto fare un piccolo gesto concreto per le famiglie stabiesi, offrendo loro un’opportunità di risparmio e una maggiore accessibilità ai servizi balneari,” ha dichiarato il sindaco Luigi Vicinanza. “Al tempo stesso, continuiamo a garantire l’accesso libero e gratuito al mare in Villa Comunale, dove l’acqua è pulita, l’arenile viene curato e stiamo investendo nel verde e nel decoro. È un lavoro che sta dando i suoi frutti, in una città che torna a credere nel suo mare e nel proprio futuro.”

A conferma delle parole del primo cittadino, le recenti analisi dell’ARPAC, effettuate lo scorso 17 giugno nel tratto di mare antistante la Villa Comunale, hanno attestato l’eccellente qualità delle acque. I valori registrati sono risultati nettamente inferiori ai limiti di legge, con meno di 10 unità formanti colonia per 100 ml, a fronte di soglie massime fissate a 200 e 500.

Parallelamente, l’impegno per la cura del territorio prosegue con interventi mirati. Oltre alla pulizia straordinaria dell’arenile, il lungomare è oggetto di un’opera di riqualificazione paesaggistica. Un esempio concreto si è avuto nella mattinata di giovedì 19 giugno, con la piantumazione di cinque nuove palme Washingtonia nei pressi della Banchina di Zì Catiello. L’iniziativa, promossa dal Garden Club Stabiae presieduto da Antonella Capasso e realizzata in accordo con il Settore IV – Area Tecnica del Comune, ha visto la fornitura delle piante da parte del vivaio Pompei’s Garden e l’intervento tecnico della ditta specializzata Giardino & Paesaggio. Un ulteriore passo verso una città sempre più verde e accogliente.

Carlo Ametrano: “La Ferrari prende in giro i tifosi da molti anni”

0

Carlo Ametrano, giornalista e scrittore stabiese, ha parlato a ViViCentro per fare un punto sulla stagione per ora della Ferrari.

Carlo che cosa succede in Ferrari?

“Parliamo di un caos totale.Ogni anno è sempre la stessa storia: non si vince e basta.

Quest’anno è stata un’altra presa in giro a tutti i tifosi sparsi nel mondo.Ogni tre-quattro gare se ne parla l’anno prossimo.

Non so come possa esserci a capo Vasseur.Si parla di un suo possibile addio.

Vediamo che cosa succederà, per me non può esserci un box così.Hamilton ha detto che ci sono delle cose che non può dire.

Mah”.

Diciamo promesse per il titolo non mantenute.

“Noi siamo esseri umani.Io parlo con dati statistici.

Se ti chiami Ferrari e ogni fai questo tipo di campionato non è corretto e non è una bella figura per tutti i tifosi presenti in Italia e nel mondo.Hamilton non è stato rispettato”.

Vasseur andrà via?

“Così dicono.

Elkann è molto turbato da questa vicenda, anche lui sperava in qualcosa in più.Ora vediamo che cosa succederà”.

Come si esce da questa situazione?

“Non se ne esce.

Per me in Ferrari sono in enorme difficoltà, la vedo molto dura.Loro credevano in Hamilton, che è stato preso per marketing.

E lo stesso Lewis deve ancora svelare tanto altro”.

Per salutarci vogliamo ricordare i tuoi appuntamenti?

“Quest’anno ci sono stati diverse tappe: abbiamo fatto il Senna Day e siamo andati a veder il GP.Siamo andati anche all’Orgoglio Motoristico Romano.

Prossimo impegno Minardi Day.Come sempre ringrazio Odeon Tv con Martina Renna, Filippo Gherardi e Federica Afflitto”.

La polizia locale di Roma Capitale salva un cane dall’annegamento: Gilda è il nome del setter di 11 anni

0

Attimi di grande apprensione questa mattina in zona Tor Vergata, dove un cane è stato salvato da un annegamento quasi certo grazie al pronto intervento di una pattuglia della Polizia Locale di Roma Capitale. La protagonista a quattro zampe di questa storia a lieto fine è Gilda, una setter di 11 anni.

Erano circa le 9 di questa mattina quando una pattuglia del VI Gruppo Torri, in servizio di perlustrazione lungo viale della Sorbona, ha udito dei flebili lamenti provenire da un fossato adiacente alla carreggiata, all’altezza di via Carcaricola. Insospettiti, gli agenti sono scesi dal veicolo di servizio per ispezionare l’area.

Affacciatisi sulla scarpata, si sono trovati di fronte a una scena drammatica: un cane era in evidente difficoltà e stava rischiando di annegare nell’acqua e nel fango raccoltisi sul fondo. Nonostante la notevole pendenza di oltre sei metri, gli agenti non hanno esitato un istante. Con cautela ma con grande determinazione, sono riusciti a scendere nel fosso e a raggiungere l’animale, visibilmente terrorizzato e indebolito.

Una volta messo in salvo, il cagnolino, tremante ma incolume, ha rivelato un dettaglio fondamentale per il suo ricongiungimento: al collo portava una medaglietta con incisi i recapiti telefonici della proprietaria. Contattata immediatamente, la donna si è precipitata sul posto in un comprensibile stato di forte agitazione.

Alla vista della sua Gilda, sana e salva tra le braccia dei suoi soccorritori, la proprietaria è scoppiata in lacrime di gioia e sollievo. Ha raccontato agli agenti che la sua setter si era allontanata da casa un paio d’ore prima e che da quel momento la stava cercando disperatamente in tutta la zona, temendo il peggio.

La donna ha espresso profonda gratitudine agli agenti del VI Gruppo Torri, elogiandone la grande professionalità, la sensibilità e la tempestività dell’intervento, che di fatto ha salvato la vita alla sua anziana compagna di vita. Una storia che sottolinea ancora una volta l’importanza della presenza capillare delle forze dell’ordine sul territorio e il loro ruolo fondamentale non solo per la sicurezza dei cittadini, ma anche per la tutela dei nostri amici animali.

Juve Stabia, Ignazio Abate: Un figlio d’arte che sta seguendo le orme paterne

0

Ignazio Abate, una delle figure più riconoscibili del recente passato milanista, sbarca a Castellammare di Stabia per intraprendere un nuovo capitolo della sua carriera: quello di allenatore. Dopo un percorso nel settore giovanile e una breve esperienza alla Ternana, Abate raccoglie l’eredità di Mister Pagliuca, con l’obiettivo di mettere a frutto l’esperienza di una vita dedicata al calcio.

Prima di sedersi sulla panchina della Juve Stabia, Ignazio Abate ha forgiato le sue prime armi come allenatore nelle giovanili del Milan. Un percorso graduale che lo ha visto crescere all’interno del vivaio rossonero, fino all’incarico di tecnico della Primavera e l’esperienza alla Ternana. Ora, per lui, la prima vera grande opportunità nel calcio che conta.

Beniamino e Ignazio Abate: Due Generazioni, Un’Unica Passione

La storia di Ignazio Abate si intreccia indissolubilmente con quella del padre Beniamino, un portiere che ha lasciato il segno nel calcio italiano, arrivando a vincere una Coppa UEFA con l’Inter da secondo di Walter Zenga, ha inoltre indossato le maglie di Cagliari ed Udinese. Un “DNA calcistico” che ha permeato la carriera di entrambi, con Beniamino che, dopo aver appeso i guantoni al chiodo, ha intrapreso un importante percorso come preparatore dei portieri, anch’esso legato a doppio filo al mondo Milan.

Da allenatore dei portieri il padre ha avuto una carriera importante nel Milan ricoprendo vari ruoli nel settore portieri rossonero. Inizialmente, ha affiancato Villiam Vecchi come preparatore dei portieri della prima squadra fino al 2008, anno in cui il ruolo è passato a Valerio Fiori.
Successivamente, Beniamino Abate si è dedicato al settore giovanile rossonero, allenando i portieri della Primavera.

Nella stagione 2015-2016 ha ricoperto lo stesso incarico per gli Allievi Nazionali, passando poi agli Esordienti nella stagione successiva.
Nel 2018-2019, è tornato ad allenare i portieri della Primavera, per poi passare all’Under 18 del club.

Nel 2024, ha avuto una breve esperienza come allenatore dei portieri della formazione femminile del Diavolo.

Ignazio Abate: L’Esempio del “Non Mollare Mai” in Rossonero

Con la maglia del Milan, Ignazio Abate ha vissuto anni intensi, diventando un punto di riferimento per il suo spirito di sacrificio e la sua inarrestabile grinta. Sebbene il palmarès da calciatore possa sembrare esiguo (due Supercoppe italiane e uno Scudetto), la sua dedizione e il suo attaccamento alla maglia lo hanno reso un’icona per i tifosi rossoneri, specialmente in un periodo storico complesso per il club. Ora, quella stessa mentalità sarà fondamentale per la sua avventura alla Juve Stabia.

Cantiere Stradale Abusivo a Castellammare di Stabia: Multa di Oltre 800 Euro e Obbligo di Ripristino

0

Un’operazione di controllo del territorio da parte della polizia municipale ha portato alla scoperta di un cantiere stradale completamente abusivo in via Lattaro. Nella giornata di mercoledì 18 giugno, gli agenti, sotto la guida del comandante Francesco Del Gaudio, hanno sorpreso una ditta intenta a effettuare lavori senza alcuna autorizzazione.

L’intervento è scattato durante un pattugliamento di routine, quando l’attenzione degli agenti è stata attirata da lavori in corso sulla sede stradale. A seguito di un’immediata verifica con l’ufficio tecnico del Comune di Castellammare di Stabia, è emersa la totale assenza dei permessi necessari per l’apertura del cantiere e l’esecuzione delle opere.

Di fronte all’irregolarità, i vigili urbani hanno proceduto a elevare sanzioni amministrative per un importo complessivo superiore a 800 euro nei confronti dei responsabili della ditta esecutrice.

Oltre alla sanzione pecuniaria, è stato imposto ai trasgressori l’obbligo di interrompere immediatamente i lavori e di provvedere al ripristino dello stato dei luoghi, cancellando ogni modifica apportata abusivamente alla via. L’operazione rientra in una più ampia strategia di controllo del territorio voluta dall’amministrazione per garantire il rispetto delle regole e la sicurezza dei cittadini.

Gragnano, Capitale del Gusto: Da domenica 22 Giugno Torna il Festival del Panuozzo con 11 Specialità Uniche

0

Il conto alla rovescia è ormai agli sgoccioli. A Gragnano fervono i preparativi per l’attesissima edizione 2025 del Festival del Panuozzo, che da domenica 22 a martedì 24 giugno animerà via Quarantola per tre serate indimenticabili. A partire dalle ore 19, un profumo inebriante avvolgerà la città della pasta, celebrando uno dei suoi più amati capolavori gastronomici in 11 diverse e sorprendenti sfaccettature.

L’evento, organizzato dall’Associazione Produttori Panuozzo di Gragnano con il patrocinio del Comune di Gragnano e della Regione Campania, promette un’immersione totale nel gusto e nella tradizione. “Sarà una tre-giorni all’insegna del gusto e della riscoperta delle nostre tradizioni”, afferma con orgoglio Ciro Minopoli, presidente dell’associazione. “Il panuozzo è un prodotto che punta sempre più sulla competenza negli impasti e sulla qualità dei prodotti utilizzati per la farcitura”.

Un Percorso Gastronomico per Tutti i Palati

Il cuore pulsante della kermesse saranno gli 11 produttori che, con i loro forni a legna allestiti lungo la strada, sforneranno panuozzi senza sosta. I visitatori potranno degustare la versione classica, con pancetta e mozzarella, oppure lasciarsi tentare dalle 11 varianti “special”, una per ogni produttore, pensate per esaltare la creatività e i sapori del territorio.

La manifestazione vuole essere inclusiva e accontentare ogni palato. Per questo, non mancherà uno stand “gluten free” per chi segue un regime alimentare senza glutine e un angolo interamente dedicato ai più golosi, con il panuozzo dolce da farcire al momento con deliziose creme, cioccolato o pistacchio.

Ecco l’elenco completo delle specialità che si potranno assaggiare:

  • O’ Presidente: Fior di latte di Gragnano, pancetta, peperoncini verdi, salsiccia sbriciolata e scaglie di provolone antico.
  • Fratelli Mascolo 1995: Fior di latte di Gragnano, parmigiana di patate, speck e stracciatella.
  • Valle dei Mulini: Fior di latte di Gragnano, provola, porchetta di Ariccia, patatine fritte, funghi trifolati e salsa barbecue.
  • Il Tempio: Fior di latte di Gragnano, pancetta, salsiccia e patate al forno.
  • Mascolo 1982: Salsiccia, guanciale, funghi porcini e fior di latte di Gragnano.
  • Malaingrano: Fior di latte di Gragnano, pancetta e melanzane arrostite.
  • Luigi ‘o furnar: Porchetta, provola di Gragnano e patate al forno.
  • Ciccio ‘O Ciccione: Mortadella, crema di pistacchio e stracciatella di fior di latte di Gragnano.
  • Pascarlì: Fior di latte di Gragnano, kebab e patatine fritte.
  • Il Tris: Provola di Gragnano, salsiccia e friarielli.
  • Domenico Mascolo: Pancetta, fior di latte di Gragnano, fonduta di provolone dei Monti Lattari e zucchine.

Non Solo Cibo: Festa, Musica e Spazio per i Bambini

Il Festival del Panuozzo sarà anche una grande festa popolare. Le serate saranno animate da artisti di strada, dj set e musica dal vivo, creando un’atmosfera vibrante e coinvolgente. Grande attenzione sarà dedicata alle famiglie, con uno spazio speciale interamente dedicato ai bambini, dove potranno divertirsi con laboratori creativi pensati appositamente per loro.

Verso il Riconoscimento IGP

L’evento è anche un’importante vetrina per il futuro del panuozzo. “Abbiamo già registrato un marchio – continua il presidente Minopoli – ma puntiamo al riconoscimento Igp per la difesa dell’origine del prodotto e della metodologia di realizzazione, che è già racchiusa in un disciplinare. Inoltre, ci stiamo muovendo in sinergia con la neonata associazione produttori Fior di latte di Gragnano e il Consorzio produttori Penisola Sorrentina DOP”. Un passo fondamentale per proteggere e valorizzare un’eccellenza che unisce storia, artigianalità e sapore.

Per facilitare la partecipazione, saranno allestiti parcheggi dedicati nelle vicinanze di via Quarantola. L’appuntamento è quindi fissato per domenica 22 giugno: Gragnano è pronta a trasformarsi, ancora una volta, nella capitale dello street food di qualità.

Juve Stabia, Scampato pericolo! Lovisa resta e lancia sulla panchina l’era Abate

0

La cronaca delle ultime frenetiche ore in casa Juve Stabia potrebbe iniziare con: “Tanto tuonò che non piovve”.Un fulmine a ciel sereno che alla fine ha lasciato spazio a un arcobaleno di rinnovate speranze.

Il “caso Lovisa”, che per giorni ha tenuto con il fiato sospeso la tifoseria gialloblù si è finalmente risolto nel modo più auspicato ponendo fine alla prima vera telenovela di questa estate di calciomercato.Il rumore mediatico, amplificato dalla cassa di risonanza dei social e dal passaparola incessante tra i tifosi, aveva creato una spaccatura nell’ambiente.

Il dilemma “resta o va via?” aveva alimentato dubbi e incertezze sul futuro del progetto tecnico che ha riportato prima le Vespe in Serie B per poi affermarsi prepotentemente con un quinto posto storico.Nelle ultime ore le nubi hanno iniziato a diradarsi, le sensazioni sono tornate positive e nella serata di martedì è arrivata la parola fine: un comunicato stampa della società che non solo ha confermato la permanenza del direttore sportivo Matteo Lovisa ma ne ha annunciato anche il prolungamento contrattuale per altri 2 anni (fino al 30 giugno 2027).

Una notizia accolta con un boato di gioia virtuale e non solo dai tifosi.Matteo Lovisa piace, e non poco.

In questo biennio, il giovane DS ha saputo conquistare la fiducia e l’apprezzamento della piazza con scelte oculate, una programmazione seria e la capacità di costruire una squadra vincente.La sua conferma rappresenta un pilastro fondamentale per la continuità del progetto, un segnale forte lanciato dalla società.

Certo, la continuità non sarà totale.Come ormai noto, non sarà Guido Pagliuca a guidare la squadra nel prossimo campionato.

Ma anche qui, il disegno di Lovisa appare chiaro e coerente.Il nome prescelto, come da noi anticipato nei giorni scorsi escludendo altri nomi di allenatori più esperti, è stato quello di Ignazio Abate.

Un profilo giovane, ambizioso, reduce da un’ottima esperienza alla guida della Primavera del Milan e della Ternana in serie C.Con lui si aprirà una nuova era sulla panchina gialloblù.

Abate sa di avere davanti a sé una sfida complessa: conquistare il cuore di una tifoseria esigente e passionale.La strada, come sempre nel calcio, è una sola: i risultati.

Un concetto che suona quasi banale, un “è facile a dirsi” che però nasconde le infinite variabili del rettangolo verde.Ma il “Lovisa 3.0” rappresenta la migliore garanzia possibile per i tifosi, un marchio di fabbrica che unisce competenza e visione futura.

Un plauso va senza dubbio al Presidente Andrea Langella.La sua scelta di puntare ancora con forza su Lovisa è la risposta più efficace ai soliti disfattisti, a coloro che dopo l’addio di Pagliuca già presagivano un progetto al ribasso, un ridimensionamento mascherato.

La realtà invece parla di un nuovo capitolo, sì, ma scritto all’insegna della continuità, della professionalità e dell’ambizione.Gli stessi principi che sono il mantra del Presidente Langella e il biglietto da visita del direttore Lovisa.

La Juve Stabia riparte da qui, con la stessa forza e la stessa voglia di stupire.

Juve Stabia, 19 Giugno 2011: Un giorno indelebile in cui i tifosi gialloblù toccarono il cielo con un dito

0

Ci sono giorni che smettono di essere semplici caselle sul calendario e diventano pagine indelebili nella storia di una comunità.Per Castellammare di Stabia e per i suoi appassionati tifosi, il 19 giugno 2011 è uno di questi.

Una data che evoca un’esplosione di gioia, il coronamento di un sogno lungo oltre mezzo secolo: la Juve Stabia tornava in Serie B.Quel pomeriggio di quattordici anni fa, lo Stadio Flaminio di Roma fu teatro di un’impresa che resterà per sempre scolpita nel cuore dei sostenitori gialloblù.

Le Vespe, guidate da un carismatico Piero Braglia, affrontavano nella finale di ritorno dei playoff l’Atletico
Roma.La posta in gioco era altissima, il sapore della cadetteria era a portata di mano.

L’Atletico Roma forte di una rosa esperta e del pareggio a reti inviolate ottenuto nella gara d’andata al “Menti” di Castellammare partiva con i favori del pronostico.Molti li davano per sicuri vincitori ma il calcio si sa è imprevedibile e spesso riserva sorprese per chi ha il cuore e la determinazione.

E le Vespe, quel giorno, dimostrarono di avere entrambi.Fu una prestazione epica, la classica “partita perfetta” che ogni allenatore sogna e ogni tifoso desidera.

La Juve Stabia scese in campo con una ferocia e una lucidità tattica ammirevoli.Il vantaggio arrivò in pieno recupero del primo tempo, un gol liberatorio firmato da Morris Molinari, che con un destro al volo sbloccò il risultato e aprì la strada alla leggenda.

Con l’Atletico Roma costretto a scoprirsi, la Juve Stabia trovò spazi per colpire ancora.A chiudere i conti, a pochi minuti dal triplice fischio, ci pensò il “bomber” Giorgio Corona, che con un tap-in preciso mise la parola fine a una partita che non ammetteva repliche.

Il 2-0 finale fu un trionfo meritato, una vittoria che andava oltre il campo e si trasformava in un’autentica apoteosi.Al triplice fischio dell’arbitro, lo stadio si trasformò in un’onda gialloblù.

I tifosi della Juve Stabia, accorsi in massa nella Capitale, esplosero in un boato di gioia.Una festa che si propagò in un baleno fino a Castellammare di Stabia, dove la città intera impazzì di felicità.

Caroselli di auto, bandiere sventolanti, cori a squarciagola: una notte indimenticabile, che protrasse l’euforia fino alle prime luci dell’alba.Quella promozione non fu solo un traguardo sportivo; fu un momento di unità e orgoglio per un’intera comunità.

La Juve Stabia tornava in Serie B dopo sessant’anni (l’ultima volta era stata nella stagione 1950-51), riscrivendo una pagina gloriosa della sua storia e regalando un’emozione che, per i fan delle Vespe, è e resterà un ricordo indelebile, un pomeriggio al Flaminio che non andrà mai via.

Juve Stabia, ora è ufficiale: Ignazio Abate è il successore di Guido Pagliuca sulla panchina delle Vespe

0

Un’era nuova sta per iniziare in casa Juve Stabia! Come avevamo annunciato nei giorni scorsi, la società gialloblù ha ufficialmente affidato la guida tecnica della prima squadra a Ignazio Abate, che raccoglie la pesante eredità di Guido Pagliuca ora all’Empoli.

Il suo arrivo promette di portare entusiasmo e una visione moderna. L’ex campione del Milan, con una carriera di spicco sia in campo che, più recentemente, in panchina ha siglato un contratto biennale valido fino al 30 giugno 2027. Questa mossa strategica sottolinea la volontà della Juve Stabia di investire su un profilo giovane ma già con esperienze significative come testimoniato dai successi ottenuti nelle giovanili del Milan e l’ultima positiva stagione con la Ternana nonostante l’esonero (legato più a divergenze con la società). Con Abate arriva anche il suo fidato staff pronto a mettersi al lavoro per raggiungere nuovi importanti traguardi.

Questo il comunicato stampa della società:

La S.S. Juve Stabia comunica di aver affidato la guida tecnica della prima squadra a Ignazio Abate il quale ha firmato un contratto biennale che avrà validità fino al 30 giugno 2027.

Nato a Sant’Agata de’ Goti il 12 novembre 1986, Abate ha avuto una lunga e prestigiosa carriera da calciatore: ha vestito le maglie di Napoli (33 presenze, 2 reti), Piacenza (13 presenze), Modena (41 presenze, 1 rete), Empoli (38 presenze, 1 rete), Torino (29 presenze, 2 reti) e infine Milan, con cui ha totalizzato 306 presenze e 3 reti in 10 stagioni, vincendo 1 Scudetto e 2 Supercoppe italiane. Ha anche collezionato 22 presenze e 1 rete con la Nazionale italiana.

Da allenatore, ha iniziato nel 2021/22 alla guida del Milan Under 16, con cui ha raggiunto la finale scudetto. Successivamente, ha allenato la Primavera del Milan (2022–2024), raggiungendo la finale di Youth League 2023/24. Nella stagione 2024/25 ha guidato la Ternana, ottenendo 21 vittorie, 9 pareggi e 4 sconfitte.

Mister Abate porta con se il suo staff, composto dall’allenatore in seconda, Cesare Beggi, nato a Gorgonzola il 15 gennaio 1972, dal collaboratore tecnico, Davide Farina, nato a Milano il 27 marzo 1986, dal preparatore atletico Alessandro Micheli, nato a Carrara il 5 giugno 1986 e dal match analyst, Dario Cucinotta, nato a Messina il 15 maggio 1991. I membri dello staff di mister Abate hanno firmato un contratto biennale e si aggiungono ai già confermati Amedeo Petrazzuolo, allenatore dei portieri, e Raffaele La Penna, preparatore atletico.

A dare il benvenuto in società al nuovo tecnico è il presidente Andrea Langella: “Sono giorni importanti per noi e dopo aver fatto un passo fondamentale con il nostro direttore sportivo, era fondamentale scegliere l’allenatore giusto, un profilo giovane, interessante e con gli stimoli giusti per poter fare bene nel nostro club con il profilo societario che non cambia per sostenibilità e scelta dei tesserati, con la voglia di confermarsi e migliorarsi. Do il mio personale benvenuto a mister Abate e al suo staff”.

Queste le prime dichiarazioni del nuovo allenatore gialloblu: “Sono felice di esser tornato nella terra nella quale sono nato, pronto a dare del mio meglio per la società che mi ha voluto e per i nostri tifosi che sono caldi e passionali come piacciono a me. Io e il mio staff daremo sempre il massimo e prometto questo alla nostra piazza”.

A mister Abate e al suo staff va un caloroso benvenuto a Castellammare di Stabia.

Conclusione

L’arrivo di Ignazio Abate e del suo staff segna quindi un capitolo entusiasmante per la S.S. Juve Stabia. Le parole del presidente Andrea Langella e le prime dichiarazioni del tecnico evidenziano un’intesa immediata e una condivisione di valori e obiettivi, tra cui la sostenibilità e la ricerca di profili giovani e motivati. Con un passato glorioso da calciatore e un presente promettente da allenatore, Abate porta con sé non solo competenza tecnica, ma anche la grinta e la passione che lo hanno sempre contraddistinto. La piazza di Castellammare di Stabia è pronta ad accoglierlo calorosamente, sperando che questa nuova guida possa portare la squadra verso successi sempre maggiori e consolidare ulteriormente il proprio percorso di crescita.

L’AZZURRO PENSIERO ESTIVO: Si accende il mercato per il vice-Lukaku. Sirene bianconere per Anguissa?=

0

Benvenuti alla puntata numero 3 della nostra rubrica estiva sulle notizie che settimanalmente accadono nel Mondo azzurro della Napoli.

Con l’avvento sulla panchina della Nazionale di Gennaro Gattuso, il calciatore azzurro Matteo Politano vede riaprirsi la possibilità di giocare nuovamente con la maglia dell’Italia.Il tecnico calabrese, infatti, ha mostrato subito l’idea di voler ripartire dal blocco Napoli.

Ci sarebbero sirene juventine per il centrocampista Frank Anguissa, ma è tutto da verificare.La società, intanto, attende ancora le decisioni sul futuro di Victor Osimhen che sembrerebbe rivelarsi nuovamente la telenovela estiva del 2025.

Per l’attacco, tiene banco la scelta del vice-Lukaku.Il nome di Darwin Nunez è quello che piace più di tutti.

Il Liverpool avrebbe fissato il prezzo in 50 milioni, cifra alta, ma trattabile.Altro nome papabile è quello di Ademola Lookman, uno dei preferiti da Antonio Conte.

Sempre davanti, il prezzo per portare Lorenzo Lucca alle falde del Vesuvio si aggirerebbe intorno ai 25 milioni di €.Intanto, in città non è ancora passata la voglia di festeggiare il quarto Scudetto della storia del Napoli, tanto che l’azienda di trasporti ANM ha emanato un biglietto speciale commemorativo per l’annata eccezionale appena trascorsa.

IL MORSO DELLA VESPA ESTIVO: Candellone ai saluti finali. Per il centrocampo c’è un nome nuovo

0

Benvenuti alla puntata numero 3 della nostra rubrica estiva sulle notizie che settimanalmente accadono nel Mondo gialloblu della Juve Stabia.

Sembra molto vicino l’accordo tra Ignazio Abate e le vespe di Castellammare Di Stabia.L’ex Milan sarebbe stato convinto dal DS Matteo Lovisa, fresco di rinnovo da parte della società.

Il giovanissimo direttore sarà legato alla società per altri 3 anni, così come si può leggere dal sito ufficiale della squadra.Ha dichiarato che ci sono le basi per programmare il futuro con serenità.

Per quanto riguarda gli ormai ex calciatori gialloblu, su Niccolò Fortini ci sarebbe l’attenzione di una big di Serie A come il Milan.La notizia può solo inorgoglire i tifosi della Juve Stabia che hanno assistito l’anno scorso alla nascita potenziale di una nuova stella del calcio italiano.

E’ arrivata anche l’ufficialità di Guido Pagliuca sulla panchina dell’Empoli.Sul fronte in uscita, il pressing per Andrea Adorante da parte del Venezia si fa sempre più serrato.

Il prezzo fissato dalla Juve Stabia per la sua cessione si aggirerebbe sui 3 e i 4 milioni di €.Un altro nome dell’attacco stabiese è ai saluti.

Si tratta di Leonardo Candellone che ha deciso di non rinnovare ed andrà via a parametro zero.In entrata, il nome nuovo è quello del centrocampista classe 2002 della Torres Michael Brentan sulle cui tracce ci sarebbe appunto la Juve Stabia.

Il ragazzo si è particolarmente distinto nella scorsa stagione tra le fila della compagine sarda.

“Sciame molesto”: I tifosi della Tribuna Scoperta del Menti con la Juve Stabia nel sangue

0

Una passione nata sugli spalti.Abbiamo intervistato il neonato gruppo di supporters stabiesi “Sciame molesto” che sostiene la squadra dalla Tribuna Scoperta.

Molto interessanti le chiavi di lettura dei ragazzi che si sono resi disponibili a dichiarazioni col cuore in mano riguardanti la compagine gialloblu.

Ciao ragazzi, da dove nasce l’idea di questo gruppo?

“L’idea è nata un po’ per caso, oltre a conoscerci da tempo al di fuori dello stadio siamo sempre gli stessi a seguire le partite al Menti da tanti anni, condividendo abitudini e rituali come ritrovarsi nella scoperta sempre allo stesso posto”.

Perché la scelta del nome “Sciame molesto”?

“Il nome è nato per cercare qualcosa di diverso e per sottolineare che il gruppo è formato da membri che vivono in tutta Italia e che sfruttano le trasferte della Juve Stabia per stare insieme ovunque”.

Qual è il ricordo più bello legato alla Juve Stabia dal giorno della vostra fondazione?

“Uno dei ricordi più belli è il giorno della promozione dello scorso anno a Benevento, dove ovviamente eravamo tutti presenti.Anche le altre promozioni sono state bellissime ma quella dello scorso anno ha un sapore di rivalsa dopo anni difficili dove allo stadio eravamo davvero in pochi e anche in quel caso noi c’eravamo sempre”.

Qual è il vostro pensiero sulla fine dell’era Pagliuca?

“È inevitabile provare dispiacere, ma al tempo stesso è giusto così.

In questi anni ha dato tutto: impegno, passione, dedizione e un amore sincero per questi colori.

Ha scritto pagine indelebili della nostra storia, portandoci a raggiungere traguardi importanti e storici, facendoci sognare come mai prima d’ora.

Il suo lavoro instancabile e la sua guida carismatica, ha lasciato un segno profondo non solo sul campo, ma anche nella mente e nel cuore di chi ha avuto il privilegio di condividere questo percorso .Al mister va la nostra più profonda gratitudine per ciò che ha costruito, con professionalità, spirito di sacrificio e valori autentici.

Non possiamo che dirgli grazie, di cuore, e augurargli il meglio per il futuro: consapevoli che porterai con te un pezzo della nostra storia”.

Chi prendereste al suo posto?

“In questo momento si sentono tanti nomi.Noi attendiamo le scelte della società.

Sarebbe bello se arrivasse un giovane allenatore con mentalità moderna”.

Un giocatore del passato a cui siete particolarmente legati.

“Molti di noi ricordano sempre Max Carlini, sia per quanto ha dato come calciatore sia perché, ancor di più, si è rivelato una grande persona.Non dimentichiamo comunque calciatori che hanno fatto la storia della Juve Stabia come Corona, Molinari, Sau ecc.”.

Un calciatore preferito per ruolo dello Stabia dell’anno scorso.

“Se da un lato parlare di Adorante potrebbe sembrare scontato, dall’altro non possiamo esimerci dal sottolineare quanto ci abbia colpito, sin dalle primissime apparizioni, Romano Floriani Mussolini.

La sua velocità, la generosità nella corsa e la capacità di leggere le situazioni con lucidità ci hanno impressionato fin da subito.

Alcuni di noi lo avevano già notato durante il ritiro di Capracotta, intuendo che avrebbe potuto rappresentare qualcosa di speciale nel corso della stagione.

Un pensiero speciale lo vogliamo riservare anche a Patryk Peda, arrivato nel mercato invernale e subito capace di integrarsi perfettamente negli schemi di Mister Pagliuca, un’impresa tutt’altro che semplice.La sua crescita è stata costante, le sue prestazioni sempre più solide, culminando in quella straordinaria gara contro il Palermo nel turno preliminare dei play-off.

In quell’occasione ha saputo neutralizzare con personalità e intelligenza un attaccante del calibro di Pohjanpalo, confermandosi pedina fondamentale della retroguardia .Infine, una menzione doverosa va a Pierobon: guerriero instancabile, punto di equilibrio e anima silenziosa della squadra.

Con il suo spirito di sacrificio, la capacità di tenere unito il gruppo nei momenti delicati e la costanza nel rendimento, ha incarnato al meglio i valori che questo club vuole portare avanti.

Tre nomi, tre profili diversi, ma un filo gialloblù li unisce : dedizione, spirito di squadra e amore per la maglia.

A tutti loro, il nostro più sincero grazie”.

Calciomercato: qual è il vostro sogno nel cassetto?

“Fiducia nel nostro DS Lovisa e speranza che riescano a trattenere tutti i giocatori della rosa di quest’anno.D’altra parte abbiamo visto che non ci vogliono i grandi nomi per un grande campionato”.

Fate un pronostico per la prossima stagione.

“Lasciamo che siano gli altri a fare pronostici, per noi è importante esserci”.

Quali sono i progetti futuri del vostro gruppo?

“Vorremo far realizzare dei gadget con il nostro logo, ad esempio t-shirt, cappellini e sciarpe in modo da farci riconoscere in tribuna scoperta, un po’ come fanno i tipici supporter in Inghilterra.

Per adesso fatto realizzare i nostri “ziccarielli” (adesivi, così li abbiamo denominati all’interno del gruppo).

Inoltre allargare le amicizie a nuovi supporters”.

Chi mandereste via tra i calciatori in rosa?

“Questa è una domanda un po’ cattiva perché comunque, nel bene e nel male, tutti i calciatori dell’attuale rosa hanno dato il meglio di sé”.

Dichiarazioni mai scontate da parte di ragazzi con il sangue gialloblu nelle vene.Auguriamo loro il meglio per il loro progetto ed auspichiamo che tanti tifosi si uniscano alla loro iniziativa con la Juve Stabia al centro dei loro progetti di tifo per un Menti sempre più fortino per le gare casalinghe nel futuro.

La Juve Stabia tra le migliori in Serie B per l’impiego dei giovani talenti

0

La Juve Stabia festeggia un’altra importante vittoria della sua stagione, non solo sul campo ma anche nella valorizzazione dei giovani talenti. Con un totale di 10.351 minuti giocati da calciatori “under”, le Vespe si collocano al terzo posto in una speciale classifica, superando ampiamente la soglia massima di 9.000 minuti stabiliti dalla Lega Serie B per i contributi economici destinati a chi punta sulla linea verde.

Una stagione da incorniciare per i giovani gialloblù

I gialloblù hanno schierato cinque ragazzi nati tra il 2002 e il 2006. Solo due erano di proprietà: Folino (poi ceduto alla Cremonese) e Pierobon.

A metà stagione la Juve Stabia era al primo posto con alle spalle la Reggiana ma dagli ultimi dati seppur non ufficiali i granata, con 11.431 minuti giocati, dovrebbe aver sorpassato le Vespe che sono passate poi al terzo posto superate anche dal Mantova.

I granata hanno utilizzato ben 9 giovani nati tra il 2002 e il 2004 di cui però solo 3 sono di proprietà: Maggio, Motta, Cavallini. Gli altri 6 sono in prestito: Lucchesi, Vergara, Ignacchiti, Fontanarosa, Sersanti e Kumi.

Le Vespe durante il campionato hanno schierato in campo i giovani Nicolò Fortini, Romano Floriani Mussolini, Yuri Rocchetti, Francesco Folino (ceduto a gennaio alla Cremonese) Louati (in prestito con obbligo di riscatto dalla Pro Vercelli), Artistico (in prestito fino a Gennaio dalla Lazio) e Cristian Pierobon.

Al secondo posto il Mantova ha totalizzato 11.141 minuti grazie all’utilizzo di Alessandro Debendetti, Antonio Fiori, Davide Bragantini, Giacomo Fedel, Federico Artioli, Simone Trimboli, Nicolò Radaelli, Tommaso Maggioni e Simone Giordano.

Spetterà nei prossimi giorni alla Lega di B stabilire la classifica ufficiale.

Il regolamento del minutaggio

Il regolamento prevede che non vi sia differenza tra i giocatori nati nel 2002, 2003 e 2004 che riceveranno lo stesso importo per minuto giocati. Si fa però distinzione tra i nati tra il 2005 e il 2006 e tra i giocatori di proprietà e quelli in prestito, prevedendo un beneficio maggiore per i primi, al 100%, e del 75% per i secondi. Il premio di valorizzazione vale solo per i giocatori italiani. È bene ricordare che è di 9.000 il massimo del minutaggio riconosciuto dalla Lega.

La Lega di serie B non ha ancora stabilito l’ammontare complessivo del premio di valorizzazione a disposizione dei 20 club.

La Juve Stabia in questo senso è abbastanza penalizzata perché a parte Pierobon e Folino (poi ceduto alla Cremonese) tutti gli altri giovani sono in prestito e quindi il premio sarà solo al 75% del minutaggio. L’obiettivo è di ottenere il massimo di contributi.

Ricordiamo inoltre che il contributo da parte della Lega che può essere aumentato o diminuito, com’è stato nelle stagioni precedenti, in relazione al minutaggio delle altre società che parteciperanno alla suddivisione del monte premio. Un calcolo più preciso lo si potrà stilare solo tra qualche settimana.

Quattro obiettivi in un colpo solo

Nonostante quindi  i calcoli precisi si potranno fare solo nelle prossime settimane, resta la straordinaria constatazione di una stagione che ha visto la Juve Stabia centrare ben quattro obiettivi strategici: la conquista di una tranquilla salvezza in Serie B, l’accesso ai play-off promozione grazie ad una brillante quinta posizione, la valorizzazione di giovani talenti in prestito da importanti club di Serie A e, infine, la quasi certezza di ottenere un congruo premio dalla Lega per aver creduto e investito sulla linea verde italiana. Un successo su tutta la linea che proietta le Vespe verso un futuro ancora più solido e promettente.

Juve Stabia, svelato il nome del nuovo allenatore: Ignazio Abate sarà il successore di Guido Pagliuca

0

Chiusa un’era, se ne apre subito un’altra. Dopo il prolungamento del contratto fino al 30 giugno 2028, il Direttore Sportivo Matteo Lovisa ha mosso la prima fondamentale pedina sullo scacchiere della Juve Stabia per la prossima stagione. Il compito più delicato era trovare un sostituto all’altezza di Guido Pagliuca, l’artefice della cavalcata trionfale dalla Serie C fino ai play off di Serie B e recentemente ufficializzato dall’Empoli. Un’eredità pesante che la dirigenza stabiese ha deciso di affidare a Ignazio Abate.

La scelta, dopo giorni di voci e speculazioni, è ricaduta sull’ex allenatore della Ternana. Secondo quanto trapela da fonti vicine alla società l’accordo è ormai ai dettagli: Abate risolverà il suo legame contrattuale con il club umbro per poi legarsi alla Juve Stabia con un contratto biennale (si puntava ad un triennale). Manca solo l’annuncio ufficiale per dare il via al nuovo corso tecnico delle Vespe.

Una Scommessa Giovane e Ambiziosa

Nato a Sant’Agata de’ Goti, in provincia di Benevento, il 12 novembre 1986, Ignazio Abate porta con sé un bagaglio di esperienze da calciatore ad altissimi livelli e una carriera da allenatore in rampa di lancia. Proprio come il suo predecessore Pagliuca, Abate è stato ammesso al prestigioso corso UEFA Pro il massimo livello di formazione per un tecnico.

La sua carriera in panchina è decollata nel settore giovanile del Milan, club di cui è stato una bandiera sul campo. Alla guida della squadra Primavera rossonera ha sorpreso tutti per la qualità del gioco e i risultati, raggiungendo in due anni prima la semifinale e poi una storica finale di Youth League (la Champions League giovanile). Un percorso impreziosito dalla coraggiosa scelta di impiegare costantemente giocatori sotto età dimostrando una spiccata capacità nel valorizzare i giovani talenti.

I moduli utilizzati vanno dal 4-3-3 al 4-2-3-1 passando anche per il 3-5-2. Praticamente è un allenatore che sa adattarsi al materiale umano a disposizione.

L’Esperienza con la Ternana e il particolare “doppio” esonero

La scorsa stagione Abate ha fatto il suo esordio nel calcio professionistico sulla panchina della Ternana, squadra ambiziosa e neoretrocessa in Serie C dopo aver perso lo spareggio con il Bari. L’impatto è stato notevole: prima di essere sollevato dall’incarico, aveva messo insieme un bottino di tutto rispetto, portando la squadra nelle zone altissime della classifica fino al primo posto.

La fine del suo rapporto con la società umbra è stata a dir poco singolare. Un primo esonero a inizio febbraio era stato revocato nel giro di poche ore su pressione della stessa squadra, segno del forte legame creato con lo spogliatoio. Tuttavia, la rottura definitiva è arrivata ad aprile, dopo una sconfitta esterna con la Lucchese, quando le Fere si trovavano ancora al secondo posto in classifica a -5 dall’Entella a sole quattro giornate dal termine del campionato. La sua stagione si chiude quindi prematuramente dopo la giornata numero 34 e dopo aver collezionato 21 vittorie, nove pareggi e quattro sconfitte (cinque se contiamo la coppa Italia).

L’Eredità di Pagliuca e le Sfide della B

Abate raccoglie il testimone da un allenatore, Guido Pagliuca, che in due stagioni indimenticabili ha saputo traghettare le Vespe dalla serie C fino alla semifinale play off con la Cremonese. Un’impresa che ha lasciato un segno indelebile nel cuore dei tifosi gialloblù. Non sarà un compito semplice per il nuovo tecnico che avrà la responsabilità di guidare la Juve Stabia nel difficile e competitivo campionato cadetto.

La scelta del DS Lovisa appare chiara: puntare su un allenatore giovane, moderno, con idee di gioco propositive e una forte attitudine a lavorare con i giovani. Un profilo in linea con la programmazione e la sostenibilità portate avanti dal club. Con l’arrivo di Ignazio Abate, a Castellammare si apre un nuovo capitolo, con la speranza che possa essere altrettanto vincente come quello appena concluso.

UFFICIALE: Il D.S. Matteo Lovisa prolunga il contratto in scadenza con la Juve Stabia fino al 2028

0

Un segnale forte, nel segno della continuità e dell’ambizione.La S.S.

Juve Stabia 1907 ha ufficializzato il prolungamento del contratto del direttore sportivo Matteo Lovisa fino al 30 giugno 2028.Una mossa strategica, fortemente voluta dal presidente Andrea Langella, che blinda uno degli artefici principali dei recenti successi gialloblù e pone le basi per un futuro solido e programmato.

Questo il comunicato stampa della società:

La S.S.

Juve Stabia 1907 comunica il prolungamento del contratto con il direttore sportivo, Matteo Lovisa, fino al 30 giugno 2028.Alla guida del nostro progetto tecnico dal luglio del 2023, Lovisa, giovane direttore sportivo classe 1996, con un’esperienza importante al Pordenone, portato fino alle semifinali play off per la serie A, ha svolto un ruolo decisivo nella vittoria del campionato di Serie C girone C 2023/24 e nel sorprendente quinto posto conquistato nel campionato di Serie BKT 2024/25 con il raggiungimento della semifinale play off, un traguardo storico per Castellammare di Stabia.

Il rinnovo, fortemente voluto dal presidente Andrea Langella, rappresenta la chiara volontà di dare continuità al progetto avviato due anni fa e di consolidare le basi di un percorso ambizioso.Queste le dichiarazioni del presidente Andrea Langella dopo la firma del nuovo accordo: “Nel segno della continuità è stata mia ferma volontà mettere nelle condizioni ideali il nostro direttore sportivo Matteo Lovisa di continuare l’ottimo lavoro svolto in questi due anni per poter programmare al meglio il nostro futuro.

Contento di poter annunciare il prolungamento del suo contratto di ulteriori due anni rispetto alla scadenza del 2026.Buon lavoro direttore!”.

Concluso l’accordo per il rinnovo e apposta la sua firma, il DS Matteo Lovisa afferma: “Non ho avuto mai nessuno dubbio su dove volevo trascorrere le mie prossime stagioni sportive, sono legato a Castellammare e ai nostri tifosi che sono la nostra arma in più.Ringrazio il presidente per avermi voluto ancora qui con un contratto che reputo della giusta durata per poter progettare i prossimi anni nel modo migliore.

Sono felice di poter lavorare in un posto che ormai mi è entrato nel cuore per il calore che mi viene sempre mostrato da tutti e che spero di ricambiare con professionalità”.Con la conferma di Lovisa fino al 2028, la Juve Stabia si assicura una guida tecnica di alto profilo per il lungo periodo, lanciando un messaggio chiaro a tifosi e avversari: i successi di questi due anni non sono stati un caso, ma l’inizio di un percorso ambizioso destinato a durare nel tempo.