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Torre Annunziata: arrestati per resistenza e oltraggio a Pubblico Ufficiale

Torre Annunziata: nel pomeriggio di ieri, gli agenti del Commissariato nel corso di controlli hanno condotto in arresto una coppia per violenza.

Torre Annunziata: arrestati per resistenza e oltraggio a Pubblico Ufficiale



Torre Annunziata (Na)- Una coppia dimostratasi insofferente ai controlli di routine da parte degli agenti del Commissariato, sono stati arrestati per violenza, minaccia, resistenza e oltraggio a Pubblico Ufficiale.

Ieri pomeriggio infatti, gli agenti del Commissariato di Torre Annunziata, nel corso di operazioni di controllo del territorio in corso Umberto I° all’angolo con via Giovanni Avallone, hanno individuato una coppia a bordo di un motociclo accertando che il conducente era privo del casco protettivo, di patente di guida perché mai conseguita e di copertura assicurativa.


I due si sono dimostrati insofferenti al controllo, inveendo contro i poliziotti, minacciandoli e aggredendoli fisicamente fino a quando, non senza difficoltà, sono stati bloccati.


Tabit Mejri e Gerardina Di Giovanni, salernitani di 29 e 18 anni con precedenti di polizia, sono stati pertanto arrestati per violenza, minaccia, resistenza e oltraggio a Pubblico Ufficiale; inoltre, l’uomo è stato sanzionato per le violazioni del Codice della Strada e lo scooter è stato sottoposto a sequestro.

La mancanza di rispetto dell’autorevolezza e autorità delle Forze dell’Ordine è indice di una debolezza della società: dimenticando che chi indossa una divisa rappresenta lo Stato, manca di rispetto al proprio Stato; allo stesso modo chi indossando la divisa non difende l’autorevolezza dello Stato esercitando al meglio il proprio ruolo, indebolisce lo Stato e infanga il valore della divisa.

Redazione Campania

Curva Sud, il grande cuore dei tifosi nella spesa solidale

Curva Sud, il grande cuore dei tifosi nella spesa solidale. Onore ai tifosi della Curva Sud che ancora una volta hanno dimostrato il loro grande cuore

Curva Sud, il grande cuore dei tifosi nella spesa solidale

Ancora una volta i tifosi della Curva Sud mostrano il loro gran cuore e si dimostrano davvero encomiabili nell’organizzare una raccolta di fondi per aiutare le famiglie più bisognose di Castellammare. In un periodo peraltro molto complicato come quello attuale caratterizzato dalla pandemia da Coronavirus.

Il cuore pulsante della tifoseria gialloblè non ha fatto venire meno il proprio supporto alle famiglie stabiesi più bisognose. Organizzata in pochi giorni una raccolta fondi a cui tutti hanno potuto contribuire e che si è concretizzata poi in una spesa solidale a favore dei meno abbienti.

Raccolti in pochi giorni ben 1.400 euro con i quali sono stati acquistati oltre ai beni di prima necessità per gli adulti, anche prodotti alimentari per i bambini. Biscotti, omogeneizzati e pannolini per i più piccoli in un periodo in cui in molte famiglie stabiesi diventa difficile anche mettere un piatto a tavola.

Un’iniziativa che, come afferma Emanuele Tremante leader storico della Curva Sud, parte dal cuore degli Ultras che amano la città, la rappresentano e la difendono in ogni circostanza. Come in questo periodo molto critico caratterizzato dall’emergenza sanitaria. La Curva Sud è sempre presente e non abbandona mai la città e lo ha ampiamente dimostrato anche in questa occasione.

Il contenuto della spesa solidale è stato oggi consegnato al Comune di Castellammare di Stabia. Attraverso la Protezione Civile la spesa sarà consegnata ad una settantina di famiglie stabiesi. Un regalo significativo per tante famiglie nei giorni che precedono la Pasqua. Inoltre i tifosi della Curva Sud hanno anche omaggiato con una Colomba pasquale, simbolo di pace, tutti i medici e gli infermieri dell’Ospedale San Leonardo.

a cura di Natale Giusti

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Gragnano, il nuovo reparto di Neuropsichiatria Infantile è pronto: possibile inaugurazione il 3 luglio

Un importante passo avanti per la sanità territoriale e per le famiglie dell’area dei Monti Lattari. Nella mattinata di ieri il sindaco di Gragnano, Nello D’Auria, insieme al Direttore Generale dell’ASL Napoli 3 Sud, Giuseppe Russo, ha effettuato un sopralluogo presso l’ospedale di Gragnano per verificare lo stato di avanzamento dei lavori del nuovo reparto di Neuropsichiatria Infantile.

L’ispezione ha consentito di constatare il buon andamento degli interventi di riqualificazione che stanno trasformando gli spazi destinati ad accogliere un servizio particolarmente atteso dalle famiglie del territorio. La nuova struttura, moderna e completamente rinnovata, si svilupperà su una superficie di circa 150 metri quadrati e sarà dedicata all’assistenza, alla diagnosi e alla cura di bambini e adolescenti con esigenze neuropsichiatriche.

Il reparto nasce con l’obiettivo di offrire una risposta concreta ai bisogni di numerose famiglie che, fino ad oggi, sono state spesso costrette a rivolgersi ad altre strutture per ottenere servizi specialistici. Una volta attivato, il centro rappresenterà un punto di riferimento non solo per la città di Gragnano, ma per l’intero comprensorio, rafforzando l’offerta sanitaria locale e migliorando l’accessibilità alle cure.

Durante il sopralluogo, il sindaco e il direttore generale dell’ASL hanno verificato lo stato dell’arte dei lavori e, alla luce dei progressi registrati, è stata individuata come data verosimile per l’inaugurazione ufficiale il prossimo 3 luglio.

L’apertura del nuovo reparto è il frutto di una collaborazione istituzionale tra il Comune di Gragnano e l’ASL Napoli 3 Sud. Un percorso condiviso che ha visto il coinvolgimento diretto del Direttore Generale Giuseppe Russo, impegnato nel seguire da vicino tutte le fasi della riqualificazione e dell’attivazione del servizio.

Grande soddisfazione è stata espressa dal sindaco Nello D’Auria, che ha sottolineato il valore dell’iniziativa per il territorio e per le famiglie.

«Per troppo tempo tante famiglie del territorio hanno atteso una risposta concreta. Oggi quella risposta c’è», ha dichiarato il primo cittadino. «Con il nuovo reparto di Neuropsichiatria Infantile consegneremo alla comunità un servizio importante, moderno e necessario: uno spazio di circa 150 metri quadrati dedicato ai bambini, ai ragazzi e alle loro famiglie. Ringrazio il Direttore Generale Giuseppe Russo e l’ASL Napoli 3 Sud per l’attenzione, la collaborazione e il lavoro condiviso. Questo è un risultato che nasce da una visione chiara: rafforzare i servizi sul territorio e dare risposte vere ai bisogni delle persone».

L’imminente apertura del reparto rappresenta un tassello significativo nel percorso di potenziamento della sanità territoriale e conferma la volontà delle istituzioni di investire in servizi essenziali rivolti alle fasce più giovani della popolazione. Per Gragnano e per l’intero comprensorio si tratta di una novità destinata a migliorare concretamente la qualità dell’assistenza e il supporto alle famiglie.

Scafati, maxi sequestro di droga e un fucile a pompa: arrestata una donna di 35 anni

Importante operazione antidroga della Polizia di Stato nel territorio di Scafati. Nel pomeriggio di ieri gli agenti del Commissariato di Pompei, con il supporto di un’unità cinofila dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, hanno arrestato una donna di 35 anni con l’accusa di detenzione illecita di sostanze stupefacenti.

L’attività investigativa si è sviluppata nell’ambito di specifici servizi di controllo del territorio finalizzati al contrasto dello spaccio di droga. Durante una perquisizione effettuata presso l’abitazione della donna, i poliziotti hanno rinvenuto un ingente quantitativo di hashish: 31 panetti e 5 involucri della sostanza, per un peso complessivo di circa 3 chilogrammi.

Nel corso del controllo sono stati inoltre sequestrati due coltelli a serramanico le cui lame risultavano intrise di sostanza stupefacente, elemento che ha ulteriormente rafforzato il quadro indiziario a carico della 35enne. Al termine delle operazioni, la donna è stata tratta in arresto dagli agenti intervenuti.

L’operazione, tuttavia, non si è conclusa con il sequestro effettuato nell’abitazione. I poliziotti hanno infatti esteso i controlli a una cantina ubicata nello stesso stabile, dove hanno scoperto un vero e proprio deposito di droga e materiale riconducibile all’attività di spaccio.

All’interno del locale sono stati rinvenuti e sequestrati circa 2,7 chilogrammi di hashish, oltre 7 chilogrammi di marijuana e circa 70 grammi di cocaina. Gli agenti hanno inoltre trovato due bilancini di precisione e diverso materiale utilizzato per il confezionamento delle sostanze stupefacenti, strumenti generalmente impiegati per la preparazione delle dosi destinate alla vendita.

Particolarmente inquietante anche il ritrovamento di un fucile a pompa calibro 12 con matricola abrasa, accompagnato da 22 cartucce dello stesso calibro. L’arma è stata immediatamente sequestrata e sarà sottoposta agli accertamenti tecnici necessari per verificare eventuali collegamenti con altri episodi criminosi.

Il bilancio complessivo dell’operazione è dunque particolarmente rilevante: oltre 12 chilogrammi di sostanze stupefacenti tra hashish, marijuana e cocaina sono stati sottratti al mercato illegale, insieme a un’arma potenzialmente pericolosa e a munizioni detenute illegalmente.

Le indagini proseguono per accertare eventuali responsabilità di altre persone e per ricostruire la provenienza della droga e dell’arma sequestrate. L’operazione rappresenta un ulteriore colpo inferto ai traffici illeciti sul territorio dell’Agro nocerino-sarnese e conferma l’impegno delle forze dell’ordine nel contrasto allo spaccio e alla criminalità.

Castellammare, scuola dell’infanzia Carducci: arrivano 3 nuovi collaboratori per un rafforzamento dei servizi

Importante novità per la scuola dell’infanzia Carducci, che potrà contare su un potenziamento del proprio organico grazie all’ingresso di tre nuovi collaboratori. Una misura che punta a rafforzare l’organizzazione interna della struttura e a garantire maggiori certezze in vista dell’avvio del prossimo anno scolastico.

L’annuncio è arrivato dall’assessore all’Educazione, Annalisa Di Nuzzo, che ha sottolineato il valore dell’intervento come risposta concreta alle preoccupazioni emerse negli ultimi mesi sul futuro della scuola e sulla capacità della struttura di assicurare la piena continuità dei servizi educativi.

«Con l’ingresso di tre nuovi collaboratori destinati alla scuola dell’infanzia Carducci diamo una risposta concreta alle preoccupazioni che negli ultimi mesi sono state sollevate sul futuro della struttura. Queste nuove unità rappresentano un importante rafforzamento dell’organico e consentiranno di migliorare l’organizzazione delle attività quotidiane, offrire un supporto più efficace al personale e garantire maggiore stabilità all’intera scuola», ha dichiarato l’assessore.

L’arrivo delle nuove figure consentirà infatti di alleggerire il carico di lavoro del personale già in servizio, migliorando la gestione delle attività quotidiane e contribuendo a creare un ambiente ancora più efficiente e funzionale per bambini, famiglie e operatori scolastici.

Per l’amministrazione comunale si tratta di un risultato significativo, frutto di un percorso avviato nei mesi scorsi e finalizzato a trasformare gli impegni assunti in azioni concrete. Un intervento che conferma la volontà dell’ente di continuare a investire nei servizi educativi comunali, considerati un elemento fondamentale per la crescita della comunità e per il sostegno alle famiglie.

L’assessore Di Nuzzo ha inoltre rivolto un messaggio rassicurante ai genitori: «Alle famiglie vogliamo dire con chiarezza che il prossimo anno scolastico potrà iniziare con maggiori garanzie e con un’organizzazione ulteriormente rafforzata, grazie alle misure messe in campo per assicurare continuità, efficienza e qualità del servizio».

L’obiettivo è quello di garantire un’offerta educativa sempre più qualificata e stabile, in grado di rispondere alle esigenze dei bambini e di accompagnarli nel loro percorso di crescita in un contesto sereno e ben organizzato.

L’inserimento dei tre nuovi collaboratori rappresenta dunque un segnale importante per l’intera comunità scolastica: un investimento sulle persone e sui servizi che punta a rafforzare la scuola dell’infanzia Carducci e a consolidarne il ruolo di riferimento educativo per il territorio.

Juve Stabia, per i 32esimi di Coppa Italia le Vespe attese dal Frosinone per il primo impegno stagionale

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La nuova stagione della Juve Stabia ha una prima tappa ufficiale. La Lega Serie A, attraverso il Comunicato Ufficiale n. 210 pubblicato il 24 giugno 2026, ha infatti reso noto il programma dei trentaduesimi di finale della Coppa Italia Frecciarossa 2026/27, competizione che aprirà ufficialmente l’annata calcistica delle Vespe.

La formazione gialloblù farà il suo debutto domenica 16 agosto alle ore 18:00 sul terreno dello stadio Benito Stirpe, dove affronterà il Frosinone in una sfida che promette spettacolo e che rappresenterà il primo banco di prova della stagione 2026/27.

Per la Juve Stabia si tratta di un appuntamento particolarmente significativo. Dopo aver archiviato una stagione che ha consolidato il club tra le realtà più interessanti della Serie B, le Vespe sono pronte a ripartire con rinnovate ambizioni e con un nuovo progetto tecnico che sta prendendo forma in queste settimane. La trasferta di Frosinone offrirà immediatamente indicazioni importanti sullo stato di preparazione della squadra e consentirà ai tifosi di vedere all’opera il gruppo che affronterà il prossimo campionato cadetto.

Il Benito Stirpe non evoca soltanto ricordi recenti, ma rappresenta uno degli impianti più moderni della categoria. La sfida contro i ciociari metterà di fronte due società che negli ultimi anni hanno costruito percorsi importanti e che puntano a recitare un ruolo da protagoniste anche nella nuova stagione, i ciociari in serie A e le Vespe in serie B.

La Coppa Italia, inoltre, rappresenta da sempre una competizione capace di regalare emozioni e sorprese. Per la Juve Stabia sarà l’occasione per misurarsi immediatamente in una gara da dentro o fuori, con il fascino delle grandi notti di coppa.

L’attesa, dunque, è già iniziata. Il conto alla rovescia verso il primo fischio ufficiale della stagione è partito e il popolo gialloblù può già segnare una data sul calendario: domenica 16 agosto 2026, ore 18:00. Da Frosinone comincerà il nuovo viaggio della Juve Stabia, con la speranza di vivere un’altra stagione ricca di soddisfazioni e di continuare a scrivere pagine importanti della storia delle Vespe.

Questo il programma completo dei 32esimi di Coppa Italia:

14/08/2026 Venerdì 18.00 Parma-LR Vicenza/Catania

14/08/2026 Venerdì 18.30 Cagliari-Arezzo/Union Brescia

14/08/2026 Venerdì 20.45 Monza-Avellino

14/08/2026 Venerdì 21.15 Fiorentina-Benevento/Ravenna

15/08/2026 Sabato 18.00 Catanzaro-Sudtirol

15/08/2026 Sabato 18.30 Udinese-Padova

15/08/2026 Sabato 20.45 Venezia-Modena

15/08/2026 Sabato 21.15 Torino-Carrarese

16/08/2026 Domenica 18.00 Frosinone-Juve Stabia

16/08/2026 Domenica 18.30 Genoa-Ascoli/Potenza

16/08/2026 Domenica 20.45 Hellas Verona-Virtus Entella

16/08/2026 Domenica 21.15 Lazio-Mantova

17/08/2026 Lunedì 18.00 Pisa-Empoli

17/08/2026 Lunedì 18.30 Sassuolo-Cesena

17/08/2026 Lunedì 20.45 Cremonese-Sampdoria

17/08/2026 Lunedì 21.15 Palermo-Lecce*

* Ai sensi dell’art 5 del Regolamento della Competizione (CU n. 253 del 27 maggio 2024).

Juve Stabia, dopo Pagliuca e Abate arriverà De Giorgio: sarà accolto come una scommessa o come il futuro?

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Il calciomercato è pronto ad accendere i motori e la Juve Stabia si prepara a inaugurare una nuova fase della sua storia recente. Manca ormai soltanto l’ufficialità per l’arrivo di Pietro De Giorgio sulla panchina gialloblù e di Stefano Stefanelli nel ruolo di direttore sportivo. Due tasselli fondamentali per costruire la Juve Stabia del futuro, quella chiamata a confermarsi protagonista in Serie B dopo due stagioni che hanno lasciato il segno nella memoria dei tifosi.

La domanda che si pongono in molti, però, è semplice: come sarà accolto Pietro De Giorgio?

Perché raccogliere l’eredità di Guido Pagliuca e Ignazio Abate non è certamente un compito semplice. I due tecnici hanno lasciato un’impronta profonda, pur arrivando a Castellammare con percorsi differenti e con aspettative inizialmente contenute.

Quando Pagliuca approdò alla Juve Stabia era considerato un allenatore emergente, uno di quelli che godevano della stima degli addetti ai lavori ma che dovevano ancora dimostrare il proprio valore su palcoscenici importanti. Oggi il tecnico toscano è diventato uno degli allenatori più apprezzati del panorama calcistico nazionale. Il passaggio all’Empoli ha certificato una crescita professionale costruita anche grazie all’esperienza vissuta all’ombra del Romeo Menti.

Ignazio Abate, invece, arrivò a Castellammare con una notorietà completamente diversa. Il suo passato da campione con la maglia del Milan e della Nazionale lo rendeva già un personaggio conosciuto in tutta Italia e non solo. Tuttavia anche per lui la Serie B rappresentava una sfida importante. È bastata una sola stagione in gialloblù per convincere una società prestigiosa come il Torino ad affidargli una delle panchine più nobili del calcio italiano.

Due uomini diversi, due caratteri quasi opposti. Più passionale e ruspante Pagliuca, più riflessivo e pacato Abate. Eppure entrambi sono riusciti a entrare nel cuore dei tifosi stabiesi grazie ai risultati ottenuti sul campo e alla capacità di valorizzare un gruppo che ha sempre dato l’impressione di andare oltre i propri limiti.

E De Giorgio?

Questa è la grande incognita che accompagna l’inizio della nuova avventura. Il tecnico calabrese si affaccerà per la prima volta alla Serie B da allenatore principale e dovrà confrontarsi con un ambiente che negli ultimi anni si è abituato a vedere una squadra organizzata, competitiva e capace di sorprendere tutti.

Anche dal punto di vista del curriculum i paragoni non mancano. Né Pagliuca né Abate arrivarono a Castellammare con una lunga esperienza in cadetteria. Entrambi rappresentavano una scommessa, una scelta coraggiosa da parte della società. Il campo ha poi trasformato quelle scommesse in intuizioni vincenti.

Del resto il calcio moderno sembra sempre più orientato verso i giovani allenatori. Le grandi società non hanno più paura di affidarsi a tecnici emergenti. L’Inter ha raccolto risultati importanti puntando su Cristian Chivu, mentre il Como ha costruito il proprio progetto tecnico attorno a Cesc Fabregas. Anche realtà come Catanzaro e la stessa Juve Stabia hanno dimostrato che il coraggio di affidare la guida della squadra a profili giovani può portare risultati sorprendenti.

La carta d’identità conta sempre meno. Contano invece le idee, la capacità di comunicare con il gruppo, la personalità e il coraggio di proporre un’identità di gioco chiara. Sono questi gli aspetti che i tifosi stabiesi valuteranno fin dai primi giorni di lavoro del nuovo allenatore.

In queste settimane si rincorrono indiscrezioni, voci di mercato e supposizioni. È il periodo dell’anno in cui ogni corridoio diventa fonte di notizie e ogni dettaglio viene analizzato. Tuttavia una certezza esiste già.

Chiunque sieda sulla panchina della Juve Stabia nella prossima stagione avrà una missione particolarmente impegnativa: raccogliere l’eredità lasciata da due tecnici che hanno scritto pagine importanti della storia recente del club.

Imitare Guido Pagliuca e Ignazio Abate sarà difficile. Superarli potrebbe sembrare addirittura impossibile. Ma è proprio nelle sfide più complicate che spesso nascono le storie più belle.

Castellammare aspetta di conoscere il suo nuovo condottiero. Lo farà con la curiosità di chi ha imparato che le etichette contano poco e che il giudizio finale arriva sempre dal campo. Perché se c’è una lezione che gli ultimi anni hanno insegnato è che le leggende gialloblù non si costruiscono con il curriculum, ma con il lavoro, i risultati e la capacità di entrare nel cuore di una città che vive di calcio e passione.

E Pietro De Giorgio avrà davanti a sé l’occasione più importante della sua carriera: provare a trasformare una scommessa in una nuova leggenda a tinte gialloblù.

Castellammare premia i suoi campioni: il futuro dello sport stabiese brilla tra canottaggio, taekwondo e boxe

Castellammare di Stabia si stringe attorno ai suoi giovani campioni. Questa mattina la sala consiliare di Palazzo Farnese ha ospitato una significativa cerimonia di premiazione dedicata agli atleti stabiesi che, nelle ultime settimane, hanno conquistato importanti successi a livello nazionale, portando in alto il nome della città nei rispettivi sport.

Un momento di grande emozione e orgoglio collettivo, durante il quale il sindaco Luigi Vicinanza ha voluto rendere omaggio ai protagonisti di straordinarie imprese sportive, simboli di talento, sacrificio e dedizione.

Al centro della cerimonia i giovani canottieri del Circolo Nautico Stabia che hanno recentemente conquistato il titolo italiano nelle rispettive categorie. A ricevere il riconoscimento della città sono stati Antonio Todisco, Salvatore Iaccarino, Giuseppe Somma e Francesco Longobardi, laureatisi campioni d’Italia nella categoria Under 17, risultati che confermano ancora una volta l’eccellenza della tradizione remiera stabiese.

Premiati anche Giovanni Buonocore e Carlo Cavallaro, protagonisti del successo nella categoria Under 19 e pronti a vivere una nuova ed entusiasmante esperienza sportiva indossando la maglia della Nazionale italiana. Un traguardo prestigioso che rappresenta non solo un riconoscimento personale, ma anche un motivo di orgoglio per l’intera comunità stabiese.

La mattinata è stata inoltre l’occasione per celebrare altri due talenti dello sport cittadino. Angelo Longobardi, pluricampione italiano di Taekwondo, e Francesco Gargiulo, campione regionale di boxe, hanno ricevuto il meritato tributo dell’amministrazione comunale per i risultati ottenuti e per l’impegno costante dimostrato nelle rispettive discipline.

A ciascun atleta il sindaco Luigi Vicinanza ha consegnato una medaglia commemorativa della Città di Castellammare di Stabia, simbolo della gratitudine dell’intera comunità per aver rappresentato con onore i colori della città sui campi di gara nazionali.

Alla manifestazione hanno partecipato numerose figure di spicco del mondo sportivo locale. Presenti il presidente del Circolo Nautico Stabia, Giovanni De Angelis, il campione olimpico Giuseppe Abbagnale, autentica leggenda del canottaggio italiano e punto di riferimento per generazioni di atleti, e Francesco “Ciccio” Esposito, ambasciatore dello Sport del Comune di Castellammare di Stabia.

L’iniziativa ha rappresentato molto più di una semplice premiazione. È stata l’occasione per ribadire il profondo legame che unisce Castellammare di Stabia alla sua storica tradizione sportiva, una tradizione che nel corso degli anni ha saputo formare campioni, educare giovani e trasmettere valori fondamentali come il rispetto, il sacrificio, la disciplina e il lavoro di squadra.

Nel suo intervento il sindaco Luigi Vicinanza ha sottolineato il valore umano e sociale dei successi raggiunti dagli atleti premiati.

«Questi giovani sono motivo di orgoglio per tutta Castellammare. Le loro vittorie raccontano di una città che sa investire nei giovani, nello sport e nei valori del rispetto, dell’impegno e del lavoro di squadra. A loro va il ringraziamento dell’intera comunità per aver rappresentato al meglio la nostra città», ha dichiarato il primo cittadino.

Parole che sintetizzano perfettamente il significato della mattinata: celebrare non soltanto le medaglie conquistate, ma soprattutto il percorso di crescita che si cela dietro ogni successo sportivo. Un percorso fatto di allenamenti, sacrifici quotidiani e passione, elementi che rendono questi ragazzi autentici ambasciatori dei migliori valori della comunità stabiese.

Castellammare guarda così con fiducia al futuro, consapevole di poter contare su una nuova generazione di talenti pronti a scrivere altre pagine importanti nella storia sportiva della città. Dai remi del canottaggio ai tatami del taekwondo, passando per il ring della boxe, il messaggio che arriva da Palazzo Farnese è chiaro: lo sport continua a essere uno dei motori più importanti della crescita sociale e culturale del territorio.

La Casa del Citarista imitava la residenza di Augusto? Nuova ipotesi a Pompei

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Un’antica statua potrebbe custodire uno dei segreti più affascinanti dell’archeologia di Pompei. È il caso dell’Apollo Citarista, il celebre bronzo rinvenuto nella grande domus che da esso prende il nome, al centro di una nuova ipotesi scientifica che potrebbe cambiare la lettura dell’edificio e del suo significato simbolico. Per decenni gli studiosi hanno considerato la statua una creazione di età imperiale ispirata all’arte classica greca. Oggi, però, una ricerca multidisciplinare coordinata dal direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, propone una lettura diversa: l’Apollo pompeiano sarebbe una copia estremamente fedele di un originale greco del V secolo a.C., forse riconducibile all’ambiente dello scultore ateniese Mirone.

La teoria è illustrata nel volume “L’Apollo di Pompei: ricostruzione di un capolavoro classico”, pubblicato da Giunti e Sillabe. Attraverso il metodo della “critica delle copie”, sviluppato dall’archeologia ottocentesca per ricostruire gli originali greci perduti attraverso le loro repliche romane, gli studiosi hanno confrontato la statua pompeiana con altre copie conosciute. Tra queste, quella rinvenuta a Pompei rappresenta un caso unico: è infatti l’unica realizzata in bronzo, mentre tutte le altre sono in marmo. Ma il vero mistero riguarda il contesto in cui la statua era collocata. Secondo gli autori dello studio, la Casa del Citarista potrebbe essere stata concepita come una monumentale evocazione della dimora di Augusto sul Palatino. Al centro della residenza imperiale sorgeva infatti il tempio dedicato ad Apollo, divinità particolarmente cara al primo imperatore romano. Considerando che Augusto possedeva una celebre statua di Apollo attribuita a Mirone, prende corpo l’ipotesi che il bronzo pompeiano derivi proprio da quel prestigioso modello classico. Una suggestione che apre nuovi scenari sulla funzione della domus e sull’identità dei suoi proprietari, probabilmente desiderosi di richiamare il prestigio culturale e politico dell’età augustea.

La Casa del Citarista continua intanto a essere oggetto di approfondite indagini archeologiche. Le studiose Annette Haug e Asja Müller dell’Università di Kiel stanno conducendo ricerche stratigrafiche e d’archivio per ricostruire la complessa evoluzione dell’edificio, nato dall’unificazione di più abitazioni originariamente indipendenti.

Le nuove scoperte hanno trovato applicazione concreta anche nelle tecnologie digitali. Grazie alla collaborazione tra il Parco Archeologico di Pompei, l’Università di Salerno e il Politecnico di Milano, è stato realizzato un innovativo modello tridimensionale della casa mediante strumenti di intelligenza artificiale, base scientifica di un progetto di realtà aumentata destinato ai visitatori.

Da oggi la Casa del Citarista diventa infatti il primo laboratorio di questa nuova esperienza immersiva. Attraverso l’app gratuita Portyl, sviluppata dalla società Histoury Inc., i visitatori possono osservare gli ambienti della domus come apparivano prima dell’eruzione del 79 d.C., con arredi, decorazioni e scene di vita quotidiana ricostruite digitalmente. L’esperienza si estende anche ad altri luoghi simbolo della città antica, come il Foro, l’Anfiteatro, il Teatro Grande e l’Odeion. Grazie alle tecnologie LiDAR, alla fotogrammetria e all’intelligenza artificiale generativa, Pompei torna letteralmente a vivere sullo schermo di smartphone e tablet. (di Paolo Martini)

Fonte AdnKronos

NABUCCO È ‘ATOMICO’ IN ARENA DAL 26 GIUGNO

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Debutto stagionale per il visionario spettacolo firmato da Stefano Poda

NABUCCO È ‘ATOMICO’ IN ARENA DAL 26 GIUGNO  

Il 103° Arena di Verona Opera Festival si arricchisce di una terza produzione: Nabucco, dramma corale per eccellenza di Verdi, debutta il 26 giugno alle 21.15 per dieci serate con grandi voci internazionali e la direzione di Michele Spotti. Enkhbat, Siri, Stroppa, Tagliavini, Salas in scena per la prima. Nelle repliche: Tézier, Park, Salsi, Maslova, Torbidoni, Werle, Lim, Vinogradov, Pertusi, Meli e, da agosto, Sebastiano Rolli all’esordio sul podio areniano. Lo spettacolo, che ha inaugurato l’edizione 2025 del Festival, è curato per regia, scene, costumi, luci e coreografie da Stefano Poda, con potenti simboli che raccontano l’umanità divisa da conflitti, dualismi, in un viaggio collettivo che anela alla riconciliazione.  

Due semisfere di luce, come due particelle subatomiche, che si attraggono e respingono, con il potere di creare e distruggere; un grande piano inclinato che diventa labirinto in cui perdersi, alla fine ritrovando sé stessi; due popoli opposti per colori e tessuti, divisi in due schiere che si combattono. E una scala, ripida, altissima, dominata dalla clessidra del tempo. Diversi elementi che contengono già tutta la storia di Nabucco: la guerra, la deportazione, l’amore, l’ambizione, la conversione e il riappacificamento. Con il suo potente simbolismo, è la storia collettiva di Nabucco secondo Stefano Poda, spettacolo inaugurale del 2025 ripreso anche da Rai e Unitel per una platea di milioni di spettatori. 

Terzo titolo del Festival 2026, Nabucco va in scena da venerdì 26 giugno alle 21.15 e replica, insieme agli altri titoli del cartellone, fino al 9 settembre, con due diversi direttori e alcune delle migliori voci del panorama internazionale. Protagonista delle prime serate il baritono Amartuvshin Enkhbat, che si alterna con Ludovic Tézier (12/7), Youngjun Park (18, 23/7 – 8/8) e Luca Salsi (il 1/8 e le ultime tre recite). La parte di Abigaille è tra le più impervie mai scritte per un soprano: ad interpretarla a Verona Maria José Siri, con Olga Maslova (23/7 e 8/8) e Marta Torbidoni (20, 28/8). Mediosopranile la scrittura della sorella Fenena, interpretata da Annalisa Stroppa (26/6 – 4, 18/7 – 9/9) e Anna Werle (12, 23/7 – 1, 8, 20, 28/8), entrambe all’atteso ritorno in Arena. Sfilata di bassi di primo piano per il profeta Zaccaria: a Roberto Tagliavini succederanno Simon Lim (4, 12, 23/7), Alexander Vinogradov (18/7 – 8, 20, 28/8) e Michele Pertusi (9/9). I tenori per Ismaele: Galeano Salas si alterna con Francesco Meli (18, 23/7 – 1, 8/8) e Paolo Lardizzone (20, 28/8). Nelle parti di fianco: Nicolò Ceriani e Gabriele Sagona nei panni del Gran Sacerdote di Belo, Carlo Bosi, Riccardo Rados e Matteo Macchioni quelli di Abdallo, fedele capo delle guardie di Nabucco, e i soprani Elisabetta Zizzo ed Elena Borin quelli di Anna, sorella di Zaccaria. 

Dopo il successo della Traviata inaugurale, il trentatreenne Michele Spotti, già direttore a Marsiglia e prossimo all’incarico a Berlino, torna in Arena per affrontare il titolo per la prima volta in Anfiteatro, per le prime sei recite, mentre dall’8 agosto la bacchetta passa a Sebastiano Rolli, tra i massimi esperti della prassi esecutiva dell’opera italiana della prima metà dell’Ottocento. Fondamentale l’apporto del Coro di Fondazione Arena lungo tutta l’opera, preparato da Roberto Gabbiani. Oltre ai complessi artistici in scena, questa produzione di Nabucco impegna anche i Tecnici areniani, in un allestimento che si estende a tutti i millenari gradoni dell’Arena e si erge anche sopra il più alto.

«Con questa opera si può dire veramente che ebbe principio la mia carriera artistica» dichiarò Verdi. Nabucco, terzo cimento operistico di Verdi, racconta una rinascita anche nella sua stessa genesi: quella del compositore stesso dopo la peggiore crisi della sua vita. Nell’arco di pochi mesi aveva visto la sua unica opera buffa cadere sotto i fischi del pubblico milanese, e morire la moglie ed entrambi i figli ancora piccolissimi. Deciso a ritirarsi dalla vita musicale, ricevette dall’impresario Merelli un libretto nuovo appena rifiutato dal compositore Otto Nicolai: tale Nabucodonosor, che Temistocle Solera aveva tratto da un dramma di Anicet-Bourgeois e Cornue e da un balletto di Cortesi, oltre che dall’Antico Testamento. Verdi, disinteressato e sconfortato, scagliò il libretto, che si aprì sui versi “Va’ pensiero, sull’ale dorate”. Dalla prima del 1842, il successo di Nabucco non è mai tramontato, così come l’astro di Verdi. 

In Arena l’opera è arrivata nel 1938 e ad oggi è la terza più rappresentata nella storia del Festival, con 251 recite in 27 stagioni, con 13 allestimenti diversi, di cui quello firmato da Stefano Poda è il più recente, nonché il più sfidante di sempre da un punto di vista tecnologico: tessuti innovativi, materiali inediti per i costumi, che impiegano anche chilometri di luci led, coreografie di scherma per centinaia tra danzatori, mimi, comparse duellanti sulle note trascinanti dei crescendo verdiani. Dopo la prima di venerdì 26 giugno, Nabucco replica il 4, 12, 18, 23 luglio alle 21.15, il 1°, 8, 20, 28 agosto e il 9 settembre alle 21.  

La vicenda. L’opera verdiana unisce sapientemente il dramma collettivo ad un triangolo amoroso: vero protagonista è il coro, il popolo ebraico guidato dal pontefice Zaccaria che subisce l’invasione e la deportazione da parte di Nabucco, re degli Assiri. Fra i prigionieri vi è Ismaele, il cui amore è conteso da entrambe le figlie di Nabucco: la prima, Fenena, è da lui ricambiata e si converte all’ebraismo, mentre Abigaille sublima il rifiuto in una furia ambiziosa che la porta a spodestare il padre. Nabucco per riprendere il potere si proclama dio e nell’opera subentra il soprannaturale, con un fulmine che lo colpisce e gli fa perdere il senno. Mentre Abigaille condanna a morte gli Ebrei, compresa la sorellastra Fenena, Nabucco rinsavisce pregando il Dio dei nemici: a un passo dall’esecuzione, egli guida con successo la rivolta contro Abigaille, che si avvelena e chiede perdono prima di spirare, e libera tutti i prigionieri.

Dieci rappresentazioni lungo tutta l’estate con un cast internazionale diretto da Michele Spotti

NABUCCO di Giuseppe Verdi

Dramma lirico in quattro parti. Libretto di Temistocle Solera

26 giugno ore 21.15

4, 12, 18, 23 luglio ore 21.15

1, 8, 20, 28 agosto ore 21.00

9 settembre ore 21.00

Regia, scene, costumi, luci, coreografie Stefano Poda

Assistente a regia, luci, coreografie Paolo Giani Cei

Direttore Michele Spotti 26/6 – 4, 12, 18, 23/7 – 1/8

Sebastiano Rolli 8, 20, 28/8 – 9/9

NabucodonosorAmartuvshin Enkhbat 26/6 – 4/7

Ludovic Tézier 12/7

Youngjun Park 18, 23/7 – 8/8

Luca Salsi 1, 20, 28/8 – 9/9

AbigailleMaria José Siri 26/6 – 4, 12, 18/7 – 1/8 – 9/9

Olga Maslova 23/7 – 28/8

Marta Torbidoni 8, 20/8

FenenaAnnalisa Stroppa 26/6 – 4, 18/7 – 9/9

Anna Werle 12, 23/7 – 1, 8, 20, 28/8

ZaccariaRoberto Tagliavini 26/6 – 1/8

Simon Lim 4, 12, 23/7

Alexander Vinogradov 18/7 – 8, 20, 28/8

Michele Pertusi 9/9

IsmaeleGaleano Salas 26/6 – 4, 12/7 – 9/9

Francesco Meli 18, 23/7 – 1, 8/8

Paolo Lardizzone 20, 28/8

Gran Sacerdote di BeloNicolò Ceriani 26/6 – 4, 12/7

Gabriele Sagona 18, 23/7 – 1, 8, 20, 28/8 – 9/9

AbdalloCarlo Bosi 26/6 – 23/7 – 9/9

Riccardo Rados 4, 12, 18/7

Matteo Macchioni 1, 8, 20, 28/8

Anna Elisabetta Zizzo 26/6 – 4, 18/7 – 1, 8, 28/8 – 9/9

Elena Borin 12, 23/7 – 20/8

Orchestra, Coro, Ballo e Tecnici di Fondazione Arena di Verona

Maestro del Coro Roberto Gabbiani

Coordinatore del Ballo Gaetano Bouy Petrosino

Direttore Allestimenti scenici Michele Olcese

( da cartella stampa Arena di Verona)

 

IL FESTIVAL 2026. Il Festival riporta in scena alcuni dei titoli più amati dal grande pubblico nella stagione più lunga della storia areniana. Oltre alla nuova Traviata, due diversi allestimenti di Aida, le più recenti produzioni di Nabucco e La Bohème, quindi Turandot a 100 anni dalla prima assoluta. Sei le serate-evento in singola data: l’atteso appuntamento di Roberto Bolle and friends coprodotto con ARTEDANZAsrl il 21 luglio, il balletto tornerà anche al Teatro Romano con l’acclamata produzione di Zorba il greco, nella coreografia originale di Lorca Massine il 25 e 26 agosto. Ritorna il grande organico sinfonico-corale dispiegato dai Carmina Burana di Orff al centro dell’Arena il 13 agosto con un nuovo eccezionale cast, che schiera Erin Morley, Mihai Damian e il contraltista Carlo Vistoli al suo esordio areniano, diretto dal Maestro James Conlon, anch’egli per la prima volta in Anfiteatro. Infine, il nuovo concerto immersivo Paganini Paradise debutta in prima assoluta il 18 agosto e si aggiunge alle Quattro stagioni in Viva Vivaldi, con l’Orchestra di Fondazione Arena e spettacolari proiezioni tridimensionali firmate da Balich Wonder Studio il 19 agosto.

 

Biglietterie                                                                                                                                                          Via Dietro Anfiteatro 6/B, 37121 Verona Via Roma 1, 37121 Verona

biglietteria@arenadiverona.it 

Call center (+39) 045 800 51 51 

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Punti di prevendita Vivaticket 

Informazioni 

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Via Roma 7/D, 37121 Verona – ufficio.stampa@arenadiverona.it 

tel. (+39) 045 805.1861-1905-1891-1939 -1847 

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Firmina Adorno +39 339 6483224 – firmina@skillandmusic.com

Paolo Cairoli +39 331 8361276 – paolo@skillandmusic.com

 

 

Terremoto Campi Flegrei, scossa di magnitudo 3.0 e sciame sismico

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Terremoto nell’area dei Campi Flegrei, dove è in corso un nuovo sciame sismico. Alle ore 3.02, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) ha registrato un terremoto di magnitudo 3.0, con epicentro nell’area flegrea a una profondità di 3 chilometri. Le coordinate collocano l’evento nel cuore della caldera, tra Pozzuoli, Agnano e la Solfatara. A seguire un’altra scossa di magnitudo 2.1, poi altre scosse di minore intensità. L’Osservatorio Vesuviano, che è la sede napoletana dell’Ingv, ha rilasciato un comunicato ufficiale: “In considerazione di quanto sopra esposto l’Amministrazione Comunale insieme alla Protezione Civile del comune di Pozzuoli segue da vicino l’evolversi dello sciame sismico in atto e fornirà successivi aggiornamenti a conclusione del fenomeno. Entro 3/6 ore seguirà ulteriore aggiornamento in funzione dell’evoluzione del fenomeno” scrivono nel comunicato.

Fonte AdnKronos

Juve Stabia, Stadio Menti: I lavori avanzano senza sosta. Completata la rimozione del vecchio manto erboso

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Procedono a ritmo sostenuto i lavori di rifacimento del terreno di gioco dello stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia. Un intervento particolarmente atteso da tifosi, società e addetti ai lavori che, giorno dopo giorno, sta cambiando il volto della casa della Juve Stabia in vista della prossima stagione sportiva.

Le operazioni hanno fatto registrare ulteriori e significativi progressi nelle ultime ore. Il vecchio manto erboso è stato infatti completamente rimosso, segnando la conclusione di una delle fasi dell’intervento. Un passaggio fondamentale che consente ora alle maestranze di concentrarsi sulla preparazione della superficie destinata ad accogliere il nuovo tappeto verde.

Iniziata la sistemazione del fondo

Dopo la rimozione integrale del precedente terreno di gioco, i lavori si stanno ora concentrando sulla sistemazione e sulla regolarizzazione della superficie sottostante. Si tratta di un’operazione essenziale per garantire le migliori condizioni possibili al nuovo manto erboso, sia dal punto di vista della qualità del gioco che della durata nel tempo.

I mezzi operativi sono al lavoro per preparare il fondo che dovrà assicurare drenaggio, stabilità e uniformità, caratteristiche indispensabili per un impianto moderno e all’altezza delle esigenze del calcio professionistico.

Le nostre foto raccontano l’avanzamento del cantiere

Lavori Stadio Menti Sostituzione Manto Erboso (1)Le foto esclusive realizzate al termine della giornata lavorativa documentano in maniera chiara lo stato di avanzamento dell’intervento.

Le immagini mostrano un terreno ormai completamente liberato dal vecchio tappeto e le prime lavorazioni sulla superficie che farà da base alla nuova copertura verde.

Scatti che testimoniano l’avanzamento dei lavori e permettono ai tifosi gialloblù di seguire da vicino l’evoluzione di un’opera strategica per il futuro dello stadio Romeo Menti.

Un intervento fondamentale per la prossima stagione

Il rifacimento del terreno di gioco rappresenta uno degli interventi più importanti programmati sull’impianto stabiese. L’obiettivo è quello di consegnare alla Juve Stabia un campo moderno, performante e in grado di garantire standard elevati sia per gli allenamenti che per le gare ufficiali.

Con la conclusione della fase di rimozione del vecchio manto e l’avvio della preparazione del fondo, il cantiere entra ora in una nuova fase operativa. Nelle prossime settimane l’attenzione sarà rivolta all’installazione del nuovo sistema di irrigazione, per poi passare alla fase di installazione del nuovo tappeto che inizierà a restituire al Menti il suo tradizionale colpo d’occhio verde.

Intanto, il cantiere continua a lavorare senza sosta e i progressi registrati nelle ultime ore confermano che il restyling del terreno di gioco procede nella direzione auspicata, avvicinando sempre più il momento in cui le Vespe potranno tornare a calcare il nuovo prato del loro stadio.

Castellammare, i Socialisti salutano l’apertura del nuovo infopoint turistico a Palazzo Farnese

Il Coordinamento cittadino del Partito Socialista Italiano “Avanti” di Castellammare di Stabia esprime grande soddisfazione per l’attivazione del nuovo infopoint turistico all’interno di Palazzo Farnese, un servizio che garantirà informazioni, orientamento e accoglienza a cittadini e turisti in attesa della riapertura della storica sede di Piazza Matteotti.

Secondo i socialisti stabiesi, l’apertura del punto informativo rappresenta un risultato concreto e significativo per la città, frutto della collaborazione istituzionale tra il Comune di Castellammare di Stabia e l’Assessorato Regionale al Turismo guidato dal segretario nazionale del PSI, Enzo Maraio.

«Si tratta di un risultato importante – sottolinea il Coordinamento cittadino – che consentirà di migliorare l’accoglienza e l’assistenza ai visitatori, offrendo un punto di riferimento fondamentale per chi sceglie di conoscere e vivere Castellammare di Stabia».

Turismo in crescita, serve una strategia condivisa

L’iniziativa arriva in una fase particolarmente positiva per il comparto turistico locale. Negli ultimi anni, infatti, Castellammare di Stabia ha registrato una crescente attenzione da parte dei visitatori, grazie alle sue bellezze naturalistiche, al patrimonio storico-archeologico e alla posizione strategica nel cuore del Golfo di Napoli.

Per il PSI stabiese, il nuovo infopoint rappresenta un tassello di una strategia più ampia finalizzata a rafforzare l’identità turistica della città e a valorizzarne le potenzialità ancora inespresse.

«L’attrattività di Castellammare è senza dubbio in forte crescita – evidenziano i socialisti – e proprio per questo è necessario continuare a investire in servizi, promozione e progettualità capaci di accompagnare questo sviluppo».

L’impegno del PSI per il territorio

Il Coordinamento cittadino ribadisce inoltre la volontà di lavorare in stretta sinergia con il partito a livello regionale e nazionale per contribuire alla crescita del settore turistico attraverso idee, proposte e iniziative concrete.

L’obiettivo dichiarato è quello di favorire una collaborazione sempre più efficace tra le istituzioni, mettendo al centro la valorizzazione del territorio e la creazione di opportunità di sviluppo economico e sociale.

«In sinergia con il Partito regionale e nazionale – conclude il Coordinamento cittadino del Partito Socialista Italiano Avanti di Castellammare di Stabia – intendiamo contribuire con idee e progetti al rafforzamento della vocazione e dell’identità turistica del territorio, puntando sulla fattiva collaborazione tra le istituzioni in una prospettiva di crescita condivisa per l’intera comunità».

L’apertura del nuovo infopoint turistico a Palazzo Farnese viene dunque accolta come un segnale positivo e un passo avanti nel percorso di rilancio turistico di Castellammare di Stabia, una città sempre più orientata a valorizzare le proprie eccellenze e ad accogliere al meglio i visitatori provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo.

Algrammo conquista i “Due Pani” del Gambero Rosso: un riconoscimento che premia passione, ricerca e qualità

Il 19 giugno 2026 resterà una data speciale nella storia di Algrammo di Castellammare di Stabia. Nella suggestiva cornice della Stazione Marittima di Napoli, durante l’evento “Rotte Mediterranee”, il forno stabiese ha ricevuto uno dei riconoscimenti più prestigiosi del settore della panificazione italiana: i “Due Pani” assegnati dalla guida Gambero Rosso, simbolo di eccellenza, qualità e continua ricerca.

Un traguardo importante che conferma il valore di un percorso costruito giorno dopo giorno attraverso studio, selezione delle materie prime e una costante attenzione ai processi produttivi. Un premio che certifica il lavoro svolto, ma che rappresenta soprattutto uno stimolo a guardare avanti.

Il momento più bello? Il giudizio delle persone

Se il riconoscimento ufficiale ha rappresentato un motivo di orgoglio, c’è un’immagine che il team di Algrammo custodirà con ancora maggiore emozione. Durante la manifestazione, infatti, tantissime persone si sono fermate per degustare il pane proposto dall’azienda.

Un assaggio, poi un secondo. E spesso anche un terzo.

Un gesto spontaneo che, più di qualsiasi attestato, racconta il gradimento del pubblico e la capacità di un prodotto di lasciare il segno. È proprio in quei ritorni al banco, in quella curiosità che si trasforma in piacere, che Algrammo riconosce il valore autentico del proprio lavoro.

«Vedere le persone assaggiare il nostro pane, allontanarsi e poi tornare per un secondo e spesso anche un terzo assaggio è qualcosa che racconta meglio di qualsiasi parola la passione e la cura che mettiamo ogni giorno in ciò che facciamo», spiegano dall’azienda.

Un premio che diventa una responsabilità

Ricevere i “Due Pani” del Gambero Rosso non significa soltanto ottenere un riconoscimento prestigioso. Per Algrammo rappresenta anche una responsabilità verso i clienti e verso una tradizione artigianale che richiede dedizione e continuo miglioramento.

L’obiettivo resta quello di continuare a studiare, sperimentare nuove tecniche, approfondire la conoscenza delle farine e perfezionare ogni fase della lavorazione, senza mai perdere di vista ciò che conta davvero: offrire un pane di qualità capace di emozionare chi lo porta in tavola.

Uno sguardo al futuro

Il ringraziamento di Algrammo va a tutti coloro che, negli anni, hanno creduto nel progetto e accompagnato il laboratorio lungo il suo percorso di crescita. Clienti, collaboratori e sostenitori che hanno contribuito a rendere possibile questo risultato.

Perché, come sottolineano i protagonisti di questa storia, il riconoscimento ricevuto non rappresenta un traguardo definitivo.

I “Due Pani” sono certamente motivo di orgoglio, ma soprattutto un nuovo punto di partenza. Un incentivo a continuare a innovare, a migliorarsi e a mantenere sempre viva quella passione che trasforma ogni pagnotta in un racconto di territorio, tradizione e artigianalità.

I Due Pani non sono un punto di arrivo. È solo l’inizio di un nuovo capitolo per Algrammo.

Sant’Antonio Abate punta al Guinness World Records: il 30 giugno la più grande donazione di pizze benefiche

Il conto alla rovescia è ufficialmente iniziato. Sant’Antonio Abate si prepara a vivere una giornata destinata a entrare nella storia, trasformandosi per un giorno nel cuore pulsante dell’arte bianca internazionale e della solidarietà. Il prossimo 30 giugno 2026, Piazza della Libertà ospiterà un evento senza precedenti: il tentativo di conquistare il Guinness World Records attraverso la più grande donazione di pizze in beneficenza mai realizzata al mondo.

Non si tratta soltanto di una sfida da record, ma di una manifestazione che unisce tradizione, passione e altruismo, coinvolgendo l’intera comunità in un progetto dal forte valore sociale. Decine di maestri pizzaioli provenienti da diversi Paesi europei lavoreranno fianco a fianco con un obiettivo comune: trasformare il simbolo della cucina napoletana in un potente strumento di solidarietà.

La regia dell’evento affidata alla GPN, l’Accademia dei record

Dietro l’organizzazione dell’impresa c’è la GPN – Accademia Napoletana Pizza & Food, realtà fondata nel 2019 e guidata dal presidente Pasquale “Paco Linus” Telese. Nel corso degli anni, la GPN si è affermata come una delle associazioni più dinamiche e innovative del settore, guadagnandosi la fama di “associazione dei record” grazie a una lunga serie di iniziative straordinarie.

Tra le imprese già realizzate figurano la pizza fritta più lunga del mondo e maratone internazionali che hanno consentito di sfornare oltre diecimila pizze nell’arco di sole 24 ore. Traguardi che testimoniano una capacità organizzativa fuori dal comune e una costante ricerca dell’eccellenza.

Un record che nasce dalla solidarietà

L’aspetto che rende ancora più speciale l’appuntamento del 30 giugno è però la sua finalità benefica. La GPN ha sempre legato le proprie attività a un forte impegno sociale, promuovendo iniziative di sostegno alle fasce più fragili e alla ricerca scientifica.

Nel corso degli anni l’associazione ha ricevuto anche la benedizione di Papa Francesco in Piazza San Pietro, si è distinta durante il periodo della pandemia per il supporto ai lavoratori del comparto food e ha sostenuto numerose attività legate alla ricerca per l’ospedale Santobono.

La sfida di Sant’Antonio Abate rappresenta dunque il naturale proseguimento di un percorso in cui la passione per la pizza diventa veicolo di valori e attenzione verso il prossimo.

Un giorno destinato a entrare nella storia

A coordinare le operazioni saranno il presidente Pasquale Telese e il vicepresidente Francesco Conato, pluriprimatista mondiale e figura di riferimento nel panorama internazionale dei record legati all’arte bianca.

Forni, impasti e maestri pizzaioli saranno i protagonisti di una giornata che promette spettacolo, emozioni e partecipazione. Un’occasione unica per assistere dal vivo a un tentativo di Guinness World Records e, allo stesso tempo, contribuire a una causa benefica che punta a lasciare un segno concreto sul territorio.

L’invito alla cittadinanza

L’appuntamento è fissato per il 30 giugno 2026 in Piazza della Libertà a Sant’Antonio Abate. Gli organizzatori invitano cittadini, famiglie, appassionati e curiosi a partecipare numerosi per sostenere i protagonisti dell’impresa e vivere da vicino un evento che unisce tradizione, solidarietà e spirito di comunità.

Una giornata che potrebbe regalare al territorio un nuovo record mondiale, ma soprattutto la consapevolezza che anche una semplice pizza può diventare simbolo di condivisione, generosità e speranza.

Sant’Antonio Abate è pronta a scrivere la storia. E questa volta il record avrà il sapore della solidarietà.

Alla libreria Ubik di Castellammare Ferdinando Martino svela i segreti del suo nuovo noir

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Ieri sera presso la Libreria Ubik si è tenuto un incontro letterario molto stimolante, che ha arricchito profondamente il pubblico in sala, accorso per la presentazione del romanzo giallo-noir “L’ombra del conte” di Ferdinando Martino, edito da Massimo Soncini Editore.

L’incontro, che ha visto l’autore dialogare con la proprietaria della libreria Giovanna Starace, ha registrato una notevole partecipazione di pubblico. I lettori presenti hanno interloquito con lo scrittore stabiese, trasformando la serata in un momento di riflessione sulla letteratura di genere e sulla natura umana.

Uno dei momenti più interessanti del dibattito è nato da una domanda di una lettrice, che ha chiesto all’autore come mai, a differenza dei suoi precedenti romanzi, avesse abbandonato le familiari ambientazioni partenopee o stabiesi.

La scelta di spostare l’azione tra le atmosfere retrò di Sanremo, la riviera ligure di Ponente, la Toscana e le Alpi Apuane – ha affermato l’autore – risponde a una precisa esigenza narrativa: collocare la storia in un contesto di apparente tranquillità provinciale, dove l’isolamento e il vizio possano scavare profonde gallerie lontane da occhi indiscreti.

Al centro dell’indagine non c’è solo un assassino da catturare, ma un’oscura eredità filosofica. È lo stesso Ferdinando Martino a svelare la genesi del mistero:

“Il Conte nel Settecento aveva scritto un libro che si chiamava ‘I Malanima’, in cui teorizzava come si potesse utilizzare il male a proprio favore per avere dei vantaggi. Era una teoria influenzata da alcuni filosofi di quel periodo, tra cui Joseph de Maistre, con la sua teoria delle concatenazioni: l’idea, cioè, che ogni azione commessa possa generare una catena di conseguenze e vantaggi.”

Un legame storico che l’autore aggancia anche alla realtà locale: proprio nella Basilica di Pozzano a Castellammare di Stabia, infatti, si trova la lapide del figlio del celebre filosofo de Maistre.

Nel romanzo, le antiche teorie del testo I Malanima tornano a fare danni nel presente: un discendente del Conte ha infatti utilizzato quelle dottrine esoteriche per plagiare un gruppo di persone del jet set locale, individui già calati nel mondo del vizio, della depravazione e del gioco d’azzardo, scatenando una spirale di crimini.

Ciò che ha maggiormente colpito i lettori e la critica è lo stile letterario dell’autore. La sua è una scrittura colta ma accessibile, capace di alternare il ritmo serrato del poliziesco alle pause riflessive del romanzo psicologico.

Ferdinando Martino utilizza una prosa evocativa, che descrive i paesaggi e i lussi decadenti del jet set con un realismo quasi cinematografico. I dialoghi sono taglienti, mai banali, strutturati in modo da far emergere l’essenza intima di chi parla senza bisogno di lunghi preamboli. Un equilibrio stilistico che cattura il lettore fin dalla prima pagina e mantiene alta la tensione.

Durante il dibattito, Giovanna Starace ha speso parole di forte apprezzamento per la qualità dell’opera, definendolo “un bel libro, anche nelle descrizioni”. Un giudizio condiviso pienamente dal pubblico in sala, che ha voluto sottolineare con ammirazione l’estrema accuratezza con cui è descritto l’ambiente in cui opera il Capitano dei Carabinieri Tancredi.

La precisione nei dettagli, nelle procedure e nelle atmosfere restituisce un realismo impeccabile che rende la narrazione ancora più credibile. Proprio agganciandosi a questo complimento, l’autore ha voluto sottolineare un aspetto fondamentale del suo metodo di lavoro: l’importanza della ricerca.

Quando si scrive un romanzo, secondo Ferdinando Martino, lo studio preliminare non è un semplice accessorio, ma un dovere verso chi legge. Documentarsi con rigore permette di offrire al lettore informazioni reali e verificabili, capaci di arricchire il bagaglio culturale ben oltre il semplice intrattenimento.

Anche in quest’ultimo lavoro, l’elemento portante della scrittura di Martino è il profondo scavo psicologico:

“La parte introspettiva dei personaggi, sia delle vittime, sia dei malfattori, sia degli investigatori, mi interessa moltissimo. Voglio che il lettore entri nella mente del personaggio. Ogni figura letteraria, da un punto di vista umano, deve poter entrare in sintonia con chi legge.”

Questo approccio permette al pubblico di non restare distaccato, ma di comprendere le fragilità, le solitudini e le deviazioni che spingono i personaggi verso l’abisso.

Quella descritta nel libro è un’inchiesta decisamente complessa, un vero e proprio mosaico in cui la squadra investigativa deve mettere insieme tantissimi, minuscoli tasselli per arrivare alla verità.

A guidare le operazioni c’è il Capitano Ettore Tancredi, un investigatore fuori dagli schemi classici, ironico e tormentato, che risolve i casi affrontando i suoi stessi fantasmi. Un personaggio solido e carismatico del quale sicuramente sentiremo ancora parlare in futuro.

L’ombra del conte di Ferdinando Martino edito da Massimo Soncini Editore non è solo un libro da leggere, ma un’esperienza letteraria da vivere. Merita un posto d’onore nella vostra libreria perché supera i cliché del poliziesco offrendo una trama originale e ben strutturata.

Il volume (344 pagine) è disponibile presso la Libreria Ubik di Castellammare di Stabia, in tutti i principali punti vendita e sui Digital store online.

Juve Stabia, conto alla rovescia iniziato: Calendario ad Ascoli e debutto in Coppa Italia contro il Frosinone

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La nuova stagione della Juve Stabia è pronta a entrare nel vivo. Dopo settimane caratterizzate da importanti sviluppi sul fronte societario e dall’attesa per il completamento dello staff tecnico con gli arrivi di Pietro De Giorgio nel ruolo di allenatore e di Stefano Stefanelli nel ruolo di D.S., il club gialloblù può finalmente guardare avanti con serenità e programmare il proprio futuro in Serie BKT.

L’iscrizione al campionato è stata regolarmente perfezionata e le Vespe si preparano ad affrontare il terzo campionato consecutivo in cadetteria, un traguardo che conferma la crescita e la stabilità raggiunte negli ultimi anni. Adesso l’attenzione si sposta sul campo e sugli appuntamenti che segneranno l’inizio della stagione 2026/2027.

Uno dei momenti più attesi dell’estate sarà senza dubbio la presentazione del calendario della Serie B. La Lega Serie B ha scelto Ascoli Piceno come sede della cerimonia ufficiale che si terrà mercoledì 22 luglio. Un evento che, come da tradizione, attirerà l’attenzione di tifosi, dirigenti e addetti ai lavori desiderosi di conoscere il percorso che accompagnerà le venti protagoniste del prossimo campionato.

La scelta della città marchigiana non è casuale. Ascoli Piceno rappresenta uno dei centri storici più affascinanti d’Italia e la celebre Piazza del Popolo offrirà una cornice suggestiva a una manifestazione che negli ultimi anni ha assunto sempre maggiore importanza anche dal punto di vista della promozione territoriale e culturale.

Per la Juve Stabia sarà il primo vero passo verso la nuova stagione. Conoscere il calendario permetterà alla società, allo staff tecnico e ai tifosi di iniziare a immaginare il cammino che attende i gialloblù in un campionato che si preannuncia ancora una volta difficile, equilibrato e ricco di insidie. La Juve Stabia ha chiesto di disputare le prime due partite fuori casa, vedremo se questa richiesta sarà accettata.

Prima dell’avvio del torneo, però, ci sarà un’altra sfida da affrontare. Ad agosto, infatti, la Juve Stabia farà il proprio esordio ufficiale nella stagione 2026/2027 disputando il turno di Coppa Italia contro il Frosinone allo Stadio Benito Stirpe.

Si tratta di un appuntamento particolarmente interessante sotto diversi punti di vista. Da una parte rappresenterà il primo banco di prova agonistico della nuova annata, dall’altra offrirà immediatamente la possibilità di misurarsi contro una squadra ambiziosa e abituata a recitare un ruolo importante nel panorama della Serie B con tante apparizioni anche in serie A.

La sfida contro i ciociari consentirà allo staff tecnico di verificare il livello di preparazione raggiunto durante il ritiro estivo e di testare uomini, schemi e meccanismi tattici in una gara che metterà in palio anche il passaggio del turno. Un esame importante che potrà fornire indicazioni preziose in vista dell’inizio del campionato.

Nel frattempo, la società continua a lavorare per costruire le basi della nuova stagione. Il completamento delle pratiche per l’iscrizione al campionato, gestito anche dagli amministratori giudiziari Salvatore Scarpa e Mario Ferrara, ha rappresentato un passaggio fondamentale per garantire continuità al progetto sportivo e assicurare alla città di Castellammare di Stabia la presenza nel calcio che conta.

Superate le difficoltà e le incertezze dei mesi scorsi, l’ambiente può finalmente concentrarsi esclusivamente sugli aspetti tecnici e sportivi. La nuova proprietà guidata da Alfredo Guerri è chiamata a dare impulso a una fase di consolidamento che dovrà consentire alla Juve Stabia di mantenere il proprio posto in Serie B e, possibilmente, di continuare il percorso di crescita intrapreso nelle ultime stagioni.

L’obiettivo resta quello di confermarsi una realtà credibile e competitiva della categoria, capace di affrontare ogni sfida con organizzazione, entusiasmo e spirito di sacrificio. Le Vespe hanno dimostrato di poter competere anche contro avversari più blasonati e adesso vogliono continuare a rappresentare con orgoglio Castellammare di Stabia sui campi di tutta Italia.

Il conto alla rovescia è ormai iniziato. Prima il calendario di Ascoli Piceno, poi il debutto in Coppa Italia contro il Frosinone e infine il via al campionato. La Juve Stabia è pronta a ripartire, con la voglia di scrivere un nuovo capitolo della propria storia in Serie B.

Juve Stabia, lo stadio Romeo Menti deve confermarsi una fortezza: la salvezza passa dalle mura amiche

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Una parola semplice, ma che a Castellammare di Stabia assume un significato speciale, è “Casa”. Per il popolo gialloblù non indica soltanto un luogo fisico, bensì un simbolo, un punto di riferimento, una parte dell’identità cittadina. Lo stadio Romeo Menti è molto più di un impianto sportivo: è il cuore pulsante della Juve Stabia, il teatro delle emozioni più intense e delle imprese che hanno scritto pagine indimenticabili della storia delle Vespe.

Proprio per questo motivo, osservando quanto accaduto nell’ultima stagione, emerge una riflessione che non può essere ignorata. Il cammino verso una nuova salvezza in Serie B dovrà necessariamente passare dalla capacità di confermare il Romeo Menti come un autentico fortino.

L’annata appena conclusa sotto la guida tecnica di Ignazio Abate ha regalato momenti importanti e prestazioni di valore, ma ha lasciato in eredità anche alcuni numeri che meritano attenzione. Tra le mura amiche, infatti, la Juve Stabia ha lasciato per strada punti pesanti attraverso una serie di pareggi che, alla lunga, hanno inciso sul rendimento complessivo della squadra.

Le sconfitte casalinghe contro Modena e Frosinone non hanno compromesso il raggiungimento dell’obiettivo principale della permanenza in categoria. In particolare, il passo falso contro il Modena ha avuto un impatto maggiore nella corsa al miglior piazzamento in zona playoff piuttosto che nella lotta per evitare la retrocessione. Tuttavia, il dato che fa maggiormente riflettere riguarda le occasioni mancate. I pareggi ottenuti contro Sampdoria e Padova, per fare alcuni esempi, hanno rappresentato punti persi che, sommati nel corso della stagione, hanno inevitabilmente influenzato la classifica finale.

Nel campionato di Serie B ogni dettaglio può fare la differenza, e ogni punto può essere determinante per raggiungere un obiettivo. Una vittoria trasformata in pareggio o due punti lasciati per strada possono modificare gli equilibri di un’intera stagione. Ecco perché il rendimento interno dovrà diventare uno dei punti cardine del nuovo progetto tecnico che sta prendendo forma.

L’iscrizione al prossimo torneo cadetto è stata finalmente completata e il passaggio di proprietà ha aperto ufficialmente una nuova fase della storia societaria. Con Alfredo Guerri al timone, l’ambiente gialloblù guarda avanti con rinnovato entusiasmo e con la consapevolezza che il futuro dovrà essere costruito su basi solide. L’entusiasmo della piazza rappresenta un patrimonio prezioso, ma da solo non basta. Servirà tradurre il calore del pubblico in risultati concreti sul terreno di gioco.

La storia recente insegna che quando il Romeo Menti riesce a diventare una bolgia, la Juve Stabia è capace di andare oltre i propri limiti. È accaduto più volte negli ultimi anni, con squadre tecnicamente superiori costrette a soffrire sotto la pressione di un ambiente capace di trascinare i gialloblù fino all’ultimo minuto. In quelle occasioni la spinta della tifoseria si è trasformata in energia, determinazione e punti fondamentali.

La prossima stagione ripartirà inevitabilmente dalla salvezza come obiettivo prioritario. Per raggiungerla sarà necessario costruire un’identità forte, soprattutto nelle gare casalinghe. Ogni squadra che arriverà a Castellammare dovrà percepire immediatamente la difficoltà della sfida. Dalle formazioni più blasonate alle dirette concorrenti per la permanenza in categoria, tutti dovranno fare i conti con un ambiente caldo, passionale e capace di spingere la Juve Stabia oltre ogni ostacolo.

Il nuovo manto erboso, i cambiamenti societari e il prossimo assetto tecnico rappresentano elementi importanti della ripartenza. Ma il vero valore aggiunto continuerà a essere il legame tra squadra e tifosi. Un patrimonio che nessun avversario può acquistare sul mercato e che, se valorizzato al meglio, può trasformarsi in un’arma determinante lungo il percorso.

Castellammare chiama e il Romeo Menti è pronto a rispondere. La missione per la nuova stagione è chiara: fare dello stadio gialloblù una fortezza quasi inespugnabile. Perché la salvezza della Juve Stabia passerà inevitabilmente da lì, dalla sua casa, dal suo popolo e da quel fortino che dovrà tornare a essere il trampolino verso un’altra impresa.

300 iniziative per la Giornata delle Periferie, presidente Commissione Battilocchio: “E’ momento riflessione”

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E’ stata istituita in nome della piccola Fortuna Loffredo, la bambina che il 24 giugno 2014 precipitò da un palazzo al Parco Verde di Caivano e poi si scoprì vittima di violenze: si celebrerà domani la Giornata nazionale delle periferie urbane. “Sono circa 300 le iniziative su tutto il territorio nazionale, organizzate da Comuni, da fondazioni, da associazioni, da parrocchie. Un fiorire di iniziative da Nord a Sud: è stato compreso in pieno il senso per cui nasce la Giornata nazionale delle periferie”, afferma all’Adnkronos il presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle Periferie, Alessandro Battilocchio (Fi), primo firmatario della legge che ha promosso la ricorrenza. “E’ in corso una riqualificazione, un recupero, un rilancio delle periferie assolutamente positivo”, sottolinea Battilocchio secondo il quale la Giornata nazionale vuole essere “un momento di speranza, di riflessione per fare il punto sulle tante criticità e problematiche che ancora ci sono ma soprattutto per individuare i nuovi obiettivi e per valorizzare le tante eccellenze presenti in tutte le periferie italiane”.

Rispetto a quello che ancora si può fare il presidente della Commissione osserva: “E’ necessario dare continuità agli interventi anche in prospettiva; per decenni è mancata azione e attenzione delle istituzioni, oggi c’è stato un cambio di passo al quale va data continuità. Un altro aspetto è la sostenibilità economica, culturale, sociale dei progetti coinvolgendo le realtà locali in questi percorsi di cambiamento”. “Un ringraziamento – aggiunge – va alle forze dell’ordine e di polizia perché portano avanti un lavoro straordinario e sono a disposizione delle comunità locali”. Domenica scorsa Battilocchio era a Caivano per dare il via ufficiale alle iniziative in vista della ricorrenza. “Era giusto così perché la Giornata nazionale è dedicata a Fortuna Loffredo per non dimenticare ma anche per trasformare quel momento drammatico in un’occasione di speranza”, sottolinea Battilocchio.

LA MAMMA DELLA PICCOLA FORTUNA – Mimma Guardato, la mamma di Fortuna Loffredo, sottolinea all’Adnkronos che “domani è una di quelle giornate che non si dimenticano, ma avverto la stessa sensazione tutti i giorni, ho perso una figlia”. La mamma di Fortuna vive in Emilia-Romagna, si è allontanata da tempo dal Parco Verde, ha una figlia di due anni. Si sofferma sul ricordo di Fortuna: “Porto dentro di me tutto di Chicca, che era il suo soprannome. Quando ha iniziato a parlare, ad andare a scuola, che adorava frequentare”. Nel corso degli anni la mamma della piccola ha provato a dare una degna sepoltura a Fortuna, che riposa ancora con altre quattro persone, non di famiglia, in un loculo. Vorrebbe portarla con sé al nord Italia, il padre della piccola, Pietro Loffredo, si è opposto a questa ipotesi. “Ci stiamo lavorando, farò di tutto affinché venga con me, ci riuscirò”, assicura la mamma.

IL PARCO VERDE OGGI. La mamma di Fortuna riflette sulle condizioni attuali del Parco Verde a Caivano: “Manco da diversi anni, vedo che il governo ci sta lavorando, mi pare si avverta maggiormente la presenza dello Stato. Prima ognuno faceva quel che voleva, spero si continui a costruire quel che manca in quel parco, sono certa che padre Maurizio Patriciello (il parroco anti camorra al Parco Verde, ndr) continuerà la sua opera”.

Fonte AdnKronos

Strategie anti-caldo: come sopravvivere alle temperature estive

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L’arrivo della stagione estiva porta con sé giornate lunghe, cieli sereni e, immancabilmente, un incremento delle temperature che spesso mette a dura prova, sia dal punto di vista fisico che psicologico. Le ondate di calore, diventate ormai una costante, soprattutto nei mesi di luglio e agosto, trasformano le città in veri e propri forni a cielo aperto e rendono l’aria irrespirabile anche all’interno delle mura domestiche.

Gestire queste temperature estreme richiede non solo spirito di adattamento, ma anche una serie di accorgimenti pratici e mirati per evitare colpi di calore, disidratazione e spossatezza cronica. Comprendere come proteggere il corpo e l’ambiente in cui si vive diventa fondamentale per trascorrere i mesi caldi in totale sicurezza e comfort.

Il ruolo dell’efficienza energetica nella gestione del clima domestico

In questo scenario di temperature elevate, il benessere all’interno delle abitazioni dipende in larga misura dall’utilizzo di sistemi di climatizzazione e ventilazione. Di conseguenza, disporre di un fornitore elettrico affidabile, che proponga tariffe competitive e un servizio clienti efficiente, diventa un fattore cruciale.

Durante l’estate, i consumi energetici subiscono un’impennata fisiologica a causa dell’uso prolungato di condizionatori e ventilatori, dispositivi indispensabili per mantenere i locali a una temperatura vivibile. Un contratto energetico vantaggioso, come quello proposto da Acea Energia per esempio, permette di accendere gli impianti necessari senza il timore di ricevere bollette esorbitanti a fine mese. Inoltre, l’efficienza del servizio è sinonimo di stabilità della rete, un elemento essenziale per evitare improvvisi blackout o cali di tensione, e conseguenti disagi.

Le migliori soluzioni pratiche per contrastare l’afa

Per affrontare al meglio le settimane più torride dell’anno, è possibile implementare una serie di comportamenti e accorgimenti pratici. Di seguito vengono proposte le migliori soluzioni per isolare la casa dal calore esterno e garantire un clima fresco.

Gestione di finestre e tapparelle

Il primo blocco difensivo contro il calore esterno sono gli infissi dell’abitazione. Un errore comune è quello di spalancare le finestre durante il giorno nella speranza di far circolare l’aria, ottenendo invece l’effetto opposto, ovvero l’ingresso dell’afa. La strategia corretta è di chiudere persiane, tapparelle e vetrate non appena il sole comincia a scaldare l’ambiente, indicativamente dalle prime ore del mattino fino al tramonto.

Le tende schermanti o riflettenti possono offrire un ulteriore aiuto nel bloccare i raggi solari. Le finestre vanno riaperte esclusivamente nelle ore notturne o all’alba, quando la temperatura esterna scende sotto quella interna, consentendo così un ricambio d’aria efficace e il raffrescamento naturale delle stanze.

Scelte alimentari e idratazione

L’alimentazione svolge un ruolo cardine nella regolazione della temperatura corporea. Per questo, durante l’estate è necessario prediligere cibi freschi, leggeri e ricchi di acqua, come frutta e verdura di stagione, che aiutano a reintegrare i sali minerali persi con la sudorazione. È opportuno limitare il consumo di piatti elaborati, fritti, carni rosse e intingoli, poiché i lunghi processi digestivi aumentano la produzione di calore interno.

Parallelamente, l’idratazione deve essere costante, si consiglia di bere acqua a intervalli regolari, senza aspettare lo stimolo della sete. Vanno evitate le bevande eccessivamente fredde, che possono causare congestioni, così come gli alcolici e le bevande ricche di caffeina, le quali favoriscono la diuresi e accelerano il processo di disidratazione.

Utilizzo del condizionatore

Il climatizzatore è lo strumento più potente per combattere l’afa, ma richiede un utilizzo ponderato per evitare problemi di salute e sprechi energetici. La regola d’oro consiste nel non impostare mai lo strumento a temperature eccessivamente basse, la differenza tra l’ambiente interno e quello esterno non dovrebbe superare i sei o sette gradi. Una temperatura interna compresa tra i 24 e i 26 gradi, combinata con la funzione di deumidificazione, è sufficiente per garantire un ottimo benessere biologico.

L’uso della modalità deumidificatore è spesso preferibile, poiché abbatte l’umidità relativa, che è la principale responsabile della percezione del calore soffocante, consumando meno energia rispetto al raffreddamento classico. Inoltre, i flussi d’aria non devono mai essere indirizzati direttamente verso le persone per evitare dolori muscolari o problemi respiratori.

Tessuti e abbigliamento

Il modo di vestire influisce molto sulla percezione del calore e sulla capacità del corpo di traspirare. Durante la stagione estiva è preferibile abbandonare i tessuti sintetici e artificiali, come il poliestere o il nylon, che trattengono il sudore e surriscaldano la pelle. La scelta deve ricadere su fibre naturali e traspiranti, quali il cotone, il lino e la seta. Questi materiali permettono all’aria di circolare e facilitano l’evaporazione dell’umidità corporea.

Anche la vestibilità ha la sua importanza, gli abiti ampi e leggeri sono da preferire a quelli aderenti, poiché creano un’intercapedine d’aria che isola il corpo. Per quanto riguarda i colori, le tonalità chiare e pastello sono ideali in quanto riflettono la luce solare, al contrario dei colori scuri che tendono ad assorbirla.

L’uso di elettrodomestici termogenici

Molti apparecchi presenti nelle abitazioni generano una quantità significativa di calore durante il loro funzionamento, contribuendo a surriscaldare le stanze. Nei periodi di massima calura è consigliabile limitare l’uso del forno, dei fornelli, della lavastoviglie e della lavatrice durante le ore diurne. Laddove possibile, è meglio azionare questi grandi elettrodomestici nelle ore serali o notturne, quando l’impatto termico è meno fastidioso e le tariffe elettriche, a seconda del proprio contratto, potrebbero risultare più convenienti.

Inoltre, un dettaglio spesso trascurato è l’illuminazione; sostituire le vecchie lampadine alogene o a incandescenza con i modelli a LED riduce drasticamente il calore emesso nelle stanze, alleggerendo al contempo la bolletta elettrica.

Attività e sforzi fisici

Il corpo umano possiede meccanismi di termoregolazione che possono andare in crisi se sottoposti a sforzi eccessivi in ambienti caldi. Per questa ragione, lo svolgimento di attività fisiche intense, i lavori pesanti o le semplici passeggiate dovrebbero essere concentrati nelle prime ore del mattino o dopo il tramonto.

Se non è possibile rimandare gli impegni nelle ore centrali della giornata, è fondamentale concedersi pause frequenti all’ombra o in luoghi freschi. Proteggere la testa con un cappello leggero e indossare gli occhiali da sole aiutano a schermarsi dai raggi diretti, una precauzione fondamentale per evitare insolazioni o cali di pressione improvvisi quando ci si sposta all’aperto.

Juve Stabia, panchina a Pietro De Giorgio: Sarebbe stata superata la concorrenza di Luca D’Angelo

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La Juve Stabia ha individuato il suo nuovo allenatore per la stagione di Serie B. Secondo le ultime indiscrezioni, il presidente Alfredo Guerri e il direttore tecnico Enzo De Vito hanno scelto Pietro De Giorgio per raccogliere l’eredità di Ignazio Abate sulla panchina gialloblù.

L’ex tecnico lucano, nelle prossime ore, sarà chiamato a formalizzare la risoluzione del contratto che lo lega al Potenza. Una volta completato questo passaggio burocratico, sarà libero di firmare con il club stabiese e dare ufficialmente il via alla sua nuova avventura in Campania.

Un asse consolidato con De Vito e il sì di Stefanelli

La scelta di De Giorgio non è frutto del caso. Alla base dell’operazione c’è infatti un rapporto di fiducia costruito nel tempo con Enzo De Vito, dirigente che ha avuto un ruolo decisivo nella crescita professionale dell’allenatore e che lo ha accompagnato sin dai primi passi in panchina, contribuendo in maniera significativa al suo percorso nel calcio professionistico.

Determinante anche il gradimento del futuro direttore sportivo Stefano Stefanelli, ormai prossimo all’arrivo dall’Empoli, che ha condiviso la linea tecnica portata avanti dalla società. La Juve Stabia è riuscita così a superare la concorrenza di altri club, convincendo De Giorgio a sposare un progetto considerato ambizioso e stimolante per la sua carriera. Curiosità: Pietro De Giorgio era stato accostato all’Empoli del futuro D.S. gialloblù Stefano Stefanelli entrambi ora in direzione Castellammare di Stabia.

Tra i profili valutati dalla dirigenza c’era anche quello di Luca D’Angelo, con cui però non è stata trovata la piena intesa dopo una videocall interlocutoria nei giorni scorsi.

Il profilo: dalla carriera da calciatore alla panchina

Pietro De Giorgio, nato a Praia a Mare il 16 febbraio 1983, ha vissuto una lunga carriera da calciatore tra Serie B e Serie C, maturando esperienze importanti in diverse piazze che hanno contribuito a formare il suo bagaglio tecnico e tattico.

Conclusa l’attività agonistica, ha intrapreso il percorso da allenatore iniziando come collaboratore tecnico alla Luparense nella stagione 2020/2021, per poi proseguire come vice a Lamezia Terme. Il vero salto arriva nel 2022, quando entra nello staff del Potenza, dove cresce progressivamente fino a diventare una figura centrale del progetto tecnico lucano.

In Basilicata, dopo una fase iniziale da vice, assume più volte la guida ad interim della squadra fino alla promozione definitiva a allenatore della prima squadra. La sua esperienza in rossoblù si è poi consolidata con una stagione importante, culminata con la vittoria della Coppa Italia di Serie C e con un percorso playoff chiuso solo contro l’Ascoli, poi promosso in Serie B.

Lo staff e le possibili conferme

In caso di ufficialità, il vice allenatore sarà Gerardo Alfano, con cui De Giorgio ha condiviso anche l’esperienza da calciatore a Cava de’ Tirreni, segno di un rapporto consolidato e di grande fiducia reciproca.

Da definire invece la composizione completa dello staff tecnico. Restano da valutare le posizioni del preparatore atletico Roberto De Luce e del preparatore dei portieri Antonio Macrì, entrambi già collaboratori del tecnico a Potenza. A Castellammare, tuttavia, sono già presenti figure di alto livello come il preparatore atletico Raffaele La Penna e il preparatore dei portieri Amedeo Petrazzuolo, molto apprezzato e legato all’ambiente gialloblù.

Una nuova sfida per la Juve Stabia

Con l’arrivo di Pietro De Giorgio, la Juve Stabia apre ufficialmente un nuovo capitolo tecnico. La società punta su un allenatore giovane ma già esperto di calcio professionistico, capace di crescere all’interno di contesti competitivi e di valorizzare il lavoro di squadra.

La fumata bianca è attesa a breve: poi sarà tempo di campo, programmazione e costruzione della nuova stagione in Serie B.

Castellammare di Stabia, apre il nuovo infopoint turistico a Palazzo Farnese

Castellammare di Stabia rafforza la propria rete di accoglienza turistica con l’attivazione del nuovo infopoint presso Palazzo Farnese. La struttura, situata al piano terra della sede comunale e accessibile da via Sant’Anna, rappresenta un importante punto di riferimento per cittadini e visitatori, garantendo continuità a un servizio considerato strategico per la promozione del territorio stabiese.

Il nuovo sportello sarà operativo dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.30 alle 16.15, e nasce dalla collaborazione tra il Comune di Castellammare di Stabia, l’Assessorato Regionale al Turismo guidato da Vincenzo Maraio e l’Agenzia Regionale Campania Turismo. Una sinergia istituzionale che ha consentito di individuare una soluzione condivisa per mantenere attivo il servizio in attesa che torni nuovamente disponibile la storica sede di piazza Matteotti.

L’infopoint offrirà assistenza e informazioni ai visitatori sui principali attrattori turistici della città, sugli eventi in programma, sugli itinerari culturali e naturalistici e sui servizi disponibili sul territorio. Un presidio che contribuirà a valorizzare ulteriormente l’immagine di Castellammare di Stabia, una destinazione che negli ultimi anni sta registrando una crescita costante dei flussi turistici grazie alle sue bellezze naturali, archeologiche e paesaggistiche.

Dal patrimonio storico rappresentato dagli antichi siti archeologici alle eccellenze naturalistiche del Monte Faito, passando per il lungomare, il porto turistico e la vicinanza a mete internazionali come la Costiera Sorrentina e gli Scavi di Pompei, Castellammare si conferma sempre più una porta d’accesso privilegiata per la scoperta del territorio campano.

Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Luigi Vicinanza e dall’assessore al Turismo Nunzia Acanfora, che hanno sottolineato l’importanza dell’iniziativa.

«Abbiamo lavorato di concerto con l’Agenzia per non perdere un presidio importante di informazione turistica. In una città che sta registrando una crescente presenza di visitatori era fondamentale garantire continuità a un servizio essenziale di accoglienza e orientamento. Questo infopoint rappresenta un punto di riferimento per chi arriva a Castellammare di Stabia e vuole conoscere le bellezze, gli itinerari e le opportunità che il nostro territorio offre» hanno dichiarato il primo cittadino e l’assessore.

L’apertura del nuovo infopoint si inserisce in una più ampia strategia di promozione territoriale che punta a consolidare il ruolo di Castellammare di Stabia nel panorama turistico nazionale e internazionale. Un percorso che vedrà la città protagonista anche al TTG Travel Experience di Rimini, una delle più importanti manifestazioni italiane dedicate al turismo, in programma dal 14 al 16 ottobre 2026.

La partecipazione alla fiera rappresenta infatti un’importante opportunità per presentare le eccellenze del territorio a tour operator, agenzie di viaggio e operatori del settore provenienti da tutto il mondo. L’obiettivo è rafforzare il posizionamento della destinazione sui mercati turistici e valorizzare l’ampia offerta culturale, naturalistica, paesaggistica ed enogastronomica che caratterizza Castellammare di Stabia.

Con il nuovo infopoint e una presenza sempre più strutturata negli eventi dedicati al turismo, l’amministrazione comunale conferma la volontà di investire nell’accoglienza e nella promozione del territorio, elementi fondamentali per sostenere la crescita economica e valorizzare le straordinarie risorse di una città che punta a diventare sempre più protagonista nel settore turistico campano.