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Mare pulito a Castellammare, anche la zona ex Cartiera torna balneabile: Risultato storico per tutta la costa

Le acque del tratto dell’ex Cartiera tornano ufficialmente balneabili. È quanto emerge dagli ultimi aggiornamenti del monitoraggio effettuato da ARPAC, che certificano il raggiungimento della classificazione “sufficiente”, parametro che consente la balneazione secondo la normativa vigente e rappresenta un importante passo avanti rispetto agli anni precedenti.

Si completa così un risultato definito storico per Castellammare di Stabia: l’intero litorale cittadino presenta oggi valori compatibili con la balneazione, confermando il netto miglioramento della qualità del mare stabiese in vista della stagione estiva 2026. Un quadro estremamente positivo, con la maggior parte dei tratti costieri classificati addirittura come “eccellenti”.

Parallelamente proseguono anche gli interventi sul fronte della riqualificazione del litorale. Sono infatti in corso le operazioni di ripascimento morbido della spiaggia nel tratto adiacente all’Hotel Miramare, realizzate utilizzando la stessa sabbia proveniente dal litorale stabiese.

Un intervento che si inserisce nel più ampio programma di difesa e recupero della costa cittadina, già interessata dalla realizzazione delle opere di protezione tra via Ettore Tito e Marina di Stabia.

“Oggi possiamo affermare con dati ufficiali alla mano che il nostro litorale è tornato a essere pienamente fruibile. È il frutto di un lavoro costante e di una strategia di risanamento ambientale portata avanti dalla Regione Campania, che sta dando risultati concreti e misurabili” ha dichiarato il sindaco Luigi Vicinanza.

Il primo cittadino ha poi sottolineato anche l’importanza degli interventi di ripascimento e difesa della costa: “Un’azione fondamentale per restituire piena qualità e vivibilità alla nostra costa nel medio e lungo periodo. Castellammare sta cambiando volto e il mare diventa ancora di più una risorsa centrale per la città e per il suo sviluppo turistico”.

Il ritorno alla piena balneabilità dell’intera fascia costiera rappresenta un segnale importante non solo dal punto di vista ambientale, ma anche per il rilancio turistico della città, che punta sempre più sul mare come elemento strategico per la propria crescita economica e territoriale.

Milano capitale della Boxe: Sarchioto, Peritore e Zucco guidano la carica dell’8 maggio

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Sale l’attesa per la prossima OPI Boxing Night, l’evento pugilistico in programma l’8 maggio al Centro Pavesi di Milano, organizzato da Opi Since 82 dalla famiglia Cherchi in collaborazione con il Fight Club Fragomeni. Una serata ricchissima di incontri di livello internazionale che porterà sul ring alcuni dei pugili italiani più seguiti e ambiziosi del momento.

A guidare la card, trasmessa in diretta su DAZN, sarà il match valido per il titolo WBO Intercontinentale dei pesi medi tra Giovanni Sarchioto e lo spagnolo Ezequiel Gurria. Per il pugile di Anzio si tratta del test più importante della carriera: una sfida internazionale che potrebbe spalancargli le porte delle classifiche mondiali. Sarchioto gode già di grande stima nell’ambiente pugilistico italiano, ma il confronto con il campione di Spagna rappresenta la classica prova del nove per capire fin dove possano spingersi le sue ambizioni europee e mondiali.

Grande attenzione anche per il ritorno sul ring di Gloria Peritore, ex campionessa europea EBU dei pesi gallo, ferma da un anno a causa di un delicato infortunio alla mano che ha richiesto un intervento chirurgico. Il rientro sarà subito ad altissima intensità: la pugile di Licata sfiderà l’imbattuta inglese Laura Pain per riconquistare la cintura europea mai persa sul campo e per il titolo WBC International. Peritore, già campionessa mondiale di kickboxing, vuole riprendersi la scena internazionale e dimostrare di poter tornare ai vertici della categoria.

Tra i protagonisti della serata ci sarà anche Ivan Zucco, reduce dalla spettacolare battaglia europea contro l’imbattuto Callum Simpson per il titolo EBU dei supermedi. Dopo la prima sconfitta della carriera e un successivo stop per infortunio, il pugile di Verbania cerca rilancio e nuove motivazioni. A contendergli la vittoria sarà l’argentino Emiliano Pucheta, avversario esperto e insidioso, capace in passato di fermare pugili di alto livello internazionale.

Occhi puntati anche sul talentuoso peso welter Akrem Aouina, attuale campione WBC Silver ad interim e numero 15 del ranking mondiale WBC. Il tunisino, ormai adottato sportivamente da Milano, attraversa un momento estremamente positivo e dopo il successo in rimonta contro l’inglese Tom Hill si prepara a una nuova sfida internazionale contro l’imbattuto britannico Bobby Faulkner, deciso a interrompere la sua corsa.

La OPI Boxing Night offrirà spazio anche ai giovani prospetti più interessanti del panorama italiano. Tra questi spicca Diego Lenzi, peso massimo già protagonista alle Olimpiadi del 2024 e oggi in crescita nel professionismo. Il suo prossimo avversario sarà il bosniaco imbattuto Alija Tucak, atleta con esperienza anche nella kickboxing e nelle MMA.

Continua infine il percorso di crescita del giovanissimo Raffaele Montella. Il 20enne milanese, ex campione italiano Under 22 tra i dilettanti, salirà sul ring per il quinto incontro da professionista in meno di un anno affrontando l’argentino Silvio Mauricio Sabattino, in un match utile per proseguire il suo rapido processo di maturazione.

Milano si prepara così a vivere una notte di grande boxe, tra ritorni attesissimi, sfide internazionali e giovani talenti pronti a conquistarsi il proprio spazio sotto i riflettori.

Juve Stabia, Parola Allo Sciame GialloBlu, tra passione e difesa della città: Ambiente carico verso i playoff

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Alla vigilia dell’ultima gara della regular season della Juve Stabia, è andata in onda la trentesima puntata di “JuveStabia Live”, il talk show trasmesso in diretta sui canali social della trasmissione in modalità remota. Una puntata intensa, ricca di emozioni, riflessioni e messaggi di appartenenza nei confronti della squadra e della città di Castellammare di Stabia.

Al centro del dibattito uno dei temi che in questi giorni sta maggiormente coinvolgendo il popolo stabiese: la manifestazione pacifica organizzata dal tifo organizzato per chiedere unità e tutela attorno al futuro della società gialloblù, alle prese con una delicata crisi societaria.

Durante la trasmissione è emerso con forza il sentimento di vicinanza della tifoseria verso la squadra e verso la città. Tra i messaggi letti in diretta anche quello di una tifosa che ha sottolineato l’importanza della mobilitazione cittadina:

“Condivido appieno il commento di Roberta. Bisogna dare un segnale forte e deciso per non fare scomparire questa bella realtà che è la nostra squadra. Peccato non essere lì con voi sabato”.

Dal tema societario si è poi passati al calcio giocato con l’intervento del centrocampista Nicola Mosti, ospite della puntata. Il numero gialloblù ha raccontato il rapporto speciale costruito con il gruppo squadra e la grande stima nei confronti dell’allenatore, spiegando come proprio la compattezza dello spogliatoio sia stata determinante per il raggiungimento degli obiettivi stagionali.

Mosti ha parlato anche della propria crescita personale, sottolineando come l’esperienza a Castellammare lo abbia aiutato molto anche dal punto di vista caratteriale. Nessun rimpianto nel suo percorso, ma piuttosto la volontà di trasmettere ai compagni più giovani l’importanza di vivere ogni occasione con intensità, ricordando come nel calcio le opportunità siano poche e vadano conquistate attraverso lavoro, sacrificio e umiltà.

Tra i ricordi più belli vissuti con la maglia della Juve Stabia, il centrocampista ha indicato il gol segnato contro l’US Avellino 1912 e la semifinale playoff contro la US Cremonese, una partita che il calciatore avrebbe voluto rigiocare, ritenendo che fosse stata particolarmente condizionata dagli episodi.

Guardando invece al presente e al futuro immediato, Mosti si è detto fiducioso in vista del turno preliminare playoff contro il Modena FC, sottolineando la voglia della squadra di continuare a sognare insieme al popolo stabiese.

Nel corso della diretta non sono mancati i tantissimi messaggi di affetto per il centrocampista, apprezzato dai tifosi non solo per le qualità tecniche ma soprattutto per l’attaccamento alla maglia mostrato durante tutta la stagione.

“Grazie Mosti, giocatore che ha sempre sudato la maglia”.

“Nicola stai facendo un campionato stupendo, hai una cattiveria agonistica pazzesca quest’anno. Un vero leader. Complimenti e non fermatevi mai”.

La puntata si è conclusa con un forte richiamo all’unità cittadina in vista della manifestazione prevista per sabato 9 maggio alle ore 16. Un appuntamento che vuole rappresentare non soltanto una difesa della squadra di calcio, ma anche delle poche realtà capaci ancora oggi di valorizzare e portare in alto il nome di Castellammare di Stabia.

Un messaggio chiaro, forte e carico di appartenenza: la città e la Juve Stabia hanno bisogno del sostegno di tutti.

Rosace: “La gestione Castori ha avuto dei limiti. Complimenti alla continuità dello Stabia”

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Filippo Rosace ha offerto un’analisi pungente e controcorrente sul momento del Sudtirol, non risparmiando critiche alla gestione tecnica e svelando i retroscena del modello societario biancorosso.
La crisi del Sudtirol e la sfida salvezza
Rosace ha espresso forte preoccupazione per il recente rendimento della squadra, che ha collezionato sei sconfitte nelle ultime nove partite. Secondo il giornalista, il gruppo si è sentito eccessivamente sicuro della salvezza dopo la vittoria contro la Reggiana a marzo, finendo per staccare la spina mentalmente. Ha definito “squalificanti” le recenti prestazioni contro Spezia e Mantova, dove la squadra ha subito nove gol in due gare. Per il match contro la Juve Stabia, Rosace si aspetta però un Sudtirol combattivo, poiché un pareggio potrebbe non bastare per evitare l’incubo playout.
Il duro giudizio su Castori
Un punto centrale dell’intervento ha riguardato l’allenatore Castori. Rosace ha descritto un clima non sereno all’interno dello spogliatoio, spiegando che molti giocatori non hanno accettato o non sono stati in grado di interpretare il calcio “palla lunga e pedalare” del tecnico. Ha definito Castori un allenatore ormai “usurato” per la categoria, suggerendo che per un progetto futuro basato sul possesso palla e sulla crescita tecnica la società dovrebbe puntare su profili più giovani e moderni.
Il ritorno dell’ex: Andrea Giorgini
Rosace ha ricordato con rammarico la partenza di Andrea Giorgini, oggi pilastro della difesa stabiese, spiegando che la sua cessione fu dovuta proprio a una “rotta di collisione” con Castori. Ha sottolineato come il difensore si sia rigenerato a Castellammare, trovando un ambiente e un sistema di gioco (partenza dal basso) più consoni alle sue caratteristiche.
Il “Mito” del modello Sudtirol
Il giornalista ha voluto fare chiarezza sulla struttura societaria del club, smentendo l’idea di un azionariato popolare o di un interesse della Red Bull. Ha definito il Sudtirol un “progetto politico” sostenuto massicciamente dalla Provincia di Bolzano, che ha finanziato stadio e centro sportivo. Rosace ha criticato la scarsa propensione al rischio d’impresa della governance, che opera con uno dei budget più bassi della categoria, mettendo a rischio la permanenza in Serie B in un campionato sempre più competitivo.
Elogio alla Juve Stabia
Infine, Rosace ha lodato la continuità della Juve Stabia, definendo il raggiungimento dei play-off per il secondo anno consecutivo un risultato da valorizzare enormemente. Ha descritto la squadra di Abate come un gruppo aggressivo e pimpante, capace di far girare bene la palla, prevedendo una sfida play-off contro il Modena estremamente equilibrata.

Südtirol – Juve Stabia è anche una sfida di fedelissimi nella storia dei due club

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In un calcio moderno che corre sempre più veloce, dove le maglie si cambiano con la stessa rapidità con cui si scorre un post sui social network, esistono fortunatamente ancora delle piccole e preziose oasi di romanticismo. Sono le storie scolpite nel sudore di quegli uomini che decidono di legare il proprio nome a una piazza, diventandone, stagione dopo stagione, lo scudo e l’anima. Storie di chi ha accettato la sfida e la polvere della Serie C per poi andare a prendersi, di forza e con merito, le luci della ribalta in Serie B.

Il Miracolo Bolzano: l’anima e la bussola

Se si pensa alla cavalcata e al consolidamento del Südtirol, è impossibile non visualizzare due volti che incarnano alla perfezione lo spirito biancorosso:

  • Fabian Tait: L’essenza stessa del Südtirol. Capitano, trascinatore instancabile e uomo che ha vissuto sulla propria pelle ogni singolo gradino di questa straordinaria scalata. È il centrocampista che corre per tre, l’incarnazione sul campo dell’identità calcistica e culturale di un intero territorio.

  • Daniele Casiraghi: Il “10” per vocazione, anche se magari indossa un numero diverso sulle spalle. È il giocatore capace di trasformare la rigidità tattica in poesia. Dai gol pesantissimi in Serie C alle prodezze balistiche in cadetteria, il suo destro è la bussola infallibile che ha guidato i bolzanini verso vette fino a poco tempo fa inesplorate.

L’orgoglio di Castellammare: il patto gialloblù

A ottocento chilometri di distanza, scendendo lungo la spina dorsale dello Stivale, la risposta delle Vespe porta nomi altrettanto pesanti: Marco Bellich, Giuseppe Leone, Nicola Mosti e Leonardo Candellone.

Se la Juve Stabia di oggi può permettersi di guardare negli occhi e sfidare a viso aperto le grandi del campionato, sia sul prato del “Druso” che su quello amico del “Menti”, è perché questi uomini hanno giurato fedeltà ai colori gialloblù nel momento più cruciale e delicato del progetto tecnico. Hanno cementato un gruppo che ha saputo farsi squadra, e poi famiglia.

Oltre la categoria: l’evoluzione del talento

Cosa accomuna queste vere e proprie “bandiere” moderne? La straordinaria capacità di evolversi.

Nel calcio non è affatto scontato che un assoluto protagonista della terza serie riesca a imporsi con la stessa autorità nella categoria superiore. I ritmi si alzano, gli spazi si restringono, gli errori si pagano a caro prezzo. Eppure, questi sei calciatori hanno dimostrato una verità fondamentale: il talento, quando è supportato dal lavoro feroce e da un legame profondo e viscerale con la maglia e la città, non conosce limiti di categoria.

L’omaggio del venerdì sera

Venerdì sera, quando i tacchetti solcheranno il rettangolo verde del “Druso”, non assisteremo solo a una vitale sfida di tattica, nervi e classifica.

Sarà un omaggio a chi ha scelto di restare, a chi ha lottato nel fango dei campi di periferia e ora si gode, da assoluto protagonista, il palcoscenico della Serie B.

In un mondo sportivo troppo spesso popolato da professionisti di passaggio, Casiraghi, Tait, Bellich, Leone, Mosti e Candellone ci ricordano il motivo più puro per cui ci siamo innamorati di questo sport: perché le leggende non si comprano al calciomercato, si costruiscono in campo.

Juve Stabia, missione Bolzano: l’ultimo assalto al fortino “Druso”, poi inizierà il sogno Play-off

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È arrivato il momento della verità. Sotto le luci dei riflettori dello stadio “Druso”, questo venerdì sera cala il sipario sulla stagione regolare della Serie B 2025/2026. Per la Juve Stabia, l’ultima fermata del calendario non è una partita qualunque: è un vero e proprio incrocio di destini, un’occasione per aggiornare le statistiche e, soprattutto, l’ostacolo prima della partecipazione al sogno play-off.

Il fortino inespugnabile e i fantasmi del passato

C’è un campo che, per la formazione campana, sembra assumere i contorni di una fortezza inespugnabile. Si chiama, per l’appunto, stadio “Druso”. Il divario tra il rendimento casalingo e quello esterno contro il Südtirol è netto:

  • Al “Romeo Menti”: Le mura amiche sono state spesso teatro di gioie assolute contro i biancorossi, con ben tre vittorie storiche (incluso il prestigioso successo in Supercoppa).

  • Al “Druso”: La trasferta in Alto Adige rimane, a oggi, un capitolo privo di sorrisi per i colori gialloblù.

I precedenti a Bolzano – o meglio, l’unico vero precedente – brucia ancora. Nella passata stagione, la Juve Stabia allora guidata da Guido Pagliuca uscì sconfitta in una gara in cui il gioco brillante e propositivo delle Vespe si infranse inesorabilmente contro il granitico pragmatismo tirolese. Quella caduta segnò un punto di rottura temporaneo, evidenziando le fisiologiche difficoltà nel gestire i ritmi serrati e il clima pungente dell’impianto altoatesino.

La “Cura Abate”: cinismo e gestione del pallone

Ma quest’anno, l’aria che si respira a Castellammare è diversa. Ignazio Abate ha ereditato una squadra dotata di un’identità già forte, ma ha saputo plasmarla secondo una nuova, precisa filosofia.

La Juve Stabia di oggi è caratterizzata da: Saper colpire nel momento giusto e con uomini diversi. Una gestione del possesso palla che punta a “togliere ossigeno” all’avversario, abbassando la foga delle squadre avversarie.

Il tecnico sa bene che, in un campionato logorante come la Serie B, per puntare ai vertici della classifica non si può prescindere da un rendimento esterno di spessore e personalità.

Andrea Giorgini: l’ex di turno sotto i riflettori

Oltre alla lavagna tattica, in sfide cruciali come questa entra prepotentemente in gioco la componente emotiva. Sotto questo aspetto, gli occhi di tutti saranno puntati su Andrea Giorgini.

Il pilastro difensivo gialloblù ha mosso i suoi primi passi importanti nel calcio che conta proprio a Bolzano. Ora, con la maglia delle Vespe cucita addosso, punta a dimostrare tutta la sua maturazione davanti a chi lo ha visto crescere calcisticamente. La sua profonda conoscenza dell’ambiente, unita alla familiarità con i meccanismi di gioco del Südtirol, potrebbe rivelarsi la vera chiave di volta per serrare le fila della difesa stabiese e disinnescare l’attacco di casa.

Verso il fischio d’inizio

Il conto alla rovescia è quasi terminato. Da una parte ci sarà il popolo di Bolzano, pronto a spingere i propri giocatori nell’ultimo atto casalingo; dall’altra, il calore inesauribile del tifo stabiese con una piccola presenza fisica al Druso, ma che proverà a farsi sentire in massa nonostante i quasi mille chilometri di distanza.

Venerdì sera, ore 20:30: il prato del “Druso” emetterà il suo verdetto. La storia è pronta per essere scritta.

Juve Stabia, in merito alla situazione societaria scendono in campo le donne: L’appello a tutta Castellammare

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In un momento storico così delicato per le sorti calcistiche della nostra città, nasce un coro spontaneo e appassionato: “La voce delle Donne di Stabia”. Perché il calcio, il senso di appartenenza e l’amore per i colori gialloblù non sono una prerogativa esclusivamente maschile. Anche le donne stabiesi sentono l’urgenza di esprimersi, di far sentire il proprio supporto e, al contempo, la propria rabbia per una situazione che ferisce l’intera comunità.

A rompere il ghiaccio e farsi portavoce di questo profondo sentimento cittadino è la nostra Ketty Chirico, che con parole cariche di amarezza, ma altrettanto piene di grinta, analizza l’attuale crisi della società.

“Parlare della Juve Stabia, mai come in questo delicato momento, mi fa tanto male,” esordisce Ketty. “Vedere una squadra di provincia, la nostra squadra, militare con orgoglio per tre anni in Serie B e poi saperla improvvisamente sull’orlo del fallimento, è qualcosa che non fa assolutamente piacere.”

Le cause di una crisi inaspettata

Le parole di Ketty non si limitano all’amarezza, ma scavano nelle responsabilità di un tracollo che sembra avere radici profonde. Il suo è l’interrogativo di un’intera tifoseria:

“Mi chiedo come si sia potuto arrivare a tanto. Sicuramente ci sono state cattive amministrazioni, gestioni portate avanti da persone che non hanno avuto a cuore il bene reale della squadra.”

Ma il pensiero delle donne stabiesi va anche oltre la semplice mala gestione. C’è la forte sensazione che il successo della squadra abbia dato fastidio a molti: “Certamente c’è invidia, perché Castellammare non è un capoluogo di provincia eppure è riuscita a militare in B. Poi, inevitabilmente, ci saranno altri interessi che noi cittadini non conosciamo, dinamiche che fanno gola a qualcuno e che stanno mettendo a repentaglio la nostra storia.”

Un appello a tutta Castellammare: Riprendiamoci la nostra Juve Stabia

Il messaggio di Ketty Chirico si trasforma rapidamente in un accorato appello alla mobilitazione generale. La squadra di calcio non è solo uno svago domenicale, ma un vero e proprio patrimonio della città.

“Bisogna assolutamente fare qualcosa per riappropriarci della nostra Juve Stabia, una realtà che porta onore e lustro alla nostra bellissima città. Tutti i cittadini stabiesi, tifosi accaniti e non, devono farsi sentire. Dobbiamo volere a tutti i costi che questa maglia continui a rappresentarci per molti anni ancora.”

Tutti in corteo sabato 9 maggio

L’occasione per dimostrare questo attaccamento viscerale è alle porte e le donne di Stabia sono pronte a scendere in prima linea accanto agli ultras e a tutta la cittadinanza.

“Ho letto che per sabato 9 maggio è previsto un corteo che partirà dal Miramare per arrivare fino al Comune, per sostenere la squadra e i giocatori in questo momento così buio,” conclude Ketty. “Speriamo davvero che la partecipazione sia massiccia e notevole.”

La voce delle donne di Stabia si è alzata, forte e chiara. Ora tocca a tutta Castellammare rispondere presente, per difendere i propri colori e la propria dignità sportiva. La Juve Stabia non si tocca.

Fincantieri, il tavolo regionale diventa scontro: Vicinanza risponde a De Luca

Doveva essere un vertice puramente istituzionale, focalizzato sulla salvaguardia e sul rilancio di uno degli asset più strategici della Campania, ma si è trasformato nel palcoscenico di un duro scontro politico. Al centro della bufera ci sono il futuro di Fincantieri e un acceso botta e risposta a distanza tra il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza, e l’onorevole Piero De Luca.

Tutto si è consumato nel pomeriggio presso la sede della Regione Campania, dove era stato convocato un tavolo tecnico per discutere le prospettive del cantiere navale stabiese. Un incontro di peso, che ha visto la partecipazione del sindaco Vicinanza, del presidente del Consiglio comunale (il dem Roberto Elefante), del vicepresidente della Regione Mario Casillo, dell’assessore alle Attività produttive Fulvio Bonavitacola e del presidente del Consiglio regionale Massimiliano Manfredi. Al loro fianco, le rappresentanze sindacali e una delegazione aziendale di Fincantieri.

Le sedie vuote e la polemica a distanza

A fare rumore, tuttavia, sono state le assenze. Nonostante gli inviti formali, ci sia stata la totale assenza dei rappresentanti politici.

Un fatto che il sindaco non ha mancato di sottolineare con evidente amarezza:

“A questo tavolo istituzionale erano stati invitati anche tutti i parlamentari del territorio, inclusi quelli del Pd. Dispiace registrare che nessuno di loro, compreso il responsabile per il Sud del partito, fosse presente.”

La vera accensione della miccia è arrivata però a margine della riunione, quando Vicinanza ha preso visione di una dichiarazione rilasciata dall’onorevole Piero De Luca. Parole che hanno evidentemente toccato un nervo scoperto, evocando responsabilità personali gravissime legate alla stabilità e al destino dell’amministrazione comunale.

La sfida di Vicinanza: “Fuori le prove”

La replica del primo cittadino è stata perentoria e non ha lasciato spazio a diplomatismi, lanciando un guanto di sfida diretto al parlamentare dem:

“Se l’onorevole De Luca ha dati inconfutabili che confermano che lo scioglimento del Comune di Castellammare dipende dalla mia persona, sarò disposto a fare una riflessione. Non so quali siano gli elementi in suo possesso e mi piacerebbe venirne a conoscenza.”

Una presa di posizione netta, che esige chiarezza su accuse che rischiano di destabilizzare il delicato equilibrio cittadino.

Il focus sul mandato

Nonostante il clima teso, il sindaco ha voluto concludere il suo intervento ribadendo il proprio impegno istituzionale, cercando di allontanare l’attenzione dalle polemiche per riportarla sulle reali necessità del territorio: “Come ho fatto fino a pochi minuti fa, continuo e continuerò a lavorare nell’interesse di Castellammare fino alla fine del mandato. Il bene e il futuro della città vanno ben oltre le schermaglie politiche e restano la mia priorità”.

Resta ora da vedere se e come risponderà l’onorevole De Luca alla provocazione del primo cittadino. Nel frattempo, sul destino di Castellammare e dei lavoratori dell’indotto Fincantieri, continuano a pesare non solo le dinamiche industriali, ma anche le profonde fratture di una politica sempre più litigiosa.

Sicurezza online: come riconoscere siti affidabili

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Internet ha trasformato radicalmente il modo in cui si accede a servizi, informazioni e intrattenimento. Con questa trasformazione, tuttavia, sono cresciuti anche i rischi legati alla sicurezza informatica e alla presenza di piattaforme non affidabili. Saper distinguere un sito sicuro da uno potenzialmente pericoloso è diventata una competenza fondamentale, tanto per chi acquista online quanto per chi utilizza servizi digitali di qualsiasi tipo.

I segnali che distinguono un sito affidabile

Il protocollo HTTPS e il certificato SSL

Il primo elemento da verificare quando si visita un sito web è la presenza del protocollo HTTPS nella barra degli indirizzi. Questo protocollo garantisce che la comunicazione tra il browser e il server sia cifrata, rendendo molto più difficile l’intercettazione dei dati da parte di terzi. Un sito che utilizza ancora il solo HTTP, senza la “S” finale, non offre questa protezione e dovrebbe essere considerato non idoneo per qualsiasi operazione che comporti l’inserimento di dati personali o di pagamento.

Il lucchetto visibile accanto all’URL è il segnale visivo più immediato di questa protezione. Tuttavia, è bene precisare che l’HTTPS certifica la cifratura del canale, non l’integrità del sito in sé: anche siti fraudolenti possono disporre di un certificato SSL. La sicurezza, dunque, richiede un’analisi più articolata.

Trasparenza e identità del gestore

Un sito affidabile non ha nulla da nascondere. Le sezioni “Chi siamo”, “Contatti” e “Note legali” devono essere facilmente raggiungibili e contenere informazioni chiare e verificabili: ragione sociale, partita IVA, indirizzo fisico e recapiti di assistenza. L’assenza di questi elementi, o la presenza di informazioni vaghe e generiche, rappresenta un campanello d’allarme importante.

Ulteriore indicatore di affidabilità è la presenza di una Privacy Policy e di un’informativa sui cookie conforme al Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR). Le piattaforme che operano in modo trasparente si preoccupano di informare correttamente gli utenti sul trattamento dei dati personali.

Giochi e scommesse online: un settore ad alto rischio di contraffazione

Il comparto del gioco online è storicamente uno dei più esposti al rischio di truffe e piattaforme non autorizzate. Questo accade per diverse ragioni: l’elevata circolazione di denaro, l’anonimato percepito dagli utenti e la difficoltà, per chi è meno esperto, di distinguere una piattaforma regolamentata da una che opera in modo illecito.

In Italia, l’ente preposto alla regolamentazione e al controllo del gioco è l’ADM (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ex AAMS). Ogni piattaforma che intende offrire servizi di gioco sul territorio italiano deve ottenere una specifica concessione da questo ente. La verifica della licenza ADM è il primo passo da compiere prima di registrarsi su qualsiasi portale che offra questo tipo di servizi.

Come si riconosce una piattaforma regolamentata

Una piattaforma autorizzata espone sempre il logo ADM con il numero di concessione, solitamente nel footer del sito. Oltre a questo, le piattaforme legittime adottano strumenti di gioco responsabile, come la possibilità di impostare limiti di deposito, di richiedere l’autoesclusione temporanea o definitiva e di accedere a informazioni di supporto per chi avverte segnali di dipendenza.

Il mondo del gioco online è ampio e variegato: dai classici giochi numerici come il Lotto e il SuperEnalotto, alle scommesse sportive, fino ai prodotti digitali che ricalcano le tradizionali ricevitorie fisiche. In questo contesto, anche i gratta e vinci hanno trovato una naturale evoluzione nel formato digitale. Ad esempio, è possibile trovare giochi come il Gratta e Vinci Miliardario online su piattaforme certificate come MyLotteriesPlay dimostrano come un formato tradizionale possa essere reinterpretato in chiave digitale all’interno di un ecosistema regolamentato, affiancandosi ad altri titoli della stessa categoria come il Turista per Sempre, il Bonus Cash o il Maxi Miliardario e integrato con ulteriori forme di intrattenimento come le scommesse sportive o i giochi a estrazione.

La varietà dell’offerta non deve però distogliere l’attenzione dal criterio principale: la presenza della licenza ADM e degli strumenti di protezione dell’utente.

Ulteriori strumenti per verificare l’affidabilità di un sito

Esistono diversi strumenti pratici che consentono di approfondire la reputazione di un sito prima di interagire con esso:

  • Protocollo di rete WHOIS: permette di risalire al proprietario del dominio, alla data di registrazione e al paese di origine. Un dominio registrato da pochi giorni o settimane con dati oscurati deve insospettire.
  • Google Safe Browsing: il servizio di navigazione sicura di Google segnala i siti classificati come pericolosi o sospetti.
  • Recensioni di terze parti: diverse piattaforme offrono un riscontro diretto da parte di chi ha già utilizzato un servizio. È importante leggere le recensioni in modo critico, prestando attenzione sia alla loro distribuzione temporale sia al tono generale.
  • Segnalazioni delle autorità: sia l’ADM che la Polizia Postale pubblicano periodicamente elenchi di siti non autorizzati o oggetto di provvedimenti restrittivi. Consultare queste liste è una pratica di prevenzione efficace e spesso sottovalutata.

La responsabilità degli utenti nella sicurezza digitale

Oltre agli strumenti tecnici, la sicurezza online dipende in misura significativa dal comportamento degli utenti. Alcune abitudini possono ridurre considerevolmente il rischio di incorrere in truffe o violazioni della privacy:

  • Non condividere mai le credenziali di accesso con terzi.
  • Utilizzare password uniche e complesse per ogni account, ricorrendo se possibile a un password manager.
  • Diffidare di offerte eccessivamente vantaggiose o di comunicazioni non richieste che invitano a cliccare su link.
  • Mantenere aggiornati browser, sistema operativo e software antivirus.
  • Verificare sempre l’URL prima di inserire dati sensibili, prestando attenzione a eventuali variazioni grafiche rispetto al dominio ufficiale (il cosiddetto typosquatting).

Conclusioni

La sicurezza online non è una questione riservata agli esperti di informatica: è una competenza trasversale che riguarda chiunque utilizzi internet nella vita quotidiana. Riconoscere i segnali di affidabilità di un sito dalle certificazioni alle politiche sulla privacy, dalla trasparenza delle informazioni alla presenza di licenze settoriali, consente di navigare con maggiore consapevolezza e di ridurre il rischio di esporsi a frodi o violazioni dei propri dati. In un ecosistema digitale in continua evoluzione, l’informazione resta lo strumento di tutela più efficace a disposizione.

Modena – Juve Stabia alle 18:45, ipotesi fidelity card per gli stabiesi: La preoccupazione dei tifosi

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Ancora una volta i tifosi della Juve Stabia si ritrovano a fare i conti con limitazioni che sanno tanto di decisioni preventive e poco di tutela dell’ordine pubblico. Stavolta a far discutere sono le indiscrezioni che vedrebbero l’attivazione dell’obbligo della fidelity card per l’acquisto dei biglietti del settore ospiti in vista della sfida playoff in programma martedì sera allo Stadio Alberto Braglia da parte del GOS di Modena.

Una indiscrezione che arriverebbe nel giorno in cui la Serie B ha ufficializzato l’orario della gara, fissata alle 18:45, e che appare agli occhi dei sostenitori stabiesi come un chiaro tentativo di limitare il prevedibile esodo gialloblù verso l’Emilia. Una partita dal peso enorme per la stagione delle due squadre, trattandosi del turno preliminare dei playoff promozione verso la Serie A, e che inevitabilmente avrebbe richiamato centinaia, se non migliaia, di tifosi provenienti da Castellammare di Stabia.

Questa indiscrezione deriva dal comunicato stampa emesso dal Modena che annuncia la prevendita dei biglietti per la gara con la Juve Stabia e nella quale si fa chiaro riferimento alla fidelity card per l’acquisto dei biglietti per il settore ospiti.

Se questa indiscrezione fosse confermata domani dal GOS farebbe sicuramente discutere soprattutto perché nell’analisi del CASMS la gara non risultava inserita tra quelle considerate a rischio. Eppure, nonostante la storica rivalità tra le due tifoserie e il clima acceso che da sempre accompagna questa sfida, la storia racconta anche altro: episodi di violenza o particolari intemperanze non hanno mai caratterizzato i precedenti tra le due realtà calcistiche.

Da qui il sospetto, sempre più diffuso nell’ambiente stabiese, che la conferma del provvedimento abbia poco a che fare con motivazioni di sicurezza e molto invece con la volontà di “alleggerire” la pressione del tifo ospite, favorendo indirettamente la squadra di casa in una partita che vale una stagione.

Per i tifosi della Juve Stabia non sarebbe certo la prima volta. La memoria corre inevitabilmente al 2011, alla finale playoff contro l’Atletico Roma disputata allo Stadio Flaminio. In quell’occasione, dopo che pochi giorni prima l’impianto aveva ospitato oltre 20mila spettatori per una gara della nazionale di rugby, venne improvvisamente dichiarato parzialmente agibile proprio per la finale con la Juve Stabia, riducendo la capienza destinata ai sostenitori stabiesi a soli mille posti. Una ferita ancora aperta nella memoria collettiva del tifo gialloblù.

Episodi che alimentano una convinzione sempre più radicata: in Italia il calcio non si decide soltanto sul rettangolo verde. Troppo spesso, a incidere, sono anche le decisioni prese dietro una scrivania, tra restrizioni, cavilli burocratici e dinamiche politiche che sembrano voler “proteggere” la propria realtà calcistica locale, magari anche in cambio di qualche consenso.

La speranza dei tifosi stabiesi è che almeno il campo possa parlare in maniera limpida. Senza ulteriori polemiche, senza episodi arbitrali controversi e senza decisioni cervellotiche che possano alterare gli equilibri di una sfida già delicatissima. Il ricordo della semifinale playoff dello scorso anno contro la Cremonese è ancora vivo tra gli stabiesi, tra episodi contestati e amarezza, pur riconoscendo i meriti di una squadra che poi conquistò con pieno merito la promozione battendo lo Spezia Calcio.

Tutti i tifosi sperano che sia stato solo un errore di “trascrizione” del sito del Modena perchè martedì sera la Juve Stabia e il suo popolo chiedono soltanto una cosa: poter giocare la propria partita ad armi pari. Dentro e fuori dal campo.

Castellammare di Stabia, studenti manifestano contro la riforma Valditara: “Difendiamo l’istruzione tecnica”

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Gli studenti degli istituti tecnici di Castellammare di Stabia scendono in piazza contro la riforma annunciata dal Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Una protesta partecipata, organizzata questa mattina presso la Villa Comunale di Castellammare di Stabia, che ha visto uniti gli studenti dell’ITCS Luigi Sturzo, dell’ITIS Renato Elia e dell’IIS Enzo Ferrari.

Attraverso una lettera inviata alla nostra redazione, gli studenti hanno spiegato le ragioni della mobilitazione cittadina, esprimendo forte preoccupazione per quella che definiscono una riforma destinata a “snaturare l’attuale assetto dell’Istituto Tecnico”.

Nel documento, i ragazzi puntano il dito contro il nuovo modello “4+2”, uno dei cardini della riforma. Secondo quanto denunciato dagli studenti, il percorso non sarà più articolato in cinque anni, ma in quattro anni di scuola superiore più due anni da frequentare presso una ITS Academy. “Al termine dei primi 4 anni verrà conseguito un diploma che però non abilita al lavoro”, scrivono nella missiva, sottolineando come solo dopo i successivi due anni si otterrebbe un titolo realmente spendibile nel mondo del lavoro.

Critiche anche ai cambiamenti previsti nel monte ore delle materie caratterizzanti. Gli studenti evidenziano infatti il rischio di un ridimensionamento delle discipline fondamentali per ciascun indirizzo di studio, con alcune materie che passerebbero da sei a quattro ore settimanali. Una scelta che, secondo i manifestanti, finirebbe per depotenziare la preparazione tecnica e professionale degli istituti.

Non manca poi la preoccupazione per le possibili ripercussioni occupazionali sul personale scolastico. Nella lettera si parla apertamente di “tagli ai posti di lavoro per i docenti”, con diverse cattedre che potrebbero essere ridimensionate o eliminate. Tra le materie indicate dagli studenti figurano Geografia, Anatomia, Igiene e Patologia, Italiano e altre discipline considerate centrali nella formazione scolastica.

La protesta assume anche un significato simbolico e identitario. Gli studenti contestano infatti la narrazione che vorrebbe gli istituti tecnici e professionali come scuole di “serie B”, definizione che attribuiscono alle dichiarazioni del Ministro. “Noi ragazzi di un istituto tecnico o professionale non ci sentiamo inferiori a nessuno”, scrivono con forza nella conclusione della lettera.

Questo il testo integrale:

Noi studenti dell’ITS Luigi Sturzo, dell’ITI Renato Elia e dell’IIS Enzo Ferrari, abbiamo manifestato oggi contro una riforma che punta a snaturare l’attuale assetto e piano di studi degli istituti tecnici. Abbiamo dimostrato che con il nostro futuro non si gioca, specialmente senza interpellarci.

I punti cruciali della riforma sono:
1) L’istruzione tecnica non si baserà più su 5 anni, bensì su un modello 4+2; al termine dei primi 4 anni verrà conseguito un diploma che però non abilita al lavoro, e i successivi 2 anni andranno frequentati in un’ITS Academy (un’azienda privata finanziata con soldi pubblici). Solo al termine di questi 2 anni verrà conseguito un altro diploma che abilita al lavoro;
2) Le materie caratterizzanti subiranno dei cambiamenti nel monte ore, nel senso che una materia fondamentale per il proprio indirizzo passerà da 6 a 4 ore;
3) Tagli ai posti di lavoro per i docenti che subiranno il cambiamento del monte ore; molte cattedre rischiano di saltare, tra cui: Geografia, Anatomia, Igiene e Patologia, Italiano e molte altre.
Non c’è altro da aggiungere, questa riforma è stata introdotta come la salvatrice degli Istituti Tecnici siccome sono ancora definiti scuole di “serie B”, come ribadito anche dal Ministro Valditara.

Noi ragazzi di un istituto tecnico o professionale non ci sentiamo inferiori a nessuno; non abbiamo bisogno di riforme che depotenziano il nostro percorso di studi, ma abbiamo bisogno di una riforma che li potenzi e che possa far produrre ancora a questi istituti i professionisti e i lavoratori che fino ad ora hanno prodotto.

Firmato dai Rappresentati di Istituto e della Consulta

Un messaggio chiaro, quello lanciato dagli studenti stabiesi: non una chiusura al cambiamento, ma la richiesta di una riforma che valorizzi realmente gli istituti tecnici, rafforzando la qualità della formazione e il ruolo che queste scuole hanno storicamente avuto nella preparazione di professionisti e lavoratori qualificati.

Juve Stabia, Abate: “A Bolzano per onorare il campionato e preparare i playoff”

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Alla vigilia dell’ultimo atto della stagione regolare di Serie BKT 2025-2026, Mister Ignazio Abate ha tracciato la rotta per la sua Juve Stabia in vista della trasferta di Bolzano. Contro un Sudtirol affamato di punti salvezza, le Vespe si presentano al “Druso” con la serenità di chi ha già centrato i propri obiettivi, ma con la ferma volontà di non staccare la spina proprio ora che il momento decisivo dei playoff è alle porte. La conferenza stampa del tecnico è stata un mix di pragmatismo, orgoglio e una lucida analisi delle difficoltà fisiche che stanno colpendo il gruppo in questo finale di campionato.

L’identità prima del turnover

Nonostante la sfida di domani sera alle 20:45 sia ininfluente per la classifica dei campani, Abate ha risposto con decisione a chi ipotizzava un massiccio turnover in vista del primo turno dei playoff fissato per martedì. Il tecnico ha sottolineato come la squadra abbia ormai acquisito una mentalità consolidata che non permette cali di tensione o interpretazioni leggere della gara. Per Abate, onorare il campionato significa scendere in campo per fare punti, facendo affidamento su un gruppo che durante tutto l’anno ha dimostrato di saper attingere dalle caratteristiche di ogni singolo elemento. Chi giocherà domani dovrà dimostrare di essere all’altezza della situazione, mantenendo intatta quell’identità che ha reso la Juve Stabia una delle sorprese più belle del torneo.

Emergenza difesa e bollettino medico

Il tasto dolente della conferenza ha riguardato le condizioni fisiche della rosa. Abate non ha nascosto le difficoltà, definendo quella trascorsa come una settimana strana e complicata. La notizia più pesante riguarda Varnier, i cui problemi al tendine d’Achille sembrano destinati a tenerlo fuori non solo per la gara di Bolzano, ma probabilmente anche per l’intera post-season. Con la difesa ridotta nei ricambi, il tecnico dovrà fare di necessità virtù. Si spera poi nel recupero di Candellone, fermato da un affaticamento muscolare ma potenzialmente disponibile per domani. Anche Burnete non è al meglio della condizione, mentre a centrocampo si registra l’assenza di Correia, vittima di una distorsione alla caviglia che lo staff medico sta cercando di recuperare per martedì. Note liete arrivano dai ritorni di Kassama e Zeroli, pronti per uno spezzone di partita, e dal portiere Confente, che dopo la rimozione dei punti potrà tornare ad allenarsi nel fine settimana.

Il Sudtirol e la trappola mentale

Analizzando l’avversario, Abate ha dipinto il Sudtirol come una squadra intensa, fisica e diretta, sottolineando come per i padroni di casa la sfida di domani rappresenti una vera e propria lotta per la sopravvivenza. Per le Vespe, l’impatto sulla partita sarà fondamentale: il tecnico ha confessato di aver radunato i ragazzi a inizio settimana per ribadire che, nella sua visione, i playoff sono già iniziati. Abbassare i battiti ora significherebbe rischiare di non riuscire più a riaccendere la testa per gli impegni da dentro o fuori. Nonostante il desiderio di provare nuovi accorgimenti tattici, le assenze costringeranno Abate a mantenere una struttura solida, chiedendo ai suoi di non snaturarsi e di continuare a costruire quell’inerzia positiva necessaria per affrontare il Modena nella sfida successiva.

L’orgoglio di Castellammare e il sogno playoff

Oltre agli aspetti tecnico-tattici, Ignazio Abate ha toccato corde emotive profonde, parlando del legame con la città e del valore della categoria difesa con le unghie e con i denti. Il tecnico ha ricordato quanto sia stato difficile navigare in un campionato strano e competitivo come la Serie B, elogiando la maturità della tifoseria e l’equilibrio della dirigenza. Il messaggio ai naviganti è chiaro: non bisogna dare nulla per scontato e guai ad accontentarsi. Per molti calciatori in rosa, così come per lo stesso allenatore, i playoff rappresentano un’opportunità professionale rara, un momento magico da vivere con spensieratezza e spirito sbarazzino, ma con la consapevolezza di aver lottato su ogni pallone per arrivare fin qui.

Uniti contro le avversità

Infine, un passaggio inevitabile è stato dedicato alle vicende extra-campo e al sostegno dei tifosi. Abate ha voluto blindare il gruppo da qualsiasi distrazione societaria, rimarcando come i ragazzi abbiano gettato il cuore oltre l’ostacolo nonostante le problematiche quotidiane e le condizioni di allenamento non sempre ottimali. Il tecnico ha espresso vicinanza alla manifestazione dei tifosi prevista per sabato per porre l’accento sulla questione societaria (il passaggio delle quote al fantasma Agnello), definendo la squadra idealmente presente al loro fianco nella difesa di un patrimonio collettivo. L’obiettivo comune è ora quello di chiudere in bellezza la stagione regolare per poi lanciarsi nell’avventura dei playoff, alimentando quel sogno che, seppur con piccole percentuali di successo sulla carta, merita di essere vissuto con la massima intensità da tutta Castellammare.

Napoli, 14enne accoltellato nel bagno della scuola a Scampia: denunciati altri due minori

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Un 14enne è stato accoltellato nel bagno di una scuola nel quartiere Scampia a Napoli: denunciati un 17enne e, per favoreggiamento, un 15enne. Non è escluso che il 14enne fosse vittima di bullismo. I carabinieri della Stazione di Scampia sono intervenuti intorno alle 17 di ieri presso l’istituto scolastico “Pontano delle Arti e dei Mestieri” in viale della Resistenza per la segnalazione da parte della dirigente scolastica di un ragazzo ferito da arma bianca all’altezza della gamba. Dagli accertamenti – non semplici visto lo stato d’ansia e di paura che la vittima stava vivendo – effettuati grazie al prezioso contributo della dirigente scolastica, i carabinieri hanno ricostruito la vicenda. Poco prima un 17enne in compagnia di altri ragazzi avrebbe con una scusa fatto andare il 14enne nei bagni della scuola. Lí il ragazzo più grande avrebbe tirato fuori un coltello mimando più volte di colpire il 14enne per poi colpirlo davvero alla gamba. A quel punto ci sarebbe stato un fuggi fuggi generale. I militari della stazione di Scampia hanno perquisito l’abitazione del 17enne dove hanno trovato un coltello a serramanico che era nascosto tra la biancheria intima del ragazzo in un comodino della sua stanza da letto. Il coltello non pareva compatibile con la ferita. Ulteriori accertamenti hanno permesso di comprendere come l’arma usata per il ferimento fosse stata nascosta nei pressi degli uffici dell’8ª municipalità del comune di Napoli da un amico del 17enne e che di anni ne ha 15.

Andati sul posto, i carabinieri hanno trovato e sequestrato il coltello verosimilmente utilizzato per ferire il 14enne. L’arma – un coltello a farfalla ancora intriso di sangue – era in un canale di scolo coperto a sua volta da un listello in legno. Il 17enne è stato denunciato per lesioni personali e porto abusivo di arma. Il 15enne è stato denunciato per favoreggiamento. Smartphone sequestrati. I carabinieri, sotto il coordinamento della procura per i minorenni di Napoli che ha seguito passo passo l’evolversi della vicenda, sono ora impegnati per capire se in passato ci siano stati atti di bullismo.

Fonte AdnKronos

Fede Galizia splende di nuovo al Museo di Capodimonte

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Fa parte da oltre due secoli della Collezione Borbone, patrimonio del Museo e Real Bosco di Capodimonte, ma non è mai stata esposta nella Reggia napoletana. È una storia di oblio e riscoperta quella della “Adorazione dei re Magi” (1610) di Fede Galizia, prima pala d’altare firmata dalla celebre ‘pittoressa’, opera creduta dispersa e declassata a lungo come ‘anonimo fiorentino’: da domani, giovedì 2 aprile, si potrà ammirare nella sua collocazione definitiva, la sala 79, nella galleria del secondo piano della Reggia, riaperta per l’occasione dopo i lavori.

Fede Galizia (documentata a Milano, dal 1587 al 1630), affermata ritrattista e autrice di famose nature morte conservate in importanti musei e collezioni in Italia e all’estero, nella pala per Napoli si confronta con i maestri del ‘500: Leonardo per la composizione intorno alla Madonna, ma anche Raffaello, Correggio. Il nuovo arrivo nelle collezioni racconta anche un pezzo di storia dell’arte a Napoli ai tanti visitatori attesi a Capodimonte nelle festività: il giorno di Pasqua coincide con la prima domenica del mese ad ingresso gratuito, museo aperto anche nel lunedì dell’Angelo (solo secondo piano, Real Bosco chiuso come di consueto a Pasquetta).

“Diamo il benvenuto a Capodimonte alla ‘mirabile pittoressa’ Fede Galizia, che raggiunge nel racconto della pittura al femminile le colleghe Artemisia Gentileschi, Sofonisba Anguissola, Elisabetta Sirani, Teresa Del Po, Lavinia Fontana, Angelica Kauffmann, Elisabetta Louise Vigee Lebrun, solo per nominare le più celebrate artiste tra ‘500 e ‘700 presenti nelle nostre collezioni, ognuna con una storia straordinaria che è anche sociale e civile e che vogliamo sempre più valorizzare – dichiara Eike Schmidt, direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte – Ringraziamo la Chiesa di San Pasquale a Chiaia e l’Ordine Francescano (Provincia di San Giovan Giuseppe della Croce dell’Ordine dei Frati minori, ndr) che ha custodito l’opera, identificata solo nel 2021: auspichiamo nuove collaborazioni per le celebrazioni degli 800 anni del Santo Patrono d’Italia”.

Il grande dipinto era stato commissionato da Baldassare Noirot, mercante fiammingo, al quale era affidata la Cappella dei Magi nell’ antica Chiesa di S. Anna dei Lombardi (1581): nel 1798 il crollo del soffitto la rese inagibile, le opere furono spostate nella vicina Santa Maria di Monteoliveto (la Sant’Anna dei Lombardi attuale) in tempo per evitare il terremoto del 1805 che distrusse anche la “Resurrezione” di Caravaggio.

La pala di Galizia giunge al Real Museo Borbonico tra 1816 e il 1821, con la firma ben evidente: un accorgimento che le pittrici donne del tempo adottavano per non essere ‘cancellate’. Ma nel 1937 il Museo divenuto ‘Nazionale’, indica il dipinto come ‘Ignoto Fiorentino del XVI’ dandolo in temporanea consegna alla Chiesa di San Giuseppe a Rione Luzzatti edificata per accogliere le opere della distrutta chiesa di San Giuseppe Maggiore in via Medina. Con la Seconda guerra mondiale la distruzione della chiesa nel rione (che diverrà ‘iconico’ perché al centro delle vicende della saga dell’Amica Geniale) e la spoliazione delle sue opere, si perdono le tracce dell’Adorazione e di altre tre tele di Capodimonte, nel 1957 divenuto sede della Pinacoteca nazionale, prima ospitata nell’attuale Mann. Ma è solo nel 2021 che la ricerca pubblicata nel catalogo della mostra a Trento ‘Fede Galizia Mirabile Pittoressa’ svela che l’Adorazione si trova al Convento di San Pasquale a Chiaia a Napoli. Fondamentale per l’identificazione il contributo dello studioso Federico Maria Giani coinvolto nell’esposizione curata da Giovanni Agosti e Jacopo Stroppa che celebra le origini trentine della pittrice. Ed è stato proprio il dipinto di Fede Galizia ad aprire il percorso della recente mostra dedicata alle donne del ‘600 alle Gallerie d’Italia di Napoli, ultima tappa prima di tornare, anzi essere esposta per la prima volta, a Capodimonte. Tra le due Annunciazioni di Scipione Pulzone e di Francesco Curia (proveniente anch’essa da Sant’Anna dei Lombardi), e di fronte all’Adorazione dei Pastori di Santafede, la pala di Galizia è così inserita nell’ambito delle opere coeve prodotte per Napoli e per il Regno tra la fine del ‘500 e il primo decennio del ‘600, a sottolineare la varietà della proposta culturale del periodo, tra manierismo e influenze caravaggesche.

A Napoli si trova anche una seconda opera di Fede Galizia, la pala d’altare San Carlo in Estasi nella chiesa di San Carlo alle Mortelle. (di Paolo Martini)

Fonte AdnKronos

Scossa di terremoto 2.1 ai Campi Flegrei: sisma avvertito tra Napoli e Pozzuoli

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I Comuni più vicini all’epicentro della scossa, avvenuta alle ore 9.59 e a una profondità di 3 km, sono Pozzuoli, Quarto e Bacoli

Una scossa di magnitudo 2.1 è stata registrata oggi, venerdì 3 aprile, dall’Ingv nella zona dei Campi Flegrei. I Comuni più vicini all’epicentro della scossa, avvenuta alle ore 9.59 e a una profondità di 3 km, sono Pozzuoli, Quarto e Bacoli.

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Fonte AdnKronos

Napoli, 20enne ucciso in un agguato a Ponticelli: c’è già una pista

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Agguato questa mattina nella periferia est di Napoli: ucciso un 20enne. Poco dopo le 5 di oggi, i carabinieri del nucleo radiomobile di Napoli e del nucleo operativo di Poggioreale sono intervenuti in via Carlo Miranda, nei pressi di un bar di Ponticelli. Sconosciuti in scooter hanno esploso alcuni proiettili, colpendo al torace il dipendente di un Bingo, Fabio Asciuto che era con una comitiva di amici. Il giovane è stato trasportato al pronto soccorso di Villa Betania ed è lì che è morto. Indagini in corso da parte dei carabinieri per ricostruire dinamica e matrice.

La pista della camorra

Dai primi riscontri l’agguato avrebbe modalità camorristiche. Ascione aveva appena smontato dal lavoro in una sala Bingo della zona ed era andato al bar insieme a quattro amici. Non è escluso, al momento, che possa essersi trattato di una vendetta dopo una lite, così come gli investigatori non possono escludere che l’obiettivo del raid fosse un altro giovane presente al bar con Ascione. Al momento, però, la pista della camorra resta quella privilegiata.

Fonte AdnKronos

Due scosse di terremoto ai Campi Flegrei oggi 7 aprile, avvertite anche a Napoli

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Torna a tremare la terra nell’area dei Campi Flegrei. Due scosse sono state registrate dall’Osservatorio vesuviano, la sede napoletana delI’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) oggi martedì 7 aprile: la prima, di magnitudo 3.3, è avvenuta alle 4.32 a una profondità di 2 km con epicentro localizzato nei pressi della Solfatara, nel comune di Pozzuoli. Il secondo terremoto, di magnitudo 2.6, è avvenuto alle 4.38, ancora a una profondità di 2 km, sempre in zona della Solfatara. Le scosse sono state avvertite anche nei quartieri occidentali di Napoli, senza danni a persone o cose.

Una scossa di magnitudo 2.1 era stata segnalata venerdì 3 marzo vicino ai comuni di Pozzuoli, Quarto e Bacoli.

Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha convocato questa mattina una riunione del Centro Coordinamento dei Soccorsi in relazione allo sciame sismico registrato. Alla riunione ha partecipato tra l’altro la direttrice dell’Ingv – Osservatorio Vesuviano, Lucia Pappalardo, la quale ha affermato che le scosse rientrano nel quadro del fenomeno bradisismico che sta interessando l’area flegrea. Il sollevamento del suolo prosegue con valori analoghi a quelli del mese precedente, in linea con l’evoluzione ordinaria del fenomeno.

Il processo di degassamento, invece, ossia la risalita dei gas vulcanici dal sottosuolo verso la superficie, risulta di minore intensità, con un lieve decremento rispetto al mese scorso. Intntanto sono in corso le verifiche statiche sugli edifici scolastici e sulla viabilità e, allo stato, non emergono criticità in vista della riapertura delle scuole, sia comunali che provinciali, prevista per domani mattina. Anche le Forze dell’ordine, i Vigili del fuoco e il servizio Asl 118 hanno riferito di non aver ricevuto richieste di soccorso correlate all’evento. La situazione resta attentamente monitorata.

Fonte AdnKronos

Rita De Crescenzo, figlio della tiktoker arrestato per tentato omicidio

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Sette persone sono state arrestate nella notte dalla Polizia perché ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di tentato omicidio, porto e detenzione armi, tutti aggravati dal metodo mafioso. Tra questi c’è anche il figlio della tiktoker Rita De Crescenzo.

I fatti risalgono al 26 giugno 2025, quando in via Rosario a Portamedina si verificò il tentato omicidio di un giovane da parte degli indagati, tre dei quali minorenni all’epoca dei fatti. A bordo di diversi scooter, avrebbero esploso diversi colpi di arma da fuoco contro un giovane che li stava inseguendo, armato, con il proprio motociclo. Il giudice ha riconosciuto le aggravanti di aver agito in numero di cinque o più persone, avvalendosi di minori concorsi nella commissione di reati per i quali è previsto l’arresto in flagranza e avvalendosi delle condizioni delle modalità tipiche della camorra.

In manette è finito anche il giovane vittima del raid che dovrà rispondere di detenzione e porto illegale di arma da fuoco. Secondo la ricostruzione, la vittima è ritenuta responsabile di lesioni personali aggravate e detenzione di armi atte a offendere, in quanto il 16 febbraio scorso, a Napoli, in vico Montesanto, per ritorsione avrebbe accoltellato alla coscia sinistra proprio il figlio della tiktoker, ritenendolo l’autore del tentato omicidio a colpi di pistola.

Gli episodi appaiono inseriti in una dinamica di regolamento di conti, idonea a rafforzare l’idea di un’azione volta all’affermazione del potere egemonico sul territorio. Durante l’esecuzione degli arresti, sono state effettuate diverse perquisizioni, durante le quali è stata rinvenuta una grossa busta contenente circa un chilo di marijuana, di cui molta già suddivisa in bustine monodose pronte per lo spaccio al dettaglio e materiale per confezionamento sequestrata a carico di uno degli indagati che, all’arrivo degli operatori di polizia aveva tentato di disfarsene.

Fonte AdnKronos

Sudtirol, Castori alla vigilia: “Con la Juve Stabia scenderà in campo l’anima di un’intera città”

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Il Sudtirol si appresta a vivere la notte più lunga e importante della sua stagione. Domani sera, venerdì 8 maggio alle ore 20:30, lo stadio si trasformerà nel teatro di una vera e propria “finale” per la salvezza contro la Juve Stabia.

Il tecnico dei biancorossi, Fabrizio Castori, è apparso risoluto e consapevole durante la conferenza stampa mattutina, sottolineando come la preparazione settimanale sia stata figlia della gravità del momento: “È la partita che vale un campionato, il mantenimento della categoria. I ragazzi sanno che domani ci giochiamo la vita sportiva”.

Infermeria: recuperi fondamentali, ma conta il cuore

La notizia più lieta per il tecnico marchigiano riguarda l’infermeria. Nonostante la condizione non possa essere quella dei giorni migliori, il Sudtirol ritrova pedine vitali per lo scacchiere tattico e carismatico della squadra.

  • I rientri: Casiraghi, El Kaouakibi, Martini e Frigerio tornano a disposizione.

  • Gli assenti: Resteranno ancora ai box soltanto Koffler e Bordon.

“Recuperiamo elementi che arricchiscono il nostro potenziale, anche se non sono al 100%,” ha spiegato Castori. “A volte l’ostacolo è una condizione fisica non ottimale, ma domani il cuore deve andare oltre l’ostacolo. Chi scende in campo, anche se acciaccato, deve dare tutto.”

Vietato guardarsi indietro

Il mister ha voluto blindare la squadra da ogni distrazione o processo prematuro. Il riferimento alla recente sfida di Genova serve solo come base di partenza per la reazione vista nel secondo tempo, ma il focus è esclusivamente sul presente.

“Non è il momento di fare analisi su quanto accaduto durante il campionato,” ha ribadito con fermezza. “Ogni energia deve essere indirizzata verso l’obiettivo. A Genova abbiamo dato segnali diversi e ora, con quasi tutti gli effettivi a disposizione, la squadra ritrova la sua vera caratura. Dobbiamo restare concentrati sulla gara con la Juve Stabia.”

L’appello al “Druso”: l’uomo in più

Castori non ha parlato solo ai giornalisti, ma ha inviato un messaggio d’amore e di battaglia a tutta la tifoseria e alla città di Bolzano. Per battere la Juve Stabia servirà una spinta che vada oltre il rettangolo verde.

“Non scendono in campo solo undici giocatori. Domani va in campo l’anima di una città intera. Il calore del pubblico sarà fondamentale perché la gente ha capito l’importanza di restare in questa categoria. Siamo sicuri che ci accompagneranno con passione e calore.”

La sfida è lanciata: tra tattica, muscoli e tanto cuore, il Sudtirol cerca l’impresa per blindare il proprio futuro. La Juve Stabia andrà al Druso con lo spirito di chi vuole onorare il campionato e con la necessità i prepararsi al meglio per la prima sfida play off contro il Modena.

Juve Stabia, l’appello: “Sabato in Villa per difendere la nostra storia. La matricola 60442 non si tocca”

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In un momento di estrema incertezza e tensione per il futuro della Juve Stabia, riceviamo e pubblichiamo l’accorato appello di Enzo Rubicondo uno dei tanti tifosi in apprensione per le sorte delle Vespe. Una nota che non è solo un invito alla mobilitazione, ma un vero e proprio manifesto d’amore verso la maglia gialloblù, attualmente “ostaggio” di una situazione societaria paradossale dopo l’acquisizione delle quote da parte di Francesco Agnello e la sua successiva irreperibilità.

L’appuntamento è fissato per sabato 9 maggio, alle ore 16:00, presso l’Hotel Miramare in Villa Comunale. Un grido di battaglia pacifico ma fermo, che chiama a raccolta non solo il tifo organizzato, ma l’intera città di Castellammare di Stabia.

Il messaggio di Enzo Rubicondo

“Per molti questo numero non ha alcun significato; è come il codice fiscale di ogni singolo individuo, qualcosa che interessa prettamente a noi stessi, ai nostri cari o a chi ci vuole bene. Viene utilizzato solo per compilare scartoffie, eppure questo numero è il nostro: queste cinque cifre sono la matricola della nostra Juve Stabia, il suo codice identificativo nelle stanze della burocrazia calcistica italiana.

In queste settimane di ansia e aspettative, tra continui ‘state sereni’, messaggi inoltrati e passaparola, ne abbiamo viste di tutti i colori: dalle notizie inventate di sana pianta (che odio profondamente e che servono solo ai nemici) agli isterismi collettivi. Abbiamo cercato speranze persino nelle parole dei meno esperti, improvvisatisi professionisti della materia; d’altronde tutto fa brodo per alimentare quella fiamma che ognuno di noi ha nel cuore.

Molte volte, involontariamente — almeno spero — abbiamo arrecato danno alla stessa Juve Stabia, forse per la troppa foga di trovare una soluzione o una parola di conforto per noi e per gli altri. Si sono scatenate le solite guerre intestine: c’è chi difendeva qualcuno per razionalità, chi per amore e chi per secondi fini. Hanno cercato di dividerci; il motto ‘divide et impera’ è sempre attuale nella nostra città. Molti sono caduti nei ‘trappoloni’ — ci sono cascato pure io, mi sono fatto male e mi sono rialzato — ma d’altronde è la vita, è sempre stato così.

Sabato il cuore della città ci ha chiamato ‘alle armi’ (in senso figurato, s’intende). Sabato bisogna scendere in campo, in Villa Comunale, uno di fianco all’altro: Ultras, tifosi, donne, bambini e semplici cittadini, armati solo di amore, passione e attaccamento a quel numero: 60442!

Sabato va difeso il codice fiscale di tutti noi; vanno messe da parte antipatie e divergenze. Siamo sulla stessa barca in un mare tempestoso, sotto una pioggia copiosa e un vento pieno di cattiveria, con un gruppo di avvoltoi che ci gira intorno. Nessuno deve cadere da questa nave: dobbiamo portarla nderr a ren e ripartire proprio da lì, a terraferma!

Sabato chi non c’è si faccia da parte. Questa giornata è più importante degli spareggi persi, persino della gara del Flaminio. Sabato non si difende un sogno, una categoria o un risultato sportivo: sabato difendiamo la vita, la nostra vita e la nostra dignità di cittadini stabiesi.

Deve esserci il Consiglio Comunale al completo: ogni consigliere e ogni assessore deve essere al nostro fianco con la propria famiglia. Devono esserci gli ex sindaci, i deputati di ieri e di oggi, le maestranze di Fincantieri — che quando sono scese in piazza hanno trovato i tifosi e gli Ultras al loro fianco — e i lavoratori della ex Meridbulloni. Sabato devono esserci i ragazzi degli oratori e delle scuole calcio di Castellammare.

Dovrebbero scendere tutti in Villa: sabato può essere la resa dei conti contro chi ci vuole morti. Sabato si fa la storia!

Forza Juve Stabia… Ti amo!

Un’intera città chiamata a raccolta

L’appello di Rubicondo è chiaro: la questione Juve Stabia non riguarda solo l’ambito sportivo, ma tocca il tessuto sociale e l’identità stessa di Castellammare. La sparizione dai radar della nuova proprietà ha creato un vuoto che i tifosi intendono colmare con la presenza fisica e il calore della piazza.

L’invito alle autorità e ai lavoratori delle grandi realtà industriali del territorio sottolinea la volontà di creare un fronte comune. La matricola 60442 non è solo un numero, è il simbolo di una tradizione che la città non è disposta a veder svanire nel nulla.