Home Blog Pagina 3

Juve Stabia, 19 giugno 2011: Data storica, Castellammare non dimenticherà il ritorno in Serie B dopo 59 anni

0

Ci sono date che scorrono via come tutte le altre, destinate a occupare una semplice casella sul calendario. E poi ci sono giorni che diventano eterni, momenti capaci di attraversare le generazioni e restare impressi nella memoria collettiva di un’intera città. Per Castellammare di Stabia, uno di quei giorni è senza dubbio il 19 giugno 2011.

Quindici anni fa le Vespe scrivevano una delle pagine più emozionanti della propria storia, conquistando una promozione in Serie B che mancava da sessant’anni. Un traguardo atteso, sognato e inseguito per decenni, che trasformò una calda domenica di giugno in una data destinata a diventare leggenda.

Per il popolo gialloblù, il 19 giugno rappresenta molto più di una semplice ricorrenza sportiva. È una festa che ogni anno riaccende ricordi indelebili, un appuntamento con la storia che viene celebrato con lo stesso entusiasmo e la stessa emozione di allora.

La sfida decisiva al Flaminio

La Juve Stabia di Piero Braglia arrivò all’ultimo atto dei playoff dopo una stagione straordinaria, costruita su sacrificio, carattere e spirito di gruppo. Di fronte c’era l’Atletico Roma, avversario temibile e ambizioso, pronto a contendere alle Vespe l’accesso alla cadetteria.

Dopo lo 0-0 maturato nella gara d’andata al “Romeo Menti”, tutto si sarebbe deciso nella sfida di ritorno allo stadio Flaminio di Roma. Un appuntamento che migliaia di tifosi stabiesi non vollero perdere. La Capitale, quel giorno, venne invasa dai colori gialloblù. Da Castellammare partirono pullman, auto e treni carichi di passione e speranza, alimentati da un sogno custodito per generazioni.

La notte dell’esplosione di gioia

Al termine della partita, il verdetto tanto atteso divenne realtà. La Juve Stabia era finalmente in Serie B.

Da Roma a Castellammare scoppiò una festa incontenibile. Chi era rimasto a casa seguì ogni istante con il cuore in gola davanti alla televisione, per poi riversarsi immediatamente nelle strade. Clacson, bandiere, cori e fuochi d’artificio accompagnarono una notte destinata a entrare nella storia della città.

Il ritorno della squadra fu trionfale. Le strade si trasformarono in un serpentone festante che accolse i protagonisti di quell’impresa memorabile. La Villa Comunale si riempì di migliaia di persone, mentre i giocatori venivano celebrati come autentici eroi. Lacrime, abbracci e sorrisi si mescolarono in una notte che sembrava non dover finire mai.

Un’impresa che vive ancora oggi

A distanza di anni, quel 19 giugno continua a rappresentare uno dei momenti più alti della storia sportiva stabiese. Fu il coronamento del lavoro di un gruppo straordinario guidato dai presidenti Franco Manniello e Franco Giglio e da un allenatore diventato simbolo di quella cavalcata come Piero Braglia.

I campionati cambiano, le stagioni passano e le categorie possono alternarsi, ma alcuni ricordi restano immortali. Per Castellammare di Stabia il 19 giugno 2011 è il giorno in cui un sogno lungo sessant’anni diventò realtà, la notte in cui le Vespe tornarono a volare tra i grandi e l’intera città riscoprì l’orgoglio di appartenere a una storia speciale.

Per questo, ogni volta che arriva il 19 giugno, Castellammare si ferma per un attimo a guardare indietro. E a rivivere, ancora una volta, quella meravigliosa notte d’estate che nessuno potrà mai dimenticare.

Quella 10 onorata con l’anima: Napoli piange Igor Protti, l’uomo che non si è mai arreso

Il calcio italiano si è svegliato oggi con un groppo in gola, una di quelle notizie che vorresti non leggere mai, nemmeno quando sai che il destino ha iniziato a giocare una partita a senso unico. Igor Protti, a soli 58 anni, ha lasciato il campo. “Uno splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale”, ha scritto la sua famiglia, regalandoci – insieme al dolore – l’ultima lezione di stile di un uomo che, nel calcio e nella vita, non ha mai cercato scorciatoie.

Per noi che viviamo di pane, pallone e passione, Igor non è stato solo un avversario o un professionista di passaggio. A Napoli lo abbiamo visto indossare quella maglia, la numero 10, un peso che avrebbe schiacciato chiunque altro, ma che lui ha portato con la dignità di chi sa di trovarsi di fronte a un mito irraggiungibile. Non ha mai preteso di essere Maradona, ha semplicemente preteso di onorare quella maglia, e questo, per la nostra gente, è valso quanto mille scudetti.

Era lo “Zar” della provincia, capace di segnare valanghe di gol ovunque andasse, da Bari a Livorno, diventando l’eroe romantico di piazze che nel calcio cercavano – e trovavano – un’identità. Ma è stato fuori dal campo, in quest’ultimo anno di battaglia contro la malattia, che Protti ha segnato il suo gol più bello. Con la stessa tenacia con cui puntava la porta, ha affrontato il dolore, senza filtri, senza nascondersi, lasciando che il suo coraggio parlasse più forte di qualsiasi cronaca. Lo abbiamo visto, poche settimane fa, commuoversi all’altare della figlia: un’immagine di rara umanità che ha scosso il cuore di tutti noi, tifosi e non.

Oggi il pallone rotola un po’ più lentamente su tutti i campi d’Italia. Ciao Igor, guerriero dal volto pulito. Non è un addio, come ci hai chiesto di credere, ma un arrivederci. Perché chi ha saputo farsi amare così, restando sempre se stesso in un mondo che spesso si dimentica di cosa significhi la parola “lealtà”, non smette mai davvero di correre su quel prato verde.

Juve Stabia, il Double: le Vespe nel 2010-2011 conquistarono l’Italia e il cuore di Castellammare di Stabia

0

Ci sono stagioni che si ricordano per un gol, per una parata o per una singola domenica di gloria. E poi ci sono annate che diventano patrimonio collettivo, pagine indelebili della storia di una città. La stagione 2010-2011 della Juve Stabia appartiene senza dubbio a questa categoria.

Il 19 giugno 2011 resta una data scolpita nella memoria di ogni tifoso gialloblù. Un giorno che a Castellammare di Stabia viene celebrato come una sorta di “Natale estivo”, una ricorrenza capace di evocare emozioni ancora oggi intatte. Ma quella promozione in Serie B, attesa da cinquant’anni, non fu un miracolo improvviso. Fu il coronamento di un percorso straordinario costruito settimana dopo settimana da una squadra che aveva già dimostrato di essere speciale.

Quella Juve Stabia, infatti, non si accontentò della promozione. Vinse tutto ciò che c’era da vincere. Prima la Coppa Italia di Lega Pro conquistata nella doppia finale contro il Carpi, poi la cavalcata trionfale culminata nella vittoria della finale playoff contro l’Atletico Roma. Uno storico “Double” che consegnò le Vespe alla leggenda.

Un’orchestra perfetta

Ripensare a quella squadra significa riascoltare il boato del Romeo Menti, rivivere le domeniche di passione e immaginare una formazione in cui ogni elemento era fondamentale per il successo collettivo.

Tra i pali c’era un giovanissimo Simone Colombi. Aveva il volto di un ragazzo ma il carattere di un veterano. Le sue parate decisive, i riflessi prodigiosi e la capacità di mantenere la calma nei momenti più delicati della stagione rappresentarono una delle certezze assolute di quella squadra. Colombi trasmetteva sicurezza a tutto il reparto difensivo e contribuì in maniera determinante alla costruzione di un gruppo che sembrava non conoscere la paura.

Morris Molinari, il gladiatore delle Vespe

Davanti a lui si ergeva la figura carismatica di Morris Molinari, simbolo di una difesa granitica e leader naturale dello spogliatoio. Forte fisicamente, dominante nel gioco aereo e instancabile nelle chiusure, Molinari incarnava alla perfezione lo spirito combattivo della Juve Stabia.

E come nelle più belle favole calcistiche, il difensore si trasformò anche in uomo decisivo nei momenti cruciali. Nella finale del Flaminio fu proprio lui a sbloccare il risultato con una poderosa staffilata che aprì la strada alla promozione e fece esplodere di gioia migliaia di tifosi stabiesi.

Re Giorgio, il sovrano dell’area di rigore

Se Molinari rappresentava il cuore della squadra, Giorgio Corona era il suo volto più iconico. Per tutti era semplicemente “Re Giorgio”.

L’attaccante siciliano fu molto più di un bomber. Era il punto di riferimento offensivo, il leader capace di caricarsi il peso dell’attacco sulle spalle e di trascinare i compagni nei momenti più difficili. Con la sua esperienza, il suo carisma e la sua straordinaria capacità di segnare gol decisivi, Corona diventò il simbolo di una squadra che non si arrendeva mai.

Fu suo il gol del definitivo 2-0 nella finale contro l’Atletico Roma, la rete che mise il sigillo sulla promozione e diede il via alla festa più grande che Castellammare avesse vissuto negli ultimi decenni.

Mezavilla, Tarantino e gli uomini della battaglia

Quella Juve Stabia, però, non era fatta solo di individualità eccellenti. Era una squadra costruita sull’equilibrio, sul sacrificio e sulla forza del collettivo.

Tra i protagonisti assoluti ci furono anche Adriano Sartorio Mezavilla, instancabile motore del centrocampo, e Nazzareno Tarantino, autentica bandiera gialloblù, capace di incarnare meglio di chiunque altro l’identità e l’orgoglio stabiese.

Ogni giocatore conosceva perfettamente il proprio ruolo. Nessuno si sentiva più importante degli altri. Fu questa la vera forza di quel gruppo.

Piero Braglia, il generale della rinascita

Dietro quel capolavoro sportivo c’era la mano sapiente di Piero Braglia.

L’allenatore toscano riuscì nell’impresa più difficile: trasformare una squadra forte in una squadra vincente. Non si limitò a gestire il talento dei suoi calciatori, ma costruì una mentalità. Creò un gruppo compatto, capace di affrontare ogni avversario senza timori reverenziali.

Braglia seppe proteggere i suoi uomini dalle pressioni, consolidò il legame con l’ambiente e trasmise una filosofia semplice ma efficace: sacrificio, compattezza e fame di vittoria.

Sotto la sua guida, la Juve Stabia divenne una formazione ostica per chiunque, feroce agonisticamente e tremendamente concreta. Una squadra che non mollava mai.

La notte in cui Castellammare si fermò

Quando la sera del 19 giugno 2011 il pullman della squadra arrivò nei pressi del casello autostradale di Castellammare di Stabia, la città era già completamente paralizzata.

Migliaia di persone avevano invaso strade, piazze e cavalcavia per accogliere gli eroi di quella impresa. Fu in quel momento che tutti compresero come quella promozione avesse superato i confini dello sport.

Non era più soltanto una vittoria calcistica. Era diventata il riscatto di un’intera comunità, l’orgoglio di una città che si riconosceva nei valori di sacrificio, passione e appartenenza incarnati da quella squadra.

Un’eredità che non passa

A distanza di anni, il Double conquistato dalla Juve Stabia continua a rappresentare uno dei capitoli più luminosi della storia sportiva stabiese.

I nomi di Colombi, Molinari, Maury, Fabbro, Dicuonzo, Mezavilla, Cazzola, Tarantino, Raimondi, Corona, Mbakogu, e di tutti i protagonisti di quella cavalcata restano impressi nella memoria collettiva. Così come resta indelebile il ricordo di Piero Braglia, il generale che guidò quell’armata verso la gloria.

Perché quella stagione non è soltanto un ricordo. È la prova che a Castellammare di Stabia, quando il talento incontra il cuore e la determinazione si fonde con il senso di appartenenza, anche i sogni più grandi possono diventare realtà. E che una squadra di calcio può trasformarsi, per sempre, in una leggenda.

Juve Stabia tra giganti e vecchie conoscenze nel nuovo campionato di Serie BKT 2026-2027

0

Il calcio in Campania continua a raccontare una storia fatta di passione, identità e rivalità che attraversano generazioni. In questo scenario, il Napoli resta la stella più luminosa, punto di riferimento assoluto nel panorama nazionale e internazionale. Ma dietro l’ombra dei grandi successi azzurri, anche altre realtà del territorio campano stanno costruendo percorsi sempre più solidi e ambiziosi.

Tra queste spicca la Juve Stabia, capace negli ultimi anni di consolidarsi nel calcio professionistico e di dimostrare di poter “camminare tra i giganti” del calcio regionale e nazionale.

Una Campania calcistica sempre più ricca

Il movimento calcistico campano si presenta oggi particolarmente vivace e diffuso. Nel professionismo troviamo realtà consolidate come Juve Stabia, Avellino, Benevento, Salernitana, Casertana, Cavese, Giugliano e Sorrento, tutte impegnate tra Serie B e Serie C.

In Serie C, inoltre, hanno trovato spazio anche piazze storiche e ambiziose come Savoia e Scafatese, a testimonianza di un movimento che continua a crescere e a mantenere viva la tradizione calcistica del territorio.

Avellino e Benevento, il ritorno di sfide storiche

Nel prossimo campionato cadetto, la Juve Stabia si troverà ad affrontare due sfide tutte campane, per un totale di quattro confronti tra andata e ritorno: contro l’Avellino e il Benevento.

Contro i “Lupi”, guidati in passato da Biancolino e successivamente da Ballardini, le Vespe hanno già dimostrato di potersela giocare alla pari, conquistando quattro punti complessivi tra le gare del “Romeo Menti” e del “Partenio”. Un bilancio che racconta equilibrio e grande intensità agonistica.

Diverso ma altrettanto affascinante il discorso legato al Benevento. Nel Sannio, infatti, si ricorda ancora una delle notti più emozionanti della storia gialloblù, quando la squadra di Guido Pagliuca riuscì a strappare un pareggio carico di emozioni e significato, lasciando un segno profondo nel cuore dei tifosi.

Oggi il Benevento del presidente Oreste Vigorito è tornato a recitare un ruolo da protagonista grazie a una gestione tecnica che ha riportato entusiasmo e risultati.

Sfide da vivere col cuore in gola

Le prossime sfide tra Juve Stabia, Avellino e Benevento si preannunciano come autentici appuntamenti da vivere fino all’ultimo minuto. Gare che vanno oltre i tre punti, rappresentando identità, orgoglio e rivalità territoriali.

In una regione dove il Napoli continua a inseguire i propri sogni di vertice in A, le altre realtà si dividono tra ambizioni di crescita, salvezze sofferte e progetti di consolidamento. In Serie C si lotta per risalire, in Serie B si combatte per restare e migliorarsi.

La Juve Stabia è consapevole che il prossimo campionato non concederà sconti, soprattutto nelle sfide contro due avversarie ambiziose e ben strutturate come Avellino e Benevento. Ma è proprio in queste partite che si costruisce il valore di una squadra.

Sogni di inizio estate

Tra ambizioni, rivalità e nuove sfide, il calcio campano si prepara a vivere un’altra stagione intensa. Il pallone torna a essere il centro dei sogni di un territorio che non smette mai di emozionarsi.

E mentre il Napoli continua a rappresentare l’élite, realtà come la Juve Stabia dimostrano che anche “tra i giganti” c’è spazio per scrivere nuove storie. Storie di provincia, di sacrificio e di orgoglio: Storie di Campania.

Castellammare, mensa scolastica tra le più economiche in Campania: si spende la metà della media regionale

Le famiglie di Castellammare di Stabia sostengono per la mensa scolastica una spesa significativamente più bassa rispetto alla media regionale, con un costo pari a circa la metà del valore registrato in Campania.

Secondo i dati elaborati dall’assessorato all’Educazione e alla Formazione del Comune, infatti, a fronte di una spesa media mensile regionale di circa 86 euro, una famiglia stabiese con un figlio iscritto alla scuola dell’infanzia o primaria sostiene un costo medio di 44,80 euro. Il risparmio stimato è quindi di 41,20 euro al mese.

Il dato emerge dal confronto tra le tariffe vigenti nelle scuole di Castellammare e la “IX Indagine sulle mense scolastiche” realizzata da Cittadinanzattiva, che ha analizzato costi e qualità del servizio di refezione nelle diverse regioni italiane per l’anno scolastico 2025/2026.

Un servizio in crescita e sempre più accessibile

Negli ultimi anni il servizio di refezione scolastica è stato progressivamente ampliato, coinvolgendo un numero crescente di sezioni rispetto al passato. Oggi il servizio raggiunge oltre 1.100 bambini tra scuola dell’infanzia e primaria, rappresentando un pilastro fondamentale del sistema educativo locale.

L’obiettivo dell’amministrazione è quello di garantire un servizio sempre più inclusivo, accessibile e di qualità, mantenendo al tempo stesso un costo sostenibile per le famiglie.

Il commento dell’amministrazione

«I numeri elaborati dai nostri uffici confermano l’attenzione riservata alle famiglie stabiesi e l’impegno dell’amministrazione nel mantenere sostenibile il costo di un servizio fondamentale per il percorso educativo dei bambini. In questi anni il servizio di refezione scolastica è stato progressivamente ampliato, coinvolgendo un numero maggiore di sezioni rispetto al passato e raggiungendo oggi una platea di oltre 1.100 bambini. Continueremo a lavorare per ampliare il numero di bambine e bambini coinvolti e per assicurare standard elevati, inclusione e accessibilità, affinché sempre più famiglie possano beneficiare di un servizio efficiente e di qualità», dichiarano il sindaco Luigi Vicinanza e l’assessore all’Educazione Annalisa Di Nuzzo.

Un risultato che conferma la volontà dell’amministrazione comunale di puntare su servizi essenziali per le famiglie, con particolare attenzione alla sostenibilità economica e alla qualità dell’offerta educativa.

Giovane attore Luigi Zeno testimonial XII edizione ‘Sii Saggio, Guida Sicuro’ a Napoli

0

La dodicesima edizione di ‘Sii Saggio, Guida Sicuro’ si avvia alla conclusione con numeri straordinari: oltre 12.000 studenti formati e 40 Amministrazioni comunali del territorio campano coinvolte. Il progetto, promosso dalla Regione Campania e attuato da Anci Campania in collaborazione con l’Associazione Meridiani, con il patrocinio del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, del ministero dell’Istruzione e del Merito – Usr Campania, dell’Università Federico II, Anas, Tangenziale di Napoli, Ordine degli Ingegneri, Forze Armate e Forze dell’Ordine, si conferma una delle più importanti campagne italiane dedicate alla sicurezza stradale.

Quest’anno tra i testimonial ufficiali anche Luigi Zeno, giovane attore campano tra i volti emergenti più promettenti del panorama italiano. A soli 18 anni, Zeno è stato indicato come nuovo volto di Netflix ed è reduce da un anno ricco di riconoscimenti: Miglior Giovane Attore al Capri Hollywood – International Film Festival , premi al Picentia Short Film Festival, al Vesuvius Film Festival e all’Hallelujah Film Festival di Castel Gandolfo . Nel 2026 sarà tra i protagonisti della nuova serie Netflix ‘Minerva – La Scuola’, prodotta da Picomedia e diretta da Ivan Silvestrini, accanto a Cristiana Capotondi e Massimiliano Gallo . Parallelamente sarà nel film Rai Fiction ‘La Promessa di Patrizio’. Il suo impegno sociale è costante: nel 2025 ha partecipato a progetti contro il bullismo nelle scuole, portando testimonianze dirette ai ragazzi con il format Pausa Caffè contro il Bullismo. L’evento conclusivo è domani, 13 maggio alle 10 al Parco San Laise (ex Area Nsto) a Napoli. Come da tradizione, la fase formativa sarà seguita dalla grande manifestazione conclusiva, con il taglio del nastro del Villaggio ‘Sii Saggio, Guida Sicuro’, alla presenza delle massime autorità politiche, militari e civili. La cerimonia sarà aperta dall’Alzabandiera eseguita dalla Fanfara del 10° Reggimento Carabinieri Campania. Seguirà la premiazione del concorso di idee ‘Inventa una soluzione per la sicurezza stradale’, condotta da Sonia Di Domenico e Silvio Martino (Rai Radio Live Napoli) con direzione artistica di Gino Aveta.

Nel Villaggio della Sicurezza saranno presenti: Polizia di Stato con il Pullman Azzurro; Anas, Esercito, Carabinieri, Marina Militare, Capitaneria di Porto, Accademia Aeronautica, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria, Polizia Locale di Napoli; Associazione Nazionale Vigili del Fuoco, UniNA, Tangenziale di Napoli; Stand di Anci Campania, Ordine Ingegneri Napoli, British Institutes, Fondazione Domenico Cirillo, Onmic; Area sportiva a cura di Coni Campania, Ussi, Csi Napoli, Circolo Velico Stabia. Gli studenti potranno provare: la guida dell’auto ‘ubriaca’ con Mele Motorsport; il simulatore Vrs per vivere l’esperienza della Formula 1; i simulatori professionali We Can Race. E ancora, è Prevista anche l’esposizione delle ‘500 Tricolori’ del Fiat 500 Club Italia. Saranno presenti i volontari della Misericordia Napoli Parthenope e dell’Associazione Acssa, oltre all’unità mobile oftalmica dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti per controlli gratuiti.

Fonte AdnKronos

Juve Stabia, Matteo Lovisa: 3 anni che hanno cambiato la storia recente gialloblù. Il club ringrazia l’ex DS

0

Dopo tre stagioni vissute da protagonista, Matteo Lovisa e la Juve Stabia si separano ufficialmente. Il direttore sportivo che ha contribuito in maniera determinante alla crescita del club gialloblù ha intrapreso una nuova avventura professionale in Serie B, assumendo il ruolo di responsabile dell’area tecnica del Südtirol.

Si conclude così una delle pagine più significative della recente storia stabiese, un percorso costruito attraverso idee, intuizioni e risultati che hanno riportato entusiasmo e credibilità attorno al progetto Juve Stabia.

Un progetto costruito passo dopo passo

Quando Lovisa arrivò a Castellammare, la società era chiamata a consolidare le proprie ambizioni e a costruire basi solide per il futuro. In poco tempo il dirigente friulano è riuscito a imprimere una precisa identità alla gestione sportiva del club, puntando su una rete di scouting efficace, sulla valorizzazione dei giovani e su una programmazione attenta ai conti senza rinunciare alla competitività.

Le sue squadre hanno sempre mostrato organizzazione, equilibrio e una chiara filosofia di costruzione. Molti dei calciatori arrivati sotto la sua gestione hanno visto crescere il proprio valore tecnico ed economico, contribuendo al raggiungimento di risultati importanti e alla crescita complessiva del patrimonio societario.

Dalla Serie C alla conferma in cadetteria

Nel triennio di Lovisa, la Juve Stabia ha vissuto una fase di costante evoluzione, riuscendo a trasformarsi in una realtà sempre più credibile nel panorama professionistico italiano. La promozione in Serie B e il successivo consolidamento della categoria rappresentano il simbolo più evidente del lavoro svolto dietro le quinte.

Scelte spesso coraggiose, scommesse vinte e la capacità di individuare profili funzionali al progetto hanno reso il direttore sportivo uno dei dirigenti più apprezzati della categoria. Un percorso che gli è valso l’interesse di numerose società e che oggi lo porta a raccogliere una nuova sfida professionale.

La chiamata del Südtirol

Il futuro di Lovisa sarà in Alto Adige. Il Südtirol, società che negli ultimi anni si è distinta per organizzazione, programmazione e stabilità gestionale, ha deciso di affidargli un ruolo chiave nel proprio progetto tecnico.

Per il dirigente si tratta di un’opportunità importante in una realtà considerata tra le più virtuose del calcio italiano, con l’obiettivo di proseguire il percorso di crescita e consolidamento all’interno del campionato di Serie B.

Il grazie di Castellammare

L’addio lascia inevitabilmente un velo di amarezza tra i tifosi gialloblù, consapevoli però dell’importante contributo fornito dal direttore sportivo in questi anni. Professionalità, dedizione e capacità manageriali hanno caratterizzato il suo percorso, creando un rapporto di reciproca stima con l’ambiente stabiese.

La Juve Stabia si prepara ora ad aprire un nuovo capitolo della propria storia sotto la guida della nuova proprietà, chiamata a individuare l’erede di un dirigente che ha lasciato un segno profondo nel recente passato del club.

Per Matteo Lovisa, invece, si aprono le porte di una nuova sfida. Per Castellammare resterà il ricordo di uno dei protagonisti della rinascita gialloblù, capace di trasformare idee e programmazione in risultati concreti.

Sting e la villa a Massa Lubrense, violazioni nel cantiere: scattano sequestro e multe

0

È di proprietà del cantante Sting la villa con piscina sequestrata dai carabinieri a Massa Lubrense, a Napoli, nel cuore della Penisola Sorrentina e con vista su Capri. Ieri pomeriggio, i carabinieri della stazione di Massa Lubrense – insieme ai militari del Nil di Napoli – hanno effettuato un controllo presso il cantiere edile che era stato allestito nella lussuosa villa da circa un anno e mezzo, dopo l’acquisto avvenuto nel 2024.

I carabinieri hanno riscontrato diverse violazioni sulla sicurezza sui luoghi di lavoro: assenza di idonee impalcature, mancanza di parapetti, l’omessa viabilità interna e la mancata recinzione del cantiere. Il cantiere esterno, di circa mille metri terrazzi compresi, è stato sequestrato. L’amministratore unico dell’impresa esecutrice dei lavori è stato denunciato a piede libero alla Procura di Torre Annunziata e nei confronti della ditta sono state emesse sanzioni e ammende di circa 26mila euro. Entro 5 giorni l’imprenditore dovrà eseguire le prescrizioni imposte.

Fonte AdnKronos

Finestrini sul traghetto veloce Napoli-Capri in frantumi, cosa è successo

0

L’imbarcazione, quando si trovava a circa 5 miglia dal porto di Napoli, per l’impatto violento di un’onda, ha fatto un ‘volo’ che ha causato l’esplosione dei finestrini

Quattro finestrini rotti, altri sei danneggiati, oggi pomeriggio, sul traghetto veloce Vesuvio jet da Napoli a Capri. L’imbarcazione, quando si trovava a circa 5 miglia dal porto di Napoli, per l’impatto violento di un’onda, ha fatto un ‘volo’ che ha causato l’esplosione dei finestrini quando il traghetto si è riassestato. A quanto apprende l’Adnkronos, nonostante il mare ‘forza 4’, però, fortunatamente nessuno dei 122 passeggeri a bordo è rimasto ferito né ha richiesto soccorso sanitario. Il Vesuvio jet è rientrato dunque in porto, dove è attualmente fermo in porto in attesa di accertamenti tecnici, mentre la compagnia ha assicurato ai passeggeri il trasferimento con un altro mezzo.

Fonte AdnKronos

Due donne uccise a Pollena Trocchia (Napoli), 48enne fermato confessa duplice omicidio

0

Avrebbe ammesso il suo coinvolgimento il 48enne fermato per il duplice omicidio a Pollena Trocchia (Napoli). I carabinieri hanno interrogato per diverse ore l’uomo, che era stato segnalato la scorsa notte nella zona di un cantiere edile di viale Italia dove sono stati trovati i corpi senza vita di due donne.

Secondo quanto si apprende, il 48enne avrebbe confermato di aver ucciso le due donne in due giorni differenti. La sua versione resta al vaglio degli investigatori, ma secondo quanto ipotizzato dai carabinieri e dalla Procura di Nola, dopo avere consumato con entrambe un rapporto sessuale, poi culminato con una lite scaturita al momento del pagamento, le avrebbe uccise spingendole nel vuoto.

Chi sono le vittime

Le vittime sono una 29enne del casertano e una 49enne di origini ucraine.

Fonte AdnKronos

Premio Giornalismo Lombardi-Corsi: cerimonia 20 giugno nel beneventano

0

San Lorenzello (Benevento) si prepara ad accogliere il Premio Nazionale di Giornalismo “Giacomo Lombardi – Ermanno Corsi” 2026, istituito dall’Ente Culturale San Lorenzo Martire – Nicola Vigliotti, con il patrocinio morale del quotidiano Il Mattino. Il Premio vuole onorare la memoria di due pilastri del giornalismo italiano: Giacomo Lombardi, firma storica del quotidiano Il Mattino di cui ha ricoperto il ruolo di condirettore; Ermanno Corsi, storico volto della Rai, caporedattore del Tgr Campania e per anni Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania.

La mission del Premio è quella di valorizzare il giornalismo di qualità, riconoscendo professionisti distintisi per etica, competenza e contributo alla società e punta ad essere l’occasione per intrecciare letteratura e giornalismo, territori e partecipazione, istituzioni e società civile. La cerimonia di premiazione si terrà sabato 20 giugno alle ore 11.00 neei giardini dello storico Palazzone Massone. La conduzione sarà affidata al giornalista Marco Frittella, interverrà il Direttore de “Il Mattino” Vincenzo Di Vincenzo.

La Commissione, composta da Alfonso Guarino, presidente dell’Ente Culturale Nicola Vigliotti, dal giornalista Luciano Lombardi d’Aquino, presidente del Comitato Scientifico, dalla giornalista AnnaRita De Feo, direttore del Premio, e dai giornalisti, componenti del Comitato Scientifico Aldo Balestra e Pierluigi Melillo, ha deciso di assegnare il Premio Nazionale di Giornalismo: “Giacomo Lombardi – Ermanno Corsi” a 10 giornalisti del panorama nazionale e locale. Si tratta di Catia Caramelli (giornalista radio24.ilsole24ore); Titta Fiore (inviato per Il Mattino nei principali festival cinematografici del mondo e presidente Film Commission Regione Campania); Massimo Franco (saggista, editorialista, commentatore e inviato politico del Corriere della Sera); Francesco Giorgino (giornalista e conduttore televisivo. Direttore Rai Ufficio Studi. Docente Luiss); Federico Moccia (scrittore, regista, sceneggiatore, Giornalista pubblicista, Autore teatrale e televisivo); Antonio Pascotto (caporedattore della redazione politica di TgCom24 ); Antonello Perillo (condirettore Tgr Rai); Luciano Pignataro (giornalista, scrittore e gastronomo italiano); Giorgio Rutelli (vicedirettore Adnkronos); Paolo Torino (giornalista, presidente del Consiglio di amministrazione di Napoli Canale 21).

“Il premio nasce con l’obiettivo di raccogliere e rilanciare l’eredità culturale e professionale di Giacomo Lombardi – Ermanno Corsi, valorizzando un’informazione libera, indipendente, concreta e profondamente connessa alle trasformazioni della società”, afferma Alfonso Guarino, presidente dell’Ente Culturale Nicola Vigliotti.

Fonte AdnKronos

Juve Stabia, Sostituzione del manto erboso stadio Menti: Secondo giorno di lavoro, visibili i primi risultati

0

Procedono senza sosta i lavori di sostituzione del manto erboso dello stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia. La macchina organizzativa è ormai entrata nel vivo e dopo il secondo giorno di attività si possono osservare progressi significativi nell’area di cantiere.

Nella giornata odierna ha continuato a operare a pieno regime il macchinario specializzato incaricato della rimozione del vecchio tappeto erboso e dell’aspirazione del materiale di stabilizzazione presente sulla superficie di gioco. Un intervento delicato e fondamentale che rappresenta una delle fasi più importanti dell’intero progetto di rifacimento.

Sostituzione Manto Erboso Romeo Menti 2026 18-06-2026 (2)Le immagini scattate alle ore 15:30 mostrano chiaramente l’avanzamento delle operazioni.

Lungo il perimetro dell’area di lavoro sono infatti già visibili numerose strisce del vecchio manto erboso, ormai logoro, che sono state arrotolate e accatastate dopo essere state rimosse dal terreno di gioco.

Un segnale concreto di come il cronoprogramma stia procedendo per rispettare le tempistiche previste.

L’obiettivo è consegnare alla Juve Stabia un terreno di gioco moderno, performante e all’altezza degli standard richiesti dalla Serie B, rendendo il Romeo Menti uno degli impianti meglio attrezzati della categoria sotto il profilo della qualità del manto erboso.

Sostituzione Manto Erboso Romeo Menti 2026 18-06-2026 (1)Grande merito va riconosciuto all’Amministrazione Comunale di Castellammare di Stabia, che ha portato avanti con determinazione questo importante progetto finanziandolo con risorse proprie e accelerando al massimo le procedure necessarie per l’avvio dei lavori.

Un segnale concreto dell’attenzione che la città riserva alla Juve Stabia e alla permanenza del club nel campionato cadetto, patrimonio sportivo e sociale di enorme valore per l’intero territorio.

I lavori proseguiranno nei prossimi giorni e continueremo a documentarne ogni fase con aggiornamenti costanti, per raccontare ai tifosi gialloblù l’evoluzione di un intervento destinato a migliorare sensibilmente la casa delle Vespe in vista della prossima stagione.

Serie B 2026/2027, i calendari saranno svelati ad Ascoli Piceno: appuntamento il 22 luglio

0

La nuova stagione della Serie BKT prende ufficialmente forma. La Lega Nazionale Professionisti Serie B ha infatti comunicato che la cerimonia di presentazione e sorteggio dei calendari del campionato 2026/2027 si svolgerà il prossimo 22 luglio nella suggestiva cornice di Ascoli Piceno.

Si tratta del primo grande evento ufficiale che darà il via alla 95ª edizione della Serie B, un campionato che da sempre rappresenta uno dei tornei più affascinanti e competitivi del panorama calcistico italiano.

La scelta della città marchigiana è arrivata al termine della procedura avviata durante l’Assemblea di Lega dello scorso 4 giugno, quando erano state aperte le candidature per ospitare la presentazione del calendario. Tra le proposte ricevute, la Lega ha optato per Ascoli Piceno, conosciuta come la “Città del Travertino” e celebre per il suo straordinario patrimonio storico e artistico, rappresentato in particolare dalla splendida Piazza del Popolo, considerata tra le piazze più belle e armoniose d’Italia.

La decisione conferma una linea ormai consolidata da parte della Lega Serie B, che negli ultimi anni ha scelto di legare l’evento inaugurale della stagione alla valorizzazione delle eccellenze culturali e architettoniche dei territori rappresentati dalle società partecipanti. Lo scorso anno fu Mantova, con la prestigiosa location di Palazzo Te, a ospitare la cerimonia.

Il presidente della Lega Serie B, Paolo Bedin, ha sottolineato il significato della scelta:

“Svelare il nuovo campionato in cornici storiche d’eccellenza dimostra come la Lega Serie B voglia legare la passione sportiva all’orgoglio del territorio, trasformando il calcio in un veicolo per celebrare le meraviglie del nostro Paese fin dal primo momento della stagione. Ringrazio l’Ascoli nella persona del presidente Passeri e il Comune nella figura del sindaco Fioravanti per aver accolto con entusiasmo l’opportunità di ospitare la presentazione dei calendari della Serie BKT”.

Grande soddisfazione anche da parte dell’amministrazione comunale. Il sindaco Marco Fioravanti ha evidenziato come l’evento rappresenti una vetrina importante per la città:

“Per Ascoli Piceno è motivo di grande orgoglio ospitare un appuntamento così prestigioso e significativo per il calcio italiano. La scelta della nostra città rappresenta un riconoscimento alla bellezza del nostro patrimonio storico, culturale e architettonico, ma anche alla passione sportiva che da sempre caratterizza il nostro territorio”.

Entusiasta anche il presidente dell’Ascoli Calcio, Bernardino Passeri, che ha accolto la notizia come un importante attestato di stima per la società e per l’intera comunità ascolana:

“Scegliere la nostra città come sede istituzionale è un motivo di orgoglio per tutto il territorio, oltre che un riconoscimento per la splendida stagione che ha segnato il nostro ritorno nella categoria. È un risultato condiviso con la città, i tifosi e tutti coloro che vivono con passione i colori bianconeri”.

Nei prossimi giorni la Lega Serie B renderà noti l’orario ufficiale della cerimonia, la location che ospiterà l’evento e le modalità di accredito riservate agli organi di informazione. Da Ascoli Piceno partirà così il conto alla rovescia verso una nuova stagione che si preannuncia ricca di emozioni e che vedrà ancora una volta protagoniste le piazze storiche del calcio italiano, tra cui la Juve Stabia, pronta a conoscere il proprio cammino nel campionato cadetto.

Radio Marte fa chiarezza: nessuna ufficialità sul futuro delle partnership con la SSC Napoli

0

Nelle ultime ore, il mondo dell’informazione sportiva partenopea è stato animato da numerose indiscrezioni riguardanti il futuro delle collaborazioni radiofoniche della SSC Napoli. Le voci, che si sono rincorse rapidamente, hanno ipotizzato cambiamenti significativi negli assetti comunicativi del club in vista della prossima stagione sportiva.

A fare ordine nel caos mediatico è intervenuta direttamente Radio Marte, che attraverso una nota ufficiale ha voluto precisare la propria posizione, smentendo di fatto l’esistenza di accordi o comunicazioni certe.

La nota ufficiale: il richiamo alla prudenza

L’emittente ha scelto una linea improntata alla massima trasparenza e al rispetto istituzionale, sottolineando come, ad oggi, il panorama sia ancora privo di decisioni definitive. Ecco i punti salienti del comunicato:

  • Assenza di conferme: Radio Marte dichiara esplicitamente che, allo stato attuale, non è giunta alcuna comunicazione ufficiale da parte della SSC Napoli circa le scelte strategiche per la prossima stagione.

  • Rispetto per il club e i colleghi: L’emittente ha preso le distanze dal proliferare di indiscrezioni, ribadendo il rispetto dovuto sia alla società sportiva che alle altre realtà editoriali che, nel corso degli anni, hanno affiancato il percorso del club.

  • Focus sul lavoro quotidiano: Radio Marte ha chiarito di essere concentrata esclusivamente sull’offerta di contenuti di qualità per i propri ascoltatori, proseguendo la pianificazione dei progetti editoriali e commerciali per il futuro prossimo.

Solo i canali ufficiali faranno fede

Il messaggio lanciato dall’emittente è un invito alla cautela rivolto a tutto il mondo dell’informazione: qualsiasi novità riguardante partnership o accordi sarà resa nota unicamente attraverso i canali ufficiali del club e delle parti coinvolte.

Fino a quel momento, ogni ricostruzione giornalistica, per quanto legittima nell’ambito del dibattito della stampa, va intesa come tale e non come una notizia ufficiale. Radio Marte, dunque, sceglie la via del silenzio operativo in attesa di sviluppi concreti, sgonfiando le bolle mediatiche delle ultime ore.

Juve Stabia, finalmente ripartono i lavori al Romeo Menti: Nel video le operazioni di rimozione del tappeto

0

Proseguono gli interventi di ammodernamento dello stadio Romeo Menti in vista della stagione 2026/2027 di Serie BKT. Una delle opere più attese riguarda il completo rifacimento del terreno di gioco, destinato ad accogliere le gare interne della Juve Stabia nel prossimo campionato.

Nella giornata odierna il cantiere è tornato pienamente operativo, come documentato dal nostro video esclusivo. Dopo alcuni giorni di rallentamento, causati da un problema tecnico al macchinario utilizzato per l’aspirazione del materiale di stabilizzazione presente sul vecchio e logoro manto sintetico, le attività sono finalmente riprese. Lo stesso mezzo è infatti indispensabile anche per la rimozione delle strisce che compongono il vecchio tappeto.

Nel frattempo la Juve Stabia, per evitare qualsiasi rischio legato ai tempi di completamento dell’opera, ha avanzato la richiesta di disputare le prime due giornate di campionato lontano da Castellammare di Stabia. Una scelta dettata esclusivamente dalla prudenza e dalla volontà di concedere qualche settimana aggiuntiva ai lavori, senza alcuna sfiducia nei confronti dell’azienda incaricata dell’intervento.

L’appalto è stato affidato alla società CO.GE.CA s.r.l. e il progetto non prevede soltanto la sostituzione del manto erboso. Tra gli interventi programmati figura infatti anche la realizzazione di un nuovo impianto di irrigazione, che sarà posizionato in zone centrali del campo e non più esclusivamente lungo i lati del terreno di gioco, garantendo così una distribuzione più uniforme dell’acqua.

L’amministrazione comunale segue con particolare attenzione l’evoluzione del cantiere. I responsabili incaricati del monitoraggio hanno richiesto aggiornamenti quotidiani sullo stato di avanzamento delle opere, con l’obiettivo di verificare il rispetto del cronoprogramma stabilito.

Secondo i tempi tecnici previsti, i lavori dovrebbero concludersi entro 45 giorni dalla consegna del cantiere, avvenuta il 3 giugno scorso. La data inizialmente fissata per il completamento dell’intervento è quindi quella del 18 luglio. Nonostante lo stop registrato nelle scorse settimane, dai vertici del progetto arrivano rassicurazioni sulla possibilità di recuperare il tempo perso e rispettare la tabella di marcia.

L’auspicio di tutti è che non si verifichino ulteriori imprevisti e che il nuovo terreno di gioco possa essere pronto nei tempi stabiliti. Anche qualora si rendesse necessario qualche giorno aggiuntivo, il calendario offre comunque un margine di sicurezza considerevole prima dell’inizio ufficiale della stagione.

La ripresa delle attività rappresenta certamente una notizia positiva per la città e per i tifosi gialloblù, che attendono di vedere il Romeo Menti rinnovato e pronto ad accogliere un’altra stagione tra i cadetti.

Come sempre continueremo a seguire da vicino ogni sviluppo dei lavori raccontando passo dopo passo lo stato dell’avanzamento.

Juve Stabia, parte un nuovo corso: Enzo De Vito pronto a guidare l’area tecnica, a breve l’ufficialità

0

La rivoluzione societaria della Juve Stabia entra nella sua fase operativa. Archiviata la pratica iscrizione al prossimo campionato di Serie B e completato il passaggio di consegne alla guida del club, la nuova proprietà è ora concentrata sulla definizione dell’organigramma sportivo che dovrà programmare il futuro delle Vespe.

Le prime settimane dell’era Alfredo Guerri sono state caratterizzate da cambiamenti significativi. Dopo la conclusione del rapporto con Ignazio Abate e la separazione ufficializzata con Matteo Lovisa, il club gialloblù è chiamato a ridisegnare l’intera struttura tecnica che negli ultimi anni ha contribuito ai successi della squadra.

Se per Abate si sono aperte le porte della Serie A grazie alla chiamata del Torino, coronamento di una crescita professionale iniziata nelle giovanili del Milan e proseguita tra Ternana e Juve Stabia, diverso è stato il percorso di Matteo Lovisa. Il dirigente friulano ha scelto di proseguire la propria carriera al Südtirol, una destinazione che gli consentirà di lavorare più vicino alla sua terra d’origine.

Adesso il compito di costruire il nuovo assetto sportivo spetta alla società, che sembra aver individuato il profilo giusto per assumere il controllo dell’area tecnica. Il nome destinato a raccogliere questa eredità è quello di Enzo De Vito, dirigente di grande esperienza e profondo conoscitore del calcio italiano.

Secondo le indiscrezioni raccolte nelle ultime ore, l’intesa tra le parti sarebbe stata definita e mancherebbero soltanto gli ultimi passaggi formali prima dell’annuncio ufficiale. De Vito dovrebbe assumere un ruolo strategico all’interno del club, quello di Direttore Tecnico (figura apicale dell’area tecnica), coordinando la pianificazione sportiva e contribuendo alla definizione delle linee guida che accompagneranno la Juve Stabia nelle prossime stagioni.

La sua carriera racconta di un dirigente che ha costruito la propria reputazione attraverso competenza e visione. Nato a Capriglia Irpinia nel 1974, De Vito ha legato gran parte del proprio percorso professionale all’Avellino, società nella quale è cresciuto calcisticamente e dove ha ricoperto incarichi di grande responsabilità. Ha maturato esperienze importanti anche con Parma e Genoa (come ruolo di scouting) e con Arezzo e Potenza nel ruolo di D.S., ampliando il proprio bagaglio manageriale e tecnico.

Uno degli aspetti che più caratterizzano il suo modo di lavorare è la capacità di conciliare ambizione e sostenibilità. Nel corso degli anni ha sempre sostenuto l’importanza di costruire organici competitivi senza compromettere gli equilibri economici della società, puntando su investimenti mirati e su una programmazione di medio-lungo periodo.

La valorizzazione dei giovani rappresenta un altro pilastro della sua filosofia. De Vito ha spesso privilegiato profili emergenti da affiancare a calciatori più esperti, creando squadre equilibrate sia sotto il profilo tecnico che umano. Una strategia che gli ha consentito di individuare in anticipo numerosi talenti destinati poi ad affermarsi in categorie superiori.

Tra le operazioni più apprezzate della sua esperienza ad Avellino figurano gli arrivi di giocatori come Armando Izzo, Davide Zappacosta e Berat Djimsiti, elementi che nel tempo hanno saputo costruire carriere importanti nel calcio professionistico.

L’attenzione allo scouting e alla crescita del patrimonio tecnico interno rappresentano caratteristiche che potrebbero garantire continuità e sostenibilità al progetto Juve Stabia. Anche De Vito, infatti, è considerato un dirigente particolarmente attento all’osservazione dei talenti e alla ricerca di calciatori ancora poco conosciuti ma con ampi margini di crescita.

Accanto alle competenze di mercato, chi ha lavorato con lui ne evidenzia la capacità di costruire gruppi solidi e uniti. Per il dirigente campano il valore dello spogliatoio è un elemento imprescindibile e spesso determinante quanto le qualità tecniche della rosa.

L’ufficializzazione di Enzo De Vito rappresenterebbe dunque il primo tassello concreto del nuovo progetto targato Guerri. Una scelta che andrebbe nella direzione di affidare la gestione sportiva a un professionista esperto, capace di coniugare sostenibilità economica, programmazione e valorizzazione dei talenti. Sarà lui che dovrà poi scegliere il nuovo D.S. e il nuovo condottiero gialloblù.

Mentre il club continua a lavorare sotto traccia per completare il nuovo organigramma, una cosa appare certa: la Juve Stabia del futuro sta iniziando a prendere forma, con l’obiettivo di consolidare quanto costruito negli ultimi anni e continuare a essere protagonista nel campionato di Serie B.

“Alla scoperta del nostro capolavoro”: un viaggio educativo tra le radici di Stabiae

Il territorio di Castellammare di Stabia rappresenta uno scrigno di inestimabile valore storico, custode di testimonianze archeologiche di rilievo internazionale. Le ville romane di Villa Arianna e Villa San Marco, antiche dimore che offrono uno spaccato autentico della vita quotidiana dell’antica Stabiae, sono state al centro di un ambizioso progetto didattico denominato “Alla scoperta del nostro capolavoro”.

L’iniziativa, nata con l’intento di valorizzare il patrimonio locale, ha trasformato gli studenti in veri e propri esploratori del passato, guidati con competenza dalla docente esperta Anna Colomba Somma e dalla docente tutor Rosa Calabrese.

Un approccio interdisciplinare alla riscoperta delle radici

Il percorso formativo ha adottato una metodologia interdisciplinare, intrecciando i saperi di storia, arte, letteratura e educazione civica. L’obiettivo primario è stato quello di avvicinare le giovani generazioni alla storia del territorio, superando la mera nozione teorica per giungere a un’esperienza immersiva e creativa.

Gli alunni sono stati condotti in un viaggio esplorativo tra gli ambienti delle antiche domus, analizzando le abitudini, gli spazi e gli oggetti che definivano la quotidianità romana. Il percorso ha inoltre offerto uno sguardo approfondito sulla storia degli scavi, ripercorrendo le tappe fondamentali: dai primi rinvenimenti promossi da Carlo di Borbone fino all’opera instancabile di Libero d’Orsi, figura chiave nella salvaguardia del patrimonio stabiese.

Creatività e innovazione: tra passato e futuro

Il progetto ha dato ampio spazio alla rielaborazione creativa, declinandosi in diverse attività laboratoriali:

  • Narrazione e teatro: Gli studenti si sono cimentati nella recitazione di un copione originale che ha integrato espressioni in lingua latina, restituendo voce e ritmo all’antichità. Particolarmente suggestiva è stata la redazione di un diario su pergamena, creato artigianalmente dagli alunni, nel quale hanno immaginato e narrato la “giornata tipo” di una giovane vissuta a Villa Arianna.

  • Laboratori artistici: I ragazzi hanno dato forma al passato attraverso la realizzazione di manufatti ispirati ai reperti archeologici, tra cui mosaici e gioielli, esercitando la manualità e la cura per il dettaglio.

  • Digitalizzazione e design: Attraverso lo studio rigoroso delle schede tecniche dei reperti originali, gli alunni hanno ideato un prodotto digitale dedicato ai monili, riproducendoli in una chiave stilistica moderna, capace di coniugare il rigore storico con la sensibilità contemporanea.

Conclusioni: formare i custodi del domani

Il progetto “Alla scoperta del nostro capolavoro” ha dimostrato come la didattica possa farsi strumento di cittadinanza attiva. Gli alunni non si sono limitati ad apprendere la storia, ma hanno imparato a osservare, interpretare e valorizzare i segni del passato presenti nel contesto in cui vivono.

Questa esperienza ha permesso ai partecipanti di sviluppare un profondo legame con il proprio territorio, trasformandoli in consapevoli custodi e promotori della ricchezza archeologica di Castellammare di Stabia. Un modello virtuoso che conferma l’importanza di far dialogare le istituzioni scolastiche con la storia locale, per costruire il futuro partendo dalla memoria.

Progetto didattico: Alla scoperta del nostro capolavoro

Docente esperto: Anna Colomba Somma

Docente tutor: Rosa Calabrese

Juve Stabia, ufficiale la risoluzione con Matteo Lovisa: I saluti alla piazza dell’ormai ex D.S. gialloblù

0

La nostra anticipazione di ieri trova puntuale conferma. Matteo Lovisa non è più il direttore sportivo della Juve Stabia. Nella giornata odierna il club gialloblù ha ufficializzato la separazione consensuale con il dirigente friulano, mettendo fine a un rapporto professionale durato tre stagioni e ricco di soddisfazioni.

Attraverso un comunicato ufficiale, la società ha annunciato di aver raggiunto un accordo per la risoluzione consensuale del contratto con Lovisa, ringraziandolo per il lavoro svolto e per i risultati ottenuti durante la sua esperienza a Castellammare di Stabia.

Nel comunicato, la Juve Stabia ha voluto sottolineare il contributo determinante offerto dal dirigente:

“Arrivato a Castellammare di Stabia nell’estate del 2023, Lovisa ha svolto un ruolo determinante nel percorso di crescita del club, distinguendosi per competenza, dedizione e professionalità. Durante il suo incarico, la Juve Stabia ha conquistato la promozione in Serie B vincendo il campionato di Serie C e ha successivamente disputato due stagioni di alto livello nella serie cadetta, culminate con il raggiungimento delle semifinali dei playoff per la Serie A”.

Parole che certificano l’importanza del lavoro svolto da Lovisa, capace di costruire una squadra competitiva valorizzando giovani talenti e intuizioni di mercato che hanno consentito alla Juve Stabia di diventare una delle realtà più apprezzate del panorama calcistico nazionale.

Particolarmente toccante il messaggio di saluto che il dirigente ha voluto rivolgere alla città e ai tifosi gialloblù, un vero e proprio attestato d’affetto verso Castellammare:

“Lascio Castellammare con grande orgoglio e dispiacere, consapevole di consegnare il club in una categoria superiore rispetto a quella in cui l’avevo trovato. In questi anni siamo cresciuti insieme, costruendo un percorso che ci ha portato a raggiungere traguardi straordinari. Guardo con fiducia al futuro della Juve Stabia sotto la guida del presidente Guerri, certo che la società saprà continuare a crescere e a raggiungere obiettivi importanti.”

Lovisa ha poi lasciato aperta la porta a un possibile ritorno in futuro:

“Spero che questo non rappresenti un addio, ma soltanto un arrivederci. Porterò sempre con me la gratitudine per l’affetto, il calore umano, l’accoglienza e la vicinanza che Castellammare mi ha dimostrato fin dal primo giorno. Penso di aver ricambiato tutto questo dando quello che avevo per questi colori e per questa città. Grazie per sempre”.

Si chiude così una delle pagine più importanti della recente storia della Juve Stabia. Un ciclo vincente che ha riportato entusiasmo e ambizione nella piazza stabiese e che porta in maniera evidente la firma di Matteo Lovisa. Ora per il dirigente si aprirà una nuova avventura professionale a Bolzano con il Sudtirol, mentre il club gialloblù è chiamato a individuare il profilo che raccoglierà una pesante eredità in vista della stagione 2026/2027.

Juve Stabia: Guerri è pronto per una settimana importante dove si deciderà il futuro dell’area tecnica

0

La stagione 2026/2027 della Juve Stabia inizia lentamente a prendere forma. La nuova proprietà guidata da Alfredo Guerri sta accendendo i motori e, a metà giugno, c’è già una certezza che fino a qualche settimana fa sembrava tutt’altro che scontata: le Vespe giocheranno regolarmente il prossimo campionato di Serie B.

Per molti potrebbe sembrare una semplice formalità, un atto dovuto per una società professionistica. Ma chi ha vissuto da vicino gli ultimi mesi della storia gialloblù sa bene che questa iscrizione rappresenta molto di più. È una vera e propria vittoria, forse la più importante, ottenuta al termine di una battaglia lunga, complessa e ricca di ostacoli.

A Castellammare di Stabia si è compiuto un autentico miracolo sportivo e gestionale. Un risultato raggiunto grazie all’impegno della nuova proprietà, ma anche al prezioso lavoro svolto dagli amministratori giudiziari, i Dottori Scarpa e Ferraro, che hanno contribuito in maniera determinante a garantire continuità e stabilità in una fase estremamente delicata.

È stata una corsa contro il tempo, ma soprattutto una corsa ad ostacoli. Trappole burocratiche, incertezze economiche, passaggi delicati e situazioni che avrebbero scoraggiato chiunque. In molti, di fronte a un quadro così complicato, avrebbero probabilmente scelto una strada diversa: un passo indietro accompagnato da comunicati pieni di ringraziamenti e parole di circostanza.

Alfredo Guerri, invece, ha scelto di restare. Ha stretto i denti quando sarebbe stato più facile mollare tutto. Prima da main sponsor e oggi da patron della Juve Stabia, ha deciso di assumersi responsabilità enormi, mettendo in campo coraggio, esperienza e determinazione.

Non era una sfida semplice. Fare calcio nel Mezzogiorno significa spesso confrontarsi con difficoltà che vanno oltre il rettangolo verde. Eppure Guerri ha creduto nel progetto, nella città e nei colori gialloblù, affrontando ogni ostacolo con la convinzione di poter costruire qualcosa di importante.

La prima vittoria è arrivata. La Juve Stabia c’è, è iscritta al prossimo campionato di Serie B e può guardare al futuro con maggiore serenità. Adesso inizierà un’altra partita, quella della programmazione tecnica e sportiva, dopo gli addii di Abate e Lovisa, ma il traguardo raggiunto in queste settimane rappresenta una base fondamentale su cui costruire il domani.

E chissà che la nuova Juve Stabia non finisca per assomigliare proprio al carattere del suo nuovo presidente: caparbia, testarda, determinata a non arrendersi mai. Come una donna affascinante da conquistare giorno dopo giorno, senza scorciatoie e senza paura delle difficoltà. Perché le storie più belle, spesso, nascono proprio quando nessuno ci crede più. Oggi Castellammare può tornare a farlo.

Juve Stabia, domani sarà ufficiale l’addio di Matteo Lovisa: risoluzione consensuale. Il Ds verso il Sudtirol

0

La notizia era nell’aria da settimane, ma nelle prossime ore arriverà anche l’ufficialità: dopo tre stagioni straordinarie, le strade della Juve Stabia e del direttore sportivo Matteo Lovisa sono destinate a separarsi.

Decisivo il colloquio avvenuto nelle ultime ore tra Lovisa e il nuovo patron gialloblù Alfredo Guerri, che ha portato all’intesa per la risoluzione consensuale del contratto che legava il dirigente friulano alle Vespe ancora per altre due stagioni. Un accordo importante, considerando che il direttore sportivo percepiva un ingaggio di circa 300 mila euro all’anno e rappresentava uno dei pilastri del progetto tecnico stabiese.

Per Lovisa si aprono ora le porte del Sudtirol, club che da tempo aveva manifestato un interesse concreto nei suoi confronti. Una destinazione che, oltre a rappresentare una nuova sfida professionale in Serie B, offre al dirigente la possibilità di avvicinarsi alle proprie radici e alla sua famiglia.

La separazione arriva a pochi giorni da un altro addio eccellente, quello di Ignazio Abate, pronto a confrontarsi con il palcoscenico della Serie A dopo il trasferimento al Torino. La Juve Stabia si trova così costretta a ripartire contemporaneamente sia dalla guida tecnica che dalla direzione sportiva, due figure che hanno contribuito in maniera determinante ai risultati ottenuti negli ultimi anni.

Il bilancio dell’esperienza di Lovisa a Castellammare di Stabia resta comunque straordinario. Sotto la sua gestione la Juve Stabia ha conquistato la promozione in Serie B e raggiunto per due volte le semifinali playoff cadetti, risultati che rappresentano il punto più alto della storia del club gialloblù. Un percorso costruito attraverso intuizioni di mercato, valorizzazione dei giovani e una programmazione che ha consentito alle Vespe di imporsi come una delle realtà più interessanti del panorama calcistico nazionale.

Dietro la scelta di lasciare Castellammare ci sarebbero principalmente motivazioni personali e familiari. Sabato scorso Matteo Lovisa è convolato a nozze con la sua Giulia e proprio la nuova dimensione familiare avrebbe avuto un peso determinante nella decisione finale. I novelli sposi, infatti, hanno recentemente acquistato casa a Udine e la prospettiva di lavorare a Bolzano consentirebbe al dirigente di restare molto più vicino alla propria famiglia.

A ciò si aggiungono anche ragioni professionali. Il progetto del Sudtirol appare particolarmente ambizioso e potrebbe garantire a Lovisa un contratto economicamente più importante e di maggiore durata. Sullo sfondo c’è inoltre la prospettiva di un significativo rafforzamento delle risorse economiche a disposizione del club altoatesino, con le indiscrezioni che parlano di un possibile coinvolgimento sempre più rilevante di Red Bull in un piano di crescita e rilancio della società.

Per la Juve Stabia si apre adesso una nuova fase. Alfredo Guerri, che fin dal suo arrivo ha mostrato idee chiare e grande ambizione, dovrà individuare il profilo giusto per raccogliere l’eredità di Lovisa. Una scelta fondamentale, perché sarà il nuovo direttore sportivo a guidare la costruzione del futuro tecnico del club e a individuare il successore di Abate, con l’obiettivo di aprire un nuovo ciclo vincente a tinte gialloblù.

Da Castellammare non può che arrivare un sentimento di gratitudine nei confronti di Matteo Lovisa. Professionalità, competenza, passione e dedizione hanno caratterizzato tre anni che resteranno impressi nella memoria dei tifosi stabiesi. Il suo nome sarà inevitabilmente legato a una delle pagine più belle della storia recente della Juve Stabia.

Ora l’attenzione si sposta sul futuro e su un altro aspetto che preoccupa l’ambiente gialloblù: la tenuta dell’organico. Molti calciatori arrivati a Castellammare sono stati scelti proprio da Lovisa e il timore della piazza è che qualcuno possa decidere di seguirlo nella sua nuova avventura. La speranza della società e dei tifosi è che il gruppo costruito negli ultimi anni resti compatto, conservando quell’identità tecnica e umana che ha permesso alla Juve Stabia di raggiungere traguardi impensabili fino a pochi anni fa.

La fine dell’era Lovisa segna la conclusione di un ciclo importante. Adesso toccherà alla nuova proprietà scrivere il prossimo capitolo della storia gialloblù sperando che sia ancora migliore. Una storia che, dopo aver toccato le vette più alte mai raggiunte dal club, è chiamata a dimostrare che il meglio deve ancora venire.