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Dallo Scudetto alla salvezza: quanto vale il piazzamento in Serie A?

Siamo ormai agli sgoccioli di questo campionato e in tanti si stanno ponendo questa domanda: Quanto vale il piazzamento in serie A della propria squadra?

La Serie A si prepara a mandare in scena gli ultimi incontri della stagione, con i verdetti ancora tutti da scrivere. Dalla lotta Scudetto (che vede protagoniste Milan, Napoli e Inter) fino alla corsa salvezza.

Il piazzamento finale in Serie A non è però importante solamente da un punto di vista del risultato sportivo, ma anche sul fronte economico.

Concludere la stagione con più o meno punti – e di conseguenza in una determinata posizione in classifica – porta a ricavi differenti per le società tra quelli che vengono distribuiti per la voce “diritti televisivi”.

La ripartizione dei proventi da diritti tv, infatti, viene effettuata sulla base dei criteri imposti dalla Legge Melandri (revisionata poi dalla riforma Lotti) e che prevede una distribuzione delle risorse provenienti dalla commercializzazione delle partite come segue:

  • 50% in parti uguali;
  • 30% in base ai risultati sportivi (di cui il 12% basato sul piazzamento e il 3% sui punti della stagione in corso, il 10% sulla base dei risultati conseguiti negli ultimi cinque campionati e il 5% sulla base della graduatoria formata tenendo conto dei risultati sportivi conseguiti a livello nazionale e internazionale dalla Stagione Sportiva 1946/47 alla sesta antecedente a quella di riferimento);
  • 20% in base al bacino d’utenza (di cui 8% in base alla audience televisiva certificata Auditel e 12% in base agli spettatori paganti)

Quanto vale il piazzamento in Serie A – La classifica dal 1° al 20°

Nel complesso, dunque, il 12% delle risorse finali viene distribuito tra i club in base alla posizione in classifica. Per la stagione 2021/22 parliamo di 113 milioni di euro, con un massimo di circa 17,6 milioni di euro per il primo posto e un minimo di quasi 400mila euro per l’ultimo. Considerando la sola parte di ricavi da distribuire sulla base della classifica di questa stagione, queste sono le cifre che i club incasseranno, dal 1° al 20° posto:

  • 1 = 17,6 milioni di euro
  • 2 = 14,8 milioni di euro
  • 3 = 12,7 milioni di euro
  • 4 = 10,6 milioni di euro
  • 5 = 0 9,2 milioni di euro
  • 6 = 7,7 milioni di euro
  • 7 = 6,3 milioni di euro
  • 8 = 5,6 milioni di euro
  • 9 = 4,9 milioni di euro
  • 10 = 4,2 milioni di euro
  • 11 = 3,5 milioni di euro
  • 12 = 3,2 milioni di euro
  • 13 = 2,8 milioni di euro
  • 14 = 2,5 milioni di euro
  • 15 = 2,1 milioni di euro
  • 16 = 1,8 milioni di euro
  • 17 = 1,4 milioni di euro
  • 18 = 1 milione di euro
  • 19 = 0,7 milioni di euro
  • 20 = 0,4 milioni di euro

Da questa classifica capiamo che la squadra vincitrice, oltre a portarsi il trofeo a casa, guadagnerebbe 3 milioni in più rispetto alla seconda e 5 milioni in più rispetto alla terza.

 

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Simone Improta/Redazione Sportiva

 

Saltimbocca alla romana: il Re giusto per la Regina Amatriciana

Dopo le due ricette di Primi Piatti che gridano Roma che vi ho già indicato: Carbonara e prima ancora l’Amatriciana, vi presento, soprattutto pensando a quest’ultima, un Secondo Piatto anch’esso romano che ben si sposa con questa. Sto parlando dei Saltimbocca alla romana: gustosissime fettine di vitello impanate e aromatizzate con una foglia di salvia dalla quale assorbe il profumo particolare che li caratterizza. Se già non li conoscete, provateli e ne resterete innamorate.

Vogliamo fare la prova? Bene! E allora tirate fuori la ricetta per l’Amatriciana, preparatene tutti gli ingredienti per cucinarla e poi prendete nota anche di quanto occorrerà per fare degli ottimi Saltimbocca alla romana per presentare in tavola un pranzo completo decisamente gustoso, oserei dire imbattibile.

OCCORRENTE
(per 4 persone)
  • 8 FETTINE DI VITELLO da circa 40g ciascuna
  • 8 FOGLIE di SALVIA
  • 8 FETTE DI PROSCIUTTO CRUDO
  • 60 gr di BURRO ridotto a riccioli
  • 60 ml  di VINO BIANCO (indicativamente mezzo bicchiere o, se vorrete esagerare, ma anche snaturando la ricetta, di buon Brandy)
  • SALE q.b.
  • PEPE q.b.
  • FARINA q.b.
  • OLIO EVO (extra vergine d’oliva) q.b.
  • STUZZICADENTI di legno
PREPARAZIONE
  1. La prima cosa da fare per cucinare la ricetta dei saltimbocca alla romana è appiattire le fettine di vitello con l’aiuto di un batticarne e tagliuzzarne i bordi che altrimenti – a causa della sottile nervatura che le circonda – potrebbero farle arricciare durante la cottura.
  2. Fatto ciò prendete le fette di prosciutto crudo, un buon prosciutto stagionato e saporito, sovrapponetele alle fettine e tagliatele della stessa dimensione della stessa.
  3. Lavate le foglie di salvia e asciugatele tamponandole con un panno.
  4. Sovrapponetene una al centro su ciascuna fetta di prosciutto e vitello e fermatela con uno stecchino di legno come fareste per allegare un bigliettino ad una pagina con uno spillo.
  5. Continuate così per gli 8 Saltimbocca che ho previsto (2 per ogni commensale)
  6. A questo punto versate la farina in un piatto largo e infarinate, dal lato non farcito, ciascun Saltimbocca alla romana.
  7. Mettete un filo d’olio EVO in una padella capace con i bordi alti, unite un paio di riccioli di burro e, quando il burro sarà sciolto, sistemateci i Saltimbocca per rosolarli iniziando dal lato senza farcitura.
  8. Una volta che i saltimbocca si saranno rosolati abbastanza, ma non ancora a sufficienza, sul primo lato, girateli e fateli rosolare anche sull’altro lato (quello con la farcitura) per pochi secondi
  9. Approfittate di questa fase per salare e pepare la parte non farcita tenendo presente che è un’operazione che non va ripetuta sul lato con il prosciutto e la salvia perché sarà già abbastanza sapido di suo.
  10. Dopo averli rosolati da entrambe i lati, rigirateli nuovamente sul lato non farcito e sfumate con il vino bianco (o, se volete esagerare e vi piace di più, con del buon brandy).
  11. Lasciate cuocere giusto il tempo di “sfumare” e impiattateli ricordandovi di sfilare delicatamente gli stuzzicadenti, per non frammentare né il prosciutto, né la salvia (anche l’occhio vuole la sua parte, no?).
  12. Serviteli aggiungendo il sughetto che si sarà formato nella padella e godetevi il secondo apprezzamento dei commensali (il primo l’avrete ricevuto per la vostra Amatriciana)

NOTA: accompagnateli magari con delle Zucchine grigliate e/o con un’Insalatina di Cetrioli con Aneto per rinfrescare e alleggerire un po’ il pranzo.

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Cristina Adriana Botis / Redazione

 

Formula Uno, GP Australia 2022: le pagelle di Carlo Ametrano

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Formula Uno, le classiche pagelle dello scrittore stabiese Carlo Ametrano intervenuto in esclusiva al termine del GP dell’Australia vinto da Charles Leclerc

 

Formula Uno, GP Australia 2022: le pagelle di Carlo Ametrano

Una gara fantastica, completamente dominata dalla Rossa. Una in particolare. A Melbourne è super Charles Leclerc che vince, domina, e chiude davanti alla Red Bull di Perez e la Mercedes di Russell. Una F1-75 dominante che vince e convince.

Oggi abbiamo ascoltato per la nostra rubrica “Un voto per la Formula Uno” lo scrittore stabiese Carlo Ametrano, autore del libro “Ayrton… per sempre nel cuore” e grande appassionato di Formula Uno.

Pubblichiamo l’estratto dell’intervista telefonica

Ciao Carlo, prima di iniziare con il pagellone ti chiediamo una considerazione sulla gara.

“E’ stata la conferma della Ferrari. Oggi mi sembravano un razzo. Hanno approfittato al massimo del cambio dei regolamenti ma attenzione: il mondiale è lungo e mancano ancora 20 gare. Grande delusione invece la Red Bull, sono ancora troppi i problemi di affidabilità. Per quel che riguarda invece Mercedes, direi di aspettare ancora Imola-Barcellona per capire”.

 

Primo posto per Charles Leclerc a termine di una grandissima gara. Che voto gli diamo?

“Ha fatto tutto benissimo. Pole il sabato e gara dominata. Occhio a parlare di mondiale perché è presto. Voto 10”.

 

Seconda piazza per la Red Bull di Perez, unica RB18 a tagliare il traguardo. Voto?

“Ha approfittato del ritiro di Verstappen. Per lui è stata la sua classica gara, collezionata comunque da un’ottima posizione. Voto 6.5”.

 

 

Ultimo gradino del podio per la Mercedes di Russell. Che ne pensi?

“Sta facendo cose strepitose per ora. Parliamo di un pilota che farà parlare tanto. Voto 6.5”.

 

Quarta piazza per l’altra Mercedes, quella di Hamilton.  Voto?

“Ha fatto il massimo. Credo non possa fare di più. Bisogna però lavorare e migliorare tanto in Mercedes. Voto 6.5”.

 

In quinta posizione c’è la McLaren di Norris. Che ne pensi?

“Ha fatto una buona gara. Provano a rialzarsi anche se credo debbano fare di più. Voto 6”.

 

Sesta piazza per Ricciardo, finalmente in zona punti.

“Stesso voto di Norris e stesso identico discorso. Voto 6”.

 

Che mi dici della settima piazza di Ocon?

“E’ un tipo come era Hulkenberg. Si piazza sempre e porta a casa punti, per una scuderia è un pilota importante. Voto 6”.

 

Che voto dai all’ottavo posto di Bottas?

“L’obiettivo dell’Alfa è questo. Ambire per tali posizioni. La gara di Bottas è stata positiva, così come il suo posizionamento.  Voto 6”.

 

Segue subito Gasly, voto?

“Salvo inconveniente, anche lui va sempre a punti. Sufficienza meritata.  Voto 6”.

carlo-ametrano-Griglia-di-Partenza.

Chiude la top ten la Williams di Albon dopo un’ottima strategia.

“Strategia incredibile. Quindi ci tengo a dare: 7 per la strategia e 6.5 al pilota”.

 

Carlo noi ti facciamo i complimenti e ti ringraziamo e diamo appuntamento a tutti i nostri ascoltatori per il Gran Premio di Imola. Prima di chiudere, ci vuoi aggiornare sui tuoi appuntamenti?

“Sì. Ci diamo appuntamento giovedì sera a Odeon Tv per commentare quanto accaduto a Jeddah. Sono davvero orgoglioso di questo, ringrazio come sempre Filipo Gherardi e Martina Renna per l’invito. Infine, non può mancare ovviamente l’appuntamento con il Senna Day, in programma il 30 aprile alle Cantine Zuffa a Imola, alle ore 19.30. Avremo tantissimo ospiti: ex piloti, giornalisti, attrici e non solo. Non potete mancare”.

 

Se vuoi riascoltare tutta l’intervista telefonica di Carlo Ametrano, è possibile farlo semplicemente cliccando play sul lettore multimediale che segue:  https://chirb.it/MgH0ah

 

 

 

 

 

Juve Stabia-Paganese – Rileggi LIVE 4-0 (11° e 60° Bentivegna, 82° Caldore, 89° Ceccarelli)

Juve Stabia-Paganese è un derby molto sentito che può dire tanto sul futuro delle due squadre nel rush finale di questo campionato per motivi diversi.

I TEMI DI JUVE STABIA-PAGANESE.

La Juve Stabia, dopo aver ormai quasi blindato la sua permanenza in categoria, si gioca le sue ultime possibilità di arpionare il decimo posto, ultimo posto utile per la zona playoff con la spada di Damocle della penalizzazione di 2 punti che potrebbe arrivare da un momento all’altro dopo il deferimento subito in settimana.

Dall’altro lato la Paganese di mister Grassadonia, che confermerà anche a Castellammare il suo ormai consolidato 3-5-2, cerca nelle ultime tre gare l’impresa quasi impossibile di evitare gli spareggi playout e quantomeno di migliorare la propria posizione nella griglia playout.

Nella Juve Stabia c’è il ritorno di Schiavi e Caldore dopo il turno di squalifica e c’è quindi ampia possibilità di scelta per mister Novellino che, a prescindere dalle dichiarazioni di facciata che dicono sempre e solo di obiettivo salvezza ormai quasi del tutto raggiunto, è consapevole del fatto che molte delle possibilità playoff dipendono proprio da questo derby il cui esito potrebbe influire anche sui due successivi match con Potenza e Virtus Francavilla.

La Paganese arriva invece a Castellammare con tante defezioni, costante negativa per Grassadonia negli ultimi 4 mesi in cui non ha mai potuto attingere all’intera rosa per vari motivi. Alle defezioni delle ultime settimane si aggiungono quelle di Firenze e Sbampato, positivi al Covid, che hanno portato Grassadonia alla vigilia del match a parlare di soli 14 uomini disponibili per il derby del “Romeo Menti”.

La gara è diretta dal sig. Claudio PANETTELLA della sezione di Gallarate. Claudio Panettella, sarà coadiuvato da: Lorenzo POMA della sezione di Trapani, assistente numero uno; Stefano LENZA della sezione di Firenze, assistente numero due; Fabrizio ARCIDIACONO della sezione di Acireale, quarto ufficiale (C.A.N. D).

Juve Stabia-Paganese LIVE

FORMAZIONI UFFICIALI JUVE STABIA-PAGANESE.

JUVE STABIA (3-4-3): Dini; Tonucci, Troest, Caldore; Scaccabarozzi (Donati dal 32° s.t.), Schiavi, Altobelli (Squizzato dal 41° s.t.), Dell’Orfanello; De Silvestro (Davì dal 21° s.t.), Stoppa (Della Pietra dal 41° s.t.), Bentivegna (Ceccarelli dal 33° s.t.). 

A disposizione: Russo, Peluso, Panico, Guarracino, Cinaglia, Esposito, Evacuo.

Allenatore: sig. Walter Alfredo Novellino.

PAGANESE (3-5-2): Baiocco; Konate (Iannone dal 21° s.t.), De Santis, Celesia (Celesia dal 20° s.t.); Martorelli, Cretella, Bensaja, Zanini, Manarelli (Brogni dal 20° s.t.); Guadagni (Volpicelli dal 38° s.t.), Tommasini.

A disposizione: Pellecchia, Avogadri, Scannagatta.

Allenatore: sig. Gianluca Grassadonia.

Angoli 4-6

Spettatori: 300 circa

 

PRIMO TEMPO JUVE STABIA-PAGANESE.

1° Pallonetto da centrocampo di Stoppa per la Juve Stabia con palla che termina di poco oltre la traversa.

7° Punizione battuta da Guadagni per la Paganese dal limite di sinistro e palla che termina di poco sul fondo.

11° GGGOOOOLLL DELLA JUVE STABIA: grande iniziativa di Stoppa sulla fascia destra e palla al centro per Bentivegna che sotto misura deve solo spingere in rete la palla per il vantaggio delle Vespe. 

14° Paganese vicina al pareggio: Guadagni lanciato a rete impegna severamente Dini che sventa con una bella parata, sulla ribattuta tira Manarelli da posizione centrale ma la palla termina oltre la traversa.

19° Ancora Paganese vicina al pari: stavolta è Cretella dal limite a trovare la deviazione salva-risultato di un difensore della Juve Stabia.

38° Ammonito Caldore per la Juve Stabia.

45° Ammonito De Santis per un fallaccio su Stoppa. Finisce il primo tempo sul vantaggio delle Vespe. Risultato tutto sommato meritato anche se la Paganese più volte è stata pericolosa dalla parti di Dini.

SECONDO TEMPO JUVE STABIA-PAGANESE

3° Ammonito Celesia per fallo su De Silvestro.

6° Juve Stabia vicina al raddoppio: punizione battuta da Schiavi e lancio preciso per Bentivegna che a pochi passi da Baiocco sfiora il 2-0 spedendo alto sulla traversa.

14° Celesia si libera bene al limite e fa partire un bel tiro che viene parato da Dini. Sul ribaltamento è Stoppa per la Juve Stabia a presentarsi tutto solo davanti a Baiocco e a farsi ribattere la conclusione da due passi.

15° GOOOLLLLL DELLA JUVE STABIA: Altobelli disegna un perfetto assist su cui pasticcia Iannone che sbaglia il retropassaggio di testa a Baiocco, ne approfitta Bentivegna per depositare in rete di testa a porta vuota.

24° Ammonito Guadagni per la Paganese.

36° Triangolazione perfetta tra Schiavi e Altobelli e gran tiro dalla distanza che Baiocco mette in angolo non senza problemi.

37° Terzo gol della Juve Stabia: angolo battito da Stoppa dalla destra e gran colpo di testa di Caldore che batte Baiocco per il 3-0 delle Vespe. 

43° Colpo di testa di Murolo su angolo battuto dalla sinistra e grande parata di Dini.

44° Quarto gol della Juve Stabia con Ceccarelli che con un sinistro a giro chiude la contesa. 

49° Finisce 4-0 per la Juve Stabia il derby con la Paganese. Nel secondo tempo gara a senso unico per le Vespe che hanno legittimato il risultato finale. Juve Stabia che rientra prepotentemente nella zona playoff.

 

Meteo Castellammare di Stabia: oggi pioggia e schiarite, Lunedì 11…

Previsioni meteo Castellammare di Stabia per il 10/04/2022. Giornata caratterizzata da variabilità con piovaschi e schiarite, temperatura 9-18°C, Lunedì 11 sereno, Martedì 12 poco nuvoloso.

Domenica 10 Aprile. Situazione in tempo reale:
Secondo le ultime previsioni meteo, le prossime ore saranno caratterizzate da pioggia debole e schiarite, con una temperatura di 11°C.
Venti deboli provenienti da Nord con intensità tra 10km/h e 11km/h.
Si verificano precipitazioni a carattere di pioggia debole.

Meteo Castellammare di Stabia 3 giorni

Domenica 10 Aprile: giornata caratterizzata da piovaschi intermittenti, temperatura minima di 9°C e massima di 18°C.

In particolare avremo poche nubi al mattino e al pomeriggio, cielo sereno alla sera.

Durante la giornata di oggi si registrerà una temperatura massima di 18°C alle ore 15, mentre la minima alle ore 23 sarà di 9°C, lo zero termico più basso si attesterà a 1250m alle ore 11 e la quota neve più bassa, 1110m, alle ore 10.

I venti saranno al mattino moderati provenienti da Nord-Nord-Est con intensità compresa tra 21 e 27km/h, moderati da Nord al pomeriggio con intensità tra 20km/h e 29km/h, moderati da Nord-Est alla sera con intensità tra 12km/h e 22km/h.

L’intensità solare più alta sarà alle ore 13 con un valore UV di 6.9, corrispondente a 873W/mq.

Lunedì 11 Aprile: giornata all’insegna del bel tempo.

Durante la giornata di domani si registrerà una temperatura massima di 19°C alle ore 15, mentre la minima alle ore 6 sarà di 4°C.

I venti saranno deboli da Est-Nord-Est al mattino con intensità di circa 6km/h, deboli da Ovest al pomeriggio con intensità di circa 12km/h, deboli da Nord alla sera con intensità di circa 6km/h.

L’intensità solare più alta sarà alle ore 13 con un valore UV di 8.6, corrispondente a 971W/mq.

Martedì 12 Aprile: giornata caratterizzata da generali condizioni di cielo poco nuvoloso, min 5°C, max 22°C.

Entrando nel dettaglio, avremo soleggiamento diffuso al mattino, cielo poco nuvoloso o velato al pomeriggio e alla sera.

Durante la giornata la temperatura massima verrà registrata alle ore 15 e sarà di 22°C, la minima di 5°C alle ore 6.

I venti saranno al mattino deboli provenienti da Sud-Est con intensità di circa 6km/h, al pomeriggio deboli provenienti da Sud-Sud-Ovest con intensità di circa 8km/h, alla sera deboli provenienti da Nord-Est con intensità di circa 7km/h.

L’intensità solare più alta sarà alle ore 13 con un valore UV di 8.5, corrispondente a 965W/mq.

Giorno Tempo T min T max Precip. Vento (km/h) Pressione Quota 0°C
10 Aprile pioggia e schiarite 8 °C 17 °C
10%
21 29
moderato
n/d n/d
11 Aprile sereno 4 °C 20 °C
10%
6 21
debole
n/d n/d
12 Aprile poco nuvoloso 5 °C 21 °C
10%
7 8
debole
n/d n/d

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Cristina Adriana Botis / Redazione Campania

Juve Stabia, al termine della finale di Primavera 4 il Fair Play viene prima di tutto

Juve Stabia sconfitta nella finale di primavera 4 contro la Giana Erminio ma grande prova di sportività da parte dei ragazzi di mister De Martino.

IL GRANDE FAIR PLAY DELLA JUVE STABIA NELLA FINALE DI CESENA.

Sconfitti sul campo per 2-0 da una coriacea Giana Erminio che ha meritato la promozione in Primavera 3 ma è come se la Juve Stabia avesse vinto per il gesto di grandissima sportività che non sempre, anzi molto raramente, si vede su un campo di calcio.

Il Fair Play anche e soprattutto a livello di settore giovanile viene prima di ogni altra cosa. Al triplice fischio finale, le Vespette hanno formato due cordoni sul terreno di gioco, attendo gli avversari e congratulandosi con essi, fino al loro rientro negli spogliatoi. Questo è il calcio in cui crediamo e questa è la sportività di una grande società!

Juve Stabia Primavera 4 fair play
Foto: ssjuvestabia.it

Oltre alla grandissima sportività dimostrata dalla Juve Stabia anche al termine dei 90 minuti di gioco, resta inoltre la grandissima stagione di tutto il settore giovanile delle Vespette.

La finale raggiunta dalle Vespette di mister De Martino conferma ancora una volta i grandi risultati raggianti nel corso degli ultimi anni dal settore giovanile della Juve Stabia, sapientemente guidato dal responsabile Saby Mainolfi e dal direttore Roberto Amodio, che non solo è arrivato all’atto finale nel campionato di Primavera 4 ma sta primeggiando anche nel campionato Under 15 e nel campionato Under 17 dove i ragazzi di mister Michele Sacco hanno raggiunto, battendo l’Avellino 4-3 domenica scorsa, i playoff nazionali con ben 2 giornate di anticipo rispetto alla chiusura del campionato.

I risultati raggiunti dimostrano che il lavoro, quando realizzato bene, da sempre i suoi frutti e nel caso del settore giovanile delle Vespette mai cosa fu più vera visti i risultati conseguiti nel corso degli ultimi anni.

 

 

Formula Uno, GP d’Australia: Leclerc-Verstappen, la nuova epica sfida

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Formula Uno, GP d’Australia: la mattina italiana si apre con la super vittoria di Leclerc che chiude davanti a Perez e Russell

 

Formula Uno, GP d’Australia: Leclerc-Verstappen, la nuova epica sfida

 

Articolo di Pasquale Buondonno e Carlo Ametrano

 

«Uno degli eterni segreti dell’anima è che la velocità addormenta per breve tempo l’angoscia» scriveva Stefan Zweig.

A Melbourne una sfida intrigante, tra due grandi piloti assoluti protagonisti.

Si conoscono da quando da quando erano bambini e duellavano nei kart. E ora che sono cresciuti continuano con la stessa grinta, con sorpassi e controsorpassi sul filo dei 300 Km/h con trucchetti e furbate divertendosi come allora. Verstappen-Leclerc, entrambi diversi in tutto, uguali solo nell’astuzia, tutt’altro che amici, sono il presente e il futuro delle corse, alfieri di un ricambio generazionale che per la crisi della Mercedes vede lentamente appannarsi il mito di Hamilton. I ragazzi terribili hanno infiammato le prime due gare: vittoria di Leclerc in Barhain e rivincita di Verstappen in Arabia Saudita davanti al rivale che guida la classifica iridata. Di sicuro andranno avanti così fino alla fine del mondiale grazie anche a Ferrari e Red Bull che seguendo strade diverse hanno realizzato le migliori vetture della nuova era.

Ogni Gran Premio sembra essere un escalation verso un emozionante successo  che segue una sfida mozzafiato dove il brivido è l’unica cosa che conta e ogni dettaglio promette fuoco e scintille.

 

La metamorfosi Ferrari continua: Leclerc disegna il giro perfetto in “Pole”, pennella le traiettorie alla perfezione come fosse l’artista di un’opera rinascimentale, alla fine il dipinto che ne viene fuori è un autentico capolavoro e si piazza al primo posto della griglia. Il suo è un giro matto che richiama alla mente quelli da antologia del grande Ayrton Senna mettendo la “Rossa” di Maranello davanti a tutti in Australia, 15 anni dopo l’ultima volta. Più forte anche nel vincere la resistenza di quegli scettici che negli ultimi anni avevano perso smalto e fiducia.

 

Sono state qualifiche da urlo, con un sabato da botti pesanti, 13 titoli mondiali che vanno a sbattere contro un muro, Vettel, Hamilton e poi Alonso. La Ferrari F1 75 va veloce, è bilanciata, Verstappen è secondo anche lui con un’ottima gara di qualificazione. La Mercedes si prende completamente la terza posizione. Hamilton e Russell in ritardo di un secondo dalla stratosferica “Frecciarossa” di Leclerc. Se queste sono le premesse, allora mi voglio godere lo spettacolo.

 

Si parte.

 

Grande partenza di Leclerc che ribadisce la prima posizione, con autorità,  secondo Verstappen, terzo Hamilton che fa un’ottima partenza. Brutta partenza invece per Carlos Sainz che scivola invece in 13^ posizione. Ma i problemi per lo spagnolo sono solo all’inizio che al secondo giro va in testacoda finendo nella ghiaia in curva 9.

Scatta la Safety Car che rientra al 6° giro.

Buona ripartenza per il monegasco che aspetta fino all’ultimo per dare uno strappo su Verstappen, ma l’olandese è saldamente attaccato alla Ferrari. Nessun cambio di posizione alla ripartenza.

Al 10° giro Sergio Perez compie un magistrale sorpasso su Hamilton posizionandosi al 3° posto. La gara si fa interessante.

All’11° giro Vettel va lungo in curva 11 e fa sapere alla scuderia che è molto difficile frenare. Poco dopo superbloccaggio di Verstappen che perde 3”. Adesso il “gap” tra lui e Leclerc è di 4’7”. Difficoltà con le gomme per l’olandese e lo svantaggio intanto aumenta attestandosi a 6’5”. Anche per Perez c’è problema di degrado con le gomme: Hamilton gli compare minacciosamente negli specchietti (19° giro) ed è pronto al grande balzo. La gara è lunga e serba ancora sorprese.

Al 22° giro sia Leclerc che Hamilton sono ai box. Gomme hard per il monegasco che rientra sempre in 1^posizione. Sfruttando la Safety Car del 23° giro per l’incidente accaduto a Vettel, Russel adesso è in 3^ posizione. Azzerati i gap ma Leclerc ha gomme più fresche rispetto a Verstappen.

Intanto Leclerc inanella un giro record dietro l’altro. Al 31° ferma il tempo a 1’22”450. Dietro Hamilton effettua un ottimo sorpasso su Alonso portandosi all’inseguimento della Red Bull di Perez che è in 4^posizione.

Incredibile colpo di scena al 33°giro: Verstappen si ritira. Intervengono i commissari per spegnere le fiamme nel retrotreno della Red Bull.

Intanto la gara riparte. Perez adesso è secondo ma è a 12” da Leclerc. La Ferrari è un missile. Il pensiero viaggia alla velocità del desiderio e la voglia di affermazione tiene il popolo ferrarista col fiato sospeso. Ma è solo l’attesa prima del trionfo.

Vince Leclerc davanti a Perez, Russell ed Hamilton.

Con questi presupposti, sognare non è proibitivo.

Mattarella ha dato il via a “Procida Capitale della Cultura 2022” VIDEO

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è intervenuto agli eventi organizzati in occasione della cerimonia inaugurale di Procida Capitale della Cultura 2022.

Nell’ex convento di Santa Margherita, dopo i saluti del sindaco, Raimondo Ambrosino, del Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, del Presidente della camera dei deputati, Roberto Fico, del Ministro della cultura, Dario Franceschini e del Direttore di Procida Capitale della Cultura, Agostino Riitano, lo studente Giovanni D’Antonio, vincitore delle Olimpiadi di filosofia, ha tenuto una lectio sul tema della speranza.

La cerimonia si è conclusa con l’intervento del Presidente Mattarella.

Queste le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della cerimonia inaugurale di “Procida Capitale della Cultura 2022”

Rivolgo un saluto molto cordiale al Presidente della Camera dei Deputati, al Ministro della Cultura, al Presidente della Regione, al Sindaco della Città Metropolitana di Napoli, al Sindaco di Procida, agli altri Sindaci presenti, a tutti i presenti, con molta cordialità.

Vorrei esprimere un forte e sincero apprezzamento a quanti sono attivamente impegnati nell’attuazione del programma così ricco di eventi per questo anno di Capitale della cultura.

Un saluto intenso e cordiale alle cittadine e ai cittadini di Procida, che è chiamata, appunto, a rappresentare l’importanza primaria che per l’Italia riveste la cultura, e a rappresentarla come Capitale.

La cultura evoca il termine capitale anche nell’altro significato di questa parola: la cultura è un capitale. Un capitale da valorizzare e da investire.

Lo è come somma delle espressioni dell’ingegno umano.

Lo è nell’eredità lasciata dai millenni nei paesaggi di luoghi incantevoli, come in questa isola stupenda.

Un altro significato si aggiunge ulteriormente: quello che emerge dal porre sotto i riflettori nazionali un luogo appartato, come, per definizione, è un’isola – una piccola isola. Che divenga, per un anno, il fulcro da cui viene valorizzata e si irradia l’esperienza culturale della Repubblica: e permanga poi, negli anni a seguire, nella rete ideale delle capitali della cultura.

Un vero e proprio laboratorio operoso.

È una responsabilità affascinante per i cittadini, per gli abitanti di Procida, per gli amministratori, per coloro che amano quest’isola.

Siamo, oggi, testimoni di questa impresa e voi, cittadini di Procida, ne siete protagonisti, nella logica di quella partecipazione che sta alla base di tutto – come ha sottolineato, con le sue parole, il direttore Riitano – perché la cultura è patrimonio della comunità.

Si tratta di un impegno che offrirà l’occasione per far conoscere meglio la natura di quest’isola, la sua gente, i panorami così suggestivi, l’arte, le qualità e quegli scorci tipici che recano il segno di tanta storia e di tanta umanità.

Un’isola tra quelle definite minori del Mediterraneo che diventa Capitale può apparire a taluno singolare.

Invece è una sfida di modernità e, insieme, un ritorno all’antico, alle sue migliori tradizioni e ai valori che ci ha trasmesso. Potremmo dire che si tratta di un moderno ritorno alla lunga storia della cultura italiana.

Nel tempo che viviamo non ha senso, è davvero inattuale, ragionare di centro e di periferie, come se al primo appartenesse un primato perpetuo e i ruoli territoriali non fossero frutto, invece, delle relazioni costruite sui territori.

Siamo, sempre più, tutti, nello stesso momento, centro e periferia. L’isola e la terraferma, la metropoli e il piccolo borgo, l’area montana e quella interna partecipano insieme alla vita, all’economia, al tessuto sociale e culturale del nostro Paese e, ormai, della dimensione globale, quella che meglio corrisponde alla cultura.

La pandemia ce ne ha fornito prova, quando abbiamo scoperto che il virus era penetrato nel nostro Paese, a Codogno.

Non a caso lì abbiamo celebrato, il 2 giugno del 2020, il giorno della Repubblica. Codogno capitale: per ribadire quella solidarietà che ci ha permesso di resistere e di ripartire.

Oggi, l’inaugurazione dell’anno di Procida come capitale della Cultura è, nuovamente, il segno di una Repubblica che si ritrova in tutti i luoghi, in tutte le comunità che la compongono.

Procida è Capitale perché è esempio di quella cultura italiana diffusa, che trova espressione nelle cento città e nei tanti borghi e che rappresenta, per essi e per l’intero Paese, un volano importante di crescita.

“Comunità”, “faro”, “àncora” sono i nomi che avete dato ai progetti che animeranno le attività in programma quest’anno: indicazioni e orientamenti di impegno per costruire consapevolmente il domani.

Sì, la cultura è motore di crescita.

È spinta all’apertura, moltiplicatore di energie civili.

È occasione di confronto, rispetto dell’altrui diversità. È ricerca di innovazione.

La cultura attrae turismo. E rende questo turismo più maturo, più capace di conoscere e di apprezzare e non soltanto di guardare distrattamente.

“La cultura non isola” è il motto che avete scelto e che abbiamo visto in tante lingue.

Questa scelta fa comprendere che Procida ha raccolto la sfida.

La cultura non è un luogo separato dal contesto sociale, una nicchia di attività umane voluttuarie o superflue. Bensì è bellezza che si trasmette, è pensiero che arricchisce, è conoscenza, etica, dialogo, emozioni.

Nella storia del Mediterraneo, le origini della nostra civiltà scaturiscono dall’incontro, dallo scambio, dalla navigazione in queste acque; dall’incontro che caratterizza, sempre, un percorso o un viaggio.

Procida ha vissuto intensamente il procedere dei secoli ed è stata teatro e officina di mutamenti, di passioni, di idee.

La stratificazione di esperienze e di saperi vi ha composto un vero e proprio atlante storico, che così si mostra ad abitanti e ospiti: un tempo luogo fortificato e oggi luogo aperto, un tempo luogo di reclusione e oggi luogo di accoglienza, espressione di una comunità in cammino, che intende valorizzare i propri spazi pubblici, i propri beni comuni.

Non custodia di un museo a cielo aperto, ma spazio da vivere.

Tutte le isole del Golfo partecipano di un fascino originale: per questo sono divenute mete di riposo, di turismo qualificato, soggiorno di intellettuali. E hanno configurato una sorta di vera cittadinanza culturale per artisti e scrittori, non soltanto italiani.

Si afferma con chiarezza, in questi luoghi, che la cultura è anche sinonimo di pace. La sua autenticità sta proprio nella capacità di promuovere curiosità che diventa comprensione, amicizia, convivenza, cooperazione.

Viviamo giorni terribili. Siamo travolti da immagini che pensavamo di aver consegnato per sempre all’archivio degli orrori non ripetibili nel nostro continente. Invece altro sangue innocente, altre vite spezzate, altri crimini spietati stanno nuovamente popolando gli abissi della disumanità.

L’aggressione compiuta contro l’Ucraina, contro la libertà e la stessa vita dei suoi cittadini, da parte del governo della Federazione Russa, costituisce una ferita che colpisce la coscienza di ciascuno e la responsabilità degli Stati.

Anche l’energia della cultura deve soccorrerci per fermare la guerra. Costruire la pace è un impegno che richiama i valori più profondi, a partire dal diritto di ciascuno a vivere in libertà, a scegliere il proprio destino.

Il patrimonio culturale genera patrimonio morale in cui risiede la civiltà di un popolo. Genera umanesimo. Sono le risorse che permettono ai popoli di ripartire, di rialzarsi, di ricostruire sulle macerie. Di riprendere a dialogare, di costruire su orizzonti comuni.

La cultura respinge la pretesa di chi vuole trascinarla nel vortice della guerra. Ribadisce, al contrario, la sua limpida vocazione al dialogo e alla pace.

I popoli europei sono intimamente legati da fili che la storia ha reso forti, preziosi, insostituibili: non possono e non devono essere lacerati per colpa di chi ha fatto ricorso alla brutalità della violenza e della guerra.

La letteratura, la musica, le arti costituiscono una rete e una ricchezza comuni che non devono essere smarrite.

È questo l’appello che da questa isola, da oggi Capitale della cultura di un Paese che ne ha grande tradizione, deve giungere per affermare quel coraggio di sperare di cui poc’anzi ci ha parlato Giovanni, per trasformarlo in volontà di speranza.

È in gioco il destino dell’intera Europa, che si trova a un bivio tra una regressione della sua storia e la sua capacità di sopravvivere ai mali del passato, e di superarli definitivamente.

Il mare che ci attornia è una ricchezza straordinaria: dobbiamo averne cura, e al tempo stesso riconoscerne il valore. Il mare – è stato poc’anzi rammentato – unisce. Il mare è vita. Il mare è solidarietà. ll mare è relazione tra i popoli. Il mare è cultura.

Anche per questo Procida, Capitale della cultura, è un’opportunità preziosa per tutta la Campania e, nel momento attuale, questo riveste una grande responsabilità.

Abbiamo il pensiero al dopo pandemia e siamo impegnati nella storica opportunità di un decisivo programma di rilancio dell’Italia per rendere il suo sistema più moderno e più efficiente.

Il nostro Paese riuscirà a raggiungere i traguardi che si è dato soltanto se il Meridione tornerà a crescere in modo equilibrato, nel segno di una forte innovazione e di una ritrovata coesione.

Buon anno della cultura a tutti i procidani. Buon lavoro come capitale.

Da Procida ci attendiamo di apprendere molto.

Vi auguro il meglio, e mi auguro che l’isola di Arturo – e di Elsa Morante – possa essere ancora di più conosciuta e ammirata.

Mattarella al borgo della Corricella in occasione della cerimonia di inaugurazione di Procida Capitale della Cultura 2022

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Cristina Adriana Botis / Redazione Campania

Pasta alla carbonara: pasta, uova, guanciale, formaggio ed è goduria

La Pasta alla Carbonara è un altro Primo piatto tipico della Cucina romana anch’esso apprezzato in tutto il mondo!
Come per l’Amatriciana è a base di pasta, guanciale, formaggio con in più le uova! Un piatto povero, quindi, ma non meno paradisiaco dell’Amatriciana con il quale fa un duo unico al mondo.

Ciò premesso, passo a darvi tutti i miei consigli e segreti passo passo. Seguiteli e vedrete che alla fine preparerete anche voi a casa vostra, per voi ed i vostri ospiti, una Pasta alla Carbonara perfettamente cremosa e squisita dove tutti gli ingredienti sono perfettamente legati tra loro senza creare l’effetto frittata, realizzando così una Carbonara proprio come quella dei migliori ristoranti romani, e in soli 15 minuti.

INGREDIENTI
(per 4 persone)
  • 360 gr di Spaghetti o bucatini, o linguine o Rigatoni (secondo vs gusto).
  • 120 gr di guanciale tagliato spesso (una fetta unica).
  • 4 tuorli grandi freschi (1 tuorlo grande a persona) oppure 3 tuorli medio – piccoli. Importante non prenderle fredde dal frigo.
  • 40 gr di pecorino romano.
  • 20 g grana o parmigiano grattugiato (facoltativo).
  • 1 cucchiaio circa di acqua di cottura della pasta.
  • pepe nero q.b.
  • sale q.b.

PREPARAZIONE

  1. Per prima cosa tagliate a bastoncini il guanciale e poneteli, senza olio, in una padella dai bordi alti.
  2. Contemporaneamente ponete su fuoco una pentola capiente con acqua per bollire la pasta e portate a bollore.
  3. Quando l’acqua per la pasta bollirà metteteci il sale grosso, prelevatene un mestolo e tenetelo da parte, buttate la pasta e mettete a scaldare su altro fuoco, a fiamma dolce, il guanciale in padella facendo attenzione a non farlo friggere ma semplicemente dorare restando dolcemente morbido anche dopo aver rilasciato il suo grasso che servirà per saltarci la pasta.
  4. Per il guanciale dovrebbero bastare circa 7-8 minuti per cui provate a sincronizzarne la cottura con quella della pasta (vedete i tempi indicati sulla confezione per una cottura al dente) perché la contemporaneità di queste due operazioni sono essenziali ad una perfetta riuscita del vostro piatto per cui vedete di coordinare bene il tutto basandovi anche sul tempo di cottura, al dente, della pasta che userete.
  5. Mescolate i tuorli con il pecorino e il grana o parmigiano (se vi piace), allungandoli con 40-50 g di acqua prelevati dall’acqua per la pasta.
  6. Amalgamate con una frusta in modo che i tuorli diventino cremosi.
  7. Salate e pepate.
  8. Scolate la pasta al dente, senza che asciughi troppo (in alternativa potrete ricorrere ancora all’acqua di cottura messa da parte), e rimettetela nella pentola oppure, meglio ancora, in una ciotola di vetro: è importante che la pasta venga condita fuori dal fuoco.
  9. Conditela subito con il guanciale e il suo grasso. Mescolate bene.
  10. Versate il composto di tuorli sugli spaghetti e mescolate, in modo che si rapprenda appena, senza fare grumi, sempre lontano dal fuoco per evitare che l’uovo si cuoci dando l’effetto frittata.
  11. Servite subito, completando con altro pecorino a piacere e una macinata di pepe.

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Cristina Adriana Botis / Redazione

Inter-Verona 2-0: la decidono Barella e Dzeko

INTER-VERONA 2-0 – A San Siro finisce 2-0. L’Inter batte il Verona e raggiunge il Napoli e continua a inseguire il Milan. Decidono Barella e Dzeko.

Inter-Verona 2-0, Barella (22′), Dzeko (30′)

Inter-Verona 2-0. Per la prima volta in questo 2022, l’Inter vince per la seconda volta consecutiva in campionato e manda un messaggio alle avversarie. Archiviata la pratica Verona con due lampi nel primo tempo, quelli di Barella e di Dzeko. Dominio totale nerazzurro, che si porta a -1 dalla vetta a parità di partite giocate. Ecco la cronaca di Inter-Verona 2-0.

Primo tempo

La prima occasione è dell’Inter: al 5’, De Vrij stacca di testa, ma la palla termina alta. Al 9’, è Dumfries a tentare un tiro, ma Montipo’ è attento e para. Tre minuti più tardi continua l’assedio nerazzurro alla porta veronese, con Dzeko che ci prova dall’interno dell’area, ma c’è la risposta della difesa gialloblu. È Perisic l’uomo in più per l’Inter. Al 18’, tenta il tiro e Montipo’ gli nega la gioia del gol con un grande intervento. Servono però quattro minuti al croato per trovare il cross giusto per Barella, che tocca di esterno e batte Montipo’. 1-0 Inter.

La squadra di Inzaghi non si placa. Al 26’, Correa si fionda in area e lascia partire il tiro. Montipo’ para. Il Verona non c’è e al trentesimo minuto, su corner, Perisic spizza per Dzeko, che non può sbagliare. 2-0 Inter. La prima occasione per gli uomini di Tudor arriva al 35’, Simeone tira rasoterra, ma Handanovic, con un colpo di reni, respinge in corner. Il primo tempo finisce 2-0 per l’Inter.

Secondo tempo

Ripresa diversa rispetto al primo parziale. È Ceccherini a tentare il tiro, alto, però. Poi, pochi minuti dopo, è Simeone a provarci. Tiro debole, Handanovic para. Ancora Verona. L’Inter gestisce. Lasagna prova a calciare in porta, ma il tiro termina alto. Al 73’, D’Ambrosio scatta in area e prova il tiro, Montipo’ respinge contro il palo. La partita non regala altre emozioni. Inter-Verona 2-0, finisce così. Nerazzurri ancora in scia Scudetto.

 

Il Casatiello Dolce uno dei dolci tipici della tradizione pasquale vesuviana

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Il Casatiello Dolce Napoletano è il dolce tipico della Pasqua nella zona vesuviana. La ricetta per la variante “salata” l’abbiamo già presentata.

Questi sono gli ingredienti e il procedimento per preparare invece un gustoso dolce che piace a grandi e piccoli.

Ingredienti

  • 500 g Manitoba
  • 200 g zucchero
  • 4 Uova
  • 125 ml Latte
  • 70 g di Sugna
  • 70 g di Burro
  • 100 g di Criscito (si acquista al panificio)
  • Canditi q.b.
  • Limoncello q.b.
  • Vanillina q.b.
  • Buccia di Limone e di Arancia
  • Confettini colorati q.b.
  • 1 fialletta di Fiori d’Arancio​

Procedimento per la preparazione del Casatiello Dolce

Sciogliere il criscito nel latte, aggiungere le uova, lo zucchero, il burro, la sugna e lavorare fino a quando il composto sarà liscio ed omogeneo;

Infine aggiungere i canditi, la buccia grattugiata di un limone, la vanillina, la fialetta di fiori d’arancio ed il limoncello;

Imburrare un tegame da casatiello da 22 cm, versare il composto e lasciar lievitare fino a che l’impasto raggiunga il bordo;

Infornare per circa 40 minuti a 170°

(fare la prova dello stecchino prima di sfornare per verificare che in profondità l’impasto sia cotto e non ancora bagnato/umido)

Procedimento per la spuma di copertura del Casatiello Dolce

Occorrono n.2 albumi d’uovo e un po’ di zucchero

Montare a neve gli albumi con lo zucchero a velo

Stendere il composto così ottenuto sulla superficie del casatiello fino a ricoprirla tutta;

Aggiungere i confettini colorati e passare in forno per circa un minuto

A cura di Cuoca Vagabonda

Vincenzo Italiano: Il Napoli è tra le migliori squadra della serie A

Vincenzo Italiano è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della sfida in trasferta contro gli azzurri. La gara è valevole per la 32^giornata di Serie A Tim 2021/2022.

Queste sono state le parole di Vincenzo Italiano raccolte e sintetizzate dalla redazione sportiva di ViViCentro:

Un suo giudizio sul centrocampo del Napoli

Napoli-Sampdoria-Lega-Serie-A-TIM-2021-2022-29-RUIZÈ fortissimo, ha tutte le qualità per essere considerato di alto livello. Un centrocampo che riesce anche a produrre gol importanti e pesanti non può che essere considerato in maniera molto positivo. Fabian Ruiz finora ha dimostrato di essere un cecchino infallibile. A questo poi aggiungiamo la sostanza di Piotr Zielinski, oltre che Diego Demme e Stanislav Lobotka. Hanno un grande centrocampo, molto assortito non c’è nulla da dire!

La Fiorentina ha invece alcune assenze proprio in questo reparto, è preoccupato?
Sicuramente sono assenze importanti per noi. Nelle ultime partite avevamo trovato la quadra con Duncan e Castrovilli che sono calciatori in crescita. Finora chi mi ha stupito è Amrabat. Pensavo di avere problemi a gestirlo perché in giro si dice che non ha un carattere facile ma devo dire che a Firenze si è dimostrato un grande professionista. Sono convinto che domani farà una grande partita.

Sui gol che la sua squadra subisce

Cerchiamo di non subire gol tutte le partite ma in Serie A si trovano tante squadre con grandi giocatori ed è difficile farlo. Chi prende pochi gol lotta per vincere lo scudetto. Nell’ultimo periodo stiamo crescendo, non sapevo di questo dato ma può essere un obiettivo per domani, vogliamo essere bravi; attenti e concentrati.

Quali motivazioni peseranno di più?
Non vogliamo essere la vittima sacrificale, vogliamo giocarcela. Siamo consapevoli che affronteremo una squadra in grande forma a cui se lasceremo spazio sappiamo che avranno le carte in regola per farci davvero male. Contro di loro servirà essere concentrati al massimo come fatto in Coppa Italia. Arriviamo da quattro risultati utili per cui anche noi siamo in “fiducia”. Sarà un altro esame, per il percorso di crescita della Fiorentina. Spero che i tifosi vengano in massa al Maradona per darci una mano.

A cura di Luigi Matrone

Ritiro Napoli: il programma del ritiro a Dimaro del Napoli

Questa mattina sono stati ufficialmente comunicati orari e date del ritiro a Dimaro che il Napoli svolgerà quest’estate.

Il Napoli torna a Dimaro Folgarida per un’altra emozionante estate azzurro nello splendido scenario della Val di Sole.

La squadra arriverà in Trentino giovedì 15 luglio e sosterrà nel pomeriggio il primo allenamento.

Il primo appuntamento con i protagonisti azzurri ci sarà venerdì 16 luglio con la conferenza stampa del tecnico Luciano Spalletti alle ore 21.15.

Mercoledì 21 luglio sempre Spalletti e due calciatori incontreranno i tifosi a Piazza Madonna della Pace in serata per discutere dei nuovi obiettivi stagionali.

Sabato 24 luglio, infine, conferenza stampa di fine ritiro con il tecnico azzurro dopo l’amichevole con la Pro Vercelli.

Saranno due le amichevoli del Napoli a Dimaro:

domenica 18 luglio – Napoli-Bassa Anaunia al Centro Sportivo di Dimaro alle ore 17.30

sabato 24 luglio – Napoli-Pro Vercelli al Centro Sportivo di Dimaro alle ore 17.30.

Venerdì 23 luglio la squadra azzurra verrà presentata ai tifosi in Piazza Madonna della Pace.

La squadra sosterrà l’ultimo allenamento in Val di Sole nella mattinata di domenica 25 luglio per poi trasferirsi a Catel di Sangro in Abruzzo dove svolgerà la seconda parte del rituro estivo.

* Gli orari degli allenamenti e degli eventi potrebbero subire variazioni.

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Simone Improta/Redazione Sportiva

 

Luciano Spalletti: “Lo stadio pieno è come un mantello che ti avvolge e ti può far diventare un supereroe”

Luciano Spalletti è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della sfida casalinga tra gli azzurri e la Fiorentina valevole per la 32^giornata di Serie A Tim 2021/2022.

Queste sono state le parole di Luciano Spalletti raccolte e sintetizzate da ViViCentro:

Il Napoli una squadra da trasferta

Abbiamo sempre voluto sviluppare la stessa idea di gioco, anche quando si è perso. Visto quello che si diceva, ovvero che avevamo una squadra che ogni tanto aveva delle picchiate e si perdeva. Nelle difficoltà ci sono più fuori che in casa, è palese. L’ultima in casa è stata buonissima, lo stadio pieno è il pezzetto che ci mancava e domani l’avremo, se durante la gara avremo difficoltà basterà girarsi intorno e diventerà tutto facile sulla reazione che dovremo avere.

Napoli Verona Calcio Serie A TIM 2020-2021 (35) OSIMHENLe condizioni di Osimhen

Osimhen sta bene, ad inizio settimana c’è stato questo avvertimento in partitica ed abbiamo preferito farlo staccare, abbiamo preso le giuste precauzioni; domani ci sarà.

L’importanza di Lobotka e il poco minutaglie di Demme

Il play forte è quello che ti da sempre le soluzioni, degli sbocchi per le qualità della squadra; ma anche qui è facile ricordare che non sempre c’è stato, ha avuto infortuni. C’era Demme che è stato spesso il migliore in campo, ma io devo scegliere e farne giocare 11 e io ho dato forza a Lobotka. Ma Demme quando entrerà farà vedere di essere in condizione anche lui, quello fa la differenza, dimostrare che c’è qualcuno che non vuole prendere il tuo posto ma che fa di tutto pre giocare al tuo fianco. Questi valori fanno la differenza, per cui Lobotka è forte, ma Demme sarebbe stato forte quanto lui se lo avessi fatto giocare.

Dubbi sulla formazione

Dubbi ne ho sempre, tutti si allenano bene e quando ce li hai a disposizione i dubbi verrebbero a chiunque. L’importanza della partita mi aiuta, i giocatori daranno tutti il massimo; lo vogliono tutti con la partecipazione dello stadio e l’atteggiamento sarà uguale per tutti, chi entrerà e anche chi non giocherà da bordo campo.

Ci sono stati momenti in cui ha avvertito che la squadra ce l’avrebbe fatta a giocarsela fino alla fine?

Non ci sono stati dei momenti, io sono partito con quella intenzione di giocarmela fino alla fine. In una delle prime conferenze dissi che volevo sapere se si rendevano conto della loro forza nell’andare ad affrontare chiunque, il gruppo poteva dire la sua in un campionato così difficile o collocarsi in un piano alto del condomino di cui parliamo.

Il momento in cui ci ho creduto di più?

Questo, ora.

Luciano Spalletti promette battaglia da qui fino alla fine del campionato con al proprio fianco un alleato in più: i tifosi del Napoli che possono tornare in massa allo stadio.

A cura di Luigi Matrone

Catania, revocata l’affiliazione alla FIGC: a breve cambierà la classifica del Girone C di Lega Pro

Catania, arriva la revoca dell’affiliazione alla FIGC dopo che il Tribunale ha disposto in mattinata la cessazione dell’esercizio provvisorio del ramo caratteristico di azienda calcistica della Calcio Catania S.p.A.

Il club etneo quindi scompare ufficialmente dal mondo professionistico del calcio italiano e sarà costretto a ripartire dai Dilettanti.

Di seguito la nota ufficiale pubblicata sul sito della FIGC che annuncia l’esclusione degli etnei dal campionato di Serie C.

“Il Presidente Federale, preso atto della dichiarazione di fallimento della società Calcio Catania S.p.A. pronunciata dal Tribunale Civile di Catania – Sezione Fallimentare in data 22 dicembre 2021, con concessione dell’esercizio provvisorio successivamente prorogato sino al 19 aprile 2022 e della cessazione dell’esercizio provvisorio della società Calcio Catania S.p.A., disposta dal medesimo Tribunale in data 9 aprile 2022 e comunicata dai Curatori in pari data ha deliberato di revocare l’affiliazione alla fallita società Calcio Catania S.p.A., con svincolo del parco tesserati”.

E ora cosa accade al campionato di Lega Pro con il fallimento della società etnea e la relativa esclusione dal torneo?
Il regolamento al riguardo parla molto chiaro. L’articolo 53 delle NOIF (Norme Organizzative Interne Federali) stabilisce al comma 3 che “qualora una società si ritiri dal Campionato o ne venga esclusa per qualsiasi ragione, tutte le gare disputate nel corso del campionato di competenza non hanno valore per la classifica, che viene formata senza tenere conto dei risultati delle gare della società rinunciataria ed esclusa”.

Baldini Catania Juve Stabia 2

Di conseguenza ad oggi (si tiene conto della vittoria odierna del Palermo a Monopoli) la nuova classifica che la Lega Pro dovrà ratificare con un comunicato ufficiale nelle prossime ore potrebbe essere la seguente con l’esclusione del Catania.

Bari 71

Palermo 63 (una gara in più)

Avellino 61

Catanzaro 58

Virtus Francavilla e Monopoli (una gara in più) 55

Foggia 48

Monterosi 47

Juve Stabia 44

Picerno e Turris 43

Latina 41

Campobasso 40

Taranto 37

Messina 36

Potenza 32

Fidelis Andria 29

Paganese 26

Vibonese 21

Catania 0.

Turris e Francavilla hanno una gara da recuperare
Latina, Palermo, Messina e Taranto giocheranno una partita in meno da qui alla fine del campionato.

Juve Stabia, i convocati di Novellino per il derby con la Paganese

Juve Stabia, al termine della seduta di questa mattina, il tecnico Walter Alfredo Novellino ha reso nota la lista dei 24 calciatori convocati per il match Juve Stabia-Paganese, valevole per la 36a giornata del campionato di Lega Pro, in programma domani, domenica 10 aprile 2022, con inizio alle ore 14:30 presso lo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia.

Juve Stabia - Catanzaro Calcio Serie C 2021-2022 (43)

 

I CONVOCATI DELLA JUVE STABIA PER IL DERBY CON LA PAGANESE.

Portieri: Dini, Pozzer, Russo.

Difensori: Caldore, Cinaglia, Dell’Orfanello, Donati, Esposito, Panico, Peluso, Tonucci, Troest

Centrocampisti: Altobelli, Davì, Guarracino, Scaccabarozzi, Schiavi, Squizzato.

Attaccanti: Bentivegna, Ceccarelli, De Silvestro, Della Pietra, Evacuo, Stoppa.

Non convocati: –

Indisponibili: Eusepi, Erradi.

Squalificati: –

I diffidati in casa Vespe che saranno squalificati al prossimo cartellino giallo sono Cinaglia, Stoppa, Guarracino, Dini, Eusepi (sospeso in via cautelare dal Tribunale Nazionale Antidoping), Altobelli.

Castrogiovanni: “Contro la Juve Stabia ci sarà una Paganese dalle ossa rotte”

Gioacchino Castrogiovanni, giornalista di Salerno Sport 24, è intervenuto nel corso della trasmissione televisiva “Juve Stabia Live” per parlarci della Paganese prossima avversaria della Juve Stabia in campionato.

Le dichiarazioni di Gioacchino Castrogiovanni sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Con la Juve Stabia ci sarà una Paganese dalle ossa rotte. Cinque infortunati più Firenze e Sbampati con il Covid. E’ una Paganese che non vince da 7 partite in una posizione non bella nella griglia playout. Nel 2022 – prosegue Castrogiovanni – la Paganese ha fatto i migliori risultati fuori casa come la vittoria di Catania.

E’ una squadra in crisi di risultati ma non in crisi di gioco. Una squadra che commette errori di inesperienza e di gioventù come col Monopoli dove c’è stato un periodo di blackout che ha determinato la sconfitta. Per uscire con un risultato positivo dal Menti – continua Castrogiovanni – ci vorrà una Paganese concentrata che non commetta errori a differenza di sabato scorso col Monopoli.

Da più di 4 mesi la Paganese porta con sé 16-17 calciatori. E’ un problema che ha portato la Paganese a non combattere per traguardi prestigiosi. L’obiettivo – aggiunge Castrogiovanni – ad inizio stagione era una salvezza tranquilla con vista sui playoff. Ma se mancano elementi come Castaldo e viene ceduto Piovaccari a gennaio diventa tutto difficile.

Castrogiovanni Paganese

L’inesperienza dei tanti giovani della Paganese è un fattore negativo perché bisogna reggere l’impatto degli avversari. Col Monopoli ma anche col Foggia, ci sono stati dei movimenti di blackout ma anche col Potenza nello scontro diretto si è rischiati anche di perdere nonostante l’ottima gara. L’età media giovane – aggiunge Castrogiovanni – può essere un bonus ma che un malus quando c’è da vincere delle partite fondamentali.

Cretella è uno dei giovani più promettenti nel panorama calcistico campano. Si vociferava che Nicolato potesse anche convocarlo per la nazionale Under 21. Lui e Tommasini stanno trascinando la squadra a cercare di trovare una salvezza importante.
Grassadonia è molto criticato nel suo operato ma non si considerano le tante difficoltà a mettere su una squadra con le tante defezioni. Nei primi 60 minuti la Paganese – conclude Castrogiovanni – è sempre ben messa in campo ma poi molti sono anche al primo anno di C e purtroppo si paga”.

 

Izzo: “Il risultato della Juve Stabia con la Paganese inciderà anche sulle due restanti gare”

Raffaele Izzo, giornalista del Corriere dello Sport, è intervenuto nel corso della trasmissione televisiva “Juve Stabia Live” per commentare il momento delle Vespe.

Le dichiarazioni di Raffaele Izzo sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Quella del Catania è una situazione tristissima in primis per i tifosi e anche per i calciatori che sono semplici dipendenti che non hanno condizioni faraoniche come quelli della Serie A. Già a gennaio Sottili – aggiunge Izzo – esprimeva la sua solidarietà verso il Catania riferendosi ai dipendenti che soffrono di più da un punto di vista economico.

Sono situazioni che non dovrebbero mai accadere e ancora di più se avvengono a fine campionato sembra una vera presa in giro per i tifosi e calciatori. Se questa situazione non fosse stata consentita già ad inizio stagione sarebbe stato meglio. Dispiace – continua Izzo – e sarebbe una vittoria di Pirro per la Juve Stabia salire in classifica tramite le sventure del Catania.

La gara di domenica con la Paganese è la più importante di tutte e tre le gare finali. Il risultato con la Paganese inciderà anche sulle altre due gare. Se dovesse arrivare la vittoria con la Paganese – prosegue Izzo – si affronterebbero le ultime due gare con la convinzione di poter arrivare ai playoff.

Izzo Juve Stabia Raffaele

Se non si vince con la Paganese significherebbe accontentarsi di una salvezza praticamente già raggiunta. Poi ci troviamo sempre di fronte ad una società che ha sempre parlato di obiettivo playoff mentre Novellino parla sempre e solo di salvezza tranquilla. La gara con la Paganese – continua Izzo – è l’ultima occasione per poter puntare veramente ai playoff.

La Juve Stabia è chiamata a replicare il buon risultato con la Turris ma anche a dare una risposta alla scialba prova di Taranto. Al di là degli errori e dell’assetto tattico, dal punto di vista del mordente e del carattere è venuta un po’ meno. Con Bentivegna quinto di centrocampo si sono messe in secondo piano le sue qualità tecniche in attacco. E’ mancata però la carica mentale per fare bene anche a Taranto. E’ sembrata una squadra forse già appagata. Perciò – conclude Izzo – occorrerà vincere la gara contro la Paganese per dare un senso alle ultime due gare.

E’ una Juve Stabia alla quale manca Eusepi. Per quanto Della Pietra stia giocando bene e Stoppa sia assicurando un grande rendimento, la Juve Stabia senza Eusepi è un’altra squadra ed è un fattore che non può essere sottovalutato”.

Primavera 4, Juve Stabia sconfitta in finale per 2-0 dalla Giana Erminio a Cesena

Primavera 4, allo comunale “Sanzio Benedetti” di San Vittorie di Cesena, si è giocata stamane con calcio d’inizio alle ore 11 la finale playoff del campionato Primavera 4 tra Juve Stabia e Giana Erminio.

Ha prevalso la Giana Erminio col punteggio di 2-0 grazie ai gol, uno per tempo, di Colombara e Ghilardi. Per effetto di questo risultato la Giana è promossa in Primavera 3.

Alla gara hanno assistito sia il responsabile del settore giovanile Saby Mainolfi che l’amministratore unico delle Vespe, Filippo Polcino.

Nonostante la sconfitta in finale degli uomini di mister De Martino, bisogna evidenziare la grande cavalcata delle Vespette nel campionato di Primavera 4 dove in pratica non hanno conosciuto ostacoli fino alla finale disputata oggi allo stadio di Cesena dove a prevalere è stata meritatamente la Giana Erminio.

La finale raggiunta dalle Vespette di mister De Martino conferma ancora una volta i grandi risultati raggianti nel corso degli ultimi anni dal settore giovanile della Juve Stabia, sapientemente guidato dal responsabile Saby Mainolfi e dal direttore Roberto Amodio, che non solo è arrivato all’atto finale nel campionato di Primavera 4 ma sta primeggiando anche nel campionato Under 15 e nel campionato Under 17 dove i ragazzi di mister Michele Sacco hanno raggiunto, battendo l’Avellino 4-3 domenica scorsa, i playoff nazionali con ben 2 giornate di anticipo rispetto alla chiusura del campionato.

Di seguito il tabellino del match tra Juve Stabia e Giana Erminio valevole per la finale del Campionato Primavera 4.

JUVE STABIA – Maresca, Picardi, Sigismondo, Puolo, Musto, Nemolato (Di Lorenzo), Cacciuttolo (56′ Romilli), Elayache, Maglione (70′ Aruta), Balzano (81′ Minasi), Damiano. A disp. Belardo, Martire, Mele, Leone, Tassiero, Esposito. All. De Martino

GIANA ERMINIO – Aresi, Manzoni, Bassani, Gaye, Piazza, Colombara, Villa, Gorghelli, Parietti (79′ Brambilla), Ghilardi, Virgillito (89′ Belinghieri). A disp. Passoni, Herrera, Bai, Gaddi, Vezzani, Beretta, Borracino, Bariselli. All. Chiappella

GOL – 26′ Colombara (G), Ghilardi (G)

AMMONIZIONI – Picardi (J), Nemolato (J), Elayache (J), Virgillito (G)

ESPULSIONI – /

Coda alla Vaccinara: una vera goduria di sapori e tradizioni

Coda alla Vaccinara: tutti la conosciamo o, quantomeno, l’abbiamo sentita nominare sia che si abiti a Roma o meno perché è un piatto tipico della zona che detiene un posto d’onore tra le ricette a base di frattaglie ed è una vera goduria di sapori e tradizioni che non si dimentica facilmente.
La sua preparazione è lunga (la cottura richiede almeno un paio d’ore, se ce la farete anche 5) ma il risultato varrà la pena per cui vediamo ora di scoprire come prepararla.

INGREDIENTI
(per 4 persone)

    • CODA DI BUE 1
    • LARDO DI MAIALE (sugna) 90 g
    • OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA 30 ml
    • PASSATA DI POMODORO 1000 ml
    • VINO BIANCO SECCO 1/2 bicchiere
    • SEDANO 180 g
    • CIPOLLA 40 g
    • CAROTA 40 g
    • SALE MARINO 1 pizzico
    • PEPE q.b.
    • PINOLI 15 g
    • UVETTA 10 g
    • CIOCCOLATO FONDENTE (o cacao amaro) 10 g

PREPARAZIONE

  1. Sciacquate la coda sotto l’acqua corrente fredda, fatela asciugare e tagliatela a pezzi lungo le giunture per ottenere i cosiddetti “rocchi”.
  2. Tagliate la cipolla in un tagliere.
  3. Lavate il sedano e tagliatelo a pezzetti lasciando però intere due o tre coste che magari taglierete solo a metà.
  4. Fate lo stesso con il grasso di suino e mettetelo in un tegame dai bordi alti.
  5. Bagnate con l’olio d’oliva e fate cuocere per un 10’ aggiungendo i “rocchi” della coda di bue.
  6. Versate la cipolla, la carota, il sedano intero o tagliato a metà schiacciando il tutto con una forchetta per controllarne la morbidezza e fate rosolare per altri 10’-15’.
  7. Sfumate con il vino bianco secco tenendo la fiamma alta.
  8. Nel frattempo, in un’altra padella, versate il restante del sedano tagliato a pezzetti insieme al sale e a ½ bicchiere d’acqua schiacciando ancora con una forchetta per controllare la morbidezza.
  9. Aggiungete al sedano i pinoli, il cioccolato (o il cacao amaro) e l’uvetta.
  10. A questo punto aggiungete, nella pentola con i “rochi”, la passata di pomodoro e fate continuare a cuocere lentamente (girando di frequente) con il coperchio.
  11. Quando il sughetto con il sedano, i pinoli, il cioccolato (o il cacao amaro) e l’uvetta sarà cotto, il sugo nella pentola con i rochi avrà raggiunto il bollore e quindi aggiungetelo al tutto.
  12. Abbassate il calore al minimo e fate continuare la cottura senza coperchio, mescolando di tanto in tanto e controllando che la salsa di pomodoro si restringa ma senza esagerare per cui, se dovesse accadere, aggiungete un po’ d’acqua calda e continuate la cottura per almeno 1 ora*.
  13. Quando il tutto sarà ben cotto, spegnete, impiattate e servite subito ben caldo
  • NOTA SULLA COTTURA: c’è chi suggerisce di farla durare anche fino a 5 ore. Di sicuro, con la cottura lenta e lunga, il piatto guadagnerà morbidezza ed i sapori si amalgameranno sempre di più ma, dopo almeno un’ora si raggiunge già un risultato apprezzabile per cui, a voi la scelta del tempo che vorrete dedicare a preparare questo piatto.

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Cristina Adriana Botis / Redazione