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Givova Scafati, chiusa la regular season: anche Latina KO

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Va tutto come previsto, i gialloblu vincono anche la sfida della ventiseiesima giornata contro i pontini. Ora è testa alla fase ad orologio.

Termina con una vittoria interna la prima fase della stagione agonistica 2021/2022 della Givova Scafati. Una chiusura col botto che, numeri alla mano, costituisce la diciottesima vittoria casalinga, che vale l’imbattibilità interna di questa prima fase del campionato di serie A2: nessuna società tra le 28 dell’intera categoria (e quindi di entrambi i gironi) è riuscita a conseguire un simile risultato.

A farne le spese, dinanzi a circa 1.400 spettatori di un PalaMangano tornato ad essere la caldera di sempre, è stata la Benacquista Assicurazioni Latina, superata 75-61. Mai, nel corso dell’intera sfida, il risultato è stato messo in discussione: sin dalla palla a due, la compagine dell’Agro ha infatti menato le danze, mentre l’avversario non è mai riuscito ad impensierire da vicino, rimasto sotto ed a debita distanza per l’intera durata del match.

Diego Monaldi in palleggio (Givova Scafati vs Benacquista Latina) fonte: ufficio stampa Scafati Basket 1969

Senza De Laurentiis, tenuto a riposo in via precauzionale per un risentimento muscolare, capitan Rossato e compagni hanno avuto il merito di dettare i tempi e i ritmi di un incontro che hanno meritato di vincere per la maniera accorta e lucida nella quale è stata gestita. I cinque uomini in doppia cifra a fine gara (Cucci, Mobio, Clarke, Daniel e Rossato) sono l’emblema di una gara esemplare, che ancora una volta ha premiato il lavoro e lo sforzo di un gruppo che continua a dimostrare coesione e grinta da vendere.

Givova Scafati senza più fiato, Verona rimonta e vince 75-70

LA PARTITA: Givova Scafati vs Benacquista Latina

Daniel e Clarke firmano il 10-0 con cui inaugurano la sfida, costringendo coach Gramenzi al primo time-out al 3’. I laziali registrano la difesa match-up e riescono ad arginare l’attacco di casa (12-3 al 6’). Poi prendono confidenza col canestro, sfruttano al meglio qualche errore dei locali ed aumentano l’intensità difensiva. La girandola dei cambi non favorisce i gialloblu, che faticano a ritrovare ordine ed equilibrio su entrambi i lati del campo (12-8 al 9’). Le strigliate di coach Rossi ai suoi uomini valgono il 18-10 di fine primo quarto.

Un’azione dietro l’altra, con calma, concentrazione e massima attenzione, la Givova Scafati riprende in mano le redini dell’incontro ed incrementa il proprio vantaggio, arrivando sul 29-13  al 16’. Coach Gramenzi si trova così costretto a fermare nuovamente il cronometro. La sospensione però non muta l’andazzo della sfida, che resta saldamente nelle mani dei padroni di casa (34-17 al 17’), che raggiungono l’intervallo avanti 39-21.

Valerio Cucci durante il tiro libero (Givova Scafati vs Benacquista Latina) fonte: ufficio stampa Scafati Basket 1969

Cambiano i canestri d’attacco, ma non il canovaccio della sfida, che vede la truppa di patron Longobardi sempre padrona del campo, grazie alla solita intensa difesa ed all’accurata selezione delle scelte di tiro. A metà frazione, infatti, sono avanti 52-29. Quando il punteggio raggiunge i venti punti di distacco (52-32 al 27’), coach Gramenzi spende un altro time-out, riuscendo ad ottenere una piccola scossa dei suoi uomini (52-36 al 29’), ma all’intervallo sono comunque sotto 59-38.

I primi minuti dell’ultima frazione, nonostante i centri dalla lunga distanza dell’ex Jackson e grazie all’energia e prolificità di Mobio, sono pressoché equilibrati (65-44 al 34’). L’ennesimo time-out chiamato da coach Gramenzi sembra regalare nuova linfa ai suoi uomini (65-49 al 25’). Negli ultimi minuti, invece, la sfida non regala particolari sussulti, con la Givova Scafati che si limita a gestire con sapienza ogni singolo possesso fino alla sirena conclusiva, che arriva col punteggio di 75-61.

Clicca QUI per ascoltare le dichiarazioni di coach Rossi

I TABELLINI

GIVOVA SCAFATI – BENACQUISTA ASS.NI LATINA 75-61

GIVOVA SCAFATI: Mobio 10, Daniel 14, Grimaldi, Perrino, Parravicini 4, De Laurentiis n. e., Ambrosin, Clarke 13, Rossato 10, Monaldi 7, Cucci 12, Ikangi 5. Allenatore: Rossi Alessandro. Assistente Allenatore: Nanni Francesco.

BENACQUISTA ASS.NI LATINA: Durante 7, Passera 4, Veronesi 3, Mouaha 16, Jackson 12, Henderson 3, Bozzetto 5, Radonjic 2, Fall 7, Ambrosin 2. Allenatore: Gramenzi Franco. Assistente Allenatore: Di Manno Giuseppe.

ARBITRI: Tirozzi Alessandro di Bologna, Praticò Francesco di Reggio di Calabria, Bertuccioli Nicolò di Pesaro.

NOTE: Parziali: 18-10; 21-11; 20-17; 16-23. Falli: Givova Scafati 28; Latina 22. Usciti per cinque falli: Rossato, Ikangi. Espulsi: nessuno. Tiri dal campo: Givova Scafati 28/61 (45,9%); Latina 18/57 (31,6%). Tiri da due: Scafati 22/35 (62,9%); Latina 13/39 (33,3%). Tiri da tre: Scafati 6/26 (23,1%); Latina 5/18 (27,8%). Tiri liberi: Scafati 13/20 (65,0%); Latina 20/25 (80,0%). Rimbalzi: Scafati 37 (8 off.; 29 dif.); Latina 39 (13 off.; 26 dif.). Assist: Scafati 20; Latina 7. Palle perse: Scafati 13; Latina 19. Palle recuperate: Scafati 13; Latina 6. Stoppate: Scafati 4; Latina 1. Spettatori: 1.430 circa.

Antonio acasadiUke: il mio EP per smettere di nascondermi

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Antonio Russo, alias acasadiUke, è un musicista e un paroliere. Dopo anni di scrittura e produzione per altri artisti e altre band, lo scorso 4 marzo fa uscire il suo primo EP con la distribuzione di Apogeo Digital Hall. La tracklist comprende 5 pezzi, per un totale di 15 minuti di musica. Un appetizer, insomma, che invoglia a continuare il pasto.

La redazione di vivicentro.it ha incontrato acasadiUke per parlare di scrittura, di musica e di come è arredato il suo salotto.

Quali esperienze ti hanno portato alla scrittura di questo EP?

È stato necessario del coraggio per venir fuori con questo EP. Prima mi ero nascosto dietro ad altre band e altri artisti. Il mio studio è in casa, mi sono davvero chiuso lì. La musica l’ho scritta in studio. Inizio sempre dalla musica. Per i testi, ho iniziato a guardarmi attorno. Ho iniziato a viaggiare nei miei pensieri, ma anche a guardare cosa c’è nel mio salotto. Proprio ora sono sul davanzale.

Facci entrare nel tuo salotto.

Ci sono le orchidee – il pezzo “La solitudine di un fiore” è dedicato a loro. Mi sono chiesto come si potessero sentire, a star poggiate qui, sul marmo del terrazzo. Nonostante affacci sul mare, le immaginavo soffrire su questo davanzale. Poi c’è una libreria piena di manga. Mi appassionano, e forse parte dell’ispirazione è venuta da lì. Anche Augusto – il gatto a cui è dedicato il pezzo omonimo – era parte del mio salotto. Nella copertina di ogni pezzo c’è un gatto: è un omaggio a questa presenza che mi ha accompagnato per sette anni. Mi è servita parecchio.

Come funziona il processo creativo, per te?

Ho impiegato parecchio tempo per elaborare questi pezzi. Almeno due mesi per scrivere il testo dell’ultimo – “Cambieresti mai per me?”, un pezzo sul cambiamento e sulla resistenza al cambiamento. La musica è più immediata, la scrivo di getto. Ma è una delle prime volte in cui mi cimento con la scrittura dei testi. Prima scrivevo soprattutto frasi. Ma in questo EP ho deciso di scrivere qualcosa che mi rispecchiasse. Ad esempio: il testo di Augusto è felice, racconta la mia esperienza con lui. Ma verso la fine compare qualcosa di amaro. Per la musica ho scelto la tonalità maggiore, ma alla fine del secondo ritornello c’è un cambio in minore. Questo, per richiamare il finale triste di questa storia.

Ma con Pierpaolo Perna, il regista del videoclip, abbiamo deciso di seguire una traccia diversa. Sul finale mi sveglio con la ciotola vuota, ma c’è un riferimento a una speranza che non finisce mai. Il video è stato una grande sorpresa. Gli ho dato carta bianca, e il risultato mi ha commosso.

Qual è l’esperienza più bella che tu abbia mai fatto?

Quella in Polonia. Ho suonato con Bianca Jackowska – figlia d’arte di Marek, chitarrista e compositore. Faceva parte di una storica rock band polacca, i Maanam. Ho avuto la fortuna di suonare alla filarmonica di Cracovia (tra il 2014 e il 2015). Ricordo il calore del pubblico. Inoltre, ho registrato la chitarra in un brano di  Magdalena Tul (la rappresentante della Polonia all’Eurovision del 2011) e ho suonato in tre date del suo tour. Una delle tappe era Varsavia. Il manifesto della serata era di fianco a quello dei Rammstein. Ho conosciuto Magdalena tramite Bianca, e così sono iniziate le collaborazioni. Avevo portato l’iPad – in realtà, lo porto sempre con me. Quando viaggio, registro un pezzo in ogni città in cui vado. La musica mi viene subito in mente, è immediata. È come se avessi un’orchestra intera a portata di mano, con gli strumenti di oggi.

Raccontaci una giornata tipo a casa di acasadiUke.

A parte le ore di lavoro, mi dedico alla musica un bel po’ di tempo. Il come dipende dai periodi. In questo periodo con la scrittura sono fermo perché dovrebbero uscire dei brani a breve. Ma nei mesi passati ho trascorso in studio giornate intere, oppure lavorando a distanza. Per fortuna si può fare, specie con le band. In questi giorni mi sto dedicando ai prossimi live. È una cosa nuova. Il mese scorso, invece, lavoravo alla produzione di un’altra ragazza, i mesi passati a quella di un’altra band.

Che programmi hai per i live?

Sono programmi un po’ originali. Ho comprato uno strumento composto da anelli che ti permettono di suonare in base al colore. Posso suonare qualsiasi oggetto nella stanza. Per l’ultimo concerto ho portato un peperone rosso, un limone e una banana. Questo perché mi servivano il giallo e il rosso. Suono anche sull’asse da stiro. Ero da solo ad aprire un concerto, ben 17 minuti. Suonare solo con la tastiera può risultare pesante, annoiare. Ho altri strumenti, tipo un guanto – su un dito c’è uno strumento elettrico che cattura il suono della voce senza microfono. Canto con le mani alla gola, perché il pollice deve aderire al collo.

Se chiudi gli occhi e pensi al tuo EP, di che colore è?

Giallo. È stata un’esigenza, ho detto basta ai nascondigli. Ho lasciato uscire ciò che avevo chiuso dentro di me. L’assenza da Augusto mi ha scosso parecchio, ma mi ha aiutato ad andare verso questa direzione. La musica non è una decisione, è un’esigenza, appunto. Molte persone non ci credono. A me puoi togliere tutto tranne la musica. Bastano cinque minuti di musica per andare nel mio mondo. Poi si torna a fare ciò che la vita fa fare.

Cosa sono per te l’amore e l’estate?

Nel brano “Forse” parlo d’amore, ma è nato tutto da diversi manga. Parla di tradimento, ma non è autobiografico. È nato così, semplicemente: non so neanche io come e perché. A parte il pezzo per Augusto, in cui mi sono dichiarato. In “21/6”, invece, ho dichiarato il mio odio verso l’estate. Inizialmente ho scritto tantissimo, poi ho tagliato e ho inserito nel videoclip le frasi che avevo eliminato. Abito a Castellabate, zona mare: d’estate non mi sposto, sarà per questo che la odio.

Dicci una cosa di te che ancora non sappiamo.

Mi piace parecchio il paddel. In uno dei brani c’è un richiamo al tennista. È uno sport che permette di sfogarsi. Anche questo mi fa distaccare dal mondo lavorativo. Col regista e un’altra ragazza con cui ho lavorato a delle produzioni ci sfidiamo, è molto divertente.

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Lorenza Sabatino / Redazione

Store Specialist Tim per il punto vendita di Stabia di Cisatel srl

La Cisatel s.r.l sta Selezionando Store Specialist Tim da inserire nel proprio staff presso il punto vendita di Castellammare di Stabia.

La Cisatel , azienda proprietaria di prestigiosi franchising di telefonia dei principali operatori, ha punti vendita, tutti situati in zone centralissime, a Castellammare di Stabia, Torre del Greco  e Napoli ed ha vissuto un’importante crescita negli ultimi mesi, divenendo attualmente il punto di riferimento principale per qualsiasi tipologia di clientela per cui ora sta Selezionando Store Specialist Tim da inserire nel proprio staff presso il punto vendita di Castellammare di Stabia.

La Funzione di uno Store Specialist

Lo Store Specialist contribuisce al raggiungimento degli obiettivi di vendita del negozio.

La persona deve avere un forte orientamento al cliente ed essere capace di comprenderne le esigenze massimizzando le opportunità di vendita.

Avrà la responsabilità di promuovere e proporre i prodotti e servizi Tim e di garantire il corretto presidio del punto vendita.

La figura che si cerca.

La Cisatel ricerca persone dinamiche e flessibili disposte a confrontarsi in un ambiente in continua evoluzione. La ricerca è rivolta a diplomati o laureati di primo o secondo livello anche con precedente esperienza nel ruolo di Store Specialist e settore Retail.

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Cristina Adriana Botis / Redazione Campania

Sorrento ancora col mal di trasferta, l’Altamura vince 1 a 0

Al “D’Angelo” si vedono poco i rossoneri. I pugliesi guadagnano un’importante vittoria in chiave salvezza.

Continua il mal di trasferta del Sorrento. In quel di Altamura i rossoneri perdono di misura la sfida della trentaduesima giornata del Girone H. L’1 a 0 firmato Lucchese alla mezz’ora è bastato al team biancorosso per domare i campani e far propria la terza vittoria in altrettante gare, fondamentale in ottica salvezza. Costieri invece in giornata no e con poco mordente, impossibilitati a sfruttare in classifica i passi falsi di Nocerina e Casertana.

Se allo stadio “Italia” la squadra di Cioffi ha mostrato di essere un avversario ostico, non si può certo dire lo stesso per le partite giocate lontano dalla costiera. La vittoria sul campo nemico manca ormai da due mesi (vittoria per 0 a 2 al “Fanuzzi” di Brindisi il 13 febbraio scorso). Una squadra dalle due facce che spesso trova grosse difficoltà a giocare sui campi altrui.

TEAM ALTAMURA vs SORRENTO: la cronaca

1° TEMPO

Per il Sorrento, Cioffi conferma dieci undicesimi della formazione titolare vista contro il Casarano: Petito al posto di Marciano l’unico cambio. La squadra murgiana invece non risparmia nessuno dei suoi interpreti più pericolosi: dentro Lucchese, Errico, Abreu e Lorusso. Parte dalla panchina Tedesco, di rientro dalla squalifica.

Nessuna delle due compagini intende sbilanciarsi. Al D’Angelo regna la noia per più di venticinque minuti, senza alcuna emozione a far balzare gli spettatori accorsi sulle tribune dell’impianto altamurano.

Gargiulo prova a smuovere gli ospiti al 27’ con un tiro a giro alto e fuori misura. Due minuti dopo, dal nulla, Lucchese si inventa la rete dell’1 a 0 per i padroni di casa. Raccogliendo il pallone respinto in area da Mansi, il centrocampista lascia partire dalla distanza un tiro potente che si infila sotto al sette. Forti del vantaggio, i leoni biancorossi gestiscono il risultato fino all’intervallo.

2° TEMPO

Nella ripresa i ritmi restano bassi. Il Sorrento non sembra riuscire ad accennare alcuna reazione, rendendo la vita facile ai ragazzi di mister Dibenedetto.

È piuttosto l’Altamura a rendersi pericoloso dalle parti di Del Sorbo. Al 49’ è provvidenziale la copertura della difesa costiera sul tiro da buona posizione di Lorusso. Molinaro tenta invece la rovesciata al 69’, mandando alto il pallone sulla traversa. Lucchese sfiora la doppietta all’80’, palla che sfila a pochi centimetri dal palo.

Predominio totale dei pugliesi, che vanno vicini al raddoppio anche nel recupero con Baradji, l’incrocio gli nega tuttavia la gioia del gol. Troppo debole l’apporto offensivo dell’attacco rossonero, vittoria col minimo sforzo per l’Altamura.

TABELLINO

TEAM ALTAMURASORRENTO 1-0 (Lucchese 29’)

TEAM ALTAMURA (3-5-2): Spina; Clemente, Errico, Sall; Cancelliere (73’ Kanoute), Lucchese (84’ Ziello), Baradji, Massari (61’ Russotto), Tazza; Lorusso (57’ Tedesco Gi.), Abreu (68’ Molinaro). A disp: Giuliani, Binetti M., Binetti P., Casiello.  Allenatore: Leo Dibenedetto.

SORRENTO (3-4-2-1): Del Sorbo; Manco (46’ Romano), Cacace, Mansi; Rizzo, La Monica, Virgilio, Cassata (46’ Tedesco Gm.); Petito (85’ Marciano), Gargiulo; Ripa. A disposizione: Volzone, Ferraro, Petrazzuolo, Selvaggio, Acampora, Diop. Allenatore: Renato Cioffi.

Arbitro: Federico Muccignano di Pordenone (Munitello-Cerrato)

Ammoniti: Clemente, Massari e Ziello (TA); Mansi e Cacace (S).

Note: Giornata variabile, manto in erba naturale in discrete condizioni.

Recuperi: 3’ pt e 4’ st

Hey Hey Rise Up nuovo brano dei Pink Floyd in supporto al popolo ucraino VIDEO

I Pink Floyd pubblicano un nuovo brano dal titolo ‘Hey Hey Rise Up’ in supporto al popolo ucraino. Questa è la prima nuova musica originale che hanno registrato insieme da The Division Bell del 1994.

La traccia vede la collaborazione di David Gilmour e Nick Mason con il bassista Guy Pratt, Nitin Sawhney alle tastiere, con una performance vocale straordinaria di Andriy Khlyvnyuk della band ucraina Boombox.

La traccia, registrata mercoledì 30 marzo, utilizza la voce di Andriy estrapolata dal suo post Instagram (https://www.instagram.com/p/Cae5TydPAxh/) che lo immortala mentre canta in Sofiyskaya Square a Kiev.

Il brano ‘Oh, The Red Viburnum In The Meadow’ è un brano ucraino folk di protesta scritto durante la prima guerra mondiale e che si è diffuso in tutto il mondo durante lo scorso mese in protesa all’invasione dell’Ucraina.

Il titolo del brano dei Pink Floyd deriva dall’ultima frase del brano che si traduce con ‘Hey, Hey, Rise up and rejoice’. Gilmour, che ha nuora e nipoti ucraini, afferma:

“Noi, come molti altri, stiamo provando la rabbia e la frustrazione per questo vile atto in cui un pacifico e democratico Paese indipendente viene invaso e la propria gente uccisa da uno dei più grandi poteri del mondo”.

Gilmour spiega come ha conosciuto Andriy e la sua band Boombox:

“Nel 2015 ho suonato uno show al Koko a Londra in supporto di Belarus Free Theatre, i cui membri erano stati imprigionati. Pussy Riot e la band ucraina Boombox erano in programma. Dovevano fare il loro spettacolo, ma il cantante Andriy ha avuto problemi con il visto, quindi il resto della band ha fatto da supporto a me durante il mio set, abbiamo eseguito ”Wish You Were Here” per Andriy quella sera.

Recentemente avevo letto che Andriy aveva lasciato il suo tour americano con i Boombox, era tornato in Ucraina e si era unito alla difesa territoriale.

Poi ho visto questo incredibile video su Instagram, in cui lui si trova nella piazza di Kiev con questa bellissima chiesa con la cupola dorata e canta nel silenzio di una città senza traffico o altri rumori di sottofondo a causa della guerra. È stato un momento potente che mi ha spinto a volerlo trasformare in musica”.

Mentre scriveva la musica per la traccia David è riuscito a parlare con Andriy, il quale si trovava in un letto di ospedale in Kiev dove era ricoverato per una ferita da scheggia di proiettile.

“Gli ho suonato un breve pezzo della canzone al telefono e mi ha dato la sua benedizione. Spero riusciremo a collaborare di persona un giorno nel futuro”.

Parlando delle sue speranze per il brano Gilmour afferma:

“Spero riceva vasto supporto e visibilità. Vogliamo raccogliere fondi per beneficienza e alzare il morale. Vogliamo mostrare il nostro supporto per l’Ucraina e in questo modo dimostrare che gran parte del mondo pensa che sia totalmente sbagliato per un superpotere invadere il Paese democratico indipendente che l’Ucraina è diventata”.

Il video di ‘Hey Hey Rise Up!’ è stato filmato dall’acclamato regista Mat Whitecross e girato lo stesso giorno della registrazione della traccia.

David Gilmour:

“abbiamo registrato la traccia e i video nel fienile dove abbiamo fatto tutti i nostri live stream Von Trapped Family durante il lockdown. È la stessa stanza in cui abbiamo fatto ‘Barn Jams’ con Rick Wright nel 2007. Janina Pedan ha costruito il set in un giorno e abbiamo fatto cantare Andriy sullo schermo mentre suonavamo, quindi noi quattro avevamo un cantante, anche se non fisicamente presente con noi”.

L’artwork della traccia è un dipinto del fiore nazionale dell’Ucraina, il girasole, creato dall’artista cubano Yosan Leon. La cover del singolo è un riferimento diretto alla donna che è stata vista dare semi di girasole ai soldati russi, dicendogli di portarli nelle loro tasche in modo che poi una volta deceduti, i girasoli sarebbero cresciuti.

Testo da MusicMap

Morti e morti: Le  notizie di quelli in Israele non hanno importanza?

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Morti e feriti in Israele – Esistono alcuni fatti ed avvenimenti che continuano a creare sgomento. Fra essi notiamo per l’ennesima volta, la noncuranza verso gli attentati terroristici arabo palestinesi, l’ultimo sabato sera nei confronti di gente inerme seduta a gustarsi un aperitivo dopo una massacrante giornata lavorativa, nel cuore di Tel Aviv.

Sembra che le chiusure dei rifornimenti di gas e petrolio dalla Russia, abbiano fatto risorgere la vecchia sudditanza “caravanpetrol” della stampa. Seguire le notizia di morti e feriti in Israele non ha alcuna importanza, sempre che non si debba parlare o scrivere dei “poveri palestinesi” ossia di terroristi che dopo aver compiuto la loro vili “missioni”, sono stati intercettati dalla polizia.

Come oggi andiamo a scoprire che l’amico russo di alcuni politici è diventato uno zar che uccide i bambini ucraini e quindi europei, vorremmo far capire – all’ennesima potenza – che quelli che vengono indicati come “rappresentanti di un popolo sottomesso che lotta per la libertà”, sono dei terroristi fagocitati sotto la bandiera di un “popolo” che effettivamente può identificarsi solo dal 1967: andate a rileggere cosa furono la Filarmonica Palestinese creata da Toscanini e la Brigata Palestinese dell’esercito britannico che contribuì a liberare l’Italia dal nazifascismo, oltre alla dichiarazione Balfour e tanto altro ancora. Andate a vedere da chi sono stati traditi gli arabi di Gaza e della Cisgiordania.

Siamo monotoni lo sappiamo e ripetiamo senza sosta le stesse cose, ma lo facciamo solo per farvi vedere da un altro punto di vista – ancorato alla Storia – quella realtà che politica e stampa non ammette da tanto tempo: la Jihad, gli Hezbollah, Hamas ed altri, sono dei gruppi terroristici.

E se oggi scoprite che Putin utilizza dei mercenari sanguinari, rammentiamo che in Libano si addestravano con gli uomini di Yasser Arafat, anche gli italiani delle Brigate Rosse ed i tedeschi delle Rote Armee Fraktion e utilizzando l’impeto di Gaber in “Io se fossi Dio”, ci chiediamo ancora come si sia riusciti a dare il Nobel ad un terrorista ricercato per stragi anche dall’Italia e che veniva nello stesso tempo accolto al Quirinale con la mai utilizzata pistolettina nella fondina.

Come ha poi fatto a farsi fotografare sorridente un ex presidente del consiglio italiano, assieme agli hezbollah che hanno disintegrato la libanese “Ginevra del Mediterraneo” ed il popolo cristiano maronita?

Forse abbiamo compreso alcuni dei motivi che spingono a soprassedere dal parlare accuratamente dei vili attentati che infiammano Israele da alcune settimane. Il primo potrebbe essere l’antipatia per la matematica.

Ve ne forniamo un esempio

Teniamo a precisare che quanto scriviamo non intende eliminare le preoccupazioni e la tristezza per le notizie che quotidianamente arrivano dall’Ucraina, ma la matematica dice che:

L’Ucraina ha un’area di 603.548 km², mentre Israele ha un’area di 22.145 km²: quindi l’Ucraina è 27,2543 volte Israele.

La Russia ha scagliato in 4 settimane più di 2.000 missili sull’Ucraina, mentre nel maggio 2021, Hamas ha lanciato da Gaza oltre 3.000 razzi su Israele in una settimana.

Questo significa che in 4 settimane sarebbero stati 12.000 e se la matematica non è un’opinione, 12.000 x 27,2543 = 327.051,6 : questi i missili che sarebbero stati lanciati dai “palestinesi” se loro fossero Russi e gli israeliani Ucraini. Ripetiamolo: 327.051,6. I razzi scagliati da Gaza non si sono fermati in quei giorni, solo non se ne parla.

Altro eventuale motivo grazie al quale l’informazione non menziona accuratamente i fatti sanguinari avvenuti di recente in Israele, potrebbe essere il fatto che nella costosissima Tel Aviv, per sopravvivere bisogna darsi da fare. Non esistono figli che rimangono a casa con Mammà, è poi difficile trovare lavoro se non si ha almeno una laurea. Si lavora almeno nove, dieci ore al giorno e dopo una giornata stancante, si raggiungono amici e conoscenti in uno dei bar ristoranti che si affacciano lungo le vie centrali della città, tenendo anche presente che per due lunghi anni è stato impossibile incontrarsi a causa del Covid.

Immaginate una piazza come Campo de Fiori od altre nei popolari rioni romani di San Lorenzo o Trastevere, od in una qualsiasi località del nostro paese. Improvvisamente in mezzo alla folla giovanile, un tale estrae un’arma e si mette a sparare.

I media avrebbero seguito la notizia? Si se accaduta in Italia, dove si sarebbe trattato sicuramente del gesto di un pazzo senza motivazione: non esistono lotte per la liberazione di Palestrina, della Casilina …

L’errore di certa stampa e di certa politica nostrana ma strana è il non voler capire che gli israeliani sono persone con culture ed ideali moderni e contemporanei. Si tratta di una frontiera europea, sebbene posta alle estremità del Mediterraneo: le minacce terroristiche dettate da gruppi e stati eversivi come la Siria e l’Iran, sono esattamente come quelle di un Putin verso la Polonia o gli Stati baltici. Israele è uno stato fra i più democratici nel mondo, dal quale non solo le notizie vengono tutte diramate, ma dove tutte le fedi sono rappresentate in parlamento e nelle cariche più alte dello stato.

Forse è tutto questo che fa si che alla nostra politica-stampa-società non interessa quando un israeliano viene ucciso. Si chiama ipocrisia, si chiama arcaico o moderno antisemitismo-antiisraelianismo-antisionismo. Si chiama paura, vergogna. Si chiama vivere nella menzogna, esattamente come quando furono in pochi gli italiani che si ribellarono alle leggi razziali rivolte verso i loro connazionali. L’ebreo (o l’israeliano) rimane un altro, finché non diventa premio Nobel o porta in auge il tricolore.

Rammentiamo ancora una volta Einstein: “Se verrà dimostrato che la mia teoria della relatività è valida, la Germania dirà che sono tedesco e la Francia che sono cittadino del mondo. Se la mia teoria dovesse essere sbagliata, la Francia dirà che sono un tedesco e la Germania che sono un ebreo.”

Testo e foto inviati, con richiesta di pubblicazione, da Alan Davìd Baumann

Redazione

Gnocchi alla Sorrentina: un piatto dal cuore morbido che vi conquisterà

Se volete realizzare un piatto ricco e gustoso, allora gli Gnocchi alla Sorrentina, piatto tipico della cucina campana con il loro cuore morbido e ricco di formaggio generoso e filante, fanno al caso vostro! Il piatto si presenta con una crosta croccante che mette l’acquolina in bocca alla sola vista! Farli è molto semplice ed economico e seguendo i miei consigli riuscirete a fare un gran piatto da portare in tavola. Un piatto che è tutto della tradizione italiana ed è in grado di soddisfare i più golosi e i più esigenti tra i vostri ospiti a tavola.

INGREDIENTI
(per 4 persone)

  • GNOCCHI DI PATATE 1 kg
  • PASSATA DI POMODORO 500 gr (o polpa se preferite)
  • PARMIGIANO REGGIANO 80 gr
  • BASILICO 6 ciuffetti
  • SPICCHIO DI AGLIO 1
  • MOZZARELLA 1 da 200 g
  • MELANZANA 1
  • OLIO EXTRAVERGINE D’OLIVA (EVO) 4 cucchiai generosi
  • SALE q.b.
  • ZUCCHERO 1 cucchiaino

PREPARAZIONE

  1. Quando vorrete realizzare la ricetta degli gnocchi alla sorrentina, per prima cosa preparate gli ingredienti che vi serviranno e cominciate con lo sbucciare l’aglio; lavare bene il basilico che poi asciugherete e spezzetterete (ma non tutto), tenetene da parte un ciuffo per la guarnizione e  dopo averla lavata per bene, spuntate la melanzana.
  2. Mmettete tutto da parte.
  3. Versate 4 cucchiai generosi di Olio EVO (extravergine d’oliva in una padella ampia con i bordi alti e antiaderente.
  4. Lasciate scaldare bene l’olio, quindi profumatelo con uno spicchio d’aglio.
  5. Appena l’aglio inizierà a sfrigolare toglietelo (potrebbe dare fastidio a qualcuno), aggiungete la passata (o polpa) di pomodoro, il basilico spezzettato, 1 pizzico di sale, 1/2 cucchiaino di zucchero (che è sempre bene aggiungere quando si fa il sugo per mitigare l’acidità del pomodoro) e fate cuocere per circa 15 minuti a fiamma media; comunque finché non vedrete che il sugo si sarà ristretto e sarà cotto a puntino.
  6. A questo punto mettete già a bollire, in una pentola capiente, abbondante acqua per cuocere gli gnocchi e tagliate la mozzarella a dadini.
  7. Affettate la melanzana in fette sottili e mettetele a soffriggere in abbondante olio caldo; scolale e fatele asciugare sulla carta assorbente da cucina.
  8. Quando l’acqua bollirà, ed il sugo sarà pronto, non vi resterà altro da fare che mettere il sale nell’acqua e buttarci gli gnocchi, ma non tutti insieme per non farli attaccare tra di loro.
  9. Non appena gli gnocchi saliranno in superficie, scolateli con un mestolo forato e trasferiteli in una ciotola bella capiente.
  10. Conditeli con abbondante salsa di pomodoro e mescolate per bene in modo che il sugo li condisca bene.
  11. Quando saranno ben conditi, prendete una pirofila, imburratela e distribuite un primo mestolo di gnocchi e stendeteci sopra metà della mozzarella, le melanzane fritte. Aggiungete qualche foglia di basilico fresco per aromatizzare, spolverate con parmigiano e coprite con gli altri gnocchi.
  12. Ricoprite il secondo strato di gnocchi con la restante mozzarella, qualche foglia di basilico ed ancora parmigiano grattugiato.
  13. Infornate i vostri gnocchi per circa 20 minuti in forno già caldo a 180°C e, quando saranno pronti impiattate o, meglio ancora, portate a tavola direttamente la pirofila in cui li avrete cotti e lì fate le porzioni guarnendo ogni piatto con qualche foglia di basilico fresco che avrete tenuto da parte.

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Cristina Adriana Botis / Redazione

Navigazione in Incognito: Come vedere comunque la cronologia

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Una delle caratteristiche più sbandierate dalla modalità di navigazione in incognito delle varie applicazioni è la cancellazione automatica della cronologia. Che diresti se ti dicessimo che, in realtà, sappiamo come vedere la cronologia delle schede in incognito Android? Esiste un modo per recuperare cronologia navigazione in incognito Android e siamo qui per mostrartelo.

Cos’è la modalità navigazione in incognito e perché viene usata

La stragrande maggioranza dei browser per navigare su internet memorizzano una lista con tutti i siti web e le pagine che vengono visitate durante il corso della navigazione. Questo registro, chiamato cronologia navigazione, permette all’utente di tornare a ritroso su ciò su cui ha navigato per trovare e rivisitare in seguito tali contenuti.

Con il passare degli anni i browser hanno iniziato anche ad includono delle modalità a cui non corrispondessero alcun tipo di cronologia. Queste modalità, universalmente conosciute con il nome di incognito o private mode, sono diventate onnipresenti nei browser di tutto il mondo. Questa modalità per anni è stata associata all’inesistenza di una cronologia incognito.

La navigazione in incognito, oltre a non salvare alcun tipo di cronologia di navigazione, non tiene traccia nemmeno delle password e dei cookie. A venir mantenuti a fine sessione di navigazione saranno i file scaricati (anche se poi non appariranno all’interno del gestore dei download del proprio browser).

Come può mSpy aiutarti con la modalità navigazione in incognito?

Se passi molto tempo a domandarti come vedere la cronologia in incognito sarai felice di sapere che, attraverso l’aiuto di applicazioni spia come mSpy, sarai in grado di soddisfare i tuoi desideri. mSpy infatti possiede diversi strumenti che vanno ad aiutare chi vuole scoprire come vedere la cronologia in incognito su Android. Anche questa app può aiutarti a imparare come localizzare cellulare gratis senza consenso.

  • La cronologia di navigazione da incognito e la cronologia di navigazione normale
  • I segnalibri ottenuti in modalità incognito ed i segnalibri ottenuti durante la normale navigazione
  • La possibilità di bloccare l’accesso a determinati siti web
  • La possibilità di ricevere notifiche di avvertimento quando vengono scritte determinate parole chiave

mSpy può essere installato su smartphone con sistema operativo Android 4.0+ o su iPhone, sia con jailbreak che senza (anche se, in questo caso, è necessario possedere le credenziali d’accesso di iCloud). Una volta installato è possibile sapere come vedere la cronologia in incognito dal suo pannello di controllo.

Il pannello di controllo è disponibile online a chi ha acquistato mSpy prima di effettuare l’installazione. Dal pannello di controllo è anche possibile accedere alle altre funzioni sopra descritte come il blocco dei siti web, le notifiche di avvertimento in base alle parole chiave o la lista dei segnalibri.

come vedere la cronologia in incognito

Che fare per sapere la cronologia incognito?

mSpy non è l’unica applicazione spia presente sul mercato in grado di far scoprire come vedere la cronologia in incognito su Android. Al momento non esistono metodi efficaci per sapere come scoprire la navigazione in incognito in maniera gratuita, pertanto è necessario puntare su applicazioni a pagamento.

Spyzie

Spyzie è il nome di un’applicazione spia che possiede una funzione per il tracciamento della cronologia di un browser, sia questa relativa al normale utilizzo del browser che relativa a ciò che si è visto in modalità incognito. Per essere installata l’applicazione non necessità di Root.

KidsGuard Pro

KidsGuard Pro è un’applicazione spia per smartphone che possiede una serie di funzioni per la registrazione e la visualizzazione delle cronologie dei browser utilizzati su un dispositivo. Questa funzione riesce anche a tener traccia dei siti web e delle pagine che vengono visitati con un browser in modalità incognito.

Hoverwatch

Hoverwatch è un’applicazione spia per smartphone che possiede una funzione dedicata alla registrazione e al tracciamento dei siti web che vengono visitati. Questa funzione è in grado di tenere un registro non soltanto dei siti web che vengono visitati tramite il browser di Android ma anche attraverso gli altri browser disponibili sullo store.

Qustodio

Tra le applicazioni spia in grado di tenere un registro delle cronologie troviamo anche Qustodio. Il pannello di controllo legato all’applicazione, accessibile da remoto, è caratterizzato da un’interfaccia utente super chiara e semplice da usare che mostra a schermo i timestamp e le azioni per ogni sito visitato.

Conclusioni

I privilegi della modalità di navigazione in incognito sono molto meno interessanti di quanto si possa effettivamente pensare. Al giorno d’oggi, grazie anche ad applicazione come mSpy, recuperare cronologia navigazione in incognito Android è diventato fattibile anche per persone senza competenze informatiche. Basta installare la giusta applicazione spia, abbonarsi al servizio e usare l’apposito pannello di controllo.

Photo by Bermix Studio on Unsplash

Napoli – Fiorentina, Cabral: Puntiamo a vincere ogni partita

Al termine della gara che ha visto la Fiorentina conquistare il bottino pieno contro il Napoli con il risultato di 3 a 2 è intervenuto in sala stampa l’attaccante dei gigliati, Arthur Cabral, che ha commentato così questa importante vittoria.

Queste le parole di Arthur Cabral raccolte e sintetizzate dalla redazione sportiva di ViViCentro:

Emozioni dopo aver vinto?

Sono molto felice. Abbiamo fatto una grande partita in uno stadio meraviglioso contro una grande squadra 

Fonte foto: Pagina Facebook Ufficiale

Come va con mister Vincenzo Italiano? Cosa ti dà?

Sto ottenendo fiducia da parte sua sto applicando quello che vuole e sento molta fiducia da parte sua

Per voi quale potrà essere l’obiettivo fino a fine stagione?

Puntiamo a vincere ogni partita ad arrivare fino in fondo abbiamo una grande squadra.

A cura di Luigi Matrone

Napoli – Fiorentina, Italiano: Per l’Europa ci siamo, non molleremo

Al termine della gara che ha visto la Fiorentina conquistare il bottino pieno contro il Napoli con il risultato di 3 a 2 è intervenuto in sala stampa l’allenatore dei gigliati, Vincenzo Italiano, che ha commentato così questa importante vittoria.

Queste le parole di Vincenzo Italiano raccolte e sintetizzate dalla redazione sportiva di ViViCentro al termine di Napoli – Fiorentina:

Mister qual’è il suo stato d’animo dopo questa vittoria

Sono davvero felice per quello che ho visto oggi in campo e per la conferma dopo la partita di San Siro. Anche oggi siamo riusciti a proporci in una partita come questa in uno stadio gremito

La squadra doveva far parlare di se

Le soddisfazioni sono perché vieni qua e hai il timore di uscire con le ossa rotte quello stesso timore che ti fa stare sul pezzo. Abbiamo trovato la concretezza che ci mancava da un paio di partite

Belle parole per Cabral

Cabral penso sia un percorso normale per chiunque arriva in un campionato nuovo, ambiente nuovo. Sta crescendo molto, sta facendo vedere le sue qualità, per lui partita positiva

Napoli - Inter Serie A Tim 2021-2022 (30) OsimhenAbbiamo snaturalizzato il Napoli

Sapevamo che nel momento in cui forzavamo il recupero della palla sulla loro area do rigore erano costretti a verticalizzare, sono stati bravi Igor e Milenkovic e abbiamo limitato Osimhen che può mettere in difficoltà chiunque bastava essere concentrati e riconoscere il pericolo

Massima espressione della Fiorentina

In determinata partite penso che arroccarti dietro e sperare nella situazione penso paghi poco se lasci spazio al Napoli rischi e puoi essere colpito da chiunque, ho voluto stroncare l’entusiasmo e non subire il Napoli con i cambi fra cui quello decisivo di Ikone’.

Per l’Europa ci siamo. Siamo lì dall’inizio ne abbiamo le qualità, mancano poche partite alla fine e non molleremo quella zona.

A cura di Luigi Matrone

Napoli – Fiorentina, Koulibaly: Credo ancora nello scudetto!

Al termine della gara che ha visto il Napoli perdere con la Fiorentina con il risultato di 2 a 3 è intervenuto in sala stampa il difensore degli azzurri, Kalidou Koulibaly, che ha commentato questa pesante sconfitta.

Il roccioso difensore nelle perde la speranza di conquistare lo scudetto, anzi alza la voce e chiama tutti a raccolta.

Queste le parole di Koulibaly raccolte e sintetizzate dalla redazione sportiva di ViViCentro:

Momento difficile, cosa è successo?

Abbiamo iniziato bene la partita, abbiamo messo l’energia giusta il gol ci ha fatto male, abbiamo dato tutto, dobbiamo lavorare perché sono 6/7 partite che prendiamo gol.

Dietro non diamo la stabilita a quelli davanti per fare gol

Napoli Bologna KOULIBALYVi siete allungati troppo dopo l’1-1?

Si è vero perché è una cosa buona giusta sapevamo che avevamo le occasioni ma la Fiorentina è una squadra forte pensavamo di fare il 2-1…

Dobbiamo vincere le prossime sette

Spogliatoio

C’è tanta rabbia, volevamo vincere a tutti i costi, ma lunedì c’è un’altra partita difficile, io ci credo ancora.

Dobbiamo prenderla partita dopo partita!

A cura di Luigi Matrone

Napoli – Fiorentina, Spalletti: Mi dispiace per il pubblico

Al termine della gara che ha visto il Napoli perdere con la Fiorentina è intervenuto in sala stampa il mister degli azzurri, Luciano Spalletti, che ha commentato questa pesante sconfitta.

Queste le parole di Mister Spalletti raccolte e sintetizzate dalla redazione sportiva di ViViCentro:

 Al di là della sconfitta, cosa si fa fatica a digerire?

Solo la sconfitta perché ci costa molto e per certi versi non la si meritava. Loro non hanno rubato nulla , noi siamo partiti molto bene, abbiamo giocato qualche palla lunga, loro hanno preso il centro campo poi c’è stato l’episodio del gol… abbiamo un po’ di colpe per le difficoltà delle partita. Mi dispiace per il pubblico e per la squadra per come l’avevamo preparata.

Osimhen poteva fare meglio ma non stava al massimo, ha perso dei duelli fisici che potevano essere decisivi

 

Napoli Venezia Serie A 2021-2022Il cambio modulo

Zielo ha questo passo più fluido per coprire le distanze, Fabian non è al top. Zielinski sa gestire la palla con qualità, c’era d recuperare un risultato.

Cambiano le cose nella rincorsa allo scudetto

Si cambiano, possono cambiare di partita in partita, si fa tutto più difficile ma si ricomincia vogliamo vincere la prossima partita, dipende anche dagli altri non solo da noi

Ancora sconfitta in casa 5/6

Vanno valutate di partita in partita,  gli episodi? non vedo nulla di simile nelle altre partite.

A cura di Luigi Matrone

Juve Stabia – Paganese (4-0). Le pagelle dei gialloblè

Dopo lo scialbo 0-0 di Taranto la Juve Stabia era attesa al Menti per iniziare a chiudere in bellezza questo travagliato campionato e forse il derby con la Paganese non era alla vigilia come quello ideale allo scopo.

E invece, nonostante una coriacea prestazione degli avversari, le Vespe soffrono il minimo sindacale, andando quasi subito in vantaggio e amministrando con pochi pericoli la gara nel corso della quale poi hanno arrotondato in maniera meritata chiudendola con un sonoro poker, vendicando cosi di fatto anche l’amaro risultato dell’andata.

Le pagelle ai calciatori della Juve Stabia al termine del derby con la Paganese

Dini 6,5 : infonde sempre più sicurezza l’estremo difensore della Juve Stabia, salva nel primo tempo su Guadagni a botta sicura e in altre circostanze si disimpegna con disinvoltura.

Tonucci 6,5 : Tiene a bada il diretto avversario Tommasini, morde sovente le caviglie e anticipa sempre su ogni palla alta, poi si supera nel secondo tempo regalando l’assist per il definitivo 4-0

Troest 6,5 : Prova maiuscola del gigante della difesa, controlla bene su Cretella, toglie ogni spazio agli avanti azzurrostellati  e si fa sentire con la sua fisicità.

Juve Stabia - Monterosi Tuscia Calcio Serie C 2021-2022 (50)Caldore 7: Annulla di fatto lo spauracchio Guadagni, controlla in fase difensiva con l’aria di chi sa bene cosa fare, si propone in avanti e oggi ci scappa anche il gol.

Scaccabarozzi 6: Alimenta sulla sua fascia un gioco non sempre continuo, colpa anche in un primo tempo della più determinazione dell’avversario in quel settore del campo, risulta continuo anche nella ripresa fino a che  rimane in campo.

Schiavi 6,5 : Fa da autentico collante tra difesa e attacco, si spende tutto per raccogliere le idee e proporre in avanti facendolo dall’alto della sua visione di gioco e dei buoni piedi che dispone.

Altobelli 6,5 : Dalla prestazione cosi così del primo tempo alla crescita nel secondo tempo, passa da questo la piena sufficienza del centrale stabiese, condita tra l’altro dal lancio sul quale poi nasce il raddoppio della Juve Stabia.

Dell’Orfanello 6: Cerca di sfruttare al massimo la chance che gli regala il mister in questo sentito derby, lui ci mette anima e corpo e alla distanza vince anche il duello con Martorelli proponendosi in più di un’occasione sulla sua fascia di competenza.

Bentivegna 7 : Posizionato nel suo ruolo naturale e con la libertà di esprimere il suo estro il buon Accursio si regala e regala ai pochi intimi del Menti un pomeriggio da incorniciare, condito da una bella doppietta e da una prestazione importante.

Stoppa 6,5 : Oggi non va a segno ma come sempre non mancano i suoi colpi di genio e le veloci proiezioni in avanti, anche se oggi è sembrato un po’ più egoista andando ad interpretare per bene il ruolo di punta centrale ritagliata per lui dal mister.

De Silvestro 6: E’ stato forse quello meno appariscente in questa gara, certo non è mancata la sostanza ma si vede che il non giocare spesso porta a non essere da subito in sintonia con il resto della Juve Stabia, in ogni caso positivo il suo apporto.

Davi’ ( dal 21’ s.t.) 6: Entra è da subito sostanza al centrocampo regalando al reparto quella forza e quella tranquillità che da li a poco porta poi la squadra a segnare gli altri 2 gol della gara.

Ceccarelli ( dal 32’ s.t.) 6,5 : Segna un gol di pregevole fattura entrando con lo spirito giusto e facendosi trovare pronto per il finale di gara.

Donati ( dal 32’ s.t.) 6: Anche il ragazzo, che oggi partiva dalla panchina, l’impatto alla gara è  stato positivo, partecipando alle ultime sgroppate in avanti e mantenendo bene il campo.

Della Pietra  (dal 41’ s.t. ) s.v.

Squizzato ( dal 41’ s.t.) s.v.

Mr Novellino 6,5 : Ha mantenuto le promesse della vigilia, faremo una grande partita e vinceremo, ed è capitato proprio questo.

La Juve Stabia parte bene segnando nel primo quarto d’ora, c’è stata un po’ di sofferenza a centrocampo limitatamente al primo tempo e poi invece quando il mister ha cambiato modulo nel secondo si è assistito a tutt’altra gara.

L’idea di non dare punti di riferimento in attacco, di fatto ha rinunciato alla prima punta classica lì davanti, ha mandato un po’ all’aria i piani di Mr. Grassadonia che arrivava già con qualche pedina in meno a questo derby.

Possiamo dire senza temi di smentita, che questo pomeriggio l’esperienza ha vinto sulla gioventù.

il più navigato allenatore ha preparato e letto bene in corsa la partita portandola dalla sua con un colpo ad effetto da vero attaccante quale lui è stato.

A cura di Giovanni Donnarumma

Brescia: una pregevole mostra celebra le “Donne nell’Arte”

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Nei saloni di palazzo Martinengo una pregevole mostra celebra il fascinoso mondo femminile nell’arte pittorica, spaziando da Tiziano a Boldini

Continua il grande successo di pubblico della mostra “Donne nell’Arte”, ospitata negli austeri ambienti di palazzo Martinengo, nel cuore pulsante della Brescia storica.

Il visitatore sin dalle prime tele esposte, viene quasi rapito dalla alchimia dei colori e catturato dalla malia delle pennellate di pittori come Tiziano, Guercino, Fede Galizia, Gaetano Bellei. Senza trascurare tanti valenti artisti regionali poco noti al grande pubblico ma apprezzatissimi dalla critica come il Pitocchetto, Gaetano Chierici, Giovanni Boldini.

La mostra è articolata in otto pregnanti sezioni che scandagliano le molteplici sfaccettature del complesso universo femminile, “croce e delizia” dell’altra metà del cielo.

Partendo dalla prima sala il percorso espositivo si snoda tra i seguenti titoli: “Sante ed eroine bibliche” (Giuditta, Susanna, Dalila…)  cui succede: “Mitologia in rosa e storia antica” (Cleopatra, Berenice, Lucrezia…).

La terza sala offre una panoramica di ritratti muliebri, spaziando dal ricercato (Ritratto di Francesca Ghirardi Lechi, di Andrea Appiani) al trasognato (La dama del Pappagallo, di Mosè Bianchi), dall’elegiaco (Colibrì, di Vittorio Matteo Corcos) al prorompente di femminea vitalità (Ritratto di Lady Nanne Wiborg, di Giovanni Boldini). Immagine – simbolo di tutta la mostra è il quadro Colpo di vento, dipinto da Gaetano Bellei nel 1902. Raffigura il delicato ritratto di una giovinetta sbarazzina investita da una folata di vento che le fa gonfiare il vaporoso vestito viola, mettendo in evidenza il suo sorriso spensierato e quasi compiaciuto per il piccolo incidente che fa risaltare la flessuosità del suo corpicino da sirenetta.

Segue la quarta sala che offre un saggio del genere “natura morta” inaugurato dopo la celeberrima Canestra di frutta dipinta dal Caravaggio alla fine del ‘500. Questo tipo di pittura che ritraeva la “natura in posa” si confaceva agli impegni famigliari di una donna, che poteva così dedicarsi tranquillamente al cavalletto pur restando nella propria casa. Senza disporre necessariamente di spazi enormi come per un atelier tradizionale, necessario per realizzare pale d’altare e quadri di grandi dimensioni.  Nel nuovo filone “naturistico” si cimentarono tante donne pittrici che addirittura lo ingentilirono arricchendolo di delicati motivi floreali, seguendo la loro naturale inclinazione a coniugare grazia e diligente precisione nella raffigurazione dal vero. Fede Galizia e Giovanna Garzoni prediligono le composizioni a prevalente presenza di frutta mentre Orsola Maddalena Caccia, Anna Stanchi, Margherita Caffi cureranno raffinate cascate di ghirlande floreali variopinte.

La quinta sezione è dedicata al tema esistenziale della maternità, declinato in tanti suoi aspetti umani e sociali. Il Todeschini ed il Pitocchetto raffigurano due madri che vivono nella rassegnata indigenza con la loro creatura; Giovanni Torriglia raffigura una madre sorridente che suona una Dolce serenata alla sua bambina; Gaetano Chierici raffigura le Gioie materne, di una giovane madre intenta a giocare con suo bimbo.

Nella sesta sala sono raffigurate scene di vita quotidiana, fatta di balli spensierati, di pettegolezzi, di giornali di moda, di abiti carnascialeschi e di subliminale lussuria come nell’ Odalisca di Roberto Fontana.

La sala successiva rappresenta il lavoro femminile in tante sue sfaccettature di fatica e rassegnazione, come venne percepito e rappresentato nella seconda metà dell’800, quando la condizione sociale delle donne cominciava a cambiare. Finalmente! Achille Glisenti ritrae la fatica femminile durante La raccolta del granoturco; Francesco Filippini racconta la vita solitaria di una Pastorella con gregge; Achille Befani Formis ci partecipa l’ingrato lavoro de Le lavandaie; Filippo Palizzi ci mostra gli Scavi a Pompei, dove tante ragazze trasportano enormi ceste di detriti con la schiena curva sotto il carico inadatto al loro fisico.

L’ottava ed ultima sala non poteva trascurare le tematiche del nudo e della sensualità, leit-motiv ugualmente caro alle due metà del cielo. Ernesto Fontana ci mostra il Dolce far niente di una odalisca mentre fuma una “canna” d’oppio; Ettore Tito ritrae una trasognata ragazza Con la rosa tra le labbra, che fa sognare chi la guarda; Giovanni Boldini indugia nella descrizione di un Nudo sdraiato con calze nere, con maliziosa provocazione; mentre nel Nudo di donna dai capelli rossi la provocazione cede il posto ad una languida sensualità che viaggia verso l’eleganza stilistica.

Alla fine del percorso espositivo il visitatore resta come rapito in questo cosmo declinato tutto al femminile, dove grazia ed eroismo, lussuria e leggiadria si intrecciano in una corona inesplicabile di emozioni e sentimenti contrastanti che con difficoltà si fanno comprendere e catalogare.

A tutti gli appassionati di arti figurative ne consigliamo vivamente la visita. Considerato che l’esposizione si protrae fino al 12 giugno. Ben curato e con ottima iconografia il Catalogo della mostra acquistabile al book-shop che, inoltre, offre la consueta gamma di oggettistica fatta di magneti, poster, cartoline e simili.

Particolare da non trascurare: conservare il biglietto di ingresso,  perché consente la visita gratuita alla mostra il Sacro al Femminile, allestita presso il Museo Diocesano di Via Gasparo da Salò, 13.

Mostra “Donne nell’Arte”, Palazzo Martinengo Cesaresco, Brescia.-

Brescia: una pregevole mostra celebra le “Donne nell’Arte” // Carmelo TOSCANO/ Redazione Lombardia

 

Bentivegna: “Vittoria importante nel derby. In attacco oggi nel 3-4-3 non davamo punti di riferimento”

Accursio Bentivegna, attaccante della Juve Stabia, è intervenuto in conferenza stampa al termine del match vinto contro la Paganese per 4-0.

Le dichiarazioni di Bentivegna sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Vittoria importante oggi nel derby contro la Paganese. Ora sta a noi continuare così nelle ultime partite sulla scia della vittoria di oggi e far vedere chi siamo. Per me è importante fare gol – aggiunge Bentivegna – ma soprattutto vincere anche perché abbiamo lasciato tanti punti per strada nel corso di questo campionato.

Bentivegna Juve Stabia Paganese

Ogni gara ha una storia a se. Dipende dagli episodi che la gara propone. Devo ringraziare la società che ha creduto in me nonostante lo scorso anno in cui non sono stato bene fisicamente e non ho potuto far vedere al meglio le mie caratteristiche tecniche. Oggi non davamo punti di riferimento – continua Bentivegna – con il nostro tridente leggero ed è andata benissimo.

Sicuramente mi trovo meglio nel 3-4-3 perchè il mio ruolo è quello di esterno offensivo perchè in quel ruolo esprimo al meglio le mie caratteristiche tecniche. Ma se la squadra – conclude Bentivegna – richiede un lavoro di sacrificio come accaduto nel primo tempo di Taranto dove ho dovuto fare un lavoro oscuro e di sacrificio da quinto di centrocampo va bene lo stesso anche nel 3-5-2″. 

Juve Stabia – Paganese 4 – 0. Il Podio Gialloblu

La Juve Stabia supera nettamente la Paganese nel derby del Menti grazie alla doppietta di Bentivegna ad alle reti di Caldore e Ceccarelli

PODIO

Medaglia d’oro: ad Accursio Bentivegna, mattatore del derby. Due gol facili ma cercati per il 10 della Juve Stabia, che sfodera il senso del gol degno dei grandi attaccanti d’area. Bentivegna prima segue l’azione di Stoppa per mettere in rete in spaccata e poi, anche in apertura di secondo tempo, manda in tilt la coppia Konate-Baiocco e si tuffa nella porta ospite insieme alla sfera. Doppietta, corsa e gara di qualità mista a quantità per il fantasista siciliano, decisamente più a suo agio nel tridente offensivo che come quinto di centrocampo.

Medaglia d’argento: a Marco Caldore, che alza il muro in difesa e colpisce in avanti. Scontata la gara di squalifica, il difensore napoletano torna a chiudere l’ermetica retroguardia stabiese, brillando per eleganza ed efficacia. Caldore esce palla al piede in dribbling, lancia dalle retrovie e incorna di testa con potenza e precisione la rete che chiude definitivamente la gara. Insieme a Troest e Tonucci spaventa gli avversari come il buono, il brutto ed il cattivo di Sergio Leone, mostrando un’intesa ormai consolidata coi compagni di reparto. Unico neo della sua gara il giallo preso al rientro dalla squalifica.

Medaglia di bronzo: contesa dai vari Altobelli, Ceccarelli, Scaccabarozzi e conquistata da Matteo Stoppa. Anche nelle giornate meno scintillanti la classe del giovane 7 della Juve Stabia è il fattore che indirizza le gare dei gialloblu, che trovano nelle giocate di Stoppa i pericoli con cui sorprendere i rivali. Due assist e tante giocate sopraffine per Stoppa, pronto ormai al meritato salto di categoria che, con tutta probabilità, arriverà nella prossima stagione. Da menzionare anche la corsa ed i muscoli di Scaccabarozzi ed Altobelli e la perla con cui Ceccarelli rivendica maggiore spazio.

CONTROPODIO

Unica nota dolente della giornata stabiese i numeri minimi sugli spalti, con una prestazione che avrebbe meritato un pubblico decisamente più numeroso. In campo nessuna insufficienza o nota di demerito per gli uomini di Novellino, autori di una delle migliori prove stagionali.

Grassadonia: “Dopo un buon primo tempo la Paganese si è sciolta come neve al sole sul 2-0”

Gianluca Grassadonia, allenatore della Paganese, è intervenuto in conferenza stampa al termine del match perso contro la Juve Stabia per 4-0.

Le dichiarazioni di Grassadonia sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“La squadra ha fatto un buon primo tempo. Dopo il 2-0 la gara è finita. Ci siamo sciolti come neve al sole ed è stata una brutta Paganese. Sicuramente il fatto di aver preso il secondo gol ci ha penalizzato. Abbiamo dovuto fare cambi dopo il 2-0 – aggiunge Grassadonia – e poi abbiamo smesso di stare in campo.

Oggi abbiamo recuperato Murolo, c’erano altri giocatori con i crampi. Questa botta dei 6 punti dovuti all’esclusione dal campionato del Catania è stata una botta pesante. Abbiamo preso l primo gol su un errore nostro. Ci portiamo indietro i nostri errori. Dobbiamo voltare pagina – continua Grassadonia – e dobbiamo recuperare i giocatori e andare a giocare i playout.

Il nostro destino è segnato da tempo perché abbiamo giocato bene anche oggi. Dopo il 2-0 siamo spariti dal campo. Abbiamo tanti giovani che sono alla prima esperienza e sugli errori che commettiamo poi paghiamo. Nel momento migliore arriviamo davanti alla porta e sbagliamo o prendiamo gol su angolo come nel gol di Caldore. Mi preoccupano molto gli ultimi 30 minuti – continua Grassadonia – perché la squadra è scomparsa dal campo. Il disco è sempre lo stesso ma è ovvio che siamo in difficoltà.

Abbiamo tanti giovani alla prima esperienza ma oggi abbiamo da recuperare i tanti calciatori che sono fuori. I 6 punti che ci tolgono è una mazzata tremenda ma la realtà è questa e dobbiamo essere gravi noi ad entrare nella testa dei giocatori.
Oggi parlare di episodi mi sembra ingeneroso – conclude Grassadonia – e dobbiamo ripartire da domani raccogliendo i cocci e cercando di capire dove abbiamo sbagliato”.

Napoli – Fiorentina (2 – 3). Le pagelle degli azzurri.  

Oggi alle ore 15 si è disputata una delle partite più importanti di questa stagione per gli azzurri in chiave scudetto, ovvero NapoliFiorentina.

Il Napoli doveva vincere questa partita per portarsi avanti su Milan ed Inter. Questo non accade, vince la Fiorentina e gli azzurri crollano al terzo posto in classifica.

Gli azzurri giocano una buona partita ma non riescono a portarsi a casa 3 punti che potevano essere decisivi in questa corsa scudetto.

La Fiorentina vince meritatamente esprimendo il proprio gioco e dimostrando di essere una squadra che merita un posto in Europa.

Il Napoli alla prossima sfiderà la Roma di Mourinho che prima di sfidare i partenopei dovrà riuscire a recuperare il 2 – 1 dell’andata di Conference League contro il Bodo Glimt.

Ecco le pagelle degli azzurri in Napoli – Fiorentina:

Ospina 5.5: Prestazione non sufficiente del portiere colombiano che subisce 3 reti in casa e sbaglia alcuni rinvii durante il secondo tempo.

Koulibaly 6-: Il numero 26 azzurro ha molta difficoltà a marcare gli attaccanti della Fiorentina e come il suo compagno Ospina non riesce a portarsi a casa la sufficienza.

Rrahmani 5.5: Anche Rrahmani come il senegalese ha difficoltà a difendere gli attaccanti della squadra di Italiano e nemmeno lui si porta a casa la sufficienza.

Mario Rui 6-: Presente in zona offensiva ma poco preciso nei tiri e nei cross. Il portoghese ha molta difficoltà a marcare l’esterno Argentino della viola. Insufficiente anche la prestazione di Mario Rui.

Zanoli 5: Prestazione scadente del terzino italiano che non si conferma dopo l’ottima prestazione a Bergamo.

Lobotka 5.5. Scadente anche la prestazione dello Slovacco. La Fiorentina gli ha permesso di impostare poche volte ed è lui il vero colpevole del terzo goal della Fiorentina siglato da Arthur Cabral.

Fabian Ruiz 5: Prestazione non sufficiente dello Spagnolo che viene sostituito al minuto 56 per dare spazio a Mertens.

Zielinski 4.5: Continua il periodo buio di Zielinski che non trova il goal dal 4 dicembre.

Politano 6-: Prestazione non sufficiente anche dell’esterno Italiano che viene sostituito ad inizio secondo tempo per dare spazio a Lozano.

Insigne 6: Sufficiente la prestazione di Insigne che si fa notare molto ad inizio primo tempo ma poi al goal di Nico Gonzalez crolla.

Osimhen 7: Grande prestazione dell’attaccante nigeriano che torna alla grande dopo aver saltato il match contro l’Atalanta per squalifica.

Mertens 7: Il Belga si dimostra molto utile per Spalletti anche da subentrato ed è lui l’autore del primo goal che fa sperare in una rimonta azzurra.

Lozano 6+: Buona prestazione del messicano che nel secondo tempo aiuta molto in zona offensiva ma non riesce a trovare la gioia del goal.

Elmas SV

Demme SV

All.Spalletti 6: Cambi che hanno cambiato il match ma comunque il tecnico azzurro non riesce a vincere una partita che poteva portarlo al primo posto in classifica.

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Simone Improta/Redazione Sportiva

Novellino: “Da tempo volevo impiegare tre punte veloci e tecniche come oggi. La Juve Stabia c’è per i playoff”

Walter Novellino, tecnico della Juve Stabia, è intervenuto in conferenza stampa al termine del derby con la Paganese vinto 4-0 dalle Vespe.

Le dichiarazioni di Novellino sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Aspettavo da tempo di poter impiegare le tre punte. Hanno tanta qualità la davanti i miei tre attaccanti e hanno fatto bene. Abbiamo sofferto la loro mezzapunta nel primo tempo ma è andata bene. Ora siamo lì – continua Novellino – e questa è una squadra che può far bene e può lottare per i playoff.

Le sofferenze ci sono in ogni partita ma poi nel secondo tempo abbiamo corretto alcune cose. Abbiamo fatto un tipo di gioco importante e sono convinto che faremo bene. Sono ritornato per questo, per dimostrare – aggiunge Novellino – che i miei ragazzi hanno un allenatore bravo e sono convinto che possiamo raggiungere i playoff. Insisto molto nel possesso e nel non buttare via la palla. Sono convinto che lavorando bene in settimana possiamo ottimizzare tutto il lavoro fatto.

Penso a raggiungere un traguardo importante, il resto come la possibile penalizzazione non è di nostra competenza. Non avendo Eusepi – continua Novellino – sto cercando di proporre giocatori di qualità davanti ma un giocatore come Eusepi è fondamentale anche nel far salire la squadra nei momenti di difficoltà.

Novellino Juve Stabia Paganese

C’è molto di mio nei diversi moduli della Juve Stabia. Quando c’è la possibilità di fare un 4-3-3 lo facciamo, oggi c’era la possibilità di fare un 3-4-3 con attaccanti veloci e lo abbiamo fatto. È un progetto che mi piace molto – prosegue Novellino – e spero di poterlo portare a termine. Abbiamo avuto molte difficoltà nel nostro cammino.

A Taranto abbiamo concesso poco, potevamo forse offendere di più ma 2 giorni dopo il Taranto ha vinto col Monopoli. Con noi non ha tirato in porta. Sotto l’aspetto psicologico – conclude Novellino – non era facile la gara di Taranto soprattutto quando tutti ti dicono che la salvezza era già raggiunta”.

Napoli, la Fiorentina ti fa male. Al Maradona passa la viola

Un’altra sconfitta casalinga per il Napoli di Spalletti. Al Maradona, questa volta, vince la Fiorentina 3-2

 

Napoli, la Fiorentina ti fa male. Al Maradona passa la viola

 

Una sconfitta che non ci voleva, soprattutto in questo momento delicato della stagione. Al Maradona vince la Fiorentina di Italiano per 3-2. Continuano le difficoltà casalinghe per il Napoli di Spalletti che è al secondo posto in classifica, a pari punti con l’Inter, che ha però una partita ancora da recuperare.

 

Gol sbagliato, gol subito

Primo tempo abbastanza equilibrato. Entrambe le squadre provano a fare la partita. Il Napoli parte alla grande, con tante occasioni senza però concretizzarle. I partenopei provano più volte a battere Terracciano, in particolare con Osimhen, al quale viene anche annullato una rete per posizione irregolare. Trenta minuti che hanno visto il Napoli protagonista, fino alla rete della Fiorentina con Nico Gonzalez. L’argentino, si trova in area il pallone a seguito di una mischia, calcia col sinistro e mette la palla nel sette: imprendibile per Ospina e 1-0 viola. Gol che ha messo un po’ sotto shock gli uomini di Spalletti che, salvo una conclusione in area di Mario Rui, non sono più riusciti ad attaccare rientrando negli spogliatoi dunque in svantaggio di un gol.

 

Il cinismo viola

Nella ripresa i ritmi della partita sono altissimi. Sia il Napoli che la Fiorentina attaccano, costruiscono e segnano. A rimettere la situazione in parità è Mertens, appena entrato. Il belga viene servito al limite dell’area da Osimhen e di destro realizza il gol dell’1-1. Maradona in fiamma e in estasi anche se i tifosi devono subito interrompere la loro gioia al 66′ perché Ikoné viene lasciato tutto solo in area di rigore azzurra e non perdona. Viola di nuovo in vantaggio ma non è finita qui: la squadra di Italiano infatti, con un’altra ripartenza, riesce a trovare anche il gol che chiude definitivamente le speranze azzurre al 72′ con Cabral che, approfitta dello scivolamento di Lobotka, incrocia a giro battendo Ospina. Inutile, nel finale, il gran gol di Victor Osimhen che conclude la sfida sul 3-2 per la Fiorentina.

 

Una sconfitta che non ci voleva, soprattutto vedendo la classifica. Ora per il Napoli non è per niente facile. Testa comunque alla prossima, alla sfida di lunedì prossimo contro la Roma.