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Juve Stabia, il caso Catania incide anche sui playoff Under 15 e 17. Di Pasquale convocato nella Rappresentativa Under 15

Juve Stabia, l’esclusione del Catania dal calcio professionistico finisce per influire anche sui playoff nazionali dei campionati Under 15 e Under 17.

COME CAMBIANO I PLAYOFF NAZIONALI UNDER 15 E UNDER 17 E QUALI EFFETTI HA SULLA JUVE STABIA IL CASO CATANIA.

Visto l’esclusione del Catania, infatti, le classifiche verranno stilate tramite coefficienti, poiché nel Girone F del Catania, le squadre avranno disputato due gare in meno.
Quindi il calcolo per l’ammissione ai play off prevede il calcolo di un coefficiente dato dal rapporto fra il totale dei punti conquistati e le partite giocate.

Ci sarà di conseguenza uno stravolgimento degli accoppiamenti degli ottavi di finale, ma le Under 15 e 17 della Juve Stabia sono matematicamente qualificate avendo i seguenti coefficienti:

Under 15 ad oggi 35 punti su 17 gare = coefficiente 2,05.

Under 17 ad oggi 39 punti su 17 gare = coefficiente 2,29.

Ad una giornata dal termine del campionato, per la categoria Under 15 nel girone A e nel girone D, non potranno raggiungere il coefficiente della Juve Stabia. Analogamente per la categoria Under 17 nel girone A, nel girone C e nel girone F, non potranno raggiungere il coefficiente della Juve Stabia.

Juve Stabia quindi matematicamente fra le migliori 16 squadre italiane sia nella categoria Under 17 che nella categoria Under 15 anche dopo l’esclusione del Catania dal campionato.

Dopo l’ultima giornata del 24 Aprile, usciranno (sempre tramite i coefficienti di valutazione) gli accoppiamenti degli Ottavi di Finale, dove varrà in caso di parità nel ritorno il miglior piazzamento in classifica riportato in campionato. Al momento la Juve Stabia è in svantaggio sotto questo aspetto e quindi in caso di parità tra andata e ritorno sarebbe eliminata. E’ questo l’unico strascico in negativo che la situazione Catania lascia sui playoff nazionali per la Juve Stabia nelle categorie Under 15 e Under 17.

Nel frattempo una bellissima notizia che riguarda il settore giovanile delle Vespette. Alessandro Di Pasquale, capocannoniere dell’Under 15 con 14 reti, è stato convocato dalla Rappresentativa di Serie C Under 15 per il Torneo Lazio Cup Young dal 15 al 18 Aprile 2022. Un altro grande risultato del settore giovanile della Juve Stabia, guidato dal responsabile Saby Mainolfi e dal direttore Roberto Amodio, che tanti campioncini in erba ha sfornato nel corso degli ultimi anni.

Una piazza a Castellammare per Sandro Pertini: la proposta della sinistra

Oggi è stata lanciata una petizione online con l’obiettivo di intitolare una piazza stabiese all’ex Presidente della Repubblica Sandro Pertini.

Sandro Pertini aderì al PSI nel 1918.

Protagonista della resistenza contro il regime fascista, fu eletto tra le fila del suo partito all’Assemblea Costituente che nel 48 emanò la Costituzione più bella del mondo.

Fu uno degli esponenti di spicco della Prima Repubblica e, insieme ad Aldo Moro ed Enrico Berlinguer, viene considerato uno dei fari luminosi durante gli “anni di piombo”, il periodo più buio della nostra storia.

Nel 1978 dopo le dimissioni di Giovanni Leone dovute alla vicenda del rapimento e del successivo ritrovamento del cadavere dell’allora Presidente della DC, Aldo Moro, massacrato dalle Brigate Rosse guidate probabilmente dalla CIA e dal KGB, fu eletto Presidente della Repubblica.

Il suo nome fu scelto in quanto ritenuto l’unico uomo in grado di riavvicinare i cittadini alla politica.

Infatti la sua presidenza viene ricordata per le numerose occasioni in cui Pertini, calandosi in prima persona, ha vissuto i drammi e le gioie del popolo italiano.

Basti ricordare la sua presenza in Irpinia nei giorni successivi al terremoto, e la sua vicinanza alla famiglia di Alfredino Rampi, il bambino tragicamente morto in un pozzo nell’81.

In entrambi i casi Pertini denunciò l’inadeguatezza dei soccorsi e, per porre rimedio, creò il Ministero della Protezione Civile.

Famosissimi i video e le immagini relative alla vittoria dell’Italia di mister Bearzot nei mondiali dell’82, le quali raffigurano un Pertini euforico e fuori dagli schemi.

Il suo labiale “ora non ci prendono più” al terzo gol di Altobelli è scolpito nella mente nel cuore di quella generazione che vide quella grande vittoria.

Le frasi pronunciate nei suoi discorsi hanno guidato gli ideali dei giovani della generazione degli anni 80.

“Io credo nel popolo italiano. È un popolo generoso, laborioso, non chiede che lavoro, una casa e di poter curare la salute dei suoi cari. Non chiede quindi il paradiso in terra. Chiede quello che dovrebbe avere ogni popolo.”

“Se adeguarsi vuol dire rubare, io non mi adeguo.”

“Il fascismo per me non può essere considerato una fede politica… il fascismo è l’antitesi di tutte le fedi politiche, perché opprime le fedi altrui.”

“Bisogna essere degni del popolo italiano. Non è degno del popolo italiano colui che compie atti di disonestà. I corrotti ed i disonesti sono indegni di appartenere al popolo italiano, e devono essere colpiti senza alcuna considerazione.”

Questi ed altri numerosissimi episodi gli hanno regalato l’appellativo di “presidente più amato dagli italiani”.

Il 14 agosto ricorre il 130esimo anniversario della nascita del Partito Socialista Italiano, da qui la proposta della sinistra stabiese di chiedere al comune di Castellammare di stabia di intitolare una piazza all’ex presidente Sandro Pertini.

Una proposta lanciata dalle sezioni stabiesi dell’ANPI, coordinato da Peppe Di Massa, del PSI guidato da Roberto Rapicano, e dai PROGRESSISTI STABIESI capitanati da Davide Bozza.

Per raggiungere l’obiettivo è stata creata una petizione online che, in questi minuti, sta raggiungendo i profili social e le chat whatsapp di centinaia di cittadini stabiesi, raccogliendo numerose adesioni.

Qui il link per firmare e aderire.

L’appello dei promotori:

“Il prossimo 14 agosto ricorrerà il 130° anniversario dalla fondazione del Partito Socialista Italiano. Per culminare la celebrazione politica e culturale del prossimo evento, le sottoscritte ed i sottoscritti cittadini chiedono all’amministrazione comunale di Castellammare di Stabia (NA) di intitolare una piazza o una strada cittadina a Sandro Pertini.

Alessandro Pertini nacque a Stella, provincia di Savona, il 25 settembre 1896 e morì a Roma 24 febbraio 1990. Perseguitato politico sotto il regime fascista, fu promotore e operoso membro del CNL per la liberazione dalla dittatura nazifascista che portò alla democratizzazione dell’Italia.

Nel 1943 insieme a Pietro Nenni e Lelio Basso, Sandro Pertini riorganizzò il vecchio Partito Socialista Italiano di unità proletaria. Già deputato all’ assemblea Costituente, divenne presidente della Repubblica dal 1978 al 1985 diventando il presidente più votato nella storia della Repubblica con l’82,3% dei consensi delle camere riunite in seduta plenaria.

Unitamente alla presente petizione sarà promossa una raccolta firme cartacea.

Il Comitato promotore della raccolta firme è costituito da: ANPI sezione Castellammare – Gragnano, PSI sezione stabiese, Coordinamento stabiese I Progressisti.”

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De Feo Michele / Redazione Campania

Arriva Pasqua e anche quest’anno riparte la Funivia del Faito

Arriva Pasqua e, dopo diversi mesi di stop anche quest’anno, da sabato 16 aprile 2022, la Funivia del Faito riprenderà finalmente le sue corse per collegare la zona di Castellammare di Stabia con la sua montagna, il Monte Faito.

Al momento l’EAV ha comunicato gli orari fino al 15 luglio, segnalando anche che ci sarà un servizio ridotto nel giorno di Pasqua.

La Funivia del Faito è sicuramente molto comoda per salire a 1.131 metri di altezza, arrivando così alla vetta del Faito partendo dalla Stazione di Castellammare Centro a 9 metri sul livello del mare.

Il viaggio è breve e, in soli 7 minuti circa, si passa dal mare ai 1.131 metri del Monte Faito con la sua aria salubre e una vista che inzia sin dalla partenza della “panarella”, così come affettuosamente è nominata dagli stabiesi, e che è da non perdere perché permette di godere un paesaggio bellissimo che ci lascia senza fiato.

Una volta arrivati, eccovi di fronte ad una vista strepitosa sul Golfo di Napoli e non solo.

Gli orari

Orari ordinari di sabato 16 aprile e dal 19 aprile al 15 luglio: 10.00 – 10.20 – 10.40 – 11.00 – 11.40 – 12.00 – 12.40 – 13.00 – 13.40 – 14.00 – 14.40 – 15.00 – 15.20 – 15.40 – 16.00 – 16.20 – 16.40 – 17.00
Orari del 17 aprile con riduzione del servizio per il giorno di Pasqua: 10.00 – 10.20 – 10.40 – 11.00 – 11.40 – 12.00 – 12.40 – 13.00
Orari per 18 aprile con prolungamento per il lunedì in Albis, cioè Pasquetta: 09.00 – 09.20 – 09.40 – 10.00 – 10.20 – 10.40 – 11.00 – 11.40 – 12.00 – 12.40 – 13.00 – 13.40 – 14.00 – 14.40 – 15.00 – 15.20 – 15.40 – 16.00 – 16.20 – 16.40 – 17.00 – 17.20 – 17.40 – 18.00 – 18.20 – 18.40 – 19.00 (solo discesa) – 19.20 (solo discesa) – 19.30 (solo discesa)

I prezzi

• corsa semplice 5,50 €
• andata/ritorno 8,00 €
• andata/ritorno residenti 5,00 €
• andata/ritorno under 18 3,00 €
• abbonamento mensile 45,00 €
• trasporto bicicletta 1,00 €

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Cristina Adriana Botis /Redazione Campania

Gratta e Vinci: Il gioco preferito dagli italiani ora nei Casinò Online

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Ogni appassionato giocatore italiano ha provato, almeno una volta nella vita, ad acquistare un Gratta e vinci. Capita spesso, quando entriamo in una tabaccheria, di trovarsi di fronte a una vetrinetta espositiva, alle spalle del bancone, che presenta una buona fornitura di cartelle utili per tentare la fortuna.

Si tratta di giochi immediati, che con poche manciate di euro permettono di generare vincite più o meno interessanti in modo del tutto casuale. Tutto ciò che bisogna fare è grattare la superficie della cartella acquistata seguendo le semplici indicazioni riportate sul retro.

Visto il grande successo che questo gioco ha ottenuto, da un po’ di tempo è possibile trovarlo anche in versione digitale, all’interno di casino online come GratoWin Casino o piattaforme ADM. In questo modo si aumenta la sua popolarità permettendo ai giocatori di poter sfidare la fortuna senza uscire di casa. Ma scopriamo di più rispetto alla versione di gioco online!

I Gratta e vinci alla conquista del web

I Gratta e vinci sono una forma di gioco d’azzardo che ha letteralmente spopolato in Italia, poiché permette di vincere milioni di euro con biglietti di prezzo modesto e variabile. Piacciono perché non hanno bisogno di grandi abilità e sono quindi estremamente accessibili e dal risultato istantaneo.

Tali particolarità restano intatte anche nei Gratta e vinci online che risultano quindi molto coinvolgenti. Ed è proprio per questo che il loro successo è andato man mano aumentando in questi ultimi anni. La cosa importante da ricordare è che questi biglietti non cambieranno necessariamente la tua vita. Ecco perché è bene porsi dei limiti e giocare con responsabilità, riconoscendo il momento giusto per fermarsi. Ma di questo parleremo nei prossimi capitoli: vediamo ora come funzionano i Gratta e vinci virtuali.

Come giocare online con i Gratta e vinci

I Gratta e vinci hanno mantenuto le proprie regole e l’innata semplicità anche all’interno di piattaforme di gioco online, perché sono proprio queste le sue caratteristiche. Considera che anche se il gioco è in diffusione, non tutti i casinò lo presentano: in Italia sono soprattutto Lottomatica e Sisal a proporre questo gioco d’azzardo. Cerca quindi una piattaforma che offra il Gratta e vinci nel suo catalogo di proposte per i giocatori e mettiti subito all’opera. Vuoi sapere come si svolge l’azione?

Acquista un biglietto e potrai facilmente grattare la parte coperta per scoprire se hai vinto un premio. Grazie a provider e software specifici infatti si potrà grattare la scheda in modo virtuale, sfruttando l’innovazione tecnologica e soprattutto l’immaginazione dei migliori fornitori di giochi. E scoprirai, forse con un po’ di sorpresa, che la fase di “attesa” è una delle più divertenti, proprio perché è resa dinamica e piacevole grazie alla grafica. Pensa che alcuni casinò con licenza hanno deciso di rendere così realistico il gioco presentando una moneta virtuale per poter grattare il biglietto emulando ciò che faresti se ti trovassi davanti a un vero biglietto.

Divertiti, ma non abbassare mai la guardia

Come dicevamo poco fa, la bellezza di questo gioco di oggi è la velocità con cui si può “entrare in azione” senza dover necessariamente conoscere in modo approfondito le sue regole. Bastano pochi secondi per scoprire se e quanto si vince, ma è bene ricordare che non sempre è possibile vincere! La sua immediatezza vale anche in fase di sconfitta e ti renderai conto che il più delle volte si può perdere.

Se hai già collezionato una serie negativa di biglietti, cerca di accettare la sconfitta e fermati. Magari non è il tuo giorno fortunato e ti conviene preservare le tue finanze e scommettere un’altra volta. Solo così riuscirai davvero ad apprezzare questo tipo di gioco, a prescindere dal tipo di Gratta e vinci che scegli.

AFRAGOLA: “Aiuto, sono sola!” Carabinieri soccorrono 86enne

La fievole voce al telefono raccontava di una donna sola, affamata. La voce parlava ai carabinieri della stazione di Afragola e raccontava di sé.

86 anni, sola, vedova da tempo. Per oltre 2 giorni non ha buttato giù un boccone né rispettato la tabella di marcia imposta dal suo medico. I suoi problemi cardiaci non potevano più aspettare, lo stesso la sua solitudine e la sua fame.

Così ha pensato di chiamare chi sul territorio c’è sempre, per tutti.

Ha chiesto aiuto ai Carabinieri, come quelli della fiction che seguiva sempre.

I militari non hanno dovuto pensarci su due volte, hanno preso nota dell’indirizzo e del piano e sono partiti.

A bussare al citofono due giovani militari, ad accoglierli una donna anziana sul cui volto si è dipinto un sorriso.

“Non mangio da 2 giorni”, “non ho preso le compresse e non sono riuscita nemmeno a riassettare”.

Avrebbe detto questo, con quel pizzico di imbarazzo d’altri tempi. Con il fiato di una donna che ha dovuto per troppo tempo caricarsi vita e sacrifici sulle spalle.

E così la donna si è accomodata e ha preso a raccontare la sua storia.

Intanto i carabinieri, insieme all’uniforme hanno indossato il grembiule da cuochi. Le hanno preparato un’insalata, raccogliendo quello che era rimasto in frigo, le hanno sbucciato una mela e hanno atteso che l’86enne terminasse il pranzo. Niente caffè, quello “fa male allo stomaco”.

Poi le hanno sistemato casa, seguendo divertiti le indicazioni dell’anziana.

Due angeli in uniforme che per qualche ora le hanno regalato uno spiraglio di luce in una tetra solitudine.

L’opera dei Carabinieri di Afragola non si è limitata a questo. Hanno attivato i servizi sociali e i familiari della donna e sono al vaglio eventuali mancanze nei suoi riguardi.

Intanto, ciò che è certo è che la sua storia sarà seguita quotidianamente: una sorta di affettuosa adozione a distanza. Sarà poi affidata nelle mani di persone competenti che le faranno mancare nulla.

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Cristina Adriana Botis / Redazione Campania

Il giallo della morte di Domenico Martone: fermato il fratello maggiore

Potrebbe essere vicino a una soluzione il giallo della morte di Domenico Martone, l’uomo di 33 anni il cui cadavere fu trovato carbonizzato, ed ancora avvolto dalle fiamme, il 30 marzo scorso nelle campagne di Lettere (Napoli).

Tredici giorni dopo l’efferato e inspiegabile omicidio di Domenico Martone, di 33 anni, il cui cadavere fu trovato carbonizzato ed ancora avvolto dalle fiamme il 30 marzo scorso nelle campagne di Lettere (Napoli) e la cui identità era stata rapidamente accertata dai militari che avevano trovato, a poche decine di metri dal cadavere, l’ auto della vittima con all’ interno il suo green pass.

Ieri  è stato arrestato, a Sant’ Antonio Abate (Napoli), il presunto responsabile dell’omicidio.

Si tratta del fratello di tre anni più grande, Antonio Martone, di 36 anni, ora.indiziato di omicidio aggravato dalla premeditazione per motivi abietti.

Antonio Martone avrebbe dato fuoco al fratello quando questi era ancora in vita, facendo poi perdere le tracce abbandonando il luogo del delitto a piedi.

Agghiacciante la motivazione.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il trentaseienne fermato oggi avrebbe dato fuoco al corpo del fratello, dopo averlo aggredito e tramortito, mentre questi era ancora in vita, “organizzando” di fatto l’omicidio allo scopo di riscuotere l’indennizzo di una polizza assicurativa sulla vita che la vittima aveva stipulato più di un anno prima proprio su iniziativa del fratello maggiore, che risultava esserne anche l’unico beneficiario.

Il procuratore di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, incaricato del caso, ha dichiarato:

«L’analisi delle immagini di videosorveglianza pubbliche e private della zona ha permesso di ricostruire gli ultimi momenti di vita della vittima e di accertare la presenza sul luogo del delitto, in un orario compatibile con quello in cui è stato commesso l’omicidio, del fratello del deceduto, nonché di ricostruire il tragitto percorso da quest’ultimo, a piedi, successivamente all’evento delittuoso, nell’allontanarsi dal luogo dell’omicidio».

  Il 36 enne è stato trasferito nel carcere di Poggioreale, a Napoli. Secondo gli investigatori era concreto il pericolo di fuga: l’ uomo, che è un marittimo incensurato, ha una relazione con una donna residente all’estero.

Frittata di pasta napoletana: nata per recupero, oggi anche primo piatto

Frittata di pasta napoletana – Oggi vi presento un classico della cucina napoletana nato per recuperare pasta avanzata del pranzo precedente, oppure per preparare qualcosa da poter consumare durante i picnic vista che è ottima anche se consumata fredda,  ma poi è divenuto un piatto talmente apprezzato da essere preparato non più con gli avanzi ma proprio per fare quella che è nota come la frittata di pasta, un piatto unico sostanzioso e davvero squisito buono da servire a pranzo o a cena, e magari come piatto unico se accompagnato con qualche insalata, magari di Tacchino marinato che è un’insalata ma anche un secondo piatto light ideale per chi è a dieta e sta facendo già uno strappo mangiando la Frittata di pasta napoletana.

Per la preparazione potete utilizzare sia la pasta corta: maccheroni, rigatoni, penne, che la pasta lunga, solitamente spaghetti, vermicelli o bucatini e può essere fatta “bianca” o “rossa” arricchita o meno con pezzetti di prosciutto, salame e formaggio, o quello che si ha a portata di mano in frigo.

Quella che vi presento oggi è la ricetta classica così come l’ho imparata da amici napoletani: bianca con uova, parmigiano, pecorino, burro, pancetta, scamorza, sale e pepe e un goccio di latte per renderla più morbida al suo interno.

INGREDIENTI
(per 4 persone)

350 gr di spaghetti (ma vanno bene tutti i tipi di pasta)
5 uova
50 gr di parmigiano
50 gr di pecorino
20 gr di burro
100 ml di latte
50 g di pancetta
100 gr di scamorza
sale
pepe
olio

PREPARAZIONE

  1. Cuocete gli spaghetti (o la pasta che preferite) in abbondante acqua salata.
  2. Scolateli al dente e lasciateli raffreddare.
  3. In una ciotola sbattete le uova insieme al parmigiano grattugiato, al latte, al sale, al pepe e mescolate.
  4. Aggiungete i vermicelli, il burro non a pezzetti ma a “sfoglie” che potrete ottenere facendo scorrere il coltello sulla pezza di burro, e mescolate facendo ben amalgamare il tutto.
  5. Tagliate la pancetta a dadini e aggiungetela alla pasta, unite anche la scamorza, sempre tagliata a pezzetti, e mescolate nuovamente.
  6. Scaldate l’olio in una padella antiaderente, sistemateci il composto e cuocete uniformemente la frittata di pasta per 5 minuti (o più se è molto alta).
  7. Controllatene la cottura sbirciandone la facciata inferiore e, quando si sarà creata una bella crosticina, capovolgetela aiutandovi con un piatto o due padelle e terminate la cottura dall’altro lato.
  8. Sollevate la frittata di pasta e poggiatela su un piatto da portata ricoperto di carta assorbente
  9. Lasciate intiepidire prima di tagliarla a fette e servirla subito oppure attendendendo che sia completamente fredda.

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Cristina Adriana Botis / Redazione Campania

Controlli a contrasto dell’evasione fiscale e del riciclaggio su tutto il territorio nazionale

Nelle giornate tra il 7 e il 10 aprile u.s., oltre 1.800 finanzieri hanno eseguito, su tutto il territorio nazionale, un piano coordinato di interventi finalizzato a contrastare il gioco illegale e i connessi profili di evasione fiscale e di riciclaggio nonché, di riflesso, a prevenire il disturbo da gioco d’azzardo. Una particolare attenzione è stata rivolta anche all’osservanza del divieto di gioco minorile.

Sono stati controllati oltre 1.000 esercizi commerciali in tutte le province d’Italia, riscontrando circa 250 violazioni amministrative e penali e sequestrando quasi 100 apparecchi manomessi o non collegati alla rete telematica. Questi ultimi sono stati rinvenuti, in taluni casi, all’interno di punti di gioco completamente abusivi, anche dediti alla raccolta delle scommesse.

I              Reparti del Corpo stanno ora sviluppando le risultanze dei controlli per recuperare il mancato gettito derivante dalle violazioni rilevate sia ai fini delle imposte dirette che della normativa di settore (PREU e imposta unica sulle scommesse).

Nel corso del piano, le unità operative hanno verificato, altresì, il corretto adempimento delle disposizioni antiriciclaggio da parte dei distributori e degli esercenti di gioco, identificando 142 soggetti e controllando oltre 20 mila operazioni su cui sono in corso i necessari approfondimenti.

II             comparto del gioco, come tutti i settori economici che offrono significative prospettive di guadagno, attira, infatti, gli interessi della criminalità economica, anche di tipo organizzato.

Le attività ispettive hanno preso le mosse dal controllo economico del territorio, da esposti presentati da comuni cittadini e da analisi di rischio basate sull’incrocio delle banche dati fiscali, valutarie e di polizia a disposizione della Guardia di finanza allo scopo di intervenire, in modo mirato e selettivo, sugli operatori a rischio.

In particolare, è stato valorizzato su larga scala un nuovo applicativo informatico recentemente rilasciato alle unità operative del Corpo, denominato “Ga.R.A.” (“Gambling Risk Analysis”), che consente di avere un’immediata percezione, a livello regionale, provinciale e comunale, dei punti di gioco connotati da profili di rischio, in quanto caratterizzati, ad esempio, da una raccolta “sotto soglia”, da anomalie concernenti la frequenza e gli importi con cui gli apparecchi sono utilizzati oppure da segnalazioni per operazioni sospette.

A Torino, i finanzieri hanno scoperto all’interno di una panetteria alcuni totem gestiti mediante un’app installata sul cellulare, che consentiva di disattivarli in caso di accesso delle forze dell’ordine e di eseguire le ricariche. Ulteriori apparecchi irregolari sono stati rinvenuti all’interno di un bar gestito da un soggetto che ha appena finito di scontare una pena per traffico di sostanze stupefacenti.

A Foggia sono stati rinvenuti apparecchi che, occultati da congegni che ne camuffavano la vera natura facendoli sembrare in disuso, riproducevano le regole fondamentali del poker agendo su un telecomando o tramite combinazione di tasti che permettevano di far apparire a monitor il gioco vietato.

In provincia di Vibo Valentia, all’interno di un circolo, sono stati rinvenuti 3 apparecchi privi di titoli autorizzativi e non collegati alla rete statale della raccolta di gioco.

NOTA

L’operazione testimonia il costante impegno profuso dalla Guardia di Finanza per tutelare gli attori della filiera regolare del gioco dalla concorrenza sleale praticata da operatori abusivi e i giocatori (soprattutto i minori) da proposte illegali, insicure e prive delle garanzie di legge, nella più ampia cornice della sicurezza economico- finanziaria del Paese.

Adduso Sebastiano

(le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

D’Onofrio: “In assenza di Eusepi, il tridente leggero con Stoppa “falso nueve” può essere la soluzione migliore”

Gaetano D’Onofrio, giornalista de Il Mattino, è intervenuto nel corso della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese” per commentare il momento delle Vespe.

Le dichiarazioni di Gaetano D’Onofrio sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“La vittoria di domenica con la Paganese è stata fondamentale contro una squadra in difficoltà e con la notizia della classifica riscritta dovuta al caso Catania. La settimana era iniziata male col deferimento e il rischio della penalizzazione. E’ un momento particolare – aggiunge D’Onofrio – e fondamentale della storia della Juve Stabia.

Per ciò che riguarda i playoff la Juve Stabia deve fare più punti possibile soprattutto nella prossima gara da vincere. Questo finale di campionato ricorda un po’ quello del 2011 quando la Juve Stabia arrivò in extremis ad arpionare i playoff che poi andarono come tutti sappiamo. Sarebbe importante – prosegue D’Onofrio – recuperare Eusepi che potrebbe essere fondamentale nei playoff.

Mi piace la scelta di Novellino con questo tridente leggero e Stoppa falso nueve che potrebbe essere un’arma importante per il prosieguo della stagione. Col 3-4-3 puoi variare a centrocampo e giocare con la difesa a 5 in alcune parti della gara. Novellino sta dimostrando la sua esperienza. Dopo il Palermo – continua D’Onofrio – dicemmo che la Juve stabia doveva decidere cosa volesse fare con i giovani. Novellino sta dimostrando che quando è libero di scegliere senza minutaggio è sempre uno dei tecnici più importanti.

D'Onofrio Juve Stabia

Nelle ultime giornate è cresciuto tantissimo Altobelli che non riusciva a trovare la gamba che ha adesso. Schiavi non giocava con continuità, ora ha ritrovato il passo importante.
Ora bisogna dare continuità anche agli uomini in queste ultime gare. C’è la possibilità – aggiunge D’Onofrio – anche di sistemare dei meccanismi ed è importante non perdere dei giocatori per infortunio.

E’ una Juve Stabia che non ha nelle proprie corde quella di imporre il proprio gioco agli avversari. Non avendo gli esterni che vanno ad aggredire, non so fino a che punto siamo in grado di andare ad imporre il proprio gioco agli avversari. Forse non è nelle caratteristiche di questo gruppo.

De Silvestro è sembrato un po’ fuori dal coro. Però era la prima volta che veniva impiegato in quel ruolo. Riuscire a ruotare in alcuni ruoli sarebbe fondamentale. Davanti c’è ancora qualcosa da assestare. Speriamo – continua D’Onofrio – di avere tempo nel senso che la Juve Stabia faccia strada nei playoff.

Evacuo che abbiamo visto nelle ultime apparizioni con Novellino non mi sembra l’attaccante che possa reggere le sorti delle Vespe nei playoff. Non ha mai trovato la condizione giusta per essere anche l’alter ego di Eusepi. Ritengo più probabile una soluzione di tridente leggero come con la Paganese. Della Pietra è un calciatore di grande prospettiva ma è troppo giovane – conclude D’Onofrio – per fare la prima punta di una squadra come la Juve Stabia. Forse Ceccarelli potrebbe essere un’alternativa importante nei tre davanti”.

Attentato nella metropolitana di Brooklyn: almeno 13 feriti

NEW YORK — La polizia sta cercando un tiratore dopo che 13 persone sono rimaste ferite in una sparatoria scoppiata su una piattaforma della metropolitana di Brooklyn, New York, durante la corsa mattutina di martedì. Almeno otto delle vittime hanno riportato ferite da arma da fuoco, ha detto un portavoce dei vigili del fuoco.

Gli agenti hanno ricevuto una chiamata ai servizi di emergenza sanitaria alla stazione della metropolitana 36th Street vicino alla 4th Avenue nel quartiere di Sunset Park a Brooklyn poco prima delle 8:30, ha detto una portavoce della polizia.

Secondo un portavoce dei vigili del fuoco di New York, i vigili del fuoco, rispondendo alle segnalazioni di fumo, sono arrivati sulla scena per trovare più vittime ferite e diversi ordigni non esplosi nell’area.

Mentre le informazioni continuavano a fluire, in mattinata un funzionario del NYPD ha affermato che si credeva che un potenziale sospetto indossasse un giubbotto da costruzione.

Sunset Park, il luogo della sparatoria, è stato a lungo un centro per le comunità di immigrati della classe operaia ed è considerato uno dei quartieri più diversificati della città.

La stazione della metropolitana 4th Avenue è al centro della comunità latinoamericana del quartiere, composta principalmente da portoricani, dominicani, centroamericani ed ecuadoriani.

È anche un’importante stazione di trasferimento per i pendolari di Brooklyn.

Le auto della polizia correvano su e giù nella vicina 3rd Avenue mentre i residenti si radunavano a un isolato di distanza, riflettendo sul fatto che il sospetto fosse ancora latitante.

Un testimone che si trovava all’interno della stazione quando sono esplosi gli spari ha descritto confusione e panico.

Juliana Fonda stava viaggiando sul treno espresso N mentre si avvicinava alla stazione della 36th Street a Sunset Park quando ha sentito degli spari nel vagone direttamente dietro di lei.

“Non si poteva davvero dire cosa stesse succedendo”, ha detto Fonda, un ingegnere di trasmissione al WNYC che ha raccontato la sua esperienza al “Brian Lehrer Show”: “Ho appena sentito degli scoppi… e c’era del fumo nell’altro vagone.”

Fonda ha detto che i passeggeri di quel vagone hanno iniziato a bussare alla porta chiusa a chiave della sua carrozza “cercando di allontanarsi da qualcosa che stava accadendo”.

“Nessuno di noi nella parte anteriore del treno sapeva cosa stava succedendo, ma la gente martellava e guardava dietro di sé correndo e cercando di salire sul treno”.

Quando il treno è arrivato alla 36th Street, le porte si sono aperte e c’era del fumo in tutto il binario, ha detto Fonda. “Non pensavo fossero spari”.

Il pendolare Yav Montero ha detto che un fumo denso ha rapidamente inghiottito il treno e che i passeggeri si sono spinti davanti nel vagone cercando di sfuggire all’apparente tiratore.

Mentre si accovacciava sul pavimento del vagone, una donna anziana ha frugato nella borsetta e gli ha posto una piccola bomboletta di spray al peperoncino dicendogli di “usarla per ogni evenienza”.

“Ecco quanto erano disperate le persone”, ha detto Montero.

I vigili del fuoco e i funzionari di polizia non hanno esaminate le ferite alle vittime, ma hanno affermato che sono state trasportate negli ospedali NYU Langone e Methodist.

Un portavoce del sindaco di New York Eric Adams ha affermato che il sindaco continua a essere informato sulla situazione e ha chiesto ai newyorkesi di stare lontano dalla zona per la loro sicurezza (Adams è risultato positivo al coronavirus durante il fine settimana e si sta isolando a casa).

Il governatore di New York Kathy Hochul ha affermato di essere stata informata sull’incidente e che i primi soccorritori erano sul posto.

Ha detto che ulteriori aggiornamenti sarebbero stati forniti mentre l’indagine continua.

A metà mattina diverse agenzie federali stavano monitorando la situazione, tra cui l’FBI e il Dipartimento per la sicurezza interna.

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Cristina Adriana Botis / Redazione

Fonti:  Emanuele Felton, Kim Bellware, Giovanna SlaterMarco Berman con al collaborazione di Matt Zapotosky, Anne Branigin e Holly Bailey / the washingtonpost.

Pastiera napoletana, dolce tipico della pasticceria napoletana

La Pastiera napoletana* è uno dei dolci più tipici della pasticceria napoletana, e per la sua bontà è un dolce che viene preparato anche in altre parti di Italia. Un tempo era preparata tra l‘Epifania e la Pasqua, il periodo migliore per questi due ingredienti principali, ma ora preparata per ogni occasione di festa o anche solo per il piacere di gustarla.

*Secondo la tradizione la pastiera va preparata il Giovedì Santo e consumata a Pasqua, per dar modo a tutti i sapori di amalgamarsi.

OCCORRENTE
(per 8-10 porzioni
stampo da 34 cm)

PER LA PASTA FROLLA

  • 350 g di farina
  • 175 g di burro o strutto
  • 140 g di zucchero
  • 2 uova intere
  • Buccia di 1 arancia o limone

PER IL RIPIENO

  • 350 g di ricotta vaccina
  • 250 g di zucchero
  • 350 g di grano precotto
  • 200 ml di latte
  • 3 uova (2 intere + 1 tuorlo)
  • 100 g di canditi (cedro e arancia)
  • 1 cucchiaio di estratto di vaniglia
  • Buccia di 2 arance
  • Buccia di 1 limone
  • 35 gr di burro
  • 1 cucchiaio raso di cannella
  • 1 fialetta di millefiori
  • 1 pizzico di sale

PREPARAZIONE

Per la pasta frolla.

  1. Disponete la farina a fontana, mettete al centro lo zucchero, lo strutto, l’uovo e la buccia grattugiata di un limone.
  2. Impastare gli ingredienti dal centro facendo assorbire man mano tutta la farina fino ad ottenere un panetto compatto e omogeneo.
  3. Avvolgete il panetto nella pellicola e metterlo in frigo per almeno un’ora

Per il ripieno

  • Mettete il grano in una pentola con il latte, il burro, la vaniglia e la buccia di limone (o d’arancia).
  • Fatelo cuocere a fiamma bassa mescolando continuamente finché il latte non si sarà completamente assorbito o fino a che il tutto non risulti denso e cremoso (necessiteranno circa 30 minuti).
  • Fate raffreddare.

Per preparare la torta.

  • Eliminate la buccia di limone (o d’arancia) e poi, nel mixer, tritate metà composto di grano insieme ai canditi e lasciarne metà con i chicchi interi.
  • Se potrete, passate la ricotta al setaccio e mettetela in una ciotola.
  • Aggiungete lo zucchero, la crema di grano, le uova, la fialetta di millefiori e la cannella.
  • Amalgamate fino ad ottenere una crema omogenea.
  • Su una spianatoia infarinata, stendete uno strato di pasta frolla di uno spessore di 3 mm (la cosiddetta pettola) e, con questa, foderate uno stampo da pastiera (in napoletano: il ruoto), precedentemente cosparso con un po’ di sugna.
  • Bucherellate la base
  • Versate il ripieno del dolce all’interno fino a mezzo centimetro sotto il bordo (durante la cottura si gonfia e quindi è bene mantenersi più bassi)
  • Con la frolla avanzata, ritagliate 7 striscette e poggiatele sul ripieno dando la forma romboidale.
  • Sigillate bene intorno ai bordi della pastiera con i rebbi di una forchetta quindi infornate in forno preriscaldato a 180° e cuocete per 1 ora / 1 ora e 20’ circa o fino a che la superficie del dolce non sarà bruna.
  • Lasciate raffreddare completamente (meglio se per 12 ore) prima di servirla.

DIA: la panoramica della camorra stabiese, 5 boss liberi

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Dalla relazione del primo semestre della DIA del 2021 emerge un quadro inquietante riguardo la situazione criminale sul territorio stabiese.

DIA: la panoramica della camorra stabiese, 5 boss liberi

La panoramica

La relazione del primo semestre del 2021 della DIA ci dà una mappatura generale della camorra stabiese.

A Castellammare, il clan D’alessandro, con roccaforte a Scanzano, sebbene investito da diverse inchieste che hanno colpito il braccio armato del clan, per la DIA, è la più potente organizzazione operante sul territorio.

Il clan è leader nelle attività di estorsione, dell’usura, dello spaccio di stupefacenti e del racket dei videopoker.

Forte del proprio spessore criminale, la consorteria manterrebbe proficui rapporti con la criminalità organizzata siciliana, pugliese e calabrese ed estende alleanze anche all’estero, in particolare in Germania.

Ai D’alessandro risulta collegato il clan Imparato, operante nel rione Savorito.

Sarebbero capitanati da Giovanni Imparato detto “o’paglialone”.

Nella relazione della commissione d’accesso, che ha decretato lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche della giunta comunale di Castellammare di stabia, è presente il suo nome in relazione all’ episodio riguardante l’interruzione del comizio del candidato sindaco per le liste civiche Andrea Di Martino. In tal frangente, Giovanni Imparato si sarebbe autodefinito “amministratore del rione Savorito”.

Altro clan storicamente alleato a Scanzano è il clan Vitale, con sede al Centro Antico.

Secondo le parole del pentito Valentino Marrazzo, il sodalizio investirebbe i ricavati dal traffico di droga in alcune aziende edili operanti al nord, soprattutto a Torino. Attenendoci alle dichiarazioni dell’ex pusher, la mente della cosca sarebbe Maurizio Vitale.

Il clan Di Martino Afeltra, operante nel gragnanese e sui monti lattari sarebbe legato alla cupola scanzanese soprattutto per quel che concerne la fornitura della marijuana.

L’alleanza nasce grazie al matrimonio tra Anna Carolei, figlia dell’ex reggente del clan scanzanese Paolo Carolei, con Fabio Di Martino, alias “o’lione”, boss del clan gragnanese.

Il legame tra le 2 cosche è divenuto il fulcro delle inchieste Domino e Domino bis.

L’inchiesta “Domino” del giugno 2020 aveva fatto luce sul mercato degli stupefacenti nella penisola sorrentina, sul collegamento con il clan gragnanese e con le ‘ndrine rosarnesi BELLOCCO e PESCE per l’approvvigionamento della droga.

L’operazione “Domino bis” si concluse il 23 marzo 2021 con l’esecuzione di un provvedimento cautelare nei confronti di 16 soggetti, tutti appartenenti al clan D’ALESSANDRO, per il reato di associazione di tipo mafioso, estorsione continuata ed in concorso, detenzione illegale di armi comuni con l’aggravante delle finalità mafiose.

L’indagine ha ricostruito ruoli, articolazioni ed attività illecite poste in essere dal clan di Scanzano, accertato reati di natura estorsiva e usuraia, nonché documentato un’ampia disponibilità di armi da fuoco e l’alleanza con il clan gragnanese. Inoltre ha ricostruito la rete di fiancheggiatori e prestanome del clan nel settore dell’imprenditoria edile.

Secondo l’inchiesta Cerbero, a intrattenere rapporti tra i 2 sodalizi, tra il 2011 e il 2015, sarebbe stato Antonio Rossetti, alias “o’guappon”.

Nella relazione della DIA non potevano mancare i competitor alla leadership dei traffici illeciti ossia, lo storico clan Cesarano, operante a Ponte Persica, e il clan Omobono-Scarpa, composto soprattutto da “ex cutoliani”.

A tal proposito, la relazione della DIA, cita l’omicidio di Raffaele Carolei avvenuto nel 2012, cugino di Paolo Carolei, ed esponente del clan Omobono-Scarpa.

L’omicidio fu voluto dagli esponenti della cupola di Scanzano, in quanto Raffaele Carolei avrebbe partecipato all’omicidio di Giuseppe Verdoliva, autista e persona di estrema fiducia del defunto padrino Michele D’Alessandro.

La vendetta fu consumata il 10 Settembre 2012.

Quel giorno, per gli investigatori, con uno stratagemma architettato da Gaetano Vitale e Pasquale Rapicano, la vittima fu attirata nell’abitazione di Catello Rapicano, con la scusa di una chiaccherata di affari relativi al traffico di droga.

Nell’appartamento Carolei venne fatto accomodare al tavolo della cucina, e lì, in un attimo di distrazione, venne sorpreso alle spalle dal padrone di casa che, bloccandolo, permise a Savarese di posizionargli al collo una corda, tirata alle estremità rispettivamente da quest’ultimo e da Pasquale Rapicano, mentre Giovanni Vitale gli bloccava le mani per impedirgli di potersene liberare.

Il corpo fu avvolto in una plastica e caricato a bordo di un auto, scortata da uno scooter guidato da Pasquale Rapicano. Arrivati ad un fondo nella zona di via Schito, Pasquale Vuolo si liberò del cadavere.

I Cesarano, nonostante le inchieste che hanno mandato al 41bis i due massimi esponenti, Luigi Di Martino, detto “o’profeta”, e Nicola Esposito, alias “o’mostro”, detengono lo scettro criminale della zona di Ponte Persica e della confinante città di Pompei.

Il clan ha inoltre fortemente investito oltre che nel settore florovivaistico anche, grazie all’appoggio di altre associazioni malavitose come i MALLARDO ed il gruppo salernitano dei PECORARO-RENNA, in quello delle onoranze funebri.

I Cesarano sarebbero diventati i leader del trasporto e della intermediazione della vendita floreale attraverso la società “ENGY SERVICE SRL”.

L’azienda, gestita Antonio Martone e Giovanni Esposito, cognati di Luigi “o’profeta”, è finita sul taccuino degli inquirenti poichè si sarebbe imposta, utilizzando metodi mafiosi, come interlocutore unico tra autotrasportatori e commercianti, ricoprendo il ruolo di intermediazione e alterando le dinamiche di mercato, impedendo che di volta in volta venissero stabilite modalità e commissioni sulle vendite, creando, così, un monopolio illegale.

Nella relazione della DIA, infine viene menzionato il cosiddetto “Terzo sistema”, nato nel rione Moscarella, con l’obiettivo di affrancarsi dall’egemonia dei D’alessandro.

Fu smantellato a inizio 2021 dai carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia.

I capi della cosca sarebbero stati Silvero Onorato, che ha incassato una condanna in primo grado a 13 anni, e Raffaele Polito.

La consorteria aveva un vero e proprio arsenale costituito da numerose armi da guerra, in particolare pistole e kalashnikov, a riprova dell’ascesa e del consolidamento del clan nelle cui intenzioni vi sarebbe stato il rafforzamento militare finalizzato a imporre la propria egemonia criminale sul territorio.

Nel corso delle indagini sono stati inoltre svelati vari canali di approvvigionamento di droga anche dell’area casertana e pugliese.

I BOSS LIBERI

Vincenzo e Luigi D’alessandro

Il rischio Faida è concreto. Sono 5 i boss liberi.

Nel 2018 sono tornati liberi 2 pezzi da novanta della camorra stabiese: Vincenzo D’alessandro e Luigi D’alessandro, rispettivamente figlio e fratello del padrino Michele.

Il periodo di reggenza di Vincenzo, detto “enzuccio”, viene ricordato per una serie di episodi di sangue. La sua azione di pulizia contro coloro che erano stati infedeli al clan fece 6 vittime in un anno.

Tra queste il consigliere comunale PD, Luigi Tommasino.

Questo periodo di terrore terminò con la cattura del giovane boss, all’epoca poco più che 30enne, che si trovava in latitanza a Rende, in provincia di Cosenza.

Per la DIA, entrambi sarebbero in grado di guidare il sodalizio ma, secondo il codice d’onore non scritto della camorra, il padrino della cosca di Scanzano, che ormai da mezzo secolo divora la politica e l’economia stabiese, sarebbe, poichè più anziano, Luigi D’alessandro, detto “o’gigginiell”.

Ciò potrebbe essere documentato anche da un intercettazione telefonica comparsa in un filone dell’inadagine “Olimpo 3”, poi riportata anche nella relazione della commissione d’accesso, nella quale un noto imprenditore stabiese, parlando con il figlio, aveva riferito di avere avuto un incontro con un soggetto di importante spessore criminale, al quale aveva chiesto in che rapporti fosse con Luigi D’alessandro.

L’intento di tale incontro era quello di creare un giusto equilibrio tra le varie consorterie criminali locali in relazione all’area dell’ex Aranciata FAITO, ove a breve l’imprenditore avrebbe dovuto iniziare dei lavori edili.

L’ennesimo indizio che legittimerebbe indirettamente Luigi “o’gigginiell” come il padrino del sodalizio.

Da segnalare inoltre che Vincenzo D’alessandro, da uomo libero, è imputato per diversi processi per estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Paolo Carolei

Paolo Carolei è tornato libero agli inizi di febbraio del 2022.

La sua carriera criminale inizia sotto i Cesarano, ma dopo essere passato ai D’alessandro diviene uno dei ras più influenti della cosca, fino a diventarne il reggente nel 2009.

Il suo nome è finito nella relazione della commissione d’accesso che ha sciolto il comune stabiese, in quanto alcuni consiglieri sarebbero suoi parenti.

Nonostante la DIA abbia chiesto lo status di sorveglianza speciale, i giudici hanno accolto le osservazioni del legale di Carolei, Raffaele Chiummariello, in quanto, secondo l’avvocato, l’ex reggente della cosca scanzanese non può essere considerato pericoloso poichè i fatti e gli episodi in cui il suo assistito risulta ancora indagato e i reati commessi siano datati nel tempo e dalla mancanza di indizi che il pregiudicato possa ricucire rapporti con la cosca.

I condannati a morte

Agli inizi di Marzo è tornato libero, Raffaele Di Somma detto “o’ninnill”, fondatore negli anni 90 del clan dei “falsi pentiti”. Su di lui pende una condanna a morte dei D’alessandro.

Il boss, nonostante sia stato condannato per aver partecipato a 7 delitti avvenuti a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, ha scontato “solo” 26 anni di carcere. Anche per lui la DIA ha chiesto la misura della sorveglianza speciale.

L’ultimo boss uscito è Michele Onorato, detto “o’pimontese”, uomo di punta del clan Cesarano e padre di Silvero Onorato (Terzo Sistema).

Associazione a delinquere, traffico di droga ed estorsione. Questo un breve stralcio del curriculum di Onorato, che secondo le rivelazioni di alcuni pentiti, anche lui, sarebbe finito nel mirino dei D’alessandro, al pari di Raffaele Di Somma.

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A cura di De Feo Michele / Redazione Campania

Meteo Castellammare di Stabia: oggi poco nuvoloso, Mercoledì 13…

Previsioni meteo Castellammare di Stabia per il 12/04/2022. Generali condizioni di cielo poco nuvoloso o velato, temperatura 5-21°C, Mercoledì 13 e Giovedì 14 nubi sparse.

Martedì 12 Aprile: Situazione in tempo reale
Secondo le ultime previsioni meteo, le prossime ore saranno caratterizzate da cielo sereno, con una temperatura di 9°C. Venti deboli provenienti da Est-Sud-Est con intensità compresa tra 5 e 8km/h. Si registra assenza di precipitazioni.
Meteo Castellammare di Stabia 3 giorni

Martedì 12 Aprile: generali condizioni di cielo poco nuvoloso, min 5°C, max 21°C. In particolare avremo cielo sereno al mattino, poche nubi durante il resto della giornata.

Durante la giornata di oggi la temperatura massima verrà registrata alle ore 16 e sarà di 21°C, la minima di 5°C alle ore 6.

I venti saranno al mattino deboli provenienti da Sud-Est con intensità di circa 5km/h, al pomeriggio deboli provenienti da Sud-Sud-Ovest con intensità di circa 8km/h, deboli da Nord-Nord-Est alla sera con intensità di circa 7km/h.

L’intensità solare più alta sarà alle ore 13 con un valore UV di 8.4, corrispondente a 959W/mq.

Mercoledì 13 Aprile: giornata caratterizzata da qualche nube sparsa, temperatura minima 9°C, massima 24°C.

Entrando nel dettaglio, avremo nuvolosità innocua al mattino e al pomeriggio, bel tempo alla sera.

Durante la giornata di domani si registrerà una temperatura massima di 24°C alle ore 16, mentre la minima alle ore 6 sarà di 9°C.

I venti saranno al mattino deboli provenienti da Est-Nord-Est con intensità di circa 7km/h, per il resto della giornata moderati provenienti da Est-Nord-Est con intensità tra 15km/h e 22km/h.

L’intensità solare più alta sarà alle ore 13 con un valore UV di 5.5, corrispondente a 776W/mq.

Giovedì 14 Aprile: giornata caratterizzata da nuvolosità sparsa, min 8°C, max 26°C.

In particolare avremo cielo poco nuvoloso o velato al mattino, nuvolosità sparsa al pomeriggio, nuvolosità compatta alla sera.

Durante la giornata la temperatura massima verrà registrata alle ore 16 e sarà di 26°C, la minima di 8°C alle ore 6.

I venti saranno sia al mattino che al pomeriggio moderati provenienti da Est con intensità di circa 15km/h, deboli da Est-Nord-Est alla sera con intensità di circa 13km/h.

L’intensità solare più alta sarà alle ore 13 con un valore UV di 7.8, corrispondente a 927W/mq.

Giorno Tempo T min T max Precip. Vento (km/h) Pressione Quota 0°C
12 Aprile poco nuvoloso 5 °C 21 °C
10%
SSW 7 8
debole
n/d n/d
13 Aprile nubi sparse 9 °C 24 °C
13%
ENE 9 22
debole
n/d n/d
14 Aprile nubi sparse 9 °C 25 °C
10%
12 20
moderato
n/d n/d

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Meteo / Cristina Adriana Botis / Redazione Campania

Casatiello rustico napoletano: la ricetta di Cris

La ricetta del Casatiello* rustico napoletano vi permetterà di realizzare un grande classico della cucina campana, protagonista indiscusso della tavola di Pasqua.

* Il Sabato Santo è il giorno in cui si consumano i rustici (tortano, casatiello e pizza piena) e gli affettati della fellata insieme alle fave.

Il Casatiello è una ciambella rustica, dall’impasto simile a quello del pane, farcita con salumi e formaggi, sormontata da 3-4 uova intere. La tradizione vuole che lo si prepari la sera del venerdì Santo in modo da lasciarlo a lievitare per tutta la notte e prepararlo – infornarlo – il giorno dopo. Il Casatiello napoletano è ottimo sia caldo che freddo e quindi ottimo da mangiare come colazione al sacco per le gite fuori porta nel giorno di Pasquetta.

Ingredienti per uno stampo da 32 cm (12 porzioni):

  1. 600 di farina 00
  2. 300 ml di acqua
  3. 11 gr di lievito di birra
  4. 95 gr di strutto
  5. Sale
  6. Pepe

RIPIENO

  1. 280 gr di salame tipo napoli
  2. 280 gr di provolone
  3. 120 gr di pecorino
  4. 3 uovaCristina Adriana Botis /

PREPARZIONE

  • Sistemate sul tavolo da lavoro tutti gli ingredienti necessari.
  • Disponete la farina a fontana sulla spianatoia e lavoratela pian piano con l’acqua tiepida, nella quale avrete fatto sciogliere il lievito, un pizzico di sale e il pepe.
  • Iniziate ad impastare per far assorbire man mano l’acqua alla farina.
  • Aggiungete man mano metà della sugna e del pecorino facendo assorbire il tutto dall’impasto e lavorate energicamente. Se l’impasto risulta troppo duro, aggiungete altra acqua.
  • Quando l’impasto sarà ben omogeneo ed elastico, lasciatelo lievitare in una ciotola, coperta da un canovaccio, per almeno 2 ore (meglio 4 o 5)
  • Stendete l’impasto lievitato su un piano di legno infarinato (mettetene da parte una piccola pallina che servirà alla fine per fare le croci sulle uova) e poi, con l’aiuto di un mattarello, spianatelo fino a portarlo ad uno spessore di 1 cm.
  • Tagliate a dadini il salame e il formaggio, disponetelo su tutto l’impasto e spolverizzate con il restante pecorino.
  • Arrotolate con delicatezza, ma il più strettamente possibile, la spianata farcita formando così un bel rotolo (insomma: una specie di salame).
  • Disponete il rotolo nello stampo (di quelli con un cono al centro e della dimensione di 24-26 cm), che prima avrete unto con buona parte dello strutto restante, e unitene bene le estremità in modo che durante la cottura non fuoriesca il ripieno.
  • Fate lievitare per tutta la notte (per velocizzare i tempi potete farlo crescere per 3 ore in un luogo caldo coperto con un canovaccio).
  • Cominciate a preriscaldare il forno a 160° o, MAX, 180°.
  • Lavate accuratamente le uova, asciugatele e sistematele, a triangolo, sul rotolo fermandole con delle striscioline realizzate con la pallina di impasto messo da parte in precedenza proprio per questo scopo. (Nota: le uova, secondo tradizione, sono tre a simboleggiare le tre croci sul Calvario)
  • Fate dei buchi ad intervalli regolari su tutto il rotolo che sarà il vostro Casatiello, e utilizzate il restante strutto per condire il vostro Casatiello.
  • A questo punto Infornatelo nel forno preriscaldato a 160°C per un’oretta (o circa 50’ se a 180°. Non forzate oltre la temperatura)
  • Lasciate raffreddare il vostro Casatiello, tagliatelo a fette (dovrebbe essere sufficiente per 12 fette) e servitelo.

Se ne dovesse restare, mangiatelo il giorno dopo e vi accorgerete che, se possibile, sarà ancora più buono.

Cristina Adriana Botis / Redazione Campania

Panico: “Novellino mi ha dato fiducia e io l’ho ripagata. Il mio modello di riferimento da seguire è Mario Rui”

Ciro Panico, difensore della Juve Stabia, è intervenuto nel corso della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese”.

Le dichiarazioni di Ciro Panico sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Mister Novellino da quando è arrivato ha fatto vedere subito che è un grandissimo allenatore. Mi ha dato fiducia, io l’ho ripagata e mi ha insegnato tantissime cose e spero che me ne insegni ancora tante. Il Potenza? Sarà una forte emozione per me, sono cresciuto tantissimo, sono rimasto ben 4 anni lì. Ho iniziato in D – aggiunge Panico – vincendo il campionato e sicuramente sarà una grande emozione ritornare a Potenza.

Già sapevo che Castellammare era una grande piazza. Mi ricordo che il primo anno che facevo da professionista, hanno vinto il campionato. Ci ho giocato contro e sapevo quanto grande fosse la piazza.

Tatticamente faccio tutti e due ruoli sia il quinto di centrocampo a sinistra che il quarto a sinistra nella linea difensiva a 4. Mi trovo meglio – aggiunge Panico – come quinto di centrocampo ma anche da quarto nella linea difensiva mi trovo molto bene. Ai playoff l’importante è vincere, non è importante quale avversario andremo eventualmente a beccare. Un avversario vale l’altro.

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Fonte Foto: ssjuvestabia.it

Il mio modello di riferimento da seguire è Mario Rui per la tenacia e la cattiveria che mette sempre in campo.
A Cosenza – prosegue Panico – non sono partito bene per un infortunio e poi non sono riuscito a rientrare in gruppo trovando poco spazio. Come pregio mio migliore ho la spinta sulla fascia ma devo migliorare un po’ la fase difensiva.

Al primo impatto i calciatori della Juve Stabia mi hanno accolto benissimo e mi sono integrato bene legando con tutti i compagni.
Novellino già dal primo giorno nello spogliatoio fa battute e ci fa sorridere ed è molto importante anche per noi. La salvezza – continua Panico – che era il primo obiettivo l’abbiamo raggiunto; ora pensiamo a raggiungere i playoff che diventano il nostro obiettivo di questo finale di stagione.

Ci aspettiamo una gara difficile a Potenza ma noi andremo lì per cercare di ottenere il massimo. Sicuramente la vittoria di ieri ci ha dato molti stimoli, tanta fiducia, la fase difensiva ha funzionato. Mancano due gare – conclude Panico – e in queste due gare dovremo raccogliere più punti possibile.
Auguro buona Pasqua a tutti i tifosi della Juve Stabia”.

Editoriale Napoli, la storia si ripete ed i sogni si infrangono

 

La storia si ripete al Maradona come 4 anni fa. Il Napoli perde contro la Fiorentina e le speranze di vincere lo scudetto si sciolgono.

 

Napoli – Fiorentina è stata l’ultima occasione fallita dagli azzurri che li porta al terzo posto in classifica sotto Inter e Milan.

Come 4 anni fa la storia si ripete e gli azzurri perdono le speranze di vincere lo scudetto subendo 3 goal dalla Fiorentina anche giocando in casa.

In questa partita quello che poteva sembrare il punto di forza dei partenopei si è dimostrato forse il più debole.

Italiano stupisce tutti al Maradona col suo gioco offensivo e la difesa azzurra ne ha risentito molto.

 

Le azioni salienti di Napoli – Fiorentina:

Gli azzurri scendono in campo con il piglio giusto ma durano solo 29 minuti fino a quando la Fiorentina troverà il goal del vantaggio siglato dall’esterno argentino Nicolas Gonzalez.

Dal 30esimo minuto in poi notiamo un Napoli assente in fase difensiva ma presente in zona offensiva anche grazie a dei cambi fatti durante il secondo tempo.

Il Napoli la pareggia al minuto 58 con la rete di Dries Mertens che dedica il goal al proprio figlio “Ciro” nato meno di un mese fa.

I partenopei continuano a crescere in zona offensiva ma poco in quella difensiva infatti la Fiorentina riesce ad approfittarne e trova altri due goal entrambi segnati in meno di 10 minuti.

Uno al minuto 66 con Ikone che tira di potenza e la mette nell’angolino alla sinistra di Ospina.

L’altro invece al minuto 72 con l’attaccante Brasiliano Cabral ed esulta sotto la tribuna Nisida del Maradona levandosi la maglia.

I partenopei trovano il goal speranza con Osimhen al minuto 84 Ma alla fine la Fiorentina vincerà e gli azzurri scendono al terzo posto a -2 dai rossoneri e ad un potenziale -3 dall’Inter.

 

Inzaghi vince, Milan anche con 99 minuti non segna, Il Napoli perde in casa.

C’è ancora amaro per la sconfitta di ieri pomeriggio, ma il Napoli riesce a fare un sospiro di sollievo grazie ad un Milan che in 99 minuti non riesce a fare neanche un goal alla squadra di Ivan Juric.

Il Milan gioca una buona partita ma comunque al Grande Torino non riesce a portarsi a casa i 3 punti allungando solo di un punto sulla squadra di Spalletti.

L’Inter aggancia gli azzurri al secondo posto e si avvicina anche al Milan.

Inter che potenzialmente si troverebbe già al primo posto visto la partita da recuperare contro il Bologna.

La classifica di Serie A ad oggi ci monstra un Milan al primo posto con 68 punti, Inter al secondo posto con 66 punti e Napoli terzo a parità di punti con i neroazzurri.

(Inter 69, Milan 68, Napoli 66 nel caso la squadra di Inzaghi riuscisse a vincere la partita da recuperare contro il Bologna).

 

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Simone Improta/Redazione Sportiva

 

 

Napoli – Fiorentina (2-3). La fotogallery della gara

Guarda le foto di Napoli – Fiorentina (2-3) realizzate dal nostro fotografo Giovanni Somma, che ci raccontano come i ragazzi allenati da Luciano Spalletti, al “Diego Armando Maradona”, vengono sconfitti dai gigliati allenati da Vincenzo Italiano.

Una sconfitta che non ci voleva, soprattutto vedendo la classifica. Continuano le difficoltà casalinghe per gli azzurri di Luciano Spalletti.

Gli azzurri con questo risultato perdono l’opportunità di scavalcare il Milan fermato dal Torino e di tenere a distanza l’Inter vittorioso con il Verona. I partenopei si collocano al terzo posto in classifica.

Ora per gli azzurri non sarà per niente facile.

Mancano ancora sette partite, per cui ci sono ancora 21 punti in palio, ma il calendario dell’Inter sembra molto più agevole. Koulibaly ci crede ancora e chiama a raccolta i tifosi.

Ora la testa deve essere comunque concentrata nella prossima partita. Al Diego Armando Maradona lunedì prossimo arriva la Roma di Mourinho che poi sarà ospite anche dell’Inter in questo finale di campionato.

Di seguito il tabellino del match Napoli – Fiorentina:

NAPOLI (4-3-3) – Ospina; Zanoli, Rrahmani, Koulibaly, Mario Rui (86′ Ghoulam); Fabian Ruiz (56′ Mertens), Lobotka (80′ Demme), Zielinski; Politano (46′ Lozano), Osimhen, Insigne (80′ Elmas).

A disposizione: Meret, Marfella, Juan Jesus, Tuanzebe.

Allenatore: Luciano Spalletti

FIORENTINA (4-3-3) – Terracciano; Venuti, Milenkovic, Igor, (85′ Martinez Quarta) Biraghi; Castrovilli, Amrabat, Duncan (65′ Maleh); Gonzalez (85′ Callejon), Cabral (86′ Kokorin), Saponara (65′ Ikone’).

A disposizione: Rosati, Dragowski, Terzic, Sottile, Piatek.

Allenatore: Vincenzo Italiano

Arbitro: Maurizio Mariani (Aprilia)

Assistenti: Giacomo Paganessi – Alessio Tolfo

IV Uomo: Matteo Gariglio

VAR: Luca Banti – Filippo Valeriani

Marcatori: 29′ Gonzalez (F), 58′ Mertens (N) 66′ Ikone’ (F), 72′ Cabral (F), 84′ Osimhen (N)

Ammoniti: Milenkovic, Cabral, Ikone’ (F).

Mainolfi: “Portare la Primavera alla finale di Cesena e Under 15 e 17 ai playoff nazionali va al di là delle più ottimistiche previsioni”

Saby Mainolfi, responsabile del settore giovanile della Juve Stabia, è intervenuto in conferenza stampa per fare un bilancio della stagione del settore giovanile con la finale già disputata dalla squadra di Primavera 4 e con i playoff nazionali raggiunti sia dall’Under 15 che dall’Under 17.

Le dichiarazioni di Mainolfi sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Siamo a un punto nevralgico della stagione ma potremmo anche dire che siamo oltre il punto finale che ci eravamo prefissi. Portare la Primavera a giocare la finale a Cesena e l’Under 15 e 17 ai playoff nazionali è un qualcosa che va al di là delle più ottimistiche previsioni. Ora ci prendiamo qualche giorno di relax – prosegue Mainolfi – e poi pensiamo alla parte finale della stagione. 

Nostro obiettivo è dare una crescita calcistica ai ragazzi. Abbiamo però un magnifico gruppo di lavoro di allenatori, di fisioterapisti ecc. Il merito è loro, noi siamo solo quelli che scelgono. 

Non abbiamo un budget importante come quelli delle grandi squadre di Serie C, non abbiamo strutture qui al Sud Italia. Raggiungere i primi 16 posti a livello nazionale con gli Allievi e i Giovanissimi è un grandissimo risultato e chi non è addetto ai lavori non può capire il nostro grande risultato. Basti pensare – continua Mainolfi – che si qualificavano solo le prime due in sei gironi e le quattro migliori terze. Tutto il nostro lavoro è motivo d’orgoglio e un ringraziamento va anche alle scuole calcio che collaborano con noi. 

A fine gara della finale di Cesena – prosegue Mainolfi – abbiamo fatto due cordoni con i nostri ragazzi per congratularci con i ragazzi della Giana Erminio. Avevamo fatto anche lo stesso col Pordenone qualche anno fa. 

Abbiamo sfornato tanti ragazzi importanti come Matteo Esposito, Di Serio che è il capocannoniere del campionato con l’Under 17 del Benevento e tanti altri. 

L’effetto che provo quando un ragazzo come Guarracino esordisce tra i professionisti è veramente bellissimo. Lo stesso provai con Stallone. Anche Todisco che poi non ha potuto far vedere il suo valore per l’infortunio che lo ha colpito. Siamo quasi alla fine di un nostro ciclo – aggiunge Mainolfi – iniziato quando questi ragazzi fecero la Final Four di Cervia. Abbiamo ripreso quest’anno col il piglio giusto dopo due anni brutti caratterizzati dalla pandemia e lo abbiamo fatto benissimo. 

Il futuro lo decidono i vertici societari. La prima squadra è con un piede nei playoff e questo può far credere a qualcosa in più verso i tifosi. Abbiamo iniziato il nostro ciclo nel 2017, abbiamo fatto 4 stagioni e penso che i risultati li abbiamo raggiunti. Dobbiamo fare un restyling perchè per crescere devi sempre metterti in discussione. Attendiamo i risultati della prima squadra – prosegue Mainolfi – e poi sarà la dirigenza a programmare il futuro dei nostri giovani. 

Faccio gli auguri di Buona pasqua a chi crede in noi e ai nostri dirigenti che si sobbarcano un grande lavoro. Faccio gli auguri alle famiglie dei nostri ragazzi che fanno tanti sacrifici, ai ragazzi stessi e agli allenatori con i quali discutiamo anche vivacemente ma che io difenderò sempre. Speriamo di festeggiare la Pasqua – conclude Mainolfi – con una bella colomba a tinte gialloblè che sia di buon auspicio per i prossimi playoff”. 

Filetto di Pesce Persico alle erbe e cotto al forno: un secondo genuino

Il Filetto di Pesce Persico alle erbe è la ricetta di un secondo piatto a base di pesce facile a farsi, ed anche molto genuino, che combina gusto e leggerezza rispettando le naturali caratteristiche organolettiche del pesce, sottolineandone il sapore delicato e la consistenza tenera, il tutto armonizzato con delle erbe aromatiche fresche, che gli conferiscono delle note profumate semplici e particolari che potrete accompagnare con una buona Caponata.

OCCORRENTE

(per 4 persone)
800 gr filetto di persico
1 rametto di rosmarino
60 g di maggiorana
20 g di timo
10 g di prezzemolo
10 g di erba cipollina
100 g menta fresca
Qualche foglia di basilico fresco
2 spicchi di aglio
1/2 bicchiere di vino bianco
Olio EVO (extravergine d’oliva) q.b.
Sale q.b.
Pepe rosa q.b

PREPARAZIONE

  1. Pulite bene tutte le erbe che avrete acquistato disposizione per la ricetta.
  2. Tagliate a pezzi grossolani le foglie grandi e lasciate intere le foglioline piccole, quindi riunitele in una ciotolina.
  3. Tagliate l’aglio a lamelle e aggiungetelo, con l’olio, sale e pepe nella ciotolina.
  4. Amalgamate tutto con una forchetta, emulsionando la soluzione con l’olio.
  5. Sciacquate il filetto di persico, asciugatelo tamponandolo con della carta da cucina e sistematelo in un contenitore con coperchio.
  6. Distribuitevi sopra l’emulsione, chiudete il contenitore e mettetelo in frigorifero ad amalgamarsi ed insaporirsi per mezz’ora.
  7. Dopo una ventina di minuti accendete il forno e fatelo preriscaldare a 170°
  8. Trasferitelo in una pirofila da forno, ricoprendolo con l’emulsione d’olio, aggiungete il vino bianco e qualche grano di pepe rosa.
  9. Mettete a cuocere nel forno preriscaldato a 170° per 30 minuti circa; per gli effettivi tempi di cottura regolatevi in base allo spessore del vostro filetto di pesce.
  10. Il vostro filetto di pesce persico alle erbe aromatiche è pronto per essere servito.

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Cristina Adriana Botis / Redazione

 

Dossier Cerbero: la droga veniva trasportata in ambulanza

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Tra le migliaia di pagine del dossier Cerbero spunta il metodo che i D’alessandro utilizzavano per il trasporto degli stupefacenti: il clan si serviva delle ambulanze.

La marijuana, che da Gragnano arrivava a Castellammare, viaggiava in ambulanza.

Gli autisti, fingendo il trasporto di un malato, accendevano le sirene e a grande velocità ed evitando ogni tipo di controllo giungevano a destinazione.

Nel 2013, gli investigatori, coordinati dalla Procura Antimafia, intercettarono un dialogo tra Rossetti Antonio, alias o’guappone e Michele D’alessandro, figlio del boss Luigi, alias Gigginiello.

Gli investigatori ipotizzano che Antonio Di Martino, figlio del boss Leonardo o’lione, sia il fornitore principale di marijuana della cosca scanzanese.

In arrivo c’era un grosso carico proveniente da Iovane, frazione di Pimonte, con destinazione Scanzano.

Ed è proprio il percorso la problematica che avrebbe potuto bloccare gli affari.

Come è ben noto, l’unica strada che collega le due località è la Strada Statale numero 366 (super strada per Agerola).

Perciò il rischio di incontrare un posto di blocco era alto.

Così, il Rossetti propose a Michele la soluzione: “Come facemmo l’ultima volta. Mi deve scendere la marijuana, è pericoloso là. Lo facciamo portare nell’ambulanza, hai capito?”

In questo modo, l’ambulanza, sfrecciando ad alta velocità e con sirene accese, avrebbe illuso i controlli.

Dalle parole del Rossetti si percepisce come il metodo sia già stato utilizzato in altre circostanze.

Infatti, il pentito Valentino Marrazzo, ex dipendente della “croce verde”, ha ammesso in un interrogatorio di aver traportato in ambulanza un carico d’emergenza di un chilo di cocaina.

D’altronde il Rossetti, secondo l’Antimafia, sarebbe stato il reale gestore, dietro il prestanome di Alfonso Arpaia, della Croce verde, azienda che, in convenzione con l’ASL Napoli sud 3b, si occupava del trasporto dei malati.

Così il Rossetti incassava parte degli utili dell’azienda e utilizzava i mezzi per la realizzazione dei suoi intenti criminali.

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