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Giuseppe Langella: “La Juve Stabia continuerà a fare calcio con programmazione e ambizioni. Chiedo alla città di starci vicini”

Giuseppe Langella, socio della Juve Stabia e fratello del presidente Andrea Langella, è intervenuto nel corso della conferenza stampa tenutasi nel pomeriggio presso la sala stampa del “Romeo Menti”.

Le dichiarazioni di Giuseppe Langella sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Si tratta di una vittoria schiacciante per chi abbiamo lavorato notte e giorno e per cui abbiamo anche trascurato la squadra perché sapevamo che la partita più importante era da giocare in Tribunale.

Langella conferenza Juve Stabia

Il merito va soprattutto a mio fratello, che ha avuto questa intuizione, ed ai collaboratori di cui ci siamo avvalsi per la gestione della richiesta di ristrutturazione del debito in Tribunale. Ringrazio tutti coloro che ci hanno supportato e anche chi non ha mancato di criticarci. La Juve Stabia continuerà a fare calcio, e lo farà con programmazione e ambizioni. Chiediamo ora alla città di essere vicina alla Juve Stabia, come non è stato fatto prima di oggi.

Iniziamo a pensare al futuro calcistico della Juve Stabia. Faremo delle riflessioni con il nuovo direttore sportivo che verrà. Abbiamo diversi giocatori già sotto contratto ma di sicuro la squadra verrà ritoccata in ogni reparto. Qualcosa verrà fatto, non so di che entità ma sarà importante trovare le menti pensanti calcistiche che ci dovranno consigliare su cosa fare. Oggi è un punto zero, si riparte daccapo con la mente un pò più libera cercando di fare meno errori possibili.

Per la nostra idea il nuovo ds dovrà sposare il nostro progetto. Nei colloqui che faremo con questi ds dovranno dirci come la pensano e capire che non partiamo da zero.

Quello che ho notato quest’anno è che soprattutto in trasferta è venuta a mancare la personalità della squadra. Non voglio calciatori che pensano solo al contratto. Queste cose non devono capitare. Cercheremo di chiedere gente che abbiano fame e che debbano sudare la maglia e soprattutto che credano nel nostro progetto. Vogliamo fare una squadra – conclude Langella – su cui fare ogni anno 2-3 innesti. Una squadra che deve durare in un progetto di 2 + 1 anni. E’ sempre il campo poi che da i risultati definitivi. Ma la cosa più importante sarà avere giocatori che tengano alla maglia che indossano”.

Andrea Langella: “Oggi la Juve Stabia è un’oasi felice. Siamo un fiore all’occhiello del calcio italiano”

Andrea Langella, presidente della Juve Stabia, è intervenuto in conferenza stampa presso la sala stampa del “Romeo Menti”.

Le dichiarazioni di di Andrea Langella sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Un anno fa avevo parlato dei tanti obiettivi da raggiungere alla Juve Stabia. Il primo era quello di rendere il club un’oasi felice e con l’accettazione del concordato lo abbiamo raggiunto. Ci sono vittorie che arrivano in campo ed altre che invece arrivano al di fuori del campo; noi – continua Langella – oggi siamo orgogliosi di aver raggiunto un risultato epocale che per noi vale uno scudetto. Questa sentenza è un qualcosa di storico non solo per la Juve Stabia. Ci hanno chiamato dirigenti di altre squadre per chiederci come avevamo fatto ad ottenere la meglio in questo procedimento al Tribunale. 

Speriamo che ciò spenga tanti malumori che abbiamo ascoltato, anche perché siamo oggi i fiori all’occhiello del calcio italiano. Siamo a tutti gli effetti una società modello; per questo la famiglia Langella merita il rispetto che in più occasioni è mancato. Del resto la Juve Stabia in più occasioni non è fallita grazie alla famiglia Langella, che con sacrifici personali sta salvando il club.

Langella conferenza Juve Stabia

Oggi rappresentiamo la Juve Stabia e Castellammare con ancor più di dignità e programmando con più serenità e idee il futuro. Già siamo a lavoro per onorare gli adempimenti per il 16 prima ed il 22 maggio finalizzati all’iscrizione al prossimo campionato. Il concordato riguarda ovviamente solo i debiti con l’erario, mentre i fornitori privati saranno interamente pagati. Ringrazio la Curva Sud e i tifosi – conclude Langella – che in questa stagione, come anche nelle scorse, sono rimasti fedeli alla squadra; ancora ringrazio lo staff tutto, la squadra ed i due allenatori della stagione.

Ogni anno ho sempre detto ben vengano agli imprenditori che si volessero avvicinare alla Juve Stabia. Il mio sogno è la Serie A ma dobbiamo avere la bravura di lavorare passo dopo passo per arrivare a quella solidità che auspichiamo. Ben vengano nuovi imprenditori seri per velocizzare questo processo. Io sono aperto a tutti. 

Da stasera in poi iniziamo a discutere con tre direttori sportivi diversi per poi passare a scegliere l’allenatore. Polcino ci chiede e noi facciamo. 

I giovani sono importantissimi per la nostra progettualità. Il filone è quello: dobbiamo puntare sui giovani e se sono del territorio ancora meglio. Il nostro progetto è più giovani e meno blasonati.

Con riferimento ai giovani della Juve Stabia colgo l’occasione soprattutto per ringraziare il settore giovanile per l’egregio lavoro, soprattutto gli staff tecnici, dirigenziali e i collaboratori.

Noi vogliamo che la Juve Stabia si avvicini al territorio, stiamo progettando un’app dove sia possibile sapere tutto sulle Vespe e acquistare anche il biglietto per lo stadio. Vogliamo creare un avvicinamento con il nostro pubblico e portare più gente allo stadio. 

Molti hanno detto che la debitoria è aumentata durante la nostra gestione. Queste persone che hanno detto questo o sanno le cose come stanno o non le sanno e le dicono diversamente.

Quando sono entrato in società conoscevo il monte debiti ed era di tutto rispetto. Ma siccome durante la stagione 2018-2019 siamo andati in B, un settimana dopo che eravamo andati in B è uscito un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate che dilazionava la debitoria in 10 anni. Siamo venuti a conoscenza però che essendo andati in B dovevamo pagare quasi il doppio di quanto era a nostra conoscenza. 

Poi c’è stata la pandemia con la cristallizzazione di tutti i debiti e dopo, finita la pandemia, è stato tutto più difficile senza pubblico allo stadio e senza incassi. La posizione debitoria era arrivata a livelli molto elevati. 

Il buon esito del concordato deve essere la spinta per sensibilizzare tutta la città che è in un momento di crisi purtroppo. Dobbiamo partire dal nostro patrimonio che è la Juve Stabia, un patrimonio ultracentenario attorno al quale devono stringersi tutti. Oggi siamo una società seria sotto ogni punto di vista. I voli pindarici – conclude Langella – non si devono fare perchè questa situazione che si è verificata negli ultimi 4 anni non si deve più ripetere”.

Notte Europea dei musei; ingresso a 1 euro in diversi siti

Diversi siti archeologici tra Pompei e dintorni hanno aderito all’iniziativa Notte Europea dei musei ad un costo semi-gratuito

Grande occasione e grande iniziativa promotrice delle nostre bellezze storiche e archeologiche

La notizia

Sabato 14 maggio si darà inizio ad una importante iniziativa alla quale hanno aderito alcuni dei maggiori siti culturali della zona; dal Libero D’Orsi di Castellammare al Parco Archeologico di Pompei, passando per la Villa Regina di Boscoreale, questi musei emblemi del patrimonio storico del nostro territorio parteciperanno alla “Notte Europea dei musei”.
È prevista, per l’occasione, l’accesso ad un costo puramente simbolico di 1 euro, cosa che rende questi siti culturali ancora più appetibili ai turisti e a chiunque desidera cogliere l’occasione di conoscere qualcosa a proposito della storia delle nostre terre.

Opportunità da cogliere

L’evento sarà usufruibile dalle 20 alle 23, una grossa occasione da non lasciarsi scappare per niente al mondo.
Considerando che le prevendite si chiuderanno alle 22, sono attesi numeri da record di visitatori che assalteranno tutti i musei, i quali faranno meglio a farsi trovare preparati per soddisfare la sete di conoscenza di tutti i turisti che vorranno immergersi nella storia del nostro territorio.
Sarà possibile, inoltre, prenotare attraverso un sito specifico per evitare di perdere un’occasione più unica che rara.

Notte Europea dei musei; ingresso a 1 euro in diversi siti/Antonio Cascone/redazionecampania

Lucia e io di Doninelli è di scena al Teatro Sant’ Afra di Brescia

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Lucia e io : con Bartolo e Franzoni , per la regia di Bignamini è di scena fino al 15 maggio 2022

Il Manzoni raccontato da Luca Doninelli è un uomo al termine della sua vita , in procinto di compiere il suo ultimo , inevitabile viaggio . All’ altro capo della strada c’ è Lucia , il personaggio che più gli sta a cuore.

Uno di fronte all’ altra , singolari e universali , Manzoni e Lucia si confessano il reciproco momento oscuro , il loro “ sabato santo” . Quel giorno a cavallo fra la morte di Gesù e la sua risurrezione .

Il giorno in cui tutto attende il proprio riscatto . È un buco nero dell’ anima che va affrontato con coraggio .

Lucia e Manzoni troveranno quella forza rinnovando la propria fede nel ricordo condiviso , dando vita a un “ appuntamento impossibile “ ma al contempo inevitabile e struggente .

C’è tempo fino a sabato 15 maggio per non perdersi la penultima rappresentazione della stagione!

Elena Cecoro / Cronaca Lombardia

Taglio forniture di gas alla Finlandia annunciato dalla Russia

Il quotidiano di Helsinki Iltalehti , citando fonti anonime confermate poi anche dalla CNN, segnala che alcuni importanti politici finlandesi sono stati informati che la Russia potrebbe interrompere, da domani, le forniture di gas alla nazione finlandese con la quale condivide un confine di 800 miglia (1287,48 Km).

La ritorsione, se vera, in tutta evidenza, seguirebbe la dichiarazione dei  leader finlandesi che, giovedì scorso, hanno annunciato che avrebbero cercato l’adesione alla NATO per la nazione nordica in risposta alla guerra della Russia contro l’Ucraina .

Annuncio favorevolmente accolto dal leader della NATO e dell’Europa e il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg ha affermato che la sua inclusione rafforzerebbe sia il paese che l’alleanza occidentale, promettendo un processo “snello e rapido”.

Nell’immediato il ministero degli Esteri russo aveva subito detto, a voce del Ministero degli Esteri, che, se la Finlandia si unirà alla NATO, la Russia sarà “costretta a compiere passi di ritorsione”.

Queste le parole usate dal ministero degli Esteri russo:

“La dichiarazione del presidente finlandese S. Niinistö e del primo ministro finlandese S. Marin, che oggi si sono espressi a favore dell’adesione della Finlandia alla NATO, è un cambiamento radicale nella politica estera del Paese”.

“Helsinki deve essere consapevole della responsabilità e delle conseguenze di una tale mossa”.

La possibile adesione della Finlandia alla NATO causerebbe gravi danni alle relazioni bilaterali russo-finlandesi, che stanno mantenendo stabilità e sicurezza nella regione del Nord Europa, ed  ha aggiunto:

“La Russia sarà costretta a intraprendere misure di ritorsione, sia di tipo tecnico-militare che di altra natura, al fine di fermare le minacce alla sua sicurezza nazionale che sorgono a questo riguardo

“L’adesione alla NATO costituirà anche una violazione diretta degli obblighi legali internazionali della Finlandia, in primo luogo il Trattato di pace di Parigi del 1947 e il Trattato del 1992 tra Russia e Finlandia sui fondamenti delle relazioni”,

ha affermato il ministero degli Esteri russo.

Intanto, poche ore fa, sembra che sia arrivato l’allarme della chiusura delle forniture lanciato dal quotidiano di Helsinki Iltalehti e confermato dalla CNN.

Ad ora si attendono altre conferme e gli sviluppi della situazione.

Segnaliamo che anche la Svezia sta considerando una mossa simile e che Washington ha detto che sosterrà fortemente entrambe .

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Cristina Adriana Botis / Redazione

Colpo allo spaccio di stupefacenti nel “bosco della droga” di Rogoredo VIDEO

Colpo allo spaccio di stupefacenti. Guardia di Finanza: eseguito un sequestro in materia di prevenzione antimafia di immobili del valore di 450.000 euro sul conto di un soggetto partecipe ad un sodalizio dedito allo spaccio di stupefacenti nel “bosco della droga” di Rogoredo.

I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Lodi hanno dato esecuzione ad una misura di prevenzione patrimoniale antimafia con sequestro di beni immobili nei confronti di un soggetto individuato quale partecipe ad un gruppo criminale dedito allo smercio di sostanze stupefacenti nell’area boschiva, nota come il “bosco della droga” adiacente la stazione ferroviaria di Milano Rogoredo.

In particolare, le indagini a carattere patrimoniale, finanziario e reddituale, coordinate dalla Procura della Repubblica di Milano e condotte dai militari del Gruppo di Lodi, hanno fatto emergere la pericolosità sociale del soggetto in ragione del suo protratto coinvolgimento nel circuito illegale caratterizzante il “bosco della droga” di Rogoredo e del suo rilevante curriculum criminale, nonché una sproporzione di oltre 590.000 euro tra i beni nella disponibilità del predetto e del suo nucleo famigliare e i redditi dichiarati o l’attività economica svolta.

Si è così rilevata una chiara correlazione temporale tra le manifestazioni di pericolosità sociale del soggetto in questione, riferite in via prevalente all’attività di spaccio di droga nella suddetta area boschiva milanese, e gli incrementi patrimoniali fatti registrare in annualità recenti dallo stesso e dai suoi stretti famigliari, non giustificati da adeguati redditi legalmente conseguiti, così da porlo in evidenza quale persona che vive abitualmente, anche in parte, con i proventi dell’attività delittuosa posta in essere.

Per quanto precede, il Tribunale di Milano – Sezione Autonoma Misure di Prevenzione, condividendo la ricostruzione effettuata in sede investigativa dalle Fiamme Gialle con il coordinamento della Procura della Repubblica milanese, ha disposto l’applicazione della misura di prevenzione antimafia del sequestro propedeutico alla confisca di una villa ed annessa autorimessa ubicate nella Provincia lodigiana ed intestate al soggetto in parola e al suo coniuge.

In attuazione del suddetto provvedimento magistratuale, i Finanzieri del Gruppo di Lodi hanno pertanto sottoposto a vincolo le suddette unità immobiliari, di valore quantificato in 450.000 euro, immettendole in possesso dell’amministratore giudiziario nominato.

Il sequestro effettuato si pone in linea di continuità con un analogo provvedimento di prevenzione di natura patrimoniale emesso dall’A.G. milanese ed eseguito alcune settimane fa sul conto di un altro soggetto collegato al predetto e parimenti ritenuto partecipe al sodalizio dedito allo spaccio di stupefacenti nel “bosco della droga” di Rogoredo, che aveva portato a sottoporre a sequestro un appartamento ed un’autorimessa nell’area sud-milanese, nonché disponibilità presenti su rapporti finanziari, per un valore complessivo di 250.000 euro.

L’attività di servizio delle Fiamme Gialle lodigiane si inquadra nell’alveo della costante azione del Corpo diretta all’aggressione dei patrimoni illeciti, al fine di colpire le organizzazioni criminali e chi è abitualmente dedito a vivere nell’illegalità nel cuore dei propri interessi e restituire alla collettività i beni indebitamente accumulati.

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Cristina Adriana Botis / Redazione

Anziano si perde a Roma, ritrovato dalla Polizia Locale

Roma, la Polizia Locale ritrova, completamente disorientato, un anziano che si era perso. Viene aiutato dagli agenti che rintracciano la famiglia.

Gli agenti del I Gruppo Prati della Polizia Locale di Roma Capitale erano in servizio di viabilità quando, verso le 14.00 di martedì scorso, hanno notato la presenza di un uomo anziano con difficoltà di deambulazione , in stato confusionale e disorientato, all’altezza di Viale Angelico.

La pattuglia si è avvicinata per chiedere se avesse bisogno di aiuto e come mai si trovasse lì e l’uomo, un cittadino norvegese di 89 anni, ha spiegato loro in lingua inglese che si era perso, allontanandosi dalla moglie e dal gruppo turistico con il quale era venuto in visita a Roma.

L’anziano non ricordava nulla: né i recapiti telefonici, nè il nome dell’albergo presso il quale alloggiava, nè il nome dell’organizzazione che gestiva il suo viaggio nella Capitale.

Gli operanti si sono subito attivati per tranquillizzare l’uomo, garantendogli adeguato ristoro e mettendolo al riparo dal caldo, dal quale era evidentemente provato.

Grazie al supporto dell’Ambasciata norvegese, con la quale si sono messi in contatto, gli agenti sono riusciti a rintracciare la moglie, di 78 anni di età, che dopo alcune ore lo ha raggiunto negli uffici del Gruppo di via del Falco.

Grazie al tempestivo intervento dei caschi bianchi e alla proficua collaborazione con l’Ambasciata norvegese, è stato possibile restituire agli affetti l’anziano signore, che ora potrà continuare la sua visita turistica in sicurezza e in compagnia dei suoi cari.

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Cristina Adriana Botis / Redazione

GRAGNANO: Anche un mitragliatore e 18 Kg di droga nel sequestro dei CC

GRAGNANO: Anche un mitragliatore e 18 chili di droga nel sequestro dei Carabinieri. Tutto nascosto sotto terra tra la vegetazione dei Monti Lattari.

Un arsenale per uccidere e droga in abbondanza per assecondare la domanda commerciale di centinaia di clienti. T

utto interrato in due bidoni di plastica, all’ombra della vegetazione dei Monti Lattari.

Un luogo inospitale, quasi impossibile da individuare.

Non per i Carabinieri della stazione di Gragnano che monitorano costantemente anche quel versante della montagna.

Tutte le strade sono battute, soprattutto quelle più difficili, in una ricerca che sembrerebbe quella di un ago in un pagliaio.

Impegno ed esperienza, tuttavia, premiano e i militari hanno sottratto ancora una volta strumenti di morte dalle mani della criminalità.

Un mitragliatore con silenziatore, tre pistole cal. 9 – una con matricola punzonata e una risultata provento di un furto commesso nel 2017 in un comando di polizia municipale in provincia di Torino – e 65 di proiettili dello stesso calibro.

E ancora 18 buste al cui interno erano racchiusi circa 18 chili di marijuana già essiccata e pronta per lo smercio.

Non mancano i bilancini e materiale vario per la preparazione delle dosi.

Le armi erano confezionate in modo da resistere all’umidità e al tempo. Saranno sottoposte ad accertamenti balistici e dattiloscopici affinché possano essere abbinate a eventuali fatti di sangue.

La droga, invece, era imballata in atmosfera protetta per mantenere inalterata l’essenza della cannabis.

Nonostante l’attenzione per il consumatore finale e grazie all’intervento dei militari, l’erba non raggiungerà mai il mercato e sarà distrutta

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Meteo / Cristina Adriana Botis / Redazione Campania

Meteo Castellammare di Stabia: oggi foschia, Venerdì 13 e Sabato…

Meteo Castellammare di Stabia per Giovedì 12 Maggio 2022. Giornata caratterizzata da foschia densa al mattino, temperatura 13-26°C, Venerdì 13 e Sabato 14 sereno.

Meteo Castellammare di Stabia Giovedì 12 Maggio

Situazione in tempo reale: La rilevazione radar più vicina delle ore 8:40 segnala precipitazioni assenti con intensità 0 su 12.

Secondo le ultime previsioni meteo, le prossime ore saranno caratterizzate da qualche nube sparsa, con una temperatura di 18°C.

Venti deboli da Sud con intensità di circa 5km/h. Si registra assenza di precipitazioni.Meteo Castellammare di Stabia 3 giorni

Giovedì 12 Maggio: giornata caratterizzata da foschia densa al mattino, temperatura minima 13°C, massima 26°C.

Entrando nel dettaglio, avremo nuvolosità innocua al mattino, cielo sereno al pomeriggio, qualche nube sparsa alla sera.

Durante la giornata di oggi la temperatura massima verrà registrata alle ore 15 e sarà di 26°C, la minima di 13°C alle ore 6.

I venti saranno al mattino deboli provenienti da Sud-Ovest con intensità di circa 8km/h, al pomeriggio moderati provenienti da Ovest-Sud-Ovest con intensità di circa 13km/h, deboli da Ovest-Sud-Ovest alla sera con intensità di circa 5km/h.

La visibilità più ridotta si avrà alle ore 7 e sarà di 900m. L’intensità solare più alta sarà alle ore 13 con un valore UV di 9.2, corrispondente a 1008W/mq.

Venerdì 13 Maggio: giornata all’insegna del bel tempo, minima 13°C, massima 26°C.

Nel dettaglio: poche nubi al mattino, cielo sereno al pomeriggio e alla sera.

Durante la giornata di domani si registrerà una temperatura massima di 26°C alle ore 15, mentre la minima alle ore 6 sarà di 13°C.

I venti saranno deboli da Ovest-Sud-Ovest al mattino con intensità di circa 6km/h, al pomeriggio moderati provenienti da Ovest con intensità di circa 14km/h, alla sera deboli provenienti da Ovest-Sud-Ovest con intensità di circa 8km/h.

La visibilità più ridotta si avrà alle ore 7 e sarà di 4540m. L’intensità solare più alta sarà alle ore 13 con un valore UV di 9.2, corrispondente a 1008W/mq.

Sabato 14 Maggio: giornata all’insegna del bel tempo, temperature comprese tra 13 e 26°C.

Nel dettaglio: poche nubi al mattino, cielo sereno al pomeriggio e alla sera.

Durante la giornata si registrerà una temperatura massima di 26°C alle ore 15, mentre la minima alle ore 6 sarà di 13°C.

I venti saranno al mattino deboli provenienti da Sud-Ovest con intensità di circa 7km/h, al pomeriggio moderati provenienti da Ovest-Sud-Ovest con intensità di circa 12km/h, deboli da Sud-Ovest alla sera con intensità di circa 4km/h.

La visibilità più ridotta si avrà alle ore 7 e sarà di 3570m. L’intensità solare più alta sarà alle ore 13 con un valore UV di 9, corrispondente a 996W/mq.

Giorno Tempo T min T max Precip. Vento (km/h) Pressione Quota 0°C
12 Maggio nebbia al mattino 14 °C 26 °C
10%
WSW 13
moderato
n/d n/d
13 Maggio sereno 13 °C 26 °C
10%
W 12 / 13
moderato
n/d n/d
14 Maggio sereno 13 °C 26 °C
10%
WSW 11
moderato
n/d n/d

 

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Meteo / Cristina Adriana Botis / Redazione Campania

Estate sull’Italia, Weekend con alcuni temporali: arriva Hannibal

Estate sull’Italia, Weekend con alcuni temporali. L’alta pressione africana conquista il Paese. Qualche rovescio sui rilievi meridionali, sole e caldo in aumento altrove; temperature fino a 30-32°C.

Weekend: anticiclone indebolito da aria fresca in quota, scoppieranno temporali pomeridiani, anche in pianura nella giornata di Sabato.

Prossima Settimana: arriva Hannibal, il primo anticiclone africano dell’Estate 2022.

Nordafrica alla conquista dell’Italia nei prossimi 10 giorni, dal punto di vista meteo.
Hannibal, il cosiddetto Cammello meteorologico, come viene simpaticamente definito in meteorologia l’anticiclone africano, ingloberà il nostro Paese da Nord a Sud almeno fino al 20-22 maggio con valori termici elevati.

La prossima settimana potrebbe essere ancora più calda, con valori record al Nord-Ovest, ma ovviamente questa tendenza è da confermare.

Analisi: dal punto di vista sinottico l’alta pressione sul Mediterraneo presenta attualmente un asse direzione Sud-Ovest Nord-Est esteso dal Marocco alla Toscana, mentre un’area depressionaria staziona ancora tra Libia ed Egitto portando forti temporali nel Sahara.

Questa configurazione causa in Italia massime più calde di 5-7°C al Nord rispetto al Sud, ancora localmente sotto media climatica.

Da domani l’alta pressione si espanderà anche verso le regioni meridionali, lasciando un po’ più scoperto il settore alpino a deboli infiltrazioni fresche atlantiche.

Nel weekend non escludiamo un temporaneo aumento dell’instabilità con temporali al settentrione; si dovrebbe trattare di instabilità pomeridiana in un contesto soleggiato, con qualche acquazzone dapprima in montagna e poi localmente in discesa verso la Pianura Padana.

La prossima settimana invece il discorso sarà ben diverso, se confermato, con il ritorno, come anticipato poche righe sopra, di una nostra vecchia conoscenza,

Quasi per una una strana coincidenza, era infatti il maggio 2012 quando lo annunciammo per la prima volta, arriva Hannibal, il temibile (in termini di caldo) anticiclone africano proveniente direttamente dal territorio algerino-libico.

Si prevedono anche 12°C oltre la media dalla Francia alle Repubbliche Baltiche, ovviamente anche in Italia il termometro salirebbe a sfiorare i 35°C!

Ricordiamo come esempio, che il record di Maggio a Milano risale al 2009 ed è pari a 35,2°C.

Una proiezione da monitorare, anche dal punto di vista biometeorologico: le prime ondate di calore sono le più pericolose, soprattutto per la popolazione più fragile.

Confermiamo dunque il sole da Nord a Sud nelle prossime ore, con solo qualche piovasco pomeridiano sui rilievi del meridione e sulle Alpi orientali.

Da domani invece aumenterà un po’ l’instabilità al Nord con acquazzoni pomeridiani attesi a macchia di leopardo sulle montagne del Triveneto.

Come detto, poi durante il weekend avremo ancora un po’ di spifferi freschi atlantici al Nord che potranno causare qualche temporale in un contesto comunque soleggiato.

Prepariamoci dunque all’Estate di Maggio che, data l’inclinazione dell’asse terrestre è identica all’Estate di fine Luglio come radiazione solare.

Prudenza massima, immaginiamo di essere al 25 luglio, usciamo con crema solare, ombrellone, cappellino, tanta acqua ed evitiamo le ore più calde della giornata.

Il tormentone ‘evitiamo le ore più calde’ inizia ufficialmente, ben in anticipo, e ci porterà fino alla fine di Settembre.

Il cambiamento climatico ha creato anche questi ‘tormentoni’ estivi, oltre alle canzoni dell’Estate abbiamo anche i consigli meteo dell’Estate, a volte un po’ ripetitivi ma molto utili.

Evitare di uscire nelle ore più calde della giornata, bere almeno 2 litri d’acqua al giorno’, d’altronde il Cammello per resistere al caldo arriva a bere 100 litri d’acqua in 10 minuti, la prudenza non è mai troppa!

NEL DETTAGLIO

Giovedì 12. Al Nord: sole e caldo estivo. Al Centro: bel tempo, caldo. Al Sud: sereno o cielo poco nuvoloso, temperature in ulteriore leggero aumento.

Venerdì 13. Al Nord: sole e caldo estivo, ma con temporali sulle Alpi del Triveneto. Al Centro: bel tempo, caldo. Al Sud: sereno o cielo poco nuvoloso.

Sabato 14. Al Nord: sole e caldo estivo, ma con temporali dalle Alpi verso le pianure adiacenti. Al Centro: bel tempo, caldo. Al Sud: bel tempo, caldo.

Tendenza. Possibili locali temporali al Nord e sull’Appennino domenica, seconda ondata di caldo in arrivo da Lunedì, sempre dal Nordafrica e probabilmente più intensa.

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Meteo / Cristina Adriana Botis / Redazione

Poke Cake alle Fragole

Avete mai fatto la Poke Cake alle Fragole? E’ un dolce semplicissimo con tanta crema alle fragole all’interno. Fresco e perfetto in qualsiasi occasione.

Questa è una torta americana e quello che la caratterizza è il modo in cui viene farcita.
Infatti vengono praticati dei buchi sulla superficie della torta cotta e poi riempiti con una sorta di salsa alle fragole. Il tutto poi ricoperto da panna montata e frutta fresca.

Ingredienti per una teglia da 30 cm

Per la purea di fragole

  • 420 grammi di fragole fresche o congelate, più una manciata di fragole fresche per decorare, se lo si desidera
  • 180 millilitri d’acqua
  • 100 grammi di zucchero semolato
  • 1 cucchiaio di amido di mais
  • 1/8 cucchiaino di sale fino
  • 2 cucchiaini di succo di limone fresco

Per la torta alla vaniglia

  • Spray da cucina o burro ammorbidito, per ungere la teglia
  • 330 grammi di zucchero semolato
  • 120 millilitri di olio vegetale
  • 110 grammi di burro non salato, sciolto e leggermente raffreddato
  • 1 cucchiaio di estratto di vaniglia
  • 2 uova grandi, a temperatura ambiente
  • 1 tuorlo d’uovo grande, a temperatura ambiente
  • 420 millilitri di latticello, a temperatura ambiente
  • 2 cucchiaini di lievito in polvere
  • 3/4 cucchiaino di bicarbonato di sodio
  • 1 cucchiaino di sale fino
  • 300 grammi di farina per dolci

Per la panna montata

  • 480 millilitri di panna
  • 3 cucchiai di zucchero a velo
  • 2 cucchiaini di estratto di vaniglia

PREPARAZIONE

Passo 1

Preparare la purea di fragole

  1. In una casseruola a fuoco alto, mescolare le fragole, l’acqua, lo zucchero, l’amido di mais e il sale.
  2. Portare a bollore e cuocere, mescolando di tanto in tanto, per circa 5 minuti.
  3. Ridurre il fuoco a medio-alto e cuocere a fuoco lento fino a quando la purea non si addensa, circa 15 minuti, regolando il fuoco secondo necessità per mantenere una leggera ebollizione.
  4. Togliere dal fuoco e lasciare raffreddare per circa 5 minuti.
  5. Trasferire la purea in un frullatore e frullare a velocità medio-alta fino a ottenere una crema densa e versabile.
  6. Versare la purea in un misurino di vetro liquido da 2 tazze con un beccuccio, se ne avete uno, o una brocca con beccuccio, e aggiungere il succo di limone.
  7. Mettere da parte da 3 a 4 cucchiai di purea in una ciotolina.

Passo 2

Preparare la torta:

  1. posizionare la griglia al centro del forno e preriscaldare a 350 gradi.
  2. Ungete una teglia da 30 cm con spray da cucina o burro.
  3.  Foderate la teglia con un foglio di carta da forno con una generosa sporgenza.

Passaggio 3

  1. In una ciotola capiente, sbatti insieme lo zucchero, l’olio, il burro e la vaniglia fino a ottenere un composto denso, lucido e ben amalgamato, per circa 30 secondi.
  2. Sbattere le uova e il tuorlo, uno alla volta, facendo attenzione che ciascuno sia incorporato prima di aggiungere il successivo.
  3. Unire il latticello, seguito dal lievito, il bicarbonato e il sale, uno alla volta, sbattendo energicamente dopo ogni aggiunta.
  4. Usando un setaccio o un colino a maglie fini, setacciare la farina sulla ciotola e sbattere fino a ottenere un composto quasi liscio; qualche piccolo grumo va bene.
  5. Raschiare la pastella nella padella preparata e far cadere leggermente la padella sul bancone alcune volte per far scoppiare eventuali bolle d’aria.
  6. Cuocere per 30 minuti, ruotando la teglia a metà, fino a quando un tester per torte esce con una o due briciole umide, la torta rimbalza quando viene leggermente premuta con il dito e sta appena iniziando a staccarsi dai lati della teglia.

Passaggio 4

  1. Trasferite la tortiera su una griglia e iniziate subito a infilzare la torta con l’estremità di un cucchiaio di legno (o silicone).
  2. I fori dovrebbero essere a circa 2,5 cm di distanza e dovrebbero coprire uniformemente l’intera parte superiore della torta.
  3. Premi il manico del cucchiaio sulla torta finché non sembra che tu abbia toccato il fondo della teglia.  A seconda del tuo utensile per forare, potrebbe essere necessario pulire l’estremità con un panno umido dopo aver creato ogni buco, poiché le briciole di torta potrebbero attaccarsi.
  4. Se alcuni dei fori (o tutti) sembrano essersi chiusi un po’ dopo che hai colpito, ripassali delicatamente.
  5. Mettete la purea dentro una sac a poche e riempite i fori. La torta assorbe rapidamente la purea, quindi riempi i buchi con la purea fino a quando non si esaurisce, o fino a quando la torta sembra riempita adeguatamente.
  6. Mettere in frigo la torta, ancora nella sua teglia e sulla gratella, per circa 2 ore, o fino a quando il fondo della teglia sarà freddo al tatto. Oppure, se ti senti impaziente, congela per 30-45 minuti.

Passaggio 5

Preparare la panna montata:

Al momento di servire, nella ciotola di una planetaria munita di frusta — o, se si utilizza una frusta a mano, in una ciotola capiente — unire la panna, lo zucchero e la vaniglia e sbattere a fuoco medio-alto – a alta velocità fino a quando non si formano picchi da medi a rigidi, circa 5 minuti.

Passaggio 6

Passare un coltello da burro attorno alle estremità della teglia  e, tenendo la sporgenza di pergamena, sollevare la torta fuori dalla teglia.

Passaggio 7

  1. Disporre la torta su un piatto da portata tondo o un tagliere.
  2. Per tagliare la torta attraverso le file di buchi, per un’esposizione ottimale della purea di fragole, fare dei segni con un coltello da cucina prima di glassare generosamente la parte superiore della torta con la panna montata, lasciando il lati nudi.
  3.  Versare un po’ della purea tenuta da parte sulla panna montata e trascinare il cucchiaio su di essa per creare delle strisce. Il tuo obiettivo è una panna montata bianca con vortici di rosso
  4. Cospargere la torta con qualche fragola, se lo si desidera, affettare lungo le file di buchi e servire.

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Cristina Adriana Botis / Redazione

Pagelle finale di Coppa Italia, Juventus-Inter 2-4 d.t.s.

PAGELLE FINALE DI COPPA ITALIA – L’Inter vince la finale di Coppa Italia contro la Juventus ai tempi supplementari. Perisic è il migliore in campo: la sua doppietta decide la finale di Coppa Italia.

Pagelle Juventus-Inter 2-4 d.t.s.

Pagelle Juventus-Inter 2-4. La Coppa Italia 2021/2022 va all’Inter di Simone Inzaghi, che si aggiudica il secondo trofeo stagionale. Diamo i voti alle due squadre. Ecco le pagelle Juventus-Inter 2-4.

Juventus

Le pagelle finale di Coppa Italia, Juventus-Inter 2-4. Le pagelle della Juventus.

Perin 6: i gol dell’Inter sono tutti imprendibili. Per il resto, gestione corretta dei palloni.

Danilo 5,5: Si perde Barella in occasione dell’1-0 nerazzurro. Esce per infortunio. (dal 41’ Morata: anima la rimonta bianconera con grande verve. È l’uomo in più nell’attacco bianconero).

De Ligt 5: causa due rigori abbastanza ingenui. Se il primo è molto dubbio, il secondo è netto e l’intervento assolutamente evitabile.

Chiellini 8: finché è in campo l’Inter non passa quasi mai. Una roccia difensivamente, che argina uno spento Dzeko. (dal 84’ Arthur 5,5: impreciso e ingabbiato dal centrocampo nerazzurro, non entra bene in gara).

Alex Sandro 6,5: è suo il gol che regala il pareggio alla Juventus. Tiene bene su Darmian, meno Dumfries sulla destra. (dal 90’ Pellegrini 6: qualche buona giocata).

Cuadrado 5,5: come quarto di centrocampo è tra i migliori in campo per la Juventus, ma quando viene spostato in difesa, Perisic domina dal suo lato. Partita dai due volti per il colombiano.

Rabiot 6,5: preciso e aggressivo, ma in modo pulito. Recupera tanti palloni sulla sua trequarti. Partita importante per il centrocampista francese.

Zakaria 6: regge bene la sfida a centrocampo con le incursioni di Barella. (dal 66’ Locatelli 6: entra bene in gara, ma non è decisivo in alcun modo.)

Bernardeschi 6,5: gioca con qualità e maturità. Buona gara per l’esterno italiano, che mette zizzania nella difesa dell’Inter più di una volta.  (dal 66’ Bonucci 5,5: co-responsabile insieme a De Ligt per il rigore su Lautaro. Non esce su Perisic in occasione del 4-2)

Dybala 6,5: il ragazzo ha qualità. È sua la prima occasione bianconera del match. Inventa per Vlahovic in occasione del momentaneo 2-1 bianconero. (dal 97’ Kean 4,5: impalpabile, non entra mai in partita).

Vlahovic 6: nel primo tempo è ingabbiato da un ottimo De Vrij. Ha il merito di portare momentaneamente in vantaggio la Juventus nel secondo tempo. Poi scompare dal campo.

All. Allegri 5,5: la stagione del ritorno è deludente. La sua squadra è viva, gioca bene, ma cade nel finale, stanca e con qualche ingresso discutibile (vedi Kean). Erano 11 anni che la Juventus chiude senza un trofeo. Ripartirà.

Inter

Le pagelle finale di Coppa Italia, Juventus-Inter 2-4. Le pagelle dell’Inter.

Handanovic 6,5: un miracolo incredibile su Vlahovic nel primo tempo. Non può nulla sui due gol della Juventus. In quello di Alex Sandro è decisivo il tocco di Morata.

D’Ambrosio 6: in difficoltà soprattutto contro Morata. La spinta è buona e in difesa non commette errori particolari. (dal 63’ Dimarco 6,5: entra in campo e spacca la partita. Ottimo il suo assist per Perisic che vale la vittoria finale.) (dal 116’ Bastoni SV)

De Vrij 7: dominio totale su Vlahovic. Gli concede solo un’occasione, che però il serbo sfrutta. Per il resto è un gladiatore.

Skriniar 6,5: cambia da centrodestra a centrosinistra senza problemi. Un leader, ormai, nella difesa nerazzurra.

Darmian 5,5: non dà quella spinta importante che all’Inter servirebbe da quel lato. (dal 63’ Dumfries 6,5: meglio del collega. A centrocampo spinge forsennatamente sulla destra, non lasciando respiro agli avversari.)

Barella 7: un gol monumentale dopo soli sei minuti. Poi la solita partita di sostanza in mezzo al campo. Terzo trofeo con la maglia dell’Inter. Imprescindibile.

Brozovic 7,5: domina lì a centrocampo, nonostante la marcatura asfissiante di Dybala. Fa sempre la scelta giusta e sbaglia pochissimo. Anche lui, come Barella, è imprescindibile per questa squadra.

Calhanoglu 7: rigore perfetto per il turco, che è ancora decisivo dal dischetto contro la Juventus. Stagione più che sufficiente per l’ex Milan. (dal 90’ Vidal 6: dà la giusta aggressività per la spinta dei supplementari)

Perisic 8,5: sulla fascia sinistra è imprendibile. Punta e salta l’uomo, creando superiorità in attacco. Nei supplementari si traveste da supereroe e, con una doppietta, regala la Coppa all’Inter.

Lautaro 6: buona partita nel complesso per l’attaccante argentino. Gioca bene con i compagni di squadra e si procura un rigore gigantesco a dieci minuti dalla fine. (dal 90’ Sanchez 6: dà il suo apporto alla squadra nel finale).

Dzeko 5,5: un po’ meno rispetto agli altri. Soffre tantissimo la marcatura di Chiellini in una sfida eccezionale tra giocatori di grande esperienza. Manca un po’ il suo apporto lì davanti. (dal 63’ Correa 6,5: entra bene in campo. Chiede palla, gioca con i compagni, punta l’uomo e si procura diversi falli.)

All. Inzaghi 7,5: due trofei alla prima stagione in nerazzurro. La sua Inter la vince con carattere: va in vantaggio, poi c’è la rimonta bianconera. Infine, la contro-rimonta che vale il trionfo in finale di Coppa Italia. Ora le ultime due di campionato, dove è il Milan in vantaggio.

12 Maggio 1974: storia divorzio e referendum abrogativo

12 MAGGIO 1974 – Il “no” che cambiò l’Italia. Era il 12 maggio 1974 quando gli italiani furono chiamati alle urne per il primo referendum abrogativo della storia della Repubblica.
Si votò anche il 13 maggio. Vincono i NO con il 59,3%; la legge Fortuna-Baslini resta in vigore.

12 Maggio 1974: storia divorzio e referendum abrogativo

La legge che introdusse il divorzio in Italia fu approvata definitivamente dalla Camera il primo dicembre del 1970 con 319 voti favorevoli e 286 contrari (605 i votanti e presenti in Aula), al termine di una seduta conclusasi alle 5,40 del mattino con votazioni iniziate alle 10 del giorno precedente.

Modifica alla legge che introdusse il divorzio

Nel 1987 fu approvata una modifica che ridusse da cinque a tre gli anni di separazione richiesti prima di poter accedere al divorzio, grazie alla determinazione dell’allora presidente della Camera, Nilde Iotti, che riuscì a ottenere l’accordo unanime di tutti i Gruppi per un’approvazione in commissione in sede legislativa:

“Per quanto siano forti i sentimenti che uniscono un uomo e una donna – in ogni tempo, ma soprattutto direi, nel mondo di oggi – essi possono anche mutare; e quando non esistono più i sentimenti, non esiste neppure più il fondamento morale su cui si basa la vita familiare. Abbiamo dunque bisogno di ammettere la possibilità della separazione e dello scioglimento del matrimonio”.

Vincitori e vinti

 Il grande sconfitto fu il segretario della Democrazia cristiana Amintore Fanfani che aveva fortemente voluto il referendum.

referendum sul divorzioNon a caso Avvenire titolò: “Hanno prevalso i no” (ricordando nell’occhiello che “milioni di italiani avevano votato contro il divorzio”).

referendum sul divorzio, unità“Grande vittoria della libertà”, rispose L’Unità, riprendendo le parole del segretario del Pci  Enrico Berlinguer:
“È una grande vittoria della libertà, della ragione e del diritto, una vittoria dell’Italia che è cambiata e che vuole e può andare avanti”.

Il matrimonio non è “un modo per sistemarsi”.

Su questa convinzione si è basata la Cassazione per ribaltare con la sentenza di mercoledì 10 maggio 2017 i criteri in base ai quali viene determinato l’assegno di mantenimento in caso di divorzio.

Fino ad allora, con 30 anni di indirizzo costante nel diritto di famiglia, i giudici avevano stabilito che la sua entità fosse collegata al parametro del “tenore di vita matrimoniale”, garantendo che fossero mantenute le abitudini precedenti alla separazione.

Ora invece la discriminante sarà il “parametro di spettanza” basato sulla valutazione dell’indipendenza o dell’autosufficienza economica della parte che lo richiede.

Una vera e propria rivoluzione che ricorda quella del referendum sul divorzio, negli stessi giorni di maggio di 48 anni fa.

Era il 12 maggio del 1974 quando gli italiani furono chiamati alle urne per il primo referendum abrogativo della storia della Repubblica. Si votò anche il 13 maggio.

REFERENDUM SUL DIVORZIO: 12 e 13 maggio 1974.

Il referendum abrogativo in Italia del 1974 si tenne il 12 e 13 maggio ed ebbe come oggetto la disciplina normativa con cui era stato introdotto l’istituto del divorzio, previsto dalla «legge 1º dicembre 1970

Il referendum del 1974 fu il primo referendum abrogativo della storia dell’Italia repubblicana. Venne indetto per abrogare la legge che nel 1970 aveva introdotto il divorzio, causando controversie e opposizioni.

Risultati del Referendum

Alle urne si recarono 33 milioni e 23mila 179 elettori (37 milioni 646 mila 322 erano gli aventi diritto), pari all’87,72 per cento.

I “no” che confermarono il divorzio furono quasi il 60% (19 milioni 138mila 300), i “sì”, quindi i contrari all’istituto che ne chiedevano la cancellazione, furono il 40,74%, (13 milioni 157mila 558).

33.023.179 elettori si recarono alle urne, 19.138.300 elettori (59,26%) votarono contro l’abrogazione della legge. I voti favorevoli furono 13.157.558 (40,74%).

Il referendum abrogativo è previsto dalla Costituzione.

L’articolo 75 dispone che si procede allo svolgimento del referendum popolare per deliberare l’abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente forza di legge, quando lo richiedano cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.

Lo stesso articolo specifica le categorie di leggi che non possono essere sottoposte a referendum: leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e indulto e di autorizzazione alla ratifica dei trattati internazionali.

Il dettato costituzionale pone, infine, due condizioni all’approvazione della proposta soggetta a referendum: la partecipazione alla votazione della maggioranza degli aventi diritto (cioè degli elettori della Camera dei deputati) e il raggiungimento della maggioranza dei voti validamente espressi.

Le modalità di attuazione del referendum sono riservate alla legge ordinaria, la legge 25 maggio 1970, n. 352, che è stata approvata dal Parlamento dopo molti anni dall’entrata in vigore della Costituzione.

L’ultima variazione: Il divorzio breve. Cos’è?
Il divorzio cosiddetto ‘breve’ è un istituto giuridico, introdotto con la legge 55/2015 approvata in Parlamento il 22 aprile 2015, che permette di ottenere lo scioglimento del matrimonio civile o di quello concordatario dopo che siano trascorsi 6 mesi dalla dichiarazione di separazione consensuale oppure un anno da quello giudiziale.
La riforma del 2015 ha ridotto le tempistiche per il divorzio, con l’introduzione del divorzio breve. In passato le tempistiche per il divorzio, decorrenti dal momento della separazione, erano di almeno tre anni. Adesso basta aspettare un anno, se la separazione è giudiziale, e 6 mesi, se la separazione è consensuale.
Il divorzio prevede lo scioglimento del matrimonio e la cessazione dei suoi effetti civili. Infatti il coniuge non avrà diritto a nessuna ereditarietà, in caso di morte dell’altro coniuge. Inoltre non ci sarà più l’obbligo di versare l’assegno di mantenimento, nei confronti del coniuge con il reddito più basso.
Invece ci sarà l’obbligo di pagamento dell’assegno di divorzio, se quest’ultimo non trova un lavoro e non riesce ad avere un’indipendenza economica.
Divorzio giudiziale e divorzio congiunto
Si può ottenere in divorzio seguendo due possibilità:
  • chiedendo il divorzio giudiziale in Tribunale e facendo causa all’altro coniuge, poiché vi è disaccordo con quest’ultimo. In questo caso le tempistiche per il divorzio diventeranno molto lunghe, e sarà molto complicato fare delle previsioni;
  • trovando un’intesa con l’altro coniuge e facendo richiesta di divorzio congiunto. I coniugi potranno procedere con il divorzio consensuale attraverso tre opzioni: fare istanza al Tribunale, negoziazione assistita da avvocato divorzista o manifestazione di separate dichiarazioni davanti al Sindaco.
Tempistiche per il divorzio breve
Le tempistiche per il divorzio dopo la riforma del 2015 sono di:
  • 1 anno in caso di la separazione giudiziale;
  • 6 mesi in caso di separazione consensuale.
In caso di riconciliazione dei coniugi durante o dopo la separazione, le tempistiche per il divorzio vengono sospese.  Si presume che la riconciliazione avvenga, quando vi sono delle condotte che dimostrino la volontà di riunione, come la convivenza in modo stabile.
Ci sono alcuni casi in cui si può chiedere il divorzio, anche senza aver ottenuto la separazione:
  • matrimonio non consumato;
  • annullamento o scioglimento di matrimonio celebrato all’estero;
  • condanne per reati particolarmente gravi in ambito familiare (maltrattamenti, violenze, incesto, omicidio ecc.);
  • cambiamento di sesso.
Conclusioni

Con la riforma del 2015, le tempistiche per il divorzio si sono decisamente ridotte. Infatti il termine precedente era di 3 anni, adesso invece varia in relazione al tipo di separazione effettuata:

Juventus-Inter 2-4 d.t.s., finale Coppa Italia

JUVENTUS-INTER 2-4 – L’Inter vince la Coppa Italia 2021-2022 battendo la Juventus nella finale di Roma. A segno Barella, Alex Sandro, Vlahovic e Calhanoglu nei tempi regolamentari. Una doppietta di Perisic è decisiva nei tempi supplementari.

Juventus-Inter 2-4 d.t.s., finale Coppa Italia

Juventus-Inter 2-4. 11 anni dopo l’ultima volta, l’Inter vince la Coppa Italia contro la Juventus in rimonta. Non bastano novanta minuti. Ai tempi supplementari, la decide Perisic con una doppietta. La Juventus chiude la stagione senza nemmeno un trofeo per la prima volta dopo undici anni. Ecco la cronaca della finale di Coppa Italia, Juventus-Inter 2-4.

Primo tempo

Subito Inter avanti! Brozovic va da Barella, defilato, che si accentra e calcia con l’interno destro. Imprendibile per Perin. 1-0 Inter in finale. Si accende la Juventus al 22’, Dybala sterza e tenta il tiro sul primo palo. Attento Handanovic. Un minuto più tardi, l’argentino serve Vlahovic che calcia forte di sinistro, Handanovic compie un miracolo e salva in calcio d’angolo. Al 29’, Bernardeschi calcia, ma trova la deviazione di Brozovic in calcio d’angolo. Ora i bianconeri ci provano: colpo di testa di De Ligt, Handanovic devia in corner. Azione successiva e Dybala tenta il sinistro al volo, di poco fuori.

Secondo tempo

Questa volta è la Juventus ad approcciare meglio. Buona costruzione dei bianconeri, con la palla che resta a ridosso dell’area di rigore per il tiro di Alex Sandro, Morata devia e Handanovic non tiene. 1-1 Juventus e gara in equilibrio. Passa un minuto e la Juventus vola in contropiede. Vlahovic spara addosso ad Handanovic, poi sulla ribattuta spinge in rete. 2-1 e gara ribaltata dagli uomini di Allegri. La risposta dell’Inter arriva subito, con un tiro al volo di Darmian, Perin para. Cross di Perisic e colpo di testa di Dzeko, ancora Perin.

La Juventus torna a essere pericolosa: Dybala gira verso la porta, ma il tiro è centrale. Handanovic in due tempi. Al 77’, calcio di rigore per l’Inter! Ottima sponda di Perisic in area per Lautaro, che viene agganciato fallosamente da Bonucci. Sul dischetto va Calhanoglu, che non sbaglia. 2-2 e finale di fuoco, ora, all’Olimpico.

Tempi supplementari

La prima occasione è per l’Inter al 92’, con un bel tiro di Sanchez, che Perin blocca in due tempi. L’occasione del match è al 96’, De Vrij stoppa in area e De Ligt lo atterra. Il VAR richiama Valeri, che assegna calcio di rigore per i nerazzurri. Sul dischetto va Perisic e non sbaglia. 3-2 Inter al prio supplementare. Al 101’, contropiede Inter, palla geniale di Dimarco verso l’esterno dell’area, Perisic controlla di destro e calcia al volo di sinistro. Imprendibile per Perin e 4-2 per l’Inter all’Olimpico. Finisce così la finale di Coppa Italia. Juventus-Inter 2-4 allo Stadio Olimpico di Roma. Nerazzurri campioni dopo 11 anni.

Juve Stabia, alla scoperta dell’Under 17 di mister Sacco che tenterà l’impresa a Bolzano contro il Sudtirol

Juve Stabia, le Vespette dell’Under 17 di mister Michele Sacco, forti del 4-3 rifilato al Sudtirol all’andata, tenteranno domenica prossima a Bolzano l’impresa di superare il Sudtirol e accedere così ai quarti di finale nazionali. L’eventuale passaggio del turno avrebbe ancora più valore perchè il Sudtirol è una delle più accreditate alla vittoria finale e ha una difesa di ferro avendo subito solo 9 gol nella stagione regolare.

Si da il caso però che lo stesso Sudtirol ne abbia subite ben quattro di reti all’andata nella sfida che la Juve Stabia Under 17 ha vinto meritando un punteggio anche molto più largo in quanto i ragazzi di mister Sacco si sono visti negare due gol regolari (soprattutto il secondo di Saviano nella parte finale della gara) e il rigore che aveva portato momentaneamente in vantaggio sul 2-3 il Sudtirol trasformato da Kofler era apparso molto generoso o meglio un vero e proprio regalo da parte dell’arbitro, il sig. Di Mario di Ciampino.

Mister Michele Sacco, che è il vero e proprio valore aggiunto di questa Under 17 della Juve Stabia, sa lavorare con notevole maestria con i giovani e ne è riprova il fatto che allena da anni l’Under 17 delle Vespette e ha sempre conseguito ottimi risultati. In particolare nella stagione della promozione della prima squadra in Serie B, la sua Under 17 pervenne ad un risultato prestigiosissimo arrivando a giocarsi le Final Four nazionali.

Michele Sacco è un allenatore che, oltre ad essere un maestro di tattica, sa molto bene cosa significa insegnare calcio ai giovani e lo mette in pratica con i suoi ragazzi con risultati sempre molto evidenti che sono frutto del lavoro quotidiano che viene svolto con loro.

Non a caso i vari Mariano Guarracino, Gianmarco Todisco e Matteo Esposito, solo per citare i casi più eclatanti, che hanno fatto parte in pianta stabile della prima squadra della Juve Stabia, facevano parte proprio di quella Under 17 che sotto la guida di mister Sacco arrivò nella stagione 2018-2019 a giocarsi le Final Four nazionali.

E un plauso meritano anche Ciro Aveta, storico secondo di Michele Sacco; Filippo Latella, storico preparatore dei portieri ed ex portiere del Lecce alla fine degli anni ’80 ed il preparatore atletico, Enzo Monaco.

Il tutto nel contesto di un settore giovanile della Juve Stabia che è all’avanguardia sotto ogni punto di vista e che è sapientemente guidato dal responsabile, Saby Mainolfi, e dal direttore Roberto Amodio.

L’idea alla base del settore giovanile diretto da anni da Saby Mainolfi non è il risultato fine a se stesso, ma insegnare ai ragazzi cosa significa diventare atleta e calciatore. La settimana di allenamento, la disciplina (rispetto delle regole e delle decisioni dell’allenatore) e il saper stare in campo (ruoli, aiuto ai compagni, ecc.) sono gli insegnamenti che quotidianamente vengono impartiti ai ragazzi. Questi insegnamenti hanno permesso negli anni passati di ottenere risultati importanti per il settore giovanile della Juve Stabia in sinergia con il direttore Roberto Amodio.

I PRINCIPALI PROTAGONISTI DELLA JUVE STABIA UNDER 17 DI MISTER SACCO CHE SFIDERA’ IL SUDTIROL DOMENICA PROSSIMA PER IL RITORNO DEGLI OTTAVI DI FINALE.

Ma chi sono i protagonisti di questa Under 17 della Juve Stabia che cercherà di gettare il cuore oltre l’ostacolo anche a Bolzano domenica prossima?

Partiamo dal portiere Diglio, che è reduce da un’ottima stagione e che nella gara col Sudtirol è stato autore di due parate davvero miracolose. Poi in difesa Borrelli e Provvisiero che era terzino e poi con mister Sacco è diventato centrale difensivo, molto cresciuto fisicamente nel corso degli anni. Sia Borrelli che Provvisiero sono due centrali difensivi che garantiscono l’adeguata copertura alla fase difensiva.

I due esterni bassi sono Fravola e Schettino. Quest’ultimo insieme a Saviano l’anno scorso erano a Benevento e quest’anno sono tornati entrambi alla base. Schettino, stabiese doc, è una delle grandi scoperte di Saby Mainolfi ed è stato artefice di un’ottima stagione.

A centrocampo abbiamo Piccolo sul quale Mainolfi ha creduto dal primo minuto perchè era di piccola statura ma nel corso degli ultimi anni è cresciuto molto fisicamente ed è diventato il capitano dell’Under 17 della Juve Stabia. Poi c’è Del Mondo che faceva parte dell’Under 15 di qualche anno fa e autore anche lui di un’ottima stagione così come Noletta, attaccante che può giocare anche da mezzala di centrocampo così come Del Mondo può giocare sia da mezzala di centrocampo che da esterno basso. Infatti col Sudtirol Del Mondo è stato impiegato da mister Sacco da esterno basso.

In attacco troviamo Pimienta che ha fatto tutta la trafila nel settore giovanile della Juve Stabia e Saviano che è un ragazzo da tenere sotto occhio perchè è molto forte tecnicamente e potrà rappresentare tra qualche anno magari un valido rinforzo anche in chiave prima squadra sulla scia di quanto avvenuto per esempio con Guarracino e Della Pietra. Infine Faccetti, autore di una doppietta nella gara di andata col Sudtirol, altro elemento da tenere sott’occhio in prospettiva futura.

Senza dimenticare Ceccherini, centrocampista duttile anch’egli stabiese doc; Aprea, mezza punta con spunti e strappi molto interessanti sempre di Castellammare anche lui; Celentano, difensore centrale di S. Antonio Abate che si è allenato anche con la prima squadra di mister Novellino nell’ultimo mese.

Un collettivo, quello di mister Sacco, che sicuramente darà battaglia anche a Bolzano cercando di portare a casa l’accesso ai quarti di finale contro una corazzata di questo campionato. Sperando di non trovare sulla propria strada un altro arbitraggio come quello del sig. Di Mario di Ciampino che ha impedito alla Juve Stabia di arrivare a Bolzano con un vantaggio molto più largo e rassicurante che avrebbe peraltro ampiamente meritato.

 

 

Formula Uno, Ferrari: lavori in vista di Barcellona. Pronto nuovo fondo e non solo

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Formula Uno, Ferrari: lavori in vista di Barcellona. Pronto nuovo fondo e non solo

 

E’ tempo di cambiare. La Ferrari, a seguito della gara a Miami è a lavoro per cercare di migliorare la vettura. Il distacco visto con la Red Bull, soprattutto sul lungo rettilineo, è stato abbastanza “importante”.  Una spiegazione però c’è ed è legata senza dubbio al pacchetto di aggiornamenti. Vietato dare la Ferrari per spacciata, anche perché la Red Bull è reduce da tanti aggiornamenti portato già a Imola e da una dieta dimagrante di ben 4kg.

 

Aggiornamenti pronti

Ma ora, come ha anche detto Binotto, la palla passa alla Ferrari. “Ora tocca a noi sviluppare, loro lo hanno già fatto e mi aspetto che non possano tenere questo ritmo” ha dichiarato il team principal al termine del GP  americano, in cui ha ammesso che per ora Red Bull sembra possedere due decimi in più rispetto alla Scuderia del Cavallino Rampante. Le prossime tappe però, anche analizzando il circuito e la forza della Rossa nella parte guidata, sembrano propendere senza dubbio verso la Ferrari. La Scuderia di Maranello inoltre, già settimana prossima a Barcellona, è pronta per un pacchetto di aggiornamenti: tra fondo e ala anteriore.

 

Nuovo fondo in arrivo

Lo ha confermato anche Paolo Filisetti che, sulla Gazzetta dello Sport, scrive:  “Il problema di maggior rilievo per la F1-75 nel confronto con la RB18 è stato il degrado degli pneumatici di mescola media. Un effetto del ridotto grip indotto dal carico aerodinamico generato dal fondo della vettura. La scelta di adottare ali scariche su questo tracciato ha messo in risalto quanto la Ferrari, sotto questo aspetto, sia decisamente meno efficace della Red Bull. Una debolezza che potrebbe essere risolta con il debutto del nuovo fondo previsto per Barcellona, annullando il divario di efficienza che separa le due monoposto”.

 

Horner contesta

Si aspetta dunque un nuovo fondo, che Ferrari non ha provato durante i test Pirelli svolti nei giorni scorsi, come ha ipotizzato il team principal della Red Bull Christian Horner: “Credo che la sensazione comune sul fondo della Ferrari è che certamente ne hanno utilizzato uno diverso dalla mattina rispetto al pomeriggio, che sembrava avere alcuni componenti nuovi. Il lavoro di verifica di queste cose spetta alla Federazione.  Vogliamo evitare che queste prove possano diventare occasione per testare sviluppi aerodinamici o per migliorare le prestazioni. Perché non è lo spirito di questo genere di test”.

La Ferrari dunque è pronta per un pacchetto di aggiornamenti, per iniziare ufficialmente la battaglia con Red Bull, che di gara in gara, entra sempre più nel vivo.

Criminalità? no grazie. Ospite Francesco Emilio Borrelli

Nella prima puntata di “Criminalità? No grazie?” è intervenuto Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale di Europa verde.

Una nuova rubrica di Vivicentro che nasce in un contesto drammatico per Castellammare: il comune sciolto per infiltrazioni camorristiche, le scarcerazioni eccellenti, il rischio faida.

Proprio da questo contesto aumenta ulteriormente la voglia di informare e di fare chiarezza sui fatti di cronaca in compagnia di ospiti eccellenti.

Ospite di giornata è stato il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli.

Il personaggio

Giornalista professionista dal Gennaio 2006. Pubblicista dall’Ottobre 1998. Ha lavorato per il quotidiano Il Riformista (di cui è stato anche responsabile marketing), Radio Tour, Radio Marte per la quale ha realizzato la striscia quotidiana universitaria e successivamente ha svolto il ruolo di inviato speciale nella trasmissione “la Radiazza” condotta da Gianni Simioli, CRC Targato Italia le trasmissioni televisive Obiettivo Sud su Telelibera che ha diretto per tre anni, Cronaca in Diretta, Unomattina e Ho bisogno dite per la Rai.

Ha collaborato con i quotidiani, Il Mattino per cui ha collaborato per due anni (dal 1993 al 1995) all’inserto “DentroNapoli”. Il Giornale di Napoli, il Roma per il quale realizzava la pagina universitaria, Cronache di Napoli per il quale ha realizzato la pagina universitaria, Il Mezzogiorno, i mensili Frigidaire, Chiara, L’Altra Voce, il Corriere dell’Università, la Voce della Campania (per la quale ha realizzato anche l’inserto Obiettivo Sud). È stato responsabile della redazione napoletana del Mensile “Mondo Università”. E’ stato responsabile delle pagine campane del quotidiano Terra dal 2009 al 2012. Ha diretto dal 2009 al 2010 la trasmissione Assud sulla Tv regionale Italia Mia.

Esponente di spicco per Europa Verde, partito in cui milita da diversi anni, è stato eletto al consiglio regionale dei verdi nel 2015 e nel 2020.

Noto al grande pubblico nazionale per la sua opera di denuncia, soprattutto attraverso i social, di fatti legati alla criminalità organizzata.

L’intervista

Sulla proposta di legge di modifica dell’articolo 143 comma 5 del Testo Unico Enti Locali……

Una norma che riguarda l’intervento del dipendete pubblico in casi in cui sia rilevata la sua responsabilità nei fatti relativi allo scioglimento del comune per cui lavora.

L’attuale normativa prevede l’intervento della sospensione del dipendente solo in casi eccezionali, ma ciò accade raramente.

Per correggere il tiro, il consigliere Borrelli, propone di ruotare l’intero personale dei comuni sciolti con l’assegnazione in altro ufficio e, ove necessario, per i casi conclamati, il trasferimento in altri enti con la possibilità di ricorrere a dipendenti di altri enti o nuove assunzioni per la loro sostituzione.

Proposta che tocca proprio il caso Castellammare, dove nella relazione della commissione d’accesso si sono evidenziate diverse anomalie di cui responsabili sono proprio i dipendenti comunali.

“Nelle relazioni dei comuni sciolti per camorra vengono riportate anche fatti dove responsabili sono i dipendenti comunali che quasi mai vengono coinvolti in procedimenti. È giusto che anche loro, se davvero responsabili, vadano a casa.”

Camorra e politica…

Viviamo in un momento di crisi per i partiti che non riescono più a rispondere alle reali esigenze del paese perdendo la loro rappresentatività nei vari contesti sociali. Ciò ha causato il progressivo allontanamento dei cittadini alla politica. Questi, per colmare questo distanziamento progressivo, si sono serviti dell’appoggio delle liste civiche che negli anni, però, si sono dimostrate un arma a doppio taglio: se da una parte colmano il vuoto dei partiti, dall’altra sono stati un mezzo usato dalla camorra per entrare più facilmente nell’amministrazione pubblica. Parliamo appunto di movimenti che nascono sotto le elezioni, senza neanche avere un collegio di garanzia interno che garantisca l’adeguatezza dei candidati.

A Castellammare, infatti, la maggior parte dei nomi dei consiglieri che sono finiti nella relazione della commissione d’accesso che ha decretato lo scioglimento del comune per infiltrazioni camorristiche per parentele con camorristi, sono per la maggior parte provenienti da liste civiche.

Su questa linea si trova Borrelli ammettendo che le liste civiche sono diventato il mezzo dei partiti per candidare persone vicine ai clan locali senza assumersene la responsabilità.

Il consigliere verde si è soffermato anche sulla questione dei Caf: “I Caf sono diventati i correttori della delinquenza. Vanno bonificati.”

Conclude: “Se non si agisce l’andazzo generale è degenerativo, i migliori giovani e la gente per bene stanno abbandonando la nostra terra, rimarranno solo i cialtroni e fetenti.”

Camorra e imprenditoria….

La situazione descritta nel dossier cerbero è chiara: gli imprenditori pagano il pizzo e in modo omertoso senza denunciare nulla alle autorità. (clicca e leggi qui l’articolo).

“La regione è da sempre vicina alle iniziative anti-racket”. “Bisogna denunciare, e avere fiducia nelle istituzioni” ancora “L’ammettere che tutti siano ladri significa non affrontare il problema”.

Per sconfiggere la camorra la politica non dovrebbe investire di più nell’istruzione?

“I fondi ci sono anche se dovrebbero aumentare. Ma i fondi che abbiamo li spendiamo bene? Oppure c’è chi non fa il proprio dovere?”

Il braccio armato dei clan sono diventati i minori. Per risolvere il problema della violenza minorile non occorre pensare ad interventi preventivi che tengano lontani i ragazzi dalla camorra?

“La prevenzione non basta. L’unico atto preventivo è quello di levare i bambini ai camorristi.”

CLICCA QUI PER VISUALIZZARE L’INTERA INTERVISTA

Metti “mi piace” alla nostra pagina Facebook! – De Feo Michele / Redazione Campania

Da Agnano a Fuorigrotta, i grandi edifici dello sport a Napoli

La città di Napoli è da sempre conosciuta come una delle più eclettiche ed eccentriche d’Italia e del mondo.

Multicolore a livello culturale e pervasa da sensazioni multiple dovute alle tante culture che ne hanno fatto la storia, l’urbe principale della Campania possiede anche un’importante tradizione sportiva, la quale ha, nella zona ovest, dei luoghi che ancora oggi ne ricordano l’importanza.

Parliamo dello stadio Diego Armando Maradona, ribattezzato così dopo la morte dello storico campione argentino, e dell’ippodromo di Agnano, che si trovano in due quartieri non troppo lontani l’uno dall’altro.

Ormai diventati luoghi di culto per i cittadini partenopei, questi due impianti brillano di luce propria.

L’immortale ebbrezza del galoppo ad Agnano

Sebbene sia il calcio la passione dei napoletani, l’ippica rimane comunque uno sport molto amato dai partenopei e il prestigio delle corse dei cavalli, che si disputano nello splendido e storico complesso sito ad Agnano, continua a battere forte.

Inaugurato nel 1935 dal regime fascista, che scommesse molto sullo sviluppo dell’omonimo quartiere e del vicino distretto di Fuorigrotta, l’ippodromo, che è diventato famoso per il gran premio della lotteria d’Agnano, è ancora oggi meta di tantissimi appassionati delle corse dei cavalli.

In questo impianto è possibile assistere a gare di trotto, galoppo e persino a ostacoli, dove l’abilità del cavallo e del fantino è messa ancora di più a dura prova.

I suoi oltre 16 mila posti a sedere permettono di dare a tantissimi spettatori l’opportunità di godere di uno spettacolo unico.

Non va dimenticato, infatti, che quello di Agnano è uno degli ippodromi più importanti a livello storico di tutta Italia, insieme a quello di San Siro, anch’esso costruito nello stesso quartiere dello stadio di calcio.

È stato inoltre in questo impianto di Napoli che, nel 2002, il famosissimo cavallo Varenne, uno dei più celebri della storia dell’ippica, ha stabilito un record rimasto negli annali.

Il prestigio di questo sport è confermato dall’ampia varietà di scommesse sull’ippica, per competizioni italiane e internazionali, disponibili sul web che permettono di puntare sui cavalli più in forma del momento.

Il Maradona, santuario della passione calcistica di Napoli

Per i napoletani l’amore più grande è senza dubbio per la loro squadra di calcio, che porta il nome della città stessa. Il Napoli, che quest’anno ha lottato per lo Scudetto durante quasi tutta la stagione e ha ottenuto la qualificazione alla prossima edizione della Uefa Champions League, la competizione più prestigiosa e ricca del calcio europeo, vive allo stadio Maradona il suo rapporto con la tifoseria.

Chiamato per decenni stadio San Paolo, per via della vicinanza con l’omonimo quartiere, questo impianto è stato costruito nell’anno 1959 nel piazzale Vincenzo Tecchio. Rinnovato per la prima volta nella primavera del 1990, in occasione dei mondiali organizzati dall’Italia, questo stadio è stato poi nuovamente messo a nuovo al suo interno per le Universiadi dell’estate del 2019, quando tutti i sediolini sono stati cambiati, offrendo uno spettacolare effetto cromatico.

Da Agnano a Fuorigrotta, l’ippodromo e lo stadio, che appartengono al comune di Napoli, sono ormai da decenni il cuore pulsante della passione di chi a Napoli ama i cavalli e il pallone.

La cena di classe: ritrovarsi dopo oltre 50 anni

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Dopo cinquantasei anni si sono ritrovati gli alunni di una classe elementare dell’ex Seminario di Castellamare 

Ritrovarsi dopo oltre mezzo secolo!

E’ quello che sono riusciti ad organizzare un gruppo di ex bambini degli anni sessanta di una scuola elementare e attualmente padri di famiglia e alcuni di essi anche nonni.

“Del tempo trascorso resteranno i ricordi dei nostri giovani visi ci rivedremo nel tempo con facce segnate dalla vita ma in un attimo torneremo con la mente ai giorni di scuola e la nostra giovane anima tornerà a vivere quel tempo” (Anonimo).

Fortemente motivato e ispirandosi a questa frase che aveva letto per caso su un post del noto social media facebook, il “capoclasse” Egidio Nasuto, s’è messo alla ricerca di quanti più “amichetti” di classe possibile.

Ormai con l’innovazione dei social media, è sempre più facile riuscire a reperire persone di cui ormai si sono perse le tracce o che magari vivono o fuori città o addirittura fuori del territorio nazionale.

A tal proposito, a questa rimpatriata degli ex scolaretti dell’ex Seminario di Castellammare di Stabia è stato invitato e risultato rigorosamente presente anche Ferdinando Vingiani che non ha voluto mancare all’appuntamento.

Vingiani, stabiese di nascita, vive da quasi quarant’anni nella città di Saint-Chamond situata nel dipartimento della Loira della regione dell’Alvernia-Rodano-Alpi, e dopo aver lavorato come responsabile per diversi anni in una fabbrica metalmeccanica francese, da qualche mese si sta godendo la meritata pensione nella sua cittadina d’oltralpe.

Classe-ex-Seminario_prima
Classe-ex-Seminario_prima

La cena, tenutasi nella serata di lunedì in un noto ristorante di Lettere, ha visto la partecipazione di Egidio Nasuto, Antonio Mascolo, Antonio Papa, Ciro Cascone, Ferdinando D’Apice, Ferdinando Vingiani, Fernando Circiello, Luigi Raffone e Salvatore Lambiase.

E’ stato bello rivivere motti, prese in giro, ricordare le ingiustizie, ognuno si riappropria del proprio ruolo e soprattutto ricordare il maestro Tramparulo ha dichiarato il “capoclasse” Egidio, e tra i ricordi sbiaditi della mente, un pensiero è andato anche a coloro i quali purtroppo non ci sono più.

Il gruppo whatsapp continua a fare la sua parte per dove vengono a scritti ancora ricordi trascorsi che non sono stati narrati durante la cena di lunedì sera, ma raccontare le gesta di amici che non si riunivano da oltre mezzo secolo ce ne vuole; al momento l’appuntamento è solo rinviato al prossimo rientro a Stabia del “francese” Vingiani.

Giovanni MATRONE

 

 

Manzo piccante alla menta

Questa ricetta di Manzo piccante alla menta prevede un controfiletto ma, a vedere i costi attuali nel reparto carne anche dei supermercati, non ho potuto fare a meno di inarcare le sopracciglia sulla fronte.

Purtroppo il cibo è costoso di questi tempi e la carne, in particolare, lo è ancora di più per cui puoi provare questo soffritto con pollo, tofu o funghi, tagliato a fette altrettanto sottili. Sarà altrettanto mentolato e fresco, come l’aria dopo una lunga e fresca pioggia primaverile.

La particolarità di questo piatto, oltre alla piccantezza (che può essere altissima quindi, regolatevi bene) è il fatto che ci sono anche i peperoni che donano un tocco di dolcezza e di sapore unici.

OCCORRENTE
(per 4 persone)

3 cucchiai di olio vegetale o di canola (olio canadese a basso contenuto di acido) oppure olio di colza, olio di girasole

4 spicchi d’aglio, tritati o grattugiati finemente

3 piccoli peperoni serrano o peperoncini rossi tailandesi occhio d’uccello
(il serrano è uno dei peperoncini piccanti piccanti. La loro piccantezza varia tra 10,000 e 23,000 sulla scala del calore di Scoville.) (i peperoncini degli occhi di uccello sono molto più piccanti. Sulla scala Scoville, è valutato tra 50.000 e 100.000 unità Scoville.), privati ​​dei semi e affettati sottilmente

NOTA: Vuoi renderlo meno piccante? >> Salta i peperoncini o usane di meno

3 scalogni piccoli (circa 115 g.), affettati sottilmente

1 peperone rosso medio (circa 115 g.), affettato sottilmente

2 cucchiai di salsa di soia dolce
(si trova facilmente nei negozi asiatici.
La salsa di soia dolce è chiara, piuttosto fluida e presenta un gusto leggermente salato.
IN ASSENZA puoi usare 2 cucchiai di salsa di soia con 2 cucchiai di miele sbattuto dentro)

2 cucchiai di salsa di soia nera
(è piuttosto densa e dal gusto maltoso. Per dare colore e consistenza viene aggiunto dello zucchero o colorante caramello. Vale quanto segnalato per la soia dolce)

3 cucchiai di salsa di pesce (in alternativa usa ancora altra salsa di soia)

1 cucchiaio di sriracha o la tua salsa piccante preferita (Es.: Tabasco o altra)

½ Kg di controfiletto, tagliato a fette sottili
(in alternativa, anche per risparmiare, tofu sodo, funghi o pollo, tagliato a fettine sottili).

Basilico tailandese fresco: 1 tazza e 1/2  (circa 70 g.).
Se non lo trovi, usa tutta la menta o sostituisci con il basilico che trovi.

Foglie di menta fresca: 1 tazza (circa 15 g.)

Riso bianco o integrale cotto, per servire.
Se non lo hai, servi sopra delle tagliatelle o sopra un mucchio di lattuga primaverile.

PREPARAZIONE

  1. In una padella capiente a fuoco medio-alto, scaldare l’olio e farlo scaldare fino a quando non cominci a vedere le bollicine.
  2. Aggiungere l’aglio e i peperoncini e saltare in padella fino a quando non diventano fragranti, circa 30 secondi.
  3. Aggiungere lo scalogno e il peperone e saltare in padella per 1 minuto, quindi aggiungere la salsa di pesce, la salsa di soia dolce, la salsa di soia nera e lo sriracha.
  4. Ridurre il fuoco a fuoco medio e cuocere, mescolando spesso, finché le verdure non saranno tenere, per circa 2 minuti.
  5. Aumentare il fuoco a medio-alto, aggiungere la carne e cuocere, mescolando alcune volte, fino a quando non sarà ben cotta, da 5 a 7 minuti.
  6. Mentre la carne cuoce, tritare grossolanamente il basilico tailandese e le foglie di menta (insieme vanno bene).
  7.  Togliere la padella dal fuoco e aggiungere il basilico e la menta finché non saranno appena appassiti.
  8. Dividere il riso in ciotole o piatti individuali, e metteteci accanto la carne di manzo alla menta.

Servire caldo.

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Cristina Adriana Botis / Redazione