C’è un’ombra che si allunga su Alessandro Gabrielloni attaccante della Juve Stabia, ed è quella di un appuntamento che continua, partita dopo partita, a essere rimandato. Nel recente pareggio per 1-1 contro il Catanzaro, tra le luci accese dalla perla balistica di Mosti e le ombre di un beffardo rimpallo finale, a spiccare è stata l’ennesima prova in chiaroscuro di Alessandro Gabrielloni.
Una prestazione che, purtroppo per il giocatore e per il tecnico Ignazio Abate, ha seguito un copione diventato ormai fin troppo ripetitivo in questa fase cruciale della stagione.
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Tra Generosità e Luci Spente
Il “pronti-via” di Gabrielloni, come sempre, non ha deluso le aspettative dal punto di vista dell’atteggiamento. L’attaccante ha iniziato la gara mettendo in campo il suo consueto bagaglio di generosità: Ha aggredito ogni pallone giocabile; ha fatto a sportellate senza sosta con i ruvidi difensori calabresi e ha usato il corpo per proteggere la sfera e far salire il baricentro delle Vespe.
È il classico lavoro sporco, quella preziosa attitudine che lo rende il primo difensore della squadra e un perno utile per lo sviluppo della manovra.
Tuttavia, con il passare dei minuti, la luce si è progressivamente spenta.
Quella spinta propulsiva che ne caratterizza le prime battute è svanita, lasciando spazio a una crescente difficoltà nell’incidere lì dove conta di più: negli ultimi sedici metri. Da un attaccante del suo calibro e della sua comprovata esperienza ci si aspetta la zampata vincente, il guizzo improvviso in grado di risolvere le partite più sporche e bloccate. Oggi, invece, la porta avversaria sembra essersi trasformata in un vero e proprio tabù.
Le Contromisure di Abate e l’Obiettivo Play-off
Per la Juve Stabia, recuperare il miglior Gabrielloni è un passaggio fondamentale, specialmente in ottica Play-off. Se è vero che Mosti sta trascinando il gruppo a suon di classe e Carissoni si conferma un rapace essenziale, il contributo in zona gol del bomber titolare è l’ago della bilancia indispensabile per il definitivo salto di qualità.
Mister Abate legge bene i momenti della partita: il cambio con Okoro nel corso della ripresa è stato un segnale chiaro. Alla squadra serviva nuova linfa e una pericolosità offensiva che, fino a quel momento, era mancata.
Il Ritorno del “Killer d’Area”
Le Vespe hanno bisogno dei gol di Gabrielloni per riuscire a trasformare i pareggi in vittorie pesanti. La sua dedizione alla maglia è indiscutibile ed encomiabile, ma per permettere alla piazza di sognare in grande serve ritrovare il killer d’area che tutti conoscono.
La prossima sfida rappresenterà l’ennesima, importante occasione per mettersi alle spalle le difficoltà e sfatare finalmente questo tabù. Tutta Castellammare aspetta solo quel momento, pronta a tornare a esultare per il suo bomber.





