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Castellammare firma il patto per l’identità stabiese: nasce l’alleanza con il comitato “Identità stabiane”

Un’alleanza per custodire il passato, valorizzare il presente e costruire il futuro del territorio stabiese. È questo il significato del protocollo d’intesa sottoscritto questa mattina dalla Città di Castellammare di Stabia con il comitato “Identità stabiane”, una vasta rete composta da associazioni, enti e realtà locali attive non solo nella città delle acque, ma anche nei comuni dell’Ager Stabianus come Agerola, Casola di Napoli, Gragnano, Lettere, Pimonte, Sant’Antonio Abate e Santa Maria la Carità.

L’accordo, promosso dall’assessorato all’Identità guidato da Annalisa Di Nuzzo, punta a creare una collaborazione stabile e concreta tra istituzioni e territorio, con l’obiettivo di rafforzare e promuovere l’identità culturale, sociale e territoriale dell’intera area stabiese.

Il protocollo prevede la realizzazione di iniziative condivise nei campi dell’informazione, dell’educazione, della formazione e della tutela delle tradizioni locali, con particolare attenzione alla valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale. Tra le finalità principali emerge anche la volontà di rafforzare il senso di appartenenza della comunità, favorendo percorsi innovativi legati al turismo sostenibile, alla memoria collettiva e alla crescita socio-economica del territorio.

Non solo cultura e tradizione, ma anche progettualità e sviluppo. L’intesa, infatti, apre la strada alla partecipazione a bandi e finanziamenti regionali, nazionali ed europei, oltre alla promozione di iniziative ecosostenibili, eventi artistici e attività che coinvolgano attivamente i cittadini nella valorizzazione del patrimonio locale.

Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Luigi Vicinanza e dall’assessore Annalisa Di Nuzzo, che hanno sottolineato l’importanza strategica dell’accordo per il futuro della città.

“Questo protocollo rappresenta un passo importante verso una visione condivisa di crescita culturale e sociale della città. Investire sull’identità territoriale significa rafforzare il legame con la nostra storia e creare nuove opportunità per il futuro di Castellammare di Stabia” hanno dichiarato.

Un progetto che punta dunque a fare rete, unendo istituzioni, associazioni e cittadini in un percorso comune capace di trasformare l’identità stabiese in una leva di sviluppo, partecipazione e valorizzazione del territorio.

Castellammare, Funivia del Faito al via la rimozione delle funi della tragedia: Una ferita ancora aperta

Entreranno nel vivo domani, martedì 19 maggio, le operazioni di rimozione delle due funi traenti della Funivia del Monte Faito, danneggiate nel tragico incidente del 17 aprile 2025 che ha profondamente segnato la comunità stabiese. Un intervento delicato e complesso che proseguirà fino a sabato 23 maggio e che interesserà l’intera area urbana attraversata dal tracciato funiviario, nel tratto compreso tra la stazione inferiore di via Quisisana e la linea elettrica a 60 kV di Terna.

Le operazioni saranno eseguite da EAV secondo un cronoprogramma suddiviso in due fasce orarie giornaliere: dalle 8 alle 13 e dalle 14 alle 19. Un’attività necessaria per mettere in sicurezza l’impianto e consentire la rimozione dei cavi danneggiati dopo il drammatico incidente che, a distanza di oltre un anno, continua a rappresentare una ferita ancora aperta per Castellammare di Stabia.

L’amministrazione comunale ha invitato cittadini e residenti delle aree interessate a prestare la massima attenzione durante i lavori, rispettando delimitazioni, transenne e indicazioni che saranno fornite dal personale incaricato della sicurezza e dall’impresa che si occuperà materialmente degli interventi.

A sottolineare l’importanza della collaborazione della cittadinanza è stato il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza, che ha rivolto un appello ai residenti: “Invito i residenti delle aree interessate alla massima collaborazione durante le operazioni di rimozione delle funi della Funivia del Monte Faito. Si tratta di un sacrificio temporaneo causato da una tragedia che è ancora una ferita aperta per la nostra comunità”.

Nei prossimi giorni, dunque, alcune zone attraversate dal percorso della funivia potrebbero subire rallentamenti o limitazioni temporanee alla circolazione per consentire lo svolgimento delle operazioni in piena sicurezza. Un passaggio inevitabile e necessario nel lungo percorso che segue una delle pagine più dolorose vissute negli ultimi anni dalla città stabiese e dall’intero comprensorio del Faito.

Liettoli Di Campolongo Maggiore: La Boxe Sale Sul Ring Per Ricordare Denis Bortolotto E Michele Rupolo

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Al “Canton” di Liettoli il  6 giugno con inizio ore 19.00  ci sarà una serata di grande sport, ma soprattutto di profonde emozioni quella organizzata dalla New Boxe 2010, storica realtà pugilistica capitanata con passione e dedizione da Leonardo Bizzo, affiancato dal figlio, anima giovane e dinamica della società. L’evento andrà in scena a Liettoli di Campolongo Maggiore, in provincia di Venezia, e sarà dedicato al ricordo di due amici indimenticabili: Denise Bortolotto e Michele Rupolo, due persone straordinarie che hanno lasciato un segno profondo nel cuore di chi li ha conosciuti.

Una manifestazione intensa, sentita, costruita con il cuore prima ancora che con i guantoni, per tenere vivo il ricordo di Denis e Michele, prematuramente scomparsi ma ancora tremendamente presenti nei pensieri, negli abbracci e nei silenzi di amici, familiari e compagni di palestra.

Denis Bortolotto è stato tragicamente strappato alla vita il 20 agosto 2025, lasciando un vuoto enorme nella sua famiglia, tra gli amici e all’interno della palestra, dove il suo sorriso, la sua dolcezza e la sua energia positiva erano diventati un punto di riferimento per tutti. Un ragazzo solare, generoso , autentico , capace di trasmettere forza e serenità anche nei momenti più difficili.

Michele Rupolo, invece, ha combattuto con coraggio e dignità la sua battaglia contro la malattia, affrontandola fino all’ultimo round con la forza di un vero guerriero. Il 15 giugno 2018 è passato a miglior vita, ma il suo esempio di tenacia, umiltà e attaccamento alla vita continua ancora oggi a vivere nei ricordi di chi gli ha voluto bene.

Questa riunione pugilistica sarà molto più di una semplice serata di boxe: sarà un abbraccio collettivo, un tributo sincero e commovente dedicato a due anime speciali che continueranno a vivere a bordo ring, nel tifo, negli applausi e nell’energia di ogni incontro.

Sul quadrato saliranno ben 24 atleti, con 12 ragazzi della New Boxe 2010 pronti ad affrontare altrettanti pugili talentosi provenienti dal Friuli Venezia Giulia . Match equilibrati, intensi e spettacolari, dove tecnica, cuore e determinazione saranno protagonisti assoluti. Giovani pugili affamati di esperienza e gloria sportiva daranno vita a confronti avvincenti, combattuti con rispetto, agonismo e grande spirito sportivo.

Non mancheranno inoltre gli amici della storica Boxe Piovese, presenza importante e simbolica di una grande famiglia pugilistica unita dai valori autentici dello sport. Fondamentale anche il contributo di molti colleghi dell’azienda Swegon, che con sensibilità e generosità hanno collaborato alla realizzazione di questa splendida iniziativa.

La certezza, per tutti coloro che saranno presenti, è che Denis Bortolotto e Michele Rupolo saranno idealmente lì, a bordo ring, a sostenere ogni atleta, a sorridere tra il pubblico e ad accompagnare con il loro ricordo ogni singolo colpo, ogni applauso e ogni emozione di una serata che promette di restare nel cuore di tutti.

Perché la boxe insegna a combattere, ma soprattutto a non dimenticare mai chi ha fatto parte della nostra vita.

Chi volesse potrà cenare a Bordo ring.

Juve Stabia, il sospetto che fa male: Dal rosso ad Andreoni alla punizione del 2-2 del Monza. Coincidenze?

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Le parole del direttore sportivo della Juve Stabia, Matteo Lovisa, non sono state pronunciate per caso. Al termine del 2-2 contro il Monza, nell’andata della semifinale playoff di Serie BKT 2025-2026, il dirigente gialloblù ha scelto parole nette, misurate ma allo stesso tempo chiarissime: “Spero che Ayroldi sia incappato solo in una brutta serata in cui ha commesso degli errori”.

Una frase che apre inevitabilmente a una riflessione più ampia. Perché il pareggio di sabato sera può essere letto in tanti modi diversi. C’è la linea scelta da Ignazio Abate, che ha preferito evitare qualsiasi polemica arbitrale, concentrandosi esclusivamente sul campo e sugli errori commessi dalla propria squadra negli ultimi minuti. E poi c’è la posizione di Lovisa, molto più profonda e meno circoscritta ai novanta minuti del “Menti”.

Il direttore sportivo stabiese, infatti, sembra aver dato voce a un pensiero che da tempo aleggia attorno all’ambiente gialloblù: possibile che quando la Juve Stabia arriva a un certo livello del campionato trovi sempre episodi sfavorevoli nei momenti decisivi? È solo una coincidenza oppure esiste realmente una sorta di limite invisibile oltre il quale alle Vespe non sarebbe consentito andare?

Domande pesanti. Ma per comprendere il senso delle dichiarazioni di Lovisa bisogna riavvolgere il nastro e tornare alla scorsa stagione, alla semifinale playoff contro la Cremonese.

Nella gara d’andata bastano pochi minuti per assistere al primo episodio controverso: intervento di De Luca su Peda con colpo diretto al volto e punti di sutura per il difensore stabiese. Da regolamento il giallo appare inevitabile, ma il cartellino non arriva. Passano altri dieci minuti e lo stesso De Luca entra nuovamente in maniera dura, stavolta a gamba tesa su Ruggero. Anche in questo caso manca l’ammonizione. Tradotto: secondo una rigorosa applicazione del regolamento, l’attaccante grigiorosso avrebbe potuto lasciare il campo già nel primo tempo per doppia ammonizione.

Il ritorno non cancella le polemiche, anzi le alimenta ulteriormente. Dopo appena un quarto d’ora Folino colpisce Andreoni al volto. Il difensore stabiese è costretto addirittura anche in questo caso ai punti di sutura, ma anche qui nessuna sanzione disciplinare viene presa dall’arbitro. Poi arriva l’episodio che cambia definitivamente la partita: Andreoni interviene in area colpendo prima la coscia e poi il braccio. Il VAR richiama il direttore di gara che decide per l’espulsione.

Una decisione che fece discutere parecchio anche in televisione. Dario Marcolin, impegnato nel commento tecnico della sfida e con un passato nelle giovanili della Cremonese, rivedendo le immagini manifestò pubblicamente più di un dubbio sulla scelta arbitrale. Per la cronaca, la prima ammonizione ai danni della Cremonese tra andata e ritorno arrivò soltanto al 62’ della gara di ritorno, quando i lombardi erano già avanti 2-0 e con un uomo in più.

E si arriva così a sabato scorso, alla semifinale contro il Monza. Una partita che fino al 70’ sembrava indirizzata verso un trionfo storico della Juve Stabia e che invece si è trasformata nell’ennesimo finale amaro. Anche qui, però, restano episodi destinati a far discutere.

L’ammonizione a Mosti nel finale di primo tempo appare severa: Ravanelli perde il passo dopo essersi incartato sul pallone e il centrocampista stabiese finisce per tamponarlo. Poi, soprattutto dopo il 2-0, il metro arbitrale sembra improvvisamente cambiare.

Negli ultimi dieci minuti si concentrano tre episodi che alimentano la rabbia stabiese. Prima viene fermato un contropiede della Juve Stabia per un presunto fallo di Candellone su Obiang, nonostante l’attaccante gialloblù sembri anticipare nettamente l’avversario. Poco dopo lo stesso Candellone viene trattenuto e ostacolato ai limiti dell’area brianzola, ma l’arbitro lascia proseguire. Infine arriva il fallo fischiato a Diakitè su Caso: dinamica molto simile all’episodio precedente, ma stavolta il direttore di gara assegna la punizione da cui nascerà il definitivo 2-2 del Monza.

E allora il dubbio posto da Lovisa torna inevitabilmente a galla. La Juve Stabia, per il secondo anno consecutivo, arriva fino alla semifinale playoff. Più di così, almeno finora, sembra non poter fare. Per limiti tecnici? Per inesperienza? Oppure perché nei momenti chiave episodi e decisioni finiscono sempre per pendere dall’altra parte?

Domande che oggi non avranno risposte ufficiali. Ma che a Castellammare continuano a pesare come macigni.

Monza – Juve Stabia, Bianco: Vogliamo la A ma senza ossessioni. Delli Carri? Il gesto non era contro i tifosi

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Vigilia di fuoco in casa AC Monza. Domani sera i brianzoli si giocheranno l’accesso alla finale play-off di Serie BKT contro la Juve Stabia dopo il rocambolesco 2-2 maturato al “Romeo Menti”. In conferenza stampa mister Paolo Bianco ha toccato diversi temi: dalla tenuta mentale della squadra alle polemiche nate attorno all’esultanza di Delli Carri, fino alla gestione della pressione in una gara da dentro o fuori.

Il tecnico biancorosso ha innanzitutto respinto le critiche legate ai tanti gol subiti nelle ultime gare dopo una regular season chiusa con una delle migliori difese del campionato. “Non è successo niente – ha spiegato – ci sono momenti della stagione in cui le cose vanno diversamente. La cosa importante è che la squadra non abbia concesso quindici occasioni a partita. Contro Empoli e Juve Stabia Thiam praticamente non ha fatto parate. Se gli avversari segnano nelle poche occasioni che hanno, fa parte del momento”.

Bianco ha poi sottolineato come il vantaggio regolamentare derivante dal miglior piazzamento non debba trasformarsi in un freno psicologico: “Preferisco averlo il vantaggio piuttosto che non averlo, perché ce lo siamo meritati sul campo. Però nei 180 minuti può durare pochissimo. All’andata eravamo sotto di due gol e quel vantaggio lo avevamo perso. Adesso giochiamo in casa nostra ed è sicuramente un vantaggio per noi”.

Ampio spazio anche all’analisi della gara del “Menti”, dove il Monza ha sofferto soprattutto sul piano del palleggio. “A Castellammare per noi è stato un campo complicatissimo – ha ammesso – nelle nostre 38-39 partite stagionali è stata una delle gare in cui abbiamo sbagliato più passaggi. Per fortuna almeno quest’anno non ci giocheremo più… e speriamo anche il prossimo”.

Inevitabile il passaggio sulle polemiche legate all’esultanza di Pippo Delli Carri dopo il gol del 2-2. Bianco ha provato a spegnere definitivamente il caso: “Il gesto non era rivolto ai tifosi della Juve Stabia. Era riferito a quello che questa squadra ha dimostrato durante tutto il campionato, cioè di avere carattere e attributi. Non è stato un bel gesto, perché certe cose si possono esternare in tanti altri modi, ma sicuramente non era rivolto a loro”.

L’allenatore brianzolo ha poi insistito molto sull’aspetto mentale, tema ricorrente della sua gestione. “Noi nella vita abbiamo sempre due realtà possibili: vincere oppure no. Dobbiamo scegliere quale prendere, ma senza ossessioni. Se vuoi qualcosa in maniera ossessiva finisci per allontanarla. Questa squadra ha le qualità per arrivare in Serie A in maniera naturale”.

Secondo Bianco il Monza dovrà affrontare una Juve Stabia aggressiva e senza alternative: “Sarà una partita tosta contro una squadra che ha un solo risultato. Verranno per vincere, ma anche noi dobbiamo vincere domani sera”.

Il tecnico ha anche esaltato la forza caratteriale mostrata dalla sua squadra durante tutta la stagione, citando perfino Jannik Sinner come esempio di mentalità vincente. “I campioni hanno una forza mentale straordinaria e Sinner in questo è un fenomeno. Anche il Monza ha dimostrato di non accettare mai quello che dice il campo. Siamo la squadra che ha recuperato più partite da situazioni di svantaggio e che ha segnato tantissimo negli ultimi minuti”.

Infine Bianco ha ribadito la fiducia nel gruppo e nella società: “Speriamo di non dover sempre regalare un vantaggio agli avversari per poi recuperare. Dobbiamo fare la partita giusta dall’inizio alla fine. La società ci è sempre vicina, da Burdisso a Baldissoni fino a Vallone. Sappiamo che tutto è nelle nostre mani”.

​Il sacrificio dei tifosi, la grinta dei ragazzi: l’urlo di Petrazzuolo che ha fatto emozionare Castellammare

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Ci sono momenti nel calcio che sfuggono alle lavagne tattiche, ai numeri e ai contratti milionari. Momenti in cui lo sport torna a essere una questione di cuore, di sangue e di riscatto sociale. Uno di questi frame è andato in scena prima del fischio d’inizio di Modena – Juve Stabia, catturato in un video virale su Instagram che ha fatto accapponare la pelle a tifosi e appassionati.

​Protagonista assoluto: Amedeo Petrazzuolo.

​”Voi siete forti, ma loro lavorano per 3-400 euro a settimana”

​In un cerchio stretto, con gli occhi piantati in quelli dei suoi giocatori, Petrazzuolo non ha parlato di diagonali difensive o di schemi sui calci piazzati. Ha parlato di vita. Ha preso la maglia, ha preso la responsabilità di una città intera e l’ha messa sulle spalle dei ragazzi in campo.
​”Voi siete forti. Ma vedete questi qua fuori? Questi lavorano per 300, 400 euro alla settimana. Oggi sono venuti fin qui per voi. Per voi!”
​Le parole, cariche di una foga agonistica e di una lucidità disarmante, hanno toccato la corda più sensibile: il rispetto per il sacrificio della tifoseria. Quella fetta di Castellammare di Stabia che stringe i denti ogni giorno e che spende gli ultimi risparmi per sobbarcarsi centinaia di chilometri in trasferta, solo per vedere una maglia sudata.

Il richiamo della Serie A: “Sono 15 anni che voglio andarci”

Il crescendo del discorso è un manifesto di ambizione pura. Petrazzuolo urla la sua fame, una fame che è quella di un intero popolo calcistico che aspetta il palcoscenico più grande da sempre:
​”È il momento di far finire l’attesa. Te, lui, lui, te… Io sono 15 anni che voglio andare in Serie A. Quindici! Ve la dovete prendere!”
​Un urlo viscerale che rompe il silenzio della tensione pre-gara. Non è solo un incitamento, è un ordine d’amore. La richiesta assoluta di non avere rimpianti, di capire la portata storica del momento. L’abbraccio finale, quel “Dai! Dai! Dai!” urlato all’unisono prima di scattare verso il terreno di gioco, è la scintilla che trasforma un gruppo di calciatori in una falange d’acciaio.

​Il campo dà ragione al cuore

​E la risposta è arrivata sul rettangolo verde di Modena. Un match duro, bloccato sullo 0-0 fino ai minuti finali, dove la Juve Stabia ha spinto con le ultime forze rimaste, mossa proprio da quell’energia infusa da Amedeo Petrazzuolo. Le immagini finali del video celebrano la grinta della difesa su un’occasionissima del Modena sventata alla grande e l’assalto ad un sogno che non vuole smettere di diventare realtà.

​Il video si chiude con tre frasi che sono già un manifesto per il finale di stagione:
​Continua a volare.
​Continua a sognare.
​Prenditela.

​Perché la Serie A, a volte, non è solo una questione di tecnica. È una questione di fame. E la Juve Stabia sta dimostrando di averne più di tutti.

Grande Amedeo, ci hai fatto commuovere!

Juve Stabia stangata dal Giudice Sportivo. Delli Carri resta impunito: I paradossi dei regolamenti del calcio

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C’è un’immagine che resterà impressa nella mente dei tifosi stabiesi più del risultato finale di Juve Stabia-Monza. Non il gol del 2-2. Non la rimonta brianzola. Ma quell’esultanza provocatoria, plateale, irrispettosa del difensore del Monza Filippo Delli Carri sotto il settore del pubblico gialloblù, davanti a famiglie, bambini e migliaia di spettatori.

E oggi, dopo la lettura del comunicato del Giudice Sportivo, all’amarezza si aggiunge l’incredulità.

Perché nel calcio italiano accade anche questo: se un calciatore si toglie la maglietta dopo un gol viene automaticamente ammonito. Se invece provoca platealmente una tifoseria intera con gesti e atteggiamenti giudicati offensivi e antisportivi, ma continua ad indossare regolarmente la divisa ufficiale, allora tutto diventa improvvisamente ammissibile. Tutto tollerabile. Tutto archiviabile.

Delli-Carri-Juve-Stabia-MonzaIl Giudice Sportivo ha infatti dichiarato “inammissibile” la segnalazione relativa alla condotta di Delli Carri. Non entrando nemmeno nel merito morale o disciplinare del gesto, ma fermandosi ad aspetti procedurali e regolamentari. In sostanza, secondo quanto riportato nel comunicato FIGC, la richiesta sarebbe stata presentata con modalità “non codificate” e, soprattutto, il comportamento contestato non rientrerebbe tra quelli previsti dall’articolo 61 del Codice di Giustizia Sportiva, limitato ai casi di condotta violenta, gravemente antisportiva o blasfema non vista dall’arbitro o dal VAR.

Tradotto: provocare uno stadio intero dopo un gol non sarebbe abbastanza per far scattare la squalifica.

E allora il messaggio che passa è devastante. Non soltanto per i tifosi della Juve Stabia, ma per chiunque creda ancora che il calcio debba trasmettere rispetto, educazione e responsabilità verso il pubblico. Perché un conto è esultare, altro è provocare deliberatamente migliaia di persone in un clima già tesissimo.

Non commenteremo oltre questa interpretazione regolamentare. Sarebbe inutile. I lettori sapranno trarre da soli le proprie conclusioni sulla deriva del calcio italiano, anche sotto il profilo dei comportamenti consentiti e delle priorità disciplinari.

Fa ancora più rumore, invece, la severità utilizzata nei confronti dei dirigenti della Juve Stabia.

Pesantissime le sanzioni inflitte al direttore sportivo Matteo Lovisa e al Team Manager Alberto Gerbo, colpevoli – secondo quanto riportato – di aver protestato duramente contro la direzione arbitrale del match.

Matteo Lovisa è stato inibito addirittura fino al 31 luglio 2026 per essere entrato sul terreno di gioco e aver rivolto espressioni gravemente offensive agli ufficiali di gara, assumendo poi, secondo il referto, un atteggiamento minaccioso negli spogliatoi.

Albero Gerbo, invece, è stato fermato fino al 30 giugno 2026 per proteste e insulti nel tunnel che conduce agli spogliatoi.

Provvedimenti durissimi, che si aggiungono alla squalifica di Diakitè, alle ammonizioni di Pierobon e Mosti (entrambi ora diffidati nel prossimo match) e persino all’ammenda da 1.500 euro inflitta alla Juve Stabia per il lancio di un accendino in campo.

E qui nasce inevitabilmente la sensazione che aleggia tra i tifosi stabiesi: chi protesta paga. Chi denuncia pubblicamente una direzione arbitrale contestata viene colpito con fermezza assoluta. Chi invece si rende protagonista di atteggiamenti provocatori verso il pubblico riesce a scivolare tra le maglie del regolamento.

Un messaggio che molti, nel mondo del calcio, leggono così: “Stai zitto e subisci. Altrimenti la paghi ancora di più”.

Nel frattempo resta il silenzio assordante su quanto accaduto al Menti dopo il gol del 2-2. Un episodio visto da migliaia di persone, ripreso dalle telecamere e destinato a lasciare strascichi polemici ancora per giorni.

Perché oltre i regolamenti, oltre gli articoli e i codici, esiste anche il buon senso. E quello, purtroppo, sembra essere stato espulso dalla partita ben prima del triplice fischio finale.

Juve Stabia, Caterina Tramparulo una Vespa rosa: Stabiese emigrata al Nord ma sempre al fianco della squadra

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C’è chi tifa per una squadra e chi, invece, la vive come parte integrante della propria identità. È il caso di Caterina Tramparulo, affezionata lettrice della nostra rubrica “Vespa Rosa”, nonché protagonista per ben due volte del nostro concorso dedicato alle donne gialloblù. Una tifosa autentica, passionale, legata visceralmente ai colori della Juve Stabia nonostante la distanza geografica, perché oggi vive al Nord ma con il cuore sempre rivolto verso Castellammare di Stabia e il Romeo Menti.

Alla domanda su cosa le abbia lasciato la semifinale playoff disputata sabato contro il Monza, Caterina ha risposto con parole intense, sincere, cariche di emozione e amore per la squadra della sua città. Un racconto che attraversa ricordi di famiglia, valori sportivi, lacrime, rabbia e orgoglio stabiese.

“In casa mia – racconta Caterina – lo sport è sempre stato sinonimo di educazione, correttezza e fair play. Mio padre, atleta e tifoso della Juve Stabia, insieme a mia madre ci ha insegnato il rispetto per gli altri, la tolleranza e la lealtà. Valori che hanno accompagnato tutta la mia vita, sia da donna che da insegnante di Educazione fisica”.

Un legame nato da bambina e mai interrotto. Anche vivendo lontano da Castellammare, Caterina continua a seguire con apprensione ed entusiasmo le sorti delle Vespe, in casa e in trasferta, condividendo gioie e dolori di una passione che non conosce distanze.

La semifinale di andata dei playoff contro il Monza è stata vissuta da Caterina con il cuore in gola. Davanti alla televisione, bardata di sciarpa, maglia e bandiera gialloblù, ha respirato a distanza tutta l’atmosfera del Menti gremito: “Una coreografia da favola della Curva Sud, famiglie intere allo stadio, bambini sorridenti con le bandierine. Una città intera stretta attorno alla squadra”.

Poi la partita. L’esplosione di gioia per il doppio vantaggio della Juve Stabia, i sogni che sembravano prendere forma, la sensazione concreta di poter compiere un’altra impresa straordinaria. “Sul 2-0 non si è capito più nulla. Esultanze, abbracci, cori. Stavamo volando”.

Ma nel calcio, spesso, basta un attimo per cambiare tutto. Il ritorno del Monza, le decisioni arbitrali contestate e soprattutto l’episodio che ha lasciato Caterina profondamente amareggiata: l’esultanza del difensore brianzolo Delli Carri dopo il gol del pareggio.

Parole durissime quelle della tifosa stabiese: “Un comportamento antisportivo, villano e irrispettoso. Un gesto gravissimo davanti a famiglie, donne e bambini presenti allo stadio e davanti alle telecamere. Non credevo ai miei occhi. Spero che gli organi competenti prendano provvedimenti severi”.

Nonostante la rabbia e l’amaro per un pareggio considerato immeritato, Caterina ha voluto sottolineare ancora una volta la straordinaria maturità del popolo stabiese e della Curva Sud, capace di sostenere la squadra fino all’ultimo secondo: “I cori non si sono mai fermati. Una Curva immensa, che ha accompagnato le Vespe fino al 90’. Questo significa amare davvero una squadra”.

E l’amore vero non conosce resa. Per questo Caterina sarà presente anche a Monza per la gara di ritorno del 19 maggio: “Sarò lì con l’emozione e la gioia di sempre, pronta a tifare la mia Juve Stabia”.

Nel finale del suo messaggio, Caterina ha rivolto un pensiero carico di gratitudine alla squadra, ai tifosi, ai giornalisti e a tutti coloro che ogni giorno raccontano e vivono il mondo gialloblù: “Grazie per averci fatto sognare e vivere una stagione splendida. Io mi sentirò sempre una di voi”.

Parole che rappresentano perfettamente l’anima di tanti stabiesi lontani dalla propria terra ma mai distanti dai colori gialloblù. Perché la Juve Stabia, in fondo, non è soltanto una squadra di calcio. È appartenenza, memoria, famiglia. È casa.

Due donne uccise a Pollena Trocchia (Napoli), 48enne fermato confessa duplice omicidio

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Avrebbe ammesso il suo coinvolgimento il 48enne fermato per il duplice omicidio a Pollena Trocchia (Napoli). I carabinieri hanno interrogato per diverse ore l’uomo, che era stato segnalato la scorsa notte nella zona di un cantiere edile di viale Italia dove sono stati trovati i corpi senza vita di due donne.

Secondo quanto si apprende, il 48enne avrebbe confermato di aver ucciso le due donne in due giorni differenti. La sua versione resta al vaglio degli investigatori, ma secondo quanto ipotizzato dai carabinieri e dalla Procura di Nola, dopo avere consumato con entrambe un rapporto sessuale, poi culminato con una lite scaturita al momento del pagamento, le avrebbe uccise spingendole nel vuoto.

Chi sono le vittime

Le vittime sono una 29enne del casertano e una 49enne di origini ucraine.

Fonte AdnKronos

Monza – Juve Stabia semifinale di ritorno dei play off sarà diretta da Maurizio Mariani di Aprilia

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Sarà Maurizio Mariani della sezione AIA di Aprilia a gestire l’ordine in campo nella sfida valida per il ritorno delle semifinali PlayOff 2025-2026 tra Monza e Juve Stabia, prevista per martedì 19 maggio ore 20:00 allo stadio Braglia.

Il profilo

Sebbene sia dotato di indiscutibili capacità e di una profonda intelligenza tattica, il direttore di gara laziale a volte pecca di carisma, cercando spesso rifugio nell’ausilio della tecnologia per sbrogliare le situazioni più spinose. Non stupisce, infatti, che l’esponente della sezione di Aprilia risulti tra i giudici del massimo campionato italiano a consultare con maggiore assiduità gli schermi a bordo campo.

Una doppia vita: dai codici ai campi in erba

La sua inclinazione verso la moviola si spiega facilmente analizzando la sua occupazione fuori dal rettangolo verde. Operando come professionista nel settore IT, passare al setaccio display e immagini digitali fa letteralmente parte del suo DNA lavorativo. Venuto alla luce nella Capitale a fine febbraio del 1982 ma vissuto da sempre nella provincia pontina, condivide la sua esistenza con la consorte Noemi, dalla quale ha avuto una bambina, Mia, agli inizi del 2014. Inizialmente le sue ambizioni erano rivolte al mare, sperando in una carriera militare; eppure, il destino lo ha inaspettatamente guidato verso i palcoscenici del grande calcio.

L’avvicinamento al fischietto

L’ingresso nel mondo dell’arbitraggio è avvenuto quasi per caso in età adolescenziale. Mentre frequentava l’istituto navale “Morosini” nel capoluogo veneto, l’allora sedicenne decise di tentare l’abilitazione per dirigere le partite, superando le prove in modo brillante. Da quell’esperimento giovanile è nata una traiettoria culminata con l’esordio nell’élite del calcio italiano durante l’Epifania del 2013 (in occasione della sfida tra clivensi e orobici), per poi guadagnare la prestigiosa qualifica FIFA sei anni più tardi.

Attitudine in campo e scivoloni mediatici

Durante i novanta minuti, Mariani spicca per la sua tenuta atletica, la lucidità regolamentare e un approccio estremamente ragionevole. Cerca sempre il confronto verbale con gli atleti piuttosto che l’autoritarismo dispotico, limitando al minimo indispensabile le ammonizioni e le espulsioni. Un’altra sua peculiarità è la forte ritrosia ad accordare i tiri dal dischetto, un atteggiamento che talvolta risulta addirittura esagerato.

Come già sottolineato, la sua fiducia nel supporto video è proverbiale. Tuttavia, quando la sinergia con i colleghi davanti ai monitor viene meno, possono nascere grossi problemi.

Nonostante vecchie sbavature, al giorno d’oggi il fischietto laziale si è consolidato come uno dei direttori di gara più autorevoli e rassicuranti dell’intero panorama sportivo nazionale.

La scheda completa

Sig. Maurizio Mariani della Sezione AIA di Aprilia, nato a Roma il 25 febbraio 1982 in CAN da 15 anni (nel 2011 Can B e nel 2015 Can A)

In totale ha diretto tra i professionisti ben 428 gare con 145 rigori e 149 espulsioni

In questa stagione ha diretto 29 gare (15 in serie A, 7 Champions League, 4 in serie B, 1 Europa League, 1 Qualificazioni Mondiali, 1 Qualificazione Champions League) con un bilancio di 15 vittorie interne, 4 pareggi e 10 affermazioni esterne in cui ha concesso 8 rigori e 4 espulsioni.

Conta 7 precedenti con il Monza: 3 vittoria, 0 pareggi e 4 sconfitte.

Sono 8 i precedenti con la Juve Stabia: 5 vittorie, 0 pareggi e 3 sconfitte

13/14    Serie B  13.10.2013 Juve Stabia 0:2 Cesena

13/14    Serie B  24.08.2013 Pescara 3:0 Juve Stabia

12/13    Serie B  06.10.2012 Pro Vercelli 1:4 Juve Stabia (Danilevicius (3), Erpen, Fabiano)

11/12    Serie B  06.04.2012 Vicenza  0:3 Juve Stabia (Augustyn (aut), Sau (2))

11/12    Serie B  06.01.2012 Sassuolo 2:1 Juve Stabia (Sansone (2), Sau)

10/11    Serie C 10.04.2011 Juve Stabia  2:0 Ternana (Mezavilla, Corona)

10/11    Serie C 28.11.2010 Juve Stabia  2:1 Cavese (Dicuonzo, Citro, Corona)

09/10    Serie C 14.02.2010 Juve Stabia  5:1 Vibonese (De Angelis (2), Omolade (V), Vicentin, Varriale, Peluso)

Assistenti e Var

Primo Assistente: sig. Daniele Bindoni della sezione AIA di Venezia

Secondo Assistente: sig. Andrea Zezza della sezione AIA di Ostia Lido

IV° ufficiale: sig. Andrea Calzavara della sezione AIA di Varese

VAR: sig. Ivano Pezzuto della sezione AIA di Lecce

AVAR: sig. Aleandro Di Paolo della sezione AIA di Avezzano.

Mobilità tra Castellammare e Gragnano: dibattito sulla riconversione della linea ferroviaria in percorso BRT

CASTELLAMMARE DI STABIA / GRAGNANO – Il futuro della mobilità tra Castellammare di Stabia e Gragnano è al centro di un acceso confronto tra la Regione Campania, favorevole a una riconversione infrastrutturale, e un cartello di associazioni e cittadini che difende il mantenimento del trasporto su ferro. Oggetto della discussione è la storica tratta ferroviaria inaugurata nel 1885, non più utilizzata da circa quindici anni e ufficialmente oggetto di un decreto di dismissione emesso il 15 dicembre 2025.

La posizione della Regione: efficienza e risparmio con il BRT

La giunta regionale della Campania ha deliberato il superamento del progetto iniziale, che prevedeva la trasformazione della tratta in una linea di tram leggero, optando per la realizzazione di un sistema BRT (Bus Rapid Transit) interamente elettrico.

Il piano è stato illustrato dall’assessore regionale ai Trasporti, Mario Casillo, il quale ha motivato la svolta evidenziando criteri di sostenibilità economica e tempistica:

  • Abbattimento dei costi: Il passaggio dal tram leggero al bus rapido consente di dimezzare la spesa, scendendo dai 60 milioni di euro inizialmente stimati a circa 30 milioni.

  • Impatto ambientale e tempi: La nuova soluzione garantisce una mobilità a zero emissioni grazie all’impiego di mezzi elettrici, accelerando al contempo i tempi di realizzazione dell’opera.

La progettazione e l’esecuzione dell’intervento sono state affidate all’Ente Autonomo Volturno (EAV). Per stringere i tempi sull’iter burocratico, è stata già convocata una conferenza dei servizi decisoria per giovedì 21 maggio, preceduta il 19 maggio dalla riunione della Consulta regionale per la mobilità, organo riattivato per garantire il confronto con le realtà locali.

Le obiezioni del comitato cittadino: l’opzione Treno-Tram

Sul fronte opposto, un comitato composto da cittadini e associazioni del territorio esprime forte preoccupazione per la rimozione dei binari, giudicando la scelta anacronistica e penalizzante per il comprensorio stabiese e dei Monti Lattari.

Secondo i rappresentanti del comitato, la rinuncia definitiva all’infrastruttura ferroviaria rappresenta una perdita economica e strategica. Le principali proposte e critiche della cittadinanza attiva si focalizzano su tre punti:

  1. La valorizzazione del modello Treno-Tram: Viene suggerito di guardare alle esperienze europee e nazionali in cui i convogli ferroviari sono in grado di circolare sia sulle reti ferroviarie tradizionali sia sulle linee tranviarie urbane.

  2. La visione turistico-archeologica: Il mantenimento del ferro consentirebbe la creazione di un “Treno dell’Archeologia e del Mare”, un asse metropolitano capace di collegare Pozzuoli, Napoli, i comuni vesuviani, il porto di Marina di Stabia, l’arenile di Castellammare e Gragnano, connettendosi ai flussi turistici di Pompei e Salerno.

  3. Il rischio di traffico veicolare: I residenti temono che la trasformazione della sede ferroviaria in asse viario carrabile possa, nel lungo periodo, aprire la strada al traffico di veicoli privati, vanificando la specificità della corsia preferenziale per i bus.

Il contesto e i prossimi passaggi

La dismissione della tratta Castellammare-Gragnano modifica quanto previsto nel Contratto istituzionale di sviluppo sottoscritto nel 2022, che includeva la linea all’interno della rete tranviaria. Mentre il comitato lamenta una carenza di dibattito pubblico e teme che il provvedimento possa estendersi in futuro alla tratta verso Torre Annunziata, le istituzioni regionali difendono la scelta del BRT come la risposta più rapida e pragmatica per dotare l’area metropolitana di un collegamento moderno e non inquinante.

I tavoli tecnici e le consultazioni dei prossimi giorni definiranno in modo definitivo l’assetto di un’infrastruttura chiave per i collegamenti della penisola sorrentina e dell’area vesuviana.

Juve Stabia da applausi ma a sorridere al termine della gara è il Monza. Il calcio sa essere molto crudele

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La bellezza e la crudeltà del calcio stanno tutte qui. Novanta minuti possono lasciare dentro contemporaneamente orgoglio e amarezza, soddisfazione e rimpianto. La Juve Stabia contro il Monza è riuscita a conquistare un pareggio che, soltanto qualche mese fa, sarebbe stato accolto quasi come un’impresa. Eppure il pubblico del Romeo Menti è tornato a casa con quel magone difficile da spiegare a chi non vive il calcio con il cuore in mano. Perché il problema non è stato il risultato finale, ma il modo in cui si è arrivati a quel 2-2 che lascia aperta la qualificazione ma consegna ai brianzoli un vantaggio pesantissimo in vista del ritorno.

I play off, d’altronde, sono un campionato a parte. Un torneo diverso, crudele, dove spesso non basta giocare bene o essere superiori per lunghi tratti della partita. Serve qualcosa in più. Serve concretezza, cinismo, resistenza mentale. E la Juve Stabia, per lunghi tratti della semifinale d’andata, ha dato la sensazione di poter mettere davvero alle corde una delle squadre più forti dell’intera Serie B.

Le vespe di Ignazio Abate sono piaciute eccome. Organizzate, coraggiose, aggressive nel pressing e capaci di esprimere un calcio di qualità. Per lunghi tratti il Monza è sembrato soffrire l’intensità gialloblù, quasi incapace di trovare le consuete geometrie. Non capita spesso di vedere i brianzoli costretti a rincorrere, né tantomeno messi dietro la lavagna sotto il profilo del gioco. E invece la Juve Stabia c’è riuscita ancora una volta, confermando quanto già fatto intravedere durante la stagione.

Poi però il calcio presenta il conto. Nel finale è venuta fuori la qualità degli avversari, ma anche la stanchezza accumulata da una squadra che ha speso tantissimo sul piano fisico e mentale. La benzina nel serbatoio è diminuita proprio nel momento decisivo e il Monza, con il peso tecnico della sua rosa, ne ha approfittato. Se a questo aggiungiamo una direzione arbitrale che ha lasciato più di qualche perplessità, soprattutto dopo il doppio vantaggio delle Vespe, allora aumentano inevitabilmente i rimpianti e i dispiaceri per una vittoria che sembrava davvero a portata di mano.

E adesso? Adesso servirà la madre di tutte le imprese. Proprio come accaduto a Modena, la Juve Stabia sarà chiamata a vincere in casa di un avversario costruito per il salto di categoria. È questo il paradosso affascinante e spietato dei play off: in campionato un pareggio al vecchio Brianteo sarebbe stato accolto con entusiasmo, mentre oggi quel risultato servirebbe soltanto al Monza per staccare il pass verso la finale.

Ma questa squadra ha dimostrato di essere viva, di avere personalità e soprattutto di non arrendersi davanti a nulla. La formazione di Abate sta bene fisicamente e mentalmente, e lo ha dimostrato contro una corazzata che raramente in stagione aveva subito così tanto. Per questo motivo, nonostante le difficoltà, Castellammare continua a crederci. Perché i sogni non si alimentano con la logica, ma con il coraggio.

Serve qualcosa in più, è vero. Serve un’altra impresa ai limiti dell’impossibile. Ma è proprio questo il significato dei play off promozione: salire sul ring delle grandi sfidando ogni pronostico. E per riuscirci bisogna avere l’ambizione di sognare in grande, anche quando tutto sembra andare nella direzione opposta.

L’AZZURRO PENSIERO. Napoli in Champions’! 3-0 a Pisa in scioltezza e verdetto matematico

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Il sipario si apre, la musica più prestigiosa del continente ricomincia a suonare. Con una prestazione autoritaria e senza sbavature, il Napoli travolge il Pisa per 3-0 a domicilio e strappa il pass aritmetico per la prossima Champions League. Un traguardo storico che certifica il ritorno degli azzurri nell’élite del calcio europeo, centrando la decima qualificazione nella massima competizione continentale nelle ultime 17 stagioni (un cammino impreziosito anche da 6 piazzamenti in Europa League).

La gara: McTominay spacca il match, poi Rrahmani e Hojlund la chiudono

I ragazzi di Antonio Conte approcciano la sfida con la fame di chi vuole chiudere i giochi il prima possibile. Al 21′ arriva il lampo che sblocca il match: Scott McTominay riceve al limite e lascia partire un destro in controtempo chirurgico sul palo lungo. Per lo scozzese è la 14esima perla di una stagione semplicemente clamorosa.

Il Pisa accusa il colpo e il Napoli ne approfitta subito. Pochi minuti più tardi, sugli sviluppi di un piazzato, Amir Rrahmani svetta imperioso in area di rigore: colpo di testa vincente e 2-0 che mette in ghiaccio la partita. Nel finale di gara, c’è gloria anche per Rasmus Hojlund, che timbra il cartellino e fissa il risultato sul definitivo 3-0, dando il via alla festa azzurra.


Le voci dal campo

Conte: “Traguardo prestigioso, ma ora vogliamo il secondo posto”

Nel post-partita, Antonio Conte non nasconde l’orgoglio per il percorso compiuto dai suoi uomini in un’annata tutt’altro che in discesa:

“Devo fare i complimenti ai ragazzi per aver vinto una partita molto importante ed aver raggiunto l’obiettivo prestigioso della Champions. La squadra merita grandi applausi per essere arrivata sin qui in una stagione difficile per infortuni e varie complicazioni. Questo gruppo ha sempre sudato la maglia e voglio dedicare ai tifosi questo traguardo perché ci hanno sempre sostenuto.”

Il tecnico leccese, però, da perfezionista qual è, non vuole cali di tensione ed evoca già il prossimo obiettivo:

“Oggi festeggiamo l’ingresso in Champions ma abbiamo ancora il traguardo del secondo posto che potrebbe essere una ciliegina importante soprattutto alla luce delle due stagioni.”

Di Lorenzo: “In due anni Scudetto e Champions. Saremo sempre competitivi”

A fare eco al mister sono le parole del capitano, Giovanni Di Lorenzo, che traccia un bilancio vincente del recente ciclo azzurro:

“Siamo contenti per questa qualificazione in Champions, non era un obiettivo semplice e con il mister abbiamo dimostrato di essere un gruppo forte. In due anni abbiamo conquistato scudetto, Supercoppa e piazzamento nell’Europa più prestigiosa. Sono risultati eccellenti e sono certo che in futuro saremo sempre competitivi per lottare per i massimi livelli.”

Choc nel Napoletano, due donne morte in un cantiere a Pollena Trocchia: è giallo

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Giallo nel Napoletano, dove due donne sono state trovate morte all’interno di un edificio in costruzione a Pollena Trocchia, in provincia di Napoli. La tragedia è avvenuta in un cantiere di viale Italia, dove sono intervenuti i Carabinieri della sezione operativa della compagnia di Torre del Greco e i militari della tenenza di Cercola dopo la segnalazione della presenza di due corpi senza vita.

Secondo una prima ricostruzione investigativa, le vittime sarebbero precipitate da due diversi vani ascensore del palazzo in costruzione, finendo nel piano seminterrato dell’edificio. Le donne non sono state ancora identificate e gli investigatori mantengono il massimo riserbo sulla dinamica dell’accaduto.

Sul posto sono arrivati anche gli specialisti della sezione investigazioni scientifiche del nucleo investigativo dei Carabinieri di Torre Annunziata, impegnati nei rilievi tecnici all’interno del cantiere. Gli inquirenti stanno cercando di capire se si sia trattato di un incidente, di un gesto volontario o di altro.

L’area è stata transennata per consentire tutti gli accertamenti del caso, mentre proseguono le indagini coordinate dall’autorità giudiziaria.

Fonte AdnKronos

Juve Stabia – Monza (2-2) PLAY OFF: Le foto dei protagonisti in campo e del pubblico presente al Menti

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Guarda le foto di Juve Stabia –  Monza per l’andata delle semifinali play off di serie B realizzate dal nostro fotografo Giovanni Donnarumma che ci raccontano così il pareggio delle Vespe con i brianzoli allenati da Paolo Bianco allo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia.

IL TABELLINO

JUVE STABIA (3-5-2): Confente; Diakitè, Giorgini, Bellich; Ricciardi (82′ Carissoni), Mosti (66′ Pierobon), Leone, Correia, Cacciamani; Gabrielloni (66′ Zeroli), Okoro (74′ Candellone).

A disposizione: Boer, Varnier, Dalle Mura, Mannini, Ciammaglicella, Torrasi, Maistro, Burnete.

Allenatore: Ignazio Abate.

MONZA (3-4-2-1): Thiam; Ravanelli (74′ Delli Carri), Lucchesi, Carboni; Birindelli, Obiang, Hernani, Azzi (62′ Bakoune); Pessina, Cutrone (62′ Petagna); Mota Carvalho (74′ Caso).

A disposizione: Pizzignacco, Brorsson, Antov, Colombo, Alvarez, Ciurria, Capolupo, Colpani.

Allenatore: Paolo Bianco.

ARBITRO: Sig. Giovanni Ayroldi della sezione AIA di Molfetta

Primo Assistente: sig. Daisuke Emanuele YOSHIKAWA della sezione AIA Roma 1

Secondo Assistente: sig. Andrea BIANCHINI della sezione AIA Perugia

IV° ufficiale: sig. Giuseppe MUCERA della sezione AIA Palermo

VAR: sig. Matteo GARIGLIO della sezione AIA Pinerolo

AVAR: sig. Giacomo CAMPLONE della sezione AIA Lanciano

Marcatori: 57′ Mosti 68′ Okoro 77′ Carboni (M) 89′ Delli Carri (M)

Angoli: 1 – 3

Ammoniti: 28′ Lucchesi 46′ Mosti 84′ Pierobon 94′ Bakoune 95′ Diakitè

Espulsi: 87′ Lovisa (JS)

Recupero: 1 min p.t. – 5 min s.t.

Note: Terreno in erba artificiale. Giornata nuvolosa e ventosa. Circa 100 i supporters provenienti da Monza. A fine partita nel tunnel che conduce agli spogliatoi viene espulso Alberto Gerbo per proteste nei confronti del direttore di gara.

LE FOTO DEI PROTAGONISTI IN CAMPO

LE FOTO DEL PUBBLICO PRESENTE AL MENTI

La Juve Stabia perde Diakitè per la gara di ritorno ma non la voglia di sognare: a Monza serviranno gli eroi

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Novanta minuti per continuare a sognare. Novanta minuti per scrivere una delle pagine più intense della storia recente della Juve Stabia. La semifinale di ritorno playoff contro il Monza si presenta come una montagna durissima da scalare per la squadra di Mister Abate, chiamata a espugnare l’“U-Power Stadium” con un solo risultato possibile: la vittoria. Qualsiasi altro epilogo significherebbe la fine della corsa verso la finale.

Come se la pressione di una sfida già di per sé enorme non bastasse, nelle ultime ore è arrivata anche una tegola pesantissima che complica i piani partita: la squalifica di Diakitè. Un’assenza che pesa come un macigno nell’economia della gara e che costringerà Abate a ridisegnare la difesa proprio nella notte in cui la perfezione difensiva sarà obbligatoria.

Diakitè rappresentava il riferimento ideale sulla destra per contenere la fisicità di Petagna e le continue incursioni di Mota, due armi che il Monza proverà inevitabilmente a sfruttare davanti al proprio pubblico. Leadership, senso della posizione, aggressività nei duelli: caratteristiche fondamentali che ora verranno a mancare nel momento più delicato della stagione.

Per il tecnico gialloblù si apre così un autentico rebus tattico. Dalle Mura o Varnier? Qualunque sarà la scelta finale, la linea arretrata delle Vespe dovrà disputare una partita ai limiti della perfezione. Serviranno concentrazione assoluta, letture impeccabili e spirito di sacrificio, perché concedere campo e spazi al Monza potrebbe rivelarsi fatale.

Se dietro l’emergenza impone prudenza, davanti invece non esistono alternative: la Juve Stabia deve attaccare, deve segnare e deve avere il coraggio di osare. Paolo Bianco proverà probabilmente a gestire il ritmo della gara forte del fattore campo e della possibilità di qualificarsi anche senza vincere, ma le Vespe hanno dimostrato nella gara d’andata di poter mettere in seria difficoltà i brianzoli quando riescono a imporre intensità e qualità.

Gran parte delle speranze offensive passeranno ancora una volta dal talento e dall’imprevedibilità di Cacciamani, autentica spina nel fianco del Monza nella sfida del “Menti”. Le sue accelerazioni, la capacità di creare superiorità numerica e la qualità nelle giocate saranno fondamentali per scardinare una difesa che davanti al proprio pubblico proverà a blindarsi.

Accanto a lui serviranno anche gli inserimenti di Mosti, arma letale tra le linee, e soprattutto la ferocia agonistica di chi guiderà l’attacco. Che tocchi a Okoro o che Abate scelga l’esperienza e il lavoro sporco di Candellone, la Juve Stabia avrà bisogno di uomini pronti a combattere su ogni pallone come se fosse l’ultimo.

La vigilia è carica di tensione, adrenalina e orgoglio. L’assenza di Diakitè toglie sicurezze, ma può anche trasformarsi in una motivazione ulteriore per un gruppo che in questa stagione ha già dimostrato di sapersi esaltare nelle difficoltà. Servirà una prova di carattere enorme, una partita giocata con il cuore prima ancora che con le gambe.

Il destino delle Vespe passa da Monza. Davanti c’è un avversario forte, organizzato e favorito, ma la Juve Stabia ha già dimostrato di possedere anima, qualità e coraggio. Per conquistare la finale servirà un’impresa vera, una notte da uomini pronti a entrare per sempre nella memoria di Castellammare.

Juve Stabia, Cacciamani domina il Monza: il treno mancino gialloblù ha incendiato il Menti con le sue giocate

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Se la Juve Stabia di Mister Abate ha incantato il “Romeo Menti” con un calcio aggressivo, moderno e a tratti irresistibile, gran parte del merito porta il nome di Alessio Cacciamani. La semifinale d’andata playoff contro il Monza ha consacrato definitivamente l’esterno gialloblù come uno degli uomini simbolo della cavalcata stabiese: devastante nella corsa, lucido nelle scelte, imprendibile nell’uno contro uno.

Ridurre la sua prestazione a una semplice partita di alto livello sarebbe quasi offensivo. Cacciamani ha letteralmente demolito la corsia sinistra per tutti i novanta minuti, trasformando ogni accelerazione in un incubo per la retroguardia brianzola. Strappi continui, cambi di passo micidiali, tecnica raffinata e una personalità da veterano: ogni pallone toccato dall’esterno stabiese trasmetteva la sensazione che qualcosa di pericoloso potesse accadere da un momento all’altro.

Il Monza non è mai riuscito a trovare contromisure efficaci. Raddoppi, scalate, aiuti difensivi: tutto inutile davanti alla furia agonistica e alla qualità del numero 77 gialloblù, che ha continuamente mandato fuori giri la catena difensiva ospite. Cacciamani puntava l’uomo con una facilità disarmante, saltava la pressione e apriva voragini nella metà campo avversaria, diventando il motore inesauribile della manovra offensiva della Juve Stabia.

A rendere ancora più straordinaria la sua notte sono stati i due assist che hanno mandato in rete Mosti e Okoro. Due giocate da giocatore di categoria superiore, frutto non soltanto di qualità tecniche fuori scala, ma anche di una visione di gioco rara. Sul primo gol ha pescato l’inserimento perfetto di Mosti con un pallone calibrato al millimetro; sul secondo ha disegnato una traiettoria perfetta per l’incornata vincente di Okoro. Due autentici cioccolatini confezionati con eleganza e precisione chirurgica.

Ma la prestazione di Cacciamani non si è limitata alla sola fase offensiva. L’esterno gialloblù ha impressionato anche per spirito di sacrificio e disciplina tattica, ripiegando costantemente per dare supporto a Bellich e aiutare la squadra nei momenti di pressione del Monza. Una prova totale, completa, da leader silenzioso capace di abbinare talento e lavoro sporco con una naturalezza impressionante.

Il 2-2 finale lascia inevitabilmente rabbia e amarezza in casa stabiese, soprattutto per il modo in cui è maturato e per le polemiche che hanno accompagnato il finale di gara. Ma in vista del ritorno in Brianza, la Juve Stabia ha una certezza granitica da cui ripartire: Alessio Cacciamani è in uno stato di grazia assoluto.

E quando un giocatore riesce a incidere con questa forza, con questa continuità e con questa fame, sognare l’impresa smette di essere semplice entusiasmo e diventa una possibilità concreta. Castellammare si coccola il suo gioiello, consapevole che sulla fascia sinistra c’è un’arma capace di cambiare il destino di una semifinale playoff.

Juve Stabia – Monza, spettacolo e rabbia al Menti: il 2-2 finale lascia ancora tutto aperto

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Una partita bellissima, intensa, giocata a ritmi altissimi e capace di regalare emozioni continue. Ma anche una serata che rischia di essere ricordata più per le polemiche che per il calcio espresso in campo. Allo stadio Romeo Menti termina 2-2 la semifinale d’andata playoff tra Juve Stabia e Monza, al termine di una sfida vibrante in cui la squadra di Mister Abate ha a lungo accarezzato una vittoria che sarebbe stata meritata per qualità del gioco, intensità e personalità mostrate contro un avversario costruito per il salto di categoria.

Le Vespe hanno incantato per lunghi tratti della gara, trascinate dalle reti di Mosti e Okoro e da una prestazione collettiva di altissimo livello. Il Monza, però, è riuscito a restare aggrappato alla partita grazie ai gol di Carboni e, nel finale, di Filippo Delli Carri, autore della rete del definitivo 2-2 che ha gelato il Menti proprio quando il popolo gialloblù stava già assaporando un successo storico.

Eppure, a spegnere gli applausi e ad avvelenare il clima ci ha pensato proprio il difensore brianzolo. L’esultanza di Delli Carri sotto i settori occupati dai tifosi stabiesi ha immediatamente fatto esplodere la rabbia dello stadio. Un gesto giudicato provocatorio, volgare e totalmente fuori luogo, che nulla ha a che vedere con i valori dello sport e con il rispetto dovuto a una tifoseria che per tutta la gara aveva sostenuto la propria squadra con passione e correttezza.

Una scena brutta, evitabile, che ha trasformato il finale di una splendida partita in una polveriera. La tensione accumulata durante i novanta minuti è esplosa tutta insieme, alimentata anche da una direzione arbitrale fortemente contestata dall’ambiente gialloblù. La gestione disciplinare del match ha lasciato enormi perplessità, con numerosi episodi che hanno fatto infuriare panchina, società e tifosi della Juve Stabia, convinti di aver subito decisioni penalizzanti nei momenti chiave della semifinale.

Il malcontento si è riversato anche nel post gara. In sala stampa si è presentato un furioso Matteo Lovisa, direttore sportivo della Juve Stabia, che non ha nascosto tutta la propria amarezza per quanto accaduto: “Fa male vedere queste cose nel 2026, spero sia stata solo una giornata storta dell’arbitro”, ha dichiarato il dirigente stabiese con tono duro e visibilmente contrariato.

Parole che fotografano perfettamente lo stato d’animo di una piazza che si sente defraudata dopo una prestazione enorme. Perché oltre al risultato, ciò che lascia amarezza è la sensazione che una serata di sport, spettacolo e passione sia stata rovinata da atteggiamenti che con il calcio dovrebbero avere ben poco a che fare.

La Juve Stabia, però, esce dal campo anche con la consapevolezza della propria forza. Nonostante il pareggio e le polemiche, la squadra di Abate ha dimostrato di poter mettere in difficoltà chiunque. E adesso, nella gara di ritorno, serviranno nervi saldi, orgoglio e quella stessa qualità vista al Menti per continuare a inseguire un sogno che Castellammare sente sempre più vivo.

Juve Stabia – Monza (2-2): Il podio e il contropodio gialloblù

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La Juve Stabia si illude di poter chiudere la doppia sfida al Monza già a Castellammare ma nel finale i lombardi agganciano gli stabiesi, pareggiando il doppio vantaggio firmato da Mosti e Okoro. All’U Power stadium servirà una nuova impresa.

PODIO

Medaglia d’oro: ad Alessio Cacciamani, che ha sulla Juve Stabia l’effetto di una nota bevanda: mette le ali. L’esterno scuola granata mette nuovamente in mostra le sue doti straordinarie, trafiggendo due volte il Monza con i fendenti che mandano in paradiso, solo per pochi minuti, le vespe. Due gli slalom del gioiellino, uno in volata ed uno partendo da fermo in modo bruciante, che consentono a Mosti e Okoro di esultare sotto la Curva Sud. A Monza sarà chiamato anche lui a replicare la prova brillante della gara di andata.

Medaglia d’argento: ad Alvin Okoro, che firma la sua seconda rete stabiese nel match più atteso. La domanda è, dove sarebbe la Juve Stabia se il ragazzo dalle spalle larghe fosse arrivato la scorsa estate e non a gennaio. Inevitabile chiederselo perché il 90 sa fare tutto: difendere palla, attaccare la profondità, darle e prenderle con i difensori, il tutto mantenendo la giusta freddezza sotto porta. Una sorta di Candellone junior (bentornato Capitano) su cui puntare anche nella prossima stagione, calciomercato permettendo.

Medaglia di bronzo: a Nicola Mosti, che tocca quota otto gol in stagione. Il gol dell’ex, mancato a Modena, per il 98 arriva con il Monza, punito dal suo taglio in area da vero attaccante. A colpire, più ancora della vena realizzativa, è il sacrificio che porta Mosti a ripiegare spesso in difesa, mettendo la gamba in tante situazioni sporche che appena un anno e mezzo fa non sarebbero stato habitat di un calciatore che nasce come fantasista. Ha avuto una crescita impressionante ed è diventato, giustamente, uno degli elementi più amati dalla tifoseria.

CONTROPODIO

In una gara contro una corazzata come è il Monza sarebbe stato difficile essere perfetti in ogni lettura. La catena di destra, con Diakitè e Ricciardi, in alcune occasioni poteva fare meglio, in fase di marcatura il primo e di spinta il secondo. La Juve Stabia recrimina però per un calo di concentrazione collettivo, o forse per una fisiologica pausa dai ritmi forsennati (il Monza aveva riposato nel turno precedente mentre le Vespe venivano dalla gara con il Modena), che nel finale ha permesso agli ospiti di fare la voce grossa complice però anche i cambi di qualità che i brianzoli hanno messo in campo. Non lo scopriamo oggi che il Monza ha una rosa che non ha nulla a che vedere con la categoria.

IL MORSO DELLA VESPA. Rimpianto e veleno: lo Stabia si fa rimontare due gol. Delli Carri provoca il Menti

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CASTELLAMMARE DI STABIA – Un mix di orgoglio, sogni e un pizzico di amaro in bocca. Il “Romeo Menti” si colora a festa per l’andata della semifinale play-off, accendendo una Castellammare che, a dispetto di un anno vissuto tra mille vicissitudini societarie, si ritrova ancora una volta a un passo dalla storia. Di fronte, il Monza delle grandi firme: una corazzata ferita, delusa per aver gettato al vento la promozione diretta dopo un finale di campionato decisamente sottotono. Ne è venuto fuori un 2-2 pirotecnico, che lascia intatto il fascino della sfida ma regala ai brianzoli un vantaggio pesante in vista del ritorno.

Primo tempo: scacchi e prudenza

La tensione si sente, la posta in palio è altissima e i primi 45 minuti ne sono la logica conseguenza. Le due squadre si studiano, attente a non concedere spazi che potrebbero costare carissimi. La Juve Stabia ci prova subito con Mosti, ma la sua conclusione finisce alta. La risposta del Monza è affidata ai piedi fatati di Mota Carvalho, che fa correre un brivido sulla schiena dei settemila del Menti con un diagonale largo di pochissimo. Il primo tempo scivola via bloccato: l’unico vero brivido per Confente arriva da una punizione defilata di Hernani, disinnescata sul primo palo con grande attenzione.

Ripresa da urlo: lo show di Cacciamani e il boato del Menti

Ma chi si aspettava una ripresa speculare si è dovuto ricredere subito. Il secondo tempo ha un’altra intensità, un altro spartito. E il direttore d’orchestra, in casa Juve Stabia, si chiama Cacciamani.

Al 12′ l’esterno accende i motori sulla fascia sinistra, salta l’uomo e pennella un assist perfetto per l’accorrente Mosti, che deve solo spingere in rete il pallone dell’1-0. È l’ottavo sigillo stagionale per il centrocampista, il classico gol dell’ex pesante come un macigno, coronamento di una prestazione tutta sostanza. Poco dopo, lo stesso Mosti sfiora la doppietta con un tiro a effetto disinnescato da un altro grande ex della partita, il portiere Thiam.

Il Monza è alle corde e Cacciamani è semplicemente imprendibile. A metà ripresa il copione si ripete: una folle accelerazione lascia sul posto due avversari, cross al bacio per l’incornata di Okoro ed è 2-0. Il “Menti” è una bolgia, il miracolo sportivo delle Vespe sembra materializzarsi.

La reazione brianzola e la beffa nel finale

Bianco corre ai ripari inserendo forze fresche: dentro Caso e Petagna. La mossa scuote i brianzoli, fin lì storditi. Al 32’ la gara si riapre: il bomber Carboni inventa un invito d’oro per Caso, che dal limite fa scoccare un rasoterra chirurgico che si insacca nell’angolino basso dove Confente, poco esplosivo, non arriva.

La Juve Stabia accusa la stanchezza di una stagione vissuta sempre in apnea e il Monza, sornione, ne approfitta nell’unica altra vera occasione costruita. Minuto 89: punizione (contestata dal Menti) tesa dalla sinistra di Hernani, la difesa di casa stringe troppo e Delli Carri trova la deviazione vincente a due passi dalla porta. È il 2-2, macchiato da un’esultanza tutt’altro che elegante del difensore ospite verso le tribune.

Martedì servirà l’impresa

Al triplice fischio è 2-2. Il “Menti”, da pubblico maturo e innamorato, tributa un applauso scrosciante alle Vespe, capaci di gettare il cuore oltre l’ostacolo. Resta il rammarico per il doppio vantaggio sfumato, ma la semifinale è ancora aperta. Martedì sera al “Brianteo” di Monza, ai padroni di casa basterà un pareggio per volare in finale grazie al miglior piazzamento in classifica. Alla Juve Stabia, per continuare a sognare la Serie A, servirà l’ennesima, monumentale impresa.