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CASTELLAMMARE DI STABIA – Un mix di orgoglio, sogni e un pizzico di amaro in bocca. Il “Romeo Menti” si colora a festa per l’andata della semifinale play-off, accendendo una Castellammare che, a dispetto di un anno vissuto tra mille vicissitudini societarie, si ritrova ancora una volta a un passo dalla storia. Di fronte, il Monza delle grandi firme: una corazzata ferita, delusa per aver gettato al vento la promozione diretta dopo un finale di campionato decisamente sottotono. Ne è venuto fuori un 2-2 pirotecnico, che lascia intatto il fascino della sfida ma regala ai brianzoli un vantaggio pesante in vista del ritorno.
Primo tempo: scacchi e prudenza
La tensione si sente, la posta in palio è altissima e i primi 45 minuti ne sono la logica conseguenza. Le due squadre si studiano, attente a non concedere spazi che potrebbero costare carissimi. La Juve Stabia ci prova subito con Mosti, ma la sua conclusione finisce alta. La risposta del Monza è affidata ai piedi fatati di Mota Carvalho, che fa correre un brivido sulla schiena dei settemila del Menti con un diagonale largo di pochissimo. Il primo tempo scivola via bloccato: l’unico vero brivido per Confente arriva da una punizione defilata di Hernani, disinnescata sul primo palo con grande attenzione.
Ripresa da urlo: lo show di Cacciamani e il boato del Menti
Ma chi si aspettava una ripresa speculare si è dovuto ricredere subito. Il secondo tempo ha un’altra intensità, un altro spartito. E il direttore d’orchestra, in casa Juve Stabia, si chiama Cacciamani.
Al 12′ l’esterno accende i motori sulla fascia sinistra, salta l’uomo e pennella un assist perfetto per l’accorrente Mosti, che deve solo spingere in rete il pallone dell’1-0. È l’ottavo sigillo stagionale per il centrocampista, il classico gol dell’ex pesante come un macigno, coronamento di una prestazione tutta sostanza. Poco dopo, lo stesso Mosti sfiora la doppietta con un tiro a effetto disinnescato da un altro grande ex della partita, il portiere Thiam.
Il Monza è alle corde e Cacciamani è semplicemente imprendibile. A metà ripresa il copione si ripete: una folle accelerazione lascia sul posto due avversari, cross al bacio per l’incornata di Okoro ed è 2-0. Il “Menti” è una bolgia, il miracolo sportivo delle Vespe sembra materializzarsi.
La reazione brianzola e la beffa nel finale
Bianco corre ai ripari inserendo forze fresche: dentro Caso e Petagna. La mossa scuote i brianzoli, fin lì storditi. Al 32’ la gara si riapre: il bomber Carboni inventa un invito d’oro per Caso, che dal limite fa scoccare un rasoterra chirurgico che si insacca nell’angolino basso dove Confente, poco esplosivo, non arriva.
La Juve Stabia accusa la stanchezza di una stagione vissuta sempre in apnea e il Monza, sornione, ne approfitta nell’unica altra vera occasione costruita. Minuto 89: punizione (contestata dal Menti) tesa dalla sinistra di Hernani, la difesa di casa stringe troppo e Delli Carri trova la deviazione vincente a due passi dalla porta. È il 2-2, macchiato da un’esultanza tutt’altro che elegante del difensore ospite verso le tribune.
Martedì servirà l’impresa
Al triplice fischio è 2-2. Il “Menti”, da pubblico maturo e innamorato, tributa un applauso scrosciante alle Vespe, capaci di gettare il cuore oltre l’ostacolo. Resta il rammarico per il doppio vantaggio sfumato, ma la semifinale è ancora aperta. Martedì sera al “Brianteo” di Monza, ai padroni di casa basterà un pareggio per volare in finale grazie al miglior piazzamento in classifica. Alla Juve Stabia, per continuare a sognare la Serie A, servirà l’ennesima, monumentale impresa.




