Se la Juve Stabia di Mister Abate ha incantato il “Romeo Menti” con un calcio aggressivo, moderno e a tratti irresistibile, gran parte del merito porta il nome di Alessio Cacciamani. La semifinale d’andata playoff contro il Monza ha consacrato definitivamente l’esterno gialloblù come uno degli uomini simbolo della cavalcata stabiese: devastante nella corsa, lucido nelle scelte, imprendibile nell’uno contro uno.
Ridurre la sua prestazione a una semplice partita di alto livello sarebbe quasi offensivo. Cacciamani ha letteralmente demolito la corsia sinistra per tutti i novanta minuti, trasformando ogni accelerazione in un incubo per la retroguardia brianzola. Strappi continui, cambi di passo micidiali, tecnica raffinata e una personalità da veterano: ogni pallone toccato dall’esterno stabiese trasmetteva la sensazione che qualcosa di pericoloso potesse accadere da un momento all’altro.
Il Monza non è mai riuscito a trovare contromisure efficaci. Raddoppi, scalate, aiuti difensivi: tutto inutile davanti alla furia agonistica e alla qualità del numero 77 gialloblù, che ha continuamente mandato fuori giri la catena difensiva ospite. Cacciamani puntava l’uomo con una facilità disarmante, saltava la pressione e apriva voragini nella metà campo avversaria, diventando il motore inesauribile della manovra offensiva della Juve Stabia.
A rendere ancora più straordinaria la sua notte sono stati i due assist che hanno mandato in rete Mosti e Okoro. Due giocate da giocatore di categoria superiore, frutto non soltanto di qualità tecniche fuori scala, ma anche di una visione di gioco rara. Sul primo gol ha pescato l’inserimento perfetto di Mosti con un pallone calibrato al millimetro; sul secondo ha disegnato una traiettoria perfetta per l’incornata vincente di Okoro. Due autentici cioccolatini confezionati con eleganza e precisione chirurgica.
Ma la prestazione di Cacciamani non si è limitata alla sola fase offensiva. L’esterno gialloblù ha impressionato anche per spirito di sacrificio e disciplina tattica, ripiegando costantemente per dare supporto a Bellich e aiutare la squadra nei momenti di pressione del Monza. Una prova totale, completa, da leader silenzioso capace di abbinare talento e lavoro sporco con una naturalezza impressionante.
Il 2-2 finale lascia inevitabilmente rabbia e amarezza in casa stabiese, soprattutto per il modo in cui è maturato e per le polemiche che hanno accompagnato il finale di gara. Ma in vista del ritorno in Brianza, la Juve Stabia ha una certezza granitica da cui ripartire: Alessio Cacciamani è in uno stato di grazia assoluto.
E quando un giocatore riesce a incidere con questa forza, con questa continuità e con questa fame, sognare l’impresa smette di essere semplice entusiasmo e diventa una possibilità concreta. Castellammare si coccola il suo gioiello, consapevole che sulla fascia sinistra c’è un’arma capace di cambiare il destino di una semifinale playoff.




