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Cina, attacco con coltello in ospedale: almeno 2 morti e 21 feriti

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(Adnkronos) – E’ di almeno due morti e 21 feriti il bilancio di un attacco con coltello compiuto in un ospedale nella provincia sudoccidentale cinese dello Yunnan.Lo riferisce la Cnn, che cita media statali.  L’attacco ha avuto luogo in un ospedale locale nella contea di Zhenxiong. “Diversi video mostrano un sospetto che viene arrestato dalla polizia in un vicino centro benessere”, ha riportato l’emittente Guizhou.

Ancora non si hanno conferme del fatto che la persona arrestata sia l’aggressore.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mattarella a Guterres: “Interrompere spirale violenza”

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(Adnkronos) – “Occorre analizzare le crisi che vi sono e riuscire a interrompere la spirale di violenza che non consente di risolvere i problemi”.Così il capo dello Stato Sergio Mattarella incontrando al palazzo di Vetro il segretario generale delle Nazioni unite António Guterres nel corso della sua visita a New York.  “Sono qui per testimoniare quanto l’Italia ha fiducia nelle Nazioni unite.

Tanto più nel mondo crescono crisi, difficoltà e contrapposizioni tanto più si afferma quanto sia indispensabile l’azione delle Nazioni unite”, ha detto il presidente della Repubblica.  Oggi Mattarella terrà un intervento di fronte all’Assemblea generale dal titolo ‘Italia, Nazioni Unite e multilateralismo per affrontare le sfide comuni’, preceduto da un colloquio con il Presidente dell’Assemblea Generale dell’Onu, Dennis Francis.La visita del Presidente Mattarella a New York si concluderà, al Consolato generale d’Italia, con l’incontro con il personale della sede diplomatica. “L’Italia è un pilastro fondamentale del multilateralismo e un partner esemplare delle Nazioni Unite”, ha detto dal canto suo Guterres. “In tutte le aree delle nostre attività – ha riconosciuto – l’Italia è sempre presente.

Presente nelle operazioni di mantenimento della pace, presente nello sviluppo sostenibile, presente nell’azione per il clima, presente nei diritti umani e nello Stato di diritto, che so essere un’area di particolare interesse per lei, signor Presidente”. L’Ialia, quest’anno presidente di turno del G7, “è un Paese del Nord che comprende il sud” del mondo ed “è sempre stata un ponte tra il nord ed il Sud”,è il riconoscimento arrivato dal segretario generale delle Nazioni Unite il quale ha sottolineato “la capacità di dialogo” del nostro Paese.  “E questo ponte è oggi più che mai necessario – ha affermato Guterres – In un mondo così diviso, con divisioni geopolitiche che stanno creando così tante difficoltà in tutti i settori dell’attività umana, dal clima all’intelligenza artificiale alla pace e alla sicurezza, è molto importante che l’Italia guidi il G7 e sia in grado di guidare la riforma delle nostre istituzioni multinazionali che sono state create dopo la seconda guerra mondiale e che non rappresentano più le realtà del mondo di oggi”.  “La capacità dell’Italia di dialogare, non solo con i suoi colleghi del G7, ma con il mondo intero, è qualcosa che sarà molto importante per noi, soprattutto quando prepareremo il nostro Summit del Futuro”.   —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Rafah, Israele prende il controllo del valico. Guterres: “Operazione intollerabile”

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(Adnkronos) – Le Forze di difesa israeliane hanno confermato che la 401ma Brigata corazzata ha preso il controllo questa mattina del valico di Rafah dal lato di Gaza.Valico, tra l’Egitto e il sud della Striscia di Gaza, che è stato chiuso sul lato palestinese ”per la presenza dei carri armati israeliani”, ha reso noto un portavoce dell’autorità del valico all’emittente al-Arabiya.

Di conseguenza è stato interrotto l’arrivo di aiuti umanitari destinato alla popolazione dell’enclave palestinese. Nell’operazione, hanno riferito le Idf, sono stati uccisi 20 miliziani, mentre sono stati localizzati tre “importanti” tunnel.Inoltre è stata colpita e distrutta un’auto carica di esplosivo lanciata contro un carro armato israeliano.

Nessun militare è finora rimasto ferito nell’azione. “Un’invasione di terra a Rafah sarebbe intollerabile per le sue devastanti conseguenze umanitarie e per il suo impatto destabilizzante nella regione”.A ribadirlo il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres nel suo incontro al Palazzo di Vetro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, rilanciando un appello “molto forte al governo israeliano ed alla leadership di Hamas perché compiano un passo in più per concretizzare un accordo che è assolutamente vitale. È un’opportunità che non può essere persa”. Intanto una delegazione del Qatar sarà oggi al Cairo per la ripresa dei negoziati indiretti tra Israele e Hamaas sul cessate il fuoco ed il rilascio degli ostaggi.

Lo ha annunciato il ministero degli Esteri di Doha, esprimendo “la speranza che i colloqui culminino in un accordo su un cessate il fuoco immediato e permanente, uno scambio di ostaggi e detenuti e in flusso sostenibile di aiuti umanitari in tutte le aree della Striscia”.  Dopo la frenata sui negoziati, con Israele che ha accusato Hamas di aver approvato una proposta “modificata” rispetto a quella concordata con i mediatori di Qatar ed Egitto e ritenuta “unilaterale” e “inaccettabile” da Tel Aviv, lo Stato ebraico ha lanciato nella tarda serata di ieri l’attacco a Rafah.Il raid era stato annunciato subito dopo la nota dell’ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu, dove si spiegava come il gabinetto di guerra israeliano avesse deciso all’unanimità di andare avanti con l’operazione a Rafah “per esercitare pressioni militari su Hamas con l’obiettivo di fare progressi nella liberazione degli ostaggi e per altri obiettivi di guerra”.  Del resto, spiegava ancora la nota, la proposta di tregua approvata dall’organizzazione islamista sarebbe considerata “lontana dalle richieste ritenute fondamentali da Israele”.

Allo stesso tempo, però, lo Stato ebraico invierà comunque una delegazione al Cairo per tenere colloqui con i mediatori nel tentativo di trovare un accordo che soddisfi le sue richieste. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Incidente sul lavoro a Casteldaccia, indagini e ipotesi: cosa sappiamo su 5 operai morti

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(Adnkronos) – La Procura di Termini Imerese (Palermo), che ha aperto un’inchiesta sulla tragedia sul lavoro avvenuta ieri pomeriggio, lunedì 6 maggio, a Casteldaccia (Palermo) dove sono morti 5 operai per le esalazioni di gas in una vasca di liquami, è al lavoro per accertare eventuali responsabilità sull’incidente sul lavoro.Gli inquirenti sentiranno gli operai superstiti e altri testimoni dell’incidente sul lavoro.  Ieri, la Squadra mobile di Palermo ha già ascoltato uno dei sopravvissuti, Giovanni D’Aleo, lavoratore Amap, che ha dato l’allarme, dopo avere sentito le grida dei colleghi intrappolati nella vasca.

Sempre ieri sono stati sentiti il direttore dei lavori e il responsabile della sicurezza, indicati dall’Amap, la stazione appaltante delle opere fognarie a Casteldaccia.Il Procuratore Ambrogio Cartosio ha fatto un sopralluogo. Oggi gli investigatori si sono invece recati in via Milano a Partinico (Palermo), dove ha sede la ditta Quadrifoglio Group srl, la società dove lavoravano quattro degli operai morti.

Una delle vittime era anche il titolare della società.Come si apprende, sono stati acquisiti documenti. E dopo la nuova tragedia sul lavoro nella provincia di Palermo è stato indetto uno sciopero generale di 4 ore e di 8 degli edili.

Ad annunciarlo, ieri pomeriggio, sul luogo del disastro, è stato Piero Ceraulo, segretario degli edili della Cgil di Palermo che insieme ad altri dirigenti sindacali è arrivato a Casteldaccia. È previsto un presidio davanti la Prefettura alle 9.Lo sciopero generale di 4 ore, a inizio turno, è stato proclamato dalle segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil, e dalle sigle del settore chimici, acqua ed energia Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil. E’ successo tutto in pochi attimi.

All’improvviso, a Casteldaccia, i tre operai che si trovano in una vasca interrata dell’impianto di sollevamento delle acque reflue dell’Azienda municipale acquedotti (Amap) di Palermo non riuscivano più a respirare.Erano intossicati e sono rimasti intrappolati dalle esalazioni di idrogeno di solforato mentre stavano eseguendo dei lavori di manutenzione.

Danno l’allarme.Altri due colleghi a quel punto entrano nella vasca di acque reflue, ma restano intrappolati anche loro.

Un sesto scende nella vasca per dare una mano, ma perde i sensi anche lui.Il bilancio è tragico: cinque morti e il sesto operaio in coma profondo.

E’ accaduto sulla Strada Statale, a poca distanza dalla casa vitivincola Corvo di Salaparuta, che però è estranea a quanto accaduto.Le vittime erano Epifanio Assazia, 71 anni, il contitolare della ditta Quadrifoglio group srl di Partinico, che stava eseguendo i lavori in appalto, Giuseppe Miraglia, Roberto Raneri, di 50 anni, Ignazio Giordano, di 59 anni e Giuseppe La Barbera. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Terremoto a Napoli oggi, tre scosse ai Campi Flegrei

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(Adnkronos) – Tre scosse di terremoto, la più forte di magnitudo 3.2, si sono verificate oggi ai Campi Flegrei (Napoli).La prima (di magnitudo 3.2) è stata avvertita alle 3.47, la seconda (di magnitudo 2,9)alle 5.53 e la terza (di magnitudo 2) alle 5.57.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Esercitazioni nucleari e insediamento di Putin: tensioni tra Russia e Occidente

Le recenti esercitazioni nucleari annunciate dalla Russia, in concomitanza con l’insediamento di Vladimir Putin per il suo quinto mandato presidenziale, hanno scatenato tensioni internazionali.Mentre il Cremlino si prepara alla cerimonia di insediamento, l’Unione Europea e alcuni Stati membri discutono sulla partecipazione, mentre alcuni paesi hanno già annunciato il boicottaggio.

A Mosca, i preparativi sono in corso per la parata militare sulla Piazza Rossa, con l’annuncio di armamenti avanzati e la cancellazione di alcuni elementi delle parate precedenti.

La Russia annuncia esercitazioni nucleari mentre Putin si insedia per il quinto mandato!

La Russia ha annunciato l’avvio di esercitazioni militari nucleari, coincidendo con l’insediamento di Vladimir Putin per il suo quinto mandato presidenziale.Le manovre, riguardanti le forze nucleari tattiche, rappresentano un’iniziativa senza precedenti, pianificata per il prossimo futuro in una posizione non specificata all’interno del territorio russo.

Questa mossa arriva poco prima del Giorno della Vittoria, commemorazione dell’anniversario della sconfitta nazista nel 1945.Le esercitazioni, autorizzate direttamente da Putin al ministero della Difesa, sono orientate alla preparazione e alla dispiegazione delle forze nucleari non strategiche per operazioni di combattimento.

L’obiettivo principale è garantire l’integrità territoriale e la sovranità della Russia, come risposta a dichiarazioni provocatorie e minacce provenienti da alcuni leader occidentali.Le critiche sono state rivolte soprattutto alla NATO, accusata di dispiegare truppe per confrontarsi con le forze russe, innescando un’escalation di tensioni senza precedenti.

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha sottolineato l’importanza di monitorare attentamente la situazione e adottare misure speciali in risposta a tali azioni.Le esercitazioni coinvolgeranno unità missilistiche del Distretto Militare Meridionale, supportate da forze aeree e navali.

Nel frattempo, riguardo alla cerimonia di insediamento di Putin al Cremlino, l’Unione Europea e i suoi Stati membri stanno ancora discutendo su come rispondere all’invito del presidente russo.Alcuni paesi, come Lituania, Estonia, Lettonia e Repubblica Ceca, hanno già annunciato il boicottaggio dell’evento, richiamando i propri ambasciatori da Mosca.

Anche l’UE si trova in una fase di decisione riguardo alla partecipazione, con l’Alto Rappresentante Josep Borrell contrario all’adesione dell’UE alla cerimonia.Mentre a Mosca si svolgono le prove per la parata sulla Piazza Rossa, è stata confermata la presenza di armamenti militari avanzati, tra cui missili tattici e balistici intercontinentali.

Alcuni elementi delle parate precedenti, come la marcia degli immortali, sono state cancellate per motivi di sicurezza.

Ue-Cina, von der Leyen paladina dell’Unione ‘geopolitica’: linea dura con Xi

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(Adnkronos) – La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, incontrando a Parigi il presidente cinese Xi Jinping, si è posta in perfetta continuità con la linea assertiva nei confronti della Cina da lei inaugurata dopo la fine della pandemia di Covid-19.Mentre ancora alla fine del 2020 la sua ‘madrina’ politica, l’allora cancelliera Angela Merkel, aveva fortemente voluto la firma di un trattato sugli investimenti Ue-Cina prima dell’insediamento del presidente Usa Joe Biden, mai entrato in vigore perché poco dopo Pechino avrebbe sanzionato alcuni eurodeputati di peso in risposta alle sanzioni comminate dall’Ue nei confronti di funzionari dello Xinjiang per la persecuzione degli uiguri, von der Leyen, pur essendo tedesca, ha adottato una linea assai meno supina nei confronti di Pechino. 
Alfiere di un’Europa che si vuole ‘geopolitica’, e ricandidata alla guida della Commissione per il Ppe, partito che oggi a Berlino è all’opposizione e ha quindi le mani più libere, von der Leyen a Parigi ha espresso posizioni in linea con il discorso che aveva pronunciato il 30 marzo del 2023 al Mercator Institute, prima di una visita a Pechino a fianco del presidente francese Emmanuel Macron, che anche questa volta l’ha invitata, all’Eliseo, perché la presidente potesse confrontarsi con Xi.  Il segretario del Partito Comunista Cinese e presidente della Repubblica Popolare ha scelto di fare solo tre tappe in Europa, nella sua prima visita post-pandemia: Francia, Serbia e Ungheria.

La selezione delle mete da parte del leader cinese parla da sola.Macron, che tra i capi di Stato e di governo è il ‘campione’ della linea federalista, ha capito subito dove Pechino voleva andare a parare e ha quindi invitato von der Leyen, che rappresenta l’Ue, e, secondo indiscrezioni, ha anche tentato, senza successo, di coinvolgere il cancelliere tedesco Olaf Scholz.  Von der Leyen ha detto di aver affrontato con Xi anzitutto il tema della guerra in Ucraina.

Pechino, anche se ufficialmente non fornisce armamenti alla Russia, resta un grande fornitore di microchip, che consentono a Mosca di produrre armamenti e droni (grazie anche all’aiuto iraniano) e di altri prodotti a doppio uso, civile e militare.La presidente è stata piuttosto diretta: da parte di Pechino “serve – ha detto – uno sforzo maggiore per ridurre le consegne di beni a duplice uso alla Russia, che finiscono sul campo di battaglia” in Ucraina e, “data la natura esistenziale della minaccia derivante da questa guerra, sia per l’Ucraina che per l’Europa, ciò influisce sulle relazioni Ue-Cina”. La presidente ha tuttavia riconosciuto a Xi di avere “svolto un ruolo importante nel ridimensionare le irresponsabili minacce nucleari della Russia e sono fiduciosa – ha aggiunto – che continuerà a farlo”.

In realtà Xi, come ha ricordato lo storico americano Stephen Kotkin a Foreign Affairs, è stato pubblicamente umiliato dall’’amico’ Vladimir Putin: subito dopo che la Cina aveva rassicurato il mondo sul fatto che la Russia non avrebbe usato l’atomica in Ucraina, Mosca ha annunciato lo spostamento di armi atomiche tattiche in Bielorussia, contraddicendo platealmente le rassicurazioni cinesi.Ma la presidente ha fatto finta di non saperlo, concedendo pubblicamente all’interlocutore quel ruolo di grande potenza cui Pechino aspira.  
Von der Leyen ha anche auspicato che la Cina possa svolgere una funzione moderatrice nel Medio Oriente, augurandosi che “la Cina possa svolgere un ruolo importante nel limitare la proliferazione irresponsabile dei missili balistici e dei droni iraniani”.

Anche qui, pur senza nominarli, è sembrata alludere ai microprocessori, che l’Iran importa in grandi quantità e senza i quali i suoi droni, usati contro Israele e forniti alla Russia affinché li possa scagliare contro l’Ucraina, non sarebbero in grado di volare.  
Ma è sul piano dei rapporti economici tra Ue e Cina che von der Leyen è stata più che esplicita.All’Eliseo, ha detto von der Leyen, “abbiamo discusso anche degli squilibri” nei rapporti commerciali tra Ue e Cina, “che rimangono significativi, e questo è motivo di grande preoccupazione.

Difenderemo le nostre aziende, difenderemo le nostre economie.Non esiteremo mai a farlo, se necessario”, ha promesso. E ha indicato degli ambiti di preoccupazione molto precisi: “I prodotti sovvenzionati dalla Cina, come i veicoli elettrici o ad esempio l’acciaio, stanno inondando il mercato europeo”, ha detto.

L’industria europea dell’automotive è in grave ritardo nella transizione all’elettrico: la Commissione intende gestire la transizione dando modo all’industria europea di compiere la transizione, ritenuta essenziale per la decarbonizzazione, avendo il tempo necessario.Si vuole evitare, in poche parole, quello è successo all’industria europea dei pannelli solari, spazzata via dalla concorrenza cinese, pesantemente sovvenzionata dallo Stato.  E’ una strategia che necessita di un’attenta calibratura, perché potrebbe avere effetti indesiderati: alcune grandi case automobilistiche europee hanno già annunciato un rinvio dell’elettrificazione dei propri listini, cosa che potrebbe far sospettare che scommettano sulla protezione ‘politica’ dalla concorrenza cinese.

C’è chi, come il settimanale britannico The Economist, ha sostenuto recentemente che l’Ue dovrebbe semplicemente approfittare delle auto elettriche cinesi a basso costo per accelerare nella decarbonizzazione.  ”Nello stesso tempo – prosegue – la Cina continua a sostenere massicciamente il suo settore manifatturiero.E questo, combinato con una domanda interna che non aumenta.

Il mondo non può assorbire la sovrapproduzione della Cina”.In questo passaggio, von der Leyen ha mostrato una singolare consonanza con le posizioni dell’ex presidente della Bce Mario Draghi, che ha più volte ricordato come Pechino scarichi sul resto del mondo la propria sovraccapacità produttiva.

Fonti Ue non confermano incontri particolari tra Draghi e von der Leyen, ma riferiscono che i contatti tra i due sono molto “frequenti”, dato che l’ex premier italiano sta preparando un rapporto sulla competitività dell’Ue per conto della Commissione.  Pertanto, ha continuato von der Leyen, “ho incoraggiato il governo cinese ad affrontare queste sovraccapacità strutturali”.Per il presidente cinese Xi Jinping, il problema della sovraccapacità cinese semplicemente “non esiste”.

L’Europa “non può accettare pratiche di distorsione del mercato che potrebbero portare alla deindustrializzazione qui a casa nostra”, ha continuato la presidente. “Affinché il commercio sia equo, anche l’accesso ai rispettivi mercati deve essere reciproco – ha continuato – abbiamo discusso di come realizzare progressi reali in materia di accesso al mercato.Rimango fiduciosa che si possano ottenere ulteriori progressi e, allo stesso tempo, siamo pronti a fare pieno uso dei nostri strumenti di difesa commerciale, se sarà necessario”. Von der Leyen ha ricordato che la Commissione ha lanciato recentemente un’indagine sul mercato degli appalti pubblici relativi agli apparecchi medicali in Cina, la prima avviata usando lo strumento sugli appalti internazionali.

La presidente con Xi è stata franca: “Quella tra Ue e Cina – ha detto – è una relazione complessa.Affrontiamo la questione in modo chiaro, in modo costruttivo e responsabile, perché una Cina che agisce in modo corretto è un bene per tutti noi.

Nello stesso tempo, l’Europa non esiterà a prendere decisioni difficili, necessarie a proteggere la sua economia e la sua sicurezza”.Perché, come ha detto lei stessa, nel rapporto tra Ue e Cina serve “rispetto reciproco”. Mentre in campo commerciale l’Ue ha competenza esclusiva e può dunque essere risoluta e credibile, nella politica estera può solo coordinare e tentare di fare sintesi delle posizioni dei 27 Stati membri.

E dunque, fatica a trovare una linea comune davanti all’invito inviato dal Cremlino, agli ambasciatori dell’Ue e dei 27 Paesi membri, a partecipare domani alla cerimonia di insediamento del presidente russo Vladimir Putin, per il suo quinto mandato presidenziale.  Gli eurodeputati del Ppe hanno scritto all’Alto Rappresentante Josep Borrell chiedendo che prenda una posizione chiara, invitando gli ambasciatori dei 27 a non partecipare.Ieri a mezzogiorno, a meno di 24 ore dalla cerimonia, gli Stati membri stavano ancora “discutendo” sul da farsi, ha spiegato il portavoce Peter Stano, aggiungendo però che Borrell è “contrario” a che l’Ue partecipi alla cerimonia.

Non è affatto detto che tutti i 27 Paesi siano sulla stessa linea di Borrell.Se oggi i 27 ambasciatori davanti all’invito di Putin dovessero muoversi in ordine sparso, sarebbe l’ennesima conferma, malgrado gli sforzi di von der Leyen, che la strada da fare per una vera Unione ‘geopolitica’ è ancora molto lunga.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giro d’Italia 2024, oggi quarta tappa: orari e dove vederla in tv

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(Adnkronos) –
Il Giro d’Italia 2024 oggi lascia il Piemonte e arriva in Liguria per la quarta tappa, la Acqui Terme-Andora di 190 km.La frazione di oggi, martedì 7 maggio, in diretta tv e streaming, potrebbe rappresentare la prima occasione per una fuga.

La tappa propone nella prima parte una progressiva ascesa che porta il gruppo, dopo 90 km, al Gran Premio della Montagna di terza categoria di Colle del Melogno. La salita e la successiva lunga discesa, in totale oltre 20 km, possono favorire iniziative di chi vuole evadere dal gruppo.E’ difficile che una fuga possa decollare e arrivare fino al traguardo visto che gli ultimi 60 km sono quasi totalmente pianeggianti e consentirebbero al gruppo di tappare il buco e affidare l’epilogo ai velocisti.

Sulla classifica possono incidere gli abbuoni che verranno assegnati a Savona, dopo 130 km.  Come ogni giorno, anche la quarta tappa del Giro d’Italia sarà trasmessa in diretta in tv in chiaro e in streaming.La Rai racconterà la giornata della seconda tappa in chiaro ogni giorno di gara.

La giornata televisiva comincerà con un’ora di ‘Giro Mattina’ su Rai Sport HD, che proporrà poi ‘Prima diretta’ per seguire il momento della partenza della tappa, in programma oggi alle 12.30, fino alle 14. Per la parte clou della programmazione il palinsesto della Corsa Rosa si trasferisce su Rai 2, con ‘Giro in Diretta’ fino alle 16:15 e ‘Giro all’Arrivo’ immediatamente a seguire, per il racconto delle fasi culminanti di ciascuna frazione fino al traguardo previsto tra le 17.00 e le 17.30 circa.Subito a ruota, le tradizionali analisi del dopo gara del Processo alla Tappa. Il Giro può essere visto anche su Eurosport 1 HD e in streaming su Rai Play, discovery+, Sky Go, NOW e DAZN.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Difesa Ue, Bruxelles vorrebbe usare il Mes ma i Paesi nordici sono contrari

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(Adnkronos) – L’idea di utilizzare il Meccanismo Europeo di Stabilità per finanziare le spese che l’Ue dovrà affrontare per la difesa comune, se dovesse davvero prendere quota, è destinata a scontrarsi con l’opposizione dei Paesi nordici.Lo spiegano all’Adnkronos fonti diplomatiche europee, dopo le indiscrezioni riportate da Politico.eu.

Un’idea simile è “destinata al fallimento”, per una serie di ragioni: la prima è che richiederebbe un cambiamento del trattato del Mes, una cosa che “non si fa con facilità”, come si è visto con la riforma del Mes negoziata per anni nell’Eurogruppo, in particolare sotto il primo governo Conte, poi finalizzata dal Conte due con la firma dell’allora ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e mai ratificata dall’Italia.  Per riformare il trattato del Mes serve l’unanimità dei venti Stati membri della zona euro nel Consiglio e poi la ratifica da parte di tutti i Parlamenti interessati, secondo le singole procedure nazionali.La lunghezza e complicazione dell’iter giuridico necessario non è l’unica ragione che rende questa strada quantomeno impervia: usare il Mes, si fa notare, significherebbe che i venti Paesi dell’area euro “pagherebbero per l’intera Ue”, dato che il Meccanismo è finanziato esclusivamente dai Paesi dell’Eurozona.

Un’eventualità che appare piuttosto “improbabile”, osserva la fonte. Pertanto, prosegue la fonte, “non credo che la Germania o l’Olanda la appoggerebbero”, perlomeno non “a breve”.Tuttavia, considerato il contesto geopolitico in rapido deterioramento e in vista delle elezioni presidenziali Usa in novembre, è vero che il problema di come finanziare maggiormente la difesa dell’Europa è certamente tra quelli in cima all’agenda per “tutti” i Paesi membri.

Anche se, si osserva, una soluzione ci sarebbe, e pure “piuttosto semplice”.Basterebbe che tutti i Paesi Ue membri della Nato, che sono ben 23 su 27, “raggiungessero l’obiettivo” di spendere un ammontare pari al 2% del Pil per la difesa, come gli alleati Nato si impegnarono a fare nel 2014 nel Galles.

Solo questo porterebbe ad un aumento delle spese militari dell’ordine di “60-80 mld di euro all’anno”.  Certo, ci sono Paesi, come l’Italia, che sono ancora lontani dall’obiettivo del 2% e che non sembrano destinati a raggiungerlo entro quest’anno, come si erano impegnati a fare nel 2014.E’ vero che, con un debito che alla fine del 2024 è previsto poco sotto il 138% del Pil, non c’è “molta flessibilità”.

Tuttavia, questa difficoltà non verrebbe certo risolta ricorrendo a prestiti del Mes.Perché “anche quelli sono debiti”, conclude la fonte.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Jobs Act, la firma ‘coerente’ di Schlein spiazza i riformisti: Bonaccini media

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(Adnkronos) –
La firma al referendum Cgil contro il Jobs Act? “Non è una sorpresa”, dice Elly Schlein ricordando che “già nel 2015 ero in piazza con la Cgil contro l’abolizione dell’articolo 18”.Una firma ‘coerente’ con la storia politica della segretaria, come le riconosce Giorgio Gori, e in linea con la piattaforma con cui Schlein ha vinto il congresso Pd.  “Era un punto fondamentale della campagna che abbiamo fatto alle primarie l’anno scorso, un punto anche di ricucitura -rimarca la segretaria- rispetto ad alcune scelte sbagliate del passato su cui evidentemente anche alcuni nostri elettori ci hanno premiato”.

Schlein è convinta che molti nel Pd firmeranno (da ultimo oggi anche l’ex-sindaco di Bologna, Virginio Merola) e che la questione non sia divisiva: “Il Pd fa i congressi come altri non fanno…Io non vedo oggi un partito diviso e frammentato come tanti che spingono a raccontarlo”.  Eppure, come era scontato, la mossa di Schlein ha infastidito l’area riformista dem.

Molti di quelli che siedono in Parlamento votarono a favore della riforma ai tempi di Matteo Renzi e diversi non la rinnegano.Qualcuno lo ha detto in chiaro mettendo anche agli atti che non firmerà i referendum ma, complice anche la campagna elettorale per le europee, i malumori restano sottotraccia.  Dall’area riformista gli umori vengono riferiti off the records così: “La firma ha infastidito molti.

Come la libertà di voto e la mancanza di una linea.E anche il fatto che non se ne discute nelle sedi opportune e che le cose vengono apprese dalle agenzie.

In più il merito: bisognerebbe concentrarsi sul futuro e invece si affronta il passato facendo opposizione alle stesse scelte del Pd in un mondo che è completamente cambiato”.A calmare le acque il presidente Stefano Bonaccini per cui “ciascuno è libero di firmare o meno” i referendum Cgil invitando piuttosto a concentrarsi sulle battaglie che il Pd sta portando avanti, a partire dal salario minimo. “Evitiamo di schiacciare il dibattito su una iniziativa referendaria da parte della Cgil: come ha chiarito la segretaria Elly Schlein, il partito non si schiera su autonome iniziative di altri, ma si unisce sulle nostre battaglie da portare in Parlamento e davanti ai cittadini”.  
Battaglia sul salario minimo che Schlein tiene alta: “La riportiamo in Parlamento.

Meloni non può voltare ancora le spalle”.Insieme alla sicurezza sul lavoro che “non è una priorità ma la priorità”, dice di fronte all’ennesima strage oggi in Sicilia.

E alla proposta sulla sanità a sua prima firma.Il Pd ha chiesto di calendarizzarla con urgenza e la segretaria sfida la destra a votarla: “Abbiamo presentato in Parlamento una legge, a mia prima firma, che chiede di aumentare le risorse per la sanità pubblica che la destra sta smantellando.

Questa legge chiede di destinare il 7,5% del Pil alla sanità pubblica: è una media europea, non stiamo parlando di una rivoluzione.Sento Schillaci e Meloni ma le loro parole cozzano con la realtà perché da quando sono al governo la spesa per la sanità è diminuita.

Se vogliono affrontare davvero il tema delle liste di attesa, lo facciano votando con noi questa legge in Parlamento”. Sulla questione del Jobs Act, Dario Nardella mette in guardia dal “lacerarsi” su “una riforma di 10 anni fa” perché “il nostro compito è quello di trovare una sintesi e guardare al futuro con una proposta di riforma complessiva del mondo del lavoro”.Per Andrea Orlando i referendum Cgil possono essere uno stimolo al Parlamento ad affrontare la questione.

Visto che è lì che la politica deve agire: “Le firme possono servire ad aiutare il Parlamento, come è avvenuto in altre occasioni, ad affrontare questo tema.Credo che a questo punto firmare o no per il referendum, almeno nel mio caso,sia irrilevante perché ho presentato un disegno di legge in questa legislatura per modificare in larga parte, proprio in coincidenza con i punti affrontati ora dal referendum, la normativa”.

Giorgio Gori non la pensa così e rivendica la bontà del Jobs Act ma non è stupito dalla scelta di Schlein di firmare: “Mi sembra una cosa coerente con la sua storia politica” ma “siccome firmare sarebbe totalmente incoerente con la mia storia politica, io sicuramente non firmerò”.  Intanto tutta Italia Viva, con Matteo Renzi in testa, va all’attacco frontale. “Paradossalmente, almeno i Cinque Stelle sono sempre stati coerenti.E’ il Pd che ha perso la faccia”.

Renzi provoca soprattutto i riformisti dem: “Mi domando come può uno che era riformista del Pd votare per il Pd che abolisce le leggi fatte quando c’eravamo noi.Noi abbiamo lasciato il Pd perché volevamo continuare a essere riformisti.

La differenza è tra chi vuole sussidi, M5s e Pd, e chi vuole lavoro, Stati Uiniti d’Europa”.A Renzi è Bonaccini a ribattere: “Il Pd perde la faccia?

No, noi non ci schiacciamo su proposte che vengono da altri, liberamente chi vuole nel Pd può firmare i referendum della Cgil ma noi dobbiamo stare sulle battaglie in Parlamento e le opposizioni, lo dico anche a Renzi, dovrebbero portarle avanti insieme”.  Schlein, oggi in Umbria per la campagna elettorale, interviene anche su un altro caso del giorno, quello dello sciopero boicottato in Rai: “Dopo le notizie false, le campagne denigratorie sugli avversari politici e le censure, Telemeloni nega anche il diritto allo sciopero, un principio costituzionale con la complicità dei vertici aziendali su precisi input politici.La Rai così non è più servizio pubblico, diventa appendice e megafono del governo.

Solidarietà ai giornalisti Rai in sciopero”.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Terremoto ai Campi Flegrei: Napoli Svegliata da Scossa 3.2

Una scossa di terremoto di magnitudo 3.2 ha svegliato Napoli oggi, seguita da un nuovo sciame sismico che ha creato paura e allerta nella regione dei Campi Flegrei.Molte famiglie, preoccupate per la sicurezza, hanno scelto di non mandare i bambini a scuola.

Nuovo Sciame Sismico Agita i Campi Flegrei: Napoli Avvertita da Scossa di Magnitudo 3.2

Napoli è stata svegliata da un improvviso terremoto oggi mattina, con una magnitudo di 3.2, che ha scosso i Campi Flegrei.

Questo evento è stato seguito da una serie di scosse, portando ad una notte agitata nella regione.L’evento sismico è stato rilevato poco prima delle 4 del mattino di oggi, martedì 7 maggio, con epicentro sul bordo orientale della Solfatara, secondo i dati registrati dagli strumenti dell’Osservatorio Vesuviano.

La situazione è peggiorata poco dopo, con ulteriori scosse registrate poco prima delle 6 del mattino, con magnitudo 2.0 e 2.9, a distanza di pochi minuti l’una dall’altra (alle 5:53 e 5:57 del mattino).Queste scosse ripetute hanno causato preoccupazione nella popolazione locale, spingendo molte persone a lasciare le proprie case e riunirsi per strada per sicurezza.

A causa di questa attività sismica, molte famiglie nella zona di Pozzuoli hanno deciso di non mandare i loro bambini a scuola oggi, per precauzione.Il Comune di Pozzuoli ha rilasciato una nota informativa dell’INGV, confermando che la regione è attualmente interessata da uno sciame sismico, aumentando l’allerta nella zona.

Trasformazione Militarizzata: La Nuova Russia di Putin sfida l’Occidente

La Russia sotto Putin subisce una trasformazione epocale, abbracciando un’identità ultraconservatrice e militarizzata.L’ascesa del potere rivoluzionario, delineata nell’articolo, evidenzia una società in evoluzione, pronta a confrontarsi con l’Occidente e a imporre un’ideologia autoritaria.

La Russia sotto Putin: Una Trasformazione Militarizzata alla Sfida dell’Occidente

Mosca – Con il persistere di Vladimir Putin nella sua incursione per il controllo dell’Ucraina, emergere una Russia sotto un nuovo profilo: una società militarizzata e regressiva, pronta a sfidare gli Stati Uniti e l’Occidente.

L’insediamento imminente di Putin per il quinto mandato non solo sancirà il suo dominio durato 25 anni, ma anche il passaggio della Russia a quello che alcuni commentatori filo-Cremlino definiscono come un “potere rivoluzionario”, determinato a riscrivere le regole globali e a promuovere l’autocrazia come alternativa legittima alla democrazia.Secondo Dmitri Trenin, analista vicino al Cremlino, la trasformazione in atto in Russia va oltre l’invasione dell’Ucraina, influenzando tutti gli aspetti della società russa, dall’economia alla cultura, dalla politica all’istruzione.

Questo cambiamento epocale, evidenziato dal Washington Post nel documento “Russia, Remastered”, è accelerato dalla guerra e mira a consolidare un’identità ultraconservatrice e patriottica, avversa ai valori occidentali.

La Russia di Putin si sta trasformando attraverso:

– La promozione di valori tradizionali ortodossi, attraverso politiche familiari e sociali che favoriscono l’ultraconservatorismo.
– La riforma dell’istruzione per indottrinare le giovani generazioni con una visione patriottica e militarizzata.
– La sterilizzazione della vita culturale, con la censura di artisti e intellettuali non allineati al regime.
– La promozione dell’attivismo bellico sotto il simbolo “Z”, diffuso in tutta la società.
– La repressione dei diritti delle donne e la promozione della maternità come dovere nazionale.
– La revisione della storia per glorificare figure come Stalin.
– L’equiparazione della critica al regime a atti terroristici.Questo percorso verso una Russia militarizzata e regressiva è giustificato dal Cremlino come difesa dei “valori spirituali e morali tradizionali russi” e come risposta alla presunta minaccia dell’Occidente.

Tuttavia, queste politiche autoritarie hanno comportato una crescente repressione interna, con la polizia antisommossa che reprime la diversità e la dissidenza.Mentre la Russia si prepara a una lunga lotta con l’Occidente, è fondamentale comprendere le implicazioni di questa trasformazione per la stabilità globale e per i diritti umani fondamentali.

Il futuro della Russia è sempre più legato alla sua capacità di bilanciare le ambizioni di potere con il rispetto dei diritti e delle libertà dei suoi cittadini.

fonte: washingtonpost

Russia: “Macron vuole la guerra”: cosa ha detto il presidente francese

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(Adnkronos) –
Emmanuel Macron, i soldati occidentali, l’Ucraina e la Russia.Il copione si ripete, con effetto immediato sui rapporti tra Parigi e Mosca in una fase cruciale della guerra tra Ucraina e Russia.

Il presidente lo scorso 26 febbraio aveva superato la linea rossa non tracciata della geopolitica. “Diversi Paesi membri della Nato e dell’Unione europea considerano l’invio di soldati in territorio ucraino su base bilaterale”, aveva dichiarato all’Eliseo, in occasione della conferenza in sostegno dell’Ucraina a cui avevano preso parte 21 capi di Stato e di governo.  Poi, il 3 maggio, il ministro degli Esteri britannico, David Cameron, aveva a parole rotto un altro tabù, dicendosi favorevole all’uso delle armi fornite da Londra a Kiev per attaccare obiettivi all’interno della Russia. 
L’Ucraina, aveva detto, ”ha assolutamente il diritto” di reagire all’aggressione russa. “Spetta agli ucraini decidere come utilizzare queste armi.Stanno difendendo il loro Paese, sono stati invasi illegalmente da Putin e devono reagire.

Vogliamo essere assolutamente chiari: la Russia ha lanciato un attacco contro l’Ucraina e l’Ucraina ha assolutamente il diritto di contrattaccare la Russia”.  Poi, in una intervista all’Economist pubblicata all’inizio di questo mese, Macron aveva ribadito che l’invio di forze militari in Ucraina non era escluso se Mosca “rompeva le linee del fronte” e se Kiev lo chiedeva, ma “non è il caso oggi”. “Scartarlo a priori, significherebbe non aver tratto insegnamenti dagli ultimi due anni”. Macron ha ribadito le sue dichiarazioni di febbraio. “Assolutamente”, aveva risposto alla domanda se confermava la possibilità di inviare forze francesi in territorio ucraino. “Oggi non c’è consenso fra i Paesi della Nato e dell’Unione europea, per inviare in modo ufficiale, assumere e approvare i loro soldati sul territorio ucraino su base bilaterale”. “Come ho avuto modo di dire, non escludo nulla perché abbiamo a che fare con una persona che non esclude nulla.Siamo stati troppo esitanti formulando dei limiti della nostra azione nei confronti di qualcuno che non ne ha e che è l’aggressore”, aveva detto. Nelle ultime ore, è arrivata la nuova risposta da Mosca.

Le dichiarazioni del presidente francese “colpiscono per la loro irresponsabilità e sconsideratezza”, secondo una nota del ministero degli Esteri russo in relazione alle esercitazioni nucleari tattiche che Mosca ha annunciato ieri. E’ “difficile” percepire le parole pronunciate da Macron, osserva il ministero degli Esteri, se non come “una manifestazione di disponibilità e intenzione di entrare in uno scontro armato diretto con la Russia, il che significherebbe uno scontro militare frontale tra le potenze nucleari”.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Russia annuncia esercitazioni nucleari, oggi il giorno di Putin

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(Adnkronos) – L’annuncio di esercitazioni delle forze nucleari tattiche, il primo pubblico, “nel breve futuro”, in una località non precisata della Russia, precede di qualche ora l’insediamento di Vladimir Putin per il quinto mandato da Presidente, a due giorni dalla giornata della Vittoria che celebra l’anniversario della sconfitta delle forze naziste nel 1945.  Le esercitazioni, su istruzione di Putin al ministero della Difesa, saranno dedicate “ai preparativi e al dispiegamento” delle forze nucleari non strategiche “a operare missioni di combattimento” e hanno come obiettivo quello di “garantire l’integrità territoriale e la sovranità dello Stato russo”, in risposta a “dichiarazioni provocatorie e minacce contro la Russia da parte di certe personalità occidentali”, ha reso noto il ministero della Difesa.   “Dispiegare soldati Nato per confrontare militari russi nell’escalation di tensioni è un passo senza precedenti.E richiede attenzione e misure speciali”, ha spiegato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citando le recenti dichiarazioni di alcuni esponenti occidentali, fra cui Emmanuel Macron, ma anche di personalità Usa e Gb, spiegando di “non aver nulla da aggiungere”.

Prenderanno parte alle esercitazioni, ha precisato il ministero della Difesa, unità missilistiche del Distretto militare meridionale (Caucaso del Nord), sostenute dalle forze aeree e da quelle della marina.Le armi nucleari tattiche, su cui la Russia ha investito molto negli ultimi anni, sono da usare sul campo di battaglia, contrariamente a quelle strategiche, destinate a raggiungere obiettivi lontani dal fronte.   
Intanto, in vista dell’insediamento di oggi di Putin al Cremlino – dopo la rielezione a marzo con l’87,5% dei voti – l’Ue e i suoi Stati membri “stanno ancora discutendo sull’approccio” da tenere di fronte all’invito da parte del presidente russo a partecipare alla cerimonia e “non è stata ancora presa una decisione finale, ha affermato il portavoce dell’Ue per gli Affari Esteri Peter Stano, durante il briefing con la stampa a Bruxelles, precisando che l’Alto Rappresentante Josep Borrell è contrario alla partecipazione dell’Ue domani” alla cerimonia.  “Confermo che è stato mandato un invito ufficiale dal Cremlino – continua – agli Stati membri dell’Ue e alla delegazione dell’Ue a Mosca.

Stiamo discutendo con i nostri Stati membri sulla forma della nostra risposta”, perché “puntiamo sempre ad avere un approccio coordinato, quando è possibile, in politica estera”, ha concluso.  Si sa che non saranno presenti alla parata diplomatici di Lituania, Estonia e Lettonia e della Repubblica Ceca: ieri il ministro degli Esteri, Jan Lipavský, ha annunciato che il governo ha richiamato l’ambasciatore a Mosca e che Praga non sarà rappresentata alla cerimonia di inaugurazione.La Francia sarà rappresentata dal proprio ambasciatore a Mosca, Pierre Levy, come ha indicato all’agenzia Tass una fonte diplomatica francese. A Mosca, poi, nelle ultime ore si sono svolte le prove per la parata sulla Piazza Rossa di giovedì, quando sfileranno, oltre ai carri armati, anche missili tattici Iskander-M, S-400, e missili balistici intercontinentali Yars.

Contrariamente al 2022, pochi mesi dopo l’inizio dell’invasione dell’Ucraina, e al 2023, si leveranno in volo aerei da combattimento Su-30SM, Mig-29 e Su-25.E’ stata invece cancellata, come lo scorso anno, la marcia degli immortali, sfilata di russi con le immagini di un familiare morto nella Grande guerra patriottica.

Ufficialmente, per ragioni di sicurezza.     —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Strage di operai a Casteldaccia, 5 morti per esalazioni nelle fogne

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(Adnkronos) – Succede tutto in pochi attimi.All’improvviso, a Casteldaccia, i tre operai che si trovano nella vasca interrata dell’impianto di sollevamento delle acque reflue dell’Azienda municipale acquedotti (Amap) di Palermo non riescono più a respirare.

Sono intossicati.Restano intrappolati dalle esalazioni di idrogeno di solforato mentre stanno eseguendo dei lavori di manutenzione.

Danno l’allarme.Altri due colleghi entrano nella vasca di acque reflue, ma restano intrappolati anche loro.

Un sesto scende nella vasca per dare una mano, ma perde i sensi anche lui.Il bilancio è tragico: cinque morti e il sesto operaio in coma profondo.

E’ accaduto sulla Strada Statale , a poca distanza dalla casa vitivincola Corvo di Salaparuta, che però è estranea a quanto accaduto.Le vittime erano Epifanio Assazia, 71 anni, il contitolare della ditta Quadrifoglio group srl di Partinico, che stava eseguendo i lavori in appalto, Giuseppe Miraglia, Roberto Raneri, di 50 anni, Ignazio Giordano, di 59 anni e Giuseppe La Barbera.  Quando sono stati soccorsi nessuno di loro indossava la maschera di protezione, prevista dalle norme.

Come conferma all’Adnkronos il Comandante provinciale dei vigili del fuoco di Palermo Girolamo Bentivoglio Fiandra, arrivato subito sul luogo della tragedia. “Non abbiamo trovato le maschere accanto agli operai…Probabilmente, se fossero state prese tutte le precauzioni del caso tutto questo non sarebbe successo”.

Bentivoglio ha confermato che a uccidere gli operai sono state le esalazioni di idrogeno solforato.Lo stesso Comandante ha anche escluso una voce che era circolata nel pomeriggio: “Non c’è stato alcun crollo o cedimento delle fognature”.

Intanto, la Procura di Termini Imerese (Palermo) ha aperto una inchiesta, coordinata da Ambrogio Cartosio, venuto sul luogo della tragedia.Sono quattro, in tutto, gli operai sopravvissuti alla tragedia di Casteldaccia.

Un operaio della società Quadrifoglio group è ricoverato in ospedale in terapia intensiva al Policlinico di Palermo.Si tratta Domenico Viola, di 62 anni, di Partinico.

E’ in coma.Gli altri tre sono in buone condizioni. Nei pressi della vasca di reflui, cammina su e giù l’unico sopravvissuto che sta bene.

Si chiama Giovanni D’Aleo e lavora per l’Amap.Indossa la tuta gialla fosforescente dell’azienda.

Non ha molta voglia di parlare. “All’improvviso ho sentito i miei colleghi che gridavano, e ho dato subito l’allarme.Mi sento un miracolato”, dice all’Adnkronos. “Sono sotto choc.

Non voglio dire altro”.Il giovane è stato anche sentito dalla Polizia ed entro stasera la sua deposizione verrà formalizzata al Commissariato di Bagheria (Palermo).  Intanto, nel pomeriggio arrivano alla spicciolata, accompagnati dalle forze dell’ordine, i familiari delle vittime dell’incidente sul lavoro.

La zona è presidiata da carabinieri e polizia.Piangono, urlano i nomi dei propri cari, si abbracciano.

Cercano risposte, che non arrivano. “Come è potuto succedere?”, continuano a dire.  Gli operai sono arrivati ieri mattina, intorno alle undici, per seguire i lavori lungo la strada statale 113.Lavori decisi dopo le segnalazioni su alcune presunte anomalie della rete fognaria, vicino a un albergo.

Per eseguire i lavori l’Amap ha incaricato la ditta Quadrifoglio Group per ogni attività di verifica del tratto fognario in questione.I lavori, che prevedevano la messa in quota dei pozzetti e la disostruzione con ausilio di autospurgo, sono stati avviati il 29 aprile e sono proseguiti sino ad oggi. “Desidero esprimere il più sincero cordoglio alle famiglie dei lavoratori coinvolti in questa tragedia”, dice Alessandro Di Martino, amministratore unico di Amap, arrivato sul luogo del disastro.  Nel pomeriggio sono andati anche il Prefetto di Palermo Massimo Mariani, il questore Maurizio Calvino e il sindaco di Palermo Roberto Lagalla e di Casteldaccia Giovanni Di Giacinto. “C’è una attività di indagine in corso ed è giusto che l’autorità giudiziaria faccia il suo lavoro.

Sono venuto qui perché si tratta di un evento tragico che colpisce le famiglie delle vittime – dice il Prefetto-.In questo momento non possiamo che esprimere il nostro dolore.

Dobbiamo fare di più e meglio per evitare che si ripetano queste terribili tragedie”.Mentre il sindaco Lagalla dice: “Una tragedia le cui cause sono nelle mani di chi ha il compito di indagare per accertare eventuali responsabilità.

La comunità non può che unirsi al pianto che sempre più frequentemente coinvolge la nostra nazione.Speriamo che sia una spirale che possa essere fermata e certamente il tema delle morti sul lavoro diventa sempre più tragico e sempre più vicino a ciascuno di noi”.  Intanto per oggi i sindacati hanno annunciato uno sciopero generale di 4 ore e di 8 ore per gli edili nella provincia di Palermo.

Lo ha annunciato Piero Ceraulo, segretario degli edili della Cgil di Palermo che insieme ad altri dirigenti sindacali è a Casteldaccia dopo la morte dei 5 operai. È previsto un presidio davanti la Prefettura alle 9. (dall’inviata Elvira Terranova) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gaza, ok di Hamas a proposta di tregua: Israele frena e lancia attacco a Rafah

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(Adnkronos) – Dopo la frenata sui negoziati per la tregua a Gaza, con Israele che ha accusato Hamas di aver approvato una proposta “modificata” rispetto a quella concordata con i mediatori di Qatar ed Egitto e ritenuta “unilaterale” e “inaccettabile” da Tel Aviv, lo Stato ebraico ha lanciato nella tarda serata di ieri un attacco a Rafah.Il raid, che non è chiaro se sia da considerare l’inizio dell’operazione di terra, è stato annunciato subito dopo la nota dell’ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu, dove si spiegava come il gabinetto di guerra israeliano avesse deciso all’unanimità di andare avanti con l’operazione a Rafah “per esercitare pressioni militari su Hamas con l’obiettivo di fare progressi nella liberazione degli ostaggi e per altri obiettivi di guerra”.

Del resto, spiegava ancora la nota, la proposta di tregua approvata dall’organizzazione islamista sarebbe considerata “lontana dalle richieste ritenute fondamentali da Israele”.Allo stesso tempo, però, lo Stato ebraico invierà comunque una delegazione al Cairo per tenere colloqui con i mediatori nel tentativo di trovare un accordo che soddisfi le sue richieste.  Le forze delle Idf “stanno attaccando e operando in modo mirato contro obiettivi dell’organizzazione terroristica Hamas nella zona est di Rafah”.

Così sul social X il portavoce dell’esercito israeliano, Daniel Hagari, ha annunciato nella tarda serata di ieri l’inizio dell’operazione israeliana.A quanto riporta Times of Israele, fonti palestinesi riferiscono che carri armati e truppe israeliane stanno entrando nel valico di Kerem Shalom, bombardando l’area dall’alto e con il fuoco dell’artiglieria. La televisione Al-Aqsa riferisce che i carri armati israeliani stanno sparando contro il valico da circa 200 metri di distanza, distruggendo il terminal che da novembre funge da uno dei principali canali di trasporto degli aiuti a Gaza.

Il valico si trova a circa 3 chilometri dai confini orientali di Rafah, nell’estremo sud di Gaza. Altri rapporti affermano che le forze di terra si stanno spostando nell’area del valico e che gli attacchi aerei stanno colpendo la parte orientale di Rafah.Non vi è alcun commento da parte dell’esercito israeliano sull’azione riportata. Media palestinesi avevano parlano in precdenza di una serie di attacchi israeliani lanciati sui quartieri della zona orientale di Rafah, interessati da un ordine di evacuazione emesso dalle Idf. Nella mattinata di ieri, volantini nella parte orientale della città, messaggi e telefonate con le istruzioni ai palestinesi erano serviti alle Idf ad allertare la popolazione nelle zone che dovevano essere evacuate a Rafah in vista della pianificata offensiva sulla parte meridionale della Striscia di Gaza, riportava il Times of Israel, citando l’ordine di evacuazione lanciato dall’esercito israeliano che stava inoltre dando indicazioni su quali percorsi prendere per raggiungere una zona umanitaria designata. A dare ufficialmente l’annuncio sul via libera alla proposta era stato il capo dell’ufficio politico di Hamas, Ismail Haniyeh, che ha informato il primo ministro del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, e il capo dell’intelligence egiziana, Abbas Kamal, del sì del movimento palestinese alla proposta dei due Paesi arabi per un cessate il fuoco, ha riferito Hamas in una nota. “La palla è nel campo di Israele”, aveva dichiarato un funzionario dell’organizzazione islamista, con Hamas che ha affermato di aver accettato la proposta dei due Paesi dopo aver “ricevuto garanzie dagli Stati Uniti per arrivare a un cessate il fuoco permanente e al ritiro di Israele da Gaza al termine della terza e ultima fase dell’accordo”, ha detto una fonte del gruppo al canale saudita Asharq. “I mediatori ci hanno detto che il presidente degli Stati Uniti Joe Biden è chiaramente impegnato a garantire l’attuazione dell’accordo”, ha poi detto ad al-Jazeera Khalil al-Hayya, vice del leader di Hamas.

Secondo il numero due di Sinwar, l’accordo prevede che “il primo giorno della prima fase” ci sia “un chiaro impegno a sospendere temporaneamente le operazioni militari”.Al-Hayya ha riferito che “la proposta include, nella sua seconda fase, l’annuncio della cessazione permanente delle operazioni militari” a Gaza. “Stiamo aspettando la risposta degli occupanti alla nostra approvazione della proposta di cessate il fuoco”, ha concluso. Secondo quanto riportava tuttavia una fonte politica israeliana citata da Sky News Arabia, Hamas avrebbe dato l’ok a una proposta di cessate il fuoco ‘modificata’ dall’Egitto e, quindi, non alla versione su cui ci sarebbe un consenso generale da parte dello Stato ebraico.

Fonti israeliane hanno detto a Ynet News che la proposta di Egitto e Qatar sul cessate il fuoco accettata da Hamas è unilaterale, non coinvolge Israele e non è accettabile.I negoziatori israeliani la stanno comunque esaminando. “E’ il solito trucco, non è vero che Hamas ha accettato” la proposta dei mediatori, ha intanto dichiarato il ministro dell’Economia israeliano Nir Barkat incontrando i giornalisti a Roma.

La notizia arriva nel giorno in cui il governo israeliano ha approvato all’unanimità il lancio dell’offensiva militare su Rafah. “C’è solo una risposta ai trucchetti di Hamas: un ordine immediato per conquistare Rafah, aumentare la pressione militare e continuare a schiacciare Hamas fino alla sua completa sconfitta”, scrive quindi su X il ministro israeliano per la Sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir.Poi, quindi, l’annuncio dell’attacco a Rafah. Quella dei mediatori arabi è una nuova proposta a tutti gli effetti.

Secondo quanto riportano i media arabi e israeliani, la prima fase vedrebbe un cessate il fuoco di sei settimane e il rilascio di 33 ostaggi in vita – donne, bambini, anziani e malati – in cambio della liberazione di centinaia di prigionieri palestinesi.Fonti citate da al-Arabiya sostengono che l’accordo preveda anche il ritiro delle forze israeliane dal centro di Gaza nella prima fase e lo stop delle operazioni militari nei cieli di Gaza per 10 ore al giorno. Il dirigente di Hamas, Khalil al-Hayya, ha spiegato ad al-Jazeera, che questa fase includerebbe anche il ritorno dei palestinesi sfollati nelle loro case e un incremento degli aiuti umanitari a Gaza, in particolare carburante e materiali di soccorso.

Tuttavia, secondo al-Hayya, sarebbero 50 i prigionieri palestinesi liberata per ogni donna ancora nelle mani di Hamas che verrebbe rilasciata. Nella seconda fase, ha aggiunto il dirigente di Hamas, il movimento palestinese rilascerebbe i prigionieri maschi per un numero indeterminato di prigionieri palestinesi.La terza fase dell’accordo prevederebbe l’avvio di un piano di ricostruzione di Gaza per un periodo dai tre ai cinque anni.

Altre fonti citate da Sky News Arabia sostengono che nella seconda fase ci sarebbe l’interruzione permanente delle operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Calzona:”Tutte queste voci sul futuro non fanno bene!”

Dopo Udinese-Napoli terminata 1-1, il tecnico degli azzurri, Francesco Calzona, è intervenuto nel post partita del posticipo di questo lunedì.Ecco le parole del mister.

Le parole di Calzona

Sulla partita

“Nel primo tempo dovevamo muovere la loro difesa a 5 che altrimenti sarebbe diventata un muro, ma il giro palla è stato macchinoso.

Nel secondo tempo abbiamo migliorato il giro palla, peccato che per la terza partita di fila nel finale ci manca la vittoria”

Sullo 0-2 non fatto

“Sapevamo di doverla chiudere perché in questa annata prendiamo sempre gol.Raddoppiare ci avrebbe reso la vita più semplice.

Sapevamo che dovevamo muovere la loro linea nel primo tempo e non l’abbiamo fatto”

Restare a Napoli con un ruolo nello Staff?

“A me non è stato proposto niente, se il Napoli prenderà un allenatore porterà il suo staff.Non credo sia possibile uno scenario del genere”

Calzona ribadisce di fatti le parole già dette qualche settimana fa.

Sull’Europa

“Tutte queste voci sul futuro non ci hanno aiutato, ma vanno accettate perché Napoli è una grande piazza.

Non è una giustificazione, ho ripetuto ancora alla squadra che possiamo raggiungere l’Europa.Qualcosa abbiamo migliorato ma non basta, bisogna fare di più per vincere le partite”

 

 

Eurovision 2024, incidente durante le prove: cantante cade – Video

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(Adnkronos) – Alyona Alyona, cantante ucraina che si appresta a partecipare all’Eurovision 2024 a Malmo, cade rovinosamente sul palco durante una prova.L’artista, riferiscono i media ucraini, non si è rialzata e ha proseguito l’esibizione senza riporare per fortuna danni rilevanti.

L’Ucraina parteciperà all’Eurovision Song Contest 2024 con “Teresa & Maria” eseguita da Alyona Alyona e Jerry Heil. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Udinese-Napoli 1-1, gol di Osimhen e Success

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(Adnkronos) – Finisce 1-1 Udinese-Napoli, ultimo posticipo della 35ma giornata di Serie A, giocato al Bluenergy Stadium.A sbloccare il match, fermo allo 0-0 nel primo tempo, è al 51′ Osimhen di testa su assist di Politano.

In extremis la rimonta dei friulani, con Success che segna al 92′.Il Napoli, con 51 punti, è ottavo e rischia di perdere il treno europeo.

L’Udinese, a quota 30, è terz’ultima. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Udinese-Napoli 1-1, azzurri beffati nel recupero!

Udinese-Napoli va in scena per il posticipo della trentacinquesima giornata di Serie A.L’ultima volta che gli azzurri hanno giocato in Friuli hanno festeggiato il terzo tricolore, oggi dopo 3 allenatori e tutta una stagione, le ambizioni sono più che ridimensionate.

Primo tempo

Il primo tempo non ha nulla da segnalare.

Zero tiri in porta da ambedue le parti e nessun’azione eclatante.Spica solamente una punizione di Lindstrom che sembrava un tiro-cross intorno all’undicesimo.

Secondo tempo Udinese-Napoli

Quarantaseiesimo, arriva il primo tiro in porta della partita.

Cajuste recupera palla in area e calcia rasoterra sul primo palo, ma il portiere blocca in due tempi.Cinquantunesimo, Politano sulla fascia crossa col destro per la testa di Osimhen che appoggia sul secondo palo con l’ausilio del palo, 0-1 Napoli!

Settantesimo, calcio d’angolo per l’Udinese, Samardzic batte sul primo palo e Meret si fa trovare coi riflessi pronti.Ottantesimo, coast to coast di Lobotka, che arriva in area e passa ad Osimhen defilato che calcia di prima a giro sul secondo palo facendo 0-2.

La posizione del nigeriano è però irregolare quindi la rete viene annullata.Novantaduesimo, la pareggia l’Udinese, Success recupera il pallone in area e calcia, la palla rimbalza d’avanti a Meret che viene messo fuori causa e la palla va in rete, 1-1.

Il Napoli non vince per la quarta partita di fila, gli azzurri ora possono quasi definitivamente dire addio alla Champions dopo essersi già scuciti lo scudetto qualche settimana fa.