Trasformazione Militarizzata: La Nuova Russia di Putin sfida l’Occidente

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La Russia sotto Putin subisce una trasformazione epocale, abbracciando un’identità ultraconservatrice e militarizzata. L’ascesa del potere rivoluzionario, delineata nell’articolo, evidenzia una società in evoluzione, pronta a confrontarsi con l’Occidente e a imporre un’ideologia autoritaria.

La Russia sotto Putin: Una Trasformazione Militarizzata alla Sfida dell’Occidente

Mosca – Con il persistere di Vladimir Putin nella sua incursione per il controllo dell’Ucraina, emergere una Russia sotto un nuovo profilo: una società militarizzata e regressiva, pronta a sfidare gli Stati Uniti e l’Occidente. L’insediamento imminente di Putin per il quinto mandato non solo sancirà il suo dominio durato 25 anni, ma anche il passaggio della Russia a quello che alcuni commentatori filo-Cremlino definiscono come un “potere rivoluzionario”, determinato a riscrivere le regole globali e a promuovere l’autocrazia come alternativa legittima alla democrazia.

Secondo Dmitri Trenin, analista vicino al Cremlino, la trasformazione in atto in Russia va oltre l’invasione dell’Ucraina, influenzando tutti gli aspetti della società russa, dall’economia alla cultura, dalla politica all’istruzione. Questo cambiamento epocale, evidenziato dal Washington Post nel documento “Russia, Remastered”, è accelerato dalla guerra e mira a consolidare un’identità ultraconservatrice e patriottica, avversa ai valori occidentali.

La Russia di Putin si sta trasformando attraverso:

– La promozione di valori tradizionali ortodossi, attraverso politiche familiari e sociali che favoriscono l’ultraconservatorismo.
– La riforma dell’istruzione per indottrinare le giovani generazioni con una visione patriottica e militarizzata.
– La sterilizzazione della vita culturale, con la censura di artisti e intellettuali non allineati al regime.
– La promozione dell’attivismo bellico sotto il simbolo “Z”, diffuso in tutta la società.
– La repressione dei diritti delle donne e la promozione della maternità come dovere nazionale.
– La revisione della storia per glorificare figure come Stalin.
– L’equiparazione della critica al regime a atti terroristici.

Questo percorso verso una Russia militarizzata e regressiva è giustificato dal Cremlino come difesa dei “valori spirituali e morali tradizionali russi” e come risposta alla presunta minaccia dell’Occidente. Tuttavia, queste politiche autoritarie hanno comportato una crescente repressione interna, con la polizia antisommossa che reprime la diversità e la dissidenza.

Mentre la Russia si prepara a una lunga lotta con l’Occidente, è fondamentale comprendere le implicazioni di questa trasformazione per la stabilità globale e per i diritti umani fondamentali. Il futuro della Russia è sempre più legato alla sua capacità di bilanciare le ambizioni di potere con il rispetto dei diritti e delle libertà dei suoi cittadini.

fonte: washingtonpost


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