Ci sono calciatori che vengono ricordati per i gol, altri per i trofei conquistati. E poi ci sono uomini che riescono a lasciare un segno ben oltre il terreno di gioco, entrando per sempre nel cuore di chi li ha conosciuti e sostenuti. Giuseppe, “Peppino”, Rizza appartiene a questa categoria. A sei anni dalla sua prematura scomparsa, il suo ricordo continua a vivere attraverso il calcio, lo sport che ha rappresentato la sua più grande passione.
Lunedì 6 luglio, a Noto, città che gli ha dato i natali, andrà in scena la sesta edizione del Memorial Peppino Rizza – Freccia del Sud, appuntamento ormai diventato una tradizione per amici, familiari, ex compagni di squadra e tifosi che vorranno rendergli omaggio. A partire dalle ore 18, il calcio tornerà a essere il linguaggio universale del ricordo, trasformando una semplice manifestazione sportiva in un momento di condivisione e di profonda emozione.
Per Castellammare di Stabia e per il popolo gialloblù, il nome di Peppino Rizza occupa un posto speciale. Durante la sua esperienza con la Juve Stabia seppe conquistare tutti grazie alle sue qualità umane e sportive. Terzino di spinta, dotato di grande velocità e tecnica, era capace di percorrere instancabilmente la fascia, mettendo sempre il gruppo davanti a qualsiasi interesse personale.
La sua determinazione e il suo spirito di sacrificio fecero di lui un punto di riferimento nello spogliatoio e uno dei calciatori più apprezzati dai tifosi stabiesi. Non era soltanto un giocatore affidabile, ma un professionista esemplare che affrontava ogni allenamento e ogni partita con la stessa intensità e lo stesso entusiasmo.
Nel corso della sua carriera, Rizza ha indossato con orgoglio le maglie di numerose squadre, costruendo un percorso importante tra i professionisti e lasciando ovunque il ricordo di un ragazzo serio, disponibile e profondamente legato ai valori autentici dello sport. Ovunque abbia giocato, è riuscito a farsi apprezzare non solo per le sue qualità tecniche, ma soprattutto per il suo carattere e per il rispetto mostrato verso compagni, avversari e tifosi.
La sua improvvisa scomparsa, avvenuta sei anni fa, ha colpito profondamente il mondo del calcio, lasciando un vuoto che il tempo non è riuscito a colmare. Proprio per questo il Memorial rappresenta qualcosa di molto più grande di un semplice torneo: è il modo con cui chi gli ha voluto bene continua a far vivere la sua memoria.
Anche quest’anno la manifestazione inizierà con le gare dedicate ai più giovani. Una scelta dal forte valore simbolico, perché racconta perfettamente la storia di Peppino, cresciuto sui campi di provincia grazie al talento, ma soprattutto attraverso il sacrificio quotidiano, la determinazione e la voglia di inseguire il proprio sogno. Un messaggio importante per le nuove generazioni di calciatori, chiamate a raccogliere quell’eredità fatta di impegno, umiltà e rispetto.
Il Memorial sarà anche l’occasione per ritrovare tanti ex compagni di squadra, amici e tifosi che, anno dopo anno, continuano a stringersi attorno alla famiglia Rizza. Sarà una giornata in cui il risultato passerà inevitabilmente in secondo piano, lasciando spazio ai sorrisi, ai racconti e ai ricordi di chi ha condiviso con Peppino un pezzo di vita.
Per i tifosi della Juve Stabia sarà un momento particolarmente sentito. La maglia gialloblù è stata una delle tappe più significative della sua carriera e ancora oggi il suo nome viene pronunciato con affetto e gratitudine. Le sue cavalcate sulla fascia, la generosità con cui affrontava ogni partita e quel modo genuino di vivere il calcio sono immagini che il tempo non ha cancellato.
Il 6° Memorial Peppino Rizza si conferma così non solo come un evento sportivo, ma come una celebrazione dei valori più autentici del calcio. Quelli che parlano di amicizia, appartenenza, rispetto e memoria. Valori che Peppino ha incarnato dentro e fuori dal campo e che continuano a ispirare chi lo ha conosciuto.
L’appuntamento è fissato per lunedì 6 luglio 2026 a Noto. Sarà un pomeriggio di sport e di emozioni, ma soprattutto un’occasione per ricordare che alcuni campioni non smettono mai di correre. Continuano a farlo nei ricordi di chi li ha amati, nei racconti tramandati ai più giovani e nell’affetto di una comunità che, sei anni dopo, non ha mai smesso di pronunciare con orgoglio il nome di Peppino Rizza.




