In un momento di estrema incertezza e tensione per il futuro della Juve Stabia, riceviamo e pubblichiamo l’accorato appello di Enzo Rubicondo uno dei tanti tifosi in apprensione per le sorte delle Vespe. Una nota che non è solo un invito alla mobilitazione, ma un vero e proprio manifesto d’amore verso la maglia gialloblù, attualmente “ostaggio” di una situazione societaria paradossale dopo l’acquisizione delle quote da parte di Francesco Agnello e la sua successiva irreperibilità.
L’appuntamento è fissato per sabato 9 maggio, alle ore 16:00, presso l’Hotel Miramare in Villa Comunale. Un grido di battaglia pacifico ma fermo, che chiama a raccolta non solo il tifo organizzato, ma l’intera città di Castellammare di Stabia.
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Il messaggio di Enzo Rubicondo
“Per molti questo numero non ha alcun significato; è come il codice fiscale di ogni singolo individuo, qualcosa che interessa prettamente a noi stessi, ai nostri cari o a chi ci vuole bene. Viene utilizzato solo per compilare scartoffie, eppure questo numero è il nostro: queste cinque cifre sono la matricola della nostra Juve Stabia, il suo codice identificativo nelle stanze della burocrazia calcistica italiana.
In queste settimane di ansia e aspettative, tra continui ‘state sereni’, messaggi inoltrati e passaparola, ne abbiamo viste di tutti i colori: dalle notizie inventate di sana pianta (che odio profondamente e che servono solo ai nemici) agli isterismi collettivi. Abbiamo cercato speranze persino nelle parole dei meno esperti, improvvisatisi professionisti della materia; d’altronde tutto fa brodo per alimentare quella fiamma che ognuno di noi ha nel cuore.
Molte volte, involontariamente — almeno spero — abbiamo arrecato danno alla stessa Juve Stabia, forse per la troppa foga di trovare una soluzione o una parola di conforto per noi e per gli altri. Si sono scatenate le solite guerre intestine: c’è chi difendeva qualcuno per razionalità, chi per amore e chi per secondi fini. Hanno cercato di dividerci; il motto ‘divide et impera’ è sempre attuale nella nostra città. Molti sono caduti nei ‘trappoloni’ — ci sono cascato pure io, mi sono fatto male e mi sono rialzato — ma d’altronde è la vita, è sempre stato così.
Sabato il cuore della città ci ha chiamato ‘alle armi’ (in senso figurato, s’intende). Sabato bisogna scendere in campo, in Villa Comunale, uno di fianco all’altro: Ultras, tifosi, donne, bambini e semplici cittadini, armati solo di amore, passione e attaccamento a quel numero: 60442!
Sabato va difeso il codice fiscale di tutti noi; vanno messe da parte antipatie e divergenze. Siamo sulla stessa barca in un mare tempestoso, sotto una pioggia copiosa e un vento pieno di cattiveria, con un gruppo di avvoltoi che ci gira intorno. Nessuno deve cadere da questa nave: dobbiamo portarla nderr a ren e ripartire proprio da lì, a terraferma!
Sabato chi non c’è si faccia da parte. Questa giornata è più importante degli spareggi persi, persino della gara del Flaminio. Sabato non si difende un sogno, una categoria o un risultato sportivo: sabato difendiamo la vita, la nostra vita e la nostra dignità di cittadini stabiesi.
Deve esserci il Consiglio Comunale al completo: ogni consigliere e ogni assessore deve essere al nostro fianco con la propria famiglia. Devono esserci gli ex sindaci, i deputati di ieri e di oggi, le maestranze di Fincantieri — che quando sono scese in piazza hanno trovato i tifosi e gli Ultras al loro fianco — e i lavoratori della ex Meridbulloni. Sabato devono esserci i ragazzi degli oratori e delle scuole calcio di Castellammare.
Dovrebbero scendere tutti in Villa: sabato può essere la resa dei conti contro chi ci vuole morti. Sabato si fa la storia!
Forza Juve Stabia… Ti amo!“
Un’intera città chiamata a raccolta
L’appello di Rubicondo è chiaro: la questione Juve Stabia non riguarda solo l’ambito sportivo, ma tocca il tessuto sociale e l’identità stessa di Castellammare. La sparizione dai radar della nuova proprietà ha creato un vuoto che i tifosi intendono colmare con la presenza fisica e il calore della piazza.
L’invito alle autorità e ai lavoratori delle grandi realtà industriali del territorio sottolinea la volontà di creare un fronte comune. La matricola 60442 non è solo un numero, è il simbolo di una tradizione che la città non è disposta a veder svanire nel nulla.




