La rete social non perdona chi inquina. È costata cara l’abitudine di utilizzare le strade cittadine come una discarica a cielo aperto per un uomo residente nella zona, identificato e denunciato questa mattina per reati ambientali.
A far scattare l’operazione sono state le immagini circolate nelle ultime ore sul web, che ritraevano l’autore dello sversamento abusivo colto in flagrante mentre abbandonava rifiuti speciali, nello specifico vecchi pezzi di carrozzeria, lungo via Schito, nella zona nord di Castellammare di Stabia.
Punti Chiave Articolo
L’Indagine e l’Intervento
Il tam-tam sui social network non è sfuggito all’attenzione degli agenti del Nucleo della Polizia Ambientale della Polizia Municipale. I militari hanno immediatamente avviato gli accertamenti, analizzando minuziosamente i filmati diffusi in rete.
L’attività investigativa, condotta dal comandante Francesco Del Gaudio e coordinata sul campo dal maggiore Vincenzo Bisogni, ha permesso in tempi record di incrociare i dati visivi con le banche dati, risalendo così all’identità del conducente del veicolo utilizzato per il trasporto e lo scarico illegale del materiale.
Le Conseguenze: Denuncia e Sequestro
Una volta rintracciato, per l’uomo è scattata inevitabilmente la denuncia per reati ambientali. Ma i provvedimenti non si sono limitati alla sola segnalazione all’Autorità Giudiziaria.
Per impedire la reiterazione del reato, le forze dell’ordine hanno proceduto al sequestro penale dell’automobile impiegata per commettere l’illecito. Il veicolo è stato affidato a un custode giudiziario, venendo così definitivamente sottratto alla disponibilità del trasgressore.
L’operazione di questa mattina conferma l’alta attenzione delle autorità cittadine e della Polizia Municipale nel contrasto agli sversamenti abusivi, un fenomeno che deturpa il territorio stabiese. In questo caso, il senso civico (tramite la diffusione delle immagini) e il tempestivo intervento delle forze dell’ordine hanno lavorato in perfetta sinergia per assicurare alla giustizia l’ennesimo “furbetto” dei rifiuti.





Lascia un commento