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COVID19 Monitoraggio Fase 2 del 18 settembre 2020: “Contagi in aumento”

COVID19 Monitoraggio Fase 2 Report settimanale: “Contagi in aumento e rialzo età media. Fondamentale mantenere misure di precauzione” – VIDEO

 COVID19 Monitoraggio Fase 2 del 18 settembre 2020: “Contagi in aumento e rialzo età media”

COVID19 in Italia viene trasmesso prevalentemente in contesti domiciliari e familiari con trasmissione del virus dalle fasce di età più giovanili a quelle più anziane. Si raccomanda di adottare precauzioni in particolare per proteggere le persone più fragili (anziani, persone con patologie pre-esistenti) in ambito familiare.

Punti chiave:

  • · Si riporta una analisi dei dati relativi al periodo 7-13 settembre 2020. Per i tempi che intercorrono tra l’esposizione al patogeno e lo sviluppo di sintomi e tra questi e la diagnosi e successiva notifica, verosimilmente molti dei casi notificati in questa settimana hanno contratto l’infezione tra la fine di agosto e l’inizio di settembre. Alcuni dei casi identificati tramite screening, tuttavia, potrebbero aver contratto l’infezione in periodi antecedenti.
  • · Si conferma un aumento nei nuovi casi segnalati in Italia per la settima settimana consecutiva con una incidenza cumulativa (dati flusso ISS) negli ultimi 14 gg (periodo 31/8-13/9) di 29.63 per 100.000 abitanti. La maggior parte dei casi (81,9%) continua ad essere contratta sul territorio nazionale, con diminuzione dei casi importati da stato estero (10,8% dei nuovi casi diagnosticati nella settimana di monitoraggio). Nel 7,3% dei casi l’informazione non è indicata.  È in diminuzione da due settimane la percentuale casi importati da altra Regione/PA (5,5% nella settimana corrente).
  • Durante l’estate in Italia, come in Europa, si è verificata una transizione epidemiologica dell’epidemia da SARS-CoV-2 con una aumentata circolazione del virus in un contesto di avanzata riapertura delle attività commerciali (inclusi luoghi di aggregazione) e di aumentata mobilità intra e inter nazionale in una popolazione più giovane.
  • Da tre settimane tuttavia si assiste ad un ulteriore cambiamento epidemiologico. Si confermano i segnali rilevati la scorsa settimana di una maggiore trasmissione in ambito domiciliare/familiare con circolazione del virus anche tra persone con età più avanzata.È infatti ancora in aumento l’età mediana dei casi diagnosticati (41 anni nella settimana di monitoraggio) ed il 35% dei nuovi casi diagnosticati nella settimana di monitoraggio ha un’età maggiore di 50 anni.
  • Le dinamiche di trasmissione si mantengono estremamente fluide: si continuano ad osservare focolai associati ad attività ricreative (invariati rispetto alla scorsa settimana di monitoraggio) con un ulteriore aumento della trasmissione in ambito familiare/domestico (73,6% di tutti i focolai attivi nella settimana di monitoraggio per cui è indicato il contesto di probabile esposizione).
  • A partire da giugno, probabilmente per effetto delle riaperture del 4 e 18 maggio e del 3 giugno, a livello nazionale si è notato un leggero ma costante incremento dell’indice di trasmissione nazionale (Rt) che ha superato la soglia di 1 intorno al 16 agosto 2020.  Nel periodo 27 agosto al 9 settembre 2020 l’Rt calcolato sui casi sintomatici è pari a 0,92 (95% CI: 0.79 – 1.17), al di sotto di 1 nel suo valore medio dopo due settimane. Per dettagli sulle modalità di calcolo ed interpretazione dell’Rt riportato si rimanda all’approfondimento disponibile sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità.

 Bisogna tuttavia interpretare con cautela l’indice di trasmissione nazionale in questo particolare momento dell’epidemia. Infatti, Rt calcolato sui casi sintomatici, pur rimanendo l’indicatore più affidabile a livello regionale e confrontabile nel tempo per il monitoraggio della trasmissibilità, potrebbe sottostimare leggermente la reale trasmissione del virus a livello nazionale. Pertanto l’Rt nazionale deve essere sempre interpretato tenendo anche in considerazione il dato di incidenza.

· Anche in questa settimana di monitoraggio sono stati diagnosticati nuovi casi di infezione da SARS-CoV-2 in tutte le Regioni/PPAA. Nella settimana di monitoraggio il 30,0% dei nuovi casi diagnosticati in Italia è stato identificato tramite attività di screening, mentre il 35,2% nell’ambito di attività di contact tracingI rimanenti casi sono stati identificati in quanto sintomatici (28,7%) o non è riportata la ragione dell’accertamento diagnostico (6,1%). Quindi, complessivamente, il 65,2% dei nuovi casi sono stati diagnosticati grazie alla intensa attività di screening e alla indagine dei casi con identificazione e monitoraggio dei contatti stretti.

· Il virus oggi circola in tutto il Paese. Dieci Regioni/PPAA hanno riportato un aumento nel numero di casi diagnosticati rispetto alla settimana precedente (flusso ISS) che non può essere attribuito unicamente ad un aumento di casi importati da stato estero e/o da altra Regione. In quasi tutte le Regioni/PPAA continua ad essere segnalato un numero elevato di nuovi casi e si osserva un trend sostanzialmente in aumento da diverse settimane. Focolai sono riportati nella quasi totalità delle province (101/107) e tutte le Regioni/PA hanno riportato almeno un nuovo focolaio nella settimana di monitoraggio. Questo deve invitare alla cautela in quanto denota che nel Paese la circolazione di SARS-CoV-2 è sempre più rilevante. Rispetto al periodo 17-30 agosto 2020, in quasi tutte le Regioni si osserva un aumento del tasso di occupazione dei posti letto dedicati sia in area medica che in terapia intensiva. A livello nazionale il tasso di occupazione in area medica è aumentato dall’2% al 4% mentre il tasso di occupazione in terapia intensiva dal 1% al 2%, con valori superiori al 5% per alcune Regioni. Sebbene, non siano ancora stati identificati segnali di sovraccarico dei servizi sanitari assistenziali, la tendenza osservata potrebbe riflettersi in un maggiore impegno. Si conferma, inoltre, l’importante e crescente impegno dei servizi territoriali (Dipartimenti di Prevenzione) per far sì che i focolai presenti siano prontamente identificati ed indagati.

· Nella settimana di monitoraggio sono stati riportati complessivamente 2397 focolai attivi di cui 698 nuovi (la definizione adottata di focolaio prevede la individuazione di 2 o più casi positivi tra loro collegati), entrambi in aumento per la settima settimana consecutiva (nella precedente settimana di monitoraggio erano stati segnalati 2280 focolai attivi di cui 691 nuovi). Questo comporta un sempre maggiore impegno dei servizi territoriali nelle attività di ricerca dei contatti che sono riusciti finora a contenere la trasmissione locale del virus.

Conclusioni:

  • In Italia si osserva un lento e progressivo peggioramento dell’epidemia di SARS-Cov-2, sebbene con un andamento più contenuto rispetto a quello osservato in altri Paesi europei. Anche in questa settimana si rileva una trasmissione diffusa del virus su tutto il territorio nazionale, che provoca focolai anche di dimensioni rilevanti e spesso associati ad attività ricreative che comportano assembramenti e violazioni delle regole di distanziamento fisico sia sul territorio nazionale che all’estero.
  • Nelle due ultime settimane si è osservato un amento significativo dell’età mediana alla diagnosi. Questo è probabilmente dovuto ad una trasmissione dalla popolazione più giovane a quella più fragile o anziana, soprattutto all’interno della famiglia: questo si riflette in un maggiore impegno dei servizi ospedalieri. Si raccomanda quindi di adottare tutte le opportune precauzioni anche in ambito familiare.
  • Il numero di nuovi casi di infezione rimane nel complesso inferiore rispetto a quello di altri Paesi europei, ma con un aumento da sette settimane consecutive. Il rispetto delle misure di prevenzione e della quarantena raccomandate dalle autorità sanitarie resta un elemento cruciale ed ineludibile per contrastare la diffusione dell’infezione. D’altro canto l’aumento delle capacità di offerta diagnostica deve essere accompagnato dal potenziamento dei servizi territoriali per la ricerca dei casi e la gestione dei contatti, inclusa la quarantena dei contatti stretti e l’isolamento immediato dei casi secondari. La riduzione nei tempi tra l’inizio della contagiosità e l’isolamento resta un elemento fondamentale per il controllo della diffusione dell’infezione.
  • È quindi necessario mantenere elevata la resilienza dei servizi territoriali, continuare a rafforzare la consapevolezza e la compliance della popolazione al rispetto delle misure di controllo, realizzare la ricerca attiva ed accertamento diagnostico di potenziali casi, l’isolamento dei casi, la quarantena dei loro contatti stretti. Queste azioni sono fondamentali per controllare la trasmissione ed eventualmente identificare rapidamente e fronteggiare recrudescenze epidemiche.
  • È essenziale mantenere elevata l’attenzione e continuare a rafforzare le attività di “contact tracing” (ricerca dei contatti) in modo da identificare precocemente tutti i potenziali focolai di trasmissione e continuare a controllare l’epidemia. Per questo rimane fondamentale mantenere una elevata consapevolezza della popolazione generale circa il peggioramento della situazione epidemiologica e sull’importanza di continuare a rispettare in modo rigoroso tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l’igiene individuale, l’uso delle mascherine e il distanziamento fisico.Si ribadisce la necessità di rispettare i provvedimenti quarantenari e le altre misure raccomandate dalla autorità sanitarie sia per le persone che rientrano da Paesi per i quali è prevista la quarantena, e sia a seguito di richiesta dell’autorità sanitaria essendo stati individuati come contatti stretti di un caso. Sebbene i servizi territoriali siano riusciti finora a contenere la trasmissione locale del virus, viene ripetutamente segnalato un carico di lavoro eccezionale che rischia di compromettere la tempestiva gestione dei contatti oltre che non assicurare le attività non-collegate a questa emergenza.
  • La situazione descritta in questo report, relativa prevalentemente ad infezioni contratte tra fine agosto ed inizio di settembre 2020, conferma la presenza di importanti segnali di allerta legati ad un aumento della trasmissione locale. Al momento i dati confermano l’opportunità di mantenere le misure di prevenzione e controllo già adottate dalle Regioni/PPAA e essere pronti alla attivazione di ulteriori interventi in caso di evoluzione in ulteriore peggioramento.
  • Si raccomanda alla popolazione di prestare particolare attenzione al rischio di contrarre l’infezione in situazioni di affollamento in cui si osserva un mancato rispetto delle misure raccomandate e durante periodi di permanenza in Paesi o aree con una più alta circolazione virale. In questi casi, si raccomanda di prestare responsabilmente particolare attenzione alle norme comportamentali di prevenzione della trasmissione di SARS-CoV-2, in particolare nei confronti di fasce di popolazione più vulnerabili.

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Cristina Adriana Botis

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Arrestati a Palermo i titolari di fatto di una comunità alloggio per anziani

La comunità alloggio era stata chiusa per maltrattamenti aggravati e ora i due titolari, marito e moglie, sono stati arrestati.

Ci eravamo occupati del caso in un precedente articolo “11 Gennaio 2020 Palermo, anziano immobilizzato e picchiato a letto in una casa di riposo … Un anziano immobilizzato, imbavagliato e percosso in una comunità alloggio a Palermo. Un blitz della Polizia di Stato, operazione “Anni neri”, ha dato esecuzione alla misura cautelare, emessa dal Gip, del divieto di dimora nei Comuni di Palermo, Altofonte, Belmonte Mezzagno, Ficarazzi, Monreale, Misilmeri, Villabate e Bagheria, nei confronti di cinque indagati responsabili a vario titolo di maltrattamenti aggravati. Uno degli indagati percepiva il reddito di cittadinanza.

Adesso, agenti della Polizia di Stato in servizio presso il Commissariato di P.S. Zisa Borgonuovo hanno dato esecuzione alla misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di RICCOBONO Michele c. 56 e CAMARDA Brigida, cl. 61, già titolari di fatto della Comunità Alloggio “Anni Azzurri”, che era stata chiusa lo scorso 8 Gennaio a seguito dell’esecuzione delle misure cautelari del divieto di dimora emesse dal GIP di Palermo.

È stato ripristinato, inoltre, il divieto di dimora nei comuni di Palermo, Altofonte, Belmonte Mezzagno, Ficarazzi, Monreale, Misilmeri, Villabate e Bagheria per il figlio RICCOBONO Edoardo, cl. 91.

All’indomani dell’emissione dell’originaria ordinanza applicativa di misure cautelari dello scorso 3 gennaio, la Procura della Repubblica aveva proposto appello avverso il Divieto di dimora nei Comuni di Palermo, Altofonte, Belmonte Mezzagno, Ficarazzi, Monreale, Misilmeri, Villabate e Bagheria ed il Tribunale del Riesame, nel mese di Marzo, aveva accolto in parte il predetto ricorso applicando a tutti 5 cinque gli indagati la misura più grave degli arresti domiciliari: misura tuttavia sospesa dal ricorso per Cassazione presentato da 4 dei 5 indagati.

BRIOLOTTA Rosa, la badante notturnista, che aveva rinunciato ab origine alla sospensione dell’esecuzione, di fatto accettandone il corso, si trova già agli arresti domiciliari dallo scorso 8 Maggio.

Ieri la Suprema Corte ha rigettato il ricorso proposto dai tre indagati, facendo venire meno la “sospensiva” in corso e rendendo quindi esecutiva l’ordinanza originaria.

Per tale motivo, ultimate le operazioni di rito, i due coniugi indagati sono stati sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari, mentre nei confronti del figlio della coppia – RICCOBONO Edoardo – essendo stato respinto anche il suo ricorso, è stato ripristinato il divieto di dimora a Palermo e parte della provincia.

A tutti e tre gli indagati, inoltre, è stata notificata anche la misura interdittiva del divieto di esercitare imprese o uffici direttivi di persone giuridiche.

Le indagini, coordinate dal PM D.ssa Maria Rosaria Perricone della locale Procura della Repubblica – IV Dip. “Fasce deboli”, diretto dal Procuratore Agg. Annamaria PICOZZI, hanno permesso di scoprire che all’interno della comunità tutti i degenti venivano maltrattati.

Le condotte lesive venivano soprattutto esercitate nei confronti di uno solo degli anziani, poi deceduto a seguito di un malore occorsogli all’interno della stessa struttura.

Il GIP di Palermo, peraltro, originariamente aveva riconosciuto solo quell’anziano come persona offesa nel procedimento: decisione sovvertita dal riesame che ha esteso la responsabilità degli indagati anche nei confronti di tutti gli ospiti presenti nella struttura di Via Benedetto Marcello.

Le investigazioni, esperite anche con l’ausilio di intercettazioni audio/video, da settembre a dicembre 2019 – hanno registrato più di 100 episodi di condotte vessatorie, denigranti, lesive della dignità umana, oltre a percosse e immobilizzazioni, tali da ingenerare nei poveri degenti uno stato di totale soggezione. In più occasioni, sono stati sedati ed imbottiti di psico-farmaci, che li mantenevano in una situazione di perenne dormiveglia.

Le tantissime condotte registrate hanno consentito di acclarare una situazione di maltrattamenti generalizzata nei confronti di tutti gli anziani ospiti, tutti beneficiari dei sussidi previsti dalla “legge 104” e quindi soggetti portatori di handicap in situazione di gravità: tale condizione ha aggravato le posizioni giudiziarie degli indagati.

L’accanimento nei confronti del povero degente, poi deceduto, era motivato dalla circostanza che lo stesso fosse ritenuto “colpevole” di eccessive doglianze per i dolori connessi al suo precario stato di salute, arrecando in tal modo “disturbo” agli altri ospiti ed agli stessi badanti/gestori.

Costantemente, ingiuriato e offeso, minacciato, sottoposto a soprusi e vessazioni di ogni genere, molto spesso veniva lasciato piangere e lamentarsi anche per ore piuttosto che essere accompagnato in bagno per effettuare i bisogni fisiologici; altre volte immobilizzato, imbavagliato e percosso.

Tutti gli altri ospiti, costretti ad assistere alle condotte lesive operate nei confronti dell’uomo, sapevano di non poter esigere più del minimo concesso.

In tal modo, era sufficiente una sola badante ogni turno per far fronte alle esigenze di 13-14 anziani, minimizzando i costi di gestione.

Oltre alla mancata assistenza dovuta all’esiguo numero di badanti, seppur in modo meno incisivo, anche altri anziani sono risultati “bersaglio” di insulti e percosse.

Tutti gli operatori all’interno della struttura, inoltre, lavoravano “in nero” e nessuno di essi era in possesso di alcuna attestazione professionale utile a svolgere tale attività.

L’opinione.

Quando scrivo un certo tipo di articoli, scuoto la testa e mi dico che ormai forse non c’è più nulla da fare, poiché non è solo una questione di violazione di norme e principi civili e umani, bensì di tutta evidenza le persone sono come pazze, dai piani più alti all’ultimo gradino, anzi direi sociopatiche, cioè fanno del male ma anche a se stessi e tutto senza neanche una chiara perfida pianificazione, come invece è tipico dei psicopatici. Ma come si è arrivati a questa, molto preoccupante, soglia sociale di sparsa nevrosi se non persino psicosi ? Purtroppo è anche vero e lampante, che i primi ad essere intanto sociopatici sono da anni quelli in politica e quindi la situazione non può che peggiorare, in quanto sono loro che fanno le leggi. Come se ne uscirà ? Temo così continuando non bene.

Adduso Sebastiano

11 Gennaio 2020 Palermo, anziano immobilizzato e picchiato a letto in una casa di riposo

Arrestati Arrestati Arrestati  Arrestati 

Polizia di Scampia: Alto impatto al rione “Monterosa”

Effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio nella zona del rione “Monterosa”: messa in atto operazione ad alto impatto.

Polizia di Scampia: Alto impatto al rione “Monterosa”

Ieri sera gli agenti del Commissariato Scampia e della Polizia Locale, con il supporto dei Nibbio e delle Unità Cinofile antidroga dell’Ufficio Prevenzione Generale e degli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Campania, hanno effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio nella zona del rione “Monterosa”.
Nel corso dell’attività sono state identificate 45 persone e controllate 3 autovetture e 20 motoveicoli; sono state contestate 35 violazioni del Codice della Strada per guida senza patente, mancata copertura assicurativa, mancato utilizzo del casco protettivo e guida di veicolo già sottoposto a sequestro, elevando sanzioni per un totale di 60mila euro; 9 motocicli sono stati sottoposti a sequestro amministrativo e 5 a sequestro ai fini della successiva confisca.
Inoltre, i cani antidroga hanno rinvenuto, occultate nella pubblica via nei pressi del Lotto SC3 e Lotto TA, diverse stecche di hashish del peso di circa 75 grammi.
Infine, i poliziotti hanno sequestrato in via Galilei una pistola semiautomatica a salve completa di caricatore con 5 cartucce cal. 8.

Stéphanie Esposito Perna
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“A spasso con le armi”: il nuovo far west è nel Mediterraneo

Numerosi gli episodi riportati dalla cronaca e dai rapporti delle Forze armate, da cui si evince la “scioltezza” con cui “si va in giro ” con armi intese come “accessori”.

“A spasso con l’arma”: il nuovo far west è nel Mediterraneo

Nel pomeriggio di ieri, numerosi sono stati gli episodi che hanno visto per protagonisti “portatori” di armi, nei confronti dei quali le Forze dell’Ordine sono prontamente intervenute.

Porta Capuana: arrestato per detenzione di armi
Ieri pomeriggio gli agenti del Commissariato Vicaria-Mercato, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno effettuato un controllo in via Santa Maria a Cancello presso l’abitazione di un uomo che è stato trovato in possesso di una pistola con matricola abrasa, completa di caricatore con 13 cartucce calibro 9.
Pasquale Scuotto, 36enne napoletano, sottoposto agli arresti domiciliari per detenzione di arma clandestina, è stato arrestato per lo stesso reato.

Chiaiano: viaggiava armato su uno scooter, arrestato.
Ieri pomeriggio gli agenti del Commissariato Chiaiano, durante il servizio di controllo del territorio, hanno fermato in via Mandracchio un uomo a bordo di uno scooter.
I poliziotti l’hanno trovato in possesso di un pistola semiautomatica con matricola abrasa completa di caricatore con 5 cartucce cal.9; inoltre, presso l’abitazione, sono stati sequestrati circa 6 kg. di tabacchi lavorati esteri.
Adrian Gheorghe Manoliu, 32enne rumeno con precedenti di polizia, è stato arrestato per porto illegale di arma clandestina e denunciato per ricettazione e contrabbando di T.L.E.

Corso Umberto: scippano un turista. Arrestati da Polizia e Carabinieri.
Ieri pomeriggio i Falchi della Squadra Mobile e i militari del Nucleo Radiomobile dei Carabinieri, nel transitare in corso Umberto, hanno visto due giovani scippare la collana ad un uomo e li hanno inseguiti.
Uno dei due malviventi è stato raggiunto in vico Pace e trovato in possesso della refurtiva che è stata restituita alla vittima, mentre l’altro è stato bloccato in via Pietro Colletta; entrambi hanno opposto una viva resistenza aggredendo e colpendo gli operatori.
Boujadra Mohammed e Youssef El Fatehy, 21enni marocchini con precedenti di polizia e irregolari sul territorio nazionale, sono stati arrestati per rapina impropria, resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale e denunciati per ingresso e soggiorno illegale sul territorio dello Stato.

Altro “must”: Droga
Materdei: un uomo e una donna arrestati per droga.
Ieri gli agenti del Commissariato San Carlo Arena, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno notato in vico Vitolo una donna che ha consegnato qualcosa ad un uomo.
I poliziotti li hanno raggiunti e bloccati rinvenendo nelle tasche dell’uomo 40 stecche di hashish del peso di circa 70 grammi e la somma di 130 euro, e indosso alla donna la somma di 35 euro.
Luigi Calamita, 37enne napoletano con precedenti di polizia, e P.L., 33enne napoletana, sono stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Molto più del Covid-19 è il Virus dell’ignoranza ma anche dell’indifferenza: il non indignarsi alla lettura di queste “storie” reali, vuol dire assuefarsi ad una realtà che ci affonderà verso l’inciviltà.

 

Stéphanie Esposito Perna

” Alto impatto ” a Secondigliano: Due persone arrestate e due denunciate

Effettuata operazione “alto impatto” in via della Bussola per individuare e rimuovere manufatti abusivi e contrastare ogni forma di illegalità.

Alto impatto a Secondigliano: Due persone arrestate e due denunciate

Ieri mattina gli agenti del Commissariato Secondigliano, con il supporto del VI Reparto Volo, degli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Campania, dei Nibbio e dell’unità cinofila dell’Ufficio Prevenzione Generale, di personale dell’Asia e della società elettrica, hanno effettuato un’operazione “alto impatto” in via della Bussola per individuare e rimuovere manufatti abusivi e contrastare ogni forma di illegalità.
Nel corso delle attività sono state identificate 34 persone, di cui 11 con precedenti di polizia, controllate 18 autovetture e 5 motoveicoli, tre dei quali sottoposti a sequestro amministrativo; sono state contestate 8 infrazioni del C.d.S..
Durante le operazioni di bonifica è stata rinvenuta all’interno del vano ascensore di uno stabile una pistola replica di revolver, priva del tappo rosso, oltre a due involucri contenenti cocaina per un peso di due grammi e stecche di hashish per un peso di circa 10 grammi; mentre su un marciapiede è stata abbattuta, con l’intervento di una squadra dei Vigili del Fuoco, una struttura in metallo completamente abusiva.
I poliziotti hanno denunciato per contrabbando di T.L.E. due uomini ai quali sono stati sequestrati un totale di 1,02 kg. di T.L.E; hanno poi controllato un bar e denunciato il titolare per furto di energia elettrica e sanzionato per inottemperanza alle prescrizioni sui videogiochi e per omessa esposizione delle licenze.

I poliziotti, con i medici veterinari dell’Asl NA1 e le Guardie Zoofile E.N.D.A.S., hanno controllato un terreno in strada Comunale Selva Carafo in cui erano tenuti 44 cavalli, rilevando alcune irregolarità.
Inoltre, un 38enne trovato in possesso di due cani è stato sanzionato poiché entrambi gli animali erano sprovvisti di microchip.
Infine, sono state controllate 7 persone sottoposte agli arresti domiciliari una delle quali, presso il proprio domicilio in via della Bussola, aveva occultato nel bagno 10 involucri contenenti marijuana per un peso di circa 40 grammi e due bilancini di precisione. Giovanni Cerrato, 30enne napoletano, e la moglie, una 27enne napoletana, sono stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

 

Stéphanie Esposito Perna

Parma-Napoli, le probabili formazioni: Osimhen potrebbe partire dal 1’

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Il nigeriano in ballottaggio con Dries Mertens. A completare  il tridente ci sono Politano e Insigne

 

Parma-Napoli, le probabili formazioni: Osimhen potrebbe partire dal 1’

 

Con il mercato che continua e con il futuro di Koulibaly incerto, il Napoli è pronto a iniziare la nuova stagione di Serie A. Si parte domenica all’ora di pranzo al Tardini contro il nuovo Parma di Fabio Liverani. Tanta attesa per quella che sarà la prima formazione della stagione per Rino Gattuso, con il dubbio che porta al centravanti: Mertens o spazio a Victor Osimhen? Secondo quanto riportato nell’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, il  nigeriano potrebbe partire dall’inizio a discapito del belga. A chiudere il tridente Politano a destra e ovviamente il capitano Lorenzo Insigne a sinistra. In difesa invece confermata la coppia Manolas-Koulibaly così come in porta Meret dovrebbe avere la meglio su David Ospina. A tal proposito, ecco quanto riportato dal quotidiano:

 

“Gattuso sembra orientato a schierare il 4-3-3. Il tecnico, secondo la rosa, deve sciogliere tre dubbi: Ospina-Meret, Osimhen-Mertens, Mario Rui-Hysaj. Per il resto la formazione è fatta con Manolas,Koulibaly,Di Lorenzo, Demme, Fabian, Zieliski, Insigne e Politano. Il Parma di Liverani punta sul 4-3-1-2 con Kucka alle spalle di Inglese e Gervinho”

 

Napoli(4-3-3): Meret ; Di Lorenzo, Manolas, Koulibaly, Mario Rui ; Fabian Ruiz, Demme, Zielinski ; Politano, Osimhen, Insigne

Lui, Lei, la loro figlia e l’altra: l’incapacità di Amare e Rispettare

Ennesimo episodio di violenza, dove scoperta la tresca del marito,la donna con sua figlia tenta di ammazzare l’amante. La 46enne è stata arrestata dai Carabinieri, in manette anche 20enne.

Lui, Lei, la loro figlia e l’altra: l’incapacità di Amare e Rispettare

Tentato omicidio in Piazza Vargas: quando ha scoperto la tresca del marito, con sua figlia ha tentato di ammazzare l’amante. La 46enne è stata dunque arrestata dai Carabinieri, condotta in manette anche 20enne.
L’uomo aveva intrapreso una relazione extra-coniugale con una 45enne di boscoreale. Moglie e figlia di 46 e 20 anni lo hanno scoperto ed hanno deciso di dare una lezione all’amante.
L’hanno incontrata in Piazza Vargas, nel centro di Boscoreale, e l’hanno aggredita. La colluttazione è terminata quando la 46enne ha pugnalato la “rivale” all’addome con un coltello a scatto. I Carabinieri – allertati dal 118 – hanno trovato la vittima riversa a terra e bloccato le 2 incensurate.
Le 2 donne sono finite in manette e sottoposte agli arresti domiciliari: dovranno rispondere davanti al giudice di tentato omicidio.
La vittima se la caverà con 15 giorni di prognosi. L’arma è stata rinvenuta e sequestrata.

Altro episodio “infelice” è quello avvenuto in Piazza Bovio: lui aggredisce una donna, lei per fortuna scappa e le Forze dell’Ordine intervengono.
Ieri pomeriggio gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale, durante il servizio di controllo del territorio, nel transitare in via Marchese Campodisola hanno visto una donna in forte stato di agitazione, con parte degli abiti strappati, inseguita da una persona denudata.
I poliziotti, con il supporto delle volanti dei Commissariati Vicaria-Mercato e Decumani, hanno raggiunto e bloccato l’uomo dopo una colluttazione accertando che, poco prima, aveva importunato e aggredito la vittima all’interno della stazione metropolitana di piazza Bovio.
F.M., 27enne ivoriano, è stato arrestato per violenza sessuale, lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale.

La cronaca negli ultimi tempi sembra essere diventata “ripetitiva”, con il rischio che finiremmo con l’abituarci a questa “realtà”.
Purtroppo la violenza tra uomo e donna sempre più marcata segna un dato allarmante: l’incapacità di relazionarsi con rispetto e civiltà reciproca.
Si è convinti di godere del diritto di proprietà sull’altro/a, arrogandosi persino il potere decisionale di vita e di morte.
E’ necessaria una svolta culturale epocale, che abbia per fondamento il rispetto della dignità dell’altro/a… PER DAVVERO!

 

Stéphanie Esposito Perna

De Laurentiis-Milik, alla fine ha vinto il presidente

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Il polacco, che ha già svolto la prima parte di visite mediche, è pronto a diventare il nuovo attaccante per Fonseca

 

De Laurentiis-Milik, alla fine ha vinto il presidente

 

Si può finalmente dire: Milik-Roma, è fatta. Il polacco alla fine ha accettato l’offerta dei giallorossi che così potranno vendere Dzeko alla Juventus. Al’attaccante, ormai ex Napoli, dopo un lungo braccio di ferro con il club azzurro andranno circa cinque milioni di euro per cinque anni. Un braccio di ferro, secondo quanto riportato del quotidiano Repubblica, alla fine vinto dal presidente De Laurentiis. A tal proposito, ecco quanto riportato dal giornale:

 

“Il centravanti ha accettato ieri pomeriggio l’offerta della Roma ed è atteso nelle prossime ore nella capitale per le visite mediche e per la firma: propedeutiche all’annuncio ufficiale della sua cessione. Si conclude dunque la lunga e polemica telenovela di mercato, che si era trasformata nelle ultime settimane in un braccio di ferro tra il numero novantanove( messo ai margini della squadra dopo aver rifiutato il rinnovo del contratto) e Aurelio De Laurentiis. Ne uscirà vincitore soprattutto il presidente, che sta per incassare per la cessione del polacco a venticinque milioni( sette per il prestito e diciotto a giugno quando scatterà l’obbligo di riscatto da parte del club giallorosso). Ma il giocatore potrà a sua volta consolarsi con un ingaggio di circa cinque milioni netti a stagione fino al duemilaventicinque”

Carabinieri vs le truffe aggravate: eseguite ordinanze di custodia cautelare

E’ stata data esecuzione all’ordinanza applicativa della misura della custodia cautelare in carcere e degli arresti domiciliari, nei confronti di soggetti indagati a vario titolo per i reati di associazione per delinquere finalizzata alle truffe aggravate.

Carabinieri in azione vs le truffe aggravate: eseguite ordinanze di custodia cautelare

Stamani i Carabinieri della Compagnia di San Vito dei Normanni, coadiuvati nelle fasi di localizzazione ed esecuzione dalle Compagnie Carabinieri di Napoli-Centro, Napoli-Vomero, Napoli-Stella, Napoli-Poggioreale, Casoria e Torre del Greco, hanno dato esecuzione all’ordinanza n. 6149/19 R.G.N.R. e n. 1281/20 R.G. G.I.P. applicativa della misura della custodia cautelare in carcere e degli arresti domiciliari, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Brindisi, nei confronti di sei soggetti tutti residenti nella provincia di Napoli e indagati a vario titolo per i reati di associazione per delinquere finalizzata alle truffe aggravate, nonché truffa e tentata truffa aggravata in concorso (artt. 416 comma 2, 640 comma 1 e 2, nn. 2 e 2 bis; 56, 110, 640 c.p.). In particolare, l’Ufficio del G.I.P. del Tribunale di Brindisi, accogliendo completamente l’ipotesi accusatoria cosi come formulata nella sua richiesta dal Pubblico Ministero Alfredo Manca, ha emesso:
a) ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di:
– RIVIECCIO Fortunato nato a Napoli il 15/02/2000, ivi residente in via A. Einstein n. 24;
– SCIALÒ Alessio nato a Napoli il 25/10/1992, ivi residente in via dei Tribunali n. 264;

b) ordinanza di applicazione degli arresti domiciliari nei confronti di:
– VITULLI Emanuele nato a Napoli il 20/12/1990, ivi residente in via Marsala Isola n. 12 – Quartiere Scampia;
– LIMATOLA Emanuele nato a Napoli il 26/08/1996, ivi residente in via Nominale n. 18/D;
– SIANO Vincenzo nato a San Giorgio a Cremano (NA) il 20/06/1978, residente a Portici (NA) in via Farina n. 14;
– ABETE Arnaldo nato a Napoli il 27/12/1998, ivi residente in via Vicoletto III Avvocata n. 3.

L’attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Brindisi e condotta dai militari della Stazione di San Vito dei Normanni (BR) e da quelli della Stazione di Latiano (BR) è scaturita da una serie di truffe perpetrate dal mese di giugno 2019 al mese di agosto 2019, in danno di anziani residenti nei comuni brindisini di Ostuni, Latiano, San Pancrazio Salentino, San Vito dei Normanni, Ceglie Messapica e Fasano. In particolare dall’indagine, sviluppatasi anche con complesse attività tecniche, è stato riscontrato quanto brevemente riassunto.

L’associazione per delinquere, promossa e capeggiata da RIVIECCIO e SCIALÒ (altri componenti sono in corso di identificazione), prevedeva che alcuni indagati effettuassero l’attività di telefonista da Napoli e altri di trasfertisti in continuo movimento per i comuni italiani. Una volta raggiunta la località prescelta, i trasfertisti individuavano le vittime in strada (principalmente anziani soli) e dopo un periodo di osservazione, comunicavano al telefonista i relativi domicili. Il telefonista, collegandosi al sito internet PagineBianche.it, effettuava una ricerca “per indirizzo” di tutte le utenze fisse attestate presso quella particolare località, individuando le generalità della vittima designata e contattandola di conseguenza. Il c.d. telefonista si presentava alle vittime alternativamente e fraudolentemente come:

– avvocato difensore di un prossimo congiunto della singola vittima trattenuta dai Carabinieri per aver cagionato un sinistro stradale, proponendo un versamento cauzionale di diverse migliaia di euro per evitarne l’arresto;

– figlio/a ovvero nipote della stessa vittima, chiedendo di versare un importo per saldare in contrassegno un presunto corriere che avrebbe dovuto consegnare un plico presso l’abitazione del genitore/nonno;

Il c.d. trasfertista, dopo aver ricevuto il nulla osta dal telefonista, suonava al citofono dell’abitazione della persona offesa, presentandosi dunque come assistente del predetto avvocato o come il corriere indicato sopra, al fine di ritirare il denaro richiesto.

Gli indagati, per eludere gli eventuali controlli delle Forze d’Ordine, utilizzavano quotidianamente almeno 3 SIM card intestate fraudolentemente a cittadini extracomunitari, sostituendole nella medesima giornata o al più tardi in quella successiva.

Complessivamente finora sono stati scoperte:

– 10 truffe consumate in danno di anziani residenti tra i comuni brindisini di Ostuni, Latiano, San Pancrazio Salentino, San Vito dei Normanni, Ceglie Messapica e Fasano;

– 14 truffe tentate in danno di anziani, sempre residenti nei predetti comuni;

La Procura della Repubblica di Brindisi e i Carabinieri della Compagnia di San Vito dei Normanni sono ovviamente ancora impegnati in ulteriori approfondimenti investigativi, relativamente ad altre truffe tentate e consumate recentemente con il medesimo modus operandi.

 

Stéphanie Esposito Perna

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Referendum costituzionale 2020: le ragioni del Sì e quelle del No

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Domenica 20 e lunedì 21 oltre 46 ml di italiani saranno chiamati alle urne per l’importante votazione sul referendum costituzionale.

Referendum costituzionale 2020: le ragioni del Sì e quelle del No

Domenica 20 e lunedì 21 settembre oltre 46 ml di italiani saranno chiamati alle urne per una questione di rilevante importanza: il referendum costituzionale sul taglio del numero dei parlamentari, che era stato indetto a gennaio 2020 per il 29 marzo scorso e posticipato a causa dell’emergenza Covid.

La scelta che gli elettori saranno chiamati a fare, optando per un Sì oppure per un No in risposta alla seguente domanda: “Approvate il testo della legge costituzionale concernente “modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari?”, non è semplice e non può essere fatta a cuor leggero.

Quando ci troviamo di fronte ad un referendum di modifica della nostra Carta costituzionale, bisogna infatti ponderare bene l’opportunità di cambiamento, riflettere sulle implicazioni della scelta effettuata, in quanto la Costituzione della Repubblica Italiana rappresenta l’impalcatura del nostro sistema democratico, che è assicurata dall’equilibrio perfetto delle sue componenti, un bilanciamento di tutti i poteri dello Stato che potrebbe essere compromesso da una qualsiasi variazione.

L’idea della riduzione del numero dei parlamentari, con la modifica degli artt. 56, 57 e 59 della Costituzione italiana nasce dall’accordo tra Movimento 5 stelle e Lega nel maggio del 2018 durante il I° governo Conte e prevede:

 Il taglio del numero dei deputati della Camera da 630 a 400, e della circoscrizione estero con una riduzione dei deputati da 12 a 8 (art.56).

 Il taglio del numero dei senatori da 315 a 200 (e della circoscrizione estero da 6 a 3). Per ogni regione italiana è previsto un numero minimo di senatori: non più 7 ma 3 (art. 57).

 La riduzione a 5 del numero di senatori a vita che il Presidente della Repubblica può nominare.

Se a prevalere dovessero essere i Sì, dalla prossima legislatura si avrebbero115 senatori e 230 deputati in meno. Se si avesse un maggior numero di No, esprimendo parere non favorevole all’entrata in vigore della modifica, il numero dei parlamentari resterebbe invariato.

Per tale referendum costituzionale, che è confermativo, a differenza di un referendum abrogativo, non è previsto un quorum di validità.  Cioè, l’esito è valido, a prescindere dal numero dei votanti. Proviamo ora ad analizzare i vantaggi e gli svantaggi di entrambe le opzioni.

I sostenitori del Sì affermano che il vantaggio maggiore sarebbe quello di una riduzione dei costi della politica, che porterebbe ad un risparmio annuo di oltre 80 milioni di euro.

Un altro vantaggio sarebbe quello di una maggiore efficienza del Parlamento, perché il ridotto numero di rappresentanti porterebbe alla velocizzazione dei lavori nelle Commissioni.

Per i sostenitori del No i benefici apportati dalla riduzione dei costi della politica sarebbero invece irrilevanti: pochi euro all’anno per ciascun italiano (lo 0,007 per cento della spesa pubblica italiana – 1,35 euro annui per cittadino).

Il grave problema che si andrebbe a creare è invece quello della mancanza di rappresentatività in Parlamento delle regioni più piccole (e più povere) che, a causa dei tagli del numero dei senatori, non riuscirebbero più ad avere un loro portavoce.

Con la rimodulazione dei parlamentari ci sarebbe un deputato ogni 151 mila abitanti e un senatore ogni 302 mila (mentre nel testo originario della Costituzione è previsto un deputato ogni 80 mila abitanti ed un senatore ogni 200 mila). In tal modo il ruolo del Parlamento risulterebbe fortemente indebolito.

La riflessione che fanno i sostenitori del No è quella che, per risparmiare realmente sui costi della politica, bisognerebbe tagliare gli sprechi e non ridurre il numero dei rappresentanti, riduzione che va solo a modificare l’equilibrio dei poteri dello Stato, svilendo il ruolo del Parlamento, senza apportare benefici tangibili in termini economici.

Nel clima di disinformazione sulle ragioni del Sì e del No del referendum conservativo del prossimo 20 settembre, il rischio è che molti, nel dubbio, non vadano a votare, mentre il voto è un diritto e un dovere civico, è alla base della democrazia.

Il voto del singolo è quello di tutto il popolo e può produrre un cambiamento. Per questo non bisogna mai rinunciare al voto, esercizio di democrazia, informandosi prima e ponderando bene tutte le implicazioni che esso comporta.

Adelaide Cesarano / Redazione Campania

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Piantagione e furto di corrente, arrestato 37enne e denunciato minorenne

I Carabinieri di Misilmere (PA) hanno scoperto e distrutta una piantagione per produzione di sostanze stupefacenti.

Continuano serrati i controlli antidroga dei Carabinieri della Compagnia di Misilmeri; i militari, dopo la piantagione di 120 piante scoperta e distrutta nei giorni scorsi, hanno tratto in arresto, con l’accusa di coltivazione e produzione di sostanze stupefacenti e furto aggravato, B.a., 37enne palermitano, già noto alle forze dell’ordine e denunciato in stato di libertà, per i medesimi reati, un 15enne.

I Carabinieri di Misilmere (PA) hanno scoperto e distrutta una piantagione per produzione di sostanza stupefacenti:

I militari nel corso di una perquisizione operata presso una casa, in località piano Stoppa, nella loro disponibilità hanno rinvenuto una coltivazione di marijuana costituita da 11 piante alte più di due metri.

La piantagione era dotata di impianto di irrigazione alimentato, come accertato anche da successivo intervento di tecnici, con un allaccio abusivo alla rete ENEL.

Quanto rinvenuto è stato sottoposto a sequestro, debitamente repertato e trasmesso al laboratorio analisi sostanze stupefacenti del Comando Provinciale per le analisi di rito.

L’arrestato, su disposizione dell’Autorità giudiziaria, è stato tradotto presso la propria abitazione e sottoposto agli arresti domiciliari.

Il Giudice per le Indagini Preliminari, Dott. Claudio Emanuele Bencivinni, ha convalidato l’arresto.

Nella stessa località, lo scorso 17 agosto erano state 130 le piante di marijuana scoperte, in quella occasione le manette erano scattate ai polsi di un 35enne palermitano.

Adduso Sebastiano

Trentaduenne arrestato dalla Polizia di Stato per droga a Barcellona Pozzo di Gotto

La Polizia ha arrestato il trentaduenne in flagranza. Arrestato anche un 53enne per avere violato gli obblighi imposti.

Trentaduenne arrestato dalla Polizia di Stato per droga a Barcellona Pozzo di Gotto (ME):

Gli agenti della Polizia di Stato di Barcellona Pozzo di Gotto hanno arrestato, in flagranza di reato, Arena Placido messinese di 32 anni, ritenuto responsabile di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e resistenza a Pubblico Ufficiale.

Ad attirare l’attenzione di una pattuglia impegnata nel servizio di controllo del territorio nella zona di Fondo Fucile, è stato l’atteggiamento di un individuo appena uscito dall’abitazione del trentaduenne, che alla vista della Volante ha tentato frettolosamente di allontanarsi, liberandosi altresì di un involucro in carta di alluminio, che prontamente recuperato e successivamente sequestrato è risultato contenere circa un grammo di cocaina.

Gli agenti, quindi, intuendo che la droga fosse stata appena acquistata, hanno immediatamente fatto irruzione nell’appartamento per eseguire una perquisizione, nel corso della quale l’Arena ha ostacolato con forza l’attività di polizia giudiziaria, spintonando gli operatori e, inoltre, tentando di disfarsi, gettandoli da una finestra, di due sacchetti in cellophane, che dopo essere stati recuperati è stato accertato contenessero sostanza stupefacente del tipo cocaina, dal peso complessivo di 49 grammi.

Nell’abitazione sono stati, ancora, rinvenuti e sequestrati un bilancino di precisione, del materiale per il confezionamento della sostanza stupefacente e, celata dietro un armadio della camera da letto, la somma di denaro pari a 3.225 euro ritenuta provento di attività illecita. Durante la perquisizione si è avuto modo di appurare, altresì, che nell’appartamento era installato un sistema di videosorveglianza.

Pertanto, l’uomo è stato arrestato e ristretto ai domiciliari su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, in attesa di essere giudicato oggi con rito direttissimo

Barcellona Pozzo di Gotto. La Polizia di Stato arresta 53enne in esecuzione di ordinanza emessa dalla Procura della Repubblica:

Nel pomeriggio di ieri, i poliziotti del Commissariato di P.S. di Barcellona Pozzo di Gotto hanno tratto in arresto, in attuazione dell’ordinanza di esecuzione per espiazione di pena detentiva in regime di detenzione domiciliare, emessa dalla locale Procura della Repubblica diretta e coordinata dal Procuratore Capo Dott. Emanuele Crescenti, Torre Filippo barcellonese di 53 anni.

Il provvedimento, scaturito da un’ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Messina con cui è stata rigettata la richiesta dell’affidamento in prova ai servizi sociali, ha sostituito, aggravandola, la misura della sorveglianza speciale di P.S. con obbligo di soggiorno già applicata all’uomo.

Il cinquantatreenne, pertanto, già condannato per avere violato gli obblighi imposti e le prescrizioni impartitegli dalla misura a cui era sottoposto e per essersi, inoltre, reso responsabile del reato di falsità ideologica commessa in atto pubblico, reati consumati rispettivamente nel 2015 e nel 2010, dovrà espiare la pena della reclusione ad anni 1 e mesi 3.

Adduso Sebastiano

Gragnano, Pompei, Santa Maria la Carità, sequestrate tute e 30mila mascherine non a norma

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Gragnano, Pompei, Santa Maria la Carità, sequestrate tute e 30mila mascherine non a norma: l’Operazione della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Napoli

Nelle scorse ore, gli agenti del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, nel corso di tre distinti interventi tra Casalnuovo, Gragnano, Pompei, Santa Maria la Carità, hanno sequestrato 29mila mascherine facciali, prodotte senza alcuna autorizzazione ministeriale, insieme a 22 tute “pseudo protettive”.
La GdF della Compagnia di Castellammare di Stabia, nell’ambito della prima operazione, ha effettuato controlli presso un’attività di commercio all’ingrosso di articoli medicali di Gragnano all’interno della quale erano esposte 100 mascherine Ffp2 carenti dei requisiti previsti per quel livello di sicurezza.

A quel punto le Fiamme Gialle hanno passato al setaccio il deposito della stessa società, sito in Pompei, dove sono state scoperte ulteriori 21.500 mascherine non a norma.
I dispositivi di protezione individuale illeciti sono stati sottoposti a sequestro e il rappresentante legale, un 51enne di Potenza, è stato sanzionato per violazioni al Codice del Consumo.

Nel corso di una seconda operazione, la GdF ha scoperto l’esistenza di una società, con sede a Santa Maria la Carità, che si occupava di commercio al dettaglio via internet che aveva messo in vendita 2.800 mascherine sulle cui confezioni erano riportate solo scritte in lingua cinese ed inglese.

Il titolare, un 46enne del luogo, è stato sanzionato per violazioni al Codice del Consumo, poiché i dispositivi erano privi delle obbligatorie indicazioni e delle avvertenze per il consumatore in lingua italiana.

Infine le Fiamme Gialle della Compagnia di Casalnuovo di Napoli hanno sequestrato, nel corso di un controllo nei confronti di un ambulante 40enne del posto, 4.500 mascherine e 22 tute protettive prive di certificazione e di ogni garanzia di protezione per il consumatore.

Sant’Antonio Abate, elettori con disabilità: attivato il servizio di trasporto presso i seggi 

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Sant’Antonio Abate, attivato il servizio di trasporto presso i seggi elettorali per gli elettori affetti da disabilità nell’ambito delle consultazioni del 20 e 21 settembre

Sant’Antonio Abate – Attivato il servizio di trasporto presso i seggi elettorali per gli elettori con disabilità nell’ambito delle consultazioni referendarie e per eleggere il nuovo consiglio Regionale e dei giorni 20 e 21 settembre 2020.

Con determina Dirigenziale n.1295 del 17.09.2020 – si legge nella nota pubblicata dall’Amministrazione Comunale – è stato predisposto il servizio di trasporto presso i seggi elettorali di Cittadini con disabilità per i giorni 20 e 21 settembre 2020.
Tale servizio è riservato ai cittadini residenti nel Comune di Sant’Antonio Abate con disabilità.
Per prenotare il trasporto, si prega di contattare il seguente numero di telefono 3917910835, nei seguenti giorni:
– 18 settembre 2020 dalle ore 10:00 alle ore 18:00;
– 19 settembre 2020 dalle ore 10:00 alle ore 18:00;
– 20 settembre 2020 dalle ore 07:00 alle ore 23:00;
– 21 settembre 2020 dalle ore 07:00 alle ore 15:00.
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Torre del Greco, quattro nuovi casi di Covid: il bollettino del Centro Operativo Comunale

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Torre del Greco, quattro nuovi casi di Covid: attualmente positivi salgono a 42. Il bollettino del Centro Operativo Comunale

Quattro nuovi casi di​ COVID- 19​ sono stati registrati a ​Torre del Greco. A comunicarlo è stato, ieri sera, il Centro Operativo Comunale – dopo il consueto aggiornamento serale con i Responsabili sanitari dell’​ASL Na3 Sud​ e con l’​Unità di Crisi Regionale – che precisa trattarsi della positività – confermata da tampone – di quattro soggetti, rispettivamente di cinquantanove, cinquantadue, ventotto e ventisette anni, attualmente in isolamento domiciliare.

Cresce, così, ulteriormente il bilancio della​ centottantottesima giornata consecutiva di attività del ​ C.O.C.:​
Totale ospedalizzati:​ 1;
Totale in isolamento domiciliare:​ 42;
Totale guariti dal COVID 81;
Totale decessi:​ 20;
Totale tamponi giornalieri: 30 (26 Negativi; 4 Positivi).
Continua, nel frattempo, l’ulteriore attività di screening ​ dei tamponi di già praticati sul territorio comunale e ancora al vaglio delle indagini di laboratorio.
Il C.O.C. di Torre Del Greco, inoltre, sottolinea l’obbligo di autodenuncia, entro le ventiquattro ore, al Dipartimento di prevenzione dell’ASL territorialmente competente per i cittadini rientranti dall’estero – attraverso il modulo reperibile e scaricabile sul sito: aslnapoli3sud.it – al fine di richiedere la somministrazione dei test sierologici e dei tamponi.
Altresì, si ribadisce – ai fini di una più agevole ed immediata comunicazione con i cittadini – che coloro ai quali è stato praticato il tampone e che restano, al momento, in attesa di conoscerne l’esito possono – nel pieno rispetto e tutela della privacy – rivolgersi al numero telefonico 0818830736
reperibile tutti i giorni dal Lunedì al Venerdì, dalle ore 9.00 alle ore 15.00.

Castellammare, liquidazione S.I.N.T.: asta pubblica per i campi da tennis

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Castellammare, liquidazione S.I.N.T.: asta pubblica per i campi da tennis, si parte da una base da 320mila euro con rilanci da 10mila

Castellammare di Stabia – Continua la liquidazione del patrimonio immobiliare gestito dalla S.I.N.T. Dopo i parcheggi, ora è il turno dei campi da Tennis per i quali è stata indetta un’asta pubblica.
L’area oggetto della vendita è ubicata in Castellammare di Stabia (NA) con accesso diretto dal Viale delle
Terme per un totale di circa 8.795 mq.

Il termine ultimo per la presentazione delle domande è il 6 NOVEMBRE 2020 alle ore 12,30. Il valore di base è pari ad euro 320.000,00.
Il prezzo offerto dovrà essere pari 0 superiore al prezzo posto a base d’asta con aumenti non inferiori a
euro 10.000,00 (diecimila/00) o sui multipli. Non sono ammesse offerte a ribasso sul valore a base d’asta.

Al termine dell’esame delle offerte, conformi al presente avviso, la Commissione d’asta formulerà
la graduatoria delle offerte pervenute che vedrà collocata al primo posto l’offerta più elevata,
seguiranno quelle di importo inferiore;
Formulata la graduatoria, si procederà, in caso di pluralità di offerte,all’avvio di una gara informale tra gli offerenti, a partire dall’offerta di acquisto più alta, mediante offerte in aumento, secondo le modalità che saranno definite seduta stante dalla Commissione stessa.

Per altre informazioni: bando campi da tennis Castellammare di Stabia https://www.sintspa.com/?comm=bandodel17092020

Calcio dilettante-Tifosi allo stadio: “Dopo il 7 Ottobre si vedrà…”

Campionati Dilettantistici- Fino a mille spettatori ? Per l’osservatorio non in gare ufficiali

Simone Vicidomini– Ennesimo comunicato della Figc per aggiornare le società sull’apertura-non apertura degli stadi ai tifosi. Nei giorni scorsi il Comitato Tecnico Scientifico ha ribadito che il protocollo sanitario per il calcio italiano non cambierà, o almeno non lo farà fino alla prima settimana di ottobre. Respinti dunque i vari appelli della Figc e dei Presidenti che tra l’altro chiedevano anche un allentamento per riguarda la gestione dei tamponi.

Non arrivano dunque concessioni, almeno non nei professionisti, e qui nasce un non senso ritenuto da molti addetti ai lavori a dir poco clamoroso. L’interpretazione incerta di questa norma ha però portato diverse regioni (Lazio,Sicilia ma non solo) a negare l’accesso al pubblico negli impianti sportivi anche nei dilettanti per le competizioni ufficiali, per evitare di aggiungere ulteriore confusione ad una situazione già delicata. Gare a porte chiuse anche per le competizioni LND dunque, nonostante il regolamento in teoria una piccola concessione l’abbia fatta a tali categorie.

Nel frattempo l’Osservatorio sulla Manifestazioni Sportive avrebbe deciso di specificare che l’accezione eventi di minore entità riguarda solo tornei e gare amichevoli e non i campionati, sia nei tornei senior dei dilettanti e quelli giovanili. Fino al 6 ottobre dunque, un molte regioni italiane, non sarà possibile per i tifosi presenziare alle partite dagli spalti in attesa del via libera del CTS.

Circa due settimane fa il Presidente del CONI, Giovanni Malagò ai microfoni di Sky Sport ha spiegato: “Le decisioni spettano a CTS e Governo, è evidente che lo sport senza pubblico non è la stessa cosa. Oggi però assistiamo a discrepanze tra direttive nazionali e regionali, questo crea confusione e non aiuta certo a risolvere la situazione”.

Sul tema è stato chiaro anche il Presidente della LND Cosimo Sibilia: “Accogliere mille persone in uno stadio da 45 mila posti è una cosa possibile e gestibile, però bisogna prendere una decisione comune tra Regioni e Governo. Nei Dilettanti abbiamo Regioni che hanno già iniziato le proprie attività, anche in presenza di pubblico, mentre in altre ci sono difficoltà nel far accedere le persone negli impianti sportivi. Riaprire gli stadi con la presenza del 10%  dei tifosi può essere un primo passo, la riapertura delle scuole in tal senso può rappresentare una base della quale partire per riaprire gli stadi ma tutto è chiaramente legato all’evoluzione della curva dei contagi”.

Francesco Somma di +Campania In Europa, l’invito al voto

Castellammare di Stabia – Oggi ci siamo incontrati per l’ultima volta prima dell’inizio delle elezioni regionali con il candidato Francesco Somma di +Campania In Europa che appoggia De Luca come Presidente del Consiglio Regionale. L’occasione è stata propizia per dargli la possibilità di lanciare un appello ai cittadini campani affinchè si rechino in massa alle urne per esprimere le proprie preferenze.

Questo sono state le sue parole:

Siamo in prossimità delle elezioni che si terranno domenica e lunedì (20 e 21 settembre) Francesco Somma cosa vuole dire in questo momento, qual è il suo appello ai cittadini per invitarli a recarsi alle urne e  rispettare un diritto, che in tanti non sanno che sia tale, un diritto acquisito in alcuni casi non facilmente

“Bisogna andare a votare a queste elezioni del 20 e del 21 settembre io invito fortemente a votare +Campania in Europa e a scrivere Francesco Somma.  Perché scrivere Somma significa votare una persona che non vuole correre dietro a un risultato, ma che vuole camminare insieme agli altri per raggiungere insieme obiettivi comuni.”

Chi è Francesco Somma:

Nato a Castellammare di Stabia nel 1985. La madre è irpina e molto fiera delle sue radici. Suo padre invece è nato e cresciuto non lontano dal mare, come lui. Nei racconti della nonna con la quale è cresciuto dice di aver imparato ad amare la sua terra e le radici profonde che lo legano ad essa.
Ha vissuto a Napoli durante gli anni della Laurea in Medicina e della Specializzazione. Dopo un anno di formazione a Parigi ha deciso di tornare a casa per restituire quanto di bello la sua terra gli aveva dato.
Oggi vive nella città dove è nato.

Tra il 2002 e il 2008 diventa Volontario del Soccorso della Croce Rossa Italiana (CRI) presso il Sottocomitato di Castellammare di Stabia, e consegue i brevetti di esecutore BLS, BLS-D e PTC. La medicina lo fa sentire vicino alle persone, lo fa sentire di poter essere nel mio piccolo un supporto. Nel 2009 diventa socio e volontario della ONG CPS (Comunità Promozione Sviluppo) di Castellammare di Stabia, della quale diviene prima membro del Consiglio Direttivo e poi Vice-Presidente a partire dal 2011. Nel 2019 lo eleggono Presidente. Nei 10 anni in cui siede nel Consiglio Direttivo partecipa a diverse missioni sul campo nei Paesi di intervento, esperienza che gli lascia dentro un profondo solco di consapevolezza e umanità. Spesso è stato in missioni mediche presso il Centro Sanitario ‘Santa Maria della Grazia’ di Nosybe (Madagascar).

Trading: Imparare dai professionisti per gli investimenti più affidabili

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Le frasi che includono “investimento” e “guadagno assicurato” oppure “capitalizzare” e “soldi facili”: sono esattamente queste, con i loro sinonimi e le metafore, le espressioni di un linguaggio che non può appartenere al mercato finanziario e cioè al cosiddetto trading.

Non esiste niente nel mondo del trading e degli investimenti che possa essere assimilabile ad una certezza.

Le sicurezze, nella realtà dei fatti, non esistono se non per quanto riguarda il proprio passato e i ricordi che ancora non sono stati distorti dalla memoria.

Si può essere sicuri di aver elaborato un certo piano e dei motivi per cui si è adottata una specifica strategia, ma non di cosa accadrà nel frattempo.

I trader professionisti ne sono consapevoli e i principianti dovrebbero partire da questo presupposto: bisogna essere sicuri del fatto che non esistono certezze.

Altrimenti sarebbe molto più semplice e tutti, ma proprio tutti, diventerebbero ricchi in un batter d’occhio.

Quando si parla di mercati finanziari e investimenti, ci si confronta con una realtà in cui acquisire conoscenza e stabilire quali sono le proprie disponibilità economiche ed emotive, può fare la differenza.

Questo tipo di approccio è quello che rende le persone più coscienti del percorso che stanno per affrontare e quindi vicine alla possibilità di riconoscere quelli che potrebbero essere investimenti più affidabili.

Nel mondo del trading e degli investimenti, le parole possiedono un grande valore.

Quasi come in alcune tribù antiche, in cui nominare qualcosa, corrispondeva a creare, a dare vita.

Le parole possono essere funzionali per ingranare la marcia giusta e sono quelle tecniche o settoriali, perché permettono di interagire in maniera equilibrata, all’interno dei meccanismi finanziari.

Equilibrio, lucidità, consapevolezza… a ben vedere non si tratta solo di parole ma di stati d’animo e mentali necessari per il trader.

Operare nel mercato finanziario: quale livello?

Le parole “rendimento e rischio”, queste si, sono una combo utilizzata di consueto dagli esperti del settore.

Ogni operazione comporta un rischio, conoscere i rischi cui si incorre è la chiave.

Il collegamento dalla parola rischio al comportamento del giocatore d’azzardo è molto differente rispetto a quello di un trader.

Sapere che il rischio è insito ed essere consapevoli del livello, permette di fare scelte oculate.

Scegliere strumenti finanziari o soluzioni che non si comprendono a fondo, significa non concedersi la possibilità di stimare il rischio.

Questo tipo di atteggiamento è quello di un principiante che assume un “comportamento distorto”, utile solo a chi ha intenzione di speculare sugli errori di altri.

A questo punto non si parlerà neppure di truffa, considerando che l’errore sta nell’incoscienza di chi intraprende percorsi misteriosi.

L’industria della finanza, tra l’altro, offre una vasta scelta in quanto a strumenti d’investimento; ma non ha interesse a proporne col requisito “semplicità” o la caratteristica “sicurezza” che in molti cercano.

Per quanto concerne quel tipo di investimenti più affidabili di cui si parlava all’inizio, il riferimento è:

  • Libretti postali. Si gioca in casa, la garanzia proviene dalla Tesoreria di Stato
  • Conto deposito. Il rendimento non è eccellente, ma non bisogna fare altro che aspettare
  • In base alla condizione a livello globale, a volte il rendimento è addirittura negativo.
  • Se la scelta ricade su società solide; comunque il grado di rischio inizia a salire
  • Materie prime, forex, criptovalute. La diversificazione è importante ma è qui che si entra nel campo minato e il rischio si innalza

Spesso non è la scelta dello strumento a fare la differenza, ma la strategia che viene utilizzata dal trader.

Sicuramente, per iniziare evitando truffe o perdite troppo elevate, è opportuno impadronirsi delle competenze basilari e fare pratica con i conti demo (gratuiti) messi a disposizione dalle piattaforme online.

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Categoria: L’esperto

Operazione ‘Iddu’: ventuno persone arrestate dai Carabinieri tra Catania, Milano e Lecce

‘‘Iddu’ e ‘Idda’ arrestati nell’operazione dal Comando provinciale dei CC di Catania, erano marito e moglie e comandavano il territorio.

Una imponente operazione – denominata “Iddu” –  si è svolta nel territorio di Giarre in Provincia di Catania ad opera dei Carabinieri del Comando provinciale di Catania che hanno eseguito anche nella province di Milano e Lecce, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale della città etnea, nei confronti di 21 persone, indagate, a vario titolo, per associazione mafiosa, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione e lesioni pluriaggravate, con l’aggravante del metodo mafioso.

L’indagine ha consentito di delineare la posizione apicale di Benedetto La Motta, 62 anni, referente per la zona di Riposto della famiglia di Cosa Nostra catanese dei Santapaola-Ercolano, nonché quella dei suoi più fedeli collaboratori tra i quali il 76enne Antonino Marano, noto come il ‘killer’ delle carceri.

Sono in tutto ventidue le persone raggiunte da un provvedimento cautelare nell’ambito dell’Inchiesta ‘Iddu’. Per 14 persone è stata disposta la custodia cautelare nelle case circondariali di Catania, Siracusa, Messina, Caltanissetta, Milano e Lecce, per sette invece il provvedimento è stato notificato già in carcere, mentre un’altra persona si trova all’estero e sono state avviate le procedure per l’estradizione.

Gli indagati sono Giovanni Bonaccorso, inteso “u ciasco”, 46 anni di Riposto; Abedelmajid Boualloucha, inteso “macido” 21 anni di Giarre; Giuseppe Campo, “fantino”, 46 anni di Riposto, Ornella Cartia, 68 anni di Castigione di Sicilia; Paolo Castorina, “spiddo”, 37 anni di Giarre; Giancarlo Leonardo Cucè, “Leo”, 42 anni di Catania; Benedetto La Motta, inteso “Benito”, “Iddu”, “patrozzo” e “zio”, 62 anni di Riposto (già detenuto); Graziano Leotta, 52 anni di Riposto; Cateno Mancuso, inteso “tano u ciuffo”, 39 anni di Riposto; Massimiliano Mancuso, inteso “Massimo o Massimitto”, 25 anni di Giarre; Antonino Marano, inteso “u vecchio” o “zu Nino”, 76 anni di Mascali; Salvatore Marletta, inteso “Turi di Palagonia”, 47 anni di Palagonia (già detenuto); Grazia Messina intesa “Iddra” o “patrozza” o “la zia”, 58 anni di Riposto; Davide Patanè, inteso “zappitta”, 28 anni di Giarre; Salvatore Patanè, inteso “zappa-zappitta”, 49 anni di Giarre; Liborio Previti, inteso “u tignusu”, catanese di 39 anni (già detenuto); Giovanni Russo, inteso “u grossu”, 31 anni di Acireale (già detenuto ai domiciliari); Andrea Sapienza inteso “Andrea mito”, 46 anni di Giarre (già detenuto); Agatino Tuccio inteso “Tino Catino”, 54 anni di Giarre (già detenuto) e Gaetano Zammataro inteso “fasola”, 33 anni di Catania.

Lo spaccio di coca, marijuana e hashish era uno dei business più fruttuosi che consentiva di realizzare ingenti guadagni, persino di diverse migliaia di euro al giorno, ma anche di fidelizzare i pusher e i nuovi associati garantendo loro uno “stipendio”, compreso il mantenimento della famiglia qualora – malauguratamente – fossero finiti in carcere. Nel corso dell’operazione i Carabinieri della compagnia di Giarre hanno sequestrato 210 chili di marijuana, 320 grammi di coca e 40 grammi di hashis nonché hanno scovato una piantagione composta da 170 piante di canapa indiana e la somma in contanti di oltre 4mila euro.

Le piazze di spaccio, tra Giarre e Riposto, erano presidiate e operative 24 ore al giorno con i pusher organizzati in maniera sistemica su diversi turni. Vi era poi una catena di uomini adibiti invece al “taglio” della roba, al confezionamento e alla sua distribuzione ai venditori al dettaglio. In un caso i militari hanno documentato il recupero, da parte degli affiliati, di un carico di droga che era stato gettato in mare. Una prima nave, infatti, aveva trasportato diverse scatole di stupefacente e poi, in mare, era avvenuto un primo passaggio a una imbarcazione più piccola che avrebbe poi condotto la “merce” all’associazione di La Motta. Ma probabilmente qualcosa è andato storto e il carico era stato gettato in mare ed era stato recuperato in un secondo momento, ma l’occhio delle telecamere dei Carabinieri appostati ha ripreso tutte le operazioni.

L’operazione ha un nome eloquente Iddu” ed è l’appellativo che tutti i sodali dell’organizzazione criminale utilizzavano per chiamare il capo indiscusso, il boss Benedetto La Motta, 62 anni e un lungo pedigree mafioso alle spalle. Era lui, infatti, il punto di riferimento dei Santapaola Ercolano sul territorio e “iddu” aveva organizzato una rete di spaccio e di estorsioni molto forte e che era sopravvissuta al suo arresto.

La Motta era stato arrestato nel dicembre del 2017 ma la sua famiglia ha continuato a comandare nella zona. Infatti a “iddu” è subentrata, con uguale importanza criminale, “idda” cioè la moglie Grazia Messina che ha tenuto le redini del clan sino alla scarcerazione successiva del marito avvenuta nel giugno del 2018.

La Messina non solo riceveva i proventi delle estorsioni ma ha dato prova di essere una leader di polso. Infatti in occasione di una rapina subita da un negozio “protetto” dal clan – perché pagava il pizzo – la donna aveva dato mandato di raggiungere il ladro e di dargli una “lezione” che si è tradotta con un pestaggio.

Non solo droga, estorsioni e violenza ma anche omicidi. Ed è l’uccisione del giovane Dario Chiappone, avvenuta nel 2016 a Riposto, che viene contestata a Benedetto La Motta e Paolo Censabella, quest’ultimo 62enne di Mascali, accusati di concorso in omicidio con l’aggravante di aver agito con premeditazione e crudeltà. Per il medesimo delitto era stato già arrestato nel dicembre del 2019 Antonino Marano, 75enne di Riposto detto il killer delle carceri, e nello specifico erano state trovate delle sue impronte sul luogo del delitto.

Per l’uccisione del giovane era stato spiccato un decreto di fermo per Salvatore Di Mauro, ancora oggi irreperibile, e Agatino Tuccio: entrambi furono poi condannati uno a 23 anni e l’altro all’ergastolo. Tuccio era in stretti legami con Marano e vista la contiguità con “iddu” sarebbe state proprio La Motta a ordinare – per volontà di Censabella – l’omidicio di Dario Chiappone.

Censabella, infatti, era titolare di un negozio di liquori, vini e bevande ed era il compagno di una donna, socia dell’attività, che aveva poi intessuto una relazione sentimentale proprio con Chiappone: da qui l’idea folle dell’omicidio per eliminare il “rivale”, assassinio i cui autori sarebbero ora stati definitivamente accertati.

Sono state lunghe e complesse le indagini portate avanti dai Carabinieri della Compagnia di Giarre, dal 2017 al 2019. Come racconta il capitano Fabrizio Rosati gli appartenenti alla cosca “erano molto attenti e percepivano ogni cambiamento sul territorio, anche lo spostamento di una cabina elettrica o qualsiasi altro segnale” e quindi “si insospettivano facilmente”.

L’operazione dei Carabinieri si inserisce nell’ambito di una precisa attività di contrasto avviata dall’Arma d’intesa con la Dda della Procura di Catania nei confronti della famiglia di Cosa Nostra catanese Santapaola-Ercolano sia nel capoluogo che in provincia, attraverso l’impiego delle componenti investigative altamente specializzate per il contrasto alle infiltrazioni del sodalizio nel settore delle attività economiche per la disarticolazione di gruppi mafiosi.

Adduso Sebastiano

arrestati nell’operazione dal Comando provinciale dei Carabinieri

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