Home Blog Pagina 2964

Studentessa 18enne stuprata da 4 giovani, arrestati

La studentessa di 18 anni era stata invitata ad una festa in una abitazione di Tre Fontane, a Campobello di Mazara, in provincia di Trapani. Si trattava invece di una trappola per violentarla.

Questa mattina, con l’accusa di violenza sessuale di gruppo aggravata, sono stati arrestati dai Carabinieri Compagnia di Mazara del Vallo (TP) quattro ragazzi di età compresa tra i 20 e i 24 anni. Due sono finiti in carcere e due ai domiciliari.

L’ACCUSA

Pesante l’accusa contestata dal Giudice delle Indagini Preliminari di Marsala che ha accolto la ricostruzione della Procura diretta da Vincenzo Pantaleo: violenza sessuale di gruppo aggravata.

LE INDAGINI

Le indagini sono iniziate l’8 febbraio scorso, quando la vittima si è presentata dai Carabinieri per presentare denuncia. La ragazza ha raccontato di essere stata invitata a una festa in una casa di conoscenti. Rassicurata dalla presenza di due suoi amici di vecchia data (oggi agli arresti domiciliari) e ingannata dagli altri due (attualmente in carcere) poiché convinta che ci sarebbero state altre ragazze, la diciottenne ha accettato di partecipare a quella che sarebbe dovuta essere una semplice serata tra amici.

Al suo arrivo la vittima avrebbe, però, trovato solo i quattro arrestati. Dopo alcuni momenti trascorsi tra musica e alcol la giovane avrebbe avuto un rapporto sessuale con uno di loro in una stanza al piano superiore dell’abitazione. Ma il giovane avrebbe chiamato gli amici. La vittima ha raccontato di aver iniziato ad urlare, di essersi ribellata, ma i quattro l’avrebbero violentata procurandole lividi e contusioni in tutto il corpo. Secondo il racconto fatto ai militari, mentre lei implorava di fermarsi i quattro ridevano. Subito dopo la denuncia sono partite le indagini e sono state disposte intercettazioni telefoniche e ambientali.

“Il giorno della denuncia sono subito iniziate le indagini dei Carabinieri della Compagnia di Mazara del Vallo – esplicita un comunicato dell’Arma – attraverso l’attivazione di intercettazioni telefoniche e ambientali, sono stati anche sequestrati gli smartphone degli indagati, tutto questo ha consentito di raccogliere molteplici elementi di prova”.

“Mi avevano rassicurato che alla festa ci sarebbero stati degli amici e soprattutto altre ragazze – ha raccontato la giovane nella sua denuncia – ma era una trappola”. Sul corpo della vittima, i medici hanno trovato lividi e contusioni. “Ho provato a divincolarmi, a urlare. Ma non è servito a nulla”.

GLI ARRESTI

Il Gip ha disposto gli arresti per i quattro indagati sostenendo l’esistenza del pericolo di inquinamento probatorio e “l’alta probabilità di reiterazione del reato per la pericolosità sociale e la personalità” dei ragazzi coinvolti.

Adduso Sebastiano

(tutte le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

Meteo Castellammare di Stabia 29 aprile 2 maggio: oggi nubi sparse

0

Previsioni meteo Castellammare di Stabia 29 aprile 2 maggio. Oggi giornata caratterizzata da cielo parzialmente nuvoloso, temperatura minima 13°C, massima 25°C, Venerdì 30 poco nuvoloso, Sabato 1 nubi sparse.

Castellammare di Stabia, Giovedì 29 Aprile:

giornata caratterizzata da generali condizioni di cielo parzialmente nuvoloso, temperature comprese tra 13 e 25°C. Nel dettaglio: qualche nube sparsa al mattino e al pomeriggio, bel tempo alla sera. Durante la giornata di oggi si registrerà una temperatura massima di 25°C alle ore 15, mentre la minima alle ore 3 sarà di 13°C. I venti saranno deboli da Sud al mattino con intensità di circa 6km/h, al pomeriggio deboli provenienti da Sud-Sud-Ovest con intensità di circa 6km/h, deboli da Nord-Nord-Est alla sera con intensità di circa 9km/h. La visibilità più ridotta si avrà alle ore 7 e sarà di 3730m. L’intensità solare più alta sarà alle ore 13 con un valore UV di 7.6, corrispondente a 917W/mq.

Venerdì 30 Aprile:

giornata caratterizzata da cielo velato o poco nuvoloso, temperatura minima 14°C, massima 29°C. Entrando nel dettaglio, avremo soleggiamento diffuso al mattino, cielo poco nuvoloso al pomeriggio, nubi sparse alla sera. Durante la giornata di domani si registrerà una temperatura massima di 29°C alle ore 15, mentre la minima alle ore 6 sarà di 14°C. I venti saranno deboli da Sud-Sud-Est al mattino con intensità di circa 10km/h, al pomeriggio deboli provenienti da Sud-Sud-Ovest con intensità di circa 10km/h, deboli da Est-Sud-Est alla sera con intensità tra 5km/h e 10km/h. L’intensità solare più alta sarà alle ore 13 con un valore UV di 8.8, corrispondente a 983W/mq.

Sabato 1 Maggio:

giornata caratterizzata da generali condizioni di cielo parzialmente nuvoloso, temperatura minima di 16°C e massima di 26°C. In particolare avremo cielo molto nuvoloso o coperto al mattino e al pomeriggio, cielo poco nuvoloso alla sera. Durante la giornata la temperatura massima verrà registrata alle ore 14 e sarà di 26°C, la minima di 16°C alle ore 5. I venti saranno al mattino moderati provenienti da Sud-Sud-Est con intensità tra 19km/h e 27km/h, per il resto della giornata moderati provenienti da Sud con intensità compresa tra 25 e 36km/h. L’intensità solare più alta sarà alle ore 13 con un valore UV di 2.2, corrispondente a 486W/mq.

Domenica 2 Maggio:

giornata caratterizzata da ampio soleggiamento. Durante la giornata si registrerà una temperatura massima di 24°C alle ore 13, mentre la minima alle ore 23 sarà di 14°C. I venti saranno sia al mattino che al pomeriggio moderati provenienti da Ovest con intensità compresa tra 23 e 28km/h, deboli da Ovest-Sud-Ovest alla sera con intensità tra 9km/h e 16km/h. L’intensità solare più alta sarà alle ore 13 con un valore UV di 9.3, corrispondente a 1009W/mq.

Meteo Castellammare di Stabia 29 aprile 2 maggio: oggi nubi sparse / Lorenza Sabatino / Redazione Campania

Operazione Petrolmafie SpA Dda di Catanzaro con Ros e Gdf: 56 arresti

Catanzaro. Ancora 56 mandati di custodia cautelare emessi dalla DDA di Catanzaro ed eseguiti, nell’ambito dell’ operazione PetrolMafie SpA, con un’operazione congiunta dei ROS e della GdF I Nomi ed il Video dell’operazione.

Nella mattinata odierna si è provveduto a dar esecuzione ad altri 56 mandati, emessi dal Giudice per le indagini Preliminari del Tribunale di Catanzaro, dott.ssa Valeria Isabella Valenzi, dietro richiesta del Procuratore della Repubblica, dott. Nicola Gratteri e dei Sostituti Procuratori, dott. Andrea Mancuso, dott.ssa Annamaria Frustaci e dott. Antonio De Bernardo.

L’operazione segue quella svolta lo scorso 8 Aprile, nell’ambito di un’azione investigativa congiunta fra le DDA di Roma, Catanzaro, Napoli e Reggio Calabria, denominata “Petrol Mafie SPA”, che aveva già portato a 15 fermi.

Dei 56 indagati e fermati oggi, 28 sono stati sottoposti a misura cautelare in carcere, 21 agli arresti domiciliari, 4 con obbligo di dimora e 3 a misura interdittiva.

I responsabili risultano indagati a vario titolo per associazione di stampo mafioso, associazione per delinquere finalizzata alle estorsoni, riciclaggio, reimpiego di denaro illecito, intestazione fittizia di beni, evasione di imposte ed Accise, emissione di fatture false, contraffazione di documenti…il tutto aggravato dal fatto che i crimini fossero funzionali allo sviluppo e l’espansiond di associazioni ‘ndranghetiste attive in Calabria.

Le attività investigative, condotte dalla Procura della Repubblica di Catanzaro e portate avanti dal ROS dei carabinieri e dal Nucleo di Polizia Economico Finanziario della Guardia di Finanza di Catanzaro, hanno potato a circoscrivere le attività illecite svolte dal clan “Mancuso” di Limbadi nel commercio fraudolento dei prodotti petroliferi, consentendo così di debellare il fiorente sodalizio criminale.

Sono stati affidati quindi, agli Amministratori Giudiziari, i beni precedentemente sequestrati nelle provincie di Catanzaro, Vibo Valentia, Crotone, Reggio Calabria, Verona, Salerno, Napoli, Catania, Messina, Palermo, Caltanissetta, Siracusa e Ragusa, tutti riconducibili a società e ditte individuali, operanti nel settore del carburante e dei trasporti.

I NOMI

Custodia cautelare in carcere:
Alberto Pietro Agosta
Roberto Aguì
Francescantonio Anello
Giuseppe Barbieri
Luigi Borriello
Gerardo Caparrotta
Alberto Coppola
Antonio D’amico
Giuseppe D’Amico
Filippo Fiarè
Salvatore Giorgio
Sergio Leonardi
Francesco Mancuso
Silvana Mancuso
Giuseppe Mercadante
Giulio Mitidieri
Francesco Monteleone
Luciano Morabito
Francesco Saverio Porretta
Antonio Prenesti
Daniele Prestanicola
Rosamaria Pugliese
Domenico Rigillo
Orazio Romeo
Giuseppe Ruccella
Francescantonio Tedesco
Giuseppe Terranova
Alessandro Primo Tirendi

Custodia cautelare ai domiciliari:

Armando Carvelli
Giovanni Carvelli
Enrico Agosta
Anna Bettozzi
Roberta Coppola
Felice D’Agostino
Francesco D’Angelo
Virginia Di Cesare
Gioacchino Falsaperla
Giuseppe Fasulo
Sebastiano Foti
Salvino Frazzetto
Gennaro Gravino
Paolo Lipari
Irina Paduret
Francesco Rugieri
Damiano Sciuto
Roberto Domenico Tirendi
Angelo Ucchino
Salvatore Ucchino
Gennaro Vivese

Obbligo di dimora:

Vincenzo Zera Falduto
Cesare Nicola Limardo
Gennaro Basile
Ciro Sodano

Misura interdittiva per un anno dall’esercizio di uffici direttivi di imprese e persone giuridiche:
Antonio Ricci
Rosario Christian Santoro
Antonino Signorello

Un’altra notizia che allarga il cuore e mantiene viva la nostra speranza di un mondo possibile e non più diretto dagli spietati interessi dei soliti massomafiosi, che allargano a macchia d’olio i terreni ed i settori coinvolti, distruggendo un po’ alla volta, ogni forma di economia sana e legale nel nostro paese.

Protezione e gloria qindi, ai nostri valorosi, uomini e donne, impegnati sul fronte della legalità e della Giustizia, per continuare l’opera eterna di Falcone e Borsellino, onorandone la memoria nei fatti e non in pietose commemorazioni. Il bene avanza…siamo con voi, non mollate mai, i miracoli accadono grazie a chi ci crede…

Operazione Petrolmafie SpA Dda di Catanzaro con Ros e Gdf: 56 arresti / Francesca Capretta / Cronaca Calabria

Organizziamo il bene! È l’ora! Il male si è già preso un bel vantaggio

Organizziamo il Bene. Si avvicina l’epoca delle commemorazioni di stato, proprio quelle che dovrebbero seriamente farci domandare in che Stato siamo ridotti, proprio ora che quelle leggi, scritte col sangue di tutte le nostre vittime innocenti e i nostri eroi di Stato, dovrebbero essere cancellate o riviste per tutelare i diritti umani di mostri sanguinari, imbottiti di soldi, avvocati e amici altolocati… Da qui l’invito: Organizziamo il bene! È ora, perché il male si è già preso un bel vantaggio.

I media però già ci informano che erano leggi pensate per l’emergenza, per tempi di guerra, mentre adesso è tutto sotto controllo…

Si, può essere… ma forse si riferiscono a quello della ‘Ndrangheta, che avendo preso il sopravvento su Cosa Nostra e Camorra, ormai consociate negli affari più importanti, avrà i suoi uomini nei punti chiave, tipo nell’Antimafia stessa, modello Montante ed imbattersi nell’ufficio sbagliato, nell’appalto sbagliato, nel concorso sbagliato… sarà sempre più facile e sdoganato.

Specialmente se la stampa e le televisioni non ti parlano mai dei quotidiani arresti per mafia fra le fila dei politici , se ti descrivono il voto di scambio come un segno di pace e nessuno nota tutti quegli inquisiti e condannati che siedono fra “i Migliori”, anzi, te li propongono alla guida dello Stato…è li che dovrebbe sorgere spontanea la fatidica domanda, circa il nostro stato generale.

Ma a noi però, mica a loro…

Noi, che ci lasciamo cullare da comode ragnatele di menzogne, che come amache accoglienti, ci vengono offerte da tutti quegli organi di stampa e tv, asserviti al nuovo potere unico… così che si possa riposare tranquilli, guardando inebetiti, la solita trasmissione spazzatura che ci spiega come non stanno le cose, mentre prendiamo sonno, indifferenti…

Da un lato abbiamo la notizia appena uscita, non si sa come, che il boss Nicolino Grande Aracri, abbia deciso di diventare collaboratore.

A parte la rarissima soddisfazione di pensare a tutti quei potenti deviati che se la stanno facendo addosso, ci restano solo inquietanti riflessioni…
La prima riguarda il solito mistero della diffusione di notizie riservate, non si sa mai ad opera di chi, la seconda è incoraggiante perché se Nicolino decidesse veramente di collaborare con l’altro Nicola, niente affatto fesso, sarebbe un vero miracolo, visto che anche lui non ha niente da guadagnare nel farlo ma solo da perdere, tanto più adesso che vengono praticamente equiparati i diritti dei boss in carica con quelli che al contrario, decidono di credere alla nostra giustizia e non più alla loro.

Voci non del tutto ufficialmente confermate ma molto accreditate, sembrano riportare che i suoi parenti, a scanso equivoci, abbiano già dichiarato di non voler essere inseriti in quel magnifico programma di protezione offerto dallo stato. Si porterebbe persino pensare, che potendo disporre di solidi mezzi economici, in ogni caso e comunque vada, ritengano di potersi proteggere molto meglio da soli e questo potrebbe indurre altre riflettessoni, volendo.

Non tutti però possono contare su tali solide basi economiche e negli stessi giorni, dai social ci arrivano ben altre voci disperate ma totalmente prive di eco.

Guardando stampa e tv straniere, scopriamo che i nostri Collaboratori, quegli uomini davvero ravveduti, che continuano a fornire testimonianze per lo Stato, persino a proprie spese, vengono totalmente abbandonati a se stessi e solo nel resto d’Europa, se ne sta parlando.

Gli altri familiari di Bruzzese, quelli sopravvissuti, per lo più donne e bambini, sono sempre ad implorare nuove identità e sicurezza, visto che dall’ultimo omicidio, nulla è cambiato.

Ma c’è anche Luigi Bonaventura che lancia appelli di aiuto per la sua famiglia.

Per quella moglie che lo convinse a collaborare, che lo spinse ad assumersi le sue responsabilità e non si accontentò di andare a vivere ai caraibi, quando scopri’ che il denaro che suo marito le portava a casa era sporco di sangue.

Per quei figli che hanno vissuto una vita priva di diritti, fosse anche solo quello di poter avere degli amici o il diritto allo studio e ad un barlume di speranza.

Il Bonaventura fa anche sapere che i suoi cognati hanno problemi di salute, persone totalmente innocenti ed estranee alla mafia che stanno pagando cara la sua decisione di collaborare.

Uno è stato investito e si trova in ospedale ma dato che sono intervenute le forze dell’Ordine nell’incidente, ora rischiano nuovamente tutti, un nuovo cambio di località, per motivi di sicurezza che in realtà dipendono sempre da quel cambio di generalità che lo Stato non gli fornisce.

Il Bonaventura stesso, collabora da 15 anni ma è stato messo fuori dal programma di protezione ormai da 6.

Ha testimoniato continuamente in questi anni, anche nel maxi processo, pochi giorni fa ma dichiara che lo Stato non gli paga più nemmeno l’avvocato… Vi rendete conto? Lui comunque sia, protetto o meno, va a testimoniare nell’interesse dello Stato, non per se stesso.

Potrete trovare dei bei servizi giornalistici, stranieri ovviamente ma sottotilotati, su di lui ed anche sul maxi processo in corso a Lamezia, quello di cui si parla in tutto il mondo, ma non qui.

Andate a dare un’occhiata alla pagina Facebook del Gruppo di Testimoni di legalità e Antimafia sociale, “Uniti con Luigi Bonaventura, contro la ‘ndrangheta”. Magari iscrivetevi e dai post che vi colpiranno di più, scoprirete
l’esistenza di tanti altri gruppi, dove si trovano persone alle quali, come a voi, tutto questo fa schifo, persone che non hanno ancora perso la speranza e che hanno deciso di reagire, combattendo davvero, con la propria pelle, per la ricerca di un po’ di giustizia.

Come scrive sempre Luigi Bonaventura dai suoi post: Organizziamo il bene… è ora, perché il male si è preso un bel vantaggio…

Grazie a coloro che aderiranno e a tutti diciamo che domani, sempre per le ore 07:00, vi attende l’ultimo pezzo di questa pesentazione, sui Collaboratori di Giustizia in particolare e sulla nostra situazione, in generale…

Francesca Capretta /  Redazione

COLLEGATE:

Molecolari in diminuzione in Sicilia ma salgono i positivi. Oggi 30 morti

Scendono i molecolari in Sicilia salgono i positivi. Oggi 30 morti

Stiamo ormai assistendo da quasi un mese, da dopo l’indagine sull’Assessorato Regionale Siciliano alla Salute (30 Marzo 2021 Sicilia: i dati sulla pandemia erano falsati, arresti e indagati) ad una impennata dei positivi che dalla media di cinquecento al giorno si è passati ad una quotidianità di più o meno mille.

La Sicilia è anche la Regione che effettua la metà di molecolari, se non pure meno, rispetto ad altre Regioni d’Italia con pressoché parità di abitanti, a fronte però del doppio e anche più di antigeni (22 Aprile 2021 Covid in Sicilia, carenti i controlli, discrepanza molecolari tra Sicilia e Campania – (14 Novembre 2020 Covid, nell’Isola aumentano in terapia intensiva. In Campania il doppio di tamponi della Sicilia – 20 Febbraio 2021 Sicilia e Campania, prossimi come abitanti, i molecolari sono 7568 con 17655).

Eppure sarebbero i molecolari presi a riferimento per quantificare i positivi sintomatici e asintomatici.

Si deve presumere che minore è il numero dei molecolari, più possibilità ci sono che lo sia anche quello dei contagi e pertanto maggiori sono le probabilità di approdare in zona gialla se non anche bianca.

Oggi tuttavia nonostante che rispetto a ieri (9911) i molecolari fossero inferiori (9291), i positivi ieri sono stati 940, oggi sono saliti a 980.

La speranza ormai è che i vaccini siano rapidamente diffusi tra la popolazione e si rivelino efficaci, in quanto c’è esplicito una parte di popolazione incontrollata e incontrollabile che è come senza freni civili verso il prossimo.

I dati di oggi in Sicilia

Il dato dei ricoveri oggi per Coronavirus negli ospedali siciliani rispetto a ieri vede un decremento complessivo di 28 unità, così come riporta il bollettino quotidiano del Ministero della Salute. In terapia intensiva sono in cura 172 persone (4 in più rispetto a ieri). Il dato dei guariti è pari a 1663 persone. 30 i decessi. I nuovi soggetti positivi rilevati sono 980. I tamponi molecolari processati sono stati 9291. I tamponi rapidi sono stati 20859.

A livello provinciale, oggi è Catania la città che tiene maggiormente in apprensione le autorità sanitarie regionali. A causa dei tanti focolai presenti nella provincia etnea, l’Aspa di Catania ha comunicato oggi quasi la metà dei casi totali della Sicilia. Sono 441 le infezioni da Sars-CoV-2 registrate a Catania e provincia nelle ultime 24 ore, poi c’è Palermo (che da domani torna zona arancione) con 184 casi, quindi Agrigento con 90, Ragusa con 82, Caltanissetta con 68, Messina con 50, Siracusa con 33, Trapani con 25 ed Enna con 7.

Le dosi di vaccino complessivamente inoculate sono 1360505.

Alcuni dati di ieri (27 aprile 2021) nell’Isola: I ricoveri ieri per Coronavirus negli ospedali siciliani in terapia intensiva erano 168. I guariti 913. I decessi 33. I nuovi soggetti positivi rilevati sono stati 940. I tamponi molecolari processati 9911. I tamponi rapidi 18851.

Ci vogliono più controlli sulle strade e negli abitati

Si scrive da almeno un anno in queste pagine regionali di certi fatti, peraltro anche corroborati da operazioni delle Forze dell’ordine. In alcuni articoli si è segnalato che: lo spaccio appare di tutta evidenza in aumento e le dosi vengono occultate persino in bocca, tra le chiappe, i seni, nei genitali, calzini, cassonetti, arbusti, ecc. Luoghi di certo non igienici e sterili; le case di appuntamento non hanno smesso di funzionare bensì sono divenute meno ostentate (come la mafia o le delinquenze che da dietro le quinte le gestiscono: sommerse) godendo anche durante questa pandemia di una notoria richiesta di viagrati nonni, padri e figli sicché è supponibile che Sars-Cov-2 partecipi come terzo; i festini di fine settimana, specialmente tra giovani e anche tra adolescenti, a base di alcol e altro sono ormai come un rito.

Occorrerebbero molti piò uomini delle Forze dell’ordine per controllare 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno. Ma si attivino anche le Polizie Municipali, quelle metropolitane, regionali, ecc.

Gli esperti ci dicono spesso che il vaccino ci difende dalla malattia (Covid-19) ma non da un possibile contagio del coronavirus (Sars-cov-2) e che per questo si devono ancora mantenere le regole anti-covid, quali distanziamento, mascherina e igiene delle mani, per far si che il virus non abbia la possibilità di passare da un soggetto all’altro e aspetto peggiore, poter mutare in una variante più patogena.

Purtroppo seppure è palese che tre quarti di cittadini rispetta questi dettami, è anche lampante che l’altro quarto, sotto gli occhi di chi può e vuole vedere, da sempre si comporta in maniera tribale, così nella fattispecie anche diffondendo e spalmando il coronavirus.

Non ne usciamo seguitando di questo passo e potremmo avere ancora morti e anche ulteriori conseguenze economiche ben più pesanti delle attuali. E andiamo incontro all’estate. Ci dobbiamo poi aspettare un altro autunno come i due precedenti ? Non sarebbe sostenibile neanche psicologicamente.

Dai Piani alti dello Stato, dai Ministeri, si prenda coscienza che occorre una decisa stretta contro alcuni, invece di mettere in croce sempre i soliti ristoratori, esercenti, bar, albergatori, teatri, cinema, ecc.

Adduso Sebastiano

(tutte le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

Intercettato e sequestrato un carico di hashish del valore di 200mila euro

La Polizia di Stato di Palermo ha intercettato un grosso carico di 30 chilogrammi di hashish, appena giunto nel capoluogo siciliano.

Sono stati i poliziotti della Squadra Mobile del capoluogo, impegnati unitamente ai colleghi dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico in un servizio di controllo nella zona della stazione centrale a procedere al sequestro dello stupefacente ed all’arresto di un cittadino tunisino 28enne.

I poliziotti hanno notato come il 28enne, proveniente da Messina a bordo di un pullman, dopo avere recuperato un trolley dalla stiva del bus, avesse indugiato non poco, guardandosi più volte attorno prima di allontanarsi a piedi.

È così scattato un controllo di polizia nei confronti del 28enne che, inizialmente, è sembrato assecondare le indicazioni dei poliziotti. Dopo alcuni secondi, l’uomo ha però spintonato gli agenti ed ha cercato una improbabile fuga in direzione di via Buccola dove è però stato raggiunto e bloccato.

I poliziotti hanno intuito che l’uomo potesse occultare sostanza stupefacente, certo non potevano immaginare che ne trasportasse così tanta, men che meno nascondendola semplicemente nel trolley: dentro la valigia, infatti, avvolti da indumenti e mischiati ad effetti personali, sono stati recuperati ben tre involucri, composti ognuno da 20 pacchi, da 500 grammi cadauno, di hashish.

Il valore dello stupefacente, una volta immesso nelle piazze dello spaccio cittadino al dettaglio, si sarebbe aggirato sui 200,000,00 euro.

L’uomo è stato arrestato e dovrà rispondere anche del reato di resistenza a Pubblico Ufficiale.

Indagini sono in corso per risalire a fornitori e destinatari dello stupefacente.

Adduso Sebastiano

(tutte le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

L’osservato speciale – Tiémoué Bakayoko, Dalle Banlieue alla conquista della Ligue 1

L’osservato speciale – Un bentornato speciale ai lettori di Vivicentro.it alla settima edizione della rubrica “L’osservato speciale”, rubrica di approfondimento sui calciatori della SSC Napoli.

L’osservato speciale – Tiémoué Bakayoko, Dalle Banlieue alla conquista della Ligue 1

L’osservato speciale di questa settimana è Tiémoué Bakayoko, mediano classe 1994, alto 1,90 m e peso 77 kg.

L’osservato speciale Tiémoué Bakayoko nasce in una banlieue di Parigi il 17 agosto 1994(26) e la sua carriera calcistica comincia nella giovanili del Rennes.

Gli inizi

Nell’estate del 2008 Tiémoué Bakayoko viene ingaggiato dal Rennes.

In poco tempo mostra tutto il suo valore ed il suo potenziale come mediano, tanto da diventare un elemento essenziale della squadra giovanile.

Tiémoué Bakayoko fa il suo esordio in Ligue 1 il 24 agosto 2013 nella gara disputata al Parc des Sports di Annecy contro l’Evian TG, match vinto dal Rennes per 2-1.

Il 26 ottobre 2013, invece, arriva il primo goal di Tiémoué in Ligue 1 ed in carriera nella partita vinta per 5-0 contro il Tolosa allo Stadium Municipal.

Termina la stagione siglando una sola rete in 28 partite disputate con la maglia rossonera.

Il Monaco

Il 28 luglio 2014 il Monaco acquista a titolo definitivo le prestazioni sportive di Bakayoko per una cifra di circa 8 milioni di euro, facendogli firmare un quinquennale.

L’esordio di Bakayoko con i monegaschi arriva alla prima giornata di campionato, esordio che, però, coincide con una sconfitta nella partita persa per 2-1 contro il FC Lorient.

Tiémoué debutta in Champions League il 1 ottobre 2014, nella partita di fase a gironi di Champions League disputata contro lo Zenit San Pietroburgo, subentrando nei minuti finali a João Moutinho.

Nelle stagioni successive Bakayoko diventa sempre più importante per la squadra di Monte Carlo, diventando uno dei protagonisti della vittoria del campionato francese nella stagione 2016-2017.

Il Chelsea

Il 16 luglio 2017 Tiémoué Bakayoko passa al Chelsea per una cifra molto alta che si aggira intorno ai 40 milioni di euro.

Il 20 agosto 2017 Tiémoué Bakayoko fa il suo esordio con i Blues in occasione della trasferta vinta per 2-1 contro il Tottenham.

Termina la stagione con la squadra londinese segnando 3 goal, di cui uno in Champions e due in Premier League, e 3 assist in ben 43 partite disputate.

I Prestiti tra Milan, Monaco e Napoli

Il 14 agosto 2018 il Milan acquista Bakayoko dal Chelsea con un prestito oneroso di 5 milioni con diritto di riscatto fissato a 35 milioni.

Fa il suo debutto con il “Diavolo” nella partita Napoli-Milan, entrando a partita in corso al posto di Biglia.

Dopo un inizio di campionato abbastanza difficile riesce a trovare sempre più spazio nell’undici titolare del Milan di Mr. Gattuso.

Per il suo primo goal in Serie A bisogna aspettare il 17 marzo 2019, giorno in cui si è disputato il derby della “Madonnina” vinto poi dai nerazzurri per 3-2.

Al termine della stagione Bakayoko non viene riscattato per varie ragioni dal Milan e dunque ritorna al Chelsea.

La stagione successiva il Monaco lo acquista a titolo temporaneo con diritto di riscatto, ma non viene riscattato dai monegaschi e, quindi, il 24 giugno fa ritorno al Chelsea.

Il 5 ottobre 2020 Bakayoko viene acquistato in prestito con diritto di riscatto dal Napoli di Gennaro Gattuso, suo allenatore ai tempi del Milan.

Debutta da titolare il 17 ottobre nella strabiliante gara vinta dal Napoli per 4-1 contro l’Atalanta di Gasperini.

La sua prima rete con la maglia azzurra arriva il 10 gennaio 2021, giorno della vittoria del Napoli contro l’Udinese arrivata grazie ad un suo colpo di testa nei minuti di recupero.

Mentre la seconda rete con i partenopei arriva il 26 aprile 2021, rete che sblocca il risultato nella gara poi vinta per 2-0 contro il Torino di Davide Nicola.

Curiosità

Le origini

Tiémoué Bakayoko è nato e cresciuto con la sua famiglia di origini ivoriane in una delle Banlieue parigine, di sicuro non un posto facile in cui crescere.

Gli infortuni

È sempre stato molto sfortunato per quanto riguarda gli infortuni, infatti il primo serio infortunio arriva all’età di 10 anni, uno stop che avrebbe potuto farlo addirittura smettere di giocare.

Le passioni

Tiémoué Bakayoko è un appassionato di Boxe, del mare (al suo arrivo a Napoli ha scelto una casa panoramica a Posillipo) ed infine di moda (è un azionista ed ambasciatore del brand francese Etudes).

Gli idoli

I suoi idoli da bambino erano Patrick Vieira e Marcel Desailly, i due campioni che nel 1998 vinsero la Coppa del Mondo con i galletti.

I look stravaganti

Negli anni ha sempre sfoggiato look molto stravaganti, infatti quando era al Monaco si tinse i capelli di bianco, mentre quando era al Chelsea li tinse di blu.

Ternana-Juve Stabia: 6 i precedenti in campionato disputati in terra umbra

Ternana e Juve Stabia, si  sono incontrate in campionato sei volte al Liberati di Terni; sono quattro vittorie per gli umbri e due i pareggi.

Questi i dettagli:

– 1997 / 1998 – Campionato Nazionale di Serie C1 girone B

26 aprile 1998 – 14° giornata di ritorno: TERNANA – JUVE STABIA 1 – 0 (arbitro Andrea Zaltron di Bassano del Grappa) Borgobello.

– 2006 / 2007 – Campionato Nazionale di Serie C1 girone B

18 febbraio 2007 – 6° giornata di ritorno: TERNANA – JUVE STABIA 1 – 1 (arbitro Lorenzo Ferrandino di Sondrio) Fanasca (T) Allan Pierre BACLET (JS).

– 2008 / 2009 – Campionato Nazionale di Lega Pro – Prima Divisione – girone B

18 gennaio 2009 – 2° giornata di ritorno: TERNANA – JUVE STABIA 2 – 1 (arbitro Leandro Borracci di San Benedetto del Tronto) Morello (T), Noviello (T) e Mario ARTISTICO (JS).

fabio caserta juve stabia– 2010 / 2011 – Campionato Nazionale di Lega Pro – Prima Divisione – girone B

7 novembre 2010 – 12° giornata d’andata: TERNANA – JUVE STABIA 2 – 1 (arbitro Eugenio Abbattista di Molfetta) Imburgia (T), Nazzareno TARANTINO (JS) e Borghetti (T).

– 2012 / 2013 – Campionato Nazionale di Serie Bwin

8 dicembre 2012 – 18° giornata d’andata: TERNANA – JUVE STABIA 3 – 2 (arbitro Luca Pairetto di Nichelino) Alfageme (T), Vitale (T), Fabio CASERTA (JS) (foto), Gennaro SCOGNAMIGLIO (JS) e Ragusa (T).

– 2013 / 2014 – Campionato Nazionale di Serie B Eurobet

5 ottobre 2013 – 8° giornata d’andata: TERNANA – JUVE STABIA 1 – 1 (arbitro Michael Fabbri di Ravenna) Ferronetti (T) e Ali SOWE (JS).

I precedenti disputati a Castellammare

Giovanni MATRONE

© TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto. E’ possibile richiedere autorizzazione scritta alla nostra Redazione. L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo e delle eventuali fonti in esso citate.

“Passione Lega Pro”, in diretta il 28 aprile 2021 sui canali social di Vivicentro

0

“Passione Lega Pro”, in diretta sui canali social di Vivicentro

Ospiti della serata Riccardo Antonelli, giornalista del Corriere Adriatico, Antonio Fioretto telecronista di Eleven Sport, e Francesco Petrelli di Ternipolemica.it. In Studio il Direttore di ViViCentro Network, Mario Vollono. Conduce Carmine D’Argenio

 

Parleremo del recupero odierno:

CAVESE (4-3-3): Russo; Matino (65′ Senese), Marzupio, De Franco, Lancini; De Marco (68′ Cuccurullo), Pompetti (86′ Nunziante), Matera; Senesi (65′ Gatto), Gerardi, Bubas (86′ De Rosa). A disp.: D’Andrea, Paduano, Ricchi, Favasuli, De Vito, Calderini.  All.: V. Maiuri.

TURRIS (4-4-2): Barone; Ferretti (32′ Esempio), Di Nunzio, Lorenzini, Loreto; Da Dalt (55′ Giannone), Franco, Romano, D’Ignazio (55′ Brandi); Alma (86′ D’Oriano), Boiciuc (86′ Salazaro). A disp.: Abagnale, Longo, Fabiano, Pitzalis, Primicile, Persano, Salazaro, Lame, D’Oriano. All.: B. Caneo.

Reti: Pompetti, Gerardi, Bubas

ARBITRO: Sig. Giorgio Vergaro (Bari). Assistenti: Feraboli – Maninetti. Quarto ufficiale: Fiero.

 

Cavese già retrocessa. Turris che può dire addio ai playoff

 

Guarderemo al Girone B attraverso la gara di domenica scorsa Perugia – Matelica, per proiettarci all’ultima della stagione regolare che deciderà nei 90 finali chi sarà la promossa diretta

 

Infine occhio al Girone C, con la Juve Stabia, tra le più lanciate ai playoff, che andrà al Liberati di Terni a giocarsi gli ultimi tre punti della stagione regolare contro la squadra dei record della categoria, la Ternana che già guarda alla B

 

Saranno ospiti in “Passione Lega Pro” alle 20.30 il giornalista del Corriere Adriatico Riccardo Antonelli, il telecronista di Eleven Sport Antonio Fioretto, il giornalista di Ternipolemica.it Francesco Petrelli

 

Appuntamento dunque a questa sera alle 20:30 sulle pagine Facebook, Youtube e Twitch  di Vivicentro.

 

“Passione Lega Pro”, in diretta sui canali social di Vivicentro/ A cura di Carmine D’Argenio

© TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto. E’ possibile richiedere autorizzazione scritta alla nostra Redazione. L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo e delle eventuali fonti in esso citate.

 

Cirò Marina (KR) Rintracciata dai carabinieri, minorenne fuggita da casa

Cirò Marina (KR) Rintracciata dai Carabinieri, ragazza minorenne che si era allontanata da casa, ieri pomeriggo, per non tornarci.

Non c’è niente di più bello che scrivere storie a lieto fine, specialmente se sono vere…

Ieri pomeriggio i Carabinieri di Cirò Marina, ricevevano una denuncia, relativa alla scomparsa di una ragazza minorenne che aveva lasciato la propria abitazione con l’ intenzione almeno momentanea di non farvi ritorno.

In questi casi è importe far scattare immediatamente le ricerche ed è esattamente ciò che è stato fatto.

Le ininterrotte ricerche, portate avanti dalla Compagnia Carabinieri di Cirò Marina, coadiuvati da personale dei VV.FF di Critone e coordinati dalla Prefettura di Crotone, avviate ieri sera subito dopo l’allarme ricevuto, ha prodotto ottimi frutti.

Stamattina alle 9.30, la ragazza è stata rintracciata sana e salva in Piazza Kennedy a Cirò Marina.

Subito condotta in caserma per prestarle la prima assistenza, in attesa del suo rientro a casa.

Come sempre, complimenti e ringraziamenti a tutti coloro che prestano la loro opera per il bene della comunità, con grande professionalità e passione, come in questo caso.

Cirò Marina (KR) Rintracciata dai carabinieri, minorenne fuggita da casa / Francesca Capretta / Cronaca Calabria

Alcuni altri articoli di Cronaca dalla Calabria presenti nei nostri archivi:

Gori riapre al pubblico gli sportelli di Nocera, Pomigliano e Torre del Greco

Dopo lo stop legato al peggioramento della situazione epidemiologica, a partire da lunedì 3 maggio GORI riapre al pubblico gli sportelli di Nocera Inferiore e Torre del Greco, operativi dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 16:30 e il sabato dalle 9:00 alle 13:00, e quello di Pomigliano d’Arco, aperto dal martedì al venerdì dalle 8:30 alle 16:30.

Al fine di evitare la possibilità di assembramenti e di eliminare i tempi di attesa, l’ingresso agli sportelli potrà avvenire su appuntamento, da prenotare attraverso il sito www.goriacqua.com.

È sempre attivo, inoltre, il servizio di Videochiamata per l’esecuzione di pratiche commerciali a distanza, anch’esso prenotabile attraverso il sito GORI.

Restano a disposizione, infine, i canali digitali: registrandosi all’Area Clienti myGORI, presente sul sito www.goriacqua.com, e scaricando l’APP myGORI, disponibile per iOS e Android, si possono effettuare tutte le operazioni di sportello comodamente da casa e in pochi click.

In alternativa, è possibile contattare il Numero Verde Commerciale 800900161 (gratuito da rete fissa) e 0810206622 (da rete mobile). Gli operatori rispondono dal lunedì al venerdì dalle 08:30 alle 17:30 ed il sabato dalle 09:00 alle 13:00.

Bari, lo sprofondo continua… – La Bastonatura di ViViCentro.it

Il Bari della famiglia De Laurentiis rappresenta senza alcun dubbio la più grande delusione del campionato di Serie C Girone C 2020-2021. Nonostante una campagna acquisti faraonica nella quale sono stati investiti oltre dieci milioni di euro pareggiando in pratica lo stesso budget di investimenti dell’anno precedente, il Bari annaspa sempre più in classifica. Ad oggi, ad una sola giornata dal termine della stagione regolare che vedrà i galletti impegnati nella gara casalinga contro il Bisceglie già condannato a disputare i playout retrocessione, il Bari nonostante i circa 20 milioni di euro investiti in un biennio, vede addirittura a rischio il quarto posto in classifica, insidiato da Catania e Juve Stabia a due sole lunghezze di distacco.

Gli acquisti dei vari Antenucci, Marras, D’Ursi, Maita, Candellone, Ciofani, Sabbione, De Risio, Celiento, Cianci ecc., rappresentano un vero e proprio extra-lusso per la categoria ma nonostante tutto ciò il Bari non va e il suo passo sembra sempre più paragonabile a quello del gambero, un passo avanti e due indietro.

Evidentissime le colpe della gestione tecnica con un tecnico come Gaetano Auteri che, reduce dagli ultimi fallimenti di Catanzaro e di Matera, non ha mai perso occasione durante la stagione per prendersela con l’arbitro di turno invece di fare un pò di serena autocritica che non avrebbe guastato visto che solo lui vedeva durante la stagione il Bari giocare bene mentre i risultati dicevano tutt’altro.

Ma scellerate sono state anche decisioni della società in corso d’opera. L’allontanamento del tecnico Auteri e del ds Romairone e l’avvicendamento con il nuovo tecnico Massimo Carrera se possibile ha fatto sì che il Bari andasse ancora peggio sotto la nuova gestione tecnica.

Con Carrera in panchina infatti il Bari ha avuto una media punti addirittura inferiore a quella del suo predecessore Auteri. Tanto da costringere la società, a due sole giornate dalla fine del campionato, a richiamare in fretta e furia proprio Auteri che, a quanto sembra, aveva lasciato non poco malumore tra i senatori dello spogliatoio pugliese.

Tutto ciò in un clima di aperta contestazione della tifoseria barese nei confronti soprattutto della squadra che ha raggiunto il suo punto massimo dopo la nettissima sconfitta di domenica pomeriggio a Torre del Greco, la prima col ritorno di Auteri in panchina. Un 3-0 perentorio che ha acuito la crisi del Bari subito al cospetto di una Turris che pure mancava di alcuni uomini importanti.

A rendere ancora più torbida l’atmosfera intorno al Bari, c’è stata anche il macabro ritrovamento di una testa di maiale esposta fuori allo stadio “San Nicola” con uno striscione dal titolo eloquente “Farete questa fine“. Una reazione spropositata e inusitata di alcuni facinorosi che però fotografa bene il clima che si vive intorno alla squadra che in questo momento sembra sempre più un collettivo sull’orlo di una crisi di nervi.

Una stagione tutta da dimenticare quella del Bari con il tecnico Auteri che torna nel modo peggiore sulla panchina barese, con il suo predecessore Carrera che ha fatto anche peggio di lui, e i calciatori non meno responsabili di quanto accaduto in negativo finora. Ma soprattutto un rendimento che non rende merito alla famiglia De Laurentiis per gli investimenti copiosi fatti in due anni e soprattutto all’indomani della sconfitta nella finale playoff con la Reggiana dello scorso anno. A conferma che i soldi non sono tutto nel calcio, anche quello di Serie C.

 

a cura di Natale Giusti

© TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto. E’ possibile richiedere autorizzazione scritta alla nostra Redazione. L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo.

Napoli, duro colpo al clan Sibillo: 21 arresti gruppo “paranza dei bambini”

Napoli, duro colpo al clan Sibillo: 21 arresti. Il gruppo criminale fu definito “la paranza dei bambini” dai media – VIDEO

Alle prime luci dell’alba di questa mattina i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli hanno eseguito provvedimenti cautelari emessi dal GIP del Tribunale partenopeo su richiesta della DDA, nei confronti di 21 persone ritenute legate al clan “Sibillo”, operante nel cuore della città e reso celebre dai media come “la paranza dei bambini”, retto tra il 2013 e il 2015 dai fratelli Pasquale ed Emanuele Sibillo.

Gli arrestati sono ritenuti gravemente indiziati dei delitti di associazione di tipo mafioso, estorsione, ricettazione, spaccio di sostanze stupefacenti, sfruttamento della prostituzione, detenzione e porto abusivo di armi da fuoco con le aggravanti delle finalità mafiose.

Le indagini, condotte dai Carabinieri della Compagnia Napoli Centro e coordinate dalla DDA partenopea, hanno documentato un’escalation di eventi – richieste estorsive ed esplosioni di ordigni e colpi d’arma da fuoco a fini intimidatori – che hanno segnato la quotidianità del centro storico, nell’ambito dei contrasti sorti con l’organizzazione camorristica rivale dei “Mazzarella”.

Una vera e propria “strategia della tensione” adottata dai clan per sollecitare l’intervento delle Forze dell’Ordine e della Procura ai danni dei rivali. A farne le spese gli esercenti delle attività del centro, pizzerie ed esercizi commerciali, costretti a subire le richieste estorsive, le intimidazioni e le azioni violente.

 

Blitz antidroga nei locali notturni di Taormina e Giardini Naxos, 26 arresti

Blitz antidroga nei locali notturni di Taormina e Giardini Naxos, 26 arresti

I Carabinieri del Comando Provinciale di Messina, con l’operazione Alcantara, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip presso il Tribunale di Messina su richiesta della Procura della Repubblica – D.D.A. di Messina, guidata dal procuratore Maurizio de Lucia, nei confronti di 26 persone accusate a vario titolo dei delitti di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti ed estorsione.

L’INDAGINE

L’indagine ha interessato una rete di distribuzione della droga che operava nelle località turistiche messinesi di Taormina e Giardini Naxos e in vari centri urbani della valle dell’Alcantara. Complessivamente sono stati sequestrati circa 2,5 kg di marijuana, 40 gr di cocaina e 20 gr di hashish.

Le investigazioni furono avviate nel settembre 2018, a seguito dell’arresto in flagranza di reato di un 17enne di Gaggi (non coinvolto in questa operazione). I Carabinieri della Stazione di Graniti, nel corso di un servizio d’istituto finalizzato alla prevenzione e contrasto del consumo di sostanze stupefacenti, avevano tratto in arresto di flagranza di reato un diciassettenne resosi responsabile di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Il minore, fermato dai Carabinieri e sottoposto a perquisizione personale, estesa successivamente anche all’abitazione, era stato trovato in possesso complessivamente di circa 1 Kg di marijuana, 15 grammi di cocaina, 11 di hashish e 3 bilancini di precisione oltre che materiale utile per il confezionamento in dosi delle suddette sostanze stupefacenti. Espletate le formalità di rito, il ragazzo venne accompagnato presso il centro di prima accoglienza minorenni di Messina a disposizione dell’Autorità Giudiziaria Minorile.

Le successive verifiche sviluppate dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Taormina hanno consentito di individuare la struttura di due organizzazioni criminali dedite alla distribuzione sul territorio di sostanze stupefacenti, la prima operante nel territorio di Gaggi e nella valle dell’Alcantara, la seconda a Giardini Naxos e Taormina.

Fino al lockdown, lo spaccio del narcotico è stato attuato in alcune note discoteche e locali della movida notturna taorminese, sulla base dei consolidati accordi di spartizione delle piazze di spaccio tra i clan mafiosi BRUNETTO e CINTORRINO operanti nell’area limitrofa di Giarre, Fiumefreddo e Calatabiano, in provincia di Catania, i quali alimentano e controllano anche il fiorente mercato della droga nelle località turistiche della riviera ionica messinese.

La congrega criminale  reperiva stabilmente la droga sul mercato catanese grazie ai contatti del capo dell’organizzazione, Giovanni Marco Condorelli di Giardini Naxos, arrestato nel maggio 2020 dai Carabinieri di Giarre (26 Maggio 2020 I Carabinieri hanno eseguito 46 misure cautelari per mafia nel catanese) in quanto ritenuto organico al clan mafioso Brunetto, articolazione del clan Santapaola-Ercolano egemone a Giarre, Mascali, Fiumefreddo di Sicilia e Castiglione di Sicilia.

Il sodalizio delinquenziale ha continuato comunque ad operare nel traffico di sostanze stupefacenti, sotto la direzione del suo braccio destro, Carmelo Coco di Fiumefreddo. I legami con la criminalità organizzata catanese consentivano al sodalizio criminale di acquistare quantità significative di stupefacente in conto vendita per poi immetterle sul mercato nei pressi di noti e frequentati locali della movida di Taormina e Giardini Naxos, oppure mediante consegne in favore di acquirenti abituali; i proventi dell’attività di spaccio venivano consegnati al capo dell’organizzazione che provvedeva a dividere gli utili tra gli associati, reinvestendo parte dei profitti nell’acquisto di nuovi carichi di sostanza stupefacente.

Nel corso delle indagini sono stati eseguiti numerosi arresti in flagranza e sequestri di narcotico che hanno documentato il florido mercato riconducibile alle due organizzazioni criminali indagate che si avvalevano di numerosi giovani, tra cui anche minorenni, per lo spaccio e ricorrevano all’intimidazione e alla violenza per il recupero dei crediti maturati a seguito della vendita della droga.

Dei 26 arrestati 16 sono ragazzi tra i 18 e i 24 anni.

In un’occasione uno dei componenti dell’organizzazione è stato pestato da alcuni giovani perché voleva dissociarsi e non fare parte più della banda. Il giovane è stato colpito, come si vede nelle immagini, anche con un bastone. Era ritenuto un confidente della polizia. Il pestaggio, avvenuto all’esterno di un noto locale della movida di Giardini Naxos, fu ritratto dalle telecamere di videosorveglianza del bar che hanno consentito di documentare la violenta aggressione in danno del giovane che veniva colpito con un blocca sterzo e indotto a darsi alla fuga dopo aver riportato lesioni, poi refertate con 10 giorni di prognosi.

I PROVVEDIMENTI

Per tredici degli arrestati è stato disposto il carcere, per gli altri tredici, i domiciliari.

GLI ARRESTATI

In carcere sono finiti Maurizio Carmelo Chisari, 52 anni; Giovanni Mario Chisari, 21; Alfio Cicala, 35; Vincenzo Curia, 53; Vincenzo Verga, 46; Alfredo Mancuso, 19; Andrea Pio Chisari, 18; Alessandro Mario Cutrufello, 25; Giuseppe Raneri, 49; Giovanni Marco Condorelli, 29; Carmelo Coco, 36; Antonio Cacciola, 21; Joao Victor Gualberto Amorelli detto Vittorio, 22 anni. Agli arresti domiciliari Tiziano Trimarchi, 38 anni; Simone Raiti, 25; Leonardo Patanè, 25; Sergio Salvatore Corica, 21; Nicolò Scarinci, 21; Gianluca Russo, 23; Emanuele Grasso, 25; Paolo Monforte, 28; Emanuele Giordano, 22; Soufiane Ougas, 23; Carlo Di Pasquale, 20; Francesco Lo Presti, 23; Antonino Nucifora, 26 anni.

Adduso Sebastiano

 

(tutte le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

Spigolando Cap. 4: Le confessioni a Falcone e Borsellino. E fu Strage!

Spigolando Cap. 4: Le confessioni a Falcone e Borsellino – Eravamo rimasti ai diritti negati dei parenti dei Collaboratori di Giustizia e di tutte le falle del sistema di protezione, che se non verranno tappate, faranno affondare tutto il sistema di contrasto alle mafie, forse per quello ci addestrano a compiacerci dei naufragi, intanto…

Se potessero rilasciare interviste come il celeste Formigoni, anche i Collaboratori e i loro parenti, potrebbero parlarci delle case nelle quali li fanno vivere, sempre le stesse, dove si alternano sempre nuove famiglie e poliziotti, dove i contraenti dell’affitto, non sono loro con le nuove identità che non hanno, bensì sempre quello stato, che non riesce a fornirgliele, scoprendoli così ulteriormente.

Non ci vuole molto a capire chi occupa quelle case, specialmente se sei costretto a rimettere il tuo vero nome, perché lo Stato non è stato in grado di fornirti neppure la copia di un documento falsificato da lui medesimo ed andato smarrito.

Senza quelle nuove identità, non vedono neppure riportati i loro titoli di studio, le pregresse attività lavorative per poter compilare un curriculum, è un dramma anche comprare un’auto e andare a scuola…

Sbattuti da una parte all’altra, messi a tacere, privati di quei diritti di base, come la sicurezza, il diritto al lavoro ed allo studio, che non posso denunciare per il dovere del silenzio, che lo stato impone loro…

Qualche dubbio dovrebbe sorgere comunque, anche nelle menti “garantiste” che concedono a Formigoni e ai boss in attività, scenari ben diversi, fatti di diritti, battaglie mediatiche, avvocati di grido e Giudici internazionali ad occuparsene, sollecitati dagli stessi boss che, sempre in materia di avvocati, non si fanno davvero mancare niente…

Buscetta lo disse subito a Falcone che parlare dei mandanti, dei collusi di Stato, avrebbe rappresentato un rischio enorme per entrambi, che sarebbe stato ritenuto pazzo lui, e quindi screditato, mentre Falcone sarebbe stato ucciso, ognuno dai suoi…

Per quello, si lasciano sempre per ultimi, quei nomi tanto pericolosi, tanto ultimi da arrivare col buio, così non li vede nessuno…

Anche Gaspare Mutolo, cedette al fascino dell’onestà e del coraggio di Falcone ma quando si decise a collaborare, era troppo tardi per farlo con lui, il Palazzo dei veleni aveva colpito e quindi Falcone lo voleva affidare ai Giudici di Palermo ma Mutolo si oppose:

“Quel Palazzo è uno scolapasta”

Quando però Falcone gli propose il dott. De Gennaro, accettò:- Quello si, perché sapevo che Cosa Nostra lo voleva morto…

Poi Falcone venne ucciso e Gaspare disse allora che avrebbe parlato solo con Borsellino.

E parlarono a lungo, ancora una volta di infiltrati illustri e mandanti ma anche Mutolo disse a Borsellino che se li avesse fatti subito quei nomi, avrebbero fatto di tutto per screditarli con calunnie e attacchi strumentali, senza disdegnare il tritolo. Quindi ne parlarono ma non li verbalizzarono, quel venerdi, lo avrebbero fatto il lunedì seguente, quello che non seguì mai, perché Paolo Borsellino venne fatto esplodere sotto casa di sua madre, quella domenica stessa, insieme agli uomini della scorta, come d’abitudine.

D’altro canto siamo uno stato forte, gente civile, non vorremo mica focalizzarci sui brandelli? Non saremo mica animati da spirito di vendetta, noi, cultori dei diritti civili, contro questi uomini d’onore che in carcere hanno preso 8 in condotta, studiano, lavorano, danno anche un colpetto alla moglie, cioè cose che tu non ricordi neanche più… sebbene si tratti probabilmente di messaggi in codice, tanto per ricordare ai quelli che gli debbono dei favori chi c’è l’abbia duro tra di loro.

Dopo il terrore iniziale da parte di Gaspare, che ancora doveva finire di parlare e già si era visto esplodere i due nostri migliori Giudici, quegli uomini che stimava e di cui si fidava… finì per parlare lo stesso, proprio per onorarne il coraggio e la memoria.

Avremmo tutti molto da imparare da questi uomini, conoscendo le loro storie, quelle che potrete continuare a leggere domani nel Capitolo 4.

#mafia #ndrangheta #camorra #cosanostra #Falcone #Borsellino #Mutolo #Buscetta

Spigolando Cap. 4: Le confessioni a Falcone e Borsellino. E fu Strage! / Francesca Capretta / Redazione

COLLEGATE:

Aveva rapinato una gioielleria al centro di Messina. Arrestato

La Polizia di Stato di Messina ha eseguito una misura cautelare. Agli arresti domiciliari l’autore che aveva rapinato una gioielleria in centro città.

Eseguita ieri pomeriggio dalla Squadra Mobile della Questura di Messina la misura cautelare emessa dal locale Tribunale a carico di L.T.M., cinquantatreenne messinese.

Agli arresti domiciliari l’autore che aveva rapinato lo scorso 14 aprile in una gioielleria del viale San Martino.

LE INDAGINI

Nella tarda mattinata del 14 aprile, il cinquantatreenne si era introdotto all’interno dell’esercizio commerciale, chiedendo alla dipendente di vedere un anello esposto in vetrina.

Velocissimo, ha spintonato la donna e le ha puntato al fianco una pistola, successivamente rivelatasi un’arma giocattolo senza tappo rosso, chiedendole di tacere e di non muoversi. Ha quindi arraffato il più alto numero di gioielli disponibile ed è scappato.

Valore della refurtiva, circa 12.000 euro.

Immediato l’intervento della Squadra Mobile che, avviate le indagini coordinate dall’Autorità Giudiziaria, ha ricostruito gli spostamenti del reo ripreso dai sistemi di video sorveglianza cittadini.

I poliziotti ne hanno seguito le tracce lungo via Giordano Bruno, via Luciano Manara, via Ugo Bassi, sino a via La Farina dove il reo ha recuperato l’auto e si è allontanato. Automobile che in breve tempo è stata rintracciata ed ha portato all’identità del rapinatore. Recuperata altresì l’arma giocattolo utilizzata nel corso della rapina.

Adduso Sebastiano

(tutte le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

Incensurato aveva rapinato a mano armata un dipendente di un rifornimento. Arrestato

La Polizia di Stato di Palermo ha tratto in arresto l’autore di una rapina a mano armata, compiuta lo scorso 19 agosto, ai danni del dipendente di un rifornimento di carburanti in via Francesco Paolo Di Blasi: si tratta di un incensurato 30enne del quartiere “Oreto”.

Intorno alle 14:00, la vittima era stata raggiunta all’interno del gabbiotto del rifornimento da due uomini che, travisati da caschi ed occhiali da sole ed armati di rivoltella, le avevano sottratto oltre 200,00 euro, prima di fuggire a bordo di uno scooter.

LE INDAGINI

L’allarme era stato lanciato dal dipendente tempestivamente e ha consentito ai poliziotti del Commissariato di P.S. “Libertà” di battere, ancora a caldo, il territorio criminale di loro competenza.

Nei pressi di Borgo Vecchio, infatti, gli agenti hanno incrociato un uomo intento a spingere un modello di scooter uguale a quello segnalato come “vettore” dei rapinatori. L’uomo ha fornito ai poliziotti una motivazione di quella insolita presenza, subito apparsa pretestuosa e fuorviante: ha detto, cioè, di essere rimasto in panne con lo scooter e di cercare un meccanico.

Incensurato aveva rapinato a mano armata un rifornimento

Gli agenti hanno capito che gli esiti di quel controllo di polizia sarebbero potuti tornare utili ai fini dell’individuazione del rapinatore e hanno cristallizzato alcuni particolari, oggi divenuti elementi portanti del provvedimento restrittivo nei confronti dell’uomo: l’abbigliamento con colori particolarmente vistosi, poi sequestrato, alcuni tatuaggi, il modello di casco e lo scooter, tutti corrispondenti a quelli del rapinatore, alla luce della successiva comparazione operata con le immagini della rapina, estrapolate dal sistema di videosorveglianza della struttura assalita dai rapinatori. Queste immagini hanno evidenziato anche una straordinaria somiglianza delle fattezze fisiche del rapinatore con quelle del fermato.

Questi particolari, unitamente alla presenza del malvivente in orario ed in una zona cittadina topograficamente compatibile con il sito rapinato, hanno portato i poliziotti a ritenere che l’uomo fermato fosse colui che aveva rapinato il rifornimento di benzina ed in particolare colui che era armato di pistola.

L’ARRESTO AI DOMICILIARI

L’Autorità Giudiziaria ha condiviso la ricostruzione dei poliziotti che, nei giorni scorsi, hanno eseguito il provvedimento di custodia cautelare domiciliare con braccialetto elettronico.

Adduso Sebastiano

(tutte le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

Torre Annunziata, omicidio Cerrato: ordinanza anti-occupazioni abusive

Torre Annunziata, omicidio Cerrato: ordinanza anti-occupazioni abusive, Borrelli (Europa Verde): “Dovrebbe essere la normalità, l’adottino tutti i sindaci”

Stretta all’occupazione senza titolo di posti auto sulla pubblica strada: ad una settimana dalla tragica morte di Maurizio Cerrato, l’uomo di 61 anni ucciso a Torre Annunziata (Napoli) per difendere la figlia alla quale poco prima era stata squarciata una ruota della sua auto solo perché aveva osato spostare una sedia per parcheggiare, il sindaco della città vesuviana, Vincenzo Ascione, ha firmato un’ordinanza per la rimozione dal suolo pubblico di tutte le occupazioni effettuate dai cittadini non autorizzate dagli uffici comunali competenti.

“Apprezziamo la decisione del Sindaco anche se rimuovere tutte le occupazioni dal suolo pubblico dovrebbe essere l’ordinarietà per tutti i comuni.” ha commentato il consigliere regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli.

“Non solo a Torre Annunziata ma in tanti comuni della provincia di Napoli e della Campania sono migliaia gli spazi pubblici occupati abusivamente con sedie, transenne, cestini dei rifiuti, cassette della frutta, addirittura con i monopattini sia per conservare spazi per le auto sia per esporre merci o anche utilizzati dai parcheggiatori abusivi per le loro attività illecite. Solo con la tolleranza zero si potrà restituire decoro e legalità in molte strade. Tutti i sindaci dovrebbero agire in questa direzione”

LEGGI ANCHE: Omicidio Maurizio Cerrato: 4 arresti a Torre Annunziata

Bonfiglio: “I playoff saranno un campionato a parte”

Bonfiglio, ex attaccante della Juve Stabia, è intervenuto telefonicamente nel corso della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese” che va in onda ogni lunedì dalle ore 20.30 in diretta sulla pagina Facebook “Juve Stabia Live”.

Le dichiarazioni di Bonfiglio sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

 

“La Ternana ha un gruppo forte, coeso e con quel pizzico di fortuna in più. Tutti questi fattori  gli hanno permesso di vincere il campionato in una maniera spaventosa. Sicuramente nell’ultima giornata – aggiunge Bonfiglio – la Ternana darà la possibilità a chi ha giocato di meno in questo campionato di essere della partita, affrontando la gara in maniera spensierata.

Da fine Gennaio la Juve Stabia ha fatto degli ottimi risultati. Dopo l’arrivo di Marotta la squadra ha ripreso tutto quello che aveva lasciato indietro a inizio campionato.

Per quanto riguarda i playoff – aggiunge Bonfiglio – penso che sono sempre una lotteria. È un campionato a parte in cui le squadre importanti difficilmente sbagliano la partita. Devi avere tutti i calciatori sempre pronti e carichi psicologicamente.

Il pubblico soprattutto in determinate città ha fatto sempre la differenza. Purtroppo a causa di questa pandemia è più di un anno che i tifosi mancano dagli stadi, probabilmente i calciatori si saranno abituati a giocare in questo modo ma sicuramente il pubblico resta un valore aggiunto e determinante”. 

 

a cura di Giuseppe Rapesta

© TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto. E’ possibile richiedere autorizzazione scritta alla nostra Redazione. L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo e delle eventuali fonti in esso citate.

Mercatelli: “Mi auguro si continui con Padalino il prossimo anno”

Giuseppe Mercatelli, giornalista, è intervenuto telefonicamente nel corso della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese “che va in onda ogni lunedì dalle ore 20.30 in diretta sulla pagina Facebook “Juve Stabia Live”

Le sue dichiarazioni sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

 

”La Juve Stabia con Marotta ha fatto una scelta felice. Alla società va un applauso per quello che ha creato. Questa squadra si appresta a fare i playoff, in cui può succedere di tutto. Considerando la mancanza di pubblico – aggiunge Mercatelli – la Juve Stabia può essere la sorpresa. Personalmente mi accontento di un playoff fatto a buon livello e poi dall’anno prossimo continuare la programmazione di quest’anno in modo tale da poter cullare il sogno promozione.

Dovendo ripartire facendo gli scongiuri l’anno prossimo dal campionato di serie c, sicuramente lascerei l’ossatura della squadra attuale trattenendo 15 elementi della rosa e poi farei cinque acquisti mirati rafforzando la rosa in ogni reparto. Ovviamente continuando con Padalino allenatore che conosce l’ambiente e può fare bene”

 

a cura di Giuseppe Rapesta 

© TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto. E’ possibile richiedere autorizzazione scritta alla nostra Redazione. L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo e delle eventuali fonti in esso citate.