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sabato, Aprile 10, 2021

Sicilia: i dati sulla pandemia erano falsati, arresti e indagati

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In Sicilia, i Carabinieri del Nas di Palermo e del Comando Provinciale di Trapani, stanno eseguendo un’ordinanza di misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Trapani, ponendo agli arresti domiciliari alcuni appartenenti al Dipartimento Regionale per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico (Dasoe) dell’Assessorato della Salute della Regione Siciliana.

L’ACCUSA

Le accuse sono di falso materiale ed ideologico. Avrebbero alterato i dati sulla pandemia (modificando il numero dei positivi e dei tamponi) diretto all’Istituto Superiore di Sanità, condizionando i provvedimenti adottati per il contenimento della diffusione del virus. L’inchiesta nasce dalla scoperta che in un laboratorio di Alcamo comune della provincia di Trapani – sicché da qui la competenza della Procura di Trapani – erano stati forniti dati falsati su decine di tamponi.

Nel suo provvedimento il Gip di Trapani parla di “disegno politico scellerato”. Positivi e decessi “spalmati” nel tempo per evitare, secondo gli Inquirenti, che la Sicilia fosse messa in zona rossa.

LE MISURE CAUTELARI E GLI INDAGATI

Ai domiciliari sono finiti la dirigente generale del Dasoe (Dipartimento Regionale per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico) Maria Letizia Di Liberti, il funzionario della Regione Salvatore Cusimano e il dipendente di una società che si occupa della gestione informatica dei dati dell’assessorato Emilio Madonia.

Nell’inchiesta è indagato anche l’assessore regionale alla Sanità della Sicilia Ruggero Razza. Oggi gli è stato notificato un invito a comparire con avviso di garanzia. È accusato di falsità materiale ed ideologica. I carabinieri gli hanno anche sequestrato dei telefoni.

Oltre ai tre ai domiciliari sarebbero indagati il vice capo di gabinetto dell’assessorato Ferdinando Croce e il dirigente Mario Palermo.

Dall’indagine, scrive il Gip, “sembra estraneo il Presidente della Regione Nello Musumeci, che pare tratto in inganno dalle false informazioni che gli vengono riferite”.

L’INDAGINE

L’inchiesta nasce dalla scoperta che in un laboratorio di Alcamo (Tp. I Pm della Procura di Trapani hanno avviato accertamenti sui dati alterati inviati dall’Assessorato regionale siciliano all’Istituto Superiore di Sanità. Diverse intercettazioni confermerebbero la manipolazione dei dati inviati all’Iss.

Secondo i militari del Nas (Comando Carabinieri per la Tutela della Salute), che conducono l’inchiesta, “sebbene non emerga ancora compendio investigativo grave, è emerso il parziale coinvolgimento di Razza nelle attività delittuose del Dasoe” (il Dipartimento Regionale per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico).

Dal mese di novembre sarebbero circa 40 gli episodi di falso documentati dagli investigatori dell’Arma, l’ultimo dei quali risalirebbe al 19 marzo 2021. Sono state effettuate perquisizioni domiciliari nei confronti di altri sette indagati alla ricerca di materiale informatico e documenti utili alle indagini. Infine sono state acquisite email e dati presso i server dell’assessorato Regionale alla Salute e Dipartimento.

LE INTERCETTAZIONI

“Letizia è inutile che facciamo stare in piedi sacchi vuoti… c’è stata una gravissima sottovalutazione e il dato finale di questa sottovalutazione di questa gravissima sottovalutazione è scritto in quegli indicatori, poi secondo me sono sbagliati perché mettono sullo stesso piano indicazioni diverse, però come avrai visto ci sono dei dati dove noi comunichiamo zero! … E chissà da quanto! ” Così l’assessore regionale alla Sanità siciliana Ruggero Razza parlava, non sapendo di essere intercettato, con la dirigente regionale Letizia Di Liberti dei dati sulla pandemia comunicati all’Iss.

I due sono coinvolti nell’inchiesta sui dati falsi forniti all’Istituto di Sanità. L’intercettazione è agli atti dell’indagine. La conversazione telefonica è del novembre scorso dopo la decisione del Governo di mettere la Sicilia in “zona arancione”.

Nella telefonata l’assessore si dice amareggiato, deluso – scrive il Gip – “per non essere riusciti ad assicurare la buona gestione dell’emergenza sanitaria”.

“Razza – spiega il Giudice – riferisce che il 90% della situazione creatasi è attribuibile alla loro piena responsabilità, ma la Di Liberti sostiene che i dati sono quelli estrapolati dalle piattaforme informatiche, al che l’assessore le fa notare, con rammarico, che nessuno lo ha mai informato della grave criticità emersa, a suo dire, da un raffronto dei dati della Regione Siciliana con quelli comunicati dalle altre Regioni“.

Razza, inoltre, facendo riferimento agli indicatori alla base del calcolo dell’indice RT, dice alla dirigente di aver constatato anche il mancato allineamento dei dati contenuti nelle piattaforme della Protezione Civile con quelli dell’ISS.

DUE NOSTRI ASSONANTI ARTICOLI IN TEMPI NON SOSPETTI

Non possiamo non richiamare, per eventuale assonanza, due nostri precedenti articoli in tempi non sospetti “14 Novembre 2020 Covid, nell’Isola aumentano in terapia intensiva. In Campania il doppio di tamponi della Sicilia” e “ 20 Febbraio 2021 Sicilia e Campania, prossimi come abitanti, i molecolari sono 7568 con 17655”.

Adduso Sebastiano

(tutte le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

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