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Come è cambiato il processo di moderazione dei nuovi giochi nei casinò come CrazyTower nel 2026

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La verifica dei contenuti di gioco d’azzardo in termini di sicurezza e trasparenza viene modernizzata. Ogni anno la moderazione viene effettuata in modo più accurato. Le rigide regole di questo processo sono legate a diverse ragioni, tra cui l’inasprimento dei requisiti da parte delle autorità di regolamentazione. Per i siti web, ad esempio CrazyTower e le sue alternative, la procedura nel 2026 viene condotta secondo un algoritmo aggiornato. Questo aiuta a garantire la stabilità del sito e il comfort di ogni visitatore.

Quali fasi attraversano i giochi prima della pubblicazione

Prima di essere inseriti nella libreria del casinò, ogni slot, gioco veloce o da tavolo viene sottoposto a verifica. Viene effettuata in modo graduale e obiettivo. I siti di gioco d’azzardo con vasti cataloghi di giochi, come CrazyTower Italia, possono utilizzare approcci diversi, ma tutti mirano allo stesso risultato. Le fasi principali della moderazione moderna includono:

  1. Valutazione iniziale del gioco. Valutazione dell’interfaccia, delle funzioni e delle meccaniche.
  2. Analisi dei parametri tecnici, come RNG, codice sorgente, moduli di architettura.
  3. Come il gioco interagisce con il casinò online.
  4. Rispetto dei requisiti ADM, inclusi algoritmi di protezione e sicurezza dei dati. Viene inoltre verificato il rapporto tra RTP e caratteristiche del gioco.
  5. Viene effettuato il test dei contenuti sul server di staging.
  6. Verifica della comunicazione con il sistema di registrazione dati e con i gateway finanziari di vario tipo.
  7. La fase finale prevede la redazione di un rapporto e l’adozione di una decisione.

I siti online affidabili, simili a CrazyTower in Italia, non pubblicheranno il gioco senza averlo verificato. Il gioco deve soddisfare pienamente gli standard e i requisiti necessari.

Perché è aumentato il numero dei controlli

Quest’anno il numero delle procedure di moderazione è aumentato notevolmente. Questa tendenza è dovuta a diverse ragioni. Cosa ha spinto le pagine in stile CrazyTower a sottoporre i nuovi contenuti a controlli più frequenti:

  • Una procedura di verifica più approfondita.
  • Requisiti di report di verifica più completi.
  • Certificazione del prodotto del fornitore e di tutti i suoi componenti.
  • Inasprimento dei requisiti relativi alla qualità dei giochi, alla loro trasparenza e sicurezza.
  • Moderazione dei contenuti in tempo reale.

I motivi sopra elencati mostrano chiaramente perché è emersa la necessità di moderazioni frequenti.

Come viene valutata la stabilità del funzionamento

È molto importante che tutti i componenti dell’intrattenimento d’azzardo funzionino in modo coordinato. Nel gioco non devono esserci blocchi, crash e problemi simili. L’analisi della stabilità dei nuovi contenuti per i casinò online italiani viene effettuata secondo l’algoritmo:

  1. Prestazioni elevate, assenza di ritardi anche in caso di carico elevato.
  2. Rapido ripristino del gioco in caso di guasti tecnici.
  3. Possibilità di creare un backup ogni 120 secondi.
  4. Archiviazione delle informazioni su server separati e protetti.
  5. Operazioni finanziarie sicure e stabili per le scommesse. Il loro controllo rigoroso.
  6. Monitoraggio delle azioni degli utenti in tempo reale.

Viene inoltre effettuata una valutazione delle varie anomalie ed errori nel processo di scommessa.

Quali cambiamenti sono diventati standard

Se si considerano le statistiche del 2026, alcune procedure di moderazione sono già diventate obbligatorie. Tra queste si possono annoverare la conformità agli standard ISO, il controllo dettagliato dell’intrattenimento in tutte le fasi, compresa la creazione e l’utilizzo. I controlli hanno iniziato a essere effettuati in tempo reale. Tra gli standard rientrano anche l’analisi dell’architettura modulare e un audit approfondito del codice sorgente.

Scozzarella: “Castellammare è stata la svolta alla mia carriera. La spensieratezza può favorire i gialloblu”

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In occasione della puntata n. 31 di Juve Stabia Live Talk Show, è intervenuto l’ex centrocampista Matteo Scozzarella, figura storica della promozione stabiese del 2011 ed ex calciatore del Monza, per analizzare l’imminente sfida play-off e ripercorrere i momenti salienti della sua carriera.
Il legame con Castellammare e il ricordo della “super squadra”
Scozzarella ha descritto la sua parentesi alla Juve Stabia come il momento di svolta della sua carriera, riconoscendo alla piazza e alla società il merito di averlo lanciato verso i massimi livelli del calcio italiano. Ricordando la stagione 2011/2012, ha definito quel gruppo come uno dei più ricchi di talento in cui abbia mai militato, pur con il rammarico di non aver raggiunto traguardi ancora più prestigiosi a causa di una penalizzazione che, col senno di poi, si rivelò del tutto ingiusta.
Durante l’intervista ha anche chiarito un curioso aneddoto sulla sua celebre esultanza: il gesto delle “manette” non era un messaggio polemico o legato a vicende giudiziarie (come temuto all’epoca dal Presidente Manniello), ma un semplice tributo alle pubblicità della Nike con il suo idolo dell’infanzia, Edgar Davids. Tra i ricordi più emozionanti, ha citato il gol segnato contro il Pescara, arrivato in un momento di crisi della squadra e vissuto come una vera liberazione sotto la curva.
Analisi del Monza e il fattore psicologico dei play-off
In qualità di doppio ex, Scozzarella ha offerto una prospettiva unica sull’ambiente di Monza, descrivendolo come un contesto estremamente esigente che pretende sempre il massimo. Secondo l’ex centrocampista, il Monza potrebbe soffrire psicologicamente la pressione di “dover” raggiungere la Serie A a tutti i costi per giustificare gli investimenti della proprietà.
“In momenti di difficoltà, questa responsabilità ti toglie più di quanto ti dia”, ha spiegato, ricordando come anche durante la sua militanza in Brianza il gruppo avesse sofferto la pressione in alcune sfide decisive. Al contrario, vede nella Juve Stabia attuale una squadra mentale e matura, capace di giocare con una spensieratezza che potrebbe rivelarsi l’arma vincente nei 180 minuti della semifinale.
Il presente: tra confronti tecnici e critiche societarie
Parlando della Juve Stabia di oggi, Scozzarella ha ammesso di rivedere nel centrocampista Nicola Mosti (anche lui ex Monza) alcune caratteristiche simili alle sue, specialmente per la capacità di colpire dalla distanza e la maturità tattica acquisita sotto la guida di Ignazio Abate.
Infine, Scozzarella non ha risparmiato critiche sulla recente crisi societaria che ha colpito le “Vespe”, definendo “assurdo” e “folle” che nel calcio italiano possano ancora verificarsi passaggi di proprietà a cifre simboliche con il rischio di far sparire club storici. Pur essendo legato affettivamente a entrambi i club, ha concluso augurando alla Juve Stabia di continuare a sognare, sottolineando che nei play-off i valori del campionato vengono azzerati e ogni partita è una storia a sé.

Juve Stabia – Monza, Abate alla vigilia accende la piazza: “L’entusiasmo va cavalcato. Non siamo ancora sazi”

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La vigilia di una notte storica si respira tutta nelle parole di Ignazio Abate. La semifinale playoff tra Juve Stabia e Monza è ormai alle porte e il tecnico gialloblù ha presentato la sfida del “Romeo Menti” con lucidità, orgoglio e consapevolezza.

L’entusiasmo della piazza, il sold out annunciato e la magia vissuta dopo l’impresa di Modena non sono aspetti da accantonare, anzi. Per Abate rappresentano carburante emotivo da trasformare in energia positiva.

“L’onda va cavalcata, l’entusiasmo va cavalcato” ha spiegato il tecnico stabiese. “Sappiamo cosa ci abbiamo messo per arrivare fin qui e vogliamo continuare a vivere queste emozioni. Domani il Menti sarà gremito e questo sancisce il rapporto speciale che si è creato con la piazza”.

Abate ha ribadito come la sua squadra debba affrontare il doppio confronto senza paura reverenziale. Di fronte ci sarà una formazione costruita per vincere, piena di campioni e di esperienza, ma la Juve Stabia vuole continuare a sorprendere attraverso la propria identità.

“Loro hanno la pressione di dover raggiungere l’obiettivo a tutti i costi, noi invece siamo leggeri. Dobbiamo scendere in campo per vincere come sempre, ma senza andare allo sbando. Servirà una partita seria, intensa, intelligente”.

Il tecnico non si è lasciato trascinare nei ragionamenti legati ai possibili calcoli tra andata e ritorno. La sua attenzione è rivolta esclusivamente ai primi novanta minuti, pur essendo consapevole che i dettagli potranno decidere l’intera semifinale.

“Saranno due partite diverse. Noi dobbiamo pensare a fare le cose preparate bene e cercare di vincere la partita. Sappiamo che sarà dura, ma abbiamo le carte per metterli in difficoltà”.

Tra gli aspetti che rendono più fiducioso Abate c’è la crescita mentale della squadra. La prova di maturità offerta a Modena ha lasciato un segnale forte, soprattutto per la capacità dei gialloblù di non perdere mai equilibrio anche nei momenti più delicati.

“La squadra a Modena è stata matura. È andata lì senza speculare sul risultato, ma con la propria identità. Questo è l’aspetto più importante. Domani dobbiamo essere la Juve Stabia, né più né meno”.

L’allenatore ha poi insistito su un concetto che accompagna il suo percorso fin dal primo giorno: la forza del gruppo. Per Abate, più dei singoli e persino delle qualità tecniche, sarà l’anima collettiva a fare la differenza nei playoff.

“Il gruppo è sacro, viene prima di tutto. Ho lavorato tanto su questo aspetto. Le squadre forti arrivano in fondo, ma molto spesso arrivano soprattutto i gruppi più forti”.

Parole che raccontano perfettamente lo spirito di una Juve Stabia giovane, intensa e affamata. Una squadra che continua a crescere anche grazie all’incoscienza positiva dei suoi talenti.

“I giovani ti danno e ti tolgono, ma sono spugne. In questi momenti hanno anche quella spensieratezza che può fare la differenza. Nessuno ha avuto niente regalato, tutto se lo sono conquistato”.

Nel corso della conferenza non sono mancati i riferimenti alla qualità straordinaria della rosa brianzola, con nomi importanti come Matteo Pessina, Patrick Cutrone e Hernani. Abate però non ha voluto trasformare la sfida in un confronto economico tra squadre.

“Loro meritano rispetto perché sono grandi giocatori. Però noi inseguiamo un sogno spinti da un popolo che sogna. E a volte i sogni sono raggiungibili se ci credi davvero”.

Infine, il tecnico gialloblù si è lasciato andare anche a una riflessione personale sul valore emotivo di questa semifinale. Lo scorso anno osservava il playoff dal divano di casa, oggi invece sarà protagonista davanti a uno stadio completamente pieno.

“È un privilegio vivere partite così. I ragazzi devono godersela, senza ansie. Non sappiamo se ci ricapiterà di vivere emozioni del genere nella nostra carriera. Ce le siamo meritate”.

E quando gli è stato chiesto di immaginare una possibile finale playoff, Abate ha sorriso senza nascondere il desiderio più profondo.

“Dentro il cuore mi auguro una finale tutta del Sud. Speriamo che sia vera”.

Qui Monza, Peduzzi: “C’è pressione per la promozione. Il sintetico può essere un’insidia”

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Durante la puntata n. 31 di Juve Stabia Live Talk Show, Stefano Peduzzi, direttore di Monza News, ha offerto una panoramica dettagliata sulla situazione del Monza in vista della semifinale play-off, affrontando temi che spaziano dalle criticità societarie alle scelte tecniche sul campo.
Il clima in casa Monza: tra ritardi nei pagamenti e “pancia piena”
Peduzzi ha cercato di fare chiarezza sulle voci riguardanti le difficoltà finanziarie del club brianzolo. Pur confermando che ci sono stati dei ritardi nel pagamento degli stipendi, ha rassicurato che le pendenze sono state regolarizzate. Tuttavia, ha sottolineato come il Monza abbia il secondo monte ingaggi più alto della Serie B (dopo la Sampdoria), rendendo la promozione in Serie A una necessità vitale per la sostenibilità economica della società.
L’ambiente monzese è descritto come “depresso” dopo la mancata promozione diretta, con una tifoseria che sembra soffrire della “sindrome da pancia piena” dopo gli anni di massima serie. Un dato emblematico è la scarsa partecipazione prevista per la trasferta a Castellammare, con soli 150 tifosi al seguito. Peduzzi ha inoltre espresso rammarico per le contestazioni subite dal tecnico Paolo Bianco, definendolo un ottimo allenatore e una persona perbene.
Analisi tecnica: l’insidia del sintetico e i dubbi di formazione
In vista del match al Romeo Menti, il giornalista ha evidenziato come il Monza soffra terribilmente i campi in sintetico e avrebbe preferito affrontare il Modena per motivi logistici e tecnici. Peduzzi ritiene che gran parte della qualificazione si deciderà nella gara d’andata.
Per quanto riguarda la formazione, persistono forti dubbi sulle condizioni fisiche di due pilastri: l’esterno Azzi e il difensore Ravanelli. La presenza di Azzi è considerata fondamentale per lo sviluppo del gioco sulle fasce. In attacco, Peduzzi punta molto su Andrea Petagna, descritto in forma smagliante dopo aver perso 14 kg e divenuto un leader motivazionale per il gruppo.
Elogio alla Juve Stabia e il “caso” Mosti
Peduzzi non ha risparmiato complimenti alla Juve Stabia e al suo allenatore Ignazio Abate, definendolo un tecnico molto bravo che ha saputo valorizzare la rosa nonostante le difficoltà extra-calcistiche. Un passaggio interessante ha riguardato Nicola Mosti: il direttore ha ammesso che cederlo a suo tempo è stato un errore tattico da parte del Monza, visti i sette gol e la maturità dimostrata dal centrocampista sotto la guida di Abate.
Infine, Peduzzi ha criticato duramente la scelta della Lega di far giocare i play-off alle ore 20:00, definendola una “follia” che penalizza i lavoratori e i tifosi locali, dettata esclusivamente da esigenze di mercato televisivo estero. Pur riconoscendo la forza tecnica superiore del Monza, ha concluso avvertendo che nei play-off i valori si azzerano e che la Juve Stabia affronterà la sfida con una leggerezza psicologica che potrebbe rivelarsi l’arma vincente.

Juve Stabia – Monza, Paolo Bianco: “A Castellammare nessun calcolo e senza alibi ma con coraggio e testa”

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Vigilia carica di tensione, concentrazione e consapevolezza in casa Monza. Domani sera alle ore 20:00, allo stadio Romeo Menti, i brianzoli sfideranno la Juve Stabia nell’andata delle semifinali playoff di Serie B 2025-2026, una gara che potrebbe indirizzare il cammino verso la Serie A.

Nella conferenza stampa della vigilia, Paolo Bianco ha mostrato lucidità, equilibrio e fiducia, tornando più volte su alcuni concetti chiave che accompagneranno questo “mini torneo” da dentro o fuori: personalità, coraggio, equilibrio mentale e sangue freddo.

Il tecnico biancorosso ha spiegato che nei playoff tutto cambia rispetto alla regular season. Le 38 giornate del campionato, secondo Bianco, appartengono ormai al passato: adesso conta soltanto la capacità di gestire i dettagli e gli episodi. “Serviranno testa e nervi forti – ha dichiarato il tecnico – perché in partite così il margine d’errore è ridottissimo. Abbiamo dimostrato durante l’anno di avere valori importanti, ma ora inizia qualcosa di completamente diverso. La squadra però arriva pronta a questo appuntamento e avere tutti i giocatori disponibili è un aspetto fondamentale”.

Bianco ha poi affrontato anche l’aspetto psicologico legato alla mancata promozione diretta. L’allenatore del Monza ha ammesso che la vera delusione sia arrivata dopo la sconfitta di Mantova, quando le speranze di agganciare la vetta si sono praticamente spente. Tuttavia, il gruppo avrebbe reagito bene, sfruttando il tempo a disposizione per assorbire il contraccolpo e ritrovare energia mentale in vista degli spareggi. “Nel calcio, come nella vita, bisogna reagire subito alle delusioni. Abbiamo avuto il tempo necessario per metabolizzare quella sconfitta e prepararci nel modo migliore”.

Parlando della Juve Stabia, Bianco ha speso parole di grande rispetto nei confronti della squadra guidata da Ignazio Abate. Per il tecnico brianzolo, le Vespe rappresentano una formazione organizzata, paziente e con una forte identità di gioco, qualità emerse chiaramente anche nel successo ottenuto a Modena grazie al gol decisivo dell’ex biancorosso Kevin Zeroli. “La Juve Stabia sa aspettare il momento giusto della partita e colpire quando serve. È una squadra che sta dimostrando continuità anche grazie al lavoro della società e del direttore Lovisa, capace di mantenere competitiva la rosa nonostante le cessioni”.

Uno dei temi più discussi della conferenza è stato il terreno sintetico del Romeo Menti, variabile che potrebbe influire sull’andamento della semifinale. Bianco, però, ha escluso qualsiasi forma di alibi, sottolineando come il Monza abbia già affrontato partite su superfici simili nel corso della stagione. “Il sintetico è differente rispetto ai campi dove ci alleniamo abitualmente, ma abbiamo strutture adeguate per prepararci nel migliore dei modi. Io penso sempre che i problemi vadano affrontati e trasformati in opportunità: se ti occupi di una difficoltà trovi una soluzione, se invece ti preoccupi soltanto rischi di subirla”.

Il tecnico brianzolo ha poi ribadito che il Monza non dovrà fare calcoli legati al vantaggio del doppio risultato. Nonostante la miglior posizione in classifica consenta ai biancorossi di qualificarsi anche con due pareggi, Bianco vuole una squadra aggressiva e propositiva. “Non dobbiamo pensare ai due risultati su tre. Ci sono 180 minuti da giocare e bisogna affrontarli con la mentalità giusta per conquistare la finale”.

Durante la conferenza si è parlato anche del valore delle altre contendenti. Commentando le parole di Giovanni Stroppa, che aveva definito la Juve Stabia una possibile sorpresa playoff, Bianco ha allargato il discorso a tutte le semifinaliste. Secondo l’allenatore del Monza, in un torneo così breve ogni squadra può diventare protagonista, compresi Palermo e Catanzaro. “Se siamo arrivati fin qui significa che abbiamo meritato questa occasione. In playoff così rapidi può davvero succedere di tutto”.

Sul fronte formazione, il tecnico ha confermato il recupero di tutti gli effettivi, compreso Paolo Azzi. Parole importanti anche per Hernani, definito un calciatore con qualità tali da poter incidere in qualsiasi zona del campo. Bianco ha elogiato il rendimento del centrocampista brasiliano, sottolineando come abbia addirittura superato le aspettative realizzative rispetto ai numeri fatti registrare nel resto della carriera.

Molto profondo anche il passaggio sul concetto di “fallimento”. Alla domanda su cosa rappresenterebbe un’eventuale mancata promozione in Serie A, Bianco ha risposto con fermezza. “Nel momento in cui una squadra lavora ogni giorno con serietà e dà tutto, non si può parlare di fallimento. Fallisce chi non si impegna o non rispetta il proprio lavoro. Noi abbiamo costruito qualcosa di importante e ci siamo meritati questa opportunità”.

Parole che sono diventate ancora più personali quando il tecnico ha parlato del rapporto costruito con squadra e ambiente. Bianco ha confessato di sentirsi migliorato sia come allenatore che come uomo grazie al percorso vissuto in questi mesi. “Questa esperienza mi ha fatto crescere tantissimo, anche affrontando situazioni complicate. A prescindere da come finirà, ne uscirò arricchito”.

Toccante infine il riferimento alla Monza e alla Curva Pieri. Il tecnico ha raccontato che un eventuale ritorno in Serie A vorrebbe dedicarlo soprattutto ai tifosi, ai calciatori e alla società, ringraziando in particolare il cuore caldo del tifo brianzolo per il sostegno ricevuto anche nei momenti più difficili della stagione. “Mi piacerebbe regalare questa gioia soprattutto a chi ci è sempre stato vicino. Alla Curva Pieri, ai ragazzi, a chi ha creduto in noi nei momenti complicati”.

Bianco ha chiuso la conferenza tornando sull’importanza dell’entusiasmo e dell’ottimismo, elementi che considera fondamentali in sfide di questo livello. “Lavorare in ambienti positivi aiuta tantissimo. L’ottimismo è ciò che ti permette ogni giorno di rialzarti, migliorarti e trovare soluzioni. Senza quello diventa tutto più difficile”.

Adesso, però, parlerà soltanto il campo. Domani sera il Monza entrerà nella bolgia del Romeo Menti con l’obiettivo di resistere all’urto della Juve Stabia e provare a indirizzare la semifinale. Dall’altra parte troverà una squadra affamata, una città pronta a spingere le Vespe e un’atmosfera che promette scintille sin dal primo minuto.

Juve Stabia, ai piedi del Monte Faito si sogna la Serie A: Il Monza sarà accolto dalla bolgia del Romeo Menti

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Ai piedi del Monte Faito si respira quell’aria pesante e meravigliosa delle grandi occasioni. Non è una partita come le altre, non può esserlo. Domani sera il Romeo Menti diventerà il cuore pulsante di un’intera città, un catino infuocato pronto a trascinare la Juve Stabia verso un’altra impresa che avrebbe il sapore della leggenda.

La semifinale playoff contro il Monza rappresenta il crocevia più importante della stagione. Da una parte la favola gialloblù costruita con sacrificio, coraggio e idee. Dall’altra una corazzata costruita per il salto di categoria, forte di un organico profondo e del vantaggio conquistato grazie al terzo posto in regular season. Ai brianzoli di Paolo Bianco basterebbero infatti due pareggi per staccare il pass verso la finale, ma chi conosce questa Juve Stabia sa bene che le Vespe hanno imparato a convivere con i pronostici sfavorevoli.

Il percorso della squadra guidata da Ignazio Abate è stato qualcosa di straordinario. Una cavalcata costruita sulla mentalità, sulla fame e sulla capacità di esaltarsi nei momenti più difficili. L’eliminazione del Modena nel turno preliminare ha confermato ancora una volta il carattere di un gruppo che non smette di stupire. A decidere quella sfida è stato il talento di Kevin Zeroli, il gioiello cresciuto nel vivaio del Milan e diventato uomo simbolo delle notti più intense delle Vespe.

Ed è proprio dall’estro del giovane centrocampista che passeranno molte delle speranze stabiesi. Zeroli è il calciatore capace di accendere la scintilla quando tutto sembra bloccato, il giocatore che può trasformare un dettaglio in una giocata decisiva. Ma contro il Monza servirà molto più del talento individuale. Servirà una partita perfetta.

La squadra di Bianco arriverà al Menti con la forza di chi ha dominato lunghi tratti del campionato, mostrando solidità, esperienza e soprattutto un cinismo offensivo devastante. Blindare la porta sarà fondamentale per una Juve Stabia chiamata a resistere all’impatto fisico e tecnico di un avversario costruito per vincere.

Ecco perché il ruolo del pubblico sarà determinante. Castellammare si prepara a stringersi attorno alla propria squadra come accade soltanto nelle notti che possono cambiare la storia. Il Menti sarà una bolgia con tutti i biglietti polverizzati in poche ore. Siamo sicuri che ci sarà una spinta continua capace di trascinare le Vespe oltre la fatica e oltre i limiti. Ogni contrasto, ogni pallone vagante, ogni corsa sarà accompagnato dal boato di una tifoseria che sogna la Serie A insieme ai suoi ragazzi.

Perché questa Juve Stabia ha già dimostrato di poter ribaltare qualsiasi logica. Lo ha fatto per tutta la stagione, trasformando le difficoltà in energia e i dubbi in forza. Domani servirà ancora quella ferocia sportiva che ha reso speciale il gruppo di Abate: giocare ogni pallone come fosse l’ultimo, lottare su ogni centimetro di campo, non concedere nulla alla paura.

Il primo round della semifinale non assegnerà verdetti definitivi, ma potrà indirizzare il destino di questa sfida affascinante e durissima. Castellammare sogna l’ennesima notte epica, Abate prepara le sue mosse, mentre il “carroarmato” brianzolo è stato avvisato: al Romeo Menti il blasone da solo non basta. Per uscire indenni serviranno nervi d’acciaio e sangue freddo.

Napoli capitale della sanità digitale: alla Federico II successo per il SIDREA International Workshop

NAPOLI – La città partenopea si conferma polo d’eccellenza e centro di gravità per il dibattito scientifico globale sull’innovazione tecnologica. Lo scorso lunedì 11 maggio, le storiche aule dell’Università degli Studi di Napoli Federico II hanno fatto da cornice al SIDREA International Workshop, dal titolo “Digital Transformation in Healthcare: Governance, Performance and Accountability Challenges”.

L’evento, ospitato dal Dipartimento di Economia, Management, Istituzioni (DEMI), ha analizzato a fondo le radicali trasformazioni che l’intelligenza artificiale e il digitale stanno imponendo ai sistemi di cura. I lavori sono stati inaugurati dalla Prof.ssa Alessandra Allini, Direttrice del DEMI, e dal Prof. Riccardo Viganò, membro del comitato scientifico, i quali hanno ribadito il ruolo cruciale della comunità accademica nel governare i cambiamenti in atto nel settore salute.

Un network d’eccellenza trainato dal progetto PRIN 2022

I numeri della giornata testimoniano l’importanza dell’incontro: oltre 80 partecipanti in rappresentanza di più di 20 università italiane e internazionali. Un vero e proprio ecosistema interdisciplinare che ha unito docenti di management, accounting, organization studies e stakeholder del mondo sanitario.

Il successo organizzativo porta la firma delle professoresse Sara Saggese e Fabrizia Sarto, promotrici dell’iniziativa, supportate da un comitato scientifico di altissimo profilo che ha visto la partecipazione di Francesca Manes Rossi (Federico II), Marianna Mauro (Università Magna Graecia di Catanzaro), Anna Prenestini (Università Statale di Milano) e Guido Noto (Università di Messina).

L’evento rappresenta, inoltre, un prezioso momento di divulgazione per il progetto PRIN 2022, una sinergia di ricerca tra questi quattro atenei dedicata proprio allo studio delle nuove tecnologie a supporto dei sistemi di misurazione delle performance in sanità.

CONVEGNOEVENTOIntelligenza Artificiale e Governance: le visioni dei Keynote Speaker

Il cuore pulsante del workshop ha visto protagoniste due keynote lecture di livello mondiale, focalizzate sul rapporto tra innovazione, sostenibilità e governance:

  • Il Prof. Gianluca Veronesi (University of Verona / University of Bristol) ha sollevato importanti riflessioni critiche sulle tensioni introdotte dall’IA nel settore, affrontando i nodi spinosi dell’accountability, della sostenibilità e della profonda trasformazione delle professionalità mediche.
  • Il Prof. Christos Begkos (University of Manchester), uno dei massimi esperti globali sulla digital transformation in healthcare, ha esplorato minuziosamente le dinamiche manageriali e organizzative che devono obbligatoriamente accompagnare l’adozione di queste tecnologie per renderle efficaci.

Dalla teoria accademica alla pratica in corsia

Ad arricchire il dibattito sul fronte della ricerca è intervenuto Federico Lega (Università degli Studi di Milano), Editor-in-Chief della rivista internazionale Health Services Management Research. Lega ha illustrato le opportunità di pubblicazione per i giovani ricercatori, annunciando una prestigiosa special issue per il 2027 che raccoglierà proprio i migliori contributi scientifici presentati durante la giornata napoletana.

Il ponte fondamentale tra la teoria accademica e la complessa realtà operativa è stato infine tracciato da Donato Scolozzi, Partner di KPMG Italy. Con il suo intervento, ha portato in cattedra il punto di vista essenziale dei practitioner, calando le strategie di innovazione nelle difficili sfide di implementazione che ospedali e cliniche affrontano ogni giorno.

Con la chiusura di questa densa giornata di lavori, l’Università Federico II consolida la sua vocazione internazionale: uno spazio di confronto d’eccellenza dove ricerca, istituzioni e management disegnano oggi il futuro della sanità di domani.

Juve Stabia, il gol di Zeroli ha fatto piangere una città: la squadra e i tifosi non hanno smesso di crederci

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La notte di Modena non è stata soltanto una pagina memorabile della storia della Juve Stabia.

A distanza di appena due giorni, l’emozione è ancora viva negli occhi di un popolo che, ancora una volta, ha dimostrato di sapersi compattare nei momenti che contano davvero. Perché quando la posta in palio è alta, Castellammare di Stabia ha sempre risposto presente.

Lo ha fatto sugli spalti del “Braglia”, lo ha fatto nelle strade della città, lo ha fatto con quell’amore viscerale che lega una squadra alla propria gente.

La vittoria ottenuta in Emilia non ha rappresentato soltanto il passaggio del turno dei play-off di Serie B. È stata la fotografia perfetta di una comunità intera che si è stretta attorno ai colori gialloblù per inseguire insieme un sogno chiamato Serie A. Oltre 600 tifosi stabiesi hanno invaso il settore ospiti del “Braglia”, trasformandolo in un angolo di Castellammare lontano centinaia di chilometri da casa. Hanno cantato, sofferto e spinto la squadra dal primo all’ultimo minuto, facendo sentire ai calciatori tutto il peso di una responsabilità, ma soprattutto tutto il calore di un amore incondizionato.

In campo, le “Vespe” hanno risposto con una prestazione di carattere, sacrificio e maturità. Una gara combattuta con il cuore prima ancora che con le gambe, in un clima rovente e carico di tensione. Poi, nel finale, è arrivato il momento destinato a restare nella memoria collettiva del popolo stabiese.

Quando il cronometro sembrava scorrere troppo velocemente e la paura di vedere sfumare tutto si mescolava alla speranza, ci ha pensato Zeroli a far esplodere il settore ospiti. Il suo gol è stato molto più di una rete decisiva: è diventato un urlo liberatorio, una scarica di emozioni capace di attraversare l’Italia e raggiungere Castellammare di Stabia. In quell’istante hanno esultato i 600 presenti a Modena, ma anche migliaia di persone rimaste davanti ai televisori, nei bar, nelle piazze e nelle case della città.

Ed è proprio lì che si è vista la vera forza del popolo stabiese. Al triplice fischio, Castellammare si è riversata in strada come accade solo nelle notti speciali. I caroselli hanno invaso il lungomare e le principali arterie cittadine, tra bandiere gialloblù sventolate con orgoglio, fumogeni accesi e clacson che hanno risuonato fino a tarda notte. Piazza Monumento si è riempita in pochi minuti di famiglie, giovani, bambini e tifosi di ogni età, tutti uniti dalla stessa emozione.

Ci sono state lacrime di gioia, abbracci interminabili e scene che hanno raccontato meglio di qualsiasi parola cosa rappresenti questa squadra per Castellammare. Perché la Juve Stabia, soprattutto nei momenti decisivi, non è mai stata soltanto una squadra di calcio: è appartenenza, identità, orgoglio di un’intera città.

Il tabellone dei play-off, adesso, ha consegnato alla Juve Stabia un posto tra le migliori quattro del campionato. Le semifinali si sono annunciate come una battaglia durissima, fatta di tensione, sudore e sacrificio. Ma ciò che Modena ha lasciato in eredità è una consapevolezza chiara: quando il popolo stabiese fa quadrato attorno alla squadra, nulla sembra davvero impossibile.

Castellammare di Stabia celebra il “Giorno del Gioco”: la città diventa a misura di bambino

Una città che si apre ai bambini, ai loro sogni e alla loro voglia di condividere spazi, emozioni e momenti di crescita attraverso il linguaggio più semplice e universale di tutti: il gioco. Castellammare di Stabia si prepara ad ospitare la seconda edizione del “Giorno del Gioco”, l’iniziativa promossa dall’assessorato all’Educazione e alle Politiche Giovanili che si svolgerà domani, venerdì 15 maggio, dalle ore 9 alle ore 13 tra la Villa Comunale e l’arenile stabiese.

L’evento rientra nel progetto internazionale “Città dei bambini” ed è organizzato in collaborazione con il Comune di San Giorgio a Cremano, con il laboratorio regionale “Città dei Bambini e delle Bambine” e con il progetto “Città che legge”. Il tema scelto per il 2026, “Il Gioco Oltrepassa i Confini”, punta a lanciare un messaggio forte in un tempo segnato spesso da divisioni e conflitti: il gioco come strumento di inclusione, pace e dialogo tra culture diverse.

Per una mattinata, Castellammare si trasformerà in un grande laboratorio urbano all’aperto. Gli spazi della Villa Comunale e della spiaggia diventeranno luoghi di incontro e partecipazione dove bambini e bambine potranno vivere attività ludiche, sportive, artistiche ed educative pensate per coinvolgere scuole, famiglie, associazioni e realtà del territorio.

L’obiettivo dell’iniziativa è quello di costruire una città sempre più a misura di bambino, capace di abbattere barriere linguistiche, culturali e sociali attraverso esperienze condivise e inclusive. Un progetto che guarda al futuro e che intende valorizzare il ruolo degli spazi pubblici come luoghi di crescita e socialità.

A sottolineare il valore dell’iniziativa sono stati il sindaco di Castellammare di Stabia Luigi Vicinanza e l’assessore all’Educazione Annalisa Di Nuzzo: “Si tratta di un grande progetto internazionale a cui il Comune di Castellammare di Stabia, insieme a numerose altre realtà, ha aderito fin dallo scorso anno e che intendiamo portare avanti anche in futuro, con l’obiettivo di ripensare profondamente il modo in cui i bambini vivono la città e di garantire loro spazi adeguati e realmente a misura di bambino”.

Una giornata che punta dunque non soltanto al divertimento, ma anche a trasmettere un’idea diversa di città: più inclusiva, partecipata e capace di mettere davvero i più piccoli al centro.

Juve Stabia – Monza, Semifinale di andata PlayOff serie B: L’AIA ha designato Giovanni Ayroldi di Molfetta

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La Juve Stabia sabato 16 Maggio 2026 ospiterà tra le mura amiche dello stadio Romeo Menti il Monza allenato da Paolo Bianco. Per questa andata delle semifinali PlayOff di serie B è stato designato come arbitro il Sig. Giovanni Ayroldi della sezione AIA di Molfetta.

La famiglia Ayroldi

Giovanni Ayroldi, un talento emergente nel mondo arbitrale, incarna la passione per il calcio fin dalla nascita.  Nato nel 1991, Giovanni porta con sé un cognome che è diventato sinonimo di eccellenza arbitrale in Italia.  Figlio d’arte, il padre Stefano ha calcato i campi di gioco come arbitro e assistente internazionale ed ha arbitrato le Vespe nel 1998 (vittoria con il Castel di Sangro).Lo zio è Nicola Ayroldi anche egli molto conosciuto a Castellammare per aver arbitrato la Juve Stabia negli anni ’90 (ben 5 volte con un bilancio di 3 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta).  Giovanni è cresciuto respirando l’atmosfera del calcio, con il fischietto come una sorta di prolungamento del suo stesso essere.

La sua passione è tale da contagiare anche la sorella Raffaella, che ha trovato nell’arbitraggio della pallavolo la sua dimensione.  Giovanni rappresenta il futuro dell’arbitraggio italiano, un giovane professionista che ha saputo trasformare la sua eredità in una carriera promettente.

Il testimone di una passione

Giovanni Ayroldi, giovane arbitro emergente, ha ereditato dal padre Stefano una passione che scorre nelle vene della famiglia: quella per la direzione di gara.  Stefano Ayroldi, figura di spicco nel panorama arbitrale italiano, ha calcato i campi di Serie A per ben undici anni, collezionando 155 presenze nella massima serie.  La sua carriera è stata costellata di successi, culminati con la partecipazione al Mondiale del 2010 in Sudafrica, un traguardo che lo ha consacrato come uno dei migliori arbitri a livello internazionale. Ma il suo palmarès non si limita a questo: Ayroldi ha diretto un quarto e due semifinali di Champions League, ha arbitrato il Campionato Mondiale Under 20 in Egitto e la Coppa del Mondo per Club nel 2009.Ha inoltre avuto l’onore di arbitrare due finali di Coppa Italia, eventi che hanno visto sfidarsi squadre del calibro di Inter, Roma, Lazio e Sampdoria.  Un’eredità, quella di Stefano Ayroldi, che oggi Giovanni porta avanti con orgoglio e dedizione, ispirato da un padre che ha fatto la storia dell’arbitraggio italiano.

Giovanni Ayroldi: l’arbitro che ha scalato le vette del calcio italiano

Nato a Molfetta il 25 ottobre 1991, Giovanni Ayroldi ha iniziato la sua carriera arbitrale a soli 16 anni, dirigendo le partite delle serie minori della provincia barese e della Puglia.La sua passione e il suo talento lo hanno portato a scalare rapidamente le categorie, fino ad approdare in Serie D nel 2013.Dopo tre anni di esperienza nella quarta serie, Ayroldi è stato promosso in Lega Pro nel 2016, distinguendosi come primo nella graduatoria nazionale.  La sua ascesa è stata inarrestabile e, nel 2019, ha ottenuto la promozione nella Commissione Arbitri Nazionale B (CAN B), che gli ha permesso di arbitrare nel campionato cadetto.  Nel corso della stagione 2020-21, Giovanni Ayroldi ha avuto l’opportunità di arbitrare ben 7 partite di Serie A e 8 di Serie B, dimostrando di essere un arbitro di grande talento e professionalità.  Il suo debutto nel massimo campionato italiano è avvenuto il 19 gennaio 2020, quando ha fatto parte della squadra arbitrale che ha diretto il pareggio per 1-1 tra Bologna ed Hellas Verona.

A settembre 2020, Giovanni Ayroldi è entrato a far parte dell’organico della CAN A-B, un traguardo importante che gli ha consentito di arbitrare sia in Serie A che in Serie B.  La sua carriera è ancora in ascesa e siamo certi che lo vedremo protagonista in molte altre partite di alto livello.

Ayroldi: un arbitro rigoroso dal cuore caldo

Giovanni Ayroldi è un arbitro che non passa inosservato.  La sua direzione di gara, a volte eccessivamente fiscale, è improntata al rispetto reciproco tra giocatori e staff.  Questa sua fermezza, se da un lato gli ha procurato qualche critica, dall’altro è uno dei suoi punti di forza, insieme alle indubbie qualità atletiche e professionali.  Ayroldi è un arbitro animato da una grande motivazione e passione per il suo lavoro, che lui stesso definisce “la cosa più bella del mondo”.  La sua passione traspare anche dal suo modello di riferimento, l’indimenticato “arbitro con il sorriso” Daniele De Santis.  La vita di Ayroldi, dentro e fuori dal campo, è retta da tre pilastri fondamentali: la famiglia, il lavoro di squadra e la concentrazione.  Valori che gli permettono di affrontare ogni partita con la massima professionalità e dedizione, dal primo all’ultimo minuto di gioco.

SCHEDA COMPLETA

Giovanni Ayroldi della sezione di Molfetta è nato il 25 ottobre 1991. E’ al suo 7° anno alla CAN.

Tra i professionisti ha diretto 262 partite con 69 espulsioni e 88 rigori.

In questa stagione finora ha 19 partite di campionato (10 di serie A, 8 di Serie B e 1 in Coppa Italia) con questo bilancio: 5 vittorie interne, 7 pareggi e 7 vittorie esterne con 5 rigori e 11 espulsioni.

Conta 7 precedenti con la Juve Stabia con questo bilancio: 2 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte.

25/26 Serie B 22.02.2026  Juve Stabia 1:2 Modena (Zanimacchia, Zampano, Mosti)

24/25 Serie B 16.02.2025  Juve Stabia 3:0 Cosenza (Adorante (2), Fortini)

19/20 Serie B 22.02.2020  Cittadella 3:0  Juve Stabia (Iori (rig.), Proia, Iori)

18/19 Serie C 14.04.2019  Sicula Leonzio 2:3 Juve Stabia (Ferrini, Miracoli, Mezavilla (2), Elia)

18/19 Serie C 13.02.2019  Juve Stabia 0:0 Catanzaro (cucchiaio di Giannone su rigore)

17/18 Serie C 18.03.2018 Rende Calcio 1:1 Juve Stabia (Cuomo, Crialese)

17/18 Coppa Italia Serie C 21.11.2017  Paganese 1:0 Juve Stabia (Scarpa (Rig.))

Conta 8 precedenti con il Monza con questo bilancio: 1 vittoria, 3 pareggi e 4 sconfitte

Gli assistenti e VAR:

Primo Assistente: sig. Daisuke Emanuele YOSHIKAWA della sezione AIA Roma 1

Secondo Assistente: sig. Andrea BIANCHINI della sezione AIA Perugia

IV° ufficiale: sig. Giuseppe MUCERA della sezione AIA Palermo

VAR: sig. Matteo GARIGLIO della sezione AIA Pinerolo

AVAR: sig. Giacomo CAMPLONE della sezione AIA Lanciano

Sting e la villa a Massa Lubrense, violazioni nel cantiere: scattano sequestro e multe

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È di proprietà del cantante Sting la villa con piscina sequestrata dai carabinieri a Massa Lubrense, a Napoli, nel cuore della Penisola Sorrentina e con vista su Capri. Ieri pomeriggio, i carabinieri della stazione di Massa Lubrense – insieme ai militari del Nil di Napoli – hanno effettuato un controllo presso il cantiere edile che era stato allestito nella lussuosa villa da circa un anno e mezzo, dopo l’acquisto avvenuto nel 2024.

I carabinieri hanno riscontrato diverse violazioni sulla sicurezza sui luoghi di lavoro: assenza di idonee impalcature, mancanza di parapetti, l’omessa viabilità interna e la mancata recinzione del cantiere. Il cantiere esterno, di circa mille metri terrazzi compresi, è stato sequestrato. L’amministratore unico dell’impresa esecutrice dei lavori è stato denunciato a piede libero alla Procura di Torre Annunziata e nei confronti della ditta sono state emesse sanzioni e ammende di circa 26mila euro. Entro 5 giorni l’imprenditore dovrà eseguire le prescrizioni imposte.

Fonte AdnKronos

Juve Stabia, mente e cuore: Modena sconfitto dalle Vespe. Il sogno play off può continuare

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C’è un filo sottile che lega la mente al cuore. Una linea invisibile che separa il sogno dalla realtà, la paura dal coraggio, la sofferenza dalla gloria. “Mente e cuore”, proprio come cantava Nino D’Angelo, è stata la perfetta fotografia della serata della Juve Stabia al Braglia. Una vittoria pesantissima, forse storica, sicuramente destinata a restare impressa nella memoria del popolo stabiese.

Le vespe hanno espugnato finalmente il “tabù” Modena, mettendo fine alla maledizione dello stadio Braglia e conquistando una semifinale playoff che fino a pochi mesi fa sembrava quasi impensabile. E invece eccola qui, concreta, reale, meritata. La squadra di Ignazio Abate continua a spingersi oltre ogni limite, riscrivendo partita dopo partita le gerarchie del campionato e bussando con forza alle porte dell’Olimpo gialloblù, là dove il paragone con Guido Pagliuca non appare più un’eresia ma un inevitabile termine di confronto.

Non è stata una gara spettacolare. Poche occasioni, ritmi spezzati, tanta tensione e quella sensazione costante di trovarsi davanti ad una finale anticipata. La classica partita in cui ogni dettaglio pesa come un macigno e nella quale servono lucidità e spirito di sacrificio più ancora della qualità tecnica. La Juve Stabia ha saputo soffrire nei momenti più complicati, usando la mente quando il Modena provava ad alzare i giri e tirando fuori il cuore negli ultimi minuti, quando bisognava stringere i denti e difendere un sogno.

A decidere la sfida è stata la magia di Zeroli, una giocata di rara bellezza destinata a diventare una delle immagini simbolo di questa stagione. Un colpo da campione, certo, ma ridurre tutto alla prodezza del singolo sarebbe profondamente ingiusto. Questa è stata la vittoria del gruppo, dell’organizzazione, della compattezza e della fame di una squadra che continua a sorprendere perché non smette mai di credere nelle proprie possibilità.

L’entusiasmo a Castellammare è inevitabile. I sorrisi della piazza raccontano perfettamente quanto questo traguardo venga percepito come qualcosa di straordinario. Eppure il tempo per fermarsi è praticamente inesistente, perché il calendario non concede respiro: sabato sera si torna già in campo per la semifinale contro il Monza di Paolo Bianco. Centottanta minuti in cui servirà la madre di tutte le imprese.

Perché se davvero si vuole scrivere la storia, o forse continuare ad aggiungere nuovi capitoli ad un racconto che ormai ha assunto i contorni del mito, allora bisognerà compiere qualcosa di epico. Da oggi parte un nuovo assalto, un’altra avventura esaltante che questa squadra ha il dovere di vivere senza paura e senza rimpianti.

Modena, finalmente, è stata dolce dopo tanti calici amari. Ma la sensazione è che il meglio, forse, debba ancora venire.

Juve Stabia, non chiamatela sorpresa: Le Vespe sono una mina vagante. Modena sconfitto, ora testa al Monza

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C’è una qualità che distingue le squadre semplicemente competitive da quelle destinate a lasciare un segno: la capacità di trasformare le difficoltà in forza e la pressione in energia pura. Ed è esattamente ciò che sta facendo questa Juve Stabia. La vittoria conquistata al “Braglia” contro il Modena non è stata soltanto il risultato di una prodezza balistica destinata a restare nella memoria collettiva. È stata la dimostrazione concreta che questa squadra possiede identità, equilibrio e soprattutto una convinzione feroce nei propri mezzi.

Perché se la rovesciata di Kevin Zeroli rappresenta l’immagine simbolo della serata, la vera grandezza delle Vespe si è vista nella gestione della battaglia. Una partita sporca, intensa, giocata sul filo dei nervi, nella quale la Juve Stabia ha saputo resistere senza mai perdere lucidità. Mentre il Modena aumentava la pressione sospinto dal proprio pubblico, i gialloblù rispondevano con una solidità impressionante.

Confente ha trasmesso sicurezza in ogni intervento, guidando il reparto con la tranquillità di chi sembra nato per vivere serate di questo peso specifico. Davanti a lui, Diakite, Giorgini e Bellich hanno disputato una partita monumentale, fatta di anticipo, aggressività e spirito di sacrificio. Ogni pallone vagante diventava territorio da conquistare, ogni contrasto una dichiarazione d’intenti. E il messaggio lanciato alle prossime avversarie è fortissimo: segnare contro questa Juve Stabia sta diventando un’impresa.

Ma la forza delle Vespe non si limita alla fase difensiva. In mezzo al campo la squadra di Castellammare ha imposto carattere e personalità. Omar Correia ha dominato con una prestazione totale, recuperando palloni e trasformando ogni riconquista in una ripartenza potenzialmente letale. Accanto a lui, Mosti ha garantito dinamismo e qualità, mentre Leone ha gestito i tempi della manovra con eleganza e maturità.

E poi c’è chi incarna perfettamente l’anima di questa squadra: Cacciamani. Generoso, instancabile, sempre pronto a lottare su ogni pallone come se fosse l’ultimo. Anche quando il gol sembrava sfuggirgli per questione di centimetri, il suo spirito non è mai venuto meno. È questa fame collettiva che rende la Juve Stabia così pericolosa.

Quando il match sembrava destinato ai supplementari, è arrivata la giocata che ha cambiato tutto. Zeroli, entrato dalla panchina con la leggerezza e il coraggio della gioventù, ha scelto il momento perfetto per osare. La sua rovesciata non è stata soltanto un gol straordinario: è stata la fotografia di una squadra che non si accontenta di resistere, ma vuole colpire, stupire, andare oltre i propri limiti.

Adesso il percorso diventa ancora più complicato, ma la Juve Stabia si presenta alla semifinale Play Off con una consapevolezza nuova. Non più come semplice outsider, ma come una squadra capace di mettere in difficoltà chiunque. Una mina vagante che unisce organizzazione tattica, entusiasmo e qualità tecnica.

E intanto Castellammare sogna. Sogna perché vede una squadra che lotta, soffre e non arretra mai. Sogna perché il “Menti” può diventare un fattore decisivo nelle prossime battaglie. Sogna perché questa Juve Stabia sembra aver imparato il momento esatto in cui bisogna spiccare il volo.

Il messaggio al prossimo avversario è chiarissimo: le Vespe hanno fame, hanno personalità e non hanno alcuna intenzione di fermarsi proprio adesso.

Juve Stabia, un popolo, una città, un sogno: Con il Monza tutti al Menti! Info sulla prevendita dei tickets

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Castellammare di Stabia si prepara a vivere un’altra notte da brividi. Dopo l’impresa del “Braglia” contro il Modena, il sogno della Juve Stabia continua e adesso il popolo gialloblù è chiamato a fare la propria parte.

Sabato 16 maggio, alle ore 20:00, il “Romeo Menti” sarà il cuore pulsante di una città intera per la semifinale d’andata Play Off di Serie B contro il Monza.

Sale la febbre, cresce l’attesa e l’entusiasmo inizia già a travolgere Castellammare. La società stabiese, consapevole dell’importanza del momento, ha voluto riservare ai propri abbonati un diritto di prelazione esclusivo fino a domani pomeriggio, un segnale di riconoscenza verso chi ha sostenuto la squadra per tutta la stagione.

Adesso però è il momento di riempire ogni gradino del “Menti”, trasformandolo in una bolgia gialloblù capace di spingere le Vespe verso un’altra impresa storica. Servirà il calore di tutti: dei tifosi di sempre, delle famiglie, dei giovani, di un’intera città che sta riscoprendo l’orgoglio e la passione per questi colori.

La Juve Stabia, con sacrificio, cuore e determinazione, è arrivata tra le migliori squadre dei Play Off. Un traguardo straordinario costruito superando difficoltà, infortuni e ostacoli lungo il cammino. Ora però viene il bello. E in certe partite il pubblico può davvero fare la differenza.

La prevendita dei biglietti avverrà in due fasi.

La Prima Fase sarà riservata agli abbonati della stagione 2025/26 che potranno acquistare il proprio ticket presso i punti vendita Etes sul territorio e online inserendo il codice presente sull’abbonamento, il biglietto potrà essere acquistato esclusivamente nel settore corrispondente al proprio abbonamento. Questa fase sarà attiva da domani, giovedì 14 maggio, dalle ore 10:30 (a seguito del Gos) fino alle ore 15:00.

La Seconda Fase, di vendita libera, prevede l’apertura della prevendita anche online, e sarà attiva da giovedì 14 maggio dalle ore 15:01 fino all’orario di inizio della gara.

Per l’occasione non saranno rilasciati accrediti o titoli di favore di nessun genere. Di seguito il costo dei tagliandi:

Tribuna Roberto Fiore: Euro 100,00+Euro 2,00 di diritti di prevendita – Non sono previsti ridotti

Tribuna Vip Gold e Silver: Euro 100,00+Euro 2,00 di diritti di prevendita – Non sono previsti ridotti

Tribuna Monte Faito A e B: Euro 50,00+Euro 2,00 di diritti di prevendita – Ridotto Donna: Euro 40,00+Euro 2,00 di diritti di prevendita – Ridotto Under 16: Euro 40,00+Euro 2,00 di diritti di prevendita

Tribuna Quisisana: Euro 30,00+Euro 2,00 di diritti di prevendita – Ridotto Donna: Euro 25,00+Euro 2,00 di diritti di prevendita – Ridotto Under 16: Euro 25,00+Euro 2,00 di diritti di prevendita

Tribuna Varano: Euro 25,00+Euro 2,00 di diritti di prevendita – Ridotto Donna: Euro 20,00+Euro 2,00 di diritti di prevendita – Ridotto Under 16 Euro 20,00+Euro 2,00 di diritti di prevendita

Curva Sud: Euro 20,00+Euro 2,00 di diritti di prevendita – Ridotto Donna: Euro 15,00+Euro 2,00 di diritti di prevendita – Ridotto Under 16: Euro 15,00+Euro 2,00 di diritti di prevendita

Per il settore ospiti la vendita verrà aperta in seguito alla riunione del GOS che si terrà giovedì 14 maggio alle ore 10.00.

Di seguito i punti vendita:

Store Juve Stabia, c.so Garibaldi, 24;
Bar Dolci Momenti, Via G. Cosenza 192;
Bar Gialloblu, Viale Europa 101; Tabaccheria del Corso, Corso Vittorio Emanuele 11;
Anca Caffè, Strada Panoramica 1b/1c;
Movida Caffè, Via Napoli 297;
Tabaccheria Muratori, via Napoli, 229;
StanleyBet, Via Bonito, 175;
Agenzia Intralot, viale Europa; 31.

Ricordiamo che i prezzi dei biglietti sono stati stabiliti direttamente dalla Lega Serie B.

La sensazione è chiara: il “Menti” si prepara a registrare un colpo d’occhio da grandi occasioni. Perché adesso non è più soltanto una partita. È un appuntamento con la storia.

E allora Castellammare risponda presente. Bisogna riempire lo stadio, colorare la città di gialloblù, far sentire la vostra voce dal primo all’ultimo minuto. Questa squadra ha dimostrato di avere anima e coraggio. Ora ha bisogno del proprio popolo per continuare a sognare la Serie A insieme.

Juve Stabia, battuto il Modena: Le Vespe grazie ad una magia di Kevin Zeroli volano in semifinale

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La notte del “Braglia” entra di diritto nella storia della Juve Stabia. Una di quelle serate che i tifosi racconteranno per anni, con gli occhi lucidi e la voce tremante dall’emozione. Perché ci sono partite che valgono una stagione intera e poi ci sono imprese che diventano leggenda. Quella firmata contro il Modena porta il nome e il cognome di Kevin Zeroli.

Lo 0-1 maturato al “Braglia” spalanca alle Vespe le porte della semifinale Play-off, ma soprattutto consegna al popolo gialloblù una pagina indelebile della propria storia sportiva. A decidere la sfida è una giocata fuori dal comune, un gesto tecnico da copertina: una rovesciata perfetta, violenta e precisa, capace di piegare il Modena e far esplodere il settore ospiti all’86’.

Eppure la gara era iniziata sotto il peso della tensione. Il Modena aveva provato subito a imporre il proprio ritmo, sospinto dal calore del pubblico di casa, ma si era scontrato contro una Juve Stabia organizzata, feroce e determinata. Bellich e Giorgini hanno eretto un muro invalicabile davanti a Confente, autore di interventi decisivi e sempre sicuro nelle uscite.

In mezzo al campo è stata battaglia vera. Correia ha disputato una partita monumentale, recuperando palloni e guidando le ripartenze con personalità, mentre Mosti e Leone hanno dato qualità e ordine alla manovra stabiese, facendo respirare la squadra nei momenti più delicati.

La migliore occasione del primo tempo capita sui piedi di Cacciamani. L’attaccante lotta su ogni pallone, corre senza risparmiarsi e sfiora il vantaggio con una conclusione che termina fuori di pochissimo. Il Modena vacilla, il “Braglia” trattiene il fiato, ma il risultato resta inchiodato sullo 0-0.

Nella ripresa la partita si fa più sporca, bloccata dalla paura di commettere un errore fatale. I minuti scorrono e lo spettro dei supplementari inizia ad affacciarsi nella mente di entrambe le squadre. Uno spettacolare Confente nega la gioia del gol al Modena quando respinge per tre volte consecutive il doppio tentativo di Gliozzi e di Pyythia. Ma è proprio in quel momento che la panchina della Juve Stabia pesca la carta destinata a cambiare il destino della serata: Kevin Zeroli.

Il giovane talento entra in campo con personalità e fame. Bastano pochi minuti per capire che può succedere qualcosa. E infatti, al minuto 86, arriva l’istante che trasforma una partita in leggenda. Su un cross che sembra innocuo, Zeroli si coordina in una frazione di secondo e disegna una rovesciata straordinaria. La palla colpisce il palo interno e termina in rete. Un’esplosione di gioia travolge il settore ospiti, mentre il “Braglia” piomba nel silenzio più totale.

Nel finale il Modena tenta l’assalto disperato. I Canarini spingono con tutto quello che hanno, ma la Juve Stabia resiste con cuore, sacrificio e lucidità. Diakite è insuperabile in ogni duello, Maistro e Okoro pressano senza sosta per spezzare la costruzione avversaria, mentre Confente blinda il risultato con sicurezza e personalità.

Poi arriva il triplice fischio. Ed è lì che esplode la festa gialloblù. La Juve Stabia espugna Modena, elimina i padroni di casa e continua a inseguire un sogno chiamato Serie A. Una notte storica, una notte da Vespe. Una notte firmata Kevin Zeroli.

Modena – Juve Stabia (0-1): Il Podio e il Contropodio gialloblù

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Prosegue il sogno della Juve Stabia, che ribalta pronostico e fattore campo escludendo il Modena dalla corsa alla massima serie. Le Vespe sorridono e pungono grazie a Zeroli, che decide la sfida nel finale. Sabato toccherà al Monza.

PODIO

Medaglia d’oro: ovviamente a Kevin Zeroli, il match winner della sfida di Modena. La sua acrobazia consente alla Juve Stabia di inserire un’altra moneta nel videogioco che ha come meta finale la Serie A. L’8 cresciuto nel Milan spacca la partita con la sua fisicità, che esplode nella semi rovesciata della vittoria. Una giocata che Zeroli già aveva reso sua specialità nelle giovanili rossonere. Un premio per lui, fermato da un noioso intoppo fisico quando era lanciatissimo, e per tutta la società che guarda fiduciosa la gara di sabato.

Medaglia d’argento: a Marco Bellich, capitano coraggioso e invalicabile della Juve Stabia. Prestazione monumentale del numero 6, che mette da parte una stagione complessa dal punto di vista fisico, con una prova da assoluto leader. Gioca prevalentemente a sinistra, invertendo posizione con Giorgini per parte della ripresa, risultando sempre impeccabile. Salva nel secondo tempo le vespe arpionando la conclusione di Pyythia destinata alla porta. Vederlo dopo il triplice fischio sbandierare una sciarpa gialloblu, cantando il celebre “Nun sto capenn nient” con un accento napoletano migliorabile (ce lo consenta) è stato quasi commovente.

Medaglia di bronzo: giusto riconoscere i meriti di Alessandro Confente, salito in cattedra nel momento decisivo. Le imprecisioni della seconda parte di stagione sono state dimenticate grazie agli interventi felini grazie a cui il numero 1 ha sbarrato la strada al Modena. Gliozzi ancora probabilmente sta rammaricandosi per i riflessi del portiere ex Vicenza. Menzione, ennesima, anche per Omar Correia, un trattore con il motore di una fuoriserie. La sua capacità di dominare fisicamente e tecnicamente la mediana lo rende quasi un fuori categoria.

Riconoscimento, però, per tutta la squadra, lo staff tecnico e la società. Da Abate, stratega eccelso, ai subentranti, tutti encomiabili per spirito e voglia; ugualmente i titolari, che hanno mandato un tilt i piani della squadra di Sottil.

CONTROPODIO

Tutti gli esperti di calcio, i bookmakers e i tifosi davano per spacciata la Juve Stabia che invece ha dimostrato che è una squadra che non muore mai. Inserire nel contropodio qualcuno degli elementi della rosa sarebbe ingeneroso e non corretto. Le difficoltà erano tante ma questi ragazzi li hanno superate tutte.

IL MORSO DELLA VESPA. Uno Stabia pazzesco espugna Modena! In Semifinale due notti magiche col Monza

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C’è chi dice che nel calcio moderno non ci sia più spazio per il romanticismo, che i bilanci contino più dei cuori e che le sentenze dei tribunali possano spegnere i sogni. Poi c’è la Juve Stabia. Una squadra senza un proprietario, affidata agli amministratori giudiziari, reduce da un mese d’astinenza da vittorie e data per sfavorita contro un Modena che l’aveva già battuta due volte quest’anno. Eppure, al triplice fischio del Braglia, la realtà supera la fantasia: finisce 1-0 per le Vespe, che centrano per il secondo anno consecutivo il miglior risultato della propria storia.

Confente alza il muro, il Modena sbatte sul palo

Il primo tempo è una battaglia di nervi. Il Modena parte forte, spinto dal fattore campo e da due risultati su tre a disposizione, e dopo pochi minuti fa tremare i 625 tifosi giunti da Castellammare: il procidano Ambrosino colpisce un palo clamoroso che quasi gela il settore ospiti. È l’unico vero brivido di una prima frazione bloccata.

Nella ripresa, però, serve il miglior Confente per tenere in piedi il sogno. Il portiere stabiese sale in cattedra con un miracolo su Gliozzi (fondamentale anche l’aiuto di Bellich sulla linea), blindando una porta che sembrava stregata. La Juve Stabia soffre, stringe i denti, ma sa che il tempo stringe: per passare serve solo la vittoria.

L’eroe dalla panchina: la magia di Zeroli

Quando lo spettro dell’eliminazione iniziava a farsi concreto, ecco l’episodio che cambia la storia. Minuto 86: sugli sviluppi di un calcio d’angolo la palla resta lì, sospesa in un’area affollata. Kevin Zeroli, il talento classe 2005 arrivato dal Milan e tormentato dagli infortuni, decide di riscrivere il proprio destino.

Una rovesciata strepitosa, coordinazione pura e istinto killer: la palla si insacca, il settore ospiti esplode. Per il ventunenne è il secondo centro in gialloblù, probabilmente il più importante della carriera.

Sabato il Monza: la favola continua

Con questa impresa, la squadra di Ignazio Abate si regala la semifinale playoff per la Serie A. Un traguardo incredibile per una piazza che sta vivendo un anno paradossale tra uffici giudiziari e campi di gioco, ma che non ha mai smesso di lottare.

Il prossimo ostacolo si chiama Monza. Il doppio confronto (sabato e martedì prossimo) deciderà chi potrà continuare a sognare il paradiso. Ma una cosa è certa: dopo stasera, chi crede nelle favole ha un motivo in più per indossare una maglia gialloblù.

Sabato ore 20 tutti al Romeo Menti!

Fonte dell’immagine: La gazzetta dello sport.

Ascanio Celestini a Villa Parnaso: Quando il teatro si fa voce degli “ultimi”

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Torre Annunziata – C’è un filo sottile che unisce la narrazione popolare alla denuncia sociale, un filo che ieri sera, 10 maggio,  Ascanio Celestini ha saputo tendere con maestria davanti al pubblico di Villa Parnaso.

La presentazione del suo ultimo libro “Poveri Cristi” (Einaudi) non è stato solo un evento letterario, ma un momento di riflessione profonda sulle crepe del nostro quotidiano.

Celestini, figura di riferimento del teatro di narrazione italiano, ha portato a Torre Annunziata il suo metodo inconfondibile: l’uso di una sottile ironia per squarciare il velo dell’indifferenza.

Nei suoi racconti, i “Poveri Cristi” non sono figure distanti, ma persone che vivono ai margini delle nostre strade, spesso invisibili ai più.

Attraverso il paradosso e il sorriso amaro, l’autore ci costringe a riflettere sulla precarietà dell’esistenza e sulla disumanizzazione che spesso accompagna il progresso.

I personaggi che popolano “Poveri Cristi“- dal Barbone, alla Vecchia, dal Magazziniere, alla Prostituta e alla Donna con la testa ‘impicciata’ – sono l’emblema di un’umanità marginale, quella che vive un passo fuori dall’inquadratura del mondo produttivo.

Sebbene siano calati in contesti di periferia, i loro sentimenti sono universali e permettono a chiunque di rispecchiarsi in quella zona d’ombra che separa la normalità dell’emarginazione.

L’incontro ha rappresentato il momento conclusivo della quarta edizione della rassegna culturale “Insieme nelle bellezze”, inserita nel più ampio cartellone della “Primavera della cultura”.

L’iniziativa, organizzata dall’associazione Caffè Letterario Nuovevoci, in partenariato con le associazioni Eraionos aps e Destinazione Italia,  ha ricevuto il patrocinio del Comune di Torre Annunziata, della Casa Salesiani di Torre Annunziata e dell’associazione Piccoli passi grandi sogni aps.

L’autore ha dialogato con Andrea Palmieri e Francesco Alessandrella dell’Associazione Caffè Letterario Nuovevoci,  in un evento aperto alla cittadinanza e agli studenti degli istituti superiori locali, gli Istituti Pitagora, De Chirico, Marconi e Galilei.

Gli studenti, che avevano già letto il libro di Ascanio, gli hanno posto alcune interessanti domande. Le risposte non sono state dei semplici chiarimenti: Celestini ha saputo incantare i ragazzi, e non solo, con le sue riflessioni, con quel modo tutto suo di intrecciare parole, pause e sguardi.

Ascanio Celestini a Villa ParnasoLa presenza dei Pennelli di Vermeer sul palco di Villa Parnaso ha poi trasformato la presentazione in una vera e propria performance multimediale, dove la parola narrata e la musica d’autore si sono fuse in un unico atto di denuncia.

La band vesuviana, nota per il suo stile eclettico che mescola rock, teatro e canzone d’autore, ha rappresentato il contrappunto sonoro perfetto per le storie di Celestini.

Le riflessioni sono partite proprio dalla canzone della band “Il cerchio”, che ha introdotto  la serata: “Spesso si vive all’interno di un cerchio, dove tutto sembra essere perfetto, ma c’è qualcosa che non va”, recitano le parole della canzone.

Quello che non va è l’emarginazione in cui sono relegati, come in un cerchio, tutti coloro che in qualche modo sono diversi dagli standard imposti dalla società.

“Spesso si vive all’interno di una  bolla dove queste persone,  diventano invisibili. Parlare dei ‘poveri cristi’ aiuta l’altra parte della società a vederli, a renderli tangibili?- ha chiesto a Celestini  il presidente dell’associazione Caffè Letterario Nuovevoci.

“No, non penso che cambi molto – ha risposto l’attore-autore – Non riusciremo a cambiare le cose in maniera così radicale. Possiamo incominciare intanto a vederle in maniera diversa. Già questo significa cercare quantomeno di arginare la deriva, e non è poco.”

Poi è partito con le sue ampie digressioni, in cui ha parlato del valore della parola, preferendo la parola ‘detta’ a quella scritta, perché  capace di creare una relazione immediata con chi ascolta; raccontato testimonianze dirette, riflettendo  sulla dignità dei lavoratori. Ha ricordato il lavoro di suo padre, che era un restauratore di mobili, ha parlato delle periferie degradate, in cui non si sceglie di vivere: si viene semplicemente ‘espulsi’ dal centro per i costi esorbitanti delle case.

Che racconti la storia con la “S” maiuscola o le vite marginali delle periferie, Celestini ci ricorda che finché ci sarà qualcuno disposto a narrare e qualcuno capace di ascoltare, nessuna storia andrà perduta.

Un grande affabulatore che ha catturato l’attenzione del pubblico per due ore, creando un’atmosfera in cui la satira e la musica non erano semplice intrattenimento, ma strumenti per scuotere le coscienze, confermando che la bellezza di Villa Parnaso può e deve essere un luogo di aggregazione e di resistenza culturale.

Modena – Juve Stabia (0-1): Le pagelle delle Vespe

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Al termine di Modena – Juve Stabia terminata con la vittoria per 1-0 degli ospiti sui padroni di casa che sanciscono il passaggio delle Vespe alle semifinali di playoff contro il Monza, assegniamo i voti ai calciatori stabiesi:

CONFENTE 7: non deve fare grossi interventi, però alcune sue uscite spericolate disinnescano gli attacchi dei canarini come nel triplo intervento su Gliozzi e Pyythia. Da una mano alla squadra nella costruzione dal basso.

DIAKITÉ 7: anche oggi mette in campo tutta la sua fisicità nonostante nei primi minuti subito ammonito si riesce a gestire alla grande, dal suo lato il Modena non sfonda .

GIORGINI 8: gioca con una sicurezza disarmante, sembra un difensore di categoria superiore.

BELLICH 8: con la sua carica agonistica da grande capitano eregge un muro quasi imbattibile.

CARISSONI 7: da quinto di destro il suo solito ruolo presidia la zona con attenzione mantenendo compatto il centrocampo per non far rischiare niente alla difesa. Dal 62′ RICCIARDI 6,5: entra per dare forze fresche alla squadra che aumentava la pressione offensiva.

MOSTI 7: per non rischiare niente gioca a stretto contatto con Leone per mantenere le linee strette sacrificando gli inserimenti offensivi. Dal 76’ ZEROLI 7: nei pochi minuti giocati gioca poche palle ma ha il pregio di segnare con una pregevole acrobazia il goal della vittoria .

LEONE 8: per questo giocatore ormai si sono usati tanti aggettivi,non si capisce come mai non sia stato inserito nei top10 centrocampisti serie B. Dal 76’ PIEROBON 6,5: sostituisce il compagno stremato , da meno geometrie ma da più dinamismo a centrocampo.

CORREIA 7: fisico e dribbling le sue doti maggiori, vince alla distanza il confronto con il suo avversario di proprietà dell’Inter.

CACCIAMANI 6,5: aveva sulla sua fascia un cliente scomodo l’ex di turno Zampano , che ha dovuto tenere a bada limitando i suoi sprint .

MAISTRO 6,5: mette a disposizione della squadra giocando tra le linee tutta la sua tecnica, non riesce a liberare il suo tiro, ma la sue traiettorie su palle inattive risultano sempre pericolose. Dal 62’ BURNETE 6,5: entra per dare una mano in attacco per cercare il colpo vincente utile nel lavoro di sponda.

OKORO 7: nel primo tempo riesce con i suoi duelli vinti in velocità riesce ad allungare la squadra e tenta di creare superiorità. Dal 83’ GABRIELLONI 6: non ha lo sprint di Okoro ma mantiene impegnati i centrali offensivi, fortunato l’assist di testa per Zeroli che porta in vantaggio la Juve Stabia.

ABATE 8: oggi è stata scritta dal giovane allenatore esordiente nella categoria un’altra pagina indimenticabile per questi colori. Gestisce con semplicità ed umiltà un gruppo di professionisti e uomini veri lasciandosi alle spalle tutte le difficoltà della stagione. Oggi si conferma ancora di più la bontà del suo 3-5-1-1 mantenendo le linee strette riesce riuscendo a tenere a bada gli attacchi del Modena rischiando poco . Nel secondo tempo non bastando il pareggio per trovare il goal passa al 3-5-2 alzando la squadra per mettere più pressione ai canarini, riesce a trovare il goal nei minuti finali e dà tranquillità alla squadra per respingere l’assedio del Modena. Giuste e tempestive le sostituzioni.
Questo gruppo allenatore staff tecnico e gruppo squadra per il campionato svolto meriterebbero un 10 e lode. Il 10 lo hanno ottenuto e meritato oggi, per la lode…

Modena – Juve Stabia (0-1) Playoff, Sottil: Eliminazione ingiusta, ma fiero di questo percorso straordinario

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L’allenatore Andrea Sottil ha analizzato con queste parole il doloroso ko incassato contro la Juve Stabia, un passo falso che ha decretato l’esclusione del Modena dalla post-season:

“La prestazione dei miei ragazzi è stata ineccepibile. Abbiamo concesso il minimo sindacale agli avversari, costruendo parallelamente numerose chance per sbloccare il risultato. Pure nella ripresa abbiamo sfiorato il vantaggio, in particolare con i tentativi di Massolin e Gliozzi, difettando purtroppo di cinismo sotto porta.

Loro sono stati abili a sfruttare la loro unica vera opportunità nata dagli sviluppi di un corner, una situazione che avrebbe richiesto maggiore lucidità da parte nostra.

Non ci meritavamo assolutamente questo epilogo, avendo lottato con personalità fino al triplice fischio.

Il problema della scarsa vena realizzativa ci ha penalizzato sia stasera che nell’intero arco del torneo. Questo sport sa rivelarsi spietato, ma il verdetto del terreno di gioco è sovrano.”

Le scelte di formazione e l’emergenza dell’ultimo minuto

Sulle decisioni iniziali, il tecnico non mostra alcun pentimento:

“Se tornassi indietro? Confermerei ogni singola pedina. Pezzolato è rimasto praticamente inoperoso per l’intero match, a testimonianza del fatto che la nostra retroguardia ha letteralmente annullato gli attaccanti rivali.

L’impiego dal primo minuto di Sersanti è stato dettato dal fatto che Pyyhtia riesce a incidere molto di più subentrando dalla panchina. C’è molto rammarico per l’infortunio improvviso accusato da Zanimacchia a pochi minuti dal fischio d’inizio, sebbene Cotali, chiamato a sostituirlo, si sia comportato in modo egregio.”

Il bilancio stagionale e il futuro

Guardando all’annata nel suo complesso, Sottil spende parole al miele per l’intero ambiente:

“Ci tengo a esprimere la mia profonda gratitudine alla rosa, ai miei collaboratori, ai vertici del club e alla tifoseria. A mio avviso, abbiamo portato a termine un’annata eccezionale, un cammino meraviglioso.

Smaltire la frustrazione per un’eliminazione così bugiarda rispetto a quanto visto in campo richiederà del tempo, ma mi sento enormemente fiero del percorso.

L’esito di un calcio d’angolo non deve assolutamente gettare ombre sull’immenso lavoro svolto in questi mesi.

Abbiamo esaltato le doti di tanti ragazzi, fatto debuttare giovani talenti, centrato l’accesso alla fase finale e lottato ad armi pari in ogni stadio, tenendo testa persino alle corazzate del torneo.

Adesso il prossimo step sarà individuare gli aspetti in cui perfezionarci per fare il definitivo salto di qualità. Personalmente, valuto il mio operato in modo estremamente positivo e sarei onorato di poter proseguire la mia avventura su questa panchina.”