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Juve Stabia – Carrarese, Abate: “Niente alibi e basta cali mentali. Domani riprendiamoci la nostra identità”

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È un Ignazio Abate schietto, lucido e determinato quello che si presenta in sala stampa alla vigilia di Juve Stabia – Carrarese, gara valida per la giornata n.30 del campionato di Serie BKT 2025-2026, in programma domani, 14 marzo, alle ore 15:00 allo stadio Romeo Menti.

Il tecnico delle Vespe non si nasconde dietro un dito dopo il recente passo falso contro il Mantova e traccia la rotta per il rush finale: l’obiettivo è quota 46 punti, e per arrivarci serviranno coraggio, rabbia agonistica e il calore dei fedelissimi del Menti.

Niente alibi e un bagno di umiltà: “A Mantova un calo mentale, non fisico”

L’imperativo in casa gialloblù è mettersi alle spalle la brutta prestazione dell’ultimo turno, ma facendolo con estrema consapevolezza. Abate respinge fermamente l’idea che la squadra sia in debito d’ossigeno, puntando il dito sull’atteggiamento:

“Bisogna sempre guardare in faccia la realtà, senza nascondersi e prendere le situazioni di petto. Io sono abituato così, senza cercare alibi. Arriviamo da una prestazione brutta, poco energica, dove c’è pochissimo da salvare. Per quanto riguarda l’aspetto fisico sono balle: i primi 20-25 minuti un impatto lo puoi avere, invece l’impatto a Mantova mentale è stato troppo negativo.”

Il mister sottolinea come l’ambiente avesse forse dato per scontato una salvezza non ancora aritmetica: “Ci mancano ancora sei punti per arrivare ai 46 e quindi l’obiettivo è solo ed esclusivamente quello. Le critiche le accettiamo, quelle costruttive ti devono caricare; i disfattisti non entrano nella nostra cerchia.”

La sfida alla Carrarese: vietato snaturarsi

Ad attendere la Juve Stabia c’è una Carrarese affamata, a caccia di una vittoria che manca da diverse giornate (8 giornate). Un avversario ostico, esperto e temibile sulle palle inattive. Abate ha le idee chiare su cosa si aspetta dai suoi ragazzi: “Voglio vedere la squadra che ha coraggio nel giocare la palla. Una squadra che non si deve mai snaturare, ma deve avere il coraggio di imporre le proprie idee. Nelle gare conta l’intensità del passaggio, conta con che rabbia metti il cross, come attacchi l’area. Dobbiamo avere la bava alla bocca di non voler prendere gol, questo è un aspetto determinante. Domani non possiamo non entrare in campo dal primo minuto con la rabbia agonistica per conquistare i tre punti.”

Il punto su infortuni e squalifiche: torna Varnier, stagione finita per Candellone

La lunga marcia della Juve Stabia è stata costellata da innumerevoli problemi fisici, un dato di fatto che Abate accetta senza piangersi addosso (“con i se e con i ma non si va da nessuna parte“). Il tecnico ha fatto il punto della situazione sull’infermeria e sugli assenti.

Notizie positive in difesa: Recuperano pienamente Bellich e Confente. Torna a disposizione anche Varnier, che siederà in panchina dopo aver svolto due allenamenti con il gruppo.

Stagione purtroppo finita per Candellone (salvo recuperi lampo nel finale). Zeroli prosegue il percorso riabilitativo con l’obiettivo di rientrare dopo la gara con il Venezia. Per Battistella si cercherà di organizzare un’amichevole in settimana per fargli mettere minuti nelle gambe.

Mancheranno per squalifica Cacciamani e Pierobon. Riguardo all’ingenua espulsione di quest’ultimo contro il Mantova, Abate lo difende: “Ha sbagliato per la sua voglia nel voler dimostrare, nel voler esserci dentro la gara. È un ragazzo perbene, è stato un episodio che lo farà crescere. Non gli devo dire nulla.”

Il patto con il Menti: “Giocheremo per i nostri fedelissimi”

L’ultimo appello è per la piazza. Nonostante una prevendita non entusiasmante, l’allenatore sa bene quanto il fattore campo possa essere decisivo in questa fase cruciale del campionato:

“La prevendita non è delle migliori, giocheremo per i fedelissimi, per la nostra curva che non ci ha mai abbandonato. Sarà a noi cercare di trascinare la gente, tenerci stretta chi ci sarà domani e convincere gli altri a riempire lo stadio con lo Spezia. Essere artefici del proprio destino è un privilegio, ce lo siamo meritati.”

La palla ora passa al campo. La Juve Stabia è chiamata a una prova di maturità: resettare Mantova, ritrovare la propria identità e azzannare la partita per avvicinarsi a quel traguardo chiamato salvezza.

Bondielli (La Nazione): “La Carrarese somiglia alla Juve Stabia. Sarà una sfida combattuta”

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Gianluca Bondielli ha offerto una panoramica lucida sul momento della Carrarese, esprimendo innanzitutto l’auspicio di mantenere la categoria per poter giocare nel futuro “Menti Stadium” rinnovato. Analizzando il periodo attuale, ha sottolineato come sia la Juve Stabia che la Carrarese non stiano attraversando un momento felice sotto il profilo dei punti nelle ultime cinque giornate.

La “crisi” della Carrarese: gioco vs risultati
Secondo Bondielli, la Carrarese è in crisi di risultati ma non di gioco
Nonostante non vinca da otto giornate, la squadra ha mantenuto le sue caratteristiche di ritmo e intensità, affrontando nel frattempo tutte le “big” del campionato come Venezia, Monza, Catanzaro e Palermo
Il tecnico Calabro ha infatti tracciato un parallelo tra le due formazioni, definendole simili per mentalità, voglia e tipologia di gioco

Assenze chiave e mercato invernale
L’assenza più pesante per i toscani è quella di Schiavi, il “metronomo” della squadra e autore di sei reti, che rientrerà solo dopo la sosta
Bondielli ha evidenziato come il mercato di gennaio sia stato condotto “al risparmio”, con l’arrivo di giovani ma senza un vero sostituto d’esperienza a centrocampo capace di dare il cambio ai titolari
Una menzione critica è stata riservata a Torregrossa, definito il “grande bluff” di quest’anno per un rendimento non in linea con il suo oneroso ingaggio

La trasformazione in trasferta e i singoli
A differenza della passata stagione, dove la Carrarese faticava enormemente fuori casa, quest’anno la squadra ha acquisito maggiore personalità e maturità, conoscendo meglio le insidie della Serie B
In attacco, il punto fermo resta Abiuso (9 gol), fondamentale per ripulire i palloni sporchi e far salire la squadra
Per la sfida di sabato, Bondielli prevede l’impiego di Rubino a supporto di Abiuso, preferendolo a Finotto per garantire un maggiore equilibrio tattico tra le linee

Verso la sfida del “Menti”
Nonostante le critiche che talvolta colpiscono mister Abate a Castellammare, Bondielli ha precisato che a Carrara la posizione di mister Calabro non è mai messa in discussione, fattore che permette alla squadra di lavorare con serenità
Per la partita di sabato, il giornalista si aspetta una Carrarese aggressiva, decisa a sfruttare il momento di difficoltà della Juve Stabia (priva di Candellone e degli squalificati Cacciamani e Pierobon) per cercare punti vitali in ottica salvezza.

Juve Stabia – Carrarese, Calabro: Al Menti con la bava alla bocca. Abbiamo dimostrato che possiamo giocarcela

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È la vigilia di una sfida cruciale per le ambizioni di salvezza e consolidamento in Serie BKT. Sabato 14 marzo 2026, alle ore 15:00, lo Stadio “Romeo Menti” sarà il teatro della 30ª giornata tra la Juve Stabia e la Carrarese. Un crocevia fondamentale che il tecnico dei toscani, Antonio Calabro, ha analizzato a tutto tondo nella consueta conferenza stampa pre-partita, toccando temi tattici, emotivi e accendendo i riflettori sulla discussa assenza dei tifosi ospiti.

Analisi e Convinzione: La Caccia ai Punti Perduti

Oltre la frustrazione: Calabro punta sulla qualità delle prestazioni per ritrovare la vittoria.

Il periodo recente della Carrarese è stato oggetto di profonda analisi da parte dello staff tecnico. Dopo l’ultima vittoria casalinga contro l’Empoli, i risultati non hanno rispecchiato quanto seminato sul campo.

“Il periodo che stiamo attraversando è stato attentamente analizzato,” ha spiegato Calabro. “Nelle partite successive alla vittoria con l’Empoli, abbiamo affrontato gare non semplici disputando ottime prestazioni, ma raccogliendo molto meno in termini di punti rispetto a quanto creato. Non credo sia casuale, ed è per questo che stiamo lavorando prestando attenzione ai minimi dettagli. È normale che in un gruppo così unito ci sia un po’ di frustrazione, ma deve prevalere la convinzione: continuando a credere nei nostri valori, ritroveremo la vittoria e la serenità che meritiamo.”

Il Trittico Pre-Sosta: “I Punti Ora Valgono Doppio”

Tre tappe decisive per la salvezza: la consapevolezza di poter giocare alla pari con chiunque.

Il calendario non fa sconti e impone un ritmo serrato prima dell’ultima sosta stagionale, con un peso specifico enorme per gli scontri diretti in chiave salvezza.

  • La posta in palio: “Affronteremo tre partite impegnative,” sottolinea il tecnico. “Due di queste saranno scontri diretti dove i punti varranno doppio. Dovremo tenere sotto controllo ogni aspetto preparato in settimana.”

  • L’imprevedibilità della B: “In questo campionato possiamo giocarcela alla pari con chiunque. Dobbiamo avere la consapevolezza di poter fare punti contro ogni avversario da qui al termine.”

L’Esame “Romeo Menti”: Massima Allerta per le Vespe

Calabro non si fida della Juve Stabia: “Squadra forte e ambiente caldissimo”.

L’analisi sulla Juve Stabia fotografa una squadra ferita ma estremamente pericolosa, inserita nel contesto ambientale infuocato del “Romeo Menti”.

“A Castellammare ci attende una squadra forte e coriacea, capace di verticalizzare e aggredire con costanza,” ha evidenziato Calabro. “Nonostante il recente cambio di guida tecnica, hanno mantenuto salda la struttura di una rosa che da due anni dimostra grande valore. Giocheremo su un campo difficile dove il pubblico è un fattore, ma ci siamo preparati. Non ci inganni la loro recente fatica a trovare continuità: come noi, anche loro giocheranno con la bava alla bocca.”

Nota Stonata: L’Amarezza per il Divieto di Trasferta

Il tecnico critica la decisione degli enti preposti: “I tifosi sono un apporto immenso, dispiace non averli”.

La chiusura è dedicata a un tema caldo che va oltre il rettangolo verde: il divieto di trasferta imposto ai tifosi della Carrarese, una decisione che il mister non ha digerito.

“È stata la vera nota stonata della settimana. Dispiace, e non poco, non averli al seguito. Non sono d’accordo con le decisioni degli enti preposti: l’obiettivo primario dovrebbe essere agevolare il tifoso a seguire la squadra, a prescindere dalla lontananza. C’è grande rammarico perché la nostra tifoseria sa dare un apporto immenso anche in trasferta, e i giocatori questo lo percepiscono sempre.”

Juve Stabia e Carrarese voglia di stupire in B: Un elogio alla bellezza di gioco “Economica e Sostenibile”

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Se chiedete a un tifoso della Juve Stabia o della Carrarese cosa significhi la parola “bellezza”, state pur certi che non vi parlerà di campioni da copertina, di sceicchi o di stadi avveniristici. Vi parlerà di maglie intrise di sudore, di schemi mostrati a memoria e di quella sottile, indescrivibile soddisfazione di guardare la classifica e trovarsi davanti a chi, in estate, ha speso dieci volte tanto ma è dietro in classifica.

Due realtà che propongono un calcio sostenibile e divertente, capaci di stracciare i pronostici della vigilia e di ricordare a tutti che i “saggi del pallone” non hanno sempre ragione.

La forza della mente libera

Analizzando il cammino di queste due squadre, emerge un fattore determinante: giocano con la mente libera. Mentre le cosiddette “corazzate” del campionato sono schiacciate dal macigno dell’obbligo di vincere a tutti i costi, le formazioni di Abate e Calabro scendono in campo con la leggerezza e la ferocia di chi ha già vinto la sua sfida più grande: dimostrare di non essere lì per caso.

Sono due modelli diversi, geograficamente e tatticamente, ma entrambi incredibilmente vincenti e affascinanti.

Juve Stabia: Le Vespe di Abate non si snaturano mai

Le “Vespe” guidate da Ignazio Abate hanno smesso da un pezzo di essere una semplice meteora. La vera forza dei gialloblù risiede nell’identità: la squadra non si snatura mai. Che si giochi nel catino incandescente del “Romeo Menti” – dove il pubblico è a tutti gli effetti il dodicesimo uomo in campo – o sul prato del “Ferraris” di Genova, la Juve Stabia propone sempre il suo calcio.

E lo fa anche quando la sfortuna ci mette lo zampino: le tante assenze per infortunio hanno inevitabilmente tolto un po’ di smalto in situazioni di totale emergenza, come visto recentemente a Mantova. Ma l’anima della squadra non è mai in discussione.

Carrarese: Resilienza e spensieratezza anni ’90

A Carrara, la bellezza assume invece la forma della pura resilienza. In molti, tra gli addetti ai lavori, pensavano che la squadra di Calabro si sarebbe sgretolata alle prime, inevitabili difficoltà dettate dalla nuova categoria.

Invece, la Carrarese ha risposto mettendo in mostra una solidità mentale che riporta alla memoria le grandi e romantiche squadre di provincia degli anni ’90. Unito a un gioco veloce e divertente, questo atteggiamento fa dei toscani una delle realtà più belle del torneo: se lo scorso anno è stato l’indizio, questo campionato è la prova definitiva.

Prospettive e Obiettivi

Con la pressione a quota zero e l’entusiasmo alle stelle, cosa riserva il futuro per queste due rivelazioni?

  • Juve Stabia: Se la squadra riuscirà a mantenere questa continuità di rendimento, soprattutto tra le mura amiche, la salvezza è alla portata e i Playoff non sono più un miraggio, ma un traguardo possibile. E attenzione: arrivare agli spareggi promozione nei panni della “mina vagante” trasformerebbe le Vespe nell’incubo di qualsiasi avversario.

  • Carrarese: L’imperativo categorico resta blindare la salvezza matematica nel minor tempo possibile. Una volta raggiunto questo scoglio, la squadra potrà tentare l’assalto alle ultime posizioni utili per la post-season, con l’unico vero dogma del proprio calcio: divertirsi e far divertire.

Perché in fondo, nulla (o quasi) è impossibile nel calcio, finché ci saranno squadre pronte a dimostrarlo sul campo.

Castellammare di Stabia alla BMT 2026: Ritorno della Città delle Acque che si riprende il futuro del turismo

Non è solo una partecipazione fieristica, è la dichiarazione d’intenti di una città che ha deciso di puntare a riprendersi il proprio posto d’onore nel panorama turistico internazionale. Castellammare di Stabia si conferma protagonista alla Borsa Mediterranea del Turismo (BMT) 2026, in corso alla Mostra d’Oltremare di Napoli fino al 14 marzo.

All’interno del padiglione della Regione Campania, lo stand stabiese – animato dall’entusiasmo dei giovani della Pro Loco – non si limita a distribuire brochure, ma racconta una storia di rinascita fatta di profumi, onde e visione futura.

Un’offerta che va oltre il panorama

L’amministrazione comunale ha puntato su una narrazione coordinata delle proprie eccellenze. Non c’è solo il patrimonio archeologico e culturale, ma un’esperienza multisensoriale che spazia dai sapori unici del territorio alle opportunità del turismo attivo:

  • Le tradizioni a tavola: Dai celebri biscotti di Castellammare ai carciofi di Schito, fino alle castagne del Monte Faito.

  • Il binomio terra-mare: Un’offerta che unisce il trekking sul Faito alle attività nautiche.

Il “risarcimento storico”: Un mare libero e balneabile

Il vero cuore dell’intervento del sindaco Luigi Vicinanza durante il panel dedicato al turismo è stato il ritrovato rapporto della città con il suo litorale. Dopo decenni, Castellammare torna a guardare l’orizzonte con occhi nuovi.

Luigi Vicinanza“Grazie a un lavoro costante e visionario, la città ha finalmente riconquistato il suo rapporto con il mare,” ha dichiarato il Sindaco. “Un mare che abbiamo deciso di lasciare gratis e libero, come un vero e proprio risarcimento storico alla nostra comunità.”

Rotta verso il 2027: Hub naturale per l’America’s Cup

La partecipazione alla BMT serve anche a preparare il terreno per l’appuntamento che metterà il Golfo di Napoli al centro del mondo: l’America’s Cup 2027. Con i suoi due scali portuali, Castellammare si candida ufficialmente come hub logistico e campo di regata naturale per l’evento velico più prestigioso del pianeta.

Un posizionamento che sarà rafforzato già nelle prossime settimane da un calendario di eventi fitto e di respiro internazionale:

  1. Napoli Boat Show: (18-22 marzo) Presso Marina di Stabia, l’eccellenza della nautica.

  2. Traversata delle Sirene: (19 aprile) Regata per imbarcazioni d’altura e sportboat.

  3. Med Cooking Congress: (20-26 aprile) Allo Stabia Main Port, una settimana tra enogastronomia e tutela del mare.

Fare rete per crescere

L’assessore al Turismo, Nunzia Acanfora, ha sottolineato come questo successo sia frutto di una sinergia tra pubblico e privato: “La nostra presenza qui è il risultato di un importante lavoro di rete con operatori e associazioni. Castellammare sta rafforzando la sua identità turistica, rendendola riconoscibile e competitiva sui mercati esteri.”

Castellammare di Stabia, dunque, non è più solo una porta d’accesso per le altre perle del Golfo, ma una destinazione con un’anima definita, pronta a navigare verso traguardi sempre più ambiziosi.

Juve Stabia, ora è ufficiale: Come anticipato Brera Holdings diventa Solmate Infrastructure

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Finisce un’era, o forse ne inizia semplicemente una completamente diversa. Come anticipato, da Fabio Scacciavillani (Presidente Esecutivo del Consiglio di Amministrazione della S.S. Juve Stabia 1907) e Ron Sade (socio di Brera Holdings), al termine della gara con il Modena, si chiude ufficialmente l’incredibile avventura originaria di Brera Holdings, la società quotata al Nasdaq nata a Milano nel 2000 e proprietaria della Brera Calcio, la terza squadra di Milano. L’azienda ha annunciato un radicale cambio di nome e di missione aziendale: da oggi si chiamerà Solmate Infrastructure.

Il focus strategico si sposta definitivamente dal pallone alla blockchain, con un obiettivo preciso: finanziare e accelerare l’espansione infrastrutturale della criptovaluta Solana, con base operativa negli Emirati Arabi Uniti. Tuttavia, in questa profonda riorganizzazione, c’è un’importante eccezione che riguarda da vicino il calcio italiano: la società ha confermato che manterrà la proprietà della Juve Stabia, storico club di Castellammare di Stabia attualmente militante in Serie B.

Il disimpegno internazionale e il “mistero” Brera Calcio

Per finanziare la sua nuova vita tecnologica, come riportato da Milano Finanza, la Solmate Infrastructure ha deciso di tagliare i rami sportivi internazionali considerati non più strategici. Sono state infatti liquidate ufficialmente due squadre di calcio: Brera Tchumene (Mozambico) e Brera Ilch (Mongolia)

I capitali liberati da queste operazioni verranno reindirizzati verso i nuovi progetti Web3. Rimane invece avvolto nell’incertezza il destino del club da cui tutto è partito: il Brera Calcio. Fondato nel 2000 da Alessandro Aleotti, arrivato al massimo in Serie D e storico “inquilino” dell’Arena Civica Gianni Brera, il club meneghino non viene menzionato nel comunicato ufficiale che annuncia la trasformazione societaria, lasciando un punto interrogativo sul suo futuro.

L’ingresso dei giganti: l’operazione da 300 milioni

La metamorfosi che ha portato alla nascita di Solmate non è avvenuta dall’oggi al domani. Le basi sono state gettate nel settembre 2025, attraverso una massiccia operazione di PIPE (Private Investment in Public Equity) dal valore di 300 milioni di dollari.

Questa iniezione di liquidità ha rivoluzionato l’azionariato della società, introducendo pesi massimi della finanza globale e della tecnologia decentralizzata:

  • Ark Invest: La celebre società di gestione degli investimenti guidata da Cathie Wood, nota per le sue puntate aggressive sulle tecnologie dirompenti.

  • Solana Foundation: L’organizzazione no-profit con sede a Zugo (Svizzera), dedicata allo sviluppo, alla sicurezza e alla decentralizzazione dell’intero ecosistema Solana.

La nuova rotta verso gli Emirati

A guidare questa nuova e ambiziosa fase è il CEO Marco Santori, che ha chiarito le ragioni dietro questo drastico cambio di paradigma societario, puntando i fari sul Medio Oriente.

“Questa trasformazione rappresenta il culmine del cambiamento strategico di Brera verso le opportunità infrastrutturali che vediamo ad Abu Dhabi. Concentrando il nostro capitale e la nostra identità aziendale su Solana, ci stiamo posizionando per essere un attore centrale nell’economia digitale in rapida espansione della regione. Non si tratta solo di un cambio di nome, ma dell’evoluzione di un’azienda specializzata in infrastrutture, costruita per il futuro dei mercati dei capitali.” – Marco Santori, CEO di Solmate Infrastructure

Da un campo di periferia a Milano fino al Nasdaq e oggi ai server blockchain di Abu Dhabi, l’evoluzione dell’ex Brera Holdings rappresenta uno dei casi finanziari più singolari degli ultimi anni. Con un occhio rivolto al futuro digitale e, per ora, l’altro ancora fisso sul campo in erba sintetica del “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia.

L’Acqua è Donna: a Sant’Anastasia si celebra la Giornata Mondiale dell’Acqua 2026

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L’acqua come diritto, l’acqua come specchio delle disuguaglianze. Nel 2026, la Giornata Mondiale dell’Acqua – istituita dalle Nazioni Unite nel 1992 – taglia il traguardo dei 34 anni scegliendo un tema di profonda urgenza sociale: “Acqua e Parità di Genere”. Un binomio non scontato, che ricorda come in gran parte del mondo siano proprio le donne e le ragazze a farsi carico del peso della scarsità idrica, pagando il prezzo più alto in termini di istruzione, salute e sicurezza.

Per rispondere all’appello dell’ONU, Terre di Campania APS e il Museo Multimediale delle Acque Campane tornano in prima linea con una tre giorni di eventi (20-22 marzo) presso la Sala Polifunzionale del Santuario della Madonna dell’Arco a Sant’Anastasia (NA).

L’Arte come Testimonianza: “Le figlie dell’Acqua”

Il cuore pulsante dell’evento sarà l’impatto visivo delle installazioni artistiche. Quest’anno, il percorso didattico si arricchisce di “Le figlie dell’Acqua 2026 – Acqua d’Intorno”, un’opera corale realizzata dagli studenti dei licei artistici di Campania e Molise. L’installazione si affiancherà alla celebre “Gocce d’Acqua”, l’opera iconica ideata da Giuseppe Ottaiano che da anni viaggia per sensibilizzare il pubblico sul valore della risorsa idrica.

Il Programma delle Giornate

Venerdì 20 Marzo: Conoscenza e Narrazione

Dalle 9:30 alle 13:00, alle scuole secondarie del territorio e alla cittadinanza sarà dedicata una giornata all’insegna della conoscenza, del confronto e della consapevolezza, in uno spazio dinamico di incontro e dialogo. Il gruppo Yakamoz dell’IIS “Bruno Munari” Liceo Musicale di Acerra, accoglierà gli ospiti e introdurrà i saluti istituzionali, con gli interventi di Maddalena Venuso, Presidente APS Terre di Campania, di Padre Gianpaolo Pagano O.P, Priore del Santuario delle Madonna dell’Arco e di Carmine Esposito, Sindaco di Sant’Anastasia. Seguirà l’incontro con Francesco Sena, skipper e content creator e il suo “Racconto storie di mare”, un dialogo su libertà, rispetto del Pianeta e responsabilità. Prevista alle 10:30 la premiazione dei vincitori del concorso “Acqua d’Intorno 2026”.

Fino alle 13:30, la visita libera all’installazione artistica, un laboratorio artistico ed una rete di Acqua Agorà e Active Points, spazio di ascolto e confronto diretto con ricercatori, tecnici ed esperti, occasione di approfondimento su temi di scienza, umanesimo e cittadinanza, tenuti assieme dal motivo dell’acqua.

Nella stessa giornata, alle ore 18:00, la Sala Polifunzionale del Santuario ospiterà la presentazione del volume “Il Dono dell’Acqua”, opera collettiva per i tipi di Zora Edizioni, che raccoglie i contributi di voci diverse del territorio sul valore dell’acqua. Si tratta di una raccolta antologica i cui testi talvolta vestono l’abito di pensieri in libertà, talaltra di riflessione fra il filosofico e lo speculativo, o ancora danno forma scritta a ricordi, esperienze, incontri avvenuti nel segno dell’acqua e delle sue infinite, evocative rappresentazioni.

Sabato 21 e Domenica 22 Marzo: Apertura al Territorio

  • Sabato (16:00 – 20:00): Incontro con gli alunni dell’IC Don Milani di Pomigliano e i ragazzi della Parrocchia del Santuario.

  • Domenica (10:00 – 13:00): Nel giorno ufficiale del World Water Day, la mostra “Gocce d’Acqua” resterà aperta al pubblico per un’ultima mattinata di riflessione collettiva.

Questa iniziativa non è solo una celebrazione, ma un atto di cittadinanza attiva. Portare le scuole e gli esperti in un luogo simbolo come il Santuario della Madonna dell’Arco significa seminare consapevolezza in una terra che, storicamente, deve alle acque la sua ricchezza.

Una Rete di Eccellenze

L’evento vanta una rete imponente di collaborazioni, che spaziano dalle università (UNINA – Dipartimento di Scienza della Terra) agli enti di gestione idrica (GORI, Ente Idrico Campano), fino al coinvolgimento di oltre 13 licei artistici tra Napoli, Caserta, Avellino e Campobasso.

Locandina-20-22-marzo-2026.jpgPartecipano alla realizzazione dell’installazione artistica le scuole: IISS “Ettore Majorana”, Termoli (CB); ISIS Liceo Artistico “Paolo Anania De Luca”, Avellino; ISIS Liceo Artistico “Umberto Boccioni”, Napoli; ISIS Liceo Artistico “Emilio Sereni”, Cardito (NA); IISS “Francesco Saverio Nitti”, Portici (NA); ISIS Liceo Artistico “San Leucio”, Caserta; Liceo Artistico Solimena IIS “Leonardo Da Vinci”, Santa Maria Capua Vetere (CE); ISIS Liceo Artistico “Caravaggio”, San Gennaro Vesuviano (NA); Liceo Artistico Statale “Giorgio De Chirico”, Torre Annunziata (NA); Liceo Artistico Statale “Enrico Medi”, Cicciano (NA); Polo delle Arti “Caselli Palizzi”, Napoli; Liceo Artistico Statale “Don Lorenzo Milani”, Napoli; Liceo Artistico Statale “Pomponio Leto”, Teggiano (SA)

Promuovono l’evento: Terre di Campania APS; Museo Multimediale delle Acque Campane

Patrocini: Consiglio Regionale della Campania; Città Metropolitana di Napoli; Comune Sant’Anastasia,

Ente Idrico Campano; ARPAC Campania

Collaborazioni: UNINA – Dipartimento di Scienza della Terra, dell’Ambiente e delle Risorse – Dipartimento di Biologia Marina; GORI; Eurosub; AMCI Sezione Diocesana Nola; Forum Associazioni Sociosanitarie; Cristiani in cammino; Istituto Superiore “B. Munari” Liceo Musicale, Acerra; IPSEOA “Manlio Rossi Doria”, Marigliano.

Sponsor: Di Perna/Generali; Green Energy Holding; Gruppo Puopolo; Kyla Caffè; Studio Legale Siciliani

Media Partner: www.terredicampania.it

Informazioni Utili:

Pranzi lunghi, ospiti inattesi e spazi che cambiano: le nuove esigenze dell’arredo outdoor domestico

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Quando arriva la stagione mite succede qualcosa di abbastanza prevedibile, eppure ogni anno sorprende allo stesso modo: gli spazi esterni smettono di essere una semplice appendice della casa. Il giardino, il terrazzo, perfino il piccolo balcone iniziano a funzionare come stanze vere e proprie. Ci si fa colazione, si pranza quando la luce è ancora alta, si rimane seduti dopo cena mentre la temperatura scende lentamente.

Il problema, quasi sempre, emerge quando arrivano gli ospiti. La configurazione che sembrava sufficiente per due o tre persone smette improvvisamente di funzionare. Le sedie finiscono, il piano d’appoggio non basta, qualcuno resta in piedi con il bicchiere in mano cercando un posto dove appoggiarsi. È in quei momenti che si capisce quanto l’arredo da esterno non sia più una questione puramente decorativa, ma una faccenda di organizzazione domestica.

Arredo da giardino e nuove abitudini sociali

Le abitudini domestiche degli ultimi anni hanno modificato profondamente il modo in cui si progettano e si usano gli spazi all’aperto. Il giardino domestico non è più soltanto un luogo di passaggio o un angolo verde da guardare dalla finestra. È diventato uno spazio di permanenza.

Chi vive in casa con un piccolo spazio esterno lo sa bene: basta una giornata di sole perché la cucina si svuoti e le attività si spostino fuori. Il caffè del mattino sul balcone, il pranzo veloce all’aria aperta, le cene che si allungano fino a tarda sera. A cambiare non è solo il tempo trascorso all’esterno, ma anche il numero di persone coinvolte.

Quando amici o parenti passano a trovare qualcuno durante il fine settimana, lo spazio esterno diventa il punto di aggregazione naturale. Il tavolo da giardino diventa il centro di gravità di tutto quello che succede intorno: piatti che arrivano dalla cucina, bicchieri che si riempiono, piatti che restano sul tavolo più del previsto mentre la conversazione prende una direzione inattesa.

Il limite strutturale di molti spazi outdoor domestici emerge proprio in queste situazioni. I tavoli tradizionali hanno dimensioni pensate per un uso quotidiano, non per le improvvise espansioni della vita sociale domestica.

Il problema dello spazio quando arrivano gli ospiti

C’è una scena che si ripete con una certa regolarità nelle case con terrazzo o giardino. All’inizio si pensa di organizzare qualcosa di informale, magari una cena semplice tra amici. Poi qualcuno porta un’altra persona, qualcuno si aggiunge all’ultimo momento, qualcuno resta più a lungo del previsto.

A quel punto lo spazio diventa un problema pratico. Le sedie vengono recuperate da altre stanze, il tavolino basso viene trasformato in appoggio improvvisato, qualche piatto finisce sul muretto o sul davanzale. L’equilibrio della serata dipende da piccoli aggiustamenti continui.

Questo tipo di situazione ha portato molti a riconsiderare il modo in cui organizzano il tavolo da esterno. Non si tratta più soltanto di scegliere un oggetto resistente alle intemperie o coerente con lo stile del giardino. La questione riguarda la flessibilità.

Un esempio evidente sono i tavoli allungabili per esterno, che permettono di passare da una configurazione compatta — utile nella quotidianità — a una superficie più ampia quando la tavolata cresce. In molte soluzioni di arredo outdoor questa possibilità è diventata quasi una necessità pratica più che una scelta estetica.

Il punto interessante non riguarda soltanto la dimensione del piano, ma il modo in cui cambia l’uso dello spazio circostante.

Materiali e resistenza nell’arredo outdoor

Quando si parla di arredo giardino la questione dei materiali diventa inevitabile. Gli oggetti destinati all’esterno devono convivere con sole diretto, umidità notturna, pioggia improvvisa e sbalzi di temperatura.

Il tavolo da giardino è probabilmente il pezzo di arredo che subisce più stress: viene spostato, caricato di piatti e bottiglie, pulito rapidamente con acqua o detergenti leggeri. Per questo i materiali più utilizzati negli ultimi anni sono quelli che combinano resistenza e manutenzione ridotta.

Tra i più diffusi ci sono l’alluminio verniciato, che offre leggerezza e buona resistenza alla corrosione, e il legno trattato per esterni, scelto spesso per contesti più naturali o giardini con vegetazione importante. Anche i piani in ceramica o vetro temperato stanno trovando spazio nei tavoli da esterno più recenti, perché resistono bene alle macchie e al calore dei piatti appena usciti dalla cucina.

La scelta del materiale incide anche sulla percezione dello spazio. Un tavolo con struttura sottile in metallo, ad esempio, lascia passare la luce e rende l’ambiente più arioso. Un piano in legno massello invece dà una sensazione di stabilità e permanenza, quasi come se il tavolo fosse parte integrante del giardino.

Quando l’esterno diventa la stanza più usata della casa

Molti proprietari di case con spazi esterni raccontano un cambiamento abbastanza evidente nel modo di vivere la casa durante i mesi più caldi. Alcune attività che prima si svolgevano in soggiorno si spostano stabilmente all’aperto.

Il terrazzo arredato diventa uno spazio di lavoro occasionale, soprattutto nelle ore del mattino quando la luce è buona e la temperatura ancora gestibile. Il giardino di casa ospita pranzi familiari che durano più del previsto, perché nessuno ha fretta di rientrare dentro.

Anche la gestione della casa cambia di conseguenza. Si aggiungono punti luce esterni, si sistemano tappeti outdoor, si organizzano piccoli angoli con sedute informali. Il tavolo da giardino resta però l’elemento attorno al quale ruota tutto il resto.

È lì che si accumulano piatti, bottiglie, telefoni appoggiati distrattamente, carte da gioco dimenticate dopo mezzanotte. Ed è sempre lì che si capisce, con una certa chiarezza, se lo spazio è stato pensato per accogliere le variazioni imprevedibili della vita domestica oppure se è rimasto fermo a un’idea più rigida dell’arredo outdoor.

A volte basta un dettaglio strutturale — qualche decina di centimetri di piano in più — per trasformare una serata complicata in una tavolata che continua a crescere senza creare problemi. E quando succede, nessuno sembra farci troppo caso. Ma è proprio in quei momenti che l’arredo smette di essere un oggetto e diventa parte silenziosa di ciò che accade intorno al tavolo.

Juve Stabia, corsa contro il tempo per il Menti: Approvato il progetto per la sostituzione del manto erboso

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Il Comune di Castellammare di Stabia spinge sull’acceleratore per rinnovare il terreno di gioco dello stadio cittadino. L’amministrazione ha infatti dato il via libera a un investimento di 800.000 euro, attingendo direttamente al bilancio comunale, per sostituire la superficie artificiale del “Romeo Menti”.

L’iter entra nel vivo: la validazione tecnica definitiva di spese e il cronoprogramma sono stati approvati, mentre già all’inizio della prossima settimana verrà indetto il bando pubblico per individuare l’impresa esecutrice. L’obiettivo è completare l’opera durante la pausa estiva, avviando una vera e propria sfida contro il cronometro.

Il cambio di strategia: addio ai fondi regionali per evitare l’esilio

Inizialmente, l’installazione del nuovo manto era inserita in un più ampio piano di riqualificazione dell’intero impianto, un maxi-progetto da 5 milioni di euro coperto da fondi della Regione Campania e approvato appena un mese fa. Tuttavia, le consuete lungaggini della burocrazia regionale minacciavano di allungare i tempi a dismisura, con il rischio concreto di costringere la Juve Stabia a disputare le partite casalinghe in un’altra città. Per disinnescare questo pericolo, Palazzo Farnese ha deciso di scorporare i lavori del prato dal resto del progetto, finanziandoli in autonomia per garantire una procedura più snella e veloce.

Il diktat degli ispettori della Lega

La mossa del Comune è dettata da un’urgenza non più rimandabile. Come messo nero su bianco dai vertici del settore Lavori Pubblici, l’ultima perizia condotta dai delegati della Lega di Serie B ha decretato “fine vita” per l’attuale tappeto sintetico. L’installazione di una nuova copertura è dunque un passaggio obbligato per allinearsi ai severi parametri infrastrutturali imposti dal campionato cadetto e mantenere la certificazione di agibilità della struttura sportiva.

Il cronoprogramma

La priorità assoluta è ora non accumulare ritardi. Se la procedura d’appalto si concluderà positivamente entro il mese di maggio, i cantieri potranno insediarsi regolarmente a giugno. È questa l’unica finestra temporale utile per consegnare il campo rinnovato in tempo per l’avvio della prossima stagione agonistica, scongiurando definitivamente l’ipotesi di far giocare le “Vespe” lontano dal proprio pubblico.

Juve Stabia – Carrarese: Mosti contro l’ex Schiavi, la fantasia al potere in scena al “Romeo Menti”

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C’è un filo sottile, intessuto di giocate nello stretto e lampi di genio, che unisce Castellammare e Carrara in vista del prossimo incrocio di Serie B. È un filo fatto di visione di gioco e di quel prezioso “vizio del gol” capace di trasformare un centrocampista da semplice rifinitore a fattore determinante nell’economia di una stagione. La sfida di sabato tra Juve Stabia e Carrarese non è solo un crocevia fondamentale per le ambizioni di classifica delle due formazioni, ma si preannuncia come un vero e proprio duello a distanza tra due interpreti moderni del ruolo: Nicola Mosti e Nicolas Schiavi.

Mosti, l’anima offensiva delle Vespe

Nicola Mosti si presenta all’appuntamento come l’uomo copertina della Juve Stabia targata Ignazio Abate. Il classe ’98 non spicca solo per la naturale propensione a legare i reparti, ma per una straordinaria concretezza sotto porta che lo ha proiettato tra i migliori realizzatori dei gialloblù in questa stagione. In un campionato logorante e in cui l’equilibrio regna sovrano come la Serie B, la sua capacità di trovare l’imbucata vincente o di far male con conclusioni letali dalla distanza rappresenta l’arma in più nello scacchiere tattico del tecnico stabiese. Mosti è diventato il termometro della squadra: quando si accende lui, la Juve Stabia cambia marcia.

Schiavi, lo spauracchio che conosce il “Menti”

Dall’altra parte della barricata, però, il pericolo numero uno ha un nome e un volto che a Castellammare ricordano fin troppo bene. L’argentino Nicolas Schiavi sta vivendo una vera e propria stagione di grazia all’ombra delle Alpi Apuane. Ma è il suo passato a renderlo un “osservato speciale” per la retroguardia campana. L’ex fantasista delle Vespe ha già ampiamente dimostrato di non essere incline ai sentimentalismi quando incrocia i suoi vecchi colori: nel match d’andata ha contribuito in maniera pesante al netto 3-0 inferto dai toscani, e, più in generale, ha già “punito” la Juve Stabia in due occasioni da quando ha fatto le valigie per lasciare la Campania. È una statistica che tiene inevitabilmente in massima allerta la difesa stabiese: Schiavi conosce ogni zolla del prato del “Menti” e sembra esaltarsi agonisticamente proprio quando il clima sugli spalti si fa incandescente.

Due stili, un solo obiettivo

Il confronto tra i due calciatori è affascinante proprio per le loro differenze. Se Mosti è il riflesso dell’organizzazione corale e della spiccata intensità di gioco della macchina di Abate, Schiavi rappresenta l’imprevedibilità pura, il battitore libero capace di spaccare in due la partita con una traiettoria su palla inattiva o con un’invenzione tirata fuori dal cilindro in una frazione di secondo.

Quella di sabato non sarà, dunque, soltanto una dura battaglia tattica tra due squadre a caccia di punti pesanti per consolidare i rispettivi obiettivi stagionali. Sarà la sfida nella sfida: tra chi è chiamato a trascinare il pubblico del “Menti” verso la vittoria e chi, invece, su quel prato ha già dispensato magie con la maglia delle Vespe, e ora sogna in silenzio il terzo “sgarbo” consecutivo. La palla passa al campo.

Rogo del Sannazaro, l’annuncio di Giuli

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Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, oggi, mercoledì 11 marzo, al termine di un vertice alla Prefettura di Napoli, ha comunicato che lo Stato acquisterà il teatro Sannazaro, andato a fuoco il 17 febbraio.

“Il risultato di questa prima riunione fatta insieme con la proprietà e poi successivamente con i gestori è che iniziamo da subito i lavori” ha detto il ministro della Cultura a margine della riunione con i proprietari del Sannazaro e il prefetto di Napoli, Michele di Bari. Sulla valutazione della compravendita, Giuli ha spiegato: “Su questo ci sarà una valutazione di congruità ma non ci saranno ostacoli, ve lo posso assicurare. Saremmo veloci e soprattutto siamo tutti allineati, quando tutti hanno lo stesso intento si procede spediti e su questo consentitemi di ringraziare i proprietari che sono stati davvero veloci, appassionati nel dolore ma altrettanto a condiscendere la nostra volontà di acquistare”.

Alla domanda se il Sannazaro sarà acquistato solo dallo Stato o se ci entreranno gli enti locali, il ministro ha precisato: “Allora acquista il Ministero, acquista il ministero della Cultura, ma è ovvio che è un’operazione corale altrimenti non saremmo qui in questa bella Prefettura avendo interloquito con il presidente della Regione Campania, con il sindaco di Napoli e con diciamo tutte le persone che hanno a cuore il progetto Sannazaro”.

L’inchiesta sul rogo

Intanto va avanti l’inchiesta, aperta dalla Procura di Napoli, sul rogo che ha devastato il Sannazaro. Si indaga per incendio colposo contro ignoti. Sembra che sia stato un cortocircuito a innescare le fiamme, ma ancora le cause dell’incendio non sono state chiarite. Nel rogo sono state coinvolte una ventina di palazzine vicine con sessanta sgomberati, ma per fortuna non ci sono state né vittime né feriti.

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Fonte AdnKronos

Juve Stabia, l’ora dell’orgoglio: Contro la Carrarese per il riscatto e per la vendetta sportiva

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Non è il momento di guardarsi indietro, ma di stringere i denti e tirare fuori l’orgoglio. La Juve Stabia si prepara ad affrontare la Carrarese in un clima di piena emergenza, ma con una determinazione feroce che si respira a pieni polmoni dalle parti del “Romeo Menti”. L’obiettivo del weekend è duplice e vitale: interrompere il trend negativo delle ultime uscite e, soprattutto, cancellare quel pesante 3-0 incassato nella gara d’andata. Una ferita ancora aperta nell’orgoglio delle Vespe, che ora chiedono vendetta sportiva.

Il Peso delle Assenze e l’Opportunità del Gruppo

La lista degli indisponibili pesa come un macigno sulle scelte dello staff tecnico. Tra squalifiche pesanti e acciacchi fisici che hanno decimato il gruppo proprio nel momento clou della stagione, la formazione titolare sembra un rebus.

Eppure, l’ambiente gialloblù respira un’aria di vibrante sfida. In casa Stabia, la parola “emergenza” è stata bandita dallo spogliatoio per essere trasformata in “opportunità”. È il momento di chi finora ha trovato meno spazio: le cosiddette “seconde linee” sono chiamate a dare tutto per la maglia, dimostrando che la forza di questa squadra risiede nella compattezza del collettivo e non solo nei singoli.

Il Fantasma dell’Andata

Il ricordo della trasferta in Toscana brucia ancora. Quel passivo così netto, per quanto non avesse rispecchiato totalmente i reali valori visti in campo in quei novanta minuti, ha lasciato un segno profondo. Oggi, tra le mura amiche del Menti, il copione deve essere radicalmente diverso.

Le Vespe sanno perfettamente che una vittoria contro una Carrarese solida e scorbutica avrebbe un peso specifico enorme. Non varrebbe solo i tre punti in classifica, ma rappresenterebbe quella svolta psicologica tanto attesa, la scintilla necessaria per mettersi definitivamente alle spalle un periodo opaco e rilanciarsi con prepotenza.

Le Chiavi del Match

Per battere i marmiferi servirà la migliore versione della Juve Stabia. Sarà fondamentale la compattezza difensiva perchè la Carrarese ha dimostrato all’andata di saper colpire negli spazi. Servirà un blocco squadra unito e attento per disinnescare le loro ripartenze.

Le occasioni da gol andranno capitalizzate al massimo. In partite così tirate, la spietatezza negli ultimi sedici metri fa la differenza e non saranno ammessi cali di tensione. Servirà mantenere ritmi altissimi dal primo all’ultimo fischio dell’arbitro. Il fattore “Menti” poi sarà determinante. Il pubblico di Castellammare non ha mai smesso di incitare i propri beniamini e sabato il calore dei tifosi dovrà essere il vero dodicesimo uomo in campo per spingere la squadra oltre l’ostacolo.

Il messaggio che filtra dallo spogliatoio è forte e chiaro: l’emergenza non è un alibi. Le Vespe hanno affilato il pungiglione e sono pronte a colpire di nuovo.

Pompei, un ‘memoriale’ racconta la fine del 79 d.C e le sue vittime

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Un “memoriale” che racconta la fine di Pompei e le sue vittime. L’eruzione del 79 d. C. – che ha colpito migliaia di persone e fatto della antica città vesuviana una testimonianza unica nella storia – per la prima volta viene narrata attraverso un allestimento museale permanente che ne restituisce la storia momento per momento, esponendo i calchi delle vittime e una selezione di reperti organici straordinariamente conservati. “I calchi di Pompei: un percorso nella storia dell’eruzione del 79 d.C.” sarà visitabile alla Palestra Grande degli scavi del Parco Archeologico da domani, giovedì 12 marzo.

La nuova esposizione che ripercorre l’origine, la storia dell’eruzione e la tecnica dei calchi, è il risultato di un dialogo tra un linguaggio museale teso a dare dignità alle vittime dell’eruzione, ma al tempo stesso a raccontarne la storia con cura scientifica. Una narrazione oggettiva di quella vicenda attraverso la quale il visitatore si trova di fronte al “… dolore della morte che riacquista corpo e figura” con cui lo scrittore Luigi Settembrini nel ‘800, aveva descritto i calchi di Pompei, “non arte, non imitazione; ma le loro ossa, le reliquie della loro carne e de’ loro panni mescolati col gesso”. Primo Levi, nella poesia La bambina di Pompei, parla di “agonia senza fine, terribile testimonianza”. 22 i calchi di vittime, tra i vari rinvenimenti esposti, scelti fra quelli meglio conservati e più leggibili, presentati sulla base del contesto di provenienza, che va dalle domus nelle aree interne della città fino alle porte e alle strade che uscivano dal centro abitato, scappando lungo le quali gli abitanti cercarono invano la salvezza.

L’esposizione riunisce assieme, per la prima volta, un così ampio numero di testimonianze. A Pompei dall’800 è stato possibile realizzare un centinaio di calchi. Altri, singoli o in piccoli gruppi, sono visibili nelle domus o in altri edifici della città, nei luoghi originari del loro rinvenimento.

Il percorso si articola nei portici sud e nord della Palestra Grande, il grande edificio quadrato ubicato di fronte all’Anfiteatro e un tempo destinato alla formazione dei cittadini, con una sezione dedicata alla Vulcanologia e ai reperti organici, piante e animali e una sezione dedicata ai resti umani.

“Mi ha colpito l’allestimento fatto con grandissimo rigore scientifico – ha dichiarato il ministro della Cultura, Alessandro Giuli – la capacità di restituire la cruda verità dell’eruzione di Pompei e l’espressività dei calchi. E al tempo stesso l’atteggiamento rispettoso nei confronti delle vittime, attraverso una galleria del dolore che ci restituisce la verità come in un sacrario contemporaneo, perché tutte le tragedie che avvengono per calamità naturali sono condensate in questa magnifica, terrificante ed esplicativa rappresentazione che il direttore e tutto il magnifico staff del Parco archeologico ci hanno offerto. È una mostra coraggiosa perché è anche estremamente contemporanea. Non è facile la rappresentazione della morte, non è facile mettere in mostra la nudità dei calchi di corpi travolti da ceneri, lapilli e lava. Bisogna saperlo fare e saper raccontarlo con uno sguardo scientifico ma allo stesso tempo empatico nei confronti del dolore. E la missione è riuscita”.

Spiega il direttore generale del Parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel: “Personalmente ritengo questa la più grande sfida museologica che abbiamo mai affrontato, e ringrazio tutto il gruppo di lavoro, in particolare Silvia Bertesago e Tiziana Rocco, che hanno seguito l’allestimento dai primi passi. Abbiamo cercato un linguaggio museografico che unisca la semplicità toccante di un memoriale, perché non volevamo in nessun modo rinunciare all’aspetto umano ed etico, con la gioia della scoperta attraverso apparati didattici inclusivi e facilmente comprensibili. I calchi delle vittime non sono reperti, non sono statue e non sono opere d’arte, né d’arte antica né contemporanea. Per dire cosa sono, forse basta una frase, pronunciata una volta da un collega su uno scavo dove scoprimmo una vittima: questo siamo noi. Possiamo vedere nei calchi di bambini, donne e uomini morti nel 79 d.C. la nostra fragilità, la nostra umanità e vulnerabilità: perciò, da un incontro rispettoso con queste testimonianze, che abbiamo cercato di rendere possibile con il nuovo allestimento, può scaturire un messaggio profondo: la vita è precaria, preziosa, la vita è bella”.

L’origine dei calchi – Nel 79 d.C., l’eruzione del Vesuvio distrusse improvvisamente la città di Pompei, seppellendola sotto metri di cenere e pomici. Questo evento catastrofico ha conservato intatti non solo edifici e strade, ma anche le tracce delle vite di chi vi abitava. Le persone rimaste intrappolate durante la seconda fase dell’eruzione, ovvero dopo la caduta dei lapilli, furono avvolte da una nube ardente di cenere vulcanica (cosiddetta “corrente piroclastica”), che si solidificò intorno ai loro corpi. Con il tempo, i corpi e tutti i materiali organici si decomposero, lasciando degli spazi vuoti nella cenere indurita. Nell’800, questi vuoti intercettati durante gli scavi, furono per la prima volta riempiti con gesso per creare calchi fedeli delle vittime e sono oggi una testimonianza potente e toccante della tragedia, che ci permette di “vedere” gli oggetti andati distrutti e le persone che vissero e morirono in quel momento. Pompei è l’unico sito al mondo che consente il recupero di questo tipo di testimonianze.

I calchi non sono dunque semplici reperti, ma testimonianze dirette della tragedia che colpì Pompei. Attraverso di essi, la scienza ci restituisce i volti, i gesti e l’umanità degli abitanti dell’antica città, fermi nell’attimo in cui il tempo si è interrotto.

Il percorso espositivo – Nel braccio Sud trova spazio una sezione vulcanologica, dedicata al Vesuvio e al racconto dell’eruzione del 79 d.C., arricchito da un nuovo video che ne ripropone in sintesi la dinamica e dalla ricostruzione di una colonna di circa 4 metri di ceneri e lapilli, il materiale eruttivo che seppellì completamente la città di Pompei. Segue una parte dedicata agli animali e alle piante con una collezione dei reperti organici straordinariamente conservati che raccontano il rapporto fra l’uomo e le risorse naturali. La sezione è accompagnata da un apparato grafico di testi e riproduzioni iconografiche di fauna e flora presenti in famosi affreschi pompeiani, alcuni anche di recente scoperta (come quelli provenienti dalla casa del Tiaso).

Il braccio Nord, accanto ad una piccola parte sugli arredi con due calchi di porte, ospita la grande sezione dedicata ai resti umani, che espone una collezione di calchi originali delle persone colpite dall’eruzione. I calchi delle vittime del 79 d.C. sono tra le testimonianze più famose e commoventi di Pompei. Spesso confusi con corpi pietrificati, sono in realtà il risultato di un processo unico, reso possibile dalle condizioni create dall’eruzione e da una tecnica archeologica sviluppata nel tempo.

Anche se sono noti tentativi negli anni precedenti, fu nel 1863 che l’archeologo Giuseppe Fiorelli, versando gesso liquido in queste cavità, per primo riuscì a restituire la forma originaria delle vittime. Una volta indurito il gesso e rimossa la cenere circostante, riemergevano figure umane sorprendentemente dettagliate, spesso con ossa ancora presenti al loro interno.

Il tema trattato e il tipo di reperti esposti ci pongono a stretto contatto con il momento della morte improvvisa. Per tale motivo la sezione delle vittime non è subito visibile, ma è protetta alle due estremità, da elementi divisori che avvisano dell’ingresso in un settore peculiare, dando quindi allo spettatore la possibilità di scegliere se affrontare o meno la visita.

L’allestimento è scandito da un apparato grafico in cui è ridotto al minimo l’uso del colore e di ogni elemento decorativo, a vantaggio di testi lineari accompagnati da foto d’archivio, che documentano i contesti o i calchi in fase di scavo o di restauro. È arricchito da contenuti multimediali dedicati da un lato alla tecnica di realizzazione dei calchi dal momento dell’invenzione fino ad oggi e alla struttura interna dei calchi con immagini tratte da TAC eseguite su alcuni esemplari, dall’altro lato a contenuti storici come l’intervista ad Amedeo Maiuri sui calchi dell’Orto dei Fuggiaschi o ancora agli aspetti emozionali legati alla vista di questi reperti, come ben rappresentato nel frammento del film “Viaggio in Italia” di Roberto Rossellini

Un percorso flessibile e accessibile: video in Lis e Isl e modellini tattili – Tutto il percorso, per la sua ubicazione all’interno dell’area archeologica, è volutamente flessibile, è cioè strutturato per poter essere visitato ed avere una lettura compiuta nei diversi sensi di marcia e a prescindere dal lato di ingresso al monumento, adattandosi così alle diverse direzioni dei flussi di visitatori. Particolare attenzione è stata data all’accessibilità, attraverso contenuti audio, video in LIS e ISL, strumenti in CAA (Comunicazione Aumentata Alternativa) e due sezioni tattili dedicate rispettivamente una alla parte sulle vittime umane e l’altra a quella sugli animali e le piante con modellini 3d dei reperti accompagnati da testi in braille. Attraverso gli apparati grafici, i video e gli approfondimenti, l’allestimento vuole garantire la più ampia fruizione di questi materiali unici, rispettandone e valorizzandone le peculiarità, restituendo loro il giusto significato, quali straordinarie testimonianze della storia di Pompei e dei suoi abitanti.

Fonte AdnKronos

Il Nuovo Volto del Dollaro: Le Stablecoin Stanno Ridisegnando la Finanza Globale e il Potere delle Big Tech

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Nel panorama digitale odierno, sta emergendo una forza silenziosa capace di spostare gli equilibri della geopolitica mondiale: le Stablecoin. Nonostante il nome possa apparire tecnico, il concetto è semplice: si tratta di criptovalute progettate per mantenere un valore fisso, solitamente ancorato 1:1 al dollaro americano.

Ma dietro questa stabilità si cela un meccanismo che intreccia il debito pubblico degli Stati Uniti, le ambizioni dei giganti tecnologici e la risposta normativa dell’Europa. Stiamo parlando di Un “Salvadanaio” che Finanzia gli Stati Uniti

Le stablecoin più diffuse (dette fiat-backed) funzionano garantendo ogni token emesso con riserve reali. Per assicurare che un token valga sempre un dollaro, gli emittenti come Circle (USDC) o Tether (USDT) non lasciano il denaro fermo in un cassetto: lo investono in Treasury bills (T-bills), ovvero titoli del debito pubblico americano a breve termine.

Questa dinamica ha trasformato le Stablecoin in attori geopolitici:

  • Finanziamento del Debito USA: Acquistando massicciamente T-bills, gli emittenti di Stablecoin creano una domanda automatica per il debito pubblico americano.
  • Il ruolo del dollaro: Poiché la maggior parte delle Stablecoin è ancorata al biglietto verde, esse esportano il dominio del dollaro nel mondo digitale, rendendolo la valuta di riferimento anche per chi non ha accesso ai circuiti bancari tradizionali.
  • Liquidità e Sicurezza: I titoli del Tesoro USA sono scelti perché considerati l’asset più sicuro e liquido al mondo, garantendo che l’emittente possa convertire i token in contanti in qualsiasi momento.

Le Big Tech e la Caccia al “Dollaro Digitale”

Per colossi come Google, Meta, Amazon o Apple, le Stablecoin non sono solo una tecnologia, ma un’opportunità strategica per controllare l’intero ecosistema dei pagamenti. Con una base potenziale di oltre 4 miliardi di utenti, l’adozione di una Stablecoin proprietaria permetterebbe a queste aziende di:

  1. Eliminare i costi: Ridurre le commissioni di transazione fino al 2-3%, scavalcando i circuiti tradizionali come Visa o Mastercard.
  2. Velocità globale: Effettuare trasferimenti transfrontalieri istantanei, superando le lungaggini delle banche.
  3. Monetizzare le riserve: Se una Big Tech gestisce miliardi di dollari in riserve per la propria moneta, può incassare gli interessi generati dai T-bills in cui sono investiti quei fondi. Considerando tali prerogative, l’Europa è intervenuta con un regolamento: Il Regolamento MiCA

Mentre gli Stati Uniti vedono nelle Stablecoin un modo per sostenere il proprio debito, l’Europa ha assunto una posizione di cautela e controllo per proteggere la sovranità monetaria dell’Euro.

Attraverso il regolamento MiCA (Markets in Crypto-Assets), entrato pienamente in vigore tra il 2024 e il 2025, l’UE ha imposto regole ferree:

  • Riserve e Trasparenza: Gli emittenti devono garantire riserve 1:1, separate dal patrimonio aziendale e sottoposte a audit periodici.
  • Autorizzazioni: Nessuna Big Tech può emettere una Stablecoin senza una licenza bancaria o di istituto di moneta elettronica (E-money).
  • Selezione del Mercato: Solo le Stablecoin conformi (come quelle di Circle o Société Générale) possono operare liberamente; altre, come Tether (USDT), sono state delistate da molte piattaforme europee perché non conformi agli standard MiCA. In conclusione, Le Stablecoin, sono molto più di un semplice strumento digitale; sono il ponte tra la finanza tradizionale e il futuro dei pagamenti. Se da un lato offrono efficienza e sostengono l’economia statunitense, dall’altro pongono sfide enormi sulla protezione dei dati e sulla stabilità finanziaria globale. In questo scenario, l’Europa si pone come arbitro rigoroso, cercando di bilanciare l’innovazione tecnologica con la sicurezza dei cittadini.

Juve Stabia – Carrarese: Dirige la gara Paride Tremolada della sezione AIA di Monza

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Juve Stabia e Carrarese si stanno preparando per affrontarsi sabato al Menti per la giornata n.30 del campionato di Serie BKT 2025-2026. Oggi l’AIA ha diramato le convocazioni per le gara di serie B e per le Vespe e i Marmiferi è stata scelto Paride Tremolada della sezione di Monza.

Paride Tremolada è un arbitro ben strutturato, empatico con i calciatori con una soglia del fallo media vista la poca esperienza.

Negli ambienti arbitrali, nei raduni, nelle tante giornate vissute in full-immersion dagli arbitri Tremolada si è guadagnato il soprannome di “Cavaliere” tra gli altri arbitri, perché l’unico nazionale proveniente da Arcore, il paese residenza storica dell’ex Premier Berlusconi.

Paride Tremolada si è diplomato come tecnico dell’industria del mobile e dell’arredamento.

Lavora nel settore dei serramenti e nella sua carriera lavorativa, ha realizzato numerosi cantieri importanti quali rifacimento totale della mensa aziendale della ditta Colmar a Monza e il rifacimento della sede di Assolombarda.

La scheda completa del direttore di gara:

Il Signor Paride Tremolada risiede ad Arcore e fa parte della Sezione AIA di Monza. Nato a Vaprio d’Adda l’11 agosto 1988 la sua famiglia è originaria di Arcore; è al suo 3° anno alla CAN.

Ha esordito in Serie A nel 2023-2024 e finora ha diretto 229 gare con 107 rigori concessi e 74 espulsioni decretate.

Finora quest’anno ha diretto 16 gare (2 in serie A, 11 in serie B e 3 in Coppa Italia): 11 vittorie interne, 3 pareggi e 2 vittorie esterne con 5 rigori concessi e 2 espulsioni decretata.

Conta 6 precedenti con la Juve Stabia: 0 vittorie, 2 pareggi e 4 sconfitte

21/02/2021 Serie C 2020-2021 Juve Stabia – Teramo 1-1 (Borrelli)

09/05/2021 Serie C 2020-2021 Juve Stabia – Casertana 1-1 (Alessandro Marotta su rigore) 1° turno play off

30/10/2022 Serie C 2022-2023 Juve Stabia – Pescara 1-2 (Maselli)

10/11/2024 Serie BKT 2024-2025 Juve Stabia – Spezia 0-3

26/12/2024 Serie BKT 2024-2025 Reggiana – Juve Stabia 2-1 (Portanova (R), Vergara (R), Adorante)

07/10/2025 Serie BKT 2025-2026 Carrarese – Juve Stabia 3-0 della sezione AIA di

Conta 3 precedenti con la Carrarese: 1 vittoria, 2 pareggi e 0 sconfitte

Gli altri componenti del sestetto arbitrale

Primo Assistente: Marco RICCI della sezione AIA di Firenze

Secondo Assistente: Matteo PRESSATO della sezione AIA di Latina

IV° ufficiale: Domenico LEONE della sezione AIA di Barletta

VAR: Paolo MAZZOLENI della sezione AIA di Bergamo

AVAR: Marco MONALDI della sezione AIA di Macerata

Juve Stabia – Carrarese: Vietato sbagliare, le Vespe al bivio tra salvezza e sogni Playoff

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“Se Atene piange, Sparta non ride”: È questa la fotografia più nitida per presentare la sfida tra Juve Stabia e Carrarese, due squadre che arrivano a questo appuntamento ammaccate, stanche, ma con un obiettivo comune che brilla all’orizzonte: la salvezza.

Se per i toscani di Calabro la missione è una rincorsa affannosa e assetata di punti, per le Vespe di Ignazio Abate la situazione è diversa. La Juve Stabia ha una finestra spalancata sul traguardo; un colpo da tre punti sabato non chiuderebbe matematicamente i conti, ma lascerebbe da pagare solo i “classici spiccioli”. Eppure, tra il dire e il fare, c’è di mezzo un momento di forma che definire delicato è un eufemismo.

Il fantasma di Mantova e l’eco di Eduardo

Il recente passato brucia ancora. Se contro la Sampdoria l’urlo della curva è rimasto spezzato in gola per un soffio, a Mantova si è consumato il classico “pomeriggio nero”. È stata una di quelle gare dove, a un certo punto, non ha funzionato più nulla e l’unica speranza era che l’arbitro fischiasse la fine il prima possibile.

È stato il momento del celebre “Adda passà ‘a nuttata” (deve trascorrere la notte) di Eduardo De Filippo: un misto di rassegnazione e speranza, nell’attesa che il buio lasci spazio all’alba. Ma la notte, in Serie B, non passa da sola se non la spingi via con il carattere. Matteo Lovisa ha acceso la spia dell’attenzione: la società osserva, il campanello d’allarme suona e la squadra è chiamata a una risposta immediata, preferibilmente pesante in termini di punti.

L’emergenza e il fattore Menti

Sulla carta, il fattore campo e la caratura tecnica vedrebbero la Juve Stabia favorita, ma la realtà parla di una casella “indisponibili” preoccupante. Per superare l’ostacolo Carrarese servirà una nuova impresa, una di quelle nate dal cuore più che dalla lavagna tattica. I toscani arriveranno al Menti con il coltello tra i denti, pronti a capitalizzare ogni minima incertezza dei padroni di casa.

Un marzo di verdetti

Il calendario non concede tregua. La sfida di sabato è solo l’inizio di un tour de force che vedrà le Vespe impegnate a Palermo in settimana e poi di nuovo in casa contro lo Spezia. Prima della gara ci sono pone alcune domande: Siamo guariti? Possiamo chiudere questo benedetto discorso salvezza? O c’è ancora spazio per continuare a sognare i playoff?

Il mese di marzo, come spesso accade nella storia del calcio, sarà il giudice supremo. Tra pochi giorni sapremo quale ruolo dovrà recitare la Juve Stabia da qui all’inizio dell’estate.

L’esame di Abate

La sensazione è che la gestione di Ignazio Abate si trovi davanti all’esame più delicato. Non è solo una questione di classifica, ma di tenuta mentale. Dimostrare che Mantova è stata solo una parentesi sfortunata e che l’identità di questa squadra è intatta sarà fondamentale per non trasformare il sogno di una stagione in un finale di sofferenza.

Juve Stabia ed Empoli, dal Menti al Castellani: il filo invisibile che unisce le due piazze

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C’è un filo invisibile, lungo quasi seicento chilometri, che unisce le sponde dell’Arno al Golfo di Napoli. Non è una questione di geografia, ma di profonda filosofia calcistica. L’ultima suggestione che agita il taccuino degli esperti di mercato e le scrivanie del Castellani parla chiaro: l’Empoli del Presidente Fabrizio Corsi sembra aver deciso di attingere a piene mani dal modello che ha reso grande la Juve Stabia negli ultimi anni.

In un calcio sempre più ossessionato dai nomi a effetto e dai bilanci faraonici, le “province virtuose” del pallone si annusano e si riconoscono. E così, la Toscana e la Campania si scoprono improvvisamente vicinissime.

L’ombra di Pagliuca e il fascino gialloblù

Se l’inizio di campionato aveva visto il nome di Guido Pagliuca aleggiare con insistenza intorno alla panchina toscana – un riconoscimento quanto mai dovuto a chi, a Castellammare, ha saputo costruire una corazzata partendo dal basso e sfidando ogni pronostico – oggi il testimone passa a un altro grande architetto della storia recente stabiese: Fabio Caserta.

L’Empoli ha sempre avuto un fiuto particolare per chi sa fare di necessità virtù, e la solidità del progetto costruito in casa delle Vespe non è passata inosservata in Toscana.

La scommessa del post-Dionisi

L’avvicendamento con Alessio Dionisi segna la fine di un ciclo e l’inizio di una scommessa intrigante. Dionisi ha lasciato in dote un’identità ben precisa, ma il calcio impone di sapersi reinventare. Caserta non porta con sé solo un modulo o uno schema tattico, ma un’eredità precisa, quasi un’attitudine mentale: quella capacità di trasformare l’umiltà in ambizione, vero marchio di fabbrica della sua indimenticabile Juve Stabia.

Caserta sa come si vince quando i riflettori non sono puntati addosso, sa come si compatta uno spogliatoio e, soprattutto, sa come si accende una piazza.

La prova del nove nel “laboratorio” azzurro

L’arrivo del tecnico calabrese in Toscana rappresenta la prova del nove per un allenatore che ha saputo farsi le ossa e vincere nelle piazze più calde del Sud. La vera sfida sarà l’adattamento filosofico: riuscirà a tradurre il “furore delle Vespe” – quell’intensità agonistica che azzanna la partita – nell’eleganza tattica e nel palleggio storicamente richiesti dal pubblico del Castellani?

L’Empoli non cerca un semplice traghettatore, ma un nuovo scienziato per il suo laboratorio.

I presupposti ci sono tutti. L’Empoli, da sempre laboratorio d’eccellenza per talenti in campo e in panchina, sembra aver trovato nella scuola stabiese la nuova linfa per l’ennesima missione salvezza. Se l’alchimia funzionerà, quel filo invisibile che lega l’Arno al Tirreno potrebbe trasformarsi in una solida fune a cui aggrapparsi per restare nell’Olimpo del calcio.

L’ex Peluso: “Castellammare mi ha reso uomo. Tifosi, restate vicini alla squadra”

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Maurizio Peluso, soprannominato affettuosamente “Zig Zag” dai tifosi stabiesi, è intervenuto nella trasmissione Il pungiglione stabiese ripercorrendo i tre anni intensi trascorsi a Castellammare di Stabia, definiti come uno dei momenti più importanti della sua carriera calcistica e umana.

Tre anni tra gioie e dolori

Peluso ha vissuto tutte le sfaccettature della realtà stabiese:

  • La salvezza nei play-out: In un momento societario difficilissimo, senza una proprietà definita.
  • La retrocessione: Un evento inaspettato che causò un “dolore grande” a lui e alla città.
  • La rinascita: La stagione della promozione in C1 sotto la guida di Massimo Rastelli, un’annata definita “travolgente” in cui il gruppo riuscì a riconquistare l’affetto della piazza.

L’ex attaccante ha sottolineato come indossare la maglia gialloblù comporti grandi responsabilità, affermando che Castellammare gli è servita per crescere prima di tutto come uomo.

Il “mago” dei gol impossibili

Durante l’intervista sono stati ricordati i suoi gol più iconici, spesso realizzati con prodezze balistiche da lunga distanza:

  • Il gol contro il Cassino: Un tiro di rara bellezza all’incrocio dei pali.
  • La rete contro il Pescara: Segnata di spalle alla porta senza guardarla.
  • Le prodezze contro Arezzo e Monopoli: Citati dai tifosi e dallo stesso Peluso come gesti tecnici di alto livello.

A 40 anni, Peluso gioca ancora (ora nel doppio ruolo di calciatore-allenatore in Toscana) e ha recentemente segnato un gol da metà campo, ma detiene anche un record singolare: un’espulsione dopo soli 4 secondi di gioco per una sbracciata giudicata troppo severamente dall’arbitro.

Un consiglio alla piazza e i rimpianti della carriera

Analizzando il momento attuale della Juve Stabia, Peluso ha espresso grande fiducia nel lavoro della società e del mister Abate, definendo la Serie B come il campionato perfetto per la città.

Davanti al recente rallentamento della squadra, ha lanciato un messaggio accorato ai tifosi: “Dovete stare vicini alla squadra. Un giocatore, quando sente la fiducia e l’ambiente positivo, riesce sempre a tirarsi fuori dai problemi”.

Infine, con grande onestà intellettuale, Peluso ha ammesso che il suo più grande errore fu lasciare la Juve Stabia dopo tre anni, nonostante una proposta di rinnovo, preferendo andare via “da vincitore” ma privandosi di un legame che ancora oggi definisce “immenso”.

Napoli – Torino (2-1): Le foto dei protagonisti in campo

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Guarda le foto di Napoli – Torino realizzate dal nostro fotografo Giovanni Somma che ci raccontano così la vittoria degli Azzurri contro i granata allenati da Roberto D’Aversa allo stadio Maradona di Napoli.

Tabellino Ufficiale

NAPOLI (3-4-2-1): Milinkovic-Savic 6,5; Juan Jesus 6, Buongiorno 6,5, Olivera 6,5; Politano 6,5 (83′ Mazzocchi sv), Elmas 7, Gilmour 6,5, Spinazzola 6,5 (69′ Gutierrez 5,5); Vergara 6 (46′ Anguissa 6), Alisson Santos 7 (79′ De Bruyne sv); Hojlund 6 (83′ Lukaku sv).

All. Conte.

TORINO (3-4-1-2): Paleari 6,5; Coco 5,5, Ismajli 5,5, Ebosse 5; Lazaro 5, Prati 6,5 (78′ Anjorin sv), Gineitis 6 (67′ Casadei 7), Obrador 5,5 (57′ Pedersen 5,5); Vlasic 6,5, Zapata 5 (57′ Adams 6,5), Simeone 5 (67′ Kulenovic 5,5).

All. D’Aversa.

Marcatori: 8′ Alisson Santos (N), 68′ Elmas (N), 87′ Casadei (T)

Arbitro: Fabbri

Ammoniti: Gineitis (T), Ismajli (T), Lazaro (T)

Espulsi: nessuno

LE FOTO DEI PROTAGONISTI IN CAMPO

Juve Stabia, il Giudice Sportivo come previsto presenta il conto: In due salteranno la gara con la Carrarese

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Come ampiamente previsto e come vi avevamo già raccontato e anticipato nella giornata di ieri, sono arrivate le conferme ufficiali: la Juve Stabia dovrà fare a meno di Christian Pierobon e Alessio Cacciamani per il prossimo turno di campionato.

Il comunicato diramato oggi, in seguito alla riunione del 10 marzo 2026 del Giudice Sportivo, l’Avv. Emilio Battaglia (assistito da Stefania Ginesio e dal rappresentante dell’A.I.A. Moreno Frigerio), ha infatti ratificato i provvedimenti disciplinari.

Ecco nel dettaglio le decisioni prese ai danni dei due tesserati gialloblù:

Il rosso costa caro a Pierobon

Per quanto riguarda i calciatori espulsi nell’ultimo turno, è scattata la squalifica per una giornata effettiva di gara per Christian Pierobon. La sanzione, del tutto inevitabile, è arrivata a seguito della doppia ammonizione rimediata in campo per comportamento scorretto nei confronti degli avversari.

Cacciamani: scatta la tagliola della diffida

Stesso destino, ma dinamica diversa, per Alessio Cacciamani. Il giocatore, rientrante nella lista dei calciatori non espulsi, ha ricevuto anch’egli una squalifica per una giornata effettiva di gara. Fatale per lui il cartellino giallo per comportamento non regolamentare in campo: essendo già in regime di diffida (quinta sanzione stagionale per lui), è scattato in automatico il turno di stop.

Le decisioni del Giudice Sportivo privano così la formazione gialloblù di due pedine importanti in vista del prossimo e delicato impegno ufficiale, costringendo lo staff tecnico a rimescolare ancora di più le carte e trovare le giuste alternative in mezzo al campo.