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“Costruire il Noi”: a Castellammare di Stabia una conferenza su neurosviluppo, plasticità e identità

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CASTELLAMMARE DI STABIA – Come si forma l’identità di una persona attraverso le relazioni? E quanto conta la plasticità del cervello nei processi educativi?

A queste domande risponderà domani, sabato 23 maggio, la conferenza “Costruire il noi, Neurosviluppo, Plasticità cerebrale e Costruzione dell’identità nelle relazioni umane”. L’appuntamento è per domani al Circolo Nautico Stabia, a Castellammare di Stabia.

L’incontro metterà al centro il dialogo tra neuroscienze, educazione e vita affettiva. Tema della giornata sarà il neurosviluppo inteso non solo come crescita biologica, ma come processo continuo che si modella nell’incontro con l’altro, nella famiglia, a scuola, nella comunità.
Momento centrale della conferenza sarà la presentazione del volume “Principi di organizzazione neurologica applicata alla neuroeducazione e neuropedagogia” del dott. Antonio Parisi, neurofisiopatologo.
Nel suo lavoro, Parisi propone un ponte tra i meccanismi di base dell’organizzazione del sistema nervoso e le ricadute pratiche nei contesti educativi e formativi. L’obiettivo: offrire a insegnanti, educatori, psicologi e genitori strumenti per leggere i comportamenti, sostenere l’apprendimento e valorizzare le potenzialità di ogni individuo, a partire da come il cervello si struttura e si trasforma nel tempo.
Accanto all’autore interverranno importanti esponenti del mondo della psicologia, della pedagogia e della formazione. Il confronto sarà aperto a professionisti, studenti, famiglie e a tutti coloro che si occupano di crescita, cura ed educazione.

Il titolo stesso, “Costruire il noi”, richiama l’idea che l’identità non sia un dato individuale e statico, ma il risultato di una costruzione condivisa. La plasticità cerebrale, cioè la capacità del cervello di cambiare in risposta all’esperienza e alle relazioni, diventa così il fondamento biologico su cui poggia ogni percorso educativo.

L’iniziativa si inserisce nel dibattito attuale su neuroeducazione e neuropedagogia, discipline che stanno ridefinendo il rapporto tra scienza del cervello e pratiche di insegnamento, con ricadute dirette su scuola, riabilitazione e benessere.

Juve Stabia, non servono trofei per essere immortali: La squadra, il gruppo resterà nel cuore dei tifosi

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Nel calcio vero e per le tifoserie passionali non esistono soltanto le vittorie che possono raccontare la grandezza di una squadra.

A volte sono anche le lacrime, gli applausi dopo una sconfitta, i messaggi scritti nel cuore della notte a spiegare davvero cosa significhi appartenere a un popolo a rendere tutto magico ed emozionante. E quello della Juve Stabia è un popolo che non conosce categorie, classifiche o verdetti: conosce soltanto l’amore verso i propri colori.

Il campo ha emesso una sentenza dura, crudele, forse immeritata. Il sogno playoff si è fermato a Monza, a un passo da qualcosa che fino a pochi mesi fa sembrava impossibile anche solo da immaginare. Ma se qualcuno pensava che il triplice fischio avrebbe spento l’entusiasmo di Castellammare di Stabia, allora non conosce questa città. Non conosce il suo orgoglio. Non conosce la sua anima gialloblù.

Perché nelle ore e giorni successivi all’eliminazione è successo qualcosa di meraviglioso. I social network sono diventati un gigantesco abbraccio collettivo. Facebook, Instagram, X: ovunque scorrono ancora oggi parole d’amore, orgoglio, gratitudine. Migliaia di tifosi hanno sentito il bisogno di dire “grazie” a una squadra che ha riportato il cuore della città a battere forte come non accadeva da tempo.

Non c’erano accuse, non c’era rabbia. C’era soltanto emozione. La consapevolezza di aver vissuto insieme qualcosa di unico. Una stagione che ha restituito dignità, sogni e appartenenza a un intero popolo.

E in mezzo a quella notte carica di malinconia e orgoglio, il gol di Rareș Burnete è diventato il simbolo perfetto di tutto questo. Una pennellata d’autore, una perla balistica che ha attraversato il web alla velocità delle emozioni. Quel tiro sotto l’incrocio non è stato soltanto un gol: è stato un urlo di speranza. Per qualche istante, migliaia di stabiesi hanno creduto davvero nel miracolo. E quei secondi resteranno scolpiti nella memoria collettiva di questa tifoseria:

“Ci hai fatto credere nell’impossibile”.
“Quella palla all’incrocio la ricorderemo per sempre”.
“Grazie per averci fatto sentire vivi”.

Sono frasi che raccontano molto più di una partita. Raccontano il rapporto viscerale tra la Juve Stabia e la sua gente. Un legame che non si misura nei risultati ma nelle emozioni condivise. Nei chilometri percorsi, nelle trasferte infinite, nelle domeniche vissute con il cuore in gola. Nei bambini tornati allo stadio con gli occhi pieni di meraviglia e negli anziani che hanno rivisto la passione di una vita.

La verità è che questa squadra, anche nella sconfitta, ha vinto qualcosa di enorme: ha riacceso Castellammare di Stabia. Ha riportato entusiasmo nelle strade, orgoglio nei bar, bandiere ai balconi. Ha fatto sentire una comunità di nuovo unita attorno ai propri colori.

E allora sì, il playoff è sfumato, ma il patrimonio lasciato da questa stagione vale infinitamente di più di una finale o di una promozione. Perché le categorie cambiano, i campionati finiscono, i risultati passano. L’amore di un popolo, invece, resta.

E quello tra la Juve Stabia e i suoi tifosi oggi appare più forte che mai.

Juve Stabia, Vicinanza: “La città è orgogliosa di voi”. Poi l’annuncio dell’inizio dei lavori al Menti

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Un abbraccio della città alla sua squadra. Questa mattina, nella suggestiva cornice dell’aula consiliare di Palazzo Farnese a Castellammare di Stabia, il sindaco Luigi Vicinanza ha voluto rendere omaggio alla SS Juve Stabia per gli straordinari risultati sportivi raggiunti nel corso di una stagione destinata a rimanere nella storia recente del calcio stabiese.

Una cerimonia sentita, partecipata ed emozionante, durante la quale tutta la famiglia gialloblù è stata celebrata dall’amministrazione comunale. Dai calciatori allo staff tecnico, passando per lo staff sanitario e tutti i tesserati della società, ciascuno ha ricevuto un riconoscimento simbolico per il lavoro svolto e per aver portato il nome di Castellammare di Stabia in alto nel panorama calcistico nazionale.

Non sono mancati i momenti di commozione e gratitudine. Diversi protagonisti della stagione hanno preso la parola per ringraziare la città, i tifosi e tutto il popolo stabiese per la vicinanza dimostrata durante un’annata vissuta intensamente, tra sogni, sacrifici e un legame sempre più forte tra squadra e territorio. Un attaccamento che, soprattutto nei momenti più importanti della stagione, ha trasformato il Romeo Menti in una vera bolgia gialloblù.

A chiudere la cerimonia è stato nuovamente il sindaco Luigi Vicinanza, che ha voluto rassicurare tifosi e società sul futuro dello stadio Romeo Menti e sugli interventi programmati dall’amministrazione comunale.

“Appena verranno rimossi i pannelli della pubblicità da bordo campo, il giorno dopo noi saremo pronti per dare il via alla sostituzione del manto erboso, operazione finanziata dal comune per la quale sono stati stanziati oltre 800 mila euro. Quindi pensiamo di poter tranquillamente dire che i lavori inizieranno settimana prossima, anche se non sappiamo ancora dirci il giorno preciso”.

Il primo cittadino ha poi allargato il discorso al ruolo che Castellammare di Stabia sta ricoprendo grazie alla Juve Stabia nel panorama sportivo nazionale.

“Poi insieme alla società apporteremo altri interventi di miglioramento e potenziamento dello stadio, perché Castellammare oltre questa grande squadra merita anche uno stadio all’altezza. Castellammare non è un capoluogo di provincia, ma è una città a cui si fa capo, è una città importante nel panorama del mezzogiorno, siamo tra le grandi 36 città del calcio, unica città non capoluogo di provincia ad essere in questa posizione e non è scontato”.

Parole forti, che certificano quanto il percorso della Juve Stabia abbia ormai superato i confini del semplice risultato sportivo, diventando motivo di orgoglio e identità per un’intera comunità.

“Così non è ancora su altri fronti, come il turismo, la sicurezza, l’economia, l’istruzione e la produzione industriale, ma almeno grazie alla Juve Stabia siamo in un’ottima posizione a livello sportivo nazionale, per questo c’è solo da ringraziare questa squadra”.

Un riconoscimento importante da parte della città alla sua squadra simbolo. Perché al di là dei risultati, questa Juve Stabia ha saputo riportare entusiasmo, appartenenza e orgoglio stabiese.

Juve Stabia, il sindaco Vicinanza premia i calciatori: La commozione di Confente, Bellich, Mosti e Candellone

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Nella cornice dell’aula consiliare di Palazzo Farnese, cuore istituzionale di Castellammare di Stabia, questa mattina il sindaco Luigi Vicinanza ha voluto rendere omaggio alla Juve Stabia per gli straordinari traguardi sportivi raggiunti nel corso di una stagione che resterà impressa nella memoria di tutta la città.

Un momento emozionante e carico di orgoglio, durante il quale la società gialloblù è stata accolta dall’amministrazione comunale per celebrare un’annata che ha saputo unire risultati sportivi, senso di appartenenza e un legame sempre più forte con il territorio. Presenti tutti i tesserati del club: dallo staff tecnico a quello sanitario, fino ai protagonisti principali, i calciatori, accolti dagli applausi dei presenti e premiati simbolicamente per quanto fatto sul campo.

Nel corso della cerimonia ogni componente della rosa è stato chiamato singolarmente a ricevere un piccolo dono da parte della giunta comunale: un corno portafortuna napoletano, simbolo di buon auspicio e tradizione, consegnato con la speranza che questa splendida stagione possa rappresentare soltanto l’inizio di tante altre emozioni da vivere nel prosieguo delle rispettive carriere.

La mattinata è stata anche l’occasione per permettere ai calciatori di ringraziare la città per l’affetto e la vicinanza dimostrati durante tutto il campionato. A parlare, in rappresentanza dei vari reparti, sono stati alcuni dei volti simbolo della squadra.

Il primo a prendere la parola è stato il portiere Alessandro Confente, che ha voluto sottolineare il rapporto speciale creatosi con l’ambiente stabiese:

“Vi ringraziamo per l’invito e per tutto il supporto che ci avete dato quest’anno, lo abbiamo sentito, speriamo di avervi dimostrato che abbiamo sudato la maglia fino alla fine, grazie ancora”.

Successivamente è stato il turno del reparto difensivo, rappresentato da Marco Bellich, uno dei leader storici dello spogliatoio e volto della cosiddetta “vecchia guardia” gialloblù:

“Siamo consapevoli che qualcosa di importante è stato fatto, perché dopo un’annata incredibile come l’anno scorso non era facile ripetersi, ma ce l’abbiamo fatta. Siamo dispiaciuti per come sia finita, ma sicuramente non finisce qui. Intanto ringraziamo tutti”.

Parole sentite anche da parte del centrocampista Nicola Mosti, autentica sorpresa offensiva della stagione grazie ai suoi gol spettacolari dalla distanza:

“Innanzitutto vi ringrazio da parte di tutti i ragazzi, siamo orgogliosi di essere qua. Sappiamo che abbiamo fatto un percorso importante e sono per questo orgoglioso di essere qui. Credo che ognuno dei ragazzi presenti si meriti il meglio per quello che hanno dimostrato sul campo e fuori. Mi auguro che l’anno prossimo si faccia ancora meglio, grazie ancora a tutti”.

Infine, a chiudere gli interventi, è stato il capitano Leonardo Candellone, uno degli uomini simbolo della rinascita stabiese, che ha evidenziato il valore umano del gruppo costruito durante la stagione:

“Sicuramente quest’anno è stato un anno importante per tutti, dallo staff ai giocatori. Penso che sia stato fondamentale il fatto che si sia creato un gruppo di giocatori che hanno dato tutto in campo e che stavano bene insieme. Noi ogni giorno ci credevamo, abbiamo passato tanto tempo insieme anche fuori dal campo, abbiamo creato qualcosa di importante al di là del risultato sportivo e credo che questo sia stato fondamentale. Abbiamo creato tra noi giocatori e staff un legame speciale, legame che poi ci siamo portati anche in campo e credo si sia visto”.

Una mattinata di emozioni sincere, applausi e orgoglio cittadino. Perché al di là dei risultati, questa Juve Stabia è riuscita a restituire entusiasmo, identità e senso di appartenenza ad un’intera città che oggi, ancora una volta, ha voluto dire grazie ai suoi ragazzi.

Juve Stabia, il D.G. Ferdinando Elefante: Dietro il successo c’è il lavoro di tante persone che non si vedono

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Nella splendida cornice di Palazzo Farnese, sede del consiglio comunale di Castellammare di Stabia, questa mattina si è respirato un clima di grande orgoglio e riconoscenza. Il sindaco Luigi Vicinanza ha infatti accolto la dirigenza, lo staff e i tesserati della SS Juve Stabia per rendere omaggio alla straordinaria stagione vissuta dalle Vespe.

Durante la cerimonia, tutti i protagonisti dell’annata gialloblù sono stati premiati tra applausi e momenti di forte emozione. Un’occasione speciale per celebrare non soltanto i risultati sportivi raggiunti sul campo, ma anche il legame profondo che si è creato tra la squadra e l’intera città nel corso di questi mesi indimenticabili.

Nel corso dell’evento, ai tesserati è stata data la possibilità di prendere la parola per ringraziare i tifosi e la comunità stabiese per il sostegno costante dimostrato durante tutta la stagione. Un attaccamento che ha accompagnato la squadra in ogni partita, trasformando il “Romeo Menti” e le trasferte in autentiche manifestazioni d’amore per i colori gialloblù.

Tra gli interventi più significativi, quello del direttore generale Elefante, che ha voluto sottolineare il valore umano e sociale del percorso compiuto dalla Juve Stabia:

“Siamo estremamente soddisfatti del risultato che ancora una volta abbiamo raggiunto. Abbiamo mobilitato la città di Castellammare grazie allo sport, ma in questo modo una città che troppo spesso viene martoriata siamo riusciti ad essere etichettati come una città modello in Italia.

Ringraziamo il team tutto, dagli amministratori, la segreteria, l’area commerciale, lo staff tecnico, tutti ovviamente, anche quelli che non si vedono, perché a volte vengono visti solo i calciatori, come è giusto che sia, perché danno lo spettacolo, però dietro c’è anche una squadra che non si vede, che lavora per organizzare al meglio i minimi dettagli affinché ci si possa presentare ai nastri con una certa immagine. L’immagine unita al contenuto porta sempre al successo, come è successo in questa splendida città quest’anno”.

Parole che raccontano perfettamente l’essenza della stagione della Juve Stabia: un gruppo compatto, una società organizzata e una città intera capace di stringersi attorno alla propria squadra. Al di là del risultato sportivo finale, resta il senso di appartenenza ricostruito attorno ai colori gialloblù, simbolo di un popolo che ha ritrovato entusiasmo, orgoglio e visibilità positiva grazie al calcio.

La cerimonia di Palazzo Farnese ha rappresentato così non soltanto un momento istituzionale, ma anche la fotografia di un’annata destinata a rimanere nella memoria collettiva di Castellammare di Stabia.

Onde-Uva e Maschere, ritmi e parole della nostra tradizione: La scuola racconta l’identità del territorio

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Castellammare di Stabia – Una sinergia perfetta tra scuole del territorio ha dato vita a un evento culturale di eccezionale valore emotivo e artistico. Mercoledì 20 maggio, alle ore 15:30, l’Auditorium “Rita Levi Montalcini” del Liceo Scientifico Statale “Francesco Severi” ha ospitato lo spettacolo “Onde-Uva e Maschere: ritmi e parole della nostra tradizione“. Un viaggio suggestivo alla riscoperta delle radici campane che ha unito musica, poesia, recitazione, arte e body percussion.

Il progetto ha visto la collaborazione virtuosa di tre storici istituti scolastici:

  • Liceo Scientifico Statale “Francesco Severi” di Castellammare di Stabia
  • “I.C. D’Angiò – Via Vesuvio” di Trecase
  • I.C. “A. D’Avino” di Striano

L’iniziativa ha offerto agli studenti uno spazio creativo ideale per esprimersi, potenziare l’autostima e far emergere talenti inaspettati. Il successo della manifestazione ha confermato il valore del progetto e piena soddisfazione è stata espressa delle Dirigenti Scolastiche: prof.ssa Elena Cavaliere (Liceo Severi), prof.ssa Clotilde Zampognaro (I.C. D’Angiò) e prof.ssa Fortunata Salerno (I.C. D’Avino), che hanno fortemente creduto nel valore educativo di questa rete.

Lo spettacolo ha idealmente unito paesaggi e memorie diverse della Campania. La prima parte ha celebrato Castellammare di Stabia attraverso il racconto dell’acqua, del mare e del respiro della costa, con le musiche, i canti, la recitazione degli alunni del Liceo Scientifico Severi (ad indirizzo musicale), che si sono esibiti con grande perizia. Un talento, il loro, che non si esprime solo sul territorio: gli studenti dell’indirizzo musicale continuano infatti a vincere premi in svariati concorsi musicali.

Subito dopo, il viaggio ha cambiato scenario per salire verso la terra del Vesuvio con l’esibizione dell’I.C. D’Angiò – Via Vesuvio di Trecase. I ragazzi hanno portato in scena un frammento reale della memoria contadina legato alla vendemmia. Attraverso un mix coinvolgente di canti, danze e body percussion, gli alunni della scuola secondaria di primo grado hanno rievocato scene della tradizione vesuviana. La performance ha ricostruito i momenti cardine del rito collettivo: la chiamata dei contadini in piazza, la salita verso la vigna scandita dalle tradizionali “fronne“, la raccolta, la pigiatura dell’uva e il festoso ritorno in paese.

L’ultima tappa del percorso ha celebrato le tradizioni popolari strianesi, curate dagli alunni dell’I.C. D’Avino di Striano. Il focus si è concentrato sul celebre Carnevale strianese, rievocato sul palco attraverso balli, musiche e canti storici che hanno travolto il pubblico con l’energia tipica di questa festa. I giovani studenti hanno portato in scena tutta la bellezza, la vivacità dei colori e il ritmo travolgente di questa storica manifestazione. Attraverso una performance dinamica, i ragazzi hanno restituito lo spirito autentico di una festa profondamente radicata nel territorio.

A fare da collante narrativo all’intero spettacolo è stata la voce del prof. Francesco Sorvillo, arricchita dalla partecipazione straordinaria di Pulcinella, interpretato con grande ironia e presenza scenica da Emanuele Iozzino.

La riuscita dell’evento è il frutto del lavoro appassionato di un team di docenti che ha guidato i ragazzi durante i mesi di preparazione. Si ringraziano i professori: Giusy Ferraro, Eloisa Morena Perrino, Stefania Aprea, Pasqualina Borriello, Carla Russo, Marco Gaudino e Giuseppe D’Antuono e tutti gli altri docenti dei tre istituti scolastici che hanno con impegno collaborato alla preparazione degli alunni e all’allestimento scenico.

Tra le autorità presenti la vicesindaca di Striano Olimpia Ferrara, l’assessora Rosa Rega, il direttore artistico del Carnevale Strianese Eduardo Castaldo e il presidente del Centro Studi “Histricanum”, Felice Marciano.

L’evento “Onde-Uva e Maschere” ha consolidato il legame tra l’Istituto Severi e le scuole del Vesuviano, evidenziando il ruolo della tradizione come motore di innovazione e coesione sociale per le nuove generazioni. La sinergia territoriale, incentrata su cultura e identità locale, traccia un percorso per future collaborazioni volte alla valorizzazione del patrimonio vesuviano.

Una serata memorabile che ha riscosso ampi ed entusiastici apprezzamenti. Una pagina di bellissima scuola, capace di dimostrare come il passato e le tradizioni possano diventare linguaggi vivi e moderni nelle mani delle nuove generazioni.

 

Juve Stabia, l’orgoglio di Abate a Palazzo Farnese: Un privilegio allenare questi ragazzi hanno dato il cuore

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La splendida cornice di Palazzo Farnese, storica sede del consiglio comunale di Castellammare di Stabia, questa mattina si è tinta idealmente di giallo e di blu. La sala consiliare ha infatti ospitato un momento istituzionale che è andato ben oltre la semplice formalità, trasformandosi in un incontro carico di emozione, orgoglio e profonda riconoscenza.

Il sindaco Luigi Vicinanza, facendosi portavoce dei sentimenti di un’intera comunità, ha voluto accogliere con tutti gli onori la società SS Juve Stabia.

L’obiettivo? Congratularsi ufficialmente con i calciatori, lo staff tecnico e l’intera dirigenza per gli straordinari traguardi sportivi raggiunti nel corso di una stagione semplicemente indimenticabile.

Tra i presenti a prendere la parola è stato Mister Ignazio Abate protagonista di una stagione che resterà comunque straordinaria. Va riconosciuto al tecnico il grande coraggio di aver accettato l’incarico nell’estate del 2025, ben consapevole delle enormi aspettative lasciate dalla storica annata precedente. La Juve Stabia arrivava infatti da una promozione diretta dalla Serie C alla Serie B e dalla prima storica qualificazione ai playoff per la Serie A sotto la guida di Guido Pagliuca.

Ripetersi era difficilissimo. Eppure Abate ha raccolto la sfida con personalità, riuscendo addirittura a confermare la competitività delle Vespe ad altissimi livelli. Un percorso che merita soltanto applausi e gratitudine.

Queste le parole del tecnico gialloblù:

Vi ringrazio per le belle parole, ho provato emozioni difficili da spiegare. Ma il merito più grande, e ve lo dico dal profondo del cuore, va ai miei ragazzi, che hanno sempre lavorato con tantissima devozione e serietà, con grandissimo senso di appartenenza. Sono veramente orgoglioso di loro ed è stato un grande privilegio poterli allenare quest’anno”.

Una mattinata che va oltre il calcio. Perché oggi, a Palazzo Farnese, non è stata premiata soltanto una squadra, ma un’intera comunità che si è riconosciuta nei valori di sacrificio, umiltà e appartenenza mostrati dalla Juve Stabia. E al di là del risultato finale, questa stagione resterà per sempre nel cuore del popolo gialloblù.

Juve Stabia, Matteo Lovisa: “Castellammare mi ha dato tantissimo”. Il Sindaco e la Giunta: “Non ci lasciare”

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Nella mattinata di oggi, la splendida cornice di Palazzo Farnese, sede del consiglio comunale di Castellammare di Stabia, ha ospitato un momento carico di emozione, orgoglio e riconoscenza. Il sindaco Luigi Vicinanza ha infatti voluto accogliere tutta la società Juve Stabia per congratularsi ufficialmente con squadra, staff e dirigenti per gli straordinari traguardi sportivi raggiunti nel corso di questa stagione.

Una cerimonia sentita, partecipata, nella quale si è respirato tutto l’amore di una città intera verso una squadra che, ancora una volta, è riuscita a far sognare un popolo. Abbiamo assistito questo momento speciale durante il quale tutti i tesserati gialloblù sono stati premiati e hanno avuto la possibilità di ricevere il meritato abbraccio della città, ringraziando a loro volta i tifosi per la vicinanza e l’attaccamento dimostrato nel corso di un’annata che resterà scolpita nella memoria collettiva.

Il primo a prendere la parola è stato il direttore sportivo Matteo Lovisa, accolto da un’autentica ovazione da parte dei presenti. “Non ci lasciare”, “resta con noi”: frasi spontanee, sincere, che testimoniano tutta la stima e la fiducia che il popolo stabiese nutre nei confronti di un dirigente che ha saputo costruire un gruppo forte, competitivo e soprattutto umano.

Questa è stata la sua risposta:

Fa piacere l’affetto che riservano ad ognuno di noi, durante questa annata qualunque altro gruppo avrebbe mollato, da parte mia posso solo ringraziare ogni singolo ragazzo, e ogni elemento dello staff, perché quando la Juve Stabia fa sognare la squadra lo fa grazie ad ogni sua componente.

Sinceramente meritavamo un esito migliore anche nei playoff, ma queste gare sono spesso decise da episodi.

Posso solo ringraziare tutti, perché quello che mi ha dato Castellammare è stato importante e me lo porterò dietro per tutta la vita. Spero di trovare altro affetto nella mia carriera, ma so che sarà difficile, così come sarà difficile trovare un gruppo così, perché si può anche sbagliare il calciatore, ma dal punto vista umano tutti i ragazzi hanno sudato questa maglia e sono orgoglioso di loro”.

Parole profonde, cariche di emozione e appartenenza, che confermano ancora una volta il legame speciale creatosi tra la città e questa squadra. Addio o arrivederci solo il tempo potrà dare una risposta a queste sue parole. Una cosa è certa: Lovisa è entrato di diritto nella storia gloriosa della Juve Stabia.

Premiazione del concorso “Un dono per la vita” promosso dalla Commissione del Distretto Rotary 2101

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CASTELLAMMARE DI STABIA – La scuola non è solo il luogo in cui si trasmettono nozioni, ma lo spazio sacro in cui si formano i cittadini del domani. Questo messaggio di profondo valore civico ha risuonato con forza ieri mattina, 20 maggio, nell’Auditorium “R.L. Montalcini” del Liceo Scientifico “Francesco Severi” di Castellammare di Stabia, teatro dell’evento conclusivo del concorso “Un dono per la vita”.

L’iniziativa, promossa dalla Commissione “Cultura del dono e donazione organi” del Distretto Rotary 2101, ha unito istituti e territori diversi – dalle Scuole Stabiesi all’I.I.S. “Alfonso Maria de’ Liguori” di Sant’Agata de’ Goti e agli istituti di Piedimonte Matese e di Caserta – sotto un unico, vitale obiettivo: sensibilizzare i giovani sulla cultura della donazione di sangue e organi.

L’incontro si è aperto con il caloroso benvenuto della Dirigente Scolastica del Liceo “Severi”, prof.ssa Elena Cavaliere, che ha ridefinito il concetto stesso di generosità: il dono non deve essere visto solo come un astratto gesto di affetto, ma come una concreta e consapevole donazione biologica capace di salvare vite. Nel suo discorso, la Dirigente ha espresso profonda gratitudine verso il Rotary per aver strutturato una sinergia preziosa: “Siamo grati al Rotary di aver creato con noi questo sistema formativo integrato che dà senso e significatività al fare scuola ma anche alla nostra mission”. Un ringraziamento speciale è andato poi a chi supporta concretamente l’istruzione, perché “chi dà spazio alla scuola, chi dedica tempo alla scuola è certamente degno di grande rispetto”. Il fulcro di questo ingranaggio restano i docenti, salutati con affetto per la dedizione quotidiana che permette ai ragazzi di sviluppare una formazione completa ed esaustiva.

A fare eco a queste parole è stata la Dirigente dell’I.I.S. M.P. Vitruvio, prof.ssa Angela Cioffi, che si è rivolta direttamente alla platea dei ragazzi con un appello carico di speranza e responsabilità: “Siete voi che potete essere il dono per la nostra società”. Un invito a diventare parte attiva del cambiamento, trasformando l’altruismo in una scelta di vita consapevole.

La conduzione è poi entrata nel vivo con l’intervento della prof.ssa Carmen Matarazzo, Past President del Rotary Club Castellammare di Stabia, e membro della Commissione “Cultura del dono e donazione organi”  che ha portato i saluti dell’attuale Presidente Luigi Baron, rivolgendo un caloroso benvenuto a tutti i presenti, ai soci rotariani, alle dirigenti scolastiche dei tre istituti stabiesi coinvolti e ai docenti degli istituti di Sant’Agata dei Goti e di Piedimonte Matese che hanno accompagnato con orgoglio gli alunni premiati.

La parola è passata quindi alle massime autorità rotariane. Il Governatore Distrettuale del Rotary  2101, Angelo di Rienzo, ha sottolineato la vicinanza dell’istituzione ai territori: “Il governatore è presente ovunque ci sia la necessità di sottolineare i momenti positivi, belli, edificanti. Il progetto legato alla cultura del dono è fondamentale. Il Rotary è donazione, è donazione del proprio tempo, della propria professionalità, dei propri skill, perché il Rotary è essenzialmente un’organizzazione umanitaria”. Di Rienzo ha poi ricordato l’essenza stessa del club: “È un grande mondo in cui la solidarietà, la vicinanza agli ultimi, la vicinanza alle fragilità fa del Rotary la vera ragione di esistere”, concludendo con un sentito ringraziamento a chi ha partecipato attivamente a questo momento di condivisione e responsabilità.

A raccogliere il testimone, riprendendo la riflessione sulla cultura del dono, è stato Guglielmo Venditti, Presidente della Commissione del Distretto Rotary 2101 “La cultura del dono e degli organi” e Presidente Regionale AIDO, associazione che da ben cinquantatré anni si occupa con dedizione della donazione e del trapianto di organi. “La parola dono la possiamo estrinsecare in tante forme: partecipazione, condivisione, solidarietà, altruismo, civismo che racchiudono il concetto del dono”, ha dichiarato Venditti. “Il nostro motto di quest’anno, ‘Uniti per fare del bene’, calza a pennello al Rotary”. Il presidente ha poi rivolto un caloroso ringraziamento a tutti i docenti per aver abbracciato il progetto, guidando e coinvolgendo attivamente i propri alunni in questo percorso di crescita interiore. [

Il concorso si è sviluppato attraverso tre specifiche linee espressive: immagini, parole e musica. La sezione “Musica”, complice l’alto livello di rigidità del regolamento che imponeva tassativamente la presentazione di brani inediti e non di semplici cover, non ha visto l’assegnazione di premi.

I riflettori si sono quindi accesi sulla sezione “Immagini”, che ha celebrato il talento cinematografico e comunicativo degli studenti attraverso tre cortometraggi di assoluto spessore emotivo e tecnico:

  • 3° Premio: Conferito al cortometraggio “Legati da un sì”, realizzato dagli alunni della classe IV BS del Liceo “Galileo Galilei” di Piedimonte Matese, coordinati dalla prof.ssa Antonella Caprarelli. L’opera affronta tematiche fondamentali come l’amicizia, la solidarietà e il coraggio. A causa di un imprevisto problema tecnico-organizzativo, la delegazione non ha potuto ritirare il premio di persona ma riceverà il riconoscimento ufficiale venerdì prossimo.
  • 2° Premio: Assegnato agli studenti del Liceo Scientifico dell’I.I.S. “Alfonso Maria de’ Liguori” di Sant’Agata de’ Goti per il brillante spot pubblicitario “Un dono per esistere davvero”, realizzato dagli alunni della classe V B sotto la guida della prof.ssa Giuseppina De Rosa. Nelle motivazioni del premio viene evidenziato come i ragazzi abbiano saputo “creare la sintesi dell’invisibile, di chi è in lista d’attesa per un trapianto e l’essere trasparente per chi è nato per aiutare gli altri, ma nessuno si accorge di lui”.
  • 1° Premio: Il gradino più alto del podio per la sezione “Immagine” è andato agli alunni della IV E del Liceo Scientifico Francesco Severi di Castellammare di Stabia, guidati dalla prof.ssa Pia Discolo, con uno spot molto significativo dal titolo “Il dono più grande sei tu” sul valore civile e umano della donazione di organi.

Grandissimo entusiasmo per la sezione “Parole”, che ha visto trionfare componimenti scritti di profonda sensibilità:

  • 3° Premio: Assegnato a Martina D’Abbraccio dell’ISS Plesso Alberghiero di Piedimonte Matese, supportata dalla prof.ssa Maria Felicia Leonetti, per una bella e significativa poesia.
  • 2° Premio: Conferito a Chiara Riti dell’I.T.S. “Luigi Sturzo” di Castellammare di Stabia, autrice del toccante racconto “Il donatore misterioso”, accompagnata dalla D.S. prof.ssa Cinzia Toricco, che, nel ringraziare il Rotary per l’opportunità formativa offerta agli studenti campani, ha sottolineato il valore del dono: “La tematica del dono è importante. I nostri ragazzi ce lo insegnano ogni giorno, ogni volta che ci donano il loro sorriso, il loro impegno”.
  • 1° Premio: Sul gradino più alto del podio è salita l’alunna Alessia Celentano della classe IV A Turismo dell’I.I.S. “M.P. Vitruvio” di Castellammare di Stabia, con l’emozionante poesia “Un dono per la vita”, coordinati dalla prof. Adele Cesarano e accompagnata dalla D.S. prof.ssa Angela Cioffi e dalla prof.ssa Giusy Agozzino.

Una menzione speciale per la partecipazione al progetto nella sezione “Parole” è andata alla classe IV C Linguistico del Liceo Severi di Castellammare, referente la prof.ssa Luisa Cesarano, e all’alunno Alessio Ferrara della IV B del Liceo Scientifico “A. Manzoni” di Caserta, referente il prof. Luciano De Luca.

Agli altri ragazzi che hanno partecipato al concorso è stato consegnato un attestato di partecipazione.
La mattinata è stata inoltre impreziosita da momenti artistici di altissimo impatto. Ad aprire le esecuzioni musicali è stato l’esibizione degli alunni del Corso di Chitarra del Liceo Scientifico Severi, diretti dal prof. Pasquale Miloso, poi la suggestiva performance all’arpa dell’alunna Emanuela Zurolo, seguita dal toccante e intenso contributo al violino della professoressa Fiammetta Drammatico, docente del Liceo Severi; esecuzioni magistrali che hanno letteralmente toccato le corde del cuore dei presenti, per ricordare che “la musica è il primo dono che abbiamo, il compagno che non ci abbandona mai”, come ha sottolineato la D.S. del Liceo Severi prof.ssa Elena Cavaliere.

A dare ulteriore valore scientifico e umano alla premiazione è stata la viva voce di una giovane madre che, guarita da una severa leucemia grazie a un donatore di midollo osseo statunitense, ha condiviso la sua storia da remoto, con un video. Questo delicato passaggio ha ricordato alla platea di studenti che la solidarietà non ha confini geografici.

Con la cerimonia di premiazione del concorso “Un dono per la vita” nell’Auditorium del Liceo “Severi”, si chiude un percorso virtuoso nato dalla sinergia tra il Distretto Rotary 2101, il mondo della sanità e le istituzioni scolastiche campane.

Il successo dell’iniziativa lancia un segnale chiaro sull’efficacia della sensibilizzazione civica. Un plauso va ai ragazzi e ai docenti che, con passione e competenza, hanno saputo tradurre in immagini e parole un messaggio vitale, confermando la scuola come il luogo ideale in cui coltivare i cittadini del domani. Quando la Scuola si apre a queste problematiche e si allea con realtà come il Rotary, compie la sua missione più alta: formare esseri umani consapevoli del valore inestimabile della vita.

Juve Stabia, saluto al sogno Serie A: Lacrime gialloblù, ma anche tanto orgoglio dei 1000 giunti in Brianza

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La Juve Stabia esce di scena tra gli applausi del proprio pubblico, le lacrime e quell’amaro in bocca che soltanto certe notti sanno lasciare. Una sconfitta dolorosa, sì, ma diversa da quella vissuta a Cremona nella passata stagione. Più matura, più consapevole, quasi intrisa di orgoglio nonostante il verdetto del campo.

Ci sarà tempo per analizzare la partita, per capire dove la sfida dell’U-Power Stadium abbia preso definitivamente la direzione della Brianza, per discutere di quei minuti finali del Romeo Menti che alla fine si sono rivelati fatali. Ci sarà tempo per metabolizzare una notte che brucia e continuerà a farlo ancora per giorni. Ma oltre il risultato, oltre il tabellone, resta qualcosa che nessuna eliminazione potrà cancellare.

Resteranno i mille cuori gialloblù arrivati fino a Monza. Mille anime che hanno cantato, sofferto e applaudito la squadra anche dopo il triplice fischio. Perché quando il pallone smette di sorriderti, inevitabilmente arrivano le lacrime. Gli occhi lucidi di tanti tifosi raccontavano tutto: la delusione per un sogno svanito ad un passo dalla storia, ma anche la consapevolezza di aver vissuto qualcosa di straordinario.

E se sugli spalti c’era chi tratteneva a fatica l’emozione, in campo e sotto il settore ospiti qualcuno non è riuscito a farlo. Ignazio Abate, dopo essere stato acclamato dai tifosi gialloblù, si è lasciato andare ad un pianto liberatorio, quasi impossibile da contenere dopo mesi vissuti al massimo della tensione emotiva. Lacrime vere, sincere, di chi aveva iniziato un percorso e ci aveva creduto fino in fondo.

Ma non è stato l’unico momento destinato a rimanere impresso nella memoria collettiva del popolo stabiese. Anche l’amministratore giudiziario Ferrara, in un lungo abbraccio con il dottor Scarpa, si è lasciato sopraffare dall’emozione. Un’immagine diventata virale in pochi minuti sui social, simbolo di quanto questa cavalcata abbia coinvolto tutti, ben oltre il semplice rettangolo verde. Visibilmente commosso anche il direttore Ferdinando Elefante, presente sotto il settore ospiti insieme alla squadra in uno degli ultimi momenti della stagione.

Il sogno Serie A si ferma qui. Ma la sensazione, fortissima, è che questa volta la Juve Stabia abbia bussato con molta più forza alla porta del massimo campionato rispetto allo scorso torneo. Non una comparsa, non una favola passeggera: le Vespe hanno dimostrato di poter stare davvero tra le grandi, giocandosela senza paura e arrivando ad un passo da qualcosa che fino a poco tempo fa sembrava impensabile.

E allora, forse, il futuro può ancora riservare sorprese. Del resto, si dice che non c’è due senza tre. Ma adesso, dopo le lacrime e l’orgoglio, serviranno chiarezza societaria, programmazione e certezze per continuare a costruire. Perché notti come questa, nonostante la sconfitta, entrano comunque nella gloriosa storia della Juve Stabia. E certe lacrime, in fondo, sono semplicemente il prezzo dell’amore per un sogno sfiorato.

Castellammare di Stabia: Ex Nuove Terme, via agli interventi di pulizia e messa in sicurezza del piazzale

Sono iniziati in questi giorni gli interventi di pulizia, rimozione dei rifiuti e ripristino del minimo decoro nell’area del piazzale delle ex Nuove Terme di Stabia, attualmente di proprietà della Regione Campania nell’ambito delle procedure connesse alla realizzazione del futuro ospedale di Castellammare di Stabia.

Le operazioni sono state disposte dalla Direzione Generale per le Risorse Strumentali della Regione Campania a seguito della richiesta avanzata dalla Città di Castellammare di Stabia, che nelle scorse settimane aveva sollecitato un intervento urgente raccogliendo le numerose segnalazioni provenienti da cittadini, albergatori e operatori turistici della zona, preoccupati per le condizioni di degrado in cui versava l’area.

L’intervento non si limiterà soltanto alla bonifica del piazzale. La Regione, infatti, ha previsto anche la realizzazione di una rete di protezione con l’obiettivo di impedire nuovi episodi di abbandono illecito di rifiuti e utilizzi impropri dello spazio, restituendo maggiore sicurezza e decoro a un’area particolarmente visibile e strategica della città.

“Ringrazio l’assessore all’Ambiente Claudia Pecoraro e gli uffici della Regione Campania per il giusto riscontro alla richiesta avanzata dall’amministrazione comunale. La pulizia e la messa in sicurezza del piazzale, con l’inizio della stagione turistica, rappresentano un segnale di attenzione verso un’area strategica per la città”, ha dichiarato il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza.

L’area delle ex Nuove Terme rappresenta da anni uno dei nodi centrali del dibattito cittadino sul rilancio urbanistico e turistico di Castellammare di Stabia. Gli interventi avviati in questi giorni puntano dunque non solo a migliorare il decoro urbano, ma anche a restituire dignità a uno spazio simbolico in vista dei futuri sviluppi legati al nuovo presidio ospedaliero e alla valorizzazione dell’intero comprensorio.

Juve Stabia: Il lampo di Burnete mette paura al Monza. Il cinismo brianzolo però decide la semifinale Playoff

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La favola si interrompe a un passo dal sogno, ma la Juve Stabia esce dai Play-off con il petto gonfio d’orgoglio e con la consapevolezza di aver dato tutto. All’U-Power Stadium, nella notte più importante della stagione, il Monza piega le Vespe per 2-1 al termine di una semifinale intensa, nervosa e ricca di emozioni, conquistando il pass per il turno successivo. Ai gialloblù resta l’amarezza di un’eliminazione dolorosa, ma anche la fierezza di aver combattuto fino all’ultimo respiro contro una squadra costruita per altri palcoscenici.

Dentro o fuori, senza possibilità di appello. L’atmosfera da battaglia si percepisce fin dai primi minuti, in uno stadio carico di tensione dove ogni pallone pesa come un macigno. La posta in palio paralizza inizialmente il gioco: la gara è bloccata, sporca, tattica. Il Monza, forte del 2-2 dell’andata e della possibilità di qualificarsi anche senza vincere, gestisce con lucidità e prova a colpire nei momenti giusti. La Juve Stabia, invece, sa di dover osare e pian piano alza il baricentro, cercando il varco per l’impresa.

I brianzoli bussano più volte alla porta stabiese, ma trovano un Confente attento e pronto a tenere in piedi i suoi. La squadra di Ignazio Abate non si arrende, anzi decide di giocarsi tutto il tutto per tutto: fuori i tatticismi, dentro le punte, dentro il cuore. È la fotografia di una squadra che non ha mai smesso di crederci, neppure quando la montagna sembrava diventare impossibile da scalare.

Il finale è di quelli che fanno male ma che ricordano perché il calcio sappia essere così tremendamente bello. Quando Cutrone trova il gol che sembra chiudere definitivamente i giochi, il Monza sente il profumo della finale e mette idealmente lo champagne in frigo. La Juve Stabia, però, ha ancora un’ultima scintilla da accendere. E quella scintilla diventa un incendio di speranza grazie a Gabrielloni, autore di una splendida giocata, e soprattutto a Burnete che si inventa un autentico capolavoro: un golasso che riapre tutto e fa tremare l’U-Power Stadium.

Nel recupero succede di tutto. La Juve Stabia si riversa in avanti con rabbia, orgoglio e disperazione. Sale persino Confente nell’area avversaria nel tentativo di scrivere l’ultima pagina di un’impresa storica. Ma il destino, che nell’arco dei 180 minuti ha sorriso più volte ai brianzoli, decide di non concedere il miracolo alle Vespe. Anzi, nel caos finale arriva ancora Cutrone a firmare il 2-1 definitivo, una rete utile soltanto per le statistiche ma che certifica comunque la sconfitta stabiese.

Eppure, al di là del risultato, c’è una fotografia che resta impressa più di ogni altra. È quella del settore ospiti colorato di gialloblù. Mille tifosi stabiesi hanno invaso la Brianza e, nonostante l’eliminazione, hanno applaudito a lungo la squadra. Una standing ovation meritata, sincera, emozionante. Perché questa Juve Stabia ha sputato sangue fino all’ultimo secondo, ha onorato la maglia e ha saputo riaccendere l’orgoglio di un’intera città.

La corsa verso la Serie A si ferma in semifinale, ma non cancella quanto di straordinario costruito in questa stagione. Le Vespe escono sconfitte dal campo, ma vincono nell’anima di un popolo che si è riconosciuto nella grinta, nel sacrificio e nel cuore di questo gruppo. Castellammare di Stabia può essere triste per il finale amaro, ma non potrà mai smettere di essere orgogliosa dei suoi ragazzi.

Stretta sulle spiagge libere attrezzate di Castellammare di Stabia: Revocate tre concessione

L’amministrazione comunale ha disposto la decadenza dell’autorizzazione demaniale e la revoca dell’affidamento in gestione per gli arenili di Pozzano, della Palombara e de La Rotonda, a seguito di una serie di controlli che hanno fatto emergere diverse irregolarità.

Il provvedimento arriva al termine di sopralluoghi e verifiche eseguiti nei mesi scorsi dall’ufficio Demanio, dal settore Urbanistica, dal Comando di Polizia Locale e dalla Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia, nell’ambito di un’attività avviata su impulso della Procura della Repubblica di Torre Annunziata.

Nel corso degli accertamenti sarebbero emerse numerose violazioni rispetto alle prescrizioni previste dalle concessioni e dall’offerta tecnica presentata in sede di gara. Tra le principali criticità contestate figurano il mancato smontaggio delle opere stagionali di facile rimozione e la realizzazione di interventi difformi rispetto a quelli autorizzati.

Le verifiche hanno inoltre evidenziato problematiche relative ai servizi igienici e all’accessibilità per le persone con disabilità, oltre a criticità riguardanti gli allacci alla pubblica fognatura, i sistemi di videosorveglianza e l’installazione di impianti a energia solare.

Nonostante la revoca delle autorizzazioni e degli affidamenti, il Comune ha precisato che i cittadini e i bagnanti potranno continuare ad avere libero accesso agli arenili interessati. Le spiagge, infatti, resteranno pienamente fruibili per la collettività.

Una decisione che si inserisce nel più ampio percorso di controllo e tutela del litorale stabiese portato avanti dall’amministrazione comunale. Sul punto è intervenuto anche il sindaco Luigi Vicinanza, che ha sottolineato la linea di rigore adottata dal Comune.

“Il rispetto delle regole e della legalità viene prima di tutto. L’obiettivo dell’amministrazione comunale è garantire una gestione corretta, trasparente e conforme alle concessioni rilasciate, nell’interesse della collettività e della tutela del nostro litorale” ha dichiarato il primo cittadino.

La vicenda riaccende così l’attenzione sulla gestione delle spiagge libere attrezzate e sulla necessità di garantire standard adeguati sotto il profilo della sicurezza, dell’accessibilità e del rispetto delle normative ambientali e urbanistiche.

Juve Stabia, il sogno si ferma a Monza: fuori dai playoff ma a testa altissima. L’orgoglio resta per sempre

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Un anno dopo, la ferita torna a bruciare. Cambia lo stadio, cambia l’avversario, ma non cambia quella sensazione sottile e dolorosa di aver visto sfumare qualcosa che la Juve Stabia avrebbe meritato di vivere fino in fondo. A Monza finisce il sogno playoff delle Vespe, eliminate in semifinale dopo una battaglia intensa, emozionante e giocata senza mai abbassare la testa. E per il popolo gialloblù è impossibile non lasciarsi travolgere dalla nostalgia, accompagnata inevitabilmente da un pizzico di rammarico.

Solo dodici mesi fa il cammino della Juve Stabia si era spezzato a Cremona, in una notte segnata pesantemente dalle decisioni arbitrali. Quel cartellino rosso sventolato in faccia ad Andreoni rimane ancora oggi una fotografia amara di una rimonta spezzata sul nascere, di una squadra privata della possibilità di giocarsi fino in fondo le proprie carte. Quest’anno il copione è stato diverso, ma il finale ha avuto lo stesso sapore crudele.

A fare la differenza, stavolta, è stata la clamorosa rimonta del Monza nella gara d’andata al “Romeo Menti”. Quel blackout che ha permesso ai brianzoli di riacciuffare una partita ormai indirizzata ha costretto la squadra di Ignazio Abate a presentarsi al ritorno con un solo risultato possibile: vincere. Una missione quasi impossibile contro una corazzata costruita per il salto di categoria.

Eppure la Juve Stabia ci ha creduto fino all’ultimo secondo. Anche all’U-Power Stadium le Vespe hanno giocato con coraggio, personalità e orgoglio, dimostrando ancora una volta di meritare il palcoscenico che si erano conquistate. Quando tutto sembrava ormai scritto, è arrivata la magia di Burnete a riaccendere improvvisamente le speranze, trasformando il finale in un assalto disperato e carico di adrenalina. Non è bastato per completare l’impresa, ma è bastato per raccontare ancora una volta la forza caratteriale di questo gruppo.

La verità è che la squadra di Ignazio Abate merita soltanto applausi. Prima per un campionato straordinario, vissuto ben oltre le aspettative, e poi per playoff che hanno regalato emozioni autentiche, gol spettacolari e prestazioni di altissimo livello. Indimenticabile resterà la notte di Modena, con quella vittoria al “Braglia” costruita attraverso una prova praticamente perfetta, da squadra vera, da squadra che non aveva paura di nessuno.

Ed è proprio questo che resterà oltre l’eliminazione: l’identità. La Juve Stabia ha fatto tremare squadre costruite per vincere il campionato, ha saputo giocarsela ovunque e contro chiunque, mostrando un calcio intenso, coraggioso e moderno. Per questo, al triplice fischio di Monza, non ci sono volti sconfitti ma solo occhi lucidi e applausi interminabili.

I tifosi arrivati fino in Brianza, così come quelli rimasti a Castellammare davanti ai televisori, hanno salutato questa squadra con l’orgoglio di chi sa di aver vissuto qualcosa di speciale. Perché il calcio sa essere crudele nei risultati, ma certe emozioni vanno oltre il tabellone. Se a Cremona era rimasta soprattutto la rabbia, stavolta resta un senso fortissimo di appartenenza.

La Juve Stabia si ferma in semifinale, è vero. Ma il popolo delle Vespe sa anche che questa squadra ha già scritto una pagina che Castellammare difficilmente dimenticherà. E forse, in fondo, ci sono sconfitte che riescono comunque ad assomigliare tremendamente a una vittoria.

IL MORSO DELLA VESPA. Il sogno della A dello Stabia sfuma a Monza. Gialloblu sconfitti con onore ed orgoglio

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Si ferma a un passo dal traguardo più ambito la cavalcata della Juve Stabia. All’U-Power Stadium” di Monza, nella sfida da dentro o fuori dove l’unico risultato utile per le Vespe era la vittoria, sono i padroni di casa a strappare il pass per la finalissima promozione. Per i gialloblù resta il rammarico di un match giocato a viso aperto, ma anche l’orgoglio di averci creduto fino all’ultimo secondo contro un avversario di categoria superiore.

La cronaca: botta e risposta, poi la qualità del Monza fa la differenza

Il Monza parte fortissimo e fa capire subito le proprie intenzioni. Al 12′ i brianzoli tremano di gioia per il gol di Colpani, ma l’urlo viene strozzato in gola dall’arbitro: Mota, sulla traiettoria, è in posizione di netto fuorigioco. Scampato il pericolo, la Juve Stabia non si schiaccia, anzi prende campo e coraggio, provando a ribattere colpo su colpo.

La differenza, però, la fanno i cambi e la profondità della rosa biancorossa. Nella ripresa la panchina del Monza sale in cattedra con gli ingressi di Alvarez e Cutrone. L’uruguaiano grazia la Juve Stabia calciando fuori da ottima posizione, ma poco dopo ci pensa il centravanti ex Milan a sbloccare il match: Cutrone controlla, con un magistrale tocco di suola e deposita in rete il gol dell’1-0.

Cuore Vespe: la reazione d’orgoglio e il contropiede letale

Sotto di un gol e con lo spettro dell’eliminazione, la Juve Stabia tira fuori il carattere. Al termine di un’azione splendida, sviluppata tutta di prima, Burnete fa partire un sinistro imparabile per Thiam che vale l’1-1.

Con un solo gol a separarle dalla qualificazione, le Vespe si lanciano in un assalto totale, scoprendo inevitabilmente il fianco ai contropiedi avversari.

Se Alvarez grazia ancora una volta Confente a tu per tu, Cutrone si dimostra spietato: approfittando del portiere stabiese fuori dai pali, sigla con precisione il 2-1 che chiude definitivamente i giochi.

Il tabellino sintetico

  • Marcatori: Cutrone (M), Burnete (JS), Cutrone (M).

  • Verdetto: Monza in finale promozione, Juve Stabia eliminata.

Il futuro: dagli applausi del campo alle spine societarie

Al triplice fischio per la Juve Stabia ci sono solo applausi scroscianti. La squadra ha dato tutto, uscendo dal terreno di gioco a testa altissima.

Tuttavia, archiviato il verdetto del campo, per il club di Castellammare si apre immediatamente il capitolo più difficile. Quella che attende le Vespe è un’estate delicatissima sul piano societario. Saranno settimane cruciali per definire il futuro del club, tra scadenze e assetti da riorganizzare, con la speranza che il patrimonio sportivo dimostrato in questa stagione venga pienamente valorizzato.

Monza – Juve Stabia (2-1) PLAYOFF: Le pagelle dei gialloblù

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Al termine di Monza – Juve Stabia terminata 2-1 per i padroni di casa e valida per la semifinale di ritorno dei play off di serie BKT che, in virtù del 2-2 dell’andata, ha sancito l’eliminazione delle Vespe assegniamo i voti ai calciatori in gialloblù.

Questi i voti:

CONFENTE 7: stasera deve sporcare i guanti in più occasioni e gestisce il pallone nel migliore dei modi . Può essere un punto fermo per la prossima annata.

BELLICH 6,5: oggi gioca da braccetto di destra nonostante non sia la sua zona preferita con le sue doti agonistiche riesce a fare la sua solita buona prestazione. Forse andava sostituito finisce stremato.

DALLE MURA 7: oggi una partita tutta fatta con agonismo e attenzione nel marcare l’avversario di turno , anche lui potrebbe essere un punto fermo per la prossima stagione. Sostituito per motivi tattici. Dall’80 GABRIELLONI 6: nei pochi minuti giocati si fa notare solo nel passaggio utile per Burnete che va in goal .

GIORGINI 7: partita fatta di fisicità e cattiveria agonistica per tenere a bada Petagna compito svolto con la sua solita tranquillità. Si spera che anche lui faccia parte della squadra nella prossima stagione .

CARISSONI 6: limita un po’ le sue azioni per tenere a bada uno dei giocatori più forte dei brianzoli limitandolo più volte nelle sue azioni un certo Azzi. Dal 64’RICCIARDI 6: entra anche lui con gli stessi compiti del compagno e riesce a limitare la spinta di Azzi .

CORREIA 5: una delle peggiori prestazioni, non riesce a trovare la posizione da interno sinistro ed anche quando è stato spostato da interno destro . Unico spunto della partita la palla conquistata al 90’che ha dato in la l’azione del pareggio .

LEONE 6: anche oggi come all’andata contro il centrocampo a 4 dei brianzoli non riesce ad imporre il suo gioco, recupera tanti palloni però sbaglia tantissimo in fase di impostazione. Dal 64’ PIEROBON 6: subentra per dare più dinamicità al centrocampo con le sue corse ma riesce poche volte ad imporre i suoi spunti .

MOSTI 5,5: dispiace dargli un voto basso, ma oggi è stato per troppo tempo avulso dal gioco. Dal 46’ ZEROLI 6: Entra per dare più incisività alla fase offensiva, si fa pressare per la fase di pressing sui difensori monzesi. Poco incisiva la sua attività offensiva.

CACCIAMANI 6: con un Monza compatto in difesa non riesce a rompere le linee difensive, si intestardisce più volte a portare palla ma viene sempre raddoppiato e triplicato, nel finale sembrava stremato poteva essere sostituito.

MAISTRO 5,5: partita senza fronzoli , sono mancate i suoi spunti palla a terra per creare superiorità e le sue traiettorie pericolose. Dal 46’BURNETE 6: entra per dare più peso e fisicità all’attacco , ingaggia subito un duello con il difensore brianzolo sul quale commette vari falli , merita la sufficienza solo per il goal che ha dato suspense nei minuti finali .

OKORO 6,5: Ha avuto una crescita importante da quando è arrivato a Castellammare. Merito di Abate che gli ha insegnato anche altri modi di attaccare e aiutare la squadra. Anche ieri è stato una spina nel fianco della difesa di casa, tant’è che Delli Carri (che non doveva essere in campo dopo il gestaccio all’andata) ha dovuto ricorrere alle maniere forti per fermarlo meritandosi anche l’ammonizione. Stiamo ancora pensando a cosa ha fischiato Mariani nel primo tempo quando lo ha fermato dopo che Okoro si era liberato di Delli Carri con una magia.

ABATE 6: il voto di sufficienza è legato solo alla partita di stasera non per la stagione. Stasera contro un centrocampo a quattro non è riuscito a trovare le contromosse , infatti le sostituzioni effettuate non hanno dato il cambiamento che forse lui auspicava . Alcuni giocatori, visto anche gli impegni ravvicinati, stasera non sembravano al meglio perciò per le sostituzioni si potevano fare scelte diverse .
A Monza si è messa la parola fine di questa annata , ora bisogna gettare le basi partendo da un gruppo di calciatori che hanno dimostrato di meritarsi questa categoria per far sì che il sogno svanito stasera si avveri nel domani.

A tutto il gruppo Juve Stabia possiamo solo dire grazie.

Monza-Juve Stabia: Bianco: Vittoria di sofferenza, intelligenza e carattere in una partita da dentro o fuori

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Il cammino della Juve Stabia nei playoff di Serie BKT si interrompe all’U-Power Stadium. Nella semifinale di ritorno, il Monza si impone 2-1 al termine di una gara intensa e combattuta, che – sommata al 2-2 dell’andata – condanna le Vespe all’eliminazione.

Nel post gara, il tecnico biancorosso Paolo Bianco ha analizzato una sfida definita da lui stesso “completa”, dentro la quale si è visto “tutto il calcio: intelligenza tattica, capacità di colpire nei momenti giusti, sofferenza e infine esultanza”.

“Partite da dentro o fuori: il margine d’errore è zero”

Bianco ha subito sottolineato la natura particolare delle gare playoff, molto diversa dal campionato:

“Come avevo detto già all’andata, queste partite sono completamente diverse. Ci si gioca una stagione intera e il margine d’errore è bassissimo”.

Il tecnico ha evidenziato come il suo Monza abbia approcciato bene la gara, creando occasioni importanti già nei primi minuti:

“Dovevamo fare gol nel primo quarto d’ora, abbiamo costruito i presupposti per farlo. Poi siamo stati bravi a non concedere nulla fino al pareggio, anche se lì abbiamo commesso qualche errore che non possiamo permetterci”.

Reazione e qualità: “Abbiamo voluto vincere fino alla fine”

Dopo il momentaneo 1-1, il Monza non si è disunito, trovando subito la forza di reagire:

“La squadra è stata ancora più brava a reagire e ha voluto fortemente il secondo gol. Questa è una vittoria che racconta la partita e lo spirito con cui è stata interpretata”.

Bianco ha poi sottolineato l’importanza della prestazione collettiva, al di là dei singoli:

“Non è stata forse la partita più spettacolare della stagione, ma probabilmente la più importante per intensità e concentrazione. Tutti hanno dato il loro contributo, chi dall’inizio e chi subentrando”.

Le scelte e i protagonisti

Il tecnico ha valorizzato il contributo dei cambi e della gestione delle energie, con riferimenti in particolare a giocatori come Patrick Cutrone, decisivo nel finale, e altri interpreti offensivi come Agustín Álvarez e Andrea Colpani (citato nel contesto delle prestazioni di squadra).

“Cutrone mi serviva nell’ultima mezz’ora per la sua freschezza. Sapevamo che la Juve Stabia, alla terza gara in una settimana, poteva calare nel finale. E infatti ha inciso nel momento giusto”.

“Una squadra che non è mai uscita dalla partita”

Bianco ha poi evidenziato la crescita mentale della sua squadra rispetto alla gara d’andata:

“Rispetto a Castellammare, oggi non siamo mai usciti dalla partita. All’andata abbiamo avuto un blackout, qui invece siamo rimasti sempre dentro il match”.

Un passaggio che il tecnico considera decisivo nel percorso verso la finale:

“Abbiamo giocato per vincere, senza speculare. Questa mentalità farà la differenza anche nella finale”.

Tifosi e atmosfera: “Fondamentali per questa squadra”

Ampio spazio anche al rapporto con il pubblico:

“La curva ci sostiene da mesi. Quando la squadra gioca così, il tifoso si accende. E anche nelle difficoltà è giusto che ci siano reazioni: fa parte del calcio”.

Bianco ha poi lanciato uno sguardo alla finale, dove il Monza attende la vincente tra Catanzaro e Palermo:

“Sono due squadre diverse, aspettiamo il verdetto. Ma l’importante è essere arrivati fino in fondo: ora ci giochiamo tutto”.

La chiusura: equilibrio e identità

In conclusione, il tecnico ha ribadito il filo conduttore della stagione:

“Dobbiamo continuare a fare ciò che abbiamo fatto per tutto l’anno: equilibrio, lavoro e identità. Ci siamo guadagnati questa finale e ora vogliamo provare a prenderci il resto”.

Juve Stabia, Burnete dopo l’eliminazione a Monza: “Sognavo la A con questa maglia. Abate? Mi ha dato tanto”

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C’è tutta l’amarezza per un sogno sfumato a pochi passi dal traguardo nelle parole di Rares Burnete al termine di Monza-Juve Stabia semifinale ritorno play off Serie BKT 2025-2026. La sconfitta per 2-1 contro il Monza, dopo il 2-2 dell’andata, ha sancito l’eliminazione della Juve Stabia dalla corsa verso la finale playoff. Eppure, nel cuore della serata amara dell’U-Power Stadium, resta la rete dell’attaccante rumeno, un gol di forza, tecnica e personalità che aveva riacceso per qualche minuto le speranze delle Vespe.

L’attaccante di proprietà del Lecce ha parlato con grande sincerità nel post gara, ripercorrendo una stagione complicata dal punto di vista personale ma fondamentale per la sua crescita umana e professionale.

“Non è stata una stagione facile a livello personale – ha spiegato Burnete – però a Castellammare ho trovato persone fenomenali: il gruppo, il mister, il direttore, tutti mi hanno dato tantissimo. Voglio ringraziarli per tutto quello che hanno fatto per me. Spero di essere riuscito a dare il massimo”.

L’attaccante ha poi ammesso la propria delusione per alcune occasioni mancate durante l’anno, senza però nascondersi dietro la sfortuna: “Sicuramente speravo di fare molto meglio. Ci sono state partite dove potevo segnare e non ci sono riuscito. Però sinceramente non credo nella fortuna: quello che dai, prima o poi lo ricevi. Resta il rammarico per come abbiamo finito. Speravo di giocare la finale e magari andare in Serie A con la Juve Stabia”.

Parole che raccontano il forte legame creatosi con l’ambiente gialloblù, un rapporto diventato ancora più evidente nel finale di gara, quando Burnete è andato sotto il settore ospiti ricevendo applausi e incoraggiamenti nonostante l’eliminazione.

“È stato bellissimo – ha raccontato –. I tifosi ci hanno dato una carica straordinaria per tutto l’anno. A me personalmente hanno fatto sentire a casa dal primo giorno. Per strada mi fermavano per foto, autografi, ma soprattutto mi hanno sempre dato parole positive, anche nei momenti difficili. Li ringrazio di tutto il cuore e auguro il meglio alla Juve Stabia”.

Non poteva mancare un passaggio sul clima vissuto dalla squadra durante la stagione, segnata anche da vicende extracampo e da continue tensioni societarie. Burnete, però, ha spiegato come lo spogliatoio abbia cercato di isolarsi da tutto.

“Di quello che succede fuori dal campo so poco. Durante tutto l’anno ho cercato di stare lontano da certe situazioni perché il mio lavoro è fare il calciatore. Con i ragazzi, il mister e i direttori abbiamo creato un gruppo vero. Secondo me non abbiamo sentito troppo quello che succedeva fuori”.

Infine, un pensiero dedicato a Ignazio Abate, tecnico che ha accompagnato Burnete nel suo percorso di crescita in questa stagione. Alla domanda su cosa gli abbia lasciato questa esperienza con l’allenatore gialloblù, l’attaccante ha risposto in maniera secca ma significativa: “Tantissimo”.

Una sola parola, ma piena di significato. Come piena di emozioni è stata la stagione di Rares Burnete con la maglia della Juve Stabia: tra difficoltà, crescita, gol pesanti e un legame con Castellammare che difficilmente dimenticherà.

Monza – Juve Stabia (2-1), Abate tra commozione e orgoglio: “Questa stagione mi ha reso un uomo migliore”

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C’è l’amarezza per una finale sfumata a novanta minuti dal traguardo, ma anche l’orgoglio di aver costruito qualcosa che resterà nella storia recente della Juve Stabia. Dopo la sconfitta per 2-1 contro il Monza nella semifinale di ritorno dei play off di Serie BKT 2025-2026, maturata dopo il 2-2 dell’andata, Mister Ignazio Abate si è presentato in sala stampa con la lucidità di chi sa di aver guidato un gruppo oltre ogni aspettativa.

Le sue parole raccontano orgoglio, appartenenza, crescita e anche un pizzico di rammarico per una qualificazione sfuggita dopo una doppia sfida giocata alla pari contro una delle corazzate del campionato.

Il tecnico gialloblù ha innanzitutto voluto esaltare lo spirito della squadra, sottolineando il carattere mostrato fino all’ultimo secondo della partita:

“Sono orgoglioso del mio gruppo, un gruppo che mi ha fatto vivere emozioni incredibili. Abbiamo giocato per noi stessi, abbiamo giocato per la nostra gente che ringrazio. È un anno che mi ha fatto crescere tantissimo, un anno che difficilmente dimenticherò per tutto quello che ho vissuto. Stasera l’abbiamo dimostrato: non volevamo morire. Dopo un campionato logorante e la terza partita in una settimana, questo gruppo ha lavorato sempre con grande serietà e dedizione, coltivando giorno dopo giorno l’ambizione di essere protagonista. Il risultato finale è importante, ma bisogna dare valore anche al percorso e il nostro è stato davvero importante”.

Parole profonde anche sul rapporto creato con Castellammare di Stabia e con il popolo stabiese, diventato un elemento centrale della stagione della Juve Stabia:

“Sono tanto legato alla mia gente. Abbiamo cercato di rappresentarli in tutto e per tutto. Questa è una piazza di persone per bene, una piazza passionale che ti entra dentro. Adesso la cosa più importante credo sia trovare stabilità, persone che portino progettualità, perché Castellammare merita rispetto e merita tutto questo”.

Inevitabile poi la domanda sul futuro e sulla possibilità che quella di Monza possa essere stata la sua ultima partita sulla panchina stabiese. Abate però ha preferito non sbilanciarsi:

“Penso a tutto tranne a questo adesso. Bisogna digerire il boccone amaro e smaltire la delusione. Poi con serenità e lucidità capire il futuro, capire chi arriverà e che progetti avrà. Ora ho bisogno di ricaricare le pile”.

Nel corso della conferenza si è parlato anche della sua crescita personale e professionale. L’allenatore ha riconosciuto quanto l’esperienza di Castellammare lo abbia arricchito:

“Mi sento un uomo migliore. Questa stagione mi ha arricchito tantissimo, abbiamo vissuto qualcosa di nuovo e non abbiamo mai cercato alibi. Questo gruppo ha lavorato ogni giorno con grande dedizione e ambizione. Devo ringraziare i miei ragazzi. Per quanto riguarda il futuro, io cerco solo di lavorare dalle otto di mattina alle otto di sera. Credo che uno sia pronto solo quando gli viene data la possibilità. Ho avuto un direttore che ha avuto il coraggio di darmi questa opportunità e devo solo ringraziarlo”.

Abate ha poi rivendicato il lavoro svolto in una squadra profondamente rinnovata rispetto alla passata stagione:

“Tante volte ho sentito dire che avevamo una base già pronta dall’anno scorso, ma abbiamo cambiato 12-13 giocatori in estate e altri a gennaio. Credo che siano state gettate le basi per un bel futuro. I giovani sono cresciuti ed era il nostro obiettivo. Abbiamo fatto una grandissima stagione. Mi dispiace perché dopo la gara d’andata resta un po’ di amaro in bocca: sul 2-0 potevamo gestirla diversamente. Però siamo il terzo gruppo più giovane del campionato e i giovani ti danno tantissimo, ma hanno bisogno di crescere anche nella malizia”.

Interessante anche il passaggio dedicato a Castellammare e ai giovani talenti cresciuti durante l’anno:

“Castellammare è difficile da spiegare: è una piazza calda e calorosa, ma allo stesso tempo ti lascia lavorare e crescere. Ho trovato uno zoccolo duro di giocatori di altissimo livello morale e questo permette ai giovani di crescere con tranquillità. Io non ho mai regalato niente a nessuno perché questa è la strada giusta per creare un’anima nel gruppo”.

Infine, il tecnico ha ricordato come l’obiettivo iniziale fosse semplicemente la salvezza, sottolineando quanto straordinario sia stato il percorso compiuto dalle Vespe:

“Quando parlavo di salvezza, parlavo realmente di salvezza. Bastava vedere le squadre coinvolte nella lotta retrocessione per capire il livello del campionato. Per noi non essere mai stati nelle sabbie mobili è motivo d’orgoglio. Questa squadra ha sempre cercato di proporre calcio e di essere protagonista. I giovani sono cresciuti, abbiamo trovato maturità e questi sono i risultati”.

Si chiude così una stagione che lascia dolore per l’eliminazione, ma anche la consapevolezza di aver visto una Juve Stabia capace di giocarsela contro tutti, con identità, coraggio e appartenenza. E nelle parole di Ignazio Abate c’è tutta l’essenza di un gruppo che, anche nella sconfitta, è uscito dal campo a testa altissima.

Monza – Juve Stabia: 2-1 (85′ Cutrone 90′ Burnete 96′ Cutrone)

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Novanta minuti per continuare a sognare. Novanta minuti per scrivere un’altra pagina di storia. La Juve Stabia è pronta a giocarsi tutto nella semifinale di ritorno dei play off di Serie BKT 2025-2026 contro il Monza, in programma questa sera alle ore 20:00 all’U-Power Stadium.

Dopo il 2-2 dell’andata allo stadio Romeo Menti, maturato tra emozioni, polemiche e rimpianti, le Vespe si presentano in Brianza con un solo risultato a disposizione: vincere. Non basteranno pareggi o calcoli alla squadra di mister Abate, chiamata a compiere un’impresa contro una formazione costruita per il salto di categoria ma che ha già dimostrato di poter soffrire l’intensità, il cuore e la qualità dei gialloblù.

Servirà una partita perfetta, di coraggio e personalità, ma la Juve Stabia ha già dimostrato durante tutta la stagione di sapersi esaltare nei momenti più difficili. Castellammare ci crede, il popolo stabiese sogna una finale che avrebbe del clamoroso e accompagnerà la squadra anche in trasferta in una notte che promette emozioni fortissime.

TABELLINO

MONZA (3-4-2-1): Thiam; Birindelli, Delli Carri (56′ Lucchesi), Carboni; Bakoune, Colombo, Pessina, Azzi (84′ Ravanelli); Colpani (57′ Hernani), Mota Carvalho (77′ Alvarez); Petagna (57′ Cutrone).

A disposizione: Pizzignacco, Brorsson, Antov, Obiang, Ciurria, Capolupo, Caso.

Allenatore: Paolo Bianco.

JUVE STABIA (3-5-1-1): Confente; Bellich, Giorgini, Dalle Mura (81′ Gabrielloni); Carissoni (65′ Pierobon), Mosti (45′ Burnete), Leone (65′ Ricciardi), Correia, Cacciamani; Maistro (45′ Zeroli); Okoro.

A disposizione: Boer, Varnier, Ciammaglichella, Kassama, Candellone, Torrasi, Mannini

Allenatore: Ignazio Abate.

ARBITRO: Sig. Maurizio Mariani della sezione AIA di Aprilia

Primo Assistente: sig. Daniele Bindoni della sezione AIA di Venezia

Secondo Assistente: sig. Andrea Zezza della sezione AIA di Ostia Lido

IV° ufficiale: sig. Andrea Calzavara della sezione AIA di Varese

VAR: sig. Ivano Pezzuto della sezione AIA di Lecce

AVAR: sig. Aleandro Di Paolo della sezione AIA di Avezzano.

Marcatori: 85′ Cutrone (M) 90′ Burnete (JS) 96′ Cutrone (M)

Angoli: 6 – 2

Ammoniti: 20′ Dany Mota (M) 42′ Delli Carri (M) 71′ Thiam (M) 80′ Burnete (JS) 88′ Correia (JS) 93′ Bellich (JS)

Espulsi: –

Recupero: 1 min p.t.

Note: Terreno in erba naturale. Giornata serena. Circa 1000 i supporters gialloblù.

PRIMO TEMPO

2′ Monza pericoloso: Dany Mota se ne va sulla fascia e crossa dal fondo per l’accorrente Colpani che appostato sul secondo palo colpisce di testa in maniera maldestra e la conclusione finisce abbondantemente a lato

4′ Monza che continua a pressare e dopo aver recuperato palla in area Colombo calcia a rete trovando la deviazione in angolo di Confente

15′ Prova ad accendersi la Juve Stabia con Cacciamani che servito sulla fascia taglia lungo tutta la linea che delimita l’area di rigore e poi calcia a rete ma la sua conclusione finisce abbondantemente alta.

20′ Ammonito Dany Mota per fallo su Maistro che stava prendendo velocità sulla fascia.

42′ Ammonito Delli Carri per fallo su Okoro

Il direttore di gara concede 1 minuto di recupero.

Il primo tempo finisce in parità con il risultato bloccato ancora sullo 0-0. Ad un iniziale ardore e pressione del Monza nel primo quarto d’ora la Juve Stabia ha iniziato a prendere le misure con il suo solito palleggio che ha iniziato a mettere in difficoltà la formazione di casa che è dovuta ricorrere alle maniere forti per fermare i tentativi dei gialloblù. Alla fine del primo tempo sono 2 i cartellini gialli (ne mancherebbe uno su Carbone) a 0 che testimonia qualche difficoltà del Monza.

SECONDO TEMPO

La Juve Stabia sostituisce Maistro e Mosti con Zeroli e Burnete

56′ Il Monza sostituisce Delli Carri con Lucchesi, Colpani con Hernani e Petagna con Cutrone

65′ La Juve Stabia sostituisce Leone con Ricciardi e Carissoni con Pierobon

69′  Monza pericolosissimo con Hernani che sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Azzi viene lasciato solo in area e calcia a rete trovando la risposta di piede di Confente

71′ Ammonito Thiam per perdita di tempo

77′ Il Monza sostituisce Dany Mota con Alvarez

80′ Ammonito Burnete

81′ La Juve Stabia sostituisce Dalle Mura con Gabrielloni

82′ Contropiede veloce del Monza con la palla che arriva ad Alvarez che da ottima posizione spara a lato per la disperazione del pubblico di casa.

84′ Il Monza sostituisce Azzi con Ravanelli

85′ Il Monza passa in vantaggio: Bakoune se ne va sul fondo e serve Cutrone che viene contrastato da Giorgini e Bellich ma la palla resta nella sua disponibilità e la riesce a depositare in rete.

88′ Ammonito Correia

90′ La Juve Stabia pareggia: Correia serve Okoro che di tacco in velocità serve Gabrielloni che vede il movimento di Burnete e lo serve, l’attaccante stabiese in velocità brucia Ravanelli e deposita in rete.

93′ Ammonito Bellich

Il direttore di gara concede 5 minuti di recupero.

96′ Raddoppio del Monza che con la Juve Stabia tutta protesa in avanti, anche Confente, riesce da centrocampo a depositare in rete.

Finisce qui l’avventura della Juve Stabia nei Play Off. Anche questa sera le Vespe hanno dato tutto e hanno giocato alla pari di un Monza faraonico. Fa sicuramente male a tutti i tifosi gialloblù ma tutti devono ringraziare questi ragazzi che hanno mostrato orgoglio anche questa sera. Dopo che la partita di andata è stata “rovinata” dalla direzione arbitrale di Ayroldi oggi era difficile rimediare. La doppia gara play off è finita come in campionato 2-2 all’andata e 2-1 al ritorno ma per quello visto oggettivamente la Juve Stabia non ha meritato l’eliminazione.

Ora testa al prossimo campionato con una certezza non da poco: la Juve Stabia ci sarà e non è un aspetto scontato, con una nuova società ma con lo stesso animo battagliero.