Castellammare di Stabia: Centrale clandestina di videosorveglianza scoperta nel centro storico cittadino

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Un sofisticato impianto di videosorveglianza completamente abusivo è stato scoperto nel cuore del centro storico di Castellammare di Stabia all’interno di un locale commerciale confiscato alla criminalità organizzata. L’operazione è stata condotta dalla Polizia Municipale della città delle acque durante un’attività di controllo finalizzata alla verifica dello stato dei luoghi e all’accertamento di eventuali occupazioni illegittime.

Gli agenti della Municipale, guidati dal Colonnello Francesco Del Gaudio e coordinati sul posto dal Tenente Sepe, hanno eseguito un’approfondita ispezione che ha portato alla scoperta di una vera e propria centrale clandestina di monitoraggio. Secondo quanto emerso dai primi accertamenti, il sistema era collegato a diverse micro-telecamere installate all’esterno e accuratamente occultate in punti strategici della zona.

I dispositivi erano posizionati in particolare lungo via Santa Caterina e a Piazza Orologio, consentendo un controllo continuo e non autorizzato dell’area urbana circostante. Gli investigatori ritengono che il sistema potesse essere utilizzato per monitorare i movimenti sul territorio e segnalare l’eventuale presenza o transito delle forze dell’ordine.

Sul luogo del ritrovamento è intervenuto anche il personale della Polizia Scientifica della Polizia di Stato, che ha collaborato alle attività di repertazione e agli accertamenti tecnici necessari per ricostruire il funzionamento dell’impianto e individuare eventuali responsabilità.

L’intera struttura di videosorveglianza è stata immediatamente disattivata e sottoposta a sequestro. Gli inquirenti stanno ora analizzando il materiale acquisito per comprendere da quanto tempo il sistema fosse operativo e chi ne avesse il controllo.

Per i fatti accertati è stata informata l’autorità giudiziaria. La Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo d’indagine con l’obiettivo di accertare eventuali responsabilità penali, identificare gli esecutori materiali e i reali utilizzatori dell’impianto abusivo, oltre a verificare possibili reati legati alla violazione della privacy e al controllo illecito dello spazio pubblico.

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