Circolo Internazionale Castellammare: Presentato l’ultimo romanzo di Francesco Costa “Corri verso la notte”

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Grande successo al Circolo Internazionale per l’evento culturale che, lunedì 8 giugno, ha portato in città un autore di rilievo, Francesco Costa con il suo ultimo romanzo “Corri verso la notte”, accolto calorosamente dai suoi tanti ammiratori.

Promotrice dell’incontro la prof.ssa Carmen Matarazzo, Presidente dell’Associazione “Achille Basile – Le Ali della Lettura”, un’associazione impegnata nella diffusione di testi di alto valore letterario che, attraverso la scelta di pubblicazioni originali e di spessore, organizza dibattiti con scrittori capaci di coinvolgere profondamente il pubblico e stimolare riflessioni durature.

Dopo i saluti della Vicepresidente del Circolo Internazionale Titta Miraglia, che ha dato il benvenuto al pubblico in sala, ha preso la parola Carmen Matarazzo che ha presentato l’autore e l’opera, da lei definita “un romanzo che ha in sé lo spirito del saggio, perché è il frutto di una lunga ricerca storica.”

Francesco Costa è uno scrittore, giornalista e sceneggiatore di rilievo nel panorama culturale italiano, apprezzato e tradotto anche all’estero (in paesi come Germania, Spagna, Grecia e Giappone). La sua carriera si distingue per una straordinaria versatilità che unisce il rigore della ricerca letteraria alla potenza visiva della scrittura cinematografica.

Autore di numerosi romanzi che spaziano dal noir al romanzo storico, ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti come il Premio Selezione Bancarellino (con La scuola dei veleni) ed è stato finalista al Premio Scerbanenco (con Orrore Vesuviano). Ha firmato importanti sceneggiature cinematografiche, vincendo il Premio Speciale della Giuria alla Mostra del Cinema di Venezia con il film L’altra donna. Dai suoi libri di successo sono state tratte note pellicole, tra cui La volpe a tre zampe e L’imbroglio nel lenzuolo.

Durante la sintesi e la successiva discussione dell’opera, sono emersi gli elementi che caratterizzano il libro. Le vicende si muovono sullo sfondo del delitto Matteotti e del consolidamento della dittatura fascista. La città di Napoli, in cui è ambientata la vicenda, viene descritta come un’entità audace e l’unica a insorgere in quel preciso momento storico. Il protagonista, Pietro Fortuna, giovane del rione Sanità, vive una formazione politica e sentimentale legata al sogno di diventare cronista.

L’autore del romanzo ha parlato della genesi del libro e delle motivazioni profonde che lo hanno spinto a sceglier proprio quel particolare periodo storico per ambientare la sua opera, spiegando come la necessità di fare chiarezza sulle radici del totalitarismo in Italia sia nata dal bisogno di contrastare le semplificazioni e i revisionismi storici contemporanei.

Vorrei parlare della genesi di questo libro, come mi è nata l’idea. – ha affermato Francesco Costa – Oltre dieci anni fa mi venne una grande curiosità di esplorare i primi anni del ventennio fascista, di cui non ci sono tanti romanzi. Il romanzo è anche un omaggio a mio padre, nato nel 1920, perché dopo il delitto Matteotti lui e tutta una generazione hanno avuto il destino segnato, con la guerra e le deportazioni naziste.”

Volevo analizzare quel periodo per capire che cosa si sarebbe potuto fare per evitare ‘la corsa dell’Italia verso la notte’, perché un’intera generazione è morta tra le sabbie d’Africa, fra le steppe della Russia, nei campi di concentramento. Volevo parlare di questo disastro della dittatura fascista per la quale oggi alcuni nutrono nostalgia, rimpianto, come se la idealizzassero.”

“Ho pensato di scrivere un libro che aiuti i ragazzi a capire. – ha continuato l’autore – Naturalmente non potevo fare solo un saggio storico, altrimenti li avrei fatti addormentare. Tutti i personaggi sono giovani, il personaggio più anziano ha quarant’anni. Poi ho lavorato molto sul ritmo, facendo un ‘impasto’ tra i fatti storici documentati e quelli inventati da me, che sono le vicende del protagonista con le sue esperienze lavorative, sentimentali, sessuali, politiche.”

Poi ha preso la parola il prof. Stefano Perrella, già docente di Storia e Filosofia presso il Liceo Classico Plinio Seniore di Castellammare, che ha parlato del delitto Matteotti e di quanto questo triste evento abbia scosso le coscienze:

“Che cosa sappiamo davvero di Giacomo Matteotti e del suo delitto? Perché Matteotti fu tra i primi ad essere assassinato dai fascisti? Quale ruolo interpretava Matteotti all’interno del Partito Socialista? Era amato? Era odiato?”

Dalle Parole del prof. Perrella la figura di Matteotti emerge con tutta la sua forza e il suo carisma, così come la sua intransigenza che lo ha portato alla morte, ma che al tempo stesso ne fa un martire della libertà, un simbolo eterno di resistenza civile contro l’oppressione e il totalitarismo.

Alla Camera dei deputati denunciò a viso aperto, con un coraggio formidabile, i brogli elettorali, le violenze e le intimidazioni delle camicie nere durante le elezioni di quell’anno, chiedendo l’annullamento delle votazioni.

Matteotti stava indagando su una colossale tangente internazionale, legata alle concessioni petrolifere (il caso Sinclair Oil) che coinvolgeva direttamente la corona e i vertici del fascismo. Il documento che avrebbe dovuto presentare a Londra pochi giorni dopo il suo rapimento faceva troppa paura al regime. Matteotti non era ricattabile, non cercava compromessi e non si faceva spaventare dalle minacce di morte. L’unico modo per metterlo a tacere era eliminarlo fisicamente.

L’importanza di questo romanzo storico è che offre uno spaccato della società di quegli anni, trasportandoci in giro per Napoli, nelle sue strade, nelle sue piazze, nei suoi vicoli, dai salotti dell’alta società alle povere case del sottoproletariato urbano e nell’ambiente del teatro, di modo che il lettore possa immergersi in quelle atmosfere, immedesimarsi nei personaggi e capire quali sentimenti dominavano.

Attraverso il romanzo storico, infatti, si impara molto più su un’epoca che dalle pagine di un manuale di storia, perché la letteratura non si limita a registrare i fatti, ma restituisce il respiro della quotidianità, trasformando le fredde date della cronologia in un’esperienza vissuta e profondamente umana.

Dietro le fantasie del romanziere, c’è il rigore del ricercatore, la ricerca minuziosa non solo dei fatti, ma della vita quotidiana del tempo, degli usi, dei costumi, entrando nella psicologia del protagonista e degli altri personaggi, provando a capire cosa pensassero le persone in quella fase buia della nostra storia.

Questo approccio metodologico eleva il romanzo da semplice opera di intrattenimento a prezioso strumento di testimonianza storica e civile, spogliando il passato da ogni retorica e mistificazione nostalgica. Il valore profondo dell’opera risiede proprio in questo: la letteratura diventa la chiave per accedere a una verità storica più intima e documentata.

Il lavoro dell’autore si muove con equilibrio tra due pilastri fondamentali: una ricostruzione documentaria basata su una ricerca che restituisce la quotidianità dell’epoca (abitudini, costumi, atmosfere reali); la capacità di calarsi nella mente dei protagonisti per comprendere i dubbi, le paure e i compromessi morali delle persone comuni davanti al progressivo scivolare del Paese verso la dittatura.

Il testo lancia un messaggio chiaro e attuale al lettore contemporaneo, contro i tentativi di mitizzare gli anni del fascismo o di negarne le violenze. Smantella la narrazione di una presunta positività del regime, mostrando la brutalità che si nascondeva dietro la propaganda ufficiale.

“Corri verso la notte” fa riflettere   sull’importanza dell’approfondimento critico prima di lasciarsi andare a celebrazioni superficiali di un periodo che, come ricorda il titolo, è stato a tutti gli effetti una tragica “corsa verso la notte”.

Avvincente la trama, ben orchestrato il sistema dei personaggi. Lo stile rapido, incalzante, il tono scanzonato, pervaso di sottile ironia, contribuisce a tenere incollato il lettore sulle pagine del libro fino alla fine.

Questa felice combinazione di elementi trasforma la lettura del testo in un’esperienza magnetica e fluida, confermando l’abilità dell’autore nel dominare i meccanismi della narrativa contemporanea.

L’analisi stilistica mette in luce i punti di forza del romanzo: La struttura scorre senza tempi morti grazie a una prosa dinamica, proiettata in avanti. Ogni figura, principale o secondaria, si muove secondo un disegno preciso e coerente, creando relazioni che fanno progredire l’intreccio. L’uso dell’ironia alleggerisce la densità degli argomenti trattati, impedendo al racconto di scivolare nella pesantezza drammatica.

L’incontro, con un vivace dibattito tra l’autore Francesco Costa e il pubblico, si è concluso con il tradizionale momento del firma-copie.

L’evento ha sancito il ruolo centrale dell’Associazione “Achille Basile – Le Ali della Lettura” in collaborazione del Bookstore Mondadori e del Circolo Internazionale, come faro culturale per il territorio di Castellammare di Stabia, confermando l’efficacia della sinergia tra le realtà culturali della città nel promuovere eventi di altissimo profilo intellettuale. Questa cooperazione dimostra come il lavoro di rete sul territorio sia la chiave per risvegliare l’interesse della comunità e offrire occasioni concrete di crescita sociale e civile.

“Corri verso la notte” di Francesco Costa, Marlin Editore, non è semplicemente un romanzo storico, ma un’esperienza letteraria che merita un posto d’onore nelle vostre letture. Vi consigliamo questo libro perché unisce il rigore della ricerca a un ritmo narrativo travolgente, capace di tenere incollati alla pagina fino all’ultima riga.

Attraverso una prosa rapida, incalzante e impreziosita da una sottile e intelligente ironia, l’autore firma un potente romanzo di formazione che scava nella psicologia dei personaggi e restituisce la verità senza filtri di un periodo tragico della nostra storia. Un’opera necessaria, che smantella le false mitizzazioni del passato e si rivela un prezioso strumento di riflessione civile per il presente

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