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Padalino: “Juve Stabia, successo meritato. Vibonese squadra ostica”

Al termine del match vinto 0-1 dalla Juve Stabia al Luigi Razza di Vibo Valentia grazie al rigore siglato da capitan Mastalli, si é presentato in sala stampa il tecnico delle vespe Pasquale Padalino.

Le sue dichiarazioni sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Sono molto contento della prestazione dei miei ragazzi. Non era facile per la Juve Stabia e per nessun’altra squadra venire qui a vincere perché la Vibonese é una squadra ostica che metterà in difficoltà tante squadre. I ragazzi hanno giocato una buona partita e hanno meritato la vittoria.

Sicuramente vincere aiuta a vincere e la mia Juve Stabia deve avere una mentalità vincente. A livello di condizione sicuramente non stiamo benissimo e si é visto, per questo sono molto orgoglioso di questi tre punti. Una vittoria sudata ma meritata. Bene così.

É normale che tanti giocatori siano fuori condizione. Ma oggi si sono visti già alcuni passi in avanti sotto l’aspetto fisico. Siamo partiti tardi e la squadra é ancora incompleta ma ciò nonostante la Juve Stabia ha in rosa uomini veri che hanno dato tutto anche in condizioni precarie. Faccio davvero tanti complimenti ai ragazzi con la consapevolezza che con il lavoro miglioreremo sempre di più. La strada é quella giusta.”

a cura di Salvatore Sorrentino

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Juve Stabia, il podio gialloblu della vittoria di Vibo Valentia

La Juve Stabia centra la sua prima vittoria in campionato sul campo di Vibo Valentia. Decisivo il penalty trasformato con freddezza dal Capitano, Alessandro Mastalli

PODIO

Medaglia d’oro: ad Alessandro Mastalli, capitano e trascinatore della Juve Stabia. Dopo l’esordio in campionato con il Monopoli solo assaggiato a causa della contusione rimediata dopo pochi minuti, il centrocampista gialloblu si gode l’ennesimo pomeriggio da protagonista della sua storia stabiese firmando la prima vittoria in campionato. Glaciale dal dischetto, indemoniato invece in campo quando con i suoi strappi fa venire l’emicrania alla difesa della Vibonese. 7 o 24 non fa differenza finchè sulla maglia è scritto “Mastalli”.

Medaglia d’argento: ai centrali Magnus Troest e Nicholas Allievi. Senza dimenticare il convincente match di Codromaz, la scena se la prendono i due centrali stabiesi finalmente calati nella nuova dimensione della Juve Stabia. I due giganti non sbagliano un colpo chiudendo, di puro fisico il danese e con eleganza il varesino, ogni spiraglio agli attaccanti calabresi. Se concentrati, possono garantire un apporto di esperienza e tecnica che poche squadre possono vantare.

Medaglia di bronzo: a Nicolas Bubas, subito decisivo, anche in uno scampolo di gara. Ci si attende tanto dall’attaccante argentino, certezza degli ultimi campionati di Serie C che Padalino ha immediatamente mandato in campo a nemmeno 48 ore dal suo arrivo. Contro quella che fino a poche settimane fa era la sua squadra, Bubas dimostra di poter giocare alla perfezione con Romero, orbitando attorno al centravanti stabiese e bruciando il diretto avversario alla prima palla vagante che passa dalle sue parti: fallo e rigore per la Juve Stabia.

CONTROPODIO

Medaglia d’oro: a Luca Berardocco, nel vivo del gioco ma con poca precisione. Tanti palloni giocati ma spesso senza le necessaria lucidità per l’ex Sudtirol, consapevole delle sue qualità, a volte troppo, che rischia inutilmente la giocata forzata. Qualche pallone perso di troppo indica che vanno fatti ancora passi in avanti nella gestione della sfera e dei momenti della gara.

Medaglia d’argento: a Francesco Golfo, che non morde la partita. Per l’esterno ex Potenza tanta corsa e generosità che non si tramutano però in pericoli concreti apportati alla porta della Vibonese. Che le qualità per essere elemento di spicco della squadra ci siano tutte è palese ma la condizione atletica ancora precaria non permette all’esterno di esprimerle al meglio.

Medaglia di bronzo: Jacopo Scaccabarozzi, in cerca della forma migliore. Per il centrocampista valgono in parte le considerazioni fatte per Golfo; è un calciatore in grado di fornire inserimenti e visione di gioco ma comprensibilmente ancora non è al top della condizione, avendo tra l’altro giocato anche a Pisa in settimana.

PERUGIA, CASERTA: “LA SQUADRA È CRESCIUTA MA NON BISOGNA ILLUDERSI”

Con il Perugia chiamato a giocare ogni tre giorni, torna a parlare Fabio Caserta. Tra presentazioni dei calciatori e gare a distanza ravvicinate, si intensificano le Conferenze stampa.

Mister Fabio Caserta, allenatore del Perugia, oggi è chiamato ad analizzare il posticipo di lunedì sera ad Arezzo:

“La squadra è cresciuta ma non bisogna illudersi per una partita fatta bene. Archiviata la Coppa Italia, domani ci saranno tutt’altre avversità.
Per me domani non è ultimo giorno di mercato ma solo il giorno di una gara importantissima. Quando vado a fare la formazione non penso a chi andrà via, perché lavoro sull’attuale materiale a disposizione (solo Monaco effettivamente indisponibile). Per crescere dobbiamo avere la nostra identità, e quella deve esserci a prescindere dai riscontri delle gare precedenti: nel bene e nel male resettiamo ed andiamo avanti.
Valuto la settimana, perché se anche la gara precedente con determinati interpreti è andata benissimo, ma poi durante la settimana non ricevo le dovute garanzie; non posso non dar stimoli ad altri. Sul giovane Lunghi dice di non mettergli premature pressioni addosso. Non guardo all’età ma neanche possiamo dargli tante responsabilità. Al di là del risultato mi interessa la crescita. Per realizzarla dobbiamo esser bravi a leggere i momenti gara, perchè all’interno della stessa, puoi giocare con agonismo come con il Fano; così come con più qualità, come da noi dimostrato ad Ascoli.
Non dobbiamo nè aver paura di giocare, né di buttare il pallone in tribuna quando occorre farlo”.
Vedi il video del Perugia Calcio

Le Pagelle delle Vespe: Mastalli, cuore di capitano, Padalino decisivo.

Le Pagelle delle Vespe Di Mario Di Capua: Mastalli cuore di capitano, Padalino decisivo. Allievi e Troest veri e propri muri, bene Bubas e Rizzo.

Matteo Tomei voto 6,5
Il voto è praticamente tutto legato alla parata nel finale che salva il risultato sull’unica occasione degli avversari. Sembra molto sicuro e dà sicurezza al reparto

Nicholas Allievi voto 7
Il ministro della difesa ha ripreso a pieno i suoi galloni dopo l’errore contro il Monopoli. Insieme a Mastalli e al compagno di reparto Troest, merita il voto più alto in pagella. E’ tornato il grande Nicholas.

Roberto Codromaz voto 6,5
Il sette non arriva anche per lui solo a causa dei tanti errori in uscita e palleggio ma anche lui è migliorato tantissimo rispetto alle prime uscite.

Magnus Troest voto 7
Una prestazione da vero e proprio muro difensivo, la Vibonese non passa mai, lui chiude spesso e non sembra in difficoltà giocando a tre dietro e da centrale. Dirige bene i compagni.

Alberto Rizzo voto 6,5
Prestazione positiva, da tornante dà tantissimi problemi agli avversari, è tra i più pericolosi e poi tiene bene anche nel finale in difesa

Jacopo Scaccabarozzi voto 6
Primo tempo ottimo, sempre al centro dell’azione stabiese con i compagni che spesso lo cercano ed è bravo nei cambi di campo per gli inserimenti di Rizzo, che serve bene. Cala nella ripresa.

Dal minuto 75’ Alessandro Garattoni voto 6
Ottimo il suo ingresso in campo, nulla di trascendentale ma sulla fascia riesce a tenere alta la pressione. Da rivedere nei prossimi match, ma ora le soluzioni per mister Padalino iniziano ad arrivare.

Luca Berardocco voto 5,5
Non è al meglio della condizione, ma in alcune circostanze prova a strafare nel tocco di palla e perde dei palloni sulla tre quarti, rischiosi. Nel complesso ci si aspetta di più dal suo piede.

Dal minuto 75’ Nico Bubas voto 6,5
Decisivo il suo ingresso in campo da ex, grazie al suo guizzo conquista il calcio di rigore per fallo di Ciotti e praticamente decide la gara.

Alessandro Mastalli voto 7
Deve sacrificarsi in un ruolo non suo, gioca sempre con il coltello tra i denti, riesce a trovare il rigore decisivo, lo batte con freddezza e merita il premio di migliore in campo anche per il pericolo scampato della botta al ginocchio operato. CUORE DI CAPITANO!

Andrea Vallocchia voto 6,5
Meglio del compagno di reparto ed è tra i pochi che gioca meglio il secondo che il primo tempo, meritandosi di giocare tutto il match nonostante sia tra gli ultimi arrivati.

Francesco Golfo voto 5,5
Poco incisivo, ma si vede che tecnicamente potrebbe scompaginare il match. Sarà uno degli atleti più importanti nell’arco offensivo delle vespe.

Niccolò Romero voto 6,5
Ottimo gioco di sponda, fisico da granatiere, il goal poteva arrivare prima anche grazie alle sue giocate. Impressionante nel difendere palla, non riescono mai ad anticiparlo.

Pasquale Padalino voto 7,5
Trovare il bandolo della matassa con 13 giocatori contati da poter schierare di cui due solo per un quarto d’ora era molto complicato. Mette in campo la squadra al meglio, sorprendendo l’avversario di panca. La vittoria è anche e soprattutto merito suo.

UFFICIALE- Lega serie A: “Autorità locali non possono impedire la gara”

UFFICIALE- Lega serie A: “Autorità locali non possono impedire la gara”

La Lega serie A scende in campo e mette chiarezza tramite un comunicato ufficiale in merito alla questione Juve-Napoli. Ecco quanto leggiamo: “In relazione alla comunicazione formale ricevuta dalla SS Napoli Calcio la Lega Serie A chiarisce che il sistema di regole in vigore deve garantire massima tutela della salute per le persone coinvolte, parità di trattamento tra i vari club, nonché rispetto dei principi di lealtà sportiva. 

Nel merito è opportuno ricordare che la nota della ASL campana si è limitata a notificare il provvedimento ordinario di isolamento fiduciario nei confronti dei contatti stretti del giocatore Zielinski. Nel caso di specie, invece, si applica il Protocollo Figc concordato con il CTS e integrato dalla Circolare del Ministero della Salute lo scorso 18 giugno, che recepisce il parere del CTS n. 1220 del 12 giugno 2020, che non è stato tenuto in considerazione neanche nella mail del vice capogabinetto del Presidente della Regione Campania. 

Tale norma di ordinamento statale a carattere speciale, applicabile alla situazione del Napoli che presenta due calciatori positivi al covid-19, è la stessa utilizzata più volte nel corso della stagione per permettere, a puro titolo di esempio, al Torino di affrontare l’Atalanta, al Milan di recarsi a Crotone o al Genoa di andare a giocare al San Paolo, e oggi all’Atalanta di scendere in campo contro il Cagliari. Il protocollo prevede regole certe e non derogabili, che consentono la disputa delle partite di campionato pur in caso di positività, schierando i calciatori risultati negativi agli esami effettuati e refertati nei tempi previsti dalle autorità sanitarie. 

Il Consiglio di Lega ha inoltre approvato un preciso regolamento da adottarsi in caso di positività plurime che possono portare al rinvio gare solo al verificarsi di determinate condizioni che, al momento, non si applicano al caso del Napoli, e non sussistono provvedimenti di Autorità Statali o locali che impediscano il regolare svolgimento della partita.

La “ratio” del protocollo resta, quindi, quella di consentire la disputa di tutte le partite e conseguentemente la conclusione regolare della Serie A TIM”.

Ministro Speranza: “Juve-Napoli non si giocherà. Un po’ meno calcio, più scuola”

Ministro Speranza: “Juve-Napoli non si giocherà. Un po’ meno calcio, più scuola”

Speranza/Juve/Napoli/- Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, è intervenuto ai microfoni di “Mezz’ora in più”, su Rai 3, per rispondere ad alcune domande in merito anche alla gara che dovrebbe disputarsi questa sera tra Juventus e Napoli:E’ gia’ deciso che Juve-Napoli non si giocherà. Ma parliamo troppo di calcio, lo dico con rispetto anche nei confronti di un pezzo di economia del Paese: so che intorno al calcio ci sono interessi e tante persone che vanno rispettate. Le cose importanti in questo momento però sono altre: è il lavoro degli ospedali e dei sanitari e l’attenzione alle nostre scuole, che sono un punto fondamentale di ripartenza del Paese. Un po’ meno calcio e un po’ più scuola, se possibile. Si parla troppo di calcio e poco di scuola, sono anche io un appassionato, ma la priorità non può essere il calcio o gli stadi, ma la salute”

Giro d’Italia, 4^ tappa Catania-Villafranca Tirrena, ultima in Sicilia

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Il Giro d’Italia affronta la quarta tappa, ultima in Sicilia. Martedì 6 ottobre, si parte da Catania e si arriva a Villafranca Tirrena in provincia di Messina.

Giro d’Italia: 4^ tappa Catania-Villafranca Tirrena
Giro d’Italia: 4^ tappa Catania-Villafranca Tirrena

Ultima frazione della corsa rosa in terra siciliana

Dopo le fatiche della scalata all’Etna, il Giro d’Italia affronta la quarta tappa, ultima in Sicilia. Martedì 6 ottobre, si parte da Catania e si arriva a Villafranca Tirrena in provincia di Messina per 140 km, con una salita pedalabile a metà gara e un probabile arrivo in volata.

Il percorso

Il percorso della quarta tappa del Giro 2020, si snoda tra le province di Catania e Messina. Proprio dalla città ai piedi dell’Etna, il gruppo partirà alla volta di Villafranca Tirrena, per una frazione giudicata a bassa difficoltà.

Nel primo tratto la carovana costeggerà la costa ionica fino a Taormina, per poi deviare verso l’entroterra.

Al km 55,8 primo traguardo volante di giornata a Francavilla di Sicilia. Subito dopo inizierà l’unica salita di giornata, il G.P.M. di terza categoria di Portella Mandrazzi. Si tratta di una ascesa di 16,2 km, per arrivare a quota 1125 metri s.l.m., con una pendenza media del 4,6%.

Subito dopo la salita il percorso scende fino a raggiungere la costa tirrenica. Secondo traguardo volante a Barcellona Pozza di Gotto (km 114).

L’arrivo è ubicato sul lungomare Cristoforo Colombo di Villafranca Tirrena su un rettilineo di 850 metri, subito dopo l’ultima curva a sinistra.

Gli orari 

La quarta tappa del Giro d’Italia numero 103, in programma martedì 6 ottobre partirà alle ore 12:15 da Piazza Duomo di Catania. I corridori percorreranno, ad andatura controllata, circa 7 km prima di giungere al km 0, posto sulla SS 114, dove la corsa prenderà il via.

L’arrivo a Villafranca Tirrena sul Lungomare Cristoforo Colombo, è previsto intorno alle ore 16:00.

La crono tabella ufficiale stima una andatura tra i 38 km/h e i 42 km/h, prevedendo un arrivo tra le 15:49 e le 16:12. Il villaggio degli sponsor sarà allestito in Piazza de Curtis a Villafranca Tirrena.

Se per Villafranca Tirrena, piccolo centro del messinese di poco più di 8000 abitanti, si tratta dell’esordio come città di tappa, per Catania invece è la dodicesima volta che una frazione del giro prende il via da questa città siciliana.

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Mariella Musso

Controlli in città nella zona di via Milano e in piazza Tebaldo Brusato

Nell’ambito delle attività di controlli in Città il Comando Provinciale dei Carabinieri ha continuato a svolgere una mirata azione preventiva in numerose aeree della città.

Controlli in città nella zona di via Milano e in piazza Tebaldo Brusato

Nell’ambito delle attività di controlli in Città il Comando Provinciale dei Carabinieri, anche nella settimana appena trascorsa, ha continuato a svolgere una mirata azione preventiva in numerose aeree della città.

Specifici e mirati dispositivi sono stati realizzati mercoledì scorso nella zona di via Milano, nella fascia oraria serale – per assicurare il rispetto delle disposizioni in vigore in ambito sanitario e contrastare la criminalità diffusa – e in tutto il fine settimana nei luoghi di maggior aggregazione giovanile.

In piazza Tebaldo Brusato in particolare, i militari del Comando Provinciale, presenti anche con una Stazione Mobile e unità cinofile, sono stati affiancati da personale di rinforzo delle Squadre di Intervento Operativo provenienti dal 3° Reggimento di Milano.

Nell’ambito delle attività sono state controllate oltre 260 persone e poco più di 100 veicoli, elevate diverse contravvenzioni al codice della strada, oltre che sanzioni ai titolari di alcuni esercizi commerciali. In particolare, nella zona di via Milano, sono state elevate sanzioni per oltre 7mila euro ad un ristorante per impiego di lavoratori senza regolare contratto e carenze igieniche nella conservazione degli alimenti.

Proprio a due passi da Piazza Brusato, invece, il titolare di un locale molto frequentato dai giovanissimi è stato denunciato in stato di libertà per mancata elaborazione del DVR, con sanzione pecuniaria accessoria di circa 8mila euro. Sempre in Piazza Brusato, infine, un 25enne è stato denunciato in stato di libertà per essere stato sorpreso alla guida con un tasso alcolemico di poco superiore ad 1 g/l (massimo consentito 0,5 g/l).

Redazione Lombardia / Cristina Adriana Botis

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Rileggi LIVE – Vibonese-Juve Stabia 0-1 (43° s.t. Mastalli su rigore)

Vibonese-Juve Stabia, segui la diretta testuale del match dallo stadio “Luigi Razza” di Vibo Valentia. Vespe alla ricerca dei primi punti in campionato

Rileggi LIVE – Vibonese-Juve Stabia 0-1 (43° s.t. Mastalli su rigore)

 

45°+4 Juve Stabia vincente allo stadio “Razza” di Vibo Valentia: decisivo un rigore netto trasformato da Mastalli a pochi minuti dal termine. Una Juve Stabia finalmente convincente che merita ampiamente la vittoria e che è sembrata finalmente convincente anche sul piano della condizione fisica. Buona la condotta di gara contro una squadra molto ben organizzata in campo. Mercoledì Vespe di scena ancora fuori casa a Catania.

44° ammonito Ciotti per fallo su Della Pietra

43° rigore per la Juve Stabia: atterrato Bubas da Ciotti. Va sul dischetto Mastalli che spiazza completamente il portiere della Vibonese per il vantaggio della Juve Stabia 

30° doppia sostituzione per la Juve Stabia: esce Scaccabarozzi ed entra Garattoni, esce Berardocco ed entra Bubas.

28° bello scambio in area di rigore della Juve Stabia: da Berardi a Laaribi che da buona posizione mette alto sulla traversa

20° ammonito Romero per la Juve Stabia

18° ammonito Vallocchia per fallo su Berardi che stava ripartendo a centrocampo

10° Mastalli fallisce l’occasione più ghiotta del match: ben servito da un bel lancio di Berardocco mette alto sulla traversa da ottima posizione a pochi passi dal portiere della Vibonese

8° Golfo, servito in area di rigore da un bel lancio di Berardocco, viene toccato in ripiego da Bachini ma l’arbitro sorvola non ritenendo il tocco degno della massima punizione

3° Romero in velocità supera il suo diretto avversario e mette al centro per Golfo, anticipato dall’uscita di Mengoni

SECONDO TEMPO

45°+1 Finisce con il risultato più giusto ad occhiali il primo tempo tra Vibonese e Juve Stabia. Buona gara delle Vespe che hanno ben contrastato nella prima frazione di gioco la formazione di mister Galfano, più avanti nella preparazione. Alcune belle occasioni in attacco per le Vespe che tuttavia sono mancate nella stoccata finale. Una squadra quella di mister Padalino che ha ben giocato anche se si vede che manca ancora qualcosa nello scacchiere tattico gialloblè. Oggi la novità del modulo tattico 3-4-3 che ha prodotto un buon primo tempo per le Vespe.

40° ammonito Redolfi per fallo su Mastalli, atterrato al limite dell’area di rigore. Va al tiro Berardocco sulla punizione, palla alta sulla traversa

35° Mastalli ben innescato da Romero, entra in area di rigore e passa una palla invitante a Golfo che si fa anticipare da un avversario a pochi metri dalla porta.

32° bella azione della Juve Stabia che si sviluppa sulla destra con una discesa di Scaccabarozzi. La palla termina a Rizzo che invece di tirare da buona posizione tenta il passaggio al centro dell’area di rigore su Golfo che termina a terra leggermente toccato da un avversario. L’arbitro sorvola giustamente.

27° Rizzo va al tiro dal limite dell’area di rigore ma la palla termina sul fondo alla destra della porta difesa da Mengoni

24° Rizzo bella iniziativa sulla sinistra con cross al centro dell’area di rigore dove Romero si fa anticipare da Bachini per un soffio

16° da Tumbarello per Pugliese in area di rigore delle Vespe, salva Troest in angolo

15° Golfo dalla bandierina batte il primo angolo per la Juve Stabia, la palla arriva a Codromaz che di testa sfiora il vantaggio per le Vespe

14° punizione battuta da Berardocco sulla destra, colpisce di testa Romero e la palla sbatte sul palo esterno della porta difesa da Tomei

12° Rizzo fa tutto bene, stoppa la palla ed effettua un filtrante per Mastalli in area di rigore ma palla troppo lunga

5° Juve Stabia a sorpresa in campo con uno schieramento inedito: difesa a tre che diventa a cinque quando si difende con Scaccabarozzi a destra e Rizzo a sinistra che scendono sulla linea dei difensori a formare il quintetto di difensori. In attacco Mastalli e Golfo in appoggio alla punta centrale Romero.

PRIMO TEMPO

Juve Stabia alla prima trasferta stagionale in campionato, di scena allo stadio “Luigi Razza” di Vibo Valentia contro la formazione di mister Angelo Galfano che ha iniziato molto bene il campionato conquistando tre punti sul difficile campo del “Simonetta Lamberti” di Cava de Tirreni.

Le Vespe, che hanno ufficializzato altri 4 calciatori nel corso della settimana, vengono dalla brutta sconfitta interna con il Monopoli per 1-2 mentre i calabresi arrivano al match del “Razza” dopo la bella vittoria di Cava dove hanno messo in mostra una grande organizzazione di gioco.

Punto di forza della Vibonese è senza dubbio il reparto di centrocampo che è certamente quello meglio assortito con l’ottimo Pugliese (prodotto del settore giovanile dell’Atalanta), Ambro e Vitiello, nella posizione di centromediano metodista a fare da frangiflutti davanti alla difesa. Nella squadra di mister Galfano anche i tre ex Juve Stabia, Bachini, Redolfi e Berardi, risultati tra i migliori anche nella gara con la Cavese.

Le Vespe di mister Padalino hanno aggiunto altri 4 tasselli molto importanti alla rosa (Vallocchia a centrocampo, Garattoni in difesa, Orlando e Bubas in attacco, quest’ultimo ex della Vibonese) nel corso della settimana. Ma secondo Padalino restano ancora 5 obiettivi da raggiungere da qui al 5 ottobre: un terzino destro, un centrale difensivo, due centrocampisti fisici, e un attaccante.

Tra le fila della Juve Stabia un importantissimo recupero: quello di capitan Alessandro Mastalli, colpito duro al ginocchio destro, già operato lo scorso anno, dal centrocampista Giorno del Monopoli. Si è fermato invece l’esterno offensivo Bentivegna che è stato costretto alla sostituzione dopo soli dieci minuti di gioco disputati nel corso della ripresa nella gara di Coppa Italia a Pisa. Per lui piccola lesione al quadricipite e stop di almeno venti giorni.

La gara che si giocherà ovviamente ancora a porte chiuse sarà diretta dal sig. Cristian CUDINI della sezione di Fermo. L’assistente numero uno sarà Giorgio LAZZARONI della sezione di Udine; l’assistente numero due Thomas MINIUTTI della sezione di Maniago; quarto ufficiale: Leonardo MASTRODOMENICO della sezione di Policoro (C.A.N. D).

Di seguito le probabili formazioni del match in programma domani domenica 4 ottobre alle ore 15 allo stadio “Luigi Razza” di ViboValentia.

VIBONESE (4-3-3): Mengoni; Ciotti, Redolfi, Bachini, Mahrous; Ambro  (Spina dal 25° s.t.), Vitiello (Laaribi dal 11° s.t.), Pugliese; Berardi (Montagno dal 40° s.t.), Parigi (Plescia dal 25° s.t.), Tumbarello 

Allenatore: sig. Angelo Galfano

JUVE STABIA (3-4-3): Tomei; Codromaz, Troest, Allievi; Scaccabarozzi (Garattoni dal 30° s.t.), Berardocco (Bubas dal 30° s.t.), Vallocchia, Rizzo; Mastalli, Romero, Golfo (Della Pietra dal 38° s.t.)

Allenatore: sig. Pasquale Padalino

 

a cura di Natale Giusti

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Arrestato l’autore di una rapina in danno di un centro medico

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La Polizia di Stato di Palermo fa luce su una rapina perpetrata ai danni di un centro medico. arrestato l’autore.

La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip presso il Tribunale di Palermo, a carico di G. M., palermitano di anni 18, responsabile del reato di rapina ai danni di un centro medico.

Lo scorso 1° settembre, il giovane insieme ad altri tre soggetti allo stato ignoti, si è reso responsabile di una rapina presso il Centro di Radiologia Medica sito in via Tommaso Marcellini.

In particolare, accedendo travisato ed armato di un coltello all’interno del centro medico e minacciando i dipendenti, si impossessava di circa 2.500,00 €.

Gli autori del reato, due dei quali erano rimasti all’esterno fungendo da palo, fuggivano successivamente a bordo di due moto con targhe risultate rubate.

Le indagini sull’episodio, svolte dai poliziotti del Commissariato di P.S. “Porta Nuova”, hanno permesso di ottenere importanti riscontri investigativi in ordine alla responsabilità del malvivente.

Infatti, attraverso la visione delle immagini del sistema di videosorveglianza dello studio medico, gli agenti del Gabinetto Regionale della Polizia Scientifica hanno rilevato nel corso del sopralluogo, su una porzione di ambiente toccata da uno degli autori della rapina, delle impronte utili che al successivo controllo dattiloscopico sono risultate di G. M.

Questa circostanza corroborava il sospetto che l’autore della rapina, per le caratteristiche fisiche, potesse essere proprio il destinatario della misura, soggetto già noto agli agenti per i suoi precedenti di polizia.

Sulla scorta degli elementi raccolti e della loro inequivoca gravità indiziaria, il Gip presso il Tribunale di Palermo ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Nel corso della perquisizione effettuata presso il domicilio dell’uomo, si è tra l’altro rinvenuta una bustina contenente circa 65 grammi di marijuana, una piantina ed €. 480,00.

Pertanto, G.M. è stato altresì denunciato in stato di libertà per il reato di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.

Adduso Sebastiano

Bakayoko atterra a Roma: Gattuso riabbraccia il francese

Arrivato Bakayoko a Roma per la gioia di Gattuso

E’ atterrato da pochi minuti Tiémoué Bakayoko all’aeroporto di Roma. Come anticipato nella giornata di ieri, c’è stata una svolta nella trattativa con il Chelsea, causata probabilmente anche dalle positività riscontrate in Zielinski ed Elmas. Nel caos generato dall’incertezza riguardo la partita di stasera con la Juventus è possibile quindi registrare l’arrivo del francese tanto voluto da Gattuso, pronto a riabbracciarlo dopo la felice parentesi milanista.

Napoli: i Falchi intervengono per sventare una rapina

Notte di sangue a Napoli: un equipaggio dei Falchi è intervenuto in soccorso di tre automobilisti vittima di una rapina a mano armata da parte di due minorenni.

Napoli: i Falchi intervengono per sventare una rapina

NAPOLI- Stamattina, in via Duomo nei pressi della zona portuale, un equipaggio dei Falchi è intervenuto nel corso di una rapina a mano armata ai danni di tre automobilisti, commessa da due persone armate di pistola.

Gli agenti hanno sparato nel tentativo di sventare una rapina tra via Duomo e via Marina, nel cuore della città.

Nel corso dell”azione, uno dei due rapinatori, un 17 enne, è rimasto ucciso mentre l’altro, un 18enne, è stato arrestato. L’arma utilizzata per la rapina è stata sequestrata.

Il rapinatore, un minore, è morto e un altro è stato arrestato in un conflitto a fuoco con la Polizia.

Il giovane finito in manette è il figlio di Genny la Carogna.

La dinamica di quanto accaduto è ancora al vaglio delle autorità.

Si resta sempre perplessi al verificarsi della Morte di qualcuno.

Quando “il morto di turno” non ha nemmeno vent’anni, si resta basiti. Sapere che il 17enne viveva i suoi anni “lavorando come rapinatore” è una sconfitta per tutti.

Lo Stato e le Forze dell’Ordine fanno il proprio lavoro.

Finché però resisterà la convinzione che vivere illegalmente sia molto più proficuo, sarà difficile che il numero di casi del genere diminuisca.

 

 

Stéphanie Esposito Perna

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Il caos di Juve-Napoli: rinvio o sconfitta a tavolino?

Caos – Juve-Napoli è l’ennesimo episodio che macchia la credibilità della Serie A del Belpaese. Il Napoli non parte direzione Juventus Stadium e si scatena il caos. La partita si gioca? E se non si gioca, viene rinviata o c’è la sconfitta a tavolino?

L’evento scatenante: il focolaio Genoa

Procediamo con calma e facciamo un passo indietro. Tutto ha inizio con la partita Napoli-Genoa e la partenza dei liguri verso la Campania dopo aver scoperto la positività di alcuni calciatori in rosa (per la precisione Perin e Schöne). Tutto tace e i rossoblù giocano regolarmente la gara del “San Paolo”. Il meglio, anzi il peggio, deve ancora venire. Di lì a pochi giorni scoppia il focolaio Genoa. Positività che spuntano una dopo l’altra decimando irrimediabilmente la rosa del presidente Preziosi. Ad oggi sono addirittura 22 i calciatori del Grifone infetti. L’inevitabile conseguenza è la decisione di rinviare il match, in programma ieri alle 18, contro il Torino.

Così si insinua la paura anche tra i tesserati del Napoli che solo qualche giorno prima avevano affrontato il Genoa. Tutti i tesserati si sottopongono ai vari cicli di tamponi dai quali risultano positivi Zielinski e poi, nella giornata di ieri, anche Elmas.

L’ipotesi rinvio e le pressioni di De Laurentiis

Da qui si sviluppa la querelle sul rinvio della big match della seconda giornata di campionato. Il Napoli è preoccupato di organizzare una trasferta di un gruppo di ragazzi che è stato inevitabilmente a contatto con due infetti, quindi inizia a paventarsi la possibilità del rinvio. Secondo il Corriere della Sera, Aurelio De Laurentiis avrebbe (il condizionale è d’obbligo) addirittura esercitato pressioni sulle Autorità locali affinché avallassero l’ipotesi del rinvio.

Cosa dicono i protocolli della FIGC?

Possibilità subito bocciata dal protocollo varato dalla FIGC in collaborazione del famigerato Comitato Tecnico Scientifico lo scorso 12 giugno. Esso prevede che il positivo va in quarantena e viene seguito dall’Asl competente, mentre il resto della squadra si isola nel centro sportivo sottoponendosi all’esame del tampone a ridosso della partita con comunicazione dei risultati entro quattro ore dal match. Successivamente la FIGC ha varato una nuova circolare che prevedeva una sorta di “quarantena soft” con la possibilità di essere interrotta solo per gli allenamenti e le partite rispettando, in ogni caso, alcune misure.

Inoltre, dopo lo scoppio del focolaio genoano, la FIGC ha integrato il protocollo iniziale con una norma ulteriore seguendo le linee guida della UEFA. Essa impone alle squadre che abbiano almeno 13 elementi in rosa (tra cui un portiere) di giocare, senza ulteriori appelli. Oppure nello straordinario caso di almeno 10 positivi, la società può richiedere il rinvio del match. Tale facoltà è esercitabile un’unica volta nella stessa competizione. Quasi come se fosse semplice Challenge del Volley.

L’appiglio del Napoli

Nella delibera della Lega però c’è una postilla fondamentale ed è proprio a quello l’appiglio al quale si aggrappa il Napoli: “Fatti salvi provvedimenti delle Autorità nazionali e locali”. A questo punto entrano in gioco le ASL. La prima è l’ASL 2 Nord che risponde alla richiesta di informazione del Napoli con poche righe “contatti stretti dovranno osservare l’isolamento per 14 giorni dopo la data dell’ultima esposizione con il caso accertato. I contatti stretti posti in isolamento nel proprio domicilio, non possono lasciare il territorio nazionale”. Mentre l’ASL Napoli 1 Centro prevede l’isolamento fiduciario dei contatti stretti (quelli ad alto rischio) per 14 giorni dall’esposizione al contagio. In questo caso si cita anche la circolare della FIGC. Questo rinvio viene interpretato in due modi: il primo ritiene che l’Asl non voglia applicare la deroga concessa al calcio della quarantena soft, mentre l’interpretazione della Lega è che sia stato proprio il club partenopeo a non voler sfruttare la suddetta deroga. A differenza di altre squadre che avevano isolato i “positivi” e disputato regolarmente il proprio incontro.

L’ultimo scambio di mail è tra il Napoli ed il vice capo Gabinetto della Regine Campania. La risposta arriva alle 18.25 e stavolta non cita la famosa circolare del protocollo. Si chiarisce che per i “contatti stretti di persone risultate positive al Covid-19 il regime di isolamento comporta l’obbligo di rimanere nel proprio domicilio, con divieto di allontanarsi per 14 giorni dall’ultimo contatto intercorso”. Fatto sta che il pullman del Napoli non raggiungerà mai l’aeroporto di Capodichino e la squadra resta “prigioniera” a Napoli.

Gli scenari possibili

Gli scenari che possono profilarsi sono diversi e clamorosi. Il primo potrebbe prevedere la sconfitta a tavolino degli Azzurri. Affinché ci sia questo risultato si deve attendere la sentenza del Giudice Sportivo. Altra ipotesi è il tanto agognato rinvio con data da decidere rispettando anche gli altri impegni stagionali.

Intanto il Governo monitora la situazione da lontano. È possibile anche un clamoroso intervento dello Stato per varare un decreto che cambi la normativa, anche se le tempistiche sono davvero ristrette. Mentre la Lega, nella tarda serata di ieri, ha reso nota la propria linea: la partita resta in programma per domenica alle ore 20.45. Inoltre obiettano che la disposizione dell’Asl non può sovrastare il protocollo della Figc, redatto con il CTS ed il Ministero della Salute.

L’intervento del Consigliere della FIGC per placare il caos

Di questa mattina sono le dichiarazioni del Consigliere della FIGC Lo Monaco a Radio Kiss Kiss: “Si va verso il rinvio: la circolare del 2 ottobre della Lega Calcio parla chiaro. Il provvedimento dell’Asl è legittimo, la norma è chiara”. Ciò che è (quasi) sicuro che il Napoli non dovrebbe partire, non salire le scalette che conducono al volo in direzione Torino Caselle.

La situazione resta complicata ed estremamente ingarbugliata. I legali del Napoli sono già stati allertati e studiano tutti i documenti per scongiurare una sconfitta a tavolino che saprebbe di beffa perché collocata in un ambiente nel quale le varie Autorità – civili e sportive – sembrano perennemente in conflitto tra di loro.

“Il caos di Juve-Napoli: rinvio o sconfitta a tavolino?” A cura di Raffaele Galasso

Si va a votare come “buoi” senza poi forzosamente contare nulla

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Oggi e domani in Sicilia si va a votare in diversi comuni ma i cittadini continuiamo ovunque a rimanere forzosamente solo dei “buoi”.

(non me ne vogliano i “buoi”, il termine è solo metaforico, ho rispetto per la vita animale).

Oggi domenica 4 ottobre e domani lunedì 5 si svolgono in Sicilia le elezioni amministrative in 62 Comuni.

Avendo l’Isola, come da Statuto speciale, l’autonomia decisionale in materia di Enti locali, il Governo di centrodestra del Presidente della Regione, Nello Musumeci, ha fissato diversamente i predetti due giorni per le elezioni comunali (ovviamente con maggiori costi tanto poi pagano poi da sempre i cittadini-buoi-contribuenti) per la tornata elettorale, rispetto a quanto disposto dal Governo nazionale Conte2 (giallo-rosso: m5s, Pd, Leu, Iv) che invece nella Penisola le ha fatto coincidere con il referendum del 20 e 21 settembre sul taglio dei parlamentari in cui ha vinto il SI (sperando che almeno questo “SI” venga poi onorato nei Palazzi parlamentari e istituzionali).

A seguito dell’emergenza Covid 19, in questa tornata elettorale le urne saranno aperte due giorni: domenica (dalle 7 alle 22) e lunedì (dalle 7 alle 14) Lo scrutinio delle schede si terrà immediatamente dopo la conclusione delle votazioni. La costituzione dell’Ufficio elettorale, nei vari seggi, è avvenuta il sabato pomeriggio.

Ogni eventuale ballottaggio è fissato per il 18 ottobre. Ad essere coinvolti dalla tornata elettorale straordinaria saranno oltre 810 mila siciliani.

L’opinione e il tema dell’articolo.

Che si vada a votare nella Penisola o nell’Isola alle amministrative, di fatto e forzosamente: il cittadino di tutta evidenza non conta nulla; se non solo per la facoltà (quanto libera ?) di eleggere i soliti o altri padroni oppure delfini/e, vecchi o nuovi, senza che poi possa realmente incidere, partecipando e controllando la locale politica per il restante quinquennio.

Da queste pagine e anche con altre attività socio-attive, specialmente in questi ultimi due anni, si sono formulate delle doviziose proposte sulla scorta di esperienze in trincea, al solo fine che si possa avere un concreto, forzoso e legittimo potere, così che si possa partecipare e controllare pragmaticamente la Cosa pubblica, ovverosia la vita del proprio Comune e quindi indirettamente, anche le Città metropolitane e Regioni, il tutto per legge e con uno strumento adeguato e modernizzato, non costoso e indirettamente di tutela civile ed esistenziale.

Le proposte erano state meditate per cercare di mettere fine al noto cancro decennale quanto altrettanto fuorviato, dell’imperante clientelismo, voto di scambio sociale, mercimonio, favoritismo, penetrazione di delinquenza e criminalità organizzata, tutti fattori che risaputamente quanto solitamente elusi, specialmente dalle passerelle, congressi, eventi, manifestazioni, discorsi di fine anno e dalle innumerevoli pletore di codazzi, squillo (uomini e donne) e menestrelli che nel nostrano contesto: pubblico-politico-sociale italiano e siciliano, ci dirottano e per questo vengono parimenti mantenuti e incrementati con i soldi pubblici dalle rispettive mendaci forze politiche di appartenenza).

Sinteticamente alcune proposte.

1) Tagliare “l’acqua” alla base. Abbattere la corruzione nei Comuni ed Enti vari. Per fare questo si dovrebbero ripristinare gli organi di controllo (come il Co.Re.Co, Comitato regionale di controllo e la Commissione Provinciale di controllo) ma con criteri inoppugnabili di rotazione (questa misconosciuta nella Nazione) e composti con anche nuove figure, quali un Magistrato (peraltro già a suo tempo previsto dalla norma ma sempre surrogato da avvocati che sono più “avvicinabili”) e tre ufficiali, rispettivamente della Guardia di Finanza, Polizia e Carabinieri, però tutti quanto meno provenienti da regioni diverse e neppure limitrofe a quella in cui opererebbero. Una riassuntiva cronistoria su questo strumento: Sull’onda di fine anni ’90, con la premeditata propaganda del federalismo e decentramento, fu varata la riforma del Titolo V della Costituzione che è entrata in vigore l’8 novembre 2001 dopo un lungo iter normativo. Il Senato, con deliberazione adottata l’8 Marzo 2001 (Governo Amato II) ha approvato la Legge Costituzionale n. 3/2001, cosiddetta riforma Titolo V della Costituzione, artt. 114–132, con cui si disciplinano le autonomie locali. All’epoca, si giunse all’approvazione con una maggioranza inferiore a quella richiesta (maggioranza qualificata dei due terzi dei membri delle Camere) e per questo tale legge è stata sottoposta a referendum confermativo il 7 ottobre 2001 (Governo Berlusconi 2), il quale si è concluso con esito favorevole (noi cittadini comuni siamo troppo baravi con la nostra, preordinata dallo Stato, insipienza scolastica a darci zappate sui piedi) all’approvazione della legge con il 64% dei votanti che si è espresso per il SI, così entrando in vigore il mese successivo. Nessuno da quel momento ha controllato più le delibere e gli atti dei Comuni e degli Enti. In una intervista del 2018 (e ancora prima nel 2016 nel corso della presentazione del suo libro “Padrini e Padroni” che si era tenuta alla Procura di Enna alla presenza del procuratore Massimo Palmeri e del massmediologo Klaus Daviche) il Procuratore Capo di Catanzaro dr. Gratteri, individuava in ciò uno dei motivi per cui i Comuni sono spesso in mano alla corruzione e alla criminalità <<La riforma Bassanini è stata un grande, anche se involontario, favore alle mafie, perché ha tolto il CORECO (Comitato Regionale di Controllo). Un sindaco solo davanti al mafioso che va lì e gli dice «No questa delibera deve passare.» il primo cittadino cosa risponde «Guarda che è inutile che la facciamo perché tanto il CORECO la boccia». Oggi non c’è nemmeno quello”. Ha dichiarato Gratteri in un’altra fase dell’incontro “Quando il capomafia concorre a votare il sindaco, perché la cosa terribile per i politici solo le ultime 48 ore quando hanno paura di non essere eletti, fanno patti con il diavolo. Bisognerebbe incatenare i candidati gli ultimi tre giorni per non farli andare nelle case dei capimafia. Oggi rispetto a venti anni fa sono loro che vanno a casa dei mafiosi a chiedere pacchetti di voti in cambio di appalti perché la mafia è più credibile di loro. Trenta quaranta anni fa era il contrario: era il boss che andava dal politico a chiedere il posto per la nuora, o di non far fare la leva al figlio”.

Occorre quindi urgente questo Organo amministrativo intermedio, tra la società e il Tar, che esamini le delibere, determine, ecc. degli Enti e al quale (assumendosene le responsabilità nel caso di dichiarazioni mendaci) il cittadino o il consigliere di minoranza possa segnalare in modo celere, non costoso e semplice, le note storture in tanti Enti.

2) La legge 97/2016 e successive integrazioni e modificazioni sulla trasparenza della Pubblica Amministrazione, che in buona parte è una discreta norma, ma di tutta evidenza deliberatamente inefficace, in quanto sostanzialmente solo propositiva e pertanto incompleta poiché non contempla pene e sanzioni. Mancano infatti le immediate conseguenze a carico dell’amministrazione inadempiente quando opaca se non anche omertosa e reticente. Il comune cittadino infatti, dopo che ha messo in luce le locali irregolarità, non può e non dovrebbe, in una Nazione civile, democratica e repubblicana, doversi esporre a costosi ricorsi e spese legali, oltre a diverse conseguenze a cui potrebbe andare incontro con anche ritorsioni trasversali verso la propria famiglia.

3) Va abolito il limite dei 15 mila abitanti previsto dall’art. 13 del d.lgs. 97/2016 per cui i rispettivi amministratori non devono rendere noti i loro redditi e quelli dei propri parenti diretti (una norma che favorisce anche la mafia). A seguito infatti del decreto legislativo 25 maggio 2016, n. 97 «Revisione esemplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza, correttivo della legge 6 novembre 2012, n. 190 e del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, ai sensi dell’articolo 7 della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche», l’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) nell’adunanza dell’8 marzo 2017 ha approvato in via definitiva la delibera n. 241 «Linee guida recanti indicazioni sull’attuazione dell’art. 14 del d.lgs. 33/2013 «Obblighi di pubblicazione concernenti i titolari di incarichi politici, di amministrazione, di direzione o di governo e i titolari di incarichi dirigenziali» come modificato dall’art. 13 del d.lgs. 97/2016» che ne dispone la pubblicazione sul sito istituzionale dell’ANAC e sulla Gazzetta Ufficiale e in cui si dice “Comuni con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti … nei comuni con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti, i titolari di incarichi politici, nonché i loro coniugi non separati e parenti entro il secondo grado non sono tenuti alla pubblicazione dei dati di cui all’art. 14, co. 1, lett. f), ovverosia dichiarazioni reddituali e patrimoniali.

4) Associazionismo preda del clientelismo. Una recente norma obbliga tutte le forme associative che ricevono contributi pubblici di divulgare su un sito aperto, pertanto non chiuso ai soli iscritti, tutte le rispettive informazioni sui fondi ricevuti. La legge n.124 del 4 agosto 2017, ai commi 125 e 129, fa infatti obbligo di trasparenza sui contributi percepiti. Ed entro il 28 febbraio del 2018 e successivamente ogni anno, tutte le associazioni, onlus e fondazioni destinatarie nell’anno precedente di contributi superiori a 10mila euro erogati da Amministrazioni pubbliche e da società partecipate, hanno l’obbligo di pubblicare sui siti web le informazioni relative a sovvenzioni, contributi, incarichi retribuiti e a vantaggi economici di qualunque genere ricevuti l’anno precedente. L’inosservanza dell’obbligo comporta la restituzione delle somme ai soggetti eroganti. Sono conseguentemente esonerati da tale obbligo le Associazioni che ricevono – sovvenzioni, contributi, incarichi retribuiti e vantaggi economici – inferiori a 10mila euro. Nessuno pare neanche rispettare questa norma. E non solo andrebbe fatta applicare, ma anche si deve e sollecitamente in tutta Italia, ridurre l’importo fissato, dai dieci mila ad almeno 1000 euro, anzi meglio 500, l’obbligo, per qualsiasi associazione che riceve fondi pubblici, di rendicontare pubblicamente su un proprio sito o pagina Facebook. E nel caso di inadempienza, non solo comminare la restituzione delle somme, ma anche escludere l’associazione e similare, da ogni futuro rapporto con il sistema pubblico. Così certa trasversale clientelare politica perderebbe di certo parte del consenso di tutta evidenza comprato con i soldi dei contribuenti mistificato da contributi, stante che notoriamente molto associazionismo sono forme implicite di distribuzione di soldi pubblici per finanziare politici, liste elettorali, partiti e rispettivi seguiti. Si distingue in Italia per trasparenza nell’associazionismo solo il Veneto, nella cui Regione le Organizzazioni di Volontariato (L. 266/91) e le Associazioni di Promozione Sociale (L. 383/00) ed iscritte al Registro Regionale sono sempre tenute, sulla base della L.R. n. 30 del 30 dicembre 2016, a pubblicizzare i contributi ricevuti da Enti pubblici, indipendentemente dal loro importo. All’obbligo si assolve nel Veneto, compilando un apposito schema e attraverso la sua pubblicazione sul rispettivo sito internet dell’associazione, onlus, ecc.

È stato tutto vano.

La non trasformazione in norme efficaci e certe delle sopra elencate proposte, riteniamo, permette una costante rigenerazione, specialmente a partire dal basso così rafforzando l’alto, della trasversale collettrice umana di uomini e donne che ci ammorbano, contaminando da sempre ed ogni giorno di più la restante società, grazie pure alla velata (e neanche tanto) sparsa compiacenza e connivenza dei vari Governi, Parlamenti, Giurisprudenza, ecc.

Sicché nessuno pare volere che il cittadino possa forzosamente impicciarsi della Cosa pubblica, evidentemente ritenuta dalla trasversale politica e dalle istituzioni “cosa nostra”.

L’Italia e la Sicilia appaiono ormai in modo lampante e in maggioranza, eticamente subdole nel sistema pubblico-politico. Regna visibile una interiore e di fatto corruzione generalizzata, insieme anche a tanta omertà, spesso pure dovuta ad obbligato silenzio per “quieto vivere” per se e la propria famiglia.

Inoltre c’è tanto preordinato benaltrismo specialmente con l’effimera parola “cultura” da sempre buona in tutte le varie occasioni pubbliche per blaterare di tutto e di altro che non sia il quotidiano e palese vero dei nostri tempi.

La Penisola e l’Isola, a detta (ufficiosamente) di tutti, stanno divenendo sempre più ipocrite e retoriche; nei governi, parlamenti, palazzi, istituzioni, burocrazia, ordini professionali, associazioni di categoria, ecc.

Dagli scranni più alti fino all’ultimo sgabello, il sistema pubblico-politico appare da anni solo auto-referente, teatrante, tronfio, ingordo e sprezzante nonché pure concussionario e prepotente . Il raggiungimento di fini e interessi comuni è ormai divenuto da tempo solo uno slogan per allodole.

Adduso Sebastiano

Oggi e domani in Sicilia si va a votare in diversi comuni

Promozione-Lacco Ameno che peccato, il Chiaiano acciuffa il pareggio

I lacchesi vengono beffati nel finale da Ramaglia nonostante la superiorità numerica in campo per l’espulsione di Manco

Simone Vicidomini– Il Lacco Ameno sfiora davvero il colpaccio a San Pietro A Patierno contro il Plajanum. I rossoneri nonostante le tante defezioni in rosa (Riccio e Muscariello out con Iovene e Matarese non ancora al meglio della condizione) se la sono giocata ad armi pari, passando anche in vantaggio alla fine del primo tempo con Filosa, per poi nella ripresa sfiorare clamorosamente il gol con Anthony Di Meglio che avrebbe messo il risultato in cassaforte. I padroni di casa, nonostante l’inferiorità numerica per via dell’espulsione di Manco, sono comunque riusciti a trovare il pareggio su una situazione di palla inattiva,complice anche un po’ la fortuna. Il calcio è fatto di episodi e anche tanta fortuna. Quel che conta è che la squadra di Iervolino ha fatto vedere davvero di essere in forma, nonostante si stiano allenando al “Monti” di Casamicciola campo molto piccolo rispetto a al Patalano di Lacco Ameno, con la speranza che si ritorni a giocare lì già nella prossima partita quando arriverà sull’isola il quotato Rione Terra.

La Partita- Il Lacco tesse le sue trame e crea problemi alla mediana chiaianese che fa fatica a impostare azioni offensive degne di nota. Filosa da fuori al 10’ chiama il portiere Di Napoli al difficile intervento. Molta circolazione di palla, tanti cross da parte del Lacco, soprattutto con Cantelli cerca sistematicamente Di Meglio, il quale sul palo lontano arriva due volte con un po’ di ritardo sul pallone. I chiaianesi cercano la palla lunga, non impensierendo mai Fluido. Al 43’ Lacco in vantaggio. Lancio di Ragosta per Filosa sulla fascia, un difensore devia la sfera che ritorna in possesso dell’attaccante che si presenta solo davanti al portiere, trafitto con un destro nell’angolo alla sua destra.

Nella ripresa il Plajanum avanza il baricentro. Mister De Falco rinfoltisce il reparto avanzato ma la coperta diventa corta e i locali rischiano tantissimo. Al 10’ Di Meglio, su assist di Filosa, scatta sul filo del fuorigioco, è solissimo ma calcia addosso al portiere in uscita. Che peccato! Il Plajanum prova a impegnare Fluido che però si disimpegna bene in occasione delle conclusioni da media e lunga distanza. Manco al 25’ colpisce la parte alta della traversa con un tiro da fuori area. Di rimessa, il Lacco ha un paio di opportunità per far male ma si perde sulla trequarti. Il Plajanum perde Manco per doppia ammonizione ma riesce a trovare il pareggio a dieci minuti dalla fine. Rimessa laterale lunga, pallone in area messo fuori da Ragosta: cross dalla destra che viene colpito di testa da Ramaglia, la sfera carambola sulla spalla di Monti e per Fluido non c’è nulla da fare. Nei minuti finali, Iervolino gioca la carta Matarese, che prende il posto di uno stremato Cantelli, ma Micallo e compagni con l’uomo in meno riescono a conservare il pareggio.

PLAJANUM CHIAIANO: Di Napoli, Basile (28’ st Abate), Pezzella, Cirino, Micallo, Imbriaco, Adamo (20’ st Madonna), Chianese (15’ st Milo), Ramaglia, Manco, Lettera. (In panchina Pacia, Andreozzi, Annunziata, Sgueglia, Esposito R., Palumbo). All. De Falco.

LACCO AMENO: Fluido, Errichiello, Capuano G., Ragosta, Monti, Barile, Tessitore, Iacono, Cantelli (38’ st Matarese), Filosa (21’ st Verde), Di Meglio A. (27’ st Formisano). (In panchina Romano G., Barr, Palomba, Iovene, Romano M., Esposito N.). All. Iervolino.

ARBITRO: Grasso di Torre Annunziata (ass. Catalano di Napoli e Sirico di Torre del Greco).

MARCATORI: 43’ p.t Filosa (L), 35’ st Ramaglia (P).

NOTE: espulso Manco al 25’ s.t. per doppia ammonizione.

 

Udinese Roma 0-1|Tre punti con fatica, grazie a una magia di Pedro

Tre punti alla Roma, decide Pedro. La prima vittoria in campionato per Fonseca.

Tre punti alla Roma, decide Pedro. La prima vittoria in campionato per Fonseca

di Maria D’Auria

Roma- Termina con la vittoria dei giallorossi, al Dacia Arena, la gara tra Udinese e As Roma, valevole per la terza giornata di campionato. Due squadre a caccia del primo successo stagionale, con la Roma ferma ad un punto dopo 2 pareggi (una sconfitta a tavolino con il Verona e 2-2 con la Juventus) e l’Udinese a secco di gol.

Primo tempo

Gara accesa tra Udinese e Roma nell’anticipo serale.

Dal primo minuto è la Roma a manovrare la gara. La prima palla gol per gli uomini di Fonseca arriva al 15’: Santon cambia gioco per Spinazzola, cross basso intercettato da Pereyra che ferma Pellegrini, pronto al tap-in da due passi dalla porta.

Al 19’ colpo di testa di Pedro, la palla finisce tra le braccia del portiere.

Un minuto dopo gran parata di Mirante: sugli sviluppi del corner, arriva un sinistro violento di Lasagna dai 20 metri, il portiere giallorosso respinge con i pugni.

Al 27’ traversone di Spinazzola, Spinazzola stacca di testa ma la palla sorvola oltre la traversa. Buon possesso palla per gli ospiti, mentre i bianconeri rimangono abbottonati nella propria metà campo.

Al 43’ scatto di Lasagna che impegna Mirante, bravo a chiudere lo specchio. Insiste Pereyra, brividi per il portiere giallorosso, intervento prezioso di Mancini che salva sulla linea.

Il primo tempo è  della Roma, i padroni di casa azzardano solo qualche timida reazione.

Nel secondo tempo l’Udinese prova a ripartire con maggiore incisività, ma nonostante metta in campo tante azioni,  non riesce a concretizzare.

Al 48’ occasione per la Roma: Pedro piazza il sinistro dal limite, deviazione di Pellegrini che spiazza Musso ma la palla finisce alta.

Al 55’ una prodezza di Pereira sblocca il risultato: palo gol per lo spagnolo, palla imprendibile per Musso, Roma in vantaggio.

Al 60’ gol annullato per la Roma. Triangolo di prima Pedro-Dzeko-Mkhitaryan, l’armeno insacca in posizione irregolare.

La Roma soffre nel finale, subisce la carica dell’Udinese alla ricerca del pareggio.

Al 68’ Mirante si supera su Lasagna e sul tap-in di Forestiero vicino al pareggio.

Insistono i bianconeri con Okaka che prova la conclusione con un destro violento ma impreciso, la palla termina di un soffio fuori, a fil di palo.

Al 71’ è ancora Udinese. I bianconeri si mantengono in pressione, calcia Ouwejan dai 20 metri, il suo sinistro esce fuori di poco. Infine Molina, scarica un destro pericolosissimo, miracolo di Mirante che riesce ad alzare sopra la traversa. Reazione lodevole dei bianconeri che si divorano l’impossibile e rimanendo l’unica squadra in campionato senza gol e a zero punti, nonostante i molteplici tiri totalizzati in questa gara.

L’arbitro concede 4 minuti di recupero. Il fischio finale decreta la vittoria della Roma dove si evidenzia una buona prestazione di Spinazzola, Veretout e Pedro.

Al termine della gara, soddisfatto Fonseca per la vittoria, ma consapevole delle difficoltà che ha incontrato la sua squadra per mantenere il vantaggio.

L’Udinese è sempre stata pericolosa- dichiara-. Siamo stati meno aggressivi lasciando uscire gli avversari. Abbiamo avuto buone occasioni nel primo tempo e nella ripresa siamo stati bravi a difendere il risultato, ma è stata una partita difficile”.

Sugli errori in fase conclusiva, afferma: “Non siamo una squadra molto offensiva, sbagliamo nell’ultimo passaggio, ma l’Udinese ha un gioco molto lungo. Dobbiamo pressare di più per le prossime partire e giocare per vincere”.

FORMAZIONI

Udinese (3-5-2): 1 Musso; 50 Becao, 87 De Maio, 3 Samir; 18 Ter Avest, 22 Arslan, 10 De Paul, 5 Ouwejan, 37 Pereyra; 15 Lasagna, 7 Okaka.

Allenatore Gotti.

ROMA (3-4-2-1): 83 Mirante; 23 Mancini, 3 Ibanez, 24 Kumbulla; 18 Santon, 7 Pellegrini, 17 Veretout, 37 Spinazzola; 11 Pedro, 77 Mkhitaryan; 9 Dzeko.

Allenatore: Fonseca.

Vibonese vs Juve Stabia, in diretta su ViViRadioWeb dalle 15:00

Segui Vibonese vs Juve Stabia su ViViRadioWeb

ViViCentro.it anche per la seconda gara del campionato di Serie C delle 15:00 di domenica 04 ottobre 2020 che vedrà la Juve Stabia far visita alla Vibonese vi propone la diretta audio del match.

Aggiornamenti quindi sull’andamento della gara per chi si collegherà, una possibilità in più per seguire questo secondo appuntamento del campionato di Serie C 2020-201.

Le Vespe, che hanno ufficializzato altri 4 calciatori nel corso della settimana, vengono dalla brutta (per il morale) sconfitta interna con il Monopoli per 1-2 mentre i calabresi arrivano al match del “Razza” dopo la bella vittoria di Cava dove hanno messo in mostra una grande organizzazione di gioco.

A partire dalle 15:00 ci saranno Mario Di Capua, Mario Vollono, Giovanni Donnarumma e Natale Giusti che vi faranno provare le emozioni della gara del Luigi Razza.

Per ascoltare ViViRadioWEB CANALE 1 è possibile farlo in diversi modi:

collegandosi al sito https://vivicentro.it/viviradioweb/

scaricando l’app gratuita Tune In Radio

Android ( https://play.google.com/store/apps/details?id=tunein.player&hl=it );

IPhone ( https://itunes.apple.com/it/app/tunein-radio/id418987775?mt=8 );

cercando poi ViViRadioWEB tra le radio disponibili.

Di seguito le probabili formazioni che scenderanno in campo per le due squadre nella gara che è la prima di campionato del girone C di Serie C e sarà diretta dal sig. Cristian CUDINI della sezione di Fermo. L’assistente numero uno sarà Giorgio LAZZARONI della sezione di Udine; l’assistente numero due Thomas MINIUTTI della sezione di Maniago; quarto ufficiale: Leonardo MASTRODOMENICO della sezione di Policoro (C.A.N. D).

Probabili formazioni

VIBONESE (4-3-3): Mengoni; Mattei, Redolfi, Bachini, Mahrous; Ambro, Vitiello, Pugliese; Berardi, Parigi, Tumbarello (Plescia)

Allenatore: sig. Angelo Galfano

JUVE STABIA (4-3-3): Tomei; Garattoni, Troest, Allievi, Rizzo; Scaccabarozzi, Berardocco, Mastalli (Vallocchia); Bubas, Romero, Golfo

Allenatore: sig. Pasquale Padalino

Allora buon ascolto e forza Juve Stabia!

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Scafati, il Sindaco ammonisce i cittadini: “Abbiamo 62 positivi, serve maturità e collaborazione”

Scafati, il Sindaco ammonisce i cittadini: “Abbiamo 62 positivi, serve maturità e collaborazione. Dobbiamo invertire la rotta per non tornare in lockdown”

Il Sindaco di Scafati, Cristoforo Salvati, ha rivolto un nuovo appello ai propri concittadini, chiedendo loro di rispettare le misure Anti-Covid e di mantenere un comportamento maturo in questa delicata fase che sta vivendo l’intera Regione.

“Girando oggi pomeriggio per la nostra città, devo rilevare con sommo rammarico che tanti di voi non rispettano le regole anticovid e non possiamo relegare il nostro senso civico solo ai controlli delle forze dell’ordine che ringrazio per il lavoro che svolgono.”  spiega il primo cittadino scafatese.
Ad oggi abbiamo 62 positivi. Un dato preoccupante che deve farci invertire la rotta se non vogliamo avere una nuova fase di lockdown. Chiedo massima maturità e spirito di collaborazione per la tutela della salute collettiva.”
COVID-19, IL BOLLETTINO ORDINARIO DELL’UNITÀ DI CRISI DELLA REGIONE CAMPANIA 
Questo il bollettino di oggi (03/10):
Positivi del giorno: 401
Tamponi del giorno: 7.498
Totale positivi: 13.925
Totale tamponi: 620.282
Deceduti del giorno: 1
Totale deceduti: 465
Guariti del giorno: 103
Totale guariti: 6.418

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Probabili formazioni Lazio-Inter uno dei big match di giornata

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Probabili formazioni Lazio – Inter: quello che c’è da sapere sul big match dell’Olimpico.

Va in scena a Roma la partita tra biancocelesti e nerazzurri, valida per terza giornata di Serie A Tim. L’Inter in vantaggio nei precedenti: 64 vittorie contro 38 sconfitte; 53, invece, i pareggi tra le due squadre. Ma la situazione si ribalta quando si gioca all’Olimpico, con la Lazio che ha vinto 27 partite contro le 22 della formazione meneghina.

L’Inter domani proverà a restare imbattuta contro una Lazio che tra le mura amiche vorrà conquistare i tre punti.

Lazio

Inzaghi, dopo la sconfitta in casa contro l’Atalanta, vuole tornare a vincere. In campo, l’ormai consueto 3-5-2, con Strakosha tra i pali; in difesa, Bastos, a sostituire un acciaccato Radu, insieme a Patric e Acerbi. Per l’attacco, ancora dubbi su Correa: al fianco di Immobile dovrebbe giocare Caicedo, in gol contro i bergamaschi nell’ultimo match. La linea di centrocampo è quella già vista in questo inizio di campionato, con Marusic e Lazzari sulle fasce, Milinkovic-Savic, Leiva e Luis Alberto sulla mediana.

Probabile formazione(3-5-2)
Strakosha; Patric, Acerbi, Bastos; Lazzari, Milinkovic-Savic, Leiva, Luis Alberto, Marusic; Caicedo, Immobile.

Inter

Dopo le vittorie contro Fiorentina e Benevento, Conte ha dichiarato di essersi divertito nel vedere giocare la sua squadra. L’Inter entrerà in campo con un 3-5-2, che può trasformarsi in 3-4-1-2 a partita in corso. Skriniar, De Vrij e Bastoni difenderanno la porta di Handanovic; in attacco, invece, torna titolare la coppia Lukaku-Lautaro. Qualche grattacapo ancora da risolvere per il centrocampo: Hakimi e Kolarov dovrebbero partire dal 1′, con Barella e Sensi titolari; Vidal, che si è allenato, è disponibile per il match di domani e dovrebbe giocare. Qualora Conte decidesse di non schierarlo, è pronto Gagliardini, mentre Eriksen dovrebbe iniziare dalla panchina.

Probabile formazione(3-5-2)
Handanovic; Skriniar, De Vrij, Bastoni; Hakimi, Barella, Vidal, Sensi, Kolarov; Lautaro, Lukaku.

A cura di Claudio Savino

Un magrebino al grido di “Allah Akbar” ha sfondato la porta della chiesa

Un giovane magrebino ha sfondato la porta della chiesa e del convento Cuore di Gesù, nel centro storico di Mazara del Vallo (TP).

Al grido di “Allah Akbar”, ha sfondato la porta d’ingresso della chiesa e del convento Cuore di Gesù, nel centro storico di Mazara del Vallo*, comune della provincia di Trapani.

Il giovane, un magrebino di 25 anni, seminudo e pare ubriaco, ha messo pure a soqquadro alcune stanze al primo piano, dove in quel momento non c’era nessuno, perché le suore stavano pranzando nel refettorio.

Poi ha gettato nell’atrio del convento una valigia e alcune carte, facendole volare da una finestra al primo piano, e infine si è nascosto.

A dare l’allarme, facendo intervenire Carabinieri e Polizia, è stato un uomo che abita di fronte al convento e che ha visto il magrebino sfondare la porta.

Nonostante il giovane si fosse nascosto le Forze dell’Ordine lo hanno trovato e fermato, portandolo via.

Le religiose, nel frattempo, spaventate, sono accorse dopo avere udito il trambusto.

Nell’immagine di copertina la chiesa e del convento Cuore di Gesù, nel centro storico di Mazara del Vallo, comune in provincia di Trapani.

Adduso Sebastiano

* Mazara del Vallo (Mazzara in siciliano) è un comune italiano di 51 365 abitanti[1] del libero consorzio comunale di Trapani, in Sicilia. Affacciato sul Mar Mediterraneo, alla foce del fiume Màzaro, dista meno di 200 km dalle coste tunisine del Nord Africa. È sede dell’omonima diocesi. Il vecchio centro storico, un tempo racchiuso dentro le mura normanne, include numerose chiese monumentali, alcune risalenti all’XI secolo. Presenta i tratti tipici dei quartieri a impianto urbanistico islamico tipico delle medine, chiamato Casbah (anche Kasbah), di cui le viuzze strette sono una specie di marchio di fabbrica.