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Il Ministro Vincenzo Spadafora annuncia sostegni anche per dicembre

Il Ministro dello Sport: <<Tutti gli impegni saranno mantenuti sebbene con qualche giorno di ritardo>>

Lo sport, soprattutto lo sport di base, è tra i settori economicamente più sostenuti in assoluto. Ho chiesto al Dipartimento anche di pubblicare le cifre totali e il numero di ASD e SSD beneficiarie dei finanziamenti, provincia per provincia. Così almeno facciamo un po’ di chiarezza! Il ministro promette che l’erogazione dei sostegni economici sarà effettuata appena possibile, sottolineando che sono in cantiere i ristori anche per il mese di dicembre, il che vuol dire che per rivedere il pallone rimbalzare su un terreno di gioco bisognerà aspettare il nuovo anno.

Praticamente questo fa cadere l’ipotesi si poter riprendere con i recuperi durante le festività natalizie,ipotesi prospettata dal Comitato Regionale Campania la scorsa settimana. Quindi morale della favola arrivederci al nuovo anno per il calcio giocato!. Le date della possibile ripresa dei campionati dilettantistici, potrebbero essere dal 24,27 e 31 gennaio per disputare almeno i recuperi non giocati con squadre che devono giocare anche due. Mentre il 7 febbraio si potrebbe scendere in campo regolarmente tutti quanti insieme. Da tener conto che ci vorranno almeno una quarantina di giorni per riprendere la giusta forma con allenamenti mirati.

Il Ministro Spadafora nelle sue ultime dichiarazioni è entrato nel dettaglio elencando quanto deliberato: “il bonus per il mese di novembre è arrivato ai 121.191 lavoratori che avevano diritto alla erogazione automatica, avendo confermato via mail i requisiti; il bonus per il mese di novembre per i 52.074 collaboratori sportivi che hanno fatto richiesta per la prima volta è in fase di erogazione. Già 5.318 sono stati pagati. Si stanno facendo gli opportuni controlli, per scongiurare il rischio di frodi;

Il bonus di giugno è stato pagato a tutti coloro che avevano una incongruenza con l’Agenzia delle Entrate. Alle stesse persone è stata anche inviata la email di conferma dei requisiti per poterlo ricevere per il mese di novembre;per gli altri casi irrisolti del mese di giugno ho chiesto numerose volte alla società Sport e Salute, che è in grave ritardo, di dare una risposta chiara e definitiva.

Spadafora poi elenca le contribuzioni previste per dicembre, confermando che la ripresa slitterà al nuovo anno. “Veniamo a dicembre! Ieri in Consiglio dei Ministri abbiamo approvato il bonus di 800 euro per dicembre. Mi auguro davvero che sia l’ultimo necessario e che da gennaio si possa ripartire con le attività! Stesse modalità di sempre: a chi lo ha già ricevuto una volta (vale anche per chi lo riceverà solo a novembre) il bonus sarà erogato in automatico, confermando i requisiti alla solita email che nei prossimi giorni vi invierà Sport e Salute.

Dal 2 al 7 dicembre sarà invece possibile effettuare la domanda per il bonus per coloro che ne fanno richiesta per la prima volta. Giusto per ricapitolare, da marzo a dicembre, per i collaboratori sportivi, che per le norme vigenti non avrebbero avuto diritto ad alcun tipo di sostegno, sono stati stanziati dal Governo 641 milioni di euro per centinaia di migliaia di lavoratori.  Nel prossimo post vi aggiornerò in dettaglio sul fondo perduto, anticipandovi che stiamo procedendo all’erogazione”.

Sorrento, arrestato 32enne napoletano per truffa ai danni di un anziano

Sorrento, arrestato 32enne napoletano, gravemente indiziato del reato di truffa ai danni di una persona anziana commesso il 2 settembre 2020.

Sorrento, arrestato 32enne napoletano per truffa ai danni di un anziano

Nella serata del 1 dicembre 2020 personale della Stazione Carabinieri di Sorrento, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta di questa Procura della Repubblica, ha tratto in arresto un 32enne napoletano, gravemente indiziato del reato di truffa ai danni di una persona anziana commesso in Sorrento il 2 settembre 2020. Le indagini, protrattesi per circa due mesi, hanno avuto origine dalla denuncia sporta da una donna 65enne di Sorrento, la quale, nella tarda mattinata del 2 settembre 2020, aveva ricevuto diverse telefonate durante le quali gli interlocutori l’avevano indotta in errore, simulando una situazione di pericolo incombente sulla figlia, e paventando la soluzione del problema previa corresponsione di 15.000 euro in contanti. La vittima, tratta in inganno, aveva consegnato il denaro richiesto e altri oggetti preziosi alla persona poi arrestata.

Le investigazioni, svolte dai Carabinieri sotto il costante coordinamento di questa Procura della Repubblica, hanno consentito la ricostruzione dei fatti e l’identificazione del destinatario della misura cautelare quale uno degli autori della truffa.

L’arrestato, dopo le formalità di rito, è stato associato.

Lorenza Sabatino

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Alcuni altri articoli di cronaca campana presenti nei nostri archivi:

Acerra (NA): esecuzione di 5 ordinanze di custodia cautelare (VIDEO)

Acerra (NA): Carabinieri eseguono 5 ordinanze di custodia cautelare. Colpita un’associazione dedita all’usura in seguito all’omicidio di “o’ cammurristiello”.

Acerra (NA): esecuzione di 5 ordinanze di custodia cautelare (VIDEO)

Nella mattinata odierna i militari del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna (NA) hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 5 indagati (3 in carcere e 2 agli arresti domiciliari) poiché gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione per delinquere, usura, estorsione e detenzione illegale di armi da fuoco, reati aggravati dalle modalità mafiose.

L’indagine, condotta dal citato Nucleo Investigativo e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, è stata avviata a seguito dell’omicidio di Mariniello Vincenzo, alias “o’ cammurristiello”,  capo dell’omonimo clan, operante in Acerra e comuni limitrofi, avvenuto ad Acerra (NA) il 17 febbraio 2019, i cui autori ad oggi non sono stati individuati.

Nel corso delle investigazioni sono stati identificati il vertice e i collaboratori di un gruppo criminale dedito principalmente all’usura, nonché alcune delle vittime di usura/estorsione, tra cui due artigiani. Inoltre, è stato accertato il tasso usuraio applicato dal sodalizio, che variava dall’8% al 120% mensile;

Inoltre, è emerso che lo stesso Mariniello Vincenzo era stato fruitore di un prestito da parte di uno suo sodale, arrestato con l’operazione odierna, a seguito del quale ne sarebbero derivate frizioni interne al clan.

Infine, si è documentato che il suocero del citato capo clan e un esponente di spicco del clan Di Buono di Acerra avevano la disponibilità di due pistole.

Lorenza Sabatino

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Napoli, sequestrate 3 tonnellate di rifiuti diretti in Libia (VIDEO)

Napoli, Agenzia delle Dogane e Monopoli e Guardia di Finanza sequestrano oltre 3 tonnellate di rifiuti diretti in Libia.

Napoli, sequestrate 3 tonnellate di rifiuti diretti in Libia (VIDEO)

I funzionari dell’Ufficio delle Dogane di Napoli 2 – Sezione di Nola, insieme ai finanzieri del Gruppo della Guardia di Finanza di Nola, dopo una attenta analisi dei rischi, hanno portato a termine un’operazione di contrasto al traffico illecito di rifiuti con due distinti interventi consistenti nel sequestro di materiale in disuso, diretto in Libia e prodotti tessili usati, provenienti dalla Svizzera.

In particolare, grazie al costante monitoraggio dei flussi dei beni dichiarati “usati”, sia in import che in export, i funzionari e finanzieri di Nola, hanno individuato su un autocarro, dichiarato vuoto e destinato in Libia, 3 tonnellate tra rifiuti e materiali degradati (serbatoi, pneumatici usati), mentre in tre autocarri provenienti dalla Repubblica Elvetica, sono stati rinvenuti oltre 46 tonnellate di vestiti, scarpe ed altro materiale vario, ancora conservato nei sacchetti per rifiuti, dichiarati “oggetti da rigattiere”, senza il rispetto delle norme che disciplinano il traffico dei rifiuti.

Sono stati denunciati sia i soggetti nazionali, destinatari o promotori del traffico illecito, sia i soggetti stranieri che hanno spedito i rifiuti, nonché i trasportatori; sono stati sottoposti a sequestro anche i mezzi utilizzati.

Le operazioni confermano l’efficace sinergia tra Ufficio delle Dogane e la Guardia di Finanza nel contrasto ai traffici illeciti, a presidio dei flussi commerciali da e per l’estero, a tutela del mercato e dei liberi scambi e alla salvaguardia dell’ambiente e della salute.

Lorenza Sabatino

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Cartoon di Tom e Jerry: Il Sogno di TOM (Purr-Chance to Dream) – Primo

Costretti a stare in casa, e a tenere in casa in nostri figli, abbiamo potuto appurare ancor più che un modo per farlo nella maniera più semplice e naturale per tutti è quello di dar loro la possibilità di seguire dei Cartoon di Tom e Jerry che sono reperibili ovunque epperò non su Vivicentro: ma perché no ci siamo detti!

Ed allora ecco che abbiamo pensato di entrare anche noi tra questi “ovunque” ed abbiamo così deciso di aprire questo nuovo canale dedicato proprio ai più piccoli: un “canale con tanti Cartoni Animati” che speriamo incontreranno il loro ed il vostro favore.

Iniziamo, come già accennato, con una serie di Cartoon di Tom & Jerry (Tom and Jerry). Una serie di cortometraggi d’animazione creata nel 1940 da William Hanna e Joseph Barbera incentrata sulla rivalità tra i due protagonisti. Poi seguiranno tanti altri personaggi amati da sempre.

Ma veniamo ora a questo primo Cartoon titolato: Purr-Chance to Dream (Il Sogno di TOM).

Qui troviamo Tom che si sveglia dopo un incubo nel quale ha sognato di essere trasformato in un chiodo e inchiodato a terra da un gigantesco bulldog.

Quando vede Jerry prendere un osso, lo colpisce con un dito ma Jerry reagisce ed usa l’osso per colpirlo in testa per poi scappare andando a rifugiarsi in una cuccia gigante.

Tom lo insegue ma quando si avvicina, si ricorda del sogno e scappa terrorizzato.

Poi però vede che dall’enorme cuccia esce un piccolo bulldog per cui riprende coraggio e riparte alla caccia di Jerry che trova mentre si sta facendo un bagno all’interno della cuccia.

Tom lo agguanta ma, a quel punto ….

…. E qui mi fermo, non voglio certo rovinare la sorpresa ed il piacere di guardare il Cartoon ne ai vostri bambini ma, diciamocelo, nemmeno a voi perché, quando si tratta di Cartoon, ciascuno di noi torna a quando era bambino e così trasccorre qualche momento in piacevole relax e distrazione.

Buona visione.

Cristina Adriana Botis

Video ottenuto e ripubblicato in Common Licenza: Non commerciale - Non opere derivate - Licenza 3.0 CC BY-NC 3.0

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Borussia M. – Inter, le pagelle: Lukaku dominante; Pléa non basta

 

Inter esce vittoriosa al Borussia-Park contro il Borussia M. Chi sono i migliori e i peggiori? Lukaku è una macchina da gol; Darmian l’asso nella manica; Pléa segna una doppietta ma non basta. Per la qualificazione, si decide tutto all’ultima giornata.

Inter

Handanovic 6,5: il portiere dell’Inter nel primo tempo fa tre belle parate e nel secondo tempo è un leader nelle uscite alte.
Skriniar 6: gli attaccanti tedeschi sono ossi duri e lui va in difficoltà. Si perde Pléa in occasione del suo primo gol.
De Vrij 6,5: copre benissimo tutte le linee di passaggio ed è bravissimo in interdizione.
Bastoni 7: tanta personalità sulla spalle del classe ’99. Si prende molti rischi, ma alla fine ha sempre ragione.
Darmian 7: da quando è ai nerazzurri offre solo prestazioni di alto profilo. Nel primo tempo imbuca Sommer e segna che sblocca la partita. (dal 60′ Hakimi 6,5: entra e con la sua velocità sbaraglia la difesa tedesca. Propizia, con un assist, il secondo gol di Lukaku.
Gagliardini 6,5: altra grande prova, dopo quella contro il Sassuolo, per il centrocampista italiano. Bene nei movimenti e nel dare una mano nel possesso sulla trequarti.
Brozovic 7: rientra il campo dopo la guarigione dal Covid-19 e gioca un’ottima partita. La palla in profondità per Lukaku per il gol del 2-1 è decisiva ai fini del risultato.
Young 6: dalla sua parte, il Borussia ha vita facile e costringe Conte a sostituirlo con Perisic, nonostante il vantaggio. (dall’86’ Perisic SV)
Barella 6: corre per tutti i 90′, come sempre. La sua frenetica energia, però, spesso lo tradisce e incappa in errori.
Lautaro 6: si sbatte come un matto; ha sui suoi piedi almeno 3 occasioni importantissime, ma in due sbaglia il tempo ed è bloccato, mentre un’altra si stampa sul palo. (dal 71′ Sanchez 5,5: è geniale nel servire Hakimi sul gol del 3-1 di Lukaku, ma è sciagurato nel perdere palla a centrocampo appena un minuto dopo e il ‘Gladbach segna.)
Lukaku 8: prestazione superlativa del gigante belga. Doppietta e 3 punti portati a casa. Nel primo gol in pratica sposta di forza Zakaria e incrocia con il destro, che non è manco il piede dominante.
all.Conte 6,5: due vittorie fondamentali nelle ultime due partite. Questa di oggi porta i suoi a sperare una qualificazione che sarebbe importantissima per il proseguimento della stagione.

Borussia M’Gladbach

Sommer 5,5; Lainer 5, Ginter 5, Jantsche 6 (dal 46′ Zakaria 5), Wendt 5,5 (dal 78′ Wolf SV); Neuhaus 6, Kramer 6; Lazaro 5,5, Stindl 5,5 (dal 70′ Embolo), Thuram 6,5; Pléa 7,5. all.Rose 5. 

 

 

A cura di Claudio Savino

 

Inter, ora si può sperare: vittoria per 3-2 contro il M’Gladbach in Germania

 

Finisce 3-2 per l’Inter al Borussia-Park contro il M’Gladbach. I nerazzurri, trascinati da un super Lukaku, accorciano in classifica sugli avversari e ora possono davvero sperare nella qualificazione al turno successivo. A segno anche Darmian, mentre per i tedeschi la doppietta di Pléa non basta.

Una partita spettacolare, ma alla fine è l’Inter ad uscirne vincitrice. Ha la meglio sul M’Gladbach per 2-3, con un brivido finale, dato che alla squadra di casa viene annullato dal VAR un gol per fuorigioco all’82’. I nerazzurri vanno avanti nel primo tempo con Darmian al 17′, ma vengono riacciuffati nel minuto di recupero con Pléa. Nel secondo tempo dilaga Lukaku, che fa doppietta e porta i suoi sul 3-1. Il gol di Pléa che accorcia le distanze alla fine non basta. Inter agli ottavi se: batte lo Shaktar (a San Siro il 9 dicembre) e Real Madrid e M’Gladbach non pareggiano.

primo tempo

Il primo tempo inizia subito nel segno dell’Inter. Al 6′ la prima occasione per Lautaro, che in area calcia due volte, ma entrambe le conclusioni sono respinte da Jantsche. Al 17′, dopo un’ottima azione corale, Darmian si trova a tu per tu con Sommer e spara il pallone sotto le gambe del portiere svizzero. 0-1 Inter, che vede ora concretizzarsi l’idea Ottavi di finale. La squadra di Conte continua a spingere e al 33′ Lukaku è superbo nel superare due giocatori tedeschi e servire Lautaro; il primo tiro dell’argentino è respinto da Lainer, il secondo da Sommer in calcio d’angolo. Nel recupero di primo tempo, però, il ‘Gladbach riacciuffa la partita: su cross di Lazaro, Pléa è solo in area di rigore e incorna di testa il gol dell’1-1, che manda le squadre a riposo in parità.

secondo tempo

Secondo tempo ricco di emozioni tra Inter e ‘Gladbach. Al 73′ Lukaku combatte fisicamente con Zakaria e incrocia di destro, trovando il gol dell’1-2. Le due squadre ora si allungano e gli spazi si aprono. Ne approfitta Hakimi, dopo un lancio perfetto di Sanchez, che serve Lukaku e il belga non sbaglia. 1-3 Inter al 73′. Al 75′ Sanchez perde il possesso a metà a campo, la palla arriva a Pléa, che incrocia e segna la sua doppietta personale. I tedeschi ora cercano il pari e aumentano il ritmo, mentre i nerazzurri non riescono a chiudere la partita. All’82 arriva la doccia fredda per gli uomini di Conte: Lainer trova Pléa a rimorchio; il francese calcia di prima intenzione e fa tripletta. Il gol è macchiato, però, dal fuorigioco di Embolo, che ostruisce la visuale di Handanovic e il VAR annulla tutto. Dopo 6 interminabili minuti di recupero l’arbitro fischia la fina del match. Nel girone, resta tutto aperto per la qualificazione agli Ottavi.

 

 

A cura di Claudio Savino

 

Musumeci ripristina dopo otto anni l’Ufficio Stampa della Regione Siciliana

A otto anni dalla sua abolizione – evidenzia Musumeci – abbiamo ripristinato un Ufficio affidandolo a professionisti.

Torna a “rivivere” l’Ufficio stampa della Regione Siciliana. Sarà composto, al momento, da sei giornalisti che hanno superato il concorso bandito nell’aprile del 2019. Stamane, i professionisti Gianluca Caltanissetta, Fabio De Pasquale, Gianluca Reale, Luca Salerno, Alessandra Turrisi e Carmen Vella hanno preso servizio a Palazzo Orleans. All’insediamento ha voluto presenziare il presidente della Regione Nello Musumeci, che ha espresso ai neo assunti l’apprezzamento e l’augurio di buon lavoro.

«A otto anni dalla sua abolizione, da parte del precedente governo – evidenzia Musumeci – abbiamo ripristinato un Ufficio affidato a professionisti, come nelle altre Regioni italiane. Nel contempo, procederemo a una nuova selezione, visto che sei dei dodici posti messi a concorso, in questa tornata, non sono stati coperti per le valutazioni operate dalla commissione esaminatrice».

Per la cronaca, il “precedente governo” era quello di centrosinistra di Rosario Crocetta.

L’opinione.

Cioè, al giorno d’oggi, con tantissima Informazione: digitale, su carta, televisiva, satellitare, via cavo, antenna, ecc. e migliaia di dipendenti regionali in Sicilia, cui il 70%, a detta dello stesso Presidente della Regione Siciliana, è “inutile” (“15 Ottobre 2020 Il Presidente della Regione: il 70 per cento dei dipendenti è inutile“ e poi “1 Dicembre 2020 Premi ai direttori, dirigenti e dipendenti dal Governo di centrodestra della Regione Siciliana”) per Musumeci è necessario ripristinare l’Ufficio Stampa della Regione Siciliana. Tanto alla fine, anche per il centrodestra, pagano i buoi-contribuenti.

Adduso Sebastiano

Teatro, il Sovrintendete Scoglio: “l’arte non ha confini ed è libera”

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Teatro Vittorio Emanuele – il Sovrintendete Scoglio risponde agli artisti: “Non è vero che il Teatro non valorizza i professionisti locali, il Teatro è luogo di arte, bellezza e cultura ed è aperto a tutti, “messinesi e non”.

Dopo una lettera di 43 professionisti messinesi contro la direzione artistica, è il sovrintendente Gianfranco Scoglio a intervenire spiegando le sue posizioni. E lo fa con una lunga nota che include oltre un excursus anche una ricostruzione storica dell’ente.

“Il teatro (dal greco θέατρον, théatron, ‘luogo di pubblico spettacolo’, dal verbo θεάομαι, theàomai, ‘osservo’, ‘guardo’, la stessa radice di theoreo, da cui ‘teoria’) è un insieme di differenti discipline, che si uniscono e concretizzano l’esecuzione di un evento spettacolare dal vivo e genera la curiosità e l’interesse dello spettatore.

E’ un veicolo sociale potentissimo, perché diffonde arte, bellezza, cultura.
Anche solo entrare in un luogo come il Teatro Vittorio Emanuele regala subito un senso di bellezza.
Il Teatro più antico della Sicilia con il secondo palcoscenico più grande d’ Europa.
Il gemello del S. Carlo di Napoli (arch. Valente), almeno nella sua struttura esterna.
Questa sensazione arriva a tutti in maniera trasversale, a prescindere dal livello culturale o sociale.
Tutti possono amare la bellezza ed esserne rapiti.
Questa bellezza educa, addolcisce, aiuta anche a essere meno aggressivi, a capire la tolleranza…
O almeno così dovrebbe essere.
Ma il Teatro è anche dolore.
Distrutto dalla guerra e dagli uomini, ricostruito nella modernità, e di nuovo distrutto sotto il profilo economico con scelte troppo spesso mirate a soddisfare personalismi senza guardare al futuro.
Quando mi sono proposto per ricoprire il ruolo di Sovrintendente del nostro Teatro sono stato chiaro nell’illustrare le mie intenzioni ed il progetto di risanamento necessario per consentire all’E.A.R. di non essere posto in liquidazione ed alla Città di poter continuare a vivere questo meraviglioso ed affascinante mondo che, sotto il profilo antropologico, rappresenta l’evoluzione delle fasi della nostra vita.
Il Teatro ha pagato un prezzo altissimo ed è bene non dimenticarlo.
Nasce come lirico e sinfonico e si colloca subito tra i principali teatri Italiani in linea con l’inclinazione socio economica della Città.
Resiste al terremoto, alla guerra ma non alla mano dell’uomo.
Per ben 75 anni resta chiuso e quando ricomincia la propria attività si ritrova senza un orchestra in organico, con una società mutata e con un pubblico sempre meno interessato dall’opera e dalla sinfonica e migrato verso la vicina Catania.
Comincia, pur non essendone strutturato, a produrre prosa ed a circuitare i propri spettacoli anche se talvolta ha demandato ai privati tale attività.
Continua a dimenticarsi dell’orchestra anche quando, grazie ai 12 miliardi l’anno della Regione, poteva finalmente creare la propria orchestra e cosa assai più grave a dimenticare di essere un ente pubblico diventando uno strumento assistenziale, più o meno ovattato, per soddisfare il clientelismo politico.” Scrive il Sovrintendete Scoglio.

“Dal 2014 contestualmente alla sostanziale diminuzione dei trasferimenti regionali ed ad alcuni errori dovuti a politiche di espansione non sostenibili nel momento storico, comincia a produrre debiti su debiti.
Oggi, grazie alla nuova amministrazione regionale, i finanziamenti sono stati incrementati a quasi 4,5 milioni di euro (9 miliardi delle vecchie lire) ed alle scelte della nuova governance il Teatro ha avviato un virtuoso percorso di risanamento..
Ma 4,5 mle non hanno più il valore di acquisto di 9 miliardi di lire lo abbiamo scoperto tutti allorquando si è allargata la forbice della diseguaglianza sociale.

Parlare di cultura senza avere rispetto per il lavoro degli altri e soprattutto senza capire che è il pubblico il vero “dominus” del teatro è un esercizio accademico che serve solo ad aprire polemiche quando invece ci sarebbe necessità di intenti ed un sentire comune.
Ma purtroppo questo sembra essere lo spirito di una società sempre più indifferente ai problemi ed alle soluzioni ed affascinata dal gioco dell’individualismo e dell’egoismo.

Il Teatro da sempre è stato all’altezza della sua fama con produzioni di alto livello capaci di affascinare un numero sempre crescente di spettatori.
Purtoppo però, negli ultimi anni, il pubblico non ha premiato le precedenti Direzioni artistiche e sarebbe stato presuntuoso non prenderne atto e continuare nella stessa direzione.

Non sono stati poi affrontati i nodi strutturali che hanno rappresentato un pericolo per la stessa sopravvivenza del Teatro e non si è stati capaci di guardare ai giovani e di interpretarne i gusti.
Solo grazie ai Direttori Artistici Matteo Pappalardo e Simona Celi vi è stata un inversione di tendenza ed un nuovo inizio.”Continua Scoglio.

“Il Sovrintendente del Teatro è la figura centrale del progetto artistico culturale.
Egli deve far sì che le scelte della Direzione Artistica siano compatibili con le risorse dell’Ente e presentare al Consiglio di Amministrazione una programmazione sostenibile ed un offerta culturale capace di incuriosire e coinvolgere gli spettatori.
Per quanto riguarda il settore della prosa, al quale sembra siano rivolte le intolleranti censure di persone che, a vario titolo, sono state, in passato, protagoniste delle scelte artistiche dell’Ente, i risultati parlano da soli. Simona Celi, direttore artistico di rara sensibilità e preparazione culturale e professionale, è riuscita a imprimere nuova vitalità al teatro rappresentando al pubblico il meglio della tradizione con un occhio attento alla modernità.
Dai classici al moderno dal nostro teatro sono passate le più importanti produzioni Italiane ed internazionali (Chaplin) ed i migliori attori.
Il progetto Play the Game troppo frettolosamente e snobisticamente liquidato come “talent” ha avuto il merito di coinvolgere in teatro 35 giovani di talento.
Esso ha aperto una finestra sul mondo giovanile e lo ha avvicinato al Teatro come anche il progetto “Madre Teatro” rivolto alle scuole.
Dino Scuderi, Eugenio Dura e Luca Notari hanno formato artisti che calcheranno presto il nostro palcoscenico ed anche quelli che non raggiungeranno l’obiettivo sono rimasti entusiasti dell’interesse che il teatro ha avuto nei loro confronti.
Ho riguardato gli annali delle produzioni del Teatro e non ho trovato nessun progetto che coinvolgesse gli artisti “messinesi”.
Ma che significa essere “artista messinese” come se l’arte fosse collegata al luogo di nascita.
L’arte non ha confini è estremamente libera e si incarna nella bravura dell’artista, come una seconda pelle, rendendolo soggetto universale che trasmette emozioni.
Non è forse vero che in due anni è stata offerta alle compagnie messinesi di provare e rappresentare i propri spettacoli al Teatro senza alcun onere e con una compartecipazione ai ricavi pari al 70% come peraltro in uso in tutti i teatri italiani?

Non è forse vero che nessuno dico nessuno ha presentato proposte in tal senso?
Rispetto il pensiero di chi vede il nostro teatro come laboratorio culturale per le produzioni delle Compagnie locali ma tale assunto non è un dogma che può essere realizzato a prescindere dalla qualità e soprattutto dal gradimento del pubblico.
Certo questa sarà una strada possibile che affiancherà le produzioni e le rappresentazioni del Teatro ma per farlo ci vorrà tempo ed investimenti che, allo stato, non sono nelle disponibilità dell’Ente.
Si rassegni però chi pensa al Teatro di Messina come ad un teatro stabile od una compagnia privata o peggio ad un satellite per gli altri teatri minori e per le compagnie locali dispensando risorse, come avvenuto, per infauste circuitazioni di spettacoli da rappresentare in teatri minori.

L’intenzione mia e dei Direttori Artistici, compatibilmente con le risorse disponibili, è quella di continuare a rappresentare in teatro il meglio delle produzioni teatrali nazionali e di produrre spettacoli di musica e prosa in linea con i grandi successi degli anni storici di un teatro che ha visto calcare il suo palcoscenico ai più grandi protagonisti del panorama artistico internazionale.

Ci vorrà del tempo ma queste sono le linee programmatiche del Sovrintendente e le critiche come è giusto che sia dovranno riguardare i risultati.
Rispetto è quello che è necessario avere per chi è chiamato a individuare un percorso di crescita ed il cui lavoro sarà sottoposto al giudizio dell’unico censore credibile: il pubblico.

Il Teatro ripartirà con produzioni sinfoniche da rappresentare in streaming ed il nostro Direttore della Prosa Simona Celi proverà la prima produzione di prosa ed a breve ne annuncerà un’altra in collaborazione con Teatri di rilevanza Nazionale.
Non è comunque vero che il Teatro non valorizza i professionisti messinesi infatti il regista, lo scenografo, l’autore delle musiche saranno tutti “messinesi” sperando che la scelta incontri il favore della critica.

Tutti gli attori “messinesi e non” avranno la possibilità di partecipare ai provini e quelli che il regista riterrà più affini ai ruoli saranno utilizzati.
Analoga possibilità verrà concessa ai tre giovani selezionati con il talent Play The Game che insieme agli altri resteranno per sempre nel mio cuore per le emozioni che sono stati capaci di regalare con il coraggio di confrontarsi sui social divertendosi e forse diventando anche più uomini.

Speriamo di continuare ad avere il sostegno del nostro pubblico senza il quale il Teatro non esiste”. Conclude il Sovrintendente avvocato Gianfranco Scoglio.

Mariella Musso

Inizia da Palermo e Milano lo sciopero dei Giudici e Viceprocuratori, onorari

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I Giudici e Viceprocuratori, onorari, non hanno contributi previdenziali e sono pagati ad udienza. Inizia da Palermo e Milano il loro sciopero.

Della vertenza dei Giudici onorari ci siamo occupati già dagli anni scorsi “7 Aprile 2018 Continua la battaglia dei Giudici onorari di pace (G.o.p.) Con l’entrata in vigore della legge delega n. 57/2016 e del d.lgs. n. 116/2017 le figure dei giudici di pace e dei giudici onorari di Tribunale sono stati sostituiti dall’unica figura dei giudici onorari di pace (cosiddetti G.o.p.). Permane, nel settore requirente, la figura dei Vice procuratori onorari. La Giustizia Italiana si regge infatti sul lavoro quasi gratuito di circa 5500 Giudici onorari di pace”, “14 Gennaio 2019 Giudici di Pace di nuovo in sciopero dal 12 gennaio al 9 febbraio 2019. Una categoria marginalizzata I Giudici di pace sciopereranno un mese per chiedere che si rispetti il Contratto di Governo che prevede il totale ripensamento della riforma Orlando”, “11 Febbraio 2019 Giudici di Pace, finito lo sciopero. Attendono una convocazione del tavolo tecnico L’Unione Nazionale Giudici di Pace ha incontrato a Chieti il Sottosegretario alla Giustizia, Avv. Jacopo Marrone, per la convocazione del tavolo tecnico“, “1 Maggio 2019  Giudici di Pace dal 6 maggio in sciopero. Una categoria penalizzata Giudici di pace, vice Procuratori onorari e i Giudici onorari di pace, da anni, incomprensibilmente, vengono marginalizzati e mortificati” e “7 Luglio 2019 Sciopero dei Giudici di Pace dall’8 al 12 luglio. Gli Avvocati il 9. Bonafede, riforma Giustizia in CDM Lo sciopero è per la mancata revisione della precedente legge Orlando (governi Renzi-Gentiloni) che tratta da “braccianti” i Giudici di Pace”.

In uno dei nostri articoli tra quelli sopraindicati, del 7 Aprile 2018, si riportava una frase detta in una delle tante proteste della categoria: sembra che lo Stato italiano nella Giustizia abbia rivestito i panni del caporalato per assoldare dei braccianti della Giustizia.

Dopo questi anni e nonostante le battaglie sopra riportate, non sembra essere cambiato nulla per questa categoria dei Giudici e Viceprocuratori, onorari.

Da oggi 1° dicembre 2020 è iniziato da Palermo lo sciopero, contro quella che, Got (Giudici onorari) e i Vpo (Viceprocuratori onorari), definiscono la “precarizzazione della Giustizia”. In programma anche un’azione eclatante: lo sciopero della fame di due Giudici palermitani.

Davanti al Palazzo di Giustizia di Palermo, in tanti, avvocati, giornalisti, magistrati, hanno manifestato ai Got e ai Vpo, la propria solidarietà. Si spera ora che il Governo, di fronte a questa protesta dirompente, si decida una volta per tutte a risolvere la questione.

L’attuale esecutivo persiste nel voler mortificare la categoria del Magistrati onorari di Tribunale, negando loro lo status di lavoratori subordinati, prospettando un brutale demansionamento con aggravio delle ore lavorative, una miserevole indennità ed imponendo a loro carico tutte le spese contributive, previdenziali ed assistenzialisi legge in una nota che illustra la protesta.

L’azione servirà a sollevare il coperchio su una condizione che sembra paradossale e che coinvolge cinquemila giudici togati in Italia, pagati a udienza, senza alcun contributo previdenziale. Giudici che costituiscono un vero e proprio zoccolo duro ed asse portante della Giustizia italiana, capaci di sobbarcarsi il peso di migliaia di udienze e facendo in modo, pertanto, che la macchina giudiziaria non si blocchi, considerata già l’estrema lentezza con la quale procede.

Vincenza Gagliardotto (Giudice onorario di tribunale) è una delle due donne che capeggiano la protesta, l’altra è Sabrina Argiolas (Giudice onorario di tribunale) e che inizieranno un duro sciopero della fame.

Lo fanno, poiché dopo oltre vent’anni di sentenze, sono stanche del trattamento ricevuto anche in questo difficilissimo periodo pandemico, dove – non essendoci alcuna tutela lavorativa – i Giudici onorari devono rinunciare a tenere i processi per giorni, se contagiati, senza alcuna remunerazione e previdenza.

Parallelamente, ottanta colleghi composti da 40 magistrati giudicanti onorari e altrettanti viceprocuratori aggiunti, che compongono l’Ufficio palermitano, incroceranno le braccia, appendendo simbolicamente e temporaneamente la toga al chiodo, almeno fino al 6 gennaio. Si calcola che l’azione di protesta farà saltare più di 2000 udienze.

Un “danno” che coinvolgerà e che produrrà disagi anche a Monreale che, da quando è stato soppresso il Tribunale locale, vede celebrare i processi le cui questioni sono trattabili dal Tribunale monocratico nella sede di Palermo.

Una protesta che unisce Palermo e Milano quella dei Magistrati onorari di Tribunale: 5mila circa in tutta Italia e a cui è subappaltato, grazie alle proroghe di volta in volta disposte, il 50% delle udienze el’80% di quelle di primo grado penale monocratico. Una categoria di lavoratori pagata a cottimo, 98 euro a udienze e che pure porta sulle spalle il peso della Giustizia.

I Giudici onorari e i Viceprocuratori onorari, hanno quindi deciso dirassegnare formalmente nelle mani, rispettivamente del Presidente del Tribunale e del Procuratore Capo, la propria motivata e so?erta indisponibilità alla prosecuzione del servizio a fare data dal 1 dicembre 2020”.

La protesta è scoppiata anche a Milano. La non disponibilità per le udienze comporta un serio contraccolpo visto che lascia un ‘buco’ per almeno cento udienze del Tribunale della città, tanto che 16Pm togati sono stati precettati per impedire che saltino i processi nei prossimi giorni. Il Procuratore Capo di Milano, Francesco Greco, convocando una riunione per impedire che la Giustizia milanese vada in tilt, ha pure assicurato la propria partecipazione ai turni se la protesta dovesse continuare lasciando scoperte le udienze.

La Giustizia ‘onoraria’ è dunque in forte agitazione e rischia di mettere in ginocchio tutto il comparto. Una vertenza che si è acuita  lo scorso 19 novembre a seguito delle dichiarazioni del Ministro Alfonso Bonafede che, rispondendo a un’interpellanza proprio sulla questione, ha affermato che la distinzione tra Magistratura professionale e onoraria è basata sulla “spontaneità dell’adesione di soggetti impegnati in altre occupazioni e sulla precarietà e temporaneità delle funzioni esercitate» e alla “finalità di contenere il numero dei togati, pena la perdita di prestigio e la riduzione delle retribuzioni della Magistratura professionale”.

Dichiarazione che ha fatto irritare parecchio la categoria, la quale ha pertanto deciso, a Palermo e a Milano, di incrociare le braccia.

Adduso Sebastiano

Castellammare, San Leonardo nel caos, Scala: “I medici non vanno dati in pasto al Covid”

Castellammare, San Leonardo nel caos, Scala: “I medici non vanno dati in pasto al Covid. Sindaco se ci sei batti un colpo, fatti sentire.”

“La situazione del Pronto Soccorso del San Leonardo di Castellammare di Stabia si fa ogni giorno più drammatica”. Inizia così il duro comunicato pubblicato dal consigliere comunale Tonino Scala che ha fatto sua la denuncia del sindacato Fials sulla situazione che stanno vivendo gli operatori sanitari all’interno del nosocomio stabiese.

“La denuncia, l’ennesima, fatta da una sigla sindacale, di un rischio contagio tra utenza e operatori, quando da marzo parliamo di separazione del percorso bianco da quello sporco, merita vendetta.
La situazione ormai si fa sempre più insostenibile, ritardi incomprensibili ed inaccettabile di lavori, annunciati e mai iniziati. A questo si aggiunte le questioni a tutte note, divenute ormai croniche, che rendono tutto ancor più difficile una vicenda già di per sé tragica”.
“Gli operatori sanitari vanno tutelati e non dati in pasto al “Covid-19″. Ancora oggi parliamo di forniture di Dpi carenti.
A questo si aggiunge l’entrata indiscriminata dei parenti che sostano vicino agli ammalati sospetti positivi senza nessuno tipo di filtraggio, che sta, questo lo dicono i dati dei contagi, alimentando un vortice che nessuno, stando alle vicende ormai note, riuscirà a fermare se non si mette un freno.
Il personale è allo stremo, la dotazione organica è insufficiente e non possiamo rischiare anche di farlo ammalare. Sindaco se ci sei batti un colpo, fatti sentire.
È necessario un intervento ad horas con i vertici dell’Asl e con l’assessore alla Sanità.
La denuncia fatta oggi è di una gravità inaudita, non si può continuare così.”

Castellammare, preoccupa la percentuale contagi/tamponi: focolaio Oasi San Francesco ancora attivo

Castellammare, preoccupa la percentuale contagi/tamponi: 49 casi oggi su 228 tamponi processati. Focolaio Oasi San Francesco ancora attivo, 11 nuovi casi nella struttura

“Percentuale dei positivi molto alta rispetto ai tamponi processati ma altissimo anche il numero dei guariti.” A riferirlo è il Sindaco di Castellammare di Stabia, Gaetano Cimmino, nel consueto aggiornamento sull’emergenza epidemiologica in corso.

“L’Asl Na 3 Sud e la Regione Campania ci hanno comunicato che sono 49 i cittadini stabiesi risultati positivi al coronavirus (Covid-19). Solamente 4 persone stanno accusando sintomi lievi della malattia. Tra i casi che ci sono stati segnalati 11 sono riconducibili al focolaio scoppiato nei giorni scorsi presso la Rsa “Oasi San Francesco” di Quisisana.
Al momento nessun ospite presenterebbe sintomi severi del Covid, ma tra i contagiati ci sono comunque persone di oltre 80 anni, ovvero la fascia d’età maggiormente a rischio complicanze a causa del coronavirus. L’Asl sta monitorando con attenzione la situazione presso la struttura.”
“Tra gli altri casi positivi in città ci sono ancora giovanissimi: un piccolo di 10 mesi e quattro ragazzi tra i 9 ed i 17 anni. In totale sono stati lavorati 228 tamponi per cui si alza rispetto a ieri la percentuale del rapporto tra i test lavorati nei laboratori ed i nuovi positivi: siamo al 21,4%
Guardiamo con attenzione, inoltre, a quanto sta accadendo presso il nostro ospedale “San Leonardo” dove una sigla sindacale ha lanciato l’allarme riguardante il rischio di contagio per gli operatori in attesa dell’imminente apertura del nuovo pronto soccorso “pulito”.
Su nostra esplicita e reiterata richiesta, poi, le autorità sanitarie ci hanno permesso di aggiornare il triste numero dei decessi per Covid nella nostra città che comprende sia la prima sia la seconda ondata della malattia. Si tratta di casi già saliti alla ribalta delle cronache nei giorni scorsi.
Come già accennato, infine, oggi registriamo un alto numero di guariti. 41 cittadini di Castellammare hanno sconfitto il coronavirus. Tra di essi anche due ragazzi di 14 e 15 anni ed un uomo di 89 anni.”

Onorato (ex Juve Stabia): “Non cambierei con nessuno il presidente Fiore”

Vincenzo Onorato, ex attaccante della Juve Stabia, è intervenuto telefonicamente nel corso del programma “Il Pungiglione Stabiese”

Onorato (ex Juve Stabia): “Non cambierei con nessuno il presidente Fiore”

 

Vincenzo Onorato, ex attaccante della Juve Stabia, è intervenuto telefonicamente nel corso della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese” che va in onda ogni lunedì sulla pagina Facebook “Juve Stabia Live” dalle ore 20:30.

Le sue dichiarazioni sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Napoli in questo giorni è triste a causa della morte di Maradona. Noi tifosi ancora non riusciamo a rendercene conto. Abbiamo perso un fratello, una persona che ha unito dei popoli, due culture. Mi dispiace che qualche giornalista ne abbia parlato male, perché bisogna giudicare l’uomo calciatore non la sua vita privata, se ha fatto degli errori li ha pagati tutti sulla sua pelle. In questi momenti bisognerebbe vedere solo le cose positive che ha fatto e per noi napoletani sono state tante.

Ai miei tempi quando non riuscivo a segnare cercavo di mettermi al servizio della squadra. Magari Romero per alcune partite ha fatto pochi goal ed è venuta a mancare la fiducia. Standogli vicino sicuramente inizieranno ad arrivare le prestazioni e i goal.

Dispiace per il pareggio contro la Paganese perché ritengo la Juve Stabia superiore come organico, ma mister Padalino sicuramente sa il fatto suo e ha tutte le carte in regola per fare un discreto campionato.

A Castellammare arrivai dal Messina che a quei tempi giocava in B firmando un triennale in C2 con il presidente Roberto Fiore. Il ricordo più bello è il mio gol salvezza contro il Cerveteri su rigore, da lì si sono poste le basi per gli anni successivi vincenti.

La mia Juve Stabia che perse lo spareggio contro la Salernitana penso che, senza ombra di dubbio, visti i valori attuali delle rose in serie cadetta, avrebbe potuto fare un campionato di B attuale.

A causa del Covid le partite senza tifosi mi sembrano partite amichevoli del giovedì, non c’è l’adrenalina e la giusta attenzione alla gara. Si dice che il pubblico sia il dodicesimo uomo in campo, io quando giocavo venivo esaltato dal pubblico.

Per quanto riguarda la retrocessione della Juve Stabia dalla serie cadetta penso che abbia pesato molto la mancanza di pubblico sugli spalti, perché lo stadio Menti pieno incute un certo timore agli avversari.

Senza nulla togliere a Manniello o a Langella, io Fiore non lo cambierei con nessuno, perché lui era un presidente passionale. Per quanto riguarda l’attuale dirigenza, bisogna dargli merito perché sta facendo molti sacrifici per portare avanti la Juve Stabia, di questi tempi senza introiti derivanti da sponsor, diritti televisivi e senza tifosi. Attualmente i vertici del calcio tutelano solo le due serie maggiori e tralasciano quelle inferiori. Penso che il sistema debba essere rivisto e tutelare di più le piccole società”. 

 

a cura di Giuseppe Rapesta

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Premi ai direttori, dirigenti e dipendenti dal Governo di centrodestra della Regione Siciliana

Scattano i premi di rendimento. La Presidenza della Regione destina anche due milioni di euro in più per gli straordinari.

La Regione siciliana ha assegnato i premi di rendimento ai propri dipendenti, destinando anche due milioni in più per gli straordinari (da 9 mesi in personale è in smart working), rispetto allo scorso anno. Decisione che ha suscitando lo stupore perfino in due sindacati: la Uil e i Cobas, tanto che non hanno firmato l’accordo.

Ci eravamo occupati in precedenti articoli dei premi erogati dalla Regione Siciliana ai propri dipendenti “21 Agosto 2019 I dirigenti regionali siciliani premiati con un bonus medio di seimila euro Il Governo di centrodestra approva l’indennità suppletiva per i dirigenti”, “15 Ottobre 2020 Il Presidente della Regione: il 70 per cento dei dipendenti è inutile Il Presidente della Sicilia ha detto che la Regione non era fatta per risolvere i problemi, bensì per diventare un ammortizzatore sociale. Il Presidente Nello Musumeci, all’evento on line “Innovation Days” del Sole24Ore, dedicato in questa tappa a Sicilia e Sardegna, ha usato toni durissimi sui dipendenti regionali e sull’intera Istituzione che guida “Per essere assunti bastava una telefonata“ e “10 Dicembre 2019 Quarantotto milioni di premi ai regionali dal Governo di centrodestra In Sicilia arrivano premi per quarantotto milioni ai dipendenti regionali. Firmato l’accordo con i sindacati. Il premio sarà da 1.634 a 3.368 euro”.

Eppure, anche dopo le aspre polemiche sui dipendenti regionali (definiti per il 70% “inutili” dal Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci) scattano i premi di rendimento. E Palazzo d’Orleans, sede della Presidenza della Regione, ha destinato anche due milioni in più per gli straordinari rispetto allo scorso anno.

Conseguentemente il budget di quest’anno – secondo quanto riportato dal Giornale di Sicilia, cresce da 5,7 a 7,7 milioni. La quota maggiore degli straordinari è assegnata al dipartimento Lavoro, che a marzo fu travolto dalle critiche perché l’allora Dirigente generale, Giovanni Vindigni, firmò un accordo con i sindacati che prevedeva straordinari da 3 mila euro a ciascun dipendente per esaminare le pratiche di cassa integrazione per il Covid.

[Ovverosia, il dirigente della Regione firmava un accordo con i sindacati (anche dei dirigenti) per dare dei premi ai dirigenti medesimi di cui fa parte pure il dirigente che sottofirma l’accordo. L’eloquente reale Italia (e Sicilia) da sempre nel sistema pubblico-politico, almeno degli ultimi 50 anni (esclusi i retorici discorsi di fine anno)].

Sennonché le polemiche scaturite sulla Stampa e sui social portarono al ritiro dell’’accordo.

Adesso però ai dipendenti, dall’assessorato arrivano 900 mila euro per gli straordinari, anche se non è specificato per quale attività vengono assegnati.

Anche all’assessorato all’Energia arrivano 120 mila euro per straordinari, nonostante l’ex dirigente Tuccio D’Urso in estate parlò di “fancazzisti che mettono a rischio la spesa dei fondi europei”.

“Sia per i premi di rendimento che per gli straordinari – dice Luca Crimi della Uil non c’è stata una valutazione del merito. E poi si parla di fannulloni…”. Il riferimento è di tutta evidenza indirizzato alle dichiarazioni del Presidente della Regione, Nello Musumeci, che definì tali buona parte dei dipendenti dell’amministrazione.

L’Aran Sicilia (Agenzia per la rappresentanza negoziale della Regione Siciliana rappresenta legalmente la pubblica amministrazione in sede di contrattazione collettiva regionale) ha anche ufficializzato la proposta di rinnovo contrattuale per i 1.630 dirigenti a cui andranno aumenti medi da 209 euro lordi al mese che portano con sé arretrati da 9.288 euro una tantum.

Adduso Sebastiano

OMAGGIO DI VIVICENTRO A DIEGO ARMANDO MARADONA (VIDEO)

Continua incessante ma composto, come il tempo Covid richiede in tutta sicurezza, il pellegrinaggio laico ai Quartieri Spagnoli di Napoli dove è presente il murales di Diego Armando Maradona. Tifosi “devoti” da ogni angolo stanno giungendo ormai da ore, da giorni, in questo slargo nel cuore dei Quartieri, trasformandolo in tempio ed altare dove ricordare il numero uno calcistico di tutti i tempi! Ognuno con la propria preghiera ed il proprio ricordo da lasciar simbolicamente qui, luogo popolare che forse meglio di qualunque altro incarna lo spirito di Maradona proveniente da Villa Fiorito. Così Napoli ricambia l’amore per Diego e le sue innumerevoli partite giocate e vinte per tutti i bambini degli anni ’80, e per tutti i bambini dei Quartieri Spagnoli. Abbiamo volutamente lasciato l’audio di sottofondo ambientale in questo paio di minuti di omaggio anche da parte nostra, di ViViCentro, a Diego Armando Maradona, per lasciar trasparire tutto l’afflato che unisce l’intera città in un sol nome! Dopo che nei giorni scorsi han reso omaggio, come noto, altri due grandi campioni passati e presenti, quali l’ex calciatore bandiera della Roma, Bruno Conti, e l’amatissimo calciatore del Napoli Dries “Ciro” Mertens.

 

Carmine D’Argenio

 

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I nuovi poveri e gli artefici della predatoria finanza globalista!

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Riceviamo e Pubblichiamo: I NUOVI POVERI – Ettore Petrolini “Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco ma sono in tanti” di Giuseppe Arnò *

I nuovi poveri e gli artefici della predatoria finanza globalista!

Beffardo e fine fu Ettore Petrolini, insuperabile compositore e interprete della sferzante anima romanesca, allorché coniò questo adagio in una delle sue entusiasmanti comiche. E “Poveri tutti” (fuori loro ndr), guarda caso, è proprio il motto degli artefici della truce e predatoria finanza globalista!
È sui poveri, infatti, che traggono i loro profitti i banchieri di Wall Street e i capi dei maggiori conglomerati multinazionali e delle altre organizzazioni “pseudo-segrete”, che costituiscono la piramide economica mondiale, al cui vertice si trova la possente Triade (la Commissione Trilaterale, il Gruppo Bilderberg e il Consiglio per le Relazioni Internazionali), che brandeggia imperiosa le regole del gioco del Nuovo Ordine Mondiale.
E che il Covid si stia rivelando, di conseguenza, come il cacio sui maccheroni nel turbinare la realizzazione dei progetti globalistici e totalitari, non è poi così difficile da percepire. Ciò stante, è proprio della povertà in generale e di quella causata dall’attuale epidemia, sia essa naturale o manipolata (e qui ci sarebbe molto da discutere), che ci occuperemo in questa nostra breve disamina.
La povertà è uno dei più seri problemi del mondo. Anzi, sotto certi aspetti, potrebbe essere vista come la causa principale degli altri problemi. E per di più è poliedrica. In altre parole, essa assume aspetti varî e molteplici, talvolta anche in contrasto fra loro e si articola in diverse tipologie a seconda dell’ambiente e delle circostanze in cui si radica. Secondo l’ISTAT, c’è poco da stare allegri! In Italia ci sono 9 milioni di individui in povertà relativa (cioè che guadagnano meno di una soglia stabilita sulla base della media dei guadagni degli italiani) e 5 milioni in povertà assoluta (persone che non possono permettersi i beni indispensabili alla mera sussistenza).
La propagazione della povertà assoluta è considerata una delle principali fragilità sociali ed essa si è maggiormente accentuata dopo la grande crisi del 2008. Da allora i nostri connazionali in condizione di povertà assoluta sono via via sempre più aumentati fino ad arrivare ai dati di cui sopra. Dati sicuramente impressionanti per un Paese, che – secondo una valenza economica – è nel novero di quelli fanno parte del “primo mondo”.
Col M5S al governo è stato varato un provvedimento tampone inteso a frenare almeno in parte la crisi occupazionale e conseguentemente l’avanzamento dello stato d’indigenza: il reddito di cittadinanza, in virtù del quale, secondo le dichiarazioni governative e dell’INPS, la povertà assoluta si sarebbe ridotta del 60 per cento.
Sogno ingannatore! Le cose, infatti, non sono andate proprio così, tutt’altro. Tant’è che lo stesso Pasquale Tridico, presidente dell’INPS, ammetteva in un’intervista di aver interpretato i dati in maniera un po’ forzata. Ciò avveniva dopo che il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, aveva già comunicato i numeri farlocchi agli italiani: la frittata era fatta e le polemiche non sono di certo mancate! Ma a parte ciò, la povertà in Italia, anche secondo il Flash Report 2019 della Caritas Italiana, aumenta purtroppo progressivamente già da 12 anni e, come se ciò non bastasse, a dare il colpo di grazia alle famiglie meno abbienti e non solo, ecco che arriva tra capo e collo l’ennesima batosta: la pandemia da Covid.
Questo tragico evento ha messo in risalto un nuovo aspetto della povertà, ovvero il carattere mutevole della stessa e la necessità di combatterla con nuovi strumenti e politiche all’uopo destinati. Infatti essa non dipende soltanto dall’assenza di reddito, ma anche dall’impossibilità di far parte della struttura produttiva del Paese e dalle diverse circostanze temporali, sociali e ambientali. Altri aspetti messi a nudo dalla pandemia sono gli errori, la totale impreparazione e l’incapacità dei vari governi di gestire l’emergenza. Tutte queste manchevolezze hanno concausato nel mondo inediti effetti devastanti: ben oltre un milione e trecento mila morti e quasi 25 milioni di posti di lavoro andati in fumo.
E in questo miserando contesto non tralasciamo di dare uno sguardo anche alle conseguenze future: se e quando ci libereremo definitivamente dagli effetti del virus con un’economia distrutta e da riattivare, particolarmente in Italia, ci ritroveremo, ahinoi, in braghe di tela e con una montagna di debito pubblico da sanare. Ma soffermiamoci un tantino in più sull’Italia, anche se, per i malefici effetti della globalizzazione, siamo oramai legati a doppio filo sia alle grazie che alle disgrazie altrui.
Charles De Gaulle diceva: “L’Italia non è un paese povero, ma un povero paese”. Oggi il generale buonanima avrebbe semplicemente detto che l’Italia è un paese povero.
Allo stato, infatti, non v’è chi non veda che col passare degli anni invece di progredire ci stiamo impoverendo sempre di più. Tutto ciò, di sicuro, è la conseguenza di una politica sconsiderata da parte dei vari governi e dei centri di potere che si sono succeduti dal 2000 ad oggi, anche se la maggiore e imperdonabile colpa è di tutti noi che abbiamo permesso che i malgoverni non solo non migliorassero, ma danneggiassero le strutture sociali, il popolo e l’industria, lasciando senza servizi, lavoro e reddito, milioni di persone. Il virus ha solo scoperchiato la pentola dei guai, da tempo in ebollizione, anche se oggi fa comodo addebitare all’epidemia la causa di tutte le nostre disgrazie!
Ecco infatti che secondo Paolo Gentiloni, commissario all’Economia per l’UE, la pandemia di coronavirus provocherà una gravissima recessione per l’Europa, «la più grande della sua storia».
L’Italia, ben che vada, subirà (dalle stime autunnali della Commissione europea sull’economia) una riduzione del Pil del 9,5%, secondo peggior calo dopo quello della Grecia (-9,7%) ed essa
“ripartirà più lentamente riguardo agli altri Paesi”, per come riferisce lo stesso Gentiloni, anche se non si esclude che con l’arrivo del vaccino anti-Covid (stranamente e tutto d´un colpo, ne sono apparsi tanti di vaccini e pronti all´uso; circa 20 e con carrettate di miliardi in ballo… ) le cose potrebbero non essere così catastrofiche.
Ancora, d’accordo con un’analisi della Coldiretti, dopo l’entrata in vigore del nuovo Dpcm, con base nell’andamento delle richieste degli Enti impegnati nel volontariato si registra un aumento persino del 40% delle domande di aiuto. Per la maggior parte si tratta di donne e famiglie italiane con figli minori a carico. Allarme, infine, anche da parte della fondazione Banco Alimentare: “10 milioni di italiani saranno poveri” e secondo Giovanni Bruno, presidente dell’istituzione, la situazione rischia di peggiorare ancor di più: “Dal 2008 al 2016 il numero dei poveri è raddoppiato per poi assestarsi intorno ai cinque milioni adesso con la pandemia potrebbero raddoppiare nel giro di sette mesi”.
Pandemia e isolamento (detestiamo gli anglicismi… lockdown e simili) pertanto daranno la spinta finale all’economia italiana (già da tempo agonizzante) verso una “profonda recessione”
accompagnata da impensabili cambiamenti sociali. Che tipo di cambiamenti?
È presto detto. Se vogliamo sposare la teoria di Tyler Cowen, secondo l’Economist uno dei più influenti economisti dell’ultimo decennio, la classe media scomparirà. “Nel nostro futuro ci saranno più ricchi di quanti ce ne siano mai stati” scrive Cowen, “e più poveri e non sapremo come a tutto questo si possa porre fine”.
In altre parole, la classe media si riverserebbe, interpretando il pensiero ipermeritocratico di Cowen, in parte (la minore e più virtuosa) nella classe ricca e nella classe povera l’altra parte (la maggiore e meno virtuosa). Quest’ultima formerà la sottocategoria de “I nuovi poveri”; un atteso “invito a nozze” per i potenti della casta neoliberista.
Fantaeconomia? No davvero, piuttosto previsione probabilistica! Che fare, dunque, per neutralizzare l’impatto di dover fermare tutte le attività produttive, virus perdurando, e per non arrivare alle sconvolgenti e possibili conseguenze suaccennate?
Non esiste un toccasana, logico, ma sensati provvedimenti di politica economico-sociale. Uno di essi potrebbe essere l’effettiva messa a disposizione da parte del governo, con denaro ottenuto attraverso l’emissione di nuovi titoli (con conseguente, ma inevitabile crescita del debito pubblico), di ingenti somme destinande alla concreta copertura delle esigenze di tutti: lavoratori dipendenti, autonomi, imprenditori e disoccupati, offrendo così a costoro la possibilità di sopravvivere fino alla ripresa. È chiaro che per sanare i danni economici pregressi e quelli provocati dal Covid-19, ciascuno di noi, oltre alla menzionata azione di governo, debba essere disposto a fare dei grossi sacrifici sia oggi che domani: oggi, cambiando stile di vita, adottando comportamenti pro-sociale, rigettando le ideologie distorcenti e l´acredine partitica, riconquistando i valori perduti, i principi e la franchezza verso il bene comune; domani, sopportando coscienziosamente – assieme alle future generazioni – il fardello dell’aumentato debito pubblico.
Tutto ciò, in sostanza, abbisogna di un grande lavoro di consapevolezza e solidarietà da parte di un governo capace e credibile e, ripetiamolo, di noi tutti, anche se, vogliate credere, non sarà facile che ciò avvenga in questo mondo globalizzato e da “Quinta Bolgia”, in quest’Europa – definita dal Papa – “piccola ed egoista” e, oramai, entrata in modalità, ci sia permessa l’espressione, “fotticompagno”
e, infine, in quest´Italia nel bagnomaria delle “decretali”, nonché terrorizzata, umiliata e spersa.
Certo che, non si sa mai, se più per sorte che per virtù riuscissimo tutti assieme a superare la crisi, adottando le raccomandazioni di cui sopra, sarebbe un duro colpo per i nuovi padroni del mondo, per il pensiero unico che ci ha spersonalizzati e appiattiti, per l’industria globale che ci ha indotti a creare le nostre esigenze ad uso e consumo della stessa e, infine, per i poteri pseudo-occulti, ovvero per quei poteri esecrabili che, dopo aver aizzato i cittadini l’uno contro l’altro – attraverso gli odii partitici, razziali e religiosi – li disorientano e li sospingono come pecore smarrite verso un sistema politico preventivamente asservito.
E chissà che non possa essere la volta buona e che l’emergenza sanitaria non ci faccia ridestare dal sopore?
Potrebbe sorgere dalla globalizzazione forzata una nuova società, una nuova democrazia apartitica, liquida, ovverosia una tipologia di democrazia che concepisca l’asimmetrico rapporto Stato-cittadino non come conflittuale e antinomico, ma come puro strumento di esercizio diretto della sovranità popolare, attraverso l’Autorità dello Stato.
Non disperiamo! Eraclito affermava: Senza la speranza è impossibile trovare l’insperato. E se ciò si avverasse, resterebbe chiaramente l’amarezza ossimorica di dover dire grazie alla disgrazia anziché all’azione risolutiva di una politica capace e intellettualmente onesta. Pazienza, questo sarebbe il minore dei mali e potremmo avere, con certezza, motivo per festeggiare riconoscendo che, alla fine, non tutti i mali vengono per nuocere!

* Direttore – La Gazzetta italo-brasiliana

Tra “coccodrilli” e “cliché”: il mio saluto a Maradona (Lucio Garofalo)

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Tra “coccodrilli” e “cliché” ho dovuto ritagliarmi un po’ di tempo per riuscire a redigere un con  il mio saluto a Maradona.

Dopo l’improvviso ed iniziale shock emotivo che mi ha colto nel momento in cui ho appreso la triste notizia della scomparsa di Diego Armando Maradona, un fatto che ha destato un profondo cordoglio nell’ambiente del calcio, e non solo del calcio, il giorno seguente mi sono un po’ riscosso dal trauma e ho subito avvertito il bisogno urgente di stendere un articolo sulla personalità fuori dagli schemi, sulle contraddizioni e sul talento smisurato di Maradona, ma in termini differenti da quanto ho letto in questi ultimi giorni.

Per tale ragione ho dovuto ritagliarmi un po’ di tempo ed ho impiegato più giorni per riuscire a redigere un pezzo che avesse senso.

Inoltre, ho voluto imprimere un taglio differente alla mia riflessione. Dalla sera in cui si sono diffuse le prime voci sul decesso di Maradona ho letto una cifra enorme di “coccodrilli”, di post e di articoli intrisi di ipocrisia, oppure di taglio apologetico, se non agiografico, come si fa con le figure dei santi, dei martiri e degli eroi.

Interventi rivolti ad incensare, ovvero a santificare chi non è mai stato santo nella propria vita.

Articoli impregnati perlopiù di banali e dozzinali stereotipi e di pregiudizi sulle vicende esistenziali di Maradona, come i luoghi comuni sul talento sconfinato e sulle magnifiche prodezze tecniche del Pibe de Oro, sul valore simbolico da lui incarnato per la gente napoletana e per l’intera nazione argentina, che oggi piangono un “eroe”.

A dire il vero, anche il mio primo post, scritto d’impulso e di getto, ovvero in veste di tifoso (non fanatico, però) del Napoli e di Diego Maradona, è stato di quel tenore, cioè di tipo agiografico, legato a vari cliché.

Poi ho riflettuto ed ho capito che nella ressa dei tifosi “pro e contro”, urge una riflessione diversa, non banale, bensì controcorrente ed alternativa rispetto alla canea dei tanti farisei e moralisti, o degli apologeti per mera convenienza.

Ho pensato ad un articolo dal sapore critico, non verso la figura di Maradona, bensì rispetto alla strumentalizzazione politica di cui egli è stato oggetto e vittima nella vita, in primo luogo quella che è la “mafia” nel mondo del calcio.

Urge, quindi, una riflessione critica verso il sistema di potere mafioso (la FIFA e altro) che lo stesso Maradona ha contestato con coraggio. E ne ha pagato molto caro le conseguenze. A cominciare dal clan che lo ha attorniato fino alla morte, per sfruttarlo in modo cinico e vorace.

La figura popolare di Maradona ha travalicato i confini calcistici e sportivi, per tramutarsi in un fenomeno di natura e portata più vasta, che è sfociato nella sociologia e nella mitologia, oramai.

Un fatto è certo: la morte di Maradona l’ha reso immortale ed eterno, poiché ne ha perpetuato la mitologia nei secoli futuri. Un mito che era già incarnato in un essere umano concreto, vitale e pieno di vizi, difetti ed imperfezioni del carattere. Un mito che lo ha elevato a “paladino” di cause popolari e politiche rivoluzionarie, alla stregua di una sorta di novello e di redivivo “Che” Guevara, anch’egli argentino, prestato alla causa della rivoluzione cubana, come il Pibe de Oro aveva sposato la causa napoletana.

Il connubio tra la città di Napoli e Maradona era già insito nelle radici meridionali della famiglia Maradona. Il cui cognome è un tratto tipicamente italiano, ma per la precisione avrebbe origine dal paese di Boscoreale. Da qui sembra discendere il cognome della famiglia Maradona, che potrebbe essere scaturito da “Madonna”, diffuso tra Boscotrecase e Torre Annunziata.

Maradona, quindi, sembra avere degli antenati partenopei emigrati tanti lustri fa in Argentina. Le origini di Maradona sono anche umili e sottoproletarie, dal punto di vista dello status economico e sociale della sua famiglia, che era estremamente povera e viveva in una baraccopoli di Buenos Aires, Villa Fiorito, la periferia più degradata della capitale argentina.

Tra Maradona e la gente di Napoli si è subito stabilito un legame viscerale e indissolubile, direi intramontabile. Un affetto che rasenta la venerazione di massa verso un simulacro divino. E tale s’è confermata l’adorazione della gente partenopea dopo il lutto corale e popolare per la dipartita di Diego.

Ma come potevano trattenersi i tifosi napoletani di fronte alla tragica morte della loro divinità calcistica? Ma si sa che il “buon senso” non appartiene al popolo partenopeo, incline agli eccessi, esattamente come l’uomo Maradona, eccessivo in tutto, nell’estro calcistico come nei suoi vizi, nella generosità e nella iracondia, o nella irruenza, cioè in tutti gli aspetti e le manifestazioni della sua indole caratteriale, assai sanguigna, genuina e passionale, tipica delle popolazioni latine e meridionali.

Per la cronaca, chi ha paventato rischi di esplosione della pandemia, soltanto nelle prossime tre settimane vedrà se la curva dei contagi da Covid-19 si sarà impennata tra gli abitanti dell’area di Napoli in virtù degli assembramenti per rendere omaggio al “divino Maradona”.

Ma, ripeto, in simili circostanze non si poteva reclamare il buon senso ad una città che ha perso il suo idolo pagano.

Un vivo, insanabile contrasto tra luci ed ombre, tra bene e male, tra sacro e profano, è presente nella personalità e nella vita sregolata, quanto geniale, di Maradona, nel suo culto pagano e nel suo mito profano, nella sua esistenza intensa, spericolata e travagliata, nel sentimentalismo e nel fatalismo che si riverberano nella rappresentazione e nella conclusione del suo dramma esistenziale: una infausta parabola discendente che lo ha condotto ad una morte prematura.

Il tragico destino di Maradona è simile a quello di altri geni e di tante altre vite “maledette”. Penso, ad esempio, ad un artista geniale ed assoluto come Michelangelo Merisi, meglio noto come Caravaggio. Il quale ha vissuto un’esistenza a dir poco dissoluta e “maledetta”: risse, accoltellamenti, duelli, omicidi, costellano la breve quanto turbolenta vicenda personale del grande pittore.

Eppure, egli viene ammirato per le sue straordinarie opere d’arte, i suoi capolavori pittorici. Di Caravaggio non ricordiamo i suoi misfatti, ovvero le sue azioni orrende e delittuose. Anzi.

Il parallelismo con la personalità del Caravaggio (o di altre figure “geniali e maledette” della letteratura, della poesia, delle arti figurative e della musica: da Charles Baudelaire, il primo nome illustre di un indice proibito, al “poeta maledetto” per antonomasia ed eccellenza, cioè Arthur Rimbaud, al suo “amico intimo” Paul Verlaine, da Edgar Allan Poe a Charles Bukowski, da Vincent Van Gogh ad Amedeo Modigliani, da Jim Morrison a Janis Joplin, al grande Jimi Hendrix, da Ian Curtis fino a Kurt Cobain e via discorrendo, solo per citare alcuni tra i nomi più celebri) è utile ad evidenziare come durante la propria esistenza si possano compiere azioni scellerate e deplorevoli, tuttavia i posteri ricordano i sommi geni solo (o soprattutto) per le opere elevate, per le gesta immortali e sovrumane, che sono soltanto il frutto di capacità fuori dal comune.

Ebbene, nel suo campo (il calcio, cioè uno sport alla mercé di cinici e di luridi faccendieri, di affaristi rapaci e di speculatori privi di scrupoli) Maradona è stato il talento più grande di tutti, un genio che non si può mai discutere, ma solo ammirare.

Per cui bisogna saper discernere, se possibile, l’etica dall’estetica, l’uomo dal genio, le azioni eventualmente commesse nella propria vita privata, pur detestabili ed esecrabili sul piano morale, dalle opere straordinarie, che sono il risultato più prezioso, ineffabile, incommensurabile, di un ingegno quasi sovrumano e di un talento smisurato nel proprio ambito espressivo, che si tramutano in gesta eterne e immortali.

In tale prospettiva ho azzardato una sorta di confronto e di parallelismo storico con un altro personaggio della storia, altrettanto “dannato”, reprobo e “maledetto”, ossia il Caravaggio. Un animo inquieto ed un uomo irrequieto, che ha commesso azioni malvagie ed empie nella propria vita. Tuttavia, ancor oggi sa deliziare ed appagare con le sue opere geniali ed i suoi quadri sublimi e mirabili, qualsiasi persona che si avvicini al suo estro creativo, pur non essendo necessariamente un critico d’arte.

Lucio Garofalo

Castellammare di Stabia: Operazione “Money Box” (VIDEO)

Castellammare di Stabia: la Guardia di Finanza e gli uomini della Polizia Municipale hanno cooperato per portare a termine l’operazione “Money Box”.

Castellammare di Stabia: Operazione “Money Box”

CASTELLAMMARE DI STABIA (NA)- “Money Box” è il nome dell’operazione a cui hanno lavorato insieme Guardia di Finanza e Polizia Municipale che ha incastrato tre soggetti attualmente agli arresti domiciliari.

Queste le considerazione del Sindaco Cimmino:

Non c’è più spazio per i corrotti, per i criminali, per i furbetti e per gli abusivi a Castellammare. Complimenti alla guardia di finanza e ai miei uomini della polizia municipale che hanno collaborato nell’inchiesta per l’operazione effettuata questa mattina, denominata “Money Box”, con cui non solo sono stati arrestati tre soggetti tra cui un tecnico comunale, ma sono anche stati svelati episodi che mi disgustano.
Leggendo le prime indiscrezioni pubblicate dai media, sono certo che come me gran parte dei miei concittadini sia rimasto nauseato. Questi delinquenti pagheranno caro tutto quello che hanno fatto qualora le accuse venissero confermate: approfittare del proprio ruolo pubblico per vessare i cittadini o per avallare l’abusivismo mi lascia senza parole.
Inorridisco davanti a simili comportamenti illeciti e provo profonda rabbia per episodi che sarebbero avvenuti nel corso della mia amministrazione. Sono sempre più sicuro, in ogni modo, che la linea di rigore che stiamo perseguendo è quella giusta. Il dipendente in questione, come si rileva dagli atti, era stato già oggetto di diverse diffide da parte dei dirigenti comunali, tra la seconda metà del 2019 e l’inizio del 2020.
L’inchiesta dei finanzieri, d’altronde, va di pari passo con l’operazione pulizia che ho posto in atto fin da quando ho messo piede a Palazzo Farnese. Lo stop a presunti sistemi corruttivi e alla tendenza a girarsi dall’altra parte davanti all’abusivismo si sommano al durissimo contrasto agli illeciti edilizi che abbiamo messo in campo e che non si fermerà.
Sono costanti le denunce e le segnalazioni inviate a forze dell’ordine e alla magistratura. Riusciremo a rendere questo ente e questa città sempre più trasparenti e limpidi. Se qualcuno aveva pensato o pensa ancora di farla franca, è bene ribadirlo: la mia amministrazione è votata alla legalità e non farà sconti a nessuno.

L’operazione ha messo purtroppo in luce il marcio di questa città: Cittadini indegni di tale nome che mirano a salvaguardare solo i propri interessi a discapito della collettività.

Riguardo al dipendente comunale, Federico II si starà rivoltando nella tomba.

Proprio Federico II, lo stupor mundi, colui che istituì l’università (che porta il suo nome dal 1992 a sottolineare le sue antichissime origini) risalente al 5 giugno 1224, quando l’imperatore svevo, nonché re di Sicilia, da Siracusa emanò l’editto istitutivo.

A differenza che a Bologna e in altre città, lo Studio napoletano nacque con un atto imperiale, volto a formare i gruppi dirigenti necessari al governo dello Stato. Questa origine laica non avrebbe però impedito pesanti intromissioni della Chiesa nella sua vita culturale.

Istituita con l’intento di formare i componenti dell’organico amministrativo, proprio perché i Funzionari Statali dovevano essere competenti e meritevoli di tale incarico.

Con questo episodio è reso evidente quanto la superbia, l’avidità di denaro, la cattiveria, il menefreghismo di un singolo bastino a determinare danni all’intera collettività -senza contare la vergogna.

E’ possibile che l’operazione “Money Box” sia da apripista per altre future realtà ben nascoste.

Stéphanie Esposito Perna

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Castellammare : sequestrato cancello che impediva accesso ai lidi

Castellammare di Stabia: ieri è scattato il sequestro del cancello che impediva l’accesso ai lidi su via Acton, il Sindaco ne scrive su Facebook.

Castellammare : sequestrato cancello che impediva accesso ai lidi

CASTELLAMMARE DI STABIA (NA)- Ieri è scattato il sequestro del cancello impedente l’accesso ai lidi su via Acton, a comunicarlo il Sindaco Cimmino:
Via le barriere abusive dalle nostre spiagge. È scattato ieri il sequestro del cancello che inibiva l’accesso ai lidi su via Acton. E tre persone sono state deferite per aver commesso un abuso edilizio.
Quando mi è stata segnalata la presenza del cancello, mi sono immediatamente attivato per avviare con urgenza tutte le verifiche del caso. E nel pomeriggio di ieri gli agenti di polizia municipale, coordinati dal comandante Antonio Vecchione, su mia sollecitazione hanno approfondito la vicenda e hanno constatato l’assenza di autorizzazioni per la realizzazione del cancello, ponendolo sotto sequestro.
Un intervento di ripristino della legalità in tempi record, per dare un segnale chiaro, l’ennesimo, a chi viola le leggi. Nessuno potrà mai farla franca.
E intanto c’è chi si fa suggerire di aver giocato a guardie e ladri. Io gli suggerisco di giocare a Scarabeo, perché a parole è molto bravo. A dare la caccia ai trasgressori ci pensiamo noi e la nostra polizia municipale.

Stéphanie Esposito Perna

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Pedopornografia, arrestata dalla Polizia postale una coppia di 42 e 46 anni

La Polizia Postale di Palermo-Catania ha arrestato una coppia pepedopornografia, violenza sessuale e adescamento di minori  (VIDEO).

Continua incessante l’attività di prevenzione e contrasto dei crimini in materia di violenza sessuale su minori della Polizia Postale e del Centro nazionale di contrasto alla pedopornografia online C.N.C.P.O., che ha consentito di trarre in arresto con ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari, su richiesta della Procura Distrettuale di Palermo, una coppia di Termini Imerese, responsabile in concorso di violenza sessuale e adescamento di minori, nonché divulgazione e detenzione di immagini video di pornografia minorile.

La complessa attività di indagine condotta dalla Polizia Postale di Palermo e Catania, trae origine da una investigazione avviata dalla Polizia Postale di Torino, per divulgazione online di immagini di pornografia minorile che lo scorso 27 agosto aveva portato ad una perquisizione nei confronti di un individuo nella cui disponibilità sono stati rinvenuti diversi dispositivi informatici.

L’impiego di innovativi e sofisticati programmi di ricerca di prove informatiche relative allo scambio di materiale pedopornografico, nella circostanza appositamente utilizzati dalla Polizia Postale di Palermo, ha consentito di trarre in arresto in Termini Imerese una prima volta uno dei due individui, per detenzione di più di 100 mila file di immagini e video a contenuto pedopornografico.

Lo sviluppo delle successive attività investigative, con approfondite analisi del contenuto dei dispositivi informatici sequestrati, faceva emergere ulteriori condotte criminose della coppia inerenti anche ad adescamenti online compiuti dall’indagato con la complicità della donna convivente.

In particolare, alcuni minori residenti a Catania venivano adescati mediante falsi profili social di minori, con lusinghe ed artifizi finalizzati a scopi sessuali.

In una occasione, due ragazze catanesi di anni 13, dopo essere state adescate tramite due falsi profili di ragazzi coetanei nonché un terzo profilo falso, creato con il nome di una blogger molto nota tra i teenagers, instauravano una relazione a distanza e venivano indotte a compiere ed assistere ad atti sessuali.

Le adolescenti, opportunamente ascoltate dalla Polizia Postale di Catania, su delega del Pubblico Ministero, e con l’ausilio di una psicologa, dopo iniziali e comprensibili reticenze dovute alla vergogna, raccontavano quanto accaduto. Dalle indagini emergeva, altresì, l’adescamento di un terzo minore, un
ragazzo di anni 14 anch’egli di Catania.

Gli arrestati, in esecuzione a provvedimento cautelare richiesto dai Pubblici Ministeri del Dipartimento “Fasce deboli” della Procura della Repubblica di Palermo, sono un uomo di anni 42 e la sua convivente di anni 46, residenti a Termini Imerese, che sono stati condotti presso le case circondariali di Palermo e Termini Imerese.

Adduso Sebastiano