Teatro Vittorio Emanuele – il Sovrintendete Scoglio risponde agli artisti: “Non รจ vero che il Teatro non valorizza i professionisti locali, il Teatro รจ luogo di arte, bellezza e cultura ed รจ aperto a tutti, “messinesi e non”.
Dopo una lettera di 43 professionisti messinesi contro la direzione artistica, รจ il sovrintendente Gianfranco Scoglio a intervenire spiegando le sue posizioni. E lo fa con una lunga nota che include oltreย un excursus anche una ricostruzione storica dell’ente.
“Il teatro (dal greco ฮธฮญฮฑฯฯฮฟฮฝ, thรฉatron, ‘luogo di pubblico spettacolo’, dal verbo ฮธฮตฮฌฮฟฮผฮฑฮน, theร omai, ‘osservo’, ‘guardo’, la stessa radice di theoreo, da cui ‘teoria’) รจ un insieme di differenti discipline, che si uniscono e concretizzano l’esecuzione di un evento spettacolare dal vivo e genera la curiositร e lโinteresse dello spettatore.
Eโ un veicolo sociale potentissimo, perchรฉ diffonde arte, bellezza, cultura.
Anche solo entrare in un luogo come il Teatro Vittorio Emanuele regala subito un senso di bellezza.
Il Teatro piรน antico della Sicilia con il secondo palcoscenico piรน grande dโ Europa.
Il gemello del S. Carlo di Napoli (arch. Valente), almeno nella sua struttura esterna.
Questa sensazione arriva a tutti in maniera trasversale, a prescindere dal livello culturale o sociale.
Tutti possono amare la bellezza ed esserne rapiti.
Questa bellezza educa, addolcisce, aiuta anche a essere meno aggressivi, a capire la tolleranza…
O almeno cosรฌ dovrebbe essere.
Ma il Teatro รจ anche dolore.
Distrutto dalla guerra e dagli uomini, ricostruito nella modernitร , e di nuovo distrutto sotto il profilo economico con scelte troppo spesso mirate a soddisfare personalismi senza guardare al futuro.
Quando mi sono proposto per ricoprire il ruolo di Sovrintendente del nostro Teatro sono stato chiaro nellโillustrare le mie intenzioni ed il progetto di risanamento necessario per consentire allโE.A.R. di non essere posto in liquidazione ed alla Cittร di poter continuare a vivere questo meraviglioso ed affascinante mondo che, sotto il profilo antropologico, rappresenta lโevoluzione delle fasi della nostra vita.
Il Teatro ha pagato un prezzo altissimo ed รจ bene non dimenticarlo.
Nasce come lirico e sinfonico e si colloca subito tra i principali teatri Italiani in linea con lโinclinazione socio economica della Cittร .
Resiste al terremoto, alla guerra ma non alla mano dellโuomo.
Per ben 75 anni resta chiuso e quando ricomincia la propria attivitร si ritrova senza un orchestra in organico, con una societร mutata e con un pubblico sempre meno interessato dallโopera e dalla sinfonica e migrato verso la vicina Catania.
Comincia, pur non essendone strutturato, a produrre prosa ed a circuitare i propri spettacoli anche se talvolta ha demandato ai privati tale attivitร .
Continua a dimenticarsi dellโorchestra anche quando, grazie ai 12 miliardi lโanno della Regione, poteva finalmente creare la propria orchestra e cosa assai piรน grave a dimenticare di essere un ente pubblico diventando uno strumento assistenziale, piรน o meno ovattato, per soddisfare il clientelismo politico.” Scrive il Sovrintendete Scoglio.
“Dal 2014 contestualmente alla sostanziale diminuzione dei trasferimenti regionali ed ad alcuni errori dovuti a politiche di espansione non sostenibili nel momento storico, comincia a produrre debiti su debiti.
Oggi, grazie alla nuova amministrazione regionale, i finanziamenti sono stati incrementati a quasi 4,5 milioni di euro (9 miliardi delle vecchie lire) ed alle scelte della nuova governance il Teatro ha avviato un virtuoso percorso di risanamento..
Ma 4,5 mle non hanno piรน il valore di acquisto di 9 miliardi di lire lo abbiamo scoperto tutti allorquando si รจ allargata la forbice della diseguaglianza sociale.
Parlare di cultura senza avere rispetto per il lavoro degli altri e soprattutto senza capire che รจ il pubblico il vero โdominusโ del teatro รจ un esercizio accademico che serve solo ad aprire polemiche quando invece ci sarebbe necessitร di intenti ed un sentire comune.
Ma purtroppo questo sembra essere lo spirito di una societร sempre piรน indifferente ai problemi ed alle soluzioni ed affascinata dal gioco dellโindividualismo e dellโegoismo.
Il Teatro da sempre รจ stato allโaltezza della sua fama con produzioni di alto livello capaci di affascinare un numero sempre crescente di spettatori.
Purtoppo perรฒ, negli ultimi anni, il pubblico non ha premiato le precedenti Direzioni artistiche e sarebbe stato presuntuoso non prenderne atto e continuare nella stessa direzione.
Non sono stati poi affrontati i nodi strutturali che hanno rappresentato un pericolo per la stessa sopravvivenza del Teatro e non si รจ stati capaci di guardare ai giovani e di interpretarne i gusti.
Solo grazie ai Direttori Artistici Matteo Pappalardo e Simona Celi vi รจ stata un inversione di tendenza ed un nuovo inizio.”Continua Scoglio.
“Il Sovrintendente del Teatro รจ la figura centrale del progetto artistico culturale.
Egli deve far sรฌ che le scelte della Direzione Artistica siano compatibili con le risorse dellโEnte e presentare al Consiglio di Amministrazione una programmazione sostenibile ed un offerta culturale capace di incuriosire e coinvolgere gli spettatori.
Per quanto riguarda il settore della prosa, al quale sembra siano rivolte le intolleranti censure di persone che, a vario titolo, sono state, in passato, protagoniste delle scelte artistiche dellโEnte, i risultati parlano da soli. Simona Celi, direttore artistico di rara sensibilitร e preparazione culturale e professionale, รจ riuscita a imprimere nuova vitalitร al teatro rappresentando al pubblico il meglio della tradizione con un occhio attento alla modernitร .
Dai classici al moderno dal nostro teatro sono passate le piรน importanti produzioni Italiane ed internazionali (Chaplin) ed i migliori attori.
Il progetto Play the Game troppo frettolosamente e snobisticamente liquidato come โtalentโ ha avuto il merito di coinvolgere in teatro 35 giovani di talento.
Esso ha aperto una finestra sul mondo giovanile e lo ha avvicinato al Teatro come anche il progetto โMadre Teatroโ rivolto alle scuole.
Dino Scuderi, Eugenio Dura e Luca Notari hanno formato artisti che calcheranno presto il nostro palcoscenico ed anche quelli che non raggiungeranno lโobiettivo sono rimasti entusiasti dellโinteresse che il teatro ha avuto nei loro confronti.
Ho riguardato gli annali delle produzioni del Teatro e non ho trovato nessun progetto che coinvolgesse gli artisti โmessinesiโ.
Ma che significa essere โartista messineseโ come se lโarte fosse collegata al luogo di nascita.
Lโarte non ha confini รจ estremamente libera e si incarna nella bravura dellโartista, come una seconda pelle, rendendolo soggetto universale che trasmette emozioni.
Non รจ forse vero che in due anni รจ stata offerta alle compagnie messinesi di provare e rappresentare i propri spettacoli al Teatro senza alcun onere e con una compartecipazione ai ricavi pari al 70% come peraltro in uso in tutti i teatri italiani?
Non รจ forse vero che nessuno dico nessuno ha presentato proposte in tal senso?
Rispetto il pensiero di chi vede il nostro teatro come laboratorio culturale per le produzioni delle Compagnie locali ma tale assunto non รจ un dogma che puรฒ essere realizzato a prescindere dalla qualitร e soprattutto dal gradimento del pubblico.
Certo questa sarร una strada possibile che affiancherร le produzioni e le rappresentazioni del Teatro ma per farlo ci vorrร tempo ed investimenti che, allo stato, non sono nelle disponibilitร dellโEnte.
Si rassegni perรฒ chi pensa al Teatro di Messina come ad un teatro stabile od una compagnia privata o peggio ad un satellite per gli altri teatri minori e per le compagnie locali dispensando risorse, come avvenuto, per infauste circuitazioni di spettacoli da rappresentare in teatri minori.
Lโintenzione mia e dei Direttori Artistici, compatibilmente con le risorse disponibili, รจ quella di continuare a rappresentare in teatro il meglio delle produzioni teatrali nazionali e di produrre spettacoli di musica e prosa in linea con i grandi successi degli anni storici di un teatro che ha visto calcare il suo palcoscenico ai piรน grandi protagonisti del panorama artistico internazionale.
Ci vorrร del tempo ma queste sono le linee programmatiche del Sovrintendente e le critiche come รจ giusto che sia dovranno riguardare i risultati.
Rispetto รจ quello che รจ necessario avere per chi รจ chiamato a individuare un percorso di crescita ed il cui lavoro sarร sottoposto al giudizio dellโunico censore credibile: il pubblico.
Il Teatro ripartirร con produzioni sinfoniche da rappresentare in streaming ed il nostro Direttore della Prosa Simona Celi proverร la prima produzione di prosa ed a breve ne annuncerร un’altra in collaborazione con Teatri di rilevanza Nazionale.
Non รจ comunque vero che il Teatro non valorizza i professionisti messinesi infatti il regista, lo scenografo, lโautore delle musiche saranno tutti โmessinesiโ sperando che la scelta incontri il favore della critica.
Tutti gli attori โmessinesi e nonโ avranno la possibilitร di partecipare ai provini e quelli che il regista riterrร piรน affini ai ruoli saranno utilizzati.
Analoga possibilitร verrร concessa ai tre giovani selezionati con il talent Play The Game che insieme agli altri resteranno per sempre nel mio cuore per le emozioni che sono stati capaci di regalare con il coraggio di confrontarsi sui social divertendosi e forse diventando anche piรน uomini.
Speriamo di continuare ad avere il sostegno del nostro pubblico senza il quale il Teatro non esiste”. Conclude ilย Sovrintendente avvocato Gianfranco Scoglio.




