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Le motivazioni della condanna a Pogliese e altri deputati: Spese ingiustificabili, doppi rimborsi e collaboratori in nero

Le motivazioni in primo grado dei Giudici di PA che hanno condannato a 4 anni e tre mesi l’allora deputato regionale oggi sindaco di Catania.

I Giudici della terza sezione del Tribunale di Palermo hanno motivato severamente la sentenza del 22 luglio 2020 nei confronti di Salvo Pogliese, al tempo dei fatti deputato regionale del Pdl (centrodestra) e oggi sindaco di Catania, confluito qualche anno addietro in FdI, il partito di cui è presidente Giorgia Meloni la quale nel 2019 l’ho nominò coordinatore regionale della Sicilia orientale di Fratelli d’Italia.

Il Collegio presieduto da Fabrizio La Cascia, con Giudici a latere Daniela Vascellaro e Elisabetta Stampacchia – a seguito alle indagini condotte dal Procuratore aggiunto Sergio Demontis e dal Sostituto Laura Siani prematuramente scomparsa e dei Finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria – ha depositato il 10 gennaio 2021 le motivazioni della sentenza che a luglio ha condanna a 4 anni e tre mesi il primo cittadino, accusato di peculato. Pogliese era stato sospeso per effetto della legge Severino, poi dopo il ricorso dei suoi legali a settembre 2020 a dicembre è stato reintegrato, poiché il Tribunale civile aveva accolto l’opposizione contro la sospensione.

Nella sentenza, i Giudici ripercorrono tutte le spese fatte con i soldi dell’Assemblea regionale all’epoca in cui Pogliese era vice presidente del gruppo Pdl, dal 2008 al 2012: innanzitutto, 1.200 euro per lavori di ristrutturazione nello studio del padre. Poi 1.366,20 per una serie di regali in occasione del Natale 2010 (bottiglie di vino, panettoni, salami e prodotti gastronomici vari).

“Tutte cose comprate dall’imputato presso un centro commerciale di Caltagirone – scrivono i Giudici nelle motivazioni della sentenza di condanna – La merce fu poi recapitata presso lo studio professionale dell’imputato, come risulta dal documento di trasporto. Si tratta di spesa certamente non funzionali alle attività del gruppo parlamentare, in quanto trattasi di regalie per cui sono stati utilizzati soldi pubblici, non in occasioni di specifici eventi istituzionali e non dirette a personalità istituzionali”.

I Giudici ripercorrono le indagini della Guardia di finanza coordinate dall’allora Sostituto procuratore, oggi procuratore aggiunto Sergio Demontis e parlano di “numerose irregolarità sulla gestione del conto”. Vengono contestati anche 8.267,70 euro di alberghi per Pogliese e i familiari.

“In quel periodo – scrive il Collegio, respingendo le argomentazioni della difesa – Pogliese aveva percepito una specifica diaria a titolo di rimborso per le spese di soggiorno a Palermo”. Pertanto non aveva diritto ad un altro rimborso e naturalmente non doveva pagare con i soldi pubblici l’albergo ai familiari.

L’allora deputato regionale aveva un rimborso anche per pranzi e cene, pure per la benzina. E, invece, rileva il Tribunale di Palermo, prese dal conto del gruppo parlamentare 6.221,80 euro per il vitto, 20.610,43 per il carburante.

Al centro dell’indagine ci sono i rimborsi che ogni mese l’Ars prevede per le spese dei gruppi politici costituiti in quella legislatura: tra vari rialzi e tagli nel corso degli anni, si tratta di un minimo di tremila euro per ogni deputato, gestiti dal capogruppo. In questo caso, quindi, da Innocenzo Leontini, allora a capo del gruppo Pdl (centrodestra) all’Ars.

Se non fosse che, per un accordo tra partiti, le fila del Popolo della libertà avevano accolto pure i parlamentari di Alleanza Nazionale, in una sorta di sotto-gruppo gestito proprio da Salvo Pogliese.

Sulla base di questo accordo, il Pdl versava quasi ogni mese sui conti di AN la quota parte del contributo spettante al sotto-gruppo. Secondo i Pm, in totale, 364.438,26 euro su un contributo unificato di 1.566.571 euro.

Da questi conti, a cui erano collegate anche carte di credito e bancomat utilizzate da Pogliese, nel corso degli anni sono partiti bonifici e assegni anche verso i conti personali dell’attuale sindaco. Creando, per l’accusa, non solo una serie di spese che nulla avevano a che vedere con le finalità del contributo, ma anche una confusione col patrimonio personale dell’ex deputato che poco si adatta a una gestione trasparente del denaro pubblico.

Carburante, ristoranti, fast-food e hotel: 41.183,13 euro contestati. Spese sostenute non solo a titolo personale, ma anche per parenti e amici, come il soggiorno all’hotel Athenaeum di Palermo insieme ad autista, moglie, figlio, suoceri e altri ospiti non legati alla politica.

Spese che si affiancano a quelle per i ristoranti – “anche in questo caso, parte dei contributi pubblici è stata utilizzata in favore di soggetti diversi dal deputato” – per la benzina e per le spese telefoniche.

Tutti costi non solo illegittimi, secondo i Giudici, ma già coperti da altri rimborsi percepiti da Pogliese: la diaria per le spese di soggiorno a Palermo, i buoni pasto presso il ristorante dell’Ars, l’indennità di trasporto su gomma “che Pogliese percepiva direttamente sul proprio conto” così come il rimborso forfettario di 4150euro all’anno per le spese di rete sia mobile che fissa.

“ln sostanza – sintetizzano i Giudici – l’imputato ha lucrato un duplice rimborso per la medesima fonte di spesa”. La retta dell’asilo, i lavori allo studio e le ceste regalo: 2846,20 euro contestati. Dai 280 euro per pagare al figlio la scuola dell’infanzia ai 1366,20 euro utilizzati per l’acquisto di 40 ceste regalo consegnate presso lo studio di commercialisti diretto dal padre Antonio. E anche 1200 euro per pagare parte dei lavori di ristrutturazione presso lo stesso studio del padre: maniglie delle porte, saldature e pittura. Spese che lasciano allibiti gli stessi Giudici, per i quali “sul punto appare superfluo ogni ulteriore argomentare”.

I Giudici contestano anche che in “due conti vi era una iniziale giacenza di poco meno di 90mila euro e in seguito affluirono, durante la legislatura, ben oltre 540milaeuro”. Sono quelli che il Sindaco di Catania Pogliese ha indicato come stipendi e Tfr dei dipendenti del Gruppoo politico, più alcune spese per il funzionamento di quest’ultimo.

Sul punto, i Giudici riportano le testimonianze di alcune persone chiamate dalla difesa. Come l’autista di Pogliese che ha raccontato di aver ricevuto 17mila euro di anticipo per stipendi e tredicesima. Somme, evidenziano i Giudici, di cui non si sa anticipate da quale conto e, soprattutto, «versate in nero e non documentate da qualche pur informale ricevuta di pagamento».

Un caso non isolato, poiché continuano i Giudici “Diversi collaboratori operavano per il Pogliese e per il gruppo ex AN senza alcun contratto percependo in nero varie somme di denaro alle quali si faceva fronte attingendo alle somme concesse a titolo di contributo unificato”.

Inoltre gli esponenti politici locali di Catania, chiamati a testimoniare, hanno raccontato di avere ricevuto delle cifre per attività di propaganda politica. Soldi per i Giudici “non riferibili al funzionamento del gruppo all’Ars”.

Pogliese continua a proclamarsi innocente. Quando è stato reintegrato nella poltrona di sindaco ha detto: “Sono consapevole della mia buona fede e della mia condotta sempre rispettosa delle regole e delle leggi”. Ora, punta tutto sul processo d’appello.

A luglio, con la stessa sentenza, i Giudici hanno condannato gli ex deputati Cataldo Fiorenza (dirigente medico, Partito dei siciliani – MPA) a 3 anni e 8 mesi, Giulia Adamo (preside, Componente Commissione D’inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia – PDL) a 3 anni e 6 mesi, Rudy Maira (avvocato, vice presidente della Commissione regionale Antimafia, ex Dc, poi UDC e quindi in Popolari di Italia Domani  e Cantiere popolare) a 4 anni e 6 mesi e Livio Marrocco (nel 2008 Vice Presidente Commissione D’inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia, Futuro e Libertà) a 3 anni.

Indagini che coinvolsero un’ottantina di persone tra onorevoli e dipendenti passando al setaccio le spese dei capigruppo in carica dal 2008 al 2012. In tutti questi anni ci sono state sentenze di condanna da parte della Corte dei Conti, che ha inflitto agli ex onorevoli il pagamento di laute somme come risarcimento per le “spese pazze”. Solo Giulia Adamo deve rifondere 180 mila euro. Il percorso seguito dalla Giustizia contabile è stato parallelo, ma più spedito della giustizia ordinaria, e ha visto già emettere condanne definitive.

Anche per i Giudici di primo grado del Tribunale di Palermo: cravatte, spese, cene, regali, erano spese personali, ingiustificate e che poco c’azzeccavano con la rappresentanza politica. Anche in un parlamento regionale, quello siciliano, che ha sempre avuto regole elastiche e generose sulle spese per i gruppi parlamentari.

I Giudici, nelle motivazioni della sentenza di condanna, parlano di “disvalore delle condotte degli imputati, oltre che apprezzabile in termini di danno patrimoniale alle casse dell’Erario come rilevato nel corso dei giudizi di responsabilità contabile, conclusisi con sentenza di condanna, è stato anche e soprattutto di ordine morale, essendo stato leso il prestigio e l’immagine dell’Ars, la quale è bene ricordare in virtù della sua storia e del particolare stato legislativo di cui gode, è l’unica assemblea regionale all’interno dello Stato Italiano i cui componenti sono definiti deputati, al pari di quelli nazionali”.

Ad esempio, nelle spese nel carrello di Giulia Adamo c’erano liquori e vini pagati 1600 euro, la famosa borsa Luis Vuitton costata 440 euro, cravatte e carrè di seta Hermes da 1.320 euro, una borsa Bagagli da 145 euro. Tutti acquisti “estranei all’attività parlamentare” e privi di “giustificazione contabile coerente con la finalità per cui era stato concesso il contributo”, scrivono i Giudici.

Su Giulia Adamo, la cui condanna le ha fatto perdere il treno per la candidatura alle amministrative di Marsala, ci sono due episodi singolari. Uno riguarda la festa in casa dei suoceri del deputato Aricò “dove era stata organizzato su input del presidente della Regione Lombardo una sorta di festa di riconciliazione dopo alcuni contrasti politici che avevano caratterizzato quel periodo. A tale evento avevano partecipato numerosi onorevoli e lo stesso Presidente della Regione”. Per ringraziarli Giulia Adamo gli regalò un portafogli Luis Vuitton. Una circostanza che i giudici hanno fatto passare, perchè, seppure si era trattato di un evento conviviale era stato organizzato per “ragioni politiche interne” e se avessero dovuto affittare un locale, gli sarebbe costato molto di più. C’è poi anche il regalo a Gianfranco Miccichè, allora Sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri, 300 euro in bottiglie di vino. Ma questa circostanza è stata smentita dalle indagini. Non poteva essere un regalo per l’attuale presidente dell’Ars: lo scontrino era datato 29 aprile, Miccichè compie gli anni il primo aprile.

Per l’altro trapanese, Livio Marrocco, sono state ritenute legittime le spese per l’evento organizzato il 19 luglio 2012, all’hotel Villa Igiea, al quale era presente l’allora presidente della Camera Gianfranco Fini, ritenute spese di rappresentanza e in occasione dell’anniversario della strage di via D’Amelio.

Nell’immagine di copertina il tribunale di Palermo, il municipio di Catania e l’ARS (Assemblea Regionale Siciliana).

L’opinione.

Come se ne esce dal risaputo, generalizzato, decennale, trasversale, incancrenito, tronfio, ipocrita, clientelare, familista e ormai come costituzionalizzatosi, sistema politico, nazionale e regionale, di tutta evidenza culturalmente ingordo, traviato, misantropo, sprezzante, se non anche in diversi perseguiti casi, mafioso ?

Adduso Sebastiano

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Serie C Gir.C, promosse e bocciate della ventesima giornata

La prima giornata del girone di ritorno non riserva molte sorprese. Le prime tre (Ternana, Bari ed Avellino) non lasciano per strada punti, così come il Catanzaro. Il Catania invece non scende in campo al “Torre” di Pagani a causa dell’impraticabilità del terreno di gioco, la sfida sarà recuperata alla prima data possibile. Sul fondo della classifica Cavese e Bisceglie conquistano un punto a testa che ha più valore sul morale che sulla classifica.

PROMOSSE

Catanzaro – Le Aquile continuano a macinare punti dopo un piccolo periodo di flessione. Sono 12 i punti conquistati nelle ultime 6 gare di campionato. Gli ultimi tre sono arrivato sulla linea del traguardo contro un Potenza più preoccupato nel non prenderle che nell’offendere l’avversario. I ragazzi di mister Capuano impensieriscono il portiere avversario con una staffilata di Ricci e poi con un bello schema da punizione che Salvemini non realizza per questione di millimetri. Proprio l’attaccante lucano lascia i suoi in inferiorità numerica e lo spartito del match cambia. Il Catanzaro va all’arrembaggio e sale in cattedra Marcone, il portiere dei rossoblù che resiste fino al 94’ quando Curiale deposita in rete il pallone che pesa tre punti. 

Bari – I Galletti fanno il proprio dovere vincendo la dodicesima gara sulle 19 disputate, cercando di mettere fiato sul collo alla Ternana che non ne sbaglia una. Il Bari affronta il Francavilla in un derby tutto pugliese al “San Nicola”. La partita è bella e vivace con diverse occasioni da ambo le parti. Ci pensa Antenucci a sbloccarla, e chi se non lui. La Virtus reagisce e trova il pari un giro di lancette dopo con il baby Castorani. A cinque minuti dal termine Marras è bravo – e furbo – a conquistare il penalty che riporta avanti i suoi. Il secondo tempo è tutto a tinte Biancorosse, il risultato diventa molto ampio e senza appello. Sabato i ragazzi di mister Auteri, ampiamente criticato in settimana dai tifosi, affronteranno in trasferta il Teramo. Una sfida tutta da gustare.

Monopoli – L’impresa di giornata va di scena al “Veneziani” di Monopoli. I padroni di casa vanno sotto di due reti in appena 8 minuti contro la Juve Stabia. La partita sembra ampiamente decisa guardando lo score, ma non è affatto così. I Gabbiani non mollano e collezionano diverse occasioni da gol sulle quali trovano le risposte del portiere Tomei. L’episodio della svolta è il gol di Starita al minuto 38 del primo tempo. La Juve Stabia non chiude il match e nella seconda frazione assiste inerme al ribaltone clamoroso del Monopoli. La sfida si chiude col sigillo finale di Starita che mette il punto esclamativo su una prestazione di carattere e grinta.

BOCCIATE

Juve StabiaProtagoniste, suo malgrado, della rimonta clamorosa di Monopoli sono le Vespe. Il doppio vantaggio lampo sembra indirizzare il match in maniera positiva. I Gialloblù però non riescono ad amministrare il vantaggio e subiscono la rimonta quasi senza battere ciglio. Una squadra che punta molto sul palleggio è inevitabilmente penalizzata dalle pessime condizioni del terreno di gioco, risulta però blanda l’opposizione agli avversari che fanno letteralmente ciò che vogliono nella ripresa. Si evince una mancanza di carattere e personalità abbastanza preoccupante in una squadra che spesso gioca bene sotto l’aspetto tecnico. Manca qualcosa invece dal punto di vista agonistico ed è proprio questa pecca che ha fatto perdere qualche punto di troppo per strada (vedi Foggia). La piazza inizia ad essere insofferente ed il futuro di mister Padalino è fortemente in dubbio. Al momento la società risponde con il silenzio stampa ed il ritiro almeno fino al derby di recupero con la Casertana di mercoledì. Partita spartiacque per la stagione degli Stabiesi e per il futuro dei suoi interpreti.

Palermo – Una sola vittoria nelle ultime cinque uscite è davvero troppo poco per una squadra come quella siciliana per la quale la Serie C dovrebbe essere sono una tappa da lasciarsi alle spalle velocemente. La società è molto attiva sul mercato ma le risposte sul campo non sono sempre all’altezza. Le sedici lunghezze di ritardo rispetto alla seconda piazza occupata dal Bari sono tante, forse troppe. Col Teramo arriva un pari al termine di una partita equilibrata ed appassionante. Gli abruzzesi approcciano meglio al match e collezionano un paio di occasioni da gol, prima di trovare il vantaggio con un’azione di rimessa al minuto 20. I Rosanero si destano e trovano il pari poco dopo con una zuccata da corner. Il Palermo cerca di fare sua la partita soprattutto nella ripresa ma la mira non permette di esultare. Non resta che spartirsi la posta in palio.

Vibonese –  Il pari contro la Cavese ultimissima della classe ha il sapore di chance sprecata per agganciare il treno play-off e lasciare più indietro le sabbie mobili della bassa classifica. Il match non è entusiasmante ma i calabresi trovano il gol dell’1-0 con il sammarinese Berardi. Nemmeno il tempo di godersi il vantaggio che l’ex Bubas pareggia i conti con un tap-in dopo una presa non troppo solida del portiere Marson. Sono davvero poche le occasioni create per tentare il nuovo sorpasso sui Metelliani. Domenica nel lunch match al “Menti” con la Juve Stabia potrà testare le proprie velleità di rientrare nelle squadre che lotteranno per la promozione attraverso gli spareggi.

A cura di Raffaele Galasso

Juve Stabia-Casertana arbitra Sajmir Kumara della sezione di Verona

Nessun precedente per le vespe per il  fischietto della sezione scaligera Kumara, uno per i falchetti

Sajmir KUMARA della sezione di Verona è l’arbitro designato per la direzione di gara tra Juve Stabia e Casertana valevole per la diciassettesima giornata d’andata del campionato di Serie C girone C che non si disputò lo scorso 23 dicembre per le note vicende legate al covid che falcidiò la compagine di terra di lavoro.

Il derby, si disputerà a Castellammare mercoledì 27 gennaio alle ore 15 allo stadio Romeo Menti con una terna diversa da quella designata lo scorso mese, tranne per il quarto ufficiale.

Kumara di Verona

Kumara, albanese di nascita, è al suo terzo campionato in serie C, non ha alcun precedente con le vespe mentre uno solo con in falchetti nel precedente campionato.

Il precedente con la Casertana:

2019 / 2020 – Serie C – 11° giornata d’andata: Casertana –  Monopoli 2 – 1.

L’assistente numero uno sarà: Emilio Salvatore BUONOCORE della sezione di Marsala;

l’assistente numero due Federico PRAGLIOLA della sezione di Terni;

quarto ufficiale: Claudio PETRELLA della sezione di Viterbo.

Giovanni MATRONE

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Sorrento Calcio, rinviate anche le sfide contro Puteolana e Casarano

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Il ritorno in campo del Sorrento è ancora lontano. O almeno non si avrà in tempi brevi. Gli incontri valevoli per la quattordicesima e la quindicesima giornata del campionato di Serie D sono stati rinviati a data da destinarsi. Questa domenica il Sorrento avrebbe dovuto giocare in casa il derby campano con la Puteolana. Mercoledì invece i rossoneri sarebbero scesi in campo in terra salentina, contro la corazzata Casarano. La causa del rinvio è da imputare ai casi di positività al Covid-19 riscontrati ormai due settimane orsono tra le fila della rosa e dello staff tecnico dei costieri. Questi saranno gli ennesimi incontri che i rossoneri non riusciranno a disputare come da calendario, dopo le due mancate trasferte di Picerno e Brindisi.

Aggiornamenti Stabia: operazione anticamorra, 17 misure cautelari VIDEO

AGGIORNAMENTI sulla vasta operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli. Duro colpo inferto a nuovo polo camorristico dell’area stabiese. eseguite 17 misure cautelari. VIDEO

AGGIORNAMENTI Stabia: operazione anticamorra determina 17 misure cautelari VIDEO

Giungono aggiornamenti sull’operazione in atto da questa notte a Castellammare di Stabia, Napoli, Roma, Pompei, Santa Maria La Carità, Quarto e Castel Volturno, in cui i militari della Compagnia Carabinieri di Castellammare di Stabia hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia di Napoli, nei confronti di 17 indagati, gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi clandestine, anche da guerra, con relativo munizionamento e ricettazione.

Il complesso delle attività d’indagine, svolte dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Castellammare di Stabia e coordinate Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, ha consentito di far emergere l’esistenza di una radicata e proficua associazione destinata e stabilmente dedita al traffico e alla vendita di sostanze stupefacenti, sia droghe pesanti (in particolare cocaina), che leggere (hashish e marijuana), operante nel territorio di Castellammare di Stabia, nello specifico nel rione Moscarella, con ramificazioni anche in altre zone della Campania.

L’attività, intrapresa nel marzo del 2017 in seguito all’arresto di un cittadino stabiese sorpreso in possesso di un’arma clandestina, ha permesso di accertare l’esistenza di una associazione armata finalizzata al narcotraffico che si prefiggeva la creazione di un terzo polo camorristico nella città stabiese, distinto ed indipendente dai due clan che storicamente si dividono e contendono la signoria sul territorio (clan D’Alessandro e clan Cesarano).

Nella disponibilità di tale consorteria criminale vi era un vero e proprio arsenale, costituito da numerose armi, anche clandestine e da guerra, a riprova dell’ascesa e del consolidamento del sodalizio, nelle cui intenzioni vi era il rafforzamento militare finalizzato a imporre la propria egemonia e le proprie attività illecite sul territorio, anche con il ricorso alla violenza, come imposto dai vertici del gruppo Polito Raffaele e Onorato Silverio.

A riscontro delle attività d’intercettazione, in un lasso di tempo di circa un anno, sono state arrestate in flagranza di reato 5 persone, segnalati amministrativamente numerosi assuntori di sostanze stupefacenti, recuperate 10 pistole clandestine (prive di matricola o con matricola abrasa o punzonata), 2 kalashnikov e oltre 500 munizioni di vario calibro, nonché ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, per un valore complessivo sul mercato illegale di circa 250000,00 euro, segnatamente sono stati sequestrati circa 27 kg. di marijuana, 2,5 kg. di hashish e 50 grammi di cocaina.

I canali di approvvigionamento di droga per il gruppo erano vari, come è emerso nel corso delle indagini che hanno delineato diversi fornitori locali, ma anche dell’area casertana e pugliese.
L’attività dei Carabinieri, coordinati dalla DDA di Napoli, prosegue incessantemente come dimostrano gli ulteriori sequestri di armi, munizionamento e stupefacenti: difatti, di recente, in aree comuni all’interno del quartiere stabiese Moscarella sono state rinvenute e sequestrate ulteriori 5 pistole con relativo munizionamento e circa 110 grammi di cocaina.

Al termine delle formalità di rito, 12 indagati sono stati associati in carcere, 2 sottoposti agli arresti domiciliari presso le proprie abitazioni, mentre altri 1 indagati sono stati sottoposti alla misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di Castellammare di Stabia ed infine altri 2 alla misura del divieto di dimora nella città stabiese e nei Comuni limitrofi.

Lorenza Sabatino

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Coronavirus Torre Annunziata: 29 nuovi contagi e 14 guarigioni

Coronavirus Torre Annunziata: 29 nuovi cittadini contagiati e 14 guarigioni (i dati si riferiscono al 25 gennaio).

Coronavirus Torre Annunziata: 29 nuovi contagi e 14 guarigioni

Sono 29 i nuovi casi di contagio da Covid-19. Al contempo si registrano anche 14 guarigioni (i dati si riferiscono al 25 gennaio).

Sale a 447 il numero di cittadini attualmente positivi: 435 posti in isolamento domiciliare e 12 ricoverati. Sale a 1.987 il numero delle persone che hanno contratto il Coronavirus a Torre Annunziata dall’inizio dell’emergenza sanitaria, di cui 1.506 guarite e 34 decedute.

Lorenza Sabatino

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Alcuni altri articoli di cronaca campana presenti nei nostri archivi:

Il Comune di Cava de’Tirreni versava contributi per sindaco e assessore

Il Comune di Cava de’ Tirreni versava i contributi per il sindaco e l’assessore ai lavori pubblici: la Guardia di Finanza di Salerno sequestra 80 mila euro sui conti correnti dei due amministratori.

Il Comune di Cava de’Tirreni versava contributi per sindaco e assessore

Ottanta mila euro, a tanto ammonta il sequestro eseguito, nei giorni scorsi, dai Finanzieri del Comando Provinciale di Salerno nei confronti del Sindaco e dell’Assessore ai Lavori Pubblici (già Vicesindaco) di Cava de’ Tirreni (SA).

L’intervento è stato eseguito nell’ambito di un’indagine coordinata da questa Procura della Repubblica, volta a verificare i presupposti per il versamento, da parte dell’Amministrazione comunale, delle ritenute assistenziali, previdenziali ed assicurative a favore dei propri dirigenti.

Le norme in vigore prevedono infatti che il Comune provveda al pagamento dei contributi all’INPS solo per gli “eletti” che lavorano “esclusivamente” per l’Ente locale. In caso contrario, l’obbligo resta in capo agli stessi amministratori.

Ed invero, il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Salerno ha accertato che, diversamente da quanto dichiarato nelle autocertificazioni, il primo cittadino e l’assessore avevano di fatto continuato a svolgere, in pieno mandato elettorale, altre attività professionali – l’uno quella di consulente assicurativo e l’altro di amministratore di un’impresa di costruzioni -, per le quali percepivano regolari compensi. In definitiva, i due amministratori, facendo risultare un rapporto di lavoro “esclusivo” con il Comune, avevano fatto sì che i loro contributi gravassero sul bilancio dell’Ente.

Per garantire la restituzione delle somme illegittimamente versate, questa Procura ha quindi emesso un provvedimento di sequestro d’urgenza dei conti correnti del Sindaco e dell’Assessore ai LL.PP., chiamati ora a rispondere dell’indebita percezione di oneri previdenziali rispettivamente quantificati in 60 e 20 mila euro.

Lorenza Sabatino

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16 arresti nel mandamento mafioso di Tommaso Natale (PA) – VIDEO

16 arresti per associazione mafiosa, estorsioni, armi da fuoco. Organizzavano la distribuzione alimentare durante il lock down.

La Procura Distrettuale Antimafia di Palermo ha emesso un provvedimento di fermo di indiziato di delitto nei confronti di 16 indagati che sono stati tratti in arresto dai Carabinieri di Palermo questa mattina con l’operazione “BIVIO” in quanto ritenuti a vario titolo responsabili dei delitti di associazione per delinquere di tipo mafioso, tentato omicidio, estorsioni consumate e tentate aggravate, danneggiamento seguito da incendio, minacce aggravate, detenzione abusiva di armi da fuoco.

L’indagine, coordinata dal Procuratore aggiunto Salvatore DE LUCA e dai sui Sostituti, costituisce l’ennesimo risultato di un’articolata manovra condotta dal Nucleo Investigativo di Palermo sul mandamento mafioso di Tommaso Natale e, in particolare, sulle famiglie di Tommaso Natale, Partanna Mondello e ZEN – Pallavicino.

Nell’odierno provvedimento di fermo, sulla scorta di gravi indizi, i fatti vengono delineati come segue.

In generale l’attività ha permesso di riscontrare come la piena vigenza della ricostituita commissione provinciale di cosa nostra palermitana, riunitasi il 29 maggio 2018 dopo quasi trent’anni di inattività, abbia condizionato le dinamiche criminali del mandamento mafioso oggetto delle indagini. Infatti, in linea con le regole stabilite, il nuovo reggente del mandamento, Francesco PALUMERI, si è reso protagonista, non senza rilevanti frizioni interne, della riorganizzazione degli assetti della articolazione mafiosa, dopo il momento di criticità conseguente all’operazione CUPOLA 2.0 (ci eravamo occupati dell’operazione “CUPOLA 2.0” con gli articoli del “4 Dicembre 2018 Sicilia, arrestato nuovo capo di Cosa nostra”, “27 Maggio 2020 Arresti nel mandamento mafioso di Misilmeri-Belmonte Mezzagno”,  “29 Febbraio 2020 Sette arrestati per corruzione a Palermo”, “23 Giugno 2020 10 arresti in un mandamento mafioso di Palermo” e “20 Gennaio 2021 Mafia, estorsioni e infiltrazione nella pubblica amministrazione. Arrestati due imprenditori”).

Le risultanze restituite dall’indagine TENEO, che aveva portato agli ultimi arresti del 23 giugno 2020, avevano infatti dimostrato come il mandamento mafioso di Tommaso Natale, almeno fino a maggio 2018, era controllato da Nunzio SERIO. La famiglia mafiosa di Partanna Mondello era affidata alla reggenza di Francesco PALUMERI, mentre quella di Tommaso Natale era nelle mani di Antonino VITAMIA. Già in quel periodo si era compreso che il territorio della borgata dello ZEN, strategicamente determinante, era affidato alla reggenza di Giuseppe CUSIMANO. Questa era la composizione di vertice del mandamento di Tommaso Natale aggiornata al mese di marzo 2018, compagine comunque in continuo divenire, perché già il successivo 14 maggio 2018, Nunzio SERIO veniva nuovamente arrestato ed al suo posto subentrava Calogero LO PICCOLO, da poco rientrato a Palermo.

L’immissione di Calogero LO PICCOLO alla guida del mandamento di Tommaso Natale non apportava, di fatto, significativi cambiamenti. Le persone sopra richiamate, infatti, rimanevano saldamente alla guida delle rispettive articolazioni territoriali.

Il 29 maggio 2018, si teneva la riunione della neo ricostituita commissione provinciale di cosa nostra palermitana, la CUPOLA 2.0. A questo incontro, così come confermato dai collaboratori Filippo BISCONTI e Francesco COLLETTI, aveva preso parte il nuovo capo del mandamento mafioso di Tommaso Natale, ovvero Calogero LO PICCOLO, che era stato accompagnato proprio da Francesco PALUMERI, il quale veniva individuato come suo portavoce, e dunque vice, del suo capo, poi tratto in arresto.

Tale circostanza assumerà un significato rilevante nella parte finale dell’indagine, perché Giulio CAPORRIMO, che durante la realizzazione dell’ambizioso quanto strategico cambiamento nell’assetto mafioso della provincia palermitana era detenuto, una volta riacquistata la libertà il 24 maggio 2019, si scontrava con la realtà di questa nuova componente del mandamento di riferimento e soprattutto con una nuova leadership, determinando un vero e proprio corto circuito.

Giulio CAPORRIMO, infatti, si vedeva sottoposto alla direzione di un Francesco PALUMERI che egli non riconosceva come suo leader e soprattutto non riteneva all’altezza di un simile incarico.

Allo stesso modo, non riteneva ammissibile quello che era accaduto con la riformulazione della commissione, perché le decisioni assunte al riguardo, secondo le sue valutazioni, andavano fuori da quella cornice di ortodossia mafiosa che caratterizza cosa nostra, essendo stata violata, secondo lui, una delle regole principali dell’organizzazione, ovvero quella che si sintetizza nel fatto che si è mafiosi fino alla morte e si mantiene il proprio incarico di vertice anche nel corso della detenzione.

CAPORRIMO, quindi, che non considerava PALUMERI un reggente, riottenuta la libertà, di lì a breve e dopo aver toccato con mano la nuova realtà associativa, decideva di stabilirsi a Firenze per prendere le distanze da questa nuova organizzazione che egli giungeva a definire non più come “cosa nostra” ma come cosa come vi viene.

Di contro, la decisione di defilarsi di CAPORRIMO ha dimostrato la piena operatività delle decisioni prese dalla nuova commissione provinciale. Francesco PALUMERI, in quanto portavoce e vice di Calogero LO PICCOLO, ha avuto quindi il titolo formale per imporsi su CAPORRIMO che, giocoforza, ha dovuto, almeno inizialmente, soccombere.

Cosa nostra, organizzazione verticistica disciplinata da regole precise, quindi, si trova davanti a un BIVIO: accettare il ricostituito organismo provinciale, oppure, rimettere in discussione tutto attraverso le persone più carismatiche che vengono nel tempo rimesse in libertà, come nel caso di CAPORRIMO.

E in effetti, CAPORRIMO, dopo aver trascorso un periodo di isolamento a Firenze, rientrava a Palermo in data 11 aprile 2020, riuscendo in poco tempo ad accentrare nuovamente su di sé le più delicate dinamiche dell’intero mandamento, senza i paventati spargimenti di sangue che pure era disposto ad affrontare. Risulta dimostrato che CAPORRIMO, appoggiato dalla sua base mafiosa sul territorio (si sono rivelati suoi fedeli alleati Antonino VITAMIA – capo della famiglia di Tommaso Natale, Franco ADELFIO – uomo d’onore di Partanna Mondello, e CUSIMANO – ai vertici della famiglia ZEN/Pallavicino) tornato a Palermo, ha ripreso in mano le redini dell’intero mandamento mafioso, sino al suo ultimo arresto avvenuto con l’operazione TENEO nel giugno 2020, che chiude di fatto l’attività investigativa sul suo conto.

Nell’ambito delle dinamiche associative si è evidenziata la nascita di una nuova articolazione mafiosa nel mandamento di Tommaso Natale, ovvero la famiglia mafiosa di ZEN-PALLAVICINO, affidata alla gestione di CUSIMANO, con l’aiuto di L’ABATE Francesco.

Proprio tale articolazione è stata caratterizzata da problemi gestionali, dovuti all’esuberanza criminale e alla violenza di taluni gruppi di persone che, non affiliate formalmente a cosa nostra, hanno creato varie criticità sul territorio.

Fra i tanti momenti di tensione si è registrato, lo scorso settembre 2020, un grave episodio allo ZEN, allorquando due gruppi armati si sono sfidati “a duello”. I due gruppi, infatti, di cui uno composto da Andrea e Carmelo BARONE appoggiati da Giuseppe CUSIMANO, si sono affrontati armi in pugno, in pieno giorno e sulla pubblica via, esplodendo svariati colpi di pistola che solo per un caso fortuito non hanno provocato la morte o il ferimento dei contendenti o di passanti.

Tali fatti, assieme ad altri episodi, hanno indotto i vertici mafiosi a prendere provvedimenti nei confronti dei riottosi, meditando la soppressione di alcuni soggetti non allineati, la cui realizzazione è stata scongiurata grazie all’opera di prevenzione degli investigatori.

In tema di attività estorsive si è registrato, in tutto il territorio del mandamento, una pervicace e incisiva azione vessatoria in danno di imprenditori e commercianti, finalizzata, da una parte, a imporre i mezzi d’opera di alcuni affiliati mafiosi a tutti gli imprenditori impegnati in attività edili e dall’altra a riscuotere il “pizzo”, in maniera capillare, dai commercianti locali.

In caso di resistenze da parte degli operatori economici, gli affiliati non hanno esitato a porre in essere danneggiamenti, anche di rilevante entità, incendiando i mezzi d’opera.

Sono state ricostruite, infatti, in maniera analitica, 13 attività estorsive aggravate dal metodo mafioso (10 consumate e 3 tentate), nonché due danneggiamenti seguiti da incendio in danno di altrettante imprese.

Hanno collaborato con gli investigatori, denunciando i fatti, 5 imprenditori.

Sempre nel territorio dello ZEN, i vertici di quell’articolazione criminale hanno anche tentato di accreditarsi, in maniera concreta, quali referenti in grado di fornire aiuti alla popolazione in tempo di pandemia da COVID_19. Giuseppe CUSIMANO, infatti, ergendosi a punto di riferimento per le tante famiglie indigenti del quartiere, ha tentato di organizzare una distribuzione alimentare per le famiglie bisognose durante la prima fase di lockdown del 2020: tale circostanza dimostra come cosa nostra è sempre alla ricerca di quel consenso sociale e di quel riconoscimento sul territorio, indispensabili per l’esercizio del potere mafioso.

Inoltre, a rimarcare la costante pericolosità dell’organizzazione mafiosa, sono state registrate concrete progettualità in ordine alla pianificazione di alcune rapine (in danno di portavalori e di distributori di benzina), da commettere attraverso l’uso di armi (anche automatiche da guerra) e di esplosivo al plastico.

L’intento dei vertici della famiglia mafiosa dello ZEN era quello di assaltare, usando proprio le armi e l’esplosivo di cui evidentemente dispongono, un portavalori di una società di vigilanza non specificata, al fine di incamerare liquidità da riutilizzare per il sostentamento degli affiliati liberi e detenuti. Analoga progettualità emergeva in danno di un distributore di benzina, che usufruisce di vigilanza armata: in tale occasione il gruppo di CUSIMANO non avrebbe esitato a usare le armi per neutralizzare il vigilante e rapinare l’esercizio commerciale.

L’opinione.

Le parti il cui carattere nel testo si è ingrandito e in rosso, sembrano quasi estensibili alla politica italiana (e siciliana).

Adduso Sebastiano

26.01.21 – Operazione “BIVIO”, nominativi destinatari di fermo e custodia in carcere (tutti nati e residenti a Palermo)

1             ADELFIO Francesco         CL.1982

2             BARONE Andrea              CL.1999

3             BARONE Carmelo            CL.1961

4             BONOMOLO Marcello   CL.1973

5             CIARAMITARO Pietro     CL.1988

6             CUSIMANO Giuseppe    CL.1983

7             FINAZZO Francesco        CL.1956

8             FIORENTINO Salvatore CL.1982

9             GIORDANO Sebastiano CL.1998

10           L’ABBATE Francesco       CL.1974

11           MANCUSO Andrea         CL.1998

12           PALUMERI Francesco     CL.1960

13           RIZZUTO Giuseppe         CL.1987

14           RIZZUTO Baldassare       CL.1996

15           VITAMIA Antonino         CL.1964

16           ZITO Michele                     CL1974

16 arresti per associazione mafiosa, estorsioni, armi da fuoco

Gori, Nocera Inferiore: avvio lavori per il completamento della rete fognaria

GORI  – NOCERA INFERIORE

2,5 CHILOMETRI DI NUOVE CONDOTTE A SERVIZIO DEL TERRITORIO

COLLETTATI ALL’IMPIANTO DI ANGRI I REFLUI DI OLTRE 15.000 ABITANTI EQUIVALENTI

Hanno preso il via questa mattina i lavori di completamento della rete fognaria nel comune di Nocera Inferiore: un’opera strategica e di grande impatto ambientale, finanziata dalla Regione Campania per tre milioni di euro, e di cui GORI è soggetto attuatore. Il progetto, che sarà ultimato nell’arco dei prossimi diciotto mesi e contribuirà in maniera significativa anche al risanamento del bacino idrografico del fiume Sarno, è stato inserito nell’ambito del Protocollo d’Intesa sottoscritto da Regione Campania, EIC e GORI il 05/08/2020, finalizzato al “Completamento degli interventi fognario-depurativi del bacino idrografico del fiume Sarno”.

GORI Nocera Inferiore 1“Questa mattina aggiungiamo un altro tassello al grande puzzle di opere, realizzate e in corso, che ci consentirà di contribuire alla progressiva risoluzione dell’emergenza ambientale che interessa il fiume Sarno, intervenendo positivamente anche per il disinquinamento dell’intero golfo di Napoli. Ercolano, Torre del Greco, Torre Annunziata, Castellammare di Stabia, Pompei, Scafati, e ora anche Nocera Inferiore, sono solo alcuni dei territori cu sui abbiamo lavorato, e stiamo lavorando, grazie anche alla sinergia con gli enti comunali e sovracomunali, per restituire ai cittadini una rete fognaria potenziata e una depurazione efficiente” dichiara il Presidente di GORI, Michele Di Natale.

Un intervento che si aggiunge al fitto programma portato avanti da GORI per il potenziamento delle infrastrutture fognarie e che consentirà di collettare i reflui di oltre 15.000 abitanti equivalenti all’impianto di depurazione di Angri, con la conseguente chiusura di 9 scarichi fognari dei 15 individuati da GORI nei torrenti Cavaiola, Solofrana ed Alveo Comune Nocerino” sottolinea il Responsabile Investimenti, Ingegneria e Servizi di GORI, Francesco Rodriquez.

Un lavoro che passa anche attraverso le diverse iniziative di sostenibilità ambientale messe in campo, come il progetto Plastic Free per le scuole, Bolletta Web, e il tavolo di confronto permanente con le amministrazioni comunali ricadenti nel territorio sarnese chiamato Energie per il Sarno.

“Attendevamo da decenni quest’opera essenziale per il futuro della città di Nocera Inferiore. Tutta la vicenda fognaria trova uno sbocco operativo e positivo in termini di tempi. Una forma indispensabile di collaborazione tra soggetti istituzionali perché il Comune senza la Regione e gli enti attuatori non potrebbe fare nulla” il commento del Sindaco, Manlio Torquato.

Siamo orgogliosi dell’avvio di questa grande opera, che è parte di un disegno più generale nato dalla sinergia tra Regione Campania, Ente Idrico Campano, Comune di Nocera Inferiore e GORI, e ci auguriamo di proseguire sempre in questa direzione per la realizzazione di altri importanti interventi sui nostri territori” conclude il Vicepresidente della Regione, Fulvio Bonavitacola.

Castellammare: duro colpo al nuovo polo camorristico (VIDEO)

Castellammare: duro colpo inferto al nuovo polo camorristico dell’area stabiese. La vasta operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli. 

Castellammare: duro colpo al nuovo polo camorristico (VIDEO)

E’ in corso dalle prime luci dell’alba una vasta operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli, coordinati dalla DDA partenopea, che ha portato all’arresto di diversi soggetti, gravemente indiziati a vario titolo, dei reati di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi clandestine, anche da guerra, con relativo munizionamento e ricettazione.

Le indagini, avviate nel 2017 e condotte dai Carabinieri Compagnia di Castellammare di Stabia sotto la direzione della DDA di Napoli, hanno permesso di accertare la nascita sul territorio stabiese di un’associazione armata finalizzata al narcotraffico, che si prefiggeva la creazione di un nuovo polo camorristico autonomo.

Lorenza Sabatino

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Alcuni altri articoli di cronaca campana presenti nei nostri archivi:

Contagi da Covid-19 sul lavoro a Brescia aumentano ancora: 9,86%

Lombardia: contagi da Covid-19 sul lavoro aumentano ancora. Brescia (9,86%) maglia nera con Varese (dopo Milano). Lavoratrici più colpite.

Contagi da Covid-19 sul lavoro a Brescia aumentano ancora: 9,86%

GLI ESPERTI LEGALI: “’IMPASSE’ TRA DATORE DI LAVORO E ATS SU CONTAGI IN AZIENDA COMPLICA LA SITUAZIONE

Secondo il recente rapporto INAIL* appena presentato, i contagi da coronavirus sul luogo di lavoro a livello nazionale hanno ormai superato la soglia dei 131.000 casi. In questo scenario purtroppo la Lombardia, con il 28,4% dei casi sul totale nazionale, pari a 37.208 lavoratori contagiati, detiene il primato negativo. Di questi 26.977 sono donne (72%), mentre 10.231 sono uomini. In regione la provincia di Brescia si attesta al terzo posto (dopo Varese e Milano) con 3.670 casi (9,86% sul totale regionale), di cui 2.736 donne e 934 uomini.

Una lettura del report, e del suo trend crescente, la forniscono gli esperti legali che osservano come nel rapporto azienda e lavoratore in materia di Covid vi sia un aspetto di criticità nel rapporto con le ATS, Agenzia di Tutela della Salute: “L’impasse – spiega l’avv. Irene Pudda di Rödl & Partner, esperta in privacy & labour compliance – è dovuta al fatto che il datore di lavoro non è autorizzato a comunicare ai colleghi il nominativo di un dipendente risultato positivo. L’azienda è tenuta a fornire all’ATS le informazioni necessarie perché quest’ultima possa assolvere ai compiti previsti dalla normativa emergenziale e, contemporaneamente, ha facoltà di domandare ai possibili contatti stretti di lasciare cautelativamente i locali aziendali, ma è l’ATS che ha la potestà di contattare i lavoratori per poi applicare le opportune misure di quarantena.”

Il rischio, così facendo, è che le aziende lascino operativi interi reparti o uffici con il pericolo di diffusione del virus, non solo tra i dipendenti che sono stati a contatto diretto con il soggetto contagiato, ma anche tra i loro famigliari e i conoscenti.

“Tuttavia non si può fare diversamente – chiarisce l’avv. Pudda di Rödl & Partner – La procedura è volta a tutelare la privacy del lavoratore risultato positivo al coronavirus. Certo, come è facile immaginare, procedere alla disinfezione della postazione di lavoro, delle attrezzature utilizzate e degli spazi comuni frequentati dal dipendente, domandare ai possibili contatti stretti di lasciare cautelativamente i locali aziendali, nonché isolare o chiudere gli uffici in cui il dipendente ha lavorato garantendone allo stesso tempo la totale riservatezza è di difficile applicazione.”

Nel dettaglio della rilevazione dell’INAIL in Lombardia le denuncie di infortunio causa Covid-19 sono per il 39% dei casi localizzate nelle province di Milano (14.493 infortuni), seguita da Varese con 3.708 casi (9,96%), Brescia 3.670 (9,86%), Bergamo 2.817 casi (7,6%), Monza-Brianza 2.703 (7,3%), Como 2.072 (5,6%), Pavia con 2.069 (5,6%), Cremona 1.709 (4,6%), Mantova 1.324 (3,6%), Sondrio 915 (2,5%), Lecco 899 (2,4%), Lodi 829 (2,2%)

*https://www.inail.it/cs/internet/docs/alg-scheda-tecnica-contagi-covid-31-dicembre-2020.pdf

Redazione Lombardia / Cristina Adriana Botis

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Giannitti: “Per ogni entrata ci vuole un’uscita. Fuori Dragomir, obiettivo Di Noia”

Intervento del Direttore Sportivo del Perugia Marco Giannitti alla trasmissione Grifo Stadium del Direttore Giulio Nardi su Tef Channel:

“Perdere pedine così importanti nell’arco dei 90 minuti può far saltare anche i dettami tattici. Ieri tre infortuni muscolari ai flessori. In questo momento la nostra media è in linea con la promozione: paghiamo i problemi iniziali. E’ anche vero che è un girone che con 4/5 squadre competitive, può far innalzare la necessità della stessa media punti. Su Rosi la Società ha espresso la sua opinione ed io non devo ritornarci. Grandissima fiducia in Bianchimano e Vano, ma ora dobbiamo valutare l’entità degli infortuni stessi. Dopo penseremo al mercato. Ci sono delle cose in ballo ma dobbiamo muoverci solo per migliorarci. Di Noia è un obiettivo ma ci sono anche altre di C che lo vogliono. Per il resto non dobbiamo fare quantità, ma agire ruolo per ruolo e procedere tra uscite ed entrate. A centrocampo vista l’uscita possiamo muoverci. In attacco al momento non abbiamo uscite. Andiamo sui numeri: in avanti siamo il quarto comparto di tutti e tre i gironi. Poi quando segnano tre gol vengono considerati forti, e viceversa si chiede qualcos’altro, quando non lo fanno. Per Falzerano e Monaco non mi ha chiamato nessuno. Dragomir invece a titolo definitivo all’Entella. E’ un girone duro e sappiamo che dobbiamo pedalare. La squadra che mi è piaciuta di più è il Modena”. 

Inter-Milan, probabili formazioni: Mandzukic out, Sanchez titolare

 

Tutto pronto per Inter-Milan, derby valido per i quarti di finale di Coppa Italia, in programma il 26 gennaio alle 20:45. Chi vince affronta la vincente tra Juventus e SPAL, che si affronteranno mercoledì. 

La Coppa Italia entra nel vivo ai quarti di finale ed è già Derby tra Inter e Milan. I nerazzurri arrivano dopo aver superato la Fiorentina agli ottavi, vincendo 2-1 dopo i tempi supplementari. I rossoneri, invece, hanno sconfitto il Torino ai calci di rigore, dopo 120 minuti senza reti. La vincente del Derby di Coppa affronterà la vincente tra Juventus e SPAL, in programma il 27 gennaio.

Inter

Turnover in casa Inter per la sfida contro il Milan, anche in vista del campionato, dove la squadra di Conte è chiamata all’impresa Scudetto. Ancora out D’Ambrosio, la difesa titolare sarà composta da Skriniar, De Vrij e Kolarov, che prende il posto di Bastoni. A centrocampo, Sensi e Gagliardini sono pronti a sostituire Brozovic e Vidal, mentre Barella, invece, dovrebbe partire dal primo minuto. Sulle fasce, spazio a Darmian, a spodestare Young, e Hakimi, confermato dopo il match di Udine; in attacco, giornata di riposo per Lautaro: ad affiancare Lukaku ci sarà, probabilmente, Sanchez. (qui le parole di Conte in conferenza stampa)

probabile formazione (3-5-2): Handanovic; Skriniar, De Vrij, Kolarov; Hakimi, Barella, Sensi, Gagliardini, Darmian; Sanchez, Lukaku. All. Conte.

Milan

Dopo la sconfitta contro l’Atalanta, in casa Milan si respira già aria di Derby. Assente Donnarumma, per squalifica: sarà sostituito da Tatarusanu. Difesa titolare per 3/4, con Kjaer, Romagnoli e Theo Hernandez; l’unico cambio è sulla fascia destra, con Dalot al posto di Calabria. A centrocampo viene confermato Meité, già titolare contro l’Atalanta, che sarà affiancato da Kessié. Torna titolare Saelemaekers, insieme a Brahim Diaz e Leao, dietro l’unica punta, Zlatan Ibrahimovic. Mandzukic non è ancora al meglio della condizione e la sua convocazione è a rischio.

probabile formazione (4-2-3-1): Tatarusanu; Dalot, Kjaer, Romagnoli, T. Hernandez; Meité, Kessié; Saelemaekers, B. Diaz, Leao; Ibrahimovic. All. Pioli.

A cura di Claudio Savino

Carabinieri recuperano veicolo rubato e sequestrano refurtiva

Carabinieri Compagnia di Maddaloni effettuano controlli sul territorio, recuperando veicolo rubato e ponendo sotto sequestro la refurtiva.

Carabinieri recuperano veicolo rubato e sequestrano refurtiva

CASERTA- I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Maddaloni (CE), nel corso di un servizio di controllo del territorio hanno intercettato, in via Ficucella di quel centro, un furgone il cui conducente, alla vista dei militari, ha accelerato repentinamente la marcia allontanandosi a forte velocità.
A seguito di un breve inseguimento protrattosi sino a via dell’Industria, nel comune di Caserta, i due occupanti del mezzo in fuga lo hanno abbandonato, facendo perdere le proprie tracce nelle campagne circostanti.
I Carabinieri hanno subito accertato che il veicolo recuperato era stato oggetto di furto denunciato proprio qualche giorno prima presso la Stazione di Maddaloni.
All’interno dello stesso sono stati rinvenuti numerosi prodotti alimentari di vario genere e vari tipi di liquori.
Il veicolo è stato riconsegnato al legittimo proprietario, mentre la refurtiva è stata sottoposta a sequestro, in attesa di ulteriori indagini circa la provenienza e la proprietà.

 

 

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Perugia, Il giro di boa della trasferta a Como ha portato un 1 a 1

AC PERUGIA CALCIO FEMMINILE

14^ GIORNATA, RIOZZESE COMO-PERUGIA 1-1

Dopo la sconfitta di Bergamo, si è conclusa con un pareggio importantissimo per le biancorosse la trasferta domenicale in casa della Riozzese Como, squadra candidata alla promozione in serie A. All’ andata la vittoria era stata assegnata al Perugia dal giudice sportivo, a seguito della violazione da parte della squadra comasca del numero massimo consentito di cinque sostituzioni.  Una gara, questa giocata ieri, difficile che ha messo però in luce la grande crescita del giovanissimo team guidato dal tecnico Luciano Mancini. Un primo tempo concluso a reti inviolate dove il Perugia ha saputo mantenere un gioco ordinato a fronte delle numerose possibilità create dalle comasche. Nonostante la evidente diversa situazione in classifica, con la Riozzese Como che con 24 punti ha chiuso il girone di andata in seconda posizione mentre il Perugia in penultima posizione. Nel secondo tempo il quadro non varia: la Riozzese si fa aggressiva e persiste in attacco ma le biancorosse riescono a sfruttare bene varie ripartenze. Proprio grazie ad una di queste, Elisabetta Tola con una grande giocata di qualità riesce a guadagnare un calcio di rigore trasformato poi da Rangana Timo per il vantaggio biancorosso. La Riozzese però non molla e al 69′ va in rete con Rognoni, autrice di un gol anche nella gara di andata. Negli ultimi minuti di gioco il Perugia, in minoranza numerica con l’espulsione di Ilenia Serluca a 8 minuti dalla fine, soffre ma riesce a mantenere il risultato invariato nonostante la pressione della squadra di casa. La stessa numero 2 biancorossa, Ilenia Serluca, prima della partenza, lo aveva detto che: “A livello individuale siamo riuscite ad acquisire più fiducia in noi stesse, mentre a livello collettivo ci siamo unite ancora di più. Siamo sempre state un buon gruppo, però nelle ultime partite con delle buone prestazioni siamo riuscite a tirar fuori un buon gioco”.

La numero 10 Rangana Timo, la cui freddezza dal dischetto ha temporaneamente portato in vantaggio le biancorosse, ha invece così commentato il match a fine gara:

Credo che il lavoro ripaghi sempre e noi dal primo allenamento, anche essendo una squadra molto giovane, abbiamo sempre dato tutto. I nostri sacrifici si sono sempre visti e, partita dopo partita, siamo cresciute sia come gioco che come squadra. È stato bellissimo segnare, soprattutto perché è stato il mio primo gol in serie B, un gol importante per la squadra. La nostra forza è il gruppo, noi in campo ci aiutiamo, ci incitiamo sempre e le più “grandi” cercano sempre di aiutare le più giovani”.

Anche nelle parole di Elisabetta Tola, che ha chiuso la gara con una grande performance, si evidenzia la soddisfazione di tutta la squadra: “Siamo contente di aver portato a casa un pareggio prezioso, conquistato con tanto sacrificio da parte di tutte. L’unione del gruppo è stata la nostra forza perché ognuna di noi ha dato tutto fino all’ultimo minuto. Continueremo a lavorare per migliorarci e preparare la prossima gara”.

Fonte Perugia Calcio

Morte di Roberta Siragusa, fermato il fidanzato

È stato dichiarato in stato di fermo il fidanzato indagato per la morte della 17enne di Caccamo (PA) il cui corpo è stato ritrovato ieri mattina.

Ne avevamo già scritto ieri di questo dramma “24 Gennaio 2021 Avrebbe confessato il fidanzato della 17enne scomparsa e ora trovata parzialmente carbonizzata in un burrone … L’opinione …”.

Poi era arrivata la dichiarazione dell’avvocato del fidanzato, confutando che il suo assistito avesse confessato.

Come avevamo riportato: ieri 24 gennaio verso le 9.30, il diciannovenne di Caccamo, Pietro Morreale, si era presentato alla stazione dei Carabinieri della cittadina in provincia di Palermo, assieme al padre e all’avvocato e ha condotto i militari in un burrone dove giaceva il cadavere della fidanzata diciassettenne, Roberta Siragusa.

Secondo indiscrezioni, i due ragazzi avrebbero trascorso la serata precedente insieme ad amici in una villetta nella zona del ritrovamento, malgrado i divieti vigenti in Sicilia, zona rossa.

La sera stessa, dopo la denuncia dei genitori che non avevano visto tornare a casa la ragazza, la Procura per i minorenni di Palermo aveva già avviato le investigazioni.

Il sindaco di Caccamo, Nicasio Di Cola, a seguito del ritrovamento del corpo della ragazza, aveva detto di avere appreso che i due fidanzati erano insieme la sera del 23 “So che si trovavano insieme ad altri amici. Poi non si capisce come possa essersi scatenata questa inspiegabile e assurda tragedia … Ora, siamo tutti sconvolti”.

Nel frattempo sono andati avanti tutta la notte gli accertamenti sulla morte di Roberta Siragusa, la ragazza 17enne di Caccamo il cui corpo è stato ritrovato ieri mattina alle pendici del monte San Calogero, nella piccola cittadina del palermitano.

I Carabinieri della Compagnia di Termini Imerese, sotto la direzione della Procura della Repubblica hanno sentito le persone che nelle ultime ore avevano avuto contatti con la ragazza.

Le indagini hanno fatto emergere diverse incongruenze nella ricostruzione dei fatti, per cui la Procura della Repubblica di Termini Imerese ha emesso nei confronti del fidanzato, Pietro Morreale, che si è avvalso della facoltà di non rispondere, un provvedimento precautelare di “fermo di indiziato di delitto”, in quanto ritenuto responsabile di omicidio e occultamento di cadavere.

I familiari della vittima, in queste ore sono assistiti dal servizio psicologico messo a disposizione dall’Arma dei Carabinieri.

Il corpo della ragazza è stato portato all’istituto di medicina legale del Policlinico “Paolo Giaccone“ di Palermo dove nei prossimi giorni verrà effettuato l’esame autoptico.

Adduso Sebastiano

Polizia di Stato: controlli intensificati nelle stazioni e a bordo dei treni

Circa 5.000 controlli e 7 persone denunciate per vari reati nei servizi della Polizia di Stato intensificati nelle stazioni ferroviarie ed a bordo dei treni.

Polizia di Stato: controlli intensificati nelle stazioni e a bordo dei treni

Circa 5.000 controlli e 7 persone denunciate per vari reati nei servizi della Polizia di Stato intensificati nelle stazioni ferroviarie ed a bordo dei treni
4714 persone controllate di cui 319 straniere, 103 treni scortati, 531 bagagli ispezionati, 1 arrestato, 7 denunciati in stato di libertà e 3 persone proposte per provvedimenti di Pubblica Sicurezza è il risultato dei controlli operati nell’ultima settimana nelle principali stazioni ferroviarie campane dal personale della Polizia di Stato del Compartimento Polizia Ferroviaria per la Campania.

In particolare, nell’ambito delle attività di prevenzione e contrasto al fenomeno dei furti, la Squadra di Polizia Giudiziaria ha eseguito una serie di mirati controlli ai rottamai delle Province Campane, rinvenendo, all’interno di un deposito della Provincia di Caserta, 225 Kg di materiale ferroso contenente metallo in rame. Il titolare del deposito è stato deferito alla competente Autorità Giudiziaria per il reato di ricettazione.
L’intensa attività svolta dalla Polizia Ferroviaria ha permesso di sottoporre a controllo un elevato numero di viaggiatori, in particolare quelli provenienti da altre Regioni per la verifica della prevista autocertificazione attestante i motivi dello spostamento ai fini della prevenzione da Sars-Cov-2 e di elevare nr. 8 contestazioni per il mancato uso dei dispositivi di protezione individuale.

Le misure di controllo predisposte dal Compartimento Polizia Ferroviaria per la Campania sono state ulteriormente intensificate sia nelle altre stazioni che a bordo dei treni, in ragione del progressivo aumento dei viaggiatori.
Durante i servizi di scorta ai treni i poliziotti controllano i convogli, compiendo frequenti passaggi lungo tutte le carrozze. Le persone sospette vengono così individuate e controllate con i palmari di ultima generazione, strumenti che consentono di accedere in tempo reale alle banche dati delle Forze di Polizia, attraverso la lettura ottica dei documenti di identità. I bagagli sospetti o incustoditi vengono ispezionati e controllati con i metal detector.

 

 

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NAPOLI: sanzioni e arresti per inottemperanze e contrabbando

Napoli: tra ieri sera e questa mattina, gli agenti di Polizia sono intervenuti sul territorio, effettuando arresti ed elevando sanzioni .

NAPOLI: sanzioni e arresti per inottemperanze e contrabbando

NAPOLI : tra ieri sera e questa mattina, gli agenti di Polizia sono intervenuti sul territorio, effettuando arresti ed elevando sanzioni .

Sanità: un uomo denunciato per resistenza a Pubblico Ufficiale e tre per rissa.
Ieri sera gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale, su disposizione della Centrale Operativa, sono intervenuti in via Santa Maria Antesaecula per una lite familiare.
I poliziotti, una volta sul posto, hanno trovato un uomo in forte stato di agitazione che, alla loro vista, ha iniziato a inveire contro di loro spingendoli più volte per opporsi al controllo e, non senza difficoltà, lo hanno bloccato.
C.A., 25enne rumeno con precedenti di polizia, è stato denunciato per resistenza a Pubblico Ufficiale.
Nella stessa serata inoltre, nel transitare in via Sanità, i poliziotti hanno notato un gruppo di persone che si stavano colpendo con calci e pugni; con il supporto di un equipaggio del Commissariato San Carlo Arena, hanno bloccato e denunciato per rissa tre napoletani tra i 20 e i 58 anni.

 

Arenaccia: bar in attività in orario serale, sanzioni per il titolare e gli avventori; locale chiuso per 5 giorni.
Ieri sera gli agenti dei Commissariati Vicaria-Mercato e Vasto-Arenaccia, durante il servizio di controllo del territorio, su disposizione della Centrale Operativa sono intervenuti in via Ettore Bellini per una segnalazione di schiamazzi e musica ad alto volume provenienti da un bar.
Arrivati sul posto una volta entrati hanno sorpreso numerose persone intente a consumare bevande e cibo, tutte prive della mascherina e inosservanti del distanziamento, molte delle quali si sono date alla fuga.
I poliziotti hanno identificato il gestore e quattro avventori sanzionandoli per inottemperanza alle misure anti Covid-19 per un importo totale di 2mila euro e disponendo la chiusura del locale per 5 giorni.

 

Quartieri Spagnoli: sequestrati 12 Kg di T.L.E., un arrestato.
Stamattina gli agenti del Commissariato Montecalvario, durante il servizio di controllo del territorio, nel transitare in via Emanuele De Deo hanno notato un uomo con un borsone che, alla loro vista, si è allontanato velocemente per eludere il controllo.
I poliziotti lo hanno raggiunto e bloccato ed hanno rinvenuto nel borsone 50 pacchetti di tabacchi lavorati esteri privi del marchio del Monopolio di Stato e la somma di 140 euro mentre, nell’abitazione dell’uomo, hanno trovato altre 55 stecche per un peso complessivo di 12 kg.
Carmine Mario Pugliese, 26enne napoletano con precedenti di polizia, è stato arrestato per contrabbando di tabacchi lavorati esteri.

 

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Conte ha convocato per domani il Consiglio dei Ministri: poi Quirinale

Domani, martedì 26,  il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte comunicherà, nel Consiglio dei Ministri, la volontà di recarsi al Quirinale

Conte ha convocato per domani il Consiglio dei Ministri: poi Quirinale

 È convocato per martedì 26 gennaio alle ore 9 il Consiglio dei Ministri nel corso del quale il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, comunicherà ai ministri la volontà di recarsi al Quirinale per rassegnare le sue dimissioni. A seguire, il Presidente Conte si recherà dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Conte ha convocato per domani il Consiglio dei Ministri: poi Quirinale / Redazione / Cristina Adriana Botis

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NAPOLI: arresti nel napoletano per maltrattamenti in famiglia

Napoli: nella giornata di ieri e stanotte, gli agenti di Polizia sono intervenuti in zona Parco San Gennaro e Scampia, in soccorso di vittime di maltrattamenti da parte di “familiari”.

NAPOLI: arresti nel napoletano per maltrattamenti in famiglia

Parco San Gennaro: aggredisce la madre, arrestato.
Stanotte gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale, durante il servizio di controllo del territorio, su segnalazione della Centrale Operativa sono intervenuti in via Penninata San Gennaro dei Poveri per una lite familiare.
I poliziotti, una volta sul posto, sono stati avvicinati da una donna ferita al volto che ha raccontato di essere vittima di comportamenti violenti del figlio il quale, già in altre occasioni, l’aveva minacciata e aggredita fisicamente per futili motivi.
Gli agenti, dopo essere entrati nell’abitazione, hanno trovato e bloccato l’uomo, un 34enne polacco con precedenti di polizia, e lo hanno arrestato per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali.

 

Scampia: un uomo arrestato per maltrattamenti in famiglia.
Ieri mattina gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e del Commissariato Scampia, durante il servizio di controllo del territorio, su segnalazione della Centrale Operativa sono intervenuti in via Cartesio per una lite familiare.
I poliziotti, all’esterno dell’abitazione, hanno trovato un uomo in stato di alterazione alcolica che ha dato in escandescenze minacciandoli e aggredendoli con calci e pugni fino a quando, non senza difficoltà, è stato bloccato; inoltre, hanno accertato che, poco prima, aveva minacciato ed aggredito fisicamente la compagna e la figlia.
Armando Della Bella, 46enne napoletano con precedenti di polizia, è stato arrestato per resistenza, lesioni e minacce aggravate a Pubblico Ufficiale e maltrattamenti in famiglia, lesioni e minacce.

 

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