Home Blog Pagina 3

Generazione Z(ero) peli, si inizia sempre prima con depilazione e skincare: non solo per l’estetica

0

Ieri come oggi l’inizio delle pratiche depilatorie resta una delle “prime volte” più significative nel passaggio dall’infanzia all’adolescenza, che – come tante altre questioni giovanili – ai giorni nostri arriva sempre più precocemente e sempre più guidata dai social media, esautorando il più delle volte quei genitori che, invece, in passato erano il Virgilio con cui si iniziava l’attraversamento di quella “selva oscura” chiamata adolescenza.

Però c’è anche un’altra importante differenza rispetto al passato, stavolta più recente: nonostante le pressioni dei modelli estetici imposti dalle stesse piattaforme web, soprattutto alle donne, per la maggioranza delle ragazze la cura del corpo oggi non è più un’imposizione sociale da subire, ma un territorio di libera espressione e un atto di profondo rispetto verso la propria essenza.

A confermarlo in modo plastico è il dato portante di un Osservatorio sul tema realizzato dal portale studentesco Skuola.net in collaborazione con Wilkinson Sword Intuition, brand specializzato nei prodotti per la rasatura femminile, che ha interpellato 2.500 persone di età compresa tra i 14 e i 29 anni.

Secondo l’indagine, il 47% dei giovani – sia maschi che femmine – definisce oggi il proprio rapporto con la skincare e la rasatura come “attento ma non troppo”, a cui si aggiunge un ulteriore 28% che innalza la cura verso un livello “professionale”, ma “senza ossessioni”.

E, se si isolano le sole ragazze, il dato sale ulteriormente: il 51% dice di avere un approccio “equilibrato” alla rasatura, un altro 31% si considera “curata” ma con misura. Cosicché, alla fine, per oltre 8 su 10 si può parlare di un atteggiamento virtuoso.

Si conferma, poi, uno stereotipo (che a questo punto non lo è): le donne appaiono decisamente più attente a questo tema rispetto agli uomini, perché solo 1 su 10 – contro circa un terzo (32%) della controparte maschile – si dichiara assolutamente trascurata in fatto di skincare e depilazione. Mentre, quanto a ossessione, si equivalgono: 7% di “fissate” vs. 6% di “maniaci”.

Tuttavia qui, come anticipato, c’è il punto di svolta: la maggior parte delle donne sceglie di gestire i peli superflui per stare bene soprattutto con sé stessa (44%) o per ragioni pratiche (18%) e non per compiacere gli altri. A riprova di ciò, solo una minoranza si dice guidata dalla pressione sociale (29%) o dal pilota automatico dell’abitudine (5%). E non manca (4%) chi decide di abbracciare la body hair positivity e quindi la scelta di non depilarsi affatto.

A rafforzare questo concetto di autonomia è la gestione sia della frequenza della rasatura/epilazione sia dei momenti in cui ci si prende cura della propria pelle. Sul primo fronte, va segnalato come quasi 4 ragazze su 10 (38%) scelgano di rimuovere i peli esclusivamente “quando ne sentono realmente l’esigenza personale”, rigettando l’idea di una tabella di marcia fissa imposta dal calendario sociale o dalle stagioni.

Sul secondo fronte, la filosofia più diffusa – così per il 52% delle ragazze – potrebbe essere definita “Operazione Emergenza”: spesso e volentieri ci si depila all’ultimo minuto, magari un attimo prima di uscire. Solo per una minoranza del campione (23%) questa incombenza rappresenta una sorta di schiavitù da “Routine Fissa”, mentre per qualcuna di più (25%) è addirittura un “Momento Spa”, pianificato per restituire calma, cura e benessere.

Ma dove si percepisce davvero il cambio di paradigma è nei criteri che guidano le scelte d’uso e di acquisto dei prodotti specifici per questa pratica. Per gran parte delle rappresentanti della Gen Z, la skincare e l’epilazione sono ormai percepite come facce della stessa medaglia: la priorità assoluta non è il risultato estetico “aggressivo”, ma l’integrità e la salute della pelle.

Qui, il passaggio centrale dell’Osservatorio Skuola.net – Wilkinson Sword Intuition è quello che racconta come oltre 2 ragazze su 3 (il 67%) mettano al primo posto assoluto, durante il processo di selezione del prodotto che fa per loro, la protezione e la delicatezza.

Quando scelgono uno strumento per la depilazione, dunque, la domanda che si pongono non è “quanto sarò liscia?”, ma “quanto questo prodotto rispetta la mia pelle?”. Evitare irritazioni, rossori, tagli e, in subordine, idratare e proteggere è il “mantra” che le guida.

Istruzioni che peraltro – in fondo sono sempre e comunque giovani immerse nella dimensione social – non arrivano più, come anticipato, dai genitori o dalle persone che le circondano ma in modo autonomo: se un tempo, tornando a considerare sia i maschi che le femmine, la prima rasatura/depilazione era un affare padre-figlio o madre-figlia, oggi solo la metà (49%) inizia sotto la guida di genitori o di membri della famiglia dello stesso sesso. Tutti gli altri si rivolgono all’autoformazione (37%) – grazie anche ai tutorial online – oppure ad amici (5%) o professionisti (9%).

Un altro segno dei tempi è, poi, anche una certa attenzione all’ambiente: quasi 1 ragazza su 5 considera la sostenibilità dei prodotti come un criterio di scelta fondamentale, mentre 1 su 3 utilizza lo stesso prodotto per ogni area del corpo invece di andare su soluzioni mirate, evitando così di rendersi complice dell’incremento dei rifiuti.

Anche perché gran parte delle pratiche depilatorie ormai poggia su prodotti spesso usa e getta o comunque con un ciclo di vita piuttosto limitato. Infatti, il 47% delle ragazze tratta i peli superflui usando un rasoio/lametta manuale, metodo che va di gran lunga per la maggiore, superando nel complesso altri approcci come le creme depilatorie o l’epilazione (ceretta, laser, ecc.).

Juve Stabia fucina di talenti: Alessio Cacciamani convocato da Baldini CT della Nazionale Maggiore Italiana

0

C’è una soddisfazione che va oltre i risultati del campo, oltre le classifiche e persino oltre le imprese sportive che hanno caratterizzato l’ultima stagione della Juve Stabia. È la soddisfazione di vedere crescere giovani talenti, valorizzarli e accompagnarli verso traguardi sempre più prestigiosi. L’ultima conferma arriva dalla convocazione di Alessio Cacciamani nella Nazionale maggiore italiana.

La S.S. Juve Stabia 1907 ha infatti annunciato che il centrocampista è stato chiamato dal Commissario Tecnico Silvio Baldini per l’amichevole internazionale che vedrà l’Italia affrontare la Grecia il prossimo 7 giugno a Creta. Un riconoscimento importante per il giovane calciatore e, allo stesso tempo, motivo d’orgoglio per il club stabiese che ha contribuito in maniera significativa al suo percorso di crescita.

La convocazione di Cacciamani rappresenta l’ennesima testimonianza dell’eccellente lavoro svolto dalla Juve Stabia nella valorizzazione dei giovani, grazie ad una selezione certosina e competente del D.S. Matteo Lovisa abile ad individuare il profilo giusto per il progetto calcistico che porta avanti da tre anni. Sebbene il calciatore non fosse di proprietà del club gialloblù ma del Torino, come accaduto anche per altri talenti quali Okoro, Mannini e Zeroli, il suo passaggio a Castellammare ha rappresentato una tappa fondamentale nel processo di maturazione calcistica e umana.

Sotto la guida di mister Ignazio Abate, tecnico che ha dimostrato una particolare sensibilità nella gestione e nello sviluppo dei giovani prospetti, molti calciatori hanno compiuto importanti passi in avanti. La stagione appena conclusa ha evidenziato come la Juve Stabia sia diventata un ambiente ideale per la crescita dei ragazzi più promettenti del panorama italiano, offrendo loro continuità, responsabilità e la possibilità di confrontarsi in un campionato competitivo come la Serie B.

Cacciamani si aggiunge così a una lista sempre più lunga di giovani che hanno trovato nelle Vespe il contesto perfetto per esprimere il proprio potenziale. Un risultato che premia il lavoro dello staff tecnico, della società e di tutto l’ambiente stabiese, capace di creare le condizioni ideali affinché il talento possa emergere e consolidarsi.

La chiamata in azzurro rappresenta un traguardo personale di grande prestigio per il centrocampista, ma anche una vittoria indiretta per la Juve Stabia, che continua a raccogliere i frutti di una filosofia basata sulla crescita e sulla valorizzazione dei giovani. Un modello che negli ultimi anni ha permesso alle Vespe di ottenere risultati sportivi importanti e, allo stesso tempo, di diventare una vetrina privilegiata per alcuni dei prospetti più interessanti del calcio italiano.

Da Castellammare arriva quindi un applauso convinto ad Alessio Cacciamani. La convocazione in Nazionale maggiore è il premio per il lavoro, il sacrificio e la dedizione dimostrati nel corso degli anni. Per la Juve Stabia, invece, è l’ennesima conferma di essere diventata una vera e propria palestra di talento, un luogo dove i giovani possono crescere, migliorare e prepararsi ai palcoscenici più prestigiosi del calcio nazionale e internazionale.

Mondadori Bookstore di Castellammare Stabia: Presentato il romanzo “L’ultima estate” di Antonio De Gennaro

0

CASTELLAMMARE DI STABIA – Una serata all’insegna della cultura e della riflessione intima si è tenuta ieri, 3 giugno 2026, presso il Mondadori Bookstore di Castellammare di Stabia. Al centro dell’evento la presentazione del romanzo “L’ultima estate” di Antonio De Gennaro, un’opera che scava nelle complessità dei legami familiari.

Hanno dialogato con l’autore Carmen Matarazzo, Presidente dell’associazione “Achille Basile Le Ali della Lettura”, e la giornalista Emanuela Francini. Un valore aggiunto anche l’intervento della giornalista Annamaria Cafaro.

Durante la presentazione del libro, che ha visto un confronto aperto tra l’autore, le relatrici e il pubblico presente, i temi centrali sono stati i vecchi modelli educativi, gli stereotipi di genere e la difficile comunicazione tra padri e figli.

Ad arricchire l’incontro la presentazione di Carmen Matarazzo, che con le sue osservazioni è riuscita a cogliere la vera essenza del romanzo. La relatrice, nel definire l’opera “un libro intimistico e autobiografico, nato di getto dopo la scomparsa del padre dell’autore”, ne ha sottolineato il forte valore psicologico e introspettivo.

Oltre il conflitto, verso la riconciliazione. “L’ultima estate” inizia come un apparente atto d’accusa contro il padre, ma si risolve nell’accettazione profonda delle sue fragilità e del suo modo di essere. È proprio questo passaggio a dare al libro un valore catartico unico, capace di toccare le corde più intime di ogni lettore.

Il romanzo si apre con una simbolica coincidenza temporale e spaziale: il padre è deceduto nella stessa clinica dove l’autore era nato 38 anni prima. È proprio attraverso la perdita che inizia il viaggio emotivo del protagonista. Ritornando nella casa paterna, guardando vecchie fotografie e toccando gli oggetti quotidiani, riaffiorano nel figlio i ricordi di una vita e si delinea il profilo di un uomo d’altri tempi.

Dagli interventi è emerso con forza il tema dell’incomunicabilità. Il figlio avvertiva l’assenza del padre anche quando questi era in vita: un uomo che non gli riservava mai un complimento o un’attenzione, se non per fargli notare che “avrebbe potuto fare di più”.

La giornalista Emanuela Francini, che ha letto alcune belle pagine del libro, ha messo in evidenza anche la struttura narrativa dell’opera. Nel testo, l’autore si rivolge direttamente al padre, dando vita a un dialogo postumo. Attraverso questa scrittura, De Gennaro esprime il desiderio profondo di dirgli ora, finalmente, tutto quello che non è riuscito a comunicargli durante la sua vita.

Durante l’incontro si è parlato di come un’educazione rigida e gli stereotipi di genere – che imponevano la figura del maschio forte e del genitore severo a tutti i costi – possano scavare un solco incolmabile tra le generazioni.

Il dibattito ha così sviscerato la complessa psicologia paterna, segnata da una ferrea riservatezza: “In qualche modo il padre è sempre stato a distanza per non mostrare debolezza”. Un distacco simboleggiato da un ricordo nitido dell’infanzia: l’episodio in cui l’uomo allontana il figlio bambino che tenta di prenderlo per mano mentre attraversano la strada. Quello strappo segna, per il figlio, il momento esatto del distacco emotivo.

L’autore ha offerto a queste analisi una sua chiave di lettura della figura paterna:

“Sono arrivato alla conclusione che quello di mio padre e della sua generazione sia stato un problema di linguaggio: non avevano strumenti adatti per comunicare con noi figli”.

De Gennaro ha poi espresso la sua visione ideale della genitorialità:

“Io penso che un genitore non debba mai far mancare il clima di fiducia nei confronti del proprio figlio, un clima di serenità, in modo da far crescere l’autostima del ragazzo. Io sono stato fortunato perché ho trovato degli insegnanti straordinari”.

L’autore ha condiviso un ricordo emblematico della perenne ricerca di un riconoscimento: “Non mi aspettavo chissà che cosa da mio padre, solo un ‘Bravo’. Il giorno della mia laurea mi ha detto: ‘Adesso non ti posso dire niente’, e quello è stato il massimo”.

Questo scontro generazionale si è manifestato anche nelle scelte cruciali della vita dell’autore. Il padre, infatti, voleva convincerlo a frequentare una scuola superiore che gli garantisse un “diploma finito”, opponendosi alla sua volontà di proseguire gli studi all’università. È stato solo grazie all’intervento di una sua insegnante che il padre si è convinto a firmare la documentazione per il liceo.

L’aneddoto ha spostato il dibattito sui condizionamenti e sulle ingerenze dei genitori nella formazione dei figli. Su questo punto è intervenuta la giornalista Annamaria Cafaro, che ha rilevato come tale dinamica colpisca spesso e in modo ancora più subdolo le donne.

Annamaria Cafaro ha evidenziato come sulle ragazze vi siano meno aspettative: “Le donne hanno un peso specifico inferiore rispetto ai fratelli. Cioè, anche se sono più brave in vari campi, non sono spinte a emergere negli studi o nel campo lavorativo”, denunciando la persistenza di vecchi retaggi culturali.

Nonostante le ferite, l’autore ha voluto rileggere quel modello severo sotto una luce di gratitudine per l’autosufficienza che gli ha trasmesso:

“Credo che mio padre mi abbia fatto il regalo più bello che un genitore possa fare al proprio figlio: rendermi indipendente” ha confessato Antonio De Gennaro.

“Mio padre è stato sempre propenso a responsabilizzarmi. Mi ricordo che avevo nove anni, mi chiamò in cucina e mi disse: ‘Qui ci sono le chiavi di casa. Torni da scuola, ti fai i compiti, scendi, ma alle 8:00 in punto devi rientrare. Non perdere le chiavi, altrimenti ti punisco’”.

Dal punto di vista stilistico, l’opera si distingue per una scelta espressiva ben precisa. Il romanzo è caratterizzato da frasi brevi e da una prosa lineare che rende la lettura fluida e scorrevole. Permette a chiunque di immedesimarsi facilmente nella storia, mantenendo alta l’attenzione dall’inizio alla fine. Questa immediatezza della scrittura non sottrae complessità al racconto, ma fa leva sulla componente emozionale, permettendo al lettore di entrare in empatia diretta con i sentimenti e i silenzi vissuti dall’autore.

La lettura del romanzo “L’ultima estate” di Antonio De Gennaro – Colonnese Editore è importante perché trasforma un’esperienza intima e personale in una lezione universale sui legami familiari e offre la possibilità di superare i silenzi generazionali, aiutando a comprendere la freddezza del passato non come mancanza d’amore, ma come frutto di condizionamenti culturali.

Al contempo, la lettura del testo fa riflettere sugli stereotipi educativi e le ingerenze che ancora oggi frenano il talento dei giovani e mostra come anche dietro il distacco possa nascondersi il dono più grande: la forza di camminare nel mondo con le proprie gambe.

Juve Stabia, oltre la difesa: Altra stagione da trascinatore di Marco Bellich

0

Se la Juve Stabia ha potuto contare su una delle difese più affidabili dell’intero campionato di Serie B, gran parte del merito porta il nome di Marco Bellich. Il difensore gialloblù ha disputato una stagione di altissimo livello, confermandosi non solo come uno dei migliori centrali della categoria, ma anche come una delle figure più importanti all’interno dello spogliatoio stabiese.

Alla sua terza stagione con la maglia delle Vespe, Bellich ha raggiunto la piena maturità calcistica. Arrivato a Castellammare come elemento di prospettiva e affidabilità, anno dopo anno ha saputo crescere fino a diventare il vero punto di riferimento della retroguardia. Una trasformazione costruita attraverso il lavoro, la continuità e una personalità che si è imposta naturalmente all’interno del gruppo.

Sul terreno di gioco il suo rendimento è stato semplicemente impressionante. Gli attaccanti avversari hanno spesso trovato davanti a sé un ostacolo quasi insormontabile. Anticipi puntuali, letture perfette delle situazioni di gioco e una straordinaria capacità di gestire i duelli individuali hanno reso Bellich uno dei difensori più difficili da superare dell’intera Serie B. La sua presenza ha garantito sicurezza e stabilità a tutto il reparto, contribuendo in maniera determinante ai risultati ottenuti dalla squadra di Ignazio Abate.

Ma le stagioni del centrale in gialloblù non si sono limitate soltanto alla fase difensiva. Bellich ha infatti aggiunto al proprio repertorio una sorprendente incisività sotto porta, trasformandosi in una delle armi più pericolose della Juve Stabia sui calci piazzati. I suoi inserimenti e la sua capacità di farsi trovare al posto giusto nei momenti decisivi hanno portato gol pesanti e punti preziosi, dimostrando come il suo contributo sia andato ben oltre i compiti tradizionali di un difensore. Anche in questa stagione le sue due reti sono valsi punti importanti.

Esistono leader che trascinano con le parole e altri che guidano attraverso l’esempio. Marco Bellich appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. Non è un uomo da proclami o riflettori, ma la sua leadership emerge in ogni intervento, in ogni chiusura e nella serenità che riesce a trasmettere ai compagni nei momenti più delicati delle partite.
Con il passare delle stagioni è diventato una delle colonne portanti della Juve Stabia, un punto fermo attorno al quale costruire ambizioni e progetti futuri. La sua crescita ha accompagnato quella del club, contribuendo a consolidare una squadra capace di competere ai massimi livelli della categoria.

Oggi, all’ombra del Faito, la Juve Stabia si gode il suo autentico baluardo difensivo. Un giocatore che ha saputo conquistare la fiducia dell’ambiente con prestazioni, sacrificio e professionalità.

Marco Bellich rappresenta una certezza per il presente e una garanzia per il futuro: il muro gialloblù sul quale le Vespe possono continuare a costruire i propri sogni.

Juve Stabia deferita dalla Procura Federale: il mancato versamento alla Lega Pro e le ragioni di una scelta

0

La Procura Federale della FIGC ha deferito la S.S. Juve Stabia al Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare in seguito a una segnalazione della Lega Pro relativa al mancato rispetto di alcuni obblighi previsti dal Sistema delle Licenze Nazionali per la stagione sportiva 2023/2024.

A renderlo noto è stata la stessa Federazione attraverso un comunicato ufficiale, nel quale viene contestata alla società gialloblù la violazione del Codice di Autoregolamentazione della Lega Pro. In particolare, la Juve Stabia è stata deferita per non aver provveduto al versamento della prima tranche del contributo annuale di mutualità, pari a 258.228,45 euro, entro i termini stabiliti.

Secondo quanto riportato dalla FIGC, il pagamento avrebbe dovuto essere effettuato entro il 30 dicembre 2025. Successivamente, su richiesta della stessa società, la scadenza era stata prorogata al 31 marzo 2026. Alla data indicata, però, il versamento non è stato eseguito, facendo così scattare il deferimento.

Si tratta di una vicenda che affonda le radici nel sistema di solidarietà economica del calcio professionistico italiano. Le società che conquistano la promozione dalla Serie C alla Serie B sono infatti tenute, per i tre anni successivi al salto di categoria, a versare una quota di mutualità alla Lega Pro. Un meccanismo analogo a quello che vede i club di Serie A contribuire economicamente a favore della Serie B e della stessa Serie C.

La situazione della Juve Stabia va però letta nel contesto estremamente delicato vissuto dal club negli ultimi mesi. Alla fine di marzo, infatti, la società si trovava già a fare i conti con le difficoltà legate alla mancata immissione di nuove risorse economiche da parte della Solmate. Una situazione che, pur senza comunicazioni ufficiali pubbliche, si era già manifestata concretamente nella gestione quotidiana del club.

In quel momento gli amministratori giudiziari si sono trovati davanti a una scelta particolarmente complessa: destinare le risorse disponibili al pagamento della quota di mutualità oppure garantire la continuità operativa della società, assicurando il regolare svolgimento dell’attività sportiva e il rispetto degli impegni necessari per portare a termine il campionato. La decisione è ricaduta sulla seconda opzione, privilegiando la sostenibilità immediata del club e la conclusione della stagione.

La vicenda, tuttavia, non appare ancora definitivamente compromessa. La Juve Stabia ha infatti la possibilità di sanare la propria posizione effettuando il pagamento della somma dovuta entro il prossimo 16 giugno. Un adempimento che consentirebbe di limitare le conseguenze della contestazione federale e di affrontare con maggiore serenità le prossime scadenze sportive e societarie.

In attesa delle decisioni del Tribunale Federale Nazionale, il deferimento rappresenta dunque l’ennesimo capitolo di una fase particolarmente delicata per il club stabiese, chiamato nelle prossime settimane a risolvere questioni amministrative e finanziarie decisive per programmare il proprio futuro.

Il Coral Sound Pizza Fest conquista tutti: Musica, Sapori e Solidarietà per un progetto che guarda al futuro

0

Si avvia alla conclusione con numeri importanti e un consenso crescente il Coral Sound Pizza Fest, la manifestazione che negli ultimi giorni ha trasformato Torre del Greco in un punto di riferimento per migliaia di visitatori provenienti da tutta la Campania. Un appuntamento che ha saputo fondere intrattenimento, eccellenze gastronomiche e impegno sociale, regalando al pubblico un’esperienza capace di andare ben oltre il semplice evento estivo.

Gran parte del merito va anche all’attenta regia di Ciro Massa, direttore artistico originario di Castellammare di Stabia, da anni protagonista nella promozione di iniziative culturali e spettacoli sul territorio. La sua capacità di costruire un programma variegato, coinvolgente e adatto a tutte le fasce d’età si è rivelata ancora una volta decisiva per il successo della manifestazione.

Coral Sound Pizza Fest (3)L’ampia Arena della Musica (circa 5000 mq), immersa nel verde e dotata di spazi accoglienti e parcheggi dedicati, è diventata il palcoscenico ideale per una settimana all’insegna della convivialità. Famiglie, giovani e appassionati hanno potuto trascorrere serate all’insegna del divertimento, accompagnati da un’offerta gastronomica di assoluto livello che ha celebrato una delle tradizioni più amate della Campania: la pizza.

Accanto ai maestri pizzaioli, grande apprezzamento hanno riscosso anche le eccellenze dolciarie presenti nell’area food, con realtà storiche del territorio, come Mennella e Poppella, che hanno contribuito a rendere ancora più ricca l’esperienza dei visitatori. Un percorso di gusto che ha saputo valorizzare l’identità enogastronomica regionale in un contesto festoso e accogliente.

Sul fronte dello spettacolo, il calendario dell’evento sapientemente realizzato da Ciro Massa ha offerto ogni sera momenti di grande partecipazione. La musica live, l’animazione, la presenza costante di Radio Marte e gli ospiti provenienti dal mondo dello spettacolo hanno mantenuto alto l’entusiasmo del pubblico. La manifestazione è partita il 29 maggio con Ciro Sicallo, seguito il 30 maggio da DJ Decibel Bellini. Il 31 maggio spazio alla musica di Francesco Da Vinci, mentre il 1° giugno è arrivata la comicità de I Ditelo Voi. Il 2 giugno riflettori sui vincitori di The Voice Kids di Rai Uno, il 3 giugno, ieri, è stata la volta di Simone Schettino e gran finale questa sera 4 giugno con DJ Gigi Soriani.

Tra i momenti più applauditi dell’intera rassegna, la serata di ieri che ha visto protagonisti artisti della scena musicale napoletana, tra cui Nello Longobardi e l’esilarante esibizione del comico Simone Schettino, accolto con grande calore dagli spettatori.

Ma ciò che rende davvero speciale il Coral Sound Pizza Fest è il suo profondo valore sociale. Dietro ogni spettacolo, ogni pizza degustata e ogni momento di aggregazione si cela infatti un obiettivo concreto di solidarietà.

Coral Sound Pizza Fest (2)L’iniziativa sostiene infatti la realizzazione de “La Casa dei Piccoli Cuori”, un progetto destinato ad accogliere bambini malati e famiglie che vivono situazioni di particolare difficoltà. Una missione che conferisce all’intera manifestazione un significato ancora più importante, trasformando il divertimento in uno strumento di aiuto e vicinanza verso chi affronta quotidianamente sfide complesse.

Anche la lotteria solidale organizzata durante l’evento ha rappresentato un’opportunità per incrementare i fondi destinati all’opera benefica. Con un contributo simbolico di pochi euro, ogni partecipante ha avuto la possibilità di dare il proprio sostegno a un progetto destinato a lasciare un segno concreto sul territorio.

L’ingresso gratuito ha inoltre favorito una partecipazione ampia e trasversale, consentendo a chiunque di prendere parte all’iniziativa e di contribuire, direttamente o indirettamente, a una causa di grande valore umano.

Questa sera, 4 giugno, il sipario calerà sull’edizione 2026 del Coral Sound Pizza Fest. Resterà però il ricordo di una manifestazione che ha dimostrato come spettacolo, cultura gastronomica e solidarietà possano convivere e generare qualcosa di speciale. Un successo costruito con passione, professionalità e sensibilità sociale, capace di coinvolgere un intero territorio e di trasformare una semplice festa in un messaggio concreto di speranza e condivisione.

Juve Stabia, Francesco Agnello al bivio: Il tempo del proprietario invisibile è finito. Ci vuole concretezza

0

Ci sono modi e modi di fare calcio, ma quello che sta andando in scena a Castellammare di Stabia rischia di entrare negli annali come uno dei capitoli più singolari, controversi e difficili da decifrare del calcio italiano.

Al centro della vicenda c’è Francesco Agnello, l’uomo che nel giro di pochi mesi è diventato il personaggio più discusso della città e del mondo calcio, pur rimanendo praticamente invisibile. Il proprietario della Stabia Capital, la società attraverso cui sono state rilevate le quote della Juve Stabia alla cifra simbolica di un euro, è oggi al centro di interrogativi che attendono ancora risposte.

Il primo elemento che ha alimentato dubbi e perplessità riguarda proprio le modalità con cui si è consumato il passaggio di proprietà. In un’epoca in cui ogni movimento societario viene comunicato in tempo reale attraverso canali ufficiali, comunicati stampa e conferenze pubbliche, l’acquisizione della Juve Stabia da parte di Agnello è emersa quasi casualmente, grazie ad un fantomatico comunicato stampa della Stabia Capital.

Dai canali ufficiali del club, invece, nessuna comunicazione. Nessuna presentazione. Nessuna spiegazione anche perchè ufficialmente Agnello non si è mai palesato agli occhi degli amministratori giudiziari.

Un silenzio che aveva immediatamente generato inquietudine in una piazza che, al netto delle difficoltà economiche e sportive attraversate negli anni, ha sempre preteso chiarezza e trasparenza da chi guida il club.

Da allora il copione non è cambiato: Nessuna intervista concessa alla stampa locale o nazionale. Nessuna conferenza per illustrare programmi, strategie o obiettivi. Nessun confronto con tifosi, istituzioni o operatori dell’informazione.

E soprattutto nessuna presenza allo stadio “Romeo Menti”, dove i sostenitori gialloblù non hanno mai avuto l’occasione di vedere dal vivo colui che si presentava come il nuovo proprietario della società e forse è stato anche meglio, considerato le manifestazioni di dissenso nei suoi confronti.

Un’assenza totale che è stata interrotta soltanto dagli sviluppi giudiziari culminati con il sequestro delle quote da parte del tribunale e la continuazione della gestione della società da parte degli amministratori giudiziari.

È inevitabile che, di fronte a questo scenario, emergano interrogativi sempre più pressanti. Domande che non arrivano soltanto dalla tifoseria, ma da un’intera comunità che considera la Juve Stabia un patrimonio collettivo.

La principale è tanto semplice quanto pesante: Se in tutti questi mesi Francesco Agnello non ha mai mostrato interesse per la gestione ordinaria del club, per le sue scadenze, per i suoi problemi e per il suo futuro, come può pensare di occuparsene adesso nel giro di pochi giorni?

La prossima settimana sarà decisiva. Le scadenze federali incombono, la programmazione della nuova stagione non può attendere più, il termine per la ricapitalizzazione è stato fissato a lunedì 8 giugno 2026 e il tempo a disposizione si riduce ogni giorno.

Castellammare non ha bisogno di proprietari invisibili o di investitori che restano nell’ombra. Non ha bisogno di società fantasma o di promesse mai spiegate.

La Juve Stabia ha bisogno di certezze, programmazione e responsabilità. Soprattutto ha bisogno di qualcuno che ci metta la faccia.

Perché il silenzio, quando c’è di mezzo il futuro di una squadra e di un’intera città, non può essere una strategia. E prima o poi, alle domande dei tifosi, bisognerà rispondere.

Estate in azzurro: oltre a Dimaro, il Napoli sceglie ancora la “fortezza” di Castel di Sangro

0

Il legame tra il Napoli e Castel di Sangro si consolida. La notizia era nell’aria, ma oggi è arrivata l’ufficialità che farà felici migliaia di tifosi: la squadra azzurra anche per la prossima stagione estiva, quella 2026-2027, sceglierà l’aria pura e le strutture dell’Alto Sangro per preparare le fatiche del campionato.

La conferma è arrivata direttamente dal capoluogo campano, nel corso della presentazione ufficiale dei ritiri di Dimaro e Castel di Sangro. Un appuntamento che ha visto la partecipazione del presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, e di una delegazione della Regione Abruzzo, rappresentata dagli assessori Mario Quaglieri (Sport) e Umberto D’Annuntiis (Infrastrutture e Trasporti).

Un binomio vincente per sport e territorio

Non si tratta di una semplice scelta logistica, ma di un’operazione di marketing territoriale che negli ultimi anni ha dimostrato di essere un vero e proprio volano per l’Abruzzo. L’assessore regionale allo Sport, Mario Quaglieri, non ha usato giri di parole nel definire questa partnership: «Il legame tra il Napoli e l’Abruzzo è una delle più importanti operazioni di promozione realizzate negli ultimi anni. Castel di Sangro è ormai un punto di riferimento per i tifosi che arrivano da ogni parte d’Italia e dall’estero».

Per l’Abruzzo, ospitare i campioni azzurri significa mettere in vetrina le eccellenze del territorio – dal punto di vista ambientale e turistico – davanti a una platea vastissima, con ricadute tangibili per tutto l’indotto locale.

La sfida logistica: il “modello Castel di Sangro”

Se il fascino sportivo è evidente, dietro le quinte c’è un imponente lavoro di pianificazione. L’assessore alle Infrastrutture e ai Trasporti, Umberto D’Annuntiis, ha voluto sottolineare lo sforzo profuso dalla Regione per gestire l’afflusso massiccio di tifosi e operatori.

«Ogni anno il ritiro del Napoli rappresenta una sfida organizzativa che coinvolge mobilità, viabilità e accoglienza», ha spiegato D’Annuntiis. «Il nostro obiettivo, come Regione, è garantire che l’esperienza sia non solo memorabile, ma efficiente e sicura. Questi eventi sono un test fondamentale per misurare e valorizzare i nostri investimenti infrastrutturali, rendendo l’Abruzzo sempre più competitivo e accessibile».

Una tradizione che continua

La conferma di Castel di Sangro per il 2026-2027 consolida quello che ormai è diventato un rito laico per il popolo napoletano. Tra le montagne abruzzesi, il Napoli continua a costruire i propri successi in un ambiente che coniuga perfettamente le necessità tecniche di uno staff di alto livello con l’entusiasmo contagioso della piazza azzurra.

L’estate in Abruzzo si tinge ancora di azzurro: la macchina organizzativa è già in moto per accogliere, ancora una volta, la passione infinita dei sostenitori partenopei.

Duende sta per iniziare la quarta edizione

Festival di arti performative e nuove tecnologie una produzione del Centro Teatrale Bresciano

 

Dall’8 al 14 giugno, al Teatro Borsoni e Mezzadri, spettacoli di prosa contemporanea, incontri d’arte, eventi speciali.

Sta per iniziare la quarta edizione di Duende. Festival di arti performative e nuove tecnologie, una produzione del Centro Teatrale Bresciano che quest’anno ha per titolo “Senza mai fine”, e riflette sulla morte nell’era del digitale.

Facciamo del nostro meglio per allontanare la morte. La nascondiamo, ci inventiamo una tecnologia così potente da illuderci di poterla sconfiggere. Facciamo di tutto per non affrontare l’unico vero tabù che ci è rimasto. Almeno per il momento”. 

Beatrice Petrella Still online (2024)Nel 2019 l’università di Oxford calcolava che, entro mezzo secolo, i social network conteranno più account commemorativi che utenti attivi. Già oggi il web è dominato dalla condivisione del lutto, recente o passato. Internet non dimentica niente e nessuno: intere piattaforme sono dedicate a chi è scomparso nel mondo, ma continua a vivere in rete. E l’AI promette di ricreare, da questo materiale pubblicato, veri e propri gemelli digitali dei cari estinti. All’alba del “datismo”, o religione dei dati, in cui l’imperfetto essere umano è sostituito da algoritmi computerizzati in grado di ridefinire autonomamente i contorni delle sue esperienze, il teatro riflette sul suo rito primario e fondativo: mettere in scena la morte, davvero, per finta.

Dopo la terza edizione svoltasi in dicembre 2025, la rassegna si svolgerà per la prima volta nel periodo estivo, dall’8 al 14 giugno 2026 a Brescia, con eventi, spettacoli, incontri, performance e installazioni artistiche, ospitati al Teatro Renato Borsoni (via Milano, 83) e al Teatro Mina Mezzadri (Contrada Santa Chiara 50/A) di Brescia.

Il palinsesto inizierà l’8 giugno alle ore 17.30 al Teatro Borsoni con un momento inaugurale del Festival aperto alla cittadinanza.(Per ragioni organizzative, le proiezioni in programma il 7 giugno sono state annullate).

Il Festival rientra tra le iniziative del progetto The Youth Club, un’iniziativa promossa da Fondazione Cariplo per favorire l’avvicinamento delle giovani generazioni alle arti dello spettacolo.

Più di un festival, la quarta edizione di Duende, con la direzione artistica di Nadia Busato, si conferma un contenitore altamente sperimentale che apre a nuove dimensioni di partecipazione dello spettacolo dal vivo con eventi di prosa, performance innovative, eventi speciali. 

 Arte e Prosa contemporanea. Duende Festival presenta una selezione di compagnie e performance di teatro contemporaneo, premiate per la capacità di scrittura, provocatorie, toccanti, coinvolgenti, sperimentali, seguendo il filo rosso del futuro che possiamo raccontare. Una mappa di luoghi per sperimentare l’esperienza ibridata tra uomo e digitale, piegando la potenza tecnologica alla forza della creatività umana.

Tutti gli eventi di questa sezione saranno ospitati nella Sala Castri del Teatro Borsoni.

Evento di apertura del Festival, l’8 giugno, è Seven deaths of Maria Callas, un film di Nabil Elderkin, da un progetto di Marina Abramović, con Marina Abramović, Willem Dafoe, musica Marko Nikodijević. Fin da giovane, la musica e la storia di Maria Callas hanno profondamente segnato Marina Abramović. La sua voce, la sua vita tormentata e la sua morte solitaria risuonano con le esperienze personali di Abramović, tra amori perduti e momenti vicini alla morte. In questa installazione immersiva, Abramović affianca a sette famose arie interpretate da Callas la rappresentazione teatrale della morte della protagonista, reinterpretando o aggiungendo un elemento nuovo in ogni scena.

Durata della proiezione: 62 minuti; la proiezione è in lingua inglese, senza sottotitoli.

Orari delle proiezioni: 8 giugno 18.00 – 19.30 – 21.00.

Si prosegue il 10 giugno alle ore 20.30 con Mammuth. Vita e morte di un’Intelligenza Artificiale spettacolo che vede la drammaturgia di Rodolfo Ciulla, la regia collettiva di Fartagnan Teatro, con (in ordine alfabetico) Federico Antonello, Luigi Aquilino, Maria Canal, Andrea Sorrentino e la voce di Giacomo Vigentini. Mammut – Vita e Morte di un’Intelligenza Artificiale guarda al futuro prossimo con occhi disincantati e umoristici, mettendo al centro la solitudine dell’uomo contemporaneo in un mondo sempre più delegato alle macchine. Fred, agente immobiliare svuotato e sopraffatto, sopravvive circondato da tre figure artificiali che ne governano la quotidianità, finché una di loro comincia a manifestare qualcosa di inatteso: un guizzo di volontà propria che mette in discussione i confini tra strumento e soggetto, tra servitù e coscienza. Con questa terza commedia, Fartagnan Teatro chiude la propria trilogia distopica guardando in faccia una delle domande più urgenti del nostro tempo: cosa significa essere umani quando tutto ciò che ci circonda impara a imitarci?

L’11 giugno alle ore 20.30 è la volta di Cuore di porco, uno spettacolo di Carrozzeria Orfeo, di cui gli autori sono Filippo Capobianco, Francesco Petruzzelli, Chiara Arrigoni, la supervisione drammaturgica è di Gabriele Di Luca, con Matteo Berardinelli, Massimiliano Setti, Federico Bassi, la regia è di Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti. Cuore di porco esplora il tema della metamorfosi fin dalle sue radici mitologiche, ma calandolo nella contemporaneità, arrivando a immaginare nuovi mondi possibili. Tre storie brevi e autonome, ma connesse in un unico disegno narrativo, indagano il rapporto tra umano e animale, il corpo nelle sue trasformazioni, il bisogno collettivo di credere a qualcosa, e il modo in cui la tecnologia interviene sui cambiamenti naturali. Cuore di porco è un’esperienza immersiva in tempo reale, in cui teatro, poesia performativa, musica elettronica ed illustrazioni video si generano ed influenzano in tempo reale sotto gli occhi del pubblico, grazie al lavoro del collettivo Le Canaglie, che da oltre dieci anni esplora l’incontro tra tecniche tradizionali di disegno e tecnologie digitali.

Il Festival prosegue il 12 giugno alle ore 20.30 con Dodeskaden per la regia Michele Segreto, con la drammaturgia di Michele Segreto, Fabio Pisano, con Marzia Gallo, Matteo Ippolito, Matteo Vignati, Riccardo Vicardi. Dodeskaden ripercorre il momento più buio della vita di Akira Kurosawa, il crollo che seguì il fiasco del suo film più personale e lo condusse a tentare il suicidio per interrogarsi su cosa accade quando un artista che ha fatto dell’opera la propria ragione di esistere si scontra con il rifiuto del pubblico e il silenzio del mondo. Attingendo a interviste, sceneggiature, biografie e materiali d’archivio, Michele Segreto e Fabio Pisano costruiscono una riflessione sul fallimento, sul giudizio e sull’impossibile equilibrio tra la libertà creativa e le aspettative esterne, tra il bisogno di esprimersi e quello di essere riconosciuti, tra la vita e l’arte quando le due coincidono fino a confondersi.

La sezione prosa è completata dall’appuntamento del 13 giugno alle ore 20.30 intitolato The end, di Valeria Raimondi e Enrico Castellani, con la collaborazione artistica di Vincenzo Todesco, con Valeria Raimondi, Enrico Castellani, Luca Scotton. The End parte da una constatazione scomoda: abbiamo costruito un mondo in cui la morte non trova più posto. Vecchiaia, malattia e fragilità vengono allontanate dallo sguardo collettivo, delegate a luoghi separati, come se ignorarle fosse sufficiente a tenerle a bada. Ma questa rimozione ha un costo, e lo spettacolo lo esplora con la precisione di chi scava sotto la superficie, cercando ciò che la cenere copre senza mai spegnere davvero. A quindici anni dal debutto, Babilonia Teatri torna in scena con un lavoro che oscilla tra il tragico e il comico, perché è proprio lì, in quello spazio contraddittorio, che la morte continua a parlarci di come stiamo vivendo.

Eventi speciali per approfondire, nell’incontro tra ricercatori e artisti, i temi del festival. Due appuntamenti imperdibili per sperimentare e immergersi in cosa potrà essere il futuro delle società umane, attraverso un concerto immersivo emozionante e uno spettacolo in cui diventare protagonisti, grazie alla tecnologia binoculare.

Il 13 giugno, dalle ore 19 alle 21, e il 14 giugno 2026, dalle ore 10.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30, presso il Teatro Mezzadri, ci sarà La promessa. Spettacolo teatrale e in realtà virtuale scritto e diretto da Paolo Bignamini, con Stefano Annoni, Silvia Napoletano, Luca Nencetti una produzione Centro Teatrale Bresciano. Che cosa resta di un giuramento fatto in una notte di giovinezza, tra una bottiglia di gin e il fumo di una sigaretta? La promessa è un’esperienza in realtà virtuale che conduce chi partecipa dentro un labirinto di memorie e rimpianti. La performance trasforma il teatro in una soglia, invitando lo spettatore a un percorso individuale tra location reali, specchiate in spazi virtuali: una stanza d’albergo, l’abitacolo di un’automobile… Guidato da attori-traghettatori, il pubblico usa visori 360° per immergersi in un dialogo dove il corpo vivo del performer sfida il virtuale. È un viaggio personalizzato tra due realtà, dove la tecnologia potenzia l’emozione del contatto e svela la storia che lega tre amici: Anna, Filippo e Mario. Un’indagine drammatica e sospesa che culmina in un finale dove la finzione smette di riguardare gli altri e chiama in causa direttamente chi guarda.

L’evento è a ingresso libero con prenotazione obbligatoria sul sito centroteatralebresciano.it 

Lo spettacolo è l’esito del progetto “La scena immersiva: teatro, video, performance” realizzato in collaborazione con il corso di Estetica e Linguaggi della Performance dal Vivo tenuto da Maddalena Mazzocut-Mis all’Università degli Studi di Milano.

Il 14 giugno alle ore 20.30, presso la Sala Castri del Teatro Borsoni, andrà in scena il Concerto immersivo Tiny Space, un live di Georgeanne Kalweit, light artist Varius Collective. Georgeanne (GI) Kalweit, cantautrice e performance artist statunitense, è una delle voci più riconoscibili della scena indipendente. Dal 2000 al 2004 è stata vocalist della band electro-pop Delta V e ha fondato i progetti Kalweit and the Spokes e The Kalweit Project. Ha collaborato con artisti come The Dining Rooms, Vinicio Capossela, Calibro 35 e Cesare Malfatti (La Crus). Negli ultimi anni ha partecipato a lavori di Ottodix, Züth!, Max Zanotti, Ninotchka, VonDatty e The Elephant Man. La sua produzione attraversa elettronica, post-punk e songwriting sperimentale, con una scrittura in lingua inglese che unisce intensità emotiva e immaginazione poetica. Sul palco del Teatro Borsoni suona insieme a Giorgia Poli (Scisma, MiceVice, Sepiatone, Freaky Mermaids, con collaborazioni con Cesare Basile, John Parish e Hugo Race), Beppe Mondini alla batteria (Ottone Pesante, Nana Bang, Meteor) e Davide Mahony alla chitarra e ai cori (Analog/Hybrid Era, Pineapple Facial Wax, Absolutely Trees, Sepiatone, MiceVice, Gurubanana, Jet Set Roger & the Reindeers).

 

Studio Sinapsi diretto da Ornella Pastrengo e Camillo Carlucci: Grande successo per l’Aperitivo Psicologico

0

PALAZZOLO SULL’OGLIO – Ampia partecipazione e grande interesse per la prima serata dell’“Aperitivo Psicologico”, l’iniziativa gratuita promossa dallo Studio Sinapsi, diretto dalla Dott.ssa Ornella Pastrengo e dal Co-Direttore Dott. Camillo Carlucci, neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta. L’evento, svoltosi mercoledì 3 giugno presso la sede di via Ponte Fusia, ha richiamato numerosi partecipanti desiderosi di avvicinarsi in modo pratico e coinvolgente ai principali strumenti della psicologia contemporanea.

In un’atmosfera informale e accogliente, accompagnata da un drink di benvenuto, i presenti hanno avuto l’opportunità di vivere un’esperienza diretta all’insegna della conoscenza di sé, del benessere psicologico e della condivisione.

Protagonista della prima parte della serata è stata la Prof.ssa Cavarra, che ha guidato il gruppo alla scoperta dell’arteterapia, disciplina che utilizza il linguaggio creativo del disegno, del colore e delle forme per favorire l’espressione delle emozioni e l’elaborazione dei vissuti interiori. Un’attività che ha saputo sorprendere i partecipanti per la sua immediatezza e per la profondità delle riflessioni emerse.

Successivamente, la Dott.ssa Grigis e il Dott. Camillo Carlucci hanno accompagnato i presenti in un percorso esperienziale dedicato alla mindfulness e al training autogeno. Attraverso semplici esercizi di attenzione consapevole e rilassamento profondo, i partecipanti hanno potuto sperimentare strumenti concreti per la gestione dello stress, dell’ansia e delle tensioni quotidiane, percependone fin da subito gli effetti benefici.

Determinante anche il contributo della Dott.ssa Taboni, della Direttrice Dott.ssa Ornella Pastrengo e della tirocinante Forlani, che con professionalità, disponibilità e competenza hanno contribuito alla piena riuscita dell’iniziativa.

Prossimo appuntamento il 10 giugno

Il ciclo di incontri proseguirà mercoledì 10 giugno alle ore 19.30 con una seconda serata dedicata a un tema di grande attualità: “Problemi scolastici, DSA, disturbi dell’attenzione e del comportamento: cosa fare dopo la diagnosi?”

L’incontro sarà rivolto a genitori, insegnanti e a tutte le persone che quotidianamente si confrontano con queste problematiche. Oltre agli approfondimenti teorici, i professionisti dello Studio Sinapsi offriranno indicazioni pratiche, strumenti operativi e momenti di confronto diretto con il pubblico.

Particolare attenzione sarà dedicata anche alle nuove tecnologie applicate al potenziamento cognitivo, con la presentazione di applicazioni digitali innovative pensate per supportare attenzione, memoria e capacità organizzative nei bambini e nei ragazzi con difficoltà di apprendimento.

Un’occasione concreta per acquisire informazioni utili e strategie efficaci in un contesto accogliente, informale e privo di giudizi, dove professionisti qualificati saranno a disposizione dei partecipanti per rispondere a domande e condividere esperienze.

La partecipazione è gratuita. Per informazioni e prenotazioni è possibile confermare la propria presenza tramite WhatsApp al numero 348 402 1153.

Studio Sinapsi: Via Ponte Fusia 54, Palazzolo sull’Oglio (BS)

Juve Stabia, gol belli, gol pesanti e gol da ricordare: La stagione delle magie gialloblù

0

In una stagione straordinaria come quella appena conclusa, ogni gol della Juve Stabia ha avuto la sua importanza. Alcuni hanno portato punti preziosi nella cassaforte gialloblù, altri hanno acceso l’entusiasmo dei tifosi, altri ancora hanno raccontato la forza e la personalità di una squadra capace di sorprendere tutti. Come in ogni campionato che si rispetti, però, esistono due categorie speciali: i gol belli e i gol pesanti. La fortuna della Juve Stabia è stata quella di averne realizzati diversi capaci di appartenere a entrambe le categorie.

Tra le reti che resteranno impresse nella memoria dei tifosi ci sono sicuramente quelle di Alessio Cacciamani contro il Palermo e di Nicola Mosti nel derby contro l’Avellino. Due esecuzioni differenti, due momenti diversi della stagione, ma un unico denominatore comune: il loro enorme peso specifico. Furono gol che contribuirono a far capire a tutti, critica compresa, che la Juve Stabia non era una semplice sorpresa, ma una squadra destinata a recitare un ruolo da protagonista.

Sempre al “Romeo Menti” merita una menzione speciale la perla firmata da Christian Pierobon contro lo Spezia. Una vera magia balistica che valse punti fondamentali. Non solo perché contribuì alla conquista della salvezza anticipata, ma soprattutto perché arrivò in un momento delicato della stagione, quando i risultati faticavano ad arrivare e il rischio di finire risucchiati in una zona scomoda della classifica iniziava a preoccupare l’ambiente.

Tre gol meravigliosi, tre gol pesantissimi.

Tra i protagonisti della stagione va inserito di diritto anche Lorenzo Carissoni. L’esterno ha realizzato gol importanti durante tutto il campionato, ma le reti segnate a La Spezia e soprattutto a Empoli rappresentano due autentiche gemme che meritano di essere conservate nell’album dei ricordi.

Spettacolare anche il gol di Correia contro la Sampdoria. In quell’occasione il centrocampista si trasformò in un vero ariete, ricordando per potenza e tempismo le celebri incursioni offensive di Marcel Desailly. Uno stacco imperioso che unì forza e bellezza. Peccato soltanto che la Sampdoria riuscì poi a ribaltare tutto nei minuti finali di una gara entrata nel vivo proprio nel finale.

Merita una citazione anche Marco Ruggero, trasferitosi in Liguria durante il mercato di gennaio. Il difensore lasciò il segno con una rete splendida contro il Mantova, un gol da centravanti puro che fece esplodere il “Menti” e battere forte i cuori dei tifosi stabiesi.

L’elenco potrebbe continuare ancora a lungo. C’è il magnifico gol di Fabio Maistro contro il Monza in campionato, una giocata di qualità assoluta. C’è Leonardo Candellone che aprì la stagione con il primo gol gialloblù contro la Virtus Entella all’andata e che si ripeté anche nel ritorno disputato in un “Menti” a porte chiuse. C’è il colpo di testa di Bellich a Cesena, la specialità della casa sugli sviluppi di un calcio d’angolo. E poi c’è Giuseppe Leone a Empoli, autore della rete che diede la scossa alla Juve Stabia prima del definitivo colpo del ko firmato da Carissoni.

La carrellata prosegue inevitabilmente con i playoff, dove le emozioni hanno raggiunto il loro apice. Impossibile dimenticare la spettacolare rovesciata di Zeroli a Modena. Un gesto tecnico da copertina che regalò alle Vespe la qualificazione al turno successivo. Poi arrivarono le reti di Mosti e Okoro nella semifinale d’andata contro il Monza, quelle che fecero sognare un’intera città grazie al 2-0 maturato al “Menti” che svanì pochi minuti dopo con il pareggio dei brianzoli. Infine la sassata di Burnete nel ritorno all’U-Power Stadium. Una conclusione potente e precisa che riaccese la speranza quando mancavano appena cinque minuti al triplice fischio. Non bastò per conquistare la finale, ma la bellezza di quella rete resterà per sempre negli occhi dei tifosi.

E parlando di Burnete, come non ricordare anche il gioiello realizzato contro il Padova? Una rete di rara fattura che confermò ancora una volta le qualità tecniche dell’attaccante gialloblù.

Magie, emozioni, reti decisive e giocate da applausi. Una stagione che ha regalato ai tifosi gialloblù una collezione di gol da custodire gelosamente. Alcuni hanno portato punti, altri qualificazioni, altri ancora semplicemente la gioia di alzarsi in piedi e applaudire.

Perché alla fine il calcio è anche questo: un istante che dura pochi secondi ma che resta impresso nella memoria per sempre.

E voi? Qual è stato il gol più bello della stagione della Juve Stabia?

Juve Stabia, la festa per il cambio societario è rimandata: C’è delusione ma il futuro resta in buone mani

0

C’era chi era già pronto a stappare lo spumante, chi immaginava una giornata storica per la Juve Stabia e chi sognava di archiviare definitivamente mesi di incertezza. Invece, per il popolo gialloblù, è arrivato soltanto un rinvio. Non una fumata nera, ma nemmeno quella fumata bianca che Castellammare di Stabia attende con ansia da settimane.

L’udienza decisiva per l’assegnazione delle quote societarie è stata aggiornata al prossimo 10 giugno, lasciando il futuro delle Vespe ancora sospeso in una fase di transizione che alimenta inevitabilmente preoccupazioni e interrogativi. La delusione tra i tifosi è palpabile. Dopo una stagione straordinaria sul campo e dopo settimane di indiscrezioni e trattative, molti speravano di poter finalmente accogliere la nuova proprietà e iniziare a programmare il futuro con serenità.

Eppure, nonostante l’amarezza per l’ennesimo slittamento, a Castellammare deve continuare a prevalere l’ottimismo. In un momento così delicato, infatti, la Juve Stabia non è sola. Al fianco del club ci sono lo Stato e il Tribunale di Napoli, impegnati in un lavoro complesso e delicatissimo per garantire un futuro solido e sostenibile alla società.

Un ruolo fondamentale lo stanno svolgendo gli amministratori giudiziari Salvatore Scarpa e Mario Ferrara, chiamati ad affrontare una vera e propria corsa contro il tempo su due fronti paralleli. Da una parte c’è la necessità di individuare e accompagnare l’ingresso di un imprenditore o di un fondo di investimento che possa assicurare stabilità economica, progettualità e prospettive di crescita al club. Dall’altra incombe una scadenza che non ammette errori: il 16 giugno rappresenta il termine ultimo per la presentazione della documentazione necessaria all’ottenimento della Licenza Nazionale per partecipare al campionato di Serie B 2026-2027.

Una sfida che richiede competenza, rapidità e senso di responsabilità. Proprio per questo il rinvio dell’udienza non deve essere interpretato come un passo indietro, ma come la conferma della volontà di arrivare a una decisione ponderata e nell’interesse della Juve Stabia.

Nel frattempo il quadro resta aperto. Da un lato continua a essere in corsa il Gruppo Guerri, dall’altro resta viva la pista che porta a una cordata di matrice svizzera con il fondo Gulf Swiss Holding. Due opzioni differenti, entrambe al vaglio degli organi competenti, che stanno lavorando affinché il passaggio di proprietà possa garantire al club un futuro all’altezza delle ambizioni di una piazza che ha dimostrato negli ultimi anni maturità, passione e attaccamento.

A rendere ancora più nervoso l’ambiente contribuiscono le iniziative di Francesco Agnello, che mantiene ancora un ruolo nella vicenda societaria. Una situazione che molti tifosi osservano con crescente insofferenza. La sua esperienza legata alla Stabia Capital non ha mai realmente preso forma agli occhi della città: nessuna presentazione ufficiale, nessuna conferenza stampa, nessuna presenza costante al fianco della squadra. Per questo ogni nuovo intervento viene percepito da una parte della tifoseria come un ulteriore rallentamento di un percorso che tutti vorrebbero vedere concluso nel più breve tempo possibile.

La piazza stabiese, però, ha già dimostrato di saper attendere e soffrire. Lo ha fatto nei momenti più difficili della propria storia e può farlo ancora per qualche giorno. Il 10 giugno rappresenta ormai un appuntamento decisivo, probabilmente senza ulteriori margini per rinvii. Sarà il giorno in cui si conoscerà il volto della nuova Juve Stabia e si potrà finalmente iniziare a programmare il futuro.

Fino ad allora la delusione per la festa rimandata resta inevitabile. Ma accanto all’amarezza deve trovare spazio anche la fiducia. Perché oggi, più che mai, il destino della Juve Stabia è nelle mani di istituzioni che stanno lavorando per proteggere un patrimonio sportivo e sociale che appartiene a tutta Castellammare. E quando lo Stato scende in campo per difendere il futuro di una comunità, l’ottimismo non è soltanto una speranza: diventa una ragione concreta per guardare avanti.

Juve Stabia, ricapitalizzazione da circa 7 mln di euro: Agnello lascia o ricapitalizza? Il 10 giugno l’esito

0

La giornata di oggi davanti al Tribunale di Napoli potrebbe rappresentare uno snodo decisivo per il futuro della Juve Stabia.

Dietro il comunicato ufficiale diffuso dal club emergono infatti dettagli significativi che delineano uno scenario sempre più chiaro: da una parte l’attuale proprietario Francesco Agnello, dall’altra il lavoro degli amministratori giudiziari impegnati a garantire continuità aziendale e iscrizione al prossimo campionato di Serie B.

L’udienza, presieduta dalla giudice Teresa Areniello, ha visto la partecipazione del Sostituto Procuratore Nazionale Antimafia Antonello Ardituro, del Sostituto Procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia Francesco De Falco, dei legali di Agnello e dei rappresentanti delle due manifestazioni d’interesse finora emerse per l’acquisizione del club.

Per la prima volta vengono resi noti ufficialmente anche i soggetti interessati all’operazione. Si tratta di Alfredo Guerri, in rappresentanza della Domus Srl, e del mediatore della Swiss Gulf Holding Srl, entrambe società che hanno formalizzato il proprio interesse per rilevare le quote della S.S. Juve Stabia 1907.

L’aumento di capitale da 6,9 milioni

Il passaggio più importante del comunicato ufficiale riguarda però l’attività svolta dagli amministratori giudiziari Salvatore Scarpa e Mario Ferrara. Nel corso dell’udienza è stato comunicato che il 1° giugno, davanti al notaio Stefano Borrelli, è stato deliberato un aumento di capitale per portare la società a 6 milioni e 901mila euro.

Una scelta necessaria per consentire alla Juve Stabia di rispettare i parametri economico-finanziari richiesti dalla FIGC in vista dell’iscrizione al campionato di Serie B 2026-2027.

Si tratta di un lavoro complesso e particolarmente delicato, portato avanti nelle ultime settimane dagli amministratori giudiziari con l’obiettivo di mettere al sicuro il patrimonio sportivo rappresentato dalla società gialloblù e garantire il futuro del club indipendentemente dalle vicende che hanno coinvolto l’attuale assetto proprietario.

Agnello al bivio

Il dato politicamente e societariamente più rilevante è però un altro. La richiesta di ricapitalizzazione è stata rivolta in primo luogo a Francesco Agnello, che dal punto di vista giuridico risulta ancora titolare delle quote della Stabia Capital Srl.

Il termine fissato è perentorio: entro le ore 23:59 di lunedì 8 giugno Agnello dovrà decidere se sottoscrivere l’aumento di capitale e immettere nuove risorse nella società.

In caso contrario, la procedura prevede che la possibilità venga offerta ai soggetti che hanno manifestato interesse all’acquisizione del club.

Uno scenario che, di fatto, mette l’attuale proprietario con le spalle al muro. Le strade percorribili sembrano essere soltanto due: ricapitalizzare assumendosi l’onere economico necessario per sostenere il progetto sportivo oppure lasciare spazio a nuovi investitori pronti a subentrare.

Il 10 giugno un’altra data chiave

Il Tribunale ha aggiornato l’udienza a mercoledì 10 giugno alle ore 12:30, data entro la quale si conoscerà l’esito della richiesta formulata ad Agnello e si comprenderà se le manifestazioni d’interesse potranno trasformarsi in una vera e propria trattativa per il passaggio di proprietà.

Le prossime ore saranno dunque decisive per il futuro delle Vespe. Sul tavolo non c’è soltanto la questione societaria, ma anche la necessità di garantire stabilità economica e programmazione a una squadra che ha appena concluso una stagione storica, culminata con il raggiungimento delle semifinali playoff di Serie B.

L’impressione è che il lavoro certosino svolto dagli amministratori giudiziari stia progressivamente restringendo i margini di manovra dell’attuale proprietà, costruendo al tempo stesso tutte le condizioni necessarie affinché la Juve Stabia possa affrontare senza rischi il prossimo campionato, qualunque sia il soggetto che ne guiderà il futuro.

Castellammare di Stabia, punta sulla nuova piscina comunale: candidatura al bando “Sport e Periferie 2026”

La Giunta comunale di Castellammare di Stabia ha approvato la candidatura al bando nazionale “Sport e Periferie 2026” per la realizzazione della nuova piscina comunale nell’area dell’ex Caserma Nino Bixio, in Traversa Cantieri Mercantili. Un progetto strategico che punta a rafforzare il sistema delle infrastrutture sportive cittadine e, al tempo stesso, a favorire la riqualificazione urbana di una zona significativa della città.

L’intervento prevede un investimento complessivo di circa 4,8 milioni di euro. La proposta sarà presentata nell’ambito dell’Avviso Pubblico “Sport e Periferie 2026” promosso dal Dipartimento per lo Sport, con una richiesta di contributo ministeriale pari a 3 milioni di euro. La restante parte delle risorse necessarie sarà invece coperta dal Comune attraverso fondi di bilancio.

Con l’approvazione della delibera, l’amministrazione comunale ha formalizzato l’avvio dell’iter che potrebbe portare alla nascita della prima piscina comunale della città, un’infrastruttura attesa da anni e considerata fondamentale per ampliare l’offerta sportiva del territorio.

L’opera si inserisce in una più ampia strategia di recupero e valorizzazione dell’area di corso De Gasperi e del vicino rione Postiglione, un percorso già avviato con la realizzazione e l’inaugurazione del Mercantili Sport Park, struttura che ha restituito alla comunità uno spazio dedicato allo sport, al tempo libero e all’aggregazione sociale.

«Con questo provvedimento compiamo un passo importante verso la realizzazione di un’infrastruttura di cui la cittadinanza finora non ha mai goduto. La futura piscina comunale rappresenterà un investimento sullo sport, sulle fasce giovani e sulla qualità della vita degli stabiesi. Continuiamo a lavorare per eliminare zone di degrado urbano e per intercettare risorse e opportunità che consentano a Castellammare di Stabia di crescere e dotarsi di strutture moderne e funzionali», dichiarano il sindaco Luigi Vicinanza e il vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici Giuseppe Di Capua.

L’amministrazione comunale guarda dunque al bando ministeriale come a un’opportunità concreta per dotare Castellammare di Stabia di una struttura moderna e funzionale, capace di rispondere alle esigenze delle associazioni sportive, delle scuole e dei cittadini, contribuendo al contempo alla rigenerazione di un’area strategica del territorio urbano.

Castellammare di Stabia: Corso Garibaldi riqualificato in anticipo con ben cinque giorni prima del previsto

Buone notizie per cittadini, residenti e commercianti di Castellammare di Stabia. Si sono conclusi con ben cinque giorni di anticipo rispetto al cronoprogramma i lavori di rifacimento del manto stradale su Corso Garibaldi, uno degli assi viari più importanti della città.

L’intervento, avviato nelle scorse settimane e suddiviso in tre fasi operative, ha interessato l’intero tratto compreso tra l’Hotel Miramare e Piazza Principe Umberto, restituendo alla collettività una strada completamente rinnovata, più sicura e funzionale per la circolazione veicolare.

La chiusura anticipata del cantiere ha consentito di ridurre ulteriormente i disagi che inevitabilmente accompagnano opere di questa portata, permettendo il rapido ritorno alla normalità per residenti, attività commerciali e automobilisti che quotidianamente percorrono la centralissima arteria cittadina.

L’opera rientra nel più ampio piano di manutenzione straordinaria delle strade comunali, finanziato dalla Città di Castellammare di Stabia con un investimento complessivo di 2 milioni di euro. Un programma ambizioso che negli ultimi mesi ha già consentito la riqualificazione di importanti arterie cittadine come via Venezia, Corso Vittorio Emanuele, via Roma, via Libero D’Orsi e via Fondo d’Orto.

L’obiettivo dell’amministrazione comunale è quello di migliorare progressivamente la qualità della rete stradale urbana, garantendo maggiore sicurezza agli utenti della strada e contribuendo al decoro della città. Il piano, infatti, non si fermerà qui ma proseguirà nei prossimi mesi con ulteriori interventi di manutenzione e riqualificazione.

Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Luigi Vicinanza e dal vicesindaco con delega ai Lavori Pubblici, Giuseppe Di Capua.

“Avevamo assunto un impegno con la città: completare i lavori in tempi certi, limitando al massimo i disagi. Oggi possiamo dire di aver raggiunto questo obiettivo, riuscendo addirittura a chiudere il cantiere con cinque giorni di anticipo rispetto alle previsioni. Ringraziamo i cittadini, i residenti e i commercianti per la collaborazione e la pazienza dimostrate durante le settimane dei lavori”, hanno dichiarato.

La conclusione dell’intervento su Corso Garibaldi rappresenta un ulteriore tassello nel percorso di ammodernamento delle infrastrutture cittadine, confermando la volontà dell’amministrazione di investire concretamente sulla sicurezza e sulla vivibilità di Castellammare di Stabia.

Juve Stabia, tutto rinviato al 10 giugno: Il futuro è ancora da scrivere ma i segnali sono incoraggianti

0

Non è arrivata la svolta definitiva che l’intero popolo gialloblù attendeva con impazienza, ma dalla giornata trascorsa presso il Tribunale di Napoli, dal nostro inviato Mario Molinari, emergono elementi che consentono di guardare avanti con moderato ottimismo. La questione relativa all’assetto proprietario della Juve Stabia richiederà ancora qualche giorno per essere definita, ma il percorso sembra ormai indirizzato verso una soluzione stabile e concreta.

L’appuntamento decisivo è stato fissato per il prossimo 10 giugno, data nella quale tutti i soggetti coinvolti torneranno davanti ai giudici per compiere l’ultimo passo verso la definizione del nuovo assetto societario. Sarà allora che verranno chiariti gli equilibri che accompagneranno il club non soltanto nella prossima stagione, ma anche negli anni successivi.

Nel corso dell’udienza odierna sono state ascoltate le diverse parti interessate. Tra queste l’imprenditore Alfredo Guerri, alla guida della Domus Srl, figura che negli ultimi mesi ha manifestato interesse e vicinanza alle vicende della società stabiese. Non è passato inosservato il sostegno di alcuni tifosi presenti all’esterno del tribunale, che hanno voluto testimoniare la propria fiducia nei suoi confronti.

Sono intervenuti inoltre i rappresentanti legali di Francesco Agnello, titolare delle quote della società attraverso Stabia Capital, quote attualmente sottoposte a sequestro cautelare. Presente, attraverso un proprio delegato, anche il fondo elvetico Swiss Gulf Holding, che avrebbe manifestato la disponibilità a investire nel mondo del calcio partendo proprio dalla realtà gialloblù.

Prima dell’udienza conclusiva del 10 giugno, l’attenzione sarà rivolta a un’altra data fondamentale: l’8 giugno. Entro quel termine Agnello avrà la possibilità di aderire all’aumento di capitale richiesto dal Tribunale. Qualora ciò non dovesse avvenire, saranno i giudici a individuare la soluzione più adeguata per garantire continuità e prospettive alla Juve Stabia.

Le indicazioni raccolte nelle ultime settimane sembrano evidenziare una posizione favorevole per Alfredo Guerri e la Domus Srl, una candidatura che gode di apprezzamento da parte di una larga fetta della tifoseria e che ha dimostrato attenzione concreta verso il club e il territorio. Tuttavia, ogni valutazione definitiva sarà effettuata esclusivamente sulla base della solidità dei progetti e delle garanzie offerte.

Per i tifosi si apre dunque un’altra settimana di attesa, ma senza inutili allarmismi. I tempi per completare l’iscrizione al prossimo campionato di Serie B si stanno avvicinando, ma la situazione appare sotto controllo. La documentazione necessaria risulta già predisposta e l’ultimo tassello da definire riguarda l’individuazione del soggetto che avrà la rappresentanza legale della società e che dovrà sottoscrivere gli atti richiesti e provvedere agli adempimenti economici previsti dalla Lega.

L’esperienza recente dimostra che, una volta risolto il nodo proprietario, i passaggi burocratici possono essere completati in tempi molto rapidi. Per questo motivo, nonostante le inevitabili preoccupazioni, prevale la sensazione che la Juve Stabia disponga ancora di tutti gli strumenti necessari per presentarsi regolarmente ai nastri di partenza della Serie B 2026/2027.

In una fase così delicata, il messaggio più importante è quello della fiducia. Gli amministratori giudiziari sono chiamati a compiere una scelta di grande responsabilità e il loro obiettivo sarà esclusivamente quello di individuare la soluzione più solida, affidabile e vantaggiosa per il futuro della società. Il percorso non è ancora terminato, ma all’orizzonte si intravedono segnali che autorizzano l’ambiente gialloblù a guardare ai prossimi giorni con speranza e rinnovata serenità.

Juve Stabia, ore decisive per il futuro societario: tifosi in attesa davanti al Tribunale di Napoli

0

Sono ore di trepidante attesa per il popolo gialloblù. Il futuro della Juve Stabia passa infatti dalle decisioni che saranno assunte dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Napoli, dove questa mattina, dalle ore 12:00 si sta svolgendo un’importante udienza convocata alle ore 11:30 dalla Dott.ssa Teresa Areniello, Presidente della sezione.

Presenti in aula i due amministratori giudiziari, Mario Ferrara e Salvatore Scarpa, insieme ai legali di Francesco Agnello, assente all’udienza ma ancora formalmente proprietario dell’intero pacchetto quote della S.S. Juve Stabia 1907.

A seguire con particolare attenzione gli sviluppi della vicenda anche Alfredo Guerri titolare dalla Domus s.r.l. e Zeljko Jelencovic, rappresentante della Swiss Gulf Holding Srl, al momento gli unici soggetti che hanno manifestato concretamente interesse per l’acquisizione del club stabiese.

All’esterno del Tribunale si sono radunati alcuni tifosi delle Vespe, in particolare appartenenti al Club Nicola De Simone, che stanno presidiando la zona nella speranza di apprendere in anteprima l’esito del dibattimento. Presenti anche diversi giornalisti della carta stampata e operatori dell’informazione locale, consapevoli dell’importanza che questa giornata potrebbe avere per il futuro della società gialloblù.

Le sensazioni raccolte nelle ultime ore, tuttavia, lasciano intendere che difficilmente il procedimento si concluderà oggi. L’orientamento prevalente è che saranno necessari ulteriori giorni per consentire al collegio di valutare tutta la documentazione e gli elementi emersi nel corso del dibattimento prima di assumere una decisione definitiva.

Nel frattempo la tifoseria continua a sperare nell’arrivo di una proprietà forte, solida e ambiziosa. In questo senso, il nome di Alfredo Guerri è visto con particolare favore da una parte consistente dell’ambiente stabiese. L’imprenditore, infatti, ha già dimostrato negli ultimi mesi un concreto attaccamento ai colori gialloblù, contribuendo in diverse occasioni a supportare il club nei momenti di necessità, tra cui le delicate scadenze del 16 febbraio e del 16 aprile 2026. Inoltre, avrebbe favorito alcune trasferte organizzate in condizioni più agevoli per la squadra, presenziando personalmente accanto alle Vespe in diverse circostanze.

La città resta dunque con il fiato sospeso. Da quanto emergerà nelle prossime ore o nei prossimi giorni potrebbe dipendere una parte significativa del futuro della Juve Stabia, chiamata a programmare una nuova stagione dopo l’entusiasmante percorso che l’ha vista protagonista fino alle semifinali playoff di Serie B.

Seguiranno aggiornamenti non appena saranno disponibili ulteriori sviluppi dalla sede del Tribunale di Napoli.

Tra Archeologia e Astronomia: alla scoperta del “Planisfero delle Stagioni” a Castellammare di Stabia

0

Al Museo Archeologico Di Stabia “Libero D’Orsi”, domenica 7 giugno 2026, alle ore 17:30, ci sarà una visita guidata alla scoperta del “Planisfero delle Stagioni”, uno dei reperti più affascinanti degli scavi dell’antica Stabiae: un viaggio nel tempo dove l’archeologia romana incontra l’astronomia antica.

L’evento è stato organizzato dall’Archeoclub APS Stabiae in collaborazione con l’Associazione AstroCampania. A raccontare di questo capolavoro sarà il Dott. Antonio Catapano, Vicepresidente di AstroCampania, che svelerà i segreti e le intuizioni astronomiche racchiuse nell’affresco.

La data coincide con la prima domenica del mese, giornata in cui l’ingresso al museo è gratuito. La combinazione con la visita guidata, anch’essa gratuita, offre un’opportunità imperdibile per i cittadini e i turisti di riscoprire il patrimonio storico del territorio senza alcun costo.

Il focus dell’incontro sarà la spiegazione del Planisfero delle Stagioni, un affresco della prima metà del I secolo d.C., originariamente dipinto sul soffitto del portico che circondava il peristilio superiore di Villa San Marco.

Rinvenuto in frammenti nel 1952, l’affresco è stato restaurato. L’opera raffigura un globo su fondo scuro, all’interno del quale due cerchi si intersecano sugli assi. Sorprendentemente, la rappresentazione grafica e i punti di intersezione di questi paralleli e meridiani corrispondono in modo perfetto alle nostre moderne conoscenze geografiche e astronomiche.

L’ipotesi più accreditata è che l’affresco rappresenti una sfera armillare (un astrolabio sferico inventato da Eratostene nel 255 a.C.), dove le sfere indicano l’equatore e un meridiano. Nel dipinto, queste sfere celesti sono idealmente mosse da due figure femminili – personificazioni della Primavera e dell’Autunno – aiutate da piccoli amorini.

Il Planisfero non era isolato. Il soffitto di Villa San Marco era decorato in modo ricco e articolato con scene mitologiche, tra cui il Trionfo di Minerva, Hermes, Giunone ed Ebe. Questa composizione è considerata dagli esperti una delle più spettacolari dell’antichità, paragonabile per impatto visivo e importanza solo alla celebre Domus Aurea di Nerone a Roma.

Durante l’incontro si parlerà anche della meridiana emisferica in tufo con tracce di decorazione azzurra, ritrovata nell’atrio della villa nel 1954, a testimonianza di come la misurazione del tempo e lo studio degli astri fossero centrali nella vita quotidiana della nobiltà romana di Stabiae.

Per Info e Prenotazioni: Inviare una mail a archeoclubstabiae@gmail.com

Playoff Serie BKT 2025/26: il successo di una formula che accende la passione e valorizza il calcio italiano

0

Per raccontare il successo dei Playoff Serie BKT 2025/26, questa volta sono i numeri a introdurre il racconto. Numeri che parlano di emozioni, partecipazione, identità e appartenenza, certificando la crescita di un evento capace di coinvolgere milioni di persone tra stadi, televisioni, piattaforme digitali e social network. Una conferma della capacità della Serie BKT di rappresentare uno dei prodotti sportivi più coinvolgenti, imprevedibili e seguiti del panorama calcistico italiano.

La formula playoff si è confermata ancora una volta un elemento distintivo del campionato, capace di mantenere viva la competizione fino all’ultimo atto della stagione e di regalare spettacolo dentro e fuori dal campo. La post-season ha offerto otto partite ricche di emozioni, con 20 reti complessive e una media di 2,5 gol a gara, contribuendo a portare il totale stagionale alla quota record di 993 gol.

A raccontare l’identità della Serie BKT è soprattutto il peso del talento italiano. Sedici delle venti reti segnate nei playoff portano infatti la firma di calciatori italiani, confermando il ruolo centrale del campionato nello sviluppo dei giovani talenti nazionali. Emblematica la stagione di Mattia Liberali, premiato come Talento dell’Anno Serie BKT 2025/26 e autore di una rete storica in semifinale a soli 19 anni. Il giovane attaccante si è distinto anche come miglior dribblatore della fase finale, impreziosendo un’annata culminata con la convocazione nella Nazionale maggiore. Tra i protagonisti anche Fellipe Jack, già punto di riferimento dell’Under 20 azzurra, entrato nella storia come uno dei più giovani marcatori di sempre in una finale playoff. Complessivamente sono state cinque le reti realizzate da calciatori Under 23, ulteriore testimonianza della vocazione formativa della Serie BKT.

L’italianità continua a essere uno dei tratti distintivi del campionato. Dei 108 giocatori impiegati almeno una volta nei playoff, il 69% è rappresentato da calciatori italiani. Una percentuale che cresce ulteriormente nelle fasce più giovani, superando l’81% tra gli Under 23. Dati che raccontano una realtà sempre più centrale nel percorso di crescita tecnica del calcio italiano e nella costruzione del futuro delle Nazionali.

Sul piano sportivo, Pietro Iemmello si è confermato il miglior marcatore della post-season con tre reti, mentre Simone Pontisso si è distinto come miglior creatore di occasioni da gol. Tra i club, il Catanzaro ha rappresentato al meglio la valorizzazione del patrimonio nazionale, schierando il maggior numero di calciatori italiani differenti durante il percorso playoff.

Il successo della formula si è riflesso anche sugli spalti. I playoff hanno trasformato gli stadi in autentiche feste popolari, coinvolgendo complessivamente 116.547 spettatori. Palermo-Catanzaro ha fatto registrare il record di presenze in una singola gara con oltre 33 mila tifosi sugli spalti, mentre il Ceravolo di Catanzaro è stato lo stadio che ha accolto il maggior numero di spettatori nell’arco della post-season. Numeri che confermano il forte radicamento territoriale dei club e il legame profondo tra le squadre e le comunità che rappresentano.

Anche sul fronte televisivo i Playoff Serie BKT 2025/26 hanno segnato un importante salto di qualità. Per la prima volta la produzione ha beneficiato di una dotazione tecnologica straordinaria, pensata per offrire agli spettatori un’esperienza immersiva e allineata agli standard dei grandi eventi internazionali. L’impiego di camere speciali, super slow motion, droni, grafica virtuale e tecnologie di ultima generazione ha arricchito il racconto delle gare, contribuendo a valorizzare ulteriormente il prodotto. Una scelta premiata dal pubblico, con la finale di ritorno che ha superato gli 800 mila spettatori di ascolto nel minuto medio e un’audience complessiva vicina al milione e mezzo considerando le due sfide finali.

La crescita della Serie BKT è stata evidente anche nel mondo digitale. I contenuti realizzati durante la post-season hanno generato 71,5 milioni di visualizzazioni complessive, grazie a un racconto costante fatto di backstage, emozioni, interviste e immagini esclusive. Solo nella giornata della finale di ritorno sono state registrate oltre 5 milioni di visualizzazioni su Instagram, a testimonianza della capacità della Serie BKT di dialogare con pubblici differenti e con le nuove generazioni. Più in generale, la stagione ha fatto registrare una crescita del 10% dei follower sui canali ufficiali della Lega, raggiungendo complessivamente 430 milioni di visualizzazioni.

I Playoff Serie BKT 2025/26 confermano così la validità di una formula che unisce spettacolo, competitività e valorizzazione dei talenti. Una formula capace di mantenere alta l’attenzione fino all’ultimo minuto della stagione, di riempire gli stadi, conquistare il pubblico televisivo e coinvolgere milioni di tifosi online. Il successo dei numeri racconta molto più di una semplice fase finale: racconta la forza di un campionato che continua a crescere, innovare e rappresentare una delle espressioni più autentiche del calcio italiano.

Napoli, il mercato si accende: Rabiot è il colpo giusto per tornare al top o servono altre priorità?

0

A Napoli si dice che “addà venì baffone”, ma qui, a sentire i venti che soffiano tra i corridoi di Castel Volturno e le stanze di Manna, sembra che a dover arrivare – e pure in fretta – sia un altro tipo di “condottiero”: Massimiliano Allegri. E se arriva il tecnico livornese, allora le chiacchiere da bar si trasformano in qualcosa di molto più succoso. Il nome che sta facendo tremare i polsi ai tifosi azzurri? Adrien Rabiot.

Sì, avete letto bene. Il francese, il pupillo, l’uomo che con Max ha un legame di ferro, quasi fosse il suo prolungamento in campo. Immaginate la scena: Allegri che sbarca al Maradona e, nel suo zainetto tattico, porta con sé la pedina mancante per dare sostanza a una mediana che, con McTominay, farebbe venire i brividi a chiunque.

Un incastro che sa di Europa

Perché Rabiot? Semplice. Il ragazzo vuole la Champions League, e Napoli – diversamente da una Milano che vive in un limbo di incertezze societarie e tecniche – gliela garantisce sul vassoio d’argento. È un matrimonio che si può fare, soprattutto se guardiamo ai parametri economici: tre milioni e mezzo annui fino al 2028. Una cifra che, per un giocatore di tale spessore ed esperienza, suona quasi come un invito a nozze.

Ma non corriamo troppo. Siamo ancora nel campo delle suggestioni, perché qui a Napoli, si sa, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. E il mare, in questo caso, è fatto di un annuncio ufficiale che ancora latita e di una situazione milanese che definire caotica è un complimento. Però, lasciatecelo dire: vedere Rabiot e Scott McTominay correre insieme, con Lobotka a orchestrare il gioco, ci fa venire in mente un centrocampo di un’intensità da far tremare la terra. Due assaltatori, due lettori di gioco, un blocco centrale che non si passa.

Non solo mediana: il cantiere è aperto

La notizia del possibile arrivo di Rabiot porta con sé inevitabilmente un interrogativo: che ne sarà di Anguissa? Frank è un guerriero, lo sappiamo, ma la sua stagione è stata una malinconica discesa verso l’addio. Eppure, il calcio è strano: l’arrivo di Allegri, che da sempre lo stima, potrebbe essere la scintilla per una rinascita. E occhio ai giri di valzer degli agenti: il procuratore di Max, Branchini, cura anche gli interessi di Frank. Chissà che non sia proprio il mister a decidere di tenerlo stretto.

Intanto, Manna non dorme. Il Napoli sta costruendo le fondamenta: si cerca il terzino giusto per far rifiatare il capitano Di Lorenzo. I nomi? Anan Khalaili (il talento belga da 25 milioni) o l’usato sicuro di Dodo della Fiorentina. E ancora, il centrale Mario Gila dalla Lazio e l’idea Matej Kovar tra i pali.

Il mercato del “fatto”

Sullo sfondo, una certezza c’è già: Alisson Santos è ufficialmente azzurro, riscattato dallo Sporting per 16,5 milioni. Un tassello, insieme a quello di Hojlund, che inizia a dare corpo a una rosa che vuole tornare a far sognare.

Siamo solo all’inizio di un’estate che si preannuncia caldissima, proprio come il clima che sta per abbattersi sul Nord America col Mondiale alle porte. Ma qui, ai piedi del Vesuvio, il Mondiale è secondario: la testa è già rivolta al nuovo Napoli. Se davvero dovesse arrivare il tandem Allegri-Rabiot, beh, allora allacciate le cinture. Perché la prossima stagione, signori miei, non sarà per deboli di cuore.